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FILOSOFIA
FOCUS
DUEMILADICIASSETTE

E SPAZIO
2016 PUBBLICO
rivista interattiva • segui i link
direttore
Ferruccio Capelli

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condirettore e direttore responsabile

FILOSOFIA
Annamaria Abbate

comitato editoriale
Duccio Demetrio

E SPAZIO
Enrico Finzi
Carmen Leccardi
Marisa Fiumanò
Paolo Giovannetti

PUBBLICO
Renzo Riboldazzi
Mario Ricciardi
Mario Sanchini
Salvatore Veca
Silvia Vegetti Finzi

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Giovanna Baderna
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2017 ANNO 2 numero 5
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testi di:

Maria Teresa Fumagalli Beonio Brocchieri


Ferruccio Capelli
Elio Franzini
Alessandro Ghisalberti
Fabio Minazzi
Salvatore Natoli
Fulvio Papi
Carlo Sini
Salvatore Veca
Silvia Vegetti Finzi
Mario Vegetti

Gennaro Aprea
Emanuela Mancino
Gianfranco Pasquino

note biografiche • p.152


editoriale Con felice intuizione lo scorso anno Fulvio Papi ha de- battito pubblico. Esso, trascinato dalla crescita espo-
dicato il seminario autunnale da lui tradizionalmente nenziale del sistema mediatico, si è dilatato ma si è
LA FORZA organizzato in Casa della Cultura a una riflessione su anche decomposto in un confuso, disordinato chiac-
DELLE IDEE “filosofia e vita pubblica”. chiericcio. A ben vedere è lo spazio pubblico, nel suo
NELLO In questo numero della rivista pubblichiamo larga parte
insieme, che si è profondamente modificato: esso si è
largamente trasferito nei media – dai giornali alle tele-
SPAZIO delle lezioni tenute in quell’occasione perché, ripercor- visioni e ora in Rete - ma nel trasloco si è trasformato
PUBBLICO rendole, si può cogliere limpidamente il ruolo e l’efficacia e deformato.
che il pensiero filosofico ha svolto in passaggi storici de-
cisivi, dall’Atene del V secolo a.C. fino a tante vicende L’impatto di questo cambiamento è tale da modificare
Ferruccio Capelli • europee del XX secolo: le idee suggerite dai filosofi a i tratti stessi della vita democratica: Bernard Manin ha
più riprese – evidenziano gli scritti qui raccolti - hanno parlato, con formula efficace, di un passaggio in suc-
animato e orientato il dibattito pubblico. cessione dalla democrazia parlamentare a quella dei
partiti e ora alla democrazia del pubblico. L’espres-
Oggi si può dire altrettanto? Difficile rispondere afferma- sione “democrazia del pubblico”, in questa accezione,
tivamente. Non mancano segnali confortanti di un vivo contiene una accentuazione quanto meno problema-
interesse per la filosofia: basti pensare al successo dei tica.
molti festival di filosofia e allo spazio che i media con- I cittadini sono inondati da informazioni, ma in mezzo
cedono ai filosofi. Si tratta di manifestazioni ed esibi- a tanto rumore, ci dice lo studioso francese, si sono ri-
zioni che non riescono però a nascondere le debolezze dotte le possibilità di un loro ruolo attivo. Si sono com-
dell’offerta filosofica e la caotica ridondanza che sembra plicate le linee di scorrimento tra la volontà dei cittadini
caratterizzare il dibattito pubblico contemporaneo. e le istituzioni, ma prima ancora è diventato più difficile
il processo di selezione delle idee e delle proposte che
I saperi filosofici sono andati articolandosi e diversifican- emergono nella vita pubblica.

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dosi: le voci e gli ambiti di ricerca si sono moltiplicati. Ne
è derivata pluralità e abbondanza dell’offerta filosofica, Questa deriva - ci viene ricordato in questo stesso nu-
ma anche un “effetto dispersivo” che rende alquanto mero della rivista – non è però irreversibile. Nella so-
problematico individuare nell’attuale ricerca filosofica li- cietà si manifestano sempre “potenzialità alternative”:
nee di tendenza prevalenti e proposte ben identificabili. il cantiere della democrazia si rinnova di continuo. Idee
Il dibattito filosofico contemporaneo, che pur deborda nuove si formano in continuazione e non vi è ragione
nel sistema mediatico, non appare innervato da propo- per cui non debbano trovare la possibilità di aggluti-
ste che abbiano la forza di condizionare e orientare la narsi e di farsi sentire. Di questi tempi sembrano pre-
discussione pubblica. Si sente il rumore filosofico, ma è valere i messaggi di chiusura, di rancore e di rabbia
diventato problematico ascoltare la voce della filosofia.
Sullo sfondo un problema più generale: un mutamento
cavalcati dai populismi. Ma fortunatamente riescono
ad alzarsi anche altre voci, magari da fonti e con mo-
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profondo delle modalità, dei toni e dei contenuti del di- dalità di diffusione imprevedibili e sorprendenti.
Ecco allora – ci ricorda il focus di questo numero di viaBor-
gogna3 - l’effetto spiazzante dell’enciclica di Papa Fran-
cesco, il Papa venuto dall’altro capo del mondo. Questo
pontefice ha oggi la forza che manca ad altre leadership
istituzionali: riesce a raccogliere e riordinare elaborazioni
diffuse e a riproporle con una struttura narrativa che con-
ferisce loro una rinnovata forza ed efficacia. Il messaggio
dell’enciclica papale ci invita ad avere cura della terra e a
ridare voce e dignità ai più poveri. Un messaggio sempli-
ce, che trova la sua forza nell’intima coerenza tra idee e
operato del mittente e nella radicale diversità rispetto al
“pensiero unico” dominante.

L’enciclica di Papa Francesco ci parla della sostenibilità


ambientale e sociale, la grande questione cui abbiamo
dedicato il terzo numero della nostra rivista. Lo stimolo
del Pontefice ci permette ora di riproporre una riflessione
sulla sostenibilità proprio mentre dagli Stati Uniti ci arriva
la notizia che il neo presidente americano, Donald Trump,
ha annunciato la cancellatura delle misure ambientaliste
del suo predecessore: la sostenibilità ambientale diventa
il centro di una moderna battaglia globale, ad un tempo
culturale e politica.

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FOCUS | FILOSOFIA E VITA PUBBLICA IL LIBRO ALLEGATO

•10 •52 •100 •126 OLTRE LA LIBERTÀ DI


introduzione GALILEO GALILEI, LA E LA FILOSOFIA LELIO BASSO, PASSIONI
ESSERE SUDDITI
UN’IDEA DI SPAZIO NUOVA SCIENZA E LA OGGI? E CONTRADDIZIONI
L’educazione alla
PUBBLICO TECNICA Carlo Sini Gianfranco Pasquino
complessità e alla
Salvatore Veca Fabio Minazzi
responsabilità per una
cittadinanza inclusiva
•14 •106 IL FILM
CITTÀ E FILOSOFIA: •66 LAUDATO SI’
Piero Dominici
SORELLE RIVALI ILLUMINISMO E VITA LA LETTURA •136
Mario Vegetti PUBBLICA FILOSOFICA PATERSON. UN FILM
scarica l’allegato •
Elio Franzini Salvatore Natoli A BASSA VOCE,
PER IMPARARE AD
•32 ASCOLTARE
AGOSTINO E •72 •116 Emanuela Mancino
IL POPOLO DEI FEDELI HEGEL: LAUDATO SI’
Alessandro Ghisalberti LO STATO PERFETTO LA
IL FILO VERDE
(E LA SPINA DI MARX) PROSPETTIVA
Fulvio Papi DEL PARTECIPANTE
•42 Salvatore Veca •144
I FILOSOFI MOBILITÀ SOSTENIBILE
DELLE UNIVERSITÀ •82 Gennaro Aprea
MEDIEVALI IL DISAGIO NELLA
E LA CITTÀ CIVILTÀ
Maria Teresa Fumagalli Silvia Vegetti Finzi
Beonio Brocchieri
L’idea di spazio pubblico tutti questi elementi come dividere con altre cittadine La questione centrale che può essere utile conside-
Salvatore Veca
è una delle tessere fonda- elementi fondamentali di e cittadini modi di valutare emerge è quella dell’alli- rarla come la libertà per
mentali di quel mosaico, un regime di democrazia e proporre soluzioni di pro- neamento o del disalline- le persone di identificarsi
FILOSOFIA E SPAZIO PUBBLICO

amento fra spazio sociale


UN’IDEA che chiamiamo forma di
vita democratica. In ge-
pluralistica che, grazie a
regole, norme e procedu-
blemi collettivi fra loro al-
ternative e confliggenti. Lo e spazio istituzionale. Molti
e reidentificarsi collettiva-
mente in cerchie di ricono-
DI SPAZIO nere, quando pensiamo a re, si distingue da regimi spazio pubblico, in questa deficit e buona parte delle scimento distinte e alter-
PUBBLICO una forma di vita democra-
tica, più o meno decente,
autocratici o autoritari, di
differente tipo e natura.
prospettiva, è uno spazio
sociale, e non già istituzio-
crisi entro le democrazie
contemporanee emer-
native fra loro nel tempo.
La libertà democratica per
pensiamo a un regime po- nale. È lo spazio delle voci gono nelle circostanze in eccellenza è la libertà delle
litico che ospita istituzioni, La mia tesi è che questo di cittadinanza. Lo spazio cui le voci di cittadinan- persone di costituire e ri-
norme di livello costituzio- quadro sia certamente in cui possono emergere za nello spazio pubblico, costituire cerchie di mutuo
nale e ordinario, procedure fedele ma sia, al tempo potenzialità altrimenti non come spazio sociale, non riconoscimento, religioso,
per la scelta di chi ha dirit- stesso, fondamentalmente espresse, bisogni altrimen- trovano alcuna rispon- politico, sociale, culturale,
to temporaneo a governa- incompleto. Sono convinto ti non visibili, incertezze e denza o trovano debole etico, selezionando fra un
re, provvedimenti e scelte che uno dei tratti distintivi ansie, speranze altrimenti rispondenza entro lo spa- insieme di identità sociali
collettive, interpretazioni cruciali di una democrazia opache e negate. È uno zio istituzionale dell’eserci- possibili. È propriamente
politiche alternative dell’in- politica sia l’ampiezza e la spazio pieno di dissonanze zio del potere temporaneo questa pluralità delle cer-
teresse pubblico di lungo ricchezza del suo spazio e piuttosto cacofonico. Ma di governo delle società. chie di riconoscimento e di
termine. E consideriamo pubblico, in cui si esercita quando i confini di questo Perché la democrazia si valore politico a generare
la libertà democratica per spazio sono vietati o ristret- avvale nel tempo della quell’ingrediente essenzia-
eccellenza, quella di con- ti, quando viene meno l’e- connessione, dell’intera- le di una democrazia che
sercizio della libertà demo- zione e dell’equilibrio insta- è il suo spazio pubblico. Il
cratica o i costi d’accesso bile fra lo spazio delle al- luogo in cui idee, credenze
allo spazio pubblico di una ternative politiche e quello e convinzioni differenti e a

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democrazia diventano ter- delle alternative sociali. E volte inconciliabili si con-
ribilmente alti e ineguali per la qualità stessa della rap- frontano fra loro, mirando
il demos, allora la qualità presentanza politica e delle a ottenere adesione e con-
di una democrazia mostra sue istituzioni è coerente senso. Il luogo paradigma-
un deficit significativo e, a con la variabile intensità tico del parteggiare, del
volte, severo. E ciò non è della connessione fra i due convertire e dell’associare,
riconoscibile o avvertibile spazi. che presuppone il fatto del
se si resta alla prospettiva, pluralismo e del disaccor-
decisiva ma incompleta, Ora, per gettar luce sulla do, che ho più volte defi-
della democrazia come si-
stema di istituzioni, norme
natura della libertà demo-
cratica, che è alla base
nito quali caratteristiche
essenziali per un processo
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e procedure. dello spazio pubblico, politico democratico.
Alessandro Pizzorno ha co diventa allora qualcosa tempo a metamorfosi e
FILOSOFIA E SPAZIO PUBBLICO

avanzato una illuminante come il laboratorio della non cambiamenti, entro il qua-
proposta di indagine sulle conformità a norme date e le si generano domande o
trasformazioni dei regimi della varietà delle identità pretese o aspettative che
democratici e ha suggeri- sociali. Lo spazio pubblico, aprono, se le cose hanno
to di guardare allo spazio potremmo dire, è il cantiere successo, un varco per
pubblico come al “luogo sempre in corso della diver- prospettive, esperimenti di
dell’operare di uno Stato sità, delle alternative, degli vita e possibilità alterna-
alternativo”. Nel senso che esperimenti di vita e delle dif- tive. Uno spazio in cui si
lo spazio pubblico include ferenti mobilitazioni cogniti- generano, fra le altre, le of-
funzioni alternative a quelle ve. Si può allora prospettare ferte di prospettive e visioni
dello Stato e delle istitu- l’idea che lo spazio pubblico filosofiche, che mirano a
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zioni. Ciò che si manifesta sia il luogo dove emergono dare un senso alle cose,
nello spazio pubblico sono e portano alla luce le loro di- a delineare modi possibili
le potenzialità alternative sparità le forze potenziali di alternativi di vivere e con-
della società. In esso viene una società. In questo sen- vivere, a saggiare i confini se entro alcune cerchie di deve essere preservato nel spazio pubblico della con-
in luce ciò che in una so- so, possiamo dire, il luogo mobili del possibile. riconoscimento, e non in tempo, è naturale chieder- troversia e della diversità.
cietà si rivela come ancora sociale, e non istituzionale, altre fra loro differenti, dei si se mutamenti – econo- Lo spazio delle alternative
irriducibile, o difficilmente del pluralismo entro una Come ho sostenuto più fini di lungo termine della mici, culturali, tecnologici, come luogo dei possibi-
riducibile, all’ordine co- forma di vita democratica. volte, si tratta di una diver- convivenza. E alla politica, religiosi, sociali - non pos- li transiti o della possibile
stituito. Lo spazio pubbli- Uno spazio, sottoposto nel sità intesa come carattere nelle circostanze ordina- sano finire per distorcerne rispondenza fra politica e
persistente, e non con- rie, sarà ascritto il ruolo di i fondamentali. Possiamo società democratica. Alter-
giunturale della forma di rispondere con i suoi mez- rispondere così: salvo che native politiche e sociali, in
vita democratica. Ma vorrei zi e i suoi provvedimenti al nei casi di perdita e regres- tensione, in interazione, in

viaBorgog a3 |filosofia e spazio pubblico


aggiungere: si tratta anche mutamento sociale, che è sione, che implicano l’al- equilibrio instabile fra loro.
di una caratteristica che è esemplificato dalle trasfor- terazione dei vincoli propri Anche in tempi difficili, in-
il promemoria della con- mazioni delle aspettative del terminus a quo, regi- certi e rischiosi. Soprattut-
gruenza fra democrazia e e delle identità collettive mi democratici mutati nel to, in tempi difficili.
incompletezza, nel senso vecchie e nuove che ri- tempo dovranno soddisfa-
della rispondenza e della spondono, a loro volta, alla re almeno la clausola della
resilienza dei regimi de- metamorfosi di interessi, loro reidentificabilità sulla
mocratici alla metamorfosi ideali, bisogni e pretese base di alcuni punti fissi.
del paesaggio sociale. È confliggenti. E tra i punti fissi possiamo
nello spazio pubblico così
inteso che si genera una Ora, se il terminus a quo
indicare prioritariamente
tanto l’esercizio della liber-
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varietà di versioni condivi- di una democrazia politica tà democratica quanto lo
CITTÀ E Polis del potere divino narrata tura sacra e ispirazione dunque, come si è detto, venire di volta in volta giu-
FILOSOFIA E SPAZIO PUBBLICO

La società e la cultura gre- da Esiodo non solo è pri- divina (pensiamo invece di una crisi di sovranità. stificato e legittimato da
FILOSOFIA: che si sono formate, in un va di regole, ma è segnata alla Bibbia e al Corano). ragioni valide o almeno
SORELLE processo storico che ha da lotte cruente e spieta- La sola tradizione cultu- Questo spazio venne riem- persuasive.
inizio intorno al IX secolo te. [Così Urano impedisce rale cui i Greci potevano pito, a partire dai secoli IX e
RIVALI a.C., in uno spazio definito ai figli di Gaia di vedere la fare riferimento era la me- VIII a.C., da un gran nume- Le ragioni che rendono le-
da un sistema di assenze, luce, e la madre, per vendi- moria leggendaria della ro di piccole comunità in- gittimo il potere detenuto
che nel loro insieme assu- carli, incita Crono a castra- “guerra di Troia”, un’in- dipendenti, in parte urbane da alcuni, e che giustifica-
mono i tratti di una acuta re il padre (Theog. 154-82); venzione letteraria dun- e in parte rurali, le poleis. no le pretese di altri al suo
crisi di sovranità. Crono divora i suoi figli, e que quanto lo era la loro La cosa più interessante esercizio, devono dunque
viene a sua volta sconfitto teologia narrata da poeti dal nostro punto di vista venire argomentate, rese
La prima assenza, resa dagli artifizi e dalla violen- come Omero ed Esiodo. è che i ruoli di potere, da convincenti o almeno plau-
14 Mario Vegetti
ancora più evidente dal za di Zeus, salvato dall’a- Platone racconta che il chiunque fossero detenuti sibili, se si vuole evitare
confronto con il mondo stuzia della madre (Theog. primo legislatore di Ate- (monarchie locali, aristo- una situazione di conflit-
del Vicino Oriente (Egitto, 459-96)]. ne, Solone, durante una crazie terriere o mercantili, to sociale permanente e
Mesopotamia), è quella di sua visita in Egitto avreb- poi talvolta “tiranni”, infine cruento come quello che
un apparato statale cen- Tutto ciò sottolinea l’as- be incontrato i sacerdoti istrati progressivamente aveva segnato le succes-
tralizzato: non esistevano senza di forme consolidate di quell’antico paese, che più ampi della cittadinanza) sioni al trono degli dèi se-
in Grecia, dopo il crollo dei di legittimazione, trasmis- gli avrebbero detto: «Solo- non erano legittimati né da condo Esiodo.
regni micenei che avevano sione ed esercizio del po- ne, Solone, voi Greci siete un’investitura
costituito su piccola scala tere. A questa situazione sempre dei ragazzi, un gre- sacerdotale,
una propaggine periferi- di crisi contribuisce la se- co non è mai vecchio [...] né dal diritto
ca delle grandi monarchie conda delle assenze di cui Siete tutti giovani d’animo ereditario
orientali, né una struttura abbiamo parlato: quella di perché non avete nessuna delle

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monarchica, né un appa- autorità sacerdotali in opinione antica trasmessa monarchie
rato statale, un esercito e grado di consacrare i dina- attraverso una tradizione dinastiche.
un sistema giudiziario cen- sti, di garantire il rapporto che viene dal passato né Il potere
Guarda anche il video
tralizzati. Questo rende in fra divinità, poteri politici e alcun sapere ingrigito dal doveva
dell’incontro primo luogo impossibile ordine sociale. passare del tempo» (Timeo dunque
Mario Vegetti: una regolare trasmissione 22b).
La filosofia e la città greca dinastica del potere. Tele- La terza assenza, infine,
maco non eredita il trono di è quella di una tradizione La società e la cultura
Odisseo, e del resto nep- culturale secolare e au- greche hanno così preso
pure la successione divi-
na risulta dinasticamente
torevole, che si aggiunge
alla mancanza di un Li-
forma in un vuoto di sta-
tualità, di autorità religiosa,
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ordinata. La trasmissione bro, o di più Libri, di na- di tradizione, nello spazio
senso antropologico, e al di etniche, religiose o sociali. c’è cittadino senza polis,
FILOSOFIA E SPAZIO PUBBLICO

fuori di questa cultura non Così il grande storico del V il compito di autorealizza-
avrebbe potuto esistere (e secolo, Tucidide, iniziava la zione del cittadino consi-
di fatto non è mai esistita) propria opera, a modo di ste nella costruzione piena
quella forma originaria di firma, con le parole “Tuci- della polis, come luogo uni-
comunità politica che è co- dide ateniese” (e non “figlio tario, omogeneo, indiscri-
stituita dalla polis. di Oloro”). minato, dove la sua identi-
ficazione antropologica, in
Ciò che i Greci hanno Si tratta di una forma di quanto ethos di civiltà, può
storicamente “inventato”, identità come tale inaudita definitivamente accadere.
Il confronto politico si svol- se, che richiedevano una e incorporato nella loro prima dei Greci, e scom-
geva dunque nelle assem- decisione presa sulla base esperienza collettiva, non parsa nuovamente per Filosofia
16 blee cittadine e attraverso della capacità persuasiva è stata - come spesso si lunghi secoli dopo la fine
le discussioni che vi vede- e sulla forza argomentativa sostiene - la politica (evi- del mondo greco-romano, In questo stesso spazio e
vano confrontarsi tesi rivali, dei loro sostenitori. Il pro- dentemente c’era una for- in cui aveva conosciuto la in questo contesto, prese
argomentazioni contrap- gressivo allargamento della ma di politica nelle antiche sua massima estensione. progressivamente forma
poste sul governo della base di cittadini coinvolti forme statuali dell’Egitto e La figura del cittadino - in la riflessione filosofica.
polis. Lo stesso si può dire nella discussione e nella della Mesopotamia). Ciò cui l’uomo greco esisteva Essa tentava di rispondere
per l’amministrazione della deliberazione politica e giu- che essi hanno davvero “in- in quanto tale nella sua dif- a problemi che lo spazio
giustizia. A giudicare non diziaria portò, nel v secolo, ventato”, il nucleo originale ferenza costituiva rispetto vuoto di autorità statale,
erano né sovrani né sacer- alla nascita di quell’espe- intorno alla quale si sono alle sue origini viste come sacerdotale, tradizionale
doti, ma i rappresentanti rienza politica greca ori- costruiti la loro cultura e il “selvagge” e ai suoi alieni lasciava insoluti. Se la
della comunità cittadina, ginale e senza precedenti loro ethos pubblico, è stata contemporanei, il barbaro verità sul mondo, gli dei,
e a prevalere era il giudizio che è stata la democrazia. la figura del “cittadino” (po- e lo schiavo - era invece la natura, la vita umana,

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fondato non sull’autorità ma Ma la democrazia stessa lites): una forma di identifi- pensabile solo all’interno la giustizia, fosse stata
sulla forza persuasiva della non sarebbe pensabile se cazione primaria dell’uomo dell’orizzonte della comu- codificata e imposta
parola, degli argomenti for- non sullo sfondo della di- in quanto appartenente alla nità politica, la polis, che dall’autorità del potere o
mulati nel discorso. mensione politica della cit- comunità politica, al suo ne rappresentava al tempo di una tradizione sacra e
tadinanza. sistema di diritti e doveri, stesso la ragion d’esse- immutabile, non ci sarebbe
Ed è appunto nelle assem- a prescindere da appar- re, la protezione, e il com- stato alcun posto per
blee politiche e nelle giurie La forma specifica della ci- tenenze familiari, castali, pimento, il telos. Se non l’interrogazione filosofica.
dei tribunali che prese for- viltà e dell’ethos pubblico
ma il carattere dominante dei Greci fu senza dubbio
nella cultura greca fra il vi e
il iv secolo: la competizione
quella della polis. Senza di
essa non sarebbe pensa-
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e il confronto fra tesi diver- bile la cultura greca, già in 17
no di maggioranze incom- sa “democrazia” può aiu- e Aristotele avrebbero in-
FILOSOFIA E SPAZIO PUBBLICO

petenti e facile preda della tarci a chiarirlo. È compo- fatti definito la democrazia
demagogia. sta da due termini: ateniese come il governo
(démos) popolo, e dei poveri; anzi Aristotele
Ambiguità della (kràtos), forza, potere. definiva icasticamente la
democrazia Democrazia significa democrazia come un regi-
quindi “potere del po- me caratterizzato da «con-
La democrazia ateniese polo”. Il doppio signifi- dizione plebea, povertà,
prese forma durante in cato della parola démos lavoro manuale» (Politica
lungo processo storico, il crea però un’ambigui- VI 2.1317b40-1).
secolo che intercorre fra tà: da una parte indica
Al contrario, essa nacque compito e il dovere di le riforme di Clistene del l’insieme dei cittadini che Contro la maggioranza.
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quando la ricerca della indagare sia sul compi- 505 a.C. e la sconfitta nel- fanno parte della comuni- Contro il principio di
verità si pose come una mento del progetto del- la guerra del Peloponneso; tà politica, dall’altra quella maggioranza – che co-
possibilità aperta e un la polis, sia sulla legitti- al centro del secolo sta l’e- parte dei cittadini che si stituiva il nucleo del regime
compito da assolvere. Na- mità delle sue forme di sperienza di Pericle, quella definisce in contrapposi- democratico – intellettuali
turalmente, la pretesa del potere, e in particolare «democrazia guidata» che zione all’aristocrazia. Si e filosofi mossero severe
nuovo discorso filosofico di quello democratico Tucidide aveva definito tratta dei poveri, dei la- obiezioni. La prima di esse
di “dire la verità” doveva (ma anche di quello oli- «democrazia di nome, ma voratori manuali, dei re- è di ordine politico, e vie-
cercare in sé, cioè nella garchico). La democrazia in realtà governo del primo matori della flotta, privi di ne formulata nel modo più
forza dei propri argomenti, troverà spesso eccessiva cittadino» con il consenso proprietà terriera: questa limpido in un dialogo fra
la propria fonte di legittimi- la libertà di pensiero dei delle masse. moltitudine (plethos) forma Pericle e il giovane Alcibia-
tà; tanto più in presenza filosofi (come vedremo, Questo percorso della la maggioranza numerica de riferito nei Memorabili di
di una pluralità di tesi rivali questo accadde ad Atene democrazia ateniese – un delle assemblee deputate Senofonte. Il leader atenie-

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che si venivano tenace- per Anassagora e per So- percorso tutto sommato ad assumere le decisioni se aveva definito le leggi
mente confrontando, pro- crate, entrambi processati relativamente pacifico, al- politiche collettive, e delle come quelle che «la mas-
prio come quelle politiche per aver rifiutato la religio- meno fino alle crisi del 411 giurie popolari dei tribunali. sa del popolo (plethos),
nelle assemblee e quelle ne tradizionale della città, e del 404 (colpi di stato riunendosi e approvando,
giudiziarie nei tribunali. In e, nel caso del secondo, antidemocratici), e ricco di La democrazia, quindi, è ha fatto scrivere». Ma alla
questo senso, si può dav- per le sue critiche alla de- successi interni ed esteri – il potere del popolo ma è fine della discussione Alci-
vero dire che la filosofia, mocrazia ateniese); dal era sempre stato segnato al tempo stesso il potere biade giunge a scoprire il
come la democrazia, è una canto suo la filosofia – che da un problema, se vo- della parte popolare del- carattere violento, coerci-
figlia della polis; ma si trat- esprimeva il punto di vista gliamo da un equivoco di la cittadinanza, vale a dire il tivo, del volere della mag-
terà di due sorelle spesso
in conflitto fra loro perché
di una minoranza intellet-
tuale colta – stenterà ad
fondo. potere di una maggioran-
za caratterizzata da una
gioranza, salvo improbabili
casi di convinzione una-
5
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la filosofia si assume il accettare il diritto al gover- L’analisi della parola stes- inferiorità sociale. Platone nime. Conveniva Pericle:
«Mi pare che tutto quello ed egli «si lascerà traspor- doto, Otane, sostenitore suoi immediati interessi (III
FILOSOFIA E SPAZIO PUBBLICO

che qualcuno costringe un tare dove lo porta la cor- del regime democratico, 81.1).
altro a fare senza persua- rente, e dirà che sono belle aveva infatti detto che «nei
sione, prescrivendolo per e brutte le stesse cose che molti è il tutto», il che impli- Sullo stesso doppio regi-
iscritto o in altro modo, sia pensa la folla». Chi poi non cava che fuori della mag- stro insiste l’implacabile cri-
violenza (bia) piuttosto che si lascia convincere «lo pu- gioranza non ci potesse tica antidemocratica della
legge». E conclude Alcibia- niscono con la privazione essere nulla. Costituzione degli ateniesi
de: «E allora tutte le cose di diritti, con le confische, pseudo-senofontea.
che la massa (plethos), con le condanne a mor- La seconda obiezione al «Ci sono nel demos la più
essendo più forte (kratoun) te» (VI 492b-d). Pressione potere del plethos è inve- grande ignoranza (ama-
dei ricchi, prescrive senza conformante e ricorso alla ce di ordine sociologico, thia), disordine (ataxia) e
persuasione, sarebbe vio- repressione violenta del e si fonda sull’evidenza malvagità (poneria): la po-
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lenza piuttosto che legge» dissenso fanno sì che «se fornita dall’equazione mol- vertà conduce all’ignominia,
(Mem. I 2.42-45). L’op- qualcuno entra in contatto ti-demos-poveri, che svela e così la mancanza di edu-
pressione anche ideolo- con la folla, per sottoporle la natura plebea della mol- cazione (apaideusia) e l’gno-
gica esercitata dai “molti” un poema o un’altra ope- titudine maggioritaria. Già ranza» (I 7).
nella città democratica è ra d’arte o un programma Megabizo, nel dibattito di
tratteggiata con efficacia politico [...] c’è una neces- Erodoto, aveva indicato i A favore della
da Platone nel VI libro della sità insuperabile a costrin- due livelli sui quali si arti- maggioranza
Repubblica. «Quando sie- gerlo a fare tutto ciò che colava questa critica, il pri-
dono in massa alle assem- questa approverà: che poi mo di ordine intellettuale, il Per giustificare la conse-
blee o ai tribunali o negli quanto essa approva sia secondo di ordine morale. gna del potere al plethos
accampamenti o in qual- veramente buono e bello, C’è da un lato un deficit maggioritario occorreva
che altra riunione comu- hai mai sentito qualcuno cognitivo. Il popolo «nulla allora una fondazione

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ne di folla (plethos), e con darne una giustificazio- sa», è «privo di intelligen- antropologica che an-
gran fragore ora disappro- ne men che ridicola?» (VI za», perché inevitabilmen- dasse al di là della mera
vano, ora elogiano i discor- 493d). te manca di istruzione. constatazione sociologica
si e le azioni», i “molti” che Il potere della maggioran- (Bisogna pensare che dell’ignoranza e della sfre-
dominano nella comunità za si rivela dunque, per non esisteva una scuola natezza delle moltitudini. A
cittadina esercitano la loro questi critici, oppressivo e pubblica e l’istruzione era questo compito diede uno
pressione conformante, in violento nei riguardi delle un privilegio di pochi). E straordinario contributo il
modo tale che in un giova- minoranze dissenzienti, c’è un deficit morale: il sofista Protagora, amico
ne «nessuna privata edu- che ne risultano “annien- popolo è pieno di hybris, e collaboratore di Pericle.
cazione può resistere sen-
za venir travolta da un tal
tate”. In un immaginario
dibattito fra nobili persiani,
cioè di arrogante violenza,
e incontrollabile, sfrenato
Nella forma mitica che Pla-
tone gli attribuisce nel dia-
5
21
flutto di biasimi e di lodi», riferito nella Storie di Ero- (akolastos) nel perseguire i logo che reca il suo nome,
Protagora racconta che il guale fra gli uomini, come tropologica che si posso- ma una volta riuniti tutti
FILOSOFIA E SPAZIO PUBBLICO

semidio Epimeteo venne le altre tecniche (a qualcu- no considerare fondate le insieme saranno migliori o
incaricato da Zeus di di- no la disposizione per la importanti conseguenze almeno non peggiori» (III
stribuire fra i diversi animali medicina, a qualcun altro politologiche tratte – sia 11.1282a15-17).
le rispettive dotazioni na- per l’architettura, e così pure con molti dubbi –­ da
turali. Avendo assegnato via). «No, a tutti, fu la rispo- Aristotele in un passo della In ragione della virtù cu-
ad alcuni armi di offesa, sta di Zeus: ne partecipino Politica che si può consi- mulativa presente nella
come zanne ed artigli, ad tutti, perché non nascereb- derare come una delle mi- moltitudine, Aristotele è
altri di difesa, come coraz- bero città se solo pochi vi gliori argomentazioni in fa- dunque persino disposto
ze e velocità, lo sbadato partecipassero» (322d). Le vore del regime democrati- a riconoscerle una supe-
Epimeteo trascurò la razza comunità cittadine ne dan- co. «I più – scrive il filosofo riorità morale e intellettua-
umana, che si trovò così no testimonianza, visto che –, ciascuno dei quali non è le, e quindi un buon diritto
22
nuda e indifesa di fronte quando si riuniscono per un uomo di valore (spou- a governare grazie alla sua
all’aggressione delle fiere. deliberare danno per certo daios), possono tuttavia, stessa dimensione quanti-
Gli subentrò allora il più che ognuno dei loro mem- riunendosi, essere migliori tativa. Non si tratta dell’ul-
avveduto fratello Prome- bri disponga della «virtù dei pochi [...] Infatti, essen- tima parola del filosofo
teo, che assegnò agli uo- politica», cioè della com- do molti, ognuno ha la sua intorno alla valutazione dei
mini le capacità tecniche, petenza necessaria alla parte di virtù e di saggezza meriti dei regimi politici,
con le quali essi furono in cooperazione comunitaria, (phronesis), sicché con la ma questo resta comun-
grado di costruirsi abitazio- perché, ripete Protagora loro unione dalla moltitu- que un argomento forte
ni ed armi. Ma non erano alla fine del mito, se così dine si ottiene una sorta di in favore della democrazia
in grado di convivere, e si non fosse non esistereb- uomo unico con molti pie- maggioritaria. Un argo-
danneggiavano a vicenda, bero poleis (322e-323a). di, molte mani e capace di mento, tuttavia, che regge
perché non possedevano La distribuzione universale comprendere molte cose, soltanto nella misura in cui

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la «tecnica politica» (Pro- della virtù politica assicura e lo stesso accade anche regge l’antropologia otti-
tagora 322b). Intervenne che le moltitudini popola- per i costumi (êthê) e l’in- mistica di derivazione pro-
allora Zeus, che ordinò a ri dispongano almeno di telligenza (dianoia)» (Pol. tagorea. Se la dotazione di
Ermes di distribuire agli quelle doti minime di intel- III 11.1281a42-1281b7). virtù di ogni membro della
uomini aidòs e dike, il mu- ligenza e di autocontrollo – Riprendendo più avanti il massa è positiva, benché
tuo rispetto e il senso della al di là della palese carenza discorso, Aristotele ribadi- piccola, con il cresce-
giustizia, da cui sarebbero educativa – che legittimano sce che «qualora la molti- re del moltipicatore essa
derivati «ordine delle città e la loro partecipazione alle tudine (plethos) non sia di aumenterà fino a diven-
vincoli di amicizia». Ermes deliberazioni pubbliche e il natura troppo simile agli tare preponderante. Se
chiese a Zeus se queste
nuove doti dovessero veni-
potere che deriva dal loro
peso maggioritario.
schiavi, ciascun individuo
sarà certamente peggior
invece questa dotazione
è esprimibile con il segno
5
23
re distribuite in modo dise- È solo su questa base an- giudice dei competenti, negativo, tanto più gran-
de è il moltiplicatore tanto ne degli uomini dappoco
FILOSOFIA E SPAZIO PUBBLICO

peggiore sarà la qualità sono dominati dai desideri


del risultato: un individuo e dall’intelligenza propri
malvagio è relativamen- di una minoranza di mag-
te poco nocivo, ma una gior valore» (Repubblica IV
moltitudine di malvagi può 431a-d), il che non acca-
causare danni socialmente de certo nelle democrazie
irreparabili. È esattamente dominate dal plethos.
questa la conclusione cui
conduce l’antropologia Platone insiste a più riprese
pessimistica di Platone. sui tratti infantili di queste
masse. Come i bambini ri-
24
Platone belli, l’uomo democratico
«si sottrae all’autorità e ai E i demagoghi «trattano l’ambito metaforico dal sondaggi – e assecondarli,
La ragione antropologica moniti del padre e della il popolo come si fa con i campo infantile a quello naturalmente a proprio van-
di questa inevitabile depri- madre e degli anziani», poi bambini, cercando solo animale. La folla riunita in taggio.
vazione valoriale della mol- anche a quelli delle leggi di compiacerlo» (Gorgia massa è paragonata a un
titudine sta nella struttura (Leggi III 701b), e con- 502e). Un celebre apologo «grande e vigoroso anima- Il regime della maggioranza
psichica degli individui sente che nella sua anima del Gorgia mette impieto- le», e il demagogo ad un è dunque infantilmente di-
che la compongono. Vi è, dominino «l’arroganza e samente a fuoco il nesso suo stalliere (naturalmente sponibile alle lusinghe della
nell’anima di ogni uomo, l’anarchia e la dissolutezza fra demagogia e infan- interessato) che «ne ap- demagogia, che costituisce
una «massa» (plethos) e l’impudenza», dando loro tilismo popolare. Se un prende gli impulsi e i desi- l’esito inevitabile della de-
quantitativamente domi- rispettivamente i nomi di cuoco portasse a giudizio deri, il modo in cui bisogna mocrazia. Per la prevalenza
nante di elementi irrazio- «buona educazione, liber- un medico di fronte a una avvicinarlo e toccarlo, i mo- degli elementi irrazionali – i

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nali – desideri, piaceri e tà, magnanimità, corag- giuria di bambini, accu- menti e le cause di ferocia desideri, le passioni –­­ nell’a-
dolori – che negli uomini gio» (Rep. VIII 560e-561a). sandolo di tormentarli con e di mitezza, i suoni che è nima di ognuno dei compo-
migliori sono tenuti a fre- L’infantilismo delle masse le sue cure e le sue diete, solito emettere nelle varie nenti delle moltitudini, esse
no dal principio razionale, democratiche porta inevi- mentre lui li delizia con i circostanze, e ancora quali mancano di capacità di au-
ma sono invece dominanti tabilmente alla demago- suoi manicaretti, non c’è altri suoni da altri pronun- tocontrollo, e soffrono di una
«soprattutto in bambini, gia. Il regime democratico dubbio che una tale giuria ciati lo calmino e lo irritino» radicale deprivazione intel-
donne, servi, e, fra i co- tributerà i massimi onori condannerebbe il medico (Rep. VI 493a-b). Difficile lettuale e morale. L’antro-
siddetti liberi, nei molti a qualsiasi politico «di- e applaudirebbe il cuoco descrivere con più efficacia pologia platonica – a favore
di poco valore (en tois chiari di essere favorevole (521e-522a). il rapporto fra gli umori po- della quale si possono invo-
pollois te kai phaulois)»;
nella città ben governata,
alla moltitudine», senza ri-
guardo per le sue effettive Una cruda immagine del-
polari e l’abile demagogo
che sa interpretarli – oggi
care l’evidenza della dispa-
rità di dotazione fra uomini,
5
25
«i desideri della moltitudi- capacità (Rep. VIII 558b). la Repubblica trasferisce si parlerebbe di uso dei e l’esperienza storica della
minate capaci di controlla- posizione di chi li coman- evidentemente falso: l’ine-
FILOSOFIA E SPAZIO PUBBLICO

re e guidare quelle masse da. Così anche i bambini vitabile deriva demagogica
in vista del bene comune. devono essere sottoposti della democrazia – il trion-
Questa conseguenza è agli educatori, finché, ade- fo del pasticcere sul medi-
certamente presente in gatamente coltivata la loro co – prova che le masse
Platone ma forse non è la parte migliore, possano maggioritarie sono anco-
sua ultima parola intorno venir «lasciati andare liberi» ra minorenni, quindi inca-
al problema della demo- (Rep. IX 590c-591a). Per paci di autogoverno. L’e-
crazia. In fondo, il modello analogia, sembra allora guaglianza e la democra-
utopico delineato nella Re- lecito supporre che possa zia non possono allora ve-
pubblica prevede una so- venire un tempo in cui l’o- nire considerate come un
difficile governabilità delle cratico. Se devo curarmi cietà egualitaria di «amici pera educativa della città dato di fatto ma come un
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assemblee democratiche – una malattia, mi affiderò a e fratelli». Come arrivarci? sia riuscita a far sì che le progetto da realizzare.
riporta dunque all’esigenza un medico esperto, e non Un passo importante del masse incolte e intempe- Ci si potrà arrivare grazie a
di controllo e di guida delle metterò a voti la terapia da libro IX della Repubblica ranti abbiano raggiunto la un grande e duraturo sfor-
masse ad opera del potere seguire. Perché dunque la sembra accennare una ri- maggiore età intellettuale zo collettivo di educazione,
di una figura carismatica, salute della città deve ve- sposta a questa domanda, e morale, e che sia allora e di auto-educazione, della
come quella del Pericle tu- nire affidata a maggioranze e aprire un spiraglio alla possibile la loro emancipa- comunità dei cittadini; un
didideo, alla quale Platone inesperte e incompetenti, futura possibilità di una zione: in questo momento, lavoro di “pedagogia so-
aggiunge il requisito di un invece che a un gruppo di autentica democrazia non il principio di maggioranza, ciale” al termine del quale
sapere valoriale e “regale”. persone dotate di un supe- demagogica. il potere al demos, risulte- la comunità nel suo insie-
riore sapere della politica e rebbero giustificati al di là me sarà in grado di auto-
Di qui viene la proposta della morale? Ci sono uomini, dice Pla- delle critiche. governarsi, come i giova-
platonica di un “gover- tone, nei quali il principio ni ben guidati che hanno

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no dei filosofi”, cioè di un Per una democrazia di razionalità è così debole Quello che separa allo- raggiunto la maggiore età.
gruppo intellettualmente maggiorenne da non riuscire a governar- ra Platone dall’esperienza Questo autogoverno sarà
e moralmente capace di ne la condotta, e si tratta storica della democrazia una democrazia matu-
comprendere e di perse- La diseguaglianza di doti in primo luogo degli addetti ateniese, e dai suoi soste- ra, in grado di compren-
guire il bene comune, gli intellettuali e morali fra gli «al lavoro salariato e ma- nitori come Protagora, è dere e perseguire il bene
interessi autentici della uomini, l’immaturità del- nuale»; è bene per loro es- una differenza di valutazio- comune, senza rischi di
comunità, senza compia- le masse maggioritarie, sere asserviti a coloro che ne della realtà. Per i demo- degenerazioni demagogi-
cerne gli istinti peggio- avrebbero come conse- possiedano pienamente cratici, l’eguaglianza fra gli che o populistiche.
ri. Agisce qui il principio guenza inevitabile l’impos- questo principio, in modo uomini è un dato di fatto,
di competenza, che già
Socrate aveva sollevato
sibilità della democrazia e
la necessità di un governo
che anche la loro vita ven-
ga ad essere governata
una realtà esistente su cui
costruire un regime. Per
Riflettendo a trent’anni
di distanza sul modello
5
27
contro il regime demo- di élites, di minoranze illu- dalla ragione per l’inter- Platone, questo assunto è di società egualitaria di
“amici e fratelli” che aveva Questa sarebbe la aveva una chiara valenza pito come eversivo dei dimensione politica della
FILOSOFIA E SPAZIO PUBBLICO

proposto nella Repubblica, democrazia che non rischia antidemocratica – quanto, valori condivisi, dell’ethos città e la libera riflessione
il vecchio Platone scriveva di cadere preda della e soprattutto, di reclamare pubblico, dello stesso re- critica della filosofia; e da
nelle Leggi che esso demagogia da pasticceri, una profonda riforma mo- gime democratico da poco questo conflitto si origina
era forse adatto a una e che forse anche Platone rale dell’ethos pubblico, restaurato dopo il colpo di la riflessione di Platone.
città abitata da dèi o figli avrebbe approvato. che secondo Socrate e i stato oligarchico che aveva
di dèi, ma era troppo suoi aveva privilegiato gli istituito il regime effimero Platone si chiede: come ri-
superiore alle possibilità I processi aspetti economici e mate- ma sanguinario dei Trenta uscire là dove Socrate ave-
degli uomini «educati alla riali della vita collettiva tra- tiranni. Di qui le accuse che va fallito, cioè nel tentativo
maniera attuale». Venti Il IV secolo si aprì e scurandone i valori essen- gli vennero rivolte: il rifiuto di migliorare la qualità etica
secoli dopo, il filosofo si concluse con due ziali, come il rispetto della della religione tradizionale e politica della città? E an-
svizzero Jean-Jacques memorabili processi che giustizia nei rapporti privati della città (cioè del suo si- cora: in quale città Socrate
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Rousseau avrebbe detto la città intentò contro la e sociali, e la formazione stema di valori sociali), e la avrebbe potuto vivere e
che «non è mai esistita filosofia: quello del 399, intellettuale e morale del- corruzione dei giovani. Che dispiegare il suo insegna-
una vera democrazia, né che si concluse con la la personalità dei cittadini. le posizioni di Socrate fos- mento? La risposta a que-
esisterà mai. È contro condanna a morte di Socrate non aveva aggre- sero tutt’altro che isolate è ste domande porta Plato-
l’ordine naturale che la Socrate, e quello del 307 dito le strutture politiche dimostrato dall’esito della ne a rovesciare l’atteggia-
maggioranza governi e la che decretò la chiusura della città, ne accettava le votazione della giuria po- mento socratico di rifiuto
minoranza sia governata delle scuole di filosofia ad leggi e perseguiva il suo polare: ci furono 280 voti del coinvolgimento politi-
[...] Se vi fosse un popolo di Atene (per altro revocata compito di rieducazione per la condanna, e ben co – la filosofia dovrebbe
dèi, esso si governerebbe l’anno seguente). Il filo morale attraverso il con- 220 per l’assoluzione. dunque assumere verso la
democraticamente. Un conduttore di entrambi i fronto diretto e personale politica un atteggiamento
governo così perfetto processi è chiaramente con i suoi concittadini, in L’esito del processo fu aggressivo, non più difen-
non conviene agli uomini» politico, ed è il caso di specie quelli che rivestiva- comunque percepito negli sivo. Socrate aveva corso

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(Contratto sociale). vederne brevemente le no posizioni eminenti nella ambienti intellettuali di Ate- un rischio estremo. A lui è
ragioni. città. Questo suo impegno ne come il tragico segno accaduto, scrive Platone
Ma noi possiamo limitarci a veniva comunque perce- della incompatibilità fra la nella Repubblica, il destino
sperare in una democrazia Socrate, e il movimento
che non abbia bisogno di intellettuale che a lui fa-
avere gli dèi come suoi ceva capo, avevano con-
cittadini: in una democrazia dotto una dura critica agli
per cittadini maggiorenni, assetti della città. Non si
non nel senso anagrafico trattava solo di rivendicare
ma in quello di soggetti
razionalmente consapevoli
il principio di competenza
nel governo della comuni-
5
29
e moralmente responsabili. tà – che, come si è visto,
di «un uomo imbattutosi in trasformarla, rendendone sciare l’atteggiamento di tempi brevi. Ma l’opinione un ruolo criticamente at-
FILOSOFIA E SPAZIO PUBBLICO

un branco di fiere che non i costumi pubblici e privati Socrate di fronte alla poli- pubblica ateniese si formò tivo verso il potere, si era
vuole condividerne l’ingiu- adeguati al magistero so- tica: dal rifiuto e dalla soli- la convinzione che la scuo- ormai chiusa con l’avven-
stizia né può da solo resi- cratico. A questo scopo, tudine individuale che ave- la di Platone costituisse to dei grandi imperi buro-
stere a tutte le belve: c’è il pareva a Platone necessa- vano accompagnato quella un focolaio di eversione e cratico-militari dell’epoca
rischio di perire, risultando rio non ripetere la solitudi- missione, occorreva pas- di tirannide, radicalmente ellenistica. Ai filosofi pote-
inutile a sé e agli altri, pri- ne del maestro, e dotare lo sare alla rivendicazione di ostile alla democrazia cit- va ormai venire tranquilla-
ma ancora d’aver giovato stesso movimento socrati- un potere filosofico, l’unico tadina. Un atteggiamento mente ricosciuto un ruolo
in qualcosa alla città e agli co di un punto di riferimen- in grado di rinnovare effica- altrettanto ostile si pro- di edificazione morale del-
amici». Riflettendo su tutto to solido e permanente: a cemente e radicalmente la dusse nei riguardi della le giovani generazioni. Un
questo, il filosofo potrebbe questo scopo Platone fon- città. Si può dunque dire scuola di Aristotele, per le episodio chiarisce bene
avere la tentazione di «re- dò l’Accademia, che era al che con Platone il socra- sue inquivocabili simpatie questa nuova situazione. Il
30
stare inattivo, come se in tempo stesso un labora- tismo entrava, almeno dal verso quel regno di Mace- fondatore dello stoicismo,
una bufera ci si riparasse torio di ricerca filosofica e punto di vista politico, nella donia che aveva posto fine Zenone, che pure aveva
dietro un muretto dalla pol- una scuola di formazione maggiore età, lasciandosi all’indipendenza della polis scritto una sua Repubbli-
vere e dalla pioggia portate politica, aperta a giovani alle spalle quella che ora ateniese. ca violentemente critica e
dal vento, e vedendo gli eminenti di tutto il mondo poteva apparire l’immaturi- persino provocatoria con-
altri traboccare di illegalità, greco. tà del maestro. Sull’onda di questo risen- tro tutte le istituzioni della
ritenersi contento di poter timento popolare, due po- vita politica e sociale della
vivere almeno la propria Ma soprattutto, nella Re- Il IV secolo assistette in litici di parte democratica, città, fu premiato dagli Ate-
vita quaggiù puro d’ingiu- pubblica tracciò un mo- effetti a un gran nume- Sofocle e Democare, pro- niesi con un decreto che
stizia e di azioni empie». dello ideale di città la cui ro di tentativi, operati da posero e ottennero nel 307 gli concedeva le chiavi del-
Un risultato non da poco, realizzazione non sarebbe Platone e dai suoi segua- – quasi un secolo dopo la la città e l’innalzamento di
commenta Platone, «ma mai stata possibile se i fi- ci dell’Accademia anche condanna di Socrate – la ua statua per i suoi meriti

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neppure il massimo, per- losofi non avessero preso dopo la morte del maestro, messa al bando da Atene nell’educazione morale dei
ché non è toccata al filo- il potere, e il cui sviluppo di instaurare nuovi regimi delle scuole dei filosofi. Ma giovani (DL 7.6, 10-12). Al
sofo una città adatta a lui: sarebbe stato altrettanto in diverse città greche, a un anno dopo il decreto contrario di Socrate, dun-
in una adatta egli stesso impossibile se i filosofi non partire da Siracusa. Atene venne revocato. Un vittoria que, la sua critica veniva
avrebbe eccelso e avrebbe vi avessero governato con fu in effetti risparmiata da per la filosofia? Piuttosto, ormai considerata inoffen-
salvato, insieme con il pro- prerogative regali. queste imprese, che spes- il segno della sua ormai siva, e quello che restava
prio, anche il bene comu- so seguivano la via dell’in- riconosciuta irrilevanza nei era il suo ruolo di maestro
ne» (VI 496d ss.). Il paradosso platonico sta staurazione di un potere riguardi della vicenda po- di morale all’interno della
dunque nel fatto che per assoluto (la tirannide) come litica della città. La crisi di scuola. La filosofia era di-
Si tratta dunque non di ri-
fiutare la politica e di vivere
realizzare quella che si
pensava fosse la missione
scorciatoia, inevitabilmen-
te violenta, per realizzare
sovranità, nel cui ambito
la città si era sviluppata e
ventata politicamente inno-
cua, e tale sarebbe rimasta
5
31
nella città come esuli ma di socratica occorreva rove- il mutamento di regime in la filosofia aveva giocato per molti secoli a venire.
AGOSTINO E Il primo circolo di fedeli. nuò l’approfondimento e la
FILOSOFIA E SPAZIO PUBBLICO

messa per scritto dei temi


IL POPOLO Il primo gruppo di “fede- filosofici impostati a Cas-
DEI FEDELI li” di Agostino è costituito siciaco: De quantitate ani-
dal gruppo di persone che mae, De musica, De magi-
raccolse intorno a sé, dal stro, De vera religione.
mese di ottobre del 386
alla primavera del 387, in Il pubblico coinvolto nei
una villa in campagna, a Dialoghi è interessato glo-
Cassiciaco (località non balmente al neoplatoni-
meglio identificata della smo, ma non dobbiamo
Alessandro Ghisalberti Brianza, a 35 Km. circa da pensare che Agostino
32
Milano), dopo aver rinun- adotti il pensiero plotiniano
ziato alla cattedra di reto- o neoplatonico nel senso
rica, e avendo maturato la di un “neoplatonismo cri-
decisione di convertirsi al stiano”, così come ne trat-
cristianesimo. Oltre ai fa- tano i manuali di storia del- oconvertito e il gruppo dei letterario dei suoi scrit-
migliari (la madre Monica, la filosofia di oggi. Dai Dia- suoi fedeli non includeva ti. Determinante, all’inizio
il figlio Adeodato, il fratello loghi emerge chiaramente la ricerca della verità del del ministero pastorale, la
Navigio, i due cugini Larti- che il neoplatonismo è cristianesimo nel neoplato- lettura della Lettera ai Ro-
diano e Rustico), c’erano una “mezza filosofia”, per- nismo, ma Agostino aveva mani di San Paolo, dove
gli amici di antica data Ali- ché la filosofia è amore trovato nel cristianesimo la rimbalzano dei temi che
pio e Nebridio, e due di- alla sapienza, e già negli verità del neoplatonismo. diventeranno egemoni: la
scepoli Licenzio e Trigezio. scritti della fine del 386 la questione della grazia, il

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Nella quiete di Cassiciaco sapienza è quella collegata Agostino prete e vesco- tema del peccato, il que-
Agostino condusse degli col Sommo Bene, con una vo “forma” la Weltan- sito sull’elezione divina. Ne
incontri in cui si discute- Sapienza e un Bene ca- schauung cristiana dei saranno alimentati i dibat-
vano temi filosofici, che paci di salvare, attraverso fedeli titi sul libero arbitrio (nella
Guarda anche il video vennero raccolti per scritto il mediatore unico, che è controversia con Pelagio),
dell’incontro Nel 391 Agostino viene
nei Dialoghi detti giovanili: Cristo, il Verbo incarnato. sul peccato originale e
Alessandro Ghisalberti:
Agostino e il popolo dei fedeli Contra Academicos, De Dunque i primi “fedeli” di ordinato prete, nel 394 di- sulla predestinazione divi-
beata vita, De ordine; al Agostino impararono a di- venta vescovo, e si stabi- na (nella controversia con
suo ritorno in Africa, tra il stinguere tra il platonismo, lisce a Ippona. Cambiano i manichei e i donatisti),
388 e il 391, sempre in un
contesto di vita monastica
in primis quello di Plotino e
Porfirio, e il cristianesimo.
le sue occupazioni, come
cambiano il “pubblico” e,
sul problema della doppia
cittadinanza del cristiano,
5
33
con i suoi compagni, conti- Il percorso di Agostino ne- di conseguenza, il genere politico-civile nella città
terrena, di ordine spirituale Girolamo), che erano in frazioni di cristiani che ob-
FILOSOFIA E SPAZIO PUBBLICO

nella città di Dio. corrispondenza con lui. bedivano a vescovi di altro


Dobbiamo anche essere indirizzo (pelagiani, dona-
Sorge pertanto un interro- consapevoli di un ulteriore tisti, ariani, manichei, di
gativo: da chi è rappresen- dato, assai importante per cui ci occuperemo dopo),
tato il pubblico dei “fedeli” la nostra ricostruzione, os- Agostino sostenne sem-
di Agostino nei circa qua- sia che la chiesa cristiana pre una linea equilibrata
rant’anni del suo ministero nel Nord Africa nel seco- circa il rapporto del cri-
pastorale, come presbite- lo di Agostino era ancora stiano con la ricchezza, e
ro e come vescovo di Ip- allo “stato nascente”, cioè circa il modo di valutare la
pona (dal 391 al 430), un andava consolidando il povertà. Il partito che oggi
pubblico che si suppone proprio modo di dare ap- chiameremmo dei “falchi”,
34
numeroso, variegato per plicazione ai precetti del e che includeva trasversal-
cultura e per appartenenza Vangelo e alla prassi litur- mente i cristiani pelagiani e
sociale, che include anche gica. donatisti, veicolava una vi-
i suoi interlocutori e lettori sione oltranzista sul modo
al di fuori della chiesa di In base a ciò, ci soffer- di interpretare l’uso del- a tracciare una linea equi- dunque la linea di demar-
Ippona? meremo su due temi che le ricchezze da parte dei librata circa il rapporto del cazione circa il tema della
hanno caratterizzato la cristiani: il pelagianesimo cristiano con la ricchezza, ricchezza per il cristiano è
Per ricavare informazioni “formazione” cristiana dei presentava come neces- e circa il modo di valutare anzitutto interiore: l’uomo
circa il quesito ora posto, fedeli, dai quali può emer- saria per essere cristiani la povertà. Nei Sermoni e deve servirsi dei beni di
la documentazione è ri- gere la visione del cristia- una spogliazione totale, e nelle Epistole egli assegna questo mondo senza per-
cavabile in primis dai nu- nesimo e della chiesa che condannava l’uso dei beni un posto centrale alla “po- dersi o sostare in essi; ogni
merosi scritti di Agostino ispirava Agostino: il tema terreni indipendentemente vertà di spirito”: povero di credente deve praticare

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stesso, dal suo vastissimo della “povertà”, ossia del dall’uso che se ne fa. Per spirito è colui che vive in la povertà di spirito, sia
epistolario, dai documenti rapporto del cristiano con parte loro, i donatisti so- Dio e secondo la sua vo- egli ricco, oppure povero,
conciliari e sinodali che lo i beni materiali, e il tema stenevano che i malvagi, lontà; è colui che non ri- e deve ricercare prima di
videro coinvolto. Dispo- della “verginità”, ossia del- cristianamente i “peccato- cerca la felicità temporale, tutto il valore del regno dei
niamo inoltre della Vita di la purezza dello spirito che ri”, non hanno il diritto di l’abbondanza terrena, e cieli. Questo atteggiamento
Agostino, scritta con cura il Vangelo richiede rispetto proprietà, e vanno spogliati non ritiene che il fine della autenticamente evange-
dal suo segretario Possi- all’etica in generale, e di- dei beni materiali. Queste sua vita sia legato alle sorti lico dello spirito guida la
dio, e abbiamo le epistole stanziandosi dalle pratiche due letture degli insegna- del vivere in questo tem- “giusta” gestione dei beni,
scritte ad Agostino da di- sessuali del paganesimo. menti del Vangelo non fu- po presente. La povertà rispettando il bisogno per-
verse persone, semplici
fedeli oppure dotti vescovi Nel fermento delle discus-
rono accolte da Agostino,
che si impegnò per tutto il
richiesta è quella di esse-
re distaccato dal presen-
sonale e famigliare, guar-
dando ai bisogni della chie-
5
35
o teologi (basti citare San sioni portate avanti dalle tempo del suo episcopato te e attaccato all’eterno, sa, a quelli dei poveri e alle
glie una vocazione o stile può farne uso a suo pieno sentimento e di azioni pec-
FILOSOFIA E SPAZIO PUBBLICO

di vita particolare, ma se piacimento, ma deve attra- caminose. Il rispetto di sé


la verginità del corpo è vis- verso le opere esprimere e della famiglia è un valore
suta fuori dalla Chiesa (per in gesti la propria fede, nel superiore all’elargizione dei
es., la vergine “eretica”) sostegno visibile alla Chie- beni ai poveri; l’elemosina
non incarna nessun valo- sa di appartenenza, e poi vale se questo presuppo-
re. Contro una presenta- vigilando sulla portata del- sto è rispettato, e ciò non
zione, talvolta accreditata, le proprie azioni, sul come rappresenta un incitamen-
di Agostino sessuofobo, gestire con spirito cristiano to all’egoismo, ma un invi-
egli ha indicato il vero ide- le ricchezze, la fruizione to a compiere l’elemosina
ale di vergine nella donna personale e famigliare dei in proporzione a ciò che
cattolica sposata, che vive beni materiali (il godimento si possiede. Il possesso di
36
la verginità dello spirito regolato del cibo, dei diver- ricchezza è presupposto
nell’ambito della fede e timenti, delle costruzioni, anche dal consiglio evan-
della Chiesa. La verginità degli spettacoli, ecc.). Chi gelico: soccorrere l’indi-
situazioni che producono vera consiste nella rinunzia è ricco perciò non deve gente, pagare le decime,
indigenza temporale (ca- ad ogni amore adultero e diventare povero, nel sen- ecc., suppone che uno
restia, mancanza di lavoro, ad ogni attaccamento ai so che non deve ridursi in disponga di qualche patri-
vedovanze, ecc.). beni di questo mondo (per- miseria, e deve mantenere monio. Agostino ritiene poi
ciò viene a coincidere con in modo decoroso la pro- che l’elemosina vada fatta
Alla povertà Agostino af- la povertà di spirito), nella pria famiglia. Agostino è a tutti, divergendo da quei
fianca come valore emi- fede incorrotta. contro quei cristiani, anche cristiani che ritenevano che
nentemente evangelico la della sua città, i quali vie- non si deve soccorrere co-
“verginità”, che egli inten- L’insegnamento dell’Ip- tavano al ricco l’ingresso loro che sono in inimicizia

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de come verginità della ponate al popolo dei suoi nel regno dei cieli, qualora con Dio, perché sarebbe
mente e del cuore, non fedeli poggia su un preciso non si fosse radicalmente Dio stesso che li punisce
primariamente quella del orientamento: non c’en- spogliato dei beni terreni. con l’indigenza. Questo
corpo, e che si può per- tra l’essere ricco o povero Sono forti le sue parole per Agostino è falso, non
seguire solo vivendo la vita in senso sociologico, ma di ammonimento a Ecdi- è secondo il Vangelo, che
della Chiesa, che offre la sono richieste povertà di cia, una matrona sposa e insegna come la misericor-
liberazione dal peccato spirito e verginità, in qua- madre, che aveva preso il dia divina si rivolga a tutti
e con i sacramenti rende lunque situazione socio-e- velo delle vedove ed aveva gli uomini: ogni uomo, sen-
partecipi della redenzione conomica il cristiano si tro- distribuito ogni suo avere za eccezione, è il prossimo
e della vita nuova. Chi vive
la verginità del corpo può
vi. Naturalmente Agostino
distingue l’uso dal posses-
ai monaci vaganti, senza il
consenso del marito, ren-
per il cristiano. 5
37
essere il cristiano che sce- so: chi possiede beni non dendogli la vita piena di ri- Le conflittualità tra cri-
stiani e il discernimen- cattedrali rivali. Nei trenta-
FILOSOFIA E SPAZIO PUBBLICO

to evangelico nella vita cinque anni in cui Agostino


pubblica fu vescovo di Ippona, c’è
sempre stato almeno un
Dopo le persecuzioni di altro vescovo cristiano nel-
Diocleziano, nell’Africa la stessa città (fisso quello
settentrionale si era crea- cristiano-donatista), e la di-
ta una forte divisione fra le stribuzione dei fedeli non è
chiese cristiane, un con- computabile bene percen-
trasto insorto inizialmente tualmente, ma alcuni stu-
tra coloro che rifiutavano diosi ritengono che i cristia-
di collaborare con le auto- ni della Chiesa di Agostino
38
rità imperiali, i più rigidi, e siano stati a lungo nume-
quanti erano invece favore- ricamente inferiori a quelli
voli ad evitare gli scontri, i della Chiesa donatista. Pur
più duttili. Il partito dei rigidi nella condivisione del cre- cisare che il termine era cono dal nome Quodvul-
era capeggiato da Donato, do, i donatisti ricusavano la allora usato nell’accezione tdeus, Agostino scrive un
vescovo di Cartagine, in- comunità cattolica consi- etimologica del termine breve trattato Sulle eresie
torno al quale a partire dal derandola un burattino del ”eresia”: significa “divisio- (De haeresibus liber unus),
311 si raccolse la corrente governo laico della Numi- ne”, “frazionamento”, tra di cui è disponibile una
dei “donatisti”, molto viva dia a causa dei molteplici chi, nell’identità della fede, traduzione italiana (Mime-
per oltre un secolo, e molto compromessi raggiunti, e divergeva nelle applicazio- sis, Milano-Udine 2010),
ostile ad Agostino (ai tempi vedevano Agostino come ni pratiche. Queste divisio- un agile vademecum, un
di Agostino il capo sarà un un “laico eretico e scisma- ni creavano obbedienze a prontuario pratico per ri-

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altro Donato); da quel mo- tico”. Riflettiamo bene su vescovi distinti, culto cele- conoscere e confutare 88
mento, e sino all’invasione questi dati storici, ogni vol- brato in chiese diverse, e si eresie, dalle più antiche alle
mussulmana del sec. VII, ta che ancora oggi capita ebbe un continuo rivaleg- più recenti. Ci soffermiamo
in Africa esistettero due di leggere che Agostino fu giare per sottrarsi i sem- ora solo sulla trattazione
gruppi (oltre ad altri gruppi esponente del pessimismo plici fedeli (culturalmente del movimento più attivo
minori) di cristiani rivali, con radicale, del fanatismo o in genere poco preparati, a Ippona e dintorni ai tem-
episcopati diversi, ma con del fondamentalismo! e perciò influenzabili emo- pi di Agostino, quello dei
lo stesso credo e con iden- tivamente, per ragioni mar- Donatisti. Oltre ad essere
tiche formule sacramentali Il termine ricorrente era ginali, dal momento che oltranzisti nel sostenere
e liturgiche. Vescovi rivali
comportavano la creazio-
“eresia”: si scambiavano
reciprocamente l’epiteto
le liturgie erano identiche).
Nel 427/28, sollecitato con
la linea dell’appartenen-
za alla Chiesa di Cristo di
5
39
ne di altari ( nei villaggi) e di “eretici”, e occorre pre- insistenza da un suo dia- solo coloro che avevano
preservato assoluta pu- tevano ingenerare nei suoi tri lo portassero a termine,
FILOSOFIA E SPAZIO PUBBLICO

rezza nei confronti di ogni fedeli più semplici, cultu- e quindi non fosse propria-
possibile contaminazione ralmente sprovveduti. mente suicidio), nel senso
(escludevano i lapsi pentiti, che essi aggredivano con
i convertiti da altre appar- Altro fenomeno importante violenza altri cristiani sino
tenenze religiose o da lun- sviluppatosi tra i donatisti, al punto da farsi ritorce-
ga militanza nel paganesi- fu la costituzione di rag- re contro l’aggressione,
mo), Agostino osserva che gruppamenti settari e vio- al fine di provocare nello
“osano anche ribattezzare i lenti, denominati “Circon- scontro la propria morte:
cattolici, e con questo atto cellioni”; scrive Agostino essendo consequenziale
appalesano con più forza (Eresia LXIX, pp. 88-90): all’azione di difesa della
40 la loro natura di eretici, se “uomini di origine contadi- vera fede (per loro era tale
si pensa che è uso dell’in- na e di ben noto coraggio, solo quella donatista!), la
tera Chiesa cattolica non non solo perché commet- loro morte li rendeva au-
invalidare nelle persone tono contro gli altri delitti tomaticamente dei martiri,
degli eretici quel battesi- enormi, ma anche per la degni di culto, e dei loro
mo che è considerato per medesima folle ferocia con corpi si facevano reliquie
ognuno comune e valido”. la quale infieriscono su loro per gli altari. Una passio-
Per il popolo fedele ad stessi. Essi infatti hanno la ne assai inquietante per il segnasse la dottrina della
Agostino, la grazia sacra- consuetudine di uccidersi martirio quella dei Circon- validità di tutti i sacramenti
mentale del battesimo è in molte maniere, soprat- cellioni, che ha dei ritorni donatisti, compreso l’or-
data dal Cristo, e opera tutto scagliandosi da pre- oggi, in un contesto dove dine. Con fatica sofferta
per sempre, resta valida cipizi, o gettandosi nell’ac- morti e suicidi inseriti in atti inculcò costantemente nei
anche dopo eventuali ca- qua o nel fuoco, e di spin- terroristici rappresentano suoi fedeli la necessità di

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dute. E qui è interessante gere a questo furore tutti figure quantomeno “equi- perseguire la coesistenza
ricordare che l’estremi- quelli, di entrambi i sessi, voche” di martirio in nome pacifica, e di attendere che
smo rivaleggiante portava che abbiano potuto attira- di determinate fedi religio- anche i molti cristiani one-
alcuni donatisti a negare re a sé, fino ad incaricare se e riversano ondate di sti e di buon cuore, che
la validità del battesimo altri di dar loro la morte, se precarietà e di inquietudi- temporaneamente segui-
dello stesso Agostino, che essi non si fossero decisi a ne sulla nostra convivenza vano la fazione donatista,
in giovinezza era stato per un tale passo”. Era attiva civile. Agostino per conto venissero raggiunti dall’e-
nove anni seguace del tra i Circoncellioni la scel- suo odiava la violenza, e lezione divina ad annove-
manicheismo; il vescovo ta forte di gesti che essi prediligeva l’azione della rarli tra i fedeli della vera
Agostino doveva affronta-
re le incertezze e le con-
riconducevano al martirio
(talvolta intenzionalmente
persuasione, al punto che
molti contemporanei si
Chiesa di Dio. 5
41
fusioni mentali che si po- provocato, in modo che al- meravigliavano che egli in-
I FILOSOFI crescita demografica inizia, la “comunità urbana” ossia
FILOSOFIA E SPAZIO PUBBLICO

come è noto, un movimen- la città - realtà commer-


DELLE to contrario che dà luogo ciale e artigiana e centro
UNIVERSITÀ alla nascita di città nuove di potere - caratterizzata
e al ritorno a città antiche dalla divisione del lavoro
MEDIEVALI e abbandonate per secoli. esercitato da coloro che
E LA CITTÀ vi abitano, i cittadini, e di-
Molti storici, come Jacques stinta come modello di vita
Le Goff, hanno segnalato il dalla campagna.
mutamento della città che
vediamo apparire dopo Agostino d’Ippona secoli
Maria Teresa Fumagalli l’anno Mille e la sua diversi- prima aveva scritto che la
42
Beonio Brocchieri tà, nella realtà e nell’imma- “la città è fatta di uomini e
ginario, dal modello urbano non solo di pietre”: il mer-
del mondo antico. cante, l’artigiano -e poi il
banchiere, l’universitario
Città e università sociale di quel tempo. Per Marc Bloch l’elemento e il filosofo - sono nei se-
che distingue ed identifica coli che qui ci interessano
In Europa nel Duecento i fi- È quindi necessario innan- la società medievale dal essenzialmente “uomini
losofi sono uomini della cit- zitutto mettere in luce la fi- Mille in poi è infatti proprio della città” e appartengo-
tà: è infatti nella città, una sionomia della città di allo-
realtà nuova rispetto alla ra, che si presenta come la
polis greca e all’urbs ro- “sede naturale” dell’univer-
mana, che nasce l’univer- sità nata all’inizio del Due-

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sità, a sua volta istituzione cento mentre la campagna
completamente nuova, era stata il luogo naturale
Guarda anche il video nella quale operano i filo- della scuola monastica nei
dell’incontro sofi consapevoli di posse- secoli precedenti.
Maria Teresa Fumagalli
dere una nuova identità
Beonio Brocchieri:
Le università medievali e intellettuale e professiona- Dal III secolo d.C. le città
la città le. Sono tre aspetti inediti si erano andate spopolan-
che vanno spiegati dal mo- do e la cultura e il potere
mento che costituiscono il (i monasteri e i signori) si
filo conduttore del nostro
tema: la figura e la funzio-
insediavano nelle campa-
gne. Solo verso il Mille nel
5
43
ne del filosofo nel contesto contesto della generale
di Clairvaux (che predilige mestiere (o arte) dandosi perché posseggono nel
FILOSOFIA E SPAZIO PUBBLICO

il silenzio delle campagne condizioni e regole valide loro statuto regole precise
dove sorgono le scuo- per tutti gli appartenenti al che riguardano i contenu-
le dei monasteri) appena gruppo. ti dell’insegnamento e la
cent’anni dopo sarà viva- durata dei corsi di studio,
mente apprezzato dai frati L’università - una realtà il calendario delle lezioni, i
degli ordini francescano e storicamente inedita che compiti dei maestri e la va-
domenicano. Il frate cata- come vedremo ospita an- lidità europea (licentia do-
lano Eixemenis ad esem- che i filosofi - è appunto cendi ) dei titoli conferiti alla
pio si rallegra della vivacità una corporazione (di stu- conclusione degli studi.
della convivenza urbana denti e docenti come a Pa-
ed elogia gli scambi vitali rigi o di soli studenti come La documentazione sulla
44
che avvengono nelle vie a Bologna) differente dalle realtà delle molte università
no come scrive Maurice “luogo di scambio” dove affollate della città. Se per precedenti scuole superiori nate nel Duecento (da Bo-
Lombard a “quella rete che gli abitanti che esercitano il monaco S.Bernardo Pa- per caratteristiche che si logna a Parigi a Oxford e
lega gli abitanti delle città attività differenti (mercanti, rigi é simile alla “corrotta sono mantenute in parte Cambridge ma anche Na-
europee anche distanti fra predicatori, bottegai, no- Babilonia”, al contrario per fino alla nostra modernità. poli…) è vasta e gli archivi
loro“. bili, casalinghe, prostitute, i nuovi religiosi che abitano ci segnalano fondamentali
docenti e studenti) cam- i conventi delle città, la ca- Le scuole cattedrali cit- aspetti comuni: l’insegna-
Materialmente la città è minando fianco a fianco pitale del regno di Francia tadine che nel secolo XII i mento impartito in latino,
uno spazio organizzato si incontrano. Qui avviene rinnova l’immagine glorio- vescovi erano tenuti a or- lingua in cui vengono scrit-
entro strutture convergenti lo scambio di merci, in- sa della sapiente Atene. ganizzare rappresentano ti i testi magistrali, veicola
alla difesa, alla protezione formazioni, insegnamenti, la gestazione e il pream- la carriera internazionale
e anche alla comunicazio- proposte di modelli religio- All’interno dei vari gruppi bolo delle università che dei docenti dall’Inghilter-

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ne con l’”altro” che sta al si e morali come accade di persone che si guada- tuttavia si differenziano ra alla Francia all’Italia alla
di fuori: le mura, le torri, la nei sermoni dei predicatori gnano la vita con il proprio
piazza con la cattedrale, chiamati dai poteri locali a lavoro (“con le mani ma
le porte chiuse nella notte parlare ai fedeli della città anche con la parola e la
e aperte e sorvegliate di di problemi non solo reli- mente”, scriveva il filosofo
giorno. Le numerose tor- giosi ma civici e politici. Abelardo) vige la solida-
ri - che in Italia possiamo rietà fondata sugli inte-
vedere ancor oggi nel pae- Quest’ aspetto – incontri, ressi condivisi e la difesa
saggio urbano -indicano il folla, commerci discussio- del comune lavoro: si for-
potere dei ceti emergenti. ni e “chiacchiere” – consi-
derato ancora nel XII se-
mano così le corporazioni
o associazioni di coloro
5
Al centro sta la piazza che colo vano e perverso dai 45
che esercitano lo stesso
identifica la città come monaci come Bernardo
Germania come mostrano i campi di sapere si mol-
FILOSOFIA E SPAZIO PUBBLICO

gli esempi di Alberto Ma- tiplicano anche secondo


gno, Tommaso d’Aquino e il modello della “subalter-
Duns Scoto; il metodo fon- natio”: ad esempio la per-
dato sull’analisi e la messa spectiva è subalterna ai
in questione (“veritas in principi della geometria.
questione”) dei temi trattati
è comune nelle varie sedi Mi pare interessante sot-
da Parigi, Tolosa, Padova, tolineare lo slittamento di
Salamanca, Napoli, Coim- senso dell’espressione
bra, Praga, Cracovia,Vien- “arte liberale” che dall’anti-
na, Lovanio, Erfurt… chità significava “ciò che è
46
proprio di un uomo libero”
Quattro sono le Facoltà o ossia di chi non aveva bi-
indirizzi di ricerca e inse- sogno di lavorare per vive-
gnamento presenti in mol- re e poteva quindi dedicar-
te,anche se non in tutte, si allo studio. Dal XII secolo dirigente alle corti dei prin- (artistae) e teologi mostra-
sedi universitarie: all’inizio il termine indica invece la cipi mentre medici,notai, no di riferirsi a modelli epi-
si frequenta la facoltà del- qualità fondamentale della diplomatici,funzionari della stemologici assai diversi,
le Arti dove i maestri inse- scienza “che libera“ le pos- amministrazione e giuri- come vedremo.
gnano la filosofia articolata sibilità dell’uomo dalle con- sti al servizio dei potenti
nelle arti (o scienze, termini dizioni materiali in direzione e delle comunità cittadine Sul tema “università” voglio
sinonimi già in Cicerone) di una autonomia spirituale svolgono attività ben rimu- richiamare due giudizi che
liberali del trivio (gramma- e mentale. nerate creando un nuovo sottolineano l’importante

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tica logica e retorica) e del ceto professionale e eco- svolta impressa da questa
quadrivio (aritmetica geo- L’ università, il contesto in nomico. nuova istituzione alla so-
metria musica e astrono- cui operano anche i filosofi cietà e alla cultura europea:
mia), poi si prosegue con delle Arti, si impone quindi Alle Arti generalmente i quello di Jacques Le Goff
lo studio del diritto o della nel Duecento come un luo- maestri non rimanevano a che vede in questo movi-
medicina (facoltà dette si- go di ricerca e di insegna- lungo e molti passavano mento culturale il motore
gnificativamente lucrativae) mento di dimensioni mai ben presto ad insegnare del “decollo dell’Europa” e
o della teologia conside- viste prime: decine di mi- alla facoltà di teologia: i quello di Luca Bianchi che
rata culmine e summa di gliaia di giovani usciti dalle filosofi Sigeri di Brabante segnala alcuni aspetti del-
tutto il sapere. Lo schema
delle arti liberali ben presto
aule delle scuole costitui-
scono in quel secolo e nel
e più tardi Giovanni Buri-
dano sono vere eccezioni.
la cultura universitaria che
rompono con il passato. A
5
47
“esplode” (M.D.Chenu) e Trecento la nuova classe Del resto i maestri delle arti questo proposito condivi-
do il parere di Bianchi che testi di Aristotele, chiamato Aristotele, accolto dai ma- nei corsi magistrali. mente all’insegnamen-
FILOSOFIA E SPAZIO PUBBLICO

si tratti di una vera “rivolu- semplicemente il Filosofo, estri delle Arti con grande to di Sigeri di Brabante
zione nei contenuti e nelle venivano tradotte opere di interesse, dà luogo a una La funzione dei filosofi e Boezio di Dacia ma-
forme del sapere…e di un altri autori greci e arabi su koinè ispirata al pensiero estri alle Arti: Tempier
nuovo stile della ragione”: in temi di medicina, astrono- e al linguaggio aristotelico. Tuttavia l’opposizione ai te- accusa infatti gli aver-
questo contesto “nasce la mia, geografia, biologia, Viene proposta una teoria sti aristotelici non si esau- roisti di “sostenere che
ragione come ragione criti- matematica insieme ai unificata della natura (non risce: 219 tesi riguardanti le loro dottrine sono
ca e confronto anche con la commenti e alle interpre- priva tuttavia al suo interno una particolare “lettura” vere secondo il Filoso-
tradizione degli antichi”. tazioni dei grandi pensatori di differenze) e un nuovo del pensiero aristotelico fo ma non secondo la
musulmani come Avicenna modello epistemologico in - propria di Averroè adot- fede quasi esistessero
Va notato infine che l’anali- e Averroè. non pochi punti divergente tata dai maestri delle Arti e due verità contrarie“
si e la discussione ampia e dalla tradizione della sa- divergente dalla posizione e non un’unica Verità
48
serrata degli argomenti fra Un luogo comune indica pienza cristiana. dei teologi – sono nel 1277 come testimonia il Van-
loro contrari presenti nella la mediazione araba come condannate da Stefano gelo.
disputatio , nel Duecento esclusiva nel recupero e Il pensiero aristotelico - ac- Tempier vescovo di Parigi.
sono ben lontane dal vuoto nella trasmissione all’Oc- cettato in modo pacifico e Fra le teorie condannate Il documento di Tem-
formalismo di cui più tardi cidente del patrimonio filo- positivo a Tolosa, Oxford troviamo le affermazioni pier, che rifletteva la
furono accusate. sofico greco. Oggi la mag- e nella Napoli di Federico che “l’intelletto immortale sua preoccupazione
gior parte degli studiosi II - a Parigi dove l’univer- è unico per la specie uma- per il controllo dell’in-
La nuova biblioteca fi- riprende la conclusione di sità era sotto la tutela del na” e che“il mondo non ha segnamento universi-
losofica Minio Paluello (“la maggior pontefice, viene ben pre- avuto principio”. tario parigino, non era
parte del corpus aristoteli- sto (nel 1210) preso di mira un’analisi filosofica ma
Dalla seconda metà del co entrò nella cultura latina dal sinodo che condanna Su questi due punti il con- piuttosto un manifesto
secolo XII la biblioteca del- dal greco“), mentre resta l’insegnamento (ma non trasto con i dati della Rive- politico. Filosofica era

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le scuole di Europa si era evidente per tutti che il la lettura privata) basato lazione cristiana- che affer- invece la difesa degli
venuta ampliando: una contributo arabo fu impor- sui testi aristotelici. I divieti ma la creazione divina del artistae che ritenevano
schiera di studiosi in vari tantissimo nella tradizione si ripetono, ma già trenta mondo e pone alla base le loro tesi non veritates
centri - in Sicilia, in Spa- esegetica: filosofi come al anni dopo alcuni maestri della dottrina della salvez- ma probabilitates va-
gna, in Inghilterra, in Fran- Farabi, Avicenna e Aver- fanno pubbliche lezioni za umana l’immortalità lide nel campo del sa-
cia - traduceva in latino roè, per citare solo i più sui testi di Aristotele e nel dell’anima individuale - non pere e del discorso sul
direttamente dal greco e noti, “fornirono ai latini indi- 1255 la logica, la fisica, la potrebbe essere più netto. mondo fisico (naturali-
indirettamente dall’arabo spensabili modelli interpre- metafisica e l’etica aristo- ter loquendo). In breve:
testi di logica fisica me- tativi nella lettura dei testi di teliche entrano ufficialmen- Più in generale è l’impo- per i maestri delle Arti
tafisica e etica assenti da
secoli nella cultura dell’Oc-
Aristotele” (L. Bianchi). te nella scuola parigina e le
opere del Filosofo vengono
stazione metodologica del
documento promosso dal
le tesi aristoteliche de
naturalibus sono dimo-
5
49
cidente latino. Accanto ai Ben presto il “ritorno” di adottate come libri di testo vescovo a opporsi dura- strabili ma non evidenti
-come invece sono evi- bene (De summo bono) di loro magistero contro le
FILOSOFIA E SPAZIO PUBBLICO

denti le verità matematiche Boezio di Dacia. Il sommo accuse dei teologi. In un


- mentre la verità cristiana, bene possibile per l’uomo documento di un maestro
rivelata e creduta per fede – scrive Boezio - è un bene di filosofia - diretto contro
ma non dimostrabile con- “naturale” indipendente coloro che “credono che
serva proprio per questo dal bene della vita futura i filosofi siano malvagi e
il suo valore meritorio nel che si colloca al di là della ribelli alla leggi della cit-
piano della salvezza. ricerca del filosofo che tut- tà”- leggiamo che solo la
tavia non la nega. Il som- filosofia può fornire la co-
La distinzione epistemo- mo bene naturale è “quella noscenza razionale degli
logica fra evidenza verità felicità che viene dall’intel- argomenti che riguardano
e probabilità dimostrabi- letto e consiste nella cono- la vita terrena impegnan-
50
le segnala un importante scenza del vero che é gioia dosi così a risolvere anche
aspetto: la nuova identità essa stessa”. Scrive Boe- i problemi della città.
culturale e il nuovo profilo zio: ”Filosofo è l’uomo che
professionale dei viri philo- realizza questo stato che è Quindi, poiché “la cono-
sophici che la rivendicava- il più alto possibile e dedica scenza è necessaria alla
no come legittima nel cam- la vita alla sapienza … Egli costruzione del bene co-
po della ricerca scientifica. è virtuoso perché gusta il mune, ne consegue che
piacere intellettuale della i filosofi sono necessari al
Fra le proposte dei nuovi contemplazione superiore benessere della città”.
filosofi è presente una tesi a ogni altro piacere che si
etica di grande interes- possa godere in vita”. Letture consigliate:
se: la teoria della “felicità

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intellettuale” (o “menta- Non si tratta tuttavia di una M.Corti,
le” se usiamo la fortunata tesi elitaria, propria di una La felicità mentale,
espressione di Maria Corti) casta intellettuale che vive Einaudi ed. 1983
che avrà forte eco anche al in una sua torre d’avorio.
di fuori della cerchia filoso- I filosofi delle Arti nel loro L.Bianchi e E.Randi,
fica ispirando, fra gli altri, appassionato elogio della Filosofi e teologi,
poeti come Dante e Ca- virtù e della felicità intellet- Lubrina ed. 1989
valcanti e scienziati come tuale difendono esplicita-
Taddeo Alderotti dell’uni- mente, insieme alla cen- J. Le Goff,
versità di Bologna. Esem-
plare è la discussione del
tralità della conoscenza
necessaria alla convivenza
Città, vol I del Dizionario
dell’Occidente medievale,
5
51
tema nell’opera Il sommo civile, l’utilità sociale del Einaudi ed.2004
GALILEO 1. La rimozione della
FILOSOFIA E SPAZIO PUBBLICO

tecnica e il suo stravol-


GALILEI, gimento metafisico
LA NUOVA
Per quanto possa sem-
SCIENZA E LA brare curioso, su Galileo
TECNICA Galilei sono stati scritti in-
numerevoli e importanti Questa assai singolare
studi, tuttavia, nel trattare omissione è stata com-
la nascita della scienza piuta anche da studiosi di del Sidereus Nuncius, rea-
moderna, rispetto alla qua- primissimo livello dell’o- lizzatasi nella primavera del
le lo scienziato pisano è pera galileiana: bastereb- 1610, rese immediatamen-
52 Fabio Minazzi
unanimemente riconosciu- be ricordare, a questo te noto a livello internazio- che nessuno, prima di lui,
to come il suo padre fon- proposito, i pur fonda- nale il nome di Galileo, do- nel corso dei millenni, era
datore, si omette, spesso mentali Studi galileiani di nandogli fama e celebrità mai riuscito ad osservare.
e volentieri, di sottolineare Alexandre Koyré i quali, indiscussa. Questa sua
(o di porre in adeguata luce paradossalemente, non fama e questa sua stes- Già solo il richiamo al ruo-
critica) il ruolo, decisivo, dedicano alcuna attenzio- sa celebrità scaturivano lo decisivo svolto dal can-
che la tecnica ha svolto per ne, rilevante e specifica, al esattamente dalle nuove nocchiale nella biografia
la genesi del pensiero mo- ruolo, invero fondamentale e incredibili “novità celesti” intellettuale galileiana e
derno. In tal modo viene e decisivo, che la costru- che lo scienziato pisano anche nell’affermazione
sistematicamente messa zione galileiana del suo ce- aveva saputo scorgere nel della teoria copernicana,
tra parentesi e non presa leberrimo cannocchiale ha cielo proprio grazie alla sua nonché nella genesi com-
in considerazione critica svolto per la nascita della capacità di aver costruito plessiva della nuova scien-

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la fortissima propensione scienza moderna e per la ed aver utilizzato, sistema- za, basterebbe a sottoline-
che lo stesso Galileo ha stessa diffusione della te- ticamente, un “cannone are come la componente
sempre nutrito nei con- oria copernicana, nonché dalla lunga vista” – come tecnica non possa e non
Guarda anche il video fronti della tecnica, la sua per aver fatto conoscere, lo stesso Galileo chiamava debba essere mai dimen-
dell’incontro
stessa capacità di sapersi a livello europeo, il nome il suo cannocchiale – con il ticata o trascurata, per-
Fabio Minazzi
Galileo: La nuova scienza costruire, con le proprie stesso di Galileo, trasfor- quale lo scienziato pisano lomeno se si vuole riflet-
e la tecnica mani, gli strumenti tecni- mandolo, in una manciata ha studiato ed esaminato, tere, con serietà e rigore,
ci che gli servivano per i di mesi, nello scienziato con cura ed altrettanta de- sul complesso fenomeno
propri esperimenti e per le più noto in tutta la comuni- terminazione, la volta cele- storico e teorico della na-
proprie ricerche, ancora la
sua stessa abilità nel saper
tà scientifica del tempo (ed
anche fuori di essa). Eppu-
ste, potendo così vedere
e scoprire nuove e scono-
scita della scienza moder-
na. Ma proprio la diffusa
5
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molare le lenti, etc., etc. re, solo la pubblicazione sciute realtà astronomiche rimozione di una seria ri
to sociale assoluto ed in- con la tecnica, con la sua
FILOSOFIA E SPAZIO PUBBLICO

trascendibile, dotato quasi effettiva configurazione ed


di una sua vita autonoma anche con la sua stessa
in grado di piegare, alle struttura intrinseca, non-
proprie logiche perverse e ché con il suo stesso ruolo
necessitanti, le stesse civil- teoretico, proprio perché
tà umane contemporanee in questo caso la Tecnica
le quali sarebbero eterodi- viene semmai mitizzata per
rette – a loro insaputa! - da essere trasformata in una
questa silente, ma poten- sorta di reificante Appara-
flessione tissima, configurazione to metafisico-sociale che,
critica, storica metafisica. nella sua mitica assolutez-
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ed epistemologica, za astorica, non ci aiuta
sul ruolo effettivamente In tal modo, ma altret- più a comprendere la vera
giocato dalla tecnica in tanto paradossalmente, la configurazione degli appa-
questo fondamentale tecnica, proprio nel mo- rati tecnici effettivi e storici,
turning point della storia mento stesso in cui viene nonché il loro preciso ruo-
dell’umanità, ci aiuta apparentemente presa in lo all’interno dei processi
allora a meglio compren- tico paradosso che il ruolo costituisce, considerazione è tuttavia di crescita (e di critica!)
dere la sistematica ed as- e la funzione della tecnica essa stessa, trasformata, assai arbitra- dell’articolato patrimonio
sai generalizzata rimozione è senz’altro rimosso e pra- l’espressione di una spe- riamente, in una sorta di tecnico-conoscitivo dell’u-
della pur fondamentale ticamente occultato dalle cifica reificazione culturale proiezione metafisica ipo- manità.
dimensione tecnica dall’o- più diffuse raffigurazioni contemporanea che inclina statizzante – diventa, ap-
rizzonte della valutazione standard della genesi del apertamente a svalutare la punto, la Tecnica, con la t 2. Funzione decisiva del-

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complessiva della nuova pensiero scientifico mo- dimensione culturale della maiuscola -, dotata quasi la tecnica: Natura non
scienza galileiana. Non derno. tecnica, considerandola di una sua vita autonoma, nisi parendo vincitur
stupisce quindi come, in una sorta di “sorella mino- per mezzo della quale fini-
sintonia con questa ge- Questa generalizzata e re” della scienza, appunto rebbe per assoggettare e Proprio per questa dupli-
neralizzata e sistematica pur assai diffusa rimozio- come una componente guidare uomini inconsape- ce ragione di fondo risulta
rimozione ermeneutica, la ne, sistematica, della tec- trascurabile perché mera- voli e lo stesso sviluppo ca- allora essere molto oppor-
dimensione tecnica abbia nica e del suo ruolo sto- mente applicativa e prati- pitalistico estesosi oramai tuno, ed altrettanto dove-
finito per essere affatto rico, entro la genesi della ca. Per non parlare, poi, e a livello “globale”. Anche roso, rivolgersi proprio alla
espunta dalle più diffuse scienza moderna non può all’opposto, dei sempre più con questa soluzione, del lezione galileiana, onde
rappresentazioni della ge-
nesi della scienza moder-
tuttavia essere accettata
pacificamente ed acriti-
diffusi riferimenti metafisi-
ci alla Tecnica presentata
tutto metafisica ed iposta-
tizzante, manca, dunque,
meglio intendere il ruolo,
la funzione e il valore in-
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na. Si arriva così all’auten- camente, perché in realtà come una sorta di Appara- un incontro effettivo e reale trinseco della tecnica nella
stessa genesi della scienza intendere la più profonda prospettiva la mediazione della tecnologia del valore
FILOSOFIA E SPAZIO PUBBLICO

moderna. Ma per farlo non natura teoretica della tec- tecnica rivela allora la sua di Gilbert Simondon, utiliz-
bisogna neppure evadere nica, ovvero la sua capa- natura più essenziale e ra- zando, peraltro, un lessico
o trascurare una domanda cità di consentire all’uomo dicale: quella di saper pro- d’ascendenza kantiana – si
teoretica di fondo con la di conseguire i suoi fini durre degli artefatti i quali può allora affermare che la
quale ci si deve chiedere rispettando scrupolosa- non esistono in natura, ma tecnica realizza proprio la
che cosa sia effettivamen- mente le leggi della natura che tuttavia rappresentano possibilità di porre in re-
te la tecnica e a quale esi- che, come amava osser- la materializzazione stes- lazione, positiva, creativa
genza specifica risponda vare Galileo, sono sempre sa dell’intelligenza umana e feconda, due diverse
la sua stessa realizzazione. «sorde ed inesorabili». La che, appunto, si traduce in dimensioni, ovvero quella
Per rispondere sintetica- soluzione offerta dall’appa- un nuovo oggetto che non del mondo della neces-
mente a questa domanda rato tecnico possiede allo- esiste in natura, ma che sità, rappresentato dal
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decisiva si può osservare, ra questo merito indubbio: si inserisce, invece, all’in- mondo della natura, con il
di primo acchito, in sin- quello di saper realizzare, terno del mondo artificiale mondo della libertà (e della
tonia con la lezione di un entro il mondo della natura, entro il quale l’uomo vive. creatività), rappresenta-
eminente pensatore ingle- delle macchine mediante In altri termini il sottile gio- to dalla feconda capaci-
se come Francio Bacon, le quali l’uomo può conse- co d’astuzia e d’intelligen- tà della fantasia umana,
che la tecnica svolge una guire i suoi fini, fini che non za instaurato dall’oggetto determinando, infine, la
funzione fondamentale, rientrano, immediatamen- della tecnica con la natura progressiva costruzione di
ovvero quella che il filosofo te e senza un’adeguata (la quale per l’uomo risul- una dimensione interme-
anglosassone esprimeva mediazione tecnica, entro ta sempre essere, ad un dia, ovvero proprio quel
con una formula indubbia- gli scopi della natura. Se tempo, per dirla con Leo- mondo “artificiale”, istitui-
mente efficace ed icastica: si vuole si può anche dire pardi, madre e matrigna) to storicamente dal lavoro
natura non nisi parendo che la tecnica rappresen- si radica proprio nella ca- umano, entro il quale si

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vincitur. Rilievo che po- ta un apparato specifico pacità – sempre realizzata svolge l’intera vita sociale
tremmo anche tradurre, grazie al quale l’uomo può dall’oggetto tecnico fun- delle civiltà, all’interno - per
in modo libero, ma assai conseguire i suoi liberi fini zionante – di saper con- dirla ora con una mente
incisivo, per quanto appa- teleologici, pur rispettando ciliare, in modo proficuo politecnica come quella di
rentemente paradossale, le leggi della natura. Natu- e criticamente felice – la Carlo Cattaneo - dello stra-
con il seguente monito: ralmente le leggi naturali complessiva «sordità» del- ordinario e storico deposi-
alla natura si comanda ub- non sono affatto “piegate” la natura, con la soggettivi- to, stratificato delle fatiche
bidendole. o “modificate”, ma vengo- tà desiderante ed operante umane. Per questo motivo
no utilizzate in modo intel- dell’uomo. la straordinaria mediazio-
Proprio la voluta para-
dossalità di questa tra-
ligente per conseguire fini
che in natura non esistono In tal modo - per dir-
ne tecnica ci consente di
conseguire sogni inspe-
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duzione ci aiuta a ben in quanto tali. In questa la con un grande filosofo rati, proprio perché pone
in un rapporto mediato da figura e si dipana la nostra e teoretica di questo deci- Oltre alla bellezza intrin- scaturire, in primo luogo, no invece librarsi nell’al-
FILOSOFIA E SPAZIO PUBBLICO

una incessante e sempre stessa vita. Infatti tutti noi sivo passo galileiano con- seca del lessico e del pe- dalla conoscenza diretta e to del cielo come aquile,
interessante osmosi critica siamo, in primo luogo, viene ora dare senz’altro la riodare galileiano, colpisce, dalla pratica di un cantiere avanzando in solitudine e
(e dialettica) la dimensione pace ogni eventuale e dif- parola allo scienziato pisa- in questo passo emblema- navale, dove si incontrano facendo appunto un uso
della naturalità (contraddi- fusa deriva idealistica o no che così scrive, magi- tico e programmatico, la centinaia di operai e di tec- originale e affatto creativo
stinta, tendenzialmente, da irrazionalistica, esattamen- stralmente: «Largo campo scelta coraggiosa con la nici i quali attendono alla della loro propria intelligen-
leggi “universali e necessa- te il frutto e il prodotto dei di filosofare a gl’intelletti quale lo scienziato pisano costruzione fisica, materia- za, senza aver alcun timore
rie”) e la dimensione desi- molteplici oggetti tecnici specolativi parmi che por- decide senz’altro di con- le e progettuale di alcune di inoltrarsi in ambiti di stu-
derante, creativa, fantastica che abbiamo potuto ma- ga la frequente pratica del trapporsi ad una comples- imbarcazioni. dio e riflessione inesplorati,
e pratico-sensibile, tramite neggiare e manipolare fin famoso arsenale di voi, sa ed egemonica tradizio- poco praticati o del tutto
la quale ultima l’uomo ha dalla nostra nascita. Signori Veneziani, ed in ne culturale plurimillenaria, Non solo, come certa- negletti dai più.
storicamente costruito la particolare in quella parte che ha sempre, invaria- mente non sarà sfuggito,
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sua stessa civiltà. Come ha 3. Il pieno valore cultu- che mecanica si domanda; bilmente, negato ogni ef- Galileo ha anche l’avver- Ma non solo, perché
rilevato anche un pensatore rale della tecnica nell’a- atteso che quivi ogni sorte fettiva portata culturale e tenza critica – e, invero, questo elogio galileiano
acuto come Denis Diderot nalisi galileiana di strumento e di machina teoretica al mondo della decisamente polemica - di prende poi il “toro per le
nella sua celeberrima En- vien continuamente posta tecnica. Quando infatti Ga- aggiungere come questo corna”, giacché il Nostro
cyclopedie, l’oggetto tec- Non per nulla Galileo ha de- in opera da numero grande lileo afferma come, a suo ampio, profondo e «largo aggiunge anche come la
nico ci documenta, con la ciso di aprire il suo capola- d’artefici, tra i quali, e per le avviso, «largo campo di campo di filosofare» sia componente dei cantieri
sua stessa esistenza fisica, voro scientifico, i Discorsi e osservazioni fatte da i loro filosofare» sia offerto pro- offerto dalla pratica dei navali che, a suo avviso,
una effettiva materializza- dimostrazioni matematiche antecessori, e per quelle prio dalla «frequente pra- cantieri navali unicamente contribuisce maggiormen-
zione dell’intelligenza uma- introno a due nuove scien- che di propria avvertenza tica» del famoso arsenale agli «intelletti specolativi», te a stimolare l’autonoma e
na. Una materializzazione ze, proprio con uno straor- vanno continuamente per navale di Venezia, compie ovvero a quelle acute intel- creativa riflessione filosofi-
dalla quale, attraverso la dinario elogio della tecnica sé stessi facendo, è forza un gesto autenticamente ligenze che, per riprendere ca degli intelletti speculativi
mediazione del lavoro uma- e del suo valore intrinseca- che ve ne siano de i peritis- rivoluzionario, perché af- una celebre metafora de possa essere individuata

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no, si configurano proprio mente culturale. Conside- simi e di finissimo discor- ferma che la riflessione fi- Il Saggiatore, non voglio- proprio in una sezione af-
quei determinati “oggetti” rata l’importanza storica, so» (VIII, 49). losofica più estesa, artico- no volare come stormi o fatto particolare, ovvero «in
artificiali entro i quali si con- culturale, epistemologica lata e profonda può e deve colombe, ma preferisco- particolare in quella parte

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che mecanica si doman- axiologicamente negativo Quando infatti diciamo, cultura scientifica), Galileo
FILOSOFIA E SPAZIO PUBBLICO

da». In questo caso specifi- e svalutativo. Non è forse anche nel linguaggio or- reagisce in modo polemi-
co Galileo urta direttamen- proprio con l’appellativo, dinario e comune, che un camente critico, ricordan-
te contro una diffusissima assai emblematico, e par- certo fenomeno è “mecca- do come, a suo avviso, sia
idea, largamente condivisa lante, di «vil meccanico» nico”, in genere si intende invece e proprio la «parte
e difesa dai più (dal V seco- che l’arrogante e nobile in- proprio affermare con sicu- che mecanica si doman-
lo a. C. fin’anche all’epoca terlocutore del giovane fra’ rezza che questo fenome- da», ad offrire, sempre ed
contemporanea), ovvero Cristoforo lo aggredisce no si realizza in modo del unicamente agli «intelletti
all’idea pregiudiziale secon- verbalmente con l’intento tutto automatico, appunto specolativi», le maggio-
do la quale nella dimensio- manifesto di umiliarlo ed meccanico, senza il coin- ri opportunità teoretiche
ne della “meccanica” non offenderlo, onde ottenere volgimento di alcuna com- per un’originale ed acuta
esista alcuna componente il preteso “diritto di passo” ponente concettuale. In- riflessione filosofica. Per
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concettuale, “spirituale” sul marciapiede? D’altra somma, il meccanismo in quale ragione? Proprio
o di pensiero. Non siamo parte anche se si scorrono questo caso procedereb- perché, aggiunge Galileo,
forse abituati, ancor oggi le impeccabili e ricchissi- be secondo una modalità esattamente entro questa
(non solo a livello di senso me voci consacrate alla che prescinderebbe total- sezione «mecanica» dei
comune, ma anche nella meccanica e a meccanico mente e radicalmente dalla cantieri navali, «ogni sorte
mentalità dell’alta cultu- nel grande Dizionario della dimensione del pensiero. di strumento e di machina
ra umanistica), a ritenere lingua italiana di Salvatore In questo senso meccani- vien continuamente posta
come nell’ambito di ciò che Battaglia si troverà una co- co è allora proprio ciò che in opera da numero grande
qualifichiamo costituire un stante conferma del fatto si contrappone nettamente d’artefici, tra i quali, e per
fenomeno o un apparato che alla meccanica è sem- alla dimensione spirituale, l’osservazioni fatte da i loro
meramente “meccanico” pre associato, perlomeno costituendone la pretesa antecessori, e per quelle
non ci sia, appunto, alcu- nella tradizione letteraria negazione più radicale. che di propria avvertenza

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na traccia di pensiero? Lo colta italiana, dal Duecento vanno continuamente per
stesso Manzoni, nel suo ad oggi, un giudizio axio- 4. Il pensiero nasce dal sé stessi facendo, è forza
capolavoro, pur mettendo logicamente negativo e lavoro: sul carattere so- che ve ne siano dei i pe-
al centro delle vicende del svalutativo, giacché è pari- ciale del nuovo sapere ritissimi e di finissimo di-
suo romanzo I promes- menti convinzione diffusis- scientifico scorso». Galileo ha dunque
si sposi un umile operaio sima dei letterati (e anche perfettamente compreso il
tessile come Lorenzo Tra- del senso comune dei più) Contro questo consoli- carattere eminentemente
maglino, tuttavia nel suo te- ritenere che proprio alla di- dato pregiudizio dogma- sociale e collettivo della
sto ricorda con precisione mensione della meccanica tico, fortemente radicato conoscenza meccanica, la
come alla dimensione della
“meccanica” sia general-
non possa essere mai attri-
buita alcun effettivo valore
e assai diffuso nella cultu-
ra umanistica e letteraria
quale può esercitarsi e re-
alizzarsi solo grazie al con-
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mente associato un giudizio concettuale o di pensiero. (ma persino nella stessa corso di «un numero gran-
de d’artefici», attraverso rilievi e le sue osservazioni, Galileo, avendo spes-
FILOSOFIA E SPAZIO PUBBLICO

l’unione tra differenti intel- ossia tutte quelle particola- so lavorato con le proprie
ligenze e differenti volontà rità «che di propria avver- mani per costruire i suoi
che convergono verso un tenza vanno continuamen- strumenti scientifici, do-
punto programmatico co- te per sé stessi facendo». veva ben conoscere, per
mune. La conoscenza e la Inoltre questi rilievi posso- esperienza diretta, questa
dimensione tecnica - con no essere integrati anche feconda dialettica inter-
particolare riferimento a con la considerazione che na alla prassi lavorativa in
quella meccanica – costi- queste riflessioni sono co- ambito meccanico, poiché
tuiscono, dunque, un emi- muni e diffuse tra gli artefici è sempre all’interno delle
nente processo collettivo e dei cantieri navali, soprat- stesse concrete prassi del
sociale, entro il quale le dif- tutto in quella sezione «che lavoro che l’intelligenza
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ferenti intelligenze dei sin- mecanica si domanda», umana e la forza di volontà
goli operai sono messe in proprio perché questi ope- sono stimolate e quasi sfi-
relazione diretta e feconda rai specializzati lavorando date ad escogitare e pen-
tra di loro, onde poter infi- incontrano degli ostacoli sare quelle soluzioni inedite
ne conseguire un comune inaspettati oppure delle re- e nuove che consentono
scopo. sistenze impreviste o della di conseguire, comunque,
rotture delle materie utiliz- i fini proposti. Il successo
Né sfugge d’altra par- zate, etc. Tutti questi mol- del lavoro dipende proprio
te a Galileo come proprio teplici inconvenienti si op- dalla capacità di saper su-
all’interno della prassi del pongono ai loro progetti. In perare questi ostacoli per
lavoro meccanico si realiz- tutti questi molteplici casi il conseguire le proprie fina-
zi una costante fusione ed pensiero degli artefici è al- lità intenzionali. Quindi si

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un altrettanto interessante lora stimolato ad emergere può allora rilevare come la
e fecondo intreccio tra il onde poter individuare una riflessione scaturisca pro-
sapere orale degli «ante- risposta positiva in grado prio dalle resistenze che
cessori» con quello di chi, di trasformare il “no” della si palesano nel corso del
in un determinato momen- natura, la sua resistenza e lavoro, giacché quest’ulti-
to storico, sta lavorando la sua opposizione, in un mo mette sempre in rela-
nei cantieri. Non solo: en- “si”, in grado di saper così zione i differenti artefici con
tro questo stesso confron- trasformare, grazie all’in- varie difficoltà, impreviste
to che viene trasmesso, telligenza e alla forza di vo- (ed anche impensate), alle
fondamentalmente, attra-
verso l’oralità ogni singolo
lontà, una difficoltà in una
opportunità.
quali occorre appunto sa-
pere reagire proprio con il
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63
artefice aggiunge poi i suoi pensiero e con la volontà
che devono consentire di Con il che l’elogio cultu- scientifico scaturisce sem- lileo nel Dialogo) parte da e affascinante gioco del-
FILOSOFIA E SPAZIO PUBBLICO

trasformare un esito negati- rale e teoretico della tec- pre dalla capacità di saper alcune premesse conven- la scienza, la dimensione
vo in un esito positivo. nica delineato da Galileo tessere un particolare e zionali ed affatto arbitrare della tecnologia esercita
si conclude anche con un sempre peculiare intrec- per mezzo delle quali co- sempre una sua funzione
Per questa ragione, invito a praticare un con- cio conoscitivo, come si struisce, deduttivamente, invero decisiva perché è
conclude Galileo il proprio fronto diretto tra mondo legge ne Il Saggiatore, tra delle teorie, le cui conse- solo per suo tramite che si
ragionamento, tra questi universitario e mondo del le «certe dimostrazioni» e guenze devono poi essere costruisce e si determina la
artefici dei cantieri navali, lavoro, proprio perché lo le «sensate esperienze», poste in relazione con il portata conoscitiva di una
«è forza che ve ne siano stesso lavoro tecnico co- secondo una prospettiva mondo della dimensione determinata teoria, preci-
de i peritissimi e di finis- stituisce un apporto invero conoscitiva in cui la dimen- sperimentale, «saggiata» e sando meglio i valori ed i
simo discorso». Il che, lo prezioso e fondamentale sione della tecnologia svol- «sensata», cioè conosciuta limiti di ogni nostra possi-
si concederà, costituisce per avviare positivamen- ge una funzione essenziale e studiata all’interno di un bile ed eventuale «sensata
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allora una chiusa altrettan- te la costruzione, pensata per consentirci, come scri- ben preciso apparato te- esperienza».
to rivoluzionaria, perché e ponderata, della nuova ve ancora Galileo nel Dia- orico e tecnico-sperimen-
Galileo sostiene, aperta- società moderna che trova logo, di «diffalcare gli im- tale (per un approfondi-
mente, che per stimolare nella nuova scienza il suo pedimenti della materia», mento di questi aspetti sia
adeguatamente e in modo punto di riferimento strate- onde poter ritrovare nella comunque lecito rinviare
innovativo un «largo campo gico irrinunciabile perché la dimensione sperimentale e alla mia monografia Galileo
di filosofare», sia pur unica- scienza per parte sua, per- nel mondo dell’«esperien- «filosofo geometra», Ru-
mente presso «gl’intelletti lomeno a giudizio di Gali- za sensata» quelle stesse sconi, Milano 1994). Esat-
specolativi», la miglior pra- leo, «non può che avanzar- conclusioni che si sono tamente a questo livello
tica sociale non consiste si» (come si legge nel Dia- precedentemente dedotte interviene allora la media-
tanto nel parlare e discute- logo sopra i due massimi rigorosamente, per via in- zione fondamentale della
re con i propri, più o meno sistemi del mondo). ferenziale deduttiva, pren- tecnica che ci consente di

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dotti, colleghi di università dendo le mosse da alcune costruire tutti quei sofisti-
(quelli che allora portavano Inutile aggiungere, infine, definizioni arbitrarie, intro- cati apparati sperimentali
la toga accademica), bensì come il riconoscimento dotte ex supposizione. In mediante i quali siamo in
occorre invece andare a di- rivoluzionario di questo questa articolata prospet- grado di misurare l’even-
scutere, a confrontarsi e ad innovativo ruolo sociale e tiva galileiana il “giuoco tuale scarto che può sus-
imparare dagli operai e dai civile proprio della dimen- della scienza” appare dun- sistere tra le predizioni di
“proti”, uomini «peritissimi e sione della tecnica si ritro- que essere estremamente una teoria e la sua stessa
di finissimo discorso» i quali vi nuovamente anche nel articolato, perché il mo- capacità, per dirla con Le-
non bazzicano le università, cuore stesso della nuova mento teorico costituisce il onardo da Vinci, di saper
ma lavorano nei cantieri e,
in particolare, nelle loro se-
scienza galileiana, proprio
perché per lo scienzia-
momento iniziale grazie al
quale il «filosofo geometra»
cogliere qualche «filo di ve-
rità» del mondo. Ma anche
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zioni meccaniche. to pisano il nuovo sapere (come sempre scrive Ga- entro questo complesso
ILLUMINISMO
FILOSOFIA E SPAZIO PUBBLICO

E VITA
PUBBLICA

66 Elio Franzini

L’illuminismo non è un cor- protegge il libero spirito atto sia conoscenza sia le pulsioni e i desideri del
pus di teorie, compatto o critico, facilità il distacco fondamento ontologico è corpo.
sistematico, né un’ideolo- da sé portando a un’inte- lascito che deriva da di-
gia, ma un’opera da fare, grazione superiore di sé e battiti, anche religiosi, che Si saranno già comprese
un programma da com- dell’altro”1. attraversano l’Europa tra le finalità di questo righe:
piere, una sfida che si rin- Cinquecento e Seicento: mostrare l’attualità dell’Il-
nova. Un percorso di cui I padri di questi percor- ma liberandosi dal dogma luminismo è banale, per-
si deve recuperare il wit, si sono numerosi, ma la assume un valore simbo- ché probabilmente non
quell’arguzia che è al tem- scoperta del libero arbitrio, lico la cui forza supera il la contesta neppure chi,
po stesso un leopardiano l’intuizione di una verità possente sistema metafi- a distanza di più di due-

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“rider alto” e una capaci- posta al di fuori dei vincoli sico che l’ha generato. La cento anni, ne mette in
tà di connettere idee, di della teologia, la possibili- centralità dell’io, finalmente discussione risultati teori-
cogliere nessi possibili tra tà di una morale estranea padrone del proprio pen- ci e finalità pratiche. Ma è
Guarda anche il video le infinità di variazioni che all’obbligo e alla sanzione siero, esalta così, in prima doveroso ricordarne il ruo-
dell’incontro
attraversano il mondo e la – linee che vanno da Mon- istanza, la ragione, cioè lo innovativa nella vita pub-
Elio Franzini
Diderot: L’Enciclopedia e i nostra esperienza. Epo- taigne a Bayle, da Cartesio la capacità antropologica blica Tutte le “costituzioni”
salotti parigini ca in cui si può sostenere a Spinoza – sono elementi di controllare il mondo e democratiche sono infatti,
“che la pluralità può dare essenziali al di qua di ana- la natura reperendone le in varia misura, figlie dello
origine a una nuova unità lisi più raffinate. La scoper- leggi. Al tempo stesso ne spirito delle leggi di Mon-
almeno in tre modi: incita
alla tolleranza attraverso
ta dell’ego cogito, di un
soggetto che può decide-
segna i limiti, invitando a
un’indagine su di essi, sui
tesquieu e gli eccessi della
Rivoluzione, inevitabili in
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67
l’emulazione, sviluppa e re deducendo da questo tormentati rapporti con ogni rivoluzione, sono stati
metabolizzati in un quadro ma fanno parte della sto- relle secentesca, di qual- del tramonto, della guerra, ra ci parla?” può trovare
FILOSOFIA E SPAZIO PUBBLICO

generale che sa discernere ria dell’Illuminismo, quasi che “antico” da cui fuggire, della terra, del sangue – di risposte che sarebbero
il valore dalle sue degene- parte integrante della sua non comprendendo quan- un nulla mefistofelico che ovvie se non fossero state
razioni. I limiti teorici sono tormentata “attualità”. to è invece chiaro per i figli non sa ritrovare il proprio troppo spesso dimentica-
tali solo per uno sguardo dei Lumi, cioè che l’auto- Faust, e il tutto che egli te. L’illuminismo ha infatti
ermeneutico, abituato a Si deve allora cercare di coscienza del pensiero si porta in sé – non sempre insegnato, con tutti i suoi
scambiare la realtà storica uscire dai luoghi comuni di pone nei modi con cui si possiedono, hanno pos- limiti, la tolleranza (valore
con la storia degli effetti chi accusa, di chi difende, associano gli sguardi sulle seduto, quella consape- necessario, e certo non
e delle loro idee: il Sette- di chi attesta ovvietà come cose, ed essi non sono né volezza della “crisi”, e della sufficiente, che è tuttavia
cento è stato un secolo se fossero definitive forme antichi né moderni, bensì “critica”, che l’epoca dei base per una sua evolu-
che, dall’ultimo ventennio di vita, di chi scopre nuove provano a vivere il proprio Lumi ha insegnato, inse- zione dialogica) e l’ironia,
del Seicento sino alla Ri- discipline dimenticandosi tempo cogliendo in esso gnando al tempo stesso – che è capacità di cambiare
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voluzione francese, pur di cercarne le radici. I filo- retaggi e prospezioni in a una cultura troppe volte registro, in modo da per-
non producendo sistemi sofi amano parlare di “mo- un quadro di progettualità narcisista, arrogante e di- mettere di cogliere le sfu-
filosofici di assoluta novità dernità” e il moderno, con i concreta, priva sia di sen- sattenta - che la caduta ro- mature che attraversano la
(con le ovvie eccezioni di suoi “pre-“ e i suoi “post-“, so teologico sia di astratta vinosa e tragica di tali miti realtà, consentendo a Di-
Hume e Kant), ha saputo è divenuto persino, per un “necessità”. non deve trascinare con sé derot, al tempo stesso, di
coniugare in una rete dia- certo periodo, un’espres- solo il senso della distru- progettare l’Encyclopédie
logica tutte le prospettive sione alla moda. Se si esce Questo è stato, si ritiene, zione, sia essa mascherata e di scrivere romanzi licen-
che dal Rinascimento al da essa, ci si accorge con l’illuminismo e questo è da messaggio epocale sia ziosi o arguti e a Voltaire di
razionalismo e all’empiri- facilità che ogni epoca ha forse l’unico significato ridotta a elogio della trac- comporre in versi drammi
smo si erano affacciate nel avuto il suo moderno, irri- possibile per la sua “attua- cia e del frammento, inca- oggi poco leggibili e lievi
pensiero europeo. I limiti ducibile agli altri e sempre lità pubblica”, che insegna pace quindi, in ogni caso, romanzi ricchi di fascino e
senza dubbio esistono, in cerca, come nella que- a riconoscere e a vivere il di ricostruire da singoli atti brio stilistico. I Lumi sono

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nostro tempo e le possibi- presenziali un valore co- la capacità di coltivare in-
lità di sapere in esso rac- gnitivo generale, che fondi sieme sentimento e ragio-
chiuse. Il Settecento si è su basi critiche la volontà ne, sorriso e rigore, natu-
concluso con un forte mu- del sapere e la forza della ra e civiltà, in un quadro
tamento paradigmatico sul conoscenza. La “critica” è enciclopedico, in cui cioè
piano politico e sociale: il l’eredità da preservare, il i saperi e i modi di vita
secolo successivo ha me- monito da non tradire. possano confrontarsi non
tabolizzato con lentezza il per scontrarsi, bensì per
cambiamento, digerendo La domanda retorica “che dialogare, per insegnare
il ritorno del dispotismo e
gli spiriti del mondo a pas-
cosa, dunque, ha insegna-
to l’illuminismo, che cosa
che senza questo dialogo,
questa capacità di unire il
5
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seggio per l’Europa. I miti di quel che è stato anco- diverso, non c’è autentica
conoscenza. Il sapere non Si osserva allora, in con- ca reperire il loro “spirito”, capace di connettere un sche e che seguendo, non
FILOSOFIA E SPAZIO PUBBLICO

può essere chiuso nell’inti- clusione, che il Settecento cioè un ordine sistematico metodo unitario alla varietà sempre in modo conscio,
mità di un soggetto orgo- afferma, come già si è ac- dove il dialogo tra lo sguar- della natura delle cose; l’insegnamento di Spinoza,
glioso, bensì deve nascere cennato, uno spirito delle do e le cose sia metodo- l’interpretazione della na- ritiene di doversi coniugare
nella conversazione, anche leggi. Questa espressione logicamente strutturato, tura di Diderot, sulla scia al plurale, cercando nei vari
nei salotti che gli illumi- non va limitata al diritto esaltando l’operatività e le di Bacone, vuole istituire strati del visibile, nelle pie-
nisti frequentavano, cioè (dove sono evidenti i lasci- molteplici funzioni dei sog- una “grande catena” di ghe del mondo della vita,
dove si insegna quel che ti: la divisione dei poteri è getti, enti attivi e corporei. fenomeni empirici capa- quei principi oscuri o invisi-
a parere Diderot è stato alla base degli Stati mo- Questo “metodo legale” ce di descriverne trame e bili che ne sono condizioni
dimenticato da Rousseau, derni e non si potrebbero impone, e insegna, con senso. di possibilità e che posso-
cioè che un uomo solo reggere in essi istituzioni una chiarezza analitica In ogni caso, anche con no venire illuminati, nella
è spesso cattivo e che la complesse senza la teo- ignota ai secoli precedenti, tutti i limiti della tolleran- consapevolezza profonda
70
“chiacchiera” vuota e ripe- ria dei “corpi intermedi”, un atteggiamento descrit- za, pur sempre convinta che la ricerca è come lo
titiva può diventare densa come non sarebbe con- tivo: la conoscenza delle di possedere un punto di sguardo e può quindi es-
e progettuale se prende cepibile reggerli in confusi cose, e delle loro relazioni vista superiore, si impone sere sempre rinnovato – ed
come suo orizzonte il sen- assemblearismi, anticame- assiologiche, non è il risul- l’intelligenza di guardare è sempre possibile vedere
so e la varietà dell’apparire ra dei totalitarismi, sostituiti tato di un puro processo il mondo mettendosi dal meglio.
del mondo, e del viaggiare da un principio di rappre- razionale, ma deriva da punto di vista dell’altro.
dell’uomo in esso. sentanza senza vincolo di un’elaborazione che que- È questo, allora, il passo
Tolleranza, ironia, conver- mandato), bensì estesa al sto compie conoscendo i decisivo: la volontà di far
sazione, dialogo, viaggio significato profondo della processi che si svolgono prevalere uno spirito delle
sono le “ovvietà” dei Lumi parola “legge” e alla tradi- nelle cose stesse, nei le- leggi che descrive le qua-
che non possono venire zione che porta con sé. La gami sociali che formano lità delle cose, manifestan-
dimenticate, ponendosi legge manifesta la necessi- gli interi. I vari modelli co- done la varietà, incarna il

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a guardia di una filosofia tà dei logoi, cioè di discorsi noscitivi del secolo sono disegno di una metafisica
che non voglia trasformar- che interpretano la natura infatti tutti quanti costruiti potente e innovativa. Una
si in un narcisismo che le delle cose, strutturando su principi di associazione metafisica che non si co-
ingloba, in cui si scambia un edificio del sapere che descrittiva: la genesi hu- niuga più nell’arroganza
un punto di vista sulle cose genera tra le sue parti in- meana della natura umana singolare di un ipse dixit,
per la verità delle cose trinseci legami, “sistemi” e dei suoi modi conosci- sempre pronta a trasfor-
stesse al loro primo ap- capaci di mostrare i nessi tivi – che Hume chiama marsi in teologia senza
parire. Da questa ovvietà costitutivi tra la natura delle “logica” – è fondata su che Dio stesso ne sia con-
discendono meno ovvie cose e la natura umana, in nessi associativi che co- sapevole, che non accetta
conseguenze, che dise-
gnano un’autentica propo-
cui il sistema della natura
dialoga con quello dell’uo-
stituiscono “idee sensibili”;
il gradualismo leibniziano
il compromesso timoroso
(giustamente timoroso)
1 T. Todorov,
Lo spirito dell’illuminismo, Milano,
5
71
sta cognitiva. mo. Trovare le leggi signifi- ha una struttura ad albero delle metafisiche secente- Garzanti, 2007, p. 115
HEGEL: Cerchiamo di mettere in proprio gli scritti jenensi
FILOSOFIA E SPAZIO PUBBLICO

luce, riassumendoli, alcu- notava che “la preminen-


LO STATO ni temi centrali della “Filo- za assoluta di valore della
PERFETTO sofia del diritto” di Hegel determinazione politica
scritta nel 1820 quando serve a comprendere e a
(E LA SPINA aveva la cattedra di filoso- risolvere in sé le determi-
DI MARX) fia all’Università di Berlino. nazioni sociali”. Vale a dire
Gli studiosi di Hegel hanno che ogni figura sociale,
spesso considerato i fa- l’agricoltore, l’artigiano, il
mosi scritti jenensi di He- medico, il professore van-
gel dal 1801 al 1806 come no compresi nel significato
Fulvio Papi precedenti importanti del- spirituale che essi hanno
72
la “Fenomenologia dello nella struttura ideale, uni-
Spirito” del 1808 come taria e organica dello stato.
della “Filosofia del diritto”,
anzi questi scritti giovanili Hegel, all’inizio dell’Otto-
mostrano spesso una ric- cento, conosceva le ope- Hegel, per esempio, aveva struttura politica che rico-
chezza tematica più ampia re di Ferguson, sociolo- certamente conosciuto nosceva all’essere umano,
delle successive opere a go e storico, Say, Smith, bene i concetti di lavoro, di alla sua natura, il bisogno,
stampa. Ricardo, e classici della divisione sociale del lavoro, l’alimentazione, la difesa
economia politica. Questa dello scambio come forma delle numerose possibilità
Inoltrarci in questa ricchis- conoscenza ha portato a della razionalità economi- oppressive del mondo, e il
sima selva filosofica vor- ritenere che Hegel, avendo ca, ma non aveva com- godimento sessuale. L’uno
rebbe dire perdere di vista nozione di queste opere, preso che questi concetti e l’altro, tuttavia, compre-

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la strada teorica che Hegel avesse anche una imma- erano il riflesso intellettuale si in una antropologia che
ha poi codificato come gine teorica della società di una trasformazione del certamente riconosceva
sua filosofia resa pubblica. “borghese” che stava na- mondo che, in prospet- la materialità dell’esisten-
Guarda anche il video
Tuttavia su un tema molto scendo su una base capi- tiva, avrebbe rovesciato za, ma la sottoponeva alla
dell’incontro
Fulvio Papi: generale si può trovare una talistica. Detta così questa completamente il rapporto superiore legislazione dello
Hegel: lo Stato perfetto (e la linea di continuità. proposizione non è vera. E tra economia e struttura e Spirito che aveva la sua re-
spina di Marx) qui è necessaria una con- potere politico. Per Hegel altà oggettiva nella forma
Molti anni fa, siamo agli siderazione generale intor- la dimensione economica dello stato politico.
inizi degli anni Cinquanta, no a che cosa sia la cono- non aveva affatto questa
Mario Rossi (un amico di
grande valore perduto im-
scenza di opere e quale
senso esse possano avere
potenzialità, anzi (come
avevo accennato in pre-
Questa è una forma di
pensiero in cui la dimen-
5
73
maturamente), studiando in un tessuto interpretativo. cedenza) era regolata dalla sione dello Spirito dà un
ordine e un senso a tutte le rovesciamento di questa tazione della vita sociale potrebbe cambiare, ora
FILOSOFIA E SPAZIO PUBBLICO

forme ideali che dominano prospettiva, per cui si dice che oscurava il modello non è del tutto futile do-
storicamente la vita socia- comunemente che He- idealistico hegeliano. La mandarci se a Waterloo,
le. Nella “Fenomenologia gel ha descritto nella sua seconda osservazione Napoleone avesse vinto
dello Spirito” si dà il rap- opera la forma materiale mette in relazione il monu- come poteva se non per un
porto tra il lavoro, struttura dello stato prussiano e l’ha mento della “Filosofia del errore di strategia militare
indispensabile della vita, e trasformata in una realtà diritto” con quelli che nel incredibile per il suo genio,
le forme delle autocoscien- dello Spirito che governa il 1815 erano stati i risulta- come si sarebbe orientato
ze. Tuttavia nella dialettica mondo. ti, del resto faticosi, della il pensiero di Hegel?
storica, il lavoro è contem- conferenza di Vienna che
poraneamente necessario, E qui si possono fare due restaurava l’ordine degli Questa osservazione ha
sottinteso e obliato. osservazioni storiche. Nel stati monarchici e assolu- un suo valore teorico solo
74
1830 vide chiaramente il tisti, e doveva cancellare in quanto conduce a con-
Avvicinandoci alla “Filoso- senso di quella rivoluzio- ogni traccia della rivolu- siderare che ogni opera
fia del diritto” sappiamo già ne parigina che portò al zione francese, nel potere filosofica va considerata in
quale sia la forma del pen- trono “Philippe égalité” e politico, nella cultura, nel ordine alla pluralità di con-
siero che condiziona Hegel che assunse come proprio costume. Hegel, cancel- tingenze da cui nasce e di
nell’analisi della famiglia, emblema la proposizione lava anche se stesso che cui porta il segno nella for-
del lavoro, del funziona- “arricchitevi”. Hegel fu co- da studente aveva pianta- ma del pensiero (del com-
mento politico dello stato. stretto in una celebre lette- to l’albero della libertà, e porre l’opera).
Tuttavia è molto comune ra, alla vigilia della morte, da filosofo maturo aveva
l’osservazione secondo cui ad accorgersi che era la definito Napoleone come Della “Filosofia del diritto”
in tutte le opere di Hegel potenza del denaro, icona “lo Spirito del mondo a prenderò in esame la terza
è sempre il pensiero che fondamentale del costu- cavallo”: Napoleone nella parte, l’eticità che coinvol-

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disegna nel mondo me pubblico, a investire sua realtà politica e militare ge l’antropologia secon-
la forma della ogni fascia sociale e ogni rappresentava nel mondo do la sua forma ideale.
realtà, nella desiderio umano, così che lo svolgimento temporale L’inizio del mondo etico è
“Filosofia andava definitivamente dello Spirito. la famiglia che, con il ma-
del diritto” perduto l’ordine spiritua- trimonio, l’educazione dei
invece vi è un le del mondo, sottoposto E, considerato che più figli, la dimensione patri-
alla organizzazione ideale, di una volta ha usato il moniale (sono temi decisi-
politica e burocratica dello modello della storia con- vi della letteratura inglese
stato. tro-fattuale che è utile per del ‘700), conduce all’og-

Si può dire che i romanzi


disporre di una possibilità
di comprendere i fatti ac-
gettività sociale anche la
fondamentale struttura del
5
75
di Balzac sono l’interpre- cadenti che nemmeno Dio desiderio, potenzialmente
decostruttiva di un ordine soluzione delle pulsioni produce ricchezza con un
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oggettivo necessario per sessuali, ma senza gran- effetto positivo per tutta la
un buon equilibrio sociale. de conoscenza poiché, comunità, dato che la ric-
Fuori dall’istituzione matri- in ogni caso, anche il de- chezza di ognuno ha un
moniale passione sensibile siderio codificato portava effetto positivo fondendosi
e innamoramento ideale lontano dalla devozione a nella ricchezza collettiva.
ma esplicito sono consi- Dio. Quanto all’oggettività
derati elementi negativi e il tema della religione del Questa considerazione ri-
pericolosi per l’ordine so- popolo era proprio della spetto al rapporto tra ric-
ciale. Del resto un’eco di giovinezza filosofica di He- chezza privata e ricchezza
questa posizione idealista gel, ed è di grande rilievo collettiva può richiamare la
e statalista si aveva, fino a nella “Fenomenologia dello ripetizione del modello di
76
non moltissimo tempo fa, Spirito”. Il rapporto tra reli- Smith sulla divisione socia-
anche nel codice penale gione e stato è considerato le del lavoro come forma
italiano, almeno per quan- positivamente da Hegel: il immanente di razionalità
to interessa la figura fem- ministero pastorale con i che provoca un beneficio
minile. valori morali che sostie- collettivo. È ovvio rilevare
ne collabora a formare il che Hegel non dà nessuna
Zizek che è un pensatore tessuto etico dello stato. importanza a quelle che a
contemporaneo di grande Anche se è solo la costitu- noi paiono non rilevanti dif- librio e ha il suo fondamen-
cultura e notevole origina- zione dello stato che crea ferenze sociali che tali ap- to nell’agricoltura (la tesi è
lità (talora eccessiva) nota la figura etica del cittadino. paiono dal momento in cui fisiocratica e appare uguale
che l’oscuramento del ses- Questa posizione avrà il il ceto sociale disagiato ha anche nella Fenomenologia
so e del desiderio mostra suo seguito negli hegeliani potuto prendere la parola dello Spirito), il suo sviluppo

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uno Hegel nascostamen- italiani profondamente laici. rivendicando la sua identità. nell’artigianato, nella mani-
te materialista. Sappiamo Per Hegel è come valesse a fattura e nel commercio.
che in Hegel questa dis- La società civile nasce pieno la tradizionale conce-
sonanza era risolta in una da quello che Hegel chia- zione neoplatonica per cui Per avere un’idea di quale
moralità oggettiva. Ma, ov- ma “il sistema dei biso- ciascuno ha il suo posto nel fosse la situazione econo-
viamente, potremmo dire: gni” che altro non è che mondo. mico-sociale della Germa-
“quale moralità oggettiva?” la forma sociale in cui si nia del tempo basta leg-
E qui potremmo rivolgere manifesta la condizio- L’amministrazione sociale gere il “Wilhelm Meister” di
la nostra attenzione alle ne naturale dell’uomo. avviene attraverso la “classe Goethe. La burocrazia ha il
radici cristiane. Sappiamo
che S. Paolo conside-
È il lavoro che nell’uomo
può appagare la sua na-
generale” che è la burocra-
zia dello stato, il processo
compito di organizzare l’in-
sieme “secondo gli interes-
5
77
rava il matrimonio come turalità, ed è il lavoro che economico ha un suo equi- si dello stato”. Il cittadino,
possibile trova la sua mo- ha sovranità politica come Va detto però che questo
FILOSOFIA E SPAZIO PUBBLICO

ralità, potremmo anche “popolo”. E qui certamen- era il modo per Hegel per
dire il suo senso, in un te sullo sfondo troviamo il mettere in ombra la giusti-
comportamento che ne fa pensiero di Rousseau. ficazione divina del potere
un elemento fondamentale regale. Il popolo non ha
dello stato. Al contrario per Hegel, la alcun diritto politico, ma
famiglia, per quanto riguar- solo la possibilità, nel suo
Ci sono a questo proposito da l’individuo, la corpora- ordine di partecipare a una
tre critiche fondamentali. zione per quanto riguarda il comunità statale etica e
L’uno di tradizione anglo- lavoro, sono le forme che, universale.
sassone, per tutti la posi- nel “mondo dei bisogni”,
zione di Popper sullo stori- costituiscono le basi mate- Su questi temi vi è un oriz-
78
cismo, che vedono schiac- riali dello stato politico. zonte critico pressoché
ciata dallo stato la libertà contemporaneo, molto
personale di intrapresa nel Il potere politico appartiene diffuso e corretto, che ha
quando lo stato è in pace mondo dell’individuo. Sap- all’assoluta sovranità dello il suo centro teoretico nel-
ha il compito che possia- piamo in questa prospetti- stato fisicamente incarna- la filosofia di Feuerbach,
mo leggere: “L’individuo si va che storicamente l’indi- ta nella figura del re. Per e la sua diffusione sociale
dà realtà, soltanto in quan- vidualismo ha la sua radice certo senso qui ritrovia- nel “giovani hegeliani”. La
to esso viene nell’esisten- nella dimensione econo- mo, a rovescio, il celebre critica più nota è questa:
za in genere, quindi nella mica. La seconda nasce discorso di Saint Just alla i giovani hegeliani rivendi-
particolarità determinata, come critica religiosa in Convenzione: se il simbolo cavano la sovranità politica
e quindi, si limita esclusiva- Kierkegaard secondo cui del potere è fisicamente il per il popolo come realtà
mente a una delle cerchie l’identità tragica di ogni in- re, il superamento politico obiettiva degli individui so-

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particolari del bisogno. I dividuo è la sua condizione di quel potere è la morte ciali. A questo gruppo di
sentimenti etici in questo di creatura a fronte dell’ir- del re. prussiani “ribelli” la parola
sistema sono, quindi l’o- raggiungibile infinità di Dio. “popolo” veniva nel signifi-
nestà e la dignità di classe, Da questa posizione de- Quindi l’uso dell’aggettivo cato francese e, ovviamen-
cioè diventare, per propria rivano gli elementi fonda- “incarnata” non è a caso. te, il tema dei diritti politici
determinazione, mercé la mentali dell’esistenzialismo Poiché Hegel sostiene che dalla grande Rivoluzione. A
propria diligenza e attitu- laico. La terza critica vede il potere assoluto deve questa critica si aggiunge-
dine, componente di uno in questa struttura statua- spettare alla figura fisica va quella del giovane Marx
dei momenti della società listica l’assoluta mancan- del re, poiché sarebbe im- che già dodici anni dopo la
civile, e conservarsi come
tale”. L’individuo, nell’atti-
za di una qualità politica
dell’individuo che appar-
possibile governare senza
una volontà che ha la sua
morte di Hegel 81843) so-
steneva che i diritti politici
5
79
vità che esplica al meglio tiene ad una comunità che radice in un corpo. erano solo un’eguaglian-
za spirituale, mentre nel- ti incarnano con il rischio
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la società civile rimaneva della morte la profonda


consolidata la differenza eticità dello stato che si
economica. È una critica incarna nella loro vita. Dal
notissima, e noi prendere- punto di vista filosofico si
mo un’altra strada che ci può notare che il processo
condurrà alla dissoluzione più elevato di idealizzazio-
dello stato hegeliano nel- ne conduce nella dimen-
la situazione europea da sione tragica della morte,
decenni successivi sino al la morte dell’individuo e la
Novecento, dopo gli im- realizzazione dell’universa-
portanti movimenti che nel le storico.
80
48 condussero alle costi-
tuzioni politiche. Si può an- La prospettiva che abbia-
che dire che le critiche dei mo evocato tiene conto
giovani hegeliani degli anni certamente delle guerre
Trenta avevano vinto. Ma napoleoniche e tuttavia dal
è un’osservazione storica punto di vista della conce-
contemporanea poiché zione del conflitto tra stati ca nazionale degli stati. La il sorgere dell’imperialismo
l’influenza di quei gruppi, può anche evocare la vi- conflittualità non consisteva europeo analizzato da Hil-
quando vi fu, restò per lo sione della guerra dell’ulti- nell’incontro-scontro di in- ferding e da Lenin. Lo stato
più chiusa nella provincia mo Kant, della “Pace per- dividualità etiche, ma nella hegeliano dei trattati vien-
tedesca. petua” sugli stati-principe difesa che la politica di ogni nesi del 1815, della preva-
in guerra tra loro per otte- stato metteva in atto per lenza del capitale fondiario,

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La conclusione della “Filo- nere espansioni territoriali. incrementare e difendere il non esisteva più. Esisteva
sofia del diritto” apre in di- proprio sviluppo economi- invece la guerra come riso-
rezione della “storia univer- La realtà si modificava in co in competizione con gli luzione delle competitività
sale”: per Hegel l’univer- modo molto lontano dalle altri stati. imperialistiche delle poten-
salità etica degli stati ne fa prospettive di Hegel. Quel- ze. Della possibilità di una
delle figure storiche indivi- lo che per il filosofo era il Ed è in questa prospetti- guerra se ne parlava dall’i-
duali una necessaria com- “sistema dei bisogni”, di- va, unita allo sviluppo del nizio del secolo, nel 1914 si
petizione tra loro, cosicché ventava, al contrario, negli capitale finanziario, che nel realizzò la prima catastrofe
la guerra è il momento più stati europei uno sviluppo nuovo secolo si manifesta- che segnò il suicidio della
elevato dello stato, e gli
uomini del “sistema dei
economico molto potente
al punto di divenire un ele-
va la competitività degli stati
dal punto di vista della loro
costruzione civile europea
che fino ad allora era stata
5
81
bisogni” ora come solda- mento centrale della politi- potenzialità economica. Era costruita.
IL DISAGIO Il saggio di Freud “Il disa- della civiltà sarà in grado di 95), Freud riconosce che
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gio nella civiltà” (Das Un- dominare i perturbamenti fine della terapia non è la
NELLA behagen in der Kultur), del della vita collettiva causati guarigione, ma il passag-
CIVILTÀ 1929, sebbene presentato
dall’Autore tra mille dubbi
dalle pulsioni aggressive e
autodistruttive dell’uomo.
gio dall’infelicità nevrotica
all’infelicità comune.
e insicurezze, costituisce
la sintesi più potente del Da questo punto di vista, Che cosa ci impedisce
sapere psicoanalitico, la l’epoca contemporanea dunque di essere felici? Il
sfida più ardita posta alle merita forse un interesse prezzo pagato alla civiliz-
sue capacità euristiche e particolare”. zazione - Kultur.
interpretative1. Il punto di
partenza è l’interrogativo Freud si riferisce qui all’i- “L’uomo civilizzato ha ba-
Silvia Vegetti Finzi sullo scopo dell’esistenza nizio degli anni 30, ma “la rattato un po’ della sua
82
umana costituito, come questione vitale del gene- possibilità di essere feli-
per Aristotele, dalla ricerca re umano” resta ancora ce per un po’ di sicurez-
della felicità, una ricerca aperta se, nel 2010, Ste- za” dichiara Freud3, uno
destinata tuttavia all’insuc- fano Mistura, traduttore e scambio che si è rivelato
cesso. commentatore de “Il disa- al tempo stesso necessa-
gio nella civiltà”, osserva rio e nefasto perché, pa-
Tre sono le fonti da cui che: “in un epoca come radossalmente, la ricerca
prende avvio la nostra la nostra, in cui rinascono della felicità, che non esi-
sofferenza: la forza sover- minacce e alienazioni che ste senza una preliminare figura del maschio adulto,
chiante della natura; la fra- si ritenevano superate, in sicurezza di base, provoca sano, abbiente e colto, di
gilità del nostro corpo (“un cui la violenza torna a do- la nostra stessa infelicità. cui la donna costituisce
congegno caduco”); l’ina- minare le relazioni tra gli L’operazione ha infatti un un’eccezione) potesse
deguatezza delle istituzioni individui e tra le istituzioni, costo tale da sottoporci a possedere tutte le donne e

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che regolano i rapporti tra in cui l’aggressività appare una sorta di strozzinaggio. uccidere tutti i rivali sareb-
gli uomini nell’ambito della incontrollabile, il pensiero Per aumentare i margini di be davvero felice?
famiglia, dello Stato, della freudiano non offre facili sicurezza e protezione la
società. consolazioni ma uno stru- società è infatti costretta a Non è così perché la Leg-
Guarda anche il video mento per comprendere. incrementare norme, divie- ge del più forte, che go-
dell’incontro Il tema affrontato si espli- Con rigore e coraggio.” ti, minacce e sanzioni, che verna il mondo animale,
Silvia Vegetti Finzi: cita2 chiaramente nelle si oppongono alla libera renderebbe il contesto in-
Freud e il disagio della civiltà ultime righe della tratta- Uno scopo che perseguia- manifestazione delle pul- stabile e minaccioso e tutti
zione freudiana: “A me mo per tutto la vita, desti- sioni (erotiche e aggressi- vivrebbero nella paura, non
pare, scrive Freud, che nato però, secondo il pes- ve), una eventualità che ci solo i dominati ma anche i
la questione vitale del
genere umano sia se e
simismo freudiano, a re-
stare irrealizzato. Già negli
renderebbe davvero felici.
Se un uomo (tutto il saggio
dominatori. Non è detto in-
fatti che il più forte oggi, lo
5
83
in che misura l’evoluzione “Studi sull’isteria” (1892- è organizzato intorno alla sarà anche domani. Il capo
con il titolo Perché la guer- mo dire: la storia inizia con Ne esita una visione tragi-
FILOSOFIA E SPAZIO PUBBLICO

ra? (1932). la morte del padre. ca della condizione uma-


na, probabilmente esaspe-
Prima dell’umanizzazio- Prima, era l’orda … rata dal momento storico,
ne dell’uomo, argomenta culturale e personale che
Freud, l’insicurezza era La Civiltà nasce quindi Freud sta vivendo, sinte-
tale da indurre i debo- dall’uccisione del padre tizzata nel “Il disagio nella
li a coalizzarsi e cercare da parte dei figli rivali, e civiltà”, inteso come insu-
un limite alla prepotenza dal successivo patto di perabile condizione d’infe-
naturale nel Diritto, nella sangue tra fratelli. Di qui licità.
Legge. Un passaggio non l’inconscio senso di colpa
contemplato dalla storia, che ci turba. Non è rimor- Situazione storica, cul-
che Freud evoca inventan- so (pentimento e paura turale e personale
84
do, con un ardito assem- per qualcosa commesso
blaggio delle conoscenze realmente dall’individuo), La prima parte del “Il disa-
antropologiche dell’epo- ma un’imputazione collet- gio nella civiltà “è stata pub-
ormai vecchio e stanco Una contraddizione sem- ca, un mito, un mito del tiva che si ripropone ogni blicata da Freud nel 1929,
viene inesorabilmente ab- pre aperta ma che Freud novecento, un “mito bor- volta nel desiderio del figlio la seconda nel 1930. Le
bandonato dal branco. rinvia all’anno zero del ghese”. di uccidere il proprio padre due parti saranno infine riu-
mondo umano, quando ha per prenderne il posto. Un nite in un volume nel 1931.
Ma che cos’è per Freud avuto inizio il procedere, L’evento, che Freud im- desiderio rimosso, di cui
la civiltà? È tutto ciò che mai concluso, della civiltà. magina per rappresentare permane tuttavia l’ombra Anni tragici quelli che con-
gli uomini hanno costruito Per comprendere la dina- il passaggio dal gruppo della colpa (pensiamo ai giungono i due decenni.
al fine di dominare le forze mica della civilizzazione preumano alla società racconti di Kafka). Mentre si compie l’ineso-
della natura e di soddisfa- (essendo la civiltà un fine umana, dagli ominidi agli rabile disfacimento della
re i loro bisogni, l’insieme irraggiungibile), dobbia- uomini, raccontato in To- A questo scenario stori- Repubblica di Weimar, l’e-

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delle istituzioni destinate a mo retrocedere sino allo tem e tabù (1912), è rap- co-sociale (una sorta di conomia mondiale sta pre-
regolare i legami sociali. stato di natura, quando presentato dal parricidio, il macrocosmo), Freud fa poi cipitando in una crisi eco-
dominava la Legge del più delitto che fa da sfondo al corrispondere la realtà psi- nomica senza precedenti.
La civiltà tende ad aggre- forte: Homo Homini lupus “Disagio nella Civiltà”. chica individuale (microco- Nell’ottobre del 1929, con
gare i gruppi sociali in in- (l’uomo è un lupo per l’al- smo) secondo un rispec- il crollo della borsa di New
siemi sempre più grandi tro uomo) di Hobbes. Ma Freud osserva che, non a chiamento, che egli stesso York, ha inizio la Grande
(siamo ora nell’epoca della i più forti sono pochi per caso, i tre massimi capo- connette al pensiero filoso- Depressione che, un anno
globalizzazione, eppure definizione, mentre sono lavori di tutti i tempi, l’Edi- fico medioevale. La corri- dopo, consentirà a Hitler di
anche la Comunità Euro- molti i deboli, destinati a po Re di Sofocle, l’Amleto spondenza tra filogenesi conquistare la schiacciante
pea ci va stretta) cui si op- vivere nella paura. Il tema di Shakespeare e i Fratelli e ontogenesi, tra storia maggioranza parlamentare
pongono, per contrasto,
spinte disgregative e parti-
costituirà più tardi l’asse
portante del Carteggio
Karamazov di Dostoevskij
si imperniano sul tema del
dell’umanità e sviluppo in-
dividuale, riporta il conflitto
che aprirà la strada all’in-
staurazione della dittatura
5
85
colaristiche. con Einstein, pubblicato parricidio. Per cui potrem- nel cuore dell’uomo. nazista.
Dal 1929-1931: siamo a Infine la malattia, di cui
FILOSOFIA E SPAZIO PUBBLICO

una decina di anni dopo Freud soffre da anni (un tu-


la fine della Prima guer- more alla mascella), si ag-
ra mondiale, che segna grava al punto da richiede
un solco col passato, e a un’ennesima operazione e
una decina di anni prima a indurlo ad assumere un
che inizi la Seconda guer- medico personale (Max
ra mondiale, in cui si spa- Schur), con la clausola vin-
lancheranno gli orrori della colante di dirgli sempre e
Shoah. Anni caratterizzati comunque la verità.
dall’irruzione delle grandi
masse e dal loro controllo Sistema concettuale
attraverso i sistemi totali-
86
tari. La tecnica riceve un Come di consueto, la bat-
impulso determinante dalla teria teorica proposta da
fabbricazione degli arma- Freud è ricavata dalla pra- proprio la pratica psicote- Lo sfondo evoca la con-
menti e dall’espansione tica clinica, messa alla pro- rapeutica insegna che non trapposizione delle grandi
di nuovi mezzi di comuni- va della storia. esiste una distinzione tra potenze cosmiche tratte
cazione. In quel periodo pubblico e privato, tra so- dai presocratici: l’Amore
Husserl scrive Logica for- Fre ud, ne l Posc r it t o cietà e individuo. In questo che unisce e l’Odio che
male e Logica trascenden- all’“Autobiografia5”, la sua senso tutta la Psicologia è divide.
tale (1929) e Heidegger ultima opera, considera il Psicologia sociale.
L’essenza del fondamento “Disagio nella Civiltà” il pro- Forze che regolano tutto
(1929). dotto di una “evoluzione Un principio inderogabile il mondo organico, de-
regressiva” (un ossimoro per la psicoanalisi consi- terminato da un’implicita
Da quella infuocata tempe- provocatorio), in quanto il ste nell’affermazione che: tendenza all’inorganico,

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rie nasce un uomo nuovo, tema lo riporta agli interes- “nella vita psichica nulla di per cui tutto ciò che nasce
molto diverso dal soggetto si della sua gioventù. No- quanto si è formato possa procede inesorabilmente
tradizionale. nostante la retrodatazione, scomparire, che tutto in verso la morte.
colloca tuttavia il saggio tra qualche modo si conservi
Quei cambiamenti improvvi- i due grandi contributi da e, in appropriate circostan- Vita e morte si psicologiz-
si e radicali suscitano molte lui dati alla psicoanalisi: la ze, ad esempio grazie a zano poi in due pulsioni tra
polemiche nell’ambito del Seconda Topica (Es, Io e una regressione di vasta di loro in costante tensio-
Movimento (noto il caso di Super-io) e il dualismo de- portata, possa riemerge- ne.
Theodor Reik4) che, nello gli arcaici Principi di vita e re”6. (Esempio: i vari strati
stesso momento, sta attra- di morte. archeologici di Roma: pe- In una prospettiva evoluti-
versando una crisi finanzia-
ria, metodologica e organiz- Ma la griglia teorica è an-
riodo repubblicano, impe-
riale, medioevale, rinasci-
va, la prima contrapposi-
zione è però tra Principio
5
mentale … e così via). del piacere (voglio tutto su- 87
zativa senza precedenti. cor più complessa perché
bito) e Principio di realtà (at- ciò per quello che è: do- come D’Annunzio, Dalì, Ma ora molte cose sono
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tendo di poterlo ottenere). manda di riconoscimento Eleonora Duse), la libido cambiate e ci si chiede se
(La Fenomenologia dello (energia sessuale) viene lo schema edipico sia an-
Antagonismo mai superato spirito” di Hegel, letta at- proiettata verso mete so- cora valido per interpreta-
una volta per tutte perché traverso Kojève), domanda cialmente valorizzate. re le dinamiche dell’animo
l’economia onnipotente d’amore. umano.
che regola l’inconscio non Ma anche la sublimazione
accetta né la rinuncia del- In quanto inesauribile, il non realizza mai completa- Tramontato il patriarcato,
le pulsioni (spinte istintuali desiderio ci condanna alla mente i suoi aneliti per cui “evaporato il padre”, spet-
volte all’appagamento dei mancanza, a un “non tut- possono permanere resi- ta al figlio, rimasto senza
bisogni) né la frustrazione to” che contiene in sé una dui di sessualità infantile un antagonista su cui river-
dei desideri, intesi come insuperabile condizione di rimossi (es. la coprofilia di sare le pulsioni aggressive,
tensione alla realizzazione infelicità. Mozart). Siamo esseri in- affrontare il sentimento di
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di soddisfacimenti già ot- compiuti. colpa, che permane in for-
tenuti nella prima infanzia, Al desiderio si collega il ma anonima, senza cadere
che il pensiero tenta di re- processo psichico della Sempre nella prospettiva nella depressione.
alizzare, per quanto pos- sublimazione (in chimica che fa corrispondere mon-
sibile, nell’allucinazione, passaggio di una sostanza do esterno e mondo inter- La nevrosi, che contraddi-
nella fantasia e nel sogno. dallo stato solido allo stato no, sviluppo della società e stingue l’uomo moderno,
Ma il Principio di piacere è gassoso) che ha gran par- dell’individuo, il dispositivo è il sintomo soggettivo del
destinato a cedere il passo te nella nostra civilizzazio- interiore è costituito dalla “Disagio” insorto da quan-
al Principio di realtà, l’uni- ne. Nella sublimazione, le Seconda topica8 (Es-Io do la morale autodiretta
co capace di colmare la pulsioni sessuali, private e Super-io) dove il senso si è sostituita alla morale
mancanza, di saturare la dell’appagamento, deses- di colpa per il parricidio eterodiretta, da quando
domanda. sualizzate, vengono messe originario si rinnova per i siamo divenuti i poliziotti di
al servizio della società, ali- desideri di amore e di odio noi stessi.

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Per Lacan7 il desiderio, su- mentando così le energie che ogni bambino riversa
scitato da ciò che non c’è artistiche e intellettuali del sui genitori. Spetta allora Poiché le pulsioni e gli in-
più e non c’è ancora, rima- soggetto. al padre, interiorizzato nel- vestimenti contro pulsionali
ne tuttavia inappagabile la forma del Super-io, im- sono ormai interiorizzati, ri-
e tale deve restare, tanto Scorgiamo in atto la subli- personare la punizione. È il sulta più difficile sottrarsi al
che, se colmato, perma- mazione, applicata su lar- Super-io che, nell’accezio- conflitto.
ne come desiderio di de- ga scala, nei voti di castità ne freudiana ordina: “devi!”
siderio, il motore della vita pronunciati dai religiosi. Una istanza, quella pater- Il Super-io, non solo con-
psichica: noi siamo esseri na, verso la quale il bam- trolla e inibisce le pulsioni
desideranti e come tali vo- Previo un preliminare ritiro bino vive sentimenti am- erotiche e aggressive, ma
gliamo essere riconosciuti. narcisistico sull’Io (narcisi-
smo spesso evidente ne-
bivalenti: il padre è amato
come genitore e odiato
riversa su di sé le energie
che ha loro sottratto, per
5
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La domanda si rivela per- gli artisti più stravaganti, come rivale. cui tende a essere a sua
volta aggressivo, punitivo, morale molto severa. Sot- Nella tarda modernità, duo per eccesso di com-
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persecutorio. to l’impressione dell’amore come esito della progres- pressione, per mancanza
incondizionato che riceve, siva interiorizzazione del di rappresentazione, per
Durissima la critica di Me- scrive Alexander, citato in mondo, il senso di colpa collasso delle dinamiche
lanie Klein e poi di Lacan9 nota da Freud10, non resta viene suscitato non solo interattive. Ne cogliamo il
contro lo strapotere del al figlio che indirizzare l’ag- dal comportamento ma sintomo più attuale quan-
Super-io, definito da Lacan gressività verso l’interno e anche dall’intenzione, non do definiamo i nativi digitali
“bestia immonda”, così trasmetterla al Super-Io, solo dall’intenzione ma come “sempre connessi e
come si manifesta nelle una istanza che, traendo anche dalla memoria pro- sempre soli”.
depressioni. la sua forza dall’inconscio, fonda di un parricidio di
dall’Es, colpisce l’Io in cui si è perduto il ricordo. Con questo paradosso
A questo punto Freud in- modo spesso persecutorio La differenza col passato siamo arrivati alla contem-
troduce, confrontando l’at- e crudele. consiste nel fatto che, nel poraneità, a una situazione
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tualità al passato, un’os- tradizionale teatro dell’in- in cui il bagaglio concet-
servazione straordinaria- In questo senso l’aumento conscio, corrispondente tuale di Freud si rivela, al
mente attuale. delle depressioni infantili alla famiglia patriarcale, il tempo stesso, necessario
sembra indotto dall’im- conflitto di Edipo consen- e insufficiente.
Non è solamente l’edu- possibilità di ribellarsi, nella tiva di affrontare la colpa
cazione ricevuta, severa, famiglia permissiva, nella originaria mettendola in Svolgimento
autoritaria e repressiva, a “famiglia sì”, al potere dei situazione, rivivendola, su-
indurre il padre a riprodurre genitori che, lungi dallo perandola in uno svolgi- Lo spunto da cui nasce la
nel figlio il trattamento subi- scomparire, permane più mento catartico delle sue trattazione de “Il disagio
to per cui sarà un bambino forte che mai sotto il guan- dinamiche. Ora invece la nella civiltà” nasce da una
represso e tormentato da to di velluto che lo occulta. colpa, non riconosciuta né cortese polemica con Ro-
un penoso senso di colpa. Mentre si proclama la liber- elaborata, vaga nei circuiti main Rolland, che aveva
Anche con un’educazione tà dei bambini, si rinsalda- della mente e nelle strade scritto a Freud a proposito

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molto mite, eccessivamen- no i vincoli di dipendenza. della società manifestan- di un saggio, l’“Avvenire di
te indulgente (come quella Crescono infatti “guardati dosi in due casi estremi: una illusione” (1927), in cui
attuale), il bambino può a vista”, come in un carce- nelle depressioni suicidarie Freud dava della religione
sviluppare una coscienza re di massima sicurezza, e nei femminicidi, sintomi una valutazione essenzial-
entrambi del mutismo psi- mente negativa, conside-
chico. randola “la nevrosi osses-
siva universale dell’umani-
È come se l’interiorizzazio- tà”.
ne della realtà, più volte ri-
levata da Freud come pro- Per Rolland la religione
cesso fondamentale della
civilizzazione, fosse im-
nasce invece da un “sen-
timento oceanico”, dalla
5
91
plosa all’interno dell’indivi- sensazione universale di
far parte di un tutto scon- essa. L’uomo primordia- Freud delinea a questo ri- le. Ma niente di più”.
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finato. Una visione roman- le, fantasticato da Freud, guardo alcune tipologie:
tica e sentimentale che stava meglio di noi perché l’Uomo d’azione, l’Erotico, Una osservazione molto
Freud non condivide e ignorava qualsiasi inibizio- il Narcisista e l’Impulsivo. attuale in questi anni in cui
che, forse, neppure com- ne pulsionale. si assiste, dopo la secola-
prende. A tutti, evocando la Virtù rizzazione della società e il
Tra le utopie del passato, stoica della moderazione, crollo delle grandi ideolo-
Per Freud il sentimento troviamo due esseri primi- consiglia prudenza: mai gie del ‘900, a un drastico
religioso sorge piuttosto tivi, considerati in modo effettuare una scelta esclu- ridimensionamento delle
dall’angoscia e dall’appello opposto: il selvaggio freu- siva, meglio investire su più promesse salvifiche laiche
infantile al padre. diano non è buono quanto poste, giocare su più tavo- e religiose.
quello rousseauiano, ma li, puntare su più numeri.
“Non saprei indicare, scri- è felice proprio perché si Poiché nessuna meta sarà La religione non è in grado
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ve, un bisogno dell’infanzia permette di essere catti- mai raggiungibile, tanto di mantenere quanto pro-
forte quanto quello di ave- vo. vale tentarne più d’una e mette, tanto che, anche il
re la protezione del padre”. accontentarsi di risultati credente è infine costretto
Infelici perché troppo buo- parziali. a sottomettersi a un “im-
Una osservazione confer- ni, noi moderni viviamo un perscrutabile decreto di
mata, per quanto riguarda disagio individuale e col- Contraddicendo la varietà Dio”.
l’attualità, dal desiderio dei lettivo, da cui tentiamo di delle prospettive e dei per-
figli di genitori separati, pe- difenderci in vari modi. corsi, la religione offre inve- Se l’ultima possibilità di
rennemente in attesa del ce una soluzione valida per consolazione e fonte di pia-
padre perduto11. Non esiste in proposito tutti. Scrive in proposito cere resta la dipendenza
una prescrizione universa- Freud: incondizionata a un volere
Riprendendo il tema delle le, una ricetta valida per supremo, e se l’individuo
religioni, esse sono, per tutti. “La sua tecnica - che ha è disposto ad accettarla -

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Freud, i resti nevrotici della come presupposto la mor- osserva Freud - avrebbe
grande rinuncia alla felicità, Spetta all’individuo capire tificazione dell’intelligenza potuto risparmiarsi il lungo
intesa come soddisfazione da sé come essere felice - consiste nello sminuire il percorso intrapreso!
delle pulsioni erotiche e (Federico il Grande, già valore della vita e nel de- Di fatto, la prima modalità
aggressive. nel 1740, a proposito della formare in modo delirante con cui l’individuo cerca
Libertà di Religione, affer- l’immagine del mondo re- di sottrarsi alla sofferen-
“Se la felicità impone sacri- mava: “Qui, ciascuno può ale12. Prezzo da pagare: za esistenziale è il ricorso
fici così cospicui, non solo cercare di essere beato a con la fissazione coatta a alle droghe. In una città
alla sessualità ma anche modo suo”. un infantilismo psichico e che, come Milano, vanta il
all’inclinazione all’aggres- la partecipazione a un deli- primato mondiale nel con-
sività, capiamo meglio per-
ché si faccia tanta fatica a
Determinante risulta, in
ogni caso, la costituzioni
rio collettivo, la religione ri-
esce a risparmiare a molta
sumo degli stupefacenti,
questa dichiarazione è par-
5
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sentirsi felici all’interno di psicofisica dell’individuo. gente la nevrosi individua- ticolarmente significativa.
In fondo l’infelicità viene pletamente sublimato (im- divorzio, l’interruzione vo- nipoti) ma ora, nella tarda
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percepita innanzitutto dal possibile); il Godimento lontaria di gravidanza. Le modernità, la crisi della fa-
corpo (“mi fanno male i dell’arte e della Bellezza ragazze ballano nelle piaz- miglia consiglia prudenza
pensieri”, lamenta un bam- (passivo); infine il Ritiro dal- ze con zoccoli e gonnello- per cui l’avvocato Cesare
bino. È un diffuso modo di la società proprio dell’Ere- ni, l’Orgoglio gay domanda Rimini, attento conoscitore
dire, e “la paura fa drizzare mita, in cui Freud intravve- riconoscimento, si riforma della società, suggerisce
i capelli). Anestetizzando il de una forma di paranoia. lo statuto della famiglia. di limitarsi a una doman-
corpo, si ottiene di ottun- da generica: “A casa tutto
dere il dolore e di persegui- In ultima analisi, più sinteti- In quelle circostanze è im- bene?”
re il piacere (aspetto que- che ed esplicative risultano possibile resistere all’invito
sto che Freud trascura), due alternative: di partecipare: nessuno Lo scenario della tarda
anzi un più di piacere (plus vuole restare in disparte. In modernità
de jouir secondo Lacan), - Fuggire il dolore, anche altri momenti storici, inve-
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un godimento illimitato che se il ritiro dal mondo, la ce, mancano occasioni di Come precisa Papa Fran-
induce una coazione a ri- chiusura in se stessi, os- aggregazione e parole di cesco, non siamo in un’e-
petere, un ancora incolma- serva Freud, non dà feli- condivisione. poca di crisi” ma “nella
bile, che esprime il dominio cità, tutt’al più tranquillità. crisi di un’epoca”, dove il
della pulsione di morte13. Un risorsa contro l’infelici- lavoro, almeno per i gio-
- Ricercare attivamente tà, particolarmente valoriz- vani, non svolge più una
Tra gli stratagemmi inven- la felicità, anche cam- zata da Freud, è il lavoro. funzione qualificante. Il
tati per sottrarsi al “Disagio biando l’esistente, perse- posto di lavoro, garanti-
nella civiltà”, Freud cita la guendo il cambiamento Il lavoro entra, da sempre, to, qualificato e protetto,
tecnica (i primi utensili, delle condizioni attuali. nel novero delle trasforma- è stato preso dai lavoretti,
l’addomesticamento del zioni della realtà esterna, tanti, precari, anonimi, mal
fuoco, il perfezionamento Ma abbiamo visto che la ma conforma, simultane- pagati, senza prospettive
strumentale dei propri or- seconda alternativa dipen- amente, anche il mondo di carriera, senza qualifi-

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gani tramite le lenti, il te- de in gran parte dalle con- interno, l’identità di ogni cazione di cui è prototipo
lefono, la radio, i mezzi di tingenze storiche. Negli soggetto. Nella società tra- il Call center.
trasporto), che lo inducono anni 68-78, i giovani occu- dizionale la prima doman-
a dichiarare che, nella no- pano le università, sfilano da posta a uno sconosciu- Poiché il lavoro attuale, se
stra epoca, si è realizzato il per le strade con l’Eskimo, to era …“ di chi sei figlio?”. tutto va bene, serve per
trionfo del DIO PROTESI!!. megafoni e striscioni chie- Nella società moderna si sopravvivere, ma non con-
dendo la fine della guerra, chiede invece: “cosa fai? ferisce né identità né sen-
Tra i molteplici mezzi per dell’autoritarismo, della ...” (“Dimmi che lavoro fai e so di appartenenza, la de-
sfuggire il dolore e rag- burocrazia, rivendicando ti dirò chi sei”). finizione di sé viene piutto-
giungere la felicità cita: lo L’immaginazione al pote- sto delegata al cosiddetto
Yoga e le Filosofie orientali;
l’Amore erotico (sempre
re. Più tardi, dal 76, la ri-
chiesta di cambiamento si
Alle donne interessano da
sempre soprattutto i rap-
tempo libero, agli hobby:
“io sono quello che suona
5
il clarinetto”, “io quella che 95
rischioso) e quello com- concentra sui diritti civili: il porti affettivi (partner, figli,
canta in coro”, “noi siamo solo nella religione, ma minata dall’ Io e dal Mio. l’imperativo del Super-io le dove tutto è possibile.
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una band”, “voglio vince- anche nella scienza e nella Moni Ovadia efficacemen- “Non devi” è stato sosti-
re un torneo di tennis “, “il politica. te lamenta una “necrosi tuito, nell’epoca della eva- Ciò che manca è la ca-
mio sogno è partecipare a del sentimento di umana porazione del padre, dal pacità della generazione
un Talk Show”. Ma, per i due Autori, il risonanza”. più mesto “non posso”, di adulti e di vecchi che
pessimismo di oggi è sba- pronunciato da un indivi- detiene il comando, di ri-
Una modalità forte e so- gliato quanto l’ottimismo La soluzione consiste al- duo stanco e scoraggiato. nunciare a quote di potere,
cialmente significativa, per di ieri. L’incertezza in cui lora nell’impegnare allo di passare il testimone ai
uscire dall’isolamento e viviamo è anche una ga- spasmo i ragazzi nella Una rinuncia a competere giovani perché gestiscano
dall’ irrilevanza, è fornita in ranzia di libertà, di ricerca competizione sociale, di che si trasforma in una ri- il cammino verso un futuro
questi anni dal volontaria- aperta e incondizionata. armarli affinché emerga- nuncia a vivere. che è il loro, non il nostro.
to, una formula che però Infranti gli stampi della re- no contro tutto e contro
Freud però non conosce. ligione, spetta a ciascuno tutti. I ragazzi né né, o genera- Tutte le generazioni pre-
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diventare “imprenditore di zione “NEET”, giovani che cedenti hanno trovato in
Dal futuro come pro- se stesso” ma la libertà fa I posti di lavoro degni di non studiano e non lavo- se stesse le risorse per
messa al futuro come paura, “Fuga dalla libertà” questo nome sono pochi rano, che non chiedono uscire dalla crisi e anche
minaccia è il titolo di un bel libro di e saranno sempre meno niente, che preferiscono quest’ultima ce la può fare
Fromm15. per cui bisogna correre a sopravvivere piuttosto che se le concediamo la possi-
Viviamo nell’epoca nella perdifiato per arrivare pri- vivere pare raggiungano, bilità di tentare, di sbaglia-
quale due psichiatri - Mi- Ora, in un’economia di sta- mi. Le scelte, quasi sem- dalle ultime stime, il 26% re e di ricominciare senza
guel Benasayag (argen- gnazione, in una società pre di tipo utilitaristico, dei giovani compresi tra i sostituirla, senza farne le
tino) e Gérard Schmit, inerte, i giovani non hanno vengono prese per lo più 14 e i 24 anni. veci.
(francese), che lavorano promesse, richieste, attrat- dai genitori che decidono
a Parigi, - definiscono le tive: “il mondo non mi chie- (naturalmente per il bene In questi casi, più che di Un ritiro progressivo dalle
“Passioni tristi14”, un ter- de niente”, lamenta una dei figli) le scuole, il corso Disagio, si tratta di Males- leve del potere e del co-
mine coniato da Spinoza adolescente desiderosa di di studi, gli amici, gli sport, sere sociale, di uno sta- mando è l’unica possibilità

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in contrapposizione alle uscire dalla sfera della fa- il tempo libero, le vacanze, to d’animo al limite tra la di innovare, di cambiare
“Passioni gioiose”, che miglia e della scuola. le lingue straniere, persino normalità e la patologia, l’esistente, di mutare le re-
sono piuttosto quelle del il partner. Tutto ciò indi- difficile da curare, diffi- gole del gioco. Ma occorre
’68. Chi chiede molto, for- pendentemente dagli in- cile da superare senza il che i giovani lo chiedano e
se troppo, sono invece i teressi e dai talenti dei ra- coinvolgimento dei ragaz- presentino con forza la loro
La tristezza cui allude genitori, in senso lato gli gazzi, mortificati in nome zi stessi, che non hanno candidatura. L’esistente
Spinoza non è quella del educatori, che si trovano del futuro professionale. nessuna intenzione di im- non è necessario solo per
pianto ma dell’impotenza a operare in una congiun- pegnarsi per uscire dalla il fatto di esistere.
e della disgregazione. tura storica caratterizzata Come in ogni competi- bolla in cui si sono chiusi.
dal collasso del futuro per zione, i concorrenti sono Una bolla costituita dalla
5
Ce lo dicono, con la for-
Non c’è più alcuna fidu- cui procedono a vista. Vi- molti, i vincitori pochi. cameretta e dal computer za della poesia, i versi or-
cia messianica, alcuna viamo in una società per- tramite il quale esistere al- mai noti, attribuiti a Pablo
vasa di individualismo, do- Con la conseguenza che trove, in una realtà virtua- 97
speranza di salvezza, non Neruda, ma scritti da una
donna, Martha Medeiros: Lentamente muore
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chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,


chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Lentamente muore
chi diventa schiavo dell’abitudine, Evitiamo la morte a piccole dosi
ripetendo ogni giorno ricordando sempre che essere vivo
gli stessi percorsi, richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di
chi non cambia la marcia, respirare.
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce. Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento
di una splendida felicità.
Muore lentamente
chi evita una passione,
98 chi preferisce il nero sul bianco
e i puntini sulle “i” piuttosto che
un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso ,
quelle che fanno battere il cuore davanti all’errore e ai sentimenti.

Lentamente muore 1 S. Freud, Il disagio nella civiltà, da non medici - divenuto ormai 10 Ivi 76.
chi non capovolge il tavolo, seguiamo qui l’edizione a cura di un classico di coloro che si 11)Silvia Vegetti Finzi, Quando i
chi è infelice sul lavoro S. Mistura, Einaudi, Torino 2010. richiamano alla “psicoanalisi laica” genitori si dividono, le emozioni
chi non rischia la certezza per l’incertezza 2 Ivi 93. - contribuì a scagionarlo, e a dei figli, Oscar Mondadori, Milano
per inseguire un sogno, 3 Ivi 59.
dimostrare la legittimità dell’utilizzo 2005.
chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli della psicoanalisi anche da parte
12 Ivi pag. 27.
4 È stato il primo a reagire alla dei non medici.
sensati. 13 Jacques Lacan. Il Seminario,
pubblicazione del Disagio nella 5 Sigmund Freud, “Autobiografia”,

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civiltà nel testo di una conferenza Libro XX, Ancora 1972-73, Giulio
Lentamente muore tenuta nel (1931) alla Società
(1924); Poscritto del 1935, Bollati
Einaudi, Torino 1983. Inoltre,
chi non viaggia, Boringhieri, Torino, 1978. Vol. X,
psicoanalitica di Vienna; ora in pag.69. Jacques-Alain Miller, I paradigmi
chi non legge, Theodor Reik, From Thirty Years del godimento, Casa Editrice
6 Ivi pag. 8.
chi non ascolta musica, with Freud, International University Astrolabio, Roma 2001.
chi non trova grazia in se stesso. Press, New York 1940. (Trad. 7 Jacques Lacan, Il Seminario 14 Miguel Benasayag, Gérard
It. Trent’anni di psicoanalisi con Libro VII, Il desiderio e la sua Schmit, Le passioni tristi, 2003,
Muore lentamente Freud, Newton Compton, Roma interpretazione, 1958-59. Einaudi, Feltrinelli Roma 2004.
chi distrugge l’amor proprio 1974. Theodor Reik noto per Torino 2016.
15 Eric Fromm, Fuga dalla libertà,
la causa giudiziaria che lo vide 8 Sigmund Freud, L’Io e l’Es,
chi non si lascia aiutare; (1941), Mondadori Editore, Milano
coinvolto per il presunto esercizio
chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna abusivo della professione medica,
(1922) ,in Opere vol.9, Boringhieri, 1994.
Torino, 1977.

5
o della pioggia incessante. dato che era laureato in filosofia;
9 Jacques Lacan, Il Seminario,
in sua difesa intervenne lo
stesso Freud che, con lo scritto Libro IV, La relazione d’oggetto,
Il problema dell’analisi condotta Einaudi, Torino 1996. 99
E LA Il declino della filosofia il mondo bisogna chiederlo espressione della irriduci- grossi, i quali in particolare
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nella vita pubblica è sotto ai fisici, non certo ai filosofi. bile complessità del reale; rilasciano l’azoto nelle loro
FILOSOFIA gli occhi di tutti. Ci sono, E infine il recente giudizio, e il pensiero delle pratiche, sostanze organiche. Que-
OGGI? è vero, almeno due feno- peraltro molto condivisibi- come fondamento di ogni ste sostanze, tramite la
meni in controtendenza: le, di Roberto Calasso: la figura del sapere. Non è decomposizione operata
lo straordinario successo filosofia accademica è oggi ovviamente possibile rias- da batteri e per altre vie,
di pubblico dei numerosi un fenomeno sostanzial- sumere in un’ora l’orizzon- restituiscono l’azoto alle
festival di filosofia in giro mente autoreferenziale e te complesso di una filo- piante e il ciclo ricomincia.
per l’Italia e le massicce culturalmente irrilevante. sofia ed è per questo che Pertanto ogni vivente, in un
frequentazioni in internet tenterò di farmi intendere punto qualsiasi del ciclo, è
di siti, archivi, riviste e altre Nonostante ciò, sono al con un esempio (gli esem- come un nodo che com-
pubblicazioni di argomento contrario convinto che il pi, peraltro, sono sempre pendia in sé l’intera cate-
100 Carlo Sini
filosofico. Ma nella scuola, bisogno della filosofia re- molto utili in filosofia). na, cioè l’intera dinamica
nelle università, nell’edi- sti oggi grandissimo, sia che lo costituisce, renden-
toria, nella politica e nella come istanza di un sapere Mi riferisco al cosiddetto dolo quel tipo di vivente
ricerca scientifica la filo- unitario che fronteggi con “ciclo dell’azoto”, di cui che è e tenendolo in vita.
sofia registra un generale, successo il frantumarsi del- tratto in modi più detta- Naturalmente nessuno dei
sempre più sensibile arre- la ricerca scientifica e della gliati nel mio ultimo libro viventi ne sa qualcosa, sal-
tramento. Non è il caso di formazione culturale in una (Inizio, Jaca Book, Milano vo noi, che ne costruiamo
ripeterne qui le numerose miriade di specializzazioni, 2016, pp. 153 e sgg., libro appunto il sapere e (alme-
cause e ragioni, del resto spesso assai efficienti ma nel quale la domanda sul- no in filosofia) si vorrebbe
ampiamente note. Si tratta anche cieche o ristrette la filosofia oggi è espres- sapere come facciamo a
peraltro di un fenomeno in (come diceva Whitehe- samente affrontata). La farlo. Riflettiamo dunque
cammino da molto tempo. ad); sia come domanda vita sul nostro pianeta è sull’esempio compiendo in

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Ricordo per esempio l’opi- di senso relativamente al strettamente dipenden- particolare tre passi.
nione di un noto psicologo vivere politico, economico te dal ciclo dell’azoto. La
come Piaget: già molti anni e sociale, oggi in preda a sua presenza caratterizza Primo passo: l’ambiente
fa egli sosteneva che la fi- universale disorientamento l’intera catena alimentare biologico naturale. Bisogna
losofia non ha più nulla da o a profondissima crisi. Di in cui e di cui tutti i viventi anzitutto distogliersi da
dire sul piano della ricerca questo bisogno della filo- sono iscritti e partecipi. In- una tendenza piuttosto dif-
scientifica; resta solo l’in- sofia vorrei fornire qui un fatti l’azoto, inglobato dal- fusa, almeno sul piano del
teresse culturale per la sua esempio concreto, sulla le piante, viene mangiato senso comune: quella di
storia gloriosa. Di parere base di due temi che sono dagli erbivori, che sono a pensare l’ambiente come
palesemente analogo è il
fisico inglese Hawking: se
al centro del mio modo di
lavorare in filosofia: il po-
loro volta preda di carni-
vori di modeste dimensio-
una sorta di grande con-
tenitore “naturale” entro il
5
101
si vuole sapere com’è fatto tere invisibile, in quanto ni e questi di carnivori più quale starebbero le forme
viventi del nostro pianeta. tutte le altre prospettive, merita l’appellativo di “re- mo e mostriamo che ogni richiamato nel primo pas-
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Ciò che è invece corretto in quanto esse ne consen- altà”. A questo primo pas- vivente ha il suo, ma que- so sopra compiuto. Ecco
pensare è che ogni viven- tono l’esistenza. I vermi so si arresta normalmente sto dire, a sua volta, che dunque la necessità di te-
te ha il suo ambiente, in sono altrettanto necessari lo scienziato naturalista, cos’è? In quale ambiente nere insieme le due storie:
una relazione differenziale all’esistenza del ciclo com- che queste cose ce le ha sta? Come concorre o non quella della evoluzione na-
con l’ambiente di ogni al- plessivo quanto i topi o le grandiosamente insegnate concorre al ciclo? È dentro turale, che è oggetto della
tro vivente. Ecco apparire linci e l’ambiente è la circo- e mostrate: gli dobbiamo o fuori di esso? (Potremmo scienza biologica, e quella
il fenomeno della comples- lazione continua di queste infinita riconoscenza, ma continuare con i paradossi, della evoluzione sociale dei
sità irriducibile. Non esi- relazioni, non una “cosa” in dobbiamo necessariamen- che nessuna scienza natu- saperi, che è in particolare
ste un ambiente per così sé e per sé. L’ambiente del te procedere, se deside- ralistica è solita affrontare o oggetto della filosofia. Per
dire unico. Non esiste una verme non ha più o meno riamo davvero capire che anche solo vedere e tema- esprimerci nel modo più
forma vivente che possa realtà di quella dell’albero cosa diciamo e che cosa tizzare). Come filosofi sia- sintetico: abbiamo bisogno
102
relazionarsi direttamen- o della pantera, ma tutti crediamo di sapere. mo invece indotti a riflette- dell’intera storia del lavoro
te con questa supposta insieme concorrono alla re sulle operazioni (io dico umano su questa terra, di
unicità: ogni vivente vive esistenza del ciclo ed è Secondo passo: l’ambien- sulle pratiche) il cui risultato cui la conoscenza è parte
in una prospettiva parti- caso mai il ciclo, nella sua te sociale. Siamo palese- è il discorso di cui sopra, essenziale e congruente,
colare, che nel contempo dinamica e nella sua meta- mente noi umani che par- con i suoi “oggetti” e con per poter ravvisare il ciclo
si nutre del rapporto con morfosi continua, ciò che liamo di “ambiente”. Dicia- le sue pretese “realtà”. E dell’azoto e per parlarne
qui il discorso si fa indub- in modi scientifici; ma c’è
biamente assai complesso nel contempo bisogno del
e di difficile comprensione ciclo dell’azoto perché un
per il senso comune che vivente particolare, evolu-
è in tutti noi. Per farmi in- tosi nel pianeta, ne arrivi
tendere in modo rapido e appunto a parlare, co-

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sintetico provo a dire così: struendo in proposito uno
è evidentemente necessa- specifico sapere.
ria l’intera storia della evo-
luzione della vita su questo Come pensare la com-
pianeta e poi l’intera storia plessità paradossale della
dell’evoluzione del vivere visione che qui, se sono
sociale degli umani perché riuscito a farmi intendere,
l’incontro con il mondo, abbiamo delineato? Mol-
l’esperienza che sempre to ci sarebbe da dire, ma
ne facciamo, si traduca
nel sapere biologico che
mi limito a questa osser-
vazione: per cominciare a
5
103
abbiamo succintamente comprendere è necessario
anzitutto “vedere” che vita teristiche del ciclo sopra re di verità in divenire che Aristotele) resta un cam- della “didattica”, è sempli-
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e sapere non sono “cose” descritto: relazione che è traducono efficacemente po di lavoro infinito, la cui cemente indecente). Ab-
che stanno sullo stesso in tutti e di cui nessuno è, l’incontro col mondo da urgenza è pari alla scarsa biamo bisogno di nuove
piano. In altri termini: la per così dire, proprietario. parte di una particolare consapevolezza che oggi scuole, di nuove discipline
vita di cui parla il sapere, Arriviamo così al terzo pas- famiglia di viventi, nata da ne abbiamo. e di nuovi insegnanti: i vec-
la vita “detta” e “saputa”, so. quella evoluzione sociale chi dualismi tra saperi na-
non coincide con la vita, che qui non possiamo che Abbiamo in particolare bi- turalistici e saperi umanisti-
anche se non può mai fare Terzo passo: L’ambiente limitarci a constatare e ad sogno di riscrivere la sto- ci non reggono più e non
a meno di presupporla: cosmico. Esso già si an- assumere come un fatto, ria delle nostre pratiche di hanno futuro. Abbiamo bi-
come vita appunto, non nuncia al confine dell’am- poiché l’esplicitazione del- sapere. Abbiamo bisogno sogno di qualcosa di molto
come vita saputa; sicché è biente biologico di cui so- la sua nascita e delle sue di nuovi modelli formativi altro dalle attuali università
evidente che già dire “vita” pra. L’azoto stesso, infatti, condizioni di possibilità e di una nuova pedagogia del pianeta, chiuse in uno
104
è in una certo senso dire è un oggetto posto al con- esigerebbero un ulteriore (quella attuale, confinata specialismo ottuso, igno-
troppo, o dire in errore, ri- fine dei saperi chimico-fisi- e molto complesso discor- rante e pericoloso. Abbia-
spetto a quell’essere par- ci e delle loro ambizioni, o so, impossibile da fare ora mo bisogno di tramontare
tecipi di un fenomeno che pretese, onnicomprensive in questa sede. per rinascere ed è perciò
è in tutti i viventi e, per così e fondative, come sostie- che, a mio avviso, abbia-
dire, li precede e li fonda nel ne per esempio Hawking. Imitiamoci invece a sotto- mo soprattutto bisogno di
loro saper fare e, nel nostro Questo sapere parla di lineare che è il lavoro filo- filosofia.
caso, saper dire e saper energia, di gravitazione, di sofico a potersi fare carico
scrivere. La vita, insom- atomi, di particelle, di ma- di questo intero dell’espe-
ma, incombe. Con questa teria oscura, ovvero di cel- rienza e dei nostri saperi
parola alludiamo (sia pure lule, di elementi, di geni e specialistici, che altrimen-
in errore, perché ogni dire così via. Ma qui dobbiamo ti restano confinati entro

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è a suo modo di troppo) ragionare come si è fatto ogni sorta di superstizioni e
alla verticale presenza on- sopra: che questi ogget- di ideologie “naturalistiche”
nicomprensiva della realtà ti (atomi, buchi neri ecc.) (come diceva Husserl):
nel suo continuo accade- emergono come tali esat- tanto per dire, le scienze
re metamorfico. Ed è così tamente come emergono neurologiche, oggi giusta-
che apparteniamo a una oggetti quali “alberi”, “ver- mente oggetto di molto
“vita del sapere”, cioè a mi”, “azoto” ecc.; cioè solo interesse per il loro lavoro
una relazione immensa, in relazione al lavoro co- sperimentale, ne offrono
infinita, incircoscrivibile e noscitivo umano e ai suoi per altro verso esempi cla-
incalcolabile di cause e di
effetti viventi. Una relazione
strumenti tecnologici, a
cominciare dal linguaggio.
morosi. Questo bisogno
di pensare l’intero nel suo
5
105
universale che ha le carat- Questi oggetti sono figu- divenire (come già diceva
LAUDATO SI’ Riflettiamo su un docu- salvaguardare la pace ma dell’avvento delle masse,
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mento importante e decisi- di porre anche le condizio- della fuoriuscita dalle su-
vo in questa fase e a que- ni per mantenerla. In questi balternità. C’erano poteri
LA LETTURA sto stadio dell’evoluzione venti di guerra cosa fare da scalzare, diritti da con-
dell’umanità con una breve per evitarla anche aven- quistare e la liberazione
FILOSOFICA e preliminare osservazione do motivazioni e ideologie degli oppressi fu il terreno
sulla peculiarità e la natura diverse? Cosa possono e d’incontro tra il cattolice-
di Laudato si’, un docu- debbono fare i cristiani nel simo sociale e socialismo.
mento che si differenzia mondo, certamente non Obbiettivo comune era il
dalle encicliche tradiziona- da soli? Per la prima vol- riscatto del lavoro e in ge-
li della Chiesa, anche se ta – questa la novità della nerale il riscatto da tutte
ha qualche antecedente. Pacem in terris - un’enci- le servitù. Questo motivò
106 Salvatore Natoli
Per molti versi si può dire clica non fu diretta, come parte del mondo cattoli-
che è la continuazione, o da prassi, ai vescovi ma a co a transitare a sinistra:
Trascrizione rivista dall’Autore
meglio la ripresa, della Pa- tutti gli uomini di buona vo- nacquero la teologia della
cem in Terris di Giovanni lontà. È lo stesso indirizzo liberazione e cristian per il
XXIII. Fatte salve le diver- dell’enciclica di Francesco socialismo. Ma dir questo
se fasi storiche, lo sfondo chiaro nel sottotitolo: sulla è ancora poco: vi fu un
e anche l’insieme delle cura della casa comune. transito più radicale che
motivazioni di questo do- Nella Pacem in terris la condusse dal riferimento
cumento sono analoghe a Chiesa si sente respon- alla trascendenza all’im-
quelle di Giovanni XXIII. La sabile delle sorti comuni manenza. Tutto ciò favori-
problematica di Giovanni e invita tutti ad esserlo; to da un più generale pro-
XXIII era: come è possibi- l’appello di Giovanni XXIII cesso di secolarizzazione.

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le generare nel mondo la impegna a prendere posi-
pace, istituire relazioni che zione rispetto alle urgenze La teologia della Lauda-
Guarda anche il video la corroborino? Non biso- drammatiche della storia to si’ ha tutt’altro sfondo.
dell’incontro “La lettura filosofica gna dimenticare che quan- in un mondo in quel mo- Lo spirito di Bergoglio
e religiosa” del ciclo “Custodire il do Giovanni XXIII scrive mento ancora diviso in è lo stesso di Giovanni
pianeta. Laici e credenti leggono l’enciclica siamo in piena due blocchi antagonisti. XXIII, ma diverse sono le
l’Enciclica Laudato si’
guerra fredda. C’era stata Lo sfondo teologico della emergenze d’oggi. Allora
la crisi di Cuba, il mondo Pacem in terris fu quello la guerra, oggi il rischio
aveva rasentato la III guer- della teologia dell’Esodo: di una catastrofe ecologi-
ra mondiale. Come si vede,
l’istanza e l’urgenza in quel
l’uscita dalla schiavitù.
Possiamo definire, infatti, il
ca di cui gli uomini stessi
sono responsabili. Di fron-
5
107
momento era, sì, quella di Novecento come il secolo te a questo è necessario
richiamare le coscienze. consente d’essere ascol- te pastorale. Il Papa non fedi o credenze, tutti sono talismo - come ben diceva logico: o meglio la deten-
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Nei contenuti, l’enciclica tato da tutti – o comunque inventa una dottrina – sa- responsabili. Bergoglio si Marx - che ha unificato il zione delle tecnologie e
non dice nulla che già non da molti -, può come gui- rebbe eretico – ma attua- rivolge, dunque, agli uomini mondo: “tutto ciò che sem- quindi i danni che derivano
si sappia; nello stenderla da morale chiamare tutti lizza, ed è suo compito, “il d’oggi e, da buon gesuita brava solido si è dissolto dal loro cattivo impiego.
il Papa ha, infatti, tenuto all’appello, farsi sentire e rivelato”, lo interpreta alla ne compila quasi l’agenda, nell’aria”. Oggi il mondo lo È un’ambiguità presente
conto di tutta una lettera- far sentire tutti correspon- luce delle esigenze e dei indica l’elenco delle cose si percorre in un giorno; lo sin dai tempi della pietra
tura sull’argomento, l’ha sabili dei destini della spe- drammi del presente. D’al- da fare, di cui prendersi si gira, addirittura, stando, scheggiata: buona per
studiata e ringrazia espli- cie. Può, magari, indurre a tra parte è questo il compi- cura. fermi: basta considerare il uccidere o per uccidersi a
citamente i laici per i loro mutazioni profonde nella to specifico che Gesù nel sistema di comunicazione vicenda o per procurarsi
contributi. Scrivendo Ber- mentalità collettiva. Per Vangelo assegna a Pietro: 1. I poveri e la fragilità del – la rete –, basta un clic e cibo, sezionare gli animali
goglio apprende e per un parlare – e con autorità – “ho pregato per te perché pianeta. La connessione i capitali si trasferiscono e apprendere, così, perfino
Papa questo è un atteg- non è necessario dire cose non venga meno la tua tra la fragilità del pianeta e istantaneamente da un l’anatomia. La tecnologia
108
giamento, quanto meno, nuove ma basta sottoline- fede; e tu… conferma i tuoi i poveri è stretta. Sono, in- punto all’altro del pianeta. non è perversa in sé, ma lo
inconsueto. Scrive, infatti: are quelle necessarie: ri- fratelli” ( Lc. 22, 32 ). fatti, questi, i primi a pagare Anche le decisioni unilate- diventa in relazione al po-
“ringrazio credenti, e non chiamare alla mente è uno il costo dei disastri generati rali lo sono solo in apparen- tere e all’uso, ai poteri che
credenti e tutti quelli che stile di pensiero già tipico Il comando biblico vieta di dalle nostre condotte, dallo za non fosse altro che per la detengono. In sé è stata
hanno lavorato perché mi dei filosofi stoici e per sta- sentirsi padroni della terra sfruttamento incondizio- le conseguenze: hanno, ed è positiva: negarlo sa-
hanno permesso di scrive- re al Papa degli Esercizi di e comanda, invece, di di- nato della terra. Che non prima o poi ritorni e proprio rebbe negare le condizio-
re queste enciclica. Reso Sant’Ignazio. Conoscere venirne custodi. In questo è un “neutro” processo perché unilaterali genera- ni di crescente benessere
edotto dello stato del mon- una dottrina non basta, e per questo la Chiesa si biochimico, ma qualcosa no crisi. Quella finanziaria dovuto alla ricerca scienti-
do io nel luogo in cui sono bisogna averla costante- mette a disposizione per che ha una ricaduta diretta recente ne dà conferma. fica e alle applicazioni tec-
non posso che richiamare mente presente alla men- cooperare con tutti coloro sulla vita delle persone e In un’età in cui tutto è con- nologiche. Hanno ridotto
tutti all’attenzione”. Il Papa te. Basta leggere Marco che ne hanno a cuore le soprattutto su quelle meno nesso, è evidente che quel la fame nel mondo, hanno
dice: “guardate questo Aurelio, per vedere come sorti. Nell’enciclica il Papa protette. che accade da una parte migliorato le condizioni o di

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mondo è a rischio” e ri- i suoi pensieri sono per lo si rivolge certo ai cristiani, influenza il resto e nessu- vita: igiene, profilassi, salu-
tiene suo compito richia- più una continua ripetizio- ma in questo caso richia- 2. L’enciclica ricorda che no può tirarsi fuori. Ecco te. Il Papa riconosce tutto
mare alla responsabilità. ne o “recita a se stesso”. ma tutti gli uomini ad ope- nel mondo tutto è connes- perché l’ecologia non può questo e non potrebbe
È un fatto di grande rilie- Ad una dottrina, infatti, rare in comune per evitare so. Un tempo le distanze che essere integrale o non altrimenti. Allora dove sta
vo: ci può, infatti, essere si può più o meno aderi- il disfacimento del mon- tenevano lontani i diversi è. Tutti, dunque, siamo cor- il male? Non nella tecnolo-
un grande scienziato che re, ma il vero problema è do. Sotto quest’aspetto, gruppi umani che s’ignora- responsabili nel bene e nel gia, ma nell’uso arbitrario e
scrive un grandissimo li- come trasformarla in vita. il nucleo dell’enciclica più vano tra loro. Ci si sporge- male. Ne segue che nessu- interessato che se ne fa e
bro ma che viene letto solo È questo che interessa ad che dottrinario è pastora- va sull’ignoto, si scoprivano no può andare per conto soprattutto nell’”interesse
da èlite colte, ma quando un Papa il cui pontificato si le: insiste sui comporta- terre. Nel tempo gli scambi proprio pena la catastrofe. immediato” e di pochi. Il
il parlante si colloca - per
dirla con Foucault - in un
caratterizza - a mio pare-
re e non solo - per la sua
menti, sugli stili di vita che
espongono il mondo a un
e le interazioni, hanno ac-
corciato sempre di più le 3. Il Papa critica, inoltre, il
che vuol dire: trascurare le
conseguenze di lungo pe-
5
109
ordine discorsivo che gli intenzione eminentemen- rischio di cui, al di là delle distanze, ma è stato il capi- nuovo paradigma tecno- riodo per vantaggi a breve
nella sua singolarità, che convenienza. Può cresce- ciclica riprende felicemen-
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è tutt’altra cosa dall’indi- re su stessa, ma magari a te la celebre espressione


vidualismo egoista. Non vuoto – le crisi ne sono in- di Brecht: ”Che tempi sono
esistono entità in astratto, dicatori – allargando la pla- questi quando discorrere
ma ogni ente è singolare e tea dei poveri o comunque di alberi è quasi un delitto
irripetibile: in questo senso non riducendola. Gli Stati per tacere di tante stragi”.
unico e deve essere pro- sono chiamati a contene- Lo fa per mostrare come
tetto come tale. Tuttavia re queste sperequazioni e l’esigenza d’oggi è perfet-
capita – e più frequente- a produrre equità. Il Papa tamente contraria. Oggi le
mente di quanto non si invita ad un dibattito since- urgenze del tutto diverse
pensi - che alcuni individui ro e onesto su questi temi, permettono di dire: “che
anziché avere a cuore le richiama alla responsabilità tempi sono questi in cui
110
sorti comuni e operare per della politica internazionale. bisogna discorrere della
questo si elevino a totalità, strage degli alberi per non
e non per tutti. Anziché precauzione e soprattut- asservendo gli altri al loro 5. Ultima, ma nella so- cadere nel silenzio su al-
praticare un buon uso del to fin dove estenderlo. E interesse. Tutto ciò che stanza prima è la critica tri delitti”. Proprio così: se
mondo – per impiegare il se fermarsi significasse esiste come diceva Spino- alla cultura dello scarto: è un tempo parlare degli al-
titolo di un mio libro – se ne una rinuncia a priori a ciò za ha potenza d’esistere, un tema dominante che beri era quasi un evadere
pratica l’abuso. L’abusante che potrebbe migliorare le ma questa si trasforma in percorre l’enciclica per in- dalla durezza della realtà,
è il potere. condizioni di vita dell’uomo prepotenza quando anzi- tero. In effetti, la nostra è un modo per nascondere
sulla terra. Come si vede ché creare opportunità per una società dello spreco le stragi - e non ce lo si
Certo qui si aprono for- le scoperte scientifiche of- tutti innalza ostacoli, quan- e genera scarto. Per un poteva permettere - oggi
ti dilemmi morali a partire frono nuove soluzioni, ma do invece di valorizzare la verso produce più del bi- non parlarne della strage
dall’interrogativo: perché presentano anche dilem- capacita degli individui le sogno e non sa neppure degli alberi equivale a na-

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quel che si può fare non mi. Tuttavia molti procedo- sfrutta concentrando una come smaltire il sovrappiù; scondere delitti che com-
si può ( non si deve ) fare? no oltre senza porsi nessu- ricchezza nelle mani di po- nel contempo tratta come promettendo la natura
Penso all’ingegneria gene- na domanda ma motivati chi. In questo quadro biso- scarti, quelli che lascia al mettono a rischio la vita
tica, alla messa a rischio unicamente dai guadagni gna riconsiderare per intero margine e che vengono di tutti ed insieme il desti-
della biodiversità, ad una che l’applicazione su larga l’economia: necessita una deprivati del necessario. no del pianeta. Nella storia
possibile selezione del- scala di nuove tecnologie più equa redistribuzione Da qui un meccanismo evolutiva, le specie animali
le specie e altro ancora. può loro consentire. del reddito, un’allocazio- perverso che mentre dissi- hanno sempre modificato
Quanto rinunciando a que- ne diversa delle risorse; pa risorse genera povertà e predisposto l’ambiente
sto l’umanità ci guadagna, 4. In questo quadro, prio- è necessaria una finanza e rende parte del mondo a loro vantaggio, ma per
quanto davvero rischia
non rischiando? E, allora,
ritario su ogni cosa è pre-
servare il valore proprio,
propulsiva che crei lavoro
e non speculativa che si di-
una grande discarica. lo più si sono adattate ad
esso; solo l’uomo ha sem-
5
111
quanto vale il principio di la cura di ogni ente preso sloca laddove ha maggiore Un commentatore dell’en- pre piegato l’ambiente
alle sue esigenze. Oggi le L’incremento dei salari ha fatto che quegli stessi e per non andare tanto poveri in classe operaia e
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tecnologie lo fanno come permesso di soddisfare i che godevano di privile- lontano veniamo a noi; non l’emancipazione ottenuta
non mai nella storia: han- bisogni primari, l’accesso gi - chiamiamoli ceto me- puoi farti tranquillamente la si è raggiunta attraverso
no potenza di modificare generalizzato e crescen- dio - oggi non ne godono un bagno perché la na- l’azione, la prassi politica.
l’equilibro dell’ambiente e te ai consumi ha liberato i più. Non si può dire stiano vetta di controllo ti dice: Nella Pacem in Terris Gio-
non tanto in ragione delle desideri che già di per sé male se li si confronta, ad qui no, è inquinato. E così vanni XXIII invitava “tutti gli
nostre esigenze ma piut- sono illimitati. Ma tutto ciò esempio, al dopoguerra viene regolamentato l’ac- uomini di buona volontà”
tosto delle nostre pretese. ha generato da un lato un europeo; tuttavia si sen- ceso ai mari che un tempo a operare per un comu-
Se un tempo gli interventi plus, che si scarta, dall’al- tono certamente peggio erano puliti e oggi il pulito ne riscatto ed è in questa
sull’ambiente, per quanto tro un minus: che è quello rispetto a ciò che da allora lo si paga. Nel contempo temperie culturale che
forti, potevano avere su di di coloro che non ci arri- hanno raggiunto. Lì c’era i deserti avanzano: il cen- nascono le teologie della
esso un impatto relativo, vano e sono essi stessi una promessa di svilup- tro-Africa si sta inaridendo liberazione e i cristiani per
112
oggi un uso indiscrimina- scarti. Ci troviamo innanzi po, ora c’è stagnazione. e alcune migrazioni trova- il socialismo. Di qui dappri-
to delle tecnologie può ad una distorta distribuzio- A fronte di questi squilibri, no in questo una delle loro ma l’apertura e alla fine il
dar luogo a conseguenze ne della ricchezza. Nell’età la teologia della creazione ragioni. Sono cose che da travaso di parte del mondo
impreviste. Valgano come della globalizzazione le op- dice che il mondo bisogna tempo si sanno, ma quanti cattolico a sinistra: l’impe-
indicatori le mutazioni cli- posizioni sono finite: non curarlo in comune: si trat- se ne ricordano? Il Papa le gno era quello di rendere
matiche. Ma, dal momento c’è più centro né periferia, ta non tanto di perseguire trae fuori dalla dimentican- i poveri protagonisti della
che per lo più si ragiona a vi sono sacche di miseria il “bene comune” – troppo za, diffonde una sana irre- loro liberazione. Ma oggi
breve s’ignorano le conse- dove ci sono grandi ric- astratto - ma più concreta- quietezza che è inizio d’e- il paesaggio è cambiato: i
guenze e si rischiano danni chezze e grandi ricchez- mente si tratta di preserva- mendazione. E cosa può poveri più che protagonisti
irreparabili. Nel dire queste ze ove c’è miseria, Nella re i beni comuni. Ma cosa fare di diverso un Papa? della loro liberazione sono
cose il Papa ci ricorda che globalizzazione tutti sia- sono i “beni comuni”? Il divenuti “scarto” e trattati
noi più che essere eredi mo dentro, ma è rimasta cosiddetto progresso ha “Proletari di tutto il mondo come tali. Certo, il capita-

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dei nostri padri riceviamo un’unica opposizione l’alto reso rari beni un tempo illi- unitevi “scriveva Marx: era lismo non è crollato e tut-
la terra in prestito dai no- e il basso. Ora se l’alto, mitati e disponibili per tutti. una chiamata agli ultimi tavia mostre delle crepe: le
stri figli. Allora è necessario quando era lontano, non L’aria bene comune per perché divenissero avan- dinamiche di autoafferma-
passare da una “apologia sembrava poi così alto, eccellenza, è oggi dive- guardia di un processo - si zione mettono il mondo a
del progresso” - che ha nella riduzione delle di- nuta un bene raro perché parlava di tendenza – che rischio più delle rivoluzioni
ormai fatto il suo tempo - stanze risulta incombente inquinata: prima ancora di avrebbe portato il capita- pare che a rivoltarsi sia la
alla custodia del creato, ad e insopportabile. Di qui un respirare bisogna, allora lismo al crollo: come l’ap- natura stessa. In questo
una “filosofia della cura”. sentimento permanente di disinquinare. L’aria buona prendista stregone avreb- quadro i poveri sono se-
Il progresso ci ha portato ribellione. bisogna andarsela a cer- be suscitato le potenze gno di una dissoluzione:
a non immaginate altezze
che, però, possono risol- Ma, oggi tutto ciò è mag-
care e, paradossalmente,
viene a costare. Vi è, poi,
che lo avrebbero sotterra-
to. In forza di quest’idea il
non tanto rivoluzioni, ma
certamente ribellioni, di-
5
113
versi in abissali cadute. giormente aggravato dal l’inquinamento delle acque socialismo ha trasformato i sperazioni. Pensate ai mi-
granti: un flusso che non si dell’enciclica - poiché gli tra Dio e il creato c’è intimi- lo di realizzare ciò per cui minati prima dei fiori: i fiori, non si turba: prosegue
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può fermare. Che da taluni scarti della società lungi tà: con tutte le tue creature sono state fatte, ossia re- dunque, sono apprezzati oltre di noi come singoli e
è percepito come malattia, dall’essere residui inerti, - dice il testo – e special- alizzare se stesse. Se così di per sé, non in vista dei come specie. Ma dal mo-
peggio dell’ epidemia. Una semplici scorie, sono sin- mente messer il frate sole, è, la glorificazione di Dio frutti che ne verranno e mento che da sora nostra
paura dell’infezione. D’al- tomi di una malattia che perché de te Altissimo non la si compie fuggendo perciò non in ragione d’u- morte corporale nessuno
tra parte non è forse que- sta prendendo il corpo so- porta significazione. Certo, dal mondo, ma portando na finalità loro esterna, ma homo vivente può scap-
sto il linguaggio che si ha ciale per intero. È neces- il sole più di tutti perché a compimento nel mondo in ragione di se stessi. E pare casa possiamo fare?
nei confronti dell’immigra- saria una conversione, ma rende manifesta la gloria l’opera della creazione. così dicasi dell’’erba. Per Consegnare a coloro che
zione? Tuttavia si stanno che – come dice il Papa - di Dio: il Cantico riprende, Anche il cosiddetto non Francesco d’Assisi nella verranno una terra migliore
sviluppando contro finalità sia integrale. Non bisogna qui, variandolo il verso bi- credente potrebbe con- natura nulla è, in assolu- di quando ci siamo entra-
e bisogna andare alla ra- perciò leggere Il Cantico blico: coeli enarrant glo- dividere una tale lettura. to, secondo, ma essa va ti. Responsabili del futuro,
dice: eliminare la povertà delle Creature come fosse riam Dei. Il testo, quindi, Cosa queste ben presente custodita e amata nella è da esso che possiamo
114
altrimenti ne patiremo l’in- un idillio. Il testo, al contra- procede col verso: Lauda- a Francesco se conclude sua interezza e in tutti i trarre la nostra misura.
vasione. O è guerra, che, rio, è espressione di una to si’, mi signore, per sora l’enciclica con due distinte suoi momenti. È necessa-
peraltro, è in già in atto grande teologia: è testo luna e le stelle … Qui mi preghiere: 1. Preghiera per rio avere con la natura un
e ormai senza frontiere. polemico, scritto avendo pare opportuno riprendere la nostra terra; 2. Preghie- rapporto finalistico e non
Caratterizzata per altro come bersaglio l’eresia ca- l’interpretazione che alcuni ra cristiana per il creato. strumentale poiché un tale
da singolari mescolanze: tara per la quale il mondo commentatori danno del Certo, resta, la non piccola rapporto rende prima poi
grandi flussi di ricchezza è costruttivamente “male” per: può essere infatti inte- variante che chi non crede legittima ogni violazione,
in mano a mentalità tri- e per salvarsi l’unico modo so come perché – causale fa coincidere il divino con ogni vita può essere offe-
bali. Per di più – e non ci è uscirne o distruggerlo. e quindi discendente – op- la realizzazione del mondo sa. È questo che fa dav-
deve meravigliare - in una Ritorna qui un’antica idea pure come attraverso /per in tutte la sue possibilità. vero differenza. La natura
società laica, disincantata della gnosi per la quale il mezzo di … indicando così Comune, però, può essere non sa affatto d’essere
ma ormai estenuata, rie- modo non è creato affatto il modo con cui le creature l’intento del prendersi cura natura, ma è nell’uomo

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mergono religioni di guerra da Dio, ma da un demiur- elevano a Dio la loro lode. “della vita e della bellez- che perviene alla consape-
che, per singolare para- go ed è in sé malvagio. Detto altrimenti, il per può za” … e di operare “per la volezza d’essere tale. È un
dosso, mobilitano uomini Di qui l’astenersi da ogni significare che Dio è degno pace perché viviamo come salto non da poco e tanto
d’Occidente: non poveri contaminazione, una pu- di lode per avere creato il fratelli e sorelle senza nuo- basta perché l’uomo si sia
scartati, ma scarti di una rezza obbligata: in breve mondo, oppure viene lo- cere a nessuno”. sentito autorizzato a impie-
società del benessere ve- un ritirarsi dal mondo in dato dal mondo che ha garla e piegarla ai suoi fini.
nuto a nausea. totale ascesi. La teologia creato. Prendo per buona C’è un verso del Cantico Non può però dimenticare
del Cantico insiste, invece, e faccio mia la seconda che loda Dio per nostra d’essere egli stesso natura
Per uscire da questo sta- sulla bontà della creazione. interpretazione. Ritengo, madre terra che sustenta e che abusandone mentre
to di cose, bisogna assu-
mere il punto di vista dei
Dio viene, infatti, lodato ma
non separatamente, bensì
infatti, che il modo miglio-
re che le creature hanno di
et governa/et produce di-
verse frutti fiore ed erba.
crede di migliorare lo stato
del mondo di fatto lo peg-
5
115
poveri - che è poi quello insieme alle sue creature; lodare il creatore sia quel- Nel verso, i frutti sono no- giora. Di questo la natura
LAUDATO SI’ Un primo commento a dell’Enciclica ecologica e
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caldo e la prospettiva sociale è quella della “sem-


del partecipante plicità”.
LA
È difficile sfuggire al fasci- La mia prima osservazio-
PROSPETTIVA no morale e intellettuale ne ha a che vedere con la
DEL PARTECI- dell’Enciclica Laudato Si’. tensione fra le prospettive

PANTE Papa Francesco lancia una


sfida a chiunque, credente
di breve e di lungo termine.
Una tensione che è respon-
o non credente, condivida sabile della possibilità di
la sorte dei coinquilini del successo o dell’inevitabilità
pianeta. Un pianeta espo- dello scacco di una seria e
116 Salvatore Veca
sto al saccheggio, allo plausibile idea di sviluppo
scarto e allo spreco, alle sostenibile. Una tensione,
manovre e alle culture pre- infine, che può estende-
datorie di poteri e istituzioni re o contrarre l’ombra del
che scippano futuro comu- futuro sul nostro presente.
ne. Un pianeta che non è La mia seconda osserva-
intrinsecamente nostro. Un zione riguarda la questione
mondo di natura e cultura del rapporto fra mezzi e fini larghissima parte dell’e- sostenibilità presuppone
che non abbiamo ereditato delle scelte, delle condot- conomia finanziaria, della che l’orizzonte temporale
dai nostri padri, ma abbia- te e delle azioni. Come ho politica e della tecnologia. delle nostre scelte qui ed
mo preso in prestito dai sostenuto altrove, sembra Se l’interesse percepito ora sia esteso. Che l’om-
nostri figli, come ci ricorda che a noi accada di con- per le persone o per le im- bra del futuro si estenda,

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una massima di saggezza vivere con una immensa prese o per le agenzie po- quanto più è possibile,
amerindia cui Papa Fran- gamma di mezzi (inegual- litiche e sociali è l’interesse sul nostro presente. Ha
Guarda anche il video cesco è molto affeziona- mente accessibili e distri- “immediato”, allora l’idea ragione Papa Francesco
dell’incontro “La lettura filosofica to (si parva licet, lo sono buiti) e una scarsità di fini. stessa di sostenibilità col- quando ci chiede, a livello
e religiosa” del ciclo “Custodire il anch’io). In una prospet- Entrambe le osservazioni lassa. E chi si ammanta, di governance globale, di
pianeta. Laici e credenti leggono tiva teologica, “la terra ci sono debitrici nei confronti nel discorso pubblico, del rispondere all’invito per-
l’Enciclica Laudato si’
precede e ci è stata data” di alcuni motivi dominanti riferimento o della dichia- manente a pensare a lun-
(§ 67). Di qui, la nostra re- nelle pagine di Laudato Si’. razione di responsabilità go termine (§165). E ha ra-
sponsabilità di custodia e nei confronti dello sviluppo gione quando ci parla del
coltivazione del “giardino
del mondo”. La sfida è
L’ossessione del breve ter-
mine pervade larga parte
sostenibile o mente o si
contraddice. Punto e ba-
“dramma di una politica
focalizzata sui risultati im-
5
117
radicale e la grammatica dell’economia, certamente sta. La nozione stessa di mediati” (§ 178) e quando
denuncia esplicitamente è per questo che la con- fini e sul senso. Ed è nei mediato e genera l’atteg-
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il prevalere dell’interesse versione a una prospettiva vocabolari d’identità che giamento del rispetto, della
economico immediato, ecologica integrale implica noi possiamo riconoscere devozione, dell’ascolto e
della priorità pervasiva del un genuino impegno per uan varietà di fini umani. dell’attenzione verso l’al-
breve termine, del mercato la giustizia come equità Riconoscendoli, noi rico- tro. O verso l’Altro, nella
divinizzato e senza regole globale. Solo estendendo nosciamo con altri e altre varietà delle nostre cre-
(§ 183). L’estensione tem- l’ombra del futuro sul pre- noi stessi quali siamo dive- denze religiose e non re-
porale dell’ombra del fu- sente e praticando la virtù nuti. Ecco la connessione ligiose. L’esperienza della
turo sul presente va insie- della lungimiranza, pos- stretta fra identità e lega- bellezza, viene da dire, ci
me all’estensione spaziale siamo pensare alla gover- mi, da un lato, e il ritrovato consente di rintracciare un
dello sguardo, all’adozio- nance del paniere dei beni spazio dei fini e del senso qualcosa che vale di per
ne degli occhi del “resto comuni globali (§174). dall’altro. Uno spazio plu- sé, e non un qualcosa che
118
dell’umanità”. Contraete, rale, come plurali sono le vale come mezzo per i no-
sino allo spasimo, i varchi Ed ecco la seconda os- ragioni di eleggibilità di una stri mutevoli scopi. In tem-
del futuro e non avrete servazione filosofica. Una vita e i modi di valutarne la pi difficili e opachi, il senso
null’altro da guardare che cultura dell’interesse im- qualità, in giro per il mon- della bellezza sembra sug-
un “noi” claustrofiliaco, in mediato consente di met- do. gerire che un altro mondo
guerra virtuale o reale con tere a fuoco solo un certo è possibile. Un mondo in
altri “noi” tribali. Altro che ammontare di mezzi fra Ora, una delle circostanze cui valga la pena di vivere
famiglia umana e umanità loro alternativi. Non lascia in cui può accaderci di pro- vite che hanno senso, qua-
condivisa! La terra desola- spazio alla questione dei vare tutto ciò è l’incontro le che sia, per chi le vive.
ta, ridotta a un “immenso fini. I fini sono, per così con la bellezza. La bellez- E Laudato Si’ ci dice con
deposito di immondizia” dire, incorporati nei mez- za di un tramonto o di un forza e radicalità che que-
(§ 20), assume l’aspetto zi. Abbiamo così “troppi artefatto, di un’immagine sto mondo possibile non è

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spettrale di un teatro in cui mezzi per scarsi e rachi- o di un motivo musicale. indipendente dalla nostra
sulla scena illuminata si tici fini”, per citare il vivido La bellezza di un luogo in concreta assunzione di
aggirano i pochi potenti di linguaggio della semplicità cui ci accade di “sentirci responsabilità ecologica e
mezzi e, nella penombra, di Papa Francesco. Più a casa”. Chiunque siamo, sociale.
scorgiamo a fatica i molti, precisamente, i fini sono ovunque siamo. Si osservi
i moltissimi coinquilini del dati e immunizzati rispetto che nell’Enciclica il termine Un secondo commento
pianeta che vivono vite alla riflessione, alla discus- “bellezza” è impiegato con e la prospettiva dell’os-
di scarto. Uno dei princi- sione e all’incertezza. Una insistenza (in particolare, § servatore
pi base dell’Enciclica mi prospettiva ecologica che 215). Perché l’esperienza
sembra essere quello della
connessione e della rela-
si avvale del senso del fu-
turo e del passato prende
della bellezza sospende
l’atteggiamento del pos-
Come ho detto, è difficile
sottovalutare alcuni tratti
5
119
zione fra le cose (§ 16). Ed sul serio la riflessione sui sesso e del consumo im- di forte innovazione che
sa. Il discorso esplicita la del discorso innovativo di che concerne la difficile confronti della natura e,
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consapevolezza del plura- Laudato si’, non è difficile questione dello sviluppo soprattutto, alla varietà dei
lismo dei valori che con- riconoscere che il suo au- sostenibile, una questione confini dei clienti dell’etica.
traddistingue le differenti tore mira a integrare, entro al centro del discorso nor-
cerchie del suo uditorio nel la dottrina sociale della mativo di Papa Francesco. Nel suo saggio del 1974,
mondo contemporaneo. Chiesa, gli esiti delle cul- Man’s Responsibility for
La prospettiva geopolitica ture e delle etiche ambien- Per illustrare a grandi linee Nature, il filosofo John
prevalente, adottata dal tali o ecologiche che, a il primo punto, credo sia Passmore metteva a fuo-
discorso, non è eurocentri- partire dagli anni Settanta utile sottolineare che quel- co due interpretazioni al-
ca. Sono queste solo alcu- del secolo scorso, hanno la dell’etica ambientale o ternative della tradizione
ne fra le caratteristiche che conosciuto uno sviluppo ecologica è una famiglia religiosa giudaico-cristia-
contraddistinguono la di- complesso e diversificato, variegata di prospettive fi- na quanto ai rapporti fra
120
scontinuità fra questo testo mettendosi alla prova con losofiche, fra loro differenti esseri umani e natura. A
e quelli dei predecessori. un’ampia gamma di pro- e confliggenti. Vi è una es- un’interpretazione secon-
l’Enciclica presenta rispet- blemi e di sfide nell’ambito senziale pluralità di etiche do cui Dio conferisce alle
to alla tradizione. Basta Dal punto di vista del me- della politica, dell’econo- che, come accennavo, si sue creature il potere sulla
riconsiderare alcune ca- todo, dello stile e della lo- mia, della ricerca scien- sono sviluppate grosso natura, offrendo legittimità
ratteristiche distintive del gica soggiacente all’Enci- tifica e tecnologica. “Ma modo a partire dagli anni a un antropocentrismo in-
discorso papale. Esso è clica, si può sostenere che oggi non possiamo fare a Settanta del secolo scorso condizionato, si può affian-
rivolto a chiunque, quali Papa Francesco metta a meno di riconoscere che e che sono incentrate su care secondo Passmore
che siano le credenze re- fuoco il ruolo che una re- un vero approccio ecologi- differenti intuizioni morali. un’interpretazione alterna-
ligiose o non religiose. Nel- ligione può svolgere nello co diventa sempre un ap- Basta pensare alla tensio- tiva, secondo cui Dio affida
la descrizione dello stato spazio pubblico globale, proccio sociale, che deve ne fra un’etica incentrata alle sue creature il ruolo
delle cose, il discorso si rivolgendo ad altri che integrare la giustizia nelle sui nostri doveri nei con- della custodia e della buo-

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avvale in buona parte degli hanno differenti credenze, discussioni sull’ambiente, fronti della natura e un’eti- na amministrazione di un
esiti della ricerca scienti- religiose o non religiose, per ascoltare tanto il grido ca incentrata sui diritti della mondo che non è intrinse-
fica contemporanea. Nei ragioni per aderire a una della terra quanto il grido natura, alla differenza fra camente “loro”, ma che è
suoi impegni normativi, il prospettiva normativa che dei poveri” (§ 49). L’inte- un approccio individuali- loro affidato. Nella Laudato
discorso si avvale sia di sono generate entro una grazione dell’ecologia en- stico e un approccio olisti- si’ la tensione fra le due
ragioni o credenze pro- dottrina comprensiva, ma tro la dottrina sociale della co, alla distinzione fra una interpretazioni è messa a
prie della fede cattolica sia possono essere condi- Chiesa non avviene senza prospettiva che permane fuoco non solo nel ricono-
di ragioni o credenze che vise e ottenere adesione intoppi, tensioni e oscilla- antropocentrica e una scimento critico della falla-
possono essere ricono- anche da chi non condi- zioni. E questo è un primo prospettiva in vario senso cia storica dell’interpreta-
sciute e discusse indipen-
dentemente dall’adesione
vide quella dottrina com-
prensiva. Tuttavia, se ci si
punto su cui vorrei soffer-
marmi, prima di accen-
biocentrica. O alle differen-
ti implicazioni di un’assun-
zione cristiana dell’essere
umano come “dominatore
5
121
a una prospettiva religio- chiede quale sia l’oggetto nare a un secondo tema zione di responsabilità nei e distruttore” della natura,
ma soprattutto nell’oscilla- dello statuto speciale delle sociali) e con le politiche, le aree del sapere, comprese
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zione fra una concezione creature umane: “l’essere condotte o le scelte, indi- la filosofia e l’etica sociale”
dell’essere umano come umano, benché suppon- viduali e collettive, miranti (§ 110). Ora, anche assu-
ente dotato di “una dignità ga anche processi evolu- alla loro riduzione o al loro mendo che l’etica sociale
infinita” (§ 65), che ne fa il tivi, comporta una novità sradicamento. Papa Fran- possa funzionare da bus-
“pinnacolo della creazio- non pienamente spiega- cesco sostiene l’urgenza sola per orientare e confe-
ne”, come sosteneva Pas- bile dall’evoluzione di altri di una connessione fra i rire senso ai saperi scienti-
smore, e una concezione sistemi aperti” (§ 81). In saperi scientifici e le tec- fici e all’innovazione tecno-
più ampia ed estesa che tutto il capitolo secondo nologie disponibili, da un logica, si deve riconoscere
ascrive valore intrinseco, e dell’Enciclica, Il vangelo lato, e l’etica sociale o la che non disponiamo di
non meramente strumen- della creazione, la tensione filosofia dall’altro. Nel terzo una singola via d’accesso
tale, al vivente non umano. fra una prospettiva antro- capitolo, La radice umana al senso quanto piuttosto
122
“Anche se è vero che qual- pocentrica rivisitata e una della crisi ecologica, è sot- di una varietà divergente
che volta i cristiani hanno prospettiva biocentrica, toposto a critica severa il di prospettive assiologiche
interpretato le Scritture in che include nello spazio “paradigma tecnocratico” e normative. Se non fosse
modo non corretto oggi del valore la natura e il vi- e si ribadisce che “la spe- così, perché prendere sul
dobbiamo rifiutare con for- vente, è costante. E lo è cializzazione propria del- serio il pluralismo dei valo-
za che dal fatto di essere perché il pluralismo delle la tecnologia implica una ri? E perché dovrebbe va-
creati a immagine di Dio e visioni normative dell’etica notevole difficoltà ad avere lere la pena di impegnarsi
dal mandato di soggiogare ambientale e/o ecologica uno sguardo d’insieme. La nella controversia, nel dia-
la terra si possa dedurre è in contrasto con il moni- frammentazione del sape- logo e nel confronto nello
un dominio assoluto sulle smo della visione derivante re assolve la propria fun- spazio pubblico globale?
altre creature” (§ 67). L’an- dalle “convinzioni di fede”, zione nel momento di otte- In fondo, non riconosce-
tropocentrismo “dispotico” alla cui illustrazione è ap- nere applicazioni concrete, re il pluralismo dei valori

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è certamente in contrasto punto dedicato il secondo ma spesso conduce a per- finirebbe per ridurre la ri-
con la visione secondo cui capitolo. dere il senso della totalità, levanza stessa dei tratti in-
“ogni creatura ha un valo- delle relazioni che esistono novativi del discorso della
re e un significato” (§ 76). Il riconoscimento della va- tra le cose, dell’orizzonte Laudato si’, da cui ha pre-
Tuttavia, questa afferma- rietà di prospettive etiche ampio, senso che diventa so le mosse il mio secondo
zione non può indurre ad che contraddistinguono e irrilevante. /…/ Una scien- commento.
adottare una prospettiva promuovono la “cura del- za che pretenda di offrire
biocentrica, incentrata sul la casa comune” assume soluzioni alle grandi que- Ho sostenuto che uno dei
nostro appartenere alla una particolare rilevanza stioni, dovrebbe neces- tratti innovativi dell’Encicli-
comunità biotica, perché
ciò implicherebbe rinun-
quando ci si metta alla pro-
va con la diagnosi dei mali
sariamente tener conto di
tutto ciò che la conoscen-
ca coincide con l’abban-
dono di una prospettiva
5
123
ciare al riconoscimento ecologici globali (naturali e za ha prodotto nelle altre geopolitica eurocentrica. I
frequenti riferimenti ai do- Come ho detto, uno dei cio analitico, quello dello Commissione Bruntland processo di riforma incisiva za con il pluralismo delle
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cumenti che sono esito di temi dominanti nella pagi- sviluppo sostenibile mira del 1987 e che è stata ap- delle organizzazioni inter- prospettive di valore e per
Conferenze episcopali non ne dell’Enciclica coincide a comprendere il senso profondita nel tempo con nazionali, a partire proprio mantenere lealtà al detto
europee sono eloquenti, con la convinzione che delle interazioni fra siste- l’introduzione di una plura- dalle Nazioni Unite, sullo terenziano “nihil humanum
in proposito. (Si pensi, fra “tutto nel mondo è intima- mi complessi quali l’eco- lità di dimensioni e di indi- sfondo di incerte transi- a me alienum puto”. E
gli altri, ai documenti del mente connesso” (§ 16). nomia globale, la società catori, presuppone che sia zioni dalla costellazione per estendere, per quanto
Sud Africa, dell’America Nel capitolo quarto, Un’e- mondiale e l’ambiente na- soddisfatta una condizio- nazionale alla costellazione è possibile, passo dopo
Latina e dei Caraibi, delle cologia integrale, e nei turale. In quanto idea nor- ne previa ed elementare: postnazionale. passo, l’area del consen-
Filippine, degli Stati Uniti, primi paragrafi del quinto mativa, quella di sviluppo che le scelte e le condotte so per intersezione sulle
del Canada, del Giappone, capitolo, Alcune linee di sostenibile raccomanda sfuggano alla trappola del Tuttavia, ancora una volta, dimensioni plurali della
della Nuova Zelanda, etc.) orientamento e di azione, un insieme di obiettivi cui breve termine, estendendo pensare a lungo termine sostenibilità, cui dà il suo
Ma nell’esame delle gran- l’analisi delle connessioni dovremmo aspirare come l’ombra del futuro sul pre- non presuppone una sin- apporto e il suo contributo
124
di questioni globali, dalla si articola in un esame del- coinquilini della “casa co- sente. La stessa questione gola prospettiva di valore, prezioso la Laudato si’.
questione dell’acqua a le differenti dimensioni del- mune”. In senso etico, dei diritti delle generazioni connessa a una “con-
quella della biodiversità, la sostenibilità e delle loro “lo sviluppo sostenibile future, cui l’Enciclica si ri- versione ecologica”. Pre-
dalla deforestazione all’a- interazioni. Il riferimento ai auspica che nel mondo il ferisce nei §§ 159-162, suppone una essenziale
cidificazione degli oceani, documenti sullo sviluppo progresso economico ab- non può essere neppure pluralità di prospettive e
dal cambiamento climati- sostenibile via via discussi bia la più ampia diffusione; formulata se non è soddi- un esercizio tenace della
co allo spreco e allo scar- e approvati in sede Onu che la povertà estrema sia sfatta la condizione previa. difficile arte di individuare
to, dalle energie rinnovabili diviene preminente e si eliminata; che la solidarietà Ha ragione Papa France- punti d’equilibrio instabili e
ai processi di urbanizza- ha l’impressione che gli sociale sia incoraggiata sco quando afferma che provvisori, trade off ragio-
zione, dalle ineguaglian- impegni normativi di Papa mediante politiche volte a “… le questioni ambientali nevolmente accettabili fra
ze crescenti alla povertà Francesco siano debitori rafforzare il sentimento co- sono state sempre più pre- interessi e valori divergenti
estrema, il filo condutto- nei confronti di prospettive munitario; che l’ambiente senti nell’agenda pubblica e confliggenti nella “casa

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re sembra essere quello elaborate nell’ambito del- venga protetto dal degra- e sono diventate un invito comune”. E, soprattutto,
familiare a un approccio le ricerche economiche, do provocato dalle attività a pensare a lungo termine” pensare a lungo termine
analitico e a una idea nor- politiche e sociali al cen- umane. Si noti che lo svi- (§ 165). L’invito chiama in presuppone la persistenza
mativa che rinviano agli tro della recente discus- luppo sostenibile propone causa i rapporti fra eco- nel tempo di uno spazio
obiettivi dello sviluppo sione internazionale sulla un quadro olistico in cui nomia, politica e società in pubblico globale cui ab-
sostenibile in corso di ela- sostenibilità. Si consideri, la società punta a obiettivi un contesto globale in cui bia accesso, con egua-
borazione, come ricono- in proposito, un contribu- economici, sociali e am- poteri sociali si impongo- le dignità, ogni voce. La
sce Papa Francesco, du- to influente come quello bientali”. no su decrescenti poteri voce eloquente e influente
rante il periodo di stesura di Jeffrey D. Sachs, The politici e istituzioni efficaci dell’autore di Laudato si’
dell’Enciclica, e approvati
dall’Onu nell’autunno del
Age of Sustainable Deve-
lopment: Sachs sostiene
Ora, l’idea di sviluppo so-
stenibile, che risale almeno
di una governance globale
dei beni comuni sembrano
come ogni altra voce, nella
pluralità e nella inevitabile
5
125
2015. che, in quanto approc- al celebre Rapporto della esigere un ridisegno e un dissonanza. Per coeren-
LELIO BASSO, Non nutro nessun dubbio avrebbe trascurato e che rafforzato anche da altri
IL LIBRO

sulla grandezza della figura sono ricche di insegna- docenti in quello che, allo-
PASSIONI E di Lelio Basso nella storia menti, fra contraddizioni e ra, era soltanto il Corso di
CONTRAD- del socialismo italiano e discriminazioni. Lo farò, in laurea in Scienze Politiche,
nella politica. Mi rallegro, maniera irrituale, ripercor- scaturì gran parte della mia
DIZIONI pertanto, della pubblica- rendo i miei incontri, una ammirazione per il Partito
zione di due importanti Iibri sola volta di persona, con i d’Azione (che ebbe anche
(Chiara Giorgi, Un sociali- suoi scritti e le sue moltepli- Basso). Sono molto d’ac-
sta del Novecento. Ugua- ci attività, e collegandoli a cordo con quanto scrive
glianza, libertà e diritti nel quanto ho letto e imparato Giorgi: “l’attenzione e l’a-
percorso di Lelio Basso, nella biografia dedicatagli. micizia di Basso nei con-
Gianfranco Pasquino e Giancarlo Monina, Le- fronti di Gobetti rappre-
126
lio Basso, leader globale. La prima volta che mi sono sentano un aspetto molto
Un socialista nel secon- imbattuto in Lelio Basso ri- importante della biografia
do Novecento, entrambi sale all’inizio della mia vita bassiana, è lo stesso Bas-
pubblicati da Carocci, ri- di studente universitario. so a riprendere e sottoline-
spettivamente, 2015, pp. Fu nel 1962 all’Istituto di are in modo diretto molte
276, Euro 30,00 e 2016, Scienze politiche di Torino delle pagine gobettiane,
pp. 439, Euro 39,00) che la cui piccola biblioteca così come a far propri, ma
ricostruiscono in maniera aveva appena acquistato perché comuni, alcuni dei
approfondita e simpatetica una copia del grosso volu- precetti, ma anche degli
tutto il lungo, complicato, me Le riviste di Piero Go- aspetti umani di Gobetti
fecondo percorso perso- betti, a cura di Lelio Basso “ …: “un atteggiamento
nale, culturale, politico di e Luigi Anderlini, Milano, ‘eroico’ nei confronti della

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Basso. Rimando i lettori ai Feltrinelli 1961. Mi fu con- vita, una tensione etica,
dettagli e alla visione d’in- cesso in prestito limitato un’intransigenza morale
sieme che troveranno nei a pochi giorni. Ne divorai … l’impegno per la co-
due densi testi. Qui, vor- l’introduzione che mi inco- struzione di ‘una nuova
rei svolgere un’opera più raggiò anche a leggere La cultura politica’” (Giorgi,
ristretta e più focalizzata rivoluzione liberale di Go- p. 33). Tutti questi tratti si
dedicandomi a enucleare betti, fra l’altro, uno degli ritrovano nella attività cul-
quello che ho imparato da autori preferiti da Norber- turale e nella vita politica di
Basso facendo riferimento to Bobbio, il cui corso di Lelio Basso e sono messi a
non soltanto ai suoi suc-
cessi, ma anche alle sue
Scienza politica stavo se-
guendo. A quelle letture e a
durissima prova nelle mol-
tissime difficoltà che Basso
5
127
sconfitte, che neppure lui quell’insegnamento, certo incontrò.
con l’obiettivo di trovarvi o una risposta alla domanda la vita politica dei sostenito-
IL LIBRO

di pervenire ad una “scien- di Bobbio. Anzi, scrivendo ri di Basso dentro il partito,


za della rivoluzione”. Il ri- che “quel che deve interes- soprattutto, ovviamente, in
mando bibliografico è, ov- sare il marxista è perciò lo vista di quelle elezioni che
viamente, alla sua curatela svolgimento del processo avrebbero aperto la strada
e alla lunga introduzione [rivoluzionario] e il fatto che al centro-sinistra “organico”
a Gli scritti politici di Rosa in esso si affermino valo- il cui primo governo vide la
Luxemburg (Roma, Editori ri e istituti a connotazione partecipazione di Antonio
Riuniti 1967, tradotti in va- socialista” (corrisponden- Giolitti come ministro del
rie lingue). Faccio un salto za privata, maggio-giugno Bilancio.
temporale, proprio per 1978, citata da Monina,
seguire la riflessione con- p. 415), Bassi evadeva Il terzo incontro avvenne
128
cettuale poiché Basso, in alla grande l’interrogativo. una decina d’anni dopo.
uno scambio con Bobbio, Enfaticamente, potrei ag- Purtroppo, non ne ricordo
“che si ripeterà nel tempo giungere che la risposta appieno i particolari. Dopo
in una rispettosa e amiche- l’ha data la storia dei regimi i sanguinosi colpi di Stato
vole distanza di idee” (Mo- comunisti con il loro tonfo. dei militari in America latina
nina, p. 194), avrebbe poi (nell’ordine, Brasile, Uru-
dovuto confrontarsi con Il mio secondo “incontro” guay e Cile), Basso aveva
l’interrogativo posto nel con Basso avvenne in oc- dato vita al Tribunale Rus-
1975 dal filosofo torinese, casione del mio debutto sell II proprio per giudicare,
in primis, ai comunisti, ma quale elettore della Repub- che, in sostanza, significa-
anche a tutti coloro che blica italiana nel 1963. Te- va gettare maggiore luce
si dichiaravano marxisti, lefonai alla Federazione del informativa sulle organiz-

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sull’esistenza di una teoria Partito Socialista Italiano zazioni militari di quei pae-
marxista dello Stato. Nono- di Torino (Corso Valdocco) si e soprattutto sui crimini
stante numerose e, rilette per sapere quali erano i commessi e, ovviamente,
oggi, imbarazzanti capriole candidati “vicini” a Antonio impuniti dei governi milita-
dell’intelligentsia comunista Giolitti e quali i “bassiani” ai ri. Immediatamente dopo il
La nuova cultura politica accennato. Consistette italiana che, narcisistica- quali avrei voluto dare i miei golpe cileno avevo pubbli-
alla cui costruzione Basso soprattutto nella riflessio- mente, si esibì sul tema, voti di preferenza. Mi fu ri- cato, grazie ai buoni uffici
si dedicò in maniera inde- ne sul marxismo, in buona non venne nessuna rispo- posto che non c’erano cor- di Giorgio Galli, sulla rivista
fessa non fu, però, inne- parte riletto con gli occhiali sta. Però, neppure il mar- renti nel PSI. Ricordo que- “Critica Sociale” diretta da
stata unicamente nel solco
del pensiero gobettiano,
eterodossi di Rosa Luxem-
burg, certamente la teorica
xismo di Basso, incentrato
com’era su trasformazioni
sto avvenimento poiché
ripetutamente Monina sot-
Giuseppe Faravelli, due
non brevi articoli sul Cile:
5
129
inevitabilmente appena marxista da lui preferita, sociali, fu in grado di dare tolinea quanto difficile era Militarismo e imperialismo
contro Unidad Popular. dirigenti politici e studiosi 3, spesso sbrigativamente
IL LIBRO

Inoltre, insegnavo Storia e di sinistra in Europa e in definito l’articolo sull’egua-


istituzioni dell’America lati- America latina, ma anche glianza. In quell’articolo
na all’Università di Firenze. la loro disorganizzazione c’è molto di più della sta-
Qualcuno deve avere sug- e disomogeneità; secon- tuizione dell’eguaglianza
gerito il mio nome a Bas- do, l’apprezzamento e la di fronte alla legge e del
so fatto sta che mi venne stima, testimoniata anche rifiuto delle discriminazioni
chiesto di scrivere un testo dalla miriade di inviti rice- di qualsiasi tipo e delle loro
sul ruolo politico dei militari vuti,di cui godeva Basso “giustificazioni”. Vi si trova-
brasiliani, quasi un posi- la cui autorità, direi molto no limpidamente indicate
tion paper, direbbero gli più intellettuale che poli- le culture politiche, libera-
americani, sullo stato delle tica, era unanimemente le, cattolico-democratica, Costituente, ebbe modo partiti. In verità, l’articolo
130
conoscenze in materia. So riconosciuta. Non posso social comunista, ai cui di argomentare (come riguarda il “diritto dei cit-
che il testo fu pubblicato in trattenermi dall’aggiunge- principi e alla cui volontà opportunamente riportato tadini ad associarsi libera-
qualche forma (mi ramma- re che nessuna di queste di collaborazione reciproca da Giorgi, p. 176) che “la mente in partiti”. Per Bas-
rico di non averne copia) attività e nessuno di questi siamo debitori della Costi- democrazia si difende […] so i partiti sono “la più alta
dal Tribunale Russell e che riconoscimenti avevano ri- tuzione e, soprattutto, c’è non cercando di impedire espressione della demo-
ne fu fatta un’ampia diffu- cadute positive nella situa- una innovativa e potente o di ostacolare l’attività dei crazia, perché consentono
sione. In parte lo ripresi per zione politica italiana. concezione, non dello Sta- poteri dello Stato, ma, al a milioni di cittadini di di-
pubblicarlo, con l’autoriz- to, ma della convivenza contrario, facendo parteci- ventare ogni giorno parte-
zazione del Tribunale, sulla Al contrario, è la sua inci- organizzata sotto forma di pare tutti i cittadini alla vita cipi della gestione politica
rivista “il Mulino” nel 1974. siva e appassionata attività Repubblica. Sono gli italia- dello Stato […]. Solo se del Paese” (Giorgi, p. 202).
all’Assemblea Costituente ni, siamo noi la Repubbli- noi otterremo che tutti sia- Molto giustamente Giorgi
Il Tribunale Russell, la cui a rimanere uno dei lasciti ca che deve “rimuovere gli no effettivamente messi in nota il nesso tra l’articolo

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attività iniziò per giudica- più importanti, più apprez- ostacoli di ordine economi- condizione di partecipare 49, l’articolo 1 e l’articolo
re i crimini di guerra degli zati, più duraturi. Giorgi co e sociale … che impedi- alla gestione economica e 3 e più avanti riporta uno
USA in Vietnam, costituì intitola il capitolo sul tema scono il pieno sviluppo del- sociale della vita collettiva, scritto nel quale Basso so-
una delle innumerevoli at- “La fantasia giuridica del la persona umana e l’effet- noi realizzeremo veramen- stiene che “la classe si dà
tività internazionali di Lelio costituente”. C’è molto tiva partecipazione di tutti te una democrazia”. un’organizzazione politica:
Basso negli anni sessanta di più, direi “La passione lavoratori all’organizzazio- questa è il partito”. Nello
e settanta. Monina ne dà politica del democratico”. ne politica, economica e L’altro suo importantis- stesso periodo, Palmiro
un’accurata descrizione Basso fu, unitamente a sociale del paese”. Basso simo contributo fu data Togliatti affermava “i parti-
dalla quale emergono due Fanfani, l’autore di quello fu giustamente orgoglioso alla scrittura dell’art. 49, ti sono la democrazia che
elementi degni di nota:
primo, l’enorme ampiezza
che è, a parere di molti (e,
per quel che conta, anche
del suo contributo alla ste-
sura di questo articolo. In-
quello noto in maniera un
po’ riduttiva e persino fuo-
si organizza”. Neppure
vent’anni dopo Bobbio si
5
131
dei contatti di Basso con mio), l’autore dell’articolo tervenendo in Assemblea rviante come l’articolo sui interrogava se i partiti fos-
sero ancora un tramite fra elezioni del 20 giugno. Un libro di Basso, Il Principe cato da Laterza nel 1985), cialisti designarono Basso.
IL LIBRO

cittadini e potere politico anno dopo avrebbe poi senza scettro. Democrazia con la p minuscola poiché È molto probabile che non
oppure non si fossero tra- anche contraddetto fron- e sovranità popolare nella in quegli anni, ma ancora si siano accertati del gradi-
sformati in un diaframma. talmente la politica di En- Costituzione e nella realtà adesso, c’è qualcuno che, mento degli altri partiti, in
Quanto alla pratica, Basso rico Berlinguer affermando italiana (Milano, Feltrinelli, contro la lettera e lo spirito particolare della DC, nella
uomo di partito ebbe enor- che “le parole d’ordine del 1958). Sono in grado di della Costituzione italiana, quale Andreotti esercitò un
mi traversie. “Fermamente ‘compromesso storico’ e misurare le distanze fra che non evidentemen- intollerabile veto che portò,
contrario all’ipotesi di scis- dell’’austerità’ non sono la visione complessiva di te conosce abbastanza, dopo tre votazioni, alla ine-
sione” (Monina, p. 199), certo ‘adatte a suscitare Basso e le riforme, fra le definisce Principe il capo vitabile rinuncia di Basso.
se ne andò dal PSI nel entusiasmo e a convincere quali quella della legge del governo. Proseguen- Pochi mesi dopo Basso
gennaio 1964; convinto la gioventù d’oggi’” (Moni- elettorale proporzionale do le mie riflessioni decisi fu candidato “come indi-
dell’importanza della di- na, p. 402). che Basso aveva stre- di approfondire l’attività pendente nelle liste unitarie
132
sciplina di partito, terminò Dal novembre 1983 al nuamente difeso nel 1953 di Basso Costituente con social comuniste [meglio
la sua esperienza politica 1 febbraio 1985, fui tra i contro la legge “truffa”, un articolo pubblicato nel PSIUP-PCI] per il colle-
come “indipendente anche componenti della Com- che proposi in quella sede. 1987 in “Quaderni Costitu- gio senatoriale di Milano”
nel gruppo [della Sinistra] missione Bicamerale per Proprio per difendere la vi- zionali”. Nel frattempo, per (Monina, p. 324 congiun-
indipendente” (Monina, p. le Riforme Istituzionali pre- sione complessiva di una uno degli strani casi della tamente dallo PSIUP e dal
325). Fu talmente indipen- sieduta dall’on. Aldo Bozzi democrazia parlamentare vita, Giuseppe Branca mi PCI a Milano. Ebbe il “pie-
dente da votare il 6 agosto (PLI). Mi preparai leggendo fondata sui partiti ritenni commissionò il commento no sostegno della Casa
1976 contro il primo go- una pluralità di testi di in- che bisognasse ridefinire all’art. 49 per il monumen- della Cultura” (Monina, p.
verno Andreotti della so- terpretazione e di valuta- i rapporti “elettori-parti- tale Commentario alla Co- 325) alle cui attività ave-
lidarietà nazionale, quello zione della Costituzione. ti-Parlamento-governo” stituzione da lui diretto. va molto frequentemente
sostenuto dall’esterno dai Oltre a quelli, fondamentali con l’obiettivo di Restitu- collaborato fin dagli inizi
comunisti che lo avevano di Piero Calamandrei e di ire lo scettro al principe(il Qui, il mio incrocio con nel 1946. Vinse e entrò nel

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debitamente rieletto nelle Costantino Mortati, lessi il titolo del mio libro pubbli- Basso è ancora più tortuo- Gruppo della Sinistra Indi-
so, ma davvero curioso. pendente del Senato dove
Nel 1971, alla scadenza nel mandato successivo
del suo mandato alla Cor- avrebbe trovato Anderlini
te Costituzionale, di cui e nel quale sarei entrato
era diventato Presidente, anch’io nel 1983. Curiosa-
Branca doveva essere mente, ero stato eletto (e
sostituito da un giudice di verrò rieletto) nel collegio
area socialista la cui desi- di Portomaggiore-Ferrara
gnazione spettava al PSI.
Non sta a me giudicare con
quello rappresentato per
due legislature proprio da
5
133
quanta convinzione i so- Giuseppe Branca. Direi
che almeno questo piccolo e di essere diventato so- comunismo occidentale “a so, di potere, di denaro: Mi
IL LIBRO

cerchio si era così chiuso. cialista anche in seguito a liberarsi dagli schemi orto- piacerebbe se di me rima-
quell’incontro. dossi del marxismo-lenini- nesse solo questo ricordo”
Dieci anni dopo la morte smo” (Monina, p. 406) e i (Monina, p. 389). Rimane,
di Basso se ne tenne una In conclusione, potrei li- residui di quell’ortodossia ovviamente, molto di più:
commemorazione in Se- mitarmi, quasi d’ufficio, a dai quali lui stesso fu tal- una mole di scritti di gran-
nato. Avevo appena cura- sottolineare la complessità volta influenzato; terzo, il de valore, una Fondazione
to la raccolta dei Discorsi della personalità e della vita suo meno che limpido at- (con la quale ho variamen-
parlamentari di Lelio Bas- politica di Basso, ma credo teggiamento nei confronti te, ma non intensamente,
so (Senato 1988), compi- sia giusto mettere in rilievo dello Stato d’Israele che collaborato), questa bella
to affidatomi da Fanfani e anche tre suoi punti debo- spingono Monina, quasi biografia in due volumi e,
confermato da Spadolini li: primo, l’atteggiamento del tutto alieno dal criticare soprattutto, l’esemplarità
134
e, naturalmente, andai alla nei confronti dell’URSS e affermazioni e comporta- di una vita fatta di batta-
commemorazione. Seduto della sua involuzione, mai menti di Basso, a scrive- glie, ma anche di sconfitte
in prima fila, ma molto de- criticata a fondo tanto che re che, in particolare nel dalle quali ricominciare.
centrato, vicino a me rima- dovette persino difendersi 1974, Basso inasprì i toni
neva un posto libero, pre- dai suoi critici dopo l’in- della sua denuncia di Isra-
sto occupato da un uomo vasione della Cecoslovac- ele “adombrando scivolosi
alto, elegante, con una chia, scrivendo “non ho paralleli tra la persecuzione
camicia bianca appena in- niente di comune con i subita dagli ebrei e quella
dossata. Era Bettino Craxi nostalgici dello stalinismo” da loro inflitta ai palestinesi
il quale, come se ci vedes- (Monina, p. 290) e non può oppure tra Israele e il regi-
simo tutti i giorni (dubito si esserci dubbio che lo sta- me di apartheid sudafrica-
ricordasse che ci eravamo linismo era quanto di più no” (Monina, p. 372).

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incontrati dieci anni prima distante ci fosse dalla sua
in occasione dell’elabora- concezione del comuni- L’epigrafe più veritiera e più
zione del programma della smo plasmata dal pensie- limpida ad una vita ben vis-
Alternativa socialista), mi ro e dagli scritti di Rosa suta la scrisse lui stesso in
confidò, da un lato, sen- Luxemburg; secondo, per una lettera alla moglie nel
za mezze parole di non l’appunto, il contrasto/ gennaio 1975: “Ho sba-
apprezzare l’oratore del contraddizione fra il suo gliato molte cose nella vita,
momento, dall’altro, con voler essere “fedele allo ma credo di poter dire che
un leggero sentimento di spirito di Marx” offrendo at- ho sempre agito secondo
nostalgia di avere cono-
sciuto Basso nello studio
traverso la rivista “Problemi
del socialismo” “una base
le mie convinzioni e che
non mi sono mai venduto
5
135
d’avvocato di suo padre ideologica” per aiutare il per ambizione di succes-
PATERSON. Poesia d’amore  È raro e inattuale l’ultimo lude in un aldilà di senso o rivelarne la meraviglia.
IL FILM

Abbiamo molti fiammiferi in casa nostra. film di Jarmush, Paterson. in un ideale assoluto: con
UN FILM Li teniamo a portata di mano, sempre  una inconsueta sensibilità Paterson è un conducente
A BASSA Attualmente la nostra marca preferita Raro perché si dichiara da che educa a percepire e a di autobus. Ogni mattina al
è Ohio Blue Tip  subito lontano dal dire, dal stare nelle cose, l’universo risveglio compie gesti amo-
VOCE, PER Anche se una volta preferivamo la marca Diamond  mostrare, dall’apparire. Un di Paterson porta lo spetta- revoli verso la moglie, per
IMPARARE AD Questo era prima che scoprissimo  film che ha per protagoni- tore a cogliere e valorizzare non svegliarla del tutto, ma
ASCOLTARE I fiammiferi Ohio Blue Tip 
Sono confezionati benissimo 
sta un uomo che si chiama
come la stessa città in cui
caratteristiche che, come
la sobrietà, la gentilezza,
per non lasciare che alcuno
dei loro giorni abbia inizio
Piccole scatole resistenti  vive e lavora non porterà la mitezza non hanno biso- senza un saluto condiviso.
Con lettere blu scuro e blu chiaro bordate di bian- lo spettatore molto lonta- gno di grandi dichiarazioni Ogni mattina prende i pro-
Emanuela Mancino co  no. Non accadranno molte o di lirismi cinematografici pri vestiti, riposti pronti e or-
136
Con le parole scritte  cose. o poetici per dirsi, ma si dinati la sera prima accanto
A forma di megafono  contrappongono con an- al letto, si prepara, prende
Come per dire ancora più forte al mondo  Siamo abituati all’azione, cor più intensità a ciò che è la valigetta del pranzo, in
“Ecco il più bel fiammifero del mondo  allo spostamento, alla ve- alienante, omologante, vol- cui la moglie ogni giorno
Il suo stelo di tre centimetri e mezzo in legno di locità, a ciò che accade gare, pericoloso, banale, apparecchia una carezza
pino  e scompiglia situazioni di indifferenze e violento. fatta di cibo, di un messag-
Sormontato da una testa granulosa viola scuro  partenza, sicurezze, trame. gio, di una fotografia, e va
Così sobrio e furioso e caparbiamente pronto  È la semplicità a proporre al lavoro. Esce di casa, da
A esplodere in fiamme  Qui si parte da Paterson e il baluardo più delicato ed una casa che ci è subito
Per accendere, magari, la sigaretta della donna si rimane a Paterson. Sia emancipativo come forma accogliente e familiare, al-
che  come città, sia come pro- di resistenza a ciò che ri- lestita dalla giovane signora
ami  tagonista. mane banale perché privo Paterson e percorsa dagli

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Per la prima volta  di senso. ironici itinerari di un cane
E che dopo non sarà mai più davvero lo stesso  Ma il film è inattuale anche volitivo e metodico.
Tutto questo noi vi daremo  perché sussurrato, discreto Paterson ce lo mostra sen-
Questo è ciò che tu hai dato a me  e silenzioso. Ripone il pro- za la pretesa di insegnare Il percorso fino alla stazione
Io divento la sigaretta e tu il fiammifero,  prio nucleo in ciò che vi è nulla, ma con tutto il garbo degli autobus è cadenzato
O io il fiammifero e tu la sigaretta,  di più distante dall’ideale gentile di chi ci ospita per dalla tranquillità di ciò che
Risplendente di baci che si stemperano  vitale e vincente dell’utile e un po’ nel proprio mondo, non varia. Presto anche
nel cielo della potenza. nella città che porta il pro- quel tragitto sembra as-
prio nome, nella vita che somigliare a qualcosa che
Poesia di R. Padgett, scritta per
Paterson, J. Jarmush, Usa, 2016. La sua direzione estetica
non ripone il nucleo della
si assomiglia, nella routi-
ne che non ha bisogno di
conosciamo. Lo percorria-
mo con lui all’andata, così
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137
vita di cui parla o a cui al- scardinare il quotidiano per come al ritorno.
I rituali quotidiani ci fanno Senza metrica, attraverso fanno da punteggiatura prezioso, inattuale sempre,
IL FILM

incontrare un collega che angoli estetici che trova- alle pagine dei giorni, con- che reca tutta l’amorevolez-
si sfoga, che racconta guai no la poesia dell’essere versazioni resilienti, mo- za in quel suo agire silente
e preoccupazioni. Fino a dell’immagine, non del suo menti dettagliati, il nome che ne fa un uomo mite e
lasciare il deposito per en- stare sullo schermo o sul- stesso di un poeta con- mansueto.
trare in città. la pagina. Il suo taccuino siderato maestro, padre,
sempre accanto, il suo ge- patria: William Carlos Wil- Mitezza e mansuetudine
Dimentichiamo che un sto umile di trascrizione del liam. Il chiasmo speculare sono le note più rare, sor-
contesto urbano è un as- suo mondo, fatto di piccoli di un nome, la coinciden- prendenti e normali di un
sordante tutt’uno di voci ed mondi, racchiude attimi. za tra il topos geografico uomo che non sa trattenere,
entriamo piano nell’ascolto Preziosi attimi. e l’anagrafica di un uomo che non salva i propri scrit-
di Paterson, moltiplicato mite sono il ritmo di un jazz ti, che non si adira con quel
138
in frammenti, prismi di un Non ci sono rime nelle sue che si richiama nel bar del- cane che sempre più e con
tempo che solo se impara poesie: nelle parole scritte la birra della sera, in quel veemenza noi impariamo
ad essere sempre uguale appaiono oggetti, gesti, luogo che fa da seconda a disprezzare mentre lui, lui
può accogliere lucentezze parole che si svegliano dimora, da dimora di om- gli comunica solo la propria
minute. come in un letto che sem- bra, per un conducente antipatia.
bra quasi troppo piccolo di autobus che vive con
Paterson non deve voltarsi, per due, ma che ci restitui- una donna colma di luce, Eppure quel cane ha dilania-
non ha bisogno di girarsi. sce con ancora più intensi- di albe di nuovi interessi e to il prodotto dei suoi sguar-
Eppure quel sorriso appe- tà una completezza che si avventure. di sui giorni, ha divorato la
na accennato, quella leg- fa presente, che è misura carta che aveva accolto il
gera incurvatura delle lab- di mattino, di risveglio, di Ogni sorgere di Laura è quotidiano rendendolo pre-
bra concede la più amo- un’unione a cui non serve un poema che Paterson zioso nelle parole.

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revole attenzione ad ogni nulla di più. asseconda e favorisce: la
forma di universo intorno, moglie, che ha lo stesso Paterson continua ad essere
riverberandosi nei dialoghi Così tra le parole. Non ser- nome della donna amata fedele alla struttura narrativa
che divengono, quando si ve nulla di più. da Petrarca, altro maestro del film: nessuno stravolgi-
presta loro interesse, da per Paterson, vuole impa- mento, ma una trama che
quotidiani, poetici o ironici, Così tra le immagini. Non rare a suonare la chitarra, si appoggia sulla ripetizione
dolcissimi o comici. serve nulla di più. una chitarra bianca e nera, e sulla variazione che solo si
come tutto ciò di cui la ra- origina dall’uguale.
Lo sguardo di Paterson si C’è già la vita ad offrire ri- gazza si e li circonda. Lui
comporta con semplicità.
E così lui scrive e descrive
corsività e concordanze:
non serve il baciarsi delle
la aiuterà, la appoggerà
come in ogni sua impresa,
Da dove nasce questa mi-
tezza, come è possibile tale
5
139
quel che vede e sente. rime. Ci sono gemelli che sorriderà con un sostegno mansuetudine?
Il film ci offre il ripetersi di modo sempre uguale ma non torna ogni giorno a Laura è quel retromondo
IL FILM

una atmosfera intimisti- variato, rinnovato, da un casa. che prolunga il mondo in-
ca, quasi eterea quanto è per-sé di separazione ad terrompendo l’identico me-
normale, libera, spontanea un incontro di donazione. Paterson non ha una casa. diante il suo ossessivo ma
e lo fa mettendo a fuoco, Ogni giorno marito e mo- divertente bianco e nero.
attraverso il tratto della ge- glie si aprono la porta a vi- Paterson ogni giorno fa
neralità, dell’ordinario, l’u- cenda. Entrambi si incon- casa. Paterson è un uomo la cui
nicità intrinseca dell’essere trano a partire dall’assenza virilità si è confrontata con
umano con le sue manie, dell’altro. E Laura, ogni giorno, la ri- la sua fine, con il suo bordo
le sue speranze, le creden- cama di rime. di silenzio, attraverso la pa-
ze, i progetti, i limiti, il silen- E quella casa non sembra rola, maestra di una forma
zio, le mono o le bicromie. mai fondare un possesso. Rime in bianco e nero che di alterità per eccellenza, di
140
arredano il tempo. un mistero che sfugge ad
In tale atmosfera si muo- Paterson sembra quasi ogni tentativo di presa di
ve e vive Paterson che ospite, quando si avvicina Rime che fanno di ogni ri- coscienza intenzionale.
non chiede un ruolo di a casa o quando ne esce. petersi di motivi un evento
preminenza, che rinuncia Lo vediamo anche attra- che accoglie, che dice che Paterson attraversa il gior-
ad essere il personaggio verso la manomissione tutto il loro tempo può ri- no portando il proprio
principale, per dare spazio del suo essere padrone petersi. Proprio per il suo sguardo in giro su un au-
al protagonista di ogni di- di casa operata dal cane, carattere o la sua caratte- tobus urbano, ma avrebbe
mora, ovvero quell’amore che lo boicotta proprio in ristica di incontro di colori, potuto essere un impiega-
puro, colloquiale, quotidia- quei gesti sempre uguali proprio per quella struttura to, un informatico, un ban-
no che lega ciascuno a chi tesi al mantenimento di un che dà ordine al tempo e, cario. L’itineranza a servizio
o a ciò che si ama. mondo semplice. come una rima, fa aspet- dell’incontro, dello sposta-

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tare la grazia. Fa di ogni mento e dell’ascolto sono il
La dimora che si crea è Ma dentro casa noi vedia- ripetersi uno spazio che mezzo cinematografico più
uno spazio di intimità. E mo accadere quello che ospita. efficace per una scrittura
l’intimità è intimità con Laura e Paterson produ- che ci regala un film coe-
qualcuno. Si tratta di un cono e che non è dicibile, Laura lo arreda e lo appa- rente ad ogni proprio atto,
raccoglimento che ha il se non con un silenzioso recchia ogni giorno e fa ma la forza di Paterson è
doppio volto della solitu- poema di immagini. Nean- del loro tempo insieme una proprio nel suo compiere
dine e dell’accoglienza. che le parole saprebbero. promessa. ogni giorno uno scacco,
Quella casa non è solo uno Ma un film può. ancora più inattuale, di tutti
spazio familiare. È il luo-
go in cui due individualità Paterson non esce ogni
Ed entrambi scrivono ogni
giorno il loro incontrarsi e
i gesti comunemente virili,
quali l’afferrare, il possede-
5
141
passano ogni giorno e in giorno di casa. Paterson stare insieme. re, il conoscere.
Paterson si sveglia ogni divenire immediatamente i conti con la propria soli- destino che può essere ingiurie senza reagire ag- amore quando, imparata
IL FILM

mattina abbracciato a (anche senza il medium tudine. Lungi dall’esclu- avverso, la ribellione verso gressivamente. È un ag- la lingua dell’altro, la si sa
quella “trascendenza tem- di un taccuino) ospitalità. derci, il deserto ci avvolge. la paura di ciò che finisce e gettivo usato spesso per continuare.
porale di un presente verso Scrivere poesie, per lui, è Diventiamo immensità di del dolore dell’altro e pro- gli animali quando risulta-
il mistero dell’avvenire” che dono detto a voce, è con- sabbia, così come scriven- prio, è movimento che Pa- no inoffensivi. Lo facciamo noi quando la
è Laura. Levinas ci direbbe segna, consegna di sé, do siamo il libro” terson impara scrivendo, lingua di Paterson porta il
che Laura accade come abbandono di ciò che non abitando nel suo quader- Ma cosa educa ad avvici- quotidiano su uno scher-
evento femminile del mi- è mai stato, in fondo, una Se i miti riceveranno il re- no quella vera forma della narsi alla mano dell’altro? mo dove ci permettiamo di
stero, come irruzione – per proprietà, ma è nato come gno dei cieli non è per ar- scrittura che è muoversi Cosa insegna a non rea- sognare.
Jarmush visivamente in tracciatura. rendevolezza o passività. sulla pagina cercando i gire con violenza anche di
bianco-nero – dell’avvenire punti dove tracciare le fon- fronte ad offese o aggres- Lo fa chi ama quando
nella continuità poetica del Scrivere, per Paterson, è Paterson, mite, ha impa- damenta di casa. sioni? La mansuetudine è prende i sogni dell’altro e
142
presente. fare spazio, fare dimora, rato una delle forme più capacità di osservazione e ne fa un possibile avvenire.
ritrarsi (lui scrive in un an- profonde di sovversione. L’inattualità di un uomo di sguardo, ma ancora pri-
Ma perché, tornando alla golo, nel sottoscala), esse- Una delle più difficili, in un mite, di un film mite, ci ma e più profondamente, A volte basta un cenno,
domanda che ci sta so- re quasi scomparsa fino a apprendistato duale, fatto conduce verso la visione più radicalmente originata quasi un vocalizzo in una
spingendo, e come nasce sparire su pagine divorate dal legame che si crea tra il e l’esperienza di una virtù in un corpo senziente, la lingua lontana, un “Ah ah”
questa mitezza, questa da un cane (che sin dall’ini- saper non prendere e non laica quanto religiosa, che mansuetudine è capacità detto da chi sembra solo
mansuetudine? E perché e zio avevamo capito essere trattenere e saper aprire le riporta la mansuetudine ad di ascolto. straniero, ma sa arrivare a
come nasce in noi la piace- uno dei personaggi princi- mani. È con questo gesto un valore tutto terreno. farsi sentire perché lascia
volezza, tutta contemplati- pali, quasi un caso, un fato che le mani possono sem- Le pecore sono mansue- tra le mani perfette e vuo-
va e poetica, di partecipare apparentemente cieco, pre ricevere. Non si tratta di una docilità te quando, ascoltando la te il dono più bello per chi
ad uno svolgersi tanto inti- apparentemente non in- remissiva, né di una pa- voce del pastore la scel- cerchi nelle lettere le pro-
mo e rasserenante di una tenzionale). Questo lo si impara con la zienza appesantita da una gono, la sanno distinguere prie più semplici promesse

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trama in cui sembra non scrittura e con l’amore. manifesta bontà. dalle altre e la seguono. di tempo.
accadere molto? Non si tratta di una rinun-
cia. “A scrivere si fa così: si Educarsi ad avvicinarsi alla Paterson ci mostra da Basta un quaderno.
È difficile comprendere la dorme un pochino si resta mano dell’altro è il primario dove nasce la piacevolez-
mitezza di Paterson se non Si tratta di un’esperienza in attesa con mani perfette significato di questa parola za del nostro sguardo mite E tutto un film che era ini-
si entra nel suo mondo di temprata dal deserto della vuote” desueta. e mansueto nel film, lo fa ziato descrivendo cerini
scrittura. pagina e dell’ascolto di sé incarnando la capacità di sembra accendersi ancora
e dell’altro: e nel “deserto ci insegna Mariangela La mansuetudine è la ca- ascoltare la voce, anche di più.
La sua scrittura è dentro si diventa altro: si diventa Gualtieri. ratteristica che si associa la più semplice, dell’altro,
la casa e possiede una
qualità fondamentale, che
colui che conosce il peso
del cielo e la sete della ter- E la sovversione di un tem-
più sovente a chi ha spiri-
to benigno, a chi è umile,
imparandone il linguaggio. Ma con calma. 5
143
è quella di consegnarsi, di ra, che ha imparato a fare po sempre uguale, di un a chi sa ricevere anche E la piacevolezza diventa E con un sorriso irresistibile.
MOBILITÀ La circolazione veicola- in due gruppi principali, sendo il gasolio un carbu- della popolazione mon- assorbita e trasformata in
IL FILO VERDE

re terrestre è una delle quelli che creano l’effetto rante più “pesante” della diale, numerosi scienziati, ossigeno grazie alla “fun-
SOSTENIBILE più importanti sorgenti serra, cioè il riscaldamen- benzina, metano e GPL. movimenti ambientalisti e zione clorofilliana” della
di inquinamento am- to dell’atmosfera e quindi Recentemente sono stati alcuni paesi particolarmen- flora. Boschi e foreste di-
bientale. Essa pesa dal delle variazioni del clima, e resi obbligatori speciali filtri te attenti al problema, si strutti dall’aumento dell’e-
25 al 60% delle emissioni quelli che producono parti- che risolvono in parte que- sono resi conto dei pericoli dificazione a causa del
di gas e particolati(1). Que- celle solide che respiriamo sto problema. Comunque per il pianeta derivanti da grande incremento della
ste variazioni dipendono con importanti impatti ne- è pressoché impossibile queste emissioni e hanno popolazione, delle produ-
dal fatto che ciascuna delle gativi sulla nostra salute. annullare completamente i deciso - troppo lentamente zioni industriali ed agricole
sostanze emesse in con- particolati. - a partire dagli anni 90, di estensive e la progressiva
temporanea dai veicoli ha I principali produttori di I motori che utilizzano ben- rallentare questo continuo acidificazione degli oceani
Gennaro Aprea un peso minore o maggio- gas serra della circolazio- zina, GPL e metano hanno e crescente deterioramen- (che ha diminuito la loro
144
re di altre sul totale dell’in- ne dei veicoli sono il CO2 al contrario emissioni più to della salute del pianeta capacità di assorbimento
quinamento a seconda (l’anidride carbonica), gli alte di CO2 ma meno par- con azioni utili per limitare della CO2), ecc., hanno
delle situazioni: esso è par- NO (il monossido e biossi- ticolati, fra i quali il GPL ed il e diminuire questo anda- così partecipato pesante-
ticolarmente alto nel centri do di azoto) e lo stesso me- metano hanno nell’ordine le mento, fino ad azzerare mente all’aumento dei gas
abitati. tano (CH4). minori percentuali rispetto ogni emissione nociva nel serra, quindi a quello delle
L’origine di questi inquinan- alla benzina. medio-lungo termine. (es. temperature terrestri.
ti deriva dalla combustione I principali produttori di recenti accordi di Parigi
dei carburanti nei motori inquinanti dannosi per la La soluzione dic. 2015 e di Marrakech Lo sviluppo dei veicoli
dei veicoli di ogni genere salute (umana, della flora nov. 2016). con motori elettrici
che circolano nel mondo e fauna) sono i particolati, Nonostante alcune pre- Per quanto riguarda il traf-
intero. Tutti noi sappiamo il CO (monossido di carbo- se di posizione di pochi fico veicolare è stato Solo da pochi anni a que-
che si tratta principalmente nio) e gli ossidi di zolfo. studiosi dei problemi deri- finora accertato che le sta parte abbiamo assistito

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della benzina, del gasolio, vanti dalla prima rivoluzio- sue emissioni potranno all’apparizione di veicoli
gas metano e GPL, cioè i E’ utile sottolineare che i ne industriale (soprattutto essere completamente di questo tipo sulle strade
distillati del petrolio grezzo motori diesel a parità di riguardo al carbone), solo annullate se i motori sa- di tutto il mondo; tuttavia
e del gas naturale. potenza del motore produ- a partire dalla fine degli ranno elettrici. le percentuali attuali dei
cono una minore quantità anni 60 del secolo scor- La CO2, come tutti i citta- parchi veicolari dei vari
Gli inquinanti delle emis- di CO2 ed una notevole so (Club di Roma), con dini dei paesi più sviluppa- paesi sono ancora lon-
sioni veicolari si dividono quantità di particolati es- l’impressionante aumento ti ben sanno, può essere tane da provocare signi-

5
145
ficativi miglioramenti nelle GPL e metano hanno E’ per queste ragioni che mercati europei Olanda 9,7%, altri pa-
IL FILO VERDE

emissioni di gas serra e a disposizione una rete gli incrementi iniziali delle esi del Nord ciascuno:
velenosi, e di particolati. consolidata di istallazio- vendite di automobili con - Modelli: a livello mon- 2,4%; Italia 0,1%)
A questo punto è utile ni pubbliche o private motore elettrico è stato diale 50 di 15 produt- Il risultato di questa situa-
mettere in luce quali sono cittadine ed extraurba- quello delle cosiddette ibri- tori automobilistici. zione è condizionato in
i tipi di veicoli di cui stia- ne per il rifornimento de. Maggior modello ven- buona parte dagli incentivi;
mo parlando e le ragioni dei carburanti, queste Tuttavia la tendenza al full duto: Nissan Leaf in secondo luogo dalla si-
che favoriscono o im- strutture sono invece electric mostra un rapido (BEV); numerose nuo- tuazione delle infrastrutture
pediscono il loro svilup- tuttora carenti per tutti aumento rispetto alle prime ve marche cinesi fra le di ricarica.
po. Essi possono essere i veicoli elettrici. Questa quali la BYD; in Euro-
classificati come segue: situazione provoca una Qualche cifra2: pa 20 modelli vendu- Le infrastrutture di rica-
- automobili e piccoli interconnessione che ti da 12 produttori; rica
146
veicoli commerciali non favorisce lo sviluppo - Mondo: 3 trimestri Segmenti di livel-
- autobus principalmen- delle vendite dei veicoli, 2016 vendita di auto- li più numerosi: - a fine 2016 nel mondo:
te per il trasporto pub- soprattutto le automo- mobili elettriche (BEV + classe media C 1,45 milioni con una
blico urbano bili private; viceversa se PHEV)3: 518.000 unità; (25.000/30.000 €) e forte crescita (+ 81%)
- grandi veicoli com- manca una rete adegua- stima intero anno: classe alta rispetto alle 800.000 del
merciali e autobus ta di punti di ricarica, i 800.000 unità (+ 40% (60.000 € e più). Pochi 2015
turistici per lunghe di- potenziali acquirenti non rispetto al 2015) i modelli delle piccole - esse sono caratterizzate
stanze sono spinti all’acquisto. - maggior mercato mon- cilindrate. dalla divisione fra priva-
- bici a pedalata as- Inoltre il costo iniziale del diale, Cina: vendite 3 La maggioranza delle te e pubbliche (quelle
sistita (con piccolo veicolo è più alto rispet- trimestri 2016: 225.000 immatricolazioni euro- in spazi aperti) che rap-
motore elettrico) prin- to alle auto con motori (+ 118.000 verso 3 pee sono state finora presentano finora solo il
cipalmente per la città, tradizionali. Ciò è do- trimestri 2015) le BEV rispetto alle 13% nel mondo. Tutta-

viaBorgog a3 |filosofia e spazio pubblico


brevi tragitti periferici o vuto soprattutto all’alto - USA 3 trimestri 109.000 PHEV con una media via il trend è in favore del
medie distanze prezzo delle batterie e (+ 33% verso 2015) del 65% per il primo deciso aumento delle
- scooter e moto elet- alla loro breve durata, - Europa 3 trimestri tipo, con un anda- pubbliche
trici per brevi o lunghe con lenti tempi di ricari- 51.000 (+ 24% verso mento previsto in ulte- - In Europa la percentuali
distanze ca e limitata autonomia; 2015), di cui 25% Olan- riore aumento rispetto delle pubbliche si è già
comunque i prezzi delle da, 19% Norvegia, alle ibride PHEV attestata finora al 37%
Le automobili batterie sono in via di ra- Regno Unito 14%, Fran- - Parco automobilisti- - I mercati più attrezzati
pida diminuzione mentre cia e Germania 12% cia- co attuale europeo sono quello cinese ed il
Mentre la maggior parte gli altri inconvenienti in scuno di auto elettriche giapponese
dei primi 3 tipi di veicoli più
gli scooter e le moto mossi
via di completa soluzio-
ne grazie al veloce svi-
- Italia: solo 1% del mer-
cato europeo, cioè 1
(immatricolazioni da
inizio ad oggi): Recenti studi hanno accer-
5
147
da motori diesel, benzina, luppo delle tecnologie. decimo degli altri grandi Norvegia 23%, tato che il rapporto ideale
fra veicoli e punti di rica- elettrici in un tempi minimi. che hanno una cilindrata Bicicletta a pedalata as- di persone. E’ comunque
IL FILO VERDE

rica si dovrebbe attestare In Svizzera esiste già un da 10.000 a 16.000 cc sistita importante, anzi indispen-
intorno ad 1 veicolo per autobus che fa la spola fra (media delle auto1350 sabile, che nelle città siano
punto di ricarica. il centro città e l’aeroporto cc) che significa alto Tutti sappiamo che nelle disponibili percorsi riservati
con fermate intermedie, consumo chilometrico medie e grandi città italiane alle biciclette, cioè le co-
Considerazione finale: un perché ad ogni capolinea - le frequenti fermate e ancora molti cittadini prefe- siddette piste ciclabili. La
maggiore sviluppo del e fermate la struttura di ri- gli spunti di ripartenza riscono usare l’automobile più importante ragione è la
mercato delle auto elet- carica è posta sul tetto del da esse con elevate in tutte le occasioni possi- sicurezza dei ciclisti a pat-
triche è incentivato dalle veicolo sul quale si abbas- accelerazioni che incre- bili, anche quando si po- to che queste piste siano
flotte aziendali e dal “car sa una piastra che cede mentano ulteriormente i trebbe usare la bicicletta. tutte a norma, come pur-
sharing” che hanno propri l’energia per il motore in consumi. Comunque la tendenza di troppo non è ancora una
punti di ricarica e minori pochi secondi alle fermate - i lunghi chilometraggi molte amministrazioni co- realtà oggi
148
percorrenze chilometriche. e in pochi minuti ai capo- dei tragitti giornalieri. munali è quella di chiudere Al Nord in molte città que-
Anche le prime hanno mi- linea. A Milano la media di ogni i centri storici con sempre ste sono a disposizione dei
nori percorrenze durante Questa soluzione potreb- tragitto è di circa 16 km maggiori e costose limita- ciclisti mentre in altre dove
le giornate lavorative (ma be in pochi anni (2017- A/R che moltiplicata per zioni per scoraggiare que- non sarebbe difficile co-
con permessi per gli uten- 2022) eliminare l’altissimo il numero medio dei 10 sta tendenza. struirle siamo ancora lon-
ti all’uso privato nei giorni inquinamento delle città tragitti giornalieri risulta in La cosa si aggrava se si tani dalla loro realizzazione
festivi e ricarica privata, e metropoli a causa delle 160 km/giorno, i cui con- tratta di cittadini che de- (non certo nei vicoli dei
come già avviene oggi con emissioni di tutti gli au- sumi a loro volta devono vono raggiungere il posto “Quartieri” di Napoli, per
le auto tradizionali). tobus attuali (così come essere moltiplicati per 10 di lavoro lontano da casa chi li conosce, e a Roma
quelle dei camion che rac- (motori autobus 10 vol- (4-10 chilometri nelle me- dove invece impazzano gli
Autobus per trasporto colgono i rifiuti urbani e gli te più potenti di quelli di tropoli, specialmente in scooter e le moto non elet-
pubblico e affini autobus turistici cittadini). un’auto) cioè 1600. città come Roma, Napoli, trici).

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Infatti attualmente la quasi In conclusione le emis- Genova ed altre, tutte con
In Italia i parchi di auto- totalità è motorizzata da sioni di un autobus sono strade con numerosi sali- Anche in questo caso sa-
bus elettrici per il trasporto motori gasolio (salvo pochi più di 200 volte quelle scendi). rebbe utile lo sviluppo di
pubblico con punti di rica- a gas) che è il carburante di un’automobile che in Le soluzione è l’utilizzo di questo mezzo di traspor-
rica nei depositi e nei ca- con più alto grado inqui- media compie all’interno biciclette a pedalata as- to con le flotte aziendali
polinea, potrebbe divenire namento. della città 7 km/giorno. sistita, cioè biciclette con dove sarebbero ovviamen-
una realtà nel breve/medio Inoltre le emissioni de- Gli autobus utilizzati a Mi- un piccolo e ormai leggero te disponibili parcheggi e
termine quando le batterie gli autobus cittadini sono lano sono 1378 quindi le motore elettrico che risolve strutture per la ricarica del
(come già detto in continua enormemente più elevate emissioni totali di tutti gli molti di questi problemi. motore elettrico.
evoluzione tecnologica
e diminuzione dei prezzi)
rispetto a quelle delle au-
tomobili per:
autobus valgono quelle
di 275.600 auto circolanti
Anche i prezzi di questi vei-
coli sono diventati alla por- Ho recentemente seguito
5
149
potranno caricare i motori - la potenza dei motori all’interno della città. tata di un maggior numero un convegno promosso da
Legambiente nell’ambito tettoie fotovoltaiche atte usare queste bici invece tropoli e città in Cina. Ebbe-
IL FILO VERDE

della mostra “Fai la cosa alla ricarica delle biciclette. dei mezzi motorizzati (molti ne le previsioni di sviluppo
giusta” dove si è trattato I lavoratori raggiungono il con motori diesel) se vi fos- delle vendite di biciclette a
a fondo questo argomento posto di lavoro nell’enorme sero questi collegamenti. Si pedalata assistita nel mon-
nella sua interezza, com- quartiere centrale dove le potrebbe dire: Fai fare (alle do al 2020 è di 35 milioni
preso il finanziamento da lasciano in numerosi ana- Province) la cosa giusta” di unità dei quali 32 milioni
parte dai costruttori a pri- loghi posteggi. La Germania ha una rete di nella sola Cina. Evidente-
vati ed aziende. 40.000 km di piste ciclabili mente questo Stato ha de-
Un’ultima considerazio- (urbane, extraurbane e na- ciso più di altri di purificare
Vi sono altre soluzioni mol- ne riguarda la mancanza turali) contro i circa 5.000 drasticamente l’aria degli
to sostenibili esistenti in di piste ciclabili fuori città dell’Italia (che potrebbero agglomerati urbani dimi-
Giappone. A Tokio (popo- collegate a quelle cittadine. aumentare rapidamen- nuendo al minimo possibile
150
lazione 36.000.000 circa), Oggi decine di migliaia di te). Fra queste i tedeschi l’uso dei veicoli con motori
dove milioni di abitanti delle persone usano l’automo- hanno costruito una “ci- diesel e a benzina; un de-
province confinanti si river- bile, moto e autobus ex- clostrada”; la prima, inau- ciso passo avanti verso la
sano col treno in città ogni tra-urbani per raggiungere gurata alla fine del 2012, decarbonizzazione.
giorno, hanno da anni istal- i loro posti di lavoro all’in- collega, a fianco dell’ auto-
lato fuori delle molte sta- terno della città. Le perso- strada (sempre molto traffi- Un’ultima considerazione
zioni ferroviarie l’“Electric ne distanti fino a 20-25 km cata) la città di Duisburg a riguarda la disponibilità di
powered bike sharing” cioè dai centro città potrebbero Dortmund, nel pieno della energia elettrica per le ri-
Ruhr. Si chiama “Radsch- cariche. Allo stato attuale
nellweg Ruhr” , larga 5 m, non si prevedono difficoltà
a due corsie. La ragione di di approvvigionamento,
questa iniziativa è dovuta non solo per la produzio-

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al fatto che fra le due città ne ottenuta dalle esistenti
(60 km di distanza) vivono centrali elettriche (possibil- 1) particelle microscopiche
derivanti dalla combustione di
circa 2 milioni di abitanti mente non a carbone che combustibili solidi o liquidi (i
che raggiungono le sedi di comunque sono in chiu- famosi PM10 e PM 2,5, cioè di
lavoro in città ogni giorno sura o in trasformazione a dimensione 1 millesimo di millime-
tro). L’inquinamento è calcolato
nei 2 sensi. Altre ciclostra- metano sia in Cina che in in numero di PM per metro cubo
de sono in costruzione o in USA, India e in tutta Euro- cioè parti per milione
programma. pa), ma anche all’aumento 2) fonte:gennaio 2017: Politecnico
costante della disponibilità di Milano - Energy Group - 2016

Tutti sono al corrente dei


problemi di inquinamento
di energia elettrica da fonti
rinnovabili.
Mobility report
3) BEV = Battery Electric
Vehicles; PHEV = Plug-in Hybrid
5
151
delle numerose grandi me- Electric Vehicles
Alessandro Ghisalberti
GLI AUTORI

Mariateresa Fumagalli
Beonio Brocchieri

Fabio Minazzi

Salvatore Natoli
Emanuela Mancino
Elio Franzini

È professore ordinario all’Università insegna Estetica all’Università degli Già professore ordinario di Filosofia Insegna filosofia dell’educazione all’U- Ordinario di Filosofia della scienza Si è laureato in Filosofia presso
degli Studi di Milano dal 1977 al Studi di Milano. Allievo di G. Piana e teoretica e di Storia della filosofia niversità degli Studi di Milano-Bicocca. dell’Università degli Studi dell’Insu- l’Università Cattolica di Milano, dove
2009, è autrice fra l’altro di Eloisa D. Formaggio, seguendo la tradizione medievale all’Università Cattolica di E’ direttrice scientifica del Corso di bria è direttore scientifico del Centro ha trascorso gli anni nel Collegio
e Abelardo, nuova edizione, Laterza della scuola milanese, studia la feno- Milano, Direttore della “Rivista di Fi- perfezionamento in Scienze, metodi e Internazionale Insubrico, socio effet- Augustinianum. Ha insegnato Logica
2014; Corpi gloriosi. Eroi greci e menologia e l’estetica fenomenologica, losofia Neo-scolastica” (dal 2000 al poetiche della narrazione, che si svolge tivo dell’Accadémie Internationale de alla facoltà di Lettere e Filosofia
santi cristiani, con G. Guidorizzi, con particolare riferimento ai temi 2011). Socio della Società filosofica presso il Centro di Alta Formazione Philosophie des Sciences di Bruxelles, dell’Università di Venezia e Filosofia
Laterza 2012; Pico della Mirandola, dell’arte, del simbolo e dell’immagine italiana, della Société internationa- dell’Università di Milano-Bicocca e del direttore della rivista «Il Protagora», della Politica alla facoltà di Scienze
Laterza 2011; Cristiani in armi. Da dal Settecento a oggi. le pour l’étude de la philosophie Laboratorio di Filosofia e Pedagogia del già Presidente del Corso di Laurea Politiche dell’Università di Milano.
sant’Agostino a papa Wojtyla, Laterza Tra le sue pubblicazioni più recenti: I médiévale, della Società italiana Cinema, realizzato in collaborazione e in Scienze della Comunicazione Attualmente è professore ordinario
2006; Federico II: Ragione e fortuna, simboli e l’invisibile. Figure e forme per lo studio del pensiero medieva- presso il MIC, Museo Interattivo del dell’ateneo insubrico. Oltre ad aver di filosofia teoretica presso la
Laterza 2004; L’estetica medievale, del pensiero simbolico, Milano, Il Sag- le, è membro del Consiglio direttivo Cinema di Milano. insegnato all’Accademia di architettura Facoltà di Scienze della Formazione
il Mulino 2002; Profilo del pensiero giatore, 2008; Elogio dell’Illuminismo, dell’Istituto internazionale di Studi È ideatrice e responsabile del Circolo di Mendrisio (Svizzera), all’università dell’Università degli Studi di Milano
medievale, Laterza 2002; Il pensiero Milano, Bruno Mondadori, 2009; La Piceni, dell’Istituto di Studi umanisti- di scrittura e poesia nell’ambito del di Cordoba (Argentina) e a quella di Bicocca. Tra le opere:  L’esperienza
politico medievale, Laterza 2000; Tre rappresentazione dello spazio, Milano, ci F.Petrarca, del Centro Internazio- progetto Bbtween-Unimib. Lecce, è autore di 31 monografie, del dolore: le forme del patire nella
storie gotiche, il Mulino 2000; In una Mimesis, 2011; Introduzione all’esteti- nale di Studi Gioachimiti. E’ membro È membro del collegio docenti della curatore di 71 di volumi, mentre ha cultura occidentale (1986);  Vita
aria diversa. La sapienza di Ildegarda ca, Bologna, Il Mulino, 2012; Filosofia dell’Istituto Lombardo Accademia di Libera Università dell’Autobiografia pubblicato più di quattrocento saggi buona vita felice: scritti di etica e
di Bingen, Mondadori 1992; Storia della crisi, Milano, Guerini, 2015. Scienze e Lettere. Gli studi pubblicati di Anghiari e direttrice della Scuola di ed articoli in molteplici sedi scientifi- politica  (1990);  La felicità: saggio

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della filosofia medievale, Laterza hanno approfondito le grandi figure Pedagogia del Silenzio di Accademia che. Molti suoi scritti sono tradotti in di teoria degli affetti  (1994);  La
1989; Le bugie di Isotta. Immagini del pensiero medioevale: la filosofia del silenzio, di cui è tra i fondatori. È diverse lingue. Specialista e divulgatore felicità di questa vita  (2000);  Stare
della mente medievale, Laterza 1987; dell’alto medioevo; la teologia legata membro del consiglio culturale della della tradizione del razionalismo critico al mondo (2002); La verità in gioco.
Le enciclopedie dell’Occidente me- alla mistica affettiva e alla letteratura Casa della Cultura di Milano ed è tra europeo (con volumi su Galileo, Kant, Scritti su Foucault (2005); Guida alla
dievale, Loescher 1981; Introduzione profetico-visionaria; il pensiero filo- i curatori del Corso di Filosofie del Cattaneo, Popper, Preti, Geymonat, formazione del carattere  (2006);  Il
a Abelardo, Laterza 1974. sofico e teologico di Dante Alighieri; cinema (Casa della cultura-Università etc.) ha dedicato molti studi all’epi- crollo del mondo. Apocalisse ed
le novità dei maestri della grande Vita-Salute, San Raffaele). stemologia quale ermeneutica della escatologia (2009); L’edificazione
Scolastica. conoscenza. di sé. Istruzioni sulla vita interiore
(2010); Eros e Philia (2011); Sperare
oggi (2012); Perseveranza (2014); Il
rischio di fidarsi (2016).
5
153
GLI AUTORI

Silvia Vegetti Finzi


Fulvio Papi

Gianfranco Pasquino

Mario Vegetti
Carlo Sini

Salvatore Veca
GIANFRANCO PASQUINO (1942) tori-
Filosofo, politico,scrittore e giornalista nese, laureatosi con Norberto Bobbio Ha insegnato per oltre trent’anni Si è laureato in Filosofia all’Università É nato a Milano nel 1937. E’ profes- Laureata in pedagogia e specia-
italiano. È stato direttore del quotidiano in Scienza politica e specializzatosi con Filosofia teoretica presso l’Università degli Studi di Milano con una tesi in sore emerito di Storia della filosofia lizzata in psicologia clinica presso
del Partito socialista italiano “Avanti!”. Giovanni Sartori in Politica comparata, degli studi di Milano. filosofia teoretica condotta sotto la gui- antica presso l’Università di Pavia. E’ l’Università Cattolica del Sacro Cuo-
è Professore Emerito di Scienza Politi- Accademico dei Lincei, socio dell’Isti- da di Enzo Paci e Ludovico Geymonat. membro effettivo dell’Istituto Lombar- re di Milano, è psicoterapeuta per i
Studia a Milano, a Stresa sul Lago
ca nell’Università di Bologna. Tre volte tuto Lombardo di Scienze e lettere e di Già professore ordinario di Filosofia do- Accademia di scienze e lettere. problemi dell’infanzia, della famiglia
Maggiore negli anni della seconda
Senatore per la Sinistra Indipendente altre istituzioni internazionali, ha tenuto politica, è stato Prorettore Vicario all’I- Ha tradotto e commentato opere di e della scuola. Dal 1975 insegnante
guerra mondiale, poi di nuovo all’U- seminari, corsi di lezioni e conferenze
e per i Progressisti, ha fatto parte della stituto Universitario di Studi Superiori Ippocrate e Galeno, e gli scritti biolo- di Psicologia Dinamica presso l’Uni-
niversità di Milano fino alla laurea negli Stati Uniti, in Canada e Argentina di Pavia dal 2005 al 2013.
Commissione Bozzi ed è stato fra i pro- gici di Aristotele. Tra le sue opere più versità di Pavia, fa parte del Comi-
nel 1953. Politicamente attivo nella e in vari paesi europei. E’ stato Presidente della Fondazione importanti vanno ricordate Il coltello e tato Nazionale di Bioetica e dell’Os-
motori dei referendum del 1991 e del
corrente lombardiana del PSI, segue 1993. E’ particolarmente orgoglioso di È autore di oltre quaranta libri, alcuni Feltrinelli di Milano dal 1984 al 2001 lo stilo (Il Saggiatore, Milano, 19962) servatorio Permanente sull’infanzia
un percorso che lo vedrà varcare le avere condiviso con Bobbio e Nicola dei quali tradotti in varie lingue. e Preside della Facoltà di Scienze L’etica degli antichi (Laterza, Roma, e l’adolescenza. È membro della
porte del Parlamento ed assumere la Matteucci la direzione del Dizionario L’Editoriale Jaca Book di Milano ha in Politiche dell’Università di Pavia dal 19962), Quindici lezioni su Platone “Società Italiana di Psicologia”; del-
vice-direzione dell’Avanti!. Nel 1963, di Politica (De Agostini, 2016, 4a ed. ). corso di pubblicazione le sue Opere 1999 al 2005. (Einaudi, Torino 2003), Un paradigma la “Société internationale d’histoire
sospettando un aumento del tenore Autore di numerosi volumi i più recenti a cura di Florinda Cambria. E’ Presidente del Comitato generale in cielo. Platone politico da Aristotele de la psychoanalyse”. Nel 1998 ha
dei quali sono Cittadini senza scettro. Sono sinora apparsi Transito Verità premi della Fondazione Eugenio Balzan al Novecento (Carocci, Roma 2009). ricevuto, per le sue opere sulla psi-
affaristico nella politica - così come
Le riforme sbagliate (Egea 2015); La (2012), Spinoza e l’archivio del sapere, e della Fondazione Campus di Lucca. Ha curato la traduzione e il commento coanalisi, il premio nazionale “Cesa-
lui stesso dichiara in un’intervista
Costituzione in trenta lezioni (UTET Il foglio-mondo (2013), Il pensiero delle Fa parte del Comitato di direzione della della Repubblica di Platone in sette re Musatti” e per quelle di bioetica

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del 1989 - abbandona bruscamente pratiche (2014).
2015); e L’Europa in trenta lezioni “Rivista di filosofia” e dello “European volumi (Bibliopolis, Napoli 1998-2007), il premio nazionale “Giuseppina Te-
tutto e si dedica all’insegnamento Journal of Philosophy”.
(UTET 2017). Dal 2011 fa parte del e della stessa opera presso la BUR odori”. È autrice di numerosi libri tra
universitario che lascerà solo nel 2000. (Milano 2007) . cui L’ospite più atteso, Einaudi 2017
Consiglio Scientifico dell’Enciclopedia
È insignito nello stesso anno del titolo Italiana. Dal luglio 2005 è Socio
di Professore Emerito dall’Università dell’Accademia dei Lincei.
di Pavia e dell’Ambrogino d’oro. Nello • ALTRI
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stesso anno 2000 fonda inoltre la STESSO AUTORE
rivista di filosofia Oltrecorrente, che VIABORGOGNA3
tuttora dirige.

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IL FILO VERDE

Gennaro Aprea

Economista, ha lavorato per 21 anni in


8 aziende nazionali ed internazionali in
Italia e in 6 paesi esteri come quadro,
dirigente e AD. Per ulteriori 28 anni
è stato attivo come Consulente di
Direzione certificato ICMCI e ha fondato
due imprese e un GEIE in Italia e Gran
Bretagna con principali specializzazioni
in Organizzazione, Strategia di Marke-
ting e Internazionalizzazione, lavorando
per grandi e PMI. Dal 1970 ha iniziato
ad occuparsi di problemi ambientali
legati all’utilizzazione delle fonti di
energia fossili e continua attivamente
nello studio di questi problemi con lo
scopo di renderli noti al grande pub-
blico. Ha scritto 3 saggi su strategia
di marketing, internazionalizzazione e
problemi ambientali.

www.gennaro-aprea.it
area di rispetto area di rispetto
versioni con spessori
modificati per web e
per utilizzo in
dimensioni molto
piccole dove la
leggibilità sarebbe
compromessa

ISSN 2499-5339
pantone 199
ISBN 9788899004323 Titolo FILOSOFIA E SPAZIO PUBBLICO
nero 90%

Con felice intuizione Fulvio Papi ha dedicato nell’autunno 2016 un


seminario al tema “filosofia e vita pubblica”. Qui pubblichiamo larga
parte delle lezioni tenute in quell’occasione perché, ripercorrendole, si
può cogliere limpidamente il ruolo e l’efficacia che il pensiero filosofico
ha svolto in passaggi storici decisivi, dall’Atene del V secolo a.C. fino a
tante vicende europee del XX secolo: le idee suggerite dai filosofi a più
riprese - evidenziano gli scritti qui raccolti - hanno animato e orientato
il dibattito pubblico.
Oggi si può dire altrettanto? Difficile rispondere affermativamente. Non
mancano segnali confortanti di un vivo interesse per la filosofia. I saperi
filosofici sono andati articolandosi e diversificandosi: le voci e gli ambiti
di ricerca si sono moltiplicati. Ne è derivata pluralità e abbondanza
dell’offerta filosofica, ma anche un “effetto dispersivo”. Irrompe allora
nello “spazio pubblico”con effetto spiazzante l’enciclica Laudato si’ di
Papa Francesco che interpretando “il rivelato” alla luce delle esigenze
e dei drammi del presente ci interpella tutti, credenti e non.

Tutti i numeri
della rivista sono
reperibili sul sito
www.casadellacultura.it

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