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ALESSANDRO MAGNO E L’ELLENISMO

La crisi delle poleis


Sparta con la vittoria della guerra del Peloponneso, non era messa nei migliori dei
modi. Uno dei problemi era l’incapacità di ricoprire il ruolo di città guida del mondo
greco. Di fronte ai declini di molte poleis e al susseguirsi di rivolte Sparta decide di
stipulare un patto con i persiani. Così nel 386a.C. venne stipulata la pace del Re che
imponeva a tutte le poleis greche, dell’Asia Minore e l’isola di Cipro ad andare sotto
dominio persiano. Ma nel 379 un gruppo democratico s’impadronì di Tebe e si iniziò
l’espansione, contro Sparta, con a capo due generali Pelopida e Epaminonda. Lo
scontro decisivo fu a Leuttra e a Mantinea dove gli spartani furono abbattuti, grazie
alla nuova tecnica di guerra tebana chiamata “falange obliqua”. Però dopo nove anni
persi i due capi Tebe si ripiegò su se stessa.

La Macedonia
Nel frattempo la Macedonia rimaneva in disparte. Il sovrano FilippoII riesce ad
ingrandirla ed a rinforzarla grazie all’oro delle miniere in Tracia e alla falange
macedone, quest’ultima essendo stato un allievo di Epaminonda. Nel frattempo ad
Atene era emerso Demostene, convinto di poter ridiventare la polis migliore, ma ad
un solo scopo andare contro il sovrano macedone. Invece, Isocrate un ateniese con
grande ingegno, aveva l’idea di allearsi a tutta la Grecia con i Macedoni e andare
contro all’impero persiano. Dopo accese discussione prevalse Demostene. Gli
ateniese vanno in battaglia contro Filippo. La battaglia decisiva fu quella di Cheronea
dove FilippoII grazie alla falange vince. Però il suo obbiettivo era di andare contro i
persiani, e quindi impone la Lega di Corinto per avere la supremazia su tutta la
Grecia. Il sovrano muore. Allora al potere sale il figlio 20enne Alessandro Magno, lui
ferma le rivolte createsi e batte al suolo Tebe. Parte per la conquista dell’impero
persiano e vince conquistando l’Asia Minore, il Libano, l’Egitto, la Mesopotamia e
l’India. Questo perché DarioIII lo aveva sottovalutato avendo solo 30.000uomini. Le
battaglie più evidenti furono state quella di Granico, Isso, dopo di che andò a fondare
una città chiamata Alessandria e la battaglia di Gaugamela, la vittoria decisiva dove i
persiani si disgregarono e DarioIII fuggì.

Alessandro Magno
Alessandro Magno era nato nel 356, sua madre era Olimpia, regina dell’Epiro e il
padre era FilippoII. Viene allevato e istruito dal filosofo greco Aristotele, quindi
coltivò una grande cultura, ma oltre a questa aveva una capacità bellica notevole.
Partecipava alle battaglie assieme all’esercito. Era bello, forte e colto. A 16 anni era
già il migliore in guerra. A 20 era quindi per lui un sogno riuscire a conquistare posti
sconosciuti(questo ci ricollega ad Ulisse che vuole andare oltre ai Confini, Pascoli
scrive di Alessandro dicendo che andando per l’India arriva all’oceano e non avendo
più nulla da scoprire si rattrista). Lui a differenza degli altri anche se conquista molti
imperi li lascia con le proprie tradizioni. Lui sposa la principessa persiana Rossane e
favorisce ovunque le fusioni etniche. In Egitto vine enominato Dio. Lui sentendosi un
Dio impone a tutti i inchinarsi davanti a lui, ma questo viene criticato dai Greci con la
rivolta dei Paggi. Lui uccide tutti i politici che gli sono contro. Diventa, quindi, un
potere assoluto dittatoriale. Lui muore nel 323a.C. di febbre durante la spedizione in
India. Dopo la sua morte si formano i regni ellenistici: Regno di Siria, d’Egitto, di
Macedonia e di Pergamo. E si diffonde la cultura ellenistica(greca) ovunque.

L’ellenismo
Ellenismo è un termine introdotto nell’800 in base ad un interpretazione sbagliata
degli atti degli apostoli. Lo studioso Droiser ha pensato che significasse un popolo
misto tra culture greche-orientali, ciò che deriva dal greco e che è fuso con elementi
orientali. Infatti l’ellenismo è tutto ciò che deriva dalla cultura greca e si fonde con la
cultura orientale, e va dal 323a.C. al 31a.C. con la conquista romana dell’Egitto.
Questa cultura si diffonde ovunque. Si ha una lingua comune, il greco rielaborato e si
diffondono le cose scientifiche grazie ad alcuni studiosi: Archimede di Siracusa che
fonda la meccanica e l’idrostatica, Euclide che scrive “l’Elementa” un libro che
spiega la geometria, Eratostene che misura la circonferenza della terra, Aristarco che
afferma che la terra gira attorno al sole. La letteratura si ispira all’età di Pericle,
perché è stata un’età da ammirare. Uno scrittore è Apollonio Rodio che scrisse “le
Argonautiche”. L’arte rielabora gli elementi di età classica e si muove in 3 direzioni:
1. Il gigantismo, si riproducono gli elementi classicisti e si ingrandiscono, questo
però fa perdere il significato dell’arte greca che era quello di mettere l’uomo
uguale a tutto;
2. L’Alessandrinismo, si fa attenzione alle piccole cose, ai dettagli, alle scene di
vita quotidiane
3. La tendenza espressionistica, dove ci sono espressioni eccessive, estreme.
L’uomo in questo periodo ha una sensazione di crisi.
Dal punto politico non si ha la democrazia e non si ha libertà, l’uomo non è cittadino,
ma suddito. C’è una netta diversità tra l’individuo e la collettività.
Le filosofie ellenistiche esprimono disagio, inquietudine, crisi. I maggiori filosofi
sono: Epicuro, che fonda la corrente dell’epicureismo, Zenone con lo stoicismo e
Diogene con il cinismo.
Epicuro dice “Vivi nascosto”. Secondo lui, per avere il piacere bisogna raggiungere
la pace nell’anima(atarassia) e nel corpo(aponia). Elimina la paura della morte del
dolore e dei bisogni. La morte non esiste perché non c’è l’anima, lei è mortale come
noi. Gli dei non si curano dell’uomo, la paura degli dei è superstizione.
Per Zenone bisogna sopportare il dolore per un ideale, la gente per non andare
incontro la nemico si uccide.
Diogene non voleva nessuno con lui, dormiva in una botte, andava in giro con una
torcia dicendo: cerco l’uomo. Aveva disprezzo per il potere e per tutto. Era
disgressivo contro una morale.

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