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Gyrirgy Luka,cs

DIARIO
(1e10-1e11)

vADELPHI
Vi sono certi periodi, in una vita, nei quali tutte
le tensioni latenti sembrano addensarsi e si pre-
figurano già quelle che segneranno il tempo a
venire: tale fu per Lukics il periodo tra I'aprile
1910 e il dicembre 1911, quando il giovane sag-
gista ungherese stava preparando 1'edizione te-
desca di quello che sarebbe rimasto il suo libro
più felice: L'anima e le forme.I saggi che com-
pongono quel libro raccontavano in cifra la sto-
ria sottile e tormentosa del suo amore per Irma
Seidler. E tutto il libro era un frammento del
lungo dialogo con l'amico Leo Popper. Alla fi-
ne di quei mesi esacerbati, Irma si uccide e Leo
muore di tubercolosi. Poco tempo prima di que-
sti fatti, Lukàcs annota nel suo diario: "Se guar-
do al futuro, ai cinquant'anni che seguiranno,
vedo davanti a me un grande deserto grigio". In
un ampio saggio che accompagna questo dia-
rio - forse il più significativo tra gli inediti lukac-
siani recentemente apparsi - Massirno Cacciari
ha disegnato quella "rnetafisica della gioventù"
che clà tono e intensità a questo testo e lo awici-
na, per la sua dolente crwdezza, al clima di Wei-
ninger o di Michelstaedter. Ma questa è per lui
anche I'occasione per riscoprire la vivissima Bu-
clapest di quegli anni e per leggere in modo non
più "impressionistico" tutti gli scritti di quel gio-
vane Lukàcs in cui si rivelava un grande saggista
che avrebbe poi passato buona parte della sua
vita a punirsi.

A cura di Gabriella Caramore.


Con un saggio di, Massi,mo Cacciari.

rsBN 88-459-0533-0

L. 16.000
€ 9,26 " llujljtilltliililltl|]|]ill
9 il788845"905339
Gyiirgy Lukdcs

DIARIO
(rel0-lell)

A cura d,i Gabrielln Caramore


Con un saggio d,i hlassimo Cacciari

v
ADELPHI EDIZIONI
1t1oLO ORIOINALE INDICE
Napló-Tagebúch
(t910-19111

DTARTO (19t0-l9l l) I
M e t aîisica de lla gi oa entir.
di Massimo Cacciari 09
Note t3b

Púma ed.izione: a|ite 1983


Seconda dízione: olloble 2001

CopFight by Ferenc Jinossy


représentant les héritiers de I'auteur décédé, l98l
Editìon originale: Akadémìai Kiadó Budapest
O 1983 ADELPHT EDrzroNr s.p.A. MTLANo
rsBN 88-459-0533-0
DIARIO
( l9l0-l9l r )
o tuon óm6, le soír est tliste sur hier
o mon óme, le soír est morne sur deínin,
o rnon óme, le soir est gtdve sut toi ùémell

25 aprile, sera... Mz era forse giusto in Mar-


git Szelpdl delineare la psicologia di Endre, sen-
za la quale B. Balózs non awebbe potuto descri-
verne Ia fisiologia? Foîse non era essenziale, come
notr lo è ora - ma tuttavia non avrebbe Dotuto
fare altrimenti.2
- Strano, e per questo eccitante, iniziare rrrr
diario (influisce perfino su di me, sul mio stato
attuale). Ci sono delle domande - anche queste
suggestioni della forma -: chi rimarrà. delle per-
sone di un tempo?.Quali saranno i nuovi nomi
cne rremplranno col mro sangue tutta questa car-
ta bianca? (Infatti, il primo quaderno ha conser-

l. Que$ti lersi compaiono nella seconda di copertina deÌ


quaderno contenente il manoscritto del diario di Gyòrgy
Lukecsr trovato nel lg75 a Heidelberg, in una valigia, do-
ve Lukacs lo aveva lasciato oel Ì917, Il diario norta an-
che, in copertina, I'indicazione r tI '. da cui si ded,,<e.
come risulta andre da allusioni contenute nel testo, che
doveva esistere anche un diario precedente. Questo recon.
(lo quadelno. steso negli sposiamenti di Lukócs tra Berli-
no, Weimar e Firenze, copre il periodo dal 25 aprile l9l0
al 16 dicembre l9l l.
2. Questo frammento iniziale, di non driaro contenuto,
costituisce probabilmente la parte conclusiva di una rifles-
sione di LrikAcs sull'opera dì Béla Balàzs, Szétptíl Maîg;t
Dohtornd, di cui peraitro si era già occupato iri un saggio
dcl l90g J?gr.etch Szélpdl [. Norc su Srlip!íl
,Ualgil Dubblicato poi nel^letgitîól
volume Bakízt Béla ls nkíh-
nehnei 'l 'hell Balàis Béla e coloro a cui ron piacc '|.
[.
Gyoma, I918.
u
vato appena le tracce di cir\ che esisteva prima cli di Simurel, privo di 'tenuta'.4 Questo forse ha
esso). guastato tutto il rapporto. (Almeno questa è ora
Questo, celto, è puro infantilismo: so che cosa la mia impressione. DeI resto, non è un male
ci sara: nulla. Tutto è durato solo un istante. eccessivo.) Dunque: il quieto ritmo di un tempo
Solo il quaderno vuoto forse mi ha eccitato. Co- e l'antica apatia. Prima o poi qualcosa succederà.
me sarebbe bello che in esso non ci fosse nulla: Lettera di Leo.5 Sì - quando qualcuno sta ma-
o che io morissì; quanta poca energia sareì ora le, allora ogni apatia diventa frivola. Per poco
,in grado di opporre ad una malattia; forse nessu- non ho lasciato che tutto crollasse - e anche lui
na: mi addormenterei, o forse essa potrebbe ride- ha provato tutto ciò che ho provato io, e ha
stare in me Ie antiche forze. Certo ine ho parlato voluto mantenere turto come prima. È possibile;
a lungo con Barrrngarten):r ora tut.ti e duà atten cuando ci incontreremo io sarò ormai interior-
djamo il miracoìo. Ma io sapevo rrn tempo invo- mente deì tutto mutato, e allora d'un tratto tutto
care miracoli - o forse: vederli? Ora no. e Der questo non sara piir attuale. Quanto profonda-
questo non ne accade nessuno e non rre acrahrà mente e giusamente egìi mi vede: la vicenda di
nessuno; solo un lento deteriorarsi, una lenta ro- Irma;ó quanto lei mi è utile; che io non posso
vina. So endeth every song that each man sings. abbandonarla. - N{a I'ho mai abbandonata? Non
comincia forse con lei - anche se a Dartire da ulì
27 aprile Leggera schiarita. Adesso alrneno altro stato d animo e da rrrr'aìtra prospettiva ri.
sono teso al lavoro. Però - mi sembra - un an- spetto a quel che pensa Leo - non comincia forse
naspare. NIa questo forse non è un guaio. Se tra- con lei anche questo quaderno? E che cosa signi-
lascio il fatto che, in ogni caso, qualcosa deve fica che io qui (e a Pest) abbia pensato; è finita?
accadere entro la primavera o I'autunno del pros- In ogni caso, a lei devo dedicare 1'edizione tede-
simo anno (problemi esteriori, di carriera), allo- sca dei rniei saggi.T
ra non è un guaio. Ciò che ora voglio portare a
termine prima o poi mi servira. Che ora io lcr 4. Georg Simmei (1858-1918) seguì, professore a BerÌiro,
porti a termine in fuetta - chi dice che è neces- i'p,rimi pas:i di LÌrkdcs. Ne favori, poi, l'inserinrenLo a
sario? Certo: questo significa Pest. Perché lì pos- Heidelberg,'alla rcrlola'dei \VebeÌ, dei Rickert. dei Lu"k.
so prendere I'abilitazione con il libro sul dram- 5. Leo llopper (1886-19ll), filosofo dell'arte, ebbe con Ltr-
ma, mentre qui ci vorrebbe dell'altro. Nla, infine, kócs un intenso sodalizio intellettuale, documentato da
un fitto scambio di corrispondenza negli anni 1910'll.
neppure questo può essere un problema decisivo. 6. Irrna Seidler (1882-l9ll). Pittrice, partecipa all'espelien-
I pericoli che compotta sono maggiori del van- za della comuue artistica di Nagybdnya, Incontra Lukiícs
taggio. Già sono stato impaziente e, nei confronti per la prima volta il l8 dicembre 1907. Dal 28 maggio al-
I'll giugno 1908 compie, con Luk{cs e I-eo Popper, un
viaggio in Ìtalia. Sposa il pittore Kàroly Réthy, Il l8 ft]ag-
3. Ferec (Frarrz Ferdinand) Balrngarren (1R80.19271. filn- gio l9l I ntuore suicida.
sofo dell arte e (riri(o teaîrale unph,lcst. 7- Il riferimento, qui come in seguito, è al volrrrne Z'rrni
t2 l3
- Avrei bisogno di pazienza e umilta per il con I'intensità con cui dovrei - e non mi sento
mio ìavoro. E proprio pazienza e umilta. ora non male. N{a in un certo senso il mio stato d'animo
posseggo. Vorrei vedere qualcosa (qualcosa da è cosi poco attivo, così infinitamente indiffereu-
toccare con mano, un'risultato'), mentre, € pro- [e, da non potersi neppure descriver.e. Tutto ò
prio se tutto andrà. bene, dovrò aspe[tare anni. indifterente. Vorrei seiripre dormire.
Saper aspettare: proprio questo ola mi manca.
sera ltma, 'La donna'- sento che ormai è i maggío Il caso Szilasie rne lo sono proprio
sparita: non ne ho bisogno, non ha nessun effet- meriato. Non del tutto per come appare: < chi
to su di me, non mi piace. Ma una cosa è rima- va a letto coi cani.., >, dice Edith;ro ma in ul
sta: lo donna, colei che redime, che soccorre, la serrso piir prolondo.
Qui si tlatta - mi sembr.a -
compagna, I'altra meta, colei che mi è destinata. della soprawal utazione degli esseri umani, che è
(Soltanto, non credo che valga l'inverso). C'è quanto di piir frivolo si possa irnmaginare nella
una cosai penso solo a lei; solo lei potrebbe aiu- mla consueta tecnica di vita (proprio come il mio
tarmi - o almeno, a lei potrei confidare ogni co- 'rispetto' e il mio 'non-interventó, sono la massi-
sa, e anche questo sarebbe un aiuto. Altro non ma. brutalita e provocano iI massimo dolore).
c'è. Tutto va male. Non desidero nessuno, e nes- Infatti, chi può essere sopravvalutato, e chi può
suno mi notrebbe aiutare. Lei sì. La bella donna :oprawalutare? È eià un Droblema se sia lecito
della mii mente.s failo in generaÌe. iN.l s.iro della morale deile
relazioni umane). Non si dovrebbe esaminare
28 apúIe Una qualche ombra di spelanza. con preoccupata sollecitudine ogni .comprensio-
Comincia l"era glaciale'. Io sono morto - ma for- ne', per vedere se di comprensione davvero si
se ci saranno le opere. Così sembra almeno. - Io tratta, e ogni 'amore,, per vedere se è dawero
sono lnolto: ma non è ouesto il male. - l,a cosa amore? N,fa non è solo questo: non è lecito essere
più strana è che io sonò morto, ma lei vive in amati da chi non meriia di amarci. In altre pa-
me; nella misura in cui qualcosa può vivere in role: soìtanto pochi possono essere sopravvaluta-
me. Silenziosamente. Senza desiderio. Senza dolo- tl. h pol, questo possono permettelselo solo i piir
te. Senza rabbia. Ma lei. Solo lei. gtandi, q.retli chè poson'o butrar via mille càse,
perché nou hanno il tempo di servirsene, e la-
J0 apîile Tuttavia potrebbero capitarmi guai scrano che se ne setvano gli altri. E fua questi
grossi. Lavoro - anche se non quanto dowei, non grandi e gli 'altri' c'è una rale distanza, che è
addirittura ridicolo quando questi ultimi raccat-
ma e le lorme, pubblicato la prirna volra in ungherese tano qualcosa. lo non ho una tale ricchezza, e la
(A léleh és a fotmdh, Franklin. Budapesr, l9l0) e la secon-
da in tedesco (Die Seele und die Formen, Fleischel er Co.,
Berliri, l9ll). 9. Vilmos Szilasi (1889-1966), filosofo.
8. In italiano nel re$to. 10. Edith Hajós, prima moglie di Béla llaliizs.
t4 l5
adr2 'lavoro'. Il mio pessimismo è scandalosa-
irivolezza consiste nel fatto che comunico agìi
altri le cose che sono importanti anche per rne - mente frivolo; ora lo percepisco: il gioco del sot-
e le comunico a quelìi che molto abilmente rne trarsi si fa tragico; il fissare limiti deriva daìla
le rubano. Il proÈlema non sta nel fatto in sé, pigrizia; dire che non posso piìr andare avanti -
potuto accadere questo - e che mi
cioè che mi sia -in solo per poter andare a dormire, e per di pitr
qtralsiasi momelrto. Prodigare r ispettando me stesso per la mia sincera e pro-
rrossa accadere
! signorilità; falsi àerubare e ingannare è dab- fonda autoconoscenza. Nol Tra un anno soltanto
sarà, lecito vedere se ci sarà qualcosa o no. Fino
benaggine.
ad allora, riflettere ancora su simili questioni sarà
3 rnageio Questa notte lto sentito di nrtovo: frivolezza. - E bisogna lavorarel
Irma è'ià vita.- Mi è affiorato il ricordo di una Certo, è possibile: sono così perché è maggio:
gita all'isola l\largherita; cose sciocche: giochi; il mio rnese peggiore (come è stato terribile due
Indovinare a che cosa assomiglia una persona (e anni fa), e allora tutto si risoìverà in maniera
ho pensato con quanto garbo mi ha rafligurato semplice e prosaica e tutto tornera a posto.
lei:- un orologio Biedermeier - e a quanto sluPl- J?ra Quanto ogni ricordo (e dunque ogni
damente I'ho raffigurata io), e mi è venuto ln esperienza) si separa da quella 'realtà' che I'ha
mente che questa èitata la prima e l'ultima volta causato, indotto. Non so perché, mi sono venute
della mia vita (ad eccezione dell'Ausee): e quan- in mente le ragazze Wiesenthal.r3 E mi è venuto
to era tutto'serio'con Hildar' - la cui'serietà' in mente che erano a Vienna, quando passammo
non ho mai aPPrezzato. E finché non si arriva a con papa in marzo, E io non ci sono voluto an-
dare. Non ho osato andarci perché la prima voita
far sì che il contatto sia tutto, e tutto sia allo stes-
so modo contatto, nulla esiste. Non è nulla l"aîfi-
le avevo viste con Irma. Stranamente, in quel
rrità spirituale', e non è nulla'esscre innamoratl"
periodo Irma stava disegnando delle coppie di
l.elemento fecondattte, liberatorio, consiste nel- nudi danzanti. A Ravenna mi aveva detto: ora
so perché in primavera disegnavo coppie danzan-
I'essere insieme; e allora tutto il resto risulta in-
differente - in modo diverso e misterioso - tutto ti... La mia vita, I'unica danza della mia vita,
acuuista jl stto giusto valore: tutto sarà serio e
I'unica occasione in cui avrei potuto danzare, la
grande possibilita della mia vita, mancata per
srive e darà istioi frutti. Invano! C'è solo lei -
tragica necessità: questo rappresentavano le ra-
inche se ora non l'amo piir, anche se ora non ho
gazze Wiesenthal.
rriir bist.rgno di lei, anc6e se non voglio piu che
iei ritorù. Non importa. Il ricordo di ttn incon- E poi non le avevo piir viste. Solo i disegni.
tro con lei vale piìi di tutta una vita Passata con
chiunque altro.
12. Così nel testo.
13. La ballerina Grete Wies€nthal e le sue sorelle.
I L Hilda Bauer. sorella di Béla Balàzs.
r7
l{i
Solo il ricordo di come questi disegni avevano proverei potrebbe essere in qualche rnodo utiliz-
- Ora vita
oreso dentro di me a Ravenna... zato per aumentare la mia capacità di lavoro. Te-
le ho vist€. Una di loro è una gtande arti- mo di no. E con ciò verrebbe Dronultciato urì
sta, un'altra è una gradevole ballerina, l'altra non giudizio definitivo. - Soltanto uìa cosa non ca-
vale molto. Non fa tutto lo stesso? Anche allora pisco: perché qui non ho avuto altri Baumgarten
avrei potuto vederle. - Ogni persona vale per e Leo? P€rché non mi è dispiaciuto che se ne
tutte le volte che la si incontra. siano andati? Anzi - nel profondo - ne ero con-
nottu q\anto poco mi basta! Un pensiero tento. E poi non sono loro che rni mancano.
(forse solo un'intuizione capace di colpirmi) e Nessuno ài determinato, Qualcosa. Il calore. -
tutto è a posto - fino a domani, Questo è il ma- Forse sono così cinico che chiunque potrebbe
le: voglio continuamente avere percezione della rappresentarlo per me. I\'fa rni rnanca qualcosa
mia forza (perché non ho una consapevolezza si- per far sì che questo chiunque si concletizzi: per
cura e autentica della mia forza - forse perché iar sl che dove'io vivo e coir chi non sia indiife.
non ho vera forza: chissa?), e così non può an- rente soltanto in senso metafisico, ma anche nel-
dare. Petché bisogna anche lavorare: fare e stu- la realtà. Ma così come stanno ora le cose: il
diare - non solo avere delle intuizioni. Così è senso metafisico, io sono assolutamente infedele,
possibile che domani mi accorga che il pensieto senza patria, €cc.; ma nella realta sono fedele e
di oggi non valeva nulla, di modo che tutto sarà attaccato alla terra. Eppure - poiché nelle sue
come prima. Tuttavia è posibile che la crosta di estrerne relazioni l'uorno si estrinseca con I'essen-
ghiaccio cominci a sciogliersi, e si possa di nuovo za metafisica del suo essere (molto calzante
affiorare. l'espressione: ens realissimum,; - turti ormai si
comportano con me come se io fossi un infedele;
11 maggio Credo che la causa della débàcle mentre (nella reald) sono come un innamorato
stia in questo: non come 'studioso' sono piir de- devoto e sfortunato. * Nei confronti di Irma tut-
bole di quanto pensassi - anche se questo è Pos- to si è svolto semple in questo modo irr marriera
sibile, anzi probabile; ma piuttosto come uomo. evidentissima.
Ho bisogno di qualcosa. Ho bisogno di uomini, notte 'Tutto in ordine'. - Lampeggia. Tern-
anzi di calore. II mio 'calore' è qualcosa che si porale in arrivo. Che ottima scienza è la fisiolo-
scioglie con tale difficoltà che è impossibile acce- gial Risolve sempre turro: maggio è sempre staro
dervi (con quanta facilità. invece parlo, e con rl mlo mese peggiore; il caldo non mi è rnai sta-
quanta superficialità. entro in rapporti intimi con to propizio; ultimamente divento molto nervoso
chiunque). E mi manca. Non è vero ciò che vado prima di un temporale, mi fa male alla testa,
dicendo da anni, che non ho bisogno di nessuno, ecc. - Il temporale è scoppiato: rrrrto bene; la
che posso vivere ovunque. Non lo credo. Il pro- pioggia lava via ogni riflessione. l utto questo
blema sta qui: nel vedere se il disagio che ne sarebbe rnolto bello se la fisiolosia non offrisse

l8 l9
urìa interpretazione molto limitata. Ricordo; stessa, la vita piena. Anche se quegli stati d'ani-
lgnotusr'ha detto recentemertte che nel tnio sag mo che riempiono 'tutta la vita' sono solo 'mo-
gIo su Novalis notr si parla della sua tubercolosi' menti'.
Non eli ho voluto rispondere che non ha imPor' Anche qui naturalmente c'è la stessa tremenda
-
t"rrru] I,-r uIt ritratto sim bolico non ci sono ra- ambiguita (che sussiste in ogni temperamento
Eioni di questo genere. Se il suo ottimismo ha a razionalista, a meno che il razionalismo non
Ih. f^...àt la túbercolosi, allora anche la tuber- giunga al misticismo): non è anche questa frivo-
colosi appartiene al suo 'Io intelligibile', che io lezz.a? In altre parole, ancora I'antico problema
ho deliièato (dunque è come se non ci fosse)'-- (soltanto concepito in maniera più gènerale e
trd è opportuno chè io giudichi allo stesso modo profonda): dove Hjalmar Ekdal's si distingue da
anche me stesso, Novalis?
La orrestione è soltanto questa: noll c'è tutta-
via unà qualche frivolezza (la frivolezza della pi-
,1.4 maggio C è menzogna piir grande delle
erizia empirica effetto del pessimismo trascen- 'chrusure', e c'è quakosa di piir aperto e piir arn-
'omi ascolto simbolico di tutti i ferro-
àente) in
'spiritúali? Infatti: ci sono oscillazjoni; biguo di una poita chiusa?'L'unìca ,,rràu ,on.-
meni - sta'nella vita,-non consiste forse nel lasciar ao-
ci soni'stati d'animo'' Ma i'etica ci imporrebbe passire le cose, e seppellire poi i morti? Ma chi'è
di vivere al livello dello stato d'animo piii alto vivo e chi è mortói Quanie volte risorge dalla
che mai abbiamo vissuto (anche solo come Pos- propria morte chi molte volte è stato sepolto?
sibilita), e cioè nella direzione di un prolunga- Ora percepisco dj nuovo come debolezza-l'aver.
mento all'infinito verso I'alto di questo stato 'chiuso' con Irma a Pest. Debolezza - oerché io
d'animo: serrza nessuna cousiderazione per gli mi aspetto ancora qualcosa (e nepprrrì per lei
'stati d'animo momentanei' - anche se questi do- poteva essere questa la 'soluzione'). E se fossero
vesselo durare degli anni. Tuttavia, da un punto stati possibili una bella.resa dei conti'e rrn bel-
di vista metafisico, quello è il vero contennto l"addio'? - Forse sarebbe stato lo stesso. N{a tutto
della vita (l'Io irr sé) e questi puro fenomeno' 'è finito tra noi'- in un senso molto generale.
Anche quando partecipiamo alla vera vlta solo fra noi,. sl. Ma non da parte mia. F. da par.te
p.t po.hi istanti. La poìsibitità' I'irripetibile.rea- sua cnlssal
iizzarsi di rrna oossibilià - dice Eckhart - signt-
îicano la sua eterna realta. Da un punto di vista It me.ggio E di nrrovo percepisc<.r rura schia-
metafisico il tempo non esiste. E quell'attimo.in rita. E diiuovo comincio ad aveie lidrrcia in me
cui io sono stató io, è davvero la vita, la vita stesso. Ma questa fiducia (se ne analizzo attenta-
tnente le cause) dovrebbe indurre alla massir.na
14. Pseudonimo di Hugo Veigclsberg (1864-1949) lcltcr'"r-
to, uno dei fondatori della rivista . Nyu8at '. 15. Protagonista de L'Anitra sehtatica di lbsen (1885).
20 2l
diffidenza. Certo, a un livello molto profondo'
Sie mir: alles rvas ich erwarb und geworden. Und
wenn Sie auch diesen Dank nicht begehren und
Infatti: perché è cambiato il mio stato d'animo? nicht dulden - leise fàllt er dennoch auf Ihr
Perché slcrivo. Perché riesco a scrivere Perché
Haupt nieder, wie welkende Blumen im Herbst r
climostto a me stesso di avere talento' Ma non è
segno di debolezza clìe qrresto abbia bisogno di [4... Nelle Sue mani io pongo questo libro. Poi-
ché Lei mi ha dato molto di più di quanto a me
ueiifica? Non è la mia profondissima - e da mol-
è stato concesso di esprimervi: tutto ciò che ho
to tempo accertala - inferioritA ttmana, che fa sì
raggiunto e conquistaio. E anche nel caso che Lei
che le inie azioni mi rendano qualcuno, anche ai
non gradisca e non desideri questo mio grazie -
miei stessi occhi? Io sono quello che ha fatto que-
esso cadra silenzioso sul Suo capo, come fiori
sto e quest'altro, o che ha pensato questo e que-
appassiti d'autunno].
st'altró. Non penso invece: questa azione è mia
ed è importarìte perché mi èsprime in maniera
.rerfetta ìd efficace. Non c è in me una grandezza
17 maggio, notte, lauorando Ho notato una
ihe riposa in se stessa, che proviene da se stessa; poi mi dico:
cosa strana. Scrivo, cancello, penso,
capisco, capisco tutto perfettament€... Mai mi è
ha sempre bisoeno di verifiche. Per questo è Pro
stato così chiaro quanto la mia produzione sia
fondariente giústa la percezione che Leo ha di
visionaria.
me e di Karlifó (indipeìdentemente dal fatto che
sonravvaluta Karli, é anche dat {atto che questo 18 maggio Nuovo progetto di dedica
sut siudizio deriva dalla comprensione della dif' In memoriam l8 XII 1907.r?
fereiza tra me e lui). Infatti la srra fede in Karlí
è aprioristica, mentre la sua tede in me è solo a 20 maggio Il saggio su Philippe sta maturan-
poJteriori; dunque, nel primo caso non c'è biso- do in maniera strana. Mi sembra che sara il vero
àno di una verifica effetiiva, che passi attraverso saggio-Irma. La lirica dello stadio attuale. Spedi-
i fatti, nel secondo invece sì. Inoltre: ho proget- to la lettera. Esoressione dello stato d'animo dei
tato una declica per I'edizione tedesca dei saggi giorni precedenti e seguenti. E anche di questi
lsarebbe ttn beni se io mi curassi altrettanto del' giorni. Ci sara dunque una vera grande serie li-
li pubblicazione), Itel caso - molto probabile - rica: George, Beer-Hofmann, Kierkegaard, Phi-
in'cui non sia possibile dedicarlo esplicitamente lippe. 11 nesso di Irma con il resto è molto piìr
^
a lrma. Così: vago. Novalis: lo stato d'animo dell'incontro;
< 4n... Kassner: Firenze, Ravenna; Storm: le lettere da
In Ihre Hànde lege ich dieses Buch' Denn viel Nagybànya. Pitr lontano ancora: Sterne: la vani-
mehr als mir darin iu sagen vergònnt rvar, gaben tà; gli stati d'animo 'vani' dell'inverno dopo la

16. Kàr'oly Polínyi (1886-1964), storico dell'ecotìomia' filo'


17. Data del primo incontro con lrma.
sofo della politica.
23
22
scntto queste cose quasi esclusivamente perché le
rottura. Etnst: le ore della resa dei conti' Ma nei ho awertite come 'problema'. (Ora mi viene in
orimi ouattro ci sarà uttta la storia' -'femo solo mente: come uno studio preparatorio per il mio
Lrr..oà, non andra perduto ciò che volevo dire saggio su Artr)).rE E questo ha a che fare anche
dell'estetica della fonna in Philippe? Non sar-à con la questione (che, sembra, sarà. sempre una
una ricaduta nell'antico lirismo? Non so. delle mie questioni fondamentali) : è eroismo,
La questione è: che cosa succedera se aggrurì- questo, o piuttosto frivolezza? Dentro di me pro-
gerò alitre letture? Ora esclusivamente l"umano' pendo per il secondo giudizio, ma - teoricamen'
ha sviluppo e maturazlone rn questo saggro te - non escludo nemmeno la possibilità del
primo.
2) maggio Constato fteddamente clre vado
declinandi - e questa freddezza non è solo sog- 25 maggio Di nuovo mi sento un po' più for-
gettivamente trisie (il fatto che io rimanga-fred-
te. Vedo possibilita di pazienza, Anzi, mi sembra
ao), rna anche oggettivamente (infatti, la validità
che forse nemmeno un insuccesso interiore sareb-
di questa constatazione acquista perciò veroslml- be una catastrofe. Cioè: se si rivelasse irraggiun-
glianzal. Non soltanto procedo a stento, ma sono
gibile ciò che io desidero come scopo finale (ed
óiir debol. di quanto sia mai stato. Se penso a è indifferente se 1o sia solo per me o in genelale;
àuel largo e grànde slancio che c'era in me ttel
-in qrlesto è lo scopo che sta .rolo di fronte a me; e
oeriodo cu-i ho conosciuto Irma, mi assale la
soltanto una tolta raggiunto diventa degno di
i".gogt a, fottemente e profondamente, Sono di considerazione, come la possibile tappa di ulr'evo-
venìaio pírì debole. Il segno piir evidente è che
luzione scientifica). anche in tal caso credo che
avrei bisogno di qualcosidi fisso, di pubbìicare sceglierei questa via. E - esteriormenre - potrei
libri, di prendere la docenza. accontentanni di 'prodotti parziali' -, cioè cliven-
E le cose esteriori sono semPre determinate ala tare saggista. E qui, ancora, I'eterna domanda:
cause interiori: proprio per questo lìon le otter-
quanto vi è di frivolo in questa percezionel
rò! La mia unici foiza fino ad ora è stata che gli
altri hanno sempre percepito che io non ne ho 28 maggio Ora sto pensando: il libro che sto
bisogno; ma non appena se ne accorgorìo, e temo
scrivendo sarà. comunoue il mio vecchio libro sul
che in generale se ne accorgano anche tropPo
finisce per me ogni possibilità esteriore' romanticismo; quello- che avevo abbozzato nel-
presto,
-E
temo - tanto sono comDlessamente intrecciat i l'estate del 1906 a Tdtra (da qualche parte ci
deve ancora essere una prima rozza traccia), quel-
interno ed esterno - che ,tato taucao estct no possa
me una débàcle interna.
lo di cui avevo parlato con Lacile I'inverno scor-
- Pure, in inqualche
Drovocare
modo, guardo tutto ciò come
se fosse una commedia; come se accadesse a tut- 18. Progetto di Iavoro rnai realiuato,
19. Làszló Blnóczi (1884-1945), autore di testi [cirrrali.
t'altra persona; con assoluta indifferenza. Ho
9L 25
so, questo è un buon segno, Segno di organicita. questione indecidibile. Di nuovo qualcosa che
- Ci sono anche altri buoni segni: le cose acca- solo le circostanze potranno deciderè;.
dono di nuovo al tempo giusto. Prima il libro di È strano: per il bene c'è bisogno di esseri uma-
Ziegler,a ora - proprio mentre sto pensando al ni; per il male no. Al tempo delle mie difficoltà
razionalismo antirazionalista - i due volumi di con Irma - oppure, per parlare di eventi minori,
Kierkegaard. (Entrambi sono anivati, simbolica' al tempo <lei miei molti insuccessi - non avevo
mente, 'al tempo giusto', all'ultimo momento - bisogno di nessuno; sl, avevo bisogno di scaricare
cioè, di fatto, tardi). Certo: la domanda (anzi I'isteria, o non so che altro; ma non avevo biso-
non è nemmeno una domanda, ma una certezza) gno di qualcuno. Oggi - anche se non sono stato
se tutto capita al momento giusto quando le cose felice quanto forse avrei dovuto della lettera di
vanno bene e se non succede nulla quando van- lÌrnst - mi è mancato per esempio Leo, a cui
no male, è solo una proiezione soggettiva. Certo. avrei potuto mostrarla. O qualcun altro. N.ta
Nfa a maggior ragione, allora, è un buon segno. qualcun alno, non chiunque. Qualcuno dei
'miei'. Quando si sta male, questo non accade.
Tuttavia dovrebbe accadere qualcosa di 'uma- Per quanto riguarda I'arte, invece, vale l'inver-
no'. E in fin dei conti tutto dipendera. da chi e so. A un bello spettacolo vado volentieri da so-
che cosa verÉ, e che cosa mi sàrà offerto e che lo. Se è brutto, è irritante invece essere soli. -
cosa mi sara tolto. Oppure: maturerà qualcosa Perché questo? Una cosa è certa: questo antago-
anche dal fatto che non verrà nessuno? È possi- nismo non è necessario, e nessuno dei due póli
bile. Se dawero matuÌasse qualcosa, non sarebbe è quello giusto.
Lrn problema. Ma ho la sensazione che nessuno
debÈa venire. Certo. col mio attuale sistema di 29 maggio Solo un po' di produttivita inte-
vita è lempiricamente) molto difficile, quasi im- riore - e mi sento bene, e non ho bisomo di nes-
possibiie, èhe qualcuno giunga. Ma simbolica' srrno. È questa constatazione che è iriportante:
inente questo evento è tanto piir probabile. (Da non ho bisogno di nessuno. Sarebbe bello se ci
notare che qui è ancola pr€sente I'inferiorità e fosse qualcuno
- ma chi? Qualcuno, abbastanza
la frivolezza della 'vita simbolica' - almeno come lorte da essere uno specchio (da non far passare
possibilità -: chi giungera dopo I'attesa, non po- i raggi), ma solo specchio. \'edo sempre pir) chia-
irà essere uno qualsiasi per me. Non verrà chi io ramente che intelletti molto forti e interessanti
lìo att€so; ma pioprio perché I'ho atteso, chi verrà (Simmel, Bloch) non mi offrono quasi niente,
sarà colui che ho at[eso. questa è di nuovo una Io non mi evolvo attraverso le lotte. ma soltanto
al modo delle piante. Quesro non è un giuclizio
dl valore; è una constatazione. Sono così, per cui
20. Leopold Ziegler (1881-1958), filosofo tedesco, conti'
rruatore- di E. vo-n Hatrmann, Lukécs è particolarmente è cosl che devo vivere. - Ma I'imoortante è un'al-
colpito daì s\to Metaphysik des Tîagischen (1902) tra cosa: come mai mi sono staii utili intelletti
26 27
come quelli di lnna e di Leo, così devoti, flessi- bile, e nello stesso rnolnento - in maniera appena
bili e imrnediati, così pronti ad adeguarsi al riG Percettibile anche per me - ho sussurrato fra me
mo altrui (Leo ora lo vedo assolutamente cosi, e e rne: ( tuttavia bisogna che ci sia qualcosa di
credo giustamente)? Credo, perché erano abba- vero, in definitiva, I'ho pur detto r.
stanza forti da intuire esattamente ciò che pensa- Del resto; anche il saggio su Ernst sarà un sag-
vo. nìa non abbastanza da prendere un'altra dire- gio-Irma. Non solo a carrsa del problerna-'delimi-
zionc, una volta che si erano rnossi assieme a tne. tazione' che si trova nella parte, gia pronta, su
Invece, la loro vita spirituale era pir) percettiva Iì'unilde: questo infatti ha avuto origine dal mio
e più immediata della mia, per cui, nel mio ordi ì-apporto con lrma, quasi partendo da punti a cui
ne di pensiero, trovavano, o mi Pelrnettevano di lei era del tutto esranea, e che dunque potevano
trovare, cose alle quali il rnio ordine d'esperien' essere destati alla mia coscienza anche da altre co-
za, sostanzialmente asensuale, asessuato, raziona- se. (Ma la cosa singolare è che sia stata proprio
lista, non sarebbe mai arrivato. Pet questo ttltto lei a destarli alla coscienza). E soltanto molto pih
era così produttivo. E per questo così sterile (ìon tardi mi sono reso conto anche di questo genere
chiunquè altro. - E così solo ora capisco l'inlirri- di connessioni con lei, Ma la cosa piir interessan-
to egoismo del mio affetto: volevo difendere dc te è questa: una notte pelrsavo: come è possibile
ltutto l'individualità di Irma. I'erché avevo che io abbia due atteggiamenti così diversi nei
^"
bisogrro di lei così com'era; sarebbe stata una per- corrfronti di ciò che lei mi ha fatto? Intuisco che,
dita per me, se lei avesse perduto la sua indivi- al fondo delle cose, è lei a risultare oltraggiata
dualita adattandosi a rne. - questo, certo, era clalle sue azioni. Ha insudiciato se stessa, e per
così inconsapevole che solo ora, nel momento in questo io la vedo sudicia. Ma - nella'vita'- se
cui lo constaio, scopro che non ho bisogrro di nes' ci nrettessimo insieme, non cambierebbe nulla di
suno; ma lei potiebbe giovarmi, se fosse qui. nulla. E la spiegazione banale, cioè perdonare -
Potrebbe giovarmi - perché le parlerei. E per e'tuttavia' amare, non può esere presa qui in
questo saprei parlare a lei, e non ad altri. È certo considerazione, I-a vera spiegazione sta nella diî-
ormai: ió non ho bisogno di ciò che gli altri di fe|enza tra la vita e la uita. La uita lava via tutto:
cono; ho bisogno soltanto di qualcuno a cui po' il tempo, l'evoluzione, gli istanti si combinano
ter parlare (e, a cansa di quello che ho detto, insieme, e tengono insieme, nonostante tutto, gli
queste penone sono poche). esseri umani, che sono, sul piano empirico, in'
Da questo punto di vista sarà interessante Parrl trecciati gli uni agli altri. (Tralasciando ciò che
lrnst - vedère se davvero siamo itr reciprot:a è trascurabile). La vita non 'tralascia' mai nulla.
sintonia. È al di fuori dello spazio e del tempo. Non c'ò
notte, InuorL,ndo Osservo strane cose in nte oblio, non c'è perdono, non c'è stato d'animo.
stesso. Un certo perrsiero che sostenevo qualche l-e essenze comunicano con le essenze. - E per
tempo fa di colpo mi è parso del tutto improba- qrrcsto è una debolezza da parre mia (anche se
28 29
una debolezza necessaria) saper 'perdonaÌe' ora. giunto, interiormente ed esteriormente, allora -
Tuttavia - credo - ci sono anche in questo uo- allora -? Che cosa ne avrò? ll fatro che tutta la
mini forti. - Ma, meditando su queste cose, ho mia vita - in sostanza - si vada sempre piir chia-
scoperto differenze radicali tra le forme dell'epi- rificando e sia in continua ascesa, non ser-ve forse
ca e quelle del dramma, intorno a cui ruoterà, il a far sì che un bel giorno saranno davanti a rne,
mio saggio. E così anche questa metafisica della in completa nudità, il suo definitivo vuoro e la
forma, totalmente astratta, mi riporta al centro sua definitiva essenzialita: la tragedia? La senro
di tutto: a lrma. (Perciò forse qìesto raffronto venire. Forse mai l'ho sentita con forza così certa
non è del tutto giusto - almeno nella critica del- come ora. (L'anno scorso era dissimulata da gros-
I'esperienza; non nella metafisica della forma, si dispiaceri. Pensavo sempre che se non ci fósse-
dove andrebbe bene - perché proprio lei è il cen- ro stati, allora forse...) Ora non c'è nulla. E, pre-
tro di tutto e da cui tutto è nato, e per cui tutto vedibilmente, andrà sempre ,meglio,. L, sento'che
è stato come è stato, e per cui lei ha fatto ciò che è ormai vicino il definitivo apice di tutto. Iì allo-
doveva fare, e io devo accettarla cosi com'è, e con- ra? Penso che mi sparerò alla'testa. Awerto come
siderarla sacra, p€r poter rispettare la mia stessa un segno il fatto di avere avuto I'energia di farmi
vita. Soltanto ora, in questo momento, vedo le comprare una rivoltella da Otto.n (L'anno scor-
cose in ouesto modo. Prima credevo di doverla so, quante volte avrei voluto che lo facesse Edith?
giudicari, ma ora non posso. Ora il problema è O lvln Csorba?22 Ma non l'ho mai detto loro).
se questa strana cosa è accaduta perché da una Ora, proprio perché ne abbiamo parlato, è deci-
scorretta analisi dell'esperienza è derivata una so. - Ma certo, che succederà. allora? Chissa?
buona analisi deila forÀa, oppure se davvero la Può essere terribile sopravvivere a uno scacco.
-
visione del mondo ha un lato più profondo di Allora dawero si decliira in maniera detinitiva
quello drammatico-tragico. Quello religioso for- e totale.
se? - Non so). E oscuramente intuisco che lrrna avra cualco-
sa a che fare con la line.
1 giugno Eppure ho I'impressione che gran-
- Tuttavia, nulla a clre
fare con la situazione attuale e con il definitivo
di sventure proiettino le loro ombre. Può darsi apice di tutro. Lei c'entra solo nella misura in
che sia perché da due giorni ormai non lavoro cui, da quando c'è stata, so che c'è qualcosa di
decentemente, Non fa niente. Ma che condizione essenziale al mondo, e che ciò che mi è proprio
di vita è mai questa, in cui si ha bisogno di una e che io posso ottenere non lo è. Eppure lèi è
continua e incessante ubriacatura di lavoro per stata solo un'occasione: e questo non può essere
'sentirsi bene', e dunque per non pensare all'uni-
ca cosa vera - per dimenticare tutto: che cosa?
21. Otto Mandl, amico di Popper, chimico, traduttole in
(Credo di sapere molto bene che cosa) - E oggi tedesco del saggio su Kierkeqààrd di Lukacs.
penso: e se sul piano del lavoro tutto verra rag- 22, Persona nòn identificata.-
30 3t
cclato in eterno. Avrebbe potuto esPlodele in in virtìr della loro natnra; sono sempre alcuni ad
(lualunque momettto, al contatto con qualcosa avere ragione nei confronti di altri. Ora ho que-
di essenziale. E - in ultima analisi - anche se è sta impressione: nei miei confronti lei ha sempre
andata così, dovrò esserle grato, e lo sono, di aver- avuto ragione e I'avrà sempre. Perché lei è una
rni faato conoscer€ tutto ciò. Poiché - infine, que- Dersona siffatta. e io non sono che... E il valore
sto ìo si può irnmaginare - forse avrei vissuto piir autentico in me può essere solo il percepire
lino alla'fine ouesta vita. da 'studioso', senza questa differenza, e salutare con eloquente muti-
averne avuto alc-un presagio. E allora piuttosto..' snro la superiorità di questi esseri.
Credo a qualcosa del genere: ci incontreremo E questo modo di vedere e di valutare potreb-
a Firerue in autunno. Oppure: trn giorno tnt be anche dar h.rogo a un modo di vivere. Forse è
scrivera. e allora... il solo modo di vivere a me oossibile. Strano: la
Vediamo: nei frattempo? Lavorare, come se îorma dei miei saggi è la stesìa: chinare consape-
avessi almeno settant'anni, come se non ci fosse volmente la testa dinanzi a ciò che è piir alto;
niente altro al mondo che scrivere qualche sag- sentimento di vassaìlaggio, il mondo sentimenta-
gio, qualche libro. le di Hagen. Domanda: questo vassallaggio po-
trcbbe diventare un senso generale della vita? e
2 giuano Oggi di nuovo lto letto da tima a come? Ora lo sento molto nei confronti di Irmal
fondó (Aopo un-b..o. periodo di sospensione) ma guardando al complesso delle cose, ha poco
tutte le sue lettere. e valuto del tutto diversamen- significato. La domanda è: come potrebbe un
te ciò che vi ho novato - il mio modo di vedere sirnile sentimento essere realizzato nella vita nor-
rron è cambiato troppo, soltanto vedo ìa sua sof- rnale (vita comune, ecc.)?
ferenza come qualcosa di molto, molto gfande,
ed eroicamente nascosta in un primo temPo: e 6 giugno Certo - sopr:rttutto a posteriori -
neDDure ora ho idea del momento in cui è com- vedo i limiti anche daun altro Dunto di vista:
puiso n.t N{a il mio giudizio è ora che lei ne i suoi e quelli del nostro rappòrto. La totale
àveva diritto, aveva ragione, ha fatto bene - for- 'cornptensione' è pura illusione: quello che dice
se ha commesso un peccato contro se stessa, quan-
dei miei scrittí è totalmente vuoto. Ma - può es-
sere produttiva solo una comprensione di questo
do R. I'ha accolta nel proprio cammrno (penso
genere, quando le persone producono di per se
proprio che sia così), ma non è giusto rivolgerle
stesse 'comprensione', in qrranto la consapevolez-
nessun rimprovero per avermi estromesso dal suo'
za della reciproca appartenenza è così fone e pro-
I{o sempre pensato che Ie persone hanno ragio-
ne o torto le une risDetto alle altre, non a secon- fonda che sembrerebbe impossibile e contraria
da delle loro azioni-o di alcutle circostatrze, ma ad ogni istinto vitale, se non ci fosse assoluta co-
munanza di vita sui punti - apparentemente -
pir\ profondi e più importanti. E forse le parole
23. Karoly Rélhy, Pittore, marito di Irma
c3
'vuote' sono anche migliori e più importanti di 19 giugno Ora la mia îreddezza comincia a
quell€ che significano qualcosa, perché è piìr fa- produrre effetti anche all'esterno. Prima se ne è
cile riempirle; e in questo modo forniscono pro- accorta Edith, ora Hilda. Credo che tutri, piaù
prio il necessario incoraggiamento, ecc. - Solo piano, si staccheranno da me, e - ? E - non fa
ora lo capisco dawero, dopo che con P. Ernst ci nulla. O riesco a sopportarlo, e allora farò delle
siamo capiti così profondamente come mai forse. cose buone, e in questo caso tutto andrà bene.
Ci siamo capiti. E allora? Allora nulla. Ci sono Oppure non ci riesco - e anche in questo caso
persone di questo genere. È giusto, è bene. Forse tutto andra bene.
in questo modo mi potrò chiarire prima qualche Penso che questo sia un momento critieo -
questione scientifica. E con ciò? - Questo < e con quando si perdono le persorre vive, l'eali. E iì
ciò? > certo vale solo nel senso umano pirì profon- sintomo di questa crisi è che sono pieno di pos-
do, che, del resto, può offrire molto (per esempio sibilità umane irreali: quelle esistenti sono onnai
Leo) - Ma in questo modo si rivela - ciò che or- scompane dal mio otizzonte. Attendo qualche
mai si poteva vedere anche in Leo -: quel tipo rniracolo, che possa poltatmi l'irraggiungibile,
di 'comprensione' non ha nr.rlla a che fare con l'impossibile. Che questo ora sia, in g€nerale, in
questo. relazione a lrma, è quasi casuale. In quella fase,
io avevo ancora esperienze umane, e dato che lei
9 giugno Nuovo progetto di dedica: u Dem è stata, tra queste, di gran lunga la più intensa -
Andenken meiner ersten Florentiner Tage > [Al- in futuro sarà il simbolo del fatto che io ho po-
la memoria dei miei primi giorni fiorentini]. tuto essere qualcosa per qualcuno, come lei per
me. Infatti I'attesa del miracolo è del tutto incor-
13 giugno È interessante come si è modifica- porea e impersonale. Irma è ora soltanto un no-
to - gia da tempo - il mio atteggiamento interio- me. - Ma attendere un miracolo è sempre segno
re nei confronti delle mie possibilita rispetto a di crisi. Tutto va bene, {inché si riesce a invocale
Irma. Ora continuo a sentire che tutto dinende il miracolo. E allora esso accade. N{a il miracolo
da rne; se io davvero volessi.., Spero che nòn sia att€so è sempre impossibile.
così. Non soltanto perché io non vorrò - ma per- E poi?
ché, se così fosse, la poveretta già da tempo vi Poco dopo aver scr-itto queste cose, ho analiz-
vrebbe una vita remenda. (Questo modo di vecle- zato la causa di qr"resto tono; il mio stato d'animo
re non mi è suggerito dalle convinzioni di Leo?) negativo si è aggravato fino a raggiungele quasi
stati d'animo suicidali. Ma ouesta è solo la valu-
14 giugno Dedica: < In die Hànde sei dies tazione di uno stato umoralè, il tono con cui si
Buch gelegt, die es mir gaben > [Io pongo que- scrive di esso, il gesto con cui si prende posizione
sto libro nelle mani che me lo hanno dato]. su di esso - mentre la cosa in sé è una realtà os-
geltiva. La causa clunque: da ieri sto leggend-o
34 35
un brutto libro, correggo tutta la mattina, non re. I cui silenzi dessero impulso alla nria audacia,
ho intensita nel lavoro. Del tutto empiricamente, Ie cui domande dessero fòrza alle sensazioui va-
potrebbe essere rnolto rasserenante sàpere che tra ghe - ci vorrebbe qualcuno ci vorrebbe Irma.
qualche ora avrò finito qucsto libro, e poi tutro -
Perché non c'è nessùn alro. Ci potrebbero essere
tornerà a posto. NIa come sintomo è infinitanlen- soìo surrogati. L'altro giorno ho scrjtto a Her-
te pericoloso: qui si ttatta esattamente di ciò che bert25 del'balbettio,; cerio, lui sarebbe meelio che
I'inverno scorso, propr-io qui a Berlino, spiegavo nessuno, anche Leo forse forse anche paul Errrst
a Baumgalterr: glossi guai non mi possono acca, -
sarà qualcosa del genere. Ma non è lo stessol J,e
dere - ma non c'è Eiorno in cui la mia vita non persone 'intelligenti,, valide e ,capaci' lo sono
potrebbe sconvolgeisi cento voke. Allora, gli dis- meno che mai: sarei incapace di dire una soÌa
si che un giorno mi sarei sparato al cerveúo per frase a Simmel, Bloch o Kàrli: gli esperti vanno
ttna carneriera di Jena. Non esageravo allora le h€ne per le cose già pronte. Orri ii vuóle qualcun
dimensioni della causa esterna? altro. E questo alrro, il vero a'lrro, può essàre solc,
'Irrna.
21 giugrto Philippe sarà dawero il grande - È ridicolo ora parìare di .amore': io rrorr
sono più 'innamorato, di lei - e sia prima che
saggio"Irma. Ora penso di saper coiuprendere dopo ho amato di pitr altre persone, Si rralra di
ttentro la sua Ior nra il lirismo della siruazione at. altto. K-assner la chiama < simpatia mistica )) par.
tuale (Ì'amore senza oggetto), e così introdurre lando cle I Prometeo e Asia di Shellev - e f,inst
nel suo contenuto ogni problema di forma atti- ha descritto rurro ciò in tsrunilclc; Siefrido inna.
nente a Plì. - È interessante tuttavia che anclìe Inorato di Crimilde (bellissimo .elisii d amore.i;
questo sia un vecchio terna, la prima metà della
Vita nuoaaza progettata urÌ allno e llrrezzo îa - mentt e il \'ero amore è Brrrrrilde. - )[a davve-
ro è proprio ridicolo parlare di.complensione.-
rnentre la seconda Dreta - piir arnpia, più ogget- potrer citare una dotzina di norni di Dersone tlrc
tlva - sarà re Artr). (In cui - del resto si è îusa mi r apiscono più rli lei. I suoi girrdîzi sui miei
-
ormai deì tutto la novella anti-Hebbel: Artir lavori, nelle lettere, sono quasi óomici. E tutta-
amerà Ginevla a tal punto che per questo la per- via, di Kassner ha scritto u lì c'è Ravenna, lì ci sia-
oera). mo lei ed io stretti in rrn solo problema, e sen-
-
za questa frase non avrebbe potuto esserci nien-
26 giugtro Si precisarro le vie - nel lavoro t'altro. E i discorsi. - Not Sono ridicoli i filoloei
scientifico. Vedo la mia via; vedo che è possibile che della Stein fanno una dea, per capire il su"o
procedere; che occorre proceclere e che'nessuno
-
ancora, al di fuori di me, lo ha capito. E ci vor-
influsso srr Goethel l\fa ancora- piu ;idicoli gli
psicofilologi che sortiìmente dirnosrrarro quanìo
tebbe qrralcurro, corr crri porer pariare. Balbetta,
25. Herbert Ba er, in arre Béla Balàzs (1884.t949), poera,
24. Progetro di lavoro mai r.ealizzarcr. scrittore, saggista, teorico di estetica cirìematosÌaÉi.à.
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37
poco lei avesse capito Goethel Certo che non lo 31 giugno < Es ist das Zeichen bedeutender
ha capito. Mentre lo hanno capito Fr. Schlegel e Menschen, dass sie zum Gewóhnlichen auf unge-
trV. v. Humboldt. Ma è da quella non<ompren- wóhnlichem Wege gelangen , [È catatteristica de-
sione che è natal'Ifigenia, menne dalla compren- gli uomini importanti pervenire al normale per
sione non è nato nulla. Nol Qui si tratta di qual- vie eccezionali], Hebbel, Diario, Múnchen, 29
cosa di mistico: saper vedere qualcuno come un rnaggio 1837.
miracolo; dipanare in lui (lentamente e natural- È del tutto misterioso come la mia Droduttivi-
mente) la coscienza delf inconscio, dare forma al tà si sia di colpo arrestata. Mi sento àbbartanru
suo lirismo. - E in qualche modo intuisco che bene, non mi manca nulla. Ma non va. Non sono
solo con una donna simile onò esserci matrimo- nemmeno capace di sforzarmi. Sto seduto in si
nio, perché solo da una donna simile un uomo lenzio, e rubo la giornata con futili pensieri. E
può àvere un figlio: che è I'oggettivazione del attendo. È inconcepibile che, ad ogni istante, tut-
suo grande desiderio, il suo farsi forma - non il to non cambi di colpo - eppure non cambia. E -
îrutto casuale di un'ora di ebbrezzal - per quel che seuto - la cosa pih misteriosa è che
Soltanto, che cosa significa, per la donna, que- è awenuto anche diversamente da così. I miei
sto amore? C'è dawero una differenza, per lei, scritti mi stanno davanti come miracoli, come
rispetto ad un altro genere di amore, pitr norma- doni celesti, come oualcosa di cui io - che siedo
le? Non c'è qualcosa di maschile nella Brunilde qui impotente - non sarei mai più capace - ed è
di Ernst? 0 forse ci saranno un giorno donne sif- inconcepibile che io ne sia stato in qualche mo-
fatte? Chissà? Oggi - credo - questo non conta mento capace. (Questo, naturalmente, senza vo-
rnolto. La ooesiidi Herbert < la donna solo don- ler dire qualcosa del loro valore oggettivo).
na..., poúebbe suonare molto diversa su una
bocca femminile. E dopo tutto questo bisogne- I luglio Edith non risponde, Di sicuro le è
rebbe, e bisogna, fare un po' i conti: sono solo, successo qualcosa. Ma mi manca ogni energia.
e continuerò ad esserlo. E uon è lecito che io, Quelle due lettere sono state le ultime. Mi sono
senza di lei, riesca a liberare le mie forze meno meravigliato di essere riuscito a tanto. Sul piano
di quanto avrei fatto con lei - e questo lo devo pratico, le cose stanno cosl: in modo frivolo, lei
anche al suo ricordo. Perché che io Dossa avete lra spezzato qualcosa, senza ragione, pel una cu-
ancora, nella vita. urr simile incontro,-non è nep- riosita isterica e masochista; qualcosa che era sa-
pure possibile né lecito pensarlo. no. Molto in profondita, lei intuisce giusto: tut-
strano: l'ho conosciuta apPena per un anno, tavìa, molto in profondita, ognuno dovrebbe in-
e quanto tempo c'è voluto per capire che cosa è tuire in questo modo - ma dunque, non aveva
stata in fondo per me. nessuna ragione per il suo comportamento. Non
è però sufficiente che lei sappia cogliere il sinto-
mo con udito cosl fine? - Può esserci qualcuno
38 39
altrettanto acuto e filosofo da riuscire a vedere traverso cui l'oggetto viene abbandonato, per es-
anche le radici? - E se le vedesse, non dovrebbe sere trasportato su una vetta assoluta. Ciò che
piuttosto andarsene? - Lei ha ragione. avevo iniziato liricamente con George, e che non
mi era riuscito in Storm, qui forse riuscira. Que-
2 luglio Il mio nervosismo continua a cresce- sto sara anche 1o stile del libro sul romanticismo.
re. Due settimane fa ho avuto una piccola alluci- Lo stile veramente 'libero dall'oggetto'.
nazione visiva: una macchia ha ìominciato a Ormai non awerto nessun pericolo nei con-
muoversi sul mio braccio mentre mi lavavo. Ora {ronti di lrma: tuttavia la dedica esplicira è addi-
ho una 'finezza d'udito' nervosa. Odo voci, tic- rittura superflua; una devozione fbrzata. - ,\1,
chettii, ecc., e poi si scopre che non c'è niente. torse questo stato d'animo (nei confronti della
Dormo male ecc. Prosnettive rassicurantil - Inol- dedica) cambiera in relazione a Philippe.
tre, tutto ciò non è próduttivo, come lo era invece ::r
il mio nervosismo I'anno scorso. 12 luglio Forse verranno tempi migliori. In
treno sono stato preso da una grande ed eccitata
3 luglio Eppwe tutto va male. l,a mia vita volontà di lavoro, sono stato afferrato da una cre-
'sta e cade' nell'ubriacatura del lavoro. Non ap- scente ricchezza di ispirazione. La tensione era
pena qualcosa non funziona per una qualunque quasi spasmodica. - Ora natutalmente tutto cit)
causa esterna - Riviera, ora il mal di testa - o è cessato completamente - ma alla fine, dopo 5,6
almeno non funziona con una forte intensità iste- ore di ricerca di alloggio, eta già abbastanza che
rica, la mia vita è così sospesa che... - arduo tro- non ci fossero cose negative. E gia domani avrò
vare una metafora, Ora di nuovo potrebbe succe- una casat
dermi di tutto. - Non credo (almeno momenta-
neamente, perché sento molto le cause fisiche, luglio La casa va bene. Lo stile è di un ve-
1)
esteriori, e dunque effimere, del mio stato attua- ro eclettismo weimariano: Y elazquez, Sebastiano
le) che ora potrei compiere un gesto. NIa, anche,
del Piombo, Mantegua - lVerther e Lotte, il Cri-
non avrei la forza di difendermi. E se dovesse sto di Thonsaldsen, ecc. Brutri mobili, molti fio-
durare tanto a lungo da diventare qualcosa di
interiore (o almeno da sentirlo come tale) allora ri, ecc. Penso che andra bene. - Sono un oo' fiac-
folse chissà,,, co - e devo scrivere molte lettere. Si vedia.

6 luglio 14 Sembra, comunque, che la ,vira ere-


luglio
Penso che sia appena possibile - an-
mitica' sia raggiungibile. Il lavoro procede piano
che per Leo - riconoscere che il saggio su Ernst
è il saggio-Irma, - Non fa niente. Ciò consegue e male - e tuttavia non ho bisogno di nessuno.
dal suo stile. E anche dei desideri posso ormai farne qualcosa:
Uno stile nuovo: filosoficamente valido. Ar quelli grandi forniscono i temi per il lavoro e lo
40 4\
guidano; quelli piccoli vanno bene per il riposo vita: forse è nuociuto al saggio su Ernst (porran-
del pomeriggio e per riempire le pause del lavoro. dolo sul patetico) il fatto?e lei fosse'iempre
presente; peraltro non si adattava al quadro del
19 luglio Non ci sarebbe da meravigliarsi se saggio. Forse senza di lei sara troppo arido.
fossi superstizioso - domanda: non lo sono forse
già? - Giocare tutto su una sola carta - quella del 28 luglio L'oggettivid dell'esperienza (Arth
lavorol Nel pomeriggio - ancora non avevo com- sta maturandol): I'unica cosa che registro come
binato niente - ho giocherellato con la pistola. sensazione immediata, tra i continui rifiuti, è che
l,'ho inceppata - e non riuscivo a riaggiustarla; la societa odierna è impossibile. La cosa non ri-
mi sono tormentato a lungo, ho provato di tutto guarda me: io posso aspìttare. I miei saggi avran-
- inutilmente! La sera ho lavorato. Qualche pa- no prrma o poi un editore e, se non fra un an-
-
gina. Ho scritto qualche pagina, e del tutto ca- no, fra cinque sarò accolto anche nelle riviste.
sualmente mi è venuta in mente la soluzione. Ho Ma il mio caso dimostra che se un poveraccio si
tirato fuori la pistola. Vi sono riuscito al primo I r'ovasse al mio posto
- morirebbe di fame; a pat_
istante. Non è strano? to che, in generàlg fosse riuscito ad arrivare fino
Nou è strano che la lampada sia appesa al po- a questo punto.
- Questa non è ,bontà' o .umani-
tà'- è distanza dalle
sto sbagliato - la mano fa ombra sulla carta - e esperienze. E per questo in
che io lo awerta solo ad ogni lettera, ad ogni tutto clÒ cè qualcosa di triste. Non fa niente:
parola del diario? E non mentre lavoro. Ho de- purché riesca bene l',Artrì,1
ciso di dirlo caso mai alla oadrona di casa. Ormai
-- 29 luglio Strani, del rurto immorivati, i miei
è la terza sera che lavoro e non ci faccio caso.
Ma di questo c'è una spiegazione 'psicologica' attuali stati d'animo suicidali. Momentanei. Co-
(anche se noiosa) - dell'altro fatto no, me vertigini. Non ci rifletto mai dawero ouan-
-
do poi il_momento è passato, li percepisco iome
27 luglio Mi vergogno a trascriverlo qui - una terribile follia. Ma ci sono momenti così :
non amo questi giubil€i, e questo è dawero un scioccamente, senza preparazione, solo cosl, but-
giubileo: ormai da settimane credo che dawero tarsí sul letto, stancamente, come se si volesse dor-
sia finita ogni emozione nei confronti di lrma. mire -.e allora. E allora ci sarebbe il grande si
Non penso mai a lei. Sulla mia scrivania - per lenzio. Riposo. - Questa non è dispeiazione.
motivi di stile, per via del mio saggio su Philip- E che altràl
-
pe - c'è il suo ritratto. Ma lo guardo appena, e,
se lo guardo, è con infinita estraneità. E non mi
. )I lug.Iio È possibile che, per via di queste
viene mai in mente. È scomoarsa. - Tuttavia ora domenic}e, finiiò per stabili;ni in Ungheria.
non mi nuocerebbe un po'di nostalgia e di tri Questi abominevol i, ripugnanti piccolo.boighesi,
stezza per lei - per via di Philippe. Ma così è Ia coseplimitive! Come iuÀoreggàno, saltanó, ur-
42 43
lano! E come sono sottili le pareti di questa pen- 29 setternbre Fireuze senza Irma - e c'è qual-
sionel Sentire ogni passol E le donne di servizio cosa di imDortante: le stesse cose di allora: Giot-
squittiscono e cantano... Si viene espulsi dalla to e Michèlangelo. Non sono inebrianti come al-
società. non in senso sentimentale, ma nel senso lora - ma se desiderassi qualcuno, qui, potrebbe
che la societa logora i nervi con brutale indiffe- essere solo Leo. Davvero so stare da solo: e credo
renza a chi osa vivete una vita diversa, perché di esserlo molto. Non fa niente. Sono molto lon-
non si conforma ad una vita 'comoda e cordiale'. tani tutti coloro che 'spiritualmente' mi sono vi-
- Quanto odio, in questi momenti, la 'vita'l I-a cini. Un anno fa, forseicon Fi.ilep,6 si sarebbe po-
È interessante la resistenza degli oggetti. tuto creare un rappolto di intimita almeno come
forma del saggio su Philippe era l'elaborazione qrrello con llaumgarten. Ora percepisco nelle per-
della vecchia Vita nuotta. E non va. Ph' è troppo sone solo ciò che mi separa da esse - la somiglian-
esorbitante perché lo si possa incorporare, e non za serve solo a far notare la differenza. Ma non
abbastanza grande da poter riempire tutto. Oc- fa niente. Non è sofferenza ouesta.
corre dunque - così sembra - separare le dtre Settignano, così, mi fa un effetto molto triste.
cose. - Peccato. Cose del genere sernbra che non ce ne saranno
- ) piir. Se guardo al futuro, ai cinquant'anni che
agosto Dedica: < An... Nur an der Nàhe seguiranno, vedo davanti a me un grande deserto
erlebt man die Ferne und nur an dem Leben die grigio. Ma se ora mi metto a rifl€ttere, temo solo
Formen. Sie gingen in dem Augenblick, wo sich una cosa: il calore della mia produttivita soppor-
fúr mich alles entscheiden musste, durch mein tera questo deserto di ghiaccio? Non diventerò
Leben hindurch. Dass ich ihr Kommen uncl così un arido nedante? Temo solo me stesso -
Gehen sehen konnte, gab mir alle Erkenntnis, non la mia vita-. Ho temuto solo per il mio lavo-
die mir erreichbar, die mir vonnóten war... Viel- ro - non per me stesso. Il tempo dell'ultimo ad-
mehr als dieses Buch zu sagen imstande ist. I)a- dio da Irma è ora oui /e reale rimane il senso del
rum muss ich es in ihre Hànde legen > [4..' dolore piir acuto: Irma è la vita). Ma non è tri-
Soltanto nella vicinanza si può avere esperienza ste lo stare a Settignano; non è il posto in sé, norr
della lontananza, e soltanto nella vita si può ave' c'enra nulla. Ora riuscirei anche a tornare nel-
re esperienza delle forme. Lei è giunta nel rno- l'appartamento di Pest o nello studio. Questi luo-
mento in cui tutto oer me si doveva decidere, ghi (come anche I'Aussee) ormai non sono pir)
attraverso la mia viti. Il fatto di poter vedere il terrestri; ìe persone che vi erano allora erano
Suo venire e il Suo andare mi ha dato tutta la co- illuminate dalla mia vita - ma ouesto non ha
noscenza che mi era raggiungibile, di cui avevo rrrrlla a che fare né con il luogo né con le perso-
bisogno... Molta di piìr di quanto questo libro è
in grado di dire. Perciò lo devo porre nelle Sue 26. Lajos Fùlep (1885-1970), stolico clell'arre, fondatolc di
manil. .A SzelÌem ,.
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ne, che sono occasionali, Non fa malinconia guar- la cosa - ma in esse non ci sarà più nulla di sen-
dare la Madonna di Michelangelo - è splendida; timentale. Enfin | - E con ciò iawero sarebbe
non fa malinconia stare a Settignano con i Vedres tagliato ogni filo con la .vita,. Perciò ho dovuto,
- pelsone semplici, comuni, gentili, un po' noio- ln tutta segtetezza, fare quello che ho fatto, per
se. Potrebbe essere malinconico se fossi solo e ve- eliminare ogni sentimenàlismo. Sono caduté le
dessi chiaramente che le cose stanno cosl - se an- ragioni per cui questo mi seryiva - ora spero che
cora, dentro di me, ogni possibile malinconia non non possa piir tornare.
rosse sPena.
11 febbraio 1911 Basta con il diario: è finito
I ottobra Non dovrebbe essere possibile pas- il tenrpo dei sentimenti. Sono passati più di quat-
sare nernrn€no un giorno senza aver letto alcune tro mèsi da quando non vi scrivo. Sono contànto
pagine di un grande filosofo. Ora ho per le mani che sia finito: è stato il mio periotlo piir debole
Maine de Biran: e ho liquidato (senza crisi) - I'avervi scritto è stata sempre una'debolezza.
questi ultimi mesi: mi sono perduto qua e là, ho Non rni rincresce che così sia stato: sono lì do-
vissuto tra la gente, mi sono immerso in cose fu- v'ero prima, soltanto piir in alto. Sono solo. e non
tili - non si deve, ancora non è tempo per que- piir disperato, pitr freddo di prima, ma piu ricco.
sto. Forse, quando si è già del tutto afferrato Dove c'era un non ancora, prima del diario, ora
qualcosa, allora è possibile; ma la ragion pratica c'è un non più. Oggi Irma ha accettato la dedica
può venire solo dopo la ragion pura. E ancora del mio libro: sia questa l'ultima cosa che vi re-
non sono giunto a niente. Occorre ritornare al gistro. E il suo nome sia l'ultimo, assieme a uua
progîamma dell'autunno scorso: studiare molto semplice, seria, profonda benediziorre a lei e a
per degli anni; tutto il resto è secondario - e per ciò che lei mi ha Dortato e mi ha dato. E se io
questo da evitarel potessi avere un còmpito nella mia vita (so che
non c'è - però oggi so che questo ha una causa
4 ottobre Sintomo interessante: oggi (sotto e un significaro, e bisogna esserne contenu e non
l'influsso di Masaccio) mi è venuto di nuovo il lamentarsene), allora potrebbe essere soltanto aiu-
mente il libro su Alfieri.? Ho avuto questa idea: tare in qualihe modà la sua vita. Io sono srato
non ci sarà nessun contenuto 'sentimentale'. lla./ vergognosamente poco per lei - ma mi chiedo:
all'improwiso, con molta forza e radicalita, ho questo è umiliante per lei o per me? Assurda do-
sentito che questo non è negativo. Mi sembra che mandai questa è stata una hagedia - ma lei non
davvero Philippe sia stato la conclusione di qual- è salita la dove io mi sono innalzato. E rurtavia
cosa. Le cose a cui sto pensando ora forse hanno lei è l'unica, e non c'è vita dove lei non c'è, ma
del pathos - così come I'Ernst rende il pathos del- anche questo è bello e giusto, il mio unícr, pos-
sibile-
27. Progetto di libro mai realizzato.
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Thy face is far {rom this our war, de nella vita dell'altro. Non era vero. Io non ero
Our call and counter-cry, nessuno per lei... E poiché tùtto questo non sono
I may not find Thee quick unkindf?] riuscito a riversarlo su qualcuno, tanto da poter-
Nor know Thee till I die. gli offrire anche solo qualcosa - ecco la sentenza
Yet may I look with heart unshook di morte sulla mia esistenza. Non potrò mai esse-
On blow brought home or missed - re niente per nessuno, e se mai qualcuno dovesse
Yet may I hear with equal ear ancora significare qualcosa per me, dovrei fuggi-
The clarions down the List; re; perché sono un lebbroso, e sono infetto. Ma
Yet set my lance above mischance questo non potra accadere mai più. Ora si è
And ride the barrière - spezzato ogîìi filo. Ora c'è solo il lavoro - finché
Oh, hit or miss, how little 'tis, reggo.
Ir{y Lady is not therel Ì\fa ora non ha più importanza sapere se lei
aveva bisogno di me o no. Chi prova sentimenti
... E mi sembra in stile con ciò il fatto che an- del genere nei confronti di qualcuno deve essere
che il mio ultimo pezzo di diario fiorentino era pronto nei secoli dei secoli. Deve attend€re da-
solo 'l€tteratura'. Andava bene cosl. E che non vanti alla soglia... se mai un giorno... Infatti solo
sia altrimenti. cosl potrà meritare il diritto di essere uomo. Io
lro perduto il mio dilitto alla vita.
2l maggioa < So ann ist keiner, Gott kann I tutto questo è anche accaduto. Allora, molto
ihn nicht noch àrmer machen > [Nessuno è cosi tempo fa, poteva pensare che io awei potuto sal-
infelice che Dio non possa renderlo ancora più varla dalle sventure, anche se lei non mi amava.
infelice]. Questo non lo sapevo, Ora lo so: è fi- E forse avrei potuto salvarla se I'avessi presa per
nita. Si è spezzato ogni vincolo - perché ogni vin- rnano e guidata. Non I'ho fatto. E da ciò è deri-
colo era lei. E ora ci sono solo comunanze di sco- vato tutto il resto. E se anche lo avessi fatto -
pi determinati, e questi scopi; e le cose; e il la- tutto sarebbe accaduto ugualmente: e il giudizio
voro. Poiché ìei era tutto. Tutto, Tutto. Ognuno sarebbe rimasto 1o stesso: perché solo se avessi
dei miei pensieri era un fiore che le donavo, e il fatto tutto ciò che potevo, i solo con qualche ri
senso di gioia e di vita in essi contenuto era desti- sultato - solo alloia la mia vita uur.Èb" uu.,to
nato a lei - che forse ora li vede e ne gioisce' diritto al nome di'vita'. - Ora tutto ouesto è
Una volta louando ancora non vl era uessun andato nerduto.
grande dolorè, molto tempo fa) parlavamo di Ancoia adesso non la penso morta. ,Ancora
questo; € io le dissi: bisogna pur che ci sia qual' adesso so che vede se soffro, ancora adesso so che
cosa, tra noi, se l'uno ha un'importanza così gran' le dirò ogni cosa, ancora adesso...
E credo che non la potrò mai pensare in altro
28. Il 18 Baggio Irma si è stricidata. mooo.
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27 maggio8 stalgia di essa, il suo desiderio e la sua volontà
sono il muro che mi circonda, che dovrebbe esse-
22 ottobrea Non so perché ripr-endo a scri- re abbattuto per poter giungere alla luce. Umil-
vere. Questo è f inizio - oppure la fine. Sarebbe. tà! Umiltà! - Ma io, nonostante tutto, sono duro;
vano starne a parlare. Ieri è morto [,eo. Quanto ancora non sono del tutto spezzato, ancora non
mi era ormai lontano, quanto avevo già fatto i sono annullato. Qualcosa in me continua a st rin-
conti con ciò: non I'ho pirì, non c'è più - così gersi intorno all'opera - ancora non solìo stato
tanto, che ormai per me I'importante era il sen- umiliato abbastanza. tr{a che cosa può accadere
so, che per hri ciò aveva, e non la mia perdita. ancora? Non ho neppure la forza del dolore, la
Adesso tutto è diverso. Adesso sono di nuovo ri forza di stare al culmine estremo di tutti i pro-
gettato in me stesso, È rrotte e vrroto intorno a blemi e dolori; se ne fossi capace, certamente sa-
me. La mia intelligenza lavora in uno spazio rei salvo. Porei allora precipitare nell'abisso, op-
vuoto: mai resistere, mai essere. Neanche nel la- Dur€ essere liberato. redento. Vi è infatti un'al-
voro: non riesco a produrre nulla. È una prova, iezza, quella della categoria assolutarnente pura,
qì.resta, o una tentazione? È Dio o il diavolo che in cui tutto deve essere deciso come in una sfida
mi ha sotffatto ogni cosa? E qual è la sftada per divina. lr4a nemmeno ouesto mi è dato. Come
la salvezza, e qÙale per la tovina? Tutto è oscuro. rrna macchina macabra ìenza guida ne scopo, il
Ho l'impressione di essere punito per la mia su- mio intelletto lavora nel vuoto, nell'oscurita. O
perbia, per il mio confidare nell'opera e nel la- mio orgoglio e mia superbia: essere totalmente
voro. Anche questo mi sarà sottratto, e tutta la spirituale, aver gia abbandonato ogni cosa terre-
vita, e ogni possibilità di vita, e ogni cosa atti- na! Ora questa è la ricompensa: io sono 'puro
nente al futuro; e non ci sarà. la certezza di un sì spirito', cioè rrno spirito vuotu, senza vigore, sen.
o di un no, dove almeno il rifiuto indicherebbe za punto d'appoggio, senza valore; e la mia con-
nello stesso ternpo la via. No, tutto si trova al cul- dizione è la piu terrena di tutte: un impuro
mine di una tènsione dialettica: sl e no sono groviglio, il non-poter-ascendere alla sfera della
ugualmente potenti, e I'intelletto lavora neìlo propria purezza. Così l'essere è ritornato a me:
spazio oscuro e vuoto: niente, nessun segnoj nes- ma soltanto oer trascinarmi in basso e umiliarmi.
suna via. E neppure I'oscurità è un segno: tutta- E il 'puro'-spirito si affatica sellza scopo, nel
via la salvezza sta forse nell'opera, e non ho che vuoto.
da aprirmi un varco attraverso I'oscurita. Forse, Occorre por fine alla propria vita? Ieri - pri-
però, essa sta al di là dell'opera: I'opera, la no- nra di ricevere la notizia - Densavo continuamen-
te a questo. Tuttavia non è una soluzione. Per
Irma lo è stata, La sua tragedia è consistita nel-
29. Sotto quesra data nel manoscritto si lrovano alcurre
I'elemento vitale dell'esistenza, in urìa sfera dun-
Parore rlregglDlx.
30. Da quesra data in poi il diario prosegue in tedexo. que dove la morte è effettivamente un'antitesi
50 cl
dialettica della vita, dove un'assoluta omogeneità potrei odiare - e sarei di nuovo un lrorno, come
comprende morte e vita. NÍa che cosa può essere lo ero quando Irma e Leo erano vivi, e la loro
per me la morte? esistenza mi rendeva vivo. Potrei. allora. o non
credere a nulla di quel che appat€ evidente: e
24 ottobîe Sento vivere in rne una finora rnai sarebbe la mia vita di prirna, nra cou quesro pun-
avvertita nostalgia di felicità: sì, oggi è tutto il to centrale come l'unica cosa a rne rirnasta. On-
giorno che vado in giro fantasticando su di essa; pure potrei credere - e cornprendere l'azione'a
ho sempre la sensazione che la felicità sarebbe il partire da chi la compie, scorgere in ogni cosa il
miracolo, la soluzione e la redenzione. È frivolez- mio destino, il suo e quello di lei, vedere la colpa
za, questa - o stanchezza? In ogni caso significa soltanto in me, e infinc assolvere: I'accesso al ie-
che tutte le conseguenze pessimistiche che ulti ligioso sarebbe compiuto. Ed esso non può non
ùramente ero propenso a trarre devono essere an- awenire, se già non-è stata dectetah la mia fine.
nullate; se la felicita è pensabíIe, allora non vi è l3loth parla in rnodo straordinariamente preciso
alcun pessimismo. L'assenza di consolazione, nel- delle mie ( costnrzioni troppo panlogisriclte >. ed
la rnia dottrina delle categorie, deve essere al di esige maggiore realtà. |.a dialettica è onnai esau-
là di felici ta-in felici ta, ottimismo-pessinrismo, e sta. Dal matrimonio di Irma ha avuto oriqine la
antitesi di quesro genere. E non dev'essere piir serie Beer-Hofmann - K ierkegaard: rna oia non
rÌemmeno tragica; sebbene il fenomeno basilare ha più alcuna forza. Io vivo in frivolo ritiro in
del tragico - nella mia concezione - si possa si, problemi puramente intellertuali - e atrendo il
tuare al di la di questi concetti. Oggi, di nuovo, manifestarsi di un miracolo. Ma tutto è vuoto e
rni sembra di riprendere semplicemente l'antica intellettuale: una anticipazione nello spirito - e
via; come se si trattasse soltanto della mia capa- non una forte e umile attesa. Perciò il miracolo
cita di lavoro. può anche non accadere. E io sento che la situa-
zione nel suo comDlesso è soltanto tur tentativo
27 ottobre Una lettera di H.31 N'Ii scrive di rimalere nell'inessenziale, dal momento che
che non bisogna rnai credere a certe cose, o che rron sarei all'altezza della disperazione che ne se"
non bisogna mai farle vivere in noi (ad ecce- guirebbe. Così ora non vi è-che un triste vege-
zione del puro regativo, del diavolo). Se la mia tare (con la teoria della conoscenza cotne occ,,[a-
vita non fosse regolata in rnodo che tutti i pro- zione) - e atteudo di vedere se la rnia sarà una
blemi vitali sono conseqnati ad un insolubile lenta e totale decadenza, oppure se verrò spinto
tacere, ad un equilibriolra il sì e il no, allora al culmine delta disperazionè: la dove essa è così
autentica e intensa che non è possibile sostare,
31. Herbert Bauer (Béla Baltizs). Dalla coùispondenza si la. dove essa deve necessariamente aver fine. l"fai
deduce che Luklcs lo riteneva in qualche modo respousa- come ora avevo Drevisto in modo così assoluta-
bile del suicidio di hma. mente sicuro ciò ihe .leve avvenire, la rottura clel
52 il
lnio intelletttralismo, I'irruzione nel religioso; nìa presenza non può competere con la sua assenza).
io li vedo soltanto come necessità, come postula- Si tratta, adesso, di far sì che da loro si formino
ti - e non sono affatto'pÌonto', non abbastanza voci ed echi come sbirri che ci accompagnino? No!
disperato. O piuttosto proprio per questo do- Perché questo sarebbe un rappotto 'poetico', un
vraino accadere? (Questa è di nuovo una vuota Iapporto puramente formale - e dunque frivolo.
e frivola costruzionè intellettuale). - Poiché il Non mi sarà mai concesso di conceoire il loro
rnio essere intellettuale esprime un punto morto: destino come componente del mio - non mi sarà
il mio rapporto con l'essere è ttn modesto rinne- rnai lecito (e neppure possibile) dimenticare I'as-
gu.... iùrto, che si alterna con il piu superbo surdità della loro morte,
àisorezto per trttto ciò che esiste. E in questa st-
t,,"'rion. nessttna decisione prtò essere presa intel- li strano che - ora per la prima volta - nelle
lettuahnente: il culmine deve spezzarsil Deve! rnie fantasie suicide il pensiero di mio padre en-
Ora vedo chiaramente, come mai prima, che il tri come un impedimento; inoltre, oggi ho scritto
santo cleve essele stato Peccatore; solo attraverso a r\{ici! in modo piir aperto € piir profondo che
il peccato, solo attraverso Iaver Peccato, egli può a molti 'amici'. Che sisnifica ciò? Che I'assoluto
raqqiunqere ì'assoluto dominio sull'essere; solo sradicamento non posia essere sopportato, mia
coiieglfpuo essere in Dio. solo dopo essere stato sorella e mio fratello me lo hanno finora a oriori
nel pàccito. La categoria'in'è un segno tipico mascherato: ora la famiglia dovrebbe 'entraie nel
dei rapporti essenziali. Io non sono mal ancora suo diritto'. Tuttavia anche in questo occorre ret-
stato'in'qualcosa. titudine intellettualel Come non mi è possibile
Contintto ancora a soffrile di ogni cosa per cadere dalla disperazione nel pessimismo, così
confidarla ad lrma, per parlarne con Leo' Non rron mi è lecito riempire il vuoto intorno a me
oosso mai essere solo (anche questa, forse, è con- con dei surrogati. Come Herbert o Ernst Bloch
i.gu"r,ru della mia impossibilita-di-et"ts'' in'; io mi sono così poco 'amici', nel senso di quella ca-
no"r, ,ono lnai rnonologico). Ma essi sono i miei tegoria assolutamente irrazionale, mistico-profon-
clte oartner a priori. Se la mia analisi è giusta, da, che era presente nel rapporto con Leo (o al-
o.,undo un"uo dei colloqui amorosi con Hilda - nreno nel mio rapporto con lui), alffettanto poco
elra tuttavia Irma la mia interlocutrice e la mia la mia famiglia si configura come una famiglia
rneta. E con chiunque io parli ora, Leo resta sem- in senso proprio. Dunque: né Parigi, né Mona-
pre il mio parttt.i. Fotse però questo significa co, né Budapest. È spaventoso che tali pensieri
àiverrire monolocici. r\fa alìora è strano che, in siano solo oossibili.
pr imavera, dopoissere stato insieme con L' e l"
àro molto più'monologico di quanto lo sia ades-
so, tanto cire tutti e dúe ora mi sono piir vicini
di allora (come una volta ebbi a dire di L, la sua 32. Àlària Lukàcs, sorella di Gy6rgy.
t4 55
Il essere ricambiato da parte di L. e I.
non cosa essenziale, dal momento che è negata in
Io non sono mai stato per loro quel che loro sono quanto irraggiungibile? (Non è indice di una
stati per me. Era un amore astrale: e tuttavia per sensibilita meschina che io possa pensare come
me di terrestre irrazionalita, per loro, senza dub- possibile qualcosa deì genere?). Perché non pon-
bio, era sublime a metà, e, alla lunga, frenante. - go fine alla mia vita? Non lo so. È meschinita?
Come sono sempre stato infinitamente solo, e È speranza? (C'è senz'altro una ceÌta presunziorrc
quanto lontano dalla vita, poiché quella era la nel pret€ndere la redenzione, poiché se ne ha bi
mla vlta. sogno; certo: essa uon viene data in base al ,me-
rito'; ma questo è il punto di vista divino; uma-
È singolare - lo noto soltanto adesso - il forte namente parlando, invece, la si deve .meritare,.
parallelismo tra la realtà corpoîale e quella spi E io certamente non I'ho merihta. Poiché oerfi
rituale. Sto sulla cima di una torre - e mi nascorr. no questa ammissione non è espressione di aiterr-
do il volto tra le mani; alcune settimane fa ho tica umilta). La mia attesa è ostinazione? È sfida?
scoperto - cosa che prima mi era ignota - che Sento - molto profondamente - che, per I'opera,
soffro di vertigini. Ne conoscevo gia la sensazio- ancìre il divino può essere posseduto, perfino se
ne fisica: era ouel terribile senso dell'abisso che non lo si possiedì; che esistè un giudizio esisten-
mi afferrò ouando lessi la notizia della morte cli I. ziale; che nello stesso sistema della rederrzione
E quest'altia? - O non si tratta qui di qualcosa non è lecita decadenza. - In conclusione: è nro-
che è piir di un'immagine? prio perché le cose, ora, mi vanno cosl male-che
dovrebbe essere possibile pr-endere una decisio-
17 notembre Continuo a vivere - come è ne. Perché dal punto di vista intellettuale, solo
shano; sembra che non ci sia mai una fine, Etl è una decisione è giustificabile, non una fuga. E
strano che dentro di me non trovo assolutamente ad essa dovrei giungere, non perché a me è nega-
alcun argomento contro íl suicidio. Addirittrrra ta questa o quest'altra cosa raggiungibile (per
trovo per esso - cosa di cui non sono mai stato esempio, ora, una piena capacità di lavoro), ben-
capace prima * l'assoluta giustificazione intellet- sì perché io - che nel mio ambito sono piena-
tuale: sono alla fine. Quel che è raggiungibile mente valido - appartengo a un tipo umàno o
con il puro intelletto (non quindi come risulta- cur è negato il supremo compimento. Se dunque
toJ come azione od opera, bensi come sfera del- non accade alcun miracolo, e io non vivo nessrr-
I'esistenza) I'ho raggiunto; ed ora questo si rivela na Damasco (in cui il tipo umano cui apparlen.
essere niente. E adesso? Non è - anclìe intellet- go v-errebbe trasforrnato;, la mia esistenz'a'diperr.
tualmente, anche 'filosoficamerìte' - piir onesto de dalla questione logicà del giudizio esisrenzia-
e più coerente decretare una fine, pirrttosto che le. Detto in altri termini: se è aiusta la conce-
essere spinti lentamente a compromessi, e lentaì e
zione vedica per cui Ia santià d;lle opere apre
solo la via dei padri e non quella degli rièi al-
di rappresentare quello che c'è di piir alto, la sola -
5t) 57
l<.rra io posso spararmi. Poiché se io non posso dal mio essere; ma ad esso vogiio rimanere fede-
r.aeeiuniere, atiraverso la mia opera, il non-venir' le, fintanto che sono condannito ad abitarvi e ad
essere cosi. In questo, per lo meno, non vi siano
oiÍlEenelt"to. allora per me non c'è alcuno scopo'
itel'ptimo caso, I'opera è in sé priva di valore' banalita né compromessi.
\ta t'ra i due casi ci beve essere una qualche con-
nessione. 2i nouembre Come tutto diviene dialettico
Ma è da noare che prima i miei istinti pro- in me; poiché nella mia vita non può entrare al-
pendevano per il suicidi,o, mentre la mia etica gli cun elemento di realta (e dunque nessuna scel-
!i oooon.ni. io awerto un imperativo aI
Adesso ta). È uno stato di frivolezza, o semplicemente di
rl,ic'iàio sempre piir chiaro, mentre ciò che gli si salute, questo in cui ora mi trovo? Questo perma-
oopone è qúalcósa di assolutamente opaco, ine- nente oblio della mia condizione - di cui solo
ràii*iuit..'oi che cosa si tratta? Tutte le possi' raramente prendo coscienza (ma allora con glan-
bilità immaEinabili sono esaurite' E non so nep- de intensita, anche se per poco). Dovra. esso du-
pure se ho -il diritto di scagliarmi, con questo lare fin tanro che non mi ci sarò .abituato,? OD-
imoerativo. contro i miei istinti in modo addirit- pure dovrò abituarmi, attraverso questa irrealfà,
,.,à itt"ro."bil., come ho sempre fatto. Questo è al decadimento interiore? Oppure? - Queste cop-
i[ carattere disPerato della mia situazione' Non pie antitetiche potrebbero proseguire ad libitum.
I'infelicità, bensì I'oscurita. In Passato, qualun- Si tratta, appunto, di uno stato dialettico. Nep-
que incert€zza mi si presentasse, io sapevo sem- pure il piir grande poeta potrebbe escogitare, per
nre quello che dovevó fare; adesso proprio que- delinirmi. situazioni piir simboliche di quell'ul-
iro è-divenuto dialetticamente incerto' Perciò da timo pomeriggio in cui lrma voleva avere il mio
part€ mia, forse, non è soltanto frivolezza branco- indirizzo (con turti i pro e i conro dialettici);
lare e attendere. o il biglietto con il solo indirizzo degli ultimi
E di nuovo mi chiedo (come in ogni 'diario'): giorni di Leo. E quanto piir intensamente riflet-
uerché scrivo tutto questo? Tuttavia, questa vol- to su di me, tanto pirì chiaramente vedo che
i^. io so che cosa vi è da iluminare, che cosa soltanto la morte è una decisione: se io oose-
déve essere illuminato. Se devo andare in rovina dessi una reale lettitudine intellettuale, un au-
a causa della mia spiritualità, allora questo-deve tentico impulso alla conoscenza, allora rni do-
accadere in modo ipirituale. Se mi sparo, la ra- vrei uccidere; solo in questo modo potrei impa-
Eione di ouesto qesio deve essere chiara come la clronirmi di quella scelta che il destino sem-
Xuestione'del priícipio in ogni buona teoria deI- pre mi sottrae; solo in questo modo potrei rag-
l'a conoscenza.'Se deio sprofóndare nella meschi- giungere quella realta che, diversamente, mi vie-
nita e nel comPromesso--, allora voglio che que- ne sempre negata e mi risulta impensabile, Ma
sm m€schinità;on sia occulnta, voglio avvolger- io non sono abbastanza deciso. È qualcosa di asso-
mi in essa, e in essa abitare. Sta in Dio redimermi lutamente opaco, assolutamente non analizzabile

5ò 59
che mi trattiene? - Ma allora. questo mio sPrez- cosi disonesto che al fondo, inconsapevolmente,
zante rifiulo dell'elemento creaturale, è forse di- non opera una rinuncia definitiva, ma si consola
venuto dialettico? Io non sono riuscito a scacciar' con la possibilità., con I'oggetto della nostalgia,
lo; si è rincantucciato in quest'angolo, e mentre che potrebbe sempre esserci, ma che tuttzvia non
in generale, sempre e ovunque, la mancanza di c'è, Non c'è ora, E questa è una realtà assoluta,
creituralita ha cómportato una mancanza di de- e dinanzi ad essa (ogni realtà comporta una deci-
cisione, una sospeníione dialettica, in questo ca- sione, un destino), se tutto ciò è giusto, io avrei
so è il residuo d-ella creatura che vanifica l'unica fatto naufragio. Quid nunc? In questo caso un
decisione: il suicidio. Ma dovrò rimanere sempre suicidio sarebbe stupido, tautologico. Che fare
in questo oscillare? Sì: se avessi il pathos per la dr.rnque? Rinunciare, e, irì tutta umilta, intra-
teològia negativa (umile)t Realizzare l'estetita prendere un'impresa minore? Ma è possibile or-
della pura nbstalgia, del puro precorrere (filoso- rnai rinunciare? Proprio per questo, perché que-
ficamente inteso): ma io sono troPPo Plccolo p€r sta era la decisione, non si può prendere nessuna
questo. E, di nuòvo, oscillante in maniera dialet- decisione. - L'infelicita consiste in auesto: fin-
tìca: è ìa mia nostalgia di decisione che me lo telligenza non basta per venirne a capo: la deci-
imoedisce. la mia fame di sostanza e realta, o è sione deve provenire dall'esterno, oppure scatu-
quàsta noitalgia, invece, un principio più alto rire dall'interno. E per quanto tempo? - Il cer-
e piùr profondo? chio è di nuovo chiuso, ed io potrei ricominciare
Ancire in questo caso ogni decisione è i-p9: oa caDo,
sibile. Per quìnto io possa essele favorevole alla Unà cosa è chiara (anche se rende tutto ancora
peseiore delle possibilità, per quanto io Possa piir dialettico): io non sono un uomo nornrale.
hifri: rinunciai - ritrarsi rin gridino príma àel- Un autentico santo, o un vero pensatore, dovreb-
la decisione, dopo averlo sentito una volta come be uccidere in sé quanto vi è di basso, di creatu-
interiormente possibile, è peccato e frivolezza. rale, al line di raggiungere la propria perfezione;
Così tutto rimàne sospeso. - Ed è singolare che dovrei io dunque [arli maturare a piena vita -
in primavera, proprio quando credevo di essere per poi sopprimerli? Chissà? - Ma dialetticamen-
desiinato a qu;sta condizione, è accadrtto sempli- te le cose stanno cosl i e perciò forse mi è negata
cemente che essa non soltanto è clivenuta possibi- la perfezione (grandezza = corrispondere alle
le, ma addirittura necessaria - ed io ho fatto nau" norme), oppure proprio per questo potrò rag-
tragio. Qui vi è qualcosa che si deve esaminare giungere qualcosa (forse soltanto fisare un con-
con la massima precisione, e cioè se in questo fine) che ai 'normali' è negato? Que sais-je? (For-
modo la decisione non sia già stata Presa: tutto se però tutto questo è sbagliato).
quello che c'era prima si rivelerebbe, allora, co-
me una falsa oscillazione, uno star sosPesl Per 24 noternbre Il suicidio sta trovando gíustifi-
vilta, per cedimento, che però, intimamente, è cazione in maniera sempre più chiara e logica;

60 6l
la qual cosa, però - tanto disperatamente 'inef- 25 noaembre Talvolta si risvegliano energie
fettuale' è la logica - non può dire assolutamente vitali: allora tutto questo stato mi sembra poco
niente su ciò che deve accadere. Esso non avrebbe virile e indegno. Voìrei lottare, senza speranza,
ora nessun legame con gli avvenimenti esterni. senza meta, s€nza aspettaÍni uulla: soltanto lot-
L'elemento esteriore consiste ora unicamente in tare, combatter€! Tuttavia: dov'è il nemico? Io
un togliere il velo; io lo stilizzo in destino, traen- sprofondo in una palude: non c'è alcuna via
done ora tutte le conseguenze che non ho tratto d'uscita. Il mio antico grido: lavoro! lavorol ora
prima. Senz'altro in questa attivita c'è qualcosa non serve a nulla. L'intelletto mi tìa rovinato:
di forzato: senza tutte queste sventure, probabil- troppo a lungo, in maniera troppo esclusiva, la
mente sarebbe durato ancora più a lungo il do- realta. puramente intellettuale e I'ubriacatura del
minio delle benefiche menzogne. N{a la conse- lavoro hanno sostituito tutto il resto: adesso sono
guenza che io ne traggo sta esclusiuamente in me, come un morfinomane, i cui nervi già reagiscono
è pensabile e deducibile unicamente da me stes- a st€nto ad una dose piu forte di veleno, e che
so: da un giudizio analitico che ha origine nel non può più fare a meno di quell'ebbrezza; e per
rnio essere. Inoltre, mi accorgo di essere occuPato il quale piir nessuna sostanza può fungere da fre-
da me stesso molto piir di altre volte. Quando sco ed efficace stimolante. Perché anche in que-
Irma si sposò, pensieri di suicidio mi divennero sto occorre essere chiari e giusti: per quel che
familiari: ma sarebbe stato ridicolo, e inadegua- riguarda la produttività del pensiero, ho fatto
to, morire a causa di una donna. In estate, quan- continui progressi; e quanto io scrivo ora è cer--
do appresi la sua morte, speravo sempre che pri- tamente più profondo e più compiuto di rurto
ma o poi avrei perduto la mia chiarezza e la mia quello che ho scritto finora, e se iniglioro negli
coscienza - e allora sarebbe accaduto. Questo sui oggetti di cui mi sono occupato finora (il dram-
cidio non sarebbe stato altro che una follia del ma non tragico), ciò significa pur sempre un ap-
dolore, una rottura - anche se inadeguata. Que- profbndimento. Ma sono divenuto non idoneo al
sta volta tutto è diverso. E che 1o stato d'anirno lavoro. Con sempre più forza si sta manifestando
dei momenti migliori sia uno stanco a quoi bon? qualcosa che si preparava gia da molto tempo e
-
serve soltanto a dimosffare che la stanchezza e la cioè non riesco piir a sopportare un lavoro qtrie-
nausea, che sono nate con me, adesso non hanno to, privo di ebbrezza e disinteressato. Non appena
neppure un momentaneo contrappeso. Non ci il testo che ho di fronte cessa di sprigionare una
sono piir belle menzogne. Ma questo è - aI mas- reazione del tutto passionale, non riesco piir a
simot - un pretesto; al massimo, la sua origine seguirlo. Cosi accade che, pur tra molteplici inte-
empirica. Ma una spiegazione dell'origine non è ressi, nella. disposizione di spirito piir produtriva,
una spiegazione dell'essenza. e nel continuo sviluppo, non riesco a procedere,
ma anzi mi awicino ad un interiore decadimen-
to: ogni giornata ha un tempo breve e intenso -
62 63
J0 noaembre È interessante che in ciascuno
poi, uno stupido e infruttuoso e frivolo far nien- di noi, quando la vita volge alla fine e ogni ele-
ie; che però ttou ha in sé nessun elemenlo di mento estraneo vrene meno, emergono la tazza,
distraziohe. di listoro, di conforto: è un lasciarsi la famiglia, che riportano vittoria su tutto ciò che
andare nel riposo. (Noto incidenalmente: da si è acquisito e desiderato. Così è stato per l-eo.
un punto di vista esteriore, ho avuto molta sfor- Così è per me. Soltanto - credo - io jono più
tuna. Da due anni sapevo che adesso sarebbe ve- chiaro di lui: io ho mantenuto e conservaro ruare
nuto un periodo di apprendimento molto duro. le mie antiche valutazioni (o almeno esse non si
Allora vi furono: il dottorato, la malattia di pa- sorìo spostate in questa direzione) - solo che io
pa, che mi rovinarono la prima metà del l9l0; ni vedo in un altro rapporto rispetto alla mia
con i viaggi rovinai io la seconda' Quando, alla famiglia; mi vedo in stietta connèssione con es-
fine dell'anno, ero di nuovo a posto, ci furono sa. Posso esprimerla in questi termini: noi siamo
Herbert, vari elementi di imbarazzo, ìa prima- tutti dei visionari senza visioni; uomini assoluta-
vera a Pest. Firenze: di uuovo poche settimane mente irreali, che per di più sono fortemente ra-
di raccoglimento - poi di nuovo interruzione! Se dicati alla terra; reàlisti seiza il senso della realtà.
io semplicemente avessi sospeso ogni sviluppo nel
È singolare come in questo papà e mamma si sia-
corso di quel periodol Allora sarebbero soltanto no avvicinati. Jo sono l unico consanevole tra lo-
andati persi due anni. Invece, in questo modo, ro; ho acquisito questa chiarezza fin da bambino
tutto è cresciuto senza fondamento. Io rni trovo
- interiormente - di fronte ad azioni dimicuitro-- - ma non mi è servita a raggiungere la realtà che
mi difettava; non si può, in questo caso, parlare
esteriormente - non sono all'altezza. Così di sostituzione: soìo mediante-la non-chiaiezza la
vo ad occuoarmi necessatiamente di lavori che realtà può essere celata, mediante sufrogati può
ormai - a prescindere dal logoramento del mio essere sostituita. La mia etica era (lo vedo oggi)
sistema nervoso intellettuale - Per me dovrebbe- ttn inconscio tentativo di fare della chiarezza un
lo essere interiormente superati). Tuttavia que- surrogato della realta; e nel guardare (par distan"
ste non sono che'ragioni' e cause esteriori. Quel
ce, e un'etica della 'purezza' come la mia è anzi-
che occorre fare mi sta di fronte nella forma di tlltto un problema di distanza) non vi è una gr.an-
un chiaro dilemma: o lavorare, o perdersi nel de differenza tra mondo esteriore chiaramente
frivolo. E io sono - in questo senso - divenuto visto e realtà vissuta. Questa illusione però è pas-
non idoneo al lavoro. Anche qui interno ed ester- sata. Ora io vedo I'elemento ,Luklcs, in me: lo
no fatalmente concordano: da un lato ho perso vedo però come incapacità. di vivere; per me:
la'fede', dall'altro i miei nervi vengono mrno. poiclre io non posso sópportare una vita inessen-
Entrambe le cose procedono verso Ia stessa rneta ziale, e se continuo a vivere è perché, nonostante
- forse proprio perché sono connesse? tlltto, non ho ancora rinunciato a vivere, Oppu-
re? Oppure io sono del turto un'Luklcs,
- e al-
oi)
64
lora - in un modo per me oggi inconsapevoÌe - si, tutto ciò non sarebbe un problema. t.a felicità
riuscirò ad aggirare la realtà? Giacché il suicitlio - intesa in senso ampio - è un rapporro esrsren-
è realtà. Addirittura, I'unica realta a me acces- ziale con la vita: ma anche l'ascesl lo è. Io sono
sibile. nell'antinferno di Danre: Non ragioniam di lor,
In singoli momenti si può vedere soltanto cir) ma guarda e passa.Y
che si è perso; lo si vede nelle piccolezze, nei
clettagli. Nfi è venuto in mente che, per tutto un 15 dicembre La crisi sembra essere alla fine.
periodo di tempo, trovavo che I'ascesa di P. Ernst l,Ii sono rifugiato uella teoria della conoscenza e
come tragico contraddiceva la rnia legge delle nella frivolezza. La cosa andrà - temo. euello che
classi in declino (a lungo non mi sono occìrpato ne è rimasfo è che io sento la mia.vit-a', ìl mio
di questa cosa - ora che ritengo possibili, nella 'poter-corltinuare-a-vivere' come decadenza; attra-
storia, delle leggi negative, non lo posso negare). verso il suicidio, sarei vivo, al culmine del rnio
Ebbene: Ernst non poteva andare oltre la sna essere, conseguente. Così, tutto non è che un tri-
Brunilde. Questa è órmai I'ultima asociale tra- ste compromesso e un declinare.
gedia del destino della borghesia assolutamente
sradicata. Weber: la nostalgia priva di contenll- l6 dicenzbre Strana la condizione Duramente
to; Charolais: metafisica del congiuntivo; lìru- intellettuale: sono sicuro di non esserà rnai stato
nilde: etica tragica di chi è rimasto solo.33 Perir vicino alÌa meta come adesso. eualsiasi cosa leg-
tutto questo è indifferente: mi è venuto in rnen- B!, avye19 sempre che la mia teoria dell'irnpli-
te Leo: le cose acquistano un senso solo in pre- cíto, dell'incompiutezza produttiva, del mitólo-
senza di lui; se lui non c'è, nulla ha senso' È sin- gico nella formazione dei concetti, è la soluzione
golare quanto poco fosse necessario l'essere-cotr- di tutto. Per quanto sia ancora lorrtana la via
me e I'essere-per-me di Leo e Irma, dato che era- verso il farsi esplicita di questa visione, la via è
no loro a dar-mi esistenza; il fatto che esistessero comunque definitivarnente trovata. È str.ano;
era sufficiente. Ormai 1o so: io non ho bisogno mal come ora mi sono sentito una nullità così
di essere per qualcuno quello che loro sono stati detestabile e senza vaìore. Sì, in alculi momelti
per me (Dio miol), bensì che qualcuno divenga - rari e buoni - scopro le tracce di una vera
per me quello che loro sono stati. - È in qì.resta umilta; questo sentimènto, l'ho conservato - nìa
assenza di gioia che io naufrago? Felicità : esi non lo merito, non sono degno del rnio proprio
stenza? ln un senso molto profondo, vi è qualco- pensiero, e mai lo potrò divénir.e. prrò consisìere
sa di vero: se si intende la felicità itr un senso in ciò la soluzione? - Ora rutro è ancora imnerso
ampio - e se vi si aggiunge un complemelÌto. in una opaca frivolezza - e occor.re anche guar-
Cioè, se io avessi un talento femminile per l'asce- darsi dalle possibilità di frivolezza di questo sen-

33. Personaggi di drammi di Ernst, 34. In italiano nel reslo.


oo
timento. Incidentalmente: le mie virtir 'tìegati- À,IETAFISICA DELLA GIOVENTÙ
ve': ouesta ansia nervosa dinanzi alla frivolezza DI MASSIMO CACCIARI
. qu.ito nervoso irrigidimento nei suoi confron-
ti, il sentimento di pulizia psichica parimenti
uervoso, le pretese nei îaPPorti - non sta iIÌ tutto
ciò la mia inadeguatezza alla religione, all'esisten-
za? Oppure - e così la questione si complica, rna
si fa anche pir\ chiara - la ragione di tutto ciò
rron sta nella mia mancanza di misura (nel fatto
di non avere, in me stesso, alcuna misura)? Allo-
ra l'etica sarebbe definita come misura dello srni-
surato: assai vicina cioè a Kant - e il nuovo con-
cetto, che subentra nella religione, salebbe ap-
punto: la misura (qui soltanto religione ed este-
tica, rigorosamente lontane ì'una dall'altra; an-
che l"alte di vivere', ai conÎini di etica, estetica
e religione, è un problema di misura). E tutto ciò
liporta all'antica domanda: come posso io essere
filosofo? Vale a dire, dato che io non posso mai.
in <luanto uomo, uscire dalla sfera etica - come
posso dar forura a ciò che è alto?

68
TRAUERMARSCH

Il 20 novembre del 1889 Mahler cliriEeva alla


I ilalmonica di Budaoest la sua Prima Sinfonia.l
Possiamo immaginaré il pubblico di quella sera?
Vi erano i maestri delle future 'colonie' artistiche
di Nagybànya e Gódólló?, Vi era ódón Lechner?
E come, neìla sua ricerca del rapporto tra le nuo-
ve forme architettoniche euÌopee (Wagner, in
particolare) e tradizione popolare ungherese, do-
vette agire la musica mahleriana? Vi era, giova-
nissimo, Béla Lajta, che giungera, col cabaret Pa-
risiana o col palazzo Rózsaviilgyi (l9ll-1912), a
run decantamento dello stile Sezession di timbro
cluasi loosiano?3 Vi erano, anch'essi giovanissimi,
gli imrninenti animatori della Budapest cultura-
le-politica, il fondatore di < Ventesimo secolo >
O. Jàszi, Errvin Szabó?a E Sandor Ferenczi - ini-
ziìr da lì I'itinerario a Freud, a Thalassa? Come
udì quella musica (come potrebbe non averla
udita?) Endre Ady? Sicuramente vi era quel Ber-
ndt Alexander, filosofo, estetologo, professore al-
I'università dal 1878, che tra i primi riconobbe il
valore di Lukàcs e in particolare del suo grande
libro sul dramma moderno; né poteva mancare
Júzsef Lukdcs, il padre di Cyòrgy, che, nato da
una famiglia ebrea povera di Szeged, era divenu-
to direttore di banca a Budapest, Kunstfreund
per eccellenza: chiamò Bartók a insegnare piano-
forte a uno dei figli, Jínos, e composizione alla
7l
figlia N{ici. Fu in uno dei palazzi di proprietA del Qui si compongono, leierlich und. gemessen, ll
padre che il diciannovenne Lukics diede vita al <puro slancio >, lo stadio del < puro trammen-
teatro Thalia. Ma accanto a questi nomi soprav- to >? dell'esistenza romantica, il faoco che ne con-
vengono subito quelli degli altri protagonisti del- suma ogrri consistere, e la rnisura del dramma.
l'ebraismo ungherese a cavallo del secolo, da Si- Quasi una risposta a priori ai problènatu luk{c-
mon Hevesi, che raccomanderà a Ibsen e Bjiirn- siani: la forma romantica dell'ironia non appare
son il futuro autore de L'anima e le forme, a pirì stretta fra lorza dissolutiva e impossibilè ane-
Dívid Kaufmann, la cui biblioteca ebraica priva- lito alla patria di una nuova sintesi, di una Cul-
ta era tra le piii preziose del mondo, a József lìí- tura, come destinata perennemente o ad essefe il
nóczi, direttore dell'Istituto magistrale israelitico, seme da cui d,eae naicere l'Io o a trascorrere da
e il cui figlio, Líszló, fu stretto compagno di Lu- esperienza a esperienza, ( passiva >r ditronte alla
kócs negli anni della sua theatralische Sendung.s vita: proprio a queste esperienze, che la memoria
Aus d.en Tagen der lugend, titolava il program- scava e che sa non piir intuibili, essa conferisce
ma cli quella sera il Primo Movimento. l,o svi- misura, ritmo. L'ironia né dissolve nel puro
luppo della Sinfonia fugge uia dai giorni della frammento, né 'inizia', come un fuoco purilica-
giotinezza; Budapest, come la Vienna dei Klimt tore, all'ex-stasi verso nuove sintesi, ma còglie det
e degli Altenberg, apprende da lvlahler che la frammento, del caso stesso che irrornpe nella me-
memoria è anche qtesta fuga che consuma ogni moria, e che la memoria cila e commenta, il suo
îelice intuizione. Lajos Fiilep le studierà iì ruolo proprio, l'autentico. Dirà Lukícs: < L'assoìuto,
nella creazione artistica in un saggio su ( A Szel- ciò che non ammette mediazioni, l'univoco, è sol-
lem > (191l):ó quando la memoria assume un tanto il concreto, il fenomeno individuale >.e Co-
ruolo davvero formativo nell'opera, I'attività del- si il 'Frère Jacques' d,ella Marcia lunebre si tra-
l'intuizione cessa. < Intuizione della memoria >' sfigura, rimanendo tale, nel metro della memoria,
è un gioco di parole; solo ciò che vive cpri-e-ora della sua Dis-tanzt| dalla intuizione felice: distac-
dinanzi a me è intuibile. La memoria anela infi co e ritmo, misura; dramma e lorma d,el dramma.
nitamente all'intuizione senza mai poterla rag- Nella Sinfonia, ogni 'luogo comune' si rivela un
giungere, scava nel passato, ricerca le immagini abisso poiché si rivela luogo. La citazione della
nella loro pier.ezza, comporta prove e lotte - nìa memoria non asffae, non sublima, tna v€de il
in essa i giorni della giovinezza appariranno setn- 'luogo comune' nella sua dimensione propria,
pre nel tempo del loro Trau.errnarscft. Questo è cioè come luogo - ved,e il luogo nel .comune',
il temoo della memoria. Tutti i nati 'attorno' alla l'univoco, l'individuale in ogni esperienza. La
Primt di l\,Iahler ne sono partecipi: la loro 'gio- composizione d.à luogo alle citazioni della memo-
ventu' non è che elemento compositivo. un movi- ria, che ne divengono un principio costirutivo;
mento nel contesto della Sinfonia, in fuga verso esse awengono nella composizione, nel senso del-
il proprio Trau,ermarsch. l'Er-eignis:rt il proprio del fenomeno assoluta-
12 73
nente individuale e concreto, per quanto la Dis- 'tt'asfigurarsi', nella memoria, nella Dis-tanz della
tanz della memoria possa scavarlo, ha luogo, tro- memoria, come il 'Frère facques' di Mahler? [,
va íl proprio luogo nella composizione - che nou non vale l'idea, la forma pioprìo come questa po-
ha la forza di intuirlo, che non è'felice', ma può tenza trasfiguranre? ciò èhe'è in gioco in quÀto
però ricor-darlo, ricondurlo al centro, Îarne il 'platonismo', e che ne costituisce la peculiare
drammaticità, è la possibilita dell'idea. Il mondo
Pfopîro metro. rlella vita appare oimai completamente irreligio-
Ciò che appariva 'iuogo comune'diviene così
ellzos: trovare-dare-luogo. In questa prospetl"iva so nei suoi confronti: né essa può esistere come
la Sinfonia mahleriana pensa iI finito - non per Cuhura, sintesi del mottepticè. La dimensione
disolverlo, non per superarlo, ma per comporlo dell'idea come forma dell'in-dividuo è la sola in
in quanto assolutam€nÈe concreto, individuale- crri essa può esistere nel 'tempo della miseria,. Si
indivisibile. Nella prospettiva di questo ethos,la tratta, necessariamente, dell'idea ne lla memoria,
vita può essere'salva', non nel sopprimerne i con- ri-cor-data,'salvata' in null'altro-che-nella memo-
trasti, nel po€tizzarne ogni evento o nello'sfrut- ria, mai, cíoè, intuita nella pienezza felice della
sua esistenza. Questa dialettièa per la quale ciò
tarla' come suoi seduttori. È dalla creatura che -
che viene a interrogazione o ciò che diviene enig-
occorre trovare la forma, è al suo proprio che oc-
corre dar-luogo. E solo 'salvando' cosl i fenomeni rrratico è I'idea stesia. e questa idea può,salvars'í,
si potranno 'salvare' le idee. Solo se il fenomeno, soltanto lello specchio d'ella memoiia, nella sua
lo stesso'luogo comune', è così concepito, potrà Dis-tanz da ogni intuizione - spiega la natura
esservi lorma e, dunque, composizione. La forma essenzialmente melanconica del ;olatonismo, lu-
è sempre aerso il concrelo.t2 Il 'platonismo' de1 kdcsiano.'salvare'l'idea è tutt'unò col vederne il
giovane Luklcs, in tutte le sue diverse varianti, distacco dalla sua stessa rad,ice, col yed.erla luttuo-
che analizzeremo, si origina come esperienza del.- sam.ente - come se la sua tonalita si trasformasse
la problematicita della forma, minacciata di spet- da forma piena della visione a debole forma del-
tralizzarsi irr vuota tautologia oppure di naufra- l'udire, dell'ascolto: I'idea. come memoria del-
gare r sugli scogli della esistenza >. Il particolare I idea, risuona nella vita della creatura, ri-suona
timbro di tale 'platonismo' impronta l'intera ge- creaturalmente. Esprimere tale ri-suonar.e è il
nerazione culturale ungherese cui LukAcs appar- douere: coglierlo e comporlo, Duplice, costituti-
tiene e che egli largamente influenzò: 'salvare' il va problemlticità di quàsto ,platonismo'; da un
fenomeno, e cioè concepire il finito come in-diui- lato, concepire I'idea nel tempo, gotúlos, della sua
d,uo, come luogo-proprio, I'evento'caso come Er- non-intuibilità; dall altro, esprimerla nella forma
eignis, ciò coincide oggi con ia 'salvezza' della del dovere-Sollen, nella foima dell'imperativo,
stessa idea. Come può I'idea 'salvarsi' nel mondo per principio distinto da quella della" certezza
della vita, s€ quesa vita non fosse in sé concepi teoretica.
bile come Er-eignis? se i suoi casi non potessero Alf interno di questo quadro è possibile, forse,

74 IJ
comprendere unitaÌiamente le diverse esperienze sociologico della loro operaj non solo gl-arÌdi so-
del giovane Luklcs, in quanto tentativi di rispo- ciologhi come Polanyi e l\{annheim, il cui costan-
sta a questo rnico pròblema, nella cui deÎinizio- te interesse oer le sintesi storico-ideali lascia chia-
ne il neo-kantismo tedesco reagisce con I'angoscia ramente traiparire f influenza luklcsiana e, attra-
apocalittica della contemporanea Russia'dostoev- verso Lukócs, del Simmel della Filosolia del de-
skijana'e la critica kierkegaardiana della dialet- naro e d.ella Sociologia; non solo Balósz, nella sua
tica con la volonta-dovere di forma che agita la opera, sopratutto, di drammaturgo e nelle sue ri-
poesia di un George come iI dramma post-nltura- flessioni sul dramma; non solo il giovane filosofo
Iista, Che I'una o I'altra di cueste colrenti costi- Zalar, che Lukócs raccomanda a Fùlep con queste
tuisca di volta in volta la tonalita det saggio lu- parole: * È il nostro uomo: contro la psicologia,
kócsiano, l'intenzione che esso esprime è sempre autipositivista, metafisico. Un uomo intelligente,
'superiore' al conflitto; il saggio, \a forma d.el sag- colto, estraneo alle consorterie ungheresi... )r4 -
gio, culmina in quella attenzione per il fenome- anche il simbolisrno, certamente minore, di pit-
no, verso il finito, per coglierne il proprio, I'asso- tori come Gulócsy o Ferenczy (che ritrasse il pa-
luto. In ciò esso si distingue a priori da ogni im- dre di LukAcs), o gli ibridi ruskinianitolstoiani
pressionismo, proprio in quanto è 'erede' del pa- dei 'maestri' di Gòdóllò, da Slndor Nagy a
thos d.ell' attenzi one : interminabile ad-tendere al Kriesch, per non parlare del Gruppo degli Otto,
proprio, ad-tendere all'intuizione del proprio e srr cui torneremo, condividono la prospettiva an-
alla gíoia di tale intuizione. In ciò I'intenzione ti-impressionistica della ricerca lukàcsiana. Para-
del saggio può apparire 'sistematica'- una sorta dossale ricerca, poiché essa si definisce nella for-
di 'sistema' dell'ad-tendere. O, in termini diversi, ma del saggio - ma di un saggio 'platonicamente'
la rnistica dell'attenzione è qui divenuta, nell'im' rivolto, attento, all'assoluto, cioè: all'assoluto che
pressionismo del mondo della vita, dovere-Sollen il finito stesso rivela, in quanto Er-6igr1;s - un
profano dell'ad-tendere, ma questo dovere sa di saggio che nel suo creaturale esistere-esprirnersi
essere anche memoria di quella mistica, di ri-suo-
'salva' la stessa idea. Questa dimensione della for-
narne. Questo ri-suonare era il Trauermarsclt rna saggistica viene quasi sempre fraintesa, ridu-
mahleriano. tcndola così proprio a quell'impressionismo cui,
Se questo quadro vale al più alto grado per in Luklcs, metalisicamente si oppone. Il saggio
Lukícs, non appartiene però a lui solo. Quella è 'platonisrno' rovesciato: I'attenzione al finito,
che Hauser definirà la ( grande generazione >r3 il suo commento, 'salva' l'idea, ne custodisce la
della cultura ungherese dell'inizio del secolo ne forma nell'unica dimora oggi possibile. Perciò il
partecipa pienamente. Non solo Fùlep e Popper, saggio, in quanto 'platonismo', rimane a priori
nel taglio 'cézanniano' della loro critica d'arte, e, nella direzione e nel senso del sistema: la tensio-
più tardi, Antal e lo stesso Hauser, nella specifica ne sistematica non gli 'accade' dall'esterno o per
attenzione alla forma che anima l'impianto pure I'esperienza di un suo qualche fallimento, rna gli
76 4t1
è originariamente propria. Il saggio attende ll si- in quanto funzioni. Il secondo stadio o strato del
stema, nello stesso momento in cui attende I'asso- saggio definisce il contesto di tali funzioni o, rne-
luto nel finito - attende che il finito. rivelandosi glio, le diverse strutture cui esse possono dar luo_
assolutamente,'salvi' I'idea. go; il terzo, infine, ne ad-tende l,intenzione signi_
ficante, I'anima. Tutto jl saggio è dísposto_cóm_
CULTURA ESTETICA posro verso q\esto centro _ nella DrosDettiva del
suo fuoco immaginario. II centro, infàtti, non è
È tr{annheim in una conferenza del1918, LéIek rappresentabile nella form4 del saggio, poiché
és Kultura, Anima e Cultura,ts a offrire l'analisi essa è propria dell'(uomo irredeniòo. se norr
ancor oggi più esauriente della < grande genera- come a,tteso: Ma quest'attesa, svolgendosi concre_
zione >, di quei < precursori >, egli dice, < la cui tamente nell'accadere, ( verso I'esierno D. ex_Dri-
strada è anche la nostra >: eîsu.s le moltenlici T.îgoti materialmente, rifuggendo da ogni eìra_
Kulturobjektivationen, uersrrs la < specializzàzio- sj,,dà
.vita all'opera, al WerÈi a quella íeressild
ne ) in singoli e separati domìni di filosofia e del Werk che Mannheim ricorda-citando il ser.-
etica, arte e storia, religione e società, comprehen- mone di Eckhart su Marta e Maria.ró Il Werk
dere il comune pròblema che le attraversa e che, tende, attraverso il mondo delìa vita, alla cosa-in_
nella molteplicita dei loro lingrraggi, esse intelro- sé inconoscibile, al cenrro del fenomeno e di noi
gano. La cristallizzazione della dinamica cuÌtura- stessi,,e dunq_ue- la sua necessita esprime insieme
le nei suoi elernenti 'speciali' impedisce che essi la svolta, la decisione-per I inconoscibile, e insie_
verìgano riconosciuti in quanto funzioni, il cni me il bisogno, la miserìa che tale decisione rivela.
significato non è astraibile dalla reciproca con- Il saggio non discorre che di questa opera; ir:r
nessione. La considerazione astratta-intellettuale ognr opera esso intelroga la forma stessa del
delle Kulturobjektivationen conduce, alla fine, Werk; nella stessa norma;ività (concetto, questo,
ad una ipostatizzazione del singolo elemento ri pretlamente simmelianor?; dell,oper.a _ le leggi
spetto alla proposizione che ne rappresenla il del ritmo, della sua prospettiva, dei suoi
contesto. Quest'approccio strutturale alle cosid-
.suo [i_
neri - esso coglie la nostalgii del r€flrra. Si D;ò
dette scienze dello spirito, che Mannheim ripren- a ragione affermare che qu-esto sia I'unico ogget_
deva da Zalai, ma anche, probabilmente, dal neo- to, che in innumeri maschere si ripresenta, aólla
kantismo del Cassirer, permette di intendere con forma del saggio: l'olterari, I'interminabile sconr_
maggior precisione la Èilosofia del saggio. 11 suo porre-compone, dividere-unire. come de,tino del_
primo momento coincide, appunto, con la fluidi- la Seele contemporanea.rE
iicazione delle obiettività criliurali specitiche: di
- .I primi documenti dell'antiimpressionisrno lu,
klcsiano risalgono agli studi teatrili che sfocer-al_
contro al gioco liberal-neutralizzante che dispone
in pacifica coesistenza tutti gli specialismi, il sag- no nelta monumentale Storia dello suiluppo del
gio mostra come questi siano concepibili soltanto dramma rnoderno e, pressoché nello stessl'perio_
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do, all'irrteresse per la pittura post-cézanniana. co, I'unico ctri Luklcs voglia far leggere le sue
Nel destino dell'< allontauamento ) dalla forma cose e di cui tema, con tutta evidenza, il giudizio.
tragica o della < platonizzazione > del dramma Giudizio, a volte. duro, tagliente. Il saggio-dialo-
(lo spegnersi della Îorma tragica nell'essere'per- go su Sterne è esposto, per lui, al rischio di una
la-morte socîatico. che finisce col dominarne di- < incredibile frivolezza, (( occorre che te lo di-
scorsivamente il pathosl'), Lukics coglie non un ca. impietosamente r): il punto di vista dello
movimento inevitabile di 'ironizzazione' del con- Iutmour, della dissoluzione dell'obiettivirà nel
flitto o di sua interiqrizzazione, ma una hebbelia- gioco sovrano dell'Io, gli sembra non solo < ter-
na rolonlà di costriiione (u Wille zum Zrvang >) ribilmente vago r, ma anche opposto all'autenti-
verso la rappresentazione < dell'umana contin- co pensiero dell'amico: < sii severo con la tua
genza >, della < durezza ) ma anche u ricchezza opera, rileggila chiedendoti se dawero ti appar-
della vita D.a Giustamente, egli vede in opere co- tiene ,.2r Il richiamo, sotto diversi aspetti, si pre-
ne l'Atntol tli Schnitzler o nelle dissonanze di senta come Leit-motiv delle lettere di Leo: eeli è
I'IauDtmann tra forma drammatica e sentimento il 'polo'dell'opera, del Werk, del srro duro disin-
elegiàco, gli esempi pirì perfetti di tzle costriiio- canto, contro la facile problematicita del chiaro-
ne. Ma, dove la Storia conclude ancora con il de- scuro. È lui che, costantemente, trattiene Lukics
linearsi di un dramma antiimpressionistico in sul limite dell'impressionismo. E può farlo per-
cerca di autore, sono proprio i saggi sulla pittura ché comprende quale forza seducénte eserciiino
ad assumere un intento pitr dichiaratamente pro- sull'amico le parole di Vinzenz; la sua giovanile
grammatico. infatuazione per I'Io ( unico elargitore cli vita n.1,
La sicurezza del loro tono riflette la plofondità In questo, il saggio su Sterne e 1o scambio di
del legame con Leo Popper. Di un anno piir gio- lettere con Popper che ne seguì sono davvero ri-
vane di Lukócs, collaboratore della < Fackel n, di velatori. La stessa forrna dialogica sembra,sospen
< Kunst und Kúnstler >, della < Neue Rund- dere' Ia posizione lukicsiana.lrinzenz e .loacfiim,
schau >, egli svolge, con Fùlep,un ruolo impor- comc procedendo per'spinte' successive, esaspe-
tante nella inuoduzione in Ungheria delie avan- lando paradossalmènte lè pr oprie posizíoni, ,gio-
guardie post-impressioristiche, ma è soplatutto cando'col testo che vorrebbero esaminare, si Jco.
per le sue ricerche intorno al concetto dí forma prono, entrambí, inautentici, avvertono la stri-
che Luklcs ne viene profondamente (îino aI- dente conuaddizione tra ciò che affermano e ciò
l'Estetica della vecchiaial) influenzato. L'Episto- che vorrebbero indicare. Si tratta, dawero come
lario testimonia la straordinarietà del rapporto. in certi dialoghi di Hofmannsthal o di Schnitzler,
1l flagile Popper, le cui forze bastano appena per di una commedia degli equivoci, dei fraintendi-
pchi e rapidi scritti, malato a morte come tarrti menti, Vinzenz giunqe a parlare di < melodia in-
personaggi della letteratura di quegli anni, è co- finita >, cui, con tut"ta euìd.nrr, norr pensava af-
lui che riceve e giudica la febbrile opera dell'ami- fatto; Joachim esprime. alla fine. rrna sorta di
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involontaria parodia dell'atteggiamento etico as- quella'chiusa' (sentirnentale? ironica?) in cui tut.
soluto (che sente per primo " vano )), come se iì to il significato del dialogo sembra riconsegnato
problema della forma saggistica non fosse mai all'equivoca sfera dell"esperienza'? Non ne va so:
apparso: c L'etical Ciò che proviene dall'esterno! lo delle tue idee - dice Leo all'amico - ma anche
L'inviolabile legge che ci viene imposlal >.21 delle mie. È come volesse chiedere al suo < caro
La posizione rveiningeriana2r di Joachim è col- vecchio > : chi è loachim? Possibile sia la rnia
ta lo èon sarcasmo >) da Vinzenz nella sua radi idea di forma cheiu volevi interrogare nelle pa-
cale falsita: come si può combattere contro role di Joachim? E, ancora piìr a fondo: da dove
l' ( anarchia >, < in nome della vita D, a Partire può venirti la necessita di confrontarti con me
dalla ( solitudine dell'eternamente astratto >? co- imponendorni la maschera di Joachim? O credi
me si può, strlla base del < principio della forma che io sia davvero Joachim? Le ricerche che Pop-
in astratto > tacciare di anarchia la < polivalen- per andava allora svolgendo, dimostrano, in real-
za > del mondo della vita? Ioachim, a sua volta, tà, quanto ne fosse lontano. La sua critica di
intenompe l'c infinita melòdia o del collega lrel un'arte ridotta a godibile ornamento (che non a
Dunto dawero decisivo: la sovrana maestria nel- caso Kraus ospitò), di uno Schaffen misurato snl
I'interminabile 'oroduzione' di forme è soarana metro del Geniessen,s così come di qualsiasi con-
im,botenza. Formà infinita non si dà: una formu- cezione art-pour-l'art, si incrocia con qrrella rivol-
la paradossale buona a coprire ogni debolezza, un ta contro ogni eccesso monumentale, ogni enfasi
< abile paravento ) per trasfotmare in gioco la retorica nei confi-onti dei valori nlastici. Un suo
miseria della rappresentazione, Per mettersi < al saggio su Rodin è illuminanre i proposiro, per
riparo da ogni valutazione ', rrn ( genere li co- l'acwtezza e la sobrietà con Ie quali, opponendosi
quettefie ). Il non-poter-che [ascorrere da im- a mode critiche che contavano tra i loro protago-
magine a immagine, non conoscere che il passag- nisti uomini come Simmel o Rilke, indicava la
gio, f impressione deì passare, è, Per quanto stra- tlistnisura di Rodin, la sua ossessione per l'< ol-
ordinariamente ricchi ne appaiano i colori, segno tre r, la sua volontà di ( porere tutto r, dimenti-
di impotenza. Vinzenz n sente nell'aria > questi cando < che noi non abbiamo bisogno di tutto ).2ó
o argomenti contrari e legittimi >, così come Joa- Tantomeno I'idea di forma di Popper equivale
chim, per tutto il dialogo, prova fastidio verso se all'astratto a priori di Joachim: la forma che Leo
stesso, ( una forte awersione a Poftare avanti il analizza (in re: da Bruegel a Cézanne) è ritmo dí
discorso >, la sta tanítà.. contrari, misura-accordo-armonia di elemelti-
funzioni còlti nella loro in-diztiùmlitri. Nell'one-
Questo senso di vanità turba profondamente ra, nel Werk, ( norì l uguale si accompagna 'al-
Popper, Perché né Vinzenz, né Joachim si espri-
mono seriamente? Perché Lukàcs non si oppone, I'uguale, ma spesso il piir estraneo al piil lonta-
seriamente, né all'entusiasmo incantato di Vin- no >, < la forma trova la sua strada all'anima oltre
zenz, né all'irrigidita etica di Joachim? Perché tutti gli ostacoli >.27 Ma non era questo anche il
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senso luklcsiano del saggio? E a che pro, allora, Romantico. di prirrr ìpi risolutivi. lì saggio è teri_
ridefinire il conmasto nella sua fissità intellettua- sione reciproca di elementi. tunzioni, fòirna in sr'
listica, ripolarizzarlo? Che cosa nasconde la zani- problematica di frrnzioni che st cercano. sostese
tas di questa re-azione? l'rrna rispetto all'altra. maj accorclabili in ìrtra
Una ind,ecisione - la difficolta profonda di da- so.la tonalid. Insorrrma. il saggio presenta valenze
cJdersl, personalmente e culturalmente, nei con- libere risperto all'ìdea poppèi.ia,,à di fo,,ua; .rro
flonti dell'estetico. Dooo aver riassunto le sne tron può venire compiutamente decíso.
tesi sulla romantica n progressive Universalpoe- A questa debole risposta lukCcsiana è come se-
sie > e sulla ironia come sua Weltanschauung, grrisse la lettera in cui Popper critica il saggio
Lukàcs afferma: < Io faccio, dunque, la criticadi Cttltura cstelica-. Egli riproporre all'amico le sue
questa forma di infinito e questa critica è per me tesl con la massima nettezza: < ll suo pitr grande
importante. E questa critica è davvero Ia mia. Ma difetto fdi Cultura estetica) è, comprèndiini be-
io sento che anche le altre forme [quella del ro- le, la mancanza di quella jolennitj che deve es-
manzo, lo humour, la Sehnsucht] mi appartengo- sere presente in turtai resri di qualità
uo interamente; vedi, non è a caso che io abbia [...] Manca
ad-esso la verita sacra, quella nioua uergínitti cui
usato citazioni da miei vecchi articoli [...] ma dobbiamo tendere ogn iqualvolta vogl ia-mo essere
perché tu senta che i problemi di cui si tratta belli. Non volermenì, vecchio miof ma bisogna
sgorgano de ma propre tie >.28 Egli ha bisogno che ti parli in questo modo, perché io credo in te
che ( il suo solo lettore >D comprenda: pur norì e perché tu sei sulla buona itrada (e ho terrore,
dimenticando peì- un istante ciò che gli deve, ciò ora, clre tu I'abbandoni di nuovo). per.ché io cre-
che ha appreso anche direttamente da lui, egli va do nella forma, non in quanto estìta, tu lo sai
ora su una strada che è realmente autonoma. Ha molto bene, ma in quanto uomo r.etto >.r! L.a d,e-
bisogno di una critica u esercitata dall'interno > cisione che egli, dunque, chiede ail'amico è per
corne quella dell'amico (< grazie, mille volte gra- la bontà (lo Sterne, gli aveva scritto, non ò'né
zie, mio caro, per quello che la tua lettera mi ha bello né buonoy. Se nòn si crede alla forma corne
fatto vedere >s), rna rivendica ora le sue'ragioni'. alla aerità (e non in quanto esteti) I'opera sarà
Popper non comprende la necessilà del < dramma condannata alla dimeniione cli una'vanà curiosi-
satilico )3r nel complesso del volume (L'anima tas, non sarà piir Werk, ma un insicur.o oscillare
e Ie forme) che Lukics va raccogliendo. Dopo il tra inconciliabili opposri (Vinzenz, Joachim), po-
George, alÎerma Luklcs, occorre mostrare la con- larita ìmpotenti, ché riflertono I'un"l'altra ìa p'ro-
creta, storica opposizione tra il piano della forma pria impotenza e si dissolvono nella'maestria'-del
drammatica e la rícchezza infinita > dell'epos; loro gioco. È sinromatico il tono della lettera:
in altri termini. "occorre mostrare come l'ascesi fortemerrte patetico, ma maturo insieme - senti-
formale non oossa rísolaere concretamente-stori- mentale, ma forte: pa,terno. Si tratta di ,occupa-
camente la foima dell'ironia: l'impossibilità, nel re'le valenze libere del saggio, si tratta di impe-
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dire che esse vengano sed.otte. Si tratta di ricon- di Popper, essa esprime l'immediata polarità an-
drrrre Lukícs alle sue idee autentiche, a sé - ma tisaggistica assai più che I'equilibrio, il ritmo
questo sé è Popper stesso. Non volrà Gyuri di della 'soluzione' popperiana. Non era proprio
sfarsene? non celerà ouesto il suo < dramma sati- l"eroismo' di Rodin che Popper aveva rifiutato?
rico u: trn'ironica 'îèlaùvizzazione' dell'idea di I'ossessione dei grandi slanci, del 'superamento'?
forma? Ma Popper stesso non aveva paîlato quasí come
Basterà aprire il Díario o leggere il Necrologio Joachim a proposito della < verita sacra r (< L'il-
dell'amico per comprendere quanto queste do- lusione della veritàl , sctivera Lukócs oochi mesi
mande angoscino il giovane Luklcs. Questo do- dopo ( non dimenticare quanto difficile e lento
rara dell'opera, questa continua rinuncia che essa è stato il processo di rinuncia a questo ideale da
esige, è davvero eroismo? o non si tratterà ancora parte della poesia... r$; e della c nuova vergini-
di 'psicologia'? o di semplice Erkennen,3! di cu- tà >? Perché i due amici non potevano parlare
riositas intellettuale sradicata? la vita di questo che 'tradendosi'?
dovere e di ouesta rinuncia è das Leben o d.as Le- Non solo perché 'uomini difficili' costretti nel-
ben, la dimensione estetica, polivalente del mon- l'equivoco del disconere, e troppo 'difficili' per
do della vita oppure quella Vita, assolutamente potersi illudere di superarlo, anche laddove si
decisa nella propria forma, u al di fuori dello impegna I'intera esistenza - ma perché erotica è
spazio e del tempo >?r Nel Necrologio Luklcs la natura stessa della forma del saggio. Qui Lu-
eroìcízza I'amico: n 11 pensiero di Popper è for- kàcs ha ragione, ma in un senso profondo, pro-
ma ),, e aggiunge, quasi a ritirare tutte le 'ragioni' fondamente inconsapevole. Egli scrive all'amico
che aveva addotto a proposito dello Sterne: clre la conversazione dello Sterne è < profonda-
< Tutti gli uomini significativi hanno un pensie- mente e inconsc;amente b (corsivo nosirol eroti-
ro solo, e anzi ci domandiamo se il pensiero possa ca e lo rinvia alla lettura della Prefazione, cui sta
essere plurale, e se la poliedrica, falsa ricchezza lavorando, a L'ani.ma e le forme. Sta, dunque,
non sia propria soltanto della superficialita ". nell'essenza del saggio la dimensione erotica; è
Nella forma va a picco il confuso regno della pos- Eros che ne muove la Sehnsucht, che ne awicina-
sibilità: < il baratro tra la forma e la possibilità divide gli elementi: Eros figlio di Poros e Penia,
nessuno ha saDuto individuarlo tanto ciriaramen- tensione all'idea, ma interminabile, memoria del-
te come lui ,. . La forma è la piir forte realta la forma, mai intuizione. Affinita elettiva che
dell'esistenza >. in essa l'ooera si eleva oltre la vita non può risolxersi - come il rapporto tra Vinzenz
empirica in una vita u qúale dovrebbe essere e e.f oachim. Pojché di quesro rapporto si tratta, e
trova qui la sua patria.ts È come se Lukócs volesse
' non di quello di entrambi con ( lei r. È fin trop-
parlare per I'amico, awertisse il dovere di farse- po evidente che ( lei r è schermo tra i due, ma
ne voce - ma, drammaticamente, questa voce è schermo necessarío e nient'affatto pallida figura
assai piu affine a quella di Joachim che a quella superflua come vorrebbe Popper (ed è la sua sola
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critica che Luklcs condivida!). Solo per il distac- Non lo so. Ora sto preparando il libro [quello
co che tale schermo provoca si da ra i due'poli' sul dramma modernol : la sua novità consiste nel
tensione, e dunque Eros. È la natura erotica .li fatto ch€ è scritto nello stile della prima palte,
questo dialogo a comportarne il contrasto e dedicata al naturalismo; un tono erudito, obbiet-
l'equivoco: essi stanno così uniti selrza veramente tivo, forte, privo di lirismo. Questo stile, se ricor.
congiungersi, separati senza veramente dividersi : do bene, ti è piaciuto [corsivo noetro]. 'fu rni
debbono impegnare ogni forza per restare così avevi scritto di non sapere se sarei stato oggi ca'
insieme-divisi, correre all'estremo di ogni parola, pace di scrivere così. Lo sono [...] OSSi come og-
costringere alla conseguenza ultima ogni gesto, gi, sono unicamente un erudito - senza lirismo ).
rischiare di trovarsi e di dirsi come Yinzenz-loa- Eppure, poche righe dopo: < Tornerò al lirismo
chim - ma Lukdcs sa bene che nessr,na maschera irì futuro? Io credo di sì. Ho dei progetti che lo
è a caso: q si può recitare solo uno dei ruoli già ríchiederanno - ma più indiretto, più distaccato,
esistenti >, c nella vita norr esistono vuote com- piir nel senso del saggio di quanto non abbia fatto
medie >.37 n Lei > comDrende bene la cotnmed.ia fìnora >.s Dunque, I'amico non deve tolrnentar-
(e qui sta il suo ruolol che Popper vorrebbe eli- si: la forma del saggio - che egli teme - non per-
minare: per non scoprirsi nel suo riflesso? per mette la speranza di poter entrare in diretto con-
fuggire da quel rapporto che ella riflette? o per tatto ( con la vita vivente > (quel contatto che
potersi finalmente ritrovare solo nell'amico?) e si Vinzenz esalta). Il saggio non è èhe prosa - prosa
presta a renderne evidenti, e dolorosi, i dissidi. 'platonica' dell'a uomo senza destino,, difronte
È per < lei > che il dramma satirico si trasforrna alla cuj critica, cioè, il destino 'si ritira' come il
nei drammr erotico immanente nella forma stes- pròblena della morte difronte a Socrate. hfa
sa del saggio.
quale carico di rinuncia non porta con sé questo
ll Necrologio per l'amico dimostra corne I'idea douere? L'impotenza starà soltanto dalla parre
popperiana di forma costituisca il So/lan di t,u- 'estetica'di Vinzenz o non si celerà anche nella
kàcs. Sotto questa luce, d'altronde, Popper auole paradossale etica di Joachim? Se l'uomo che celca
il loro rapporto: solo così, per lui, esso può marì- * riparo > da ogni valutazione non fa che ubbi-
tenersi puro, uero. Nei confronti di questa volon- dire al proprio istinto di autodifesa, colui che si
ta, che avverte o teme o desidera tanto più forte pone all'ombra dell'inviolabile legge non dimo-
della sua, Lukàcs 'combatte' nello Sterne, in Ls- strerà analoga debolezza, analoga incapacità. di
senza e lorma d,el saggio, in Cultura estetica e so- essere mttonomo? Non sarà la debolezza di Leo
Dratutto nelle lettere che abbiamo citato. \'i a reclamare la forza della legge? Luklcs, poco
icombatte' incerto, indeciso, quasi ansioso, a vol- tempo prima, aveva inviato all'arnico un racconto
te, di ass€condare l'amico. In una lettera di poco su Re Mida, ed ora quella figura gli torna alla
precedente quelle sullo Sterne: < Il periodo mente a proposito del loro rappofto: < N{ida ave-
George-Beer-Hofmar.rn è finito. Cosa verra dopo? va parlra, non dimenticarlo, perché, almcno uua

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volta, qualcuno si eÌa trasformato in oro nelle simbolico, si è resa del tutto libera... >.e l,,ir-reli-
sue braccia. Ed è cosi non solo in etoticis, ma in giosità, nel senso piir radicale e pieno, contraddi
tutto. Tienlo a mente con calma malinconia. Che strngue quqsta aîae ab.solula: arte dell'assenza di
cosa è la nostra amicizia? Che cosa Dosso io essere Clltura, della perdita di ogni connettivo comu-
per te? Una poesia di George comincia così : Fiir nrcante tra committenza-artista-pubblico. Eroíci,
heute lass uns bloss von Sternendingen reden. anche qui, Luklcs definisce i ientativi di com.
Persino tu, che sei la persona a me piir vicina, di prerrdere le ragioni dell'< anarchia > e di supe-
quanto mai credo una persona lo sia stato, persi- Iarla: eroico I'amore, malgrado tutto, di Van
no tu non mi hai oarlato che di Sternendin- Gogh per o l'ordine e larmonia ), il ( non porer
gen >.3e È una citaziòne nietzschiana, dall'afori- fare altrimenti >, il rinunciare a tutro per dipin-
sma 279 d,e La gaia scienza: < Eravamo amici e gere, di Cézanne. Di contro all'impreisionismo.
siamo divenuti esuanei. Ma è giusto così [...] Noi rluest'arte nasce dal deao, non dai possoa!
siamo due navi, ognuna delle quali ha la sua meta elhos, ricerr a del Iuogo d,ove stare.
- è
e la sua strada; possiamo, sì, incontrarci e cele- euèsta ricerca
perverrebbe al suo compimento con Gauguin:
brare una festa tra noi, come abbiamo fatto - e < Talliti significa per lui-il traguardo, la fin-e dei
allora i due bravi vascelli se ne stavano così tran- tentatlvl, e non, come molti hanno interpretato,
quillamente in uno stesso porto e sotto uno stesso la fuga >. Questo lrrogo è armonia e accoido non
sole, che poteva sembrare fossero gia alla meta. solo nel senso della specifica attività di pittore
N'fa proprio allora l'onnipossente forza del nostro di Gauguin; egli non'vi trova soltanto bèllezza,
compito [Aufgabe] ci strappò di nuovo l'uno lon- ma anche ( una propria collocazione sociale r,
tano dall'altro [...] Che dovessimo diventare estra- rrna propria utilità, Ancon secondo la .lezione'
nei, è la legge- c-he incombe su noi [das Gesetz dell'amico: I'opera non solo deve essere bella, ma
rìber uns]: ma appunto per questo dobbiamo di bttona. Perció Gaugrrin gli appare n I'rrnico pit-
ventare ancora più degni di noil [...] E così vo- tore moderno giunià al ùaguàiao,: egli ha iro.
gliamo credere alla nosra amicizia stellare [Ster- vato Ia Tahiti che ogni artista ricerca,"anche se,
nen-fr-eu ndschaftl. anche se dovessimo essere ter- finché non ci sara data Cultùîa ufuente caoace di
restri-nemici [Erden-Feindel r. immaginare Tahjti in ogni possibile luogo, capa.
La luce di-questa Sternén-freundschaft si ri ce di trasfigurare ogni-luogo in questi patiia,
flette, come dicevamo, nei saggi dedicati all'arte anche i suoi qrradri finiranno con t'apparirci
figurativa contemporanea (tanto che Popper con- ( una meravigliosa possibilita, un'illusiòne in-
sigliava Lukàcs di inrodurre iL breve Gau,guin cantevole >. Idea di forma e socioloEia della cul-
in L'aninta e Ie forme). La situazione della pit- tura conviv-ono in queste pagine deigiovane Lu-
tura moderna vi è definita come o di totale anar- Racs, secondo una prospettiva che, nelle opere piit
chia ): €ssa si è o liberata di qualsiasi finalità tarde, risulterà semmii metodologicamente rini-
pratica [...] dal contenuto ideoiogico, dal peso vocizzata e applicata ad ambiti eitetico-artistici
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9l
diversissimi, ma non rovesciata. La forma poppe- le relativizzano e problematicizzano il significato.
riana può úuere solo in una Cultura; ma questa Né vi è traccia in Le uie si sono diaíse d,i q\el
Cultura manca. Nella tensione tra d,oaere d.ella dubbio conclusivo che ,sospendeva' il giudìzio
forma e mondo della vita, come mondo del dis- sr,rll'arte di Gauguin; vi risuànano, invece", gli in-
soluimento generale, dove < la stabilità dell'io r genuamente orgogliosi appelli dei giovani artisri,
scompare insieme u alìa stabilità delle cose >,a2 sta di Kernsrok sreisò, di nàiény, di kasàk, futuro
il laogo dell'arte.al direttore dell'irnportantissimo n MA:r, sul genio
Questo laogo gli sembra di scorgere anche nel- creativo e la nuova funzíone 'religiosa, deliarte.
le opere del 'Gruppo degli Otto' forrnatosi attor- Appelli che non devono, per'ò, fir dimenricare
no a Klroly Kernstok nel 1909, e che egli tien I apertura europea del gruppo: sono essi, infatti,
quasi a battesimo con la conferenza Le uie si sono a tar conoscere a Budapest, tta il '10 e iI ,13, i
diuise. La via post-cézanniana, dello spi.rituale viennesi post-secessionisti, il Blaue Reiter, i futu-
nell'arte, si è per sempre separata da quella dello risti, gli espressionisti tedeschi. Ancora più stri-
< stato d'animo >, dell'< attimo ,, delle o superfi- dente appare perciò il contrasro tra q,_,èsto am-
ci>.a La nuova arte è quella della creazione lirri Lient€ e-il ìinguaggio lukícsiano linguaggio del
-
puro Sollen - frutto di quali conflitri culiurali e
ta, del Werk; essa crede nella sostanza spirituale
del rapporto tra Io e mondo: l'Io non sta'difronte esistenziali, già abbiarno potuto intuire. popper
a < morte cose ) sulle quali ( posa i suoi raggi di cerca di 'rimuoverli, ancora una volta scrivérìdo
sole D, ma a sostanza vivente, costa te e solída. al ( caro Gyuri
": ( ti avevo scritto che la confe-
renza su Kernstok non mi piaceva
Qui Luklcs interpreta l'impressionismo secondo [...] Ora, che
certe categorie machiane (estremamente volga- ho letto che cosa hai detto, devo cb*essarti di
rizzate); il suo programma antiimpressionista fa essermi ingannato, perché questo testo è cosi mo-
tutt'uno con la sua metafisica anti-Dositivista. In desto, eccellente, combattivo. ben fatto e incisivo
ciò la continuità della sua produzione intellettrra- che sarebbe stato un crimine non averlo uronun-
le è impressionante; basterebbe pensare alla tarda ciato >.ft E LukCcs, alla fine dello stesso ànno da
Ontologia, pressoché integralmente dedicata a Ilerlino:. Il desiderio pitr profondo è che il
combattere le diverse cotrenti del Dositivismo mondo, ln" quanto tale, sía uno >,a1 ma la vera
contemporaneo.as Ma è altrettanto e forse pitr rro. qttestione consiste neI poter vedere, sentire, vive-
tevole constatare che ogniqualvolta incorìtriamo re la,pluralità come unita. È riguardo a quesro
nel giovane Luktrcs tali inequivocabili documen- problema - dice Luklcs - che u il nostro incontro
ti sulla continuità della sua vocazione lin ouesto è stato per me provvidenziale, e io sento
articolo, e altrove, I'attacco, ad esempio, contro burlarti di me - di essere tuo allievo >, perché - non
la
le < paradossali > categorie del ( nuovo e interrs- tua teoda ha enunciato per la prima volta con-
sante r), il linguaggio 'tende' sempre a Joachim cretamente e con fetmezza che I'arte è per I'ap_
- senza neppure quelle Regiebemerkungen che prrrrto quell'operari atrravers<.r cui noi iaggiun.
(ì9
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giamo la foÌma, e cioè uel quale non si aboliscono riositas inesauribile dello specialista. Entrarnbi
le distanze, ma si può vivere unicariamente la non credono in un propriì della cosa; per eu-
molteplicita. È in questo contesto che Lukacs si trambi mondo e Io oìciliano nella oerenne inse-
definisce un platonico a rovescio, sul mod,ello curitas dello staro d'animo o della'visit.rne asso-
dell'amico, c che ha fatto discendere le idee dal lutamente parziale, sradicata dalla comprensione
cielo e le ha poste sulla terra, nell'anima dell'uo- del tutto (da ciò si può anche vedere come .la
mo, nel pennello del pittore, nello scalpello dello categ-olia della rotalirà, neì giovarre Lukics, norr
scultore >. Attraverso la critica dell'amico, come sra altatto necessariamente derivabile soltanto dal
si vede, il 'platonismo' del giovane Lukócs assume 2o,. piir tardo, accostamento a Hegel). Il mondo
piuttosto I'aspetto di un'estetica tardo-romantica dell'estetico vive nella se-d,uzione.llome Kierke-
(allora Luklcs era impegnato in un lavoro su gaard comprese, in esso tutto d,ipend,e, anche i
Schlegel), tutta percona da una forte intonazione suoi'eroi' dipendono: anche don Giovanni serue
etica neo-kantiana. La peculiare problematicità l'infinita (e non vi è fonna infinitat) ripetizione,
del saggismo sembra 'acquietarsi' nelle 'soluzioni' perennemente seducente e, insieme, perènnemerr-
cui Popper sarebbe giunto. Epperò, nello stesso te sedotto dal mondo della vira. . L'unita della
libro in cui pubblica Le xíe si sono diuise, Lu- cultura sarebbe dunque stata ragginnta: la man-
kócs la ripresenta, con forza e originalita, in CaL canza di unita. Esisieva .,. .e.r-t.o, il carattere
tura estetica, che tiprende la più profonda ispira- periferico del turto. Ed ogni cosa aveva acquisra,
zione kierkegaardiana de L'anima e le forme.. to valore simbolico: il fatto stesso che nulia era
uno strappo, non 'vinzenziano', dalìa eroicizzata simbolico [...] Esisteva un rapporro tra gli uomi-
figura dell'amico. ni: la solirudine completa, I'issenza toraie di ogni
Il contemporaneo mondo della vita viene qui rapporto r. L'estetico è dawero il < dramma sati_
rappresentato come lo stadio kierkegaardiano rico > del 'platonismo, rovesciato della forma del
deil'estetico. Non vi è piir segno di gran dispitto saggio: esso si rivolge, sì, al finito, vuole, sì, ri-
ctico-morale nei suoi confronti, di immediata portare ogni idea in terra, ma non per salvarla,
condanna per l'< anarchia r che vi dominerebbe, bensì per sedurla, per perderla. Rilkianamente,
ma un'effettiva volontà di comprensione e disin- I'esteta dice sì solranto àlla terta. ma non al suo
cantato approfondimento. Nella cultura estetica proprío,. all'Angelo. Così egli ripere, dispelata-
(che trova i suoi idealtipi nell'esteta e nello spe- mente, ll ttnlto slesso - e ne è costantemente rioe-
cialista) è definitivamente perduta la dimensione tuto.le
simbolica propria di ogni Cultura, in forza della
Questo stadio - lo stadio dell'ansoscia che as_
quale < a qualsiasi settore si rivolga lo sguardo > sale il seduttore - e questo giudizio-sulla cultura
siamo costretti ( a scorgere sempre la stessa cosa estetlca come specchio deformante-rovesciante
al fondo di tutto ,.{ L'assenza del simbolo con- della Cultura, sòno elementi che accomunano
danna alla Frivolitàt dell'esteta ouanto alla cu- Lukacs a Haecker,s a pagine essenziali dello stes-
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so lvittgenstein,sr a presenze rnitteleuropee della te dalla penìa di Eros? Nel suo tentativo di rispo-
cultura italiana, tra Trieste e Firenze,5'? Ciò che sta, LukÍcs non ricorre né all idea popperiana di
sembra caratteristico di Lukiics in questo saggìo, forma, né alla categoria kierkegaardia;à del salto
anche rispetto agli altri già citati, è la risposta che c.he. può seguire al compimenrò
- in ogni senso -
si intende dare alla cultura estetica. Ad essa non della cultura estetica, all'angoscia per ìl suo nau-
si oppone piir, immediatamente, I'istanza estetico- fragio, ma alla versione vaiÉingeriana del kanti-
etica della pura forma, < dominio > sulle cose, smo. alla filosofia dell'a/s-ob.tJ L',eroismo' a noi
< soggiogamilto > del tutto. Anzi, il saggio è in concesso non consiste nel ricreare una Cultura,
gran parte dedicato alla critica di ogni < utopisti- né nell'avere l'intenzione di farlo, ma nell'impe-
ca redenzione > del mondo attlavetso il sogno di dirci ogni illusione e, in questo stato dell'anima,
una nuova 'grande' arte, eroica per la sua stessa mirare a dar-forma al nosiro in-d,iaidu,o, come-se
eticià. La oerdita di valore simbolico che carat- si vivesse in una Cultura, cozne-sa quell'in-divi-
teúzza la nòstra 'cultura' sembra irreversibile - e duo fosse davvero sirnbolo. Il come-si non illude,
Arte non si da se non come ( conseguenza di una e neppur€ ricrea atmosfere nostalgiche; esso si
Cultura >. Come 'salvare' il finito, allora? come svolge nel qui-e-ora: quie-ora la suà stessa forma
'salvare' I'idea nel linito? È proprio necessario - nega che si dia la superiore unità della Cultura
ecco la domanda centrale, che segna ttna svolta e, insieme, che si dii lorma del dovere infinito
nell'approfondimento del significato della forma verso di essa. ll come-se cerca la forma dell'in-
saggistica - è proprio necessario che dalla cultura dividuo nel presente della creatura irredenta, del
estetica < scatuliscano solo vacuita e anarchie, mondo dell'estetico.
languori e sterilita, vani lamenti e malinconici Ouesta non era certamente la risposta.volnta'
orgogli?>, o non si potra, invece, costrttire con da Popper, ma neppure è quella coerente con la
gli stessi elementi di questa 'cultura', che sono i tonaìità kierkegaardiana iniziale del saggio. Ci
soli materiali a noi accessibili, < la ferma e in- mnoviamo già nell'ambito d.el tertium ditur ln-
crollabile fortezza dell'anima ll ? Se tutto si svolge kícsiano - bìsogno che muoverà Lukàcs dal pur-
ormai ( nell'atmosfera dell'anima >. se nelle no- gatorio delle sue opere giovanili all'infernò di
stre forme manca ouella forza deì simbolo clie, quelle della matrrrita e della vecchiaia. Se non vi
negìi antichi sistemi, collegava espressione umana è dubbio che Ia caregoria dell'als-ob spiega una
e armonia cosmica, ne conseguirà necessariamen- componente essenziale della forma del saggio, al-
te uno stato di irisolvibile allegoria da frammen- trettanto indubbiamente è impossibile, sulla base
to a frammettto, da segno a segno? oppure sarà della sua struttura logica, dar-conto della < meta
possibile dar-lorma (cioè: dar-luogo) alla in'tliui- uJtima, che esso intende raggiungere, darlrrogo
awlilò di quest'anima, renderla davvero al suo alla srra Sehnsucht di redenziòne (il saggio coÀe
proprio, pui riconoscendola nella miseria simbo- Battista).v Questa Sehnsucht, come si è-iisto, mi
lica della sua forma, e dunque sempre dipenden' naccia I'irrealizzazione, nell'astratto Sollen, della
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forma saggistica; ma la categoria dell'als ob mi mente. quanto a un'altla lorma, dissirnulata... >.
naccia di cristallizzare nel presente della dispela- l\{a per Lukócs il libro assume addirittura il rit-
zione e del disincanto lo sguardo rivolto alla 'sel- rno della sua esperienza con lrrna: Noaalis è la
va' della vita. Awiene un incrociato gioco tli Stimmung dell'incontro, Kasszer Ravenna e Fi-
rinunce: come diviene spettrale il finito agli renze, Storm le lettere da Nagybínya, Sterne le
occhi del saggio che n tende alla verità ), pur es- 'dissolute' voci dell'inverno dopo la rottura.5s
sendo uscito ( per cercare le asine del padre r, Persino I'Ernsl è un Irma,Essav. È. dunurre la de-
così quella tensione, qLrella atteÌtzione, diviene, dica è necessaria: < in die Hànde sei rì'ies Buch
alla fine, puramente esornativa, superflua al so- gelegt, die es mil gaben >? < Dem Audenken
brio sguardo dell'als-ob. Insomrna: se nella pura lnerner ersten Flolentiner Tage >? oppure, sem-
forma del Sollen 1'amicizia, la vicinanza agli altri plicemente < Irma von Réthy-Seidler, iu dank-
e alle cose, diveniva Sternenfreundschaft, nella barer Erinnerung >? Ma una dedica si impone:
forma dell'als-ob essa mette a nudo la propria * In memoriam l8 XII 1907 >,s in rnemoria del
imDotenza a'salvare': la Sternenfreundschaft giorno dell'incontro. La memoria è la dimensio-
'caàe', sì, dalla sua infinita distanza, ma per per- ne del loro incontro e del loro rapporto. Non vi
dersi nella disperazione del presente - o nell'im- è che una differenza ,imperce tti6iìe, tra quesm
porre soltanto rínttncia. Che è la dimensione in idea di dedica e quella deiinitiva: al posto'clella
cui entrambe le prospettive si incontrano. data, il nome di lrrna.
Questa 'irnpercettibile' differenza è tale da
t 'lLTno pnocrsso sconvolgere non solo ì'esistenza di Lukócs, ma da
creare un vortice nel suo stesso pensiero. Irma
L'edizione tedesca de L'aníma e le lorme è d.oaeua essere la donna lontana. óui dedicar.e la
dedicata a Irma Seidler. Lukics I'aveva conosciu- forma stessa del saggio. Di piir, Irma doveva esse-
ta alla fine del 1907 e insieme, nell'estate succes- re ciò a cui si rinrrrrcia per poterlo riavere corne
siva, si erano recati in ltaìia, a Firenze. In quello valore, nella forma piir alra, sottratta alle oscilla.
stesso anno, ella sposò Kdroly Réthy, un pittore zioni dell'estetico. Ma Irma doveva anche aslsts-
di Nagybónya e andò con lui a abitare nella'co- rr, continuare ad esistere, pena la lalsirri di qrre-
lonia'. Aveva studiato pittura con Ferenczy, tra- sta stessa rinuncia - corììe continua ad esistere
endo ispirazione dalle sue atmosfere nostalgiche, Regina dopo che Kierkegaard ha dovuto lasciarla.
dal suo misurato patetismo, per qualche illustra- Nel Diado Irma è < la beìla donna della niia
zione di favole, qualche paesaggio di maniera. Sei mente D, la sola che potrebbe aiutarlo, la sola alla
certo che lo rnerifi? - chiede Popper all'amico che quale egli potrebbc o all mein l.eid klagen,. < Il
gli confessa I'intenzione cli dedicare ad lrma il ricordo di.un solo episodio con lei è pìu di urra
suo libro di saggi - riflettici ancora; comunque vlta clìe sr possa passare con un'altra ), e sono
( non ritengo possibile che tu lo faccia aperta- questi rícordi a rìcondurre al pensiero de /a vita,
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a lar riconoscere la possibilità di un cenrro uella della"ulta? ll libro le appartierre _ poir hc
vita. La ricerca del cento costituisce il senso e /4 lrgrf ra: (lonna, ma rlonna tlella'mente.
lei rre
stesso dell'opera - ma come pretendere il diritto
Lrrklcs imnragina il suo rapporto in una r.hiavc
cli trascinale questa donna in tale ricerca? L'oPe- ,.
Krerxegaardrana. Nei confronti di Irnra
ra, la'mistica'del lVerk, è contrappunto costante egli vrro_
l^e il gesto, che misuri la vita,
al tema dell'amore. L'amore diviene Astralliebesl che stabilisc? u dif-
terenze qualitative assolute nel rimescolio
caotico
- esattamente come I'amicizia con Popper Ster- delle sf.umature >. Ricompare il terna della deci_
nenfreundsclraft - poiché la sua forza indica, sì, ston€: a\tentrca è solo la forma dell.aut_aut.
il centro che renderebbe autentica la vita, ma estranea a ogli via rli mezzo, a ogni sì. rna pe_
questo centro è ricercabile soltanto sacrificando ro,,,:..essa. scopre (abissi invalicabjli" irr
íl suo presente. < Credo a qualcosa del genere: ci meizo
a_ua uttlsslrna rete delle mediazioni >,or
incontreremo a l'irenze in autunno. Oppure: un l,r forma
dell opera non è mediabile col chiaroslrrro
giorno mi scliverà, e allora... \/ediamo: nel frat- della
vlta. l\[a di quaÌe opera si traua in Kier.kegaar.d?
ternpo? Lavorare (corsivo nostro), cotne se avessi
dunque, di quale decisione? In l(ier.kegàrd il
almeno settant'anni. come se non ci fosse nien- :,
contenuto dell'aut-aut si rivolge alla diminsione
te altro al mondo che scrivere qualche saggio, religiosa. I.'amore assolutamer.ìte pur-o tla ogrri
qualche libro u.s8 Nelle lettere il rnotivo è co- elemento acquisitivo, che deve essere afferrnato
sì ossessivamente preselìte, che Irma stessa lo unÌvocalltenter attraverso una decisionc irr.eversi_
ripete: ( Gyórgy, ho percor-so una lunga tappa bile, rispetto a qualsiasi antore nella vita, può es_
con voi, nella vostra vita, nella vostra evoluzione sere solo < Amore-esclusivo_di_Dio >.ó2 Iri 'questo
[...] rna rroi non eravalno i:nsierrre con tutte le n.ternpio di ghiatcio , ò jmpossihile il nrar'rim,r_
barti d,el nostro essere. Noi non eravamo insieme rìro. e dunque è impossibile Regina.
ià dove io vivevo, nelle cose tangibili, nella mia ll gesto che.sePaia da Regina è girrri o 5el6 |p
vita terribilmente umana [...] Gyórgy, crescerete qtlesta dimensione
senza di me. senza dovervi sentire concentrato slr - se è disperaziune e angosria
per. ogni possibilirà del finito. i\la l.rrrr_a"ut
una sola pelsona [...]. Approfittate dell'incom- di
Lukàcs non sta difronte al salto tra etico ereii,
rnensurabile fortuna di Doter vivere eschrsiva- groso. I,a stessa struttura del saggio, lo stesso
mente per il vostro sviluppo >.5e I)i questa < for- voro sulla Cultura estetico.,lo sGso r.aclicalizzar-
la_
tuna > parla Lukícs a Irma: è lei ad avergli fatto st. allrove, della forma etica, lo esclurlono.
capir-e corne la sua 'vocazione' 1o dovesse esclrtde-
d,, lrm-a non prtò trovare Ie .ragioni, tli
Il di_
re u per definizione da ogui comunità ulnana e 1T:p da Regina.
(luello
sopprirnere in me ogni possibilita di essere accet- Difronte al bivio tta salvezza
p,er k( d.el finito {lsacco r.itornato
tato da chicchessía >.@ r\'la Inna, egli contilìtla, ad Abramo,
rfopo clìe il padre I'ha urciso1 e salvezza filosofi,
non può capirlo; per lei ciò che è accaduto non ca, e 'platonismo,, LukÍcs ía ,potuto, soltanto
è stato forse, ( necessariamente >, un episodio (luesta seconda via. È Ia via
del \Verk _ e I'onera
100
r0l
richiede rinuncia. l'Ia come giustificarla, nai li- be pertanto la debolezza di nor? poter rinunciare.
r?irr' dell'opera? Ancora una volta, la decisione Luklcs accenna soltanto a questi motivi, se ne
che quest'opera richiede non sara il < dramma sa- ritrae subito per insistere sugli aspetti 'eroici' del
tirico > dell'aut-aut kierkegaardiano, o del Werk suo modello, sulla (inesistente, beninteso) ( sta-
di Eckhart? La girtstizia dell'abbandono di Regi- tuaria certezza > del suo gesto. Ma soltanto la cor-
na sta in una 'vocazione' per nulla coincidente rosiva presenza di questo dubbio rende conto
con 1a stessa voce dell'anima di chi abbandona. della problematica conclusione del saggio: * E
Per quanto angosciosa sia la domanda intorno al- rnorì. l\{a con la sua morte ogni interrogativo era
la auienticita di tale vocazione, è soltanto perché rirnasto aperto [...]. La necessita interna di morire
si crede nella sua trascendenza che essa legittima è solo una tra I'infinita serie delle spiegazioni
la rinuncia. I-a vocazione che si esprime nelle posibili [...]. Allora anche questo clìe fu il gesto
opere, invece, deriva a priori dal 'cielo etico' den- piir puro e più univoco della vita di Kierkegaard
tio di noi - e come togliere da esso I'amore di - sforzo vano - non è più un gesto >. Quanto piir
Regina, la vita con Regina? Nulia può significare vano doveva, allora, Lukàcs awertire il proprio
Kierkegaard per il'gesto'di Lukócs verso lrma. gestol come qnel dubbio doveva risuonare in lui
D'altionde, LukÉcs aveva interrogato a fondo moltiplicato!
la stessa decisione di Kierkegaard - e I'aveva in- Nel Diario, se il tema dell'amore è continua-
terrogata psicologícamente, pur ben sapendo che mente contrastato da quello dell'opera, quest'ul-
non appena n entra in gioco la psicologia, ogni timo è indissolubile da quello della vanità, della
univoii autenticità e omi monumentalità scom- Frivolitàt. Nessuna chiara gerarchia separa, d,eci-
pare > (anche in questó si può misurare la di dc, nettamente il d.otere dell'opera dallo psicolo-
itanza che separa il giovane LukÉcs da Nietz- gico chiaroscuro della vita, Si era interrogato,
sche6r). Egli vòleva salvare Regina dall'angoscia rluasi inavvertitamente, sulle possibili ragioni
del suo Amore esclusivo; ( ma che cosa sarebbe psicologicl.re dell'aut-aut di Kierkegaard - qui,
stato di lui se la vita gli avesse tolto l'angoscia? >.e invece, nei confronti di se stesso, la domanda è
Il salro sarebbe, allora, giunto non al compimen- limpida e impietosa. Nella sua opera non vede
to della disperazione per la vita, ma Per timore lìessuna ( gtandezza dawero per se stessa eviden-
delle promesse di felicità che questa Pule contene- te e in se stessa fondata r. La sua opera è saggi-
va - non, autenticamente, quando tutto è consu' stica - non contrasta ciò con oEni 'eroismo'? la
mato, ma per paura di poter vincere la propria an- forza propria del saggio come può distinguersi
goscia, dibotèrsi appaèsare. La decisione sarebbe, dalla Frivolitàt dell'estetico? Questa è per lui la
àllora, deèisione di-/uga, poiché si teme la pro' ( stàndige Frage o. ge il saggio - ed egli stesso -
pria debolezza difronte alla seduzione dell'estet! non sono, considerati Ìnetaîisicamente, che < in-
èo e si ama troppo la propria angoscia per sapervi fedeli, senza pattia ,, il pessimismo che muove la
rinunciare. L'àpparenza deli'abbandono celereb- ricerca della forma non ha seri.a ndice: è oiutto-

r02 103
sto iI
pessimismo dello sradicato, non quello ro, serìtireste pirì parlare di me, io vivrei la mia vita
mantico, che vuole tuttavia creare le condizioni miserabile e vuota. N{a potrei sopportarlo? [...]
di una Cultura, né quello kierkegaardiano che vol irceverete questa lettera insieme alla notizia
vale solo in funzione della decisione autentica. della mia morte. Devo scrivervi, poiché sono pure
Difronte alla spettrale esistenza dei suoi < lavo- stato qualcosa per voi e voi conser.vate certalnerì-
ri r, egli si senìe morlo.6s Essi non salvano I'esi- te qualclìe ricordo delle ore passate insieme. Non
stenza, ma ne riproducono il problema. Abban- vi sara alJora indifferente sipere perché mi sono
donano Irma in cerca delle asine <lel nldre - ma ucciso, rifiutando una vita'che,'agli occhi del
mondo, sembrava così piena di promesse
non tTovano alcun regno. [...] il
Il pensiero del suicidio non nasce, allora, sol- periodo 'glaciale' è ricorninciato per m", a'bban-
tanto dall'espeîienza della propria miseria conre dono complero, solitudine, isolamcnto assolu-
u omo totalmente 'versato' nell'ooera. ma dal to >.s Irma lo aveva < trasformato > ln un uotno
dubbio sistematico che corrode l'opera stessa. È, buono, gli aveva fatto provare il zalole degli altri
anzi, la minaccia di Frivolitat connissa alle stesse - voleva salvarlo. ùfa, òra, u addio a tutrele bon-
posizioni 'eroiche' del proprio lavoro che finisce tA, esse sono perite in me ancora in germe ,. E la
col rendere insensata la vita. Se l'opera non è .al loro fine è fatta, anche qui, coincidere con
sicuro'dalla cultura estetica, il suo naufragio è il l'" ebbrezza > del lavoro intellertuale: < i libri. i
fallimento dell'uorno che sulla ricerca diìuella pensieri agivano su me come un oppio >.
eue-
securitas si era giocato. E Jrma - che aveva fatto st'( ebbrezza ) contraddice la bontà - fa viiere
comprendere questo rapporto - ha allora < qual- < sulle cime >, ma sulle cime non è possibile u!
cosa a che fare con la fine ). Il pensiero di lei e uere, Poteva crederlo prima di iutoritrare Ir.ma.
quello della morte si confondono. Non solo pensa Irma mette a nud.o I'impotenza del suo lavoro, di
a lei soltanto nella dimensione deìl'abbandòno e pitr: il fondamento ebbro della sua volontà cli
della lontananza, ma in quella della necessità del- Dovere, il suo arnor.e per la propria angoscia. ìrr
la propria fine, della propria morte. < E oggi petr- cró è come Iei lo corrdannasse: < vorrei che voi
so: e se sul piano del lavoro tutto verrà raggiun- lo sapeste chiararnente: è il mio incontro con voi
to, interiormente ed esteriormente, allora - allo- che mi ha dato il presentimento che la mia vira
-
ra -? Che cosa ne avrò? [...]. E allora? Penso che nri era alla fine >.
sparerò alla testa >.6 Si fa comperare un revolver, Rìspetto a queste d.el gioaane Lukics, [e Ietrc-
se Io rende 'familiare':ó7 I'educazione al suicidio re dr lrrna suonano consapevoli, lnatrrre. Le muo-
della troppo giovane Mitteleuropa, cosl inscindi ve una distanza che non ha bisoeno di essere det-
bile da quella sentimentale e dal dovere del ta, un pudore della distanza chè sembra sorride-
Werk. A lrma, in una lettera forse non spedita re degli impeti ,esplicativi, dell'amico. A u Gyu-
del novembre del 1908, aveva scri .o: < Se"avessi ri > che si ostina a descrivere il suo stato di asso-
forza abbastanza per continuare a vivere, non luta solitudine, presentandole la prima edizione
t04 105
de L'anima e Ie forme, risponde con un breve portare d oggetri, finiti. Irma, che può vivere
biglietto: ( anche senza commento, non vi sareb- solo < nella sua vita terribilmenre r.rmana )ù, mo-
be stato malinteso r.Ú Guarda con affetto ai 'do- stra che la sua vita era effettivamente per la mor-
lori del giovane Lukdcs': < malgrado la vos$a te - autenticamente, non desiderandola, non ,al-
auto-analisi un po' malinconica, si indovina che lenandosi' ad essa -, e Lukócs le soprawive. E
voi avete scritto questa lettera in un piacevole dovrà- soprawivere, a questo punto, attraverso
luogo ).?0 È come guardasse crescere I'amico, con- httte le lorme della sopratniaenza, dipend,ere da
sapevole che egli dourà diaenire: i vostri affari esse. Radicalizza la dimensione eúíca, cui è con-
"
hanno preso una tale importanza... r. Lei - non dannato - non quella della salvezza. ma della
riesce a esporre con gli 'Otto', il matrimonio con rinuncia; non quìlla dell'opera buona, ma del
Réthy è fallito: sente di non riuscire a dare e ciò lavoro e basta. Come è pòssibile. infatti. che
le dà l'impressione < di essere leggera come I'opera salvi, se non ha nèppure aiutato Irma?
l'aria >. Prega Luklcs di scriverle ancora. È il 28 Essa.appartiene a qrrelle < c-oie stellari >, cui ap-
aprile. r Gyuri, le risponde il 2 maggio da Fi- partiene l'amicizia con Popper - impotenti a vi-
renze: sta leggendo Kant, Hegel, Plotino, ha in vere, ma sopratutto, e grazie alla loro stessa di-
preparazione ( ogni sorta di cosa r, vuole scriver€ stanza, tmpotentí a morire. Di tale colpa non si
un laaoro per eccellenza: un nuovo Lacoonte, rnacchia Leo, che si spegne il 20 ottobre, pochi
< un Lacoonte metafisico >. Il l8 maggio lrma si rnesi dopo il suicidio ài-Irma. ma il oeso di do-
toglie la vita. vere e riiuncia che segnava la ioro amìcizia e che
L'11 febbraio dello stesso anno Lukics aveva dettera a Lukics il pessimo ,monumento' del ne-
scritto nel suo Diario'. < Basta col diario: l'età sen- -Da
crologio gia citato. questo punto in poi Lu-
timentale è passata >, ma soltanto ora essa è dav- kics sara colui che ha mancato la buoni morte,
vero finita, quando u so arm ist keiner ,,?r quan- che non ha saputo morire al tempo giustoJz
do la poaertù si rivela come essenza de1 lavoro, L'opera non tiusciva a superare quella minac-
dell'opera, della'ebbrezza inteìlettuale'. Il < dirit- cia di Frivolitàt, non in quair.o estranea al nuro
to alla vita > è per sempre perduto; rimangono dovere che Lukícs crede'va costitùisse il ,masi
< comunità per scopi determinati e fini precisi; stero' di Popper, ma in quanto misera ín atnole.
rimangono dati di fatto; rimane iI lavoro D, nul- < Com'è possibile vivere r si chiede il Malte di
I'altro che il lavoro. lrma è fuggita dalla figura, Rilke c se gli elementi di questa vita ci sono del
dal'concetto' di Regina. Luklcs I'aveva compre- tutto oscuri? Com'è possibile solamente esistere
so: per Kierkegaard era necessario che Regina si -insufficienti
se siamo sempre così nell'amore, ir-
sposasse e vivesse. Ciò solo poteva dimostrare che resoluti nelle decisioni, inetti e atterriti difronte
il suo gesto ì'aveva realmente 'salvata', che il suo alla morte? ). Inetta non è stata ltma, né atterrito
gesto €ra buono, R.:egina si salva e Kierkegaard Popper * ma inetto, certamente sl, I'uomo ,ver-
muore del suo amore esclusivo, incapace di sop- sato' nell'opera, e necessariamente: poiché il do-
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z,dîe stesso dell'opera è durare oltre la vita, so- spetava a me, rììa a nìe non poteva che rnancare:
pravviverle, 'superarla'. La morte di Irma stna- "
alloru il giud,izio è pronunciato > (corsivo no-
ìchera le ragiorii di questo dovere, liì costitutiva stlo).75 Non è la morte di Irma che giudica, poi-
menzogna del suo Pretendere di salvare la vita dré la sua morte la colloca in una dimensione
'superardola'. L'opera non ha calote - epPure assoluta d.a ogni giudizio, ma proprio il naufragio
lui, Lukàcs, scopre di averne bisogno.?3 Non è di quella hybris giudicante indissolubile clall'irn-
vero ciò che è andato ripetendo da anni - che si pelativo dell'opera. Il Sollen appella continua'
può vivere da soli, senza nesstlno. Lo potrà. come rnente alla scelta, alla decisione, astrae, separa,
icienziato - non come lomo. Come uorno ha bi' rlivide - e in ciò stesso va dirnostrando la propria
sogno di calore, per quanto ciò cl.re egli intendc ir[potenza all'unico gesto esserziaìe: quello che
con questo termine è quasi impossibile da rag- rron giudica, ma dona - quello che salva venendo
giungere. Ma in che cosa un'oPera lredda saprìr in aiuto, qLrello che arna. I-a hybris del giudizio
distinguersi da queÌla dell'art pour I'art o dal- girrdica così se stessa; il primo giudizio è già I'ini-
I'Erkennen della curiositas erudita? In che cosa zio del processo che pronuncerà, la sentenza cou-
un'opeta fredila è diversa dall'estetica frivolitàt? tlo ogni giudizio. 'I'ale processo già si andava
Ancl.re Lukàcs è I'uomo magro di Kafka, il sno r:elebrando all'intemo dell'interrogazione che mi-
corpo-asente.Ta N'fa Kafka ha sempre saputo, e nacciava di sconvolgere l"eroismo' popperiano
soffìrto proprio in quel corpo'assente, I'assurcla della forma. Il gesto di Irma ne spalanca la scena;
natura dtll'ònera - e I'assoluta distanza che la è impossibile immagiDare come avrebbe potuto
separa dal geito k ierkegaardiano. Né ha mai cet- continuar-e l'amicizia con Leo dopo questa 'apo-
caìo di travistire reliciósamente le forme del Sol- calisse'. Il gesto di Irma non può non significare
len. È vero: nella lorò paradossale solitudine, esse anche la fine della sua Sternenfreundschaft; an-
non permettono di vivere - ben peggio: possotro clre su di essa il giudizio ù stato pronunciato.
permettere di soprawivere. Non si può -vive_re I Lukícs lo scrive. in fondo. aìl'amico - non di-
ioli, ma soprawivere sì: in quelle comunita che Ìettamente, rna inviandogli l/on d,er Ar'mul 0.m
si realizzanò per scopi precisi, che si fondano sulle Cleisl. una delle sue cose oirì belle.76
cose stesse, che tengono il lavoro in sé come valo- Con cluesto dialogo Lui<Ícs consulna in opera
re. Dove ognuno può dire: < so arm ist keiner )' il proprio suicidio; ne spiega i rnotivi con dispe-
All'opera manca il gesto essenziale, il d"onarc. lata ltrcidità, opponendoli proprio a AÍarta, alla
L'opera cornprende, acquisisce. Irma I'aveva det- {igrua pratico-etica affermante il valore dell'atti
to. i{a Irma ii è anche uccisa. Io, invece, vivo u e vita mondaua, e, spiegandoli, li cornplende e 'ac-
questo significa che continuerò a vivere ',. La so- tlrrisisce': essi diventano il fondamento dell'atti-
litudine che desideravo, che credevo essenziale vità avvenire. L'opera che segue avrà la forma di
per l'opera compizfa < è caduta sopra di me come ciir clre sopravvive alla necessitò dì questo suíci-
il giudizio della mia vita,. Il gesto per salvarla dio. Lgli è colpevole della morte di lrma. LIna
108 109
colpa non misurabile con * le leggi della morale mensiole del Singolo responsabile roralmerrle da_
urnana ) - e ciò stesso dimostra quanto tali leggi vanti a Dio. È Kiertegaaid? Cerro, si tratra di urr
siano inessenziali, incapaci di comprendere nella ritornodel te^rna del gcsto. del salro. presente nel
loro logica Ja colpa - ma assoluta difronte a Dio. saggio del I909, ma assai più inrenso, e accompa_
Non chiedeva nulla, o e nulla io ho visto o udi- gnato da suggesrioni diverse, dalla mistir a ilrdiirra
to r. ( Non ho prestato ascolto alla voce del suo al chassidismo letto grazie a Buber, tna arrraverso
silenzio >. Ma Marta non sa forse come aí buotti Plotlno e t.77 eueste inlluerrze risultano
-Eckhar
< divengono palesi i pensieri segreti degli altri? >. cnrare laddove, negando che la bonta pussa essere
I buoni sono I'altro. E se Francesco è stato reale aspeuata oziosamente, < in modo frivolo e corn_
una volta, è diventato con ciò possibile per sern- placluto r, Lukócs spiega in che cosa consista l,at_
pre. Ma l'esserlo r'on dipende da nulla. La bontà tenztone che essa esige. Eckhartiar.r amente, l'0"lten-
clte dona è dono: essa si dà, si mostra, < non è r_rone consiste nel fare il vuoto in sé, nel liberarsi
una categoria etica >. È perciò assurdo < lamen- da, ogni condizionamento psicologico-mondano,
tarsi > di non possederla, ciò nonostaute il non nel divenire assolutamenté poueii in ispirir,_r.
oossederla è ù\z sentenzn sulla vita. Pottemo L'inessenzialità della vita dàlle forme sarebbe
n vivere senza vita >, appagandoci dei nostri do- così revocata; così noi ci d,ecideremmo ( rn quesro
veri e del loro assolvimento - ma ( la vita viven- contesto si riafferma, qui, il tema della deciiiorrcy
te > sta al di la delle loro forme. E la bontà è la da ognr cultura-seduzione estetica. poverta ò Ge_
grazia di poteî rompeÍe le forme. < Dio esige da lassenheit - vuoti di ogni inessenzialita, o tenerr i
noi qualcosa di assoluto e inadempibile: dobbia- Prontl , per la bonrà, per il suo dono. Solrarrro
mo far saltare le forme inter-umane di compreu- I opera che esce dal fuoco di questa privazione
sione ,. La bontà non ha dunque nulla di pieti potra essere. autentica. La pouer:tà la pi.pur", ,,.
stico, ( è la soluzione mitacolosa [...] di un para- costituisce
.la necessaria premessa, i't n'egativo.
Dalla idea_dj apocalisse no;ì è disgiungibile"il rn,,_
dosso teso fino all'estremo >, vuole < che l'impos-
sibilita si Fasformi in azione >, che il regno dei merìto della catastrofe. L'Arntu! am Ceist i,cata_
cieli discenda sulla terra e ci sia cottcesa n veta stro{e del mondano, per la nuova opera: è catarsi
della inessenzialità del molteplicé,
casa )r. 1,,rr Iopera
brtona: opera non piir affidari alle oscillanri
Qui Lukàcs non 'confonde' piir le categorie, fa_
non trascolre pih, attraverso la q mera discorsivi- coltà dell'Io,.m_a. daìla quale siarno posseduti, ìa
tà della conoscenza >, da un genere all'altro. Una cut certezza.ci si impone non piùr sérnplice conr,
-
posrzione_ di forme, ma, anzi, -gr.azia ài porer.le
dimensione è quella della c vita comune D, un'al-
tra quella della forma (sia della forma etica che spezzare. La morte di Irma ha condannuto i,oo.."
di quella delle opere della Dichtung) - un'altra all'inadempibile - ma ha anche. finalnrerrte, iatto
ancora, osseluta dalle prime, quella dell'< uorno cntarezza sull'equivoco clre ne confondeva I'asoer_
buono u, della grazia, clella redenzione: la di to. \'i è ì'opera come cornposizione di fornte,'t he

r10 I
sta al d.i qua della stessa Gelassenheit - vi è l'ope- kícs. [sso appare addirittura consolatodo rispet-
la del far-vttoto-in-sé clre è ancora ul)o ( stadio to a queste ultime parole.
iniziale >, una ( promessa > - vi è, infine, I'opera Tali parole possòno spiegare anr.he il fascjno
che redime, unificazione u del destino e dell'ani che il giovane Luklcs dovette esercitare su Max
rna >. Vi è I'opera che può soltanto 'anelare' alla !t/eber.?8 Il dialogo chiarisce la < voce del silen-
sostarrza, e non sa riflettere sulla Frivolitàt con- zro ) presente nell'etica rveberiana del Werk.
rìessa a un tale anelito - vi è I'opera cntdele della Que-sfetica - come risuona sopratutto nelle ope-
poverta, che Îa poaero lo spirito, lo spoglia di re del periodo della guerra - e costantemente
autto quanto ha acquisito e creduto di conpre- proiettata sullo sfondo di quella bonta trascen-
lrendere - e vi è, infine, l'open, inad,empibile' dente la norma, che è inadempibile per lo Zrveck-
tlella bontà positiua, dove soggetto e oggetto, io mensch, per I'rromo appartenente illa casta del-
e tu, si chiudono o in cerchio r, o e dal movi- I'intelletto calcolante.'Nel dialogo lukdcsiano,
mento confuso degli atomi si formano pianeti e \Veber poteva vedere riflesso laspetto tragico
orbite >. Dall'esigenza precedente, 'saggistica', di insuperabile della sua stessa operat ogni sinìesi
getbîe ponti tta questé diverse dimensioni (e di qrri si rivela compromesso, ogni unità politeismo.
iím.,ovétne l'ultima), Lukics qui passa al biso- )la è profondamente rveberiano sapeie o il pro-
gno opposto: della distinzione pirì assoluta, piir prio posto ), e saper venerare, insième, chi àav-
disperaia, pir\ crudele. Gli uomini si dividono, vero appare < superiore r?e - ancor più lo è il
secondo la gerarchia delle opere, in caJru ' Ognu- pathos del rifiuto nei confronti di ogni confusio,
r.ra ha i propri fini e il proprio dovere, e anche se di ogni 'romantica, indecisione, che maschera e
íl " loro esserci è unità, è I'unita ", la redenzione awilisce il tema sacro del gesto, del salto, ed è
( non conosce plurale >. La srra possibilita appar' rnpotente, jnsieme, a produrre compromessi cal-
tiene a una casta soltanto, a una vocazione. Alla colati, mediaziorti decènti. Weber è la forma an-
<lrrale non appartengono i laaori di Lukàcs. Oc- tilirica, antisentimenrale della zJigzítà del so-
càrre riconoicirlo: < il fatto che l'amassi e voles- pravvivere. Potr€mmo, aìlora, dire ùe I'altro au-
si aiutarla era già una trasgressione >. Già in que- tore che il dialogo richiama prepotentemenre,
sto ero in colpa. <La bontà è iI dovere e la virtit Carlo Michelstaedter, rappresenta il polo oppo-
di una casta suoeriore alla mia >. La mia non è sto: il giudizio. la sentenza che Io stare-persìmso
neppure quellf della u vita comune u, lta di co- lrronuncia anche nei confronti del chiàroscrrro
loio che rimangono tiepitli, di coloro cosuetti a piir netto, dell'etica piir disincantata e coerente.
ricercare il tertium datur, owelo: le forme della Il 'colloquio' ta il fiorane Luklcs e 1l già. com-
sopravvivenza, rassegnati ad essere Perciò .tplllali ptuto Michelstaedter va consiclerato tra i docu-
fiori dalle pagìne dell'Apocd,issd. Questa è fau- tnenti piir straordinari non solo della cultura mit-
tentica conaluaione del dialogo, e non il suicidio teleuropea, ma dell'intero pensiero confempora-
dei protagonista - I'immaginato suicidio cli Ltt- neo più radicalmente impegnato uersts la cuitura

2 lt3
estetica. Il colloouio inizia nella stessa tonalita. Non.,solo per l'assenza in Michelstaecher di ogui
Ciò che Lukàcs^ chiama vita senza vita, vita possibile_ ipotesi di als-ob, o saggistica o anóo'ra,
( puramente sociale ,, è il vivere per non morire come vedremo, di romance. Mà- perché nessuna
michelstaedteriano, è la filopsichia, che ci fa di- delle forme,della temporalita puó attestare l,au-
pendere dal divenire e che produce la retorica tenticita dell'esistenza-
- tantomeno lo potrebbe
dell'illudersi di poter sfare in esso, di poter ro- la struf.tura heideggeriana del poter-esiere, del
vare in esso uarr'úrì. Filopsichia è vita dissipata nel potersr-progettare. Questa, invece, diviene la co-
tempo del ( tutto scorre D, sempre cor-relata, mai sttuzione luklcsiana Aelle opere, nelle quali il
in-dividua; vita dis<orrente, dis-corsiva, retoríca, soggetro si arrischia totalmeite, si dà-in-pegno
distratta nella curiositas estetica e dunque posse- con totale responsabilità.E Da quale miseria,"pe_
duta dalle cose che si illude di avere.e La forza rò, e non quella dell'Armut a* G.irt, da quàle
teoretico-sistematica con la quale Michelstaedter imp9t51za derivi quesro produrre, Lukics lo vide
d,ecid,e tale via da quella della persuasione è in- net Dralogo in memoriam, Eglí ha saputo _ nella
comparabilmente maggiore rispetto a quella di sentenza che l'h_a colpiro co--rne il piogetto infir-
-
Lukàcs. Egli concepisce dawero metafisicamente turante nasconda la necessita del soprawivere. E
le origini e le ragioni della filopsichia e del suo perciò delle forme de1 Weiterleben pub non fare
costitutivo nihilismo, laddove, in Lukàcs, il giu- retorica. Agli occhi delfa persuasioie, anclre la
dizio permane sempre esteticamente o eticamen- pru compluta, ta meno estetica delle vie all'ooera
te orientato (o religiosamente, come nel Dialo- qilgrra. prigioniera del bisogna-vivere, rlel rigrro
go); nonostante ciò, la via della saJatr michel- dell'urile, dello scambio, del- diritto _ rna chiha
staedteriana, concepita in antitesi alla violenza riconosciuf.o che-qu.i deve vivere, che questa pri_
d,el chíedere, che è progetto, infuturamento, ne- gione è il suo destino e rifiuta all',arrìma, ogni
gazione dello stare-presente, come rottura, cioè, Iirica- consola^zione, questi non appartiene ce;ro
delle forme del dovere, in quanto, essenzialmen- al 'Si' della filopsichica, al Man'heideggeriano.
te, dover-comprendere, dover-acquisire, rimane rr,pensrero corrtempot.aneo non pensera la via di
affine all'idea lukócsiana della bonta, ne esprime Nfichelstaedter. Penrera piurtosio la sua, lukúc-
lo stesso paradosso. In entrambi, si scopre la va- siana, inadempibilita. E lè possibili forme, ín tale
nità delle forme, il loro artificio (als-ob) - in en- limite, dell'esserci autentic-o. l\{a la radicale ore_
trambi, si cerca di pensare oltre quelle, di dar- gnanza metafisica della critica alla cultura esieti-
luogo al pensiero oltre la loro norma. ca, che è i.l pro,prio delle pagine del goriziano, è
Enoîme è la differenza che separa ciò che è af- pu,re ll sale. del saggismo di Lukics: la ragione
fine. Affinità tra cdrfe? Non solo per la solitudine della sua disperazione, per cui egli si sc uin so_
desertica che abbraccia la via délla persuasione, prauussuto. La via michelstaedteriana è qui pen_
propria di quella < spoliazione r tragica di ogni sata, non assente o rimossa. E i problèmata c}j.e
temporalità mondana,st che Lukàcs si sa proibita. così rimbalzano tra i due 'giovaii' segnano un

I l4 ll5
possibile del pensielo contemPotaneo non anco- to, già questa appare la ricerca di ùn tertiton
i'a, forse, consumato, anche se esso sembra pren'
. (come nei saggi di Culturn estetica), ma
d,útur
der figura tra nomi legati soltanto da una Ster-- e,ssa si sviluppa ancora offuscando la singoiarità
nenfreundschaft - da Wittgensteiu a Rosenzweig, delle categorie in gioco, inrrecciando le",caste,.
da ì]eniamin alla Weil. Lukócs lo indica nel Dia- Esse sembrano, a vìlte, trattate proprio al fine
logo - ma come un possibile per lui già Perduto' di permettere la mediazione, l,artificio dialettico.
Conosce le sue opere - dovranno appartenere al I materiali per la cosmuzione delle forrne della
suo carattere n né freddo, né caldo >. Dovrà vive- soprawivenza sono, dunqte, già tutti individua-
te zwischenrnenschlich, senza fingere le maschere bili nella produzione giovanile di Lukrics, nel oe_
di colui clre puù d,onare, senza sovrapporre la pro- riodo dei suoi .. amoii stellar.i >; ma è il serìso
pria Stimrnung alla nuda cosa. Trosllosigkeit 'N complessivo dell'oPera a trasformarsi, attraverso
inan.anza assolula di consolazione, dovrà essere la crisi. del l9l l: non pirì oscillante speranza di
la sua categoria - al di la di felicita e infelicità. redenzione, le sue possìbilit vengono analirir^a,
Neppure la morte, il suicidio possono essere mente lnrlagate e i srroi generi spietatarnente col_
untautentica decisione per chi appartiene, nel locati.
.Laddove non pr,ó esisteie la bont , deve
ploprio daimon, a coloro che non possono che vatere la norma anche se la norma clre si imoo_
-
operare zwischenmenschlich. Qui 1o stesso suici- ne per il fallimento, inconsolabile, di quella pri
dio sarebbe impulso, Stimmung. Gli sembra che ma vra, non avrà, come vedremo, nulla a che fare
uccidendosi sarebbe conseguente con il volto piit con il soddisfatto formalismo del semplice clirit_
alto del suo essere, allorché il suo vecchio grido to. Nel tertium datrrr lukdcsiano si corìserva sem.
[Ruf]: lavoro! lavoro! non lo sorregge più.e Nla pre la memoria della giustizia fallita; è questa la
subitò lo nega: dopo Irma, suicidarsi sarebbe < voce del silenzio > dell'ooera.
tna tautologia. Soloie opere vi sono - sulle quali L'approfondimento del problema del dramma
la sentenza è già. stata pronunciata. non-traglco rappresenta, di quest,opera, una del-
ìe prosp€ttive fondamentali. fìià egli ne parìa a
ATEI, CHE CREDONO Popper in una lettera dell,ottobre d"el lgld da Ii_
renze (dunqne, contemporaneamente alla famosa
L'anirna e le fornte è l'opera str-etta tIa Sehn- Lettera sulla Essenza e iorma d,et saggio), e I'iclea
sucht alla sostanza, attÍaverso la stessa radicaliz- è contenua anche nelle pagine finalì ii.el Dr.atn_
zazione della problematicità, e volontà ragica di m.a mod,erno.7.n Ìlletafísica della tragedia la cort-
dar vita ali'esienza. È I'opera indecisa: l'anelito clamata <grccirà, rlei personaggi dl Errrst o rìi
estetieo percoîre f idea del saggio Profetizzante un assar tpotettca neo-risorta tragédie classiqrre
il sistemà; la dimensione tragica rimane confusa (anche a voler prescindere, ripàtiamolo, da'lla
con l'idea €tica; l"eroismo' di Kierkegaard fini- commlstlone,estetica, che questi accostamenti
sce col perdere iI religioso che gli è proprio. Cer- operano) serve piuttosto a introdurre il problema
ll6 tt7
moderno del Trauelspiel, o della < metafisica pa- divina) una forma capace di redimerle - ed è que-
radossalita del rapporto tra uomo tragico e esi' sto cercare o questo attendere che negano il sem-
stenza storica r, rapporto che, non riducibile a plice, esteriore e fiabesco essere in balia del Caso.
sintesi, < introduce per forza una duplicità di Come aveva linvano\ cercato in Ernst la possi-
materia nelle figure del dramma > e spezza la for- bilita di una moderna 'tragedia, così Luklcs cer-
rna della ( tra8icid pura ,.85 Dalla stolica imPos- cherà, in Ariadne auf Naxos I'esempio attuale del
sibilità di tale forma si sviluppano gli scritti sul romance. Da questo dramma è banàito l'eroe, co-
romance, lui che dà vita all'essenza. Trascendente rimane
Tra destino tragico e distruzione del rragico u il senso degli awenimenti [...] trascendente è il
l( a buon mercato e di poco conto >e in autori movente piir profondo delle figure >.u Il perso-
come Sharr'1, si colloca la poesia drammatica non- naggio del romance è puramente creaturale, non
-interessante
tragica, la cui [orma più risalirebbe ha < alcuna sostanza e coerenza r: egli oscilia tra
all'època del romance. Qui i'uomo ha < perso del i conflitti che lo dilaniano e la redenzione che
tuttó la statuaria fetmezza e coerenza, dell'eroe attende (per grazia n. La sua è una materia di
tragico; il suo Io giace a terra frantumato, come sogno, rispetto all'ens realissimum del destino
il simbolo reeale nel Riccartlo lL Ma dalla fran- tragico. Nella tragedia troviamo la forma simbo-
tumazione deil destino tragico non deriva la pura lica < conclusa e unitaria in se stessa ), nel ro-
dialettica relativistica della moderna commedia, mance, al contrario, I'allegorico:e il perenne rin-
che finisce con I'annullare nel gioco della parola vio da segno a segno, il costante alludere oltre
ogni serietà dell'azione e del conflitto. Nel lo- I'accadimento, il conflitto e I'esperienza determi
mance si hatta, piuttosto, di u un awicinamento nati.
del dramma allt fiaba ): attraverso I'irrazionale Si tratta di pagine dawero inaugurali. Sarebbe
panteismo della fiaba, la sua natura ( antimetafi- roppo facile mostrare quale enorme eco esse tro-
sica per eccellenza >, < il destino viene superato , vino nelle ricerche sulla moderna forma dtamma-
tica, da Benjamin a Brecht, fino a Szondi,s Ma
- rna la forma del dramma, a sua volta, conferisce qui interessano non per la storia della critica
alle figrrre deìla fiaba lrna nuova dimensione spi-
lìutale (Pericle, Tempesta): non piir semplici letteraria, ma per I'altro aspetto, cui già ci si è
mariolette del Caso, ma uomini saggi che lotta- riferiti: esse inaugurano, per I'appunto, la via
no contro il destino. Il principio della fiaba è la che potremmo definire della rctoîica rudicale,la
negazione della passione tragica, che brucia ogni via alta del l\{oderno, dell'attuale, lallita \a via
mondanità nell'anima dell'eroe affinché essa < si della persuasione tragica, della decisione, della
involi verso il paradiso della pura Selbstheit r;81 Giustizia. E Luklcs, a differenza di tanti suoi
nel principio del dramma, le passioni, pur non epigoni, se ne dimostra ben consapevole. Se il
avendo nessun significato che le trascende, cerca- tragico stesso è divenuto problema, nulla, permet-
no per forza propria (o si attendono per gr:azia te di affermare che le forme del romance ne co-

118 ll9
stituiscano una soluzione. Se è diventrta imoen- Nessuna r adicalizzazion e del problematico porta
sabile la redenzione attraverso ouella o [iamma o di per sé oltre il problema. La ricerca di un ter-
che brucia l esistenza semplicérnente mondana tium datnr apre una via d,iuersa da quella in cui
dell'eroe in lotta con, e nón contro, il destino, il problema si è imposto, e dunque il percomerla
ntlfa consente di immaginare corne I'uomo del rìeppure lo sfiora. Il poeta del romance è impo-
romance, frantumato nel suo Io, senza sostanza o fente a salvare dal suo u peccato ) quest'epoca (e
coerenza, possa anche soltartto ad.-tend,ere la gra- I-ukócs qui usa I'immagine, allegorica per eccel-
zia deìla redenzione, Tale grazia potrà accadergli, lenza, del r groviglio inesricabile,). Il romance
sorprenderlo - ma I'essenza del personaggio ri- riflette < un'epoca senza religione r, nella quale
mane quella esteriore e superficiale delle ( gesra l'assoluto può essere soltanto oggetto della no-
marionettistiche n. Il romance è un altro Eenere stalgia. Non tertium datur, dunque, ma disincan-
- e nessuna dialettica plrò compromert erv jla for- tata (desengaÍio) rappresentazione della sua Gott-
ma ragica. Ritorna qui il tema delle caste, quasi losigkeit (ciò che la distingue sia dalla fiaba, che
ad esprimere con violenza questa metafisica di dall'immediata distruzione del tragico). Tale for-
stinzione: < il dramma non-traEico è una forma ma è atea in quanto capace solo di rappresentare,
democratica; essa non crea casie tra gli uomini impotente a redimere, a valere come simbolo àí
come la tragedia; la sua forma piir pura dovrebbe redenzione. Ma poiché sa quesh sua condizione
riunire tutte le essenze dell'uomo... >:et riunire, e prova nostalgia di quel simbolo - essa anche
non deciderc- Ma oraf inrlecisione è consapevole; crede. La forma di quesfa fede appariva già nella
e se ne cerca una possibile fonna. E infatti: nel attenzione del saggio. Qui essa si arricchisce di
romance può rappresentarsi soltanto il mondo ulteriori motiyi. Se il Dio che ha abbarrdonato il
della creatura, allegoricamente protesa alla so- mondo, il Dio che è morto, fosse soltanto il vec-
stanza, In essa < c'è solo il sentimento che ciò chio Dio? < e un altro di razza piir giovane, di
una îorma, non la pienezza della forma , altra natura e in un rapporto diverso con noi
^ttenda
(corsivo nostro).e Nessuna tradizione, nessun ca- stesse ora nascendo? u.e3 Allora, il nostro ateismo
none può aiutare in questa ricerca. La crisi è non esprimerebbe che la forma necessaria dell'at-
caduta, ed è irreversibile. Per poter parlare o in tesa di questo nuovo Dio, la forma della nostra
nome del senso frantumaro e perduto delìa pro- {ede nelia sua venuta. Il romance 'vuoterebbe'
pria epoca >, Ernst deve ricorrere a nuovi canoni, dall'interno la tragedia del destino, in quanto ìe-
'inventare' nuove forme - ma non erano propr io gata a quel rapporto immanenza-trascendenza inr-
ìe categorie del Nuovo e dell'Interessante a carat- posto dal vecchio Dio, per far posto a Colui che
teîizzaîe la frivolezza della cultura estetica? sta nascendo. L'abbandono della forma tragica
Le forme per eccellenza problematiche di que- assumerebbe questo valore, questo significato cs-
st'epoca sono impotenti a conferire qualsiasi sen- senziale, L'ateismo del romance non crederebbe
so alla domanda sulla speranza di redenzione. soltanto in quanto erede della certezza del simbo-
120 l2t
lo, in quanto ha crcduto, ma anche in positivo, europeo ) era destinato a rimanere una id,ea op-
nel segno di una prossima apocalisse. pure un anelito senza forma. Attraverso l'infenio
L'origine di quest'idea, che sembra sconvolge- stesso del contemporaneo ateismo, questa figura
re lo scabro terreno del romance, è chiarissima: assume forma e realà e ci conduce al di la del-
Luklcs cita gli c eroi r di Dostoevskij - pirì in l'" idealismo tedesco >: risbonde a ciò che in
generale, il grande dibattito religioso e filosofico esso era ( presagire e perseguire r. In Dostoevskij
russo, a cavallo del secolo, intorno al ( sacro no- - e in ciò consisterebbe il suo significato univer-
me > di Dostoevskij.q È qui che il nietzschiano sale - la e tragedia dell'esser-smarrito-in-se-stes-
< Dio è morto )r suggerisce I'idea < di una sintesi so )) dell'uomo contemporaneo, < dell'isolamento
religiosa, di una cultura religiosa >e5 - I'idea di e dell'abbandono di Dio > non viene semnlice-
un ateismo, radicalmente anti-estetico, portatore tnente riflessa dall'opera. Nell'opera prendè esi-
di < angoscia apocalittica r,ft in tutta la pregnan- stenza ciò che I'u europeo I credeva destinato a
za del termine. È oui che il nihilismo radicale l'estare la sua ( voce dei silenzio r: I'idea dell'uo-
sembra capace di pìodurre il 'vuoto' necessario mo nuovo che annuncia il nuovo Dio e riscatta-
all'affermarsi pieno di quest'angoscia e della nuo- salva così il nostro ateismo.e
va fede che essa annuncia. I fili che collegano In questa luce avrebbe dovuto svolgersi, alme-
questa cultura russa a quella mitteleuropea di no nel programma originario, il volume su Do-
autori com€ Luklcs, sono innumeri, ma a Hei stoevskij. I frammenti che ne rimangono dimo-
delberg essi si raccoglievano in un punto di par- srano come qui Lukàcs rielabori elementi deci-
ticolare complessita e intensità, grazie anche alla sivi dei suoi scritti del periodo della crisi - del
presenza di personalita come F.A. Stepun e N. Diglogo, anzitutro: il téma della colpa, il tema
von Bubnov,t dell'amore del piìt prossimo. Ma al cèntro sta la
Recensendo Solov'èv (Ia cui opera era stata ap- figura dell'c ateo che crede in Dio r. Egli esiste
punto introdotta in Germania da Stepun), Lu- tra e_ssere e non-essere di Dio; pir) propriamente,
kdcs sottolinea come caratteristica della cuìtura tra rl non-essere-pirì, il non-piir, del vecchio Dio,
lussa dostoevskijana I'attesa apocalittico-messia- e il Nuovo che ii annuncii apocalitticamente.r@
nica. Di contro ad ogni forma di psicologismo, La rappresentazione di questa iond.izione esisten-
estetismo, storicismo - di contro, cioè, a quelle ziale è assolutamente meta-etica. Chi sa che il
forme di impressionismo individuale, contro le vecchio Dio è morto, non può tispettarne il .di
quali egli stesso aveva Iottato nell'opera giovanile, ì'itto' - ma egli non è neppure il vecchio ateo,
* i grandi poeti storico-universali di Russia > ze- l 'anarchico' nei confronti'di Dio, il nihilista.
dono, tangibilmente-sensibilmente, I' uorno nuo- La sua esistenza deve mostrare la nuova Legge
uo.q La îorza straordinaria della loro immagi che egli annuncia, il non-ancora che in lui prende
nazione, nel senso proprio del termine, la loro miracolosamente forma. Il suo nuovo Dio è debo-
îorza uisîotnria, dà realtà a ciò che neÌlo o spirito le, n bisognoso del suo aiuto >; I'ateo che in Lui
t?.2 r23
crede non può dissiparne la speranza in semplite' co-drammatica. Ma, allora, non ci siamo riportati
esteriore anomjsmo. Tutto gli è permesso secott- all'inizio del nostro itinerario? lI cerchio non si
do il'diritto'- ma egli deve essere bttono davanti chiude in un circolo vizioso? L'assoluto kierke-
al suo Dio. gaardiano risponderebbe, in quanto tale, a quel-
Dostoevskii è dunque qrrella forma che in l/otl lo stesso inarrestabile impulso problematico che
Armut si affàrmava inadèmpibile, condannartdo ne aveva determinato la crisi.
al suicidio il suo fedele? Lukdcs non portò a ter- L'eroe di Dostoevskij è essenzialmenre, uella
mine quest'opera e Teoria del romanzo non rt' irìterpretazione di Lukícs (e non a caso egli usa
sponde all'inierrogativo. In Teotia del romonzo quel termine), meta-tÍagico.tu My5kiu, Alioscia
là forma moderna dell'epos si accompagna strel- sono andati oltre il tragico, < così come I'Abramo
tamente a quella del romanre: ma il rolnanzo clte sacrificante di Kierkegaard >;16 essi sono buoní -
Luklcs qui teorizza ha perduto ogni raPporto e la loro bontà prescinde totalmente da ogni uti-
con il pràblema che ll Dóstoeushil doveva agita- Iita, calcolo, scopo, dunque: dal mondo dei corr-
re: norì-più e non'ancora divengono categorie dcl flitti tragici e, a maggior ragione, da quello della
orocesso storico, di cui I'uomo nrtovo è il prod'rt- dis-corsività del romance. Essi rappresentano la
io: la tonalita apocalittica è fatta sparire: addiril- possibilita di ted,ere íl buono, in altri termini: la
tura è I'esistenza zuìschenmenschlicà a venir pre- lbrza profetica che a noi sarebbe ancora concessa
sentata come espressione convincente di un ter- - una sorta di imaginatio del possibile supera-
tium datur.r0r Tuttavia, I'interrogativo petmane: rnento del nihilismo. N{a, perciò stesso, tali figu-
il Dostoeaskii, che è così balenato, Poteva rrspon- re sono ab-solute dal mondo e dalia forma del ro-
dere alla domanda insorta, come sl è vtsto' oal- rnancer e, in quanto tali, non possono risolverne
I'intetno stesso del romance? E, dunque, offrire dialetticamente la Sehnsucht. Il ronance si neEa
una fede al soDravvissuto, un senso al Weiterle- Irell'eroe meta.tragico; la sua comparsa non ie
ben, al di la dell'etica del loro disincanto, della realizza I'aspirazione che condannandone la for-
Ioro Trostlosigkeit? L'essenza di questa domanda rna all'inessenzialità. Dostoevskii non sarebbe,
è religiosa. Lu-kÍcs stesso afferma che il problettta allora, la verità del romance, ma, all'opposto, la
relieióso è < il problema stesso della cultura rtts- piena dimostrazione della sua semplice Gottlosig-
sa oitt per citare ancora Florovskij, < drre pensieri
keit, del suo semplice ateismo, del suo indistrica-
fondamentali vi si intrecciano: iI'gesto' persona' bile rapporto coì ( peccato >. Quando il romance
le e ìl bathos dei xalori incondizionati "'r03 Sono - che sta al di qua del tragico, che ne rapptesenta
le ideniiche parole con le quali Lukàcs cercava di la destinata caduta - allude al meta-traEico do-
definire la tiagedia kierkegaardiana - leggendo' stoevskijano, non può far altro che rappréserrtare
esattamente còme i discepoli russi di Rickert, il giudizio che lo condanna, ri-pronunciare la
Cohen. Windelband, anché la critica neokantiana sentenza-che già è stata pronrrnciata sopra ogni
in chiave spiritrrale e ascetica, come lorma I ragi- sua pafota,

124 t25
Nla il romanzo di Dostoevskij non lealizza, ap- conciliare il dissidio o nel promerterne concilia-
punto, questa fine del romance? Anche se tra le zioni, ma nel mostrarlo comì destino. Il contenu-
due forme non è dato riscontrare nessun tioo di to zeítlos non può che darsi, quie-ora, nell'esser-
continuita, Dostoevskii non dimostra forse'l'esi ci, nel mero Dasein, nella storicita del rornanzo.
stenza nel Modemo di una forma meta-traeica? La dimensione del Dasein non viene suDerata o
e in questo non si da, malgrado tutto, risposra 'salvata'dall'irnrzione in essa di quel r,onterruto,
all'angoscia e alla colpa che percorrono le forme ma, anzi, lo contrasta e combatte,'lo deforrna, lu
della soprawivenza? Ma qui un contenuto pro- seduce, lo rende in turti i modi una possibilità
blematico addirittura meta-traAico si scontra con soltanto balenante, lo condanna all incompren-
una forma antitragica come quella dell'epos mo" sione e al fraintendimen ro. Nel mostrare ouesto
derno. Un contenuto solo religiosamente conce- dissidio lungo rutta la scala delle posibitità del-
pibile cerca paradossalmente di assumere forma l'esistente sta il vero n sienificato storico-univer
romanzesca e di rendersi attrav€rso essa comulìi- sale > dei grandi poeti diRussia. Essi lo colgono
cabile. In questo dissidio non può esservi < vera con profondità incommensurabile lispetto alle
casa >. Il problema di Dostoevskij, come Lukícs opere del moderno romanc€, poiché non vi è
lo individua, è'superiore'a quello del romance, traccia in loro della semplice Se iinmrrng dell ines.
ma il contrasto insuperabile che lo seoara dalla senzialità, dell'ateismo, ma il vecchio Dio è inter-
forma riconduce al mondo Duramente ;reaturale rogato a morte - si da concretezza di immagine
del Trauerspiel. E dunquef secondo il suo aspet- al problema del nuovo uomo capace di profezia
to problematico, Dostoevskij è altro rispetto alle - si coglie, second,o necessità, il nauhagio della
aporie del romance e perciòìmpotente i risolver- paroìa profetica nella Zeitlichkeil, nella tempora-
le dall'interno - mentre, secondo il complesso lità irredimibile del romanzo, Così il . sacro no,
della sua opera, secondo il rapporto in eisa di me )) di Dostoevskij non potra produrre nesun
contenuto e forma, egli riconduce al dissidio irre- tertium datur, nessuna forma della sopravvivenza
dento che domina le forme del tertium datur. - ma Belyj e Blok, Chlebnikov e Esenin. E. nel.
Egli non può dar forma a quel superamento del I Ungheria di Luk{cs (e di Irma, di Popper';.
romance che Lukócs oostulava. bensì soltanto al Endre Ady.
dissidio tra problemi religioso del nuovo uomo- Luklcs incontra questa cultura attraverso la
nuovo Dio e epos moderno. La sua diviene, allo- sua ricerca sul Romantico, rna è alla fine quest'ul-
ra, una lorma della mancanza di sostanza e coe- tima a venir tutta ricompresa in quell'incontro.
renza propria dell'uomo del dramma non-tragico. I monumentali frammenti della sua Estetica (úa
Un contenuto metafisico, intemporale, zeiúlos, il '12 e il '18) e in particolare il capitolo risalenle
si comunica qui nella forma legata al tempo per alla prima metà del '14, < Sroticita e atemporali-
eccellenza, cronolatrica, del moderno romanzo. tà dell'opera d'arte >,rs mostrano come il proble-
L'autentico 'eroismo' di Dostoevskil non sta nel ma tipicamente romantico del rappor.to tra Zeit-
126 t21
lichkeit e Zeitlosigkeit (che, però, Lukócs, come cino a sé il giovane Lukrics, cornprendendone la
già si è visto, tendeva a comprendere in una 'li statura ben superiore a quel'saggismo', cui, inve-
nea' teologico-filosofica Eckhart-Hegel) venga in ce, lo relegava il giudizio di Lask.lG A differenza
tutti i suoi risvolti radicalizzato dalla irruzione di Lask, egli comprende I'abisso che separa
dostoevskijana. Il Romantico che interessa Lu- l'( ateo che crede > di Lukícs dal messianismo
k;ics (come, piir tardi, Benjamin) è quello della bloclriano, ridotto a princîpio-speranza. L'utopia
critica letterario-€stetica, o delle grandi filosofie sostanzialmente pelagiana di Bloch non è solo
dell'arte, che ricercano l'intemporalità nel tem- opposta all'etica weberiana, ma è del tutto estra-
porale, clre noÌr staccano temPo vero da tempo nea anche al Dostoevskij di Lukàcs, al problema
apparente, che non concepiscono l'etelnità. come della profezia in quanto immagine tangibile, sen-
presente immoto e rigido, ma come perfezione sibile del nuovo uomo. Quello di Bloch permane
di ogzi dimensione temporale, sempre .stdnr€ nel il messianismo estetico. dz cui Luklcs cerca in
suo movimento e semDre mosso nel suo stare, co- tutti i modi di liberarsi.
me dice Baader. L'opèra d'arte appare, per que- [,ra questa volonta che in lui Weber doveva
sta cultura - e ciò viene sostanzialmente ripreso amare, e che in lui si era andata formando ancor'
anche dalle prime estetiche fenomenologicheroT -, prima dell'inconro decisivo con ( i grandi poeti
simbolo di questa 'salvezza' del temporale in un cli Russia D, a partire dallo choc provato per i
eterno non concenito assolxttamente. Nell'aut- vetsi di Ady. Dostoevskij approfondisce e radica-
biente heidelberghìano, Stepun e Bubnov rileg- lizza qrtesta ferita. Dopo tali esperienze, la possi-
gorro e interrogano questa fadizione nella chia- bilità romantica di una salvezza attraverso I'opera
ve apocalittica russa, per tnostrarne la srraordi- d'arte, di una Ctrltura romarrtica, qrrale quella
naria affinità problematica e Ì'infinita distanza lappresentata nel saggio su Novalis, di una con-
delle risposte. Si può dire che in tale ambiente ciliazione artistica di temporalità e internporali-
il Romantico venga affrontato e criticato da en- tà, risulta impronunciabile. In ciò cgli vede simi
trambi i lati della sua forma : da quello rvebe- le la condizione deeli intellettuali russi e della
riano dell'etica immanente che dà zna forma giovane cultura ungherese: anche le poesie di
al romance - da quello 'slavofilo' del gesto e Ady sono un grido di guerra alla cultura estetica,
del Valole incondizionato, che non può inter' sono < poesie religiose >. < Siamo in presenza di
rogarsi in astratto sul rapporto intemporalità- rtrta potenzialità religiosa così forte, di un desi-
temporalità. rna chiede il volto dell'assoluto che derio di religione talmente impetuoso da trasfor-
devé venire, il contenuto della sua apocalisse. mare [...] tutte le manifestazioni della vita in
D'altronde, la stessa critica di Weber non sara dèmoni ó divinità. e tutte le noesie scritte su di
mai pienamente comprensibile se non sullo sfon- esse in salnri,.lD Ogni mio ianto è vno zol)po
do della sua dolorosa conoscenzt di quella 'do- sermone della ì\{ontagna - dice Ady. Non lirica,
stoevskijana'. E per tale conoscenza egli sente vi- dttnque, non romance; ma neppure Salmo. Quel
128 129
desiderio di religione non può conciliarsi con frantumato, puro segno, che trascina il suo para-
nessuna forma - ma il suo radicale ateismo crede dosso: r Ti amo d'amore mortale, / te, fedele,
nel Salmo. Ady menziona piìr volte quel Lipót buono, infelice, / abbandonato, bello e storpio, /
Kecskeméti, rabbino a Nagyvlrad, figura impo- Te: Me, mio povero me stesso. / Non hai nessu-
nente, dalla splendida voce, autore di vaste mo- no in questo mondo nudo: / aI lume di luna di
nografie sui giandi profeti - da lì proviene il stro notti insonni, / esultando, ora rn'avvedo / che
îermo rifiuto all"originalita', cronolatrica nella soltanto io ti ho amato. f Te: Me, che aspettasti
essenza, la sua semplicità, che, < completamente regine / e il tributo di re sapienti. / Vedi: non hai
fuori del tempo >>, rappresenta I'unica possibilità retto alla prova. / Oramai, non ci sono che io
".
di sconaolgeilo realmente. Poiché soltanto chi è Questo sopravviver!i non è mai pessimisrnu.
oltre le forme può ricevere la grazia di spezzarle. non ha mai la Frivolitiit dell'esteta difronte al cui
Eppure anche Ady (< squillo di tromba ['..] sguardo ogni cosa diviene equi-valente, consu-
ves.illo J...1 parola d'ordine 'r) è il mistico di que- rnando la propria singolarita. La nostalgia per il
sto tempo dèlla miseria, il mistico che < non può salmo fa tutt'uno con la nostalgia per la sostanza
trovare delle forme da nessuna parte r, che è co- assoluta d,elle cose, pel' il poterle dire. < Conosco
stretto a oartire da se stesso, a creare da sé. Parte questi campi selvaggi: / È il maggese magiaro. f
per scrivère la sua Bibbia - e non può che ritro- Io mi piego sul sacro suolo : / Su questa terra ver-
vare la propria poesia. È l'ateo che crede, ma il gine c'è qualcosa che morde. [...] Tralci selvatici
cui credere non può superare I'ateismo. La sua mi circondano di aneìla, / N,Ientre esploro l'ani-
fede gli conferma l'ateismo, così come è nel pro- ma dormiente della terra u. C)sni cosa è varra
prio ateismo che egli può credere. Il dissidio do- (< Noi voliamo sopra iì lago di inorre... ,1, rrra il
stoevskijano tra profezia e romanzo assume qtti grido deve esser detto ugualmente - dire biso-
l'aspetto del contrasto, alttettanto insuperabile, gna, nonoshnte tì.ltto : < Siamo solo in tt e sulla
tra salmo e lirica. grande Pianura: / Dio, io, e una malediziore
E, come in Dostoevskij, esso Percorre tutte le contadina, / E io so che morremo tutti: / lla
forme dell'esperienza, le giudica tutte, non ne ri- lancio un ultimo grido spietato >, amare : u Io
soarmia nessuna. Illumina la dolorosa coscienza scaglio nel fuoco di Hagar, / Lietamente, ciò clre
d-el Weiterleben: u Sì: vivere finché viviamo. / posseggo. / E quando sarò mendico, verrà a pren-
Sì: la regola è questa. / Ma che fare della nosra dermi / Una mite sera d'autunno >. Il poeta è
vita, / se duole? >;1r0 dà la giusta parola alla di- ( parente della N,Iorte, (ama n I'amore che sva-
soerazione del sonravvissuto: o Povera e calante nisce >, < baciare colei che parte >), ma è anche
chi canta u Felice il giovane, pari agli dèi
vena della mia vita, / corrente piena di giunchi- '. Ady
è la dimensione estetica giunta aÌla sua dispera-
glia selvaggia, / dolendo ti guardo [...]. Disseccarti
non t'è concesso ancora [...] strariPerai ancora ,' zione, al punto in cui la sua angoscia si trasfigrìl a
alla sua solitudine, alla miseria di quell'Io ormai in forza mistica. N{a questa forza non prrò basta-
r30 l3t
re a 'salvare' le cose; le cose sono Per la morte, bile da quelle in cui, o dai rnalinconici nostri
come l'lo diviso che le ama. Il mistico, qui-e'ora, amori ), vengono o le ore non pensate >, ( i nuo-
norr può dar loro una forma, poiché egli stesso vi dèi >, che < saranno altri e saranrro rroi o, in
rron ne possiede nessuna. Ma questo atelsnlo rrì' cui si benedice < colui che verrà / Figlio sranie-
terroga ipietatamente il Dio clte muore insiemc ro, dai grandi sogni, / Nlanclato a noi dalle ri-
alla n" miledizione contadina ), e sPia ogni trac- stezze antiche >. La poesia non è salmo, norì pos-
cia di Ouello in cui vuole credere. u Io avevo ttn siede la forma che aede questo < figlio rro-str:o o -
lume nìlla mano tremante / E la fede nell'animo ma il suo ateismo -di possiede la lbrza cire br-ucia
squassato / E I'antica giovirrezza nella mente; / quanto impedisce credervi: I'unica forza
Séntivo ì'ódole di Dio / E cercavo qualcuno >, (< ora è I'inverno )) capace di custoclir.ne il < se-
< I\'Iio far'dello : il Nulla più greve. / Mia via: il me,, per quando lo chiamerà < I'etctno ordine
gral Nihil, il Nieute / Mio destino: andar'e' delle Resurrezioni >. Dunone. al lutto del roman-
indare, andare. / ll mio sogno: è Diou. \{a ce che ripete - e anche in Ady cleve ripetere -
I'andare. questo cercale interminabile, noìl colì- ( nolì c'è îitorrìo ), al suo Dio che è la grande
taddice in se stesso la o semplicitir > di Dio? rron "
Acqua della vira, / CIre romba scrosr jandó, srro
è un chiedere, ancora, che Dio venga a noi ( Per na riclendo, / Trascina, frantuma, scorre contr-
socconerci > nella nostra miseria? Dio non ama nua > o la o Balena ter-ribile u che vi abita, sulla
chi a lungo lo cerca: ( Egli è tutto, ma non sa cui viscida schiena immensa danziamo, dalla no-
benedire, / [...] ngti compie i tempi / E non stra fredda < capanna di Terra > dobbiamo tttta-
cornprende i nostli cuoIi. / È Potente Più di Geo- via lispondere ihe rifulge come un Dio / L'Uo-
va, / È padre del freddo Amen ['..]. Egli è tutto, rno che non vuole"morire o, che, nella voce del
e sconsolato: / Unico, Dio terribile ). In questo suo silenzio, custodisce < il Nlessia della eente
quadro, l'rurica cristoiogia possibile è uÌa cristo- liet a n.
lògia negativa, in cui i Messia ripetono ii Îalli- Ady scrisse ít l/ersi d,i ttttti i mist.eri (1910\:
rnènto dèlla speranza di redenzione: < Qui, le la- < Iucredulo, cledo in Dio, / Perché voglio cr.ede-
crime sono piir salate / E diverse anche le pene' re [...]. Adesso, ogni cosa si è fatta preghiera, /
/ Sono millè volte Messia / I lvlessia magiari. / ()r'a. tutto è rrn flagello elre mi tulpisce il cuo-
/
Nluoiono mille volte, / Non redime la loro cro- te, il corpo e l anima. / Ed è sere pietosa,,. A
ce: / Perché rÌon poter-ono far nulla, /Oh, non questo Ady, Bartók dedicherà nell'op. l6 un ,mo-
Doterono
- far nulla >. nttmento' musicale, paragonabile a quello dedi-
Questa splendida poesia, vero motto del Diatio cato da Schónberg a George. I-ukàcs accosta I'im-
di t,ukícs, dove la disperazione nella pt'opria pa- perativo formale di Geolge alla mistica di Acly.
tria (< E questo lago triste, dal fetido respiro, / È come se Schòr.rberg cogliesse in George il < can-
Anche così lo chiamano: Ungheria n) diviene ve- to del pellegrino >, che già da Nlahler aveva ap-
rament"e im.magíne mistica, r'ron è però disgiungi- preso, e lìartók nella disperaziole di r\dy la < ca-
132 133
stita , di George.rI Ady è l'ultima delle sue 'stel- NOTE
le fisse' ad abbandonarlo, nel l9lg, ma Lukàcs
sta gia ormai percorrendo la via della rinuncia da
tutta I'epoca che abbiamo attravenato, sopratni-
aendo, zwischenmenschlich, al naufragio dei suoi
volti. c Un congedo bello, forte, ardito r? c col
portamento eretto, 'composto' >? che < guarda in
faccia alla vita con calma, rassegnata forse, ma
sempre intrepida, sempre con la testa alta >?
Quante volte nella Prosa lukAcsiana non risuone-
rà, dal bianco tra le righe, questa domandal Cer-
to che c quest'anno , non donerà a lui < altri fio-
ri r, che nessuna preghiera saprà richiamarli.
< Lóse meinen Arm und bleibe stark... >.[2

r34
l. Sulprogramma della Prima, cfr. If. Mirchell, 1'he
Ilunderhorn fed,-{, Lorìdou, 1975, pp. 149 sgg.
2. Cfr. Lajos Németb, ,Le orti ligurotive tÍa Ottocento e
Novecento, e Kataìin Gellér, Id teotie ettetiche d.ell&
sc ola d.í Còdiilló, iî Budabest 1890-1919. L'anima c le
foraa, Milano, 1981.
3. Cfr. F. Merényi, L'architeltura unghetcse tra 1890 e
1919, in Budapest 1890-1919, cir.
4. Su questo ambienre e l'in{lusso dte esercira sul giovane
Lukócs, cfr. E. Nfalassi, Il giovane Lukdcs. Sdggio e siste-
rrta. Napoli, l9?9, pp. l5 sgg.: L. Boella, ll giovane I u-
lzirs, Bari, t9?7, pp. l5 sgg.

5. Cfi-. SAndor Scheiber, I,a cúltuîd ebraira unpherese e


Bèla Bartóh, in Budape't 1890.1919, cit.
0. Lajos Fùlep, lL tuolo della úenorie nella creozîorre aî-
listica, íî Budapesl 1890-1919, cit. Il Fùlep lavorò a luùgo
irr ltalia, in stretto rappotro (ol gruppo \oLiano, con il
quale cercò anche di nlettete in contatlo Lukócs: cfr. Ia
lèttera a Lukàcs da Firenze del 16 novembre 1910, ir c.
Lukàcl Btielaechsel 1902-1917, Sturrgafr, 1982 (rurie le
successive Iettere citate sono tlatte da questè raccolta).
7. G. Lukics, Sulla lilosolia ronontico delL'etistenza, in
L'oníma e le fotnte, \lilarLo, 1963, p. tl?.
8. Ibid., p. 108.
9. G. Lukàcs, Quando Ia lol'ma sì Jrange sugli scogli tlel-
I'etistenza, it L'anima e le lorr e, cit., p. 76.
10, 'Ricordiamo'in quesduso del termine Dis.tauz quello
tattore da J. Derlida in Éperons. Le$ stylet de Nictzscltc,
Veùezia, 1976.
Ì1. Non è possibile qui ceÌro addenrlar'(i uell'irrrelprcta-
rione dcll'Ereignis héideggeriano. clre rrorr in Z, ii r,rr,l
137
Sein (in Zur Sache des DenÉ€ns, Tùbiogen, 1969; trad. di Lukics a L, Fúlep del 9 noyembre 1910.
14. Lettera
it. Tetupo ed, esteîe, a cura di E. Mazzarella, Napoli,
15, K. Mannheim, Seele und, Kultuî, i^ Wissetssoziolo-
1980) la sua espressione piir chiara, Nell'Ereigris il pen-
gie. Ausuahl aut deÌn Werh, Neuwied"Berlin, 1964.
siero dell'essere è distolto da osni istanza fondazionali
stica, per impegnalsi nell'ostensiòae di ciò che parla nel- 16. Chiarissimo riferimerto a Lukdcs, Delh loaetù in
l'Es gib,, del r slda r. . Ciò che determina ambedue, tem- ,ip;rùo (rrad. di G, Sertoli e F. Jesi, in . Nuova Colren-
[)o ed essere in quel che è Ìoro proprio, cioè nelìa loro te
', ?1, 1976).
co'appartenenza, noí lo chiamiamor das Éreignis
' (Hei-
degg€r). G. Agamben ha interpretato l'Ereignis in un sen-
17. G. Sinmel, Cesetzmàssigheil, im Kunsl,ueth, ín ltrag-
nente und Aufsiílze aus dem Nachlass und yeiifÍentli-
ro che lo awicina ancor piir alle argomentazioni clÌe aù- clrungen der letzten Jdhre, Mtinchen, 1925.
diamo svolgendo intorno a questi passi luk{csiani: . An-
che nell'Ereignis, come nell'Assoluto, è in questione l'ac- 18. Anche qui è eviden[e l'influsso simmeliano - c[r. di
cesso a un proprio (eigen); e, anche qui, l'ingtesso del Simmel, ad èsempio, il bellissimo Btúcke und îAr (1909),
pensiero nel proptio, nel sé, nella semplicita dell'idjos ora nella raccolta dal titolo identico, Sruttgart, 1957. L'in-
e .lell'ethos, è, paradossalmente, la cosa pih clifficile da coutro con Lask modificherà profondaménte la lettura
perrsare,, ma . i'elemento decisivo nella caîatreîizzazio- lrrkfcsiana di Simmel - tanto è-yero che la sua critica al
rre dell'Ereignis rispetto all'Assoluto hegeliano è, però, vecchio maestro contenuta nel Neoolosio del l9l8 è so-
la fiiritezza ', finitezza in se stessa, dice Heidegger, sem- stanzialmente condotta da un punto diiista laskiano -, e
Ve ií Zeít uzd Sedn, fineJimite in sé, . il Proprio-essere però, al[ettanto indubitabilmènte, certi passaggi del sag-
in salyo nel Proprio, (G. Agamben, Sé- L'Assoluto e gio su Lasl, in particolare la sottolineatura del carattere
l'ùeignú, itr .Aur Aut', t8?-t88, 1982). Per I'uso del scmpre tend,enz;ale della .legittimazione ' teoretica o
tcrmine'luogo', rimando ai mieí Eupolinos o I'drchít1l- . consacrazione ' logica del materiale, rivelano ancora il
lula, in . Nuova Corrente r, 76-17, 1978, e Adolî Loos e 'saggismo'di Simmel (in una chiave depurata da ogni so-
i[ suo Aflgelo, in A. I-oos, Dos Andere, Milano, 1981. rpetto impressionistico-soggettivistico). Ancora su Lukacs
e Lask, cfr. le importanti pagine che vi dedica E. Nlatassi,
12. Era questa la lezione fondamentale dre Lukilcs trasse o1r. cit., ir particolare pp. 165 sgg.
aoche da-Lask (G. Lukócs, Emil Lash, in < Kantstudien
', 19. Il cara[tere anti-tragico del pensiero socrarico è aúa-
t918, pp. 349-370, trad. it. in Sulla pouertà di spíîíto.
Scritti 1907-1918, a cum di P. Pullega, Bologna, l98l). lizzato da Lukdcs anche nell'importante lettera a Sóri Fe-
Lo ha messo bene in evidenza - anche in rapporto alla rcnczi del gennaio 1909.
problematica trenjaminiana della hÈenntr.ishritische V ot - 20. G. Luk{cs, A mo.tern d,róma îeilodeseiclr litlènete,
rede alI'U rs|îung der deutschen Trauerpiek, T. Perlini Budapest, l9l I (ttad., it, ll d.ranma modeîno dal ndturalì-
nella sr'ra PÍelazione a G. Lukdcs, Filosolía dell'ane. P - sno a Holnannsthal, vol. III, ùIilano, 1980, pp.24l-283).
tni sc'r;tti sull'estetica (1912-19181, vol. I, Milano, 1973. 21. Letten di L. Popper a Luklcs del 25 ottobre 1909.
S8alambro nel suo Za morte del rold, l{ilano, 1982, pur
senza alcun ri{erirDento a Luklcs, ci sembra interpretare 22, G. Lukócs, Ricchezza, caos e lorme, it L'onima e Ie
trmil Lask proprio nella chiave del'platonismo rovescia- lotnre, cít., p. 280.
to' (o, come sarebbe forse piu preciso dire, con Herrigel, 21. Ibid., p. 296.
. platonismo permeato da Kant
'). 24, îracce weiningeriane sono numerose nel giovane Lu-
13. A. Hauser, I miei incontrí con Luhdcs, trad. it, par- kdcs, sopratutto it Della Pouertà in ispirito - anclìe se
zíe^le iî Bud,opest t890-19t9, cir. (prima edizione Búda- ciò che qui Lukàcs sottolinea, coerentemente al suo pen-
Pesr, t9?8). siero, non è I'essenza anti-metafisica del femminile, bensl
138 139
la sua irnpotetrze e raggiurrgere . il regno tlti cicli ,. T a sfoizo di ascoìtare la melodia della loro giovenlir, di cui
tlonrra non può esserÈìbuo"na' o 'girr.ia' - nella srr:r li |icevono infinite assicurazioni. NIa euanto oiù si calano
grrra è'natuiale'ciò clte per I'uomo - pet .Joachim, Pcr uei decenni incerri e comprendono riella bà gioventh il
Vinzenz, come per il protagonista òel Dialogo - è colpa. loro futuro pitr futufo, dnb più derelirti reslirano nel
Tale condizione sembra far nascere ùn colloquio dispcra- vuoto prescnle. Un giorno si svegliano disperati: il gior.no
to, impcr;ibile tra uomo e donna. rrr .ui na5(e il diario ' (IV. Benjamin, Aletelísi"a tlelta
gio entì!. Scritti 1910-1918, a cura di G. Asarnberr. Tor.i
25. L. Popper, Det Kílsch, in .Die Fackel ', 313-314, rto, 1982, p. 98).
1910.
40. G. Lukícs, Cauguin, ír . Huszadik Szazad,, 1907,
26. L. Popper', Die Bildhauctei: lloclitr tr'nd ùIalliol, in pp. 559-562 (nad. ir. in Súlla poaertA di spirìto, cir.). L'in-
. Die fackel ,,321-322, l9ll. (eresse esterico,teorico di Lukdcs per la pirtura è però di-
27. L. Popper, l/olhskttrtst rttld Fottnberaelrtng;, in * llic mostla(o anzirurlo dal testo (risàlente frobabilniente al
Fackel ,, 324-325, l9l l- 19l3-1914) della confer.enza il probletÀa formale della
28. Lettera di Lukdcs a L, Popl>el del 27 oLtobre 1900. Ptllrtre, in Eslet;ca di Heidelberg. Plimí sct-;tti sull'?steri-
ca (1912-1918), vol. lI, ùfilano, t9?4
29. Lett€ra di Lukócs a L, I'oPper del l5 giugno l9l0 .11, Si tratta della parafr.asi dcl troro ,moLro' schótìbcr-
30. l,ettera di Lukrics a L. Popper del 26 ottobre 1909. ghiauo.
:Jl. Lettera di Lukàcs a L. Popper del 27 ottobre 1909. 42. G. Luk;ics, Le uie si sono dirise, ir Culhu.a esletiru.
32. Lettera di L. Popper a LukÍcs deì l3 giugno l9l{} a cura di M. D'Alessandro, con un saggio introdutrivo di
33. [sattamerìte in questo senso parla dell'[rkenncn
[. (;alroni, Roma, lg?7 (prima edizioire Budapesr, lgli).
Franz Rosenzweig Della sua lettcra a Meinccke dcl 30 ago' 45. . L'opera signilica questo: che si da urr mondo, chc
sto 1920 nella quale rifiuta I'invito del vecchio maestro di sì.dà uDa roralità irr sé conclusa e paga di #. È uua specie
riDrendere la iarriera accademica Cfr. N.N Glatzer, lî. rfi .morrdo uropico..., 1G. Lukfc!, 1t problema loìmalc
Rlosenzweig, His Life and Thought, New Yoìk, 1961, P. 96. r.t(lla,ptl.luro, (ir,, p. 287). La'seuola di Budaperr' (l\lir.
lrrs,.Heller, e(c.).acccnrua gli asperti blochiani, puI prt.-
34. G. Luklcs. Diaúo (1910J911),29 maggio 1910. Prima 5( rrtl. ll| questo discorso. A llle pate, in\ece, asrai piu per-
e<lizione N o pló-T agebtch ( I 9 I 0- 19 I I ), BudaPest' I g I l. tiìrente iliichiamo a Lask: il nìonrlo .rrroDico'dcil'arie c
35. G. Lukfcs, Leo Popper, in . Pester Lloyd ', dicembre rrrra delle moclalità del rrrondo dci lalori assolura,rrenrc
l9ll, pp. 99-41 (trad. it. in Sulla poueúa di spírito' cit.). indipenderite dal suo semplice esser-pensata,,emancipara'
36. G. Luk{cs, Essenza e fornrc del saggio, in l"anítna e
dalia soggettività - ma pèrciò stessi anche sortratra alla
le lorme, cit., pp. 36-37. vìta. È la Iensione costitutiva del luk:icsiano islena-del-
saggio.
3?. G. Lnkfcs, Quand.o Ia lonna si Jttnge sngli scogli del'
fesislerua, cit., pp. 85-86. 44. G, Lukócs, Le rie si sono divise, cit.
38. Lettera cli Lukócs a L. Popper clel 25 aprile 190{1. 4:')- Rimaodo-al mio saggio strll'Ontologîa, in . Iteraplìo-
reìD '. ?, 1982.
39. /Did. Ditlicile tÌolr ricordare. a proposito cli qrrcstc
pagine come di grrelle del Diatio. la \letafii(o dtlln ú.o' 46. Lettera di L. Popper.a Lukícs del 6 febbraio lgl0.
zentrì di Benjarnin, scritta pochi anni pit\ tardi: . Voglia- 47. Lettera di Lrrkícs a L. Popper del 20 dicembre 19t0.
mo considerare le Ionti della disperazione ildicibile clre
scorrono in tutte Ìe aninre. Le anime si telldono ncllo 48. C. Luklcs, La culturc estetica, irr Cúlhtta ertet;ca, cir.

140 l4t
{9, Sarebbe importante paragonare il Kierkegaard di Ltt' 59. Lettera di Irma Seidl€r a Luklcs del 25 oftobfc 1908.
kics con oueliio di Adórnoi l(ierieea artl. Ronsir.uhtiott
(les Aestheîischen (trad, it. Kierhegaàrd' Coslntzione .lel- 60. Lettera di Lukrics a lrma Seidler del 20 rnarzo 19t0.
l'drrerico, Milano, 1962). Le maggiori affinita sono senz'al- 61,.G, Lukócs, Quando Ia lorma si lrange sugli stogli thl.
tro riscontrabili nelÌa pars destruens di queste oPere - nra I'esistenzo, cit., p, 75. Come risolvere-ja conrradAiziorrc
il problema 'gistematico' dell'assoluto in quanto conctcto, tra que_sto irnpegno e la forma-informe saggistica? Sgalam-
dei non-mediabile in ouanto individuale, ìhe domina ncl- bro nel suo libro gia cirato, e ancora àppoggianaosi a
la cosruzione lukàcsiàna, non solo rimane estraneo al- Lask, chiarisce comé la solitud.íne o ab-soiJteiza della fi
l'odzzonte adorniano, ma configura in qualche modo I'og- losofia, lensata radicalmente, contraddica la ricerca sag-
getto stesso della sua critica. Cfr., iùoltre, tr. Matassi, op. glstrca che, per sua natura, non può r-he collocalsi ncll'am-
cif., p. 81.
bito delie mediazioni formanri una Kuhur. Ma uua filo.
50. la figura di Kierkegaard dominava, in gerrere, I'inte- sofia pensata come radicale Abkehr vom Leben come può
ra cerchia del'B.enner', dal suo 'organizzatore' Ludwig 'salvare'il concreto? È lo stesso probìema che si preseira-
von Ficker, a Ferdinand Ebner, a Ha€cker stesso, i cui va a proposito dell'als-ob - h sìessa teusione ddminante
maggiori studi su Kierkegaard possoro leggersi in Oprr- nel giovane Lukócs e che bisogna badale bene a non vol(.r
scula, Ejtt Sammclband, Nlùndren, 1949. 'risolvere'.
51. Basri pensare alle pagin€ (nelle diverse versioni) irr- 62. G. Luklcs, Qua-ndo lo lotma li lrcngc wgli st ogli del.
troduttive a Philosophísche Bemethungen: alle leltere :l t eststenza, crt., p. 85.
von ficker e a Engelmann; ai Quaderni 1914-1916,
63. Rispetto t"nti r.,oi conresporanei, Lukóc$ è straD .
52. Non solo I'interesse per Kierkegaard è comune al melrte 'povero'" di tracce nierzschiane. Oltre al motivo qui
gruppo vociano, lna anche quello per Hebbel, Ibsen, accennato (la forte valenza psicologica che specso a,isuirrc
étriìràbe.g. Tra i documenti pih pers:picui di queste atti' la critica nietzschiana), e allà tonalita .religiàsa, clcl perr.
nità, si veda l'lbsezr di Scipio Slataper, Torino, 1916. siero del LukAcs giovàne, mi pare che Ia iagione di'ciò
5E. H. Vailring€r, Díe Philosophie des Als Ob (ttaò. it. vaoa rrcercata nella netta opposizione tra la corrcezione
La filosofía del . come se a cura di F Voltaggio, Roma, nietzschiana del rragico e qúeita di Lukócs (come dirne
', strano le lettere con Leopold Ziegler). Luklcs leggr
196?). Le categorie interpretate aome . anqlogie d carall(-
re teorctko+onoscitiuo semtrrano dawero quelle del sag- Nietzsche 'wagnerianamente", e vi op-poríe la sua idea"ói
'
gio lukàcsiano; e però quel r liberissimo atteggiamento alj tragedia come liberazione da ogni -eìemenro creatur.ale.
sunto dall'umanità attuale nei conlronti delle cose, cltc 64,.G. Lukéîs, Quundo la lonna ri lrange sugli scogli let-
viene rivendicato da Vaihinger è assai lontano dall'impc- l'es$lenza, cit., p, 79.
gno luklcsiano verso il concreto, I'asrcluto in qt anto ìtr'
dividuo. Il saggio nor risolve la protrlematica kantiarla 65. G. Lukdcs, iiorio, rit.,28 aprite 1910.
dello lchematismo in nessuno dei suoi due sensi. 66..Ibid., lo giugno 1910. Nelle lerrere a Engeimanl (Ìi
54. G. Lukdcr, Esscnza é îorma del saggio, cit., P. 46. Wittgenstein ricorrono espressioni impressioiantcnrerrr.
analoghe: .Io sono da pitr di uu aino assoluramerrrl
55. G. Luk{cs, D;ario, cit.,20 maggio 1910.
morto moralmenrel [,.,] avevo un compiro, non I'ho arlcm-
56. lbid., 18 maggio 1910. piuto e perciò adessò iro sprofondandì (p. Engctnrarn,
la mortc (li
' 1970, p. 221.
Letlere di Ludwig 14ittgènstein, Firenze,
57. Lutdcs re lo confessera soltanto dopo
Irma: iùrd. 27 ottobîe l9ll. L'idea del suicidió ricorie, altresi, nei quuatt:ni llli.
58. lbid., lo giugno 1910.
1916 - a/].zi, essa getta luce sull'esezlza siessa deli'etica.
5i potrà parlare anche per il Wittgenstein che soprawitt:
t42 143
'.11 7'ractd!us rìi teltiunr datur, di ulì"arte' deì1a sopravv! ?9. Lettera di Marianne Weber a Luklcs del 3l luelio
YeDZa?
fglz. Di llariannc Weber si veda Max lleber. Eín Le-
bensbild, Túbingen, 1926, utilissimo per comprendere i
67. C. Lutdcs, I)iario, ciL., 19 luglio l9ì0 rappoÌti tra Weber, Luklcs e Bloclr.
68. Lettera di Lukics a lrna Seidlef del ùovctùbre 1908. 80, C. Michelstaecltet, La persudsione e Io îettorica (pri-
nra ed., senza Append.;ci, Genova, l9l3), ed. critica a
09. Letrera di lrma Seidler a Lukócs del 24 marzo 1910.
cura di S. Campailla, Milano, 1982, pp. 93 sgg. Fortini
?0. Lettera di lrma Seidler a Lukàcs del 28 aPÌile 1911. richiamò per primo I'aîîcn?ione al rapporto tra Lukfca
7t. Con questa îrase, ín teilesco (il Diario fin qui è scrit- e Michclstaedler nella sua Introìluzionc a L'anima e l?
to in un{herese), si inaugura I'età detla soPravvivenza' il forme, ait.
24 naggio l9l l. 81. G. Luklcs, Metalísíca della tragedia, in L'aníma e le
?2. Itarliaúo dclla . bella morte ' di lvtichelstaedter (c[r. lorme, cit., p, 316,
tl diatoso della slute, in Opere. Fkel|rc, 1958), di colui 82. Lucien Goldmann ha avuto il merito di richiamare
rlrr ton-sirie Irella vita, serrja chiedele. sell?a a5Pettare, I'attenzione sulle 'anticipazioni' lukfcsiane di Sein und
se0za temere. In una citazione dall'Hedda Gablet, \Iic!].el' Zeit, eppetò gli sfugge questo sfondo del 'progetto', del
sraedter aggiunge: tStirb zur rcchten Ze;t!, (Ibid ' P luklcsiano . ad laboreml '.
678). 83. G. Lutàcs, Diatio, cit.,24 ottobre l9ll.
73. G. Lukàcs, Díar;o, cit., ll maggio 1910. 84. Ibid.,25 novembre l9l l.
74. Ctf. E. C'à,neL|j, L'allro pro.?.tto, Nfilano, 1973 85. Su questi dí Metafisica d,ella tragedia, rimando
^speLtí úto|íe, ir H. von Hofmannsthal, Za
mio Intîatrsitabìlí
?5. Letrera di Lukícs a L. Popper del 26 nuggio 1911. ^l
Torte, Milano, 1978.
76. Su que:topera clr., in particolare, ilsaggio di F. Jesi. 86. G. Luklcs, Das Problem deÍ unlragíschen Dramas, in
5u unoicritto gíouuníÌe diLukfus, in . Nuova CorrertLe '' .Die Schaubùlrne ', 9, l9ll (trad. it. Il problefladi d.el
71, 19?6. Si paragonino le successive citazioni lukécsiale dtumma non-tragíco, iî Scritt; sul rontartcc, a cura M.
rron solo con la leltem a EngelmaDn già citata, rna coll Cometa, Bologna, 1982, pp. 62-63).
(lresti altri Irammenti di WittgeÙstein: .Se qualcosa è 87. Ibid., p. 65.
buono. allora è an(he divino. In questo stranamente si
88. G. Lukàcs, Ariadne auf Naxos, in Paul Ernst zu sel-
compendia la mia etira '; . Non si può condurre gli u..,- netu 50. (:eburlstag, Mùncheù, 1916 (irad, it, Ariann@ a
mirri zrirn Lulen I...]. ll belre è al di luori de)lo spazio d<i
Ma$o, in S.rilli su[ roînance, cit., pp. 79'80).
{irrti, (P?rrsi3ti diversi, a cura di NI Ranclìetti, iViìarlo,
1980, p. 19. Il corsivo è mio). 89. G. Luklcs, L'estel;ca del'ronrance', in Scîítli s1ll ro-
mance, cit., p. 96.
17, Cb.le leltere tra Lukúcs e Bubet, e la bÌeve leccrrsio-
ne a Die Legende des Baalsche ú (trad it. Misticisnro 90. Si veda, a questo proposito, I'Itrlroduzione di M. Co-
ettníco, in Sulla potiertà di spirílo,.ir.\. meta a Scrilti sul rofiarce, cit. Béla Bllazs fu il primo
a riDrendcre la riflessione ìukicsiana srrlla forma non-tra-
78. SLrl rapporto Wcber-Lukàcs. oltre ai lib,i già citati gici nel stro La teor;a del dramma, in Sftitti d; tedtro, a
clella Boelii e di Àlarassi, (fr. - mr Per iÌ periodo sntccr cura di [. Casini Ropa, Firenze, 1980 (prima edizione
sivo a quello al nostto esame - IU. Weyeúber8ìr, .4f...Ifé' lvien, 1922).
bet e G. Luh,ics, in . Revue Inlerlìationale de Philoso' 91.^G. LukAcs, II ptol,lena del d,ramma non-tîagico, cit.,
phie,, 106, 1973 (nùoìero monografico dedicato a Lu' p. o9.
kics).
145
141
92, G, Lukdcs, Arianna a Nd$o, cit., p. 84. 99. IL Cometa, Noro a G. Lukàcs, Arianna o Nn.rro, cit.,
93. Ibict., p.79. P.86.
100, G. Luklcs, Dostoerskii-Aulriss, 1915-1916, manoscrir
94. Su questo nome si chiude il saggio Z.t ct Llrra eslttidr,
to, p. 10. M. Cometa ha tradorto recentemente i brani del
cl[.
mÀnos(ritro che si lileriscono esplicitamerrre a Dosroevskij
95, G. Florovskij, .ltinemri della teologia f$ssa r, iD Ito- rrel numero di . Meraphorein dedicaro a Lukóes (l'in.
uimenti rcligiosi tussi pîimo della riuoluzione (1900-1917 ),
'
letrogot;uo hÀric.r, . ÀIetaphorein r, 8, 1982).
a cula di P.C. Bori, P, Bettiolo, Brescia, 1978, p. 24.
l0l. Si vedalo, ad esempio, le pagine dedicare al lVilhelm
96. lbid,,, p. 40. Cfr. anche L. Satta Boschian, îd po ,\Íeisler: . L'ideale che irr questi uomini vive e ne derer-
ll'avuento. AlIe origini culturalí, religiose e sociali della rnina le azioni, ha dunque óome conlenuro e scopo quelli
prima tivoluzione ltrxrd, Napoli, 1981, (li riccrcare, nelle immagiùi delia sociera, tessi e awera-
nìenti pcr i piir intimi tecessi dell'anima, (G. Luklcs,
97, Fédor Augustovió Stepun viene a Heidelberg dopo gti -l'eoria del
ronanzo, [tilano. 1962, pp. 190-l9l). È vcro,lrc
studi liceali. Nel l9l0
oubblica la sua dissertazione sÙ ciò rimane definito, à la Novalis, come ateismo attirtirc -
Solov'èv, preparata con Windelband e Lask. Torna il rna tale ateisruo è visto ormai assolutameDte come stato di
Russia, partecipa alla guerra e rimane, poi, affascinato e necessita. Dostoevskij è altro generc rispetto alla proble-
sgomento - come tanti della sua generazionc e formazione matica del romauzo (l'immagine di Dosroevskij clìe Lu-
culturale - difronte alla îivoluzione. Collabora a r Lo- kócs si era audato lormando): . Dostoevskij non ha scrirto
gos ' e continua, dopo la guerra. in una difficile opera di
'(omposizione' tra filosofia ledesca e desp?rolio rcligíota alcun tomanzo > (ibíd,, p.2L7).
dostocvskijana. Nel 1950 pubblica a Heidelberg, Dostoj?1r- 102. c. Lukiics, recelìsione a Th. G. Nfasaryk, 2ur russi-
shi. lleltschalt und, Weltanschauuag (ripùbblicato ùel rhen Geschùhts.und Religionsphitosoph ie, Jena, 1913, in
196l a luonaco con due importanti aggiunte, un saggio su . Archiv lùr Sozialwissenschaft und Sozialpolirik >, 1914,
Tolstoj e uno sul significato della rivoluzione d'ottobre). pp. 871-875 (trad. i[. Un libro su,llo spitito rltsso, itr Su]la
Nikolaj Michailoviè von Bublrov studia a Pietroburgo [i- forertà di spiito, cit.).
lologia classica, storia e filosofia. Dal 1902 in Germania, 103. G. Fìolovskij, .Itileìari della leologia Ìlrssa,, cit.,
si perfeziona con lvundt, Windelband, Rickett, A Heidel-
beis sostiene con Windelband la tesi di dottorato su Da.t P,70.
lleien und die Voraussetzunserr der luluhlion. 1I s\ro 104. Meta-tragico è anche I'Eroe di Rosenzweig (RoseDz-
Zeitlichheit und
-
(l9l l) viene recensito da weig compose nel l9ll il progetro di un libro sulla irrdi-
Heidegger. Andr'egli ri-,rane attivo fin dopo la seconda
^eítlosígheit vidualita tragica in Ccrmaria da Lcssing) - Wirtgensteirr
guerra mondiale, continuando la sua opera di 'mcdiato' ha in più luoghi sottolineato il carattere anti,rragico del-
re' tra Occidente e cultura religiosa russa contemporanea: l'ebraisrno e del cristianesirno (cfr'., ad esempio, Pensleri
nel 1947 pubblica a Heidelberg Russische Fròmmigheil. díúeîti, cìt., p. 36\.
Briefe eines Starsen, e nel 1956 €ura un'antologia di pen- 105. G, Lukàcs, Della povertà ín ispirito, cit., p. 214.
satori russi, Russische Relígionsphilosophea, ancor oggi 106. G. Lukdcs, Filosolia dell'arte, cit,, vol. l, pp. 193 sgg.
molto preziosa. (Devo a Sergio Givone molte delle infor-
mazioui su questi autofi). 107, Cfr. C.Scararnuzza, Le origini dell'estetica fenome-
nologico,, Pado'va, 197 6.
98. G. LukAcs, Utr'opeú di Wladimír Solovjeff, itr Sulla
pooerù d,; s|irito, cit., pubblicato in . Ardriv fùr Sozial- ì08. Cfr. le leueÌe di IIax ìVeber a LukAcs.
wissenschaft uùd Sozialpolitik,, Ì916-1917, pp. 978-980. 109. C. Luktica, Entlrc Ady, i\r CullrLra esteti.a, cit.

146 t47
ll0. Citiamo le poesie di Ady dalla versiole di I'aolo
Saotarcangeli (con lievi modifiche), Endre Ady, Poesie,
Milano, 1964.
tll. G. Luk4cs, Lo nuoal- solitudine e la srita hrico, in
L'animq e le Iorme, cit., pp, 112 e l'14.
ll2. Sono le ultime righe del saggio su George, con la ci-
razione goethiana, dúrd., pp. 185-186.

148
Stampato nell'ottobre 2001
da Legoprint S.p..d Lavis (Trento)

Piccola Biblioteca AdelPhi


Periodico nrensile: N. l5l/1983
Registr. Trib. di Milano N. lB0 per l'anno 1973
Direttore responsabile: Robefio Calasso