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DIALETTICA TRASCENDENTALE

Nella dialettica trascendentale affronta il problema della metafisica come possa costituirsi come scienza.
Già il termine dialettica significa la logica della parvenza. Per dialettica trascendentale intende l’analisi e lo
smascheramento dei ragionamenti Fallaci della metafisica.
La genesi della metafisica e delle sue idee
La metafisica è un parto della ragione; questa non è altro che l’intelletto stesso che inevitabilmente portato
a voler pensare anche senza dati. Somiglia ad una colomba che, presa dall’ebbrezza del volo e avvertendo
l’impedimento dell’aria, immagina di poter volare anche senza essa, non rendendosi conto che
quest’ultima pur essendo un limite del suo volo neanche la condizione immanente.
Ritiene che questo voler procedere oltre i dati esperienziali derivi dalla nostra innata tendenza
all’incondizionato e alla totalità. Dunque la ragione mai soddisfatta del mondo fenomenico è attratta verso
il regno dell’assoluto.
Adotta le tre idee trascendentali che sono proprie della ragione. 
 I dati del senso interno mediante l’idea di anima, che è l’idea della totalità assoluta dei fenomeni
interni—>  studiata tramite la psicologia razionale;
 I dati del senso esterno mediante l’idea di mondo, che è l’idea della totalità assoluta dei fenomeni
esterni—> studiata tramite la cosmologia razionale;
 I dati interni ed esterni mediante l’idea di Dio, inteso come tutte le totalità e fondamento di tutto
ciò che esiste—> studiata dalla teologia razionale.
La critica della psicologia razionale e della cosmologia razionale
Ritiene che la psicologia razionale o metafisica sia fondata su un paralogismo, cioè un ragionamento
errato che consiste nell’applicare la categoria di sostanza all’io penso, trasformandolo in una realtà
permanente chiamata anima. 
L’equivoco di base della psicologia razionale consiste nella pretesa di dare tutta una serie di valori
positivi a quella X funzionale e ignota che è l’io penso, ossia nella pretesa di identificare come
un’anima immateriale quella che è soltanto la condizione formale suprema del costituirsi
dell’esperienza. Noi non possiamo conoscere Leo qual è in se stesso, ovvero l’io noumenico, ma solo l’io
quale appare a noi stessi tramite le forme a priori, ossia l’io fenomenico. 
Anche la cosmologia razionale, che pretende di fare uso della nozione di mondo, inteso come la totalità
assoluta dei fenomeni cosmici è destinato a fallire. Infatti, poiché la totalità dell’esperienza non è mai
un’esperienza, noi possiamo sperimentare o questo o quel fenomeno ma non tutta la serie completa dei
fenomeni.
Questo genera antinomie , veri e propri conflitti della ragione con se stessa, che si concretizza in coppie di
affermazioni opposte, dove una (tesi) afferma e l’altra (antitesi) nega. 
Tra la tesi e l’antitesi delle quattro antinomie, che canta divide in matematiche e dinamiche, è impossibile
decidersi perché entrambe possono essere razionalmente dimostrate. 
Tesi  Antitesi
• il mondo ha un cominciamento secondo il Il mondo è infinito secondo il tempo e
tempo e secondo lo spazio; secondo lo spazio;

• tutto nel mondo consta del semplice;  Non viene niente di semplice, tutto invece
è composto;
• vi sono nel mondo delle cause con libertà; Non vi è libertà, tutto invece è natura;
• nella serie delle cause cosmiche vi è un certo in quella serie non vi è niente di
essere necessario;  necessario, tutto è contingente. 

La critica alle prove dell’esistenza di Dio


Anche la teologia razionale risulta priva di valore conoscitivo. Dio rappresenta l’ideale della ragion pura,
cioè quel supremo modello personificato di ogni realtà e perfezione. Dunque elabora tutta una serie di
prove dell’esistenza di Dio:
 La prova ontologica: Si pretende di ricavare l’esistenza di Dio dal semplice concetto di Dio come
essere perfettissimo, affermando che egli non può mancare nell’attributo dell’esistenza. Egli
obietta dicendo che non è possibile saltare dal piano della possibilità logica a quello della realtà
ontologica, in quanto l’esistenza è qualcosa che possiamo constatare solo per via empirica.pertanto
la differenza tra 100 talleri reali e 100 talleri pensati non risiede nella serie delle loro proprietà
concettuali, che sono identiche, ma nel fatto che gli uni esistono e gli altri no. di conseguenza, la
prova antologica o è impossibile o è contraddittoria: impossibile se vuol derivare da un’idea una
realtà; contraddittoria se nell’idea del perfettissimo assume già quell’esistenza che vorrebbe
dimostrare. In entrambi i casi risulta fallace.
 Prova cosmologica: gioca sulla distinzione tra contingente e necessario, affermando che se
qualcosa esiste, deve anche esistere un essere assolutamente necessario. secondo Kant il primo
limite di questo argomento consiste nell’uso illegittimo del principio di causa in quanto esso
partendo dall’esperienza della catena degli contingenti, pretendere di innalzarsi a un primo anello
incausato, ossia il necessario. Ma il principio di causa è una regola con cui connettiamo i fenomeni
tra di loro e non può servire a connettere i fenomeni con qualcosa di trans fenomenico. Il secondo
limite risiede nel suo fondarsi su una serie di forzature logiche nel suo inevitabile ricadere nella
prova antologica. In tal modo, anche la prova cosmologica finisce per implicare la logica di quella
antologica, che da puri concetti vuol far scaturire presuntuosamente delle esistenze.
 La prova fisico-teologica: fa leva sull’ordine, sulla finalità e sulla bellezza del mondo per
innalzarsi a una mente ordinatrice, identificata con un Dio creatore. Essa è la più antica, la più
chiara la più adatta alla comune ragione. Adottata dagli illuministi, che l’hanno espressa con
l’argomento secondo il quale se c’è un orologio deve per forza esserci un orologiaio. Anche questa
prova risulta internamente minata da una serie di forzature logiche e dall’utilizzo mascherato
dell’argomento ontologico.
Dunque non possiamo arrogarci il diritto di affermare che la causa del mondo infinitamente perfetta,
saggia, buona eccetera. E se ciò accade perché noi, saltando l’abisso che separa il finito dall’infinito,
identifichiamo sottobanco l’ipotetica causa ordinante con l’idea della realtà perfettissima di cui parla
l’argomento antologico. Di conseguenza anche questa prova non fa che partire dall’esperienza per saltarne
fuori, giocando con delle idee, forzatamente manipolate, che sono il ricorso camuffata gli argomenti
cosmologica e antologico può fare scambiare per delle realtà.
Dunque non possiamo arrogarci il diritto di affermare che la causa del mondo infinitamente perfetta,
saggia, buona eccetera. E se ciò accade perché noi, saltando l’abisso che separa il finito dall’infinito,
identifichiamo sottobanco l’ipotetica causa ordinante con l’idea della realtà perfettissima di cui parla
l’argomento antologico. Di conseguenza anche questa prova non fa che partire dall’esperienza per saltarne
fuori, giocando con delle idee, forzatamente manipolate, che sono il ricorso camuffata gli argomenti
cosmologica e antologico può fare scambiare per delle realtà.
Si nota inoltre che: 
 queste critiche pur essendo connesse alla gnoseologia della critica, sono anche indipendenti da
essa tanto che sono anticipate nell’unico argomento possibile per una dimostrazione
dell’esistenza di Dio, pubblicato nel 1763.
 Con tali critiche Kant non hai inteso negare l’esistenza di Dio, ma piuttosto mettere in discussione
la sua dimostra abilità razionale e metafisica. Kant non è un ateo ma agnostico, in quanto ritiene
che la ragione umana non può dimostrare né l’esistenza di Dio né la sua non esistenza.
La funzione regolativa delle idee
Secondo Kant le idee della ragion pura non hanno un uso costitutivo ma una funzione regolativa,
indirizzando la ricerca intellettuale verso quell’unità totale che rappresentano. Infatti ogni idea è una
regola che spinge la ragione a dare il suo campo d’indagine, che è l’esperienza, non solo la massima
estensione, ma anche la massima unità sistematica. Tenendo conto delle varie prove, le idee varranno in
questo caso problematicamente, come condizioni che impegnano l’uomo nella ricerca naturale.
La nuova concezione della metafisica 
Alla vecchia metafisica dogmatica, Kant contrappone quindi una nuova metafisica scientifica o critica
concepita come scienza dei concetti puri. 
Di questo nuovo tipo di metafisica fanno parte sia una metafisica della natura, sia una metafisica dei
costumi. Dunque la metafisica è accettata da Kant nella forma di una scienza dei principi a priori del
conoscere o dell’agire. 

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