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IL PAPATO , LA DINASTIA SVEVA E L’ITALIA

NASCITA PODESTA’

ALL’INIZIO DEL XIII SECOLO SI INASPRIRONO LE LOTTE DI FAZIONE ALL’INTERNO DEI COMUNI ITALIANI: PER
BLOCCARE QUESTA SITUAZIONE FU ISTITUITA UNA NUOVA MAGISTRATURA, IL PODESTA’ , CHE ASSUNSE IL
COMPITO DI GOVERNARE AL DI SOPRA DELLE PARTI, GARANTENDO L’ORDINE PUBBLICO E
AMMINISTRANDO LA GIUSTIZIA. IL REGIME PODESTARILE RIUSCI’ A COESISTERE CON QUELLO CONSOLARE ,
MA NEI PRIMI DECENNI DEL 200, DIVENTO’ IL VERO GOVERNO COMUNALE. L’ELEZIONE DEI PODESTA’ ERA
AFFIDATA ALLE ASSEMBLEE DEI CITTADINI O AI CONSIGLI PIU’ RISTRETTI DOMINATI DALLE FAMIGLIE
EMINENTI. PER GARANTIRE UN MIGLIOR CONTROLLO SULL’OPERATO DEI PODESTA’, LA DURATA DELLA
CARICA ERA DI UN ANNO. POCO DOPO I PODESTA’ FURONO SCELTI FRA I CITTADINI DI ALTRE CITTA’, COSI’
DA ASSICURARSI UNA LORO VERA NEUTRALITA’ DAVANTI ALLE FAZIONI. DIVENNERO COSI’ UN CORPO DI
FUNZIONARI SPECIALIZZATI E STIPENDIATI, I PODESTA’ GIRAVANO DA UN COMUNE ALL’ALTRO ,
PORTANDOSI DIETRO I LORO IMPIEGATI AMMINISTRATIVI E DI POLIZIA.

NEI PRIMI DECENNI DEL XIII SEC. IL CETO MERCANTILE E PRODUTTIVO, VOLLE PIU’ POTERE, COSI’ SI DETTE
UNA PROPRIA ORGANIZZAZIONE PRESENTANDOSI CON IL NOME DI POPOLO. COSI’ COMPARVE UNA
SECONDA E NON UFFICIALE ISTITUZIONE DI POTERE , PARALLELA AL PODESTA’. ESSA SIESPRIMEVA
ATTRAVERSO UN PROPRIO CONSIGLIO , ED ERA GUIDATA DA UN MAGISTRATO CHIAMATO CAPITANO DEL
POPOLO, CHE AGIVA ATTRAVERSO SOCIETA’ DI POPOLO ARMATE E COLLOCATE NEI RIONI DELLA CITTA’.

INNOCENZO III E FEDERICO II

IN QUESTO PERIODO IN EUROPA CI FURONO PROFONDI MUTAMENTI. NEL 1197, MORI’ ENRICO VI E
RIPRESERO I CONFLITTI FRA HOHENSTAUFEN DI SVEZIA CON I LORO PARTIGIANI GHIBELLINI (WEIBLINGEN)
E I GUELFI (WELFEN). NEL 1198, POCO PRIMA DI MORIRE LA REGINA COSTANZA DI ALTAVILLA AFFIDO’ SUO
FIGLIO FEDERICO II E IL REGNO DI SICILIA ALLA TUTELA DI PAPA INNOCENZO III, IL PAPA CERCO DI FAR
RIMANERE SEPARATE LE CORONE DI SICILIA E DI GERMANIA.

NEL 1112 I PRINCIPI TEDESCHI ELESSERO RE DI GERMANIA FEDERICO II. NEL 1220, LO INCORONARONO RE
D’ITALIA E IMPERATORE PER MANO DI ONORIO III.

FEDERICO II, LA GERMANIA E IL REGNO DI SICILIA

FEDERICO II AVEVA FATTO UNA PROMESSA AI PAPI, CIOE’ DI NON UNIFICARE MAI IL REGNO DI SICILIA CON
I REGNI DI GERMANIA E D’ITALIA, E DI ORGANIZZARE AL PIU’ PRESTO UNA CROCIATA PER RECUPERARE
GERUSALEMME, CHE ERA STATA RIPRESA DAL SULTANO DELLA SIRIA E DELL’EGITTO.

FEDERICO II GIUNSE A MESSINA NEL 1221 DOPO L’INCORONAZIONE E SI OCCUPO’ DEL REGNO
MERIDIONALE CREANDONE IL PRINCIPALE CENTRO DI ACCENTRAMENTO POLITICO. IL GOVERNO TOCCAVA
SOLO AL RE E AI SUOI FUNZIONARI. L’ATTIVITAì DEI MERCANTI ERA RIGIDAMENTE CONTROLLATA E
REGOLATA. NEL 1231 FEDERICO II EMANO’ LE COSTITUZIONI DI MELFI, CIOE’ DELLE LEGGI VALIDE PER
TUTTO IL REGNO.

IL CONFLITTO CON IL PAPATO E I COMUNI ITALIANI (GUERRA SANTA CONTRO FEDERICO II)

NEL 1227 FEDERICO II SI VIDE INFLIGGERE LA SCOMUNICA DAL PAPA GREGORIO IX, SENZA ANCORA ESSERE
ASSOLTO COMPI’ LA SUA CROCIATA PER RIPRENDERSI GERUSALEMME, MA INVECE DI COMBATTERE FECE
CON IL SULTANO UNA TREGUA DI 10 ANNI E LA RESTIRUZIONE DI GERUSALEMME, TRANNE LA PARTE DOVE
SORGEVANO LE MOSCHE MUSULMANE.

GREGORIO IX, ANCHE SE NON MOLTO CONTENTO DELL’ACCORDO FATTO, ANNULLO’ LA SCOMUNICA, MA I
LORO RAPPORTI CONTINUARONO A PEGGIORARE, PERCHE’ FEDERICO II VOLEVA FARE VALERE I SUOI
DIRITTI COME RE D’ITALIA. I COMUNI PADANI VEDEVANO IN FEDERICO II UNA MINACCIA, PER CUI
RICOSTITUIRONO LA LEGA (SECONDA LEGA) E ENTRARONO IN GUERRA CON L’IMPERATORE. A SUA VOLTA
IL PAPA PREOCCUPATO ANCHE LUI RICORSE NUOVAMENTE ALLA SCOMUNICA E BANDI’ CONTRO
FEDERICO II UNA GUERRA SANTA NEL 1239.

NEL 1241 IMPEDI IL CONCILIO CHE DOVEVA CONDANNARLO, E FECE CATTURARE IN MARE TUTTI QUELLI
CHE STAVANO ARRIVANDO PER PARTECIPARE AL CONCILIO CONTRO DI LUI, E NEL 1244 OCCUPO’ ROMA.

IL CONCILIO PERO’ SI SVOLSE DOPO A VERONA NEL 1245, DOVE INNOCENZO IV FECE DEPORRE FEDERICO
II.. NEL 1249 LE TRUPPE IMPERIALI DI FEDERICO II OCCUPARONO PARMA MA FURONO DEFINITIVAMENTE
SCONFITTI A FOSSALTA. FEDERICO II MORI’ NEL DICEMBRE 1250 MENTRE SI TROVAVA IN PUGLIA.

L’ITALIA GUELFA E GHIBELLINA

COME AVVENNE PER LA PRIMA LEGA, ANCHE ALLA SECONDA LEGA NON ADERIRONO TUTTI I COMUNI, E
COS’ INIZIARONO LE LOTTE DI FAZIONE, CHE PERO’ SFUGGIRONO AL CONTROLLO DEI PODESTA’ E CIO’
PORTO’ ALLA FORMAZIONE DI DUE PARTITI, I GUELFI A FAVORE DEL PAPA E I GHIBELLINI, A FAVORE
DELL’IMPERATORE.

MENTRE IN GERMANIA GUELFI E GHIBELLINI DESIGNARONO IN SOSTANZA I SEGUACI DI DUE CASATE, IN


ITALIA I GUELFI INDICARONO I FAUTORI DEL PAPATO E DEL POTERE TEMPORALE, I GHIBELLINI INDICARONO
I FAUTORI DELL’IMPERO AVVERSI ALLE LIBERTÀ COMUNALI.

IN ITALIA, QUASI IN OGNI CITTÀ C’ERA UNA FAZIONE GUELFA E UNA GHIBELLINA. DI FATTO LA DIVISIONE
TRA GUELFI E GHIBELLINI AVVENNE INIZIALMENTE TRA LE FAMIGLIE NOBILI, POI SI ESTESE A TUTTA LA
CITTADINANZA E FU UN FATTORE COSTANTE NELLA VITA DEI COMUNI ITALIANI.

LE CITTÀ CHE EBBERO PREVALENTE CARATTERE GUELFO FURONO FIRENZE, BOLOGNA, MILANO, MANTOVA,
FERRARA, PADOVA; PREVALENTEMENTE GHIBELLINE FURONO CREMONA, PAVIA, MODENA, RIMINI, SIENA,
LUCCA, PISA.

CI FURONO ANNI DI LOTTA ALL’INTERNO DEI COMUNI. LA MORTE DI FEDERICO II NEL 1250 FU SEGUITA
DALL’ESPULSIONE DALLE CITTA’ DELLE FAZIONI GHIBELLINE. IL PARTITO GHIBELLINO SI RIPRESE NEL 1258,
QUANDO A CAPO VENNE MESSO MANFREDI, UN FIGLIO ILLEGITTIMO DI FEDERICO II, CHE SI ERA
PROCLAMATO RE DI SICILIA. IL 4 SETTEMBRE 1260 CI FU A MONTAPERTI, LA BATTAGLIA DECISIVA TRA I
GUELFI, CAPEGGIATI DAL COMUNE DI FIRENZE; E I GHIBELLINI CAPEGGIATI DA MANFREDI CHE AVEVA
COME ALLEATI PISA, SIENA E GLI ESULI GHIBELLINI DI FIRENZE.

LE SORTI DEL CONFLITTO FURONO RISOLTE DAL PAPA URBANO IV E DAL SUO SUCCESSORE CLEMENTE IV:

 URBANO IV:SCOMUNICO’ MANFREDI E RIPORTO A FEUDO PAPALE IL REGNO DI SICILIA E DIEDE IL


REGNO DI SICILIA A CARLO D’ANGIO’(FRATELLO DEL RE DI FRANCIA).
 CLEMENTE IV: FECE RICORSO ALLE CROCIATE. I BANCHIERI GUELFI A FINANZIARE LA SPEDIZIONE IN
ITALIA DI CARLO D’ANGIÒ. NEL 1266 MANFREDI FU SCONFITTO E UCCISO NELLA BATTAGLIA DI
BENEVENTO.

I GHIBELLINI FURONO NUOVAMENTE CACCIATI DA FIRENZE E SIENA E I MERCANTI FURONO


GRANDEMENTE RICOMPENSATI : I SENESI DIVENNERO I BANCHIERI DEL PAPA, I FIORENTINI ACQUISIRONO
IL PREDOMINIO COMMERCIALE NEL REGNO DI CARLO D’ANGIO’.

LA RIBELLIONE DEI SICILIANI E LA DIVISIONE DEL REGNO DI SICILIA

IL REGNO DI SICILIA SI ERA SEMPRE ADATTATO AI SUOI CONQUISTATORI, MA CIO’ NON AVVENNE CON I
FRANCESI CHE RIUSCIRONO A RENDERSI ODIOSI PER I LORO MODI. CARLO D’ANGI’ FAVORIVA NAPOLI
COME CAPITALE, I FRANCESI PALERMO. TUTTO CIO’ PORTO’ ALLO SCOPPIO DI UNA RIVOLTA POPOLARE
CHE ESPLOSE A PALERMO NEL 1282: I VESPRI SICILIANI, CHE PORTO’ ALLA CACCIATA DEI FRANCESI.

IN AIUTO DEI SICILIANI, VENNE IL RE D’ARAGONA PIETRO III, CHE AVEVA SPOSATO UNA FIGLIA DEL RE
MANFREDI E RIVENDICAVA A SUO NOME IL REGNO.

CON L’ARRIVO DEGLI ARAGONESI LA RIBELLIONE SICILIANA PORTO’ ALLA GUERRA E RICOMINCIO’ IL
CONFLITTO FRA GUELFI A FAVORE DEGLI ANGIOINI; E GHIBELLINI A FAVORE DEGLI ARAGONESI.

IL PAPA DIEDE PIENO APPOGGIO A CARLO D’ANGIO’ CHE INTRAPRESE UNA NUOVA CROCIATA
(GUERRA)CONTRO PIETRO III D’ARAGONA. LA GUERRA CONTINUAVA, MA NEL 1302, SI ARRIVO’ AD UNO
STRANO COMPROMESSO: FEDERICO , FIGLIO MINORE DI PIETRO III, RICEVETTE IL TITOLO DI RE DI
TRINACRIA (TERRA DELLE TRE PUNTE , CIOE’ UNA ANTICA DEFINIZIONE GRECA DELLA SICILIA); GLI
ANGIOINI CONSERVARONO IL TITOLO UFFICIALE DI RE DI NAPOLI.

LE COSE PERO’ ANDARONO DIVERSAMENTE: NELL’ISOLA DELLA SICILIA, SORSE UN RAMO DINASTICO
ARAGONESE CHE MANTENNE IL POTERE FINO A QUANDO LA SICILIA FU ANNESSA DIRETTAMENTE DAL
REGNO DI ARAGONA.