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L'ESPERTO RISPONDE

sicurezza nei luoghi di lavoro, chi si può individuare come preposto?


12 febbraio 2020

D. E' consentito individuare come Preposto un soggetto che sia "dirigente" dal punto di vista dell'inquadramento giuridico, ma privo di potere di

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spesa e quindi non inquadrabile pienamente nel ruolo di "dirigente" ai sensi del TU sulla sicurezza?

R. Ai fini dell’applicazione della normativa in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro va fatto preliminarmente riferimento alle definizioni
riportate nell’art. 2 del D.Lgs 81/08 e, quindi, occorre considerare se il concreto ed effettivo svolgimento dei compiti attribuiti al soggetto in parola
siano inquadrabili nella figura del "dirigente" (che attua le direttive del datore di lavoro organizzando l’attività lavorativa e vigilando si di essa) o
del "preposto" (che deve sovrintendere e garantire l’osservanza da parte dei singoli lavoratori sugli obblighi posti a loro carico dalla legge e vigilare
quindi sulla corretta esecuzione delle direttive ricevute).

Ma ciò non e sufficiente. Va infatti evidenziato che se, da un lato, il conferimento della qualifica formale senza un corrispondente contenuto (si
tratta del c.d. capo di se stesso, ossia sovrintendente senza dipendenti gerarchici: caso non infrequente nelle aziende) non è di per se sufficiente a
riconnettere al lavoratore le responsabilità tipiche del preposto o del dirigente nella materia, dall'altro lato il mancato conferimento della qualifica
non basta a sottrarlo alle medesime responsabilità. Tanto la dottrina quanto la giurisprudenza infatti hanno riguardo, a tali fini, più alla situazione
di fatto che non agli aspetti della gerarchia formale. Per la dottrina il preposto ha la funzione di controllo diretto e immediato dell'attività
lavorativa e conseguentemente un certo potere d'impartire ordini ed istruzioni agli operai dipendenti e ancora la vigilanza del preposto è
strettamente sussidiaria e si riferisce esclusivamente agli sviluppi esecutivi dell'opera: stante questa configurazione, ancora secondo la dottrina,
egli "deve sollecitare direttive tecniche" e "non occorre che abbia una particolare qualifica". La giurisprudenza con estrema chiarezza ha enunciato
che la "individuazione dei destinatari delle norme di prevenzione degli infortuni va compiuta non soltanto in relazione alla qualifica rivestita
dall'agente nell'ambito dell’organizzazione imprenditoriale, quanto e soprattutto in riferimento alle reali mansioni esercitate che importano
l'assunzione di fatto della responsabilità a queste inerenti".