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IL TRASPORTO

Prima dell’avvento del moderno corno a macchina i compositori, consci delle possibilità tonali
della serie armonica del corno naturale, usavano scrivere parti cornistiche nella tonalità di impianto
di ogni specifica composizione indicando così di volta in volta allo strumentista il tipo di ritorta da
utilizzare.
In altri termini si può affermare che le parti risultavano sempre scritte in Do maggiore, ma che la
nota scritta “Do” era da intendersi Mi b se la dicitura era “Corno in Mib”, Sol per “Corno in Sol” e
così via.
Con l’innovazione dei cilindri il corno in Fa si è imposto agli altri per le sue qualità timbriche,
l’ampiezza e la centralità del registro e ciò ha portato alla attuale scrittura in Fa corrispondente alla
chiave di mezzo soprano, con il definitivo abbandono della antica notazione.
Ciò nonostante tutte le parti del sette/ottocento, nonché alcune di quelle scritte all’inizio del
ventesimo secolo, sono ancora indicate come in origine facendo pertanto del corno uno strumento
che viene definito traspositore.

Per quanto la procedura del trasporto possa sembrare complicata e macchinosa, nella realtà essa è
una volta appresa piuttosto semplice, tanto da non essere mai considerata un problema dai cornisti
esperti. Viceversa lo studente viene spesso confuso dal trasporto, in particolare nella prima fase di
apprendimento di questa tecnica, ecco la ragione per cui è a questo punto importante un approccio
ben guidato e razionale.
Di fondamentale importanza poi sono ancora una volta le scale, la cui conoscenza profonda
semplifica di molto il processo di individuazione degli intervalli.
Personalmente con gli studenti ho riscontrato buoni esiti nell’incoraggiare inizialmente lo studio di
melodie molto semplici, meglio se già conosciute e prive di alterazioni, da prima nelle tonalità più
vicine e facili, per muovere poi gradualmente a quelle più complesse, prendendo spesso spunto
dalla chiave di basso, che, di norma è da essi già conosciuta.
Anche per l’apprendimento del trasporto vale quanto raccomandato nei precedenti capitoli tecnici,
pazienza, gradualità e studio costante sono il sistema migliore, ed anche in questo caso è bene
evitare le scorciatoie visto che un cornista che non padroneggia il setticlavio, per quanto bravo,
troverebbe un insormontabile ostacolo ad un soddisfacente svolgimento della professione.
Segue ora una tabella che riporta i vari trasporti spiegandone la lettura, le alterazioni nonché
traducendone le indicazioni in tedesco ed in inglese visto che molto spesso si trovano così indicati
sulle parti. Viene inoltre indicata la frequenza di utilizzo da parte dei compositori.

- Corno in Mi (in Tedesco ed Inglese in E)


Lettura un semitono sotto a quanto scritto; cinque diesis in chiave rispetto al Corno in Fa. E’ molto
utilizzato.

- Corno in Mib ( in Tedesco ed Inglese in Eflat)


Lettura un semitono sotto a quanto scritto; due bemolli in chiave rispetto al Corno in Fa. E’ molto
utilizzato.

- Corno in Re ( in tedesco ed Inglese in D)


Lettura un tono e mezzo sotto a quanto scritto; tre diesis rispetto al Corno in Fa. E’ molto utilizzato,
specie nel 700.

- Corno in Reb (in Tedesco Des, in Inglese D flat)


Lettura due toni sotto a quanto scritto; quattro bemolli in chiave rispetto al Corno in Fa. E’
raramente utilizzato.

- Corno in Do (in Tedesco e Inglese in C in Francese in Ut)


Lettura una quarta sotto a quanto scritto; un diesis in chiave rispetto al Corno in Fa. E’ molto
utilizzato. In rare partiture del 700 viene richiesto “Do alto”, il che significa che la lettura deve
essere una quinta sopra a quanto scritto.

- Corno in Si (in Tedesco in H, in inglese B)


Lettura una quinta sotto a quanto scritto; sei diesis rispetto al Corno in Fa. E’ molto raro.

- Corno in Sib (in tedesco in B in Inglese Bflat)


Lettura una quinta sotto a quanto scritto; un bemolle rispetto al corno in Fa. Se è richiesto “Sib
Alto” la lettura deve essere una quarta sopra a quanto scritto, ma bisogna chiarire che spesso nella
musica del 700 si intendeva comunque Sib alto anche se non espressamente indicato. E’ abbastanza
utilizzato.
- Corno in La (in Tedesco ed Inglese A)
Lettura una terza sopra a quanto scritto; quattro diesis rispetto al corno in Fa. E’ abbastanza
utilizzato. Se è richiesto “La basso” la lettura deve essere una sesta sotto a quanto scritto, ma questo
trasporto è molto raro.

- Corno Lab (in Tedesco As, in Inglese Aflat)


Lettura una terza sopra a quanto scritto; tre bemolli rispetto al corno in Fa. E’ piuttosto raro.
Rarissimo è “Lab basso” che va letto una sesta sotto a quanto scritto.

- Corno in Sol (In tedesco ed Inglese G)


Lettura un tono sopra a quanto scritto; due diesis rispetto al Corno in Fa. E’ abbastanza utilizzato.

- Corno in Fa #( in Tedesco Fis, in Inglese Fsharp)


Lettura mezzo tono sopra; sette diesis rispetto al Corno in Fa. E’ rarissimo ed altrimenti indicato
come corno in Sol b.

E’ opportuno chiarire che, come si sarà notato, ho voluto indicare le alterazioni rispetto al Corno in
Fa e che proprio per questo si deve sempre considerare il bemolle insito nella tonalità di Fa
maggiore.
Per esempio il Corno in Mib avrà due bemolli che, sommati a quello sopracitato, risultano essere i
tre che sono contenuti nella tonalità di Mi bemolle maggiore.
Per lo stesso motivo tutti i trasporti la cui lettura richiede l’uso dei diesis ne comprendono sempre
uno in più, necessario ad annullare il bemolle della tonalità di Fa maggiore.
La tonalità di Re maggiore per esempio, contiene due diesis, ma nel trasporto in Re se ne dovrà
considerare uno in più per trasformare in Si bequadro il Sib della tonalità di Fa.