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Già da tempo la psicologia, attraverso l'apporto di esperti quali Goleman e Lewis,

ha individuato nello sviluppo dell'intelligenza emotiva uno degli obiettivi


fondamentali per lo sviluppo educativo nonchè un potente mezzo di supporto allo
sviluppo cognitivo. Con intelligenza emotiva si intende la capacità di riconoscere
e gestire i propri impulsi, analizzare e riconoscere le emozioni altrui (attraverso
lo sviluppo dell'empatia), avendo come obiettivo la piena realizzazione di sè,
delle proprie inclinazioni e delle aspirazioni. Un valido metodo per per
l'alfabetizzazione emotiva è rappresentato dalla "carta a T". In questo tipo di
esercizio si scrive in alto l'oggetto della nostra indagine (es. incoraggiamento)
dopo di che si divide in lavoro in due parti: da un lato si andrà a scrivere tutto
ciò che si osserva negli altri a livello non verbale, mentre dall'altro si
annoteranno le osservazioni a livello verbale. In questo modo sarà possibile agire
su più fronti per stimolare il focus dell'attenzione e riconoscere tutti i segnali
osservabili al fine di comprendere al meglio gli stati d'animo e le emozioni
altrui. Sviluppando l'empatia si impara a vivere al meglio la società, appianando
distanze e contrasti e collaborando per la realizzazione di progetti utili tanto
nell'interesse comune quanto soggettivo per la piena realizzazione dell'individuo.

La creatività, intesa come la capacità di un individuo di creare qualcosa di


originale partendo da una serie di spunti anche molto lontani tra di loro, è una
capacità comune ad ogni essere umano e particolarmente presente nei bambini. In
loro infatti non sono ancora stati istillati tutti quegli schemi di pensiero che
imbrigliano la mente degli aduti portandola inevitabilmente a convergere in modo
più spontaneo verso un ragionamento lineare. Un bravo docente, attraverso strumenti
e approcci didattici, dovrebbe incentivare lo sviluppo del pensiero divergente nel
bambino. Un modo potrebbe essere quello di stimolare i ragazzi nella formulazione
di un finale differente rispetto a quello di un racconto letto in classe. Ciò
dev'essere fatto sotto la vigile guida del docente il quale avrà il compito di
suggerire un'ipotetica alternativa, marcando tutti quegli elementi che gli alunni
devono considerare per mantenere una coerenza narrativa con quanto letto. Un altro
metodo è rappresentato dall'utilizzo creativo di oggetti quali colori e materiali
utili alla creazione di un progetto. Ogni ragazzo sarà libero di scegliere la
combinazione che preferisce per la realizzazione di tale progetto, sperimentando
gli accostamenti più disparati. E' utile ricordare come l'attuazione di questi
progetti, oltre a favorire lo sviluppo della creatività, portano anche al
raggiungimento di un altro degli obbiettivi didattici fondamentali: l'inclusione,
in quanto tutti i ragazzi saranno stimolati ad esprimere la propria soggettività.

La legge 107 del 2015 rappresenta il coronamento del percorso di autonomia


scolastica iniziata con la legge n. 59 del 1997. Allo stato spetta la competanze di
dettare disposizioni di carattere generale, mentre alle regioni e agli enti locali
spetta l'effettiva organizzazione del sistema scolastico territoriale. Tra gli
obiettivi prinicpali della riforma sulla "buona scuola" troviamo:
1) l'obbligo dell'alternanza scuola lavoro gli ultimi 3 anni della scuola
secondaria di II grado (400 ore per gli istituti tecnici e 200 per i licei) con il
preciso obiettivo di formare i ragazzi avviandoli all'interno delle diverse realtà
lavorative.
2) La nascita del PTOF, Piano Triennale dell'Offerta Formativa, il quale
sostituisce il vecchio POF e rappresenta il documento costitutivo dell'identità
scolastica, descrivendo l'organizzazione didattica, quella amministrativa ed
integando il Piano di Miglioramento, strettamente collegto al RAV, all'interno del
quale la scuola descrive gli obiettivi che si prefigge di raggiungere nel breve e
lungo periodo. Ha valenza triennale ma può essere modificato annualmente. Al suo
interno vengono esplicitate tutte quelle strategie didattiche e pedagogiche
adottate dalla scuola inerenti alla programmazione, all'inclusione, all'utilizzo di
strumenti didattici, all'adozione di dispositivi digitali inseriti nel contesto del
PNSD utili sia come supporto per gli studenti con Bisogni Educativi Speciali, sia
come contributo all'intera classe, in un processo di rinnovamento dell'istituzione
scolastica.
3) La prevenzione dell'abbandono scolastico, attuata tramite un processo di
inclusività che tiene conto, tra gli altri, di tutti quei casi in cui le condizioni
socio-economico, nonchè relazionale, possano determinare motivo di difficoltà nel
raggiungimento di integrazione sociale e di apprendimento.