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APPUNTI

SULLE PRINCIPALI

CARATTERISTICHE E SULLE POSSIBILITÀ


Indice
D’UN NUOVO SISTEMA FILOSOFICO
Ø Parte prima: il sistema (per sommi capi)
o Il tempo come luogo, l’esistenza come storia
o Le prime due metafisiche
Introduzione • Dalla metafisica prima alla seconda
• La metafisica seconda ovvero il senso della
Cari amici, la finezza degli intelletti di voi pochi porti pazienza verso storia
questi informali e grezzi appunti, che con spirito di fanciullesco gioco • Caratteristiche fondamentali del processo
ho composto della materia oziosa e greve del concetto per sottoporre storico-rappresentativo
al vaglio dei vostri stimati giudizi le forme e le prospettive abbozzate o La metafisica terza (o intellegibile) : una prima
di talune idee, così sommariamente delineate nel mio intelletto da sommaria introduzione
anni di puerili e giovanili riflessioni.
Ø Parte seconda: storia della filosofia
Prima di entrare nel vivo delle questioni pare giusto fornirvi quel o Comprendere la storia della filosofia
minimo di contestualizzazione tematica che normalmente non è o Scrivere una storia della filosofia
negata ai lettori per merito d’un titolo: ora, poiché questa non è un o Cenni anticipatori d’una storia della filosofia
opera, ma tende incertamente verso tale –remoto– fine, troverete qui • La religione naturale in Omero: il canto del
sotto il titolo (provvisorio) della pubblicazione rispetto alla quale cigno della preistoria filosofica nel mondo
questi appunti vorrebbero rappresentare, se non una prima pietra, greco
quantomeno un primo studio. • Il miracolo greco: l’età dei sapienti e la nascita
della metafisica
Storia dell’Essere • La rivoluzione copernicana del cristianesimo
I- Prolegomeni • La lenta rivincita della Necessità ed il tramonto
della metafisica
Un ultima nota ai lettori: questo testo oltre a non servire nessun • Dopo la metafisica: scienza e mercato
intento divulgativo e a non possedere nessuna dignità accademica, o Conclusioni
non è nemmeno di carattere argomentativo: per varie ragioni tra cui
l’economia dello scrivere e la consapevolezza dell’erudizione del Ø Parte terza: considerazioni finali
pubblico è stata presa la discutibile decisione di non giustificare i o Le altre storie
concetti e le nozioni di cui si farà uso, questo tanto più quanto o “Repetita…”
estensivamente presenti e trattati dalla tradizione (filosofica e non
solo). Qui si vuole esporre il bozzetto d’un disegno, non discutere le
ragioni delle sue linee.
Parte prima: il sistema (per sommi capi) Dalla metafisica prima alla seconda
L’esistenza dell’essere, come suggerisce la parola, può verificarsi solo
Il tempo come luogo, l’esistenza come storia come e-sistenza: infatti se esistere è un azione, l’Essere non può
costituirsi come il soggetto di un agire né spaziale, giacché infinito,
Ciò che i nostri orologi misurano –il divenire degli enti nel proprio né qualitativo, giacché perfetto, né relazionale, giacché unico… In sé
relazionarsi– sarebbe forse più appropriato definirlo “storia” anziché per sé incapace di storia, non può che farsi causa e non-luogo di
“tempo” : auto-racconto fenomenologico dell’Essere, infinite storie: l’infinito, per esistere, si rappresenta in un infinità di
rappresentazione che permetta a questo la sussistenza nell’e- finiti: tutto è nulla, solo qualcosa è qualcosa.
sistenza. Anzi di fraintendere questo con la nozione di “tempo” in un L’agire rappresentativo è l’unico che consenta all’Essere di essere
triste disegno relativistico (dagli esiti spesso anti-metafisici e soggetto senza costituirsi tale: salvato nell’eternità dal pensarsi, se
nichilistici), converrebbe forse restituire al tempo una concettualità con un indebito ma curioso capovolgimento considerassimo essere
spaziale: come l’Essere è il non-luogo di tutti i luoghi possibili, così il l’agire potremmo affermare con Aristotele che esso sia pensiero di
tempo è il non-luogo dell’Essere; dire che il tempo sia lo spazio pensiero (e per questo sia).
dell’Essere significa legare questo secondo all’esistenza senza
chiamare in causa una legge esterna, la quale potrebbe attingere il La metafisica seconda ovvero il senso della storia
proprio essere solamente o dall’Essere, a scapito della perfezione di Non sarebbe possibile comprendere veramente la storia senza una
questo in sé medesimo, oppure da un innominabile esterno e sua metafisica, ed è opinione dell’autore che questa non sia solo
onnipotente capace di esserne causa: o questo che chiamo “tempo” è possibile ma anzi intellettualmente doverosa: la finitudine delle
in realtà il Logos (dei teologi) o è luogo; dunque affermare che il rappresentazioni non può non coinvolgerne la storicità, e la cagione
tempo sia il luogo dell’essere significa voler risolvere compiutamente del darsi e del disfarsi delle macro e micro storie non può che essere
in termini naturalistici e di necessità il problema della causa ricercata nell’atto rappresentativo che le genera. Sarebbe
dell’esistenza; questa che potrebbe apparire come una scelta politica dogmaticamente sciocco, gnoseologicamente limitante e
io la considero un’ impellenza filosofica. ontologicamente insensato voler ricercare tutta la dinamicità del
<<Che l’Essere sia, ovvero che ciò che è, per essere, esista>> Ecco mondo nel divenire degli stati della sua materia considerata
dunque il “decreto del tempo” , millenario se si considera la nostra unicamente in sé, escludendo qualsiasi prospettiva o introspettiva.
tradizione filosofica, vecchio quanto il mondo se si considera la Anzi pare più savio considerare l’atto rappresentativo per ciò che
nostra realtà, eterno se anche solo la si guardasse dall’eternità. esso stesso chiaramente è: rappresentare come definire, dove
definire significa sia il confinarsi dell’infinito in infiniti finiti, sia, con
Le prime due metafisiche questo ed in questo, il continuo farsi limite e dunque forma di una
potenza (in sé indefinita e amorfa). Se la rappresentazione,
Per agevolare l’intelletto chiameremo le considerazioni sull’Essere in considerata dalla metafisica prima, è l’obbedire dell’Essere alla
sé, e dunque anche sul suo rapporto diretto con l’ananke del tempo, necessità del tempo (o dell’esistenza), dunque il suo rappresentarsi
come “metafisica prima”; e d’altra parte quelle sul sostrato in infiniti “mondi” finiti; la stessa, se anzi considerata dalla metafisica
metafisico della rappresentazione come “metafisica seconda”. seconda, è il definirsi dell’essere nel mondo. Tra queste due vedute
v’è la differenza concettuale di considerare la Storia (come
conseguenza di una necessità ontologica) o la storia del mondo
(ovvero il divenire dei fatti nel suo darsi –essenziale– nel tempo)

Su questo darsi dell’essere in definizione –negli enti fisici, nelle punto del suo definirsi, che è il definirsi d’una porzione del mondo
entità concettuali che costituiscono l’essere e l’esistere come entità stesso.
del mondo– si intende qui fondare nientemeno che una scienza: Come il tempo determina l’esistenza dell’Essere, così la storia ne
l’unico possibile studio analitico, da una prospettiva prettamente ed determina, nelle rappresentazioni, la forma e lo stato; e parimenti
esclusivamente filosofica, che sia conseguenza d’un epistemologia potremmo immaginarla come il luogo dove questa ruota, queste
interamente fondata e ricavata dall’ontologia. Se indagheremo ingranaggi compositi a piacimento, girano: essi non avranno mai una
dunque le cose del mondo, lo faremo considerandole alla luce della stessa parte in uno stesso luogo, indifferentemente dalla complessità
loro storicità ontologica, e considereremo con questo metro le con cui si “scenda” –servendosi dell’individuazione– al loro interno e
opinioni, le quali eleveremo alla validità di scienza nella misura in cui si sommino moti su moti studiando le relazioni tra i diversi livelli
saremo in grado di afferrarne la storicità del darsi, e di ricondurle temporali degli enti storici in cui è possibile scomporre il mondo (un
dunque sensatamente, tramite la storia, all’Essere. esempio potrebbe essere il confrontare un ricordo d’un evento della
microstoria, con un ricordo d’un evento della macrostoria di cui si
Caratteristiche fondamentali del processo storico- ritiene averne fatto parte)
rappresentativo
Definirsi significa per l’essere diventare l’essere di una definizione: La metafisica terza (o intellegibile): una prima sommaria
rinunciare gradualmente al proprio essere potenza per sorreggere introduzione
l’essere di un atto (rappresentativo-definitorio) sempre più gravoso.
Il limite di questo “travaso” della storia è chiaro: il limite ad esistere Se in questo divenire non ci fosse la possibilità della “svolta” di cui a
di una definizione è, nella realtà del mondo, l’esistenza della cosa breve si farà menzione, queste pagine non esisterebbero (e invece
definita, ovvero l’essere stesso in relazione alla definizione che lo pare legittimo pensare che siano sempre esistite e che sempre
definisce. Pertanto quando tutto l’essere (di un ente) diviene essere esisteranno): essa avviene quando la definizione (qui intesa nel
in definizione, questa collassa e così la forma, negandosi, diviene la senso più lato e generoso come il definirsi d’una intera realtà) è tale
potenza stessa della propria negazione: l’Opera è conclusa e non e tanto complessa da arrivare come a “piegarsi” su di sé: dunque il
resta che l’essere stesso, il quale obbedendo eternamente al decreto miracolo: come il dio s’era smembrato attraversando lo specchio
del tempo inizierà subito un nuovo ciclo… Si guardi ad un mondo della rappresentazione, così ora esso (lo specchio), ripiegatosi su se
come ad un grande ingranaggio che gira su una linea: in esso, stesso ha potuto vedere l’immagine dell’infinito e partecipare alla
sensatamente ruotanti gli uni sugli altri ingranaggi identici ma di ricomposizione del dio. Nulla è più lo stesso: la rivelazione –tutta
dimensioni diverse a seconda della natura: tutti gli enti in cui è naturale– dell’intellegibile apre le porte alla metafisica e con questa
possibile intenderlo e scomporlo… Così le innumerevoli velocità di l’uomo è razionalmente capace di intendersi come ente composto
questo unico grande cammino: per ogni ente che consideriamo c’è d’un essere ed una definizione: se prima sapeva solo della propria
una storia, e le storie si rapportano tra loro con evidenti differenze di fine ora conosce anche la propria eternità, e l’eternità che l’essersi
passo…. Tutto spostandosi in avanti dall’essere all’essere ad una costituito come sé gli ha parzialmente sottratto. Nell’ idea
propria velocità… Così possiamo considerare il ciclo dell’ente matita dell’infinito tutte le infinite coscienze degli infiniti mondi
blu che si trova ora sulla mia scrivania, e constatare che per quanto s’incontrano: in essa è scritto <<Ecce me>>. Così l’uomo, definitosi
piccolo esso avrà presto percorso una minuscola parte della storia di atomo della coscienza universale diviene capace dell’impossibile alla
questo mondo, oppure potremmo considerare l’entità della piccola legge e alla realtà dei mondi: egli può rappresentare in sé come idea
quantità di materia di cui è costituita e osservare che sia solo ad un e fuori di sé come simbolo l’impossibile alla rappresentazione, a
partire dall’idea stessa dell’Essere: ora quando è libero –nel sonno–
di crearsi il proprio mondo potrà crearlo allo stesso tempo definito e
straripante d’essere, e nella veglia potrà poi dare una forma
(naturalmente innaturale), un colore o un suono al proprio anelito Scrivere una storia della filosofia
per l’essere.
Dunque la vita dell’uomo passa dal sentire l’essere al conoscerlo, e La storia della filosofia dovrebbe dunque essere considerata non
poi, seguendo il naturale corso della storia lo perde tentando di troppo dissimilmente dal divenire d’una rivelazione, questa non
afferrarlo come sabbia tra le dita: ogni sogno finisce e anche la additiva come quella –ex machina (dei)– della religione ma
facoltà di definire una definizione che non abbia perso il suo essere sottrattiva siccome radicata nelle cose e costituita da una continua
cade sotto i colpi di una scienza che avendo ridotto tutto a sé ha perdita d’essere: pertanto il procedere del pensiero, nella misura in
perso la possibilità di trascendersi. cui può essere didatticamente semplificato in una narrazione che
proceda per le epoche storiche di domanda in domanda attraverso
grandi risposte, deve vedere sempre anteposte le risposte alle
Parte seconda: storia della filosofia domande e considerare queste seconde come il decadimento
intuitivo-gnoseologico, per ragioni ontologiche, delle risposte stesse
Comprendere la storia della filosofia da cui hanno origine. Come l’essere della definizione era l’essere
dell’essere, così l’essere della problematizzazione d’una risposta era
Forse l’applicazione più interessante della prospettiva che le teorie l’essere della risposta, e la risposta che ne conseguirà sarà tanto più
fin qui esposte hanno tentato di abbozzare, il terreno ad essa più definita quanto più lontana dall’essere rispetto a quanto non lo fosse
congeniale e fertile dove coglie i suoi frutti più immediati e dolci è la precedente. Questa “lontananza dall’essere” della nuova risposta
quello della storia della filosofia: se la storia è il definirsi del mondo, non confonda: non si sia forviati dall’espressione ad intenderla come
con la storia nella storia la filosofia è la storia del definire un poco sensato “volgersi altrove” o “allontanarsi”: se descriverla
gnoseologico della coscienza: non si commetterebbe forse un chiaramente richiederebbe l’aver precedentemente chiarita la
approssimazione eccessiva chiamandola “storia della coscienza”. complessa interazione tra gnoseologico e ontologico, fisico e
Questa man mano che si fa assieme a tutto ciò che la circonda più metafisico, come invece si è deciso di non fare, per questo primo
definita rimpasta l’approfondimento definitorio delle cose definite incontro basti il buon senso di considerare come ogni concetto –in
con la definizione di ciò che le si presenta più indefinito: la storia quanto ente– sia sempre frutto dell’essere e composto di questo e
della coscienza, che è la storia di un ente estremamente complesso questo in definizione, e come la concettualizzazione stessa non abbia
(giacché si sviluppa assieme sia ontologicamente che in fin dei conti altro oggetto che l’essere stesso…. Ogni entità è
gnoseologicamente, e in entrambi i casi su più piani ontologici, in un sempre, in uno stato di cose, un equilibrio determinato di essere e
modo affascinante che ora non approfondiremo) è tutto sommato definizione.
anch’essa –in quanto tale– un definirsi dell’essere.
Pertanto intendere la storia della filosofia come il mero patrimonio Cenni anticipatori d’una storia della filosofia
intellettuale costituito da una serie di dati più o meno concettuali e
obsoleti posti in una successione temporale, non solo è pratica La religione naturale in Omero: il canto del cigno della
deprecabilmente limitante ma la ragione stessa per cui scaduto il preistoria filosofica nel mondo greco
periodo della metafisica questa disciplina è decaduta tanto da Se la filosofia come complesso tendere della coscienza alla
augurarle la morte. definizione (in termini gnoseologici) è tanto vecchia quanto l’umano
pensiero, con il termine di preistoria filosofica non si vuole designare
un tempo prima del percorso rivelatorio di questa “curiosità”, ma Ora quel nulla ha la potenza dell’essere ed è noumeno oscuro di cui
arbitrariamente il periodo di questa storia antecedente l’avvento la realtà è complessamente fenomeno quando non opinione a cui
della metafisica propriamente detta: il periodo tra il nome proprio e rinunciare; un armonia nascosta lo regge ed esalando avvolge in un
la teoresi in cui l’essere –antiteticamente ai nostri tempi– era ancora unico disegno perfetto invisibile e visibile, trascendendo in
anzitutto presenza. Non ci stupisce che già all’epoca del quest’ultimo in una forma meno potente e perfetta; Si pone dunque
cristianesimo la religione antica fosse sentita un garbuglio una distinzione tra la verità e l’opinione, e se ne prospetta una
d’assurdità dal sapore nichilistico. Nell’Iliade gli elmi sono maschere analoga e cugina tra essere e non essere: non senza resistenze, il
d’una morale estetica e aristocratica tesa sul nulla, il divino, tutto linguaggio avanza; quando anche quest’epoca (didatticamente
mondano è lungi dal fornire qualsiasi sistema di significato o divisibile in un periodo sapienziale ed un filosofico) giungerà al
escatologia: persino il destino è già segnato; se gli uomini scelgono la termine esso avrà raggiunto la dignità formale del trattato. Chi
morale non è mai per moralismo: la giustizia è non pervenuta, c’è conosce il lungo seguito della storia può sbizzarristi a trovare qui
solo polvere, sangue, umana bellezza e il nulla che a tutto soggiace. tutti quei lineamenti che poi sarebbero diventati concetti cardine
Eppure il mondo che vi si legge ed il suono che vi si sente sono i più della metafisica.
pieni e i meno nichilistici di cui si abbia conoscenza: la soluzione è I lettori comprenderanno che dilungarsi su questo vertice sommo del
semplice, l’essere era nel mondo e questo era sufficiente; ma altrove pensiero e del sentire umano, sullo stato della conoscenza in
la religione aveva già assunto da tempo importanti tratti metafisici, e quest’era di proporzione aurea tra essere e definizione, per quanto
il nulla che ben vi si avverte sotteso è il segno inconfondibile che la estremamente allettante e desiderabile sarebbe inappropriato
clessidra di quell’epoca era ormai giunta al termine. L’essere stava rispetto alla natura dello scritto…. se interessati augurino longevità
per lasciare il mondo. allo scrittore…

Il miracolo greco: l’età dei sapienti e la nascita della La rivoluzione copernicana del cristianesimo
metafisica L’istituzionalizzazione e la dogmatizzazione del mondo hanno
Passati circa un paio di secoli il così detto “medioevo ellenico” esala operato, più favorite che osteggiate dagli eventi storici, per quasi
gli ultimi respiri mentre la scrittura ritorna in un Ellade rinascente mezzo millennio quando la fulminea diffusione d’una nuova
che vede fiorire nuove polis aperte a nuove esperienze politiche (in rivelazione a beneficio dell’umanità tutta fornisce il presupposto
primis le grandi formalizzazioni costituzionali), e capaci di storico perché la vecchia teologia degli ebrei, espansa e chiarificata
intensificare i contatti con l’oriente (anche più lontano e -più o meno (parzialmente risemantizzata) dal Verbo stesso, possa sopperire alla
concettualmente- trascendente)… in questo noto e complesso vuota descrittiva insensatezza delle vecchie filosofie (di cui
periodo di stabilizzazione e rinascita, istituzioni formalizzazioni ed predominano ora gli aspetti scritti e teoretici), all’intollerabile aporia
influenze avviene quel miracolo che l’opinione comune, affascinata (vuoto, lacuna) concettuale che esse mostrano a proprio ultimo
dalle grandi e risonanti concettualizzazioni che seguiranno tende ad fondamento (come già il primo –e dunque più diffidente– degli
attribuire a pensatori che, da grandi e fini uomini d’intelletto, si scrittori-teorizzatori aveva romanticamente presagito –quel tardo–),
sentivano chiaramente dei tardi. Questo miracolo, l’avvento della e non da ultimo alla loro reciproca conflittualità definitoria. Le
metafisica nella Sapienza, ci fornisce l’occasione di aprire una metafisiche degli antichi sono castelli costruiti in aria: gli scolari
parentesi che non chiuderemo fino a Nietzsche, ovverossia quando dell’impero non avvertono più la potenza dell’essere nel sostrato e
essa intonerà il suo canto del cigno facendosi arte (per come si non appena la storia gliene fornisce l’occasione lo individuano non
intende qui l’arte). già oltra la storia, ma oltre l’esistenza stessa e ne forniscono il
concetto di tutta l’assurda sfilza di attributi necessari al ruolo: il
mondo è salvo e con esso le sue antiche descrizioni fisiche e vivere e né per parlare, ma soltanto per conoscere. È giusto che
metafisiche che restano un patrimonio di nozioni funzionanti dalle Cassandra fosse rinchiusa, il cavernicolo ammazzato: il nostro oro
quali attingere (quasi) liberamente per costruire una nuova, non è per il mercato (chi ha orecchie intenda).
potenzialmente univoca, descrizione fondata e sensata del mondo. Il Così questo autoreferenziale mondo della velocità (che è
prezzo è evidente: ora l’essere, certamente d’infinita potenza e comunicazione) e dell’informazione, fedele a nulla, tanto produttivo
presenza, è distante dal mondo (che n’è opera e segno) una quanto sterile, tanto ricco quanto povero non può che contare sul
trascendenza assoluta, siffatta da permettere –se non richiedere– la meccanismo matematicamente meccanico del mercato per attribuire
novità della volontà; e la ragione, per poter continuare ad esistere, valori. La morale è infatti assente o –tutt’al più– costituita da liste di
deve sempre partire dalla verità di fede. Per noi che guardiamo gli doveri e convenzioni accettati o trasgrediti unicamente per
eventi dalla luminosa prospettiva della storicità non è sorprendente interesse. Dio s’è fatto carne e solo la carne s’è salvata.
non solo che in quell’epoca d’incontro siano nate delle concezioni
dove era prevalsa l’attitudine filosofica o razionalistica, ma Conclusioni
soprattutto che esse non siano durate a lungo. Dio è entrato nel
mondo e il mondo è stato salvato. Raccontare l’intera storia della filosofia in tre (3) pagine, per di più
cercando di imprimerle un aspetto ed una consistenza –forse anche
La lenta rivincita della Necessità ed il tramonto della un sapore– nuovi non è certamente impresa da cui ci si possa
metafisica aspettare buoni risultati… pienamente consapevole delle enormi
La straordinaria architettura cristiana si dimostrerà mirabilmente omissioni e delle indebitissime, tristi semplificazioni chiedo scusa al
longeva, ma questo non ci impedisce di costatarne la storicità: in lettore, invitandolo però a concentrare il proprio giudizio più sul
secoli di teologia, filosofia, astronomia, matematica, alchimia e metodo del lavoro che sul risultato storiografico dell’opera di mezza
scienza (per dirne alcune) la carne s’è fatta sempre più verbo: da una nottata. Se le tesi di fondo si proveranno adeguate, la naturale
parte l’uomo ha cessato di sentire l’essere, dall’altra la naturale intenzione sarebbe quella di scrivere (come per altro si accennava
opposizione del (vasto) corpo scritturale e dogmatico al divenire nell’introduzione a questi appunti) una storia della filosofia (e
storico non è potuta essere infinitamente lenita dall’interpretazione. d’altro) non in più pagine ma in più volumi.
E così Galilei come Prometeo non poteva non portare tra gli uomini
la chiave per una sovversione dell’equilibrio che né Giustizia secondo
i greci, né i tribunali cristiani potevano davvero difendere contro il Parte terza: considerazioni finali
destino del tempo. Quando l’essere ha lasciato il mondo, Dio è sceso
nel mondo: i due si sono incontrati nella rivelazione cristiana; poi
l’essere ha lasciato Dio e questi è diventato il mondo. Le altre storie

Dopo la metafisica: scienza e mercato Se in questi scarsi e veloci appunti si è avuto modo di dedicare
Ormai viviamo nella notte del mistico: l’essere pressoché assente dal qualche periodetto solamente alla storia della filosofia, non si può
nostro mondo si mostra solo nella sua assenza e l’unico modo per fare a meno di immaginare la collana di libri cui i volumi di questa
avvertirlo e poterlo dunque pensare o vivere nel sogno è vorrebbero appartenere priva di una simile “storia dell’arte”, d’una
raggiungerlo nel tempo, ovvero fuori dalla storia. Ma non si può “storia della musica”, d’una “storia del linguaggio” e d’una
pretendere che gli uomini d’un epoca siano tutti più che uomini, e noi trasversale “storia del linguaggio artistico” o ” dell’espressività
filosofi obbligati per natura alla solitudine non siamo qui né per artistica”, ancora d’una “storia del teatro”… e queste sono solamente
quelle pochissime e molto affini che l’autore vorrebbe già comporre
di proprio pugno… I lettori sono invitati a partecipare: storicizzare la
storia anche solo del pensiero umano non è facoltà d’un uomo ma
d’una scuola.


“Repetita….”

Queste sette pagine e mezzo di appunti scritti alla rinfusa in una
notte potranno certo diventare, in un futuro non remoto, dieci o
persino venti…. Forse un poco più chiare e rifinite non
cambierebbero (come potrebbero?) nello scopo: prospettare un
sistema filosofico e le applicazioni che gli sono proprie. Sono tutte
sciocchezze? Pace: il geometra non è uno dei suoi progetti.
Alla vostra critica, o amici, non domando un giudizio definitivo
e totalizzante ma il discernimento delle potenzialità di un modello
di pensiero, qualora presenti.

Con affetto e stima, Paride




Pisa il 20 di giugno duemilaventi

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