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MANZONI
VITA
Nasce a Milano nel 1785  Muore a Milano nel 1873
Istruito in collegi Barnabiti e Somaschi -> riceve un'educazione classica
1792 i genitori si separano e la madre va a vivere a Parigi con il conte Carlo Imbonati.
Stringe amicizia con intellettuali di grande rilievo tra cui Monti e Foscolo .
1805 Raggiunge la madre a Parigi dopo la morte di Carlo Imbonati.
Qui frequenta i circoli intellettuali illuministi ed entra in contato con Claude Fauriel 
(uno dei promotori del Romanticismo in Francia) che lo avvia allo studio della Storia.
Scrive  In morte di Carlo Imbonati appunto per la morte del compagno della madre.
1807 Manzoni torna a Milano per la morte del padre e li incontra Enrichetta Blondel, di famiglia calvinista,
ma battezzata con rito cattolico con cui si sposa nel 1808
1810 è l'anno della conversione dell'autore : Una conversione che coinvolse anche l'attività intellettuale e
letteraria: Manzoni abbandona la poesia classicheggiante e si dedica alla stesura degli Inni sacri
(Gli anni 1811-1827 sono quelli di maggior produzione artistica)
Tra il 1812 e il 1815 compone gli Inni sacri: liriche dedicate alla celebrazione delle più importanti festività
religiose, di profonda ispirazione cristiana.
Nel 1827 Manzoni pubblica I Promessi Sposi. - si può dire concluso il periodo creativo dell'autore.
Egli si distacca sempre di più dalla poesia e lavora fino al 1840 alla terza edizione del romanzo.
L'amicizia con Fauriel fu sostituita dal filosofo Antonio Rosmini che divenne sua guida intellettuale.
Subisce vari lutti (della moglie, della madre e alcuni dei figli)
1861 costituitosi il Regno d’Italia Alessandro Manzoni viene nominato senatore.
PENSIERO
Formazione basata sullo studio dei grandi classici antichi e italiani.
L'elemento romantico nella produzione poetica manzoniana emerge negli Inni Sacri, dove per la prima volta
l'io del poeta si eclissa a favore di un'universalità corale che eleva il suo grido di speranza e la sua fiducia a
Dio. Il sentimento religioso e l'attenzione ai moti dell'anima nel cuore dei fedeli sono tutti elementi che
avvicinano Manzoni al nascente movimento romantico.
POETICA
Tra il 1801 e il 1810 compone opere con il gusto classico, linguaggio aulico e ricche di mitologia.
DEL TRIONFO DELLA LIBERTÀ (1801)
Poemetto  composto di quattro canti in cui afferma la sua ostilità nei confronti della tirannide politica e
religiosa
ADDA (1803)
Idillio dedicato a Vincenzo Monti
Il poeta fa parlare l’Adda che invita Monti a venire a trascorrere un po' di tempo nella pace dei suoi campi.
Manzoni lo invia in una lettera all'amico e, nonostante il giudizio positivo ricevuto da Monti, non pubblica
l'opera (che viene poi pubblicata nel 1875 da Pagani)
I SERMONI
Sono quattro componimenti satirici in versi di ispirazione Pariniana
Il poeta fa un attacco contro i costumi corrotti del popolo
 -Il primo sermone Panegirico a Trimalcione è l’ironica esaltazione, da parte di un poeta parassita, della
famiglia di un arricchito
 -Il secondo Sermone è diretto contro i poetastri del tempo e contro quelli che credono poter giudicare il
valore di un componimento senza averne le competenze
-Il terzo spiega le ragioni che hanno indotto il poeta a scrivere satire: egli non sa liberarsi della malattia
contratta fin dagli anni di collegio, cioè della malattia di far versi, e la sua Musa gli impone di cantare solo
quel che vede (che nella maggior parte dei casi non è nulla di positivo)
-Nel quarto sermone Amore a Delia si scaglia contro la corruzione dei costumi familiari: la madre di Delia
tradisce ripetutamente il marito e finisce con l’adescare e iniziare gli adolescenti; da vecchia si chiude in se
stessa e adorna le pareti della casa di tante immagini di Santi, che vengono però spazzate via dalla giovane
nuora che ripete la storia della suocera.
IN MORTE DI CARLO IMBONATI (1805)
Carme scritto in occasione della morte di Carlo Imbonati
Manzoni qui immagina che Imbonati gli appaia in sogno dandogli consiglia di vita e di poesia.
URANIA (1809)
Poemetto in endecasillabi
Tema: il valore incivilitore della bellezza e delle arti
-Manzoni sente il bisogno di una letteratura nuova: La conversione investe tutti gli aspetti della sua
personalità.
Assume un atteggiamento anticlassico : i Romani che erano considerati dalla tradizione classica un modello
per Manzoni ora rappresentano un popolo violento da non prendere come esempio. e vengono sostituiti da
un interesse particolare per il Medio Evo cristiano.
La nuova ottica cristiana influenza anche la concezione della letteratura : Diviene centrale il problema del
male radicato nella storia. Si forma una visione tragica del reale e un distacco dalle "belle favole
mitologiche". Nasce il bisogno di una letteratura che guardi al vero della condizione storica dell'uomo.
Manzoni fissa 3 criteri che sono alla base della letteratura :
L'utile per iscopo - cioè deve insegnare qualcosa, avere una morale.
Il vero per soggetto - trattare fatti realmente accaduti.
L'interessante per mezzo - deve dilettare il lettore.
GLI INNI SACRI (1812 - 1825)
Frutto della conversione- sono l'esempio concreto di una poesia nuova
Abbandona la mitologia per trattare il vero;
Si rivolge ad un più ampio pubblico e abbandona anche il linguaggio aulico del classicismo.
Dedicate alle principali feste dell'anno liturgico.
Il progetto prevedeva 12 inni ma ne furono composti solo 4 pubblicati nel 1815:
La Resurrezione, Il Natale, La Passione, Il nome di Maria. Il quinto, La Pentecoste, dopo varie elaborazioni fu
pubblicato nel 1822.
LE ODI
Nate in un importante periodo di avvenimenti politici e sociali le odi rappresentano la sintesi del pensiero
Manzoniano : gli ideali di democrazia, giustizia e libertà -ereditati dall'illuminismo e anche un forte senso
religioso.
MARZO 1821 
Ispirata ai moti di quell'anno - è un appello al popolo italiano:
Egli afferma che Dio soccorre i popoli che lottano per la loro indipendenza.
IL CINQUE MAGGIO
Dedicata a Napoleone pubblicata nel 1823
Ripercorre tutta l’avventura napoleonica nelle sue tappe fondamentali: dall’inarrestabile ascesa agli anni
del trionfo, all’improvvisa caduta. Un’avventura che sembra confermare ad Alessandro Manzoni l’estrema
fragilità di ogni umana vicenda e di ogni gloria terrena. Il vero protagonista dell’ode non è Napoleone ma
Dio che, secondo la concezione cristiana che Manzoni ha della Storia, si è servito di lui per realizzare i propri
misteriosi progetti e poi lo ha atteso al varco per salvarlo e dimostrare ancora una volta la sua misericordia.
LE TRAGEDIE
La novità di Manzoni è la scelta della tragedia storica e il rifiuto delle unità aristoteliche.
E' presente la visione della storia come contrapposizione oppressi-oppressori (comune a molte opere) :
L'oppresso è costretto a subire la volontà altrui e si affida a Dio per vincere l'oppressore.
IL CONTE DI CARMAGNOLA (1816)
E' dedicata a Fauriel .
Ambientato nel XV secolo. Il conte è accusato di tradimento per aver lasciato liberi i prigionieri milanesi.
Viene processato e condannato a morte -> La trama è storica, ma l'interesse dello scrittore è per i problemi
morali.
Tema : la storia umana come trionfo del male a cui si contrappongono persone destinate alla sconfitta.
ADELCHI  (1822)
Mette in scena il crollo del Regno Longobardo in Italia nell VIII secolo.
Ermengarda - figlia di Desiderio re dei Longobardi - viene ripudiata dal marito Carlo Magno e si rifugia in un
convento. Scoppia la guerra Franchi-Longobardi. Un traditore fa entrare le truppe franche.Desiderio viene
fatto prigioniero e Adelchi chiede pietà nei confronti del padre prigioniero.
Nucleo centrale -non esiste giustizia in questo mondo l'unica giustizia possibile è quella divina (visione
gianseista)
-In entrambe le tragedie c'è il coro che è un momento lirico in cui lo scrittore esprime la propria visione.
I PROMESSI SPOSI
IL GENERE:
La decisione di scegliere il romanzo è una decisione di rottura dalla mentalità classicistica.
Il romanzo è un genere nuovo che permette allo scrittore di esprimersi con più libertà senza doversi
attenere a regole rigide e inoltre è rivolto ad un pubblico più ampio.
Il genere del romanzo storico aveva fortuna in Europa grazie a Walter Scott - Manzoni legge molto e si ispira
allo scrittore Scozzese criticandogli però la componente romanzesca(inserisce elementi inventati).
Manzoni utilizza in modo scrupoloso le fonti storiche: legge biografie, cronache del tempo, raccolte di
leggi.. Historia patria di Ripamonti e Economia e statistica di Melchiorre Gioia - 2 testi che sono punti di
riferimento per l'autore.

∙La società descritta da Manzoni è il 600 Lombardo sotto la dominazione spagnola.


600- Secolo inquietante per certi versi, pieno di forti contraddizioni -> Legislazione pessima; un governo
arbitrario combinato con l'anarchia popolare e l'anarchia feudale (cioè il popolo e i signori feudali non
rispettavano le leggi emanate dal governo centrale) -> questo è segno di ideologia illuministica che
caratterizza l'autore e quindi l'idea di una letteratura impegnata a livello civile e sociale. Egli assume un
atteggiamento illuminista molto polemico : per lui è il secolo dell'oppressione e violenza in assoluto. Egli
risale al passato per cercare le radici dell'arretratezza in cui si trova l'Italia presente.
La società ambita da Manzoni è giusta, senza conflitti fra classi e ispirata al liberalismo borghese.
I PERSONAGGI:
Sceglie personaggi umili : vuole creare un'opera in cui gli italiani possano identificarsi - in questo recepisce
la lezione romantica , in particolare del gruppo che faceva capo alla rivista Il Conciliatore->che proponeva
una visione della letteratura in senso democratico, anti retorico ; proponeva una letteratura
linguisticamente vicina al popolo, una letteratura interessata alla realtà contemporanea.
I personaggi non sono posti su uno sfondo astratto ma inseriti in un dato ambiente e in un dato momento
con cui sono in stretto rapporto.
Sono personaggi unici e dinamici (no personaggi tipo)
I personaggi subiscono una trasformazione durante la narrazione:
Renzo ha tutte le caratteristiche che per Manzoni sono proprie del popolo contadino. In lui c'è anche una
componente ribelle, un'insofferenza per ogni forma di sopruso e la convinzione di potersi fare giustizia da
solo. Il suo percorso di formazione consiste nell'abbandono a qualsiasi gesto di ribellione e nella
rassegnazione alla volontà di Dio.
Lucia è caratterizzata da un rifiuto della violenza e un abbandono totale alla volontà divina. Le manca la
consapevolezza del male che è necessaria a capire la vera natura della realtà. Alla fine arriva a comprendere
che le sventure si abbattono anche su coloro che sono "senza colpa" e sono innocenti.
Entrambi giungono alla conclusione che una buona condotta non allontana i mali ma la fiducia in Dio li
"addolcisce" e rende la vita migliore. Attraverso le loro sventure i due protagonisti prendono coscienza
della positività provvidenziale del male - qui si inserisce il concetto di provida sventura.

Il romanzo è caratterizzato dall'ironia:


-Nell'Introduzione Manzoni fa riferimento ai 25 lettori che leggeranno l'opera
-Nella conclusione egli si astiene dal raccontare la vita tranquilla e felice dei personaggi perché
"stancherebbe" il lettore - ironia verso i gusti del pubblico che si aspetta la narrazione di eventi straordinari.
(mentre Manzoni rifiuta il romanzesco)
-Ironia nei confronti dei personaggi:
Renzo- a sottolineare i suoi errori e le sue ingenuità in quanto ragazzo impetuoso e imprudente
Dob Abbondio- ironia nella codardia e il suo egoismo
Nei confronti degli umili è un ironia bonaria che si trasforma in sarcasmo quando si tratta dei potenti:
Ferrer- quando inscena con la folla una commedia fatta di false promesse.
EDIZIONI:
Manzoni intraprende la stesura del romanzo nel 1821 (data certa - attestata nel 1° foglio del Fermo e Lucia)
La stesura si chiude nel 1823 - (La I stesura resta manoscritta)
I edizione inedita 1821-1823 Fermo e Lucia
II edizione pubblicata dall'autore nel 1827 con il titolo I promessi sposi
III edizione 1840-1842 con lo stesso titolo I promessi sposi
Tra le ultime due edizioni ci sono differenze prettamente linguistiche mentre il Fermo e Lucia presenta
differenze più profonde:
-Differenze nella distribuzione delle sequenze narrative
-Nel Fermo alcuni personaggi hanno una fisionomia diversa (es. l'innominato è il tipico tiranno secentesco)
-Alcuni episodi sono impostati in modo diverso (es. alla storia di Gertrude è dedicato uno spazio più ampio)
-Il Fermo presenta atteggiamenti più critici e polemici
-Nel Fermo c'erano numerose digressioni narrative (quasi dei romanzi nel romanzo) che appesantivano la
narrazione.
LA LINGUA: La redazione definitiva de I promessi sposi fornisce alla letteratura italiana un nuovo modello di
lingua letteraria.
Non poteva essere utilizzata la lingua della tradizione letteraria,aulica e difficile, dato che l'opera era intesa
per essere divulgata ad un più ampio pubblico di lettori.
Nel Fermo egli utilizza una lingua formata da un fondo di toscano letterario, arricchita dalla parlata viva e da
termini provenienti dal francese.
Già dopo il 1824 rivedendo l'opera si orienta verso il toscano-milanese: i testi che consulta sono il
vocabolario milanese-italiano di Cherubini e il vocabolario della Crusca.
Non è comunque soddisfatto.
Dopo il 1827 con il suo viaggio a Firenze dichiara risolto il problema della lingua: la lingua italiana unitaria
deve essere il fiorentino delle persone colte - una lingua viva e agile, non irrigidita dal peso retorico.

* Nel 1806 nella prima lettera del carteggio con Fauriel Manzoni fa riflessioni sulla funzione della letteratura
e il ruolo dell'autore :
Parini costituisce un modello - la letteratura deve essere utile, deve avere un compito educativo e i letterati
devono impegnarsi sul piano civile - ma devono farlo sempre curando la forma.
Però la mancanza di un'unità politica ha posto molta distanza tra la lingua parlata e quella scritta.
Gli scrittori hanno il compito di formare il popolo ma la lingua scritta non è accessibile alla moltitudine.
L'esigenza è quella di trovare una lingua "media" per poter divulgare il vero.
*1821 Lettera a Fauriel -> affronta il problema della lingua :
La lingua italiana (scritta) era uno strumento povero e incerto . Il problema è che è una lingua solo scritta,
morta e chiusa.
* Nella II introduzione al Fermo e Lucia Manzoni fa alcune considerazioni importanti:
Egli si sente inadeguato ed è alla ricerca di un mezzo linguistico adatto. Sostiene che scrivere bene equivale
a scrivere secondo l'uso -> quindi la lingua che si deve usare deve essere una lingua parlata e deve esserci
uno scambio continuo tra lingua scritta e lingua parlata.
*1822 Lettera a Fauriel : Deve prevalere la storia o la fantasia?
Riflettendo su questo dichiara che a prevalere deve essere la verità storica mentre la fantasia deve avere
una funzione complementare.
Analisi del testo registrazione 24.11 pt 1. minuto 25.00 -fino a registrazione 25 pt.2

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