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IL SOGNO DELLA CAMERA ROSSA

Il sogno della camera rossa (dal titolo originale cinese HonglouMeng 红楼梦) è uno dei grandi classici della
letteratura cinese: un romanzo d’amore, celebrato per il suo realismo, la profondità psicologica e la
ricchezza della trama, in cui si narrano la storia e il declino di una ricca e potente famiglia all’epoca della
dinastia imperiale Manciù.
Scritto nel XVIII secolo sotto la dominazione mancese Qing (1644-1911) da Cao Xueqin, il romanzo è
composto da un totale di 120 capitoli e la sua struttura è caratterizzata da quella che Andrew Plaks chiama
“bipolarità complementare”, cioè il contrapporsi di elementi, nel corso della narrazione, che sono opposti e
al tempo stesso complementari: come legati da un filo si incontrano e scontrano non solo fra personaggi
diversi, ma addirittura all’interno della psicologia di un unico personaggio, famiglia o unità sociale,
conferendo al romanzo intero una grande complessità e indubbiamente un maggior spessore. Fra questi
temi, spiccano il contrapporsi di sogno e realtà, finzione e vita reale, apparenza e verità, uomo e donna,
femminile e maschile, gioia e dolore.

Trama

Il romanzo è la descrizione dettagliata della vita dei membri della famiglia ducale dei Jia, che vivono nelle
due corti Ning-guo e Yong-guo, i due rami in cui essa si suddivide. Il sogno della camera rossa è la storia di
questa famiglia e della sua decadenza. Inizialmente, essa vive nella ricchezza ed agiatezza e risulta essere
una delle famiglie più influenti di tutta la città, dal momento in cui una delle donne diventa Concubina
Imperiale tuttavia, il Clan finisce per perdere il favore dell’Imperatore al punto che le loro stesse dimore
vengono perquisite e confiscate.
Nella narrazione, da un filo principale in cui sono narrate le vicissitudini di una trentina di personaggi, si
diramano le vicende di oltre quattrocento personaggi secondari, fra signori e signore, concubine, figli,
dipendenti, servi, maghi, monaci buddhisti e taoisti.
Il protagonista principale della storia è Jia Bao-yu, discendente diretto della famiglia Jia del ramo Yong,
figlio adolescente di Jia Zheng e della Signora Zheng. Egli è un ragazzo intelligente ed estremamente dotato
nel comporre versi, unico nel suo genere in quanto nato con una pietra di giada in bocca (da qui il nome
Bao-yu, “Pietra Preziosa”) ed erede della famiglia Jia.
Nonostante le regole ferree e le occasionali punizioni corporali perpetrate dal padre, che lo disapprova e
controlla strettamente, Bao-yu non dimostra alcuna inclinazione per la vita aristocratica, che trova
estremamente ipocrita e corrotta: dal suo punto di vista la vera bellezza va ricercata nella purezza delle
fanciulle, di cui sempre si circonda, e che definisce come “fatte di acqua”, mentre gli uomini sono “fango”.
La trama principale comincia dopo la morte della signora Lin, quando la sua delicata figlia Gioiazzurra va a
vivere con la famiglia Jia. Ella ha undici anni, la stessa età di Bao-yu; si rivela essere una ragazza sensibile e
spesso molto gelosa del cugino che, con il suo modo di fare innocente, prova sentimenti verso numerose
fanciulle.
Un giorno Bao-yu, mentre fa un sonnellino nella “camera rossa” della bellissima cognata Donna Rong,
sogna di essere in una terra di fate, nel Regno Illusorio del Grande Vuoto, dove incontra la Fata
dell’Improvviso Risveglio. Qui vede dipinti e poesie che non può capire e la Dea ordina alle sue donzelle di
cantare dodici canzoni per lui. Egli non comprende quei versi, e dopo un altro sogno si sveglia, sfinito e
stordito dall’esperienza appena vissuta. Nel frattempo, quando sua sorella maggiore Inizio di Primavera
diviene Concubina Imperiale, la famiglia diventa sempre più ricca e potente, e tra le due corti di Ning-guo e
Yong-guo viene costruito il Parco delle Meraviglie per intrattenerla quando torna a casa per una visita e
festeggiarla con grande felicità (da quel giorno in poi, questo grande giardino, abitato da Bao-yu e tutte le
cugine più strette, diventa un vero e proprio microcosmo completo di ogni aspetto della vita umana).
La trama è qui arricchita da una complessa e altalenante storia d’amore fra Bao-yu e Gioiazzurra, oltre che
dalle vicende riguardanti Donna Fenice, cugina acquisita del giovane, di molti anni più anziana di lui, che
dopo la morte di Donna Rong si occupa della direzione del palazzo di Yong-guo, tessendo trame e intrighi
per ottenere sempre più denaro sporco.
Nonostante l’indicibile magnificenza della casa ducale, ci sono sempre più bocche da sfamare, sempre più
compiti da assolvere e nessuno fra i vari signori della famiglia Jia, vivendo in tanto benessere, ha il senso
della previdenza cosicché col passare del tempo aumentano le disgrazie: Bao-yu stesso cade sotto
un’influenza maligna ed è sul punto di rimanerne ucciso; la serva Anello d’Oro si annega in un pozzo; la
seconda sorella Yu si suicida inghiottendo pezzi d’oro; la cameriera preferita di Bao-yu, Nube Variopinta,
muore subito dopo essere stata licenziata. La tragedia grava come una nube sullo splendore della famiglia,
ma Bao-yu è il solo ad averne coscienza.
Negli ultimi capitoli del romanzo, si susseguono racconti di molte catastrofi e un personaggio dopo l’altro è
rovinato e muore. Bao-yu perde la sua preziosa giada e impazzisce; suo padre, avendo assunto una carica
statale in un’altra città, vuole vedere suo figlio sposato prima di partire ma poiché Gioiazzurra è troppo
delicata e dalla salute cagionevole, come sua consorte viene scelta Bao-chai. Questo matrimonio è
organizzato segretamente da Donna Fenice, ma non appena la sventurata Gioiazzurra viene a saperlo,
sputa sangue e si avvia ad un rapido declino, morendo proprio il giorno delle nozze. Bao-yu va invece felice
alle proprie nozze, ritenendo che sua moglie sia la cugina Gioiazzurra, ma quando si ritrova sposato a Bao-
chai comincia a soffrire di nuovo. L’anziana Nainai muore poco dopo e Donna Fenice perde autorità e
muore anch’ella molto amareggiata. La malattia di Bao-yu peggiora costantemente fino a farlo giungere sul
punto di morte, quando appare un monaco con la giada perduta.
E’ allora che muta il suo sistema di vita e decide di ristabilire le fortune della casa, affronta l’esame per
divenire funzionario imperiale - riuscendo settimo con encomio da parte dell’Imperatore stesso- sua moglie
resta incinta, ma improvvisamente egli l’abbandona.
Il padre Jia Zheng, nel suo ritorno a casa dopo aver assistito ai funerali della madre, viene colto da una
nevicata notturna alla stazione di Piling, qui vede un uomo con la testa rasata e i piedi nudi avvolto in una
cappa di lana rossa che si inchina dinnanzi a lui e dopo aver scrutato questa figura vi riconosce il proprio
figlio ma, prima di riuscire a parlargli, un monaco buddhista e un prete taoista compaiono dal nulla e lo
portano via con loro, facendo tornare Bao-yu, la Pietra Preziosa, nei Campi Beati della Purificata Apparenza
da cui era venuto.

Stile

Escludendo qualche brano semi-letterario nelle descrizioni, il romanzo è scritto in una lingua vivace e
semplice con alcuni connotati dialettali e molto vicina alla lingua parlata moderna. La grande cultura
dell’autore gli permette inoltre di inserire innumerevoli poesie, indovinelli e lettere in vari registri di
wenyan (stile aulico) che caratterizzò il cinese scritto fino al XX secolo.
Il sogno della camera rossa è suddiviso in capitoli in cui è particolarmente evidente l’intervento del
narratore il quale li inizia e conclude spesso con espressioni stereotipate del tipo: “La nostra storia
comincia...”, e “Se volete saperlo, leggete attentamente quel che vi racconterà il prossimo capitolo”, e sono
intitolati sempre con due frasi che riassumono il contenuto di quanto si sta per leggere.
Il linguaggio dell’opera è maturo e ben rifinito, egli ricorre ampiamente all’uso di figure retoriche
soprattutto metafore e vari inserti in diversi stili.
Nel complesso, la sua struttura è caratterizzata da una costante giustapposizione ed alternanza di temi,
immagini, personalità e vicende narrate, dando un’eccellente dimostrazione della sopracitata “bipolarità
complementare”. Ad esempio, la compenetrazione tra la realtà e l’illusione, la vita diurna dei vari
personaggi e i rispettivi sogni notturni, che spesso li conducono in una dimensione parallela e disorientante;
la presenza di coppie di personaggi contrastanti l’uno con l’altro, come la misteriosa Gioiazzurra e la più
estroversa cugina Bao-chai; il contrapporsi della vita spensierata nella ricchezza con la miseria e le rinunce
conseguenti alla crisi famigliare; l’accostamento di elementi dell’ideologia confuciana, buddhista o taoista,
che testimoniano il profondo sincretismo della cultura cinese; ancora, l’alternarsi di scene in cui situazioni o
stati d’animo opposti e complementari si sviluppano l’uno dall’altro, come fosse un continuo ciclo dallo yin
allo yang. Si susseguono dunque l’azione e la staticità, il dolore e la felicità, l’unione e la separazione, la
prosperità e il declino, e tali elementi contrastanti spesso sono enfatizzati nella personalità di un solo
personaggio

Peculiarità del romanzo

Durante il regno della dinastia Qing sono abbondanti i romanzi d’amore di giovani talentuosi e bellissime
fanciulle, tuttavia “Il sogno della camera rossa” opera una rottura con le precedenti convenzioni.
Innanzitutto, l’autore colloca l’articolata trama di amori e matrimoni all’interno di una realistica, complessa
e concreta ambientazione sociale che non funge semplicemente da sfondo per l’opera ma si fonde
completamente con le vicende narrate, descrivendo anche le azioni quotidiane più banali, comuni ma allo
stesso tempo intime che si succedono una dopo l’altra fra i due palazzi della famiglia Jia.
Inoltre, le questioni amorose trattate dall’autore, come ad esempio l’amore fra Bao-yu e Gioiazzurra, sono
rese più reali e composite proprio dalla multidimensionalità e profondità della psicologia dei personaggi.
Bao-yu è sì un ragazzo talentuoso e dalle grandi doti intellettuali, tuttavia rifiuta i doveri maschili e avversa
profondamente gli impegni dei letterati adulti e il loro mondo; gli occhi di tutti egli appare quasi come uno
sciocco interessato solo alle virtù femminili, e fra tutte le donne dei due palazzi solo Gioiazzurra lo
comprende a fondo e simpatizza per lui.

Un altro elemento espresso in tutto il testo è il costante riferimento a ideali buddhisti, taoisti e all’etichetta
e ai riti confuciani. Si manifesta in questo modo una delle fondamentali e più diffuse caratteristiche della
società cinese, cioè il praticare un profondo sincretismo fra le tre dottrine che, come emerge dal romanzo,
possono caratterizzare anche contemporaneamente la matrice spirituale di una persona o della sua intera
famiglia (ad esempio nel momento in cui Bao-yu e sua cugina Donna Fenice vengono stregati da una
fattucchiera, dopo aver consultato vari pareri di medici confuciani, i membri della famiglia, preoccupati per
la loro salute, non si fanno scrupoli a ricorrere all’aiuto di Buddha per scacciare il male + quando nell’ultima
parte del romanzo il Parco delle Meraviglie sembra essere invaso dagli spiriti e si verificano strani infausti
presagi, al “confuciano assennato” Messer Zheng, per il quale “gli spettri non esistono per chi non li teme”
si contrappone il resto della famiglia che fa addirittura convocare un Gran Maestro affinché cacciasse i
demoni dal parco, con il suo grande incantesimo e il ricorso ai “tre Spiriti del Sacro Splendore”).
In particolare, la tendenza taoista di tutto il romanzo è evidente, dall’inizio alla fine, dato che la storia
comincia con un prologo ambientato nel Regno Illusorio del Grande Vuoto, cioè nel cielo taoista che Bao-
yu visita due volte in sogno, e finisce con un epilogo nei Campi Beati dell’Apparenza Purificata, verso cui
egli si dirige alla fine del romanzo.

Curiosità

Il romanzo ha assunto nel corso del tempo un’importanza e fama tali da permettere la nascita di un vero e
proprio campo di ricerca scientifico-letterario: la “rossologia” (dal cinese hongxue 红学) che si pone come
obiettivi principali quelli di analizzare affondo ogni aspetto del romanzo, passando da un’attenta analisi
della biografia dell’autore a studi comparativi con altre opere del periodo, fino a uno studio approfondito di
quella società così vividamente raffigurata. Inoltre, numerosissime sono state le trasposizioni teatrali,
televisive e cinematografiche dell’opera. Un romanzo amato da tutti e in particolare dai giovani, per i quali
il più autentico messaggio racchiuso nell’opera riguarda il diritto alla libertà di scelta del proprio compagno
di vita da parte di ciascun essere umano, in opposizione alle imposizioni famigliari, tipiche della cultura più
tradizionale.