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Salvatore Manfreda

Vito Iacobellis
Mauro Fiorentino

APPUNTI DI
IDROLOGIA
SUPERFICIALE
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I edizione: aprile 2010


a Giusi – SM
a Cristina – VI
a Maria Rosaria – MF

di
Salvatore Manfreda
Io potrei predire il moto dei corpi
celesti, ma non potrei dire nulla sul
movimento di una piccola goccia
d’acqua. Galileo Galilei

Salvatore Manfreda,
Mauro Fiorentino,
Vito Iacobellis, Appunti
di Idrologia Superficiale
Indice

13 Prefazione

15 Introduzione

17 Capitolo I
Il dato idrologico

1.1. La gestione della rete di monitoraggio, 17 – 1.2. Le informazioni stori-


che, 19 – 1.3. La pluviometria, 19 – 1.4. Stima indiretta della temperatura
locale, 22 – 1.5. Approccio semplificato alla classificazione climatica, 26 –
1.6. I fiumi italiani, 30.

33 Capitolo II
Proprietà idrauliche dei suoli

2.1. Potenziale dell’acqua nel suolo, 33 – 2.2. Il contenuto d’acqua nel suo-
lo, 36 – 2.3. La capacità idrica di campo, 39 – 2.4. Il concetto di acqua di-
sponibile, 42 – 2.5. Caratterizzazione dei suoli, 46 – 2.6. Proprietà idrauli-
che dei suoli: funzione di ritenzione idrica e modelli parametrici di stima,
50 – 2.7. Misure del contenuto d’acqua del suolo, 54 – 2.8. Il database eu-
ropeo sui suoli (HYPRES), 58.

61 Capitolo III
Il bilancio idrologico: interazione acqua-suolo

3.1. Aspetti generali sul processo di formazione del deflusso superficiale,


61 – 3.2. Modelli analitici di infiltrazione: il modello di Richards, 64 – 3.3.
10 Indice

Modelli di infiltrazione semplificati ed empirici, 68 – 3.3.1. Il modello di


Horton, 69 – 3.3.2. Il modello di Philip, 70 – 3.3.3. L’infiltrazione reale e
la generazione del deflusso superficiale, 72 – 3.3.4. Un metodo empirico
basato sul coefficiente di deflusso, 78 – 3.3.5. Il metodo del Curve Num-
ber, 80 – 3.4. Schematizzazione del bilancio idrico del suolo alla scala pun-
tuale, 86.

89 Capitolo IV
Evapotraspirazione

4.1 Caratteristiche generali del processo di evapotraspirazione, 89 – 4.2.


Stima dell'evapotraspirazione potenziale, 91 – 4.3. Modello di Thornthwai-
te, 93 - 4.4. Metodo di Blaney-Criddle, 95 – 4.5. Metodo Penman, 96 – 4.6.
Metodo Penman-Monteith modificato dalla FAO, 97 – 4.7. La scelta del
metodo per il calcolo dell’evapotraspirazione potenziale, 99 – 3.8. Stima
dell'evapotraspirazione massima delle colture, 100.

103 Capitolo V
Formazione dei deflussi in alveo

5.1. Descrizione del fenomeno di formazione dei deflussi, 103 – 5.2. Il de-
flusso superficiale, 106 – 5.3. Le componenti dell’idrogramma di piena,
108 – 5.4. Descrizione dell’idrogramma di piena, 109 – 5.5. Filtro fisica-
mente basato per la separazione del deflusso di base, 111 – 5.5.1. Stima
della costante di esaurimento, 115 – 5.5.2. Stima dei coefficienti di ruscel-
lamento superficiale, evapo-traspirazione e ricarica della falda, 117 – 5.6.
I modelli di trasformazione afflussi-deflussi, 122 – 5.6.1. L’idrogramma
unitario istantaneo, 123 – 5.6.2. Alcuni esempi di modelli concettuali
dell’IUH, 126 – 5.6.3. Calcolo delle portate mediante discretizzazione
dell’integrale di convoluzione, 126.

131 Capitolo VI
I Sistemi Informativi Geografici a supporto dell’idrologia

6.1. I GIS, 131– 6.2. Modelli digitali del terreno, 132 – 6.3. Modelli utiliz-
zati per descrivere la topografia del terreno, 133, – 6.4. Possibilità applica-
tive dei GIS, 136 – 6.5. Le applicazioni idrologiche, 136 – 6.6. Individua-
zione del bacino idrografico mediante ArcView, 139 – 6.7. Open Source,
142 – 6.8. GRASS GIS, 143 – 6.8.1. GRASS GIS per l'idrologia, 144.
153 Bibliografia

163 Appendice: Dati idrologici relativi ai principali bacini italiani


Prefazione

Il presente lavoro nasce dal desiderio di documentare una parte


dell’attività didattica svolta all’interno dei corsi di idrologia e risorse
idriche delle Facoltà di Ingegneria dell’Università degli Studi della
Basilicata e del Politecnico di Bari. Il testo propone un’introduzione
alle nozioni e agli elementi di base della materia trattata, offrendo
spunti di approfondimento scientifico sulle interazioni acqua-suolo,
senza tralasciare le esigenze di carattere tecnico-pratico del lettore. Per
tale motivo, accanto a contenuti di carattere generale sul tema
dell’idrologia superficiale, sono riportate informazioni utili alla carat-
terizzazione idrologica di bacini idrografici riferibili a differenti con-
testi climatici e territoriali. In tale ottica, si forniscono una serie di e-
lementi, dati e riferimenti a studi, attualmente disponibili, relativi a
numerosi corsi d’acqua italiani. Sono riportate informazioni concer-
nenti le portate, oltre che temperature e precipitazioni medie di riferi-
mento per numerose stazioni di misura distribuite sul territorio nazio-
nale. Nella parte finale del testo, sono forniti alcuni elementi per lo
studio idrologico dei bacini idrografici condotto con l’ausilio di un si-
stema informativo geografico (GIS). Tale strumento consente di gesti-
re una gran mole di dati spazialmente distribuiti, particolarmente utili
per lo studio di problematiche di carattere ambientale tipicamente ca-
ratterizzate da elevata eterogeneità spaziale e da numerose componenti
tra loro interagenti. I GIS sono ormai entrati prepotentemente nella
pratica tecnica dell’ingegneria ambientale, consentendo di analizzare
le caratteristiche generali dei bacini idrografici come limiti di bacino,
area di drenaggio, forma ed organizzazione del reticolo idrografico
etc…
Introduzione

L’acqua, per la sua abbondanza, fu ritenuta dagli antichi filosofi


uno dei quattro elementi costitutivi dell’Universo insieme con fuoco,
aria e terra. Svolge una funzione essenziale per la vita essendo un e-
lemento fondamentale di tutti gli organismi viventi. Il nostro pianeta è
coperto per quasi 3/4 della sua superficie da acqua sotto varie forme.
Le risorse idriche del nostro pianeta, secondo le stime fatte dal Ser-
vizio Idrogeologico U.S.A., ammontano a 1.4 miliardi di Km3 com-
plessivi così ripartite: 94% circa sono contenute negli oceani; 2% nelle
calotte polari; 4% nel sottosuolo; 0.13-0.14% in fiumi, laghi, paludi,
atmosfera e biosfera.
Le acque dolci sono una frazione minima della risorsa idrica totale
corrispondente a circa due milioni di Km3. Solo una parte del patri-
monio idrico dei continenti è adatto all’uso idropotabile e costituisce
un bene di prima necessità la cui disponibilità continua a diminuire e
la cui qualità tende a degradare in conseguenza del crescente inquina-
mento ambientale. Per contro, la richiesta di acqua, potabile e non, è
in continuo aumento a causa dello sviluppo demografico e industriale:
il problema sta assumendo a scala mondiale i contorni di una vera e
propria emergenza. Il reperimento delle fonti e l’approvvigionamento
dell’acqua diventano, nella nostra epoca, compiti sempre più difficili
raggiungendo situazioni drammatiche causate da numerosi fattori qua-
li: i) la diminuzione delle acque utilizzabili per effetto
dell’inquinamento ambientale; ii) l’aumento dei consumi individuali
dovuti al crescente tenore di vita delle popolazioni ed allo sviluppo
industriale (acque per il raffreddamento delle macchine e per lo svol-
gimento dei processi); iii) l’aumento della popolazione e della concen-
16 Introduzione

trazione di aree ad elevata densità abitativa nei grandi centri urbani;


iv) l’aumento dei fabbisogni dell’agricoltura che, sulla spinta di leggi
di mercato troppo spesso estranee all’uso razionale della risorsa idrica,
ricorre all’irrigazione non solo per il supporto alle ricorrenti crisi idri-
che ma anche per lo sviluppo di colture idroesigenti più remunerative.
In paesi come l’Italia, l’allocazione delle risorse idriche è fortemente
sbilanciata verso il settore agricolo, con il 70% dei consumi di acqua
dolce, mentre il 22% riguarda l’industria e il restante 8% è utilizzato
per usi domestici.
Le risorse idriche naturali sono distribuite sul territorio in maniera
molto eterogenea. Tale eterogeneità è acuita dalla variabilità dei pro-
cessi che ne controllano le dinamiche temporali, per cui a fronte di
una domanda crescente e di una ridotta disponibilità, il tema della ge-
stione di detta risorsa risulta cruciale per gli anni a venire. Se ai citati
fattori antropici si aggiungono le proiezioni fornite dai modelli clima-
tici che dipingono scenari caratterizzati da significative riduzioni delle
precipitazioni medie di lungo periodo ed incrementi delle temperature
(specie quelle estreme), inevitabilmente si avranno ripercussioni sui
termini del bilancio idrologico e, non ultimo, il deflusso superficiale.
Si evidenzia così la necessità di definire strumenti per la descrizio-
ne dei processi coinvolti nella generazione dei deflussi superficiali che
da un lato possono servire per ottimizzare la gestione della risorsa e
dall’altro sono necessari per la previsione dei valori estremi.
Le piene rappresentano, infatti, la seconda faccia della medaglia,
per cui la disponibilità di modelli di calcolo per la valutazione del de-
flusso superficiale risultano fondamentali nei problemi di previsione
di medio-lungo periodo nonché per la previsione in tempo reale. Il te-
sto, che non mira ad essere esaustivo della materia, si limita ad affron-
tare la descrizione dei processi fisici di interazione acqua-suolo che
contribuiscono alla formazione del ruscellamento, lasciando
l’approfondimento delle componenti aleatorie che influenzano la pre-
visione delle piene a successive iniziative di natura editoriale.