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DIALOGO DELLA NATURA E DI UN ISLANDESE

1) L’aspetto geo-etnografico è sicuramente influenzato dall’approdo di leopardi da un pessimo inizialmente storico, ad un pessimo
ontologico o cosmico, dove la natura viene inquadrata come una forza meccanicista, nemica e persecutrice. Infatti, non a caso
Leopardi ambienta questo racconto in Islanda, paesaggio che con il suo gelido clima e il perpetuo timore dell’uomo che prima o
poi si possa essere sovrastati dalla lava del vulcano, fa sì che sia proprio questo luogo l’ideale per rappresentare la natura maligna
e distruttrice. Anche lo stesso islandese, che rappresenta sia lo stesso autore sia un uomo che, distaccatosi dalla società, riesce a
vedere la realtà nelle sue forme più effettive, dimostra quale sia il netto cambiamento di Leopardi circa il concetto di natura.
2) Alcune azioni della Natura nei confronti del genere umano si riescono ad evincere all’intero del testo:
“in altri luoghi la serenità…dalla frequenza dei terremoti, dalla moltitudine dei vulcani, dal ribollimento sotterraneo.” “venti e
turbini smoderati regnano nelle parti e nelle stagioni tranquille dagli altri furori dall’aria”. Rigo 79-89.
3) Il malessere ontologico dell’uomo non viene solamente attribuita alla natura come forza maligna e meccanicista, bensì Leopardi
presenta anche alcune cause che derivano direttamente dallo stesso essere umano: la ricerca delle cose vane della vita, piaceri
incapaci di essere soddisfatti, e dei beni che non giovano a loro stessi, ma soprattutto, vi è il superamento dello stesso Foscolo da
parte di Leopardi, visto che ci vengono presentati delle guerre che non si limitano ad un confine terreno, e perciò tra gli stessi
uomini, ma leopardi amplia questo orizzonte coinvolgendo perfino l’intero cosmo e la natura, descrivendo quindi una regolare
guerra tra l’uomo e la natura.
4) Secondo Leopardi la vita dell’uomo si divide in due maxi blocchi: un terzo della vita è destinato alla tranquillità e pace dell’animo,
dove viene perfino sfiorata la perfezione, diversamente dalla vita restante che è un graduale declino fino a raggiungere la
vecchiaia, massimo espressione della condizione di miseria dell’uomo.
5) Leopardi propone l’esempio della “villa”, ovvero descrive come l’islandese venendo accolto in una dimora, viene completamente
trascurato dal proprietario, maltrattato dai figli di quest’ultimo ma soprattutto la stanza dove alloggia l’islandese viene descritta
come misera e incurata. Questo esempio viene proposto per evidenziare ancora di più secondo quali criteri agisca la natura dei
confronti dell’uomo, ovvero una natura che si disinteressa completamente dell’essere umano, una natura maligna, trascurante di
quale siano le necessità dell’essere uomo affinchè possa essere raggiunta la felicità.
6) Viene descritta la condizione malefica della natura. Figure retoriche: anafora (e), personificazione, poliptoto (ora ci), metonimia
(sangue per indicare i figli); asindeto (elenco senza utilizzo di congiunzioni): ora c’insidii…..ora ci laceri.
7) L’ironia, uno degli elementi principali delle operette morali si trova alla riga 170-173, attraverso la conclusione infelice
dell’islandese che viene sbranato dai leoni si coglie come la storia sia in realtà un ciclo di produzione e distruzione, la sofferenza è
quindi la legge stessa dell’universo
8) La Natura viene presentataci come una mamma disinteressata dei propri figli, una natura che segue le proprie leggi, una natura
meccanicista, che non garantisce più illusioni all’essere umano come avveniva precedentemente nel pessimismo cosmico, ma
segue il proprio flusso non occupandosi più di soddisfare l’uomo, abbandonandolo a sé stesso.
9) Islandese fugge dalla natura dopo essere fuggito per tutto il mondo; vengono descritte le principali cause del malessere ontologico
dell’essere umano; sostiene come separandosi dalla società, approda ad una realtà più solitaria, vivendo così senza alcun piacere;
non trova pace a causa delle continue tempeste della natura, ovvero la tranquillità derivata dalla solitudine viene continuamente
sovrasta dalla violente e brusca potenza della natura; viaggia in cerca del luogo perfetto per vivere; parla dell’essere umano e del
proprio insaziabile desiderio di provare piacere;
10) Il lessico afferisce ad un campo semantico che descrive l’infelicità dell’uomo, con ogni sua sofferenza da lui patita.
11) Coordinazione

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