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TOFFANO FEDERICO

5 marzo 1998

IL DISTACCO DEI LAVORATORI PER LA PRESTAZIONE DI SERVIZI ALLA LUCE


DEL DIRITTO INTERNAZIONALE PRIVATO EUROPEO

INDICE
INTRODUZIONE
Sezione 1 : La libertà di prestazione di servizi.
1- Il settore dei servizi.
2- Caratteristiche della prestazione di servizi.
3- Il regime della circolazione dei servizi.
4- Ritardi nella realizzazione del mercato unico dei servizi ed intervento della
Corte di giustizia.
Sezione 2 : La circolazione dei lavoratori nell’ambito della libera prestazione di
servizi.
5- Nuove forme di mobilità.
6- Costo del lavoro, dumping sociale e distorsioni alla concorrenza.
7- Il ruolo del diritto internazionale privato.
8- La posizione della Corte di Giustizia e la Direttiva 96/71/CE.
9- Prime considerazioni sulla Direttiva.
10- Piano del lavoro.

Capitolo primo
IL DIRITTO COMUNITARIO RILEVANTE
11- Interazione tra le norme di conflitto contenute nel diritto derivato della
Ce e quelle di origine convenzionale.
12- Rapporto tra norme di conflitto e diritto sostanziale comunitario.
13- Ruolo della Corte di Giustizia della CE nella creazione del diritto
comunitario.
14- Importanza della sentenza Rush Portuguesa come impulso all’adozione di
una disciplina comunitaria del distacco dei lavoratori nell’ambito di
prestazioni di servizi.
15- La sentenza Vander Elst ed il ricorso a lavoratori cittadini di Paesi terzi.

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Capitolo secondo
LA DISCIPLINA ITALIANA DEL RAPPORTO DI LAVORO CON CARATTERI DI
INTERNAZIONALITÀ.
16- Il diritto applicabile ai rapporti di lavoro internazionali alla luce della
Legge n° 218/95.
17- Libertà di scelta della legge applicabile al contratto di lavoro.
18- Limiti alla libertà di scelta : le norme imperative.
19- Legge applicabile in mancanza di scelta ad opera delle parti.
20- Le norme applicabili quale che sia la legge regolatrice del contratto.
21- Potere di apprezzamento del giudice nella determinazione della legge
applicabile ai contratti di lavoro.
22- Direttiva 96/71 : concretizzazione dell’art. 7 della Convenzione di Roma
nello specifico settore del distacco dei lavoratori per una prestazione di
servizi.
23- La L.398/87 e la disciplina del rapporto di lavoro da svolgersi in paesi
extracomunitari.
24- Gli aspetti previdenziali del rapporto di lavoro internazionale.
24.1- Segue. In particolare, il distacco in paesi non membri dell’U.E.
25- Il concetto di distacco nell’ordinamento giuridico italiano e l’ipotesi
dell’art. 8 della L. 236/93.

Capitolo terzo
OGGETTO E FUNZIONE DELLA DIRETTIVA 96/71.
Sezione 1 : Aspetti generali.
26- Giugno ‘91-Dicembre ’96: 5 anni (e mezzo) di trattative e compromessi.
27- Obbiettivi della direttiva 96/71: tutela del lavoratore o del mercato?
28- La scelta dell’armonizzazione delle regole di conflitto.
29- Una base giuridica insolita per una norma di tutela dei lavoratori.
Sezione 2 : La legge applicabile.
30- Ipotesi di distacco disciplinate ai sensi dell’art. 1.
30.1- Problemi definitori.
30.2- Campo di applicazione della direttiva.
31- Ambiti di tutela del lavoratore.
32- Deroghe alle previsioni dell’art. 3 comma 1: deroghe obbligatorie e deroghe
facoltative.
33- Possibilità di ampliamento del «nocciolo duro» di tutele.

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34- Ruolo dei contratti collettivi di lavoro come fonte degli standard di tutela
applicabili ai lavoratori distaccati.
35- La necessaria cooperazione in materia di informazione fra gli Stati Membri.
Sezione 3 : I problemi di giurisdizione.
36- I principi della Convenzione di Bruxelles.
37- I titoli di giurisdizione nel sistema della Convenzione di Bruxelles.
38- La previsione dell’art. 6 della direttiva 96/71.

CONCLUSIONI
39- La mobilità dei lavoratori in prospettiva futura.
40- I registri EUROS: un diverso atteggiamento comunitario verso le differenze
retributive.
41- Difficoltà di valutare l’impatto della direttiva.

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