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AV

AVVERTENZE

1) I prezzi riportati nei singoli capitoli sono ottenuti median- 7) (Capitolo 01-02 Materiali) Per i tubi in rame, il prezzo ripor-
te analisi ricavate dalla composizione delle risorse elementari tato è puramente indicativo, essendo il rame un materiale sog-
(mano d’opera e materiali), dei noli e dei semilavorati e com- getto a quotazione giornaliera.
prendono l’uso di trabattelli o scale fino ad una altezza dal pia- 8) Nei prezzi esposti nei capitoli del prezzario non sono mai in-
no di lavoro pari a 3,00 m. clusi i costi della sicurezza relativi alle varie tipologie di lavoro
Inoltre si intendono inclusi nei prezzi tutte quelle dotazioni che in oggetto se non quelli che, da sempre, sono stati considerati
l’impresa specializzata nell’esecuzione delle attività di lavoro de- come inclusi nelle spese generali (Determinazione Autorità di
ve necessariamente avere nella propria organizzazione di can- Vigilanza LL.PP. n. 4 del 26 luglio 2006).
tiere.
Per una esatta valutazione di ciò che dovrà essere compreso
Nei prezzi esposti nei capitoli del prezzario non sono mai inclu- nei costi della sicurezza si dovrà fare riferimento a quanto sta-
si i costi della sicurezza relativi alle varie tipologie di lavoro in bilito nel punto 4 dell’allegato XV del DLgs 9 aprile 2008 n. 81.
oggetto se non quelli che, da sempre, sono stati considerati co-
9) Nelle opere compiute sono evidenziate le incidenze percen-
me inclusi nelle spese generali (Determinazione Autorità di Vi-
tuali dei componenti Mano d'opera (MO), Noli e trasporti (NO)
gilanza LL.PP. n. 4 del 26 luglio 2006).
e Materiali (MT); tali incidenze percentuali sono arrotondate, per
Il costo della mano d’opera è una media rilevata presso le Asso- eccesso o per difetto, all'unità.
ciazioni di categoria delle province italiane.
Per questo motivo componenti con incidenze inferiori allo 0,5%,
I costi dei materiali sono una media rilevata dalla elaborazione seppure presenti in analisi, non vengono evidenziati.
dei listini forniti dalle maggiori case produttrici, distribuite su tut-
to il territorio nazionale. NO NOLI
I costi dei noli sono, invece, calcolati mediante analisi ricavate
Questo capitolo è stato chiamato "Noli" in quanto storicamente
dall’elaborazione di tutti i costi di consumo, manutenzione, assi-
nei capitolati d'appalto venivano riportati i noli delle macchine pre-
curazione e ammortamento del mezzo.
senti in cantiere che la Direzione Lavori si riservava di poter uti-
I prezzi, quindi, si intendono informativi e medi per forniture e lizzare per lavori in economia. Tali noli erano calcolati aggiun-
lavori normali di una certa consistenza. gendo le spese generali e l'utile d'impresa al costo orario deri-
2) Come suggerito dall’art. 32 del DPR 207/10, nelle opere com- vante dall'analisi, cosi come calcolato nel presente capitolo. Ne-
piute sono stati valutati i compensi per spese generali ed uti- gli ultimi anni si è però sviluppata enormemente un'attività eco-
li dell’appaltatore per tener conto dei maggiori oneri derivanti nomica di noleggio delle macchine operatrici da parte di aziende
da una conduzione organizzata e tecnicamente qualificata del specializzate. Tali noleggi sono sostanzialmente diversi da quel-
cantiere, nella misura complessiva del 28,70% (spese gene- li da noi calcolati poiché rispondono a regole di mercato e a co-
rali 17% ed utili il 10% sul totale pari all’11,7%), l’IVA è a carico sti aziendali diversi. Per tale motivo e per evitare confusioni pre-
del committente. feriamo riservare il termine "Noli" a questi ultimi rinominando il
3) Per i lavori da eseguirsi in edifici carcerari, i costi dei mate- presente capitolo "Noli-Costi Orari".
riali e delle opere compiute, potranno essere maggiorati fino ad Nel prezzo dei noli è compresa ogni spesa di carburanti, assicu-
un massimo del 10% per tenere conto delle particolari condi- razioni RC, lubrificanti, il carico e discarico, nonché le spese ge-
zioni di lavoro. nerali e gli utili dell’Impresa pari al 28,7%.
4) Forniture in sub-appalto: quando all’Impresa sia richiesta In particolare, per quanto riguarda il noleggio degli automezzi, ol-
una qualsiasi fornitura che esuli dalla sua attività specifica e per tre a comprendere le prestazioni del personale di manovra, il prez-
la quale debba rivolgersi ad operatore di altra categoria, le quo- zo viene fornito in tre modi: a caldo, a freddo con operatore, a
tazioni riportate non comprendono gli oneri per corresponsabi- freddo senza operatore.
lità e garanzie, le spese generali ed utili relativi alla sub-fornitu-
ra. Tali oneri, spese ed utili sono suscettibili di valutazioni diffe- La suddivisione ha lo scopo di calcolare il costo del macchinario
renziate, in rapporto alla loro entità assoluta e relativa, alla cor- durante le pause di lavoro, le soste forzate, il deposito, ecc.
responsabilità e garanzie ed alle pattuizioni particolari: in gene-
re variano dal 15% al 26,50%. 03 IMPIANTI DI CONDIZIONAMENTO
5) Revisione dei prezzi: qualora sia prevista la revisione dei Il paragrafo relativo alle CONDOTTE AERAULICHE è stato rea-
prezzi, si ritiene che la più corretta impostazione sia quella che lizzato in collaborazione con l’AS.A.P.I.A. (Associazione nazio-
fa riferimento ai prezzi elementari (mano d’opera, noli, traspor- nale aziende produttrici di condotte e componenti per impianti ae-
ti, materiali, ecc.) e non ai prezzi delle opere compiute. raulici).
6) Salvo diverse indicazioni, riportate nelle singole voci, i prez- Il paragrafo relativo alla BONIFICA E SANIFICAZIONE DEGLI
zi dei materiali sono indicati franco cantiere e non comprensivi IMPIANTI AERAULICI è stato realizzato in collaborazione con
di spese generali ed utili d’impresa. l’A.I.I.S.A. (Associazione Italiana Igienisti Sistemi Aeraulici).
AVVERTENZE CAP PREZZI
INFORMATIVI
12 AV DELL’EDILIZIA
10 IMPIANTI DI SOLLEVAMENTO temente indicati, ovvero le caratteristiche di pericolo non pos-
sono essere determinate, il rifiuto si classifica come pericoloso.
Il capitolo è stato realizzato in collaborazione con la Commissio-
Solo nel caso in cui, a seguito della corretta attribuzione del
ne Ascensori dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma
C.E.R. sul rifiuto, questo rientri nell’elenco e rispetti le restrizio-
e l’ANACAM (Associazione Nazionale Imprese di Costruzione e
ni riportate nella Tab. 1 del D.M. 27.9.2010, art. 5 così come mo-
Manutenzione Ascensori).
dificata dal Decreto del Ministero dell’Ambiente 24 giugno 2015,
11 RIMOZIONI E ASSISTENZE MURARIE il rifiuto potrà essere avviato in discarica per rifiuti inerti senza
la preventiva caratterizzazione. Se trattasi di rifiuto classificato
GESTIONE MATERIALI DI RISULTA E RIFIUTI con voce a specchio (C.E.R. speculari) si dovrà comunque ef-
Si riportano qui di seguito alcune indicazioni utili per lo smalti- fettuare l’analisi di non pericolosità di cui ai Regolamenti nn.
mento di rifiuti provenienti da costruzioni e demolizioni. 1342 e 1357/2014/UE e della Decisione 2014/955/UE e s.m.i.
E’ doveroso sottolineare, vista la complessità della materia, che La documentazione predetta (caratterizzazione di base, sem-
abbiamo accennato solo ad alcune problematiche, tipicamente pre, e verbale di campionamento ed analisi, ove necessarie o
utili nello smaltimento di rifiuti. comunque richieste) deve essere effettuata e trasmessa al ge-
Per lo smaltimento in discarica di rifiuti speciali il produttore/de- store della discarica prima del primo conferimento ovvero dopo
tentore del rifiuto deve sempre presentare all’impianto riceven- l’ultimo trattamento effettuato, e ripetuta ad ogni variazione si-
te la “Caratterizzazione” di base del rifiuto completa delle ana- gnificativa del processo che origina i rifiuti, e comunque alme-
lisi di caratterizzazione, nel rispetto degli articoli 2 e 5 del D.M. no una volta l’anno.
27.9.2010. Nella caratterizzazione si dovrà dichiarare che il ri- Il gestore della discarica procederà alle verifiche in loco al mo-
fiuto non è recuperabile e che le analisi allegate sono state svol- mento del ricevimento dei rifiuti, ai sensi dell’art. 4 al DM.
te nel rispetto delle informazioni raccolte, pertinenti e disponi- 27.9.2010 ed alle verifiche di conformità di cui all’art. 3 dello stes-
bili, su tutte le possibili proprietà di pericolo del rifiuto, rigorosa- so DM 27.9.2010.
mente valutate con l’analisi ai fini della classificazione, nonché
In ogni caso, prima di effettuare l’eventuale caratterizza-
dei Regolamenti nn. 1342 e 1357/2014/UE e della Decisione
zione del rifiuto, è consigliato contattare direttamente gli
2014/955/UE e s.m.i. che prevedono, nei casi in cui un rifiuto sia
impianti prescelti e farsi indicare la corretta procedura per
classificato dal produttore con codici CER speculari, uno peri-
la cosiddetta omologa del rifiuto.
coloso ed uno non pericoloso, quali siano le indagini da svol-
gere, necessarie per determinare le proprietà di pericolo che Per lo smaltimento in discarica è previsto il pagamento di un
esso potrebbe possedere e stabilire se il rifiuto sia pericoloso o contributo per il ristoro ambientale, comunemente chiamato Eco-
non pericoloso. La caratterizzazione va fatta prima che il rifiuto tassa, che la discarica corrisponderà all’amministrazione regio-
venga allontanato dal luogo di produzione e andrà ripetuta al- nale di competenza. In ogni regione il calcolo per l’applicazione
meno ogni anno e comunque quando varia la rappresentatività dell’Ecotassa è diverso, sia per l’importo che per il criterio di ap-
del rifiuto. plicazione, anche in questo caso per sapere maggiori dettagli
Alle analisi andrà allegato il verbale di campionamento, per i ma- si consiglia di consultare i canali ufficiali.
teriali da sottoporre ad analisi, compilato da un tecnico abilita- Per quanto riguarda le procedure necessarie per il conferimen-
to. Il verbale deve qualificare il tecnico per competenza ed espe- to presso impianti diversi dalle discariche, in questa sede è sta-
rienza, indicare il metodo di campionamento UNI 10802, indi- to deciso di non affrontare il problema in quanto, a questi im-
care la natura del rifiuto, le sue caratteristiche fisiche, la qualità pianti, in genere, le autorità addette al rilascio delle autorizza-
e la quantità del materiale rappresentato dal campione prele- zioni impongono condizioni troppo diverse tra loro.
vato (in alcune regioni vengono richieste indicazioni aggiuntive Ricordiamo inoltre che il D.lgs 152/2006 (T.U. Ambiente) preve-
rispetto a quanto richiesto dalla normativa nazionale). de che determinati rifiuti, quali le terre e rocce, in particolari con-
Quando le sostanze presenti in un rifiuto non sono note o non dizioni, possano essere trattati al di fuori del campo di applica-
sono determinate con le modalità stabilite nei modi preceden- zione dei rifiuti.
Codice Descrizione Restrizioni

10 11 03 Scarti di materiali in fibra a base di vetro (**) Solo se privi di leganti organici
15 01 07 Imballaggi in vetro
17 01 01 Cemento Solamente i rifiuti selezionati da costruzione e demolizione (*)
17 01 02 Mattoni Solamente i rifiuti selezionati da costruzione e demolizione (*)
17 01 03 Mattonelle e ceramiche Solamente i rifiuti selezionati da costruzione e demolizione (*)
17 01 07 Miscugli di cemento, mattoni, mattonelle e Solamente i rifiuti selezionati da costruzione e demolizione (*)
ceramiche
17 02 02 Vetro
17 05 04 Terra e rocce (***) Esclusi i primo 30 cm di suolo, la torba e purché non prove-
nienti da siti contaminati
19 12 05 Vetro
20 01 02 Vetro Solamente vetro raccolto separatamente
20 02 02 Terre e rocce Solo rifiuti di giardini e parchi, eccetto terra vegetale e torba
(*) Rifiuti contenenti una percentuale minoritaria di metalli, plastica, terra, lose, eccetera, a meno che non sia possibile escludere che la costruzione
sostanze organiche, legno, gomma, ecc., ed i rifiuti di cui al codice 170904. L’o- demolita fosse contaminata in misura significativa.
rigine dei rifiuti deve essere nota. - Esclusi i rifiuti prodotti dalla costruzione e dalla demolizione provenienti da
- Esclusi i rifiuti prodotti dalla costruzione e dalla demolizione provenienti da costruzioni da costruzioni trattate, coperte o dipinte con materiali contenenti
costruzioni contaminate da sostanze pericolose inorganiche o organiche, ad sostanze pericolose in quantità notevole.
esempio a causa dei processi produttivi adottati nell’edificio, dell’inquinamento (**) Inclusi gli scarti di produzione del cristallo.
del suolo, dello stoccaggio e dell’impiego di pesticidi o di altre sostanze perico- (***) Inclusi i i rifiuti di cui al codice 010413.
AV
NOTE TECNICHE

03 IMPIANTI DI CONDIZIONAMENTO de e la cui inclinazione sull'orizzontale è superiore a 15°, de-


stinato al trasporto:
La produzione e l’utilizzo dei CFC (Cloro-Fluoro-Carburi) ovve-
1) di persone;
ro R11, R12 e R502 e dei HCFC tra quali il più diffuso è R22,
sono vietati già da qualche anno. 2) di persone e cose;
Il Regolamento (UE) n. 517/2014, mantiene l’obiettivo di prote- 3) soltanto di cose, se il supporto del carico è accessibile, os-
zione dell’ambiente rafforzando e introducendo specifiche di- sia se una persona può entrarvi senza difficoltà, ed è munito
sposizioni volte alla riduzione delle emissioni dei gas fluorurati di comandi situati all'interno del supporto del carico o a porta-
a effetto serra (F-gas) che riguardano l’installazione e la gestione ta di una persona all'interno del supporto del carico.
di un impianto di condizionamento in particolare attraverso:
Ascensore elettrico
- Obbligo di controllo di eventuali perdite all’interno di un im-
È un ascensore, come sopra definito, con il supporto del carico
pianto di refrigerazione
sospeso a mezzo di funi (o raramente catene) in cui l’energia
- Obbligo di realizzazione di sistemi di individuazione perdite necessaria al sollevamento è fornita da un argano azionato da
- Obbligo di formazione per installatori e manutentori un motore elettrico.
La normativa UNI EN 378-1/2/3/4 definisce requisiti di sicurez-
Ascensore idraulico (o oleodinamico)
za e ambientali per i locali in cui sono presenti impianti di refri-
gerazione con all’interno gas fluorati. Ascensore, come sopra definito, in cui l’energia necessaria al
sollevamento del supporto del carico è fornita da una pompa
azionata elettricamente, che invia il fluido idraulico al gruppo ci-
10 IMPIANTI DI SOLLEVAMENTO lindro-pistone il quale agisce direttamente o indirettamente sul
supporto del carico (possono essere usati più motori, pompe
NORMATIVA SPECIFICA DI RIFERIMENTO e/o gruppi cilindro-pistone).
Direttiva 2014/33/UE Tali ascensori sono generalmente:
UNI EN 81-1: 2010 e UNI EN 81-2:2010 - ad azione diretta: ascensore idraulico in cui il pistone è fissa-
UNI 10411-1: 2014 e UNI 10411-2: 2014 to direttamente alla cabina o alla sua intelaiatura per corse
EN 81-1: 2010 e EN 81-2: 2010 generalmente non superiori a 6-9 m;
- ad azione diretta: con pistone telescopico a 2-3 stadi per cor-
NORMATIVE CORRELATE se anche superiori ai 10 m;
DM 22 gennaio 2008 n. 37 (regolamento installazione impianti) - ad azione indiretta: ascensore idraulico in cui il pistone è col-
Legge 9 gennaio 1989 n. 13 e successive disposizioni (supera- legato alla cabina o alla sua intelaiatura con mezzi di so-
mento barriere architettoniche) spensione (funi, catene) per corse fino a circa 25 m.
DM 16 maggio 1987 n. 246 e disposizioni collegate (sicurezza Ascensore merci
antincendio per gli edifici di civile abitazione)
Ascensore destinato principalmente al trasporto di merci, che
DPR 30 aprile 1999 n. 162 e s.m. e i. (regolamento d’attuazio- sono generalmente accompagnate da persone.
ne della direttiva 95/16/CE sugli ascensori e di semplificazione
dei procedimenti per la concessione del nulla osta per ascen- Locale macchinario
sori e montacarichi, nonché della relativa licenza d’esercizio). È il locale dove si trova il macchinario per il sollevamento (ar-
DPR 30 ottobre 2010 n. 214 (regolamento recante modifiche al gano o centralina oleodinamica) e le relative apparecchiature.
DPR 30/4/99 n. 162 per la parziale attuazione della Direttiva
2006/42/CE relativa alle macchine che modifica la Direttiva Locale pulegge di rinvio
95/16/CE relativa agli ascensori). È il locale dove si trovano le pulegge per il rinvio delle funi alla
cabina e/o al contrappeso.
DEFINIZIONI
Riteniamo utile fornire alcune definizioni desunte dalla norma- Macchinario
tiva vigente ed adattate allo scopo del presente prezzario. È il complesso degli organi motori che assicurano il movimen-
to e l’arresto dell’ascensore (comprende il gruppo motore-ar-
Ascensore gano-freno per gli ascensori elettrici o la centralina oleodinami-
Un apparecchio di sollevamento che collega piani definiti, me- ca, costituita da motore-pompa-valvole di comando, per gli ascen-
diante un supporto del carico e che si sposta lungo guide rigi- sori idraulici).
AVVERTENZE NOTE TECNICHE CAP PREZZI
INFORMATIVI
14 AV DELL’EDILIZIA
Montacarico – Scorrimento automatico (in caso di adeguamento di edifici esi-
È un apparecchio di sollevamento a motore, di portata non in- stenti la porta di piano può essere del tipo ad anta incernie-
feriore a 25 kg, che collega piani definiti mediante un supporto rata purché dotata di sistema per l’apertura automatica);
del carico che si sposta lungo guide rigide, o che si sposta lun- – Idoneo meccanismo automatico in caso di ostruzione;
go un percorso perfettamente definito nello spazio, e la cui in- – Tempo di apertura almeno 8 secondi;
clinazione sull’orizzontale è superiore a 15°, destinato al tra- – Tempo di chiusura almeno 4 secondi;
sporto di sole cose, inaccessibile alle persone o, se accessibi-
le, non munito di comandi situati all’interno del supporto del ca- – Stazionamento a porte chiuse;
rico o a portata di una persona all’interno del supporto del ca- Dimensione porta cabina
rico. – Nuovo edificio: 80 cm posta sul lato corto;
– Adeguamento edifici esistenti: 75 cm posta sul lato corto;
Montautomobili
Ripiano di fermata o piattaforma
È un ascensore la cui cabina è dimensionata per il trasporto di
autovetture. – Nuova edificazione: 150 x 150 cm davanti alla porta della ca-
bina;
Vano corsa – Adeguamento di edifici esistenti: 140 x 140 cm davanti alla
È il volume entro il quale si sposta la cabina e il contrappeso (se porta della cabina;
esiste). Questo volume è materialmente delimitato dal fondo fos- Arresto ai piani
sa, dalle pareti e dal soffitto. Porte a scorrimento automatico;
Il fondo fossa o fossa è la parte del vano corsa situata sotto il li- Autolivellamento con tolleranza massima ± 2 cm;
vello del piano più basso servito dalla cabina. La profondità del-
la fossa è la distanza fra il piano di calpestio del piano più bas- Segnalazione sonora arrivo;
so servito dalla cabina ed il pavimento della fossa. Placca riconoscimento piano in Braille;
La testata è invece la distanza fra il piano di calpestio del piano Attrezzatura di cabina
più alto servito dalla cabina ed il soffitto del vano corsa. Bottoniera interna ed esterna altezza da 110 a 140 cm;
Per la regolamentazione vigente, tranne alcuni casi specifici (ad Campanello di allarme, citofono ad altezza da 110 a 130 cm;
esempio nuovi elevatori installati in edifici preesistenti con ben Luce di emergenza con autonomia 3 ore;
determinate caratteristiche), il vano corsa ed il locale del mac-
Segnale luminoso di avvenuta ricezione allarme;
chinario devono essere isolati dagli altri ambienti per mezzo di
pareti cieche di materiale incombustibile e perciò gli ascensori Pulsanti con numerazione in rilievo scritte con traduzione in Braille;
installati negli edifici di nuova realizzazione si muovono sempre Segnalazione sonora di arrivo al piano e, ove possibile, sedile
in un vano proprio chiuso. ribaltabile con ritorno automatico.
Per quanto sopra riportato non esistono più gli ascensori di ca-
tegoria A, B, C, D ed E ma solo ascensori e/o montacarichi co- 05 IMPIANTI ANTINCENDIO
me sopra definiti.
Per gli ascensori elettrici azionati da motori asincroni trifasi è Estintori
possibile avere impianti ad una o due velocità. È possibile otte- Gli estintori, in relazione all’agente estinguente in esso conte-
nere un livellamento graduale della velocità in partenza ed in ar- nuto, si distinguono in:
rivo mediante una regolazione della velocità stessa (es. siste- - Estintori a base d’acqua (compresi quelli a schiuma)
ma VVF-Voltage Variable Frequency). Gli ascensori elettrici con
- Estintori a polvere
velocità di 1 m/sec o superiore sono particolarmente indicati in
edilizia non residenziale (uffici, ospedali, ecc). - Estintori a biossido di carbonio (C02)
- Estintori a idrocarburi alogenanti
ASCENSORI PER PORTATORI DI HANDICAP
Manutenzione estintori
Normativa tecnica di riferimento: La manutenzione delle attrezzature antincendio è un obbligo a
DM 14 giugno 1989 n. 236 carico del datore di lavoro ed è sancito dal Dlgs 81/2008.
DPR 24 luglio 1996 n. 503 La norma tecnica di riferimento (anche per gli addetti delle dit-
te esterne di manutenzione) per la manutenzione degli estin-
Requisiti essenziali tori è la norma UNI 9994:2013, “Apparecchiature per estinzio-
Dimensioni minime della cabina ne incendi; estintori d’incendio; manutenzione”. Questa norma
– Nuova edificazione: indica la periodicità degli interventi di manutenzione e le mo-
dalità di esecuzione.
• non residenziale 140 x 110 cm; porta con luce netta mini-
ma di 80 cm posta sul lato corto; Sono previste 6 distinte fasi di manutenzione:
• residenziale 130 x 95 cm; porta con luce netta minima di - Controllo iniziale (art. 4.3);
80 cm posta sul lato corto; - Sorveglianza (art. 4.4);
– Adeguamento di edifici esistenti: - Controllo periodico (art. 4.5);
• tutti 120 x 80 cm; porta con luce netta minima di 75 cm po- - Revisione programmata (art. 4.6);
sta sul lato corto; - Collaudo (art. 4.7);
Porta cabina - Manutenzione straordinaria (art. 4.8).
IMPIANTI CAP AVVERTENZE NOTE TECNICHE
TECNOLOGICI
AV 15
La persona responsabile delle misure di sicurezza antincendio, La persona responsabile delle misure di sicurezza antincendio,
deve predisporre e tenere aggiornato un registro estintori, fir- deve predisporre e tenere aggiornato un registro, firmato dallo
mato dallo stesso, in cui sono annotati gli interventi svolti e in stesso, in cui sono annotati gli interventi svolti e in cui sono al-
cui sono allegati i documenti di manutenzione redatti dal ma- legati i documenti di manutenzione redatti dal manutentore.
nutentore.
Manutenzione idranti Simboli e Classificazione di resistenza al fuoco
Le norme tecniche di riferimento per la manutenzione degli idran- Il DM del 16 febbraio 2007 riguardo i prodotti e gli elementi co-
ti sono le UNI 10779:2014 e UNI EN 671-3:2009. struttivi prevede delle classificazioni in base alle loro caratteri-
Sono previste 3 fasi di manutenzione: stiche di resistenza al fuoco secondo i simboli e le classi indi-
cate nelle tabelle dell'allegato A al presente decreto, in confor-
- sorveglianza dell'impianto;
mità alle decisioni della Commissione dell'Unione europea
- manutenzione dell'impianto; 2000/367/CE del 3 maggio 2000 e 2003/629/CE del 27 agosto
- verifica periodica dell'impianto; 2003.

ALLEGATO A - Simboli e classi

SIMBOLI
AVVERTENZE NOTE TECNICHE CAP PREZZI
INFORMATIVI
16 AV DELL’EDILIZIA
CLASSI
A5 - Prodotti destinati ai sistemi
di ventilazione (esclusi i sistemi
di estrazione del fumo e del ca-
lore)

A7 - Prodotti da utilizzare nei si-


stemi di controllo del fumo e del
calore
IMPIANTI CAP AVVERTENZE NOTE TECNICHE
TECNOLOGICI
AV 17
segue A7
AV
NORME PER LA MISURAZIONE DELLE OPERE

11 RIMOZIONI E ASSISTENZE MURARIE - lavori in quota con avvicinamento al castello di tiro per il calo
in basso con elevatore meccanico;
Demolizioni - trasporto, al piano di carico, fino alla zona deputata alla rac-
Le demolizioni saranno valutate adottando l’unità di misura com- colta dello stesso (quando questa sia espressamente indica-
patibile con l’operazione in oggetto: m3, m2, m, kg, cad. ta dalla Direzione Lavori o necessiti comunque, per la sicu-
Nei prezzi delle opere sono compresi oltre gli oneri relativi alle rezza e l’igiene del lavoro, di un area appropriata di raccolta)
spese generali ed agli utili di impresa, anche quelli concernen- I criteri di applicazione di queste stime, relativamente al tipo di
ti l’esecuzione con modalità e precauzioni idonee a garantire la movimentazione analizzata, dovranno seguire i seguenti crite-
sicurezza e l’igiene dei lavori, a non danneggiare le opere e ma-
ri:
nufatti limitrofi, a non arrecare disturbi o molestie ed a bagnare
i materiali di risulta per non sollevare polveri. Non sono altresì movimentazione con mezzi meccanici di piccole dimensioni: per
inclusi gli oneri relativi alle opere provvisionali. trasporti effettuabili con piccole macchine di portata fino a 1
Le movimentazioni orizzontali o verticali del materiale di risulta m3 (dumperini, carrelli elevatori equipaggiati con benna,...)
(scarriolamenti, calo in basso, trasporti), quando non inclusi nei su percorsi percorribili con questi tipi di mezzi;
prezzi riportati, saranno valutate al metro cubo. Nelle stime ri- scarriolatura: per trasporti con carriola, o mezzi simili condotti a
portate È GIÀ INCLUSO l’incremento relativo all’aumento di vo- mano, su percorsi non transitabili da mezzi meccanici di pic-
lume del materiale sciolto. cole dimensioni, considerando complessivamente sia l’e-
La stima del calo in basso con elevatore meccanico con porta- ventuale tragitto fino al mezzo deputato al calo in basso sia
ta fino a 500 kg, quando non inclusa nei prezzi riportati, andrà quello, effettuato sul piano di carico, fino al luogo di raccolta
applicata solo quando si verificherà l’utilizzo dell’attrezzatura in del materiale di risulta;
oggetto con la presenza di due operatori deputati al carico ed
allo scarico dei materiali di risulta (manodopera compresa nel scofanatura e/o insacchettatura: per trasporti a mano, a mezzo
prezzo). di secchi o sacchetti, del materiale di risulta quando, pre-
La stima dell’avvicinamento al luogo di deposito provvisorio, in scindendo dalla capacità operativa dell’appaltatore, non ri-
attesa del trasporto allo scarico, quando non inclusa nei prezzi sultino praticabili altri tipi di movimentazione (percorsi non
riportati, potrà essere applicata solo nel caso di materiale sciol- carriolabili ed impossibilità di sfruttare, per il calo in basso,
to proveniente da demolizioni e nelle seguenti situazioni: alcun tipo di mezzo meccanico).

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