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La deissi in linguistica

Con il termine deissi si fa riferimento a quei termini e a quelle categorie di


espressioni, presenti in tutte le lingue, la cui interpretazione rinvia
necessariamente al contesto situazionale in cui avviene l’enunciazione. Tra le
definizioni date, comune appare il riferimento alla loro dipendenza dell’hic et
nunc del contesto comunicativo. Tu, questo, quello, lì, ora sono deittici, poiché
indicano entità diverse secondo la situazione.

Il termine deittico può essere usato con il valore attribuito, in ambito


filosofico, al termine indessicale o indicale, per fare riferimento ad un segno
“indice”. Gli elementi sono organizzati in base a una dimensione egocentrica. Il
soggetto enunciatore determina un punto focale, il centro di discorso, dato
dall’intersezione delle coordinate spazio-temporali del contesto enunciativo. Esso
è il punto di riferimento, o di ancoraggio, dell’organizzazione discorsiva.

La deissi è tradizionalmente descritta secondo le categorie di persona, tempo e


luogo. Con la deissi di persone viene codificato il ruolo dei partecipanti
all’enunciazione. La deissi di persona viene generalmente espressa di pronomi
personali di prima e seconda persona.

Con la deissi temporale viene codificata la relazione tra l’ora dell’enunciazione e


il tempo dell’evento o della situazione che viene descritta. Trova espressione
negli avverbi e nelle espressioni di tempo e nei tempi verbali.

Con la deissi spaziale vengono codificate le relazioni spaziali e i punti di


ancoraggio spaziale determinati dall’enunciazione. E’ tipicamente espressa da
alcuni avverbi di luogo come qui e dai dimostrativi.

I dimostrativi ordinano lo spazio partendo da un punto centrale, il punto di vista


dell’enunciatore, definendo un sistema di coordinate che servono a localizzare le
persone, gli oggetti o gli eventi. Quando viene indicato un oggetto vicino al
soggetto enunciatore si ha in italiano questo o codesto (deissi prossimale), quando
viene indicato un oggetto lontano si ha quello (deissi distale). Spesso il
riferimento di un elemento dittico è accompagnato da un gesto indicante l’oggetto e
la persona.

Nell’ambito della deissi spaziale è importante anche ricordare che, in alcune


lingue come l’italiano, essa può essere lessicalizata nei verbi di movimento come
venire o andare. Si osserva infatti una codificazione del movimento verso il
parlante (o di allontanamento dal parlante). Tale opposizione può realizzarsi a
livello morfologico, lessicale o sintattico.

In alcuni studi si sono operate ulteriori distinzioni introducendo la deissi


sociale (l’uso dei pronomi di cortesia) o la deissi testuale o del discorso (ad es.
“Fin qui si sono considerati”…). Con l’analisi delle forme deittiche si configura
un’importante dimensione di analisi, in particolare per il contesto riferimento al
contesto situazionale ai fini della disambiguazione e dell’intepretazione del dato
linguistico.

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