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consorzio UniVErsiTArio ArchimEdE


soprinTEndEnzA BB cc AA - sirAcUsA
scUolA di spEciAlizzAzionE in BEni ArchEologici - UnicT
comUnE di sorTino

PANTALICA E LA SICILIA
NELLE ETÀ DI PANTALICA
Atti del Convegno di Sortino (Siracusa)
15 -16 dicembre 2017
a cura di
M. BLANCATO, P. MILITELLO, D. PALERMO, R. PANVINI
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CRETA ANTICA

Questo volume ospita gli atti del Convegno tenutosi a


Sortino (Siracusa) il 15-16 dicembre 2017
«PANTALICA E LA SICILIA NELLE ETÀ DI PANTALICA»
a cura di M. Blancato, P. Militello, D. Palermo. R. Panvini
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Volume pubblicato
con il contributo del

ed il concorso di

© Copyright 2019
ALDO AUSILIO EDITORE IN PADOVA - BOTTEGA D’ ERASMO
ISBN 978-88-6125-078-9
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CRETA ANTICA
Rivista annuale di studi archeologici, storici ed epigrafici

Direttore responsabile
Aldo Ausilio (Padova)
Direttore
Pietro Militello (Catania)
Comitato Scientifico
F. Carinci (Venezia) - J. Driessen (Louvain-la-Neuve) - A. Lebessi (Atene) - P. Militello (Catania)
D. Palermo (Catania) - I. Pini (Marburg) - S. Todaro (Catania) - P. Warren (Bristol)
Segreteria di Redazione
M. Figuera - E. Pappalardo
Redazione
E. Platania, P. Sferrazza

Creta Antica è una Rivista fondata nel 2000 per iniziativa dell’editore Ausilio, prontamente accettata dal Centro di
Archeologia Cretese dell’Università di Catania, nell’alveo della tradizione iniziata da Federico Halbherr nel 1884. Dal
2004 si è proposta come luogo di confronto su temi legati alla Creta di età antica e medievale in tut-
ti i suoi aspetti (archeologia, storia e filologia). Essa accetta pertanto contributi relativi all’edizione di dati
materiali, all’analisi metodologica di nuove prospettive di ricerca, alla riflessione storiografica. Coerentemente
con tali premesse, Creta Antica favorisce la collaborazione internazionale. Lingue d’uso per i contributi sono
quelle correnti nella bibliografia di ambito egeo.

Creta Antica è un peer reviewed journal. I contributi, in forma sia elettronica sia cartacea, dovranno essere inviati
all’indirizzo sotto indicato. Ogni contributo sarà sottoposto all’esame di due revisori anonimi. Dopo un perio-
do massimo di due mesi, i revisori invieranno il loro responso al direttore scientifico, che comunicherà il risul-
tato all’autore, accompagnandolo con la relativa documentazione.
Per le norme redazionali si vedano le indicazioni nel sito http://www.unict.it/cac-ct/pub/contributi.htm

The idea of creating the Journal Creta Antica was proposed in 2000 by the editor Ausilio, promptly accepted
by the Centro di Archeologia Cretese of Catania University, following the research tradition established by
Federico Halbherr in 1884. From 2004 onwards, however, Creta Antica has established itself as an internatio-
nal forum for the discussion of topics related to the archeology, history and philology of ancient and medieval
Crete. Creta Antica accepts contribution that deal with the pubblication of new data and materials, with the
analysis of new research methods and perpectives, and with the history of the discipline. Creta Antica therefo-
re warmly welcomes contribution from colleagues around the world, wich can be written in any of the lan-
guages currently used in Aegean studies.
Creta Antica is a peer-reviewed journal. Contribution, in both electronic and printed formats, should be sent to
the address below. Each contribution will be reviewed by two anonymous referees. After a period not exceeding
two months, the referees will send their comments to the director of the journal, who will inform the author
of his decision together with copies of the reviewers reports.

Instructions for manuscript submission can be found at: http://www.unict.it/cac-ct/pub/contributi.htm


Indirizzo/Address
PROF. PIETRO MILITELLO - CENTRO DI ARCHEOLOGIA CRETESE
Piazza Dante, 32 –I 95124 Catania, Italy
tel. (+39) - 095-2502816; fax 095-2508219
e-mail: milipi@unict.it
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Cretan exploration has immense attractions;


the surprises, which its little explored soil gives
to any one who seeks to open it up,
are among the deepest satisfactions of one's life
as an archaeologist.

(F. HALBHERR, AJA, XI, 1896, 537)


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SOMMARIO DEL VOLUME

M. BLANCATO, P. MILITELLO, D. PALERMO, ROSALBA PANVINI, Pantalica e la Sicilia


nelle età di Pantalica: le ragioni di un convegno Pag. 13
MARIO BLANCATO, Introduzione » 17

Indirizzi di saluto » 23

SILVANO LA ROSA, Presidente del Consorzio Archimede di Siracusa » 25


VINCENZO PARLATO, Saluto del Sindaco di Sortino » 27
Immagini dal Convegno » 29

PARTE I – PANTALICA DALLA PREISTORIA AL MEDIOEVO » 31


MARIA MUSUMECI, PAOLO ORSI, Pantalica ed il Museo Archeologico di Siracusa » 33
ROBERT LEIGHTON, Pantalica: recenti ricerche sulla topografia e cronologia
delle tombe e delle abitazioni rupestri » 45
ROSAMARIA ALBANESE,La produzione metallurgica protostorica a Pantalica » 73
FRANCESCO TOMASELLO, L’anaktoron di Pantalica. Preliminari per un aggiornamento (con
appendice di Enrico Giliberto) » 91
PIETRO MILITELLO, ELENA FLAVIA CASTAGNINO, L’anaktoron di Pantalica: le indagini 2017
(con appendice di Viola Lentini) » 117
MASSIMO FRASCA, Pantalica greca » 145
FRANCESCA BUSCEMI, La fortificazione di Filiporto » 157
LUCIA ARCIFA, Pantalica altomedievale: per una nuova stagione delle ricerche » 177
GIULIA ARCIDIACONO, Le ultime fasi di Pantalica: le chiese rupestri e la loro
decorazione pittorica » 203

PARTE II – LA SICILIA E IL MEDITERRANEO NELLA FACIES DI PANTALICA » 229


FULVIA LO SCHIAVO, Pantalica: un sito siciliano tra Preistoria e Medioevo. La circolazione del
rame nel Mediterraneo e dintorni tra Bronzo Recente e Finale » 231
FABRIZIO NICOLETTI, Gli edifici rettilinei con distribuzione modulare dello spazio
nella Sicilia dell’età di Pantalica » 253
SIMONA ARRABITO, PIETRO IVANO D’ALEO, SAMUELE GARDIN, CHIARA MACCARI, SEBASTIANO
MURATORE, ORAZIO PALIO, MARIA TURCO, Le grandi necropoli dell’età di
Pantalica: la Montagna di Caltagirone e Cassibile. Metodologie inte-
grate per l’analisi topografica » 269
ROSALBA PANVINI, La necropoli protostorica di Dessueri nel Bronzo recente: architettura
e corredi funerari » 283
ROSALBA PANVINI, FABRIZIO NICOLETTI, Dessueri. L’abitato protostorico di Monte Maio
(scavi 1993-2001) » 297
DARIO PALERMO La Sicilia centro-occidentale fra Bronzo Tardo ed Età del Ferro. Il ca-
so di Polizzello » 323
DARIO PALERMO, Un sito siciliano tra preistoria e medioevo: riflessioni conclusive » 337
Tavole a colori » 343
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LE GRANDI NECROPOLI DELL’ETÀ DI PANTALICA:


LA MONTAGNA DI CALTAGIRONE E CASSIBILE.
METODOLOGIE INTEGRATE PER L’ANALISI TOPOGRAFICA

Riassunto

Nuovi studi in corso da parte di due diversi gruppi di ricerca nelle grandi necropoli di Montagna di
Caltagirone e Cassibile hanno visto applicate sia le tradizionali metodologie basate sulle ricognizioni inten-
sive sia sistemi che utilizzano strumentazioni e tecniche informatiche quali droni pilotati, software GIS,
ortofotogrammetrie cumulative, rilievi fotografici di dettaglio per ricostruzioni 3D. Finalizzate ad una nuo-
va e più precisa localizzazione dei vari raggruppamenti di tombe, tali ricerche hanno fornito nuovi dati cir-
ca l'individuazione degli abitati ad essi correlati.

Abstract

Ongoing new studies by two different research groups on the large necropolis of Montagna di
Caltagirone and Cassibile has been carried forward with both the traditional methodologies of intensive sur-
vey and computer tools and techniques like drones, GIS software, cumulative orthophotogrammetry, detailed
photographic surveys for 3D reconstructions. Aiming at a new and more accurate localization of the various
groups of rock-cut tombs, our research gives us new data about the identification of the related settlements.

Parole chiave

Fine dell’Età del Bronzo, necropoli, ricognizioni, aeromobili a pilotaggio remoto, tecnologie di informazione e
comunicazione.

Keywords

Final Bronze Age, cemeteries, survey, Remotely piloted aircraft, Information and communication technology.

In questo contributo si presentano, in via preliminare, i risultati delle prospezioni ese-


guite finora nella necropoli del Bronzo Finale di Cassibile (Siracusa) 1 e nell’area a nord del
centro abitato di Caltagirone (Catania), lungo il corso del fiume dei Margi, in particolare nel-
la necropoli del Bronzo Recente della Montagna 2.

1 2
ORSI 1899; ORSI 1928 b; TURCO 2000; LEIGHTON ORSI 1904; TANASI 2008.
2016.

Pantalica
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270 MARIA TURCO ET ALII

Le due necropoli, coeve a quella di Pantalica, presentano caratteristiche sostanzialmente affini dal
punto di vista dell’organizzazione territoriale, della topografia, dell’architettura funeraria, del ritua-
le e, probabilmente, dell’organizzazione sociale dei gruppi umani che le hanno realizzate ed usate.
Il progetto intende mettere a confronto aree archeologiche inserite in un ampio contesto ter-
ritoriale e realizzare un nuovo piano di rilevamento topografico e architettonico dei complessi fu-
nerari, indagati finora con tecniche tradizionali oppure con analisi limitate solo ad alcuni settori.
I siti considerati presentano criticità corografiche e di accessibilità, consistenti nell’indi-
viduazione dei diversi nuclei di tombe sparse su un’area molto vasta, in una vegetazione rigo-
gliosa, costituita principalmente da rovi, presente tutto l’anno, anche sul margine superiore
dei rilievi; ciò impedisce l’accesso dall’alto alle tombe e l’esecuzione del posizionamento e del
rilievo. Difficoltà logistiche sono dovute anche alla ristrettezza degli spazi e agli sbalzi repen-
tini di quote, al trasporto e all’utilizzo della strumentazione di posizionamento e rilevamen-
to, e al tempo eccessivo per eseguire tali operazioni.
L’analisi territoriale è stata svolta tramite ricognizioni di superficie intensive, sistemati-
che e ripetute nel tempo al fine di identificare la distribuzione dei vari raggruppamenti di
tombe di ciascuna necropoli e la loro relazione con le possibili aree degli abitati, la cui esi-
stenza è stata finora solo ipotizzata.
Lo scopo della metodologia utilizzata è quello di realizzare un modello tridimensionale
che permetta di programmare una ricerca veloce, precisa, puntuale ed economica.

ORAZIO PALIO, MARIA TURCO

La necropoli della Montagna di Caltagirone e il sito di S. Ippolito

La grande necropoli della Montagna, a nord del centro urbano di Caltagirone, si trova a
poca distanza da due altri importanti centri preistorici, il colle S. Ippolito 3 e il Monte
Balchino 4 (fig. 1), con i quali è lecito pensare facesse sistema. Le tombe della necropoli, più
di un migliaio, si dispongono, in tre grandi gruppi, lungo i pendii di un ampio sistema col-
linare (Montagna Alta, Poggio Castelluccio e Poggio Rocca) (fig. 2).

FIG. 1 – PIANTA DELL’AREA DELLA NECROPOLI DELLA FIG. 2 – VEDUTA DEL GRUPPO DI TOMBE DI CONTRADA
MONTAGNA DI CALTAGIRONE CON I SITI DI S. IPPOLITO E ROCCA DELLA NECROPOLI DI MONTAGNA DI CALTAGIRONE
MONTE BALCHINO. (FOTO DI F. LA FICO).

3
ORSI 1928a; CRISPINO 2014. e LAMAGNA 2005 .
4
AMOROSO 1983. Vedi anche AMOROSO 1979, pp. 26-31

Patalica
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LE GRANDI NECROPOLI DEL’ETÀ DI PANTALICA ...


271

Indagata da P. Orsi 5, la necropoli si data alla Tarda


Età del Bronzo (1250-1150 a.C.) ed è coeva quindi alla
fase di Pantalica Nord. Dopo una significativa fase di
abbandono nel Bronzo Finale, essa presenta le tracce di
un riutilizzo durante la Prima Età del Ferro 6. Le tombe
sono a grotticella artificiale, scavate nei pendii delle al-
ture. Sono stati riconosciuti principalmente due tipi:
quello tradizionale «a forno», ovvero a piccola camera
circolare con volta curvilinea, e quelle che presentano la
struttura detta a tholos, con profilo ad ogiva e scodellino
nella parte sommitale (fig. 3). Alcune sono caratterizza-
te inoltre da un breve corridoio di accesso, ritrovato al
momento dello scavo colmo di pietre, secondo una pra-
tica attestata anche nella necropoli di Dessueri 7. Il ri-
tuale funebre documentato prevede sia la deposizione
FIG. 3 – PIANTA E SEZIONE DELLA TOMBA 8 DI LOCA- singola sia quella multipla, fino a un massimo di otto
LITÀ CASTELLUCCIO DELLA NECROPOLI DI MONTAGNA
defunti, per lo più in posizione primaria, mentre non ap-
DI CALTAGIRONE (DA ORSI 1904, FIGG. 29-30).
pare attestata quella secondaria 8. I defunti sono in posi-
zione contratta, e sono deposti con un corredo vascolare che, al pari di quanto è stato documen-
tato nelle tombe del Bronzo Recente di Pantalica e in quelle dello stesso periodo di Dessueri,
intende riprodurre il set del banchetto funebre 9. Insieme ai vasi sono deposti con i defunti og-
getti di ornamento personale in metallo e armi10. La necropoli è stata oggetto di indagini sul cam-
po, tra la metà degli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta del secolo scorso, da parte di
D. Amoroso, che individuò il tracciato di una strada collegata al funzionamento della necropoli
e ancora in uso durante le età greca e romana 11 e da parte di P. Marchese che scavò alcune nuo-
ve tombe in contrada Rocca bassa 12.
D. Tanasi ha ripreso lo studio del complesso della necropoli mettendone in evidenza, tra
l’altro, i legami con il mondo egeo, sia per quanto riguarda l’architettura funeraria, sia per i
corredi dei defunti 13.
Da qualche anno la Soprintendenza per i beni culturali di Catania in convenzione con
l’Università di Catania, sta svolgendo studi volti alla conoscenza e alla valorizzazione del
colle S. Ippolito e del territorio circostante in cui rientra anche la Montagna 14. Gli scavi di
D. Amoroso dell’inizio degli anni Novanta del secolo scorso e le più recenti prospezioni han-
no evidenziato l’esistenza di un villaggio di età protostorica e di un insediamento indigeno
(dal Bronzo Medio all’Età Arcaica) proprio sulla cima del colle, con le tombe sia lungo le sue
pendici, sia nelle immediate vicinanze. La breve distanza che separa i siti della Montagna e
di S. Ippolito rende plausibile l’ipotesi che appartenessero al medesimo sistema insediativo.
Particolarmente importante, allora, l’analisi del rapporto anche con gli altri siti della
valle dei Margi, come S. Febronia e Rocchicella di Mineo, che hanno avuto una significa-

5 12
ORSI 1904. MARCHESE 2005.
6 13
TANASI 2008, pp. 175-177. TANASI 2008, pp. 163-175.
7 14
ORSI 1912, coll. 367-369, figg. XXIX, XXX e Dal mese di settembre 2017, con Pietro Ivano
XXXI; PANVINI 1997. D’Aleo, Samuele Gardin e Chiara Maccari della Società
8
TANASI 2008, pp. 141-143. SaciArkeo - Servizi archeologici del centro Italia, la ricer-
9
MANISCALCO 1999, pp. 189-190. ca è stata effettuata anche alla Montagna di Caltagirone
10
TANASI 2004, pp. 404-408. e proseguirà con altri nuclei tombali presenti nel cala-
11
AMOROSO 1987. tino, ovviamente strettamente in connessione tra loro.

Pantalica
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272 MARIA TURCO ET ALII

tiva fase del Bronzo Recente testimoniata da tombe del tipo a tholos con le stesse caratteri-
stiche di quelle della Montagna 15.
ORAZIO PALIO

Le prospezioni 2018 nell’area del colle S. Ippolito e Montagna di Caltagirone

L’idea di utilizzare sistemi APR (Aeromobili a Pilotaggio Remoto) nelle indagini pres-
so il colle S. Ippolito e la necropoli di Montagna di Caltagirone è nata da due principali esi-
genze. Innanzitutto dalla necessità di sviluppare una metodologia di rilievo che permettesse
di ottenere elaborati precisi e in tempi brevi e inoltre di individuare eventuali strutture invi-
sibili o inaccessibili da terra con lo scopo di integrare l’attività di ricognizioni su campo.
Per l’esecuzione delle fotografie aeree è stato utilizzato un multirotore radiocomandato prov-
visto di un apparato di stabilizzazione elettro-
nica in grado di mantenere la fotocamera in po-
sizione costantemente zenitale o obliqua (fig. 4,
Tav. VI,1). Le immagini sono state realizzate con
una fotocamera digitale ad alta risoluzione e sensi-
bilità, in grado di ottenere immagini estrema-
mente definite anche in condizioni di scarsa luce.
I fotogrammi sono stati successivamente pro-
cessati con recenti tecniche di fotogrammetria ba-
sate sulla computer vision, quali structure from motion
FIG. 4 – MISSIONE DI VOLO AUTOMATICA ESEGUITA DALL’AERO-
e image-based modeling (ULLMAN 1979; LONGUET-
MOBILE E PILOTAGGIO REMOTO (S. GARDIN). H IGGINS 1981; FAUGERAS 1993; DEBEVEC, TAYLOR,
MALIK 1996).
Nel nostro caso è stato scelto di utilizzare il software Agisoft© PHOTOSCAN Pro. Tramite
l’allineamento delle immagini ottenuto dal riconoscimento automatico di migliaia di punti omo-
loghi, questi applicativi sono in grado di generare modelli digitali tridimensionali delle superfi-
ci con elevata precisione e dettaglio.
Al fine di attribuire un parametro dimensionale ai modelli e di incrementarne l’accura-
tezza, nelle aree da rilevare sono stati collocati dei punti di controllo. Il rilievo di tali punti
è stato eseguito con un apparato GNSS RTK con precisione centimetrica. Il loro posiziona-
mento, oltre a consentire la georeferenziazione
dei modelli, ha permesso la correzione metrica
dei DEM, portando l’errore medio a valori in-
feriori a 10 cm (fig. 5, Tav. VI 2).
Le diverse tecniche di fotogrammetria
utilizzate sono state la soluzione ottimale per
il rilevamento del sito. Se da una parte, infat-
ti, l’acquisizione di fotogrammi con un siste-
ma APR è l’opzione più sicura, rapida ed eco-
nomica per ottenere immagini dettagliate di FIG. 5 – MODELLO DIGITALE TRIDIMENSIONALE DELLA NECRO-
un’area così estesa, dall’altra i software di image- POLI DI MONTAGNA DI CALTAGIRONE (S. GARDIN)..

15 MANISCALCO 2008, p. 20.


Le tombe di S. Febronia sono sostanzialmente
inedite. Su quelle di Rocchicella un breve cenno è in

Pantalica
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LE GRANDI NECROPOLI DEL’ETÀ DI PANTALICA ...


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based modeling e structure from motion – coadiuvati da opportune misurazioni sul campo – sono
strumenti ormai indispensabili e adeguati a produrre ortofotopiani di territori molto ampi e
modelli tridimensionali ad alta risoluzione e con scarto d’errore trascurabile su grande e pic-
cola scala.

FIG 6 – ORTOFOTOPIANO E
MODELLO DIGITALE TRIDIMEN-
SIONALE SU CARTA TECNICA
REGIONALE SU SOFTWARE QGIS.

L’enorme mole di dati acquisita durante queste prime indagini, è stata trattata in am-
biente GIS al fine di relazionarla con la documentazione topografica, geologica e archeolo-
gica già presente ( fig. 6).
SAMUELE GARDIN,
CHIARA MACCARI

La necropoli di Cassibile

La necropoli si sviluppa durante la fase finale dell’Età del Bronzo (XII-X secolo a.C.) 16
( fig. 7). Essa si dispone lungo il margine orientale dell’altopiano ibleo, in corrispondenza del
punto in cui il fiume Cassibile sbocca dalla Cava Grande verso l’ampia pianura costiera, lun-
go una serie di speroni roc-
ciosi a picco sulla pianura sot-
tostante, separati l’uno dal-
l’altro da cave (fig. 8). Data
questa particolare conforma-
zione, la necropoli è suddivi-
sa in diversi nuclei di tombe,
a loro volta suddivisi in grup-
pi più piccoli. Anche riguar-
do alle caratteristiche dell’in-
sediamento, è possibile che esi-
stessero diversi nuclei di abi-
tato, corrispondenti ai gruppi
FIG. 7 – VEDUTA DELLE TOMBE DI CUGNO SPINETA, CASSIBILE (FOTO M. TURCO). di tombe, nonostante manchi-

16 17
Per una periodizzazione delle fasi della necropo- LEIGHTON 2016, pp. 141-142.
li, si veda TURCO 2000, pp. 97-98.

Pantalica
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274 MARIA TURCO ET ALII

no dati archeologici che consenta-


no l’identificazione sul terreno dei
diversi villaggi. Allo stesso modo
sono assenti elementi per confer-
mare l’ipotesi di R. Leighton rela-
tiva all’identificazione di Cugno
Mola come il nucleo abitativo più
importante del sistema, perché po-
sto proprio all’imboccatura della
Cava Grande, e perché alla sua som-
mità presenta un ampio pianoro
adatto all’insediamento e infine
poiché mostra caratteristiche adat-
te alla difesa 17.
Nel corso delle recenti pro-
spezioni sul pianoro alla sommità
di Cugno Carbone è stata rilevata
una struttura circolare di circa ot-
to metri di diametro, formata da
un giro di pietre poste vertical-
mente (fig.9). Perfettamente con-
servata lungo il lato sud, non si rin-
traccia allo stato attuale un’even-
tuale prosecuzione lungo il margi-
ne nord a causa di un salto di quo-
ta, forse presente in origine, oppu-
re dovuto ad un livellamento del
terreno di epoca moderna che ha
FIG. 8. PLANIMETRIA DELLE AREE DELLA NECROPOLI DI CASSIBILE tranciato la struttura. Il pavimen-
(ELABORAZIONE DI S. ARRABITO).
to sfrutta un piano calcareo (non
sono individuabili buche per pali anche perché il calcare è molto eroso e presenta numerose fes-
surazioni dovute all’acqua piovana). All’esterno alcuni grossi blocchi sembrano costituire una sor-
ta di corridoio di accesso. Potrebbe trattarsi di un’abitazione, anche se la tecnica costruttiva e le di-
mensioni non sembrano avere confronti durante questo periodo, quando abbiamo testimonian-
za di strutture o rettangolari, come quelle di Metapiccola di Lentini 18 e di quella di Poggio
dei Pini di Grammichele 19, o come quelle di Thapsos 20. Capanne circolari del Bronzo Finale
sono quelle scavate in Piazza Duomo a Siracusa 21, anche se sono di dimensioni decisamente
minori. In alternativa potrebbe trattarsi di un’area aperta delimitata e utilizzata per attività
comunitarie o cultuali. In ogni caso testimonia che la sommità dei cugni era abitata 22.
La necropoli è costituita da tombe a grotticella artificiale, scavate lungo i pendii o le
pareti rocciose, in qualche caso in posizioni anche assai ripide. La maggior parte sono a came-

18 chino tracce di strutture abitative perché in realtà i


FRASCA 1983.
19 gruppi che popolavano quest'area abitavano in am-
RANDAZZO 2000, pp. 74-75, fig. 8.
20 bienti scavati nella roccia, riutilizzati in epoche più re-
VOZA 1973.
21 centi, tardoantica e altomedievale.
RIZZA 1962.
22
LEIGHTON 2016, pp. 134-138, ipotizza che man-

Pantalica
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LE GRANDI NECROPOLI DEL’ETÀ DI PANTALICA ...


275

ra singola, di piccole dimen-


sioni, di forma soprattutto
rettangolare, in pochi casi ton-
deggiante, con ingresso spes-
so decorato da una o più cor-
nici, in un caso quattro; alcu-
ne presentano una struttura
più complessa, a cella pluri-
ma con corridoio di accesso.
I dati relativi al rituale pro-
vengono esclusivamente dagli
scavi di P. Orsi a Cugno Spi-
FIG. 9 – STRUTTURA CIRCOLARE SULLA SOMMITÀ DI CUGNO neta e a Serra Palazzo 23. La
CARBONE, CASSIBILE (FOTO M. TURCO). maggior parte delle sepoltu-
re è relativa a uno o due in-
dividui, mentre sono molto più rare quelle con tre o più defunti, in ogni caso mai più di quat-
tro. Le deposizioni erano sempre primarie, in posizione sia distesa che con gli arti inferiori
piegati. I corredi sono relativamente standardizzati, formati per lo più da ceramica (piattello
su piede, brocca) e oggetti in bronzo o di ornamento personale. In qualche caso i corredi pre-
sentavano differenze di composizione sulla base del sesso degli individui a cui erano associati.
A livello territoriale, è possibile notare una organizzazione basata su una serie di siti
maggiori, databili tra il Bronzo Tardo e Finale, come Pantalica, Cassibile, e Monte Dessueri,
tutti con caratteristiche fisiche e strutturali simili, probabile espressione dello stesso tipo di
organizzazione sociale. Da questi è possibile dipendessero i siti minori, indicati dalla diffu-
sione nel territorio di gruppi isolati di tombe lungo le cave. Uno di questi, importante per-
ché probabilmente legato a Pantalica, è la necropoli di Rivettazzo, indagata da P. Orsi 24 e ripre-
sa in tempi recenti da chi scrive. Costituita durante l’antica età del Bronzo, la necropoli è sta-
ta riutilizzata durante la fase finale della stessa età. Le tombe erano distribuite sui diversi pen-
dii della collina, così come anche sulla parete opposta della cava di Rivettazzo. L’abitato si
trovava probabilmente sul pianoro sommitale, dove si vedono ancora, tagliate nella roccia,
canalette, conche e fossette, che possiamo ritenere appartenessero alle unità abitative. Data la
sua posizione, lungo il corso dell’Anapo e di uno dei suoi affluenti, è probabile che il sito sia
stato ripopolato durante la Tarda Età del Bronzo proprio in connessione con la «fondazione»
del grande centro di Pantalica.

MARIA TURCO

Le prospezioni 2016-17 nell’area di Cassibile

Il survey 25 si è avvalso dell’ausilio delle nuove tecnologie oramai abitualmente applicate


nell’ambito della ricerca archeologica, soprattutto nell’archeologia dei paesaggi. Nel caso spe-
cifico sono stati utilizzati i sistemi basati su GPS RTK con precisione subcentimetrica, che

23 me a Sebastiano Muratore e Simona Arrabito della So-


TURCO 2000.
24 cietà cooperativa Páropos, nell’area della necropoli.
ORSI 1903.
25
Dal 2016 sono state riprese le ricognizioni insie-

Pantalica
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276 MARIA TURCO ET ALII

dialoga con i sistemi creati tramite softwares GIS, e ne completa la raccolta dei dati, inseriti
nei databases di riferimento: tale impatto tecnologico diventa dunque fondamentale per com-
prendere al meglio un’area molto complessa come quella in studio, soprattutto in virtù delle
difficili condizioni geomorfologiche.
La ricerca topografica sul campo è stata preceduta da una fase di studio «a tavolino», tra-
mite lettura di basi cartografiche quali le tavolette 1: 25.000 dell’I.G.M. e le sezioni in scala
1:10.000 della Carta Tecnica Regionale della Re-
gione Siciliana, nella fattispecie l’edizione 2008 ba-
sata sulle aerofotografie del 2007. A questa prima
fase è seguita l’analisi territoriale tramite ricogni-
zioni di superficie ripetute nel tempo (replicated
collections), al fine di identificare la distribuzione
dei vari raggruppamenti di tombe della necropo-
li e la loro relazione con le aree degli abitati, fino-
ra solo ipotizzate, ma mai individuate.
Fin dall’inizio è comunque emersa palese-
mente l’impossibilità di portare avanti una ricer-
ca di superficie di tipo classico 26, poiché le aree og-
getto d’indagine sono nella maggior parte dei ca-
si impossibili da raggiungere fisicamente se non
tramite l’aiuto di corde, il che ha reso impossibi- FIG. 10 – OCRTOFOTO DELLA STRUTTURA DI CUGNO
ARBONE (S. MURATORE).
le il posizionamento di ogni singola tomba a grot-
ticella mediante GPS.
Tale difficoltà ci ha indotto a ritenere come unica possibile soluzione l’utilizzo di siste-
mi di APR (aeromobili a pilotaggio remoto), per il posizionamento di tombe altrimenti
inaccessibili 27.
L’indagine si è poi spo-
stata sui pianori, all’interno dei
limiti naturali del cugno, per
l’individuazione di possibili
tracce degli abitati, con parti-
colare attenzione alle aree che,
per vari motivi, ci sono ap-
parse quelle più promettenti.
Una componente fondamen-
tale della ricerca è stata la vi-
sibilità, quasi sempre, nel cor-
so delle replicated collections, di
buon livello: fattore questo
che ha permesso una lettura
FIG. 11 – DEM DELL’AREA DELLA NECROPOLI DI CASSIBILE, CON POSIZIONAMENTO del terreno abbastanza com-
DELLA STRUTTURA DI CUGNO CARBONE (S. MURATORE). pleta e non disturbata 28.

26 28
CAMBI, TERRENATO1994, pp. 119-121; CAMBI 2000, CAMBI, TERRENATO 1994, p. 151; per una dettaglia-
p. 255. ta esposizione di tutti i possibili fenomeni che influen-
27
Metodologia applicata nelle ricerche a S. Ippolito zano la visibilità di un sito si veda SCHIFFER 1987, pp.
e alla Montagna di Caltagirone. 235-262; SCHIFFER, SULLIVAN, KLINGER 1978, pp. 6-8.

Pantalica
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LE GRANDI NECROPOLI DEL’ETÀ DI PANTALICA ...


277

In questo caso la ricerca ha avuto un esito più fortunato e il survey ha portato al ritrova-
mento, sul Cugno Carbone, della struttura, forse abitativa, a cui si è fatto cenno sopra. Le nuo-
ve tecnologie ci sono venute in aiuto per la restituzione della pianta, in quanto una visione
ortogonale dall’alto, tramite fotografie su asta telescopica, per mezzo di cui si è realizzata un’or-
tofotogrammetria cumulativa, ha permesso di individuare il perimetro della struttura con mag-
giore chiarezza di un semplice rilievo manuale (fig. 10, Tav. VI,3).
Il ritrovamento di tale struttura ci ha indotto a ritenere necessario l’uso di aeromobili a
pilotaggio remoto per individuare altre evidenze sulla sommità dei cugni, altrimenti invisi-
bili a causa della vegetazione che rende assolutamente impraticabili vaste aree dei pianori.
Allo stato attuale, la struttura è stata posizionata geograficamente tramite sistema GPS
RTK Zenith25 a 120 canali della GeoMAX, basato sulla rete GNSS a copertura nazionale
SmartNet ItalPoS di Leica Geo-systems, che permette il posizionamento in tempo reale e per
la post-elaborazione, ed in grado di supportare il nuovo sistema di posizionamento e naviga-
zione satellitare, di produzione europea ed ad uso civile, denominato «Galileo» (ricordiamo
infatti che sia il sistema GPS statunitense che il GLONASS russo sono realizzati per scopi
militari e «prestati» ad usi civili con relativi disturbi che ne alterano la precisione). Il van-
taggio principale di tale tecnologia consiste nella precisione quasi millimetrica in ogni ope-
razione di posizionamento, senza subire alcuni dei problemi di «mancanza di copertura» tipi-
ci del sistema GPS statunitense.
L’interpretazione e la catalogazione dei dati sono state gestite realizzando un Sistema
Informativo Territoriale dell’area soggetta ad indagine, georeferenziando la cartografia di base
tramite l’applicativo ArcMap, della suite ArcGIS della ESRI®, del quale ci si è serviti anche
per la realizzazione di tutte le carte tematiche 29. Tramite uno shapefile relativo alle curve di
livello regionali, è stato creato un DEM (Digital Elevation Model, modello digitale di eleva-
zione) 30 (fig. 11, Tav. VI,4), comprendente in toto il territorio soggetto a prospezione, col fine
di elaborare cartografia in 3D, come le carte dell’acclività 31, dell’esposizione dei versanti e del
soleggiamento, utili per poter dedurre eventuali luoghi più o meno favorevoli all’imposta-
zione di un sistema insediativo.

SIMONA ARRABITO, SEBASTIANO MURATORE

Valorizzazione e fruizione

Negli ultimi decenni lo sviluppo delle nuove tecnologie informatiche ha portato a


profondi cambiamenti non solo nella prassi della ricerca archeologica, ma anche nella valo-
rizzazione e nella fruizione dei siti.
Le tecnologie ICT (Information and communication technology, come GIS, digitalizzazione
dei dati e delle elaborazioni 32), impiegate nella ricerca archeologica, hanno costituito ben pre-
sto un significativo ausilio nella comunicazione dei risultati di tale ricerca anche ad un pub-
blico di non specialisti.

29 30
A differenza dei gestori di databases convenziona- Un Digital Elevation Model è una mappa raster in
li, un sistema basato su softwares GIS consente di asso- cui a ogni pixel è associato il valore relativo all’altezza
ciare il dato a forme vettoriali, linee, poligoni, punti o sul livello del mare dell’orografia rappresentata.
31
a pixels di mappe raster e, di conseguenza, effettuare Rappresenta la pendenza del terreno misurata in
indagini ed operazioni tra i dati associati alle figure percentuale.
32
nella mappa e la loro forma e posizione nello spazio. MONTI 2006; SEMERARO 2011.

Pantalica
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278 MARIA TURCO ET ALII

Ricostruzioni virtuali, come restituzione visiva delle testimonianze archeologiche,


applicazioni video digitali e applicazioni per la visione stereoscopica, tecnologie per la visua-
lizzazione interattiva a supporto della visita dei siti turistici e dei monumenti, vengono pre-
sentati al pubblico attraverso diversi dispositivi tecnologici e molteplici modalità di
fruizione.
Tutto questo si è tradotto in pratica in un’evoluzione parallela e continua dell’ITC, con
l’utilizzo di strumenti tecnologici sempre più evoluti da parte degli operatori archeologici, e
ha portato allo sviluppo, dal punto di vista teoretico, dell’archeologia stessa.
Il lavoro di ricerca e raccolta dei dati, svolto nei tre siti presentati in questo contributo,
fornisce le basi per l’elaborazione di strumenti e applicazioni tecnologiche adatte ad agevo-
larne la comprensione e quindi anche la fruizione turistica.
Il modello 3D delle aree in esame, potrà essere utilizzato per progetti di salvaguardia e con-
servazione, ma anche per la realizzazione di percorsi di visita, anche virtuali, di siti in cui l’ac-
cesso è difficile a causa delle condizioni del terreno. Il modello fornirà dati riguardo alla con-
dizione attuale del sito e del suo degrado per progettare un piano di conservazione anche del-
l’ambiente che lo contiene. Una buona conoscenza delle caratteristiche del territorio costituisce
infatti una importante base di partenza per gli interventi di restauro delle strutture, per la valo-
rizzazione, tramite la realizzazione di strade e sentieri per una migliore accessibilità, nonché per
progettazione di percorsi di visita integrati che agevolino la musealizzazione all’aperto del sito.
Riguardo quest’ultimo punto, la fruizione dei siti di Montagna di Caltagirone e Cassi-
bile può essere arricchita mediante applicativi per la Realtà Virtuale e la Realtà Aumentata,
che permettano al turista, attraverso la connessione di dispositivi mobili, di accedere ad una
piattaforma cloud/app pensata per servizi basati
sulla geolocalizzazione (informazioni e servizi cor-
relati a POI-Points Of Information). Ciò è possibile
sia negli spazi aperti, sia all’interno, aumentando
l’esperienza della visita attraverso contenuti mul-
timediali «di prossimità».
I contenuti, caricati su questa piattaforma,
possono essere sia di tipo culturale e informati-
vo, sia turistico-ricettivo, con specifiche caratte-
ristiche tipologiche: 3D educativi in computer
grafica e proiezioni e olografie, serious game e app
di realtà aumentata, spazi virtuali emozionali e
FIG. 12 – MODELLO DIGITALE TRIDIMENSIONALE DI UNA
TOMBA A GROTTICELLA DELLA NECROPOLI DI MONTAGNA partecipativi, a seconda che gli utenti della visi-
DI CALTAGIRONE (S. GARDIN). ta siano adulti, giovani o bambini.

PIETRO IVANO D’ALEO

Conclusioni
Da queste analisi preliminari si stanno ottenendo molteplici risultati. Innanzitutto l’in-
terrogazione dei database sta consentendo di ricostruire la geografia antica del territorio e di
individuare aree ad alto potenziale archeologico (si veda l’esempio della struttura di Cugno
Carbone a Cassibile). Le indagini su vasta scala sono attualmente utilizzate come base per la pia-
nificazione delle ricerche sul campo, i risultati delle quali vengono a loro volta inseriti nel medesi-
mo contesto informatico. I modelli digitali tridimensionali si stanno rendendo utili, oltre che
all’indagine scientifica, anche alla valorizzazione del territorio rendendo fruibile, e agevolmente
comprensibile, il record archeologico ad un pubblico più ampio.

Pantalica
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LE GRANDI NECROPOLI DEL’ETÀ DI PANTALICA ...


279

Le medesime tecniche sono state impiegate sperimentalmente su piccola scala per la


documentazione di maggior dettaglio delle tombe (fig. 12). Anche in questo caso i nuovi
rilievi, affiancati dal record archeologico già conosciuto, saranno d’ausilio nella classificazio-
ne delle strutture permettendo di ottenere caratteristiche morfologiche e dimensionali.
L’inserimento degli elaborati su piattaforme digitali, di facile e veloce consultazione, sempli-
ficherà il confronto e il riconoscimento delle diverse tipologie tombali.
Il modello di ricerca da noi usato utilizzando le tecnologie oggi disponibili sarà la base
della programmazione di nuove campagne di ricerca (survey, prospezioni, saggi di scavo).
Lo studio sarà allargato ad un’area più ampia, quella del corso del fiume dei Margi, e avrà
come fine l’analisi del suo popolamento sul lungo periodo. In questo caso l’indagine interes-
serà, oltre che i centri di Montagna e S. Ippolito, anche Rocchicella di Mineo e Palagonia ver-
so nord e Grammichele, con Madonna del Piano e Poggio dei Pini verso sud.
Il modello ricostruttivo ed interpretativo si presta ad essere applicato anche all’area sira-
cusana, ai fini della valorizzazione e fruizione dei siti lungo il corso dei fiumi Anapo e Cas-
sibile

MARIA TURCO

Pantalica
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LE GRANDI NECROPOLI DEL’ETÀ DI PANTALICA ...


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Pantalica
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282 MARIA TURCO ET ALII

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Pantalica
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TAVOLE A COLORI

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345

DIDASCALIE DELLE TAVOLE

TAVOLA I
Tavola I – Fig. 1 Planimetria del sito (modificata da Leighton 2011, fig. 5).

TAVOLA II
Tavola II,1 (Buscemi fig. 17) – Ipotesi di restituzione delle fortificazioni di Filiporto.
Tavola II,2 (Buscemi fig. 2) – Il pianoro di Pantalica e i percorsi descritti da Orsi. Entro ton-
do, la gola e le fortificazioni di Filiporto (elab. da: R. Carta, "Pantalica", in Orsi 1899,
col 36, fig. 1).
Tavola II,3 (Buscemi fig. 5) – Pantalica e i suoi collegamenti attraverso la rete trazzerale.
Composizione di quattro quadranti IGM, levata 1895 (F° 274 II, Lentini; F° 273 I,
Militello in Val di Catania; F° 273 IV, Vizzini; F° 274 III, Sortino).
Tavola II,4 (Buscemi fig. 9) – Posizionamento della fortificazione di Filiporto su foto satel-
litare.

TAVOLA III
Tavola III,1 (Arcidiacono fig. 5) – Pantalica, chiesa di San Micidiario, parete absidale, lato
nord, angelo.
Tavola III,2 (Arcidiacono fig. 6) – Pantalica, chiesa di San Micidiario, catino absidale, visione
teofanica (Ascensione?) e restituzione grafica dei resti visibili.
Tavola III,3 (Arcidiacono fig. 7) – Pantalica, chiesa di San Micidiario, a: prothesis, b. diaco-
nicon.
Tavola III,4 (Arcidiacono fig. 8) – Pantalica, chiesa di san Micidiario, presbiterio, parete
nord. Nel riquadro, restituzione grafica dei resti del volto di una figura imberbe e nim-
bata.

TAVOLA IV
Tavola IV,1 (Arcidiacono fig. 11) – Pantalica, chiesa di San Nicolicchio, sant’Elena.
Tavola IV,2 (Arcidiacono fig. 12) – Pantalica, chiesa di San Nicolicchio, santo militare ?
Tavola IV,3 (Arcidiacono fig. 13) – Pantalica, chiesa di San Nicolicchio, santo Stefano.
Tavola IV,4 (Arcidiacono fig. 14) – Pantalica, chiesa di san Nicolicchio, a. santo Stefano, par-
ticolare; b. santo Stefano, schizzo ricostruttivo; c. iscrizione votiva di Eraclia.
Tavola IV,5 (Arcidiacono fig. 19) – Pantalica, chiesa del Crocifisso, san Nicola.

TAVOLA V
Tavola V (Turco et alii fig. 8) – Planimetria delle aree della necropoli di Cassibile (elab. di
S. Arrabito).

Pantalica
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346 DIDASCALIE DELLE TAVOLE

TAVOLA VI
Tavola VI,1 (Turco et alii fig. 4) – Missione di volo automatica eseguita dall’aeromobile e pi-
lotaggio remoto (S. Gardin).
. Tavola VI,2 (Turco et alii fig. 5) – Modello digitale tridimensionale della necropoli di Mon-
tagna di Caltagirone (S. Gardin).
Tavola VI,3 (Turco et alii fig. 10) – Ortofoto della struttura di Cugno Carbone (S. Muratore).
Tavola VI,4 (Turco et alii fig. 11) – DEM dell'area della necropoli di Cassibile, con posiziona-
mento della struttura di Cugno Carbone (S. Muratore).

TAVOLA VII
Tavola VII (Panvini fig. 1) – Il comprensorio di Dessueri dalla sommità del monte omonimo.

TAVOLA VIII
Tavola VIII,1 (Panvini fig. 12) – Dessueri, Monte Canalotti. Corredo della tomba CW130.
1: brocca globulare; 2: rasoio in bronzo a nastro; 3: coppetta; 4: brocca con versatoio a
filtro; 5: pisside gemina; 6: olletta; 7: olla.
Tavola VIII,2 (Panvini fig. 13) – Dessueri, Monte Canalotti. Corredo della tomba CW182.
1: brocca globulare; 2: olla triansata; 3: coperchio; 4-5: olle triansate; 6: aghi in bron-
zo; 7: ciotola; 8: accetta litica miniaturistica; 9-10: tokens.
Tavola VIII,3 (Panvini fig. 14) – Dessueri, Monte Canalotti. Corredo della tomba CW132.
1, 8, 9: brocche globulari; 2: olla; 3: pugnale in bronzo; 4: daga in bronzo; 5: oggetto in
ferro; 6: coperchio; 7: pisside cilindrica svasata.
Tavola VIII,4 (Panvini fig. 15) – Dessueri, Monte Canalotti. Corredo della tomba CW175.
1-3: brocche; 4: olla biansata; 5: fibula in bronzo con antenne e bottone; 6: fibula in
bronzo con arco serpeggiante a gomito.
Tavola VIII,5 (Panvini fig. 19) – Dessueri, Monte Canalotti. In alto: pugnale in rame arseni-
cale con lama a costolatura centrale rivestita d’argento e manico ricoperto d’avorio trat-
tenuto da un chiodino in elettro (dalla tomba 79 di Monte Dessueri); in basso: anello
aureo con castone ovale liscio (dalla tomba di Monte Canalotti CW102).

TAVOLA IX
Tavola IX,1 (Nicoletti, Panvini fig. 4) – Dessueri: distribuzione di abitati e necropoli dal
Neolitico dall’età del Ferro.
Tavola IX,2 (Nicoletti, Panvini fig. 2) – Monte Maio: fotopiano zenitale in alta quota dell’area
dell’abitato protostorico (sfumatura in rosso) con l’indicazione dei saggi (quadrati in
bianco) e dello scavo estensivo (poligono in rosso).

TAVOLA X
Tavola X (Nicoletti, Panvini fig. 8) – Monte Maio, abitato protostorico. saggio 5: veduta da
est e planimetria con strutture e fasi.

Pantalica
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DIDASCALIE DELLE TAVOLE 347

TAVOLA XI
Tavola XI,1 (Nicoletti, Panvini fig. 9) – Monte Maio, abitato protostorico: planimetria del-
lo scavo estensivo con strutture e fasi.
Tavola XI,2 (Nicoletti, Panvini fig. 10) – Monte Maio, abitato protostorico: sezione strati-
grafica Ovest-Est con indicazioni delle fasi.

TAVOLA XII
Tavola XII,1 (Nicoletti, Panvini fig. 6) – Monte Maio, saggio 7. Ceramica eneolitica e del Bron-
zo antico e medio. 1: stile di San Cono-Piano Notaro; 2-3: stile di Piano Conte; 4-6: stile
del Conzo; 7-9: stile di Petralia; 10-12: stile di Serraferlicchio; 13-15: stile di Malpasso;
16-18: stile di Sant’Ippolito; 19: stile di Castelluccio tricromico; 20: frammento buc-
cheroide con decori incisi di tipo Tarxien cemetery; 21-22: stile di Thapsos.
Tavola XII,2 (Nicoletti, Panvini fig. 18) – Monte Maio, abitato protostorico. Reperti della
Fase III (Cassibile). 1-11: ceramica dipinta in rosso o nero su fondo avana con motivi
piumati o a linee ondulate parallele; 12-14: ceramica a superficie schiarita; 15-18:
ceramica decorata a pettine; 19: fibula in bronzo con arco semplice.
Tavola XII,3 (Nicoletti, Panvini fig. 20) – Monte Maio, abitato protostorico. Reperti della
Fase IV (Cassibile/Pantalica Sud). 1: piatto con decorazione dipinta con motivi piumati
e geometrici; 2-3, 8: ceramica dipinta in rosso su fondo avana con motivi piumati; 4-7,
9-10: scodelle con orlo a tesa e decorazione dipinta con il motivo a girandola; 11: cuc-
chiaio fittile con decorazione dipinta a motivi geometrici (dal saggio 5); 12: fibula in
bronzo con arco a gomito e ardiglione rettilineo; 13: forma di fusione per manufatto con
immanicatura a cannone.
Tavola XII,4 (Nicoletti, Panvini fig. 26) – Monte Maio, abitato protostorico: ceramiche del-
la Fase V con decorazione dipinta di tipo geometrico.

TAVOLA XIII
Tavola XIII, 1 – Pantalica. Cava Calcinara e Necropoli Nord (foto Archivio Bruno).
Tavola XIII, 2 – Pantalica. Necropoli Nord-Ovest (foto Archivio Bruno).

TAVOLA XIV
Tavola XIV,1 – Pantalica. Grotta del Capo (foto Archivio Bruno).
Tavola XIV,2 – Pantalica. Tomba a camera, ingresso (foto Archivio Bruno).
Tavola XIV,3 – Pantalica. Tomba a camera, ingresso (foto Archivio Bruno).

TAVOLA XV
Tavola XV,1 – Pantalica. Villaggio rupestre presso San Micidiario (foto Archivio Bruno).
Tavola XV,2 – Pantalica. Villaggio rupestre Nord-Ovest (foto Archivio Bruno).

TAVOLA 16
Tavola XVI – Pantalica. Anaktoron. Vista zenitale (foto Archivio Bruno).

Pantalica
26a) TAVOLE A COLORI testo 343-348:000 CR ANT 15 - Pagg. 1-12 25/12/19 23:46 Pagina 343
26b) TAV COLOR-FIN STAMPARE 349-368:000 CR ANT 15 - Pagg. 1-12 25/12/19 23:39 Pagina 353

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TAVOLA V

Pantalica
26b) TAV COLOR-FIN STAMPARE 349-368:000 CR ANT 15 - Pagg. 1-12 25/12/19 23:39 Pagina 354

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TAVOLA VI

Pantalica

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