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NdsP Briciole di Vangelo

Non di Solo Pane


Www.nondisolopane.it Settimanale di Preghiera Domenica 24 ottobre 2021
30^ settimana tempo ordinario Anno XXIII n. 1011

Rabbunì, che io veda di nuovo! (Mc 10,46-52)


Apostolato
della preghiera
O Signore, unica mia speranza,
ascolta la mia preghiera:
non permettere che per stanchezza
lasci di cercare il tuo volto.
Concedimi la forza di cercare te,
Ottobre che mi hai fatto il dono di trovarti
e mi hai dato la speranza
Primo venerdì di avvicinarmi a te sempre di più.
01/10 Il mio impegno e la mia fragilità
sono davanti a te, Signore:
rafforza il mio impegno,
guarisci la mia fragilità.
O Dio, vieni in mio aiuto,
perché non mi dimentichi mai di te
e viva sempre alla tua presenza.
Fa', o Signore, Dio mio,
che io ti conosca sempre di più
e ti ami con tutto il cuore.
Amen.
Sant'Agostino

“Le luci delle tue volontà….”


Quando quelli che amiamo ci chiedono qualco- mediatori dei tuoi interventi. Nulla sarebbe me-
sa, noi li ringraziamo di avercelo chiesto. Se a te diocre, perché tutto sarebbe voluto da te. Nulla
piacesse, Signore, chiederci una sola cosa in tut- sarebbe troppo pesante, perché tutto avrebbe
ta la nostra vita noi ne rimarremmo meravigliati radice in te. Noi siamo tutti dei predestinati
e l’aver compiuto questa sola volta la tua volon- all’estasi, tutti chiamati a uscire dai nostri poveri
tà sarebbe “l’avvenimento” del nostro destino. programmi per approdare di ora in ora, ai tuoi
Ma poiché ogni giorno, ogni ora, ogni minuto piani. Noi non siamo mai dei miserabili chiamati
tu metti nelle nostre mani tanto onore, noi lo a far numero, ma dei felici eletti, chiamati a sa-
troviamo così naturale da esserne stanchi, da pere ciò che vuoi fare. Persone che ti sono un
esserne annoiati. Tuttavia se comprendessimo poco necessarie, persone i cui gesti ti manche-
quanto inscrutabile è il tuo mistero, noi rimar- rebbero, se rifiutassero di farli. Il gomitolo di
remmo stupefatti di poter captare queste scintil- cotone da rammendare, la lettera da scrivere, il
le del tuo volere che sono i nostri microscopici bambino da alzare, il marito da rasserenare, la
doveri. Noi saremmo abbagliati nel conoscere, porta da aprire, il microfono da staccare,
in questa tenebra immensa che ci avvolge, le l’emicrania da sopportare: altrettanti trampolini
innumerevoli precise personali luci delle tue vo- per l’estasi, altrettanti ponti per passare dalla no-
lontà. Il giorno che noi comprendessimo que- stra povera, cattiva volontà alla riva serena del
sto, andremmo nella vita come profeti, come tuo beneplacito. (M. Delbrèl , Che gioia credere, Tori-
veggenti delle tue piccole provvidenze, come no 1970, 141s.)

Non di solo pane 30^ settimana Tempo Ordinario - Numero 1011 pagina 2
I santi del giorno: San Luigi Guanella, sacer-
dote; beato Giuseppe Baldo, sacerdote.

Molte persone entreranno e usciranno dalla


tua vita, ma soltanto i veri amici lasceranno
Domenica
Ottobre
30^settimana Tempo Ordinario
24
impronte nel tuo cuore. (E. Roosevelt)

Il Santo del giorno: sant'Antonio Maria Claret


Parola di Dio .
in briciole Il coraggio dell'annuncio del Vangelo, lo strumento più potente per
la promozione sociale e la salvaguardia della dignità umana: fu que-
sto il tratto caratteristico di sant'Antonio Maria Claret, lo spagnolo
fondatore dei Missionari del Cuore Immacolato di Maria, detti Cla-
rettiani, che fu anche vescovo di Santiago di Cuba tra il 1849 e il
Dio è pronto a aiutare e 1857. Nato in Catalogna nel 1807, divenne sacerdote nel 1835:
salvare sempre quattro anni dopo si recò a Roma a Propaganda Fide per essere
Pagina curata da Don Luciano V. M. inviato come missionario ma la salute malferma non lo permise. Si
dedicò allora alla predicazione in Catalogna e alle Canarie; in que-
“ ...Il Signore ha salvato il suo popo-
sto contesto nacque l'idea di una nuova congregazione missionaria.
lo……...”
(Ger 31,7-9)
Nominato vescovo arrivò a Cuba nel 1851 e ci rimase sei anni la-
sciando un segno profondo del suo ministero sull'isola. Fu poi con-
Il popolo di Israele si trova in fessore della regina a Madrid; morì nel 1870 a Narbona.
esilio a Babilonia; è un mo-
mento di disperazione e trage-
dia. Il Signore non abbandona
i suoi figli e per mezzo del Vangelo Mc 10,46
profeta Geremia li consola. -52
Sono figli senza speranza ma
verranno loro profetizzate la In quel tempo,
salvezza e la liberazione perché mentre Gesù par-
il Signore ha salvato il suo po- tiva da Gèrico in-
polo, il resto d’Israele. Dio è sieme ai suoi di-
infatti guidato dal suo amore scepoli e a molta
paterno. Questo ci ricorda che folla, il figlio dIi
Dio non ci ama soltanto quan- Timèo, Bartimèo,
do ci ricolma di grazie. Quan- che era cieco, se-
do la vita non ci sorride, quan- deva lungo la stra-
do intorno a noi è buio, quan- da a mendicare.
do abbiamo perduto il godi- Sentendo che era
mento della sua comunione Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: «Figlio di Davide,
Dio si ricorda costantemente Gesù, abbi pietà di me!». Molti lo rimproveravano perché tacesse,
di noi e non cessa di avere ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di
compassione per noi. Dio è me!». Gesù si fermò e disse: «Chiamatelo!». Chiamarono il cieco,
misericordioso e fedele, pa- dicendogli: «Coraggio! Àlzati, ti chiama!». Egli, gettato via il suo
ziente e pronto a aiutare e a mantello, balzò in piedi e venne da Gesù. Allora Gesù gli disse:
salvare sempre. «Che cosa vuoi che io faccia per te?». E il cieco gli rispose:
«Rabbunì, che io veda di nuovo!». E Gesù gli disse: «Va’, la tua
fede ti ha salvato». E subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la
strada.

Non di solo pane 30^settimana Tempo Ordinario - Numero 1011 pagina 3


“ Quando vediamo davvero?…..” a cura da don Luciano Vitton Mea - Parroco di

alla luce del criterio di au- Per lui, balzare in piedi, an-
tenticità di un vedere che dare verso Gesù, esprimere
sconfigge la cecità esisten- per l’ennesima volta la sua
ziale. domanda, significa acquisire
uno sguardo nuovo per il
La domanda provocante
senso della sua vita.
che emerge da questa pagi-
na è: quando vediamo dav- Non è più un uomo costret-
vero? Cosa vediamo? to alla dipendenza degli al-
tri, mendicando compassio-
Bartimeo comincia a vedere
ne e sostentamento; è un
Gesù anche quando tutto è
“…..E Gesù gli disse: «Va’, la uomo libero e nuovo, che
per lui buio e informe.
tua fede ti ha salvato». E subito procede dietro a Gesù nel
Nessuno riesce a farlo tace- cammino della vita.
vide di nuovo e lo seguiva lungo
re! Il suo desiderio di vedere
la strada..”
pienamente si esprime in
una domanda rivolta a quel
La pagina evangelica ci pro- Nazareno già visto e ricono-
voca ad un percorso di fede sciuto nel cuore.

Maestri di spiri- Contemplo: Bontà originale


tualità

O Dio nostro Padre,


tu ci hai amato per Sono continuamente tentato di che posso diventarlo soltanto se
primo! Signore, noi
parliamo di Te come macerarmi nel mio smarrimento mi conquisto la mia bontà, ar-
se ci avessi amato per e di perdere contatto con la mia rampicandomi sulla scala del
primo in passato, una
sola volta. Non è così: bontà originale, con la mia uma- successo.
Tu ci ami per primo, nità datami da Dio, con la mia Questo voci mi conducono ben
sempre, tu ci ami beatitudine fondamentale e così
continuamente, gior- presto a dimenticare la voce che
no dopo giorno, per lascio che le forze della morte mi chiama “Figlio mio prediletto”
tutta la vita. Quando prendano il sopravvento.
al mattino mi sveglio e che mi ricorda che sono ama-
e innalzo a te il mio Scegliere la mia condizione di to indipendentemente da qualsi-
spirito, È sempre co- figlio non è comunque facile. asi applauso o risultato.
sì: Tu ci ami per pri-
mo non una sola vol- Le voci oscure del mondo che (H.J.M. Nouwen, L’abbraccio benedicen-
ta, ma ogni giorno, te, pp.74-75)
sempre. mi circonda cercano di persua-
(Søren Kierkegaard) dermi che non sono buono e

Non di solo pane 30^ settimana del Tempo Ordinario n. 1011 pagina 4
I Santi del giorno: San Miniato di Firenze, mar-
tire; beato Carlo Gnocchi, sacerdote.

Ogni fiore è un’anima che sboccia nella natura.


(Gerard De Nerval)
Lunedì
Ottobre
30^ settimana tempo ordinario
25
I Santi del giorno: san Gaudenzio di Brescia
Parola di Dio . Il "popolo" sa riconoscere i veri maestri, perché cerca conti-
in briciole nuamente guide sagge e testimoni affidabili. La comunità di
Brescia, ad esempio, non ebbe dubbi a indicare in san Gau-
denzio l'immediato successore del settimo vescovo della città,
Filastrio, morto nel 387 o 388. In quel momento Gaudenzio,
sacerdote cresciuto proprio accanto a Filastrio, si trovava da
La paternità di Dio pellegrino in Terra Santa: venne inviata una delegazione a ri-
chiamarlo. Ma lui non si reputava degno, si sentiva incapace di
Pagina curata da Don Luciano V. M. scrivere trattati, l'umiltà lo spingeva a rifiutare. Dovette però
“ ..…Fratelli, noi siamo debitori non piegarsi davanti alla volontà della sua comunità e alla richiesta
verso la carne.....” (Rm 8,12-17) anche di sant'Ambrogio, il quale conosceva il carisma del
La paternità di Dio si riattiva in
Gaudenzio predicatore. Proprio le sue omelie divennero testi
noi grazie all’opera redentrice di scritti che cominciarono a circolare e venivano apprezzati da
Cristo e al dono dello Spirito fedeli e sacerdoti. Alla morte, nel 411 o 412 per tutti era già
Santo. Tutta l’opera della sal- un santo.
vezza è un’opera di ri-
generazione, nella quale la pa-
ternità di Dio, mediante il dono
del Figlio e dello Spirito, ci libe-
ra dalla condizione di orfani in
cui siamo caduti. Anche nel no-
stro tempo possiamo vedere
diversi segni di questa nostra Vangelo Lc 13,10-17
condizione di orfani: quella soli- In quel tempo, Gesù stava inse-
tudine interiore che a volte può gnando in una sinagoga in giorno
diventare tristezza esistenziale; di sabato. C’era là una donna che
quella presunta autonomia da
Dio, che si accompagna a una uno spirito teneva inferma da di-
certa nostalgia della sua vicinan- ciotto anni; era curva e non riusci-
za; quella difficoltà a sentire ve- va in alcun modo a stare diritta.
ra e reale la vita eterna, come Gesù la vide, la chiamò a sé e le
pienezza di comunione che ger- disse: «Donna, sei liberata dalla tua
moglia qui e sboccia oltre la malattia». Impose le mani su di lei
morte; quella fatica a riconosce- e subito quella si raddrizzò e glori-
re l’altro come fratello, in quan- ficava Dio. Ma il capo della sina-
to Figlio dello stesso Pa- goga, sdegnato perché Gesù aveva
dre…..A tutto questo si oppone operato quella guarigione di saba-
la condizione di figli, che è la to, prese la parola e disse alla folla:
nostra vocazione originaria, che «Ci sono sei giorni in cui si deve lavorare; in quelli dunque venite a
però è stata rovinata e per esse- farvi guarire e non in giorno di sabato». Il Signore gli replicò:
re ripristinata ha richiesto il sa- «Ipocriti, non è forse vero che, di sabato, ciascuno di voi slega il suo
crificio del Figlio Unigenito. bue o l’asino dalla mangiatoia, per condurlo ad abbeverarsi? E que-
Dall’immenso dono d’amore sta figlia di Abramo, che Satana ha tenuto prigioniera per ben di-
che è la morte di Gesù sulla
croce è scaturita per tutta ciotto anni, non doveva essere liberata da questo legame nel giorno
l’umanità l’effusione dello Spiri- di sabato?». Quando egli diceva queste cose, tutti i suoi avversari si
to Santo. Chi si immerge con vergognavano, mentre la folla intera esultava per tutte le meraviglie
fede in questo mistero di rige- da lui compiute.
nerazione rinasce alla pienezza
della vita filiale.

Non di solo pane 30^ settimana del Tempo Ordinario n. 1011 pagina 5
“Camminare nella carità ….” a cura di don Luciano Vitton Mea

Luca nel suo vangelo sempre la nostra mano si ha amati”.


ci racconta di una donna tende amichevolmente Ci doni il Signore di
così ripiegata dalla malat- nei loro confronti. avere la libertà, la fiducia
tia da non riuscire nean- Alcune volte siamo noi di correre in ogni mo-
che a chiedere aiuto. stessi ripiegati sulla no- mento alla sua presenza,
Gesù si commuove e stra sofferenza e, anche assetati, affamati di lui,
senza aspettare la risana, se Gesù ci si avvicina e ci bisognosi della sua guari-
ridandole la speranza e la tende la mano, noi non gione; di non essere ipo-
forza di glorificare Dio. abbiamo la capacità di criti calcolatori; ci doni la
Gesù si avvicina spon- vederlo. disponibilità a essere
taneamente alla sofferen- Chiediamo oggi di sa- suoi strumenti, in ogni
za e dona il suo conforto per essere “benevoli gli momento per abbraccia-
fino al punto di risveglia- uni verso gli altri, miseri- re, ascoltare, prenderci
re nella persona il biso- cordiosi, perdonandoci a cura nel suo nome di un
gno di glorificarlo. vicenda come Dio ha fratello in difficoltà.
Non sempre noi siamo perdonato a noi in Cri-
così disponibili con le sto”.
persone sofferenti. Chiediamo “di cammi-
Spesso aspettiamo che nare nella carità, nel mo-
ci chiedano aiuto e non do che anche Cristo ci

Maestri di spiri-
tualità Contemplo: Sono amato
Solo quando avremo
taciuto noi, Dio potrà Mi sembra che quelle braccia La benedizione c’è fin
parlare. Comunicherà a
noi solo sulle sabbie del siano sempre state stese, anche dall’inizio. L’ho lasciata e persi-
deserto. Nel silenzio quando non vi erano spalle su sto a lasciarla.
maturano le grandi co-
se della vita: la conver- cui posarsi. Ma il Padre continua a cercarmi
sione, l'amore, il sacrifi-
cio. Quando il sole si Dio non ha mai ritirato le sue sempre con le braccia tese per
eclissa pure per noi, e il braccia, non ha mai rifiutato la accogliermi di nuovo e sussur-
Cielo non risponde al
nostro grido, e la terra sua benedizione, non ha mai rarmi ancora all’orecchio: “Tu sei
rimbomba cava sotto i
passi, e la paura dell'ab- smesso di considerare suo figlio il mio figlio prediletto, in te mi sono
bandono rischia di farci come il prediletto. compiaciuto.”
disperare, rimanici ac-
canto. In quel momen- Qui si svela il mistero della mia (H.J.M. Nouwen, L’abbraccio benedicen-
to, rompi pure il silen- te, pp.63-64)
zio: per dirci parole esistenza. Sono amato a tal pun-
d'amore! E sentiremo i to che mi si lascia libero di an-
brividi della Pasqua.
(don Tonino Bello) darmene da casa.

Non di solo pane 30^ settimana Tempo Ordinario n. 1011 pagina 6


Santi del giorno: San Folco Scotti di Piacenza e
Pavia; beata Celina Chludzinska Borzecka.

La vita è come un arcobaleno: ci vogliono pioggia e


sole per vederne i colori. (J. Renard)
Martedì
Ottobre
30^ settimana Tempo Ordinario
26
Il santo del giorno: beato Damiano da Finale
Parola di Dio Carisma particolare dei Domenicani è proprio quella della
in briciole predicazione, missione preziosa e fondamentale che ha per-
messo nei secoli non solo la diffusione della fede in tutto il
mondo, ma anche il continuo richiamo delle comunità locali
all'originaria purezza del Vangelo. Tra i predicatori alcuni
Un intimo bisogno di con- hanno lasciato segni più profondi sul territorio: al beato Da-
solazione miano da Finale, ad esempio, devono essere particolarmente
Pagina curata da Don Luciano V. M. grate la Liguria e la Lombardia, dove nel XV secolo egli por-
“..tutta insieme la creazione geme e sof- tò la Parola con instancabile impegno. Era nato a Finale dal-
fre…..” (Rm 8,18-25) la famiglia dei Furcheri, scegliendo la vita religiosa e diven-
La comunità cristiana, di allo- tando poi priore nella stessa città ligure. Aderì alla corrente
ra come di oggi, ogni uomo e di riforma dell'Ordine, portandola anche a Reggio Emilia,
ogni donna e persino ogni cre-
atura sentono un intimo biso- dove si ritirò nei suoi ultimi anni. Morì nel 1484.
gno di consolazione. Tutta la
realtà è accumunata dalla sof-
ferenza tuttavia Paolo sente di
dover annunciare una gloria
futura che trasfigurerà tutto il
dolore del tempo presente.
L’esempio più calzante che egli Vangelo: Lc
può fare è quello del dolore
durante le doglie del parto: re- 13,18-21
sta un dolore inesprimibile ma
che già si apre alla gioia di una In quel tem-
vita futura. Non è tolto il dolo- po, diceva
re ma gli è dato un senso e u-
no scopo. Il dolore diventa Gesù: «A che
disperante quando finisce in se cosa è simile
stesso. Diventa pasquale quan- il regno di Di-
do invece è pervaso dalla spe-
ranza di un esito positivo. Tut- o, e a che co-
ti noi abbiamo bisogno di que- sa lo posso
sta consolazione. Non chiedia-
mo che ci venga tolta la soffe- paragonare?
renza ma che questa sia solo È simile a un granello di senape, che un uomo prese e
l’anticipo di un parto, di una
novità di vita che è possibile gettò nel suo giardino; crebbe, divenne un albero e gli
solo grazie a noi. Paolo tutto uccelli del cielo vennero a fare il nido fra i suoi rami». E
questo lo ha già sperimentato disse ancora: «A che cosa posso paragonare il regno di
nella sua esistenza, quindi non
parla per sentir dire, non pro- Dio? È simile al lievito, che una donna prese e mescolò
pone una filosofia di vita né in tre misure di farina, finché non fu tutta lievitata».
una vaga consolazione psicolo-
gica. Parla ancora una volta
della potenza della risurrezio-
ne.

Non di solo pane 30^ settimana Tempo Ordinario n. 1011 pagina 7


Riconoscere l’opera dello spirito del Signore a cura di don Luciano

La fiducia nella sorpren- che gli occhi di chi crede


dente possibilità del re- veramente sanno ricono-
gno di Dio, che da pic- scere tra le pagine della
colo seme diventa un vita quotidiana, dentro il
grande albero, non si senso profondo delle co-
può improvvisare con se.
pensieri magici o di suc- In altri termini, la realtà
cessi che ci vedano come è quella che è, ma chi ha
osservatori esterni, da- fede non si ferma alla
vanti a uno spettacolo superfice: coglie il senso
che deve ancora iniziare. profondo delle cose e vi
“…..A che cosa è simile il La Parola del Signore riconosce l’opera silen-
regno di Dio, e a che cosa lo può essere compresa ziosa e incessante dello
posso paragonare? È simile a nella sua efficacia solo da Spirito del Signore che,
un granello di senape, che un chi se ne lascia coinvol- oltre le apparenze porta
uomo prese e gettò nel suo gere, gustandola nel cuo- avanti il suo disegno di
giardino; crebbe, divenne un re e praticandola nella salvezza per tutti noi.
vita.
albero…..”
Gesù parla di vicende

Contemplo: Al centro
Essere figli di Dio (H.J.M. Nouwen, Vivere nello Spirito)
Maestri di spiri-
tualità
Signore e Sovrano
La casa è al centro del mio esse- Quando sento quella voce, so di
della mia vita, non re, dove posso udire la voce che essere a casa con Dio e non ho
darmi uno spirito di dice. “Tu sei il mio Figlio predilet- niente da temere.
pigrizia, di scoraggia-
mento, di dominio e to”; la stessa voce che parla a Come il Figlio prediletto posso
di vana loquacità! tutti i figli di Dio e li rende liberi
Concedi invece al affrontare le difficoltà, consola-
tuo servo uno spirito di vivere in un mondo tenebro- re, ammonire e incoraggiare
di castità, di umiltà, so rimanendo nella luce.
di pazienza e di cari- senza tema di rifiuto o bisogno
tà. Sì, Signore e So- Io ho udito quella voce. Mi ha di affermazione.
vrano, dammi di ve- parlato in passato e continua a
dere le mie colpe e Come il Figlio prediletto posso
di non giudicare mio parlarmi ora. E’ la voce mai in- sopportare la persecuzione sen-
fratello; poiché tu sei terrotta dell’amore che parla
benedetto nei secoli za desiderio di vendetta.
dei secoli. Amen. dall’eternità e dà vita e amore (H.J.M. Nouwen, L’abbraccio benedicen-
(Attribuita a sant'E- ogniqualvolta viene udita.
frem il Siro) te, pp.54-55)

Non di solo pane 30^ settimana Tempo Ordinario n. 1011 pagina 8


Santi del giorno:
Sant'Evaristo, papa dal 97 al 105
e martire; san Namazio di Clermont, vescovo.

Dai a ogni giornata di essere la più bella della


Mercoledì
30^ settimana
Ottobre
Tempo Ordinario
27
tua vita. (M. Twain)

Il santo del giorno: beato Bartolomeo da Breganze


Parola di Dio Predicatore, pastore, vescovo, instancabile portatore
in briciole della Parola di Dio non solo in Italia ma anche in Euro-
pa. Il beato Bartolomeo da Breganze nacque nel 1200
da una famiglia di antiche origini nobili, studiò a Pado-
va ed entrò tra i Domenicani quando lo stesso san Do-
menico era ancora in vita. Come religioso dell'Ordine
Tutto concorre al bene…..
dei predicatori si fece portatore del Vangelo in diversi
Pagina curata da Don Luciano
centri dell'Emilia e della Lombardia. Da Gregorio IX
“....ma lo Spirito stesso intercede...” ricevette la nomina a maestro del Sacro Palazzo. Parte-
(Rm 8,26-30) cipò al Concilio di Lione per volontà di Innocenzo IV
“Tutto concorre al bene per che nel 1253 lo nominò vescovo di Limassol a Cipro.
quelli che amano Dio”. Forse Nel 1255 divenne vescovo di Vicenza, ma fu costretto
non abbiamo mai pensato a ad allontanarsi. Prima di tornare fu in Inghilterra e a
sufficienza a questa grande ve-
rità. Prendere sul serio questa Parigi. Autore di numerose opere, morì nel 1270.
affermazione vuol dire bandire
la disperazione e il non senso
delle nostre vite. Romano
Guardini in una delle sue opere
così scrive: “ Nell’esperienza di
un grande amore, tutto ciò che
accade diventa un avvenimento Vangelo Lc 13,22-30
nel suo ambito”, più nulla è
slegato dal senso totale, In quel tempo, Gesù passava insegnando per città e villaggi,
dall’orizzonte. Tutto quello che mentre era in cammino verso Gerusalemme. Un tale gli chiese:
accade, dagli avvenimenti più «Signore, sono pochi quelli che si salvano?». Disse loro:
insignificanti a quelli che più ci «Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, io vi di-
toccano e ci sconvolgono, è co, cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno. Quando il
occasione per costruire un be- padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta, voi, rimasti fuori,
ne maggiore, attraverso il quale comincerete a bussare alla porta, dicendo: “Signore, aprici!”.
passi il Bene supremo: la com-
pagnia di Dio nella nostra vita. Ma egli vi risponderà: “Non so di dove siete”. Allora comince-
Per fare questo occorre essere rete a dire: “Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza e tu
immersi nel grande circuito hai insegnato nelle nostre piazze”. Ma egli vi dichiarerà: “Voi,
dell’amore, lasciarsi prendere non so di dove siete. Allontanatevi da me, voi tutti operatori di
da un amore senza confini. ingiustizia!”. Là ci sarà pianto e stridore di denti, quando vedre-
Quante volte ci è capitato di te Abramo, Isacco e Giacobbe e tutti i profeti nel regno di Dio,
sentire, dinnanzi a un evento voi invece cacciati fuori. Verranno da oriente e da occidente, da
imprevisto “Era destino!”. Pao-
lo ci dice che questo destino settentrione e da mezzogiorno e siederanno a mensa nel regno
esiste, ma è un destino buono di Dio. Ed ecco, vi sono ultimi che saranno primi, e vi sono
per tutti, tutti siamo pre- primi che saranno ultimi».
destinati a essere conformi
all’immagine del Figlio.

Non di solo pane 30^settimana Tempo Ordinario n. 1011 pagina 9


“Entrare per la porta stretta……” a cura di don Luciano Vitton Mea

le parole o le buone inten- entrare nel Regno, questo


zioni, dobbiamo far frut- criterio è la giustizia.
tare i nostri talenti, dob- Infatti non c’è nessun ti-
biamo vivere la sua Parola tolo umano che possa sal-
se vogliamo entrare nella varci, solo lo sforzo per
porta stretta. aderire a Cristo ci permet-
La salvezza è una possibi- terà di entrare.
lità offerta a tutti, la que- Dobbiamo sempre essere
stione è la risposta che in cammino, non dobbia-
diamo noi. mo rassegnarci, non dob-
Non è un fatto scontato, biamo arrenderci.
ma sarà una conquista, Non hanno la precedenza
“…..Sforzatevi di entrare per richiede fatica, attenzione,
la porta stretta, perché molti, le opere sulle parole, o vi-
tensione anche se tutto ceversa, tutto concorre, se
io vi dico, cercheranno di entra- sarà accompagnato e ar-
re, ma non ci riusciran- vissuto in maniera coeren-
ricchito dalla sua presen- te, a passare per quella
no……” za. porta stretta che ci con-
Gesù ci dice anche quale è durrà alla salvezza eterna.
Gesù ci chiede una fede il criterio per passare at-
attiva, forte. Non bastano traverso porta stretta, per

Maestri di spiri- Contemplo: Figlio prodigo


tualità
Il Dio buono e miseri-
cordioso ti benedica,
ti avvolga della sua pre- Sono il figlio prodigo ogni volta ricevere approvazioni ed elogi e
senza d'Amore e di gua- che cerco l’amore incondiziona- competere per dei premi, invece
rigione. Ti sia vicino
quando esci e quando to dove non può essere trovato. di svilupparli per la gloria di Di-
entri, ti sia vicino quan- Perché continuo ad ignorare il o. Si, spesso li porto via, in un
do lavori. Faccia riuscire paese lontano, e li metto al servi-
il tuo lavoro. Ti custo- luogo del vero amore e persisto
disca in tutti i tuoi passi. nel cercarlo altrove? Perché zio di un mondo privo di scru-
Ti sorregga quando sei poli che non conosce il loro ve-
debole. Ti consoli quan- continuo ad andarmene da casa
do ti senti solo. Ti rialzi dove sono chiamato figlio di ro valore.
quando sei caduto. Ti
ricolmi del suo Amore, Dio, il prediletto di mio Padre? E’ quasi se volessi dimostrare a
della sua bontà e dol- Rimango sempre stupito di co- me stesso e al mio mondo che
cezza e ti doni libertà
interiore. Te lo conceda me continuo a prendermi i doni non ho bisogno dell’amore di
il buon Dio, il Padre e il che Dio mi dà– la salute, Dio.
Figlio e lo Spirito Santo.
Amen. l’intelletto, le emozioni - usan- (H.J.M. Nouwen, L’abbraccio benedicen-
(Anselm Grün) doli per far colpo sulla gente, te, p.62)

Non di solo pane 30^ settimana Tempo Ordinario n. 1011 pagina 10


Santi del giorno: San Fedele di Como, martire;
san Ferruccio di Magonza, martire.

Breve è la vita che viviamo davvero. Tutto il


Giovedì
Ottobre
30^ settimana Tempo Ordina-
28
rio
resto è tempo. (Seneca)

I santi del giorno: santi Simone e Giuda


Parola di Dio Saper amare è la sfida più grossa, perché richiede prima di
in briciole tutto di avere il coraggio di lasciarsi amare. E questo vale
anche per "l'amore più grande", quello che viene da Dio e
cambia la vita. Ce lo ricordano le figure dei santi Simone e
Giuda, apostoli, celebrati oggi dalla liturgia. Del primo sap-
Far brillare la santità nella piamo che era originario di Cana e che veniva chiamato "lo
Chiesa zelota", forse perché aveva preso parte alla resistenza oppo-
Pagina curata da Don Luciano V. M. sta ai romani dal gruppo degli zeloti. Il soprannome di Giu-
da, invece, era Taddeo, che significa "magnanimo". Secon-
“....voi non siete più stranieri né ospi-
ti….” (Ef 2,19-22) do il Vangelo di Giovanni fu lui durante l'ultima cena a
chiedere a Gesù: "Come è accaduto che devi manifestarti a
L’autore della lettera agli Efesini noi e non al mondo?". E Gesù rispose che per conoscere
ha a cuore, tra le altre cose, Dio bisogna amarlo e aprirsi al suo amore. Secondo la tradi-
quella di dimostrare che in Ge- zione Simone e Giuda morirono entrambi martiri.
sù è stata superata ogni divisio-
ne tra Giudei e Gentili. Tutti
eravamo lontani da Dio e quin-
di lontani tra di noi. Le diverse
idee su Dio contribuivano note-
volmente a mantenere e aumen-
tare questa distanza. Quando la Vangelo Lc 6,12-19
fede diventa ideologia non può In quei giorni, Gesù se ne andò sul monte a pregare e pas-
che portare alla divisione. Il
grande miracolo compiuto dal sò tutta la notte pregando Dio. Quando fu giorno, chiamò
Signore Gesù è stato quello di a sé i suoi discepoli e ne scelse dodici, ai quali diede anche
renderci concittadini dei santi, il nome di apostoli: Simone, al quale diede anche il nome
cioè parte di un unico popolo di
redenti. Quante volte ci dimen- di Pietro; Andrea, suo fratello; Giacomo, Giovanni, Filip-
tichiamo che la Chiesa è proprio po, Bartolomeo, Matteo, Tommaso; Giacomo, figlio di
questa città di Santi! Puntiamo Alfeo; Simone, detto Zelota; Giuda, figlio di Giacomo; e
l’indice contro i suoi errori inve-
ce di chiederci quanto contri- Giuda Iscariota, che divenne il traditore. Disceso con loro,
buiamo noi a far brillare sempre si fermò in un luogo pianeggiante. C’era gran folla di suoi
più in essa la santità di Dio. Ge- discepoli e gran moltitudine di gente da tutta la Giudea, da
sù ci ha resi anche famigliari di
Dio. Avere una famiglia vuol Gerusalemme e dal litorale di Tiro e di Sidòne, che erano
dire non essere e sentirsi soli al venuti per ascoltarlo ed essere guariti dalle loro malattie;
mondo, vuol dire crescere den- anche quelli che erano tormentati da spiriti impuri veniva-
tro rapporti che per natura ti
appartengono. Noi, grazie a Ge- no guariti. Tutta la folla cercava di toccarlo, perché da lui
sù, siamo dentro la famiglia di usciva una forza che guariva tutti.
Dio, una famiglia che non è
soggetta ai limiti delle famiglie
umane.

Non di solo pane 30^ settimana Tempo Ordinario n. 1011 pagina 11


“ Chi mi ama osserverà la mia Parola…” pagina curata da Don Luciano
ranno a seguirlo rima- Ringraziamo Giuda di
nendo anonimi discepoli. Giacomo che con le sue
In quella notte chiama domande forse ancora
per nome alcuni per ren- ancorate alla sua visione
derli apostoli, annunzia- di vittoria e potenza,
tori di lui. provoca Gesù a proferire
La comunione trinitaria quella splendida affer-
si allarga e consacra i do- mazione anche per noi,
dici per farli suoi familia- concittadini dei santi:
ri. “Chi mi ama osserverà la
“…..Quando fu giorno, Nella notte suprema Ge- mia Parola e il Padre mio
chiamò a sé i suoi discepoli e sù dirà: “Padre non pre- lo amerà e noi verremo a
ne scelse dodici, ai quali diede go solo per questi ma lui e prenderemo dimora
anche il nome di aposto- anche per quelli che cre- presso di lui.”
li…..” deranno in me mediante
la loro parola.”
Gesù passa la notte a Ringraziamo Simone che
pregare Dio. ha messo al servizio di
Ci sono tanti che lo se- questa Parola la sua pas-
guono e che continue- sione di giustizia.

Contemplo: Perdono totale


Maestri di
spiritualità Benchè abbia rivendicato la mia Mi rendo conto dei miei falli-
vera identità come Figlio di Dio, menti e so di aver perso la di-
Rialzami, o Signore! vivo ancora come se il Dio al gnità della condizione di figlio,
Sono stato deluso, o quale sto tornando chieda una ma non sono ancora capace di
mio Cristo, per il mi-
o troppo presumere: spiegazione. credere appieno che dove i miei
dalle altezze sono Ancora penso al suo amore co- fallimenti sono grandi “la grazia
caduto molto in bas- è ancora più grande” (Rm 5,20).
so. Ma rialzami di me a un amore che pone condi-
nuovo ora, poiché zioni e penso a casa come a un La fede nel perdono totale e as-
vedo che da me stes-
so mi sono inganna- luogo di cui non sono del tutto soluto non arriva subito.
to; se troppo ancora sicuro. (H.J.M. Nouwen, L’abbraccio benedi-
confiderò in me stes- cente, pp.76-77)
so subito cadrò e la Mentre cammino verso la meta
caduta sarà fatale. continuo a nutrire dubbi: sarò
(Gregorio di Nazian-
zo, Poesie su se stesso, veramente bene accolto una
LXVII) volta arrivato?

Non di solo pane 30^ settimana Tempo Ordinario n. 1011 pagina 12


Il santo del giorno: San Zenobio di Sidone, mar-
tire; sant'Onorato di Vercelli, vescovo.

E’ meglio la piccola certezza che la grande bugia.


Venerdì
Ottobre
30^ settimana Tempo Ordinario
29
(Leonardo da Vinci)

I santi del giorno: beata Chiara Luce Badano


Parola di
Parola di Dio
Dio
in briciole
in briciole La beata Chiara Luce oggi ci fa un piccolo grande dono: con la sua
storia ci ricorda che l'affanno quotidiano ha poco senso se non è
vissuto in una prospettiva più grande. Nella prospettiva dell'amore
che supera ogni deformità dell'umana esistenza, dalle nostre scioc-
che debolezze personali fino alla malattia più terribile. Chiara Luce
Fare della nostra vita un
oggi ci dice ancora: volate alto con Dio, ma amate chiunque vi si
dono
accosti. Era di Sassello, in provincia di Savona e diocesi di Acqui,
pagina curata da Don Luciano
“.....a vantaggio dei miei fratelli...” nata il 29 ottobre 1971, solare, sportiva, amante della vita e rispetto-
(Rm 9,1-5) sa di chi la vita la conosceva bene, come gli anziani. Focolarina, a 16
In questa lettera ai Romani anni ebbe i primi segni della malattia che la portarono alla morte il 7
leggiamo tutto l’amore ma an- ottobre 1990, non senza aver riempito di luce numerosi cuori.
che tutta la sofferenza di Paolo
per la durezza di cuore dei suoi
fratelli di fede ebraica che non
avevano riconosciuto il Cristo.
Paolo mantiene un atteggia-
mento di fiducia perché crede
alla misericordia di Dio che
opera incessantemente ed è
Vangelo Lc
capace di capovolgere le situa-
zioni. L’amore di Cristo ha tal- 14,1-6
mente plasmato e riempito il Un sabato
cuore di Paolo da renderlo do- Gesù si recò
cile alla logica di vita della Tri- a casa di u-
nità, dove nessuno preferisce no dei capi
la propria vita rispetto a quella dei farisei
dell’altro, anzi ognuno è felice per pranzare
e libero di poter mettere le esi- ed essi sta-
genze dell’altro davanti alle vano a os-
proprie. Essere discepoli di servarlo. Ed
Cristo significa permettere allo ecco, davanti a lui vi era un uomo malato di idropisìa. Ri-
Spirito di condurci fuori da volgendosi ai dottori della Legge e ai farisei, Gesù disse:
ogni legislazione per fare della «È lecito o no guarire di sabato?». Ma essi tacquero. Egli
nostra vita un dono e una de- lo prese per mano, lo guarì e lo congedò. Poi disse loro:
dizione agli altri, senza restare «Chi di voi, se un figlio o un bue gli cade nel pozzo, non
confinati nella paura di evitare lo tirerà fuori subito in giorno di sabato?». E non poteva-
il male. no rispondere nulla a queste parole.

Non di solo pane 30^ settimana Tempo Ordinario n. 1011 pagina 13


“ Un supremo atto d’Amore …..” curata da don Luciano-Parroco di Bovegno

apparire quello che nella Anche noi restiamo stu-


realtà non sono. piti, come i farisei, da-
vanti agli interventi di
Dio vuole da noi la lim- Gesù, anche noi rimania-
pidezza del nostro sguar- mo senza parole davanti
do, l’acutezza della no- al suo mettere l’Amore
stra mente, la rettitudine per l’uomo dinanzi ad
delle nostre azioni. ogni cosa.
Il Vangelo è una Parola D’altra parte ricordiamo-
di libertà e va oltre a o- ci che il nostro Dio ci ha
gni legge, ogni ordine, amati a tal punto da farsi
ogni limite. uomo per condividere
La bontà e la misericor- con noi la nostra uma-
Gesù vuole da noi l’unità dia di Dio non si fanno nità per farsi carico
fra l’essere e l’agire, la imbrigliare dai mille falsi delle nostre debolezze,
coerenza fra le nostre problemi che segnano la fino a morire in Croce
parole e le azioni. nostra vita. per la remissione dei no-
stri peccati, come supre-
Egli condanna l’ipocrisia Egli agisce con Amore e mo atto d’Amore.
di coloro che si preoccu- l’Amore è superiore a
pano esteriormente di ogni cosa.

Maestri di spiri-
tualità
Contemplo: Persona nuova
Dammi il supremo
coraggio dell'amore,
questa è la mia pre-
ghiera, coraggio di par- Ho fiducia in me stesso e in una solo, mi accontento di soluzioni
lare, di agire, di soffri- redenzione così radicale? Voglio parziali, come quella di diventare
re, di lasciare tutte le
cose, o di essere lascia- rompere con la mia ribellione co- un garzone, un sottomesso, senza
to solo. Temperami
con incarichi rischiosi, sì radicata contro Dio e arrender- alcuna dignità.
onorami con il dolore,
e aiutami ad alzarmi mi in modo così assoluto al suo Come figlio prediletto devo inve-
ogni volta che cadrò. amore da far emergere una per- ce rivendicare la mia piena digni-
Dammi la suprema
certezza nell'amore, e sona nuova? Ricevere il perdono tà e prepararmi a diventare io
dell'amore, questa è la
mia preghiera, la cer- esige la volontà totale di lasciare stesso il padre.
tezza che appartiene che Dio sia Dio e compia ogni
alla vita nella morte, La disciplina è quella di diventare
alla vittoria nella scon- risanamento, reintegrazione e rin-
fitta, alla potenza na- un figlio di Dio.
scosta nella più fragile novamento. (H.J.M. Nouwen, L’abbraccio benedi-
bellezza, Dammi la
forza di Amare sempre Fin quando voglio fare anche sol- cente, pp.78-79)
e ad ogni costo.
(Kahlil Gibran) tanto una parte di tutto questo da

Non di solo pane 30^ settimana Tempo Ordinario n. 1011 pagina 14


I santi del giorno: San Marciano di Siracusa, ve-
scovo e martire; beato Alessio Zaryckyj, sacer-

Fai quello che puoi con quello che hai, nel posto
in cui sei. (T. Roosevelt)
Sabato
Ottobre
30^ settimana Tempo Ordinario
30
Parola di Dio Il santo del giorno: beata Benvenuta Boiani
in briciole
La fede cristiana non è una scelta che mortifica il corpo,
da sempre visto in realtà come un dono sacro da custodi-
re con cura. La beata Benvenuta Boiani lo capì con il
tempo perché negli anni giovanili, animata da un
Vangelo: Lc 14,1,7-11 "entusiasmo spirituale", si sottopose a penitenze troppo
rigorose, anche se inserite in un percorso di ascesi che
l'ha portata agli altari. Era di Cividale del Friuli, dove nac-
Un sabato Gesù si recò a casa di
uno dei capi dei farisei per pran- que nel 1255, e scelse per sé il Terz'Ordine domenicano,
zare ed essi stavano a osservarlo. vivendo quindi il suo apostolato di preghiera e di medita-
Diceva agli invitati una parabola, zione rimanendo a casa. La sua è una storia di esperienze
notando come sceglievano i pri- ascetiche e mistiche, che fecero della giovane un esempio
mi posti: «Quando sei invitato a per chi la conobbe. San Domenico – sulla cui tomba
nozze da qualcuno, non metterti Benvenuta si recò da pellegrina – fu il suo punto di riferi-
al primo posto, perché non ci sia
mento, che l'aiutò a correggersi anche quando eccedeva
un altro invitato più degno di te,
e colui che ha invitato te e lui con le penitenze. Morì nel 1292.
venga a dirti: “Cédigli il posto!”.
Allora dovrai con vergogna occu-
pare l’ultimo posto. Invece,
quando sei invitato, va’ a metterti Medita a cura di Don Luciano - Parroco di Bovegno
all’ultimo posto, perché quando
viene colui che ti ha invitato ti Paolo sei grande! La tua parola oggi mi incontra nel mio
dica: “Amico, vieni più avanti!”. desiderio di compimento, di pace profonda: shalom.
Allora ne avrai onore davanti a Noi che ancora viviamo la frattura dolorosa di quella por-
tutti i commensali. Perché chiun-
que si esalta sarà umiliato, e chi si ta di Israele che ancora resiste al vangelo, noi che abbiamo
umilia sarà esaltato». assistito al mistero della storia che l’ha reso ultimo tra i
popoli e ancora soffre nell’attesa di una pace reale.
Mi metto all’ultimo posto io che ricevo il vangelo per gra-
zia, sapendo che vivo e respiro nella loro elezione
d’amore, sperando e invocando quel giorno in cui avran-
no parte totale e, finalmente, le porte si apriranno a tutte
le genti. Mi metto all’ultimo posto guardando a quel po-
sto ancora vuoto, anelando a una storia d’amore che abbia
pienezza: la sua eredità non la può abbandonare.

Non di solo pane 30^ settimana Tempo Ordinario n. 1011 pagina 15


il vecchio Saggio si mise in a-
“I vasi dell ’imperatore” zione: prese un grosso randel-
a cura di don Luciano Vitton Mea lo e con l’irruenza di un ener-
gumeno, menando colpi
all’impazzata, in pochi istanti
fracassò tutti i vasi, dal primo
all’ultimo.
Una montagna di cocci!
Fuori di sé per la collera
l’Imperatore gli si avventò
contro: “Maledetto selvaggio
che cosa hai fatto?”
“Figlio del Cielo” rispose il
vecchio Saggio, con impertur-
babile calma, “ho salvato la
vita a cinquantuno dei vostri
migliori sudditi!”.
L’Imperatore ci pensò su per
qualche secondo….poi com-
prese e lo creò Mandarino.
Una volta l’Imperatore della Il Mandarino ci mise tutto (Fiaba cinese Storie di cento paesi, da la
Cina, “Figlio del Cielo” ebbe l’impegno, ma ahimè! Una Morale della Favola)
in regalo cinquantacinque ma- sera andò a urtare contro un
gnifici vasi di porcellana. Era- vaso che si spezzò.
no proprio stupendi e di gran- E l’indomani rotolò a terra
de valore. La tinta dominante anche la testa del Mandarino. ***********
era il blu, con quelle inimitabili Un secondo e in terzo custo-
sfumature violette che nelle de subirono la medesima sor- Questa vita è un ospedale do-
ve ogni malato desidera cam-
contraffazioni non riescono te.
biar letto: uno vorrebbe stare
mai. Una meraviglia! I rischi di quell’incarico, evi- vicino alla stufa, l’altro crede
L’imperatore ne andava orgo- dentemente, erano superiori che guarirebbe vicino alla fi-
glioso, tanto che fece persino ai vantaggi; si che nessuno a nestra. Io mi figuro che starei
costruire un palazzo per am- corte aveva più il coraggio di sempre bene là dove non so-
bientare degnamente quei ca- accettarlo. no.
polavori. E incaricò un Man- Alla fine si presentò un vec- (Charles Baudelaire)
darino di prenderne cura; egli chio Saggio, arzillo e sorri-
solo poteva toccare i vasi e dente.
spolverarli delicatamente. “Per me” disse “ho già
“E guai a chi dovesse mai dan- settant’anni, e anche se mi va
neggiarli!” disse severamente male, ci perdo poco.”
nel dare la consegna. Le sue maniere piacquero
“Se qualcuno mi sfregia un va- tanto all’imperatore, che lo
so gli taglio le mani, e se qual- accettò, pur con le solite e-
cuno dovesse romperne uno, sortazioni e minacce.
lo pagherà con la testa!” Com’ebbe ricevuto l’incarico

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