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ORDINE MARTINISTA

RITUALE PER L’INIZIAZIONE


DELL’INIZIATO

con il programma di lavoro previsto per detto grado

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Ordine Martinista - Rituale per l’Iniziazione dell’Iniziato Incognito
ORDINE MARTINISTA

RITUALE PER L’INIZIAZIONE


DELL’INIZIATO

Con il programma di studio e di lavoro e le norme per i lavori collettivi di Gruppo

Affido a una copia del


presente Rituale per il grado d’Iniziato
(riproducendo nell’anno , quelli approvati
con decreto Nr. 01/69 del Sovrano Gran Maestro
Aldebaran)

Questi predisporrà, secondo saggezza, per la sua


conservazione e restituzione all’Ordine, in caso
di sua scomparsa.

COPIA n.

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Ordine Martinista - Rituale per l’Iniziazione dell’Iniziato Incognito
PROMULGAZIONE

Il presente Rituale di iniziazione per il grado d’Iniziato del Nostro Venerabile Ordine e suoi allegati,
elaborato dalla Commissione per la compilazione dei rituali (Aldebaran, Nebo, Altair) sostituisce ed
annulla ogni precedente Rituale, Quaderno, disposizione ecc. finora in uso nell’Ordine Martinista in
Italia e ovunque esistano martinisti alla Nostra obbedienza, sia per la iniziazione libera che per
quella da effettuarsi in gruppo. Il Decreto di promulgazione porta la data del 10 giugno 1969 di Era
Volgare e il numero 01/69.

Due copie del presente Rituale, munite della nostra firma e del sigillo ad impressione del Grande
Magistero, saranno depositate, una alla Gran Cancelleria dell’ordine, l’altra alla Gran Loggia
Amministrativa dove, chiunque, possa prenderne visione.

Il Sovrano Gran Maestro

Noi, Nebo S.I.I., Gran Maestro Aggiunto e Rappresentante del S.G.M. nella Gran Loggia
Amministrativa
ordiniamo
la immediata entrata in vigore del presente Rituale e allegate istruzioni.

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TRASMISSIONE DEL GRADO DI INIZIATO

Nota preliminare:
Se la trasmissione ha luogo in Loggia il Filosofo incognito, effettuata l’apertura dei lavori provvede
a spegnere le due luci della base del trilume e il cero dei Maestri passati e ciò dopo aver avvertito i
presenti della cerimonia che avrà luogo.
Poi fa introdurre l’aspirante dal Fratello Incognito.
Se la trasmissione ha luogo direttamente da Maestro ad allievo, l’Iniziatore, dopo aver provveduto
alla purificazione dell’ambiente, si attiene a quanto risulta dal presente Rituale.

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Se in Loggia apertura dei lavori.
Fuori Loggia, breve invocazione muta da parte dell’Iniziatore (IV).

L’Iniziatore, mascherato con la maschera BIANCA, siede all’Oriente del tavolo iniziatico.
L’aspirante è di fronte a lui a una distanza di circa due metri dal tavolo, di fianco al quale saranno
poste due sedie (o due scanni) una a destra, l’altra a sinistra del tavolo, la prima coperta di stoffa
nera, la seconda di stoffa bianca (vedi figura). Sul tavolo è il tappetino con i colori iniziatici, il
trilume, il cero dei Maestri Passati, il braciere col fuoco e la coppa con l’acqua e il Pentacolo
dell’Ordine.

Posizione dei Lumi:


Del trilume, posto al centro del tavolo sul tappetino dei colori iniziatici, è acceso il solo lume
posto al vertice, rivolto verso l’aspirante.
Il cero dei Maestri Passati è spento.
L’aspirante è seduto.

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L’Iniziatore procede alla VESTIZIONE dell’Associato postulante.

Vestizione
Iniziatore:
Fratello mio, se hai ben compreso la portata degli insegnamenti ricevuti, la tua ammissione al
primo grado del Nostro Venerabile Ordine deve aver fatto di te un Uomo di Desiderio, NUDO
di ogni tua passione profana. Io voglio supporlo. Dimmi dunque:
1. Qual’era il tuo stato d’animo prima della tua ammissione e quale è ora dopo i tuoi
studi.
2. Hai tu compreso il senso recondito dei nostri simboli?
3. Hai qualche dubbio su quanto hai inteso durante la tua ammissione, e qual’è?
4. Cos’è che nei tuoi studi ha particolarmente attratta la tua attenzione?
5. Ti senti in grado di affrontare seriamente, sulla linea delle regole fondamentali del
Nostro Venerabile Ordine, gli studi che ti attendono nel nuovo grado?
6. Qual’è il ramo delle scienze cosiddette occulte per il quale ti senti particolarmente
portato?
7. Quali aspirazioni hai tu come martinista?

L’Iniziatore, che ha dato eventuali delucidazioni ai dubbi dell’Associato postulante, prende appunti
sulle sue risposte e ne fa una sintesi dalla quale giudica se è sufficientemente VESTITO.
Dopo di che, se ritiene positivo il giudizio:

Iniziatore:
Poiché da NUDO com’eri, sei sufficientemente, anche se non completamente rivestito
di luce iniziatica, vedremo se sarà possibile farti sorgere in piedi.

L’Iniziatore accende il cero posto alla sua destra:

Iniziatore:
Questo cero si accende in memoria di Coloro che ci hanno preceduto, che ora non sono
più, ma sono sempre presenti tra noi…
L’Iniziatore accende una miccia (o un altro accendino) alla fiamma del trilume già accesa, e
partendo da questa accende le altre due fiamme passando prima a quelle di destra, poi a quella di
sinistra (Destra e Sinistra s’intendono rispetto al vertice acceso).

Iniziatore:
Queste son le luci che rappresentano la Triade generata dall’Unità.

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Cerimonia
Iniziatore:
Tu sei entrato nel Tempio desideroso di spogliarti di tutte le tue passioni, di tutte le
scorie che la vita profana porta con sé. Nella cerimonia di primo grado sei stato
spogliato, nudificato, posto NUDO – disciolto dalla forma del principio che incarna – di
fronte alla Luce affinché essa compenetrasse la tua nudità e la rivestisse. Ma perché ciò
si potesse verificare era necessario che tu avessi la forza di sacrificare le tue passioni –
com’era nel tuo desiderio – e di attendere umilmente, nel nuovo desiderio di
conoscenza, che la Luce venisse a te. Ora, con questo tuo sacrificio e questo tuo
desiderio, che promanavano dalla tua volontà, la tua NUDITA’ è stata parzialmente
rivestita. Ma sei sempre seduto, immobile di fronte alla Luce, attendendo che da lei
promani la forza della conoscenza che appaghi il tuo desiderio. Sei ancora materia
informe, incapace di alzarti in piedi, di “STAR RITTO” di fronte alla Luce. Questa,
fratello mio, è la enorme differenza fra l’attuale tua situazione di materia che riceve la
luce passivamente e non è neppure in grado di rifletterla, e quella che vuoi conquistare.
Vuoi tu alzarti per essere completamente investito in ogni tua più piccola parte, per
assorbirla ed esserne vivificato?

Associato postulante: …

Iniziatore:
Vuoi veramente alzarti di fronte alla Luce?

Associato postulante: …

Se le risposte sono positive l’Iniziatore dice:

Iniziatore:
Vuoi tu rinnovare la promessa d’uomo d’onore e non rivelare il nome del tuo iniziatore,
le cerimonie, i riti, gli statuti e regolamenti del Nostro Venerabile Ordine, obbedire ad
essi ed ai tuoi superiori, rispettare i fratelli e le sorelle, i loro ideali, i loro interessi, ed
aiutare possibilmente e disinteressatamente tutti i martinisti se veramente ne hanno
bisogno?

Associato postulante:
Rinnovo la promessa, sul mio onore di uomo onesto e nella mia qualità di martinista.

L’Iniziatore si alza in piedi (Se in Loggia è imitato da tutti i presenti). L’Associato postulante, però,
non si deve muovere dalla sedia dove si trova.
L’Iniziatore, partendo col piede destro gira oltre la sedia rivestita di nero e si porta davanti
all’aspirante coprendo con la sua persona le luci del trilume

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Operazione d’investitura
L’Iniziatore resta un attimo in meditazione. Poi, con la mano sinistra prende dal tavolo iniziatico la
coppa dell’acqua. Alza la coppa con ambo le mani e versa qualche goccia d’acqua sulla testa
dell’Associato postulante.

Iniziatore:
Con quest’acqua, sostanza indifferenziata della vita, io ti purifico affinché tu sia pronto
per appagare il tuo desiderio di rinascita.

L’Iniziatore depone la coppa dell’acqua (senza voltarsi e coprendo sempre le luci del trilume) e
prende il braciere del fuoco. Lo solleva con ambo le mani e fa cadere una parvenza di bragia sul
capo dell’Associato postulante laddove aveva lasciato cadere l’acqua.

Iniziatore:
E in esse acque io verso il seme che le feconda e le rende attive affinché il compimento
di questo mistero permetta a te di sorgere in piedi, di “STAR RITTO” di fronte alla
Luce, di ruotare nel suo flusso, di incamerarla e rifletterla.

L’Iniziatore depone il braciere e assume la posizione d’ordine (imitato da tutti i presenti se in


Loggia); in diagonale porta il braccio (con la mano nella posizione d’ordine) alla destra della sua
testa (omero in retta con la spalla, avambraccio ad angolo di novanta gradi) e pronuncia bene
scandita la PAROLA agitando la mano ad ogni sillaba.
L’Iniziatore alza il braccio, lo abbassa e pone le tre dita nel SEGNO sulla testa dell’Associato
postulante. Sta un attimo in meditazione (se in Loggia tutti i presenti si pongono in cerchio intorno
a lui e all’Associato postulante e formano la catena d’unione).

Iniziatore:
Nel nome del mio Iniziatore e sotto gli auspici del Filosofo ignoto Nostro Venerato
Maestro, Io… (nome iniziatico) … ti proclamo Iniziato incognito dell’Ordine
Martinista.

L’Iniziatore tace un attimo: si rizza alzando ambedue le braccia ad Y (se in Loggia tutti lasciano la
catena e puntano l’indice della mano destra verso l’Associato postulante), poi:

Iniziatore: …
Sorgi dunque e guarda la luce creata in attesa di muovere verso di essa.

L’Associato postulante si alza in piedi nella posizione d’ordine.

L’Iniziatore il quale – come si è ben specificato – per tutta la cerimonia ha coperto le luci del
trilume con la sua persona, si volta (se in Loggia tutti si pongono all’ordine) prende il trilume, lo
alza e lo depone nuovamente al suo posto effettuando il rovesciamento del triangolo (da negativo a
positivo, intendendo l’Oriente come l’Alto e l’Occidente come il Basso) - da a - in modo
che le tre luci, nel loro ruotare compongono l’esagramma di Salomone.

L’Iniziatore passa alla sinistra dell’Associato postulante, lo fa ruotare intorno a sé stesso in senso
orario, poi lo abbraccia. Passa intorno al tavolo partendo col piede SINISTRO completando il giro
iniziato quando ha lasciato l’Oriente, facendo attenzione di passare oltre lo scanno coperto di
bianco.
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(Il trilume sarà nella nuova posizione o cioè col vertice rivolto ad Oriente).

Dal suo posto all’Oriente:


Iniziatore:
O Venerati Maestri che avete superato i limiti e compiuto l’ultimo viaggio, vi
presentiamo e vi raccomandiamo… (Nome iniziatico del nuovo Iniziato) … Degnatevi
di prenderlo nella vostra custodia e di esser per lui guide invisibili e fedeli affinché,
sotto la vostra vigile protezione, egli possa giungere alla reintegrazione finale.

L’Iniziatore sta un attimo in meditazione.

Iniziatore:
Fratello (o Fratelli, se in Loggia) sedete.

L’Iniziatore si rivolge al neo Iniziato.

Simboli del Grado

Iniziatore:
Fratello mio ora tu sei un “filosofo unitario” e come già gli antichi iniziati puoi porti in
relazione spirituale con i sacerdoti di tutti i culti e coi seguaci di tutte le scuole
filosofiche. Abbi però sempre presente alla mente il simbolo fecondo delle luci che
insegna la diversità sempre condurre all’unità.
Come tutti i culti si basano sulla unità della religione, così tutti i sistemi filosofici si
armonizzano nell’unità della Scienza. Così pure tutti gli esseri umani non rappresentano
che le cellule dell’Umanità. L’Umanità è un essere reale che ha coscienza propria e
leggi vitali e mortali particolari, le quali reagiscono su ognuna delle cellule che la
compongono, così come ognuna delle cellule umane reagisce sull’umanità.
Il corpo umano è del pari formato di infinite cellule, ognuna delle quali è dotata di
individualità propria e di autonomia; oppure la personalità umana costituisce un insieme
indipendente da queste particelle. La prova di questo asserto si ha nel taglio di un arto
umano: in tal caso il numero delle cellule costituenti il corpo viene diminuito, ma la
personalità dell’amputato non perde un atomo della sua coscienza.
Nell’antichità, l’Umanità formata dal complesso degli uomini e delle donne, veniva
chiamata Adamo-Eva. La parola Adamo designava l’insieme degli uomini; Eva il
complesso muliebre. La storia di Adamo e di Eva è la storia dell’Umanità, storia che
venne indegnamente travisata da coloro che specularono su varie teologie a scopo di
dominio.
La conoscenza dell’Unità dell’Umanità ci porge la vera chiave della fraternità,
mostrandoci che il rialzamento individuale non può esistere se non insieme al
risorgimento della collettività.
Filosofo dell’Unità, medita profondamente sulle conseguenze che derivano da queste
poche idee. La caduta adamitica ti apparirà allora come una ben triste realtà, e il
risorgimento dell’uomo ti si mostrerà come il fine al quale deve tendere ogni vero
iniziato.
Le leggi morali sono le sole che conducono alla morte agognata, e la nazione più grande
è quella nella quale l’iniziatore ha ottenuto la realizzazione della massima moralità
anche se ad essa possano apparire contrarie le apparenze esteriori.
Lo scopo che si prefiggono tutte le iniziazioni è il risorgere della collettività mediante
l’abnegazione e, talvolta, anche mediante il sacrificio della propria individualità

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intellettuale. Questo e non altro è il nocciolo dei misteriosi insegnamenti delle società
iniziatiche.
Questo studio ti è dunque caldamente raccomandato. Ma stai attento a ben comprendere
e a non confondere quanto ti si è detto con quanto può apparire esteriormente:
attenzione al risorgere dell’uomo che è risorgere dell’Umanità, attenzione al suo
vero senso.

L’Iniziatore tace un attimo, poi:

Iniziatore:
Ed eccoti ora l’insegnamento sul simbolismo profondo delle due colonne che completa
quello già impartitoti sul ternario. Esso ci da la chiave delle opposizioni che esistono in
tutta la Natura.
Queste colonne (indica le sedie o scanni coperti della stoffa di diverso colore) di colore
differente sebbene di identica essenza che si trovano apparentemente opposta l’una
all’altra, sono armonizzate mediante l’unità di un termine intermedio, che è la tavola
iniziatica illuminata dal suo Ternario luminoso.
La sola iniziazione, stante la cognizione che esso dà delle leggi dell’equilibrio, è quella
che permette il rinvenimento del termine comune, che collega tutti quelli fra loro
opposti.
Il bene e il male, la vita e la morte, l’essenza e la sostanza, lo spirito e la materia, non
son altro che le due colonne. L’Iniziato deve saper ritrovare e scoprire il termine
mediano che dà la ragione d’essere di tali apparenti opposizioni.
Tutte le iniziazioni mostrano ai profani il simbolismo del Binario e dell’opposizione. È
proprio il Binario, che apparentemente sembra distruggere lo equilibrio, quello che
palesa le leggi poco note della Forza universale, che è sparsa ovunque e che è, nella sua
essenza, visibile dappertutto.
Sono queste leggi che, una volta in possesso dell’iniziato, gli danno possibilità infinite
sempre ché egli sappia usarne la forza che esse governano per il bene dell’Umanità.
Ma il simbolismo delle due colonne che or ora ti è stato succintamente spiegato ci porta
a quello del pentacolo del Nostro Venerabile Ordine il quale, dal piano del sensibile va a
quello dell’intelligibile. L’equilibrio delle forze, la legge dei contrari è qui rappresentata
dai due triangoli contrapposti che, fra l’altro, significano che l’uomo – come ci spiega la
Gnosi – è formato di spirito e di materia, ad “immagine” e “somiglianza” di Dio.
Questo simbolo, a noi giunto dalla più remota antichità è noto come il sigillo o
l’esagramma di Salomone, detto anche il “Temibile Shaddai”.
Talvolta, specie fra gli gnostici, portava al centro una lettera, la H (Eta) greca, iniziale
della parola Hestôs che vuol dire “Colui che sta in piedi, che è in piedi, è sempre stato
in piedi, e sempre lo sarà”; oppure l’altra lettera greca Ψ (psi) che, simbolicamente, ha
lo stesso significato. I latini, sostituendo alla Eta la Acca, simili per forma, intesero
significare la parola Homo che, secondo la tradizione ermetica (come apprendersi
studiando il simbolismo della Croce) sta al centro della croce stessa. Gli ebrei spesso
ponevano al centro dell’esagramma la (Schin), geroglifico del Fuoco, richiamandosi
al Roveto ardente dal quale il Dio degli ebrei Iavé ( ), l’Adam-Evé, si rivelò a
Mosè. I greci, infine, ponevano talvolta la lettera H (Eta) negli elenchi dei guerrieri
morti combattendo. In tal modo si voleva significare che il guerriero, attraverso la
“mors triumphalis” era salito nel cielo degli Eroi divenendo un immortale e perciò un
Hestôs.
Dice il Nostro Venerabile Maestro Luois Claude de Saint Martin che “tutte le verità
sono descritte nel cerchio, divise per natura in stiparti e le leggi geometriche ci
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forniscono delle prove abbastanza convincenti per permetterci di distinguere la nostra
origine da quella della materia per mostrarci la nostra superiorità su tutta la natura fisica
e le nostre relazioni dirette con il nostro principio e la durata immortale del nostro
essere, che ha attinto la vita nell’IMMORTALE stesso.
Perché il Cerchio naturale si fermato differentemente dal cerchio ordinario ed artificiale
dei geometri. Il Centro ha chiamato alla vita il ternario superiore e il ternario inferiore
che, entrando in mutua reazione tra di loro hanno manifestato la vita. È allora che
l’uomo, essere quaternario, possedendo le prerogative ed i privilegi dello stesso
quaternario, è apparso. Sarà possibile ritrovare questo quaternario nel Cerchio naturale
senza impiegare delle linee perdute e superflue. La Natura non perde nulla, ella
coordina tutte le parti delle sue opere, le une per le altre, mediante le altre. Così, in
questo cerchio da lei tracciato si vede che i due ternari, unendosi, determinano
l’emancipazione dell’uomo nell’universo ed il suo posto in questo universo come
aspetto del Centro divino. Si vede che la Luce non riceve la vita che per dei riflessi che
scaturiscono dalla opposizione che il Vero prova da parte del falso, la Luce da parte
delle tenebre, e che la vita di questa materia dipende sempre da due azioni. Si vede
egualmente che il quaternario dell’uomo abbraccia le sei regioni dell’universo e che
nelle regioni, collegate due a due, la potenza dell’uomo esercita un triplice effetto
quaternario in questo soggiorno di gloria.
Tuttavia l’uomo, prevaricando per istigazione degli spiriti colpevoli, si è allontanato da
questo Centro Divino in corrispondenza del quale era stato posto. Ma anche se
allontanatosi di sua stessa volontà, questo Centro divino è rimasto al suo posto perché
nessuna potenza può scuotere questo trono terribile: “Sedes tua in seculum seculi…”.

Finita la spiegazione l’iniziatore tegola il neo iniziato dopo avergli assegnato il nome mistico.

Tegolatura
Segno d’ordine : La mano alzata con l’anulare e il mignolo chiusi.
Batteria : 00 – 00 – 00 – 0
Riconoscimento : D. Conosci il cammino? R. Mi è stato indicato.
D. Per dove passa? R. Tra le due colonne.
D. Dove finisce? R. Al Centro della Croce.
D. Provalo. R. Fa il segno dell’ordine.
L’Iniziatore abbraccia il neofita, poi:

Iniziatore:
Ecce quam bonum etc. (In italiano: E’ molto dolce e gradevole per dei Fratelli trovarsi
insieme. Perché ciò è come l’olio prezioso che cosparso sulla testa di Aronne discende
sulla sua barba, e di la sul bordo del suo vestito (1). È come la rugiada del monte
Hermon quando discende sulla montagna di Sionne. Perché è là che l’Eterno invia la
sua benedizione e la vita per l’eternità).

L’Iniziatore sta un attimo in meditazione poi, se in Loggia procede alla prosecuzione o alla chiusura
dei lavori. Se in luogo isolato dirà alcune parole di commiato, quali gli sembreranno opportune e di
buon augurio per il neo Iniziato; lo abbraccerà e concluderà:

Iniziatore:
Alla gloria di… (Parola) … separiamoci. Le luci che noi materialmente spegniamo
(spegne le luci) sono sempre simbolicamente accese entro di noi. I nostri lavori non
debbono essere mai interrotti perché continua dev’essere la nostra ricerca della Verità,
anche nella nostra vita profana perché, in quanto noi di fronte alla Luce e in piedi,

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anch’essa è sempre fonte di realtà iniziatiche che la maggioranza non vede e non
SENTE ma che noi dobbiamo vedere e SENTIRE. Giuriamo di mantenere il segreto su
quanto è qui accaduto, e separiamoci in pace.
FINE
(1) “Quando si è posto in un vaso un profumo molto odoroso, si può ben vuotare il vaso sino in
fondo: esiste sempre un odore di questo profumo nel vaso anche quando il profumo non c’è più”
(Ippolito a proposito della gnosi basilidiana e del salmo CXXXIII). Il profumo è paragonato al
Pneuma che anche se Pneuma umano non perde mai le Virtù ch’Egli ha. Nell’uomo che agisce nella
comunità fraterna il Pneuma conserva l’odore del profumo portato dall’Alto (Dalla testa di Aronne
lungo la sua barba e sui suoi vestiti…).

PROGRAMMA DI STUDIO E DI LAVORO


PER L’ INIZIATO

Cultura generale:
Si suppone che l’Associato che chiede la trasmissione del grado di Iniziato abbia
sufficienti conoscenze dei più elementari principi di storia antica, geografia, matematica
e geometria, fisica, storia naturale e arti nonché una sufficiente preparazione filosofica.
È compito del Maestro di accertarsi del grado di cultura dell’aspirante prima di
ammetterlo al secondo grado dell’Ordine.
Sempre in relazione alla cultura del neo Iniziato si suggerisce (qualora già non ne abbia
sufficiente familiarità) lo studio delle seguenti materie:
Storia: Il Medioevo
Matematica e geometria; elementi di trigonometria – applicazione dell’algebra alla
geometria storica;
Fisica: Teoria atomica, teoria elettronica, correnti alternate e oscillanti, la frequenza nei
suoni, suoni, ultrasuoni, infrasuoni.
Meteorologia: Fenomeni metereologici, isoterme e isobare, strumenti di misura.
Storia naturale e chimica: Elementi di chimica organica, biologia, elementi di
genetica.
Arti: Poesia, metrica e prosodia, declamazione. Toni dello stesso.
Musica: Scala musicale, toni, semitoni, storia.
Filosofia: Approfondimento della propria conoscenza della materia.
Religioni: Il mazdeismo e le sue derivazioni.
Mitologia: L’Atlantide, gli Uomini Rossi.
Martinismo:
L’influenza gnostica nella dottrina di Martines de Pasqually.
Società segrete:
La Massoneria: analisi e degenerescenza – Gradi rossi con particolare riguardo al 18°
del Rito Scozzese – Il Rito di Misraim e il Rito di Memphis (generalità) – I Pitagorici.
Metafisica:
Teogonia, Cosmogonia, Androgonia, Psicologia. Iniziazione.
Lingue:
Le “rune” – Simbolismo dei 22 segni della scrittura – Ebraico. Loro valori ideografici e
numerici. Radici, ----, punti vocali.
Astrologia:
Esercizi per trarre un oroscopo generale.
Misteriosofia:
Settenario e duodenario – Le gerarchie angeliche – Via umida e via secca – Poteri regali
e poteri sacerdotali – Melkitsedeck – Tetragrammaton e Pentagrammaton – L’aritmetica
pitagorica – La legge delle precessioni in relazione ai cicli umani – Il Libro di Toth.

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Kabbalah:
I kabbalisti – Loro influenza nella misteriosofia e nello studio della genesi umana e
divina – I sistemi kabbalistici – Il Sepher Jetzirah – L’Adam-Kadmon ed i Sephirot.
Religione:
La leggenda di Zoroastro – La Gnosi – Gli apocalittici nell’ebraismo – Influenza del
mazdeismo sugli apocalittici ebrei e derivazione dei pre-gnostici e del Cristianesimo
apocalittico – Origene e la sua ideazione religiosa – Il Vangelo di Marco in confronto a
quello di S. Giovanni – L’Apocalisse secondo il misticismo cristiano e secondo il mito
solare – Le lettere degli Apostoli.
Aritmosofia:
L’aritmosofia nella Gnosi e nella Kabbalah.
Materie collaterali:
La realtà nella leggenda del Graal – Il ghibellinismo: Dante e i Fedeli d’amore – Le
teorie di Steiner e di Schré – Occultismo, Magia, teorie varie ecc.

BIBLIOGRAFIA SUGGERITA:
Cultura generale: Seguire le indicazioni del proprio Maestro.
Martinismo:
Nebo S.I.I.: “Appunti sulla reintegrazione di Martines de Pasqually” in “Conoscenza”,
A. 1968 Nr. 3,4,5,6.
L.C. de Saint Martin: “Le Ministere de l’Homme esprit” in “L’Initiation”, A.
1965/66/67.
Società segrete :
M. Allegri: “Introduzione al segreto massonico” a cura dell’Ordine Martinista, Venezia
1946.
S. Farina: “Il rituale del Rito Scozzese A.A.”, Piccinini, Roma 1946.
V. Soro: “Il gran libro della Natura”, Atanor, Todi 1921.
E. Schuré: “I grandi Iniziati” (Pitagora), Laterza, Bari.
Metafisica:
E. Schuré: “I grandi Iniziati”, citato.
R. Guenon: “Considerazioni sulla via iniziatica”, Bocca, Milano 1949.
J.C. Filloux: “L’inconscio”, Garzanti, Saper tutto nr. 53.
Lingue:
Una qualsiasi tavola comparativa dell’alfabeto latino con le rune (a richiesta presso il
Gran Maestro Aldebaran).
Aldebaran: “Appunti sui primi elementi della lingua ebraica” (da Papus, ridotto,
adattato e con aggiunte). In appendice l’Origine delle lettere dell’alfabeto di F.M.
Lavistre.
Misteriosofia:
(Saranno disposti quaderni succinti e precisi). Per Melkitsedeck, vedi Guenon: “Il Re
del Mondo”, Atanor 1952.
Kurt Selingman: “Lo specchio della Magia” (agli argomenti indicati), Casini, Milano
1951.
Kabbalah:
Kurt Selingman, citato.
Scholen: “La Kaballah”.
Religione:
Aldebaran: “Le cosmogonie degli gnostici” su “Conoscenza”.
E. Schuré: “L’evoluzione divina”, Laterza, Bari 1922.
Vangeli e atti degli apostoli vedi Edizioni Paoline.

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Aritmosofia:
M.E. Allegri: “Introduzione ecc.”, citato.
Materie collaterali:
J. Evola: “Il mistero del Graal e l’idea imperiale ghibellina”, Ceschina, Milano 1962.
E. Schuré: “L’evoluzione divina”, citato.
Spartacus: “L’uomo nell’angoscia del suo divenire ultraterreno”, Helios, Portici,
oppure presso l’autore.
I. Vecchiotti: “La filosofia indiana”, Ubaldini, roma.
K. Selingman, citato (generico e divulgativo per indicazioni).

N.B.: Eventuale altra bibliografia in relazione alle materie indicate e al loro svolgimento può esser
suggerita dal proprio iniziatore. La materia è molto vasta, la scelta dei testi non sempre facile e il
loro ritrovamento piuttosto laborioso.
Ogni fratello e sorella si attenga – anche, e come già detto – alle indicazioni del suo Maestro
ricordandosi, peraltro, che non si deve dirottare dalle dottrine martiniste.

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LAVORI COLLETTIVI DI GRUPPO PER TUTTI
con la partecipazione attiva dei FF. isolati dal II grado in sù

Ogni Gruppo martinista, salvo particolari disposizioni del Sovrano Gran Magistero (che saranno
impartite attraverso la Serenissima Gran Loggia Asmministrativa) o dei Grandi Maestri provinciali
(che le dirameranno direttamente) ha facoltà di stabilire il lavoro di Loggia accentrando sia
l’istruzione dei vari gradi sulla materia dottrinale e su quella complementare con conferenze,
dibattiti, illustrazione dei testi ecc.

Per quanto si riferisce a lavori che possono contribuire al rinsaldamento della Catena martinista, ed
ai quali debbono partecipare – in collegamento mentale, e attraverso il piano eggregorico
dell’Ordine – anche tutti i Fratelli e Sorelle isolati che abbiano conseguito il II grado martinista
(Iniziato). Il Sovrano Gran Magistero desidera che una tornata di Loggia ogni due mesi sia riservata
a particolari lavori ai quali parteciperanno tutti i Gruppi martinisti d’Italia e quelli eventualmente
costituiti all’Estero (e come già detto tutti i Fratelli e Sorelle isolati dal II grado in su, e quindi
esclusi gli Associati isolati) che, all’ora stabilita leggeranno il rituale di apertura e chiusura dei
lavori dedicandosi fra l’uno e l’altro allo studio dell’argomento fissato. In queste occasioni i
Filosofi Incogniti leggeranno, unitamente a tutti i presenti (ed i fratelli e sorelle isolati dal II grado
in su lo faranno per conto loro) il Salmo CXXXIII “Ecce quam bonum etc.”. Detto salmo dev’esser
letto subito dopo l’apertura dei lavori.
Alla chiusura dei lavori i presenti in Loggia effettueranno la triplice catena. I Fratelli e Sorelle
isolati la eseguiranno per conto loro sopperendo alla mancanza di contatto con il “contatto” del
pensiero attraverso l’Eggregore dell’Ordine.
Circa il tempo della tornata saranno tempestivamente comunicati le date, le ore e il tempo che, per
esempio, fissato in mezz’ora o un’ora, sarà rispettato alla lettera dai Fratelli e Sorelle isolati che
pronunceranno, tre minuti prima dello scadere del tempo la chiusura, effettuando la triplice catena
all’ora esatta dello scadimento fissato. I Filosofi Incogniti che volessero o dovessero continuare la
tornata, tre minuti prima dell’ora fissata eseguiranno la chiusura per esser in sincronia con i Fratelli
e Sorelle isolati, e tutti i presenti nelle Logge eseguiranno la triplice catena allo scadere preciso
dell’ora fissata. I Filosofi Incogniti potranno, poi, riprendere i lavori e continuarli fino al loro
esaurimento.
Le presenti norme vanno seguite alla lettera onde evitare che il collegamento con gli isolati vada
alterato o perduto e che altri eggregori possano catturare l’onda pensiero dei pochi sincroni.

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Ordine Martinista - Rituale per l’Iniziazione dell’Iniziato Incognito
COMMENTO AL RITUALE DI II GRADO

Moto dell’Iniziatore: E’ in senso antiorario perché il trilume è rovesciato.


Acqua e Fuoco: Si rifà al simbolismo delle due colonne:
Acqua ·.· + Fuoco .·. = esagramma dell’equilibrio dei contrari

Rovesciamento del trilume: Ripetizione, con le Luci, dell’operazione effettuata sul postulante
con l’acqua e col fuoco.

Importanza fondamentale del SALMO CXXXIII

Si è accennato nella Nota in calce a pagina 14 del presente Quaderno al significato (secondo gli
gnostici) attribuito alle parole del salmo 133 e tale accenno dovrebbe esser chiarificatore – come del
resto per altre cerimonie e indicazioni contenute nel rituale – dell’importanza che il II Grado
dell’Ordine attribuisce alla Gnosi.
Va però specificato – per coloro che avessero dei dubbi o che non avessero chiaramente compreso –
che il Salmo 133 è una preghiera completa e una constatazione effettiva che ha carattere rituale,
tradizionale, magico e teurgico, senza abbisognare di altri supporti che non siano quelli della triplice
catena. Qualsiasi altra preghiera guasterebbe. Non è nostra intenzione dare qui una spiegazione
completa del significato e del potere del Salmo 133. Ciò, semmai, può esser compito dei Maestri nei
loro doveri di istruzione. Ci pare però opportuno sottolineare che tale Salmo è sempre stato usato in
tutte le iniziazioni a carattere sacerdotale, reale, cavalleresco e degli Ordini religiosi cristiani ed
anche musulmani.
Così noi lo troviamo anche fra i Templari e gli altri ordini Militari, e fra gli gnostici,
particolarmente i basilidiani. I quali “E’ molto dolce e molto gradevole per dei Fratelli trovarci
insieme (nello stesso posto e uniti dall’amore)” lo interpretano giustamente come il ritrovarsi tutti
uniti nel santo Pneuma della Filialità divina; “E’ come l’olio prezioso cosparso sulla testa di Aronne
che discende sulla sua barba e di là sul bordo del suo vestito (è cioè che discende dall’alto verso il
basso; dal Maestro verso il più umile dei suoi allievi)” lo interpretano giustamente come “l’odore
dell’Alto portato dal Santo Pneuma qui in basso nelle regioni della materia senza forma dove noi
viviamo e di dove la Filialità divina ha preso l’aire per elevarsi come sulle ali dell’aquila e sul suo
dorso” (Duteronomio XXXII, 2).

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Ordine Martinista - Rituale per l’Iniziazione dell’Iniziato Incognito
BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE DELLE FONTI

 Rituali e quaderni 1893 di Papus


 Costituzioni 1922 Sacchi
 Costituzioni 1925 Allegri-Banti-Sacchi
 Rituali 1962 Ordine Martinista degli Eletti Cohen
 Costituzioni 1945 Allegri
 Apertura e chiusura dei lavori 1946 Allegri (Dal Teder e dal Sacchi)
 Rituali 1964 Ordine Martinista detto di Papus (Francia-P. Encausse)
 Statuti e Regolamenti 1964 Ordine Martinista (Artephius-Mahas-Nebo)
 “Arcana Arcanorum”, 1° Grado (87° Bedarride) del Rito Egiziano di Misraim detto “Scala
di Napoli” (Segreto).
 La Bibbia dei Settanta (Genesi XVIII, 228; Deteronomio V, 31; Det. XXXII, 2 ecc.)
 Ippolito “Elenchos” VI, 9
 Salmi
 Aldebaran: “Cosmogonie gnostiche” in “Conoscenza”
 Saint Martin: Frammenti
 “Il Libro dell’Iniziato” (Raccolta di Informazioni ecc.) e cura di Nebo S.I.I.. Centro “La
tradizione esoterica”, Perugia
 J.J. Vaudier: “La réligion egyptienne” Presse Universitaire de France Pris, 1949
 R. Guenon : “La Grande Triade”, Atanor, Roma 1951
 Cerimoniale dell’Ordine del Tempio di Gerusalemme (Biblioteca Nazionale di Parigi,
sezione manoscritti Mss. 10963)
 Retrais (Statuti gerarchici della Militia Templi), da “Les Templiers” di Georges Bordonove.

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INDICE

 Promulgazione Pg. 3

 Trasmissione del grado di Iniziato " 4

 Vestizione " 5

 Cerimonia " 6

 Operazione d’investitura " 7

 Simboli del grado " 8

 Tegolatura " 10

 Programma di studio e di lavoro " 11

 Bibliografia suggerita " 12

 Lavori collettivi di gruppo per tutti " 13

 Commento al Rituale di II Grado ed importanza del Salmo CXXXIII " 14

 Bibliografia essenziale delle fonti " 15

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