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Analisi del colore nelle opere di Delacroix

Eugène Delacroix è considerato uno dei principali esponenti del movimento romantico francese. Infatti egli è
noto per i suoi quadri rivoluzionari e violenti, vicini ad artisti “maledetti” come Caravaggio, Goya e
Gèricault. Il suo stile è caratterizzato da pennellate vibranti, accesi contrasti cromantici e soggetti insoliti che
si contrappongono al classicismo. Questa sua peculiarità, infatti, sarà centro di studio e ispirazione per gli
artisti appartenenti all’arte impressionista. Nonostante la sua formazione neoclassica, in Delacroix
predomina uno stile romantico che, nella sua esplosione di colore e passione, mira ad agitare l’anime
dell’osservatore trascinandolo nei movimenti e nella drammaticità delle scene dipinte. Le sue opere,
dileggiate dai classicisti e ritenute estremamente crude, non si propongono per trasmettere serentià in chi le
guarda. La pittura di tale artista non tende a lesinare nulla della tragicità di alcuni episodi storici e deve la sua
immortalità in quell’infugiare su particolari tesi a sviscerare la tensione drammatica del momento storico da
lui vissuto. Lo stile di Delacroix si basa su uno studio critico e attento. Al centro c’è l’esaltazione e
l’accostamento delle tinte secondo la teoria del contrasto luministico. Questa tecnica prevede l’uso di colori
primari puri e dei loro complementari in modo da ottenere un forte contrasto tra luce e ombra. La sua arte si
distingue chiaramente da Ingres, altro pittore francese neoclassico e principale rivale di Delacroix, che
invece era ancora legato al neoclassicismo e ricercava ancora la perfezione e la definizione dei contorni.
La tecnica del contrasto dei colori puri è il più semplice dei sette contrasti. Non presenta una particolare
complessità visuale, in quanto basta accostare due colori al più alto punto di saturazione. Il massimo grado di
tensione è caratterizzato dall’uso del giallo, blu e rosso. Il risutato è un effetto chiassoso, energico e deciso.
Perde proporzionalmente di forza man mano che le tinte usate si allontanano dai tre colori primari. Così
l’arancio, il verde e il viola hanno un carattere meno pronunciato dei colori primari. L’effetto dei colori
terziario è ancora più debole. Per aumentare il contrasto bisogna separare i colori con linee nere e bianche,
pertanto si sviluppa un risalto maggiore. Si possono inoltre modificare le relazioni quantitative dei colori,
con un numero infinito di variazioni e quindi di nuove possiblità espressive. Spetta all’artista se introdurre o
meno il bianco o il nero. Il primo in questo caso attenua la forza luminosa dei colori vicini e li scurisce,
mentre il nero ne esalta la luminosità e li fa riultare più chiari. Pertanto tali due colori sono importantissimi
per la composizione cromatica. Altra importante caratteristica della pittura di Delacroix è la pittura tonale.
Essa è una modalità di rappresentazione della realtà, attraverso la massima osservazione degli effetti
cromatici e luministici, della reciproca influenza di colori e del rapporto tra fonti luminose colorate
dominanti e quelle secondarie. Ciò porta a una massima valorizzazione del tono di colore che, in sé, non si
tratta di un colore puro, ma una variante timbrica del colore stesso. La pittura tonale intende rendere la
poesia della realtà e del vero. Il bianco assoluto praticamente non esiste; si intride principalmente della luce
azzurra del cielo, dell’arancione del sole, dei colori che ha accanto. La pittura tonale tiene conto di tutti
questi toni della realtà.
Per quanto riguarda le opere di Delacroix, nel “La morte di Sardanapalo” si notano che i colori più evidenti,
saturi e brillanti sono i rossi, gli ocra e il nero. Le parti riservate agli incarnati delle giovani, dei soldati e
degli schiavi sono le zone più chiare e brillanti. La parte centrale del dipinto è occupata dalla massa rossa del
letto. La metà diagonale destra è quasi completamente in ombra e risolta con colori bruni e scuri.
L’illuminazione è molto scenografica e mette in evidenza drammatica la zona centrale. La parti in ombra a
sinistra e destra creano un forte contrasto che rende ancora più spettacolare la scena. L’uso dei colori
complementari e della sua tecnica rendono molto contrasto alla scena (un esempio è il vestito verde che si
trova sul letto. Per rendere effettiva la luce ha usato il giallo). I corpi inoltre presentano molta
tridimensionalità grazie all’uso di colori secondari come il viola. Alcune parti sono state accentuate con lievi
colorazioni di giallo o rosso.
In un’altra opera chiamata “Marocchino sellando il suo cavallo”, si notano giochi di colori grazie all’uso del
rosso, arancione (accostati), con l’aggiunta di blu e verde. Usa una particolare tecnica chiamata
“Flochetage”, ovvero lo stendere il colore a piccoli tratti fini. Il termine sarebbe stato inventato da Delacroix
stesso.

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