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Abbiamo un progetto

fatto di Sogni e Realtà

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Soffocati dallo smog, asfissiati dal cemento, dopo due anni di lotte in Consiglio
Comunale, abbiamo reagito. E quale modo migliore di un programma serio e
partecipato? I sogni sono la base del nostro agire, ma la concretezza
accompagna ogni nostra azione.
Il programma che vi presentiamo è fatto di Sogni e di Realtà, di
immaginazione e concretezza.
La Tutela del Territorio è il primo passo verso una città vivibile, perché
crediamo che la bellezza delle grandi opere non possa essere comprata con
metri cubi di cemento. Crediamo che ALTI LIVELLI DI QUALITA’ DELLA VITA
rendano una città piacevole per i suoi abitanti, e crediamo che questi livelli si
ottengano con una urbanistica rispettosa dell’ambiente, con politiche sociali
forti, con la trasparenza e l’onesta dei pubblici poteri, e rendendo i cittadini
partecipi delle attività amministrative.
Le idee qui proposte sono idee che ridisegnano Gallarate, da un punto di vista
urbanistico, ma anche sociale e culturale. Idee che propongono un
CAMBIAMENTO VERO, concreto, tangibile, REALIZZABILE. Idee che abbiamo
portato alle altre forze politiche, per giungere all’elaborazione di un
programma condiviso per vincere le prossime elezioni amministrative di
primavera. Idee che possono ulteriormente essere arricchite e migliorate anche
da tutte le persone che vivono in città e che vogliono vivere la propria città.
Senza paure, senza pregiudizi, senza mafie. Con entusiasmo, con passione, con
fantasia e creatività.
C’è una Gallarate Migliore, immaginata da voi. Ora dobbiamo realizzarla, il
voto di chiunque può fare la differenza.

Sinistra per Gallarate


Sinistra Ecologia Libertà

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LA CITTA’ VIVIBILE
Viviamo in una città dove gli spazi verdi e gli edifici storici sono stati distrutti
per fare spazio al cemento dei palazzi che restano sfitti e dei supermercati che
contribuiscono ad aumentare un traffico e un inquinamento divenuto ormai
insostenibile.

Le politiche urbanistiche e ambientali dovranno:


 Riconoscere il territorio come bene comune, da difendere, preservare e curare.
 Far prevalere le esigenze di benessere dei cittadini rispetto alle tensioni
speculative.
 Favorire il recupero dell’edificato e minimizzare il consumo di suolo per arrivare
alla crescita zero.
 Promuovere l’urbanistica partecipata e costituire contesti locali di progettazione
sociale.
 Non basare il bilancio e le opere previste sulle entrate da oneri di urbanizzazione.
 Sostenere lo sviluppo di interventi per il risparmio energetico e idrico, attuare
politiche attive per incentivare sul territorio comunale l’utilizzo domestico di fonti
di energia alternative, anche attraverso la promozione di associazioni.

Le politiche della mobilità dovranno:


 Conciliare il diritto alla mobilità con l'esigenza di ridurre l'inquinamento
atmosferico e quello acustico.
 Ridurre la congestione del traffico urbano e l'incidentalità, intervenendo per
rendere le strade più sicure, soprattutto per i pedoni e i ciclisti.
 Promuovere la mobilità sostenibile, contribuendo a ridurre l’uso dell’auto privata.

Le politiche urbanistiche e ambientali


LE PROPOSTE CONCRETE:
− Preservare le aree verdi intorno alla SS336 (quello che è stato definito
Business Park o Sky City) in quanto ultimo polmone verde della città.
− Ripensare e capovolgere le politiche commerciali: negli ultimi 10 anni si è
fortemente sono nati come funghi tanti centri commerciali (nel 2000 erano 54 le
strutture di media e grande distribuzione, ora sono 77, una quantità che è
nettamente superiore alle medie provinciali e regionali). Ciò mentre molti
negozi di vicinato, soprattutto nei quartieri, hanno dovuto chiudere. Occorre
allora impedire l’apertura di nuove strutture di vendita di media e grande
distribuzione e non acconsentire all’ampliamento di quelle esistenti.
− Tutelare gli edifici storici e architettonici ancora presenti in città, difendedoli
dalla speculazione edilizia.
− Riqualificare e aumentare le aree verdi distribuite nel territorio, rendendole
nuovi e attraenti luoghi di incontro e socializzazione (con giochi per bambini,
piste per i pattini e skate, presenza di fontanelle, wifi, aree dedicate per i
cani…).

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− Intervenire sugli edifici di proprietà comunale con opere per il risparmio
energetico e la produzione di energia rinnovabile; prevedere l’illuminazione
pubblica a led; contenere le emissioni luminose.
− Eliminare le barriere architettoniche negli edifici pubblici (incentivandone
l’eliminazione anche nelle aree private) per una città accessibile a tutti/e.
− Programmare interventi di edilizia residenziale pubblica per affrontare
l’emergenza abitativa dei cittadini che non riescono a sostenere i costi di una
casa ai prezzi del mercato. Occorre abbandonare scelte edilizie ghettizzanti, con
enormi casermoni ai margini della città, che finiscono per sommare alle
difficoltà economiche un disagio sociale, rendendo assai più difficile la
fuoriuscita dalla condizione di bisogno. Occorre rompere una visione classista
dell’urbanistica per cui chi ha i soldi vive in centro (in zone pedonali a cui
naturalmente può accedere in auto in qualità di residente, con offerte culturali a
portata di mano e di portafoglio, servizi e negozi) e chi è povero deve stare nelle
periferie che più subiscono i tagli di bilancio, distante dai servizi e dagli occhi
dei “signori”, in ambienti architettonicamente poveri e degradati, nel caldo
estivo del cemento e nel freddo invernale delle strade mal spazzate dalla neve.
Proponiamo invece di sfruttare i tanti appartamenti costruiti ma invenduti; di
progettare case ERP di medie dimensioni (8/10 appartamenti) nelle aree
dismesse già edificate; di prevedere che ogni nuova costruzione residenziale
destini almeno il 15% della volumetria totale ad appartamenti con canone
agevolato e sociale; di elaborare un piano di recupero delle case popolari
esistenti, a partire dall’urgente necessità di eliminare l’amianto ancora presente
in alcuni edifici.
− Mantenere e riqualificare i viali alberati e incrementare la piantumazione
delle vie cittadine, a partire da quelle maggiormente trafficate, come prima
barriera naturale dai gas di scarico e dal rumore.
− Promuovere gli orti urbani (anche verticali), utilizzando in primis le aree a
standard vincolate ma non trasformate in verde fruibile; dare impulso alla
creazione di orti scolastici.

Le politiche della mobilità


LE PROPOSTE CONCRETE:
− Razionalizzare il trasporto pubblico locale per promuoverne l’utilizzo,
definendo itinerari e orari sulla base delle reali esigenze dei fruitori del servizio,
investendo su bus meno inquinanti, prevedendo corsie preferenziali,
introducendo il servizio di bus a chiamata.
− Incrementare la rete di piste e corsie ciclabili, prevederne la pulizia e la
manutenzione, realizzare parcheggi coperti e video sorvegliati per biciclette
in piazza Giovanni XXII presso la stazione, presso la biblioteca, le scuole, il
comune, luoghi di culto e di socializzazione, incentivare la realizzazione di
depositi per biciclette nelle costruzioni private.
− Promuovere l’uso collettivo di beni privati (carsharing, bikesharing,
carpooling). Realizzare un parcheggio vicino all’autostrada destinato a chi usa il
carpooling.
− Istituire isole ambientali con ridotti movimenti veicolari, finalizzate al
recupero della vivibilità degli spazi urbani con limitazione della velocità dei

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veicoli a 30 KM/h in alcune aree della città (centri delle periferie, vicinanza
scuole e luoghi di aggregazione giovanile…).
− Prevedere attraversamenti pedonali sicuri (con semaforo a chiamata e/o
spartitraffico) nelle vie più trafficate e nelle vicinanze delle scuole e dei luoghi
di aggregazione dei giovani; progettare sulla base delle esigenze di
spostamento di cittadini con disabilità visive, percorsi per non vedenti e
mappe tattili negli uffici comunali e aperti al pubblico.
− Introdurre la figura del Mobility manager con la funzione di analizzare le
esigenze di mobilità dei dipendenti comunali e delle aziende pubbliche, così da
agevolare il car-pooling e sincronizzare gli orari lavorativi con quelli del
trasporto pubblico; incentivare la creazione di un mobility manager anche nelle
aziende private (la legge lo prevede solo in forma facoltativa).
− Promuovere campagne di sensibilizzazione per indirizzare i cittadini a un uso
sempre più limitato del mezzo privato; attivare nelle scuole iniziative di
educazione stradale e di promozione della mobilità pedonale e ciclabile;
promuovere e rendere permanente il piedibus (una carovana di bambini che
vanno a scuola a piedi in gruppo, accompagnati da due adulti, che, come un
vero bus, parte da un capolinea e seguendo un percorso stabilito raccoglie
passeggeri alle “fermate” predisposte lungo il cammino, rispettando l’orario
prefissato).
− Destinare un parcheggio per i pendolari (la cui scelta di usare il treno per
raggiungere il luogo di lavoro o studio deve essere valorizzata), promuovendo
un tavolo con amministrazioni limitrofe per una condivisione delle spese sulla
base della provenienza territoriale dei fruitori del servizio. Riaprire il
parcheggio limitrofo al centro commerciale Il Fare, parcheggio di proprietà
comunale chiuso dall’estate 2009.

La realizzazione di un migliore trasporto pubblico, di piste ciclabili, di migliorie per la


mobilità pedonale e l’attraversamento sicuro sono elementi indispensabili ma non
sufficienti. E’ necessario stringere un patto con la cittadinanza: se si vuole davvero ridurre
traffico e inquinamento e rendere le strade percorribili in sicurezza anche dai ragazzi, è
necessario cambiare le proprie abitudini e rinunciare quando possibile all’uso dell’auto
privata.

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LA CITTA’ DEI DIRITTI
Le politiche sociali non devono essere considerate politiche per i deboli,
diventando a loro volta politiche deboli: è necessario che esse recuperino il loro
ruolo di centralità nell’orientare la politica pubblica di sviluppo locale.
Di fronte ai continui tagli dei trasferimenti economici dello Stato e della
Regione all’Ente Locale, sono stati soprattutto i servizi pubblici ha subirne le
conseguenze. Mentre la crisi economica colpiva duramente le famiglie, sono
stati aumentati i costi dei servizi e non si sono messe sufficienti risorse per
affrontare le vecchie e nuove povertà emergenti. I soldi sono sati spesi in altre
“priorità”: in opere pubbliche di grande impatto, come il MAGA, certo un
museo attraente, il cui costo definitivo ancora incerto è però stato pagato con
oneri di urbanizzazione (cioè cementificando la città) e i cui esorbitanti costi di
gestione mangiano una parte importante delle risorse economiche del comune.
Ciò mentre le associazioni di volontariato lanciavano allarmi rimasti
inascoltati.

Le politiche sociali dovranno:


 Ridefinire un welfare pubblico e sociale che metta al centro il tema
dell’uguaglianza e dei diritti esigibili.
 Abbandonare ogni logica assistenziale, promuovendo la partecipazione attiva e il
protagonismo di chi fruisce dei servizi nella programmazione degli stessi, così da
favorire l’integrazione sociale e l’autonomia personale di chi vive uno stato di
bisogno.
 Promuovere un approccio multidimensionale delle politiche sociali con quelle
educative, sanitarie e occupazionali.
 Rivolgere i servizi alla generalità dei cittadini gallaratesi (italiani, stranieri, apolidi,
richiedenti asilo e rifugiati).
 Individuare criteri certi ed equi nella richiesta di partecipazione alla spesa.

LE PROPOSTE CONCRETE:
− Progettare un’inchiesta sociale dei bisogni del territorio, una mappatura delle
questioni principali da affrontare subito, attraverso la partecipazione dei
cittadini e delle associazioni che operano nella città.
− Definire una gradualità della compartecipazione alla spesa, con una gamma
ampia di fasce e soglie di esenzione per i redditi più bassi; definire criteri di
valutazione pubblici e trasparenti, semplificare le procedure di richiesta di
agevolazione e di accesso ai servizi.
− Istituire il segretariato sociale, come porta di accesso ai diritti della persona,
dall’assistenza domiciliare agli asili nido.

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− Realizzare con la partecipazione degli operatori e degli utenti la carta dei
servizi, da distribuire ai cittadini così che possano controllare e valutare i
servizi offerti.
− Promuovere la stabilità dei lavoratori e delle lavoratrici del sociale: la
pratica degli appalti al minor costo ha prodotto una sempre maggiore precarietà
dei lavoratori delle cooperative e delle società, peggiorando la qualità dei
servizi offerti.
− Incentivare politiche per l’infanzia (asili nido, manutenzione e incremento dei
parchi giochi, promozione con le agenzie educative di momenti di incontro e
confronto fra genitori).
− Promuovere politiche per i giovani, riconoscendoli come risorsa per il futuro e
come persone capaci di assumersi responsabilità e impegni, coinvolgendoli
nella definizione e nella gestione dei servizi: centri di aggregazione, spazi per la
creatività e la musica –da ascoltare e da suonare-, promozione dell’utilizzo di
strumenti multimediali dotando spazi pubblici di attrezzature e wifi,
progettazione e gestione partecipata di spazi verdi urbani da destinare a svago
e luogo di incontro.
− Incentivare politiche per la Terza Età, da una parte fornendo servizi e aiuti a
chi ha perso totalmente o parzialmente la propria autosufficienza (assistenza
domiciliare; servizi di trasporto per cure mediche; centri diurni favorenti la
socializzazione e il mantenimento delle autonomie e capacità motorie residue;
spesa a domicilio; telesoccorso; sostegno e formazione ai familiari, ai volontari,
al personale che si occupa della cura; trasparenza nella gestione della 3SG,
l’azienda speciale del comune che ospita anziani non autosufficienti e malati di
Alzheimer), dall’altra riconoscendo e mettendo a servizio della città le tante
competenze di chi pur definito anziano ha ancora tanto da offrire alla collettività,
attivando progetti condivisi per la gestione per esempio degli orti urbani, degli
spazi verdi, dell’accompagnamento del piedibus e nell’assicurare all’uscita
dalla scuola maggiore sicurezza di attraversamento agli alunni, per la spesa a
domicilio, per attività di animazione e organizzazione di feste, incontri, momenti
culturali.
− Promuovere l’autonomia delle persone diversamente abili (garantire il diritto
allo studio per alunni diversamente abili; promozione degli inserimenti
lavorativi; abbattimento delle barriere architettoniche; percorsi per non
vendenti, mappe tattili negli uffici pubblici e aperti al pubblico; sostegno
all’informatizzazione e alla cittadinanza digitale; promozione dello sport
integrato; assistenza domiciliare; centri diurni e residenziali; servizi di sollievo
per sostenere chi si prende cura della persona disabile; attivazione di percorsi
“dopo di noi” per accompagnare i familiari alla progettazione del futuro di
persone con grave disabilità).
− Aiuti economici, prestiti d’onore, sostegno pagamento del mutuo per cittadini
che hanno difficoltà economiche.
− Promuovere la democrazia di genere, sostenere la laicità, i diritti delle
donne e i diritti civili, attraverso la valorizzazione delle donne nelle istituzioni
e nella società, l’introduzione del bilancio di genere, campagne di
sensibilizzazione contro la violenza e i maltrattamenti alle donne, progettazione
di percorsi per le pari opportunità e per la condivisione delle responsabilità
familiari e dei compiti di cura all'interno della famiglia, il sostegno
all’imprenditoria femminile, la promozione della prevenzione della salute della

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donna in collaborazione con l’ASL, la promozione di luoghi di incontro fra
genitori per creare reti di auto-aiuto nell’affrontare la necessità di conciliare
tempi di vita e tempi del lavoro, sviluppo della possibilità di compiere pratiche
on-line, creazione di un osservatorio contro ogni discriminazione che sappia
sviluppare attività di educazione al rispetto delle differenze.
− Promuovere l’integrazione con i cittadini stranieri, una presenza ormai
consolidata da considerare una risorsa e non pregiudizialmente un problema.
Prevedere la presenza dei mediatori culturali nelle scuole e nel Comune;
sostenere le scuole d’italiano incrementando la partecipazione femminile;
realizzare momenti di scambio interculturale attraverso la cucina, lo sport, la
letteratura, l’arte…; assicurare il diritto di culto a tutte le religioni, trovando una
soluzione definitiva e concordata alla richiesta di uno spazio per la preghiera
della comunità mussulmana; favorire la partecipazione dei cittadini stranieri
anche alle decisioni amministrative; promuovere un osservatorio in
collaborazione con le associazioni, i sindacati, i comitati e con la partecipazione
diretta dei migranti per denunciare le discriminazioni, definire politiche e atti
per il loro superamento, promuovere una cultura della conoscenza,
dell’accoglienza e della solidarietà.
− Istituire unità di strada con operatori qualificati come presidio civico nelle zone
della città dove si manifestano problematiche per la presenza di persone
(italiane o straniere) con disagi di varia natura che sfociano in comportamenti
non rispettosi e spesso propriamente lesivi dei diritti degli altri cittadini. La
scelta di attuare solo politiche repressive da una risposta immediata
allontanando tali persone, ma sposta il problema in un’altra zona della città. Di
fatto non risolve. Benché non sia oggi una proposta che politicamente fa
acquisire consensi e voti, riteniamo unica via davvero risolutiva quella di
investire in personale qualificato che con la propria presenza possa garantire il
rispetto di condizioni di sicurezza per la totalità dei cittadini e
contemporaneamente agisca per avvicinare le persone in disagio offrendo
possibilità di uscita da quella condizione.

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LA CITTA’ DEL LAVORO BUONO E SICURO
La crisi occupazionale, la diffusione della precarietà, la perdita del potere d’acquisto
dei salari, il peggioramento delle condizioni di lavoro non sono temi su cui il Comune
può fare molto. Un’amministrazione attenta può però intervenire con politiche attive
per supportare l’economia locale (formazione, utilizzo di fondi europei, accesso al
credito), così come può progettare interventi per tutelare la sicurezza del lavoro. Né
bisogna dimenticare che il Comune è un datore di lavoro e stipula contratti di
appalto con cooperative e società.

Le politiche del lavoro dovranno:


 Favorire la stabilità del posto di lavoro.
 Contrastare il lavoro nero.
 Attivare politiche di controllo sulla sicurezza del lavoro.
 Costruire con le RSU (rappresentanze sindacali unitarie) elette dai propri dipendenti
relazioni permanenti improntate alla ricerca condivisa di soluzioni.
 Introdurre clausole di garanzie per i lavoratori negli appalti e nei contratti di servizio.

LE PROPOSTE CONCRETE:
− Favorire la stabilizzazione dei contratti precari all’interno del Comune, dei propri
Enti, delle Aziende partecipate, delle Fondazioni; valorizzare le competenze del
personale dipendente, limitando il ricorso a consulenze esterne spesso inutili e
sicuramente costose; favorire la partecipazione dei lavoratori nelle scelte organizzative
del lavoro; instaurare con le RSU relazioni stabili e collaborative, rispettose del ruolo
del sindacato; definire di concerto con le RSU criteri trasparenti per le progressioni
di carriera; incrementare la sicurezza dell’ambiente di lavoro; assicurare le pari
opportunità alle lavoratrici.
− Prevedere nei contratti di servizio e negli appalti che venga rispettato il contratto
nazionale di riferimento, le leggi in materia di sicurezza e che i lavoratori abbiano un
contratto di lavoro stabile almeno per la durata dell’appalto.
− Impegnare la Polizia Municipale in attività di controllo, in collaborazione con gli enti
ispettivi, per contrastare il lavoro nero e assicurare il rispetto delle norme sulla
sicurezza.
− Rafforzare i servizi di informalavoro e informagiovani; promuovere l’inserimento
lavorativo di persone con disabilità.
− Sostenere il commercio dei negozi di vicinato, evitando l’ulteriore proliferazione di
centri commerciali; estendere l’attenzione del Comune agli esercizi commerciali dei
quartieri spesso non considerati nelle politiche amministrative di promozione e
sostegno.
− Sostenere l’artigianato locale e la piccola impresa.

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LA CITTA’ PARTECIPATA
Di fronte a un progressivo distacco dei cittadini dalle tradizionali forme di
organizzazione della vita politica e di rappresentanza democratica, diventa
essenziale la costruzione di un sistema di relazioni permanenti e significative
con i cittadini, sperimentando metodi e strumenti di partecipazione alle
politiche locali.
E’ con percorsi partecipativi che si possono rafforzare le reti sociali sul
territorio, valorizzazione i saperi e l'impegno presente nella comunità locale,
trasformare in risorse ciò che spesso viene percepito come "problema"
(intercultura, giovani...), costruire nuovi spazi di incontro e socialità, evitare
che prevalga l’interesse particolare sull’interesse generale, la delega sulla
responsabilità, la solidarietà e il reciproco aiuto sulla competizione tra
cittadini. La partecipazione come mezzo per diffondere una visione condivisa
del futuro contribuendo a rafforzare il senso di appartenenza al territorio e a
percepire l’interesse pubblico come il proprio interesse, favorendo la presa di
coscienza delle proprie facoltà e dei propri diritti.

LE PROPOSTE CONCRETE
− Fornire in modo trasparente le conoscenze e le competenze ai cittadini perché
possano partecipare, a partire dall’uso di un linguaggio chiaro e
comprensibile privo di tecnicismi spesso appositamente utilizzati dagli
amministratori e dai tecnici per allontanare coloro su cui le decisioni si
ripercuotono. Sono soprattutto le scelte di bilancio e quelle urbanistiche le più
difficili da comprendere per il/la cittadino/a. Eppure sono le scelte più
importanti che l’amministrazione compie, poiché definiscono le priorità di
spesa, le opere che si realizzeranno, la forma della città, la sua vivibilità o
invivibilità.
− Realizzare l’urbanistica partecipata che deve divenire il modo permanente
per compiere scelte in materia urbanistica, sia quando riguardano
complessivamente la città, come per il Piano del Governo del Territorio, sia
quando si interviene su parti più limitate di esso (una piazza, un quartiere…). La
sperimentazione di nuove forme di cittadinanza attiva mette in gioco
un’interessante, e spesso inedita, interazione tra sapere esperto e sapere
comune, che integra informazioni di carattere normativo e tecnico-scientifici con
altre provenienti dall’esperienza vissuta dagli abitanti e da competenze che
affondano le proprie radici nei contesti locali.
− Istituire il Bilancio Sociale per individuare le priorità di investimenti, dalla
realizzazione delle opere pubbliche alla programmazione dei servizi comunali.
Si tratta di un processo partecipativo di discussione sulle proposte di bilancio
che si snoda durante tutto l’anno fino a disegnare una proposta articolata di

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bilancio previsionale, in cui i cittadini, attraverso forum civici, hanno la
possibilità di decidere dell’utilizzo di parte degli investimenti pubblici.
− Nel bilancio sociale, attuare il bilancio di genere, strumento raccomandato
dalle Nazioni Unite che considera il diverso impatto sulle cittadine e sui cittadini
delle politiche e delle azioni del Comune. Le politiche economiche e le scelte
delle amministrazioni non sono infatti neutre, ma impattano in modo diverso su
uomini e donne. Il Bilancio di Genere diviene così strumento amministrativo
favorente la giustizia sociale e le Pari Opportunità.
− Sviluppare la cittadinanza digitale, permettendo di eseguire pratiche on-line
ma soprattutto avviando sperimentazioni nel campo della democrazia elettronica
con l’utilizzo di software open source. Ciò al fine di ampliare la partecipazione
a chi ha meno tempo o ha difficoltà di spostamento fisico. E altresì al fine di
favorire la partecipazione dei giovani, rendendoli sia destinatari sia protagonisti
attivi delle scelte politiche, promuovendo per esempio la costruzione di legami
orizzontali e l’interscambio di risorse immateriali (informazioni, conoscenze,
esperienze) tra giovani, enti locali e attori sociali.
− Prevedere un tavolo permanente di confronto con le associazioni e i
sindacati del territorio. Le realtà associative e i comitati di cittadini devono
essere riconosciuti come un bene per la città e quindi aiutati a nascere e a
crescere, anche mettendo a disposizione servizi di consulenza su questioni
giuridiche, fiscali, ecc.
− Fare nascere le Case della Partecipazione all’interno degli spazi comunali
diffusi nei quartieri (come per esempio le sedi delle circoscrizioni). Accanto a
servizi Si tratta di spazi che devono essere pensati e modulati per un uso diverso
nelle varie ore della giornata da fruitori differenti per età e interessi: spazi dove
sia possibile imparare una lingua o utilizzare un computer, giocare a carte, fare
yoga, suonare musica, fare una riunione o una mostra, organizzare un gruppo di
acquisto solidale… Case in cui sia possibile riscoprire la socialità, il piacere di
stare e fare insieme, riappropriandosi e condividendo gli spazi pubblici.
− Sostenere e promuove l’economia equosolidale in collaborazione con le
associazioni, le botteghe, i gruppi impegnati in tale ambito. Promuovere
l’utilizzo all’interno del comune e nella refezione scolastica di prodotti
equosolidali e a filiera corta; sostenere la nascita e lo sviluppo di gruppi si
acquisto solidali; promuovere il distretto di economia solidale; sostenere e
promuovere la vendita di prodotti locali, organizzare iniziative culturali e
ludiche per promuovere un consumo critico e consapevole.

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LA CITTA’ DELLE CULTURE E DEI SAPERI
La città delle culture, al plurale, perché non esiste né un’unica cultura, né un
unico modo di crearla. La cultura è emozione, è bellezza, è ricerca, è critica, è
sperimentazione, è curiosità, è scoperta.
Gallarate ha in questi anni sicuramente visto crescere gli spazi per l’arte: il
Teatro Condominio e il Teatro del Popolo gestiti dalla Fondazione Culturale
Gallarate 1861, accanto ai quali continua a operare il Teatro delle Arti. E il
MAGA. Le esposizioni che il museo ha organizzato sono state certamente di
qualità; lo riconosciamo apertamente pur avendo contestato la scelta
dell’amministrazione che usa la cultura come propaganda da vendere agli
elettori, che investe così tanto denaro oggi in opere da non preservarne altro
per poterle mantenere vive in futuro, che ha fatto della cultura un affare per
la politica, il pretesto per creare Fondazioni in cui distribuire propri adepti nei
consigli d’amministrazioni (la Fondazione MAGA ha consiglio di gestione di ben
9 persone e un comitato tecnico di 7). Sono opere le cui costruzioni e le cui
spese di funzionamento sono state pagate con oneri di urbanizzazione, vale a
dire da chi in cambio ha avuto il permesso di costruire palazzi e centri
commerciali: così la costruzione della nuova galleria d’arte moderna diventa
non già il simbolo del rilancio culturale della città, ma l’esempio di una politica
culturale che con una mano dà e con l’altra toglie. Perché non può esistere
educazione al bello, all’arte, alla conoscenza, se la città che abitiamo viene
imbruttita dal troppo cemento e deprivata dei luoghi storici che ne formano
l’identità Perché la cultura riguarda certo le arti, la pittura, il disegno, la
scultura, la poesia, la narrativa, la danza, il teatro, la musica, la satira, il
cinema, la fotografia… Ma essa è anche un fatto urbano: riguarda la città, i
suoi monumenti, i beni architettonici, la sua armonia e bellezza,
l’organizzazione dello spazio abitato e naturale. E riguarda anche la scuola, la
vita, la socialità, la democrazia.

Le politiche di promozione della cultura dovranno:


 Difendere la scuola pubblica, avere cura delle proprie scuole, degli insegnanti e
dei propri studenti.
 Curare la propria città, le proprie bellezze (anche naturali), la propria storia.
 Ricercare le risorse per la cultura in modo trasparente.
 Garantire una pluralità di offerte culturali e una pluralità di saperi.

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 Rendere accessibile a tutti la possibilità di godere della cultura, con una politica
tariffaria equa.
 Costruire iniziative di promozione della cultura anche nei quartieri, come scelta di
avvicinare anche chi, per condizione economica o sociale, non dà importanza alla
cultura, così da permettere di scoprire come le arti e i saperi arricchiscono la vita.
 F
avorire non solo la fruizione, ma anche la realizzazione di cultura degli artisti locali.

LE PROPOSTE CONCRETE:
− Garantire effettivamente il diritto allo studio ai bambini e ai ragazzi:
integrazione e sostegno agli alunni diversamente abili, sostegno linguistico per
gli alunni stranieri, coinvolgimento dei servizi socio-sanitari per una efficace
azione di prevenzione della dispersione scolastica; aiuti economici e organizzativi
per favorire l’attività sportiva, l’informatizzazione, lo studio delle lingue;
promozione del rapporto con la biblioteca cittadina e possibilità di accedere al
prestito libri in ogni plesso scolastico anche per i genitori degli allievi;
promuovere l’educazione alimentare anche proponendo una refezione scolastica
con cibi biologici e locali; borse studio per studenti meritevoli con difficoltà
economiche; servizi integrativi oltre l’orario scolastico.
− Sviluppare il servizio della biblioteca, incrementare le risorse per l’acquisto di
libri; facilitare le possibilità di accesso al servizio in spazi diffusi nel territorio
(nelle scuole, nelle case della partecipazione, negli uffici comunali…);
promuovere il bookcrossing, sviluppare la cineteca.
− Promuovere la partecipazione ai teatri e al museo cittadino; prevedere l’utilizzo
degli spazi da parte di artisti locali; sostenere la nascita e lo sviluppo di
compagnie teatrali cittadine, diffondere le iniziative culturali nei quartieri.
− Realizzare spazi per l’ascolto collettivo di musica con attrezzature adeguate;
promuovere l’avvicinamento alla musica, nei suoi diversi generi, nelle scuole e
fra gli adulti, anche coinvolgendo l’istituto Puccini; sostenere e promuovere il
canto corale.
− Tutelare e valorizzare gli edifici storici e di pregio architettonico; promuoverne
la conoscenza, prevederne l’apertura; progettare momenti per visite didattiche in
collaborazione con le scuole, le associazioni e le fondazioni culturali.

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LA CITTA’ CON GLI ANIMALI
Gli animali sono, come noi umani, esseri viventi sensibili alla sofferenza che
vanno rispettati e che hanno dei diritti (alla vita, al non abbandono, alla
dignità della propria specie). La vivibilità e la civiltà di una città si comprende
anche dal rapporto che riesce a creare con gli animali che la abitano.

LE PROPOSTE CONCRETE:
− Incrementare la collaborazione con le associazioni animaliste del territorio per
la gestione del gattile, del canile, delle colonie feline e per promuovere
iniziative in collaborazione con le varie agenzie educative e sociali.
− Promuovere campagne contro l’abbandono degli animali e per sensibilizzare
all’adozione di animali presso il canile e il gattile.
− Istituire l’Ufficio Diritti Animali a tutela dei diritti degli animali e per
promuovere l'educazione al rapporto uomo-animali. L’ufficio, che dovrà avere un
proprio spazio nel sito web del comune, potrà dare anche aiuto concreto ai
cittadini (numero verde per accalappiamento e recupero cani e gatti feriti,
bacheca animali smarriti, adozioni, normative) ed essere punto di raccordo delle
varie problematiche sugli animali di affezione.
− Creare all’interno di giardini, parchi e altre aree a verde di uso pubblico, spazi
destinati ai cani, dove gli animali possano muoversi e correre liberamente,
senza guinzaglio e museruola, sotto la responsabilità degli accompagnatori.
− Tenere conto nelle modifiche degli assetti del territorio anche degli habitat a cui
gli animali sono legati per la loro esistenza.
− Consentire l’accesso degli animali sui mezzi di trasporto pubblico operanti
nel Comune con guinzaglio e museruola.
− Vietare su tutto il territorio comunale l’offerta di animali in premio o vincita di
giochi oppure in omaggio a qualsiasi titolo.
− Regolamentare l’esposizione al pubblico degli animali negli esercizi
commerciali (fissi e ambulanti) e l’attendamento dei circhi, per tutelarne la salute
e il benessere.
− Permettere alle associazioni che gestiscono il gattile, il canile e le colonie feline il
prelievo di avanzi alimentari da destinare all’alimentazione degli animali alle
mense della refezione scolastica.

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LA CITTA’ ONESTA
La presenza delle mafie si è molto rafforzata nel Nord Italia. Recenti inchieste
della Magistratura hanno portato arresti e confische di beni anche nel nostro
territorio.

Per costruire una città onesta, si dovrà:


 Attuare politiche di contrasto alla criminalità organizzata.
 Assicurare l’impermeabilità della amministrazione comunale alle infiltrazioni
mafiose e ad atti di corruzione.

LE PROPOSTE CONCRETE:
− Garantire trasparenza nelle gare di appalto, nello stipulare i contratti pubblici
e i contratti di consulenza (riducendone il numero a particolari e comprovate
esigenze non risolvibili dal personale pubblico).
− Prescrivere la tracciabilità dei pagamenti da parte o a favore della Pubblica
Amministrazione, come strumento per controllare la movimentazione del
denaro.
− Garantire la costituzione di parte civile dell’Amministrazione Comunale per i
reati legati alla gestione dei beni pubblici dei quali siano imputati i propri
dipendenti.
− Stipulare un protocollo d’intesa con la Guardia di Finanza per effettuare un
controllo a campione sulle situazioni patrimoniali dei dirigenti degli uffici
comunali.
− Approvare un Regolamento per la pubblicità della situazione patrimoniale
del Sindaco, della giunta, dei consiglieri comunali e dei titolari di cariche
conferite dal sindaco.
− Promuovere iniziative in collaborazione con le associazioni del territorio
favorendo percorsi di formazione civile contro le mafie, in particolare nelle
scuole secondarie di primo e secondo grado, promuovendo esperienze
connesse alla conoscenza critica del fenomeno mafioso, agli strumenti e alle
esperienze di impegno nel contrasto alla presenza criminale, allo strumento
dell’uso sociale dei beni confiscati alle organizzazioni criminali.

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LA CITTA’ DELLO SPORT
Lo sport è un bene che interessa la salute, la qualità della vita, l'educazione e
la socialità. E’ un diritto, un riferimento immediato a una nuova qualità della
vita da affermare giorno per giorno sia negli impianti tradizionali, sia in
ambienti naturali. In quanto tale esso è meritevole di riconoscimento e di
tutela pubblica.

Le politiche sullo sport dovranno:


 Promuovere la crescita di una “cultura sportiva” rivolta a tutti i cittadini, le donne e
gli uomini di ogni età, ciascuno con le proprie capacità, le proprie motivazioni, le
proprie differenze da riconoscere e da valorizzare: le diverse età, le abilità, le
disabilità, le differenze sessuali, le diverse motivazioni alla pratica sportiva.
 Favorire la creazione e sostenere l’attività delle numerose associazioni del settore.
 Realizzare un’incisiva promozione dello sport nelle scuole primarie, che deve
vedere protagonisti il Comune e le associazioni sportive disponibili, collegando
più solidamente la Scuola al territorio.

LE PROPOSTE CONCRETE:
− Provvedere alla manutenzione degli impianti sportivi e delle palestre
comunali.
− Costruire sentieri e percorsi vita nelle zone verdi.
− Sostenere iniziative volte a incrementare l’educazione motoria nella scuola.
− Sostenere e promuovere esperienze di sport integrato, che prevedono la
condivisione di spazi con persone diversamente abili.
− Favorire iniziative che attraverso lo sport promuovano processi di
interculturalità.
− Garantire la fruizione degli impianti pubblici, in condizioni di trasparenza,
alle diverse associazioni e ai gruppi di sportivi operanti nel territorio.

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