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Materiali e documenti

Dario De Cicco

Legislazione e organizzazione scolastica


attraverso le fonti

Anno accademico 2008-09 – Prof. Dario De Cicco


Materiali e documenti

Indice

Legislazione scolastica e ordinamento giuridico


italiano:

le relazioni

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La libertà d’insegnamento:

diritto, esercizio di libertà o mero costrutto teorico?

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Fonti della legislazione scolastica

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Legge 13 novembre 1859, n. 3725

(Casati)
 

Titolo I – Dell’Amministrazione della pubblica istruzione


1
a) Amministrazione Centrale artt. 1-2

Del Ministro artt. 3-5


Del Consiglio Superiore artt. 6-16
Degli ispettori generali artt. 17-22
Del Consultore legale artt. -23-27
Degli Ispettori artt. 28-29

b) Amministrazione locale artt. 30-46

Titolo II – Dell’istruzione superiore

Capo I – Del fine dell’istruzione superiore e degli Stabilimenti in cui è data artt. 47-50

Capo II – Degli insegnamenti delle diverse facoltà artt. 51-55

Capo III – Del corpo accademico artt. 56

Sezione I – Dei professori ordinari artt. 57-76

Sezione II – Dei dottori aggregati artt. 77-88

Capo IV – Dei professori straordinari artt. 89-92

Capo V – Degli insegnamenti a titolo privato artt. 93-104

Capo VI – Delle guarentigie concesse ai membri del corpo accademico artt.105-112

Capo VII – Degli studenti e degli uditori artt. 113-125

Capo VIII – Della laurea dottorale e degli esami che vi si riferiscono artt. 126-142

Capo IX – Delle pene disciplinarie artt. 143-147

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Capo X – Delle autorità universitarie artt. 148

Sezione I – Del rettore artt. 149-159

Sezione II – Dei presidi delle facoltà artt. 160-162

Sezione III – Degli ufficiali preposti alla Accademia di Milano ed all’Istituto di


Ciamberì artt. 163-164

Sezione IV – Degli stipendi degli ufficiali ed impiegati addetti agli stabilimenti


1
universitari artt. 165

Capo XI – Disposizioni generali artt.166-171

Capo XII – Disposizioni relative ad alcune facoltà in particolare artt. 172

Capo XIII – Disposizioni diverse artt. 173-176

Capo XIV – Disposizioni concernenti l’Università di Sassari artt.177-181

Capo XV – Disposizioni transitorie artt. 182-187

Titolo III – dell’istruzione secondaria classica

Capo I – Dello scopo, dei gradi, e dell’oggetto della Istruzione pubblica artt. 188-193

Capo II – Degli stabilimenti in cui è data l’istruzione secondaria artt. 194-201

Capo III – Dei professori e degli istitutori artt. 202-218

Capo IV – Degli studenti, degli esami e delle pene disciplinari artt. 219-229

Capo V – Delle autorità preposte alla direzione dei ginnasi e dei licei artt. 230-234

Capo VI – Dei convitti nazionali e dei convitti Comunali artt. 235-238

Capo VII – Delle scuole secondarie municipali artt. 239-243

Capo VIII – Degli istituti appartenenti a corpi morali e degli stabilimenti privati di
istruzione secondaria artt.244-254

Capo IX – Disposizioni generali artt. 255-260

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Capo X – Disposizioni speciali artt. 261-262

Capo XI – Disposizioni transitorie artt. 263-271

Titolo IV – Dell’Istruzione tecnica

Capo I – Del fine, dei gradi e dell’oggetto dell’istruzione tecnica artt. 272-278

1
Capo II – Degli stabilimenti tecnici artt. 279-286

Capo III – Dei professori e degli incaricati dell’insegnamento artt. 287-294

Capo IV – Degli alunni e degli uditori artt. 295-299

Capo V – Dell’ispezione degli stabilimenti tecnici e della loro direzione immediata artt.
300-303

Capo VI – Disposizioni particolari artt. 304-306

Capo VII – Disposizioni generali e transitorie artt. 307-314

Titolo V – Dell’istruzione elementare

Capo I – Oggetto ed obbligo dell’insegnamento artt. 315-327

Capo II – Idoneità, elezione e doveri dei maestri artt. 328-337

Capo III – Stipendi, sussidi e pensioni artt. 338-354

Capo IV – Delle scuole private artt. 355-356

Capo V – Delle scuole normali artt. 357-372

Capo VI – Disposizioni finali artt. 373-378

Disposizioni generali relative a tutti i titoli della presente legge artt. 379-380

Titolo III – Dell’istruzione secondaria classica

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omissis

Capo VIII. - Degli istituti appartenenti a corpi morali e degli stabilimenti privati di
istruzione secondaria.

244. Gli istituti di qualsivoglia denominazione con convitto o senza, aventi per se stessi,
secondo la legge, caratteri di corpi o persone morali, od affidati dal Governo a corpi
morali, oppure dipendenti da tali corpi o persone, ai quali corre legalmente l’obbligo di
dare in tutto od in parte l’istruzione secondaria, e che non sono contemplati all’art. 261,
saranno sottoposti in quanto all’ispezione 1 ed ai requisiti voluti negli insegnanti al
regime stesso cui sono sottoposti gli stabilimenti o regi o comunali d’istruzione
secondaria, ai quali, per ciò che concerne gli studi che vi sono fatti, sono interamente
pareggiati.

I sussidi che lo Stato fornisce nell’interesse di una parte della popolazione ad alcuni
istituti di tale ordine, sono mantenuti.

245. Gli istituti di questo stesso ordine cui non corre legalmente l’obbligo di dare, ma
nei quali comechessia si dà effettivamente l’istruzione secondaria del primo e del
secondo grado, non potranno pretendere ad essere parificati, per ciò che riguarda gli
studi che vi si fanno, agli istituti summenzionati, se non in quanto sottostaranno al
regime cui questi sono sottomessi, e impartiranno compiutamente l’istruzione delle
materie prescritte dai programmi.

246. è fatta facoltà ad ogni cittadino che abbia l’età di venticinque anni compiti, ed in
cui concorrano i requisiti morali necessari, di aprire al pubblico uno stabilimento
d’istruzione secondaria, con o senza convitto, purché siano osservate le seguenti
condizioni:

1° Che le persone cui saranno affidati i diversi insegnamenti abbiano rispettivamente i


requisiti voluti da questa legge per aspirare ad insegnare in una scuola secondaria
pubblica, o titoli equipollenti;

2° Che gli insegnamenti siano dati in conformità del programma in cui sarà annunciata
al pubblico l’apertura dello stabilimento, e che ad uno stesso insegnante non possano
essere affidate più di due materie d’insegnamento.

Le modificazioni che potessero essere in progresso recate al sovra indicato programma,


dovranno essere annunciate con uguale pubblicità;

3° Che lo stabilimento sia aperto in ogni tempo alle autorità cui è commessa l’ispezione
ordinaria delle scuole secondarie, come altresì alle persone cui il ministro avrà data una
delegazione a questo fine.

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247. Il cittadino che vorrà usare di queste facoltà farà conoscere, con una dichiarazione
per iscritto, la sua intenzione al provveditore della rispettiva provincia.

A questa dichiarazione in cui sarà indicato il comune ed il locale dove lo stabilimento


sarà aperto, saranno annessi il programma degli insegnamenti ed i nomi degli insegnanti
coi titoli di cui sono muniti.

Il provveditore dovrà accertarsi, col mezzo dell’autorità municipale, della salubrità del
locale, e della sua opportunità per le vicinanze, ed assumere tutte le informazioni
necessarie sulla moralità dell’individuo 1che fa la richiesta, e delle persone seco lui
conviventi.

Se entro due mesi dalla fatta dichiarazione non interviene per parte del provveditore
un’opposizione motivata, officialmente notificata al dichiarante, lo stabilimento potrà
essere aperto, e finché si mantiene nelle condizioni accennate all’articolo precedente
non potrà essere chiuso se non se per cause gravi, in cui sia impegnata la conservazione
dell’ordine morale e la tutela dei principii che governano l’ordine sociale pubblico dello
Stato o la salute degli allievi.

Se però lo stabilimento non sarà aperto entro sei mesi dal giorno in cui, a tenore di
quest’articolo, può esserlo, la dichiarazione precisata sarà considerata come non
avvenuta.

248. I motivi dell’opposizione all’apertura di uno di questi stabilimenti potranno essere


sottoposti, sull’istanza del dichiarante, al giudizio del consiglio provinciale per le
scuola.

Al giudizio dello stesso consiglio saranno sempre sottoposte le cause, che possono
rendere necessaria la chiusura di questi stabilimenti.

In ogni caso, tale chiusura non si farà che per decreto ministeriale, sentito il consiglio
superiore.

249. Nei casi d'urgenza il provveditore, riservate le guarentigie dell'articolo precedente,


potrà far procedere alla chiusura temporaria di tali stabilimenti.

250. I cittadini, che abbiano ottenuta l’abilitazione ad un dato insegnamento ginnasiale o


liceale, avranno la facoltà di aprire personalmente corsi pubblici intorno a quelle
materie per cui avranno titolo legale sufficiente.

I loro corsi saranno sottoposti all'ispezione dei provvedimenti, né potranno essere chiusi
che per cause gravi, ai cui all'art. 247, stando ferme a questo riguardo in favore di tali

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insegnanti le guarentigie, che nell'articolo stesso sono assicurate ai capi degli


stabilimenti privati di istruzione secondaria.

251. L'istruzione secondaria che si dà nell’interno delle famiglie sotto la vigilanza dei
padri o di chi ne fa legalmente le veci, ai figli della famiglia, ed ai figli dei congiunti
della medesima, sarà prosciolta da ogni vincolo d'ispezione per parte dello Stato.

252. All’istruzione di cui all'articolo precedente sarà eguagliata quella che più padri di
famiglia associati a questo intento faranno dare sotto la effettiva loro vigilanza e sotto la
loro responsabilità in comune ai propri figli.
1

253. Ai giovani che avranno fatto in tutto od in parte i loro studi, sotto la vigilanza
paterna, a norma dei due ultimi articoli, o negli stabilimenti di cui all'art. 245, o
seguendo i corsi di cui all'art. 250, sarà aperto 1' adito agli esami di ammessione o di
licenza negli stabilimenti analoghi d'istruzione pubblica secondaria, e agli esami di
ammessione negli stabilimenti di pubblica istruzione superiore.

La tassa però che avranno a pagare per questi esami sarà sempre doppia di quella che
sono chiamati a pagare coloro che avranno fatti i loro studi negli stabilimenti pubblici, o
negli istituti che a questi sono pareggiati.

254. Gli stabilimenti ed i corsi d'istruzione seconda ria, che verranno aperti senza che si
sia adempiuto al prescritto dell'art 247, saranno senz'altro chiusi, e coloro che li avranno
aperti saranno passibili di una multa estensibile dalle cento alle cinquecento lire. In caso
di recidiva, alla multa potrà essere aggiunto il carcere, che non ecceda i tre mesi.

Capo IX. - Disposizioni generali.

255. La cittadinanza è una condizione senza la quale non si può essere ammessi ad
insegnare in nessuno degli stabilimenti pubblici d'istruzione secondaria, né essere posto
a capo di alcun analogo stabilimento privato, nessuna eccezione fatta per le corporazioni
religiose.

Il ministro non pertanto potrà dispensare da questa condizione le persone che


dichiareranno di voler fissare il loro domicilio nello Stato, semprechè lo fissino
realmente nel termine di tre mesi, scorsi i quali decadono dal permesso ottenuto. Tale
dispensa potrà darsi dal ministro a chi per altri titoli meritasse che si faccia a suo
riguardo una tale eccezione.

256. Le cause, per cui, a tenore dell'art. 167, s'incorre nella incapacità legale di essere
ammessi ai concorsi, d'insegnare o di essere comecché impiegati negli stabilimenti
universitari, producono lo stesso effetto per ciò che tocca i concorsi, l'insegnamento e
gli impieghi negli stabilimenti d'istruzione secondaria, sì pubblici che privati.

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257. Le disposizioni concernenti la lingua dell'insegnamento negli stabilimenti


universitari, sono, per quanto il comporta la natura loro diversa, applicabili agli
stabilimenti di istruzione secondaria.

258. L'anno accademico tanto per i ginnasi quanto per i licei, è di dieci mesi compresi
gli esami.

Nei ginnasi e nei licei le lezioni avranno luogo, meno i giovedì, tutti i giorni della
settimana, eccettuate le feste religiose e civili.
1
259. I professori de' ginnasi potranno essere obbligati a dare fino a venti ore di lezioni la
settimana.

Quelli dei licei fino a quindici ore.

Nel caso in cui si chieda loro un più gran numero di ore, si fa luogo ad un'indennità.

260. Le disposizioni concernenti le indennità da accordarsi ai membri delle commissioni


dinanzi alle quali devono aver luogo i concorsi e gli esami universitari, si applicano
egualmente alle commissioni istituite allo stesso fine pei concorsi e pegli esami dei
ginnasi e dei licei.

Capo X. - Disposizioni speciali.

261. Gli istituti retti da corporazioni religiose che in alcune città tengono legalmente il
posto dei collegi reali saranno sottoposti, per ciò che tocca il programma degli
insegnamenti, 1'ordine degli esami e il regime dei minervali e delle tasse, che a questi
insegnamenti ed esami si riferiscono, al sistema da cui sono governati i ginnasi.

Essi saranno inoltre, per ciò che concerne 1' ispezione superiore e la idoneità legale
degli insegnamenti che vi sono addetti, sottoposti alle regole stabilite in ordine agli
stabilimenti di cui all'art. 242.

I certificati di licenza vi saranno rilasciati col visto del provveditore, dietro gli
esperimenti voluti dalla legge.

A queste condizioni solo potranno tenere nelle città in cui sono stabiliti il posto dei
ginnasi, ricevere i sussidi annuali e fruire dei redditi che a titolo particolare d'istituti di
pubblica istruzione loro furono assegnati o largiti dallo Stato, o da fondazioni.

Nessuna corporazione religiosa potrà dare insegna mento in opposizione della regola
sotto il regime della quale fu riconosciuta nello Stato come corpo morale.

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262. Si continueranno dal Governo i sussidi agli istituti comunali e provinciali di scuole
secondarie nelle misure attualmente stabilite, purché concorrano le condizioni sotto le
quali furono concessi, e che gli istituti vengano regolati a norma della presente legge.

Capo XI. - Disposizioni transitorie.

263. Le nomine dei professori titolari che sarà opportuno di fare alla apertura dei
ginnasi e dei licei, al fine di assicurare ai1nuovi stabilimenti i professori più distinti fra
gli antichi, potranno aver luogo per appello diretto, quand'anche non concorressero in
essi tutte le qualità per le quali si può prescindere dalle vie del concorso.

264. Per queste prime nomine, i municipi riservata l’approvazione ministeriale non
faranno uso di questa facoltà se non se riguardo ai professori con nomina definitiva che
occupano presentemente un posto nei collegi reali e nei collegi nazionali stabiliti nei
rispettivi comuni.

265. Non potranno del pari usare dei diritti che loro conferisce la legge per rispetto alla
nomina dei professori nei loro ginnasi, se non dopo che avranno chiamati in essi in
qualità di reggenti quelli fra i professori preaccennati, ai quali non avranno potuto
assegnare la qualità di titolari.

266. Le norme dei due precedenti articoli saranno egualmente osservate per ciò che
concerne le nomine dei reggenti nei licei.

267. I professori nominati in conformità dei due articoli precedenti non avranno, salvo il
trattamento stato adottato in proposito dei professori universitari, che lo stipendio
assegnato ai reggenti; ma saranno, del resto, sia in quanto agli accrescimenti sessennali,
sia in quanto agli altri diritti, pareggiati ai titolari.

268. I titolari dei collegi reali e dei collegi nazionali, che non saranno stati chiamati ad
uffizi, od accademici, od amministrativi dei ginnasi o nei licei, o nelle scuole o negli
istituti tecnici, o nell'amministrazione della pubblica istruzione, avranno diritto di
conservare la metà dello stipendio di cui godono presentemente. Coloro però fra essi
che avendo le qualità volute per esercitare i mentovati uffizi ricuseranno di accettarli,
scadranno da questo diritto, salve le indennità o pensioni che loro potessero essere
dovute per i servigi prestati.

269. Il disposto degli articoli precedenti si applicherà egualmente agli ufficiali ed


impiegati dell'ordine amministrativo che sono ora applicati ai collegi reali ed ai
nazionali.

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270. I convitti nazionali saranno ordinati, seguendo le norme sovra stabilite, nello stesso
tempo in cui saranno ordinati i ginnasi ed i licei delle città in cui essi sono aperti.

271. Nelle nuove provincie dello Stato, affine di accelerare il definitivo riordinamento
degli studi, rimane stabilito che pel prossimo anno scolastico gli alunni che hanno
compiuto la ottava classe e superato l’esame d’idoneità possano accedere all’università;
che quelli i quali passerebbero della settima all'ottava possano essere ammessi al 3°
anno di corso liceale; e quelli che dalla sesta passerebbero alla settima possono essere
ammessi al 2° anno di detto corso. Essi però avranno obbligo di frequentare le lezioni di
filosofia insieme cogli alunni del primo anno
1 di liceo, alla qual cosa i presidi dovranno
aver riguardo nel fissare l'orario scolastico. Gli alunni che hanno compito la classe
quinta entreranno nel 1° anno di corso liceale.

Con un regolamento si determinerà quali parti della presente legge saranno poste ad
immediata esecuzione.

omissis

Titolo V – Dell’istruzione elementare

omissis

Capo IV. - Delle scuole private.

355. I cittadini in cui concorrono i requisiti voluti da questa legge per essere eletti a
reggere una scuola pubblica elementare, sono abili a tenere in proprio nome un istituto
privato dello stesso ordine, salvo il produrre all’ispettore provinciale gli altri titoli
comprovanti la capacità legale e la moralità. La licenza ottenuta nei licei e negli istituti
tecnici terrà luogo di titolo di capacità.

356. Le persone che insegnano a titolo gratuito nelle scuole festive per i fanciulli poveri,
o nelle scuole elementari per gli adulti, od in quelle dove si fanno corsi speciali tecnici
per gli artieri sono dispensate dal far constare la loro idoneità.

Circolare Ministeriale 17 settembre 1938


Prot. n. 12957

Oggetto: Insegnamento facoltativo dello strumento musicale negli istituti


magistrali

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I programmi d'insegnamento approvati con R.D. 7 maggio 1936 - XV e la circolare 5


ottobre 1936 - XV, n. 5883, prescrivono che l'insegnamento facoltativo dello strumento
musicale tanto nel corso inferiore che superiore negli Istituti magistrali sia impartito
nella misura di due ore settimanali per classe.

Ora si è constatato che nell'applicazione di tale disposizione i vari istituti magistrali


dipendenti non si attengono a criteri uniformi; in taluni istituti si supera, persino, il
numero delle ore settimanali disponibili.

Si ritiene, pertanto, opportuno richiamare1 la Vostra attenzione sui criteri che dovranno
essere seguiti per quanto riguarda l'insegnamento dello strumento musicale negli Istituti
Magistrali.

Premesso che l'insegnamento dello strumento musicale può riferirsi a diversi tipi di
strumento (pianoforte, violino, armonium) e che, dato il carattere eminentemente pratico
dell'insegnamento stesso, questo non può essere impartito che per gruppi costituiti da un
numero limitato di alunni, si dispone quanto segue:

a) le due ore settimanali previste dai programmi per ogni classe debbono essere intese in
relazione a ciascun strumento, in modo che l'insegnamento di ogni singolo strumento
possa essere impartito nella misura di due ore settimanali per ciascuna classe.
E pertanto, per l'insegnamento di ciascun strumento possono costituirsi tanti gruppi
quante sono le classi dell'Istituto;

b) ogni gruppo, per un'ora di lezione, deve essere composto da un minimo di 4 ed un


massimo di 5 alunni per il pianoforte e l'armonium; da un minimo di 3 e da un massimo
di 4 alunni per il violino. A tali limiti non può, in nessun caso, derogarsi.
S'intende che di ciascun gruppo possono fra parte alunni di classi differenti;

c) per procedere alla formazione dei gruppi si tenga presente quanto stabiliscono i
programmi d'insegnamento approvati con R.D. 7 maggio 1936 - XV n. 762 a proposito
dello strumento musicale;

d) avendo l'insegnamento dello strumento musicale la precisa finalità di servire con


efficace mezzo ausiliario nello studio della musica e canto, ogni professore incaricato
dovrà, all'inizio dell'anno scolastico, d'accordo col titolare di musica e canto, compilare
un programma didattico in cui vengano coordinati i due programmi ministeriali di
musica e canto e di strumento musicale.

Nella compilazione del programma di studio del pianoforte (e dell'armonium), si terrà


presente l'avvertenza (secondo comma) dei programmi di esame di musica e canto
(esami di ammissione al corso superiore ed esami di abilitazione magistrale) approvati
con R.D. 10 ottobre 1937 - XV n. 876.

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I criteri esposti alle lettere a) e b) trovano senz'altro applicazione nell'ipotesi normale in


cui, tenuto conto della composizione numerica dei gruppi in relazione ai singoli
strumenti sia possibile, per il numero dei richiedenti, costituire per ogni strumento, tanti
gruppi quanti sono le classi.

Si supponga, ad esempio, un Istituto magistrale con venti classi, nel quale il numero
complessivo delle ore settimanali disponibili per ogni strumento sia di quaranta ore (due
ore per classe). Nell'ipotesi che gli alunni richiedenti l'insegnamento di un determinato
strumento (pianoforte) siano ottanta, tenuto conto della composizione minima dei
gruppi per il pianoforte (4 alunni) si potranno
1 costituire venti gruppi e si impiegheranno
in tal modo tutte le quaranta ore disponibili.

Nell'ipotesi che gli alunni richiedenti l'insegnamento del pianoforte siano venti, tenuto
conto della composizione massima dei gruppi (5 alunni) si potranno costituire venti
gruppi, e si impiegheranno anche tutte le quaranta ore disponibili.

Nell'ipotesi intermedie, in cui il numero dei richiedenti l'insegnamento del pianoforte


varii tra ottanta e cento alunni si costituiranno alcuni gruppi di 5 alunni ed altri di
quattro in modo che il numero complessivo dei gruppi non superi il numero delle classi
dell'Istituto.

Ma, accanto all'ipotesi normale, possono presentarsi casi in cui l'applicazione dei criteri
suddetti incontri qualche difficoltà.

Tali casi si verificano;

1) quando il numero degli alunni richiedenti l'insegnamento di un determinato


strumento sia eccessivo rispetto alle ore disponibili, sicché, tenendo conto della
composizione massima dei gruppi per lo strumento stesso, il numero dei gruppi da
costituire supererebbe il numero delle classi dell'Istituto. Così, ad esempio, se nella
fattispecie di cui sopra, il numero degli alunni richiedenti l'insegnamento del pianoforte
fosse superiore a cento.

2) quando il numero degli alunni richiedenti l'insegnamento di un determinato


strumento sia scarso rispetto al numero delle ore disponibili, sicché, tenendo conto della
composizione minima dei gruppi per lo strumento stesso, possano costituirsi meno
gruppi del numero delle classi. Così, ad esempio, se nella fattispecie surricordata, il
numero degli alunni richiedenti l'insegnamento del pianoforte fosse inferiore ad ottanta.

Nell'ipotesi di cui al n. 1), non è consentito superare il numero delle ore disponibili,
occorrerà, quindi, procedere ad una selezione degli alunni (sempre in base ai criteri
esposti alla lettera c), in modo che il numero dei gruppi da costituirsi non superi il
numero delle classi.

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Nell'ipotesi di cui al n. 2), non è consentito ridurre la composizione minima dei gruppi
indicata alla lettera b); si dovranno, pertanto, costituire tanti gruppi quanto è possibile
per il numero dei richiedenti. In ogni caso, le ore che nei riguardi di un determinato
strumento risultino eccessive, non potranno essere trasferite all'insegnamento di altro
strumento.

Circolare Ministeriale 1 aprile 1995, n. 114

Oggetto: Educazione al suono e alla musica: progetto di formazione per i


docenti elementari

Premessa

Nel quadro delle indicazioni programmatiche del Piano nazionale di aggiornamento, la


Direzione generale dell'istruzione elementare ha promosso una iniziativa nazionale di

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formazione in servizio che intende sostenere l'innovazione didattica e la professionalità


dei docenti elementari nel settore dell'educazione al suono e alla musica.

I programmi della scuola elementare hanno infatti valorizzato l'educazione al suono e


alla musica nel processo cognitivo, comunicativo e creativo dell'alunno ed hanno fornito
indicazioni affinché si sviluppino capacità utili alla fruizione ed alla comprensione della
musica nelle sue varie forme. Una corretta alfabetizzazione musicale fin dalla scuola
primaria produce effetti culturali a vantaggio dell'intera comunità nazionale e può
influire positivamente anche sulla qualità e sulla diffusione della domanda di cultura
musicale. 1

In tale ottica il progetto consentirà la piena valorizzazione delle attività elaborate dal
collegio dei docenti che potrà avvalersi di maestri esperti in campo musicale. Il ricorso
alle esperienze di più alta qualificazione professionale è stato possibile sulla base di una
intesa intercorsa tra la Direzione generale dell'istruzione elementare e l'Ispettorato per
l'istruzione artistica che ha individuato, nei conservatori di musica e nelle annesse
scuole di didattica della musica, i soggetti istituzionali con cui attivare una forma di
costante e sistematica collaborazione. Il raccordo che si instaura tra amministrazione
centrale e periferica della Pubblica istruzione, tra direttori di conservatorio e direttori
didattici, unificando intorno ad un progetto più soggetti che si muovono all'interno del
sistema scolastico, propone un modello che utilizza in modo sinergico le esistenti
capacità e competenze professionali.

Il gruppo di studio nazionale, composto da esperti dell'Ispettorato per l'istruzione


artistica, dei conservatori di musica, della Direzione generale dell'istruzione elementare
e da ispettori tecnici con l'obiettivo di elaborare un'ipotesi progettuale di formazione,
curerà i relativi processi e valuterà la validità, la qualità e la congruenza dei risultati
conseguiti sull'intero territorio, rispetto alle linee tracciate dal progetto stesso,
utilizzando i criteri della valutazione formativa e sommativa.

I contenuti dell'attività formativa

Nella prospettiva di arricchire la formazione di base degli insegnanti di scuola


elementare, necessaria per il corretto sviluppo didattico della disciplina, il progetto si
articola, quanto ai contenuti, intorno alle seguenti linee:

a) capacità di interpretare criticamente il programma di educazione al suono e alla


musica soprattutto in rapporto agli aspetti epistemologici, cognitivi e didattico-operativi;

b) capacità di collocare le mete formative dell'educazione al suono e alla musica


nell'ambito della programmazione educativa e didattica generale;

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c) acquisizione di una alfabetizzazione musicale teorico-pratica, consistente nello


sviluppo delle capacità percettive (orecchio melodico, ritmico, armonico, timbrico) fino
alla capacità di decodificare, sia nell'ascolto che nella pagina scritta, mediante la voce o
con l'uso di uno strumento, una semplice melodia, un facile ritmo, le più elementari
relazioni armoniche;

d) formazione pedagogico-musicale di base, al fine di pervenire alla capacità di


progettare e di realizzare percorsi educativi e didattici secondo le prescrizioni dei
vigenti programmi, con adeguata conoscenza dei materiali anche strumentali da
utilizzare, dei repertori di lavoro e d'ascolto
1 e delle fondamentali tecniche della
comunicazione audiovisuale.

Il documento di studio, che costituisce parte integrante della presente circolare, espone
in maniera analitica i contenuti, le finalità ed i profili scientifici del progetto in modo da
offrire un proficuo contributo, anche in termini di riflessione e di possibili
approfondimenti, nell'ambito dell'organizzazione didattica e pedagogica
dell'insegnamento in questione.

L'articolazione dell'attività formativa

Il progetto di formazione viene avviato a partire dall'anno scolastico 1994/95. La


relativa attività corsuale impegnerà i docenti destinatari in un articolato percorso
formativo che si specifica in lezioni attive e momenti di progettazione didattica con
carattere collettivo, in attività assistita nelle classi e in momenti di studio individuale.

Un seminario iniziale di studio, i cui lavori sono previsti per la prima metà del mese di
maggio, costituirà la sede idonea per la presentazione dell'iniziativa ai soggetti che
concorrono alla realizzazione della medesima e varrà a creare le condizioni per la
migliore possibile organizzazione delle successive attività corsuali che presentano
aspetti di integrazione di competenze e di progettazione congiunta.

Il progetto coinvolge due circoli didattici di province sedi di conservatori di musica. I


circoli, individuati con riferimento al copoluogo e ad un comune della provincia
medesima, operano in stretto collegamento con le scuole di didattica della musica
presso i conservatori. Gli elenchi (A e (B allegati alla presente circolare rendono noti i
circoli didattici ed i conservatori di musica che, in adesione alla richiesta della
Direzione generale dell'istruzione elementare e dell'Ispettorato per l'istruzione artistica,
hanno deliberato di concorrere alla realizzazione del progetto di formazione.

L'articolazione oraria dei corsi

In considerazione del carattere sperimentale del progetto, delle collaborazioni


concordate, dell'approfondimento delle tematiche affrontate e degli obiettivi di

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professionalità da acquisire, il corso si sviluppa nell'arco di un biennio con un impegno


orario complessivo di 200 ore, ripartite in misura uguale nei due anni secondo il
seguente schema che, in via orientativa, indica i settori disciplinari e stabilisce
l'impegno orario da dedicare a ciascuno di essi:

Ferma restando la necessità di svolgere, per ogni anno di corso, le cento ore
programmate e di realizzare un adeguato sviluppo degli indicati settori disciplinari,
l'articolazione degli insegnamenti potrà essere diversificata in rapporto alle specifiche
esigenze culturali dei corsisti e alle caratteristiche della loro preparazione iniziale,
ritenendo tuttavia di dover sottolineare che a nessun insegnamento vengano dedicate
meno di 10 ore annuali.

Considerata l'opportunità della integrazione delle discipline del corso con forme di
approfondimento individuali ed al fine di perseguire l'obiettivo dell'autonomia
professionale dei docenti di scuola elementare nell'educazione al suono e alla musica, si
rende necessario valorizzare - con riferimento al secondo ed al terzo settore - spazi di
riflessione e di esercizio personali che abbiano il carattere della costanza e della
continuità. Lo studio individuale, guidato e sostenuto da supporti cartacei, sonori ed
audiovisuali, mirerà a porre le basi per un impegno che continui sistematicamente nel
tempo. I materiali adottati dovranno implicare uno studio di non meno di dieci ore
annuali.

Progettazione didattica con assistenza del docente di didattica della musica

La progettazione didattica assistita si propone l'obiettivo di costruire e mettere a punto


percorsi didattici da attuare nelle classi dei maestri corsisti e si realizza nel corso di
incontri organizzati con la presenza degli insegnanti elementari e degli allievi degli
ultimi due anni della scuola di didattica della musica, sotto la guida del docente di
didattica della musica preposto a tale insegnamento.

I percorsi didattici, così previamente progettati, saranno realizzati durante le ore di


insegnamento che il maestro elementare corsista dedica al settore suono e della musica e
si caratterizzano per la presenza, accanto al maestro, dell'allievo della scuola di didattica

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della musica che abbia dichiarato la propria disponibilità a titolo personale, così da
integrare le reciproche competenze didattico-pedagogiche.

La progettazione didattica assistita e le conseguenti attività nelle classi costituiscono


due momenti di un unico intervento formativo che rappresenta un elemento di rilievo
nella struttura del corso in quanto realizza un sicuro contributo accrescitivo delle
competenze, sia per gli insegnanti elementari che consolidano immediatamente quanto
appreso usufruendo di un supporto specialistico nel campo dei linguaggi sonori e
musicali, sia per gli allievi della scuola didattica della musica che, intervenendo nelle
classi, realizzano esperienze di applicazione
1 delle metodologie e dei contenuti relativi ai
loro studi.

Si svilupperanno così concrete esperienze in situazione scolastica che consentiranno di


impostare un lavoro organico e di realizzare l'immediato avvio di uno svolgimento
assistito del programma di educazione al suono e alla musica.

Ovviamente l'intervento degli allievi è stabilito in orari diversi da quelli delle lezioni dei
propri corsi di didattica della musica presso il relativo conservatorio. L'impegno
richiesto agli stessi deve essere di almeno trenta interventi nel biennio, possibilmente in
continuità con il medesimo insegnante elementare corsista.

Le linee operative

I corsi sono istituiti presso 68 direzioni didattiche e la relativa gestione è affidata alla
responsabilità dei direttori didattici pro-tempore. Questa scelta operativa vuol realizzare
due obiettivi di fondo:

a) quello di operare il massimo coinvolgimento delle istituzioni scolastiche al fine di


valorizzarne le relative competenze e capacità;

b) quello di favorire ogni forma di integrazione sul territorio di tutte le istituzioni che, a
vario titolo, concorrono alla realizzazione delle finalità formative cui tende l'attività di
aggiornamento.

Le singole direzioni didattiche sono individuate nell'elenco allegato, conformemente a


quanto previsto dal decreto con cui si è provveduto all'impegno di fondi occorrenti per
la realizzazione delle varie attività e che si trasmette, per completezza di informazione,
unitamente alla presente circolare. Tutte le attività in cui si articola il progetto di
formazione sono svolte nell'ambito di un costante rapporto di collaborazione con i

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conservatori di musica che sono individuati per ciascuna provincia a fianco delle
direzioni didattiche.

Nella prospettiva di valorizzare tale forma di collaborazione, tutti gli aspetti che
coinvolgono le competenze delle due istituzioni - come l'uso delle attrezzature e dei
materiali, l'utilizzo dei locali, l'uso degli strumenti musicali e dei sussidi didattici -
formeranno oggetto di opportune intese da parte dei direttori didattici e dei direttori dei
conservatori.

Le intese saranno formalizzate con apposita


1 convenzione da adottarsi ai sensi e per gli
effetti previsti dalla C.M. 22 novembre 1991, n. 367 concernente le istruzioni
amministrativo-contabili relative al Piano nazionale di aggiornamento.

Ai sensi della circolare citata, ai direttori didattici medesimi compete la nomina dei
docenti che avverrà, a seguito di intese intercorse con i direttori dei conservatori,
nell'ambito del personale docente delle scuole di didattica della musica o, in caso di
accertata indisponibilità, ricorrendo a competenze interne ed esterne.

Ogni corso verrà organizzato per un numero di insegnanti di ruolo compreso tra
quindici e venti unità con livelli di preparazione musicale sufficientemente omogenei,
individuati, oltre che nel circolo sede del corso, anche in circoli viciniori nel numero
massimo di tre, in modo da consentire la formazione all'interno dei circoli stessi di un
nucleo di riferimento costituito da un consistente numero di docenti.

Ai fini della scelta dei docenti della scuola elementare che parteciperanno ai corsi si
terrà conto fondamentalmente della preparazione musicale ed, in questa prima fase,
sperimentale, in caso di concorrenza rispetto ad un numero limitato di posti, si
privilegeranno docenti che, per avere un limitato numero di anni di servizio nella scuola
elementare, debbano incrementare capacità ed esperienze professionali sviluppando non
solo conoscenze, strategie, abilità rispetto al settore in questione, ma anche doti di
pianificazione, di interazione ed integrazione.

Le attività di formazione sono svolte, ed i provvedimenti relativi sono adottati,


attraverso il costante e diretto raccordo con i competenti uffici scolastici provinciali. Ai
provveditori agli studi, infatti, è rimessa la competenza relativa a tutte le situazioni di
stato giuridico del personale docente, nell'ambito del più vasto compito istituzionale
della vigilanza in ordine al corretto funzionamento delle istituzioni scolastiche.

La novità e la complessità del percorso formativo, che coinvolge la competenza delle


istituzioni sopra richiamate, postulano l'esigenza di una proficua e continua
collaborazione. La condizione necessaria per realizzare forme di collaborazione che, in
aggiunta alle intese e agli accordi che si svolgono a livelli formalizzati, valgano a
rendere operative tutte le possibili indicazioni e scelte che emergono da competenze

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congiunte, è quella della previsione, in ogni provincia in cui si attua l'iniziativa di


formazione, di un gruppo provinciale. Come emerge dalla composizione e dai compiti al
medesimo affidati, il gruppo assolve a funzioni di supporto e coordinamento tecnico
operativo in relazione a tutte le fasi del progetto e costituisce quindi una struttura di
riferimento permanente ed unitaria che, attraverso le attività di programmazione, di
valutazione e di proposta, tende ad assicurare una gestione armonizzata dell'intero
intervento formativo.

Il gruppo provinciale di coordinamento, presieduto dal provveditore agli studi o da un


suo delegato, è composto: 1

- da un ispettore tecnico della scuola elementare designato dal relativo coordinatore del
servizio ispettivo;

- dai direttori didattici dei circoli presso i quali si svolgeranno i corsi;

- dal direttore del conservatorio o da un suo delegato;

- da un docente della scuola di didattica della musica designato dal direttore del
conservatorio.

Il coordinamento tecnico scientifico dei lavori dei gruppi provinciali operanti nella
regione sarà assicurato dall'ispettore tecnico.

Nell'ambito delle funzioni di raccordo tecnico scientifico tra livello nazionale di


progettazione e verifica e livello provinciale di attuazione, il gruppo provinciale:

- elabora e guida l'attuazione del piano di formazione provinciale sulla base delle linee
indicate dal progetto nazionale;

- propone le modalità ed i criteri per l'individuazione dei partecipanti;

- propone il calendario di tutte le operazioni del corso;

- attua il piano di monitoraggio delle iniziative;

- valuta, ai fini della utilizzazione, l'adeguatezza dei locali, delle attrezzature, dei sussidi
e dei materiali;

- predispone misure ai fini degli accertamenti iniziali, in itinere e al termine


dell'intervento formativo per valutarne la valenza ed individuarne i punti di forza e di
debolezza, in vista di una possibile efficace ricaduta.

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In relazione alle varie fasi di realizzazione del progetto sul territorio, con particolare
riferimento a quelle procedure che richiedono preventive intese o valutazioni congiunte,
nella sede della conferenza di servizio, di cui si dirà appresso, potranno essere
individuate le ulteriori necessità che rendono opportuno avvalersi dell'attività
preparatoria del gruppo provinciale.

La complessità del progetto di formazione che emerge dall'articolazione delle varie fasi,
la previsione di molteplici momenti di collegamento tra le istituzioni interessate alla sua
attuazione, la forte connotazione innovativa dei percorsi didattici rendono necessaria, ai
fini della più corretta realizzazione dell'intervento
1 sul territorio, la predisposizione di
tutte quelle condizioni operative atte ad offrire una significativa risposta in termini
organizzativi.

La sede idonea per la messa a punto delle richieste condizioni è individuata nella
conferenza di servizio, sede istituzionale prevista dalle C.M. 18 maggio 1990, n. 136 e
C.M. 18 maggio 1990, n. 137 finalizzata a stabilire tempi e modalità di realizzazione e
di gestione delle attività nelle province interessate.

Dette conferenze, convocate e coordinate a cura del sovrintendente scolastico regionale,


vedranno la presenza di provveditori, ispettori tecnici, direttori dei conservatori di
musica, direttori didattici, docenti di didattica della musica.

La conferenza regionale di servizio costituirà, in particolare, la sede deputata al


raggiungimento delle necessarie intese tra coloro (direttori di conservatorio e direttori
didattici) cui sono affidate, per questo progetto, le competenze destinate alla formazione
e coloro (provveditori agli studi) cui è affidata la gestione delle norme costituenti lo
stato giuridico dei soggetti destinatari delle predette attività; ciò al fine di rendere
coerenti i tempi e le modalità delle attività di formazione con le esigenze della
organizzazione scolastica, così che tutte le attività si svolgano nel rispetto delle
disposizioni vigenti.

Particolare attenzione vorrà essere dedicata, nella prima conferenza di servizio che sarà
indetta in un momento immediatamente successivo ai lavori di seminario e comunque
non oltre il mese di maggio, alla costituzione del gruppo provinciale ed alle relative
modalità di funzionamento riguardo le varie azioni di supporto che il gruppo medesimo
dovrà attivare per l'attuazione del progetto. Altrettanta cura sarà riservata alla
organizzazione, anche attraverso la previsione di conferenze provinciali di servizio,
delle più efficaci modalità di diffusione e capillare informazione in ordine al progetto.

Questo Ministero annette alla iniziativa in parola un significato ed un valore particolare


in quanto, attraverso la mirata opera di sensibilizzazione dei docenti elementari nel
settore disciplinare dell'educazione al suono e alla musica, si pongono le basi per
accrescere e migliorare la formazione complessiva degli allievi.

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I provveditori agli studi sono invitati a voler far pervenire la presente circolare,
unitamente al documento scientifico ed all'elenco allegato, a tutte le dipendenti scuole
elementari. Ciò ha lo scopo di creare un positivo clima di conoscenza e di interesse
intorno al progetto di ricerca attraverso forme di generale diffusione, condizioni che
concorrono alla elaborazione ed alla progettazione di iniziative nell'ambito degli spazi
di autonomia riconosciuta alle singole istituzioni scolastiche.

L'educazione al suono e alla musica: progetto di formazione per i docenti elementari

1. Il quadro attuale 1

Nel quadro delle finalità generali definite dalla circolare C.M. 9 febbraio 1994, n. 38
riguardante il Piano nazionale di aggiornamento 1994 e secondo l'impostazione delle
C.M. 18 maggio 1990, n. 136 e C.M. 18 maggio 1990, n. 137 trova riscontro l'attuale
progetto per la realizzazione delle linee educative derivate dai Programmi 1985 e dalla
legge di riforma degli ordinamenti della scuola elementare legge 6 giugno 1990, n. 148
nel settore dell'educazione al suono e alla musica.

I processi osservativi e di monitoraggio della riforma, la rilevazione predisposta dalla


C.M. n. 326/1992 presso tutte le scuole hanno chiaramente evidenziato che l'educazione
al suono e alla musica svolge un ruolo piuttosto marginale, nell'attuazione dei
programmi, ed hanno rivelato incertezze nei confronti di una sfera conoscitiva che, nel
nuovo impianto formativo, presenta significative variabili innovative.

Il piano pluriennale di aggiornamento seguito all'introduzione dei Programmi 1985, ha


soddisfatto solo in parte le esigenze di formazione dei maestri la cui preparazione
musicale di base, fornita dall'istituto magistrale, non risulta adeguata rispetto alle
richieste avanzate dai nuovi programmi.

Ne consegue l'esigenza di garantire interventi didattici ad un livello di specificità tale da


consentire lo sviluppo di competenze linguistiche, logiche, espressive, creative, ma
anche sociali, valoriali ed affettive che, nel loro reciproco integrarsi, siano funzionali al
progetto formativo della scuola elementare.

Si pone pertanto, la necessità di intervenire con una articolata e sistematica azione


formativa destinata agli insegnanti riguardante la dimensione sonora nella sua globalità.

2. La multidimensionalità dell'educazione al suono e alla musica

L'accento posto dai Programmi 1985 sull'educazione al suono e alla musica delinea tale
sfera d'azione, collocata nell'ambito della formazione globale della persona, come una
costruzione che avviene nella interazione continua tra il mondo sonoro e il soggetto in
apprendimento che scopre elementi, strutture, sistemi, li riproduce e produce. Si delinea

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così un percorso dinamico di immersione nel sonoro nel quale l'alunno definisce la
propria identità e nel penetrare gli aspetti più elevati della produzione umana elabora,
ricerca, sviluppa capacità comuni ad altri ambiti acquisendo strumenti mentali, sociali e
potenziando le proprie possibilità creative, comunicative e di godimento estetico.

Una trasversalità e trasferibilità, dunque, quella sonoro-musicale, che tocca tutti i campi
dell'esperienza e non solo le capacità creativo-estetiche, ma anche quelle psico-
cognitive (percettive, logico-analitiche, simboliche, rappresentative), utilizzabili per la
padronanza di tutti i linguaggi, e quelle sociali conseguite attraverso l'esercizio e
l'individuazione delle regole di convivenza,1 in dimensione ludica, nella globalità della
comunicazione corporea. E' una "educazione", quindi, che ha per obiettivo il
raggiungimento di una rete di obiettivi tra i quali non va trascurata la possibilità
dell'acquisizione del codice musicale convenzionale occidentale indirizzato anche alla
decodifica e alla comparazione con altri sistemi musicali.

Snodo di convergenza multidisciplinare, culturale e sociale viene ad essere anche


strategia per la costruzione della continuità tra le discipline, tra i vari ordini di scuola,
tra l'esperienza del singolo e quella degli altri e con il "paesaggio sonoro" espresso
dall'ambiente.

La forza del discorso musicale lo pone come uno degli elementi di maggior peso nella
comunicazione tra scuola ed extra scuola e la flessibilità che lo caratterizza permette
l'integrazione della diversità e dei casi di emarginazione allargando, nell'esplorazione, i
confini della conoscenza ad altre culture.

Lo sviluppo della percezione attraverso la realtà acustica si pone come meta una
fruizione critica e consapevole del mondo dei suoni. Infatti, in un'epoca dai mille stimoli
sonori che impediscono lo sviluppo della capacità di concentrazione e di rielaborazione
si richiedono alla scuola interventi precoci che sviluppino l'attitudine all'ascolto e
consentano nell'età adulta scelte consapevoli in modo che il potere aggregativo, che le è
proprio, possa favorire incontri di crescita individuale e collettiva.

3. Le linee dell'intervento formativo per i docenti

L'obiettivo fondamentale di tale progetto è la determinazione di un modello formativo


riproducibile nelle diverse situazioni ed opportunità di formazione in servizio degli
insegnanti e la individuazione della possibile costituzione di strutture formative stabili
che agiscano a vari livelli di competenza accrescendo le conoscenze dei docenti nel
mondo dei suoni e della musica.

Intervenendo nell'ottica della messa a punto di una formazione avanzata, si è ottenuto il


pieno coinvolgimento dell'Ispettorato per l'istruzione artistica per favorire i rapporti di
collaborazione con i conservatori musicali come istituzione di riferimento con cui

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operare. La loro distribuzione territoriale, la presenza in molti di essi delle scuole di


didattica della musica sono le caratteristiche che li hanno privilegiati come primi
interlocutori.

Nella eventuale fase successiva, ragionevolmente generalizzata, si metteranno a punto


sistemi di collaborazione nel tentativo di effettuare una azione di aggiornamento che
preveda l'integrazione di tutti i soggetti impegnati nel settore.

La formazione al suono e alla musica degli insegnanti elementari si colloca nel quadro
di attese multidimensionali, che richiedono
1 complesse abilità, alle quali fa riscontro,
nella maggioranza dei casi, una formazione musicale non ancora idonea alle finalità che
si vogliono raggiungere e che produce condizionamenti, senso di insufficienza e
insicurezze.

Si rende necessario un tipo di intervento formativo che miri contemporaneamente:

1) alla rimozione delle riserve;

2) alla acquisizione di competenze conoscitive e metodologiche, quanto più ampie


possibile, relative al mondo sonoro;

3) alla acquisizione di capacità per la costruzione di percorsi che coniughino la necessità


degli alunni con il panorama sonoro, nella trasversalità dei nodi disciplinari;

4) al consolidamento di un abito di studio individuale premessa di qualsiasi autonomia


professionale.

L'astrattezza dell'approccio alla musica ha prodotto negli insegnanti elementari riserve e


insicurezze che richiedono un intervento di formazione coinvolgente che abbia al centro
l'esperienza diretta e l'immersione nel campo sonoro-musicale utilizzando metodologie
formative che si caratterizzino come ricerca guidata a livello adulto e che rendano
formatori i formandi che producono, ascoltano, analizzano, sperimentano, organizzano,
teorizzano, spaziando dalla propria esperienza sonora quella educativa, in un continuo
passare da una dimensione all'altra.

E' necessario pertanto un tipo di approccio al suono e alla musica che rifugga dalle
astrattezze e proceda per scoperta partendo dal bagaglio posseduto da chi apprende, per
promuovere la riflessione e sviluppare gradualmente tutte le potenzialità che il mondo
sonoro offre fornendo quegli strumenti e metodologie necessari a costruire
quell'atteggiamento positivo e di curiosità che solo può consentire l'attività conoscitiva
in percorsi di ricerca autonoma.

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L'acquisizione dell'autonomia professionale è la meta di ogni intervento formativo ma la


complessità de mondo dei suoni e della musica rende difficile il raggiungimento di tale
obiettivo. Si impone pertanto che il momento intensivo di immersione e di riflessione
sul proprio percorso conoscitivo, sia seguito da un momento sperimentale su campo
supportato, guidato e utilizzato per consolidare quanto acquisito verificandone
l'applicabilità e la potenzialità e per individuare gli elementi critici utili ad ulteriori
approfondimenti.

Un approccio attivo, un'attività di studio guidata trovano il loro sbocco naturale e la


possibilità di verifica delle ipotesi nell'azione
1 didattica, comunemente concordata e
condotta insieme nelle classi da musicisti e maestri, che progettano-agiscono-
verificando integrando i punti di vista rafforzando competenze, in un reciproco e
dinamico arricchimento.

Si delinea quindi un tipo di formazione che offra momenti di immersione nel mondo
sonoro-musicale, momenti supportati progettuali e di traduzione nell'ambito
dell'esercizio professionale. Momenti di studio individuale con caratteristiche non
autodidattiche ma guidati attraverso materiali e momenti di riflessione, finalizzati alla
puntualizzazione e alla rimessa in gioco, in una dinamica formazione che sia basata
sulla continua ricerca-azione-studio-progettazione.

4. I caratteri del progetto formativo

Un progetto formativo, per essere una risposta alle esigenze ora richiamate avrà i
caratteri:

1) della generalità rivolgendosi gradualmente a tutti gli insegnanti, con precedenza a


quelli impegnati nel gruppo in ambiti disciplinari che includono l'educazione al suono e
alla musica;

2) della specificità conservando tutte le connotazioni sopra richiamate e comunque


proprie di un linguaggio da comprendere e da usare;

3) della competenza dei formatori e del processo di formazione;

4) della qualità di un prodotto formativo efficace;

5) della flessibilità ed adattabilità ad altri contesti e ad altre situazioni;

6) della verificabilità in itinere ed al termine del processo di formazione.

5. I contenuti delle iniziative di formazione

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E' innanzitutto necessario che gli insegnanti siano consapevoli del senso del mutamento
profondo previsto dai programmi. Infatti non si tratta di educare con la musica, né di
educare alla musica, ma di aiutare l'alunno a scoprire e a convivere, in maniera
espressiva e creativa, con quella dimensione della realtà che si esprime e comunica con i
suoni e la musica. Non è più solo canto e/o ascolto, ma un'articolata proposta di attività
percettive, di comprensione, di produzione sonora, di interpretazione e produzione
grafica.

Il progetto affronta tali problemi mediante una iniziativa che vuole costituire un
concreto avvio alla riqualificazione degli1 insegnanti elementari nel settore, partendo
dalla valorizzazione delle competenze e delle positive esperienze esistenti, fino a
condurre i docenti al possesso di quella nuova autonomia professionale, capace di porre
la scuola elementare nella condizione di soddisfare, anche in tale settore, le esigenze
culturali individuate dai programmi di insegnamento e la conseguente richiesta sociale
che esse pongono.

La realizzazione di una corretta alfabetizzazione musicale, fin dalla scuola primaria, è


destinata a produrre effetti culturali a vantaggio dell'intera comunità nazionale che
vanno al di là degli obiettivi strumentali che oggi si vogliono raggiungere, influendo
positivamente, anche sulla qualità e sulla diffusione della cultura, delle attività e delle
professioni musicali nel loro insieme.

6. Organizzazione e pianificazione del modello formativo

Il modello formativo di realizzare mediante una intesa tra la Direzione generale


dell'istruzione elementare e l'Ispettorato per l'istruzione artistica e individua i
fondamentali soggetti attivi nei direttori didattici e nei direttori dei conservatori di
musica, i quali nell'ambito dei rispettivi ordinamenti interagiscono.

Per tale fine è stato costituito un gruppo di studio nazionale con compiti progettuali, di
raccordo e valutativi, composto da esperti, rappresentanti della Direzione generale
dell'istruzione elementare e dell'Ispettorato per l'istruzione artistica, dei conservatori di
musica con competenze nell'ambito della formazione oggetto di intervento.

Un'azione di monitoraggio in itinere e a consuntivo delle iniziative di aggiornamento e


formazione in servizio sarà predisposta per valutare l'entità dei cambiamento prodotti a
seguito dell'intervento e verificare la congruenza del modello formativo ideato rispetto
alle finalità, al cambiamento prodotto e alla sua validità.

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 Nota Ministeriale 25 settembre 1998


prot. n. 158/Segr.

Oggetto: La diffusione della musica come fattore educativo nel sistema


scolastico

Nel quadro delle problematiche educative che gli spazi di ampliamento dell’offerta
formativa consentono di avviare a soluzione, almeno in via sperimentale, è stata di
recente focalizzata quella relativa alla diffusione della musica come fattore educativo
all'interno del sistema scolastico.

E' stato a tale scopo creato un gruppo di lavoro, con il mandato di identificare gli spazi
operativi all'interno dei quali soddisfare questa esigenza.

ll gruppo di lavoro ha prodotto due documenti, che si allegano, il primo di carattere


concettuale e di riflessione generale, il secondo di tipo progettuale operativo.

Su tali documenti il giorno 1 ottobre 1998 si svolgerà presso questo Ministero della
Pubblica Istruzione un Forum di presentazione e di discussione, che vedrà presenti
illustri rappresentanti della cultura musicale. Si fa riserva di comunicare gli esiti di tale
iniziativa.

Come si ricava anche dal documento operativo, appare opportuno avviare una prima
sperimentazione che consenta di promuovere e raccogliere esperienze concrete utili al
successivo ampliamento degli interventi formativi in materia.

A tal fine per l'anno scolastico 1998/99 si intende dotare un centinaio di scuole di ogni
ordine e grado del Laboratorio musicale, che il gruppo di lavoro ha identificato come
spazio della musica, all'interno del quale e al di fuori degli orari curricolari si debba e si
possa avviare una serie di iniziative formative destinate a soddisfare la diffusa esigenza

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dei giovani di vivere la musica in una prospettiva di insieme e nell'ottica sia


dell'educazione all'ascolto, sia della produzione musicale.

Tali scuole opportunamente articoleranno la loro progettazione in rete, affinchè la


dotazione creata risulti pienamente fruita e valorizzata.

In tale contesto si richiama l'attenzione delle SS.LL. sulla necessità di riservare


particolare attenzione ai progetti complessi -di cui alla C.M. prot. n. 27814 del 19
maggio 1998- provenienti da istituzioni scolastiche che intendano inserirsi in questa
sperimentazione guidata e coordinata dotandosi
1 del Laboratorio musicale, assicurando,
comunque, la partecipazione di almeno una istituzione scolastica nell’ambito
provinciale.

Le SS.LL. vorranno segnalare al Gruppo di lavoro le scuole che avranno richiesto ed


ottenuto il necessario finanziamento ai sensi della legge 18 dicembre 1997 n. 440,
affinchè possa essere ad esse fornito il necessario supporto di assistenza organizzativa e
didattica.

Documento di riflessione preliminare

Tre premesse

1. Per quanto attiene alla formazione musicale, la Camera dei Deputati, nel
licenziare il provvedimento di riforma delle Accademie e dei conservatori, ha
rinviato la disciplina di tale formazione nelle fasce dell’istruzione secondaria
alla legge di riordino dei cicli scolastici.
2. Si impone intanto l’esigenza di intervenire nel settore per assicurare una
formazione ed educazione musicale, che da una parte concorra alla definizione e
realizzazione del progetto educativo e metodologico-didattico complessivo del
segmento di istruzione nel quale è collocata, ma dall’altra abbia anche una
valenza funzionale e prodromica agli studi musicali e coreutici di livello
superiore.

3. Le attività musicali come fattore educativo non possono non essere diffusamente
presenti nel sistema scolastico italiano a tutti i livelli ed in tutti i settori.

Cinque considerazioni generali

1. Allo stato attuale dell’organizzazione complessiva del sistema scolastico


italiano, le attività specificamente musicali sono presenti come fattore educativo
nella scuola materna, nella scuola elementare e nella scuola media, con dei

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programmi sostanzialmente bene articolati e non così rigidi da impedire una


sufficiente flessibilità di adeguamento alla continua evoluzione dei metodi e
delle pratiche. Ciò che manca talora agli insegnanti, anche a quelli in possesso di
studi musicali conservatoriali, è invece una formazione didattica aggiornata ed
omogenea. Altro è saper suonare bene uno strumento o essere esperto
compositore, altro e saper "far fare" musica ad un gruppo di bambini o ragazzi,
coordinando le loro capacità esecutive e creative espresse attraverso lo
strumento "voce" o attraverso strumenti musicali adatti allo scopo e all’età. Altro
ancora è saper motivare questa attività in modo tale da condurre il gruppo alla
scoperta, alla comprensione ed alla1 progressiva razionalizzazione di tutto ciò che
l’esperienza musicale suscita in termini di emozioni e riflessioni, anche nella
prospettiva dell’arricchimento del bagaglio comunicativo con riferimento alla
pluralità dei linguaggi che ovviamente comprende anche quello musicale.
2. Per quanto si riferisce al complesso panorama degli indirizzi scolastici della
secondaria superiore, si può dire che in esso la musica come disciplina quasi non
esiste, poiché allo stato l’unica presenza istituzionale, quella degli Istituti
Magistrali e delle Scuole Magistrali è scomparsa, a seguito del D.I.10.03.97 che
ha eliminato il valore abilitante dei titoli rilasciati da queste ultime istituzioni e
le ha di fatto eliminate dal sistema scolastico.

3. Questa assenza, che investe tutta la fascia della Secondaria, ivi compreso il
biennio che si avvia a diventare obbligatorio, comporta non solo una indebita
sostituzione di formazione culturale alle esigenze e richieste degli adolescenti,
ma anche una ingiustificata interruzione dell’attività comunque avviata in
quest’ambito nel settore scolastico precedente. Va subito osservato che la
necessaria continuità deve necessariamente prevedere attività musicali adeguate
all’età e strettamente collegate ad un approfondito lavoro di ascolto, analisi e
riscontro storico. A tal fine restano comunque disponibili le attività
complementari e integrative di cui al D.567 del 10.10.96, con i relativi
stanziamenti.

4. Principio generale da riaffermare definitivamente è che non si può considerare


"educazione musicale" una disciplina scolastica che si risolva in termini di puro
apprendimento passivo. L’ambito dell’educazione musicale dovrà sempre
comprendere una parte fondamentale di attività creativa. Inoltre essa dovrà
contribuire ad una formazione generale della persona. Componenti ineludibili di
un’attività musicale globale sono l’attività gestuale, la pratica vocale, la pratica
strumentale, la musica d’insieme, la drammatizzazione, i procedimenti di
improvvisazione e composizione, con tutte le conseguenti implicazioni di
acquisizione, conoscenza, competenza e razionalizzazione. La musica,
ponendosi in tal modo come mezzo oltre e prima ancora che come scopo, dovrà
vedere valorizzate nel suo ambito tutte quelle componenti formative individuali
e sociali che costituiscono parte essenziale della sua natura.

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5. L’attività musicale dovrà avere importanza primaria come motore di sviluppo


del senso di sicurezza individuale e delle capacità di integrarsi con gli altri e in
senso più generale come mezzo per promuovere e sviluppare negli alunni la
capacità di "star bene insieme" a scuola, fuori della scuola, dopo la scuola.

Tre esigenze ineludibili 1

1. L’esigenza di dotare la Scuola, in particolare quella dell’infanzia e quella


elementare, di insegnanti realmente in gradi di svolgere i compiti decisivi in
tema di educazione musicale, che allo stato vengono loro attribuiti.
2. L’esigenza di provvedere a interventi che risultino coerenti con l’estensione
dell’obbligo scolastico a sedici anni, in via di approvazione in sede
parlamentare. Il che implica che occorre pensare a bisogni formativi inerenti
all’ambito musicale che superino il livello primario e propedeutico al quale si
limitano le "didattiche storiche" alle quali si può fare riferimento per
l’educazione musicale di base (1). Occorre nell’ambito di quest’esigenza
sviluppare da una parte una diversa attivazione dell’educazione musicale nella
scuola media, dove oggi essa viene mortificata nella pratica piccolo-povera del
"flautino" e dall’altra proporre e sviluppare una "pedagogia musicale" per
l’ultimo biennio dell’obbligo, dimensione sconosciuta al nostro sistema
scolastico nella prospettiva trasversale di una presenza in tutti gli indirizzi di
quel biennio.

3. L’esigenza conseguente di individuare, per tutti gli studenti coinvolti


dall’estensione dell’obbligo, un nuovo settore di studi musicali, orientabile sia
nel senso dell’analisi musicale, che nasca da una potenziata "didattica
dell’ascolto attivo e partecipativo", sia nel senso dell’acquisizione di una pratica
strumentale di propria elezione, a fini non necessariamente professionalizzanti,
avviata nel segmento scolastico precedente ed opportunamente fatta proseguire
nella fascia della secondaria superiore. In tale prospettiva, dovrà essere
opportunamente valorizzata l’esperienza della musica d’insieme, finalizzata
anche ad un uso creativo del linguaggio musicale, senza esclusione di generi,
stili e prassi.

Cinque obiettivi a medio termine

1. Potenziamento delle attività di aggiornamento per docenti di educazione


musicale operanti a tutti i livelli nel sistema scolastico.

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Materiali e documenti

2. Istituzionalizzazione degli attuali corsi sperimentali ad indirizzo musicale nella


scuola media.

3. Promozione della creazione di indirizzi sperimentali musicali nella scuola


secondaria superiore.

4. istituzione di un numero programmato di Indirizzi musicali all’interno del


sistema scolastico secondario attuale ed ovviamente anche all’interno del
sistema riordinato.

5. Attuazione dell’insegnamento di discipline


1 musicali in indirizzi non specialistici
almeno nell’ambito disciplinare dei "linguaggi non verbali e multimediali" e
comunque in riferimento a tutti gli ambiti scolastici.

 Un obiettivo a medio termine

1. Proposta di un piano triennale di finanziamento: a) per la creazione di specifiche


figure di sistema; b) per la definizione, identificazione e creazione di appositi
spazi fisici strutturati e attrezzati per la didattica della musica; c) per l’avvio
sperimentale di specifiche esperienze di educazione all’ascolto e di pratica
strumentale.

Due proposte operative all'interno dell'obiettivo a breve termine

1. Costituzione del "Laboratorio musicale" in tutte le istituzioni scolastiche


Il laboratorio musicale è un luogo fisico, un’aula attrezzata e dotata di tutte le
strumentazioni necessarie per produrre e riprodurre suono, che viene messo a
disposizione dell’intera struttura scolastica, eventualmente, in caso di assoluta
necessità, anche sfruttando il sistema dei "poli" scolastici, in senso orizzontale o
verticale.
2. Creazione della figura di sistema del "Coordinatore didattico del laboratorio
musicale"
Il coordinatore didattico del laboratorio musicale deve elevate competenze
musicali e didattico-pedagogico-musicali, per gestire direttamente il laboratorio,
ove manchino insegnanti competenti, oppure per assistere e coordinare gli
insegnanti in possesso di requisiti almeno iniziali di competenza. Il coordinatore,
inoltre, gestisce in prima persona o promuove attività di ulteriore aggiornamento
per gli insegnanti della propria scuola, coinvolgendo temporaneamente anche
altri esperti o gruppi apportatori di nuove proposte e/o esperienze sia didattiche
che artistiche. Il coordinatore supporta tutte le iniziative didattiche che
nell’ambito dell’educazione musicale siano assunte dagli organi competenti,
centrali e periferici. Per la programmazione, sperimentazione e assunzione a
regime di questa figura di sistema un soccorso prezioso potrebbe venire dalle

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Materiali e documenti

sperimentazioni previste nell’ambito dell’attuazione dell’autonomia


organizzativa e didattica di cui alla L.59/97, art.21.

Documento operativo
1
Premessa

Nella situazione nella quale attualmente vive la realtà del sistema scolastico italiano, a
livello ordinamentale, sperimentale e innovativo, il gruppo di studio ha ritenuto che una
maggiore diffusione della musica come fattore educativo all'interno di detto sistema
scolastico potesse essere più agevolmente realizzata sviluppando procedure operative
che non investissero direttamente le strutture ordinamentali.

E' apparso, infatti, necessario tener presente che, sia a livello culturale, sia a livello
normativo, sono in atto processi certamente complessi e di non rapidissimo sviluppo,
ma rispetto ai quali sarebbe fuorviante l'occasionale innesco di ulteriore procedure
innovative, ancorché rese meno vincolanti dal carattere sperimentale.

Si è ritenuto quindi di muoversi nell'ambito delle zone innovative identificate


dall'autonomia organizzativa e didattica, di cui alla L.59/97, art.21, ulteriormente
definite e precisate attraverso la ricca ed articolata normazione ulteriore.

Si è giunti, procedendo in tale direzione di ricerca, alla proposta di un obiettivo a breve


termine, che pur nella ricchezza della sua valenza formativa, si articola in termini tali da
essere pienamente conseguibile senza invadere ambiti decisionali che solo ulteriori passi
normativi potranno rendere agevolmente praticabili.

Tale obiettivo è stato identificato nella creazione presso tutte le istituzioni scolastiche di
un LABORATORIO MUSICALE, sotto la responsabilità di una nuova figura di
sistema, quella appunto del COORDINATORE DEL LABORATORIO MUSICALE.

Per il conseguimento di tale obiettivo su larga scala in tutto il sistema scolastico


occorrerà articolare un piano operativo che, a partire dall'anno scolastico 1999/2000,
fornirà, con una progressione che nell'arco di un quadriennio raggiunga tutte le
istituzioni scolastiche, di ogni ordine e grado, operanti sul territorio nazionale, i fondi
necessari e sufficienti per la creazione del LABORATORIO MUSICALE.

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Nel corso dell' anno scolastico 1998/99 si avvierà una sperimentazione guidata, che
promuova la creazione di 120 laboratori musicali presso istituzioni scolastiche,
rappresentative di tutti gli ordini, gradi e indirizzi, la quale, rientrando nell'ambito della
progettazione sperimentale resa possibile dalla normativa sull'autonomia, consenta una
prima verifica della funzionalità del modello ipotizzato e proposto, in vista della sua
progressiva estensione nel sistema scolastico.

Motivazioni di fondo

Il proposito di introdurre nel nostro sistema


1 scolastico, con particolare riferimento a
quei segmenti dello stesso nei quali la valenza formativa della musica è di fatto assente,
perché manca qualsiasi riferimento esplicito alla problematica
dell'insegnamento/apprendimento musicale (2), una componente quale la musica, intesa
prevalentemente nei suoi aspetti e nelle sue prospettive formative generali, esige la
definizione e la creazione di una specifica condizione didattica, opportunamente e
appositamente predisposta.

In una realtà scolastica, nella quale gli insegnamenti curricolari risultano già troppo
numerosi, è opportuno pensare piuttosto ad una attività espressiva, partecipata e
creativa, che si svolga in spazi operativi non convenzionali, per evitare qualsiasi rischio
di ricaduta in forme di didattica fortunatamente superate. Tali spazi vanno
specificamente attrezzati in modo da consentire modalità di insegnamento e soprattutto
di apprendimento che non siano o almeno non siano soltanto e in qualche caso
prevalentemente quelle della comunicazione trasmissiva, che vede l'alunno in una
situazione di improduttiva passività, o addirittura della trattazione teorica e libresca.

Lo spazio operativo per l'insegnamento/apprendimento della musica con finalità


formative prevalenti se pure addirittura non esclusive rispetto a quelle cognitive fine a
se stesse, è quello al quale noi pensiamo quando parliamo di Laboratorio musicale,
luogo fisico all'interno del quale è possibile reperire gli "attrezzi" della musica, che non
a caso si produce con "strumenti", e nello stesso tempo è possibile instaurare un
rapporto apprenditivo di tipo concreto, attivo, produttivo, diretto.

Solo in questo modo si riuscirà - probabilmente - a realizzare quella "laboratorialità"


che rappresenta il requisito indispensabile di qualsiasi didattica attiva e che la scuola
italiana dovrà saper giocare come carta vincente se e quando si vorrà avviare il processo
di trasformazione del sistema scolastico italiano da scuola dei programmi a scuola degli
obiettivi, da scuola degli esercizi a scuola dei problemi.

In pratica il laboratorio musicale dovrà realizzare una forma diretta di esperienza


musicale, praticata sia nell'ascolto che nel fare musica, utilizzando materiali che
consentano di far riferimento al vissuto esperienziale dello studente anche in relazione
alla musica.

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Va subito chiarito che questo riferimento al vissuto musicale dello studente non deve
essere considerato mero e riduttivo espediente di strategia didattica, finalizzato, cioè,
soltanto alla realizzazione di un processo motivazionale. Se la prospettiva è quella di
lavorare in senso ed in direzione prevalentemente educativa, occorrerà sviluppare
procedure che facciano crescere attitudini, tendenze, vocazioni, potenzialità, ma
soprattutto occorrerà che si risponda a bisogni ed esigenze dell'utenza studentesca.

La proposta del Laboratorio musicale come obiettivo primario e prioritario consente


anche di segnalare e soddisfare la necessità che si faccia, attraverso di esso, il primo
ineludibile passo verso un approccio alla1musica che privilegi la forme della pratica: la
riproduzione, l'improvvisazione, la composizione, l’interazione tra suono e movimento.

La valenza educativa della musica, attraverso il laboratorio, si esplicita in un sistema di


relazioni tra chi insegna e chi apprende, sistema basato sul fare, ascoltare, analizzare e
conoscere musica.

L'obiettivo generale è creare insieme all'interno di un vasto campo di esperienze non


circoscrivibile nei limiti di una disciplina ma riconducibile semmai a un processo in
costante divenire fatto di vocalità, uso di strumenti, attività gestuali e motorie.

Obiettivi trasversali, sottesi ai diversi cicli scolastici, possono essere identificati come
segue:

A. Sviluppo delle capacità di far musica, in modi e con scopi differenziati;


B. Acquisizione della capacità di ascoltare e di esprimersi attraverso il movimento del
corpo;
C. Acquisizione della capacità di ascoltare e comprendere le opere musicali, nella
varietà dei generi, stili, forme e funzioni;
D. Sviluppo della capacità di operare e riflettere con e sul linguaggio musicale, tramite
l'acquisizione di un lessico essenziale e calibrato;
E. Maturazione delle capacità di orientarsi nella sovrabbondante offerta musicale della
civiltà contemporanea e controllo delle proprie strategie fruitive in relazione alle diverse
situazioni.

In questo spazio sarà anche possibile recuperare una pratica che nel nostro orizzonte
didattico è marginale o addirittura assente, quella corale per lettura, con l'obiettivo di
costruire nello studente quel vocabolario musicale di base necessario da una parte alla
sua crescita culturale e dall'altra al suo personale processo di costruzione della
personalità.

Il che giustifica una definizione del laboratorio musicale inteso come luogo fisico dotato
di precise caratteristiche architettoniche e acustiche e attrezzato con strumentazioni atte
a produrre e riprodurre suono.

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Materiali e documenti

Caratteristica essenziale dello spazio deve essere quella della grande flessibilità e
mobilità degli arredi e della strumentazione, per consentire l'utilizzazione dello spazio
stesso per la proposta di molteplici linguaggi artistici.

Per quanto attiene all'acustica dello spazio destinato a laboratorio musicale, pur
riconoscendosi che il livello ottimale, peraltro non indispensabile e non diffuso in
qualche caso neanche a livelli conservatoriali, è quello dell'insonorizzazione
dell'ambiente, si segnala la possibilità di una serie di interventi di assai più facile
realizzazione.
1
Risultati accettabili da questo punto di vista si raggiungono: a) con una pavimentazione
in linoleum; b) con panneggi di stoffa lungo le pareti che non presentino aperture; c)
tendendo corde, dello spessore di due/tre centimetri nei due sensi della pianta,
presumibilmente rettangolare, dell'ambiente, alla distanza di circa m.3,50 dal suolo; d)
coprendo pareti e soffitto con pannelli di cartone, che attutiscano i suoni esterni. (3)

Le dimensioni ipotizzabili per questo "luogo della musica" si aggirano intorno ai m.8 x
10. Va detto però che è opportuno far prevalere la qualità dell'acustica, nel senso che è
più opportuno lavorare in ambienti piccoli ma dotati di buona acustica, che in un
ambiente grande, come talune palestre nelle quali risulta difficile anche soltanto la
comunicazione verbale.

 Elementi essenziali dell'arredo

Si indica qui di seguito un arredo di base per il laboratorio musicale, rispetto al quale va
subito chiarita la possibilità che esso sia realizzato in progress, nel senso che l'ordine nel
quale i materiali sono indicati rappresenta anche la serie delle opportune priorità, in
relazione alla progettazione specifica: 1. Strumentario Orff (4); 2.Pianoforte; 3.Impianto
di amplificazione per voci e strumenti (microfoni, aste, monitor); 4. Eventuali altri
strumenti (chitarre, percussioni, ecc.); 5.Amplificazione per chitarre e bassi; 6. Impianto
Hi- fi con lettore CD; 7. Televisione; 8. Videoregistratore; 9. Telecamera; 10. Tastiera;
11. PC multimediale con software finalizzato ad attività musicali; 12. Mediateca (CD,
CD rom, videocassette, audiocassette, libri); 13. Lavagna pentagrammata; 14. Lavagna
luminosa; 15. Un essenziale parco luci.

Il coordinatore del Laboratorio musicale

Questa nuova figura di sistema è indispensabile per promuovere, progettare e coordinare


sia a livello di singolo istituto, sia tra più istituti, le attività musicali, con riferimento a
quelle rivolte agli alunni ma anche a quelle finalizzate all'aggiornamento/formazione di
docenti da impegnare nell'articolazione ulteriore dei progetti.

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Materiali e documenti

Per quanto attiene al rapporto tra più istituti si segnala che il complesso della normativa
relativa all'autonomia organizzativa e didattica in più contesti privilegia le attività,
sperimentali e non, delle istituzioni scolastiche che si consorzino in rete.

Tale privilegiamento non è soltanto da riferirsi alle ovvie ricadute positive in ambito
economico, ma anche al senso culturale della rete di scuole. E' appena il caso di
sottolineare che l'autonomia, per il fatto stesso che rappresenta un riferimento quasi
sinonimico alla realtà del territorio, non può non realizzarsi attraverso la presa di
coscienza della realtà territoriale in tutta la sua articolata e specifica identità e
autenticità. 1

Requisiti indispensabili per l'identificazione del profilo di questa figura di sistema sono,
da una parte, adeguate competenze musicali e dall'altra capacità pedagogiche di
coordinamento.

Tali requisiti dovranno essere verificati con riferimento a titoli di studio e diplomi ma
anche e soprattutto in relazione a sicure e certificate esperienze pregresse nell'ambito
delle specifiche attività che la funzione prevede.

Qualora, come assai spesso accadrà, tali requisiti non siano riscontrabili in personale
appartenente all'organico dell'istituzione scolastica, si provvederà all'assunzione
mediante contratto d'opera.

Conclusione

Se nella scuola secondaria superiore in particolare non è pensabile che, almeno per ora,
la pratica musicale possa rientrare nei programmi curricolari, questo non significa che le
attività esecutive e produttive debbano risultare assenti nel repertorio delle offerte
formative che nel suo complesso il sistema scolastico si sforza di proporre alla sua
utenza.

Il laboratorio musicale appare una soluzione sensata e praticabile per gli spazi opzionali
ed extracurricolari. Attraverso di esso si consente agli studenti di esplorare territori
ulteriori e di soddisfare esigenze della loro identità che non trovano risposte nello spazio
curricolare.

Il laboratorio musicale potrà diventare anche il luogo nel quale si rapportano


preziosamente fra di loro quei saperi che la scuola, nella sua visione disciplinare, ha
spesso scisso pericolosamente.

NOTE

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Materiali e documenti

(1) Si fa riferimento alla scuola mimico-ritmica di Delacroze, a quella precipuamente vocalistica di


Kodaly, ed a quella eminentemente propedeutica alla pratica strumentale di Orff.
(2) Si fa riferimento al fatto che, a livello di scuola secondaria superiore l'insegnamento/apprendimento
della musica, che fino all'anno scolastico 1997/98 era presentato solo nell'Istituto Magistrale, a partire
dall'anno scolastico 1998/99 è presente soltanto, ed in via transitoria, in pratica ad esaurimento, nelle
classi residue di detto Istituto, che è capitato sotto la scure abrogativa del DI 10.03.1997. Per quanto
attiene ai livelli di efficacia e funzionalità didattica di detto insegnamento si rimanda alle considerazioni
fatte nel precedente documento del gruppo.
(3) Val la pena di ricordare che perfino i cartoni ad alveare che costituiscono il tipico imballo delle uova e
che sono di facilissima reperibilità, rappresentano una buona ipotesi di rivestimento delle pareti, sia al
fine dell'isolamento rispetto ai suoi esterni, sia ai fini della riduzione del riverbero sonoo interno.
(4) Talune indicazioni hanno valore specifico per1 particolari ordini scolastici. Lo strumentario Orff, ad
esempio, è utilizzabile soprattutto, anche se non esclusivamente, nella scuola materna ed elementare.

Circolare Ministeriale 6 agosto 1999, n. 198


Oggetto: Progetto speciale musica - Legge n. 440 / 97. Procedure di attuazione
a.s. 1999/2000

La legge n. 440/97 ha istituito il fondo per l'arricchimento e l'ampliamento dell'offerta


formativa e per gli interventi perequativi. La Direttiva n. 180 del 19 luglio 1999 nel
definire i criteri generali per la ripartizione delle somme relative al corrente esercizio
finanziario, al punto 2 prevede tra le iniziative nazionali quella destinata al
potenziamento della cultura musicale, con un finanziamento complessivo di 8 miliardi
finalizzato alla progettazione di attività rivolte alla diffusione della musica come fattore
educativo nel sistema scolastico.

Si allega il Documento di sintesi (All. 1), elaborato dall'apposito Gruppo per la


diffusione della musica, sulla base delle esperienze maturate nello scorso anno
scolastico. Tale documento - comprensivo di un'ipotesi generale di progetto
complessivo per la organizzazione di un laboratorio musicale e dei suoi contenuti
operativi - risulta comunque attualmente consultabile anche sul sito internet
www.istruzione.it
La presente circolare definisce le procedure per la partecipazione alla iniziativa, che si
concentra, per quest'anno, sulla creazione di laboratori musicali da allocare presso una
singola istituzione scolastica, ma disponibili mediante un opportuno sistema di
collegamenti organizzativi e didattici per più istituzioni, anche appartenenti a vari ordini
e indirizzi di studi.

Il laboratorio rappresenta, pertanto, la struttura di riferimento del progetto, il cui


obiettivo prioritario va identificato nel coinvolgimento e nella sensibilizzazione del
territorio rispetto al problema e alle sue ricadute educative.

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Materiali e documenti

Le istituzioni scolastiche interessate presenteranno al competente Ufficio Scolastico


Provinciale, entro il 15 ottobre 1999, nell'ambito del piano di ampliamento dell'offerta
formativa, un progetto specifico di utilizzazione del laboratorio musicale. Nella
prospettiva di una programmazione pluriennale che raggiunga, attraverso il già
accennato sistema di collegamento fra più istituzioni scolastiche, la copertura di tutto il
territorio nazionale, per l'anno scolastico 1999/2000 è previsto il finanziamento di 200
laboratori musicali, a ciascuno dei quali è destinato un finanziamento di £ 40.000.000.
Tali finanziamenti specifici, non frazionabili, risultano assegnati ai singoli uffici
scolastici provinciali, nella misura di cui alla tabella A allegata alla presente, che è stata
determinata in relazione alla dimensione 1territoriale di ciascun ambito provinciale, alla
incidenza della popolazione scolastica, alla presenza precedente di istituzioni
laboratoriali e a tutti gli altri fattori di riconoscimento dell'identità territoriale in
relazione alla specificità del problema.

Particolare rilevanza assumerà nell'anno scolastico 1999/2000 il monitoraggio


dell'iniziativa, peraltro già avviato attraverso il questionario consuntivo, trasmesso a
tutte le istituzioni scolastiche dotate di laboratorio musicale nell'anno 1998/99 ed in
corso di elaborazione.
Si sottolinea altresì la necessità che la progettazione delle attività sia fatta integrando i
contributi eventualmente richiesti ed ottenuti ai sensi della Legge n. 440 / 97 con
somme già a disposizione del bilancio d'Istituto, nell'ottica del progressivo superamento
della fase di transizione, per giungere, nell'anno scolastico 2000/2001, alla piena
attuazione della legge sull'autonomia, nell'ambito della quale risulterà prevalente la
responsabile complessiva iniziativa delle istituzioni scolastiche.

Allo scopo di ottenere una omogeneità di criteri nelle scelte delle SS.LL., qui di seguito
si indicano, ai fini del finanziamento dei progetti, alcuni parametri prioritari di selezione
quali:

1. disponibilità dichiarata di un ambiente stabilmente ed esclusivamente destinato a


laboratorio musicale;
2. collegamento organizzativo, già realizzato, in funzione del progetto, fra la scuola
richiedente ed altre istituzioni scolastiche del territorio, puntualmente indicate e
delle quali sia allegato documento di adesione all'iniziativa;

3. collegamento con gli Enti Locali ed altre realtà organizzative territoriali,


nell'ottica di un forte radicamento del progetto sul territorio. Anche in questo
caso l'istituzione scolastica richiedente documenterà, in modo opportuno, i
rapporti previsti e le modalità con le quali sono stati istituzionalizzati (protocolli
d'intesa, convenzioni, accordi, ecc.);

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Materiali e documenti

4. forte integrazione del progetto con la programmazione d'Istituto, nella


prospettiva di una efficace azione formativa unitaria nella prospettiva della piena
autonomia delle scuole;

5. previsione di attività formative specifiche rivolte al Collegio dei Docenti nel suo
complesso e intese a creare le premesse per un lavoro integrato di ricaduta
didattica. A tal fine le istituzioni scolastiche progetteranno in relazione al valore
formativo della musica, attività di aggiornamento destinate ai docenti dei vari
ambiti disciplinari ed allegheranno copia delle delibere assunte in tal senso dal
Collegio dei Docenti; 1

6. inserimento del progetto nel quadro di una progettazione nazionale che renda
possibile il monitoraggio del progetto stesso;

7. previsione di un piano finanziario d'Istituto che integri le risorse che si


richiedono ai sensi della Legge n. 440 / 97, destinate specificamente ed
esclusivamente alla creazione della struttura di base, con risorse dell'Istituto, non
necessariamente riferibili alle sole spese di funzionamento, e/o comunque con
risorse opportunamente reperite, finalizzate alla copertura delle spese relative
all'impiego di risorse umane, per eventuali contratti d'opera od altro. Le
istituzioni scolastiche allegheranno copia degli atti deliberativi assunti in tal
senso.

Con l'occasione si segnala che, per quanto riguarda la funzione di sistema del
coordinatore del laboratorio musicale, si svolgerà in autunno un seminario residenziale
di confronto, allo scopo di giungere, raccogliendo opportunamente proposte ed
esperienze, ad una puntuale definizione dei compiti connessi a tale funzione e
conseguentemente delle caratteristiche professionali che chi la svolga deve possedere.
Successivamente saranno anche organizzate specifiche attività formative destinate agli
interessati.

Considerata l'importanza della presente iniziativa, si confida nella consueta puntuale


collaborazione per la diffusione della circolare, allo scopo di consentire alle istituzioni
scolastiche interessate di definire la loro ipotesi di progettazione.

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Materiali e documenti

Circolare Ministeriale 3 febbraio 2000, n. 30


Prot. n. 1790

Oggetto: Progetto Nazionale Musica - Richieste notizie e indicazioni

Com'è noto agli uffici competenti nell'anno scolastico 1998/99, sono stati attivati i primi
laboratori musicali nelle scuole di ogni ordine e grado nel quadro degli ampliamenti
dell'offerta formativa resi possibili dalla sperimentazione dell'autonomia (nota n.158 del
1
25.9.1998 dell'Ufficio del Consigliere Ministeriale per l'autonomia).

L'iniziativa, finalizzata alla diffusione della cultura musicale all'interno del sistema
scolastico come fattore educativo, ha ricevuto una sua definizione più sistematica con la
circolare ministeriale n.198 del 6 agosto 1999, attraverso la omogeneizzazione dei
finanziamenti, quantificati in £.40.000.000 indivisibili per ciascun laboratorio, e la
indicazione degli elementi essenziali dell'arredo laboratoriale, sia pure da realizzare, ove
necessario, in progress. L'ampio documento programmatico allegato alla predetta
circolare indica i punti essenziali cui i progetti delle singole scuole debbono
irrinunciabilmente ispirarsi. Tali punti costituiscono anche parametro di riferimento per
le SS.LL. ai fini della selezione fra i progetti presentati e debbono intendersi
integralmente richiamati con la presente circolare.

Il "Progetto Nazionale Musica" ha evidenziato l'esistenza di un fortissimo interesse sia


nel tessuto scolastico che parascolastico ed è destinato ad assumere un ruolo centrale nel
quadro delle molteplici iniziative assunte nello scenario delle opportunità offerte dagli
istituti autonomistici. Ciò è da riconnettere sia all'evidente carattere di originalità dello
stesso, novità assoluta perlomeno per quanto riguarda il segmento dell'istruzione
secondaria di 2° grado, sia alla recente entrata in vigore della Legge 23 dicembre 1999,
n,508 di riforma delle istituzioni di alta cultura e quindi anche dei Conservatori Statali
di Musica e degli Istituti Musicali pareggiati.

La previsione di una progressiva trasformazione di tali istituzioni in Istituti Musicali


Superiori preposti a percorsi formativi collocabili nella fascia di scolarità post-diploma,
carica il progetto di nuove valenze sistematiche. Pur essendo esclusa una funzione
professionalizzante dei laboratori musicali, funzione che dovrà essere attribuita ad
istituzioni da individuare nel corso delle linee di evoluzione degli ordinamenti formativi
del settore, è evidente che la diffusione della cultura musicale all'interno delle scuole di
ogni ordine e grado si caratterizza per nuovi aspetti di opportunità che si aggiungono al
valore, già rilevante in se, di importante fattore educativo.

Si è ritenuta pertanto sussistente la necessità di integrare le disposizioni e le indicazioni


già fornite ed a tale esigenza intende corrispondere la presente circolare.

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RILEVAZIONE DEI LABORATORI MUSICALI ESISTENTI

Con la citata circolare ministeriale n. 198 del 6 agosto 1999 è stata ripartita la somma di
8.000.000.000 (ottomiliardi) per consentire l'attivazione di duecento laboratori musicali
secondo il piano di quantificazione contenuto, per ciascuna provincia, nella tabella A
annessa alla circolare di cui trattasi. Questi duecento laboratori musicali vanno ad
aggiungersi a quelli già realizzati nell'anno scolastico precedente, sia pure al di fuori dei
parametri omogenei poi individuati.

L'esame e la selezione dei progetti presentati


1 dalle Istituzioni Scolastiche per l'anno
scolastico 1999/2000, dovrebbe già essere stato effettuato da parte degli uffici
competenti e si rende indispensabile per questo Ispettorato conoscere in dettaglio la
nuova mappatura dei laboratori musicali sia in rapporto alla loro ubicazione , sia in
rapporto alle attrezzature possedute.

Si pregano pertanto gli uffici competenti di voler comunicare al Ministero della


Pubblica Istruzione - Segreteria Ispettorato per l'Istruzione Artistica, le Scuole cui è
stato attribuito il previsto finanziamento di £.40.000.000-. Gli uffici competenti sono
altresì pregati di rappresentare i motivi che, eventualmente, abbiano determinato, nella
scelta delle istituzioni da finanziare scostamenti rispetto ai criteri indicati nella citata
C.M. 198 del 6.8.1999.

La scrivente provvederà poi direttamente a chiedere alle istituzioni interessate i dati


tecnici utili.

IL COORDINATORE DEI LABORATORI MUSICALI E LE RETI DI SCUOLE

Lo sviluppo dell'iniziativa e l'importanza strategica che alla stessa si attribuisce ha reso


centrale il tema delle risorse umane impegnate nell'esperienza ed ha indotto questo
ispettorato ad organizzare un apposito convegno, cui è personalmente intervenuto l'On.
Ministro, una delle cui finalità essenziali era proprio quella di delineare le abilità e le
competenze professionali che dovrebbero caratterizzare il "Coordinatore del laboratorio
musicale" per rendere efficace la sua azione in rapporto ai risultati attesi.

Il Convegno si è tenuto a Castiglione della Pescaia nei giorni 13,14 e 15 dicembre 1999
e gli elementi di approfondimento da esso emersi sono contenuti nel documento
allegato. Il profilo che emerge costituisce ovviamente quello "ideale" ed è comune la
consapevolezza che, nella realtà operativa, ben difficilmente i soggetti coinvolti
possiedono tutte le abilità e le competenze individuate. Tuttavia esso deve costituire
parametro di riferimento per le scelte che gli uffici competenti dovranno continuare ad
operare anche nel prossimo futuro, nelle ulteriori scansioni temporali del piano
pluriennale di istituzione dei laboratori musicali. Nel contempo il riferimento è
indispensabile anche per le scuole che si proporranno nel seguito dell'esperienza nonché

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Materiali e documenti

per le attività di aggiornamento e formazione la cui realizzazione ed il cui


coordinamento saranno affidate agli Istituti Regionali di Ricerca Sperimentazione ed
Aggiornamento Educativo.

Senza entrare in dettagli, rinvenibili nel citato documento convegnistico, rileva in questa
sede richiamare l'attenzione su due aspetti specifici.

1. Non essendo possibile, perlomeno nella fase attuale di transizione agire a livello
curriculare, l'unica possibilità di conseguire l'obiettivo di diffusione della musica nelle
scuole, come fattore educativo, su larga1 scala, è affidato alla creazione di un certo
numero di laboratori musicali (tendenzialmente 1500) che possano servire in rete tutte le
istituzioni scolastiche. Essenziale appare altresì il coinvolgimento nell'iniziativa degli
enti locali per i supporti che gli stessi possono fornire alle scuole nell'ambito delle loro
iniziative in materia scolastica. Tale linea di indirizzo che deve costituire per le SS.LL.
ulteriore elemento discriminante per le scelte, anche sul piano della collocazione
territoriale delle istituzioni aspiranti, manifesta la sua influenza anche sul piano delle
risorse umane consentendo di inquadrare il tema legato alla figura del coordinatore del
laboratorio musicale anche sotto una diversa prospettiva.
Una rete di istituzioni scolastiche consente infatti di allargare il terreno dei docenti
coinvolti nelle attività laboratoriali in modo tale da rendere possibile reperire le
competenze necessarie anche all'esterno dell'istituzione in cui è ubicato il laboratorio. In
quest'ottica sfuma la necessità di avere a disposizione un soggetto portatore di tutte le
abilità delineate in quanto, al di la dei compiti di coordinamento e di progettazione, tali
abilità possono essere riferite ad una pluralità di soggetti all'interno della rete che,
agendo in sintonia possono surrogare efficacemente eventuali deficit formativi del
coordinatore sotto taluno degli aspetti individuati.

2. Le scuole che hanno chiesto ed ottenuto l'attivazione del laboratorio musicale


introducono nei loro percorsi formativi un elemento caratterizzante che, attraverso il
sistema di rete, conferisce loro la qualità di scuola di riferimento per un progetto di
notevole impegno. Ne deriva che la funzione di coordinatore dei laboratori musicali,
anche nel caso di collaborazione di docenti di altre scuole, si inquadra in un ambito
riconducibile alla gestione dell'offerta formativa, al sostegno al lavoro di altri docenti e
ad interventi e servizi per gli studenti. Essa si presta dunque ad essere ricondotta
nell'ambito delle funzioni - obiettivo di cui all'art. 28 del C.C.N.L. del comparto scuola
del 26.5.1999.
Su tale apetto della questione gli uffici competenti vorranno richiamare l'attenzione di
tutte le scuole (essendo in futuro tutte potenzialmente interessate) ferma restando la
piena autonomia delle scelte, contrattualmente sancita, per tenere l'indicazione in debita
considerazione.

COSTITUZIONE DI CORI NELLE SCUOLE

Anno accademico 2008-09 – Prof. Dario De Cicco


Materiali e documenti

Il progetto musica si impernia essenzialmente sui laboratori musicali come luogo fisico
attrezzato che costituisce spazio operativo per l'insegnamento/apprendimento della
musica che dia luogo ad un'attività espressiva, partecipata e creativa,. In tal senso, come
già precisato, la sua diffusione sarà necessariamente limitata salvi gli effetti di
diffusione derivanti dal sistema di rete.

Esiste peraltro un'ulteriore possibile area che può efficacemente contribuire a realizzare
le valenze formative della musica e precisamente quella che si esprime nella creazione
di Cori che, per loro intrinseca natura, si prestano ad una diffusione che non presuppone
necessariamente strutture laboratoriali. 1

Su tale questione ci si riserva di fornire indicazioni più precise soprattutto in ordine ai


soggetti esterni che possono interagire con le istituzioni scolastiche su tale aspetto.
Nelle more si ravvisa però l'opportunità che le scuole in condizioni di poterlo fare in
rapporto alla disponibilità di risorse umane fornite di specifica professionalità, reperibili
, autonomamente anche all'esterno, costituiscano cori , fin da ora. Ovviamente anche per
questi ultimi prevalgono le finalità educative e formative, restando estraneo all'iniziativa
ogni intento professionalizzante. In tal senso si prega di compiere un'opera d'impulso
adeguata presso le istituzioni scolastiche.

La presente circolare (ed il documento allegato) sarà resa disponibile su internet e su


intranet. Peraltro gli uffici competenti sono pregati di attivarsi con ogni mezzo ritenuto
opportuno per una sua diffusione fra tutte le istituzioni scolastiche amministrate per una
compiuta riflessione sulla stessa che vada al di la di una conoscenza meramente
formale.

Si ringrazia per l'ulteriore collaborazione richiesta e si confida nel grande senso di


responsabilità e dedizione al servizio sempre dimostrato dagli uffici competenti

Anno accademico 2008-09 – Prof. Dario De Cicco

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