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“L’UNIONE EUROPEA VERSO UNA

DIDATTICA INCLUSIVA”

PROF.SSA GENEROSA MANZO


Università Telematica Pegaso L’Unione europea verso una
didattica inclusiva

Indice

1 GLI OBIETTIVI FORMATIVI DELL’UNIONE EUROPEA -------------------------------------------------------- 3


2 L’INCLUSIONE NEL CONTESTO EDUCATIVO EUROPEO ----------------------------------------------------- 6
3 L’EDUCAZIONE INCLUSIVA: UNA STRADA VERSO L’“EDUCATION FOR ALL” ---------------------- 9
4 I PROGRAMMI INCLUSIVI EUROPEI -------------------------------------------------------------------------------- 11
BIBLIOGRAFIA --------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- 15
SITOGRAFIA ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- 16

Attenzione! Questo materiale didattico è per uso personale dello studente ed è coperto da copyright. Ne è severamente
vietata la riproduzione o il riutilizzo anche parziale, ai sensi e per gli effetti della legge sul diritto d’autore
(L. 22.04.1941/n. 633)

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1 Gli obiettivi formativi dell’Unione europea

L'Unione europea (UE) è un'unione politica ed economica di carattere sovranazionale, che

comprende 28 paesi membri indipendenti e democratici del continente europeo. La sua formazione

risale al trattato di Maastricht del 7 febbraio 1992 (entrato in vigore il primo novembre 1993), al

quale tuttavia gli stati aderenti sono giunti dopo il lungo cammino delle Comunità

europee precedentemente esistenti.1

L’Unione europea garantisce la libera circolazione di persone, merci, servizi e dei capitali

all’interno del suo territorio, promuove la pace, i valori e il benessere dei suoi popoli, lotta contro

l’esclusione sociale e la discriminazione, favorisce il progresso scientifico e tecnologico e mira alla

coesione economica, sociale, territoriale e solidale tra gli stati membri.2.

Al vertice di Lisbona, tenutosi nel marzo del 2000, i capi di Stato e di governo del Consiglio

Europeo riconobbero il ruolo fondamentale dell’istruzione e formazione per la crescita e lo sviluppo

economico ed invitarono il Consiglio "Istruzione" ad avviare una riflessione generale sugli obiettivi

concreti futuri dei sistemi d'istruzione, che tenesse conto delle preoccupazioni e priorità comuni.3

La Relazione del Consiglio Istruzione al Consiglio europeo definisce tre obiettivi strategici:

- aumentare la qualità e l'efficacia dei sistemi di istruzione e di formazione nell'Unione

europea;

- facilitare l'accesso ai sistemi di istruzione e di formazione;

1
Cfr. Unione europea, in Intertnet, URL: https://it.wikipedia.org/wiki/Unione_europea.
2
Vallinoto N.- Vannuccini S., Europa 2.0: prospettive ed evoluzioni del sogno europeo, Nicola Vallinoto Editore,
Verona 2010.
3
Cfr. LA STRATEGIA DI LISBONA: PER LA CRESCITA E L’OCCUPAZIONE, in Internet, URL:
http://archivio.pubblica.istruzione.it/buongiorno_europa/lisbona.shtml.

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- aprire i sistemi di istruzione e formazione al mondo esterno.

Nell'illustrare i progressi compiuti e i ritardi nel processo di cooperazione, la Relazione

congiunta Consiglio-Commissione individua tre "leve" su cui basare l'azione futura, per rispettare

gli obiettivi e i tempi di Lisbona:

- concentrare le riforme e gli investimenti nei settori-chiave;

- fare dell'apprendimento lungo tutto l'arco della vita una realtà concreta;

- costruire l'Europa dell'istruzione e della formazione.4

Si registra ancora la mancanza di coerenti e complete strategie per l’apprendimento

permanente evidenziando la necessità di elevare il livello delle competenze ed il ruolo chiave

dell’istruzione nel triangolo della conoscenza.

Tramite il quadro strategico per l'istruzione e la formazione, i paesi dell'UE hanno

individuato quattro obiettivi comuni per affrontare queste sfide entro il 2020:

- fare in modo che l'apprendimento permanente e la mobilità divengano una realtà

migliorare la qualità ed efficacia dell'istruzione e della formazione;

- promuovere l'equità, la coesione sociale e la cittadinanza attiva;

- incoraggiare la creatività e l'innovazione, compreso lo spirito imprenditoriale, a tutti i

livelli dell'istruzione e della formazione.

Nel 2014 la Commissione e gli Stati membri hanno fatto un bilancio per valutare i progressi

compiuti dal 2012 in poi e preparare le prossime priorità per la collaborazione a livello europeo.

4
Ibidem.

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I progressi rispetto a questi parametri vengono misurati per ciascun paese europeo in

un'analisi annuale, in cui l'UE formula anche delle raccomandazioni.

Sulla base delle conclusioni del recente bilancio, nel 2015 una relazione comune individuerà

i settori prioritari chiave e gli aspetti concreti per il futuro lavoro a livello europeo. La relazione

comune dovrebbe essere adottata dal Consiglio dei ministri europei dell'Istruzione nel novembre

20155.

5
Cfr. Istruzione e formazione. Sostenere l’istruzione e la formazione in Europa e nel mondo, in Internet,
URL:http://ec.europa.eu/education/policy/strategic-framework/index_it.htm

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2 L’inclusione nel contesto educativo europeo

L’Assemblea delle Nazioni Unite, tenutasi a New York il 13 dicembre del 2006, ha

approvato la Convenzione sui diritti delle persone con disabilità che, successivamente, è stata

firmata dalla maggior parte dei Paesi del mondo, nonché dalla Commissione Europea.

Il testo, innovativo sotto molti punti, mette in evidenza la figura attiva della persona disabile

che è titolare di diritti umani e, quindi, destinataria di politiche inclusive: non più oggetto di

decisioni prese da altri, ma soggetto in grado di operare scelte. Emerge una nuova consapevolezza

della disabilità come condizione che ogni essere umano potrebbe vivere nel corso della sua storia di

vita.

«La Convenzione mira ad abbattere ostacoli, barriere e pregiudizi attraverso la definizione di

una nuova politica per le persone con disabilità basata sulla tutela dei diritti umani, intervenendo in

tutti i campi della vita e in modo particolare su quelli orientati ai processi educativi e formativi».6

Nell’articolo 24 viene affrontata la questione dell’educazione, sottolineando il diritto per

tutti i bambini con disabilità ad un percorso personalizzato ed al sostegno necessario ed adeguato ad

ottimizzare il percorso scolastico e la socializzazione.7

Si garantisce a tutti, disabili compresi, il diritto dello sviluppo del potenziale umano, della

dignità e dell’autostima attraverso la promozione dei talenti, delle abilità e del massimo potenziale

individuale.

6
Benigno V., Tavella M.., Percorsi di didattica inclusiva con l’uso delle TIC: il progetto AESSEDI, in TD-Tecnologie
Didattiche, 52, Istituto per le Tecnologie Didattiche, CNR, Genova 2011, pp. 12-18, in Internet, URL:
http://www.tdjournal.itd.cnr.it/files/pdfarticles/PDF52/2_TD52_Benigno_Tavella.pdf.
7
Ibidem.

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La convenzione impegna gli Stati firmatari a «garantire e promuovere la piena realizzazione

di tutti i diritti umani e delle libertà fondamentali per tutte le persone con disabilità senza

discriminazioni di alcun tipo sulla base della disabilità». 8 Al fine di garantire a tutti gli allievi la

possibilità di successo educativo e di sviluppo sociale sono previsti accomodamenti, sostegni e

supporti adeguati; anche se la realtà dei fatti è ancora lontana dal raggiungimento di tale obiettivo.

Nel 2007 si è tenuta a Lisbona un’assemblea costituita da studenti disabili provenienti da 29

Stati europei che ha prodotto la “Dichiarazione di Lisbona – Le opinioni dei giovani

sull’integrazione scolastica”. Questa dichiarazione raccoglie le idee espresse dai ragazzi sui temi dei

diritti, delle necessità e delle future sfide da affrontare, esprimendo la volontà di superare le

barriere, non sono solo architettoniche ma anche sociali e comunicative. L’integrazione scolastica

disabili è garantita solo se viene attuato il sostegno materiale e umano necessario.

La Convenzione sui diritti delle persone con disabilità è in accordo con l’International

Classification of Functioning (ICF) del 2001 che correla lo stato di salute degli individui

all’ambiente e definisce la disabilità come una “condizione di salute in un ambiente sfavorevole”.9

Secondo l’ICF, l’ambiente, la società, la famiglia e il contesto educativo influenzano la vita

e lo stato di salute degli individui, diminuendo le capacità di svolgere mansioni.

Tale modello è definito “bio-psico-sociale” e rappresenta uno dei più importanti principi

dell’ICF perché consente di cogliere la fenomenologia umana nella sua interezza.

8
Osio O., La convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, in Il diritto ai diritti. Riflessioni e
approfondimenti a partire dalla Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, Franco Angeli, Milano 2012,
pp.13-38.

9
Leonardi M., «Salute, Disabilità, ICF e Politiche Sociosanitarie», in Sociologia e Politiche Sociali, Vol. 8-3, Franco
Angeli Editore, Milano 2005, pp. 73-95. Frattari A., Dalprà M., Chiogna M., La casa intelligente per l'utente debole,
Maggioli Editore, Sant’Arcangelo di Romagna 2015.

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Il sistema di classificazione basato sull’ICF consente, quindi, di raccogliere una serie

dettagliata e molto esaustiva di informazioni sulla persona, sul suo ambiente e sulle modalità di

partecipazione della persona all’interno dell’ambiente stesso, consentendo di descriverne lo stato di

salute non in base alla sola patologia, ma in base alle funzioni che la persona riesce a sviluppare nel

suo ambiente.

Secondo l’Organizzazione Mondiale sulla Sanità (OMS) la disabilità è la conseguenza o il

risultato di una complessa relazione tra la condizione di salute di un individuo, il contesto sociale e i

fattori ambientali che rappresentano le circostanze in cui vive l’individuo.10

10
O.M.S., Organizzazione Mondiale della Sanità, ICF versione breve Classificazione Internazionale del
Funzionamento, della Disabilità e della Salute, Erickson, in Internet, URL:
http://apps.who.int/iris/bitstream/10665/42417/4/9788879466288_ita.pdf?ua=1.

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3 L’educazione inclusiva: una strada verso


l’“Education for all”

«Il diritto all’istruzione è riconosciuto universalmente come diritto umano fondamentale e il

suo pieno riconoscimento è da considerarsi una precondizione per la crescita e lo sviluppo delle

società»11. E’ per questo che nel 2000 le Nazioni Unite hanno incluso uno specifico obiettivo

sull’educazione tra gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio raccogliendo così l’impegno degli Stati a

garantire un’educazione di qualità per tutti.12 Questa è essenziale per permettere a tutti bambini di

acquisire conoscenze e abilità necessarie a sviluppare pienamente le proprie capacità personali che

li accompagneranno nell’affrontare la vita da adulti.

Durante il Forum Mondiale sull’istruzione tenutosi a Dakar nel 2000 venne presentato il

rapporto dell’UNESCO in merito al raggiungimento del secondo Obiettivo di Sviluppo del

Millennio e in particolare degli Obiettivi dell’Education for All.

Le linee guida redatte a Dakar hanno definito sei obiettivi:

- espandere e migliorare la cura e l'istruzione di tutti i bambini e le bambine, in particolare di

quelli più vulnerabili e svantaggiati;

- assicurare, entro il 2015, l'accesso all'istruzione primaria universale obbligatoria, gratuita e

di buona qualità per tutti i bambini, in particolare per le bambine, i bambini che vivono in

condizioni difficili e quelli che appartengono a minoranze etniche;

11
Cfr. Coalizione Italiana della Campagna Globale per l’Educazione, CHE NESSUNO RESTI INDIETRO!
L’educazione inclusiva come pre-condizione per un’educazione di qualità per tutti, in Internet, URL: http://www.cge-
italia.org/equalrightequalopportunity/download/REPORT-CGE-IT-2014.pdf.
12
Zadra F., Convivere nella diversità. Competenze interculturali e strumenti didattici per una scuola inclusiva, in
Internet, URL: http://www.eurac.edu/en/research/autonomies/minrig/Documents/
Diversity4Kids/Convivere%20nella%20diversit%C3%A0-Franca%20Zadra.pdf.

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- assicurare che i bisogni educativi di tutti i giovani e gli adulti siano soddisfatti attraverso

un accesso equo a programmi di istruzione e formazione lungo tutto l'arco della vita;

- raggiungere un aumento del 50% nell'alfabetizzazione degli adulti, specialmente delle

donne - ed un accesso equo all'istruzione primaria e alla formazione continua per tutti gli adulti;

- eliminare le disparità di genere nell'istruzione primaria e secondaria entro il 2005 ed

arrivare alla piena parità di genere nel settore educativo nel 2015, con una particolare attenzione ad

assicurare alle ragazze il pieno ed eguale accesso all'istruzione primaria e - il raggiungimento di

un'istruzione di buona qualità;

- migliorare tutti gli aspetti della qualità dell'istruzione ed assicurare a tutti l'eccellenza così

che risultati visibili e valutabili siano raggiunti da tutti, specialmente nel leggere, scrivere e contare

e in altre abilità essenziali per vivere.13

13
Cfr. UNESCO, Education for all, in Internet, URL: http://www.worldsocialagenda.org/3.3-UNESCO/Education-for-
all.

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4 I programmi inclusivi europei

In campo educativo, il Consiglio d’Europa ha promosso nel 2005 un progetto sulle Politiche

e Pratiche della Diversità Socioculturale, in seguito alla Conferenza di Atene e al Vertice di

Varsavia.

Il progetto aveva come obiettivo quello di formare gli insegnanti europei a gestire la

diversità a scuola.14

Nel settembre 2013, 133 paesi e l’Unione Europea hanno ratificato la Convenzione

dell’ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità (CRPD) altri 23 hanno firmato ma non ratificato.

L’impegno ad un educazione inclusiva è un obbligo legale secondo l’articolo 24 del CRPD.

«Da un’indagine su 28 paesi esaminati, solo 10 hanno attuato politiche concrete e di

impegno per un’educazione realmente inclusiva, 13 fanno riferimento alla disabilità ma senza

strategie o norme speciali in merito e 5 al momento non menzionano in nessun caso il tema»15.

La Campagna Globale per l’Educazione promuove azioni di sensibilizzazione verso le

comunità locali volte a diminuire la stigmatizzazione sociale dei bambini disabili e aumenta la

partecipazione scolastica affinché sia data una più forte attenzione alla non-discriminazione,

all’inclusione e all’equità quali condizioni necessarie e inestricabili per far sì che un’educazione di

qualità sia accessibile e disponibile per tutti i cittadini di tutti i paesi.16

14
Grange T., Programmi, piani e progetti nell’Europa del terzo millennio, in Il progetto educativo, Volume 1, a cura di
Nicola Paparella, Armando Editore, Roma 2009, pp. 45-59.
15
Cfr. Coalizione Italiana della Campagna Globale per l’Educazione, CHE NESSUNO RESTI INDIETRO!
L’educazione inclusiva pre-condizione per un’educazione di qualità per tutti, in Internet, URL: http://www.cge-
italia.org/equalrightequalopportunity/download/REPORT-CGE-IT-2014.pdf.
16
Agenzia Europea per lo Sviluppo dell’Istruzione degli Alunni Disabili, NUOVE TECNOLOGIE PER

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L’Agenzia Europea per lo Sviluppo dell’Istruzione degli Alunni Disabili (dal 1° gennaio

2014 «Agenzia Europea per i Bisogni Educativi Speciali e l’Istruzione Inclusiva») è

un’organizzazione indipendente ed autonoma, sostenuta dai paesi membri dell’Agenzia e dalle

istituzioni europee (Commissione e Parlamento), ha proposto che le nuove tecnologie fossero a

sostegno dell’inclusione in contesti educativi.

Il progetto Nuove tecnologie per l’inclusione (ICT4I) si basa sui contributi di: Belgio

(comunità di lingua fiamminga), Cipro, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia,

Islanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo,

Regno Unito (Inghilterra), Regno Unito (Irlanda del Nord), Regno Unito (Scozia), Repubblica

Ceca, Slovacchia, Slovenia, Svezia, Svizzera ed Ungheria.

Tutti i paesi che hanno ratificato la Convenzione dell’ONU UNCRPD e il protocollo

facoltativo hanno assunto imperativo l’uso delle nuove tecnologie nel settore dell’educazione per le

persone con disabilità. L’articolo 9 della Convenzione, prevede che siano eliminati gli ostacoli e le

barriere in tutti gli ambiti possibili della vita di una persona con disabilità.

«Un ambiente di istruzione inclusiva è quello dove uno studente con disabilità o bisogni

educativi speciali segue la didattica in una classe convenzionale, con i suoi coetanei non disabili,

per la maggior parte della settimana scolastica»17.

I membri del Consiglio di Rappresentanza dell’Agenzia e i Coordinatori Nazionali hanno

individuato tre obiettivi principali da prendere in considerazione nel progetto ICT4I:

L’INCLUSIONE. Sviluppi e opportunità per i paesi europei, in Internet, URL: https://www.european-


agency.org/sites/default/files/ICT_for_Inclusion-IT.pdf
17
Ibidem, p. 11.

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- sviluppare nei vari paesi europei il progetto sulle Nuove tecnologie e bisogni educativi

speciali;

- aggiornare le politiche e le prassi dei paesi partecipanti riguardo all’utilizzo delle nuove

tecnologie a sostegno dell’apprendimento e dell’insegnamento in ambienti inclusivi;

- basarsi sulle principali conclusioni della rassegna delle prassi per le Nuove tecnologie

nell’educazione delle persone con disabilità condotta congiuntamente all’Institute for Information

Technologies in Education dell’UNESCO nel 2010/2011 (UNESCO IITE e l’Agenzia, 2011).18

Il concetto di bisogni educativi speciali (BES) è usato per descrivere quegli studenti che

incontrano ostacoli, sia temporanei che di lunga durata, nell’apprendimento e che non

progrediscono allo stesso ritmo dei loro coetanei.

Gli studenti con bisogni educativi speciali sono quindi un gruppo più ampio rispetto agli

studenti con disabilità e per questi studenti vengono utilizzate qualsiasi tecnologia a sostegno

dell’apprendimento in ambienti inclusivi. Tale tecnologia può includere la tecnologia convenzionale

normalmente disponibile in commercio e alla portata di tutti, come laptop, tablet e periferiche,

lavagne multimediali e telefoni cellulari, ecc.

Può includere inoltre le tecnologie assistive che sono strumentazioni o dispositivi

(hardware), applicazioni o programmi informatici (software), sistemi di ausili (hardware e

software), che consentono alla persona con disabilità di accedere in autonomia alle informazioni ed

ai servizi erogati dai sistemi informatici, superando o riducendo le condizioni di svantaggio o di

inaccessibilità.

18
Ibidem.

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Le TA possono comprendere ausili medici (ad esempio dispositivi di mobilità, apparecchi

acustici, ecc.) così come ausili di apprendimento, quali screen reader, tastiere alternative, dispositivi

di comunicazione aumentativi e alternativi e altre applicazioni tecnologiche specializzate.19

19
Ibidem.

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vietata la riproduzione o il riutilizzo anche parziale, ai sensi e per gli effetti della legge sul diritto d’autore
(L. 22.04.1941/n. 633)

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Bibliografia
 Grange T., Programmi, piani e progetti nell’Europa del terzo millennio, in Il progetto

educativo, Volume 1, a cura di Nicola Paparella, Armando Editore, Roma 2009, pp. 45-59.

 Leonardi M., «Salute, Disabilità, ICF e Politiche Sociosanitarie», in Sociologia e Politiche

Sociali, Vol. 8-3, Franco Angeli Editore, Milano 2005, pp. 73-95. Frattari A., Dalprà M.,

Chiogna M., La casa intelligente per l'utente debole, Maggioli Editore, Sant’Arcangelo di

Romagna 2015.

 Osio O., La convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, in Il diritto ai diritti.

Riflessioni e approfondimenti a partire dalla Convenzione Onu sui diritti delle persone con

disabilità, Franco Angeli, Milano 2012, pp.13-38

 Vallinoto N.- Vannuccini S., Europa 2.0: prospettive ed evoluzioni del sogno europeo,

Nicola Vallinoto Editore, Verona 2010.

Attenzione! Questo materiale didattico è per uso personale dello studente ed è coperto da copyright. Ne è severamente
vietata la riproduzione o il riutilizzo anche parziale, ai sensi e per gli effetti della legge sul diritto d’autore
(L. 22.04.1941/n. 633)

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didattica inclusiva

Sitografia

 Unione europea, in Intertnet, URL: https://it.wikipedia.org/wiki/Unione_europea.

 LA STRATEGIA DI LISBONA: PER LA CRESCITA E L’OCCUPAZIONE, in Internet, URL:

http://archivio.pubblica.istruzione.it/buongiorno_europa/lisbona.shtml.

 Istruzione e formazione. Sostenere l’istruzione e la formazione in Europa e nel mondo, in

Internet, URL:http://ec.europa.eu/education/policy/strategic-framework/index_it.htm

 Benigno V., Tavella M., Percorsi di didattica inclusiva con l’uso delle TIC: il progetto

AESSEDI, in TD-Tecnologie Didattiche, 52, Istituto per le Tecnologie Didattiche, CNR,

Genova 2011, pp. 12-18, in Internet, URL:

http://www.tdjournal.itd.cnr.it/files/pdfarticles/PDF52/2_TD52_Benigno_Tavella.pdf.

 O.M.S., Organizzazione Mondiale della Sanità, ICF versione breve Classificazione

Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute, Erickson, in Internet,

URL: http://apps.who.int/iris/bitstream/10665/42417/4/9788879466288_ita.pdf?ua=1

 Coalizione Italiana della Campagna Globale per l’Educazione, CHE NESSUNO RESTI

INDIETRO! L’educazione inclusiva come pre-condizione per un’educazione di qualità per

tutti, in Internet, URL: http://www.cge-

italia.org/equalrightequalopportunity/download/REPORT-CGE-IT-2014.pdf.

 Zadra F., Convivere nella diversità. Competenze interculturali e strumenti didattici per una

scuola inclusiva, in Internet, URL:

Attenzione! Questo materiale didattico è per uso personale dello studente ed è coperto da copyright. Ne è severamente
vietata la riproduzione o il riutilizzo anche parziale, ai sensi e per gli effetti della legge sul diritto d’autore
(L. 22.04.1941/n. 633)

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didattica inclusiva

http://www.eurac.edu/en/research/autonomies/minrig/Document

Diversity4Kids/Convivere%20nella%20diversit%C3%A0-Franca%20Zadra.pdf.

 UNESCO, Education for all, in Internet, URL: http://www.worldsocialagenda.org/3.3-

UNESCO/Education-for-all

 Coalizione Italiana della Campagna Globale per l’Educazione, CHE NESSUNO RESTI

INDIETRO! L’educazione inclusiva pre-condizione per un’educazione di qualità per tutti, in

Internet, URL: http://www.cge-italia.org/equalrightequalopportunity/download/REPORT-

CGE-IT-2014.pdf.

 Agenzia Europea per lo Sviluppo dell’Istruzione degli Alunni Disabili, NUOVE

TECNOLOGIE PERL’INCLUSIONE. Sviluppi e opportunità per i paesi europei, in Internet,

URL: https://www.european-agency.org/sites/default/files/ICT_for_Inclusion-IT.pdf

Attenzione! Questo materiale didattico è per uso personale dello studente ed è coperto da copyright. Ne è severamente
vietata la riproduzione o il riutilizzo anche parziale, ai sensi e per gli effetti della legge sul diritto d’autore
(L. 22.04.1941/n. 633)

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