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Studio di un carico RC

I.T.I.S. Vittorio Emanuele III


Relazione di elettrotecnica n° 4

Alunno: Alberto cavataio. Esperienza: 7/11/2019


Professori: Massafra-Macaluso. Consegna: 12/11/2019
Laboratorio: 405 Temperatura: 22 °C

1. Titolo: Studio di un carico monofase RC serie.


2. Obiettivi:
2.1. Calcolo della potenza attiva; reattiva;apparente;cosφ;
2.2. Grafico vettoriale equivalente;

3. Cenni teorici:
3.1. Circuito RC;
Viene definito circuito RC un circuito in cui compaiono solo resistenze
e condensatori. Lo schema elettrico è il seguente:
3.2. Impedenza in un circuito RC;
Si dice impedenza del circuito RC l'ostacolo che esso oppone al
passaggio della corrente alternata. Nel circuito RC si combinano i due
effetti della resistenza del resistore R e della reattanza del
condensatore C, per cui si ha uno sfasamento complessivo tra
tensione e corrente, che dipende sia da R che da Xc.
L’impedenza è quindi la somma di queste due componenti in cui
R è la componente resistiva (reale) e XC è la componente reattiva
(immaginaria).
L’impedenza si calcola:
3.3. Potenza attiva;
Il resistore assorbe dalla rete di alimentazione una potenza attiva P data da:

3.4. Potenza reattiva;


Sul capacitore è impegnata una potenza reattiva Qc data da:

3.5. Potenza apparente


Applicando il teorema di Pitagora al triangolo delle potenze, si ha:

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4. Apparecchiature adoperate:
4.1. Carico capacitivo variabile a scatti: C scelta:18μF; P=3x400W 220/380•∆/Y DL
1017R DE LORENZO;
4.2. Carico resistivo variabile a scatti: R scelta:152Ω; Q=3 • 275VAR 220/380V;
DL1017 DELORENZO;
4.3. Variatore di tensione con variac: C.A. 0÷290V-10A; C.C. 0÷250-7A; Elettronica
Veneta.;
4.4. Amperometro elettrodinamico: Cl=0,5; Pa= 1-2A; Divfs=100; FERRARI
STRUM.ELETTR.;N°:9011032;
4.5. Voltmetro elettrodinamico: Cl=0,5; Pv=75-150-300-450W; Divfs=150;
In=40mA;FERRARI STRUM.ELETTR.;N°:9011004;
4.6. Wattmetro elettrodinamico: Paw=1-2A; Pvw=15-30-60-120-240-480V; Divfs=150;
Cosφ=1; In=12mA; FERRARI STRUM.ELETTRI.; N°:9011029.;
4.7. Cavi di collegamento: Cavi di sezione: 2.5 mm2.
5. Schemi elaborati:
5.1. Schema elettrico:

5.2. Schema topografico:

5° relazione
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5.3. Triangolo delle potenze equivalente: 12.1

6. Calcoli preliminari: Scelti gli strumenti, calcoliamo le loro costanti strumentali e in base
ad esse progettiamo le prove da eseguire.

6.1. Calcolo della massima corrente della resistenza:


Il valore della corrente massima non è indicata ma
viene indicata la sua potenza massima. La corrente
massima è calcolabile utilizzando la formula inversa:
6.2. Calcolo della massima tensione applicabile alla resistenza:

Calcolate queste due costanti strumentali e avendo a disposizione un banco di


alimentazione con Variac, adopereremo un’alimentazione minore a 243,2 V
6.3. Calcolo delle costanti: Avendo le caratteristiche degli strumenti sappiamo che:

Voltmetro

Amperometro:

Wattmetro:

6.4. Calcolo delle resistenze interne: conoscendo le correnti nominali:

Voltmetro:

Wattmetro:

7. Criteri di montaggio: Disponiamo le apparecchiature secondo gli schemi (4.1-4.2) ed


eseguiamo il montaggio dando attenzione alle polarità degli strumenti.

5° relazione
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8. Modalità d'esecuzione delle prove:Scegliamo di eseguire 3 prove a tensione


V=(220;210;200)V. La grandezza di riferimento per la prova sarà la tensione. Verificate
le portate degli strumenti, viene alimentato il circuito adoperando il variac, guardando le
divisioni lette dal voltmetro fino a raggiungere il valore prestabilito di divisioni
corrispondenti alla tensione desiderata ed eseguiamo la lettura singola degli strumenti,
dando particolare attenzione a eseguire le letture in tempo breve, non eseguire errori di
parallasse e senza toccare il banco a causa della sensibilità delle apparecchiature.

9. . Elaborazioni dati e tabella


9.1. Di seguito vengono riportati i dati delle letture delle misure in una tabella:
N Vm [V] 𝞭div Ka [A/div] 𝞭div Im [A] Kw [W/div] 𝞭div Pm [W]

1 220 110 0.01 97 0.97 1.6 91 145,6

2 210 105 0.01 93 0.93 1.6 83 132,8

3 200 100 0.01 88 0.88 1.6 75 120

10. Calcoli:
10.1. Autoconsumi:

10.2. Effettuati i calcoli degli autoconsumi proseguiamo con il calcolo delle


potenze:
Calcolo della potenza reattiva Qc:(3.4.) Apparente S:(3.5.).
Calcolo del Cosφ: In figura 12.1 è riportato il diagramma vettoriale delle
potenze. Applicando il teorema di Pitagora al triangolo delle potenze, si ha:

10.3. Calcolati gli autoconsumi, le potenze del circuito e il fattore di potenza, i valori
vengono di seguito riportati in una tabella:
N Iv [A] Ivw [A] Iu [A] Pv [W] Pvw [W] Pu [W] Qc [VAR] S [VA] Cosφ φ

1 0,029 0,011 0,929 6,453 2,42 136,7 152,8 205 0,894 62° 23' 43''

2 0,028 0,01 0,891 5,88 2,205 124,7 140,5 187,9 0,887 61°21’ 43''

3 0,026 0,01 0,843 5,333 2 112,6 125,7 168,8 0,895 62° 32' 30''

5° relazione
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Media di Cosφ:
Essendo più prove il calcolo del cosφ si esegue con una media dei valori
registrati e il valore è Cosφ=0,892

11. Calcolo degli errori:


11.1. Voltmetro:
Clv Pv [V] Ndiv Kv [V/div] 𝞭div Vm [V] eV [V/div] Er%(Vm)

0,5 300 150 2 110 220 ±1,5 ±0,681818182

0,5 300 150 2 105 210 ±1,5 ±0,714285714

0,5 300 150 2 100 200 ±1,5 ±0,75

11.2. Amperometro:
Cla Pa [A] Ndiv Ka [A/div) 𝞭div Im [A] eA [A/div] Er%(Im)

0,5 1 100 0,01 97 0,97 ±0,005 ±0,515463918

0,5 1 100 0,01 93 0,93 ±0,005 ±0,537634409

0,5 1 100 0,01 88 0,88 ±0,005 ±0,568181818

11.3. Wattmetro:
Clw Paw Pvw φ Ndiv Kw 𝞭div Pm [W] eW [V/div] Er%(Wm)=

0,5 1 240 1 150 1,6 91 145,6 ±1,2 ±0,824175824

0,5 1 240 1 150 1,6 83 132,8 ±1,2 ±0,903614458

0,5 1 240 1 150 1,6 75 120 ±1,2 ±1

Gli errori effettuati da ciascun strumento rientrano tra le


misure accettabili delle misure in laboratorio poiché minori
a: 𝐸𝑟%≤± 1%.

12. Conclusione:
Determinate le potenze del circuito in esame con i
relativi errori viene calcolato il suo fattore di potenza
(medio) Cosφ=0,892 e di seguito viene riportato il
triangolo delle potenze equivalente:

5° relazione
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