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Scuole nazionali:

Sentimento nazionalista è diffuso in tutto 800 e coinvolge tutti gli stati non solo europei, agli inizi del 900
anche quelli del nuovo mondo. Germania e Italia anche se in teoria dovrebbero essere escluse perché
spirito nazionalista vuole opporsi alla cultura dominante del tempo, che è quella italiana per l’opera, quella
tedesca per la musica strumentale, quella francese come via di mezzo. Sui libri si dice che movimenti
nazionalistici nascono per opporsi a queste tre correnti principali. C’è fondo di verità però appunto anche in
Germania e Italia c’è spinta nazionalistica che però non è legata a esigenza di esprimersi secondo propria
identità e proprio linguaggio, ma è il risultato dell’affermazione del pensiero romantico. Non è quindi un
caso che proprio lì dove è nato il romanticismo si sviluppa necessità di un linguaggio autonomo e nazionale,
ossia in Germania con Weber che agli inizi edell’800 prova a dare forma e contenuto a linguaggio
tipicamente nazionale con il Freschutz, singspiel del 1821 che per la prima volta porta contenuti dell’opera
tradizionale all’interno di un mondo tipicamente tedesco usando soggetti (franco cacciatore) del 600 delle
foreste nordiche che arriveranno poi fino a Wagner. Weber è uno dei primi a parlare di nazionalismo e
sperimentare linguaggio nazionale. A modo suo anche Verdi esaltando l’opera, che è il linguaggio nazionale
italiano, potrebbe rivestire e portare la bandiera del nazionalismo.
Elenco di nomi principali associati a scuole nazionali con autori (vedi slide): blu è per prima generazione
della prima metà dell’800 di cui non si parla perché sono singoli autori che nel loro linguaggio portano
avanti riscoperta di tradizione nazionale e linguaggio della propria patria senza identificarsi in una vera e
propria scuola, come si farà invece nella seconda metà dell’800 con autori in nero. Quegli stessi principi si
svilupperanno ulteriormente a inizi del 900 per tutta prima metà, sono autori in rosso. Infatti in rosso ci
sono stati del nuovo mondo, perché anche se tutto ciò inizia a inizio dell’800 come reazione a guerre
napoleoniche (perché spirito nazionale inizia a svilupparsi proprio nel tentativo di reagire a invasioni: scuole
più importanti sono infatti russa, boema, polacca). Se è vero che già a inizio 800 si inizia a parlare di
nazionalismo per Chopin, Moniuszko, Wieniawski (Polonia), ma anche prima generazione di autori boemi
come Smetana, questo tipo di diffusione risponde a nuova organizzazione politica dell’Europa di 800 e inizi
900.
Polonia prima metà 800 in blu Chopin, Wieniawski, Moniuszko (scrive un’opera in polacco). Russia primo
periodo inizi dell’800 con Glinka, padre musicale della tradizione russa insieme a Puszkin che è padre della
letteratura russa. Norvegia, Finlandia, Danimarca. Anche Inghilterra che non vanta grande tradizione
musicale inizia a presentare autori importanti a fine 800, era tacciata di vivere di rendita, infatti facevano
concerti con tutti i compositori del tempo come Beethoven, Haydn, Mendelssohn, tutti andavano a Londra
che pagava per i concerti. Altri stati che oggi non penseremmo come Danimarca, che in realtà ha avuto
ruolo centrale per secoli e secoli, più importante dell’Italia. Regno di Danimarca per sua posizione
geografica è crocevia fondamentale per traffici marittimi del nord, perciò importanza economica diventa
importanza strategica, militare e politica, perciò persino Danimarca continua ad avere nell’800 ruolo
centrale che oggi non ha. Perciò non è sorprendente che a un certo punto inizi ad avere sua identità.
Tranne Spagna tutte le altre nazioni si ritrovano nel 900.
Vedi su slide cartine di situazione geografica dopo congresso di Vienna (riportare sui troni regnanti di prima,
situazione frastagliata). Da sx regno di Spagna e di Portogallo che erano rimasti estranei a eventi politici,
militari ed economici; regno di Francia anche se usciva sconfitto da guerre napoleoniche aveva ruolo
centrale perché in Francia torna sovrano: re di Francia erano imparentati con corona asburgica perciò
nessuno voleva mortificare la Francia a inizio 800, bastava rimettere sovrano. Italia come sempre divisa:
tutto nord Italia regno lombardo veneto è parte integrante di impero d’Austria. Nord Europa invece è più
frastagliato, principati tedeschi sono in un unico colore ma sono 39 staterelli anche dopo congresso di
Vienna, unico che assume ruolo strategico è regno di Prussia che avrà ruolo sempre più importante.
Regno di Danimarca ha posizione centrale su mari del nord perciò è importante, infatti molta letteratura
come Shakespeare ambienta sue storie nel regno di Danimarca misterioso nascosto dalla nebbia. Impero
ottomano diventa punto di frizione importante soprattutto a fine 800 perché si sta disgregando, Istanbul
perde forza militare. Impero russo a inizio 800 vive soprattutto nelle grandi città del nord, Mosca e San
Pietroburgo, mentre il resto sono terre desolate in cui si raccolgono i fondi per tenere in piedi aristocrazia
(siamo a tempi dei servi della gleba). Una delle conseguenze di guerre napoleoniche è fatto che Polonia
perde sua autonomia: Granducato di Varsavia viene assimilato a Impero russo, quindi quando arriviamo a
primi 800 Polonia è parte di impero russo con minima autonomia amministrativa.
Granducato di Finlandia, Sibelius, non ha autonomia politica, fino a fine 700 era parte del regno di Svezia,
dopo guerre napoleoniche è acquisito da Russia che si allarga da tutte le parte occupando Granducato di
Finlandia, Ducato di Varsavia, si estende fino a confini di impero ottomano al quale poco alla volta sottrae
territori. Anche Impero d’Austria fa qualcosa di simile. Situazione cambia parecchio nel corso dell’800.
Regno di Norvegia e di Svezia mantengono un minimo di autonomia, inizialmente erano un unico regno poi
diviso. Grande impero asburgico che include Praga, Milano, Venezia etc. Praga è schiacciata politicamente.
Con 800 esplode romanticismo che non è solo fenomeno culturale ma soprattutto sociale perché è risultato
di trasformazione della società che da aristocratica diventa sempre più borghese. Aristocratici sono classe
dominante nel 700 e musicalmente parlando costruisce sistema basato sul divertimento nei teatri che
legittima supremazia dell’opera. Nell’800 invece grazie a rivoluzione industriale e riforme fatte da
napoleone borghesia inizia subito a chiedere maggiore presenza perché sono quelli che hanno studiato e
controllano amministrazione statale. Non viene meno aristocrazia ma ruolo borghese è centrale e ciò
determina trasformazione culturale musicale politica perché questi elementi portano a identificare nel
linguaggio nazionale una propria identità. Ovunque nascono esigenze di individualità e autonomia del
proprio stato, che è ciò che inizia ad accadere dal 1821 con le rivolte in Europa subito stroncate nel sangue
che si ripresentano nel 30 per esempio in Polonia, 48 rivoluzione in tutta Europa. Dopo anni 70 quando
trasformazione è compiuta e stati sono stabili: nasce Italia, nasce Germania nel 1871, impero d’Austria
perde pezzi perché Polonia vuole autonomia, anche Grecia vuole autonomia da ottomani. 800 è un insieme
di guerre d’Indipendenza in nome della patria. Differenza fra nazione e popolo: nazione si mette sulla
cartina e può cambiare aspetto, mentre popolo è fatto da persone che hanno identità linguistica e culturale.
La borghesia esalta identità del popolo creando condizioni per parlare di scuole nazionali.
Cartina di fine 800 (1911): Italia è unita, anche più grande di oggi perché ha parti di Istria, Savoia. Impero
tedesco: dopo 1870 dopo guerra franco-prussiana ci sono trasformazioni, nasce grande industria, borghesia
entra in crisi. Impero austro-ungarico ha perso pezzi. Esistono Romania e Serbia autonome, Bulgaria, terre
rubate a impero ottomano. A nord c’è Danimarca, ma non ancora Finlandia e Polonia che sono sotto
controllo dell’impero russo. Norvegia che era parte del regno di Danimarca, già a inizi 800 aveva
autonomia.
Ruolo del romanticismo: si sviluppa nell’800 come linguaggio sociale e culturale di borghesia, che insiste su
concetti di popolo e nazione portando in auge il motto “un popolo una nazione” che sarà ragione per cui a
partire da Italia si inizia a immaginare prima su testi letterari e poi con fucili possibilità di costituire identità
nazional. Questo vale per tutti gli stati. Identità nazionale diventa bandiera da esporre perché è espressione
di identità che differenzia da ruolo egemone dei grandi imperi del tempo. Per questo anche Italia non può
essere esclusa da questo ragionamento, perché lì nasce il motto un popolo una nazione.
Wieniawski scrive per violino composizioni in cui (come Chopin che scrive polacche e mazurche che sono
danze tipiche della tradizione) danze popolari diventano linguaggi colto, espressione di identità musicale
prima che politica. Ascolto di mazurka di Wieniawski originale per violino e pianoforte in versione per
orchestra d’archi. Wiwniawski rappresenta generazione successiva a Chopin, muore nel 1880, ci porta verso
seconda metà di 800.
Cartina mostra influenza che correnti musicali hanno su compositori. Praga è capitale di Boemia che però fa
parte di impero asburgico, è altra faccia dell’impero, non si sente estranea all’impero (perde autonomia già
nel 500). Mozart andava a Praga a rappresentare le opere, da Praga violinisti andavano a Vienna perché
c’erano migliori scuole strumentali. Vicinanza non solo geografica di Praga a grandi capitali culturali
tedesche. Nell’800 grandi centri musicali sono Lipsia, Dresda, Berlino ma più nella seconda metà 800.
Grande centro culturale e musicale è Lipsia (Gewandhaus, Mendelssohn). A fine 800 prenderanno peso
altre città come Monaco, Francoforte, Hannover. Queste città hanno anche grandi conservatori, oltre a
Italia che ha grande tradizione operistica, Parigi è centro della cultura europea dove vanno tutti, come
Chopin, Mayr, Donizetti, Rossini, Liszt, Wagner. Scuole nazionali di fine 800 avranno inevitabilmente avuto a
che fare con questo tipo di formazione di Lipsia e Berlino per poi lavorare a casa propria. Concertisti come
Talberg e Liszt. Liszt conosce seconda moglie a Kiev, in viaggio che questi interpreti fanno verso oriente
portando loro scuola. Tutta scuola russa vive di autori tedeschi o italiano che vanno a fare fortuna lì.
Viceversa autori russi come Anton e Nicolaj Rubinstein vanno in Germania per studiare e poi tornano
indietro.
Equivoco di scuole nazionali: tranne rari casi come scuola russa, per il resto il tentativo di trovare strada
personale contaminando la propria musica di elementi folkloristici non ha finalità politica. In Chopin c’è
forte componente nazionalistica, ma non necessariamente politicizzata, orientata verso identità nazionale.
Questo atteggiamento è molto più marcato in Italia, come Verdi, Mazzini che hanno ruolo nei movimenti
carbonari che portano a Italia come stato. Nella scuola boema recupero delle tradizioni ha più carattere
folkloristico che politico o culturale. Questo non toglie che uso di danze popolari (Chopin, Wieniawski) è un
modo per legittimare un linguaggio personale, senza caricarlo di contenuti politici. Questo è l’equivoco.
Situazione politica dei singoli stati
Polonia: di fatto ancora non esiste, avrà identità politica solo dopo prima guerra mondiale nel 1918, quindi
per tutto 800 non ha indipendenza. Anche quando ci sono moti del 1830, rivolta cadetta, cadetti che erano
militari che lavoravano per esercito dello zar, chiedevano maggiore autonomia e identità nazionale. In
quella rivolta sanguinosa partecipa tutta borghesia.
Danimarca: geograficamente è appendice della Germania che aveva già sua indipendenza e non aveva
bisogno di reclamarla. Questo crea condizioni per cui musicisti e letterati danesi si nutrivano di cultura
tedesca e viceversa. Infatti più importante compositore danese dell’800 che è Niels Gade ha studiato a
Lipsia, con Mendelssohn, conosce Schumann, era ben inserito in ambiente tedesco e quando Mendelssohn
muore viene chiamato a sostituirlo alla direzione del Gewandhaus. Ci resta per poco tempo perché
Danimarca e Russia entrano in guerra ed è costretto a lasciare incarico per rientrare in patria nel 48.
Danimarca non avrà mai autonomia culturale e non le importa di averla e condividere idee del
romanticismo tedesco.
Finlandia: non esiste perché dopo congresso di Vienna viene assimilata da impero russo staccandola da
regno di Svezia e rimane così fino a prima guerra mondiale.
Norvegia: era contesa fra Danimarca e Svezia.
Centri delle scuole nazionali sono accomunati dal fatto di non esistere ancora politicamente come nazione,
ma solo come popolo.
Boemia: fin dal 1526 aveva perso autonomia che ritrova solo dopo prima guerra mondiale. Boemia viveva
culturalmente come parte integrante dell’Austria, anche con orgoglio. Dopo 48 con primavera dei popoli
che fa emergere ovunque spirito nazionalista, anche in Boemia si comincia a pensare di recuperare
tradizioni tipicamente nazionali.
Spagna ha ruolo più importante nel 900 perché nell’800 vive le sue tradizioni senza grandi sconvolgimenti.
Musica ha ruolo nel momento in cui aspetti di fermenti nazionalistici confluiscono nelle composizioni
musicali, a partire da patrimonio popolare, che è elemento più ovvio e tipico da cui attingere. Sarà così per
Russia e Boemia e altri, ma non per l’Italia che non ha grande tradizione popolare perché repertorio
operistico era talmente diffuso da aver soppiantato persino repertorio popolare. Infatti anche canzone
popolare napoletana non ha niente di popolare perché è forma colta e aristocratica, scritta da poeti e
musicisti professionisti.
Altro aspetto importante è quello linguistico: opera era universalmente presentata nelle forme del teatro
d’opera italiano o francese ovunque in Germania, Russia, Spagna, Inghilterra. Manca riferimento nazionale
linguisticamente, compositori si concentrano su questo, come Weber col Feischutz, ma anche Glinka per la
Russia che porta inscena opere in russo e con contenuto che deriva da tradizione russa, o in ambito
strumentale recupero di elementi folkloristici, come musica spagnoleggiante dei francesi. In campo
musicale, aldilà dell’opera dove si concentrano elementi nazionalistici (uso della lingua e dei soggetti che si
ispirano a storie popolari), è molto relativa la concezione delle scuole nazionali.
Diffusione a metà 800 in mezza Europa dei nuovi conservatori come in Italia, nascono istituzioni laiche i
formazione musicale (quasi ovunque i conservatori erano stati portati da truppe francesi) a Copenaghen,
Praga, San Pietroburgo, Mosca. Dimostrazione di come scuole aumentano raggio di diffusione di cultura
italiana e tedesca che si voleva contrastare. Conservatorio di San Pietroburgo nasce nel 1861, quello di
Mosca nel 1866: vanno a insegnare italiani e tedeschi, uno dei primi allievi del conservatorio di San
Pietroburgo è Tchaikowsky e questo spiega perché egli usa stile compositivo ispirato a stile tedesco e
italiano. A differenza della scuola dei 5 che in conservatorio non ci va e da autodidatti studiano uno stile che
lascia spazio a contaminazione.
Fondatori di conservatorio di San Pietroburgo sono Anton Rubinstein pianista alla pari con Liszt, Talberg,
aveva imparato in Germania per poi tornare a San Pietroburgo e Cesare Ciardi flautista di Prato che dopo
aver vissuto in giro per l’Europa si stabilisce a San Pietroburgo. A Mosca fondatore e suo fratello Nicolaj.
Seconda metà 800 si creano nuovi teatri, scuole, orchestre, condizioni per la crescita di nuovi luoghi di
consumo e produzione musicale. Insieme a conservatori nascono inevitabilmente compositori dei singoli
luoghi, fortemente condizionati da formazione tedesca o italiana, ma provano a inserire nelle composizioni
elementi della propria cultura fino a costituire le scuole nazionali, soprattutto negli stati del nord Europa
dove manca identità nazionale (Norvegia, Danimarca, Boemia e Russia).

Scuola boema:
Boemia è parte di Impero asburgico quindi ci sono anche relazioni musicali fra Boemia e resto dell’impero.
Già dal 700 Boemia si distingue per grande tradizione di strumentisti ad arco che avevano fornito materia
prima per le orchestre di mezza Europa: sono citati da Beethoven in orchestra di Bonn quando da giovane
suona nell’orchestra di corte, sono asse portante di orchestra di Mannheim che era riferimento assoluto
per musica di fine 700 e sono anche a Vienna, Berlino, Parigi, in Italia. Sono strumentisti più ricercati del
tempo. Altro ruolo centrale è attività compositiva nell’800 dopo che nel 1808 a Praga nasce conservatorio
che viene fondato ma di fatto riesce a partire solo nel 1811 per guerre napoleoniche. Inizia a sfornare
compositori che occupano tutto il secolo quindi ci sono 3 generazioni di autori boemi con caratteristiche
molto diverse. Tre riferimenti: Smetana (1824-1884) per prima generazione, Dvorak (1841-1904) per fine
800 e Janacek (1854-1928) per primo 900.
Smetana: padre della tradizione, per primo cerca come Glinka in Russia linguaggio nazionale. Smetana
mette mano soprattutto nell’opera, nei primi anni cerca nella lirica di trovare elementi che accomunino
opere al linguaggio nazionale. Attività più nazionalista di Smetana è più evidente in ciclo di poemi sinfonici.
Alla fine contamina con elementi nazionali scrittura più tipicamente tedesca e all’avanguardia di Liszt e
Wagner facendo riferimento a forme di tradizione tedesca con contenuto folkloristico che rimanda alla
patria: Ma vlast, ciclo di 6 poemi sinfonici (fra cui la Moldava) scritti fra 74 e 79 perché nel 66 in Europa si
costruiscono teatri, sale da concerto, si fondano orchestre stabili. Prima del Musikverein di Vienna c’è
grande teatro nazionale di Praga con progetto del 66 e inizio costruzione nel 68 e direzione affidata a
Smetana, orchestra nazionale, quindi è necessario iniziare a scrivere musica per l’orchestra. Non è un caso
che Ma vlast sia dei primi anni 70 perché ha esigenza di fornire a sua orchestra nel suo teatro che è il teatro
nazionale di Boemia elementi che celebrino la patria.
Dvorak: formazione ispirata a tradizione tedesca, conosce Smetana perché suona anche nell’orchestra del
teatro sotto sua direzione poemi sinfonici. Usa infatti linguaggio tradizionale nella forma e nella scrittura,
arricchito di elementi folkloristici.
Tradizione boema continua fino a primo 900 con Janacek che usa linguaggio più ricercatamente
nazionalista, per la prima volta ci sono elementi ispirati a grande tradizione popolare con recupero della
scrittura modale, quindi non solo nei temi ma nella scrittura più in generale.

Dvorak: nasce a Praga in un paesino nei sobborghi nel 1841 in territorio austriaco. Origini umili, padre ha
una locanda, una macelleria. Inizia a prendere familiarità con la musica in famiglia. Padre semplice
locandiere suona la cetra popolare, simile al salterio, strumento diffusissimo in Boemia con cui ci si
accompagna le canzoni popolari. Antonin inizia a suonare il violino, poi la viola, e con disappunto della
famiglia decide di studiare professionalmente musica, si iscrive in conservatorio completando studi su
violino e viola. Viene assunto da orchestra del teatro nazionale che ancora non esiste, si sta costruendo in
quegli anni. Repertorio (nel 66) è lo stesso che si suona in Germania, a Dresda Lipsia Berlino, quindi
Wagner, Liszt, Mendelssohn. Giovane di 25 anni, conosce Brahms e Hanslick, protagonisti della vita
musicale di Vienna, grazie a loro riceve borsa di studio nazionale quindi va a Vienna per studiare in
conservatorio. Anche per gratitudine nei confronti di Brahms e Hanslick abbandona prime forme di
innamoramento per musiche di Wagner per avvicinarsi a corrente di musica assoluta sostenuta da Hanslick
partecipando a discussioni fra filo brahmsiani e filo bruckneriani?, stando dalla parte dei sostenitori di
Brahms e Hanslick. Grazie a borsa di studio può abbandonare ruolo di esecutore per dedicarsi alla
composizione. Composizioni vengono diffuse grazie a intervento di Brahms che ha ruolo fondamentale
nella sua vita e gli presenta editore Simrok (editore anche di Brahms) che inizia a pubblicare tutte le sue
composizioni. Nascono composizioni in cui usa elementi nazionali, per esempio danze slave che sono
dichiaratamente ispirate a danze ungheresi di Brahms, quindi anche danze ungheresi di Brahms sono
musica nazionale? Brahms non è ungherese, ma usa motivi ungheresi come elemento folkloristico.
Forma di contaminazione in cui armonia e forma sono quelle della tradizione, si inseriscono elementi
particolari (come Chopin a inizio secolo) in forme tradizionali.
Dopo periodo di formazione avvia periodo di composizioni e poi si trasferisce a Londra, dove compone
anche molta musica sacra ma soprattutto le sinfonie più importanti, 7 e 8 per la royal philharmonic sociey:
ruolo di strutture che hanno bisogno di nuove composizioni. Settima e ottava ricordano molto sinfonie di
Brahms, senza nessun elemento nazionalistico. Finora eccetto danze slave e alcune liriche da camera che
usano testi popolari, scrittura è tradizionale. 1892, su invito di Janet Talberg (aristocratica danarosa,
mecenate che decide di investire su nascita di conservatorio a New York) si trasferisce a New York.
Americani hanno soldi e sapendo di non avere una tradizione investe nel costruire una tradizione. Chiama i
migliori per conservatori e orchestre e teatri. Ultimo decennio dell’800 arriva Dvorak a dirigere
conservatorio, a dirigere orchestre Mahler e Toscanini, Caruso a cantare, Leoncavallo, Mascagni, quelli che
in Europa sono il meglio, creando tradizione che porta gli USA a diventare tra i più importanti nel panorama
musicale del primo 900. Permanenza di Dvorak a NY quasi 10 anni, mete radici, fa amicizia, assimila
tradizione locale, immagina di portare nelle composizioni temi tradizionali dei nativi americani (Sinfonia dal
nuovo mondo, quartetto americano). Torna a Praga nel 1901 come direttore del conservatorio fino a morte
nel 1904. Paradossalmente, malgrado la sua importanza come compositore, gira il mondo, riceve
onorificenze, è in ristrettezze economiche per operazioni finanziarie sbagliate e alla fine per fare qualche
soldo vendeva composizioni per poco. È uno dei compositori più importanti del panorama internazionale.
Catalogo di Dvorak è molto ampio e contiene tutte le composizioni di un tipico compositore tedesco o
italiano: opere liriche, musica da camera, sinfonie, concerti (violoncello, violino, pianoforte), musica sacra,
con titoli che eccetto per le opere liriche potrebbero sembrare di autori europei (stabat mater, messa, te
deum, oratorio, poemi sinfonici, danze slave, serenata per archi etc.). Opera lirica Rusalka pensata per
teatro nazionale pensato come tentativo di portare unità e tradizione nazionale. Rusalka è una ninfa dei
laghi e dei fiumi tipica della tradizione, scritta in lingua boema. Quindi opera è l’unica composizione
dichiaratamente nazionale.
Problema della numerazione delle sinfonie: Dvorak ne scrive 9. Tre numerazioni possibili. Es Nuovo Mondo
si trova come n. 5, n.8 o n.9. N. 5 è relativo all’edizione Simrok che ne pubblica solo 5, le ultime 5, quindi
per lui è la quinta. 5 sono le sinfonie che Dvorak pubblica in vita. Anche quando si prendono in
considerazione opere giovanili la prima sinfonia è scomparsa, anche Dvorak non lo sa perché è stata scritta
nel 65 e venduta. In relazione a questo Dvorak numera le sue sinfonie fino a 8, dimenticando la prima della
quale non si saprà più nulla fino al 1920, anno in cui un medico che si chiama Dvorak ma che non c’entra
con l’autore, camminando vede in un negozio di antiquariato una partitura col suo nome e quindi colto
dalla curiosità la acquista. Dato che era un medico se la dimentica, fino a 20 anni dopo, quando muore e i
suoi eredi la trovano e scoprono cosa fosse.
Sinfonie: si ispirano a tradizione di Brahms e Hanslick, era grato nei loro confronti che lo avevano aiutato e
sovvenzionato con borsa di studio. Dvorak è erede naturale di sinfonismo brahmsiano. Contesto di Praga
risente fortemente di tradizione classica, dai tempi di Mozart Praga è l’altra faccia della cultura viennese,
quindi c’è poca identità nazionale se non per il fluire melodico, mentre Brahms usa scrittura di tipo
elaborativo. In Dvorak prevalgono grandi melodie. Da punto di vista formale c’è molto rigore, quind si
colloca in tradizione classica viennese. Sinfonie hanno grande fortuna per vena melodica che rimanda a
tradizione italiana e mondo dell’opera. Quindi è sbagliato definire Dvorak come autore di una scuola
nazionale? In parte sì, in parte no, bisogna interpretarlo anche in funzione del repertorio. Così come
Wieniawski usava la mazurka, Dvorak usa la dunka, danza popolare. Elemento nazionale delle sue sinfonie
non è necessariamente boemo: lui coglie la forza dell’elemento folkloristico, infatti nelle sue composizioni
ci sono elementi russi, cechi, americani. Come Ravel musica spagnola.
Nuovo Mondo esempio eclatante dello stile. Struttura assolutamente classica in 4 movimenti: primo
movimenti in forma sonata preceduto da Adagio, secondo Largo cantabile, terzo recupera il termine
Scherzo come non si faceva più nemmeno in Austria, quarto Allegro con fuoco. Organico tipico
dell’orchestra tardo-romantica: organico classico a due più ottavino corno inglese tromboni basso tuba.
Scritta a NY. Motivi ispirati a nativi americani, però non sono temi popolari. Aveva ammesso in
conservatorio un amico afro americano gratuitamente e in cambio doveva cantargli canti del suo popolo.
Questi canti gli fanno intuire per esempio uso di scala pentafonica e altri elementi, dandogli un’idea di
come erano costruiti questi canti. Nelle sue composizioni usa melodie pentafoniche, armonie modali che
hanno vitalità ritmica e spirito delle melodie negre e degli indiani d’America si è sforzato di ricreare nella
sua sinfonia. Non ha usato nessuna di quelle melodie, quei temi non sono americani, ma li ha scritti
incorporando in essi le qualità della musica dei nativi, usandoli poi per comporre secondo le tecniche della
composizione occidentale. Fa lo stesso nel quartetto americano. Lo fa perché vuole lasciare esempio ad
allievi americani, vuole immaginare che da questo conservatorio nasca una via originale e nazionale per i
futuri compositori americani. Lui stesso immagina la fine di questo percorso perché sta insegando a scrivere
le sinfonie secondo stile di Brahms, scimmiottando temi popolari e questo resta infatti un esempio isolato,
infatti compositori americani prendono strade diverse e originali, come Gershwin.
Nel rapporto con Brahms, se Brahms usa variazione motivica come elemento fondamentale di costruzione
musicale, Dvorak preferisce grandi melodie assoggettandole a tutte le tecniche della composizione
occidentale. Elemento più tipico è quello ritmico che è molto personale.

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