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1) Descrivi i Quadri di una esposizione di Modest Musorgskji, facendo particolare

riferimento a tutti i particolari che, a tuo avviso, li rendono tipicamente russi


i “quadri di un’esposizione” di Modest Musorgkij sono un polittico di brevi pezzi per
pianoforte solo, poi soggetto a diverse orchestrazioni; ricordiamo le più celebri di Ravel e di
Rimskij-Korsakov. La parte pianistica viene poi sistemata da Rimskij-Korsakov, che in
alcuni punti la priva del carattere originale avvicinandola a un’estetica europea. Questa
composizione viene considerata un esempio di musica descrittiva, in quanto si ispira a
pitture di Victor Harrtmann.
La struttura di articola in una promenade espositiva (“passeggiata”) che viene riproposta
variata alternandosi ai brani cosiddetti “quadri”. Tra i quadri: “gnomi”, ”il vecchio castello”,
“tuileries” (bambini giocano al parco), ”bydlo” (carro trainato dai buoi), “balletto dei pulcini
nel loro guscio”, ”Samuel Goldengeberg” (due ebrei; il ricco e il povero), “schimiyle”, “il
mercato di Limoges”; “catacombae” (grotteso, nell’orchestrazione fatta dagli ottoni), “”con
i morti in una lingua morta”, ”baba-yaga” (nome di una strega) e “la grande porta di Kiev”
(ingresso della città), grandioso pezzo conclusivo.
Come temi, Musorgskij riprende canti popolari russi. La sua musica, infatti, simboleggia il
popolo russo, analogamente alla letteratura di Dostoeskij e di Tolstoj. Ricordiamo come
peculiarità di Musorgkij e dei suoi compagni del gruppo dei 5 (Balakirev, Rimskij-
Korsarov, Kui e Borodin) l’antiaccademismo e la riscoperta delle tradizioni del loro paese.
Questa riscoperta ha lo scopo di riscattare la musica russa del patrimonio popolare,
inserendola in composizioni di musica colta come appunto i quadri di un’esposizione.

2) Confronta il preludio de La traviata e il preludio di Tristan und Isolde, specificando tutti i


caratteri musicali e i particolari che, a tuo avviso, li accomunano o li differenziano
il preludio de “la Traviata” di Verdi, e del “Tristano e Isotta” di Wagner sono entrambi
l’overture espositiva della propria opera, e ci anticipano i temi musicali di quest’ultima. Il
primo, ci anticipa il tema della morte di Violetta e del suo amore per Alfredo il secondo i
vari leitmotiv dell’opera.
A livello stilistico sono però molto differenti. Wagner è più ardito armonicamente, grazie
anche al mezzo del cromatismo (troviamo qui l’”accordo di Tristano”, tutt’ora dibattuto).
Già dall’overture si capisce lo stile compositivo dei due: Verdi scrive una tipica overture
rispettosa della tradizione operistica italiana, ci aspettiamo da lui dunque la tipica struttura a
pezzi chiusi, la “solita forma”. Wagner, al contrario, ci anticipa i leitmotiv e dunque il suo
intento di uniformare l’opera, togliendo la differenza tra arie e recitativo, con la sintassi
musicale del durkomponiert (composto attraverso). i Leitmotiv sono temi musicali collegati
a una persona, una cosa, un’emozione o un luogo. Essi si presentano nell’opera di Wagner
variati, e in contesti che riconducono a quel determinato argomento. in Wagner l’azione è
più lenta ed estatica, mentre in Verdi più dinamica. Già dal preludio capiamo che Verdi
effettuerà, durante l’opera, una maggiore ricerca psicologica di Wagner, che predilige
pricologie più priminive.
3) L’arte della variazione in Brahms: paragona i cicli di variazioni che hai ascoltato,
specificando stile e carattere, somiglianze e differenze
Brahms, in contrasto con le tendenze della sua epoca, predilige forme classiche, rispettando
la tradizione tedesca viennese. Tra queste risalta la forma del tema con variazioni, applicata
(nominando le più celebri) da Brahms nelle variazioni orchestrali su tema di Haydn (corale
di sant’Antonio, a sua volta presa da un canto popolare), in quelle per pianoforte su Paganini
(op. 35, dal capriccio n.24 per violino) e su Haendel (op.24, da una suite), e in quelle per
pianoforte a quattro mani su Schumann.
Brahms eredita da Beethoven le caratteristiche compositive legate alle variazioni: la
capacità di elaborazione tematica, ritmica, e talvolta persino armonica. Viene riconosciuta
l’abilità elaborativa di Beethoven nelle variazioni sul tema dell’eroica (sinfonia n.3) e sul
tema di Diabelli. Riconosciamo infatti un’affinità stilistica tra i due compositori, non solo
nelle variazioni ma in tutte le forme, non a caso la prima sinfonia di Brahms viene
considerata “la decima di Beethoven”.
Incredibile è il lavoro che Brahms compie nelle variazioni per pianoforte su Paganini: due
libri di elevata maestria compositiva, dove egli elabora al massimo tutti gli aspetti tematici e
ritmici. Notifichiamo inoltre questi libri anche per la loro brillantezza e per il loro
virturìsismo tecnico. A causa della capacità di Brahms per quanto riguarda lo sviluppo
melodico-tematico è partita una querelle trai musicologi: Brahms è conservatore perché
rispetta le forme classiche o è innovatore per la sua capacità di elaborazione dei temi?

4) Lo Style Hongroise nell’opera di Brahms: descrivi i brani che conosci, specificando quali
particolari, a tuo avviso, li rendono evocativi del mondo zigano
tra i brani di Brahms in stile ungherese/zigano ricordiamo i Zigeunerlieder op. 103
(pianoforte e voci), le variazioni per pianoforte su un tema ungherese op.21/2 e l’ultimo
movimento in stile zigano dal quartetto col pianoforte op.25. Notifichiamo però il malinteso
della musicologia che vede confusi lo stile zigano e e lo stile ungherese, mai smentito fino
all’arrivo di Barok e Kodali e dell’etnomusicologia. Anche in Brahms troviamo dunque la
ricerca di esotismo in musica, che combinata al suo stile e alla sua estetica produce musiche
del calibro del meraviglioso ultimo movimento del quartetto op.25.