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La nota del mattino

18 aprile 2011

1. STRATEGIA DELLO STRAPPO: BERLUSCONI ALZA IL TONO DELLO


SCONTRO PER COPRIRE L’INCAPACITA’ DEL GOVERNO, STANCARE GLI
INDIGNATI, FAR DIMENTICARE LE MANIFESTAZIONI CONTRO, IMPAURIRE
GLI INCERTI.

Un altro fine settimana di dichiarazioni gridate e scandalose. Ogni volta, il presidente del
Consiglio si spinge un po’ più in là, strappa un altro pezzo di vita civile. E’ la strategia dello
strappo, dello scandalo, ogni volta più forte: perché in questo modo gli italiani concentrano
l’attenzione sulle sue esternazioni, l’indignazione a forza di esercitarsi si stanca, ci si dimentica
che appena qualche settimana fa le piazze erano piene di donne e uomini capaci di protestare
tutti insieme, gli incerti prendono paura, chi decide di opporsi deve fare i conti nella propria
testa con la possibilità di uno scontro cattivo. E tutto questo rumore copre l’incapacità del
governo, i problemi non risolti, le divisioni interne del Popolo delle libertà. Ieri, per esempio,
Berlusconi ha accusato Fini di aver materialmente concordato con la magistratura l’attacco al
premier. Non importa che non sia vero. Importa che l’accusa sia eclatante, talmente semplice e
infantile da entrare nella testa, grazie al megafono della tv. Importa che raddoppi il clamore,
dopo le dichiarazioni sugli insegnanti di sinistra, i giudici terroristi. Ogni volta uno strappo più
forte, per sfiancare la resistenza di chi dissente e fare il vaccino di richiamo al popolo della
destra profonda.
Per questa ragione gli vanno bene anche i manifesti sui giudici Br, gli va bene che chi li ha
realizzati e affissi sia candidato nelle liste del Pdl, come dimostra la foto in prima pagina
pubblicata da Il Giornale, quotidiano della famiglia Berlusconi.

2. IL PD, PUR CON PROBLEMI E CRITICITA’, E’ UN ARGINE DI FRONTE A


QUESTA DERIVA ED E’ IL PILASTRO PER OGNI ALTERNATIVA.

Il Partito democratico non da oggi è il pilastro della diga che impedisce a questa ondata di
travolgere tutto. Nello stesso tempo è per forza di cose il pilastro di qualsiasi alternativa
credibile. Insomma, pur con i suoi problemi e anche tutti i suoi punti di criticità, il Pd è la
chiave della tenuta e del cambiamento.
E’ stato il Pd a costruire il percorso perché la maggioranza passasse dal oltre cento deputati a
qualche manciata di voti, peraltro comprati. E’ il Pd che ha tessuto la rete dei rapporti con tutte
le opposizioni per reggere insieme questo momento, prendere iniziative e, quando se ne porrà
l’occasione, avviare il superamento del berlusconismo. In vista della votazione sulla fiducia, il
14 dicembre, a lungo si è discusso con le altre opposizioni anche sulla possibilità di dare vita ad
un governo di transizione per superare questa fase drammatica. E’ il Pd, con la sua forza, che
ha impedito insieme alle altre forze dell’opposizione che Berlusconi facesse un blitz alla
chetichella sulla proscrizione breve.
Da tempo il segretario, Pier Luigi Bersani, avverte: il ciclo è finito, ma lui è ancora forte:
cercherà di scassare le mura della casa comune, pur di restare al potere. Da tempo si lavora alla
predisposizione di un programma alternativo di governo sul quale avviare un confronto con
tutte le opposizioni di centrosinistra e di centro. E’ uno scontro che presuppone tenacia, tenuta,
fiato lungo. E non a caso tutti i sondaggi indicano una costante crescita del consenso verso il Pd
e un rafforzamento della leadership del suo segretario nazionale.
Ieri Walter Veltroni ha lanciato l’ennesimo grido di allarme sul pericolo che Berlusconi faccia
cadere l’Italia nell’abisso. Tutto è necessario pur di impedire questa deriva, ha detto Veltroni,
rilanciando la proposta avanzata insieme a Pisanu di un governo di decantazione, di transizione,
per impedire questo esito infausto.
In una lunga intervista a Il Corriere della Sera, oggi Pier Ferdinando Casini, leader dell’Udc,
chiede di andare subito al voto politico, perché il paese non può andare avanti in questo modo.
Tra le altre cose Il Messaggero ha chiesto al vicesegretario del Pd, Enrico Letta, perché il Pd
non chiede a Napolitano di sciogliere subito le Camere. Risposta: «Noi vogliamo le elezioni
anticipate. Ma Napolitano è l`architrave che, in una situazione di conflitto permanente creata da
Berlusconi, tiene insieme le istituzioni. Il Pd non deve complicare ulteriormente il lavoro del
Presidente, già difficilissimo, tirandolo per la giacca».

3. AMMINISTRATIVE-REFERENDUM. IL RICHIAMO DELL’ATTENZIONE


SERVE ANCHE A SOSTITUIRE L’INCAPACE MORATTI NELLO SCONTRO
ELETTORALE A MILANO.

L’occupazione della scena mediatica con sparate sempre più grandi serve al presidente del
Consiglio, Silvio Berlusconi, oltre a coprire tutto lo spazio disponibile perché così non si parla
dei fallimenti del governo, anche per coprire con la sua persona il fallimento amministrativo del
sindaco uscente di Milano, Moratti. Ancora una volta Berlusconi gioca tutto impostando un
referendum sulla sua persona.
La verità è che tutti i sondaggi dicono che a Milano il centrosinistra ce la può fare. Berlusconi
ha paura che questa previsione sul consenso degli elettori si avveri. E svia l’attenzione dalle
cose concrete per riportarla sul solito binario: o me o i comunisti. O me o i giudici. O me o
crolla tutto.

4. LEGGE PORCATA DUE. MENTRE IN PARLAMENTO RIPRENDE LO


SCONTRO SULLA PRESCRIZIONE BREVE, LA DESTRA PENSA A CAMBIARE LA
LEGGE ELETTORALE PER NON PERDERE AL SENATO.

Riprende questa settimana al Senato il cammino della legge sul processo breve, che contiene
anche la prescrizione breve. Riprende dunque la battaglia sulla giustizia, tenendo conto che
Berlusconi vorrebbe che passasse anche una leggina per bloccare il processo Ruby (dopo che la
Camera ha sollevato il conflitto di attribuzione presso la Corte Costituzionale). «Molti agiscono
con ingiustizia, ma non vogliono che la giustizia giudichi le loro azioni» ha detto ieri
nell’omelia, nel Duomo di Milano, il cardinale Dionigi Tettamanzi, in occasione della
domenica delle Palme.
Ma dietro le quinte si prepara anche un altro scenario. Alcuni esperti del Pdl stanno lavorando
ad una nuova legge elettorale, dopo la “porcata” di Calderoli. Il presidente del Consiglio,
infatti, è ormai sicuro che, anche se vincesse le elezioni politiche (oggi i sondaggi danno il
centrodestra perdente), non riuscirebbe in ogni caso ad avere la maggioranza in entrambe le
camere. Così sta pensando di modificare la legge elettorale.

5. IMMIGRAZIONE. ITALIA-FRANCIA, DUE POPULISMI A CONFRONTO.


DALLA FINLANDIA SOFFIA IL VENTRO ANTIEUROPEO DELLA DESTRA. MA
PRODI: L’ANTIEUROPEISMO E’ UN GRAVE ERRORE.

Scontro diplomatico tra Italia e Francia ieri per gli immigrati alla frontiera di Ventimiglia. Il
populismo del governo Berlusconi-Bossi si è dovuto scontrare con il populismo del presidente
Sarkozy. Dice Enrico Letta, vicesegretario del Partito Democratico (intervista a Il Messaggero):
«La Francia sbaglia. Ma Sarkozy trova facili alibi nell`atteggiamento della Lega e del
governo italiano. Bossi che dice "fora d`i ball" è l`alibi per Sarkozy per affermare: "Non li
vogliono loro, perché dovrei prendermeli io?!". Questa è la dimostrazione che il populismo
leghista, utilizzato per solleticare le paure della gente, alla prova di governo fallisce. E
danneggia l`Italia».
La destra sta portando allo sfaldamento dell’Europa. Ieri in Finlandia le elezioni politiche si
sono concluse con l’affermazione come terzo partito dei “Veri finlandesi”, organizzazione di
destra che ha trionfato battendosi contro l’ipotesi che i paesi ricchi d’Europa contribuiscano al
salvataggio dei paesi indebitati, primo fra tutti il Portogallo. E’ il trionfo dell’egoismo e
dell’euroscetticismo. Un errore catastrofico secondo Romano Prodi, intervistato oggi da La
Stampa: «L`Europa in questo momento ha paura di tutto, della concorrenza cinese, degli
immigrati africani e degli altri Paesi europei, ha paura della non ripresa ed ha anche paura
dell`euro» dice Prodi, spiegando che la responsabilità è «dei governi europei che non prendono
decisioni collettive» indugiando «nei riti di questi summit europei in cui Francia e Germania
danno la linea, per poi non essere d`accordo neanche fra loro» come dimostra anche
«l`emergenza della Libia sulla quale l`Europa è divisa». Ciò che più lo preoccupa è come «la
paura si diffonda anche a livello popolare» portando a situazioni nelle quali «singoli Stati
ipotizzano l`uscita dall`Europa». L`ex presidente della Commissione Europea ha quasi un
sussulto nell`affrontare questo ipotetico scenario. Evita accenni diretti all`attuale governo
italiano ma il suo riferimento alle recenti minacce di «uscire dall`Europa» lascia pochi dubbi
sull`identità di chi ha in mente: «Coloro che fanno tali affermazioni sono leader politici che
non hanno il senso della Storia, preferiscono inseguire le elezioni del giorno dopo o i sondaggi
del giorno stesso che indubbiamente riflettono gli umori di un populismo che aumenta, creando
così una reazione a catena. Ma significa andare verso un suicidio collettivo».

6. IMMIGRAZIONE. I GIOCHI DI PAROLE DI TREMONTI SU IMMIGRATI E


DISOCCUPATI. IL RICHIAMO ALLA RELATA’ DI ENRICO LETTA.

Il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, ha preso una posizione diversa da quella della
Lega: gli immigrati sono tutti al lavoro, ha detto, dimostrando così implicitamente che
l’immigrazione serve. Tuttavia, ha fatto questa affermazione con uno scopo anche polemico:
dice che gli immigrati sono occupati perché fanno i lavori che i giovani italiani non vogliono
fare più, criticando così – con questa affermazione – il grido di allarme lanciato nei giorni
scorsi dalla Banca d’Italia sulla disoccupazione giovanile.
In una lunga intervista su Il Messaggero, il vicesegretario del Pd, Enrico Letta, contesta oggi il
ministro. «Credo che Tremonti abbia voluto dire che gli
immigrati sono utili e sono d`accordo. Ma sbaglia a lanciare il messaggio che la
disoccupazione giovanile è frutto del rifiuto dei lavori umili. La disoccupazione è un dramma,
ha raggiunto livelli impressionanti: il 28% dei giovani non ha lavoro, al Sud uno su due né
lavora, né studia. E siamo un Paese in cui mediamente i ragazzi escono di casa a 31 anni.
Nell`Italia del boom economico i trentenni lavoravano, facevano figli e mantenevano i
loro genitori. Nell`Italia di oggi i trentenni non lavorano, non fanno figli e sono mantenuti dai
genitori. Insomma, siamo un Paese che non ha i trentenni nel motore».

7. ALLARME PREZZI E SPECULAZIONE. IL CIBO COSTERA’ DI PIU’ IN


TUTTO IL MONDO.

Da La Repubblica. Parla Mario Draghi, governatore della Banca d’Italia. “«C`è un boom dei
prezzi delle materie prime e degli alimentari» che fa soffrire tutti, in special modo il sud del
pianeta. Perciò, ci vuole "cautela". Bisogna stare attenti «agli eccessi di euforia che si sono
spesso conclusi in lacrime». Draghi parla al Development Committee, l`organismo
dove siedono anche le nazioni più povere, le più minacciate dai rincari del pane… «I
prezzi degli alimentari sono in aumento dalla fine de12010 e si stanno avvicinando ai picchi del
2008». Anche la volatilità dei prezzi delle materie prime agricole «è aumentata, portandosi sui
livelli più alti dal 2006». Lo scotto lo paghiamo tutti”.