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Manuale DI Psicologia Positiva pdf

Psicologia della formazione (Università degli Studi di Verona)

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MANUALE DI PSICOLOGIA POSITIVA

La “rivoluzione positiva”

In un primo momento l’attenzione della psicologia era rivolta alla cura e al trattamento delle grandi
patologie mentali, in una seconda fase (dopo la seconda guerra mondiale) fu estesa alla
sofferenza e a tutti fattori che potessero avere un effetto negativo su un ambito di vita.

Prima ondata > modello clinico > patologia (approccio psicodinamico = il problema è la persona)

Seconda ondata > centrata sul problema > deficit della capacità cognitive o comportamentali
(approccio cognitivo-comportamentale e terapia razionale emotiva = il problema non è della
persona ma risiede nella persona e la soluzione coincide con il problema)

Terza ondata > centrata sulla soluzione : la persona non è di per sè problematica e si cerca di
aiutarla a ricostruire la sua esperienza in maniera positiva (attenzione alle risorse del paziente e
non il suo deficit)

Il concetto di aiuto all’inizio era legato alla carità e alla compensazione del disagio e dall’inizio del
secolo scorso ha iniziato ad avere una connotazione di supporto e sostegno finalizzato al
recupero e la normalità = benessere personale

Quarta ondata > potenziamento e sviluppo delle risorse individuali

—> avvento della psicologia positiva= spostamento focus da patolohy a apithology (stato di
benessere)

Nella psicologia positiva al posto di acirologia si utilizza il termine eudaimonia = raggiungimento


dell’eccellenza tramite l’uso delle proprie virtù (benessere psicologico, virtù, eccellenza,
motivazione intrinseca, autenticità e scopo della propria vita)

PP = interesse per la valorizzazione del benessere, delle competenze e delle potenzialità umane

Secondo Seligman la PP ha tre pilastri:

- Studio delle emozioni positive

- Studio delle caratteristiche positive

- Studio di istituzioni positive

Ha lo scopo di promuovere a livello individuale le caratteristiche individuali positive e a livello


sociale le virtù civiche, il senso di cittadinanza e di appartenenza.

Con la PP si cerca di integrare la psicologia centrata sulla malattia con una psicologia che punta
sulle risorse. A differenza delle scienze naturali in cui vi è un solo paradigma, la psicologia come
dice Laudan è una famiglia di teorie o prospettive.

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Si distinguono sei prospettive psicologiche:

- Fenomenologia

- Psicodinamica

- comportamentista

- Cognitivista

- Storico-culturale

- Biologica

Con la PP si ha un’evoluzione rivoluzionaria con la quale si cerca di riequilibrare le risorse


all’interno della psicologia non solo in occasioni patologiche ma anche verso il benessere.

La PP è sempre esistita nei suoi contenuti, grazie a Seligman si è potuto dare una visione
sistemica e olistica ai diversi contenuti favorendo così lo sviluppo.

Il messaggio dominante della PP è quello che sostiene che le dimensioni non positive spariranno
se le persone si concentreranno sul miglioramento degli aspetti postivi. Tutta via come dice Wong
alcune emozioni negative in realtà hanno il merito di spingere le persone a migliorarsi

Approccio streght-based

Saleeby suggerisce un’alternativa alla solita prospettiva dell’utente difettoso con una prospettiva
basata sulle risorse che rivolga l’attenzione alla resilienza, alle avversità, alla realizzazione e allo
sviluppo personale attraverso il superamento delle difficoltà del passato, al rafforzamento delle
aspettative e delle aspirazioni individuali, nonché all’utilizzo di doti e delle risorse dell’individuo,
della famiglia, del gruppo e della comunità.

> si ha cominciato a criticare i modelli deficit-based per sostenere quelli streghts-based

Secondo Seligman l’adozione di questo modello in psicologia clinica potrebbe aiutare a superare
il limite di successo (65%) delle psicoterapie rispetto le patologie psicologiche.

Per migliorare l’efficacia terapeutica questa è riconosciuta nell’approccio sistemico relazionale


che attraverso le dinamiche famigliari si cerca di risolvere il problema del paziente.

Caratteristiche principali dell’approccio strenghts based:

Focus: punti di forza

Valutazione: scoperta dei punti di forza

Intervento: implementazione

Ruolo del cliente: attivo, empowering

Contesto: inclusione, mainstreaming

Obiettivo: sviluppo

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A differenza dell’approccio deficit based che vede il paziente con un ruolo passivo e ha la finalità
di migliorare il sintomo o di ridurlo.

In comune i due approcci hanno l’attività di portare a coscienza dell’individuo parti del proprio Sè
ma mentre una lavora sulle dimensioni problematiche l’altra sulle risorse e le capacità nascoste
ponendo l’accento sulla forza del cliente e la sua capacità di autodeterminarsi.

Nell’ambito delle risorse umane a livello internazionale la GALLUP CONSULTING utilizza la


modalità d’intervento strenghts based che, secondo una serie di studi, ha riscontrato che chi
addotta questa modalità nell’organizzazione si abbiano risultato positivi maggiori.

All’interno della letteratura riguardo questo approccio:

- Chi ha cercato di individuare le caratteristiche da potenziare per la riuscita professionale, la


soddisfazione lavorativa e personale > approccio quantitativo

- Chi considera questo più un approccio di processo e che quindi i punti forza sono tuteli,
molteplici e individuali, persona dipendenti e contesto dipendenti > approccio qualitativo

> hanno contribuito a stilare il Q12 della Gallup = uno die migliori strumenti per valutare il clima
lavorativo

Caratteristiche di un contesto di lavoro strenght based:

- chiarezza obiettivi

- Possesso strumenti necessari

- Opportunità per dare il meglio

- Apprezzamenti e riconoscimenti

- Qualcuno che abbia cura di noi come persona

- Incoraggiamento allo sviluppo

- Opinione personale presa in considerazione

- Orgoglio per la Mission aziendale

- Attenzione alla qualità del lavoro

- Amicizia cn i colleghi

- Feedback positivi

- Apprendere cose nuove

In entrambe le prospettive si cerca di comprendere le dinamiche e le caratteristiche connesse con


l’esperienza ottimale, il flow, definito da Csikszentmihalyi come lo stato di completa gratificazione
che si prova nel sentirsi presi completamente da ciò che si sta facendo, essendo completamente
assorbiti e immersi nell’attività al punto di perdere la consapevolezza di sè, della fatica e del
tempo che trascorre. È uno stato mentale e d’animo positivo e appassionato con nessuna
sensazione di mancanza di controllo.

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Il flow: in questo stato si riesce a dare il meglio di sè anche in momenti di avversità. Le sue
caratteristiche sono:

- il compito da portare avanti costituisce una sfida e richiedeva la messa in gioco di abilità

- Alto grado di concentrazione

- Gli obiettivi risultano chiari

- È fornito un feedback immediato

- L’individuo prova un coinvolgimento profondo e istintivo

- L’individuo riferisce un senso di controllo in ciò che sta facendo

- La percezione del tempo trascorso si annullava

- Perdita dell’autoconsapevolezza

È il prodotto della combinazione di motivazioni, valori e interessi. Per la soddisfazione dei nostri
bisogni agiamo secondo un nostro sistema di valori, anche quando questo è inconsapevole, e
attraverso gli interessi si può realizzare il proprio sistema di valori mentre attraverso la motivazione
si da significato e continuità all’azione.

Non esistono modelli che siano in grado di interpretare il processo generativo complessivo, quelli
più diffusi sono i bottom up, basati sull’interpretazione e la definizione dei bisogni, piuttosto che
sull’interpretazione di dimensioni profonde come i valori e gli interessi.

Nel tempo ci si è concentrati sulla comprensione delle motivazioni, con un’attenzione particolare
al volere più che ai valori. Si è. Cercato di promuovere approcci che sostituissero motivazioni
intrinseche con motivazioni estrinseche ma che hanno rivelato una poca efficacia sui
comportamenti delle persone, se non un peggioramento.

I valori

Sono ideali che guidano la vita degli individui, da una parte rappresenta una costruzione stabile e
duratura relativa a ciò che è desiderabile per un individuo e dall’altra funge da metro di riferimento
per valutare fatti della vita e guidano le scelte opportune di vita.

I più importanti possono essere definiti centrali e prendono parte all’autodefinizione del Sè e
contribuiscono al proprio senso di autorealizzazione.

> Rokeach = un valore è un convincimento permanente per cui uno stile di vita o una finalità
dell’esistenza è preferibile ad altri stili e finalità.

Secondo una prospettiva sociologica i valori insieme alle norme, regole e comportamenti
costruiscono una cultura. Esistono tre tipi di sotto culture (Martin e Siehl):

- Rafforzativa: in un gruppo è possibile identificare persone che aderiscono maggiormente alla


cultura dominante

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- Ortogonale: in un gruppo è possibile identificare un set di valori che si discostano da quelli


dominanti anche non in contrasto tra loro

- Controcultura: in un sottogruppo i valori sonni netto contrasto con la cultura dominante.

In una società liquida è possibile un cambio di valori = un sottogruppo puùdiventare cultura


dominante e viceversa

Secondo una prospettiva psicologica, con le affermazioni Maslow, il sistema valoriale è connesso
allo sviluppo dell’individuo, che se autodeterminato eautorealaizzato ha un sistema valoriale
equilibrato, accetta il proprio ruolo, quello degli altri e prova un senso di comunione.

Maslow: l’individuo patologico cerca di soddisfare bisogni inferiori in cerca di sicurezza,


l’individuo normale cerca di soddisfare i suoi bisogni fondamentali cercando soddisfazione più
elevate.

Schwartz: un valore è un concetto che un individuo ha di uno scopo trasituazionale (terminale vs


strumentale) che esprime interessi (individualistici vs collettivisti) collegati a domini motivazionali e
valutano su un continuum di importanza come principio guida nella propria vita.

I valori sono rappresentazioni cognitive di tre tipi di necessità:

- Biologiche

- Sociali (scambi interpersonali)

- Socio istituzionali (il bene comune)

Lo scopo definisce la motivazione, ci sono 10 tipi di motivazioni: potere, successo, stimolazione,


edonismo, autodirezione, universalismo, benevolenza, tradizione, conformismo e sicurezza

= modello circomplesso: queste variabile possono essere inscritte in un cerchio e possono avere
diverse distanze tra loro e essere sovrapponibili.

Allo stesso tempo possono essere rappresentate bidimensionalmente:

- Dimensione di apertura al cambiamento vs conservatorismo (conflitto tra la tendenza ad avere


una pensiero e delle azioni indipendenti e l’autolimitazione per l’osservanza della tradizione)

- Dimensione dell’autoaffermazione vs autotrascendenza (conflitto tra l’accettazione degli altri e


l’impegno per il loro benessere e la ricerca del successo personale e la ricerca di predominio
sui propri simili)

> il modello di Schwartz permette di mappare e modernizzare i valori universalmente e di poter


rappresentare la configurazione valorizzare un certo gruppo.

Gli interessi

Sono l’orientamento o l’atteggiamento di un soggetto nei confronti di aspetti propri dell’ambiente,


funzionali per la soddisfazione dei propri bisogni. La continua interazione con l’ambiente crea,
sviluppa, soddisfa e modifica i nostri interessi.

L’interesse è quell’atteggiamento affettivo che stimola e mantiene l’attività dell’Io e che si colloca
tra il bisogno e l’oggetto che lo soddisfa.

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Super: i valori sono obiettivi che si cerca di raggiungere per soddisfare un bisogno dato da una
mancanza, gli interessi sono le attività e gli oggetti specifici attraverso i quali i valori possono
essere raggiunti e i bisogni possono essere soddisfatti. Particolare importanza hanno gli interessi
professionali che sono preferenze di attività differenti che evocano una professione.

Interessi professionali: strutturecognitive durature che si stabilizzano nella tarda adolescenza per
analogia o differenza rispetto a gruppi di riferimento (es. famiglia o amici) o sulla base di
caratteristiche personali e dell’ambiente.

Holland: l’inclinazione di u n individuo verso determinati interessi è in funzione della valutazione di


sè (propria storia personale, origine socio economica, livello culturale dei genitori e livello
scolastico)

- Barack: la formazione degli interessi dipende anche dai successi e gli insuccessi in determinate
attività che hanno permesso all’individuo di farsi un’idea delle proprie capacità e potenzialità e
quindi di avere un’anticipazione di sè e delle proprie prestazioni. -

Nel modello di Holland si possono distinguere tre idee:

- Nonostante le differenze individuali possibile identificare gruppi di persone simili tra loro
periteresti professionali

- È possibile identificare tipologia di ambienti lavorativi

- Alcuni ambienti sono più adatti per alcuni individui e viceversa.

Gli individui sono più felici se riescono ad esprimere i propri interessi nello svolgere il proprio
lavoro, e Holland identifica 6 tipi di professioni: realistico, investigativo, artistico, sociale,
intraprendente, convenzionale.

La massima soddisfazione professionale si ha quando si è in sintonia con l’ambiente, i nostri


interessi e i nostri valori, che purtroppo non sempre sono accessibili completamente alla nostra
coscienza, è perciò che il counseling è un metodo per la conoscenza di questi anche a livello
professionale.

VIRTù E COMPETENZE

Le virtù

Con il termine virtù s’intende la disposizione d’animo volta al bene, la capacità di un uomo di
eccellere in qualcosa, nella lingua italiana è la qualità di eccellenza morale.

Nel tempo ha avuto diverse connotazioni:

- Platone: ne La repubblica

Virtù = controllo della parte razionale dell’anima sulle passioni

• Temperanza

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• Coraggio

• Saggezza

• Giustizia

- Aristotele: Etica Nicomachea

Virtù = disposizione abitudinaria riguardante la scelta e consiste in una medietà in relazione a noi
tra i due vizi di eccesso e difetto

• Intellettive

• Morali

- Pensiero cristiano: catechismo della chiesa cattolica

Virtù = disposizione abituale e ferma a fare il bene e dare il meglio di sè.

• Umane (prudenza giustizia fortezza temperanza)

• Teologali (fede speranza carità)

La competenza

Implica conoscenze, atteggiamenti, valori, saperi, saper fare e saper essere che si rendono visibili
in un contesto attraverso una prestazione nella quale si ottiene un risultato.

È una caratteristica intrinseca per cui l’individuo combina le proprie risorse in diverse situazioni
che entrano in relazione in modo sinergico positivo.

Boyatzis - elementi portanti delle competenze:

- Articolato a più livelli

- È considerato in chiave statica ma anche dinamica

- È articolato in più tipi

- È considerato in chiave sistemica

Si manifesta a tre livelli: la motivazione e il tratto, l’immagine di sè e il ruolo sociale, la skill (abilità
di dimostrare un sistema e una sequenza di comportamenti con la funzione di raggiungere uno
traguardo)

Caratteristiche importanti:

- Dinamicità

- Multidimensionalità

- Carattere sistemico

- Contingenza

- Flessibilità

Tipologie di competenze:

- competenze di base (sapere minimo)

- Competenze tecnico-professionali (conoscenze e capacità connesse a determinate attività


professionali)

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- Competenze trasversali (life skills)

Vengono distinte in:

- Competenze soglia

- Competenze distintive

Modelli di classificazione di virtù/competenze della psicologia positiva:

1. Character strengths and virtues di Cristopher Peterson e Martin Seligman

Identificano 6 categorie di virtù considerate acquisibili, sviluppabili e oggetto di apprendimento


che raggruppano diversi punti di forza o potenzialità.

Attraverso una rassegna della letteratura sono riusciti a stilare una classificazione secondo questi
criteri:

- il punto di forza caratteriale contribuisce alla soddisfazione. È riconosciuto come parte di sè


che la persona si sente intrinsecamente motivato a esercitarlo perché soddisfacente.

- È valutato moralmente d per sè

- Non è semplice formulare un concetto contrario

- Si manifesta attraverso il comportamento, i pensieri, i sentimenti mostrando una certa stabilità


nel tempo

- È distinto dagli altri punti di forza

- Ha esempi ampiamente diffusi

- È possibile che in alcune persone non sia per niente presente

- È incentivato da alcune istituzioni fornite dalla società stessa.

Virtù nucleari / punti di forza

• Saggezza e conoscenza: creatività, originalità, ingegnosità. Curiosità, interesse per il mondo,


apertura all’esperienza. Apertura mentale, discernimento, capacità critiche. Amore per
l’apprendimento. Lungimiranza, saggezza.

• Coraggio: valore e audacia. perseveranza, industriosità, diligenza. Integrità, autenticità, onestà.


Vitalità entusiasmo, vigore.

• Umanità: capacità di amare e di lasciarsi amare. Gentilezza, generosità, solidarietà,


compassione. Intelligenza sociale, intelligenza personale, intelligenza emotiva.

• Giustizia: senso civico, responsabilità sociale, capacità di lavorare in gruppo e lealtà.


Imparzialità e equità. Leadership.

• Temperanza: capacità di perdonare e misericordia. Umiltà e modestia. Prudenza. Autocontrollo.

• Trascendenza: capacità di apprezzare bellezza ed eccellenza. Gratitudine. speranza/ ottimismo/


capacità di proiettarsi verso il futuro. Allegria e humor. Spiritualità, avere uno scopo, fede e
religiosità.

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2. Teoria della casualità pianificata di Krumboltz, Mitchell e Levin

Secondo il quale gli eventi casuali hanno un ruolo importante nello sviluppo delle carriere e che
questi siano spesso conseguenze indirette di comportamenti effettivi. Si sviluppa su due concetti:

- l’esplorazione genera eventi casuali per aumentare la qualità della vita

- Alcune competenze rendono le persone capaci di afferrare le opportunità

Lo scopo è di rendere le persone in grado di riconoscere e generare delle opportunità.

Le cinque competenze ritenute centrali sono:

- Curiosità

- perseveranza, resilienza

- Flessibilità

- Ottimismo

- Assunzione del rischio

Sulla base di questa teoria si sviluppano interventi formativi che rendono consapevoli le persone
delle proprie capacità e di sviluppare queste competenze. Viene dato molto risalto all’apertura
mentale.

3. Strengths Finder di Donald O. Clifton insieme al gruppo di ricerca della società gallup
consultino

Classifica le aree di talento che caratterizzano l’essere umano e aiuta gli individui a scoprire e
sviluppare le potenzialità possedute.

Costruisce un linguaggio per descrivere ciò che le persone riescono a fare meglio, sono riusciti a
identificare 34 aree di talento.

Talento = qualsiasi schema ricorrente del pensiero, sentimento, comportamento che può essere
applicato in modo produttivo.

Strenght = performance regolare e costante vicina alla perfezione in una specifica attività
possibile massimizzando i propri punti di forza e non fissandosi sulle proprie mancanze.

Le 34 aree di talento:

Sforzo e impegno nel lavoro: ricerca del successo/riuscita, Attivatore, Adattabilità, Fede,
Disciplina, concentrazione/ essere focalizzato, Risolutore, Stima di sè, importanza/valore

Pensiero e intelligenza: Analicità, Organizzatore, connessione/collegamento, Coerenza,


contesto/circostanze, risolutezza/deliberativo, Propensione verso il futuro, Ideazione,
Investigativo, Intelletto, Amore per l’apprendimento, pensiero strategico

Influenza sulle persone: comando, competizione, sviluppatore/promotore, tendenza a


massimizzare, positività, seduttori/corteggiatori

Aiuto agli altri: comunicazione, empatia, armonia, tendenza a includere, personalizzazione,


propensione alla relazione, responsabilità/potenzialità

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FLOURISH

Satisfaction With Life Scale (SWLS): strumento psicosociale per la misurazione della felicità e
della soddisfazione di vita

—> reddito e soddisfazione esistenziale vanno consistentemente nella stessa direzione ma, oltre
un certo valore soglia, lacorrelazioen viene meno e la ricchezza ulteriore non incrementa in modo
sostanziale la soddisfazione esistenziale.

La felicità è il risultato delle nostre migliori azioni, tramite le quali noi generiamo, produciamo,
creiamo e sviluppiamo = mentre produciamo generiamo un nuovo potenziale che potremo
utilizzare in futuro.

All’inizio la psicologia si dedicava soltanto all’infelicità e le psicopatologia, in realtà fin dai tempi di


Aristotele sera data una certa attenzione per la felicità. Aristippo elaborò il concetto di felicità
edonica (la felicità è data dal piacere perciò si cerca di massimizzare il piacere e minimizzare il
dolore) mentre con Aristotele elabora il concetto di felicità eudaimonica (lafleicità è frutto
dell’attuazione piena delle potenzialità individuali.

I diversi approcci alla felicità:

- Maslow > piramide dei sogni

- Badburn > la felicità è un giudizio globale sulla comparazione degli affetti negativi con quelli
positivi

- Campbell et al. > somma di circostanze vitali positive del tutto oggettive

- Kammann > risultato dell’interpretazione soggettiva delle circostanze oggettive

- Heady e wearing > ha tre dimensioni: soddisfazione cognitiva della vita, stato affettivo positivo
e stato affettivo negative

- Argyle e Martin > stato di gioia e stato di soddisfazione

- Veenhoven > giudizio affettivo e cognitivo sulla propria vita

- Waterman > felicità massimizzata se l’attività coincide con i propri valori

- Ryff e Keyes > autonomia, crescita personale, autoaccettazione, scopo di vita, padronanza
dell’ambiente, relazioni sociali positive

- Larson > soddisfazione per la qualità delle relazioni e del proprio funzionamento sociale

- Deci e Ryan >self determination theory, felicità correlata alla soddisfazione dissidenze di
autonomia, competenza e relazionalità

- Lyubomsky, Sheldon e Schakade > influenzata da un livello base, circostanze di vita e attività
intenzionali

- Heady > teoria dell’equilibrio dinamico, il livello di felicità tende a rimanere costate nel tempo.

1998: Seligman, Csikszentmihalyi e Fowler nasce la psicologia positiva con gli obiettivi di:

- studiare scientificamente le funzioni umane ottimali

- Scoprire, comprendere e promuovere le potenzialità

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- studiare le emozioni positive

- Studiare i tratti positivi unitamente alle potenzialità e virtù e elaborare una loro classificazione

Nella broaden and build theory di Fredrickson si sostiene che le emozioni positive fanno si che si
costruiscano in modo duraturo la gamma di risorse personali dalle quali attingere per aumentare
le probabilità di successo e coping, costruendo così riserve in caso di minaccia. Consentono un
più rapido recupero dei normali livelli dello stato d’animo = amplificano e liberano risorse
psicologiche durature, permettono un accumulo di capitale psicologico.

Si cerca di elaborare una teoria su come accrescere il livello di felicità degli individui

—> teoria della felicità autentica = la felicità ha tre elementi:

- emozione positiva

- Coinvolgimento (attività che permettono alta concentrazione e lo stato di flusso)

- Significato (scopo della vita, sentire di far parte di qualcosa di più grande)

Questa teoria venne criticata, ciò portò aut cambio di prospettiva in cui non si parlava più di
felicità ma di benessere, di cui la felicità è una delle variabili.

A quelle della prima teoria vennero aggiunte:

- relazioni positive

- Realizzazione

Il benessere è dato quindi dal funzionamento ottimale = il flourishing che è uno stato
caratterizzato dal sentirsi bene e dal funzionamento efficace che implica emozioni positive,
riuscita, coinvolgimento e relazioni positive.

Essere in uno stato di benessere non significa eliminare le condizioni disabilitanti della vita ma
promuovere le condizioni abilitanti attraverso lo sviluppo di competenze e l’esercizio continuo.

Seligman > formula per la felicità: H= S + C + V

La felicità è data dalla sua quota fissa (data geneticamente o dalla macina edonistica, la ricerca
del meglio) + le circostanze della vita + i fattori che dipendono dal nostro controllo volontario

La felicità è influenzata dalla nostra valutazione soggettiva circa il nostro stato di salute. Seligman
invita a concentrarsi sulle circostanze che dipendono dal nostro controllo, i fattori individuali: agire
su di essi può creare un cambiamento durevole, sostenibile.

Il benessere, il flourishing è il risultato della combinazione di passato, presente e futuro.

Per lavorare sul proprio passato è necessario sviluppare la “competenza” della gratitudine, del
perdono e per un futuro flourishing si deve sviluppare una visione ottimista mentre nel presente,
per essere in un’esperienza di flusso e quindi di benessere, dobbiamo riconoscere i nostri punti di
forza.

LA MOGLIE DI LOT

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Il peso che diamo alle nostre esperienze passate e soprattutto le emozione a esse associate sono
fondamentali per comprendere il livello di soddisfazione di vita e di felicità ace la nostra vita può
tendere. Le emozioni riguardanti il passato sono interamente governate dal pensiero e
dall’interpretazione, perciò la psicologia positiva ritiene che per innalzare il nostro livello di felicità
sia necessario lavorare sul nostro vissuto incrementando le emozioni positive, sostituendo al
rancore, all’astio, al desiderio di vendetta vissuti come compassione ed empatia verso chi ci ha
ferito e dare un nuovo senso al dolore.

Prospettiva temporale

= Dimensione temporale vissuta nella quale un individuo inserisce il proprio comportamento,


l’estensione della sua rappresentazione degli avvenimenti passati o futuri nella sua esistenza.

Si fa riferimento agli atteggiamenti vero il tempo inteso intenso generale, nel quale la persona si
crea obiettivi e progetti tenendo consorelle influenze sociali e personali.

Questa dipende da variabili cognitive e motivazionali : attraverso l’elaborazione cognitiva,


l’individuo mette in atto comportamenti finalizzati al raggiungimento di un determinato scopo in
una specifica prospettiva temporale.
Aspetti indagati:

- atteggiamento verso il tempo e fasi temporali della propria esperienza

- Orientamento differenziale sulla diverse forme temporali (passato presente o futuro)

- Densità e quantità di contenuti cognitivi che si hanno in relazione alle fasi della prospettiva
temporale

- L’estensione e la distribuzione nel tempo dei contenuti cognitivi connessi al passato e al futuro

- Coerenza o grado di organizzazione e di articolazione per gli avvenimenti accaduti che


accadranno

Zimbardo Time Perspective Inventory di Zimbardo e Boyd: conoscere il rapporto che ha la


persona con il tempo indagando i seguenti cinque fattori:

- passato negativo

- Passato positivo

- Presente fatalista

- Presente edonista

- Futuro

Regret

È l’emozione negativa nel realizzare o immaginare che la situazione attuale sarebbe stata molto
migliore se solo avessimo deciso in maniera diversa —> l’individuo si percepisce come agente
causale dell’accaduto

Il regret si riferisce a un danno intrapersonale, al sentirsi causa del proprio male, mentre il senso di
colpa è un danno intrapersonale, a sentirsi causa del male altrui.

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1. Componente cognitiva

2. Componente emotiva

Gli individui provano maggior rammarico ripensando situazioni che sarebbero nettamente diverse
da quelle presenti se si avesse fatto una scelta diversa e quando è il risultato di. Azione piuttosto
di una scelta in cui si ha deciso di non agire.

Il regret è quindi in relazione con l’autoefficacia decisionale e il benessere.

Nella differenza tra generi si nota che per la popolazione femminile ha reget più per situazioni in
cui hanno agito ma che avrebbero voluto non agire mentre negli uomini il rimpianto nasce più
frequentemente nelle situazioni in cui non hanno agito ma che avrebbero potuto agire.

Il perdono

È un fenomeno affettivo, cognitivo e comportamentale in cui i sentimenti e i giudizi negativi verso


l’artefice di un’offesa sono ridotti, non negando il proprio diritto a provare tali stati affettivi ma
guardando l’offensore con compassione, benevolenza e amore.

Non necessariamente equivale alla riconciliazione.

Worthington ha proposto un modello d’inetrvento che si sostanzializza il cinque fasi:

1- ricordarsi dell’offesa (rievocar quanto accaduto in modo oggettivo e affrontando i propri


sentimenti)

2- identificarsi empiricamente all’offensore giungendo a provare compassione (scrivere una eterea


che spieghi la situazione, scrivere una lettera di scusa, sedia vuota, ascoltare la storia di chi ci ha
offeso)

3- offrire all’altro il dono del perdono (riuscire a riconoscerci come non molto distante e diverso da
chi ci ha offeso)

4- impegnarsi pubblicamente a perdonare

5- tenere saldo il proprio proposito

Per il perdono è necessario che si focalizzi la persona che ha commesso il torto e l’episodio, per
cominciare consiglia di perdonare piccole cose e non troppo recenti.

La gratitudine

Si sperimenta quando si hanno emozioni positive derivante da ungesti gentile e utile a noi. È una
sensazione di ringraziamento e gioia.

La nuova prospettiva la intende come una generale attenzione e apprezzamento degli aspetti
positivi della vita, un Life orientation, ovvero un fattore generale della gratitudine, che ha differenti
aspetti:

- differenze individuali nell’esperienza della gratitudine

- Gratitudine provata nei riguardi di altre persone

- Attenzione e riflessione circa i beni tangibili e intangibili posseduti

- Sentimenti di ammirazione e stupore circa la bellezza in generale

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- Comportamenti per esprimere la gratitudine: frequenza e modalità

- Focalizzazione sugli aspetti positivi: provar gratitudine non associata a una fonte interpersonale

- Aumento delle emozioni positive nel riconoscere quanto la vita potrebbe essere peggiore,
mediante dei paragoni con le vite altrui

La gratitudine correla significativamente con un buon funzionamento emotivo, buone relazioni


sociali, altruismo e apertura mentale e con un basso livello di rabbia, ostilità, depressione.

Esistono due interventi per raggiungere la gratitudine:

- comporre liste quotidianamente circa gli aspetti che il soggetto ritiene essere degni di
gratitudine

- Espressioni di gratitudine mediante il comportamento

Connessione tra gratitudine con 3 strategie di coping:

Le persone grate sono più propense a utilizzare e cercare sostegno sociale, utilizzare strategie
attive per risolvere problemi, pianificano le attività e reinterpretano i problemi, mostrano minore
passività. Può servire a costruire buone relazioni sociali e di supporto.

LA RESILIENZA

Foucault > quattro tipologie di tecnologia: della produzione, dei segni, del potere e del Sè.

Prime tre= possibilità di modificare gli oggetti, i significati e la condotta delle persone.

Le tecnologie del sè = cura di sè (allenarsi e armarsi per rafforzare l’esistenza), competenze di


ordine superiore trasversali in cui fa parte la resilienza

La resilienza è la capacità di ambientarsi in modo attivo al cambiamento ambientale. È la ricerca


all’allostasi ovvero il mantenimento della stabilità attraverso il cambiamento.

Oggi i ricercatori metto affianco ai fattori di rischio i fattori protettivi e sostituiscono l’invulnerabilità
con la resilienza, che implica un atteggiamento positivo, che permette una ricostruzione di un
percorso di vita.

Elementi psciofisiologici della resilienza:

Lo stress implica l’attivazione dell’ipotalamo, dell’ipofisi e del sistema simpatico con il rilascio nel
sangue di corticosteroidi e delle catecolamine (adrenalina e noradrenalina) = pronti alla lotta, ma
se lo stress continua provoca danni e meno adatti ad affrontare i problemi reali.

L’allontani è il mantenimento della stabilità attraverso i cambiamenti fisiologici: del sistema


nervoso centrale, del sistema neuroendocrino e del sistema immunitario.

Il sistema cortisonico-dehydroepiandrosterone (DEHA) ha un ruolo importante negli individui


resilienti: alti livelli di DHEA nel sangue sono correlati all’adattamento positivo mentre livelli bassi
alla comparsa di depressione.

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Lo stress coinvolge l’amigdala, la corteccia prefrontale mediale e l’ippocampo, in particolare


l’amigdala che attiva un comportamento di paura.

L’esposizione a forti traumi può ridurre la neuro genesi dell’ippocampo e nelle aree prefrontali che
può essere recuperata attraverso il riposo, a differenza dell’amigdala.

Ruolo importante ha l’insula, la quale nei soggetti resilienti è poco attivata, come la corteccia
orbitofrontale laterale = aree coinvolte nella previsione di eventi in generale e quelli negativi, e le
aspettative legate a situazioni incerte.

—> resilienti = capacità di attivare valutazioni positive anche in situazioni di stress = recupero
fisiologico rapido e stabilità di salute mentale in situazioni prolungate di stress

Resilienza come cambiamento

resilienza= processo in 4 momenti:

- fase caotica: vicino a adeguamento passivo

- resilienza generatrice col riconoscimento delle proprie capacità

- Fase adattiva: segue una linea d’azione che rispetta le aspettative sociali

- Fase fiorente: l’individuo si sente rafforzato con nuove competenze ed è pronto ricominciare

Filoni di ricerca della resilienza:

- fattori di rischio e protezione

- Individuo resiliente

- Relazione individuo-contesto

Modelli di resilienza:

I fattori di rischio non necessariamente con la presenza di fattori di protezione o un solo fattore di
rischio provocano disagio, idem più fattori ma vi è rischio cumulativo.

- modello compensativo: un fattore protettivo contrasta o opera in direzione opposta al fattore di


rischio (le attività moderano gli effetti del rischio)

- Modello protettivo: i fattori protettivi operano in diversi modi influenzando l’esito (es.
comportamento violento e famiglia)

- Modello della sfida: i fattori protettivi o di rischio presentano la medesima variabilità, se


rappresentano un fattore di rischio o di protezione dipende dall’esposizione

L’esposizione a questi modelli prepara il soggetto alle avversità

IL MODELLO RICHARDSON

Secondo Richardson la resilienza è l’energia che ti consente di superare una difficoltà e ripartire
col proprio spirito, l’influenza del trauma dipende dalla percezione personale dell’individuo che
dopo un disturbo post traumatico da stress potrà esercitare una trasformazione sul proprio Sè e
la ricerca dell’equilibrio.

—> la destabilizzazione del paradigma dell’individuo induce a fare una riflessione su sè stesso=
nuova identità = insight e introspezione

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Non sempre l’omeostasi si stabilisce e in assenza di fattori protettivi interni o ambientali si può
cronicizzare il malessere.

Diverse modalità di resilienza:

- reintegrazione con ritorno all’omeastasi

- Reintegrazione resiliente con crescita

- Reintegrazione con perdita (stagnazione, si guarda il presente in funzione della mancanza


dell’oggetto perduto)

- Reintegrazione disfunzionale (ricerca di risposte improprie al disagio= allontanamento del


sintomo associato e la sua risoluzione)

Attraverso la sofferenza si è predisposti alla crescita

Vi è un rapporto circolare tra sè-ambiente-resilienza in un processo di adattamento, l’ambiente


deve essere a sua volta resiliente.

Bronfenbrenner sviluppa un modello ecologico dell’ambiente che si sviluppa su 4 livelli:

- microsistema (esperienza diretta: sè stesso e gli altri): i soggetti resilienti hanno livelli maggiori
di perseveranza, ottimismo, speranza, curiostà creatività, umiltà, empatia, gratitudine,
altruismo, speranza, controllo degli impulsi, autodeterminazione, uno stile di attribuzione
causale più interno, stile di coping di fronteggiamento più che evitamento, senso dell’umorismo
e ironia

Wolin e Wolin= intuizione, indipendenza, creatività, umorismo, iniziativa, relazioni sociali,


orientamento morale

Richardson= spontaneità, etica, intuito, nobiltà d’animo

- Mesosistema (due o più parti del microsistema che interagiscono tra loro: famiglia, scuola): le
caratteristiche famigliari fanno sviluppare bambini resilienti che possiedono adeguati stili di
parenting

- Ecosistema (sistemi che agiscono senza interagir direttamente con l’individuo: scuola, chiesa,
organizzazioni giovanili, agenzie sociali): rappresenta un supporto esterno alla famiglia

- Macrosistema (contesto sociale allargato che influenza gli altri livelli: comunità, politica): la
cultura e la religiosità sono ciò che definiscono una società e la sua resilienza

MODELLO DI KUMPFER

La resilienza è il risultato dell’interrelazione tra 6 fattori: evento traumatico o stressante, contesti


ambientali, processi transazionali tra persona e ambiente, fattori di resilienza interni, adattamento
e reintegrazione.

Kumpfer cerca di unire concetti anche distanti tra loro della resilienza. Si basa sulla reciprocità tra
Sè e ambiente e mette in risalto gli aspetti soggettivi di questa relazione: è l’individuo che
percepisce.

La capacità di affrontare in modo resiliente una situazione dipende dall’autostima,


dall’autoefficacia, dal focus of control, ottimismo e speranza.

Può avere tre esiti:

- reintegrazione resiliente

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- Adattamento alle pressioni ambientali

- Disadattamento

Sviluppare la resilienza

> Lewin: resilienza= funzione delle determinanti ambientali, delle caratteristiche individuali e della
percezione del trauma

L’individuo ha dispsizioni biologiche, caratteristiche di personalità, una storia famigliare che


influenzano la percezione della situazione e la valutazione delle risorse per fronteggiarle

> Gilligan: lo sviluppo di funzionamento resiliente si fonda su tre elementi: sentimenti di una base
sicura, stima di sè, sentimento di efficacia personale

> Sartori: la resilienza è un percorso, non un evento; occorre educare alla resilienza fin da piccoli
al contatto con tutori resilienti, importante durante lo sviluppo motorio e linguistico dal momento
che cominciano a espandere la gamma di relazioni significative e hanno una maggiore capacità
d’azione.

Il potenziamento della resilienza secondo Richardson libererebbe dalle pressioni culturali e le


pressioni sociali che limitano l’individuo nei processi di evaluation, decision making e problem
solving. Perciò un intervento psicologico andrebbe a sviluppare il locus of control e l’autoefficia
della persona pecche prenda decisioni autonome nella direzione che ritieni più efficace.

Metodologie d’intervento proposte:

- uso di casi

- Uso della metafora

- Tecniche autobiografiche

- Approccio ludico

Il Master Resilience Training

Training di educazione alla resilienza di 150 sergenti responsabili della formazione di soldati.

- costruire resistenza mentale (identificazione delle trappole di pensiero, delle convinzioni


profonde che alimentano emozioni negative e reazioni ingiustificate= minimizzare il pensiero
catastrofico)

- Costruire i punti di forza (questionario Values in Action Signature Strenghts= identificate forze
del carattere personale, attraverso l’esercitazione e lavori di gruppo di raccontano storie sui
propri punti di forza e si sperimentano nuovi modi per applicarli)

- Costruire relazioni forti (sonoforniti strumenti pratici volti a consolidare rapporti emettere in
discussione convinzioni che ostacolano una comunicazione positiva. Stili di comunicazione,
assertività, costruzione di lodi efficaci)

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IMPARARE L’OTTIMISMO

ottimismo= stato d’animo o attitudine associata a un’aspettativa sociale o al futuro, relativa a una
persona che fa una vlautazoen socialmente desiderabile, a suo vantaggio o a suo piacere.
Tendenza a prevedere conseguenze migliori prodotte da eventi sui quali non possiamo esercitare
alcuna influenza.

Mezzani identifica vari tipi di ottimismo:

- ottimismo ingenuo (crede nella bontà del mondo, non vede niente di negatio. Associato alla
mancanza di realismo e all’accettazione degli eventi)

- Ottimismo passivo: il risultato delle proprie azioni è determinato da fattori esterni

- Ottimista dogmatico: volutamente non vuole prestare attenzione i segnali negativi

- Ottimismo irrazionale: non valutano i rischi e sono convinti che andrà tutto per il meglio

Snyder afferma che l’ottimismo si traduce in speranza, e che vi siano due versioni di ottimismo:
l’expectation (la pianificazione di percorsi di pensiero e comportamento per individuare,
analizzare, valutare le possibilità per raggiungere i risultati individuati) e l’agency (determinazione
che l’individuo ha per raggiungere un obiettivo)

l’ottimismo influisce sulle funzioni immunologiche e i processi biochimici che rendono in grado
l’organismo ed essere più esistente e in grado di recuperare più rapidamente, è anche fattore
importante per la regolazione e il contenimento dello stress anche a livello fisiologico.

Scheier e Carver > ottimismo = tratto stabile di personalità. Le azioni sono influenzate da
un’aspettativa positiva, indice a un atteggiamento di persistenza e di resilienza.

Gli ottimisti cercano nuove sfide che l’ambiente offre e che sanno controllare, se non sono in
grado sanno rinunciare e proseguono con una riformulazione di nuovi scopi.

Con aspettative positive e speranzose maggiori rispetto i pessimisti, s’impegnano maggiormente


per raggiungere i propri obiettivi.

Ottimismo irrealistico

L’approccio Social Cognition guarda l’ottimismo da un diverso punto di vista che lo considera una
valutazione sbagliata della realtà in favore del sè: pensa che eventi favorevoli accadano
maggiormente a sè stesso che agli altri, e che gli effetti negativi capitino più agli altri che a sè
(optimistic bias).

Weinstein considera un continuum con estremi ottimismo e pessimismo, e che all’interno vi sia il
realismo.

L’ottimismo irrealistico è stato definito come una delle tre illusioni del benessere, assolve quindi
una funzione adattiva mantenendo lo stato di salute mentale e fisico.

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Ottimismo attribuzionale

Rappresenta la corrente di pensiero della psicologia positiva che pone la basi nella teoria
dell’attribuzione di Weiner

Seligman> teorizza l’ottimismo su due concetti: l’impotenza appresa e lo stile attributivo

Impotenza: è la reazione di rinuncia, uno stato psicologico in cui niente di ciò che si decide di fare
ha un effetto su ciò che accade attraverso un esperimento sui cani e scosse elettriche si riscontra
che si può apprendere la sensazione di inefficacia delle proprie azioni che può essere assimilata
all’impotenza dell’uomo. Da qui si inizia a studiare gli stili cognitivi che sottendono la capacità di
reagire positivamente di fronte le sconfitte che parte dalla domanda del perché alcune persone di
fronte a sconfitte si arrendono e altre invece persistono.

Gli stili esplicativi, ovvero una modalità di interpretazione delle cause di un evento che le persone
applicano alla propria realtà, in questo senso spiega come si pongono le persone se
ottimisticamente o pessimisticamente.

Seligman > teorizza questi due stili caratterizzati da tre dimensioni:

- permanenza (credenza di quanto le cause di un evento negativo o positivo siano ritenute


permanenti o transitorie),

- pervasività (quanto le persone danno spiegazioni universali ai propri fallimenti)

- personalizzazione (riguarda a ciò che viene rivolta l’accusa di un fallimento. Interna= intacca
l’autostima o esterna= tiene alto il valore di sè)

Seligman teorizza che lo stile esplicativo ottimistico si possa imparare e modificare attraverso
l’esperienza operando opportuni cambiamenti cognitivi, che è influenzato dal flusso delle
esperienze di vita tra cui il comportamento genitoriale e l’educazione ricevuta da bambini.

Incrementare l’ottimismo

Secondo il modello dell’ottimismo attribuzionale una volta riconosciuto il proprio stile esplicativo è
possibile cercare di modificarlo cambiando le abitudini di pensiero.

Il metodo che propone Seligman ABCDE (avversità, credenze, conseguenze delle credenze,
discussioni delle credenze, energizzazione) = attraverso una messa in discussione delle
convinzioni, a seguito di una determinata avversità, è possibile cambiare il proprio modo di agire.

Quattro sono i modi per rendere efficaci le nostre discussioni:

- prove: dimostrare l’errore della nostra convinzione

- Alternative: guardare tutte le possibili cause e elaborare le possibili alternative

- Implicazioni: nel caso la convinzione negativa sia fondata

- Utilità: soffermarsi sulle convinzioni a volte è più doloroso che utile, perciò in una situazione
negativa talvolta è più opportuno concentrarsi su ciò che può essere modificato.

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