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GRAMMATICA ESSENZIALE – ITALIANO

La morfologia è la scienza che studia la forma delle parti del discorso


(o categorie grammaticali), analizzandone anche le eventuali mutazioni
dovute al valore semantico o alla funzione. Le parti del discorso sono in
tutto nove, cinque variabili, ossia aventi piú forme (articolo, sostantivo o
nome, aggettivo, pronome e verbo), e quattro invariabili, ossia aventi una
sola forma (avverbio, preposizione, congiunzione e interiezione).
✎ Nota etimologica: la parola “morfologia” deriva dai termini greci morfé
(“forma”) e lógos (“studio” ).

◗ARTICOLO esercizi a pag. 204

L’articolo è una particella che accompagna un nome, con cui va concorda-


to nel genere e nel numero. Può essere determinativo o indeterminativo.
✎ Nota etimologica: “articolo” deriva dal latino articulum, “piccolo arto”,
con riferimento al fatto che è, appunto, una piccola parte del discorso.

L’ARTICOLO DETERMINATIVO

Le forme dell’articolo determinativo sono il e lo (plurale i e gli) per i nomi


maschili, la (plurale le) per i nomi femminili. Indicano cose ben definite (la
strada), persone note a chi ascolta (il nonno), categorie (i ricchi), nomi di
materia (la plastica) e concetti astratti (la felicità). Inoltre possono:
Titolo con

● sostantivare verbi, aggettivi e avverbi:


il bere è indispensabile, i buoni sono bene accetti, il poco è tanto
● avere valore temporale:

dice che partirà il mese prossimo


➤ Attenzione: sebbene oggi diffuse, le espressioni temporali senza artico-
cesso in li

lo (es. ci vediamo settimana prossima) sono errate.


● avere valore distributivo:

pare che quel dottore non riceva il sabato (= tutti i sabati)


La forma con la preposizione al (es. al sabato) è meno corretta.
● avere funzione di pronome o aggettivo dimostrativo:
c

dei due tennisti preferisco il piú atletico (= quello piú atletico)


enza a

quell’edificio verrà restaurato entro l’anno (= entro quest’anno)


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Morfologia

◗ L’articolo determinativo maschile


● L’articolo lo (plurale gli) si usa davanti ai nomi che incominciano con
i semiconsonantica, s seguita da altra consonante, x, z, ps, pn, gn. La
forma elisa è comune davanti ai nomi maschili inizianti per vocale e a
quelli di origine straniera inizianti con h:
lo iato,; lo scorfano; lo xilofono; lo zodiaco; lo psicologo
lo pneumatico; lo gnomo; l’hotel
➤ Attenzione: nellinguaggio parlato è invalsa l’abitudine di premettere al
termine pneumatico l’articolo il. Oggi si tende ad accettarla, sebbene
grammaticalmente errata.
● L’articolo il (plurale i) si usa davanti ai nomi che incominciano per con-
sonante, esclusi i casi appena descritti, che vogliono l’articolo lo:
il sistema; il piede; il libro
La parola dio – a differenza delle altre parole inizianti con d (danno,
dente, diagramma, dono, dubbio...) – vuole l’articolo il al singolare (il
dio) e gli al plurale (gli dei).
● In alcune formule consolidate dall’uso, l’articolo il (che correttamente

dovrebbe essere impiegato in quei casi) è sostituito da lo:


per lo piú; per lo meno

◗ L’articolo determinativo femminile


L’articolo la (plurale le) si usa con i nomi femminili. Con quelli inizianti
per vocale (ma non per i semiconsonantica) è comune la forma elisa l’:
la pirofila; la iattura; la scarpa
l’alba; l’elica; l’osteria
✎ Nota etimologica: gli articoli il, lo e la derivano dai pronomi/aggettivi
dimostrativi latini illum e illam. Nella parlata regionale sarda sono co-
Tito

muni su (al posto di il, lo) e sa (al posto di la), che derivano invece dai
pronomi/aggettivi determinativi latini ipsum e ipsam.
lo c
onc

G L I A R T I CO L I D E T E R M I N AT I V I I N A LT R E L I N G U E
Ad abbondare di forme di articoli determinativi non è solo l’italiano, ma anche il tede-
ess

sco, complice la presenza del genere neutro e delle declinazioni. Piú limitato il france-
se, con tre forme (due singolari: le, la; una plurale: les) e ancor piú l’inglese, che ne
ha una sola (the) per ogni genere e numero. Il latino non ha articoli di alcun genere.
o in

27
lice
n
GRAMMATICA ESSENZIALE – ITALIANO

Molti sono i sostantivi con i quali l’articolo determinativo non deve


essere usato. Eccone alcuni:
• nomi dei mesi e dei giorni della settimana, salvo nei casi citati in cui
l’articolo ha valore temporale o distributivo, e salva la presenza di ag-
gettivi o complementi:
ci vediamo il giovedí di Pasqua, ricordo il febbraio 2003
• nomi propri di persona (Luigi e non il Luigi, forma diffusa nella par- 8
lata del Norditalia), fatta eccezione per quelli preceduti da aggettivi o ap- 194
posizioni (il forzuto Ercole, lo zio Mario), per i cognomi di donnein(la
r i, 9
l a s arappre-
Merini) e i cognomi con articolo al plurale (i Savoia). Fannoceccezio-
tel il Duccio
ne, ovviamente, anche i nomi con valore traslato (es. l’Amleto
a
sentato ieri sera, con riferimento all’opera shakespeariana;
n
esposto alla mostra, con riferimento a un quadro a do del pittore omonimo);
e za
• cognomi di personaggi celebri (es.nManzoni, Leopardi): questo è l’o-
rientamento attuale, mentre fino li c a non molto tempo fa l’articolo era
preferito, sebbene non in o i n
tutti i casi (es. il Manzoni, il Caravaggio, ma
s s
non il Giotto e ilcVivaldi)
e e tuttora non è da considerarsi un errore. In
ogni caso, c onva mai usato per nomi di personaggi stranieri (Bach,
non
Goethe
T i toleonon il Bach e il Goethe);
• nomi di città e piccola isola (Milano, Capri, ma la Sicilia).

L’ARTICOLO INDETERMINATIVO

L’articolo indeterminativo serve per indicare una persona o una cosa ge-
nerica, indefinita, di cui non si è parlato prima, oppure una persona o una
cosa che fa parte di un insieme, categoria o specie, nonché le parti del cor-
po che sono in numero maggiore di uno.
In italiano gli articoli indeterminativi esistono solo al singolare; per espri-
mere l’indeterminatezza nei nomi plurali si ricorre all’uso dell’articolo par-
titivo o di aggettivi indefiniti come alcuni, taluni, certi e simili.

◗ L’articolo indeterminativo maschile


L’articolo indeterminativo un si comporta come il determinativo il, l’artico-
lo indeterminativo uno si comporta come il determinativo lo:
un (il) tenente; un (il) muro
uno (lo) scopo; uno (lo) gnocco
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Morfologia

◗ L’articolo indeterminativo femminile


L’articolo indeterminativo una si comporta come il determinativo la.
➤ Attenzione: mentre i nomi femminili inizianti per vocale prevedono l’e-
lisione dell’articolo indeterminativo (un’), i nomi maschili inizianti per
vocale richiedono la forma tronca (un):
un’opera; un’ora; un’arma; un’urna
un albero; un orso; un imbuto; un amalgama
L’elisione (cioè la presenza dell’apostrofo) aiuta anche a distinguere il
maschile dal femminile nei cosiddetti nomi di genere comune (quelli
che hanno la stessa terminazione per entrambi i generi):
Tito
un’atleta/un atleta; un’omicida/un omicida; un’ospite/un ospite
l o

G L I A R T I CO L I I N D E T E R M I N AT I V I I N A LT R E L I N G U E
c

Come l’italiano, il francese e l’inglese non hanno il plurale degli articoli indetermi-
onc

nativi e ricorrono al partitivo (francese: es. du, des ) o ad espressioni e aggettivi


quantitativi (inglese: es. a few, some). Lo spagnolo, invece, ha l’articolo indetermi-
es

nativo plurale (unos, unas).


so i

Il primo numerale cardinale (uno) è formalmente identico all’articolo in-


n

determinativo. È il contesto a decidere se si tratta dell’articolo o del nu-


licen

merale (anche se esistono molti casi di dubbia definizione):


per questo lavoro una giornata è sufficiente (una = numerale)
z

ho visto un contadino (un = articolo)


a

ma
a

ho visto un contadino, due asini e tre pecore (un = numerale)


d ona

L’ARTICOLO PARTITIVO
lla te

L’articolo partitivo è formato dalla preposizione di unita all’articolo de-


s

terminativo (in sostanza è una preposizione articolata, vedi pag. 111):


c arin

del, dello, della; dei, degli, delle


i, 9

L’articolo partitivo serve a indicare una quantità indeterminata o una par-


1948

te di un tutto:
29
o
s oi
GRAMMATICA ESSENZIALE s – ITALIANO
n ce
cochiede del pane (= un po’ di pane)
Mattia
o
tol dei giornali interessanti (= alcuni giornali)
ho letto
i
T
Inoltre – come sopra accennato – l’articolo partitivo si usa al posto del-
l’articolo indeterminativo plurale, che in italiano non esiste.
➤ Attenzione: in alcuni casi (peraltro abbastanza frequenti nel linguaggio
parlato) il partitivo non va usato: la regoletta pratica per svelare gli er-
rori consiste nel provare a sostituire il partitivo con l’aggettivo alcuno
o qualche e verificare se la frase ha senso:
abbiamo visto dei bei film (= alcuni bei film p corretto)
Maria ha dei bei capelli (= alcuni bei capelli p errato)

◗SOSTANTIVO esercizi a pag. 205

Il sostantivo (detto comunemente nome) è la parte variabile del discorso che


serve per designare cose, animali, persone, sentimenti, azioni, luoghi e
molto altro. Può essere di genere maschile o femminile, di numero sin-
golare o plurale.
Esistono due grandi categorie di sostantivi:
● Nomi propri (di persona: Giuseppe; di luogo: Caserta): vogliono l’ini-
ziale maiuscola.
● Nomi comuni (di persona: dirigente; di cosa: legno). Il gruppo dei no-

mi comuni si suddivide a sua volta in tre sottogruppi:


• nomi concreti: indicano qualcosa di materiale, percepibile dai sensi (ta-
volo, montagna, acqua);
• nomi astratti: indicano sentimenti, stati d’animo, concetti e, appunto,
elementi immateriali in genere (gioia, speranza, avvenire);
• nomi collettivi: anche al singolare indicano una molteplicità di persone
o elementi (gente, squadra, esercito).
LA STRUT TURA DEL SOSTANTIVO

I sostantivi sono detti:


● primitivi (o semplici) quando non derivano da nessun’altra parola ita-
liana, ad esempio opera. Ogni nome primitivo è costituito dalla ra-
dice (in questo caso oper-), che è la parte portatrice del significato, e
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