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GRANDEZZE ACUSTICHE


 L’INTENSITA’ è la grandezza fisica che consente di differenziare un
suono forte da uno debole.
 Essa è definita come la quantità di energia che attraversa in un’ unità di
tempo l’unità di superficie disposta perpendicolarmente alla direzione di
propagazione del suono, perciò è uguale al rapporto tra la potenza d’onda
( energia per unità di tempo) e l’area che l’onda percorre.
 L’unità di misura nel S.I. è il Watt su metro quadrato.
 L’intensità dipende dall’ampiezza dell’onda: più questa ha un’ampiezza
maggiore, maggiore sarà l’intensità poiché maggiore è l’energia
trasportata.

 Il TIMBRO è la caratteristica che consente di distinguere il suono di uno
strumento da quello di un altro quando essi producono la stessa nota, in
generale è definito come la proprietà che differenzia suoni generati da
sorgenti diverse con stessa altezza ed intensità.
 La diversità del timbro dipende da:
a) Forma e dimensione dello strumento
b) Materiale con cui è fatto lo strumento ( metallo, legno, plastica,
vetro etc.)
c) Modo in cui viene prodotto il suono ( per esempio il timbro di una
corda che viene pizzicata è diverso dal timbro di una corda che
viene sfregata o percossa)
 Due suoni di timbro diverso si riconoscono dalla rappresentazione
grafica del loro profilo poichè i punti del mezzo di perturbazione
oscillano secondo due leggi orarie differenti.
Il sistema di note che si usa in Occidente, detto temperato, è stato inventato nel
primo '700. Secondo tale sistema l'ottava, cioè l' intervallo tra due suoni la cui
lunghezza d'onda è l'una il doppio dell' altra, è diviso in dodici semitoni, cioè
ulteriori intervalli, tutti di pari valore. La variazione di x semitoni a partire da
una nota di frequenza f produce una seconda nota di frequenza f1 secondo tale
legge f 1= f×2 (x/12) . Infatti una variazione di una ottava è visibile come una
variazione di dodici semitoni e la frequenza raddoppia, per una variazione di
due ottave la frequenza quadruplica etc. Dunque dal punto di vista fisico una
variazione di una ottava tra due note molto basse produce una variazione di
frequenza e quindi di lunghezza d'onda molto grande in termini assoluti, all'
opposto dello stesso intervallo tra due note molto alte. Infatti il rapporto tra
lunghezze d'onda e tonalità non è costante, ma è una proporzionalità
logaritmica.

Organologia
Gli strumenti si dividono in aerofoni, cordofoni, percussioni, a seconda di
come lo strumento emette il suono, cioè attraverso il movimento di aria all'
interno dello strumento, tramite corde pizzicate, sfregate e percosse, o infine
attraverso la percussione di una parte dello strumento

Membranofoni e percussioni1
Gli strumenti che emettono suoni per vibrazione di una membrana o di una
lamina o di un regolo possono essere o meno in grado di produrre un suono di
altezza determinabile. I piatti e la grancassa sono esempi di strumenti che
emettono suoni ad altezza non determinabile. Il diapason, i regoli di vetro,
producono suoni quasi puri. Il mezzo della vibrazione può essere tutto lo
strumento come mel caso delle campane e dei piatti, esempi di lamine di
metallo, o nel caso dello xilofono composto di regoli, o solo una parte dello
strumento, come nei tamburi, nei timpani e nelle grancasse questi esempi
appartengono alla classe (?) Dei membranofoni . Tuttavia il suono può non
essere determinabile, ma nel caso in cui lo sia ciò che fa variare il suono è la
grandezza dello strumento, +grande +basso il suono, lo spessore allo stesso
modo, la tensione in senso opposto.
(?) La vibrazione della membrana si può vedere come lo sviluppo
bidimensionale delle vibrazioni di una corda.
Riguardo ale armoniche, alcuni strumenti a percussione possono produrre un
suono pressoché puro (onda sinusoidale) come nel caso del diapason a rebbi,
fino alle onde molto più caotiche della grancassa. Comunque in genere nei
membranofoni le varie onde tendono a formare un punto nodale nel centro
della membrana ( o dello strumento 3D?) Mentre gli strumenti ricavati da
lamine producono un nodo nel punto in cui si pone in genere il sostegno. I
regoli dello xilofono invece formano nodi nei Punti in cui sono fissati alla
base.
Per i regoli le tre dimensioni sono l' unico fattore che può modificare il suono
di regoli dello stesso materiale.
Per le lamine ciò che differenzia il suono a parità di materiale è la grandezza,
lo spessore e la lunghezza: due strumenti con la stessa forma ma con le misure
l' una il doppio dell'altra fanno suoni uno più acuto dell' altro.(del doppio?)
Invece, pensando alle campane tubolari la lunghezza a parità di diametro
determina il suono alto o grave (corto=acuto?)

Il violino è un cordofono a quattro corde che possono essere suonate per


sfregamento con l'archetto, o pizzicate con le mani. Ciò determina l' altezza del
suono è una qualche relazione tra tensione e densità lineare. Il violinista può
alterare il suono girando le chiavi e aumentando così la tensione, o esercitando
pressione su un particolare punto della corda per diminuire la parte vibrante
della corda. Lunghezza minore significa lunghezza d'onda minore, e quindi
frequenza più alta, quindi tonalità più acuta. Inoltre poiché la sovrapposizione
di armoniche inficia sul timbro, tenuto conto del fatto che le armoniche dispari
conferiscono asprezza al suono, e che le suddette armoniche hanno tutte un
nodo alla metà della lunghezza della corda vibrante, il violinista sfregando le
corde in tale punto impediscono la formazione delle armoniche dispari
producendo solo quelle pari che lo strumento è in grado di generare. La
posizione "solita" dell' archetto, mi sembra, è scelta per impedire la formazione
della 7ma e 9na armonica, ma come effetto collaterale anche l' 8va è petduta
perché il punto nodale da escludere dalla vibrazione per impedire la
formazione della 7ma e 9na corda è molto vicino ad un punto nodale dell' 8va