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ANATOMIA
f

DESCRITTIVA

DI SAVERIO BIGHAT
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TRADUZIONE ITALIANA

^ù)no

VENEZIA
CO’ TIPI DELL’ ED. GIUSEPPE ANTONELLI
PREMIATO CON MEDAGLIE d’ ORO
i8/| I
Digitized by thè Internet Archive
in 2017 with funding from
Wellcome Library

https://archive.org/details/b29332758_0001
ENCICLOPEDIA
DELLE

SCIENZE MEDICHE
DI
ALIBERT, BABBIER, BAYLE, BATIDELOQÜE, BOUSQUET, BRACHET, BRICHETEAU, CAPURON,
CAVENTOU, CAYOL, CLARION, CROQUET, COTTEBEAU, DOUBLE, FUSTER, GERDY,
GIBERT, GUERARD, LAENNEC, LENORMAND, LTSFRANC, MALLE, MARTINET, PARENT-
DUCHATELET, PELLETAN, RECAMIER, SERRES, AUGUSTO THILLAYE, YELPEAU, YIREY

^'aclu/zmìe LO/na

DI M. G. LEVI

TOMO I

PRIMA DIVISIONE
ANATOMIA E FISIOLOGIA

VENEZIA
CO’ TIPI DELL’ ED. GIUSEPPE ANTONELLl
PREMIATO DELLA MEDAGLIA d’ ORO
1834
à

è
PREFAZIONE

Il prospetto della Mncicìopedla delle Scìen%e Mediche esponendo in


modo chiaro e succinto lo scopo che ci prefìgeromo nel pubblicare cjnes^opera,
nonché bordine con cui saranno trattate le diverse parti che deggiono comporla,
credemmo dicevole il qui riprodurlo sotto forma di prefazione.
In un*’ epoca ,
nella quale la osservazione e la esperienza arrecarono eccelsi
progressi a tutte le mediche cognizioni, ed va fastoso per
in cui ogni giorno
qualche importante scoperta, tornava sconcio il non aversi per anco costrutto
un regolare e compiuto edifizio cogli infiniti materiali somministrati da codeste
conoscenze. Si fecero, a dir vero, parecchi tentativi onde giungere a risultamento
cotanto desiderato ^ e siffatto pensiero produsse i varii dizionarii medici che già
comparvero o che veggono la luce di presente bisogna però confessare che
-,

codeste raccolte, d’altronde stimabilissime, non raggiungono lo scopo che noi


contempliamo.
Diviene per altra parte ad ogni medico impossibile acquistare tutte le opere
che gli sarebbero necessarie per trovarsi a livello delle scienze mediche im- ^

menso pel fatto risulta il numero dei lavori che pubblicansi tutto giorno in
Francia ed altrove; la scienza medica si compone di migliaia di monografie o di
trattati particolari, e di lavori sparsi nei giornali medici numero è infinito.
il cui
Si propone Enciclopedia delle
cjuindi la Scienze Mediche di raccogliere
tutti questi materiali appartenenti ai diversi rami delbarte del guarire, di riassu-
merli in grandi proporzioni, di farne un tutto regolare, generale e compiuto,
per ciascuno di codesti rami.
Ecco poi lo spirito e bordine che presiederanno al suo compilamento. -

Tutte le cognizioni necessarie al medico saranno^comprese nelle sette divi-


sioni seguenti.
PBTIVIA DIVISIONE.

Scienze Preliminari. — Anatomia generale e descrittiva. Fisiologia.

SECONDA DIVISIONE.

Medicina. — Patologia generale. — Patologia speciale. — Malattie dei


bambini, dei vecchi, delle donne, degli artefici. — Storia delle epidemie,
e simili. — Anatomia patologica. —- Igiene. — Terapeutica e materia medi-
ca. — Medicina legale.
> I PREFAZIONE
TERZA DIVISIONE.

Chirurgia. — Anatomia chirurgica. — Patologia chirurgica. — Medicina


operativa.

QUARTA DIVISIONE.

Ostetricia. — Dei Parti. — Mali delle puerpere e dei neonati.

QUINTA DIVISIONE.

Sciente accessorie. — Chimica medica. — Fisica medica. — Storia natu-


rale medica. — Farmacia.
SESTA DIVISIONE.

Storia della medicina, biografia e bibliografia mediche.

SETTIMA DIVISIONE.
I

Raccolta di autori antichi che ogni medico deve possedere ;


vale a dire
traduzioni d^Ippocrate, di Celso, di Areteo^ di Celio Aureliano, di Sidenamio
ed analoghi.
Da siffatto prospetto si scorge che nella Enciclopedia nostra compren-
si

deranno tutte le cognizioni mediche, e che colui il quale avralla, possederà una
vera biblioteca compiuta, ragionata e sistematica, che gli permetterà passarsela
di qualunque altra opera. Siccome però questa grandiosa collezione viene in
principalità destinata ai pratici, così la massima parte verrà consacrata alla me-
dicina ed alla chirurgia pratiche.
La patologia interna è oggidì doviziosissima, seppure se ne giudichi dal-
la moltitudine di eccellenti monografie che esistono, e dal numero immenso
di fattinuovi ed interessanti che oggidì e tuttavia si pubblicano ; siffatti lavori
rappresentano perfettamente lo stato attuale della scienza medica, ma formano un
numero di volumi troppo considerabili, avuto riguardo al tempo che ogni
curante può conseorare allo studio, e lo stesso è a dirsi per ciò che spetta
al dispendio richiesto dal loro acquisto. Sono essi scritti d’altronde con dot-

trine e plani cotanto diversi, e spesso così contradditorii da non poter sommi-
nistrare veruna idea del complesso della patologia. Chi crederebbe dopo tutto
questo che non esistesse per anco in nostra lingua vermi trattato generale
di medicina pratica abbracciante in modo conciso ad un tempo e compiuto
r intero sistema delle cognizioni patologiche e terapeutiche? eppure forma
questo un vero incontrovertibile, imperocché non si possono riputare trattati
compiuti la Nosografia filosofica di Plnel, 1’ Epitome di Frank, ed alcuni altri
trattati più recenti. Queste opere, utilissime per insegnare agli scolori la classi-

ficazione delle malattie, ed i primi elementi della patologia, sono affatto incom-
piute e troppo brevi per riescire di venni soccorso al medico pratico. Il Trattato
gienerale medicina pratica delFEnciclopedia supplirà a siffatta laguna del-
di
la scienza; non si renderà esso considerabile per la novità delle materie che vi

saranno trattate, conciossiachè la medicina non è l’opera di un solo uomo, nò


di un piccolo numero di scienziati, ma sibbene il risultato della esperienza di
PREFAZIONE TU
tulli i secoli • nuli ingenìi honiùiìs partus^ sed iemporis filia. Il suo principale
merito consisterà nel riepilogare fedelmente e compiutamente tutti i trattali

particolari, tutti gli articoli dei medici giornali francesi ed esteri, tutte le pro-
duzioni qualunque esse siensi che fecero inoltrare la scienza sopra ogni argo-
mento di patologia e di terapeutica.
La prima parte del Trattato di medicina pratica sarà consacrato alla pato-
logia generale, la seconda alla patologia speciale. Si riterranno le grandi classi

di malattie cui costringe adottare lo spirito di sistema, come le flemma-


sie, le neurosi, le emorragie, morbi cronici e simili. La storia delle febbri
i

precederà quella delle altre affezioni, e si porranno sotto Taspetto del pubblico

tutti i documenti valevoli a sciogliere il problema oggidì tanto combattuto del-

la loro essenzialità o della loro non essenzialità.

Ogni malattia sarà descritta sotto i seguenti aspetti:


I. Nomi diversi^ sinonimia, definizione, bibliografia delle principali opere
scritte intorno alfargomento, sua storia.
IL Sintomi^ preludi!, periodi, corso, durata, termine, complicazioni di essi.
III. Anatomia patologica j descrizione delle lesioni trovate nelfapertura

dei cadaveri.
IV. Cause. i.° Cause predisponenti. Cause predisponenti igieniche (sesso,
età, temperamento, professione, eredità, influenze atmosferiche, applicazioni
esterne, alimenti e bevande, sonno e veglia, movimenti e secrezioni, passioni e
facoltà intellettuali. ) —
Cause predisponenti patologiche ( tutte le malattie
capaci di farne nascere qualche altra). Cause occasionali igieniche e pato-
2 .*^
logiche. 3.*^ Cause specifiche che sostituiscono per solito quando esistono tutte

le altre cause. 4*^ Causa prossima che costituisce la essenza e la natura


delia malattia.
V. Segni. Segni paio gnomonici o diagnosi distinzione delle diverse
1 .^ ;

specie d’infermità secondo le cause. clS Segni delle lesioni o spiegazioni dei
sintomi mediante le lesioni, valore degli uni e degli altri. 5.*^ Malattie che si
possono confondere con quella di cui si tratta , o diagnosi differenziale.
Segni del predire, o pronostico.
VI. Trattamento preservativo, curativo, palliativo, variato giusta i periodi
e le cause. Si presterà cura particolare nello stendere questa parte, la quale
presenterà un riepilogo compiuto di quanto la medicina possédé di positivo
intorno alla terapeutica di ogni malattia.
VII. Osservazioni.) o storie particolari della malattia in numero bastevole
per darne a conoscere tutte le specie ed il trattamento.
Dopo il trattato generale, verranno molte parti di medicina pratica che non
possono entrare nel piano di quest’ultima opera, ma che saranno di grande uti-
lità pel pratico * tali risultano la descrizione delle malattie dei bambini, dei vec-
chij delledonne, degli artefici^ la storia delle epidemie, e via ragionando.
Si daranno quindi alcune monografie importanti, le quali essendo oggidì
di pubblica ragione, verranno riprodotte per intero arricchendole di note j tali
sono i Trattati delle malattie del cuore di Corvisart, della tisi polmonare di
Bayle e simili ; altre monografie e più recenti verranno analizzate e ridotte a
quanto d’ importante racchiudono.
Riguardo patologia chirurgica terrassi esattamente pari condotta
alla di
quella che esponemmo in proposito della patologia medica od interna.
vili PREFAZIONE
La mediciua e la chirurgia pratiche, che verranno discusse alla distesa, sa-

ranno ciascuna terminate, per comodo del leggente, da un riassunto brevissi-


mo che permetterà di conoscere Topera, e di rivederla in poco tempo.
Gli altri rami delle cognizioni mediche, cui torna inutile rammentare in
particolare, verranno trattati ognuno giusta la importanza che si meritano e la
utilità che il pratico ne può ricavare. Laonde si comprende che le scienze acces-

sorie non potranno occupare ugual posto di quelle che formano particolarmente
parte delTarte di guarire.
Siccome importa che i pratici conoscano comportate dal-
le vicissitudini

la medicina, dalla sua origine fino ai giorni presenti, i sistemi che T hanno suc-

cessivamente diretta o soggiogata, gli uomini illustri che produsse, le principali


opere intorno ad ogni materia pubblicate e via parlando, così riputammo con-
venevole far entrare nella Enciclopedia una divisione per la storia della Medi-
cina^ la b ìograjia e la bibliografia medica.
Sonvi da ultimo certi autori cui non è lecito ad un medico non aver letto
od almeno qualche volta consultato, ed i quali torna impossibile compendiare
od analizzare, quali sono Ippocrate, Celso, Celio- Aureliano, Sidenomio, e com-
pagni termineremo quindi la nostra Enciclopedia con una raccolta di questi
;

autori tradotti.
numerosi collaboratori della Enciclopedia lavoreranno con plano e dot-
I

trina uniformi, sicché Topera possederà ad un tempo la ricchezza delle partico-


larità, che pure costituisce il frutto delTassociazione di parecchi autori, e la unita

di dottrina e di distribuzione, che non può procedere altro che da un solo.


Conformemente a quanto ci prefiggiamo incominceremo la Enciclopedia
A
con una nuova edizione àeVC natomia descrittila e generale di Bichat. Nè uomo
al mondo si meraviglierà che noi principiamo da una ristampa, ove si consideri

che Topera del nostro immortale autore è per anco la migliore che possediamo che ;

dopo la sua morte la scienza della organizzazione normale non fece per anco
verun progresso, e che prescindendo da un piccolo numero di fatti speciali, il
complesso delTanatomia non progredì d\in passo da ciò clTesso era già trenta
anni. In quanto alTanatomia generale, il più bel titolo di gloria per Tautor nostro,
sebbene siavi da levare qualche ipotesi, e d'aggiungere molti lavori interessanti,
costituisce pure uiihipera che niun altro seppe surrogare, e che sarà sempre
sorgente di profonda istruzione, e la introduzione obbligatoria allo studio del-
la patologia.
Le opere verranno arricchite di note
di Bichat d*’altronde che ristampiamo,
che le porranno a livello dei lavori moderni. Gli uomini che di ciò incarica-
ronsi sono già bastevole arra perchè sia a ciò debitamente supplito. Fra essi ne
basti citare il prof. Serres, membro delTIstituto, che fece parecchi conienti a mol-
ti trattati àeW Anatomia generale ;
il prof. Malie della facoltà medica di Stras-
Inirgo, che rifece, colla scorta di Meckel, il quinto volume àeW anatomia descrit-
tiva.^ ed altri analoghi.
In fine ad ogni volume porremo una descrizione sommaria dei processi da
adoperarsi per dissecare le varie pai li del corpo umano.
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SAVERIO mCIIAT

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DISCORSO PRELIMINARE

. . .

I. JL ulte le scienze fisiche inirana ad uno scopo comune, Tale dire, la conoscenza-

delia natura ;
ma non tutte, per raggiungere tale scopo, seguono la stessa Tia ;
che
invero le une, fondate sulla osservazione, non si compongono nè s’ aggrandiscono che
mediante i fatti da essa somministrati; mentre le altre erette per intiero sul ragiona-
mento di questo solo prevalgonsi onde perfezionarsi. D’ onde ebbe origine due grandi
divisioni in siffatta classe di scienze; ognuna delle quali possédé il proprio aspetto par-
ticolare, il suo diverso genere di attrattive e di malagevolezze, il suo lato attraente ed
il suo lato ripellente. La lentezza nel progredire, T aridezza nello studio, la solidità dei

principii, la sicurezza dei risultamenti, formano gli attributi della scienza di osservare ;

e viceversa la sollecitudine nel rintracciare il vero, e spesso eziandio nel discoprirlo, ed


il frequente pericolo di abbattersi nel falso, costituiscono il retaggio delle scienze astratte.

Nelle prime rimane ferma ogni scoperta, quelle di una età posano sopra le altre della

età precedente, e ciascuna costituisce la pietra di sostentamento di quella che vi tien


dietro, forma cioè la base della piramide del famigeratissimo cancelliere Bacone. Nelle

seconde, all’ opposto, spesso ciò che sussegue rovescia quanto precedette; bisogna distrug-

gere in esse prima di crearvi ; e qualunque verità non isfolgora di bella e pomposa luce

se non fuçrando
o le tenebre d’ infiniti errori.

La scienza della organizzazione animale partecipa egualmente di questi due carat-


teri ;
per un lato vi rinveniamo aridezza, fastidiosaggine, ma esattezza e precisione nella

descrizione degli organi; per altra parte, lo studio delle funzioni ne alletta, il cammino
che vi conduce è sparso dei gaudii dello spirito, ma per consueto rinveniamo al suo
termine un voto spaventevole, una incertezza desolante. Tocchi i medici da tanta diffe-

renza tra le due parti della medesima scienza, tirarono fra esse una linea di separazione

consacrata dall’ abitudine, rispettata dal tempo. Le spoglie della morte divennero il do-
juinio dell’ anatomico, il fisiologo si eb])e in appannaggio i fenomeni della vita, cpiasi che
i lavori dell’uno non fossero immediatamente connessi colle ricerche dell’altro, c quasi

che la conoscenza dell’ effetto potesse separarsi da quella dell’ agente che lo produsse.
In questi ultimi tempi svanì lentamente tale distinzione; Hallero pel primo riconoljbe
clic essendo la scienza delle funzioni Io scopo, e quella degli organi il mezzo onde
giungere a siffitlto scopo, così non formano ambedue che un solo lutto, cui non lice

separare senza remlcre incompiute le sue divisioni. I^a sua grand’ opera fu scritta giusta
tali principii, che saranno sempre quelli degli spiriti saggi e giudiziosi.
4 DISCURSÜ PEISLiMlNARE

E qui polrebbesi pev aTventura domandare quale delle due, anatomia e fisiologia,

perdette maggiormente in codesta lunga separazione; bisogna confessare che forse la

prima vi guadagnò, dacché diedesi a’ suoi ragguagli descrittivi quanto si toglieva alla

storia degli usi ;


riguardo ad essa è già fatta ogni cosa, nè evvi forse scienza più di

essa vicina alla perfezione. La seconda invece privata della fiaccola direttrice di questa,

cajiiminò all’ avventura, tentoni, fu per gran tempo alimentata dai soli traviamenti del

genio; vana fabbrica, eretta dalla immaginazione, fu di botto atterrata dal semplice soffio
della ragione. Paragona in vero, se ti piace, i libri dei secoli passali con quelli scritti

dopo Hallero, e vedrai, come osserva Vicq-d’Azyr, che questo uomo insigne gittò le

fondamenta di una scienza, la quale null’altro ha di comune coU’antica che il solo nome.
Onoriamo la sua memoria col seguire le tracce per lui lasciatine. Ma innanzi di farci
ad ormarle non torna inutile per mio divisamente ricercare qual metodo sia più utile a

seguirvi. Nelle scienze il metodo costituisce un legame che attacca 1’ ammaestralo aH’am-
maestratore; è un punto di appoggio comune che sostenta P attenzione dell’uno e la

memoria dell’ altro ;


raddoppia 1’ intelligenza del primo e moltiplica la fecondità del

secondo. Laonde nel dar principio a quest’opera, fa d’uopo fissarne i priucipii generali;

ogni parte diverrà poscia un’ applicazione particolare di tali principii.

I melodi d’ insegnamento non li veggiamo nascere che negli inoltrati periodi delle

scienze; in loro origine esse appartengono, per così esprimerci, al solo genio che ne

crea i materiali, li raccoglie, gli ammonticchia, finché ne sia quasi esaurita la carriera.

Allora diventano esse il dominio del giudizio (


se pure m’ è lecito in tal modo spiegarmi )

il quale classifica, dispone, coordina siffatti materiali confusamente sparsi. Non rintrac-

ciamo adunque negli antichi, metodi anatomici; i loro libri somministrarono il fondo
della scienza, i nostri vi aggiunsero le forme ;
queste forme poi variarono giusta lo
scopo particolare di quelli che le coltivarono. Osservi pel fatto esservi un’ anatomia pei

pittori, la seconda pei medici, Ij terza pei chirurghi, e va parlando. Lo studio delle

forme esterne, delle ineguaglianze, e delle depressioni succutanee, la condizione delF abito
esterno durante la calma dell’ anima, od il tumulto burrascoso delle passioni, ed altre

cose analoghe, sono di jaertinenza della prima. Si compone la seconda specialmente della
conoscenza della struttura intima delle parti, delle loro proprietà, delle sinipatie di cui
e^e sono la sede o simili. Spero rinverrassi essere la mia anatomia generale una vera
anatomia medica. Importa poco al medico il conoscere i rapporti degli organi gli uni
cogli altri, ove pure si prescinda da quelli spettanti ad alcuni visceri interni ;
mentre
all’opposto l’anatomia chirurgica si compone specialmente di questi rapporti; è costituita

essa quasi per intiero degli attributi di positura, di grandezza, di figura, di direzione,
ed analoghi; nella conoscenza delle nostre parli, cerca prima di ogni cosa il chirurgo
la guida per lo strumento che deve dividerle. Sebbene abbiasi sempre ad istudiare lo

stesso organo, pure viene presentato a norma dell’ oggetto che bassi in vista sotto torme

aflùlto diversa; riunirò per quanto mi sarà fattevole tali diverse forme. Ecco adunque
quale è il piano generale delia mia opera anatomica ;
comprende essa l’ anatomia generale
e la descrittiva; per comprenderlo, rammentiamo alcune nozioni generali intorno alla

organizzazione animale.

il. Nella organizzazione generale degli animali esiste un certo numero di tessuti
DISCORSO PRELIMINARE 5

semplici i quali sono OTunqiie gli stessi, sia qual si voglia il sito in cvii essi si trovino

collocati, hanno la stessa natura, eguali proprietà vitali e fisiche, identiche simpatie, e
.

via parlando, e che, veri elementi organizzali della economia vivente, stanno combinati
2. organi composti
quattro a quattro, cinque a cinque, sei a sei, e simili, per formare gli

dalla natura destinali ad adempiere ogni funzione. Siffatti tessuti semplici sono i seguenti:

ì.° 11 cellulare.

*^
11 nervoso della vita animale.

3 ° II nervoso della vita organica.


.

L’ arterioso.
5.*^ 11 venoso.

C.^ Quello dei vasi esalanti.

Quello dei vasi assorbenti e delle loro glandole.


8.° L’ osseo.
gP II midollare.

io.°
16. 11 cartilaginoso.

17.
iiP 11 fibroso.
18.
i2.° Il fibro-cartilaginoso.

II muscolare della vita animale.


i ° Il muscolare della vita organica.
4
1 5 ° 11 mucoso.
° Il seroso.
^ II sino viale.
*^
11 glandoloso.

iQ.*^ Il dermoide.
20P L’ epidermoide.

ar.*^ 11 peloso.

Questi ventiun tessuti fecero f argomento della mia anatomia generale ; le loro

diverse combinazioni stanno per essere quello della mia anatomia descrittiva. Osserva
pel fatto che tutti gli organi concorrenti ad una funzione cjualun que, risultano da molti
di questi tessuti semplici insieme riuniti. Prendiamo, ad esempio, taluni di siffatti organi;
lo stomaco è un complesso di tessuti mucoso all’ interno, seroso all’ esterno, muscolare

organico nel mezzo. I tessuti seroso all’ esterno, mucoso nelle celette, fibro-cartilaginoso

nei bronchi, e via parlando, compongono i polmoni. In un muscolo evvi il tessuto

muscolare pel corpo, il fibroso per le estremità, e talvolta il sinoviale allorquando devcsi

effettuare uno scorrimento. In un osso lungo e fresco, si rinvengono riuniti i tessuti

osseo pel corpo, cartilaginoso e sinoviale per le estremità, midollare pel mezzo, e via
parlando. Inoltre arterie, vene, vasi esalanti, assorbenti, nervi e tessuto cellulare, entrano

come materiali nella struttura di ognuno degli organi precedenti, e di Cjuasi tutti gli altri.

Laonde la idea di un organo apporta necessariamente quella di un composto di

molti tessuti differenti, i quali, isolati gli uni dagli altri, sarebbero insufficienti per le

funzioni di quest’ organo, ma che atteso la loro riunione diventano eapaci di soddisfarle.
Ilo indicato col nome di sistema il trattato di ogni tessuto semplice; cpiello di organo
esprime la riunione di molti sistemi per formare un solo tutto ;
f altro di apparato
Ci uiscuaso rui'LiMi.NAfiE

mi serve ad indicare un complesso di molli organi concorrente a certa funzione, come,

verbigrazia, la riunione degli ossi e dei muscoli per la locomozione ;


della bocca, della

faringe, delPesofago, dello stomaco, e degli intestini, per la digestione; della pleura, del

polmone e della trachea-arteria pel respiro, e va discorrendo. Sotto il quale aspetto io

dico sistemi osseo, fibroso, cartilaginoso e simili ;


organi gastrico, polmonare, cerebrale
ed altri, espressioni sinonimi di queste; stomaco, polmone, cervello e simili; apparato
della locomozione, della digestione, della respirazione, ed analoghi.
anatomia generale e F anatomia dei sistemi sono la stessa cosa; costituiscono la

considerazione generale di ognuno dei materiali isolati che entrano nei nostri organi,

e degli attributi caratteristici di siffatti materiali. Nello studiarli si prescinde dagli organi

diversi a formarei quali essi concorrono; per tal guisa, sebbene la fibra muscolare organica

entri nella composizione del cuore, dello stomaco, degli intestini, o della vescica ;
il

sistema seroso ricopra il polmone, il cuore, il cervello e simile; il sinoviale si dispieghi

sopra i tendini, le cartilagini, o le capsule fibrose; il mucoso tappezzi la bocca, F eso-

fago, la vescica, gli escretorii, le prime vie, e va parlando, pure appena cambiansi le

loro proprietà vitali e di tessuto ;


la loro disposizione vascolare e nervosa, le loro fibre

proprie rimangono all’ incirca le stesse. Paragono io studio deli’ anatomìa generale a
quello cui si dà un architetto, il quale, prima di costruire una casa, procura conoscerne
partitamentc tutti i materiali isolati che deve adoprare ;
a quello del chimico, il quale
innanzi di conoscere i differenti corpi composti, esamina isolatamente gli elementi che
lì costituiscono ;
che prima di cercare, ad esempio, le proprietà dei sali neutri vuole

conoscere i loro radicali. Codesto studio richiede adunque un’ astrazione continua,
imperocché niun tessuto semplice non esiste separatamente, tutti sono combinati in
numero variamente considerabile.
%

L’anatomia descrittiva esamina gli organi quali natura ne li presenta; ricerca essa

dapprima le loro forme esterne, la posizione, la grandezza, la direzione di loro, ed

altre simili cose; poi penetrando nella struttura di essi, esamina il numero dei sistemi

che concorrono a formare ognuno di essi, e le particolari modificazioni che siffatti

sistemi possono assumervi; da ultimo, si occupa essa delle correlazioni di codesta strut-
tura cogli usi. La sola anatomia descrittiva forma F oggetto delle dissezioni ordinarie ;

chi cerca conoscere gli organi col coltello si rassomiglia all’architetto che esamina
ogni appartamento di un edifizio, ad un chimico che rintraccia i fenomeni dei corpi
composti della natura.

Giusta siffitla idea generale dell’ anatomia dei sistemi^ e di quella degli organi^
lo studio della seconda dovrebbe evidentemente essere consecutivo a quello della prima;
ecco quanto per anco non si accostumava; imperocché questa appena esisteva prima
della mia opera. Ponevano bensì gli anatomici in cima della osteologia parecchie consi-
derazioni generali sugli ossi, e nell’ incominciamento della miologia, della neurologia,
della arteriologia, della venologia e compagne, diverse generalità sopra i muscoli, i

nervi, le arterie, le vene, e via parlando, ma i tessuti che trovansi sparsi sopra molti
organi a destinazione differente, non erano stati per anco considerati in modo generale.
Non avevasi ancora istituito vcrun riavvicinamento fra tessuti cotanto evidentemente
identici, sebbene situati in parti differenti, quali risultano i tessuti osseo, muscolare.
BISCOIISO PniiLUMINARR 7

arterioso, cl aìialoghì, nei diversi ossi;, nmscoli, arterie, e via parlando. Per tal

ï^uisa, i sistemi fibroso, seroso, mucoso, fibro-cartilaginoso, sinoviale, capillare, esalante e

i^landoloso, non avevano tuttavia prodotte quelle considerazioni generali che avevano
originato il maggior numero degli altri. Si confondevano i due sistemi muscolari, i due
sistemi nervosi; il cartilaginoso era conosciuto soltanto astrattamente. Credo adunque
avere presentato un lavoro di qualche utilità tacendo precedere la storia isolata di ognuno
di questi grandi materiali che entrano nella struttura degli apparati, alla descrizione dei

medesimi apparati. L’ anatomia generale è sotto .tale aspetto una introduzione essenziale

air anatomia descrittiva.

Panni ora avere fissato con precisione i limiti delP una e dell’altra; è di mio
intendimento occuparmi della seconda che formerà P argomento della presente opera.

Si suole comunemente dividere P anatomia in osteologia, miologia, angelologia,

neurologia e splancnologia ;
l)asta però uno sguardo superficiale dato agli organi per

mostrare la manchevolezza di tale divisione, la quale separa parecchi organi che do-

vrebbero essere uniti, ed unisce molti altri che amerebbero andare disgiunti; è forse

lecito, verbigrazia, isolare il cuore dai vasi sanguigni, il cervello dai nervi? Eppure gli

uni appartengono alla splancnologia, gli altri alP angelologia ed alla neurologia. Nella

splancnologia i visceri sono esaminati per ordine di regione, vale dire nella testa, nel

collo, nel petto, nell’ addomine ;


ne avverrebbe quindi che la bocca e l’esofago si trove-

rebbero separati dallo stomaco ;


che P organo del tatto non andrebbe più congiunto a

quelli dell’ udito, della vista e simili. Nell’ epoca in cui gli usi degli apparali organici

erano per anco un mistero, potevaiisi distribuirli per regioni; ma oggidì che conosciamo
lo scopo a cui tende P azione di ciascuno, oggidì che l’ anatomia descrittiva costituisce
soltanto il primo passo nello studio delle funzioni, cpieste stesse funzioni deggiono ser-

virne u dividere gli apparati che le eseguiscono. Così P alunno rinviene già nelle sue

divisioni anatomiche una introduzione alla fisiologia; si abitua esso a considerare, per
così esprimerci, gli organi in azione, a non vedere in quelli che disseca altrettanti corpi

inerti, isolati, il cui studio risulta tanto fastidioso allo spirito, quanto sono essi stessi

ributtevoli ai nostri sensi.

Molti anatomici compresero la importanza di queste considerazioni; riunendo sempre


Hallero la descrizione degli organi all’esame delle funzioni, fu per necessità condotto al

modo di divisione da me indicato; siffatto modo è pur quello seguilo da Soemmering


nel suo Trattato della struttura del corpo umano. Anche Cuvier e Dumeril scelsero le

funzioni per carattere della classificazione degli organi animali, lo terrò eguale condotta,

essendo dessa la unica che possa essere adottata nello stalo attuale «Ielle nostre cognizioni.
Assumendo a direzione le funzioni per classare gli organi, è evidente che le divi-

sioni anatomiche deggiono variare quanto le fisiologiche. Ora, le seconde, come è noto.

differiscono in molti autori. Ne’ miei corsi di fisiologia ne ho adottata una che panni
avere qualche vantaggio, e che ho indicalo nella mia opera sulla vita e sulla morte. La
unilormita richiede che io l’applichi alla classificazione degli apparali.

Livido adunque gli apparati in tre classi; quelli della vita animale, destinali a
porre l’animale in corrispondenza coi corpi esterni, a ricevere la impressione di questi
colpi, ad allontaiiarnclo o ad avvicinamelo c .simili; 2. a quelli della vita organica, aventi
8 DISGOUSO FR,ELIMIN’ARE

in ispcclailtà per oso di comporre e decomporre il corpo, di togliergli i materiali che

lo formarono durante un certo tempo, e di somministrargliene di nuovi; 3 a quelli della


.

generazione, che, puramente relativi alla specie, sono per così dire estranei all’ individuo,

cui le due prime classi di apparati contemplano esclusivamente.

Gli apparati della vita animale sono quelli i.° della locomozione; 2P della voco,

d(jppio mezzo col quale l’animale comunica volontariamente coi corpi esterni che ope-

rano sopra di esso mediante i sensi esterni; 3 .° di siffatti sensi esterni, che ricevono le

ijupressloni esterne; 4 ° senso interno, che percepisce tali impressioni, le riflette, le

combina, ed assume in conseguenza alcune volizioni ;


5 .*^ della trasmissione del senti-

mento e del movimento, che stabiliscono comunicazioni fra i sensi esterni che ricevono,

ed il senso interno che pjerceplsce le impressioni, tra questo che prende la volizione, e

gli apparati vocale e locomotore che eseguiscono codeste volizioni.

Gli apparati della vita organica sono; i.^ quello della digestione, che elabora in

primo luogo la sostanza nutritiva ;


2.® 1’ altro della respirazione, che attinge nell’ aria
.

varii principil necessarii pel sangue all’ oggetto di nutrire gli organi, e ne rigetta altri ;

3 .*^ della circolazione che porta a tutti questi organi la sostanza nutritiva ; 4° ^ell’ as-

sorbimento, che ne lo riporta, e che toglie ad


.
un tempo da diverse superficie i fluidi
2.
che vi sono depositati; 5 .® della secrezione, che rigetta all’esterno il residuo nutritivo,
mediante fluidi, i quali dapprima servono ad altri usi della umana economia.
Gli apparati dalla generazione sono i.® quello tlell’ uomo ;
2P l’altro della donna;
3 .^ quello prodotto dalla unione dei due sessi.
4.

1.
4.
2.

APP/V.RÌTI DELLA
1.
VITA ANIMALE
2.

Degli ossi e delle loro dipendenze.


Locomotore . . . .
!

t
*^
Dei muscoli e delle loro dipendenze.
2.^ Vocale ....... (
Della laringe e delle sue dipendenze.

Dell’ oochio.

2P Dell’ orecchio.

3 .*^ Sensitivo esterno . . 3 ® Delle narici.


APPARATI *^
Della lingua.

5 ® Della pelle e delle sue dipendenze.


° Del cervello e delle sue membrane.
^ Sensitivo interno . .

° Del midollo spinale e delle sue membrane.


5 ® Conduttore del senti- ® Dei nervi cerebrali.

mento e del movimento. ® Dei nervi, dei gangli.


DISCORSO l’RCI.,)MINARE ‘)

APPARAI! rVELLA VITA ORGANKwV

/'
iT Della bocca.
I 2 .° Della faringe e dell’ esofago,

3.° Dello stomaco.


I
I T Digestivo . . .

4-^ Degl’intestini tenui.

5.^ Degl’intestini crassi.


I

^
6.*^ Del peritoneo e degli epiplooni
i.^* Della trachea-arteria.
Respiratorio .

! 2 .^ Del
.
polmone e della sua membrana.
i.*^ Del cuore e della sua membrana.
APPARATI {
.
2 .® Delle arterie.
3T Circolatorio .
.

3.^^
.
Delle vene del sistema generale.

I [\P Delle vene del sistema addominale.

4T Assorbente .
iP Degli assorbenti.
,

Ì
2 .° Delle glandolo degli assorbenti.
2.
1.
I.® Delle vie lagrimali.

2 .® Delle vie salivali c pancreatiche.


5T
3. Secretorio S 1.
3.® Delle vie biliari e della milza,

Ì 4-'^ Delle vie orinarie.

APPARATI DELLA GENERAZIONE

1 ® Del testicolo, delle membrane e del serba-

I.® Mascolino loio di esso.


® Della verga.

APPARATI ® Degli organi esterni, e della vagina.


2 ® Femminino
2 ® Dell’ utero e delle sue dipendenze.

® Prodotto dall’unione ® Delle membrane e della placenta.

dei due sessi. 2 ® Del feto.

E questa la divisione anatomica che adoprcrò nel presente lavoro; sono lontano
dal presentarla come quella della stessa natura ; le nostre funzioni riescono isolale le

une dalle altre ; le animali, le organiche, e quelle della generazione si mostrano bensì
caratterizzate da attributi cotanto distinti da essere i loro limiti veramente naturali ;
ma
la cosa non procede già così riguardo agli organi; natura si giova spesso degli stessi

per funzioni affatto diverse ; la pelle appartiene pel latto alla vita animale, per la esala-

zione del sudore alla vita organica. Le narici sono la sede delle^secrezloni, atteso le loro

glandole mucose, e dell’odorato mediante le loro papille; le mammelle, il teslioolo, seb-

bene separino fluidi estranei alla conservazione dell’ individuo, operano tuttavia come
le glandole epatiche, renali, salivali, la cuÌ destinazione è evidentemente relativa alla sua
Encicl. Med. T. 1. 2
IQ BISCOnSD PRELIMINARE

milrizîone; tale è la immediata comicssione che unisce i due sistemi nervosi, clic fui

costretto collocarli rimo a lato delPaltro, sebbene le funzioni delfuno appartengano alla

vita esterna, e cpielle delP altro alla vita interna, e via discorrendo. Per tal guisa in

tutte le classificazioni colle quali vogliamo assoggettare i fenomeni naturali al corso dei

nostro intelletto, rinveniamo infinite eccezioni le quali provano ad ogni istante che na-

tura, nella costruzione delle sue macchine, nasconde P ordine ammirabile eh’’ essa segue

sotto apparente confusione, la quale d’altronde non ne sembra tale se non in quanto

il nostro intendimento non è tanto vasto da abbracciare con un solo sguardo il com-
plesso dei suoi procedimenti. Decomponiamo del meglio che per noi si può siffatti pro-
cessi; li classifichiamo giusta la maniera per noi più comoda per istudiarli ;
ma le nostre
ripartizioni, per quanto perfette sieno, suppongono sempre la debolezza del nostro con-
cepimento. Medesimamente la cortezza di nostra vista ne costringe ad esaminare succes-

sivamente ciascuno degli oggetti componenti un vasto piano, invece di abbracciarli tutti

col medesimo sguardo ;


così pure all’ oggetto di bene percepire una sensazione facciamo

astrazione dalle altre che vengono ad un tempo ad impressionarne. Non ne conviene


adunque compartire esagerata importanza a cpiesta o ad altra classazione; la imperfe-

zione è della essenza di tutte, in ispecialità se discorri di quelle spettanti alla economia
animale. Bisogna adunque riguardarle soltanto come una guida pel nostro debole con-

cepimento, e non come un quadro preciso del corso della natura; sotto questo aspetto
mi feci a presentare quella testé indicata; e qualunque altra potrebbe al certo condurne

allo stesso scopo. Dalle classificazioni anatomiche passo ora ai metodi descrittivi.

III. Gli anatomici si crearono per gli organi diversi metodi di descrizione, i quali

presentano due inconvenienti opposti; gli uni esagerarono di troppo le particolarità

descrittive, mentre gli altri ne hanno soverchia diffdta. Bisogna pur dirlo, che natura
diventa ribultevole tutta volta che la si mostri rivestita di formule cotanto minuziose,
in cui ogni organo li si presenta geometricamente circondato da angoli, da facce, da
orli, ed altre cose analoghe; in cui non iscappa alla descrizione veruna prominenza,
ninna infossatura, quasi dirotti nessuna fibra; in cui da ultimo tale è il numero delle

<livisioni e suddivisioni, da riescire spesso più lungo lo annunciarli che descrivere gli

oggetti cui esse devono classare. Simili a quelle pitture nelle quali non si distingue cosa

veruna a forza di vedervi trojipo, codesti metodi diventano confusi per voler farli risid-

iare esattissimi; opprimano il genio, senza alleviare la memoria. Che importano d’al-
tronde tutte queste eccessive particolarità descrittive? La fisiologia non ne ritrae verun
S'occorso, dacché essa si occupa unicamente dei rapporti generali. Le funzioni di un
muscolo soiio desse per avventura meno conosciute, dacché i suoi filamenti arjcriosi c

venosi non vengono scrupolosamente computali? siffillo modo di descrizione é eviden-

temente estraneo ai progressi della medicina. Polrebbesi forse credere che esso inoltri

quello della chirurgia; ma se esamini ogni operazione vedrai lo strumento rispettare i

tronclìi, ed interessare indifferentemente i rami; vedrai le principali prolidieranzc degli


ossi guidare quella mano che riduce una frattura ;
ma non somministrarle veruna indi-
cazione le leggere superficie ed ineguaglianze di essi. Riconobbe Dcsault questa verità;
ed ove egli avesse continualo ad insegnala^ avrebbe allenalo egli stesso (picll’ cdifizio

che aveva penosamente cretto.


DISCORSO PRELIMINARE t l

^^e conviene però procedere eoa cautela, conciossiaehè (


giova ripeterlo )
T anatomia
Jia da temere due scogli; da un lato i soperclnevoli ragguagli, dall’ altro la esagerata

precisione. 11 quadro troppo piccolo lascia soltanto sospettare il prospetto che contiene;

e così pure un metodo soverchiamente conciso non presenta che per metà gli oggetti che

abbraccia. Quegli autori che scarseggiano in ragguagli grafici, che indicano in vece di

descrivere gli organi, che mostrano soltanto in compendio gli oggetti che certamente

dissecarono unicamente in via sommaria, che vogliono giungere alla conoscenza delle
funzioni senza avere percorso la via che vi conduce, siffatti autori diverranno per certo
più nocevoli alla scienza di coloro che incappano nell’eccesso opposto. Torna meglio pel

fatto inoltre sapere troppo, che non conoscere abbastanza; imperocché in argomento di

descrizione, la memoria lascia presto scappare gli oggetti secondarii, per ritenere soltanto

i principali. 11 bene adunque si trova fra questi due estremi, la diffusione e la conci-

sione estrema; col distare egualmente da ambidue rinverremo il vero modo d’insegnare.

11 metodo di Desault, che fu uno dei più generalmente adottati in questi ultimi

tempi, non è già il mio^ dacché esso strascina nel primo di siffatti inconvenienti. D’al-

tronde non presenta esso altro che la stessa formula applicabile generalmente a qua-

lunque organo, mentre che le forme, la natura dei diversi organi variando mirabilmente,

ogni apparato deve quasi avere un differente modo descrittivo. Confesso però che
andiamo debitori d’assai a codesto metodo, cui l’opera di Gavard presentò in ogni
sua particolarità. Introdusse esso nell’anatomia descrittiva tanta esattezza che le era dap-

prima estranea ;
provò esso specialmente cpianti vantaggi presenti al chirurgo la nozione
precisa dei rapporti di posizione degli organi gli uni cogli altri; e quindi nelle mie
descrizioni conservai sempre lo sponimenlo di tali rapporti; costituisce esso Azeramente,

come dissi, V anatomia chirurgica.


Se tale maniera di considerare l’ anatomia, se la massima esattezza nelle descrizioni,

se il prospetto fedele di tutti i ragguagli, fossero le uniche condizioni imposte a colui

che scrive sopra di cjuesta scienza, io non avrei intrapreso questo libro ;
conciossiaché

quello di Boyer non lascia nulla da desiderarsi sotto codesti aspetti, i eguali certamente
sono i più importanti, ma ai quali devonsi associare tuttavia alcuni altri. Conviene spar-
gere sopra di un arido argomento alcune considerazioni che ne scemano il fastidio.

Sabatier che comprese siffatta verità, fondò in parte sopra di essa l’interesse d’altronde

cotanto giustamente meritato di sua opera. Bisogna inoltre congiungere all’anatomia


dell’adulto l’anatomia comjrarata delle diverse età; ciocché feci per ogni apparato; é

questo un ramo di notomia quasi nuovo. I movimenti degli animali presentano una
classe di funzione, il cui ragguaglio si associa d’ ordinario alla esposizione degli organi che

gii eseguiscono; ho trattato di questi movimenti tanto nella descrizione degli ossi, quanto
in cpiella dei muscoli con tanta larghezza estranea per fino al celebre Winslovv, uno
<legli anatomici che maggiormente avanzarono siffatta parte della umana descrizione.

Non parlo delle considerazioni diverse che affibbiai agli altri apparali, posciaché esse mi

slrascinerelibcro in particolarità superflue ; e passo alla nomenclatura.

IV. 11 linguaggio influisce fin ad un cerio punto sullo studio delle scienze.

desso, dice Condillac, un vero metodo analilico die ne dirige tanto più sicuiamenie
quanto più é esalto •>’>.
Sifftlla esattezza nelle scienze di raziocinio consiste nel non
1 2 Pïsconso pnr.T,TMîNAUK

esporre altro die idee chiare, precise, convenevoli in tutto, nel non compartire ai Tocaholi

altro che un valore proporzionato a quello delle cose che essi esprimono, i^uante dispute
non si sarebbero evitate se le parole irritabilità e sensibilità avessero presentato a

lutti eguale significato! Dice Bacone, che per rimettere ordine nel pensiero, converrebbe

rifare T umano intelletto ;


un medico filosofo aggiunse, che per rimettere ordine nelfu-
mana intelligenza applicata alle scienze del ragionare, sarebbe d’uopo rifarne la lingua.

Forse ehe la espressione del secondo rinchiude un significato tanto generalmente vero
cjuanto la frase spesso citata del primo. Nelle scienze di descrizione, attaccare delle im-

magini ad ogni nome, incatenare, per così dire, la memoria alla nomenclatura, esprimere
molti oggetti mediante pochi vocaboli, ecco in che consiste la perfezione del linguaggio.

Converrebbe {
siami concesso così esprimermi )
che tale linguaggio fosse un compendio

della stessa scienza. Un libro in questo genere di scienze non dovrebbe quasi contenere

altro che lo sponimento delle denominazioni per tavola di materie.

Bisogna confessarlo, il linguaggio anatomico è lontanissimo da sifiàtta perfezione ;


nato
in ogni secolo, secondo che si conobbero gli organi, ritrasse da ciascuno certo carattere

jìarlicolare. Niun legame di principii, diversità di origini nei vocaboli, mancanza di signi-

ficalo nel maggior numero, errore o puerilità nelle immagini che ti rappresentano, durezza

nella loro espi’essione, difficoltà a ritenerli, ecco in che consiste il favellare anatomico.

Gli antichi, privali per le loro denominazioni di cadaveri umani, cercavano col

nome delle parti farne concepire la immagine ai loro uditori. I confronti erano le sor-

genti sempre facilii, ma di raro felici delle proprie denominazioni. Allorquando si potè
studiare la natura sopra di sè stessa, nacque un’altro sistema di nomenclatura ;
si videro
allora lutti i celebri notomisti consacrare coi propri! nomi, ogni minima loro scoperta;
è questa per certo grande e generosa idea allegare così la durata della propria gloria

a quella della scienza. La rinomanza inscrisse sull’ osso pietroso, meglio ehe sopra di
un marmo logorabile dal tempo, i nomi di Falloppio, di Glaserio, di Ferrein, di Cas-

serio e di altri; ma questi nomi ne rammentano soltanto la parte storica della scienza;

nò dessi ne tracciano già cosa veruna della scienza stessa.

Nè somministrarono alla nomenclatura più solide basi, le considerazioni di gran-


dezza, di figura, di direzione; i vocaboli grande^ piccolo^ privi di oggetto com-
parativo, non presentano allo spirito altro che un’astrazione, mal una immagine; fra i

muscoli lunghi del collo e del dorso, retti del basso-ventre e della testa, il nome non
pone veruna differenza.

Non evvi adunque altra sorgente feconda di denominazioni che la considerazione

della positura ;
cimentaronsi alcuni antichi di attignervi, e la nomenclatura della mag-
gior parte dei muscoli del collo attestano in questo j)unto il vantaggio dei loro sforzi;
solo però in questi ultimi tempi si generalizzò quanto essi avevano applicalo unicamente

ad alcuni organi. Propose Vicq d’ Azyr una riforma anatomica, cui eseguì per varie
parti; e Chaussler pratlcolla per tutte; ma io non credetti poter ancora adottare veruna
specie di riforma consimile in un’ opera elementare, Li quale potrebbe essere adoperala

dagli alunni di molte scuole differenti. Nelle scienze, in fatto, del pari che nel commer-
cio della vita, si sa essere la lingua una cosa di convenzione, che certo vocabolo im-
ju'oprio risulta migliore, perciò solo che si convenne intorno ad esso, di quello che
DISCORSO rRELiaiTNARR I 3

un altro maggiormente dicevole non consacrato dall’ uso. Non mi pare poi che gli ana-

tomici sieno per anco convenuti fra loro di adottare nn nuovo linguaggio ; F antico è
quello di tutti i professori di Parigi, eccedo anche dei dipartimenti; è quello delle opere

francesi e straniere che comparvero in questi ultimi anni; coloro stessi che tentarono

riformare P anatomia, non andarono d’ accordo intorno siffatto argomento ;


DuraeriI,

Cliaussier, Dumas, non seguirono identico cammino, mirando pure a pari risultamento.

Laonde sarebbe per mio avviso necessario, d’ intendersela sopra di tale punto, come
fecero i chimici per la loro nomenclatura, la quale si è perciò rapidamente accreditata.
Nell’ aspettativa che si verifichi questo mio voto, toglierò dall’antico linguaggio le

denominazioni troppo bizzarre, per sostituirne loro altrCi, che piglierò a prestito da
Cliaussier, o che creerò io stesso. Credo che se esistano lavori intorno a cui debba
occuparsi una riunione di scienziati, sieno per 1’ appunto quelli di questo genere.

V. Alla scelta del metodo si aggiunge nell’anatomia la scelta dell’argomenlo sul quale
si studia. Gli antichi, ridotti a rintracciare negli animali la rassomiglianza della nostra

organizzazione, non avevano sopra di essa altro che cognizioni congetturali. 11 pregiudi-

zio poneva davanti loro tali difficoltà, cui la ragione non valse a superare se non dopo
molti secoli; solo allora fu dato studiare l’uomo sull’uomo stesso; divenne questa la

epoca delle grandi scoperte ;


ma presto stancaronsi gli ingegni di leggere nel libro della
natura; la immagine fu sostituita alla realtà, e le tavole diventarono pel notomista il

mezzo principale di conoscere la struttura animale; mezzo illusorio meno encomiato, a


dir vero che nel secolo passato, ma che ha pure tuttavia molti partigiani.
Le tavole non ne presentano gli oggetti altro che sotto un punto di vista ; bisogna
o moltiplicarle dispendiosamente, o limitarsi a cognizioni incompiute. Dal numero di
quelle pubblicate da Vicq-d’ Azyr sul cervello, puoi giudicare della quantità che ri-

chiederebbe il complesso del sistema. Ma ove pure ogni cosa fosse lodevolmente rap-
presentata, a che ridurrebbesi per noi i loro vantaggi? alle conoscenze di posizione, di

grandezza, di figura, di direzione ;


rimarrebbero sempre da impararsi il maggior numero
dei rapporti degli organi fra loro, la densità, la struttura di essi. D’altronde, per vedere
tutto in una tavola fa di mestieri un occhio abituato al disegno, come per intendere
ogni cosa nel canto evvi bisogno di orecchio esercitato nella musica. Lo studio del

mezzo dovrebbe adunque precedere qui quello della scienza ;


ma non bastano forse le

difficoltà presentate dall’ una senza aggiungervi inoltre le lungagini dell’altro?


Arro gi a tutto questo l’ inconveniente di non abbracciare tutto collo stesso sguardo,
di non formarsi altro che idee isolate, di non istudiare, per così dire, un organo se non
che a parti, e vedrai essere le tavole soltanto monumenti di lusso, in cui un esterno
sfolgorante e pomposo nasconde un voto reale, e tornano al più giovevoli per rintrac-
ciare immagini altre volte attinte dalla natura, o per rappresentarci quelle delle quali
non possiamo procurarci il modello, come nell’ anatomia comparata.
Se talvolta la rassomiglianza potesse supplire alla realtà, non sarebbevi certamente
cosa superiore alle figure in cera; esse ne dipingono il maggior numero degli attributi

che le tavole lasciano scappare. Ti si rinviene tutto ciò che si riferisce alla solidità

delle parti ;
espongonsi con esattezza i loro rapporti. Più fedeli delle parti dissecate, la

cui grossezza si perde allorquando evaporansi i loro fluidi, più esatte dei pezzi che
j/j, DISCORSO raEM>lI\AKE

r alcool ne IrasmeUe inJurendoli ed impiccolendoli, spingono fin alla illusione la

espressione delle forme esterne. Al primo sguardo, certi gabinelli anatomici sembiamj
i templi della natura. Alcuni artisti dei nostri giorni mentirono più volte con arte tale,

da illudere gli oecbi dei curiosi che ammiravano le loro opere. Il tutto però svanisce
sotto la mano che tocca F oggetto; non si rinviene più verità nell’arrendevolezza, nella

durezza, nella intima organizzazione delle parti. Nell’ anatomia le nostre sensazioni de-

vono nascere tanto dal latto che dalla vista; ora nel pezzo in eera, ogni cosa è data

alla seconda, nè havvi nulla pel primo.

Lasciamo adunque siffatto mezzo d’ istruzione in cjue’ gabinetti chela curiosità inric-
chisce a grandi spese, ove la scienza non si abbellisce sulla sua superficie se non che per-
dendo in profondità, e che, inutile per colui che sa, risulta nocevole per quegli che non sa.

L’ organizzazione va studiata nei corpi organizzati ; essi soli ne presentano la verità ;

il rimanente non è altro che prestigio ;


qui F ispezione forma F oggetto principale, del
pari che nel maggior numero delle scienze fìsiche; bisogna vedere la natura, e non
impararla. Le immagini non sono durevoli se non quando siano ripetute ;
la prima
fugge, la seconda è confusa, spesso la terza non riesce distinta. I sensi ne possono istruire
meglio dei libri ;
io paragono i libri nell’ anatomia a quegli occhiali che posti tra il

nostro occhio e gli oggetti, li diminuiscono o gli ingrossano, gli abbelliscono o gli

sfigurano, e di raro ne li rappresentano quali essi sono in natura. I libri possono


dirigere le nostre ricerche sul cadavere, non mai però supplire a questo. Giudicare
delle parti soltanto colla scorta delle loro descrizioni, torna lo stesso che sentenziare
sopra di un quadro senza levare la tela che lo copre.

Dissecare in anatomia, esperimentare in fisiologia, seguire i malati ed aprirne i

cadaveri in medicina, ecco la triplice via fuori della quale non può esservi notomico,

fisiologo, medico. Contempla tutti i grandi uomini il cui nome è inscritto nei fisti di

queste scienze, e vedrai che essi seguirono sempre siffatto cammino. Che se io mi trovo
distante da loro nel buon successo, oso dire trovarmi sulle loro peste riguardo ai lavori.

Fin qui ho interrogato la natura più sul cadavere che nei libri anatomici, più negli

organi degli animali viventi che nei libri fisiologici; e dacché studio medicina, me ne
occupai più al letto degli infermi o nelle autossie cadaveriche che nei libri dei medici.

Sono però lontano dal non concedere alle scoperte di ciascuno il pregio che si

meritano, e molto meno di osservare sopra tali scoperte un affettato silenzio, scrivendo
intorno a materie delle quali esse sono l’oggetto; ma nell’anatomia descrittiva, tutto
fu tanto ripetuto, si citarono così spesso gli autori di ogni si'operta, che quanto era

giustizia e dovere in un’ epoca meno inoltrata della scienza, diventa oggidì semplice
lusso superfluo di erudizione ;
non è più altro che un monumento istorico cui bisogna,

alla nostra epoca, togliere scrivendo ;


devesi separare la storia della scienza, e presentare
la sola scienza riguardata in sè stessa. E se per giungere a tale scopo bisogna adottare
uno stile preciso e rigoroso, verificare scrupolosamente ogni oggetto descritto, non
arrischiare veruna frase non giustificata dalla dissezione, spero non esservi lontano. Mi
fiducio altresì che i volumi i quali terranno dietro a quelli in cui tratto degli ossi e

dei muscoli, proveranno che prima della presente opera rimanevano per anco d’aggiun-
gei’si molle cose a quanto si conosceva intorno all’ intima struttura delle viscere.
DISCORSO rRKLniIiVAUE ! 5

ìNelle Jìiie dissezioni del pari t:lie nelle mie espeiienze-, ebbi sempre la preeanziinie

di credere e riporlarmi sollanlo a me stesso, sotto il quale aspetto vado debitore di

molti ringraziamenti a pareccliie persone che mi assistettero nelle dissezioni necessarie

per le descrizioni di quest’ opera; io nominerolli per caglon di onore successi vamen le
m ogni volume per ordine; in tanto qui lo tarò per Io studente medicina, Roux, che

Santo bene mi secondò.


ANATOMIA ©ESCMTTIVA

PARTE PRIMA

APPARATI DELLA VITA ANIMALE

CONSIDEEAZIONì GENERALI

Î vari apparati della animale si


Ad ta Clini caratteri distintivi da quelli degli appa-
f1ÌA'idono, come già accennammo nelle nozioni rati della vita organica, ed anche delle funzioni
preliminari, in cinque ordini, relativi, il pri- della generazione, caratteri che li separano ^e b
mo alla locomozione, il secondo alla voce, il differenziano da essi in notevole matiiera. E di
terzo ai sensi esterni, il quarto ai sensi inter- somma importanza indicare codesti caratteri,
ni, il quinto alla comunicazione del sentimento che, indipendentemente da quelli delle fun-
e del moto. zioni, servono a dimostrare che la classifica-

§ J.
Proporzione degli apparati zione degli organi da noi adottata non s’ ap-
della animale con
oita quelli della vita poggia ad attributi accennati inconsiderata-
organica. — Questi cinque ordini d’apparati mente, e dedotti piuttosto dall’ inunaginazione
costituiscono, nel loro complesso, una massa che dalla natura.
più rilevante assai di quella degli apparati della Carattere /. — Tutti gli apparati organici di
Anta organica, i quali, concentrati specialmente questa vita sono simetrici, vale a dire, ciò che
nel torace e neiraddoraine, mandano alle altre le perliene da un lato della linea media ras-
parti soltanto alcuni prolungamenti assai in- somiglia perfettamente a quello che dipende
feriori in volume che spettano, in co-
a quelli da essa dall’ altro lato di codesta linea. 11 pri-
deste regioni, alla vita animale. —
Tutta la mo ordine composto di ossa , di muscoli e
testa, la maggior parte degli organi del collo, delle loro dipendenze, presenta evidentemen-
la spina, il bacino in gran parte, ed i quattro te siffatta disposizione;
il secondo, costituito

arti, dipendono particolarmente dalla vita ani- dalla sola laringe, la possiede costantemente in
male; le divisioni degli apparati vascolare, as- parte il terzo, formalo da tutti gli organi dei
;

sorbente, ghiandolare che vd si trovano, sono sensi, non è giammai irregolare; il quarto ed il
poco in confronto delle ossa, dei muscoli, del quinto, unioni dei nervi cerebrali e del cervel-
cervello, dei nervi, degli organi dei sensi, e lo, non hanno parimenti alcuna ineguaglianza,
delle dipendenze di tali apparati. —
Si giudi- eccettuato quando quest’ ultimo mandi pro-
chi da ciò cosa sarebbero stati quegli enormi lungamenti agli organi della vita nutritiva. E
vegetali che s’innalzano dal seno della terra, se per siffatta guisa, a cagione d’esempio, che
la natura vi avesse aggiunto masse d’ apparati le due estremità dei nervi dell’ottavo pajo
della Ad ta animale proporzionati a quelli della non si rassomigliano esattamente che le di-
;

vita organica che loro spettano e se essa


;
stribuzioni degli stessi nervi ai polmoni non
avesse accresciuto questa vita organica di tutti sono perfettamente le stesse, e via discorren-
gli òrgani principali che diede agli animali di do. — In tutti questi varii ordini d’apparati,
più che. ai vegetabili, quali sono quelli della di- talora v’ ha un solo orgemo, tal altra ne esi-
gestione, della grande circolazione, delle mag- stono due della medesinia specie. Nel primo
giori secrezioni, come quella dell’ orine, della caso, l’organo unico si trova sempre situato
bile, ed altre analoghe. sulla linea inedia, e le sue due metà si ras-

^ IL — Caratteri generali degli appa- somigliano esattamente. Nel secondo caso,


rati della vita animale. —
Gli apparati della i due organi sono in varie maniere lontani
vita animale hanno, in quasi tutte le‘specie vi- da codesta linea, mia sempre si rinvengono
rine all’ uomo per la loro configurazione, al- ad eguali distanze, hanno la stessa direzione,
Encicl. lìled. Ï. I.
i8 CONSIDERA'/, IC NI SrCLl ArPAr.ATI

Jorma e striUlur:*. e non possono mai dhi- che spesso era abLondanlissima, accadcV'a da
dersi in due metà consimili. — Da questa legge un solo lato, e finiva esattamente sulla linea
di configurazione di tutti gli apparati della media. Barthez cita un’itterizia che presen-
\'ita animale, risulta che F uomo e gli ani- tava lo stesso fenomeno.
ìnali vicini si possono considerare come de- Carattere IL — Siccome tutti gli organi
rivanti da due metà simmetriche unite F una dellavita animale si rassomigliano da un lato
alF altra sulla linea media, ed indipendenti, all’altro, così le loro funzioni sono parimenti
sino ad un certo segno, F una dalF altra. Si analoghe; esiste fra esse perfetta armonia un ;

nota codesta indipendenza in modo mani- occhio vede, un orecchio intende, una pitui-
lestissimo in certe paralisi di moto o di sen- taria sente, come l’occhio, l’orecchio, la
so, che colpiscono soltanto uno dei lati par- pituitaria del lato opposto. Fra i due emi-
zialmente od in totalità, rimanendo intatto sleri del cervello, i due lati del sistema ner-

r altro lato. Allora F uomo da una parte è voso , dei muscoli, della laringe, v’ha la
semplicemente vegetabife, mentre che dal- stessa armonia. Senza di cpiesta, la vita ani-
l’ altra conserva tutti i suoi diritti alF ani- male non potrebbe compiersi regolarmen-
malità, Gli animali che, come F ostrica e le te; noi vedremmo male, se un occhio fosse
specie non sono sottoposti alla linea
vicine, più forte dell’altro: concepiremmo male, se
media, non devono offrire, almeno distinta- un emisfero si trovasse più regolarmente or-
mente, codeste infermità nelle quali la metà ganizzato; la locomozione riescirebbe imper-
del corpo è il termine ove finisce, e F ori- fetta, se i muscoli di un lato fossero jdìù ro-

gine ove incomincia la facoltà di sentire e di busti di quelli del lato opposto, e così di-
muoversi. — lo suppongo che questa legge scorrendo. Appunto per evitare questa discre-
di simmetria nella configurazione degli organi panza d’ azione la natura assai di rado crea,
esterni delFuomo, e delle specie vicine alla nella vita animale, aberrazioni di struttura,
sua per la perfezione, dipenda essenzialmente e varietà di posizione; mentre che nella vita
dai nervi, dal cervello e dai muscoli e che ;
organica, osserviamo continuamente varia-
gli altri organi, come le ossa, i legamenti, zioni nella milza, nel fegato, nei reni, ed in
sieno simmetricamente disposti nella vita ani- altri visceri, che non solamente sono in vario
male, solo per adattarsi configurazione
alla grado voluminosi, di differente densità, ma
dei primi. Questo dubbio mi nasce: i. per- per anco variano frequentemente nella loro si-
chè le malattie dei nervi presentano soltanto tuazione, nello stato di dilatazione o di strin-
codesta divisione assolutamente reale, ove un gimento in cui si trovano. 11 cervello, i nervi,
lato può essereammorbato, rimanendo intatto i muscoli, i sensi, e simili conservano quasi

l’altro; per via d’esempio, non v’ha nelle sempre le stesse forme, ed eguali proporzioni.
malattie delle ossa, dei legamenti, delle carti- INulla di pili raro della varietà degli organi io
lagini, e d’altre parti analoghe, cosa che ras- codesta vita. Se si notino differenze di volu-
somigli a quelFosservabile fenomeno delle con- me, diforme, di forza, immediatamente le
vulsioni o delle paralisi , nelle quali la linea funzioni ne soffrono lo strabismo è l’effètto
;

media separa un lato in cui nulla v’ha d’al- della irregolarità degli occhi; l’udito falso,
terato , da un altro nel quale tutto si trova cjuello della discordanza delle orecchie si giu- ;

turbato. 2 Allorché i legamenti, le cartilagi-


. dica malamente, quando due emisferi non
i

ni servono alla vita organica, come, a cagion vanno d’ accordo, e così discorrendo. AlF op-
d’esempio, all’estremità della trachea, essi posto, le varietà del fegato, della milza, non
divengono irregolari. 3. Si danno organi co- influiscono minimamente sulle loro funzioni.
muni alle due vite, che sono alternativamente — Questo secondo carattere degli organi della
irregolari o simmetrici, secondochè spettano vita animale deriva adunque immediatamente
all’ una od all’altra vita; quindi la superficie dal primo, cioè dalla simmetria di codesti or-
mucosa superiore, simmetrica alle fosse na- gani, simmetria necessaria alle loro funzioni,
sali, alla bocca, diventa irregolare nello sto- e che il minimo cangiamento di configurazio-
maco, nelle intestina ed in altre situazioni. — ne tui’berebbe.
Questo carattere di simmetria, atiributo spe- Carattere III. — Si può considerare co-
ciale della vita animale , influisce talvolta me carattere generale degli apparati organici
particolarmente sulle funzioni interne, quan- della vita esterna la rarità delle loro alterazio-
do gli organi della vita animale servono ad ni organiche, vale a dire, delle lesioni della lo-
eseguirle. Pervia d’ esempio, la pelle, a ca- ro struttura, paragonata alla frequenza di tali
gione del tatto, appartiene alla vita ester- infermità nella vita nutritiva. Quanto è fre-
na quindi è simmetrica. Come sede dell’esa-
;
quente osservare il polmone, il cuore, il fega-
lazione del sudore, essa dipende parimenti to, il rene alterati, altrettanto è straordinario
dalla vita interna ; ora spesso codesta funzio- vedere il cervello, i nervi, i muscoli, ed ana-
ne è sottoposta alla linea media; vidi già due loghi essere la sede di codesta sorta di malat-
emiplegie notevoli, perchè la traspirazione, tie in cui il tessuto dell’ organo ammorbato
APPABATü DELLA LOCOMOZIONE i‘J

assuDie un carattere assoliitaiueiite diverso da r edilizio osseo ; muscoli , non


mentre che i

quello che gli è naturale. E questa un’ osser- contribuendo alla solidità del corpo, non ave-
vazione confermata continuamente dalla pra- vano d’uopo di formare un complesso tanto
tica neiìli ospitali, e che F apertura dei cada- resistente. —
D’altronde, eccettuate le ossa,
veri, negli anfiteatri, mi dimostrò meraviglio- non si trovano negli organi, destinati soprat-
samente; per un cervello, a cagion d’esempio, tutto alla vita animale, che il cervello, la pel-
che si trova ammalato, si contano venti fegati, le, la lingua, e qualche cartilagine delle larin-

altrettanti polmoni e forse anche più, un poco ge, che esistano in tal maniera soli e simme-
meno di cuori, di reni, e d’ altri visceri ana- tricamente sulla linea media; i nervi, gli altri
loglii, ma sempre in numero sufficiente per organi dei sensi, sono tutti collocati lateral-
potere stabilire una sproporzione manifesta mente, e disposti a paio. Nel cervello, codesta
cogli organi della vita animale. Non ricercherò particolare clisposizione deriva da ciò eh’ esso
in tal luogo da che dipenda siffatta differenza; deve essere il centro unico delle sensazioni e dei
sopra codesto subbietto esposi varii cenni nel- movimenti, che quasi tutti sono doppii; e nel-
V Anatomia generale. la laringe, essa dipende dalla stessa causa che
nello scheletro, vale a dire, dalla solidità ne-
APPARATO DELLA LOCOMOZIONE cessaria alle pareti di tal cavità; se ne concepi-
sce facilmente la ragione per la pelle e la lingua.
Considerazioni generali. Differenza II. —
La seconda delle diffe-
renze generali che caratterizzano i due generi
L’apparato della locomozione si divide, dell’ apparato locomotore, si è che le ossa, ed
come già indicato abbiamo, in due generi, l’uno anche gli organi costituenti le loro dipenden-
composto degli organi passivi di codesta fun- ze, sono in numero molto più esattamente de-
zione, l’altro deMi organi attivi le ossa eie ;
terminato dei muscoli. I limiti di ciascun osso
loro dipendenze sono i primi, ed muscoli col- si trovano, in generale, molto più rigorosa-
i

le loro connessioni costituiscono i secondi. mente fìssati di quelli di ciascun muscolo. —


Questi due generi dell’apparato locomo- L’arte è spesso costretta a stabilire fra i musco-
tore hanno i caratteri comuni di tutti gli ap- li divisioni non tracciate dalla natura
per via ;

parati della vita animale, la simmetria in par- d’ esempio, la maggior parte dei muscoli po-
ticolare ma offrono, in riguardo a quest’ ulti-
;
steriori del collo si unisce in siffatto modo che
ma, alcune differenze che giova accennare. riesce diffìcilissimo distrigarli; si potrebbe de-
Dijferenza I. —
La prima di tali diffe- scrivere come una massa comune il fascio car-
renze consiste in ciò che molte ossa sono uni- noso che nasce da ciascuno dei condili esterno
che , situate sulla linea media per conseguen- ed interno dell’ antibraccio il retto anteriore;

za, mentre che tutti i muscoli sono uniti a pa- si trova unito al tricipite; gli adduttori si con-

ia. Nella testa, l’osso coronale, l’occipitale, lo fondono ;


non si può rinvenire la minima se-
sfenoide, 1’ etmoide, il vomere, il mascellare parazione nel denso strato carnoso situato ai
inferiore ;
nel tronco, le vertebre, il sacro, ed lombi; molti muscoli della faccia si confondo-
il coccige esistono soli ;
sembrano formare il no intimamente ;
il frontale, 1’ occipitale, gli
mezzo d’unione delle due metà risultanti dalla auricolari superiori ed anteriori formano, per
divisione perpendicolare dello scheletro con ;
così dire, una sola cosa, colla loro aponeurosi
essi cjueste due metà si connettono in guisa da comune, e via discorrendo. Quindi avviene che
non ])otersi separare. —
Nei muscoli, m’ è no- gli autori variano tanto nel numero dei musco-
to soltanto il diaframma che esista isolatamen- li,e ciascuno gli aumenta o li diminuisce a suo
te sulla linea media. Ma questo muscolo, che piacimento. All’opposto, tutti vanno d’accor-
tiene la strada di mezzo, per così esprimermi, do sopra quello degli ossi, perchè i limiti di
fra le due vite, che pei nervi frenici è sotto codesti organi sono rigorosamente distinti, e
1’influenza cerebrale, e che pei suoi usi per- non si confondono minimamente fra loro. Si
tiene quasi interamente alla vita interna, par- conteranno sempre soli otto ossi nel cranio,
tecipa, in riguardo alla sua configurazione, ai quattro nel bacino, ventiquattro nella colonna
caratteri dei muscoli di codesa vita; è irrego-
lare, benché sulla linea media, in guisa che non
vertebrale, e così si dica del rimaneiìte. La —
ragione di cotale differenza consiste in ciò che
forma eccezione nota che esponemmo.
alla — imuscoli possono entrare in funzione separa-
Siffatta diffèrenza frai due generi dell’appa- tamente, benché sieno assieme uniti. In fatti,
rato organico della locomozione deriva, senza perchè un muscolo della vita animale si con-
<lubhiezza alcuna, da ciò che il primo, oppure tragga, è di mestieri che i nervi corrisponden-
le ossa, essendo la base, il sostegno del secon- ti comunichino l’influenza cerebrale; ora
gli
do, cojue pure di tutti gli altri organi, dove- se il non opera, per mezzo dei nervi,
cervello
va formare un complesso solido, un tutto im- che sopra un muscolo solo, questo entra in
^nobile vantaggio che ottiene dalie ossame-
; azione, rimanendo passivo cpiello cui si tro-
die, le quali costituiscono come la chiave dcl- va congiunto. Le varie porzioni d’uno stesso
‘àO AP TARATO DELLA LOCOMOZIONE

inoscolo possono anche separatamente contrar-


se i nervi che ricevono loro trasmettono
,si,
DEGLI E DEGLI ORGANI CHE NE
un’ isolala influenza. —
Gli ossi, al contrario,
OSSI,
DIPENDONO
essendo gli agenti passivi del movimento, se
parecchi fossero assieme uniti, gli uni non
Considerazioni sullo scheletro.
potrebbero operare senza gli altri, come acca-
de nelle anchilosi, e le loro funzioni necessa-
riamente rimarrebbero turbate da codesta u- La riunione di tutte le parti del sistema
nione ecco perchè tutti sono separati, indi-
;
osseo, e di alcune altre che gli sono accesso-
pendenti, e si connettono soltanto con fibre rie nelle funzioni che compie, come i sistemi
iegamentose, cartilaginee, ed altre parti ana- cartilaginoso, legameli toso, una porzione del
loghe. sistema sieroso, cioè le membrane sinoviali ed
Differenza IH. — Ritengo come impor- analoghi, costituiscono lo scheletro, specie di
tante diffèrenza fra i due generi dell’ appa- armadura che serve d’appoggio a tutti gli al-
rato di cui ci occupiamo, il numero différen- tri organi, e raffigura talvolta leve di cui i
te degli uni e degli altri. Questo numero è muscoli sono le potenze, tal altra cavità de-
notevolissimo pei muscoli, quando lo sb para- stinate a contenere gli organi essenziali alla
goni a quello delle ossa. Basta istituire un vita, ed a guarentirli dall’ azione dei corpi
confronto di codesti organi negli arti, alla te- esterni.
sta, ed al tronco, per convincersi di codesta § I. Delle due specie di scheletro. —
differenza, che dipende da due cause primie- ;
Così considerato, lo scheletro si chiama na-
ramente, da ciò che gli usi dei muscoli della turale-, lo si denomina artijiziale. allorché
vita animale, oltre che si riferiscono alla loco- spogliato da tutte le sostanze che li circon-
mozione, hanno ancora qualche altro scopo dano, gli ossi sono uniti fra loro con fili
cui gli ossi non concorrono secondariamente, metallici alti a fermarli nella loro posizione
;

e principalmente, perchè un solo osso può ordinaria. — La prima specie di scheletro è


compiere infiniti movimenti, mentre che per necessaria per formarsi un’idea del complesso
ciascuno di codesti movimenti è necessario delle ossa ;
la seconda per conoscere tutte le
quasi un muscolo
particolare perciò il fe-
;
particolarita della loro struttura; d’ onde av-
more corrispionde all’ innanzi, all’ indietro e viene che le cognizioni speciali dovendo pre-
lateralmente, ai varii muscoli che lo muovo- cedere le generali, gli ossi secchi devono stu-
no in opposta direzione. diarsi prima degli ossi freschi c ricoperti dalle
Differenza ID. —
La quarta differenza loro dipendenze, e tale appunto sarà il metodo
che esiste fra i due generi locomotori, si è che seguiremo,
quella della loro posizione. Gli ossi occupano § li. Divisione dello scheletro. — Lo
in generale il centro, ed i muscoli si distri- scheletro si divide in varie parti. La divisione
buiscono all’ intorno di codesto centro; quin- più naturale è in testa, tronco ed arti. —
di i primi formano la parte media, ed i se- La testa comprende il cranio e la faccia. —
condi l’esterna degli arti, della colonna spi- 11 tronco è composto dalla colonna verte-
nale e d’altre parli. Tale differen za deriva brale, dal bacino e dal torace. — Gli arti,
da ciò che 1’ apparato di sostanza calcarea non già naturalmente distinti in superiori ed in-
è destinato, nell’uomo e nelle specie vicine, feriori, sono parimenti sottoposti a seconda-
a formare un integumento generale, come in rie divisioni i superiori risultano dalla spalla,
;

parecchi insetti che sono guerniti di questo dal braccio, dall’ antibraccio e dalla mano •

apparato esterno. Esso costituisce, è ben vero, la coscia, la gamba ed il piede costituisco-
({ualche involucro parziale, come al cranio, ma no gli inferiori. — Si scorge da piò che questi
in generale serve specialmente alla locomo- ultimi hanno una parte di meno degli altri,
zione e quindi evidente riesce che la dispo-
;
voglio dir la spalla, ma questa viene sosti-
sizione più /avorevole a siffatta funzione è tuita in essi dal bacino, il quale appartiene
cjuella in cui lepotenze sono distribuite al- in pari tempo a codesti arti cd al tronco. 11
r esterno delle leve, che a tal uopo presen- bacino è veramente la spalla degli arti inferio-
tano poco volume, e si muovono per conse- ri, con questa differenza però, eh’ esso è no-
guenza con maggiore facilità. tevole per la solidità, mentre che la spalla su-
l'ralascio di menzionare le altre differen- periore viene caratterizzata dalla sua mobili-
ze generali di struttura, di proprietà vitali, e tà codesta differenza dipende dagli usi rispet-
;

simili perchè furono indicate nell’A/;2a^o/72^'a tivi degli arti, essendoché i superiori doveva-
generale., e tutti ne comprenderanno agevol- no essere mobilissimi per afferrare i corpi e-
mente la ragione. sterni, e gl’ inferiori solidissimi per sostenere,
nella stazione, nella progressione, ed in altre
attitudini, il peso di tutto il corpo. — È di
poca importanza rincominciare la descrizione
OSSI E LORO D!?e:ìdr:ì/.k 2 i

dello scheletro da una parte o dall’ altra noi terzo verticale,i quali misurano la lunghezza,
;

seguiremo tuttavia il metodo comunemente la larghezza e l’altezza del cranio. 11 primo,


adottalo. che s’ esfer.de dal foro cieco o dalla spina
interna dell’ osso fi’ontalc alla protuberanza
DELLA TESTA. occipitale interna, è il maggiore di tutti tre.
lo trovai in varii soggetti adulti, clT esso è
La soprapposta allo scheletro, e
lesta è di cinque pollici circa. — Il gran diametro
formata dal cranio e dalla faccia. 11 primo trasverso occupa lo spazio che separa la base
che ne occupa tutta la parte superiore e la me- delle due apolisi pietrose, fra il terzo poste-
tà posteriore, racchiude nella sua cavità 1’ or- riore rd due terzi anteriori della cavità, e
i

gano cerchi ale la seconda, specie di scultura


;
giunge approssima'ir ameute a quattro palmi
ossea complicatissima, ne costituisce soltanto e mezzo. Le alti e linee tirale nella stessa di-
la metà anteriore, ed ha per uso principale di rezione, e sul medesimo piano diminuiscono
servire di ricetto alla maggior parte degli or- successivamente, tanto all’ indietro quanto al-
gani dei sensi. —
1 più moderni notomisti, con- r innanzi. Quella che corrisponde all’ innan-
siderando il cranio e la faccia come un solo zidelle fosse temporali, fra le estremità delle
tutto, descrissero la testa in generale, senza due ale minori dello sfenoide, è di tre pollici
badare alla divisione reale che esiste fra le sue e nove linee circa. — Per ciò che spetta alfaì-
due parti distinzione ch^è tracciala dalle fun-
;
tezza del cranio, il diametro verticale maggio-
zioni rispettive delPuna e delPaltra, dal mo- re corrisporide allo spazio compreso fra la par-
do del loro sviluppo, che si cfléltua in dire- te anteriore del foro cccipilale ed il centro
zione inversa, e finalmente dal meccanismo di della sutura sagittale è d’ alcune lince minore
;

ciascuna. Sarebbe quindi lo stesso di descrive- del diametro trasverso poi tutte le altre linee ;

re assieme le varie parti che compongono il paralelle a questa diminuiscono progressiva-


tronco. Noi esamineremo adunque separata- mente sino all’ estremità dell’ ovale. — Risul-
mente queste due parti della testa, e daremo ta da ciò che esporremmo i.® che la parte più ;

principio dal cranio, ampia del cranio trova ad un di presso alla


si

riunione dei due terzi anteriori col terzo po-


I) EL CRANIO steriore, a livello del foro occipitale e del solco
hasillare in tal luogo parimenti si rinviene il
;

Articolo I. centro della riunione delle varie porzioni del-


r organo cerebrale, del cervello, del cervellet-
Consiclerazioììi generali sul cranio. to, e della midolla allungata 2 .*^ che la forma ;

ovale, è, come accennammo, cpiella cui il cra-


cranio, grande cavità, vicina alla foni a
11 nio maggiormente s’avvicina.
ovale situata al di sopra ed all’ indietro della IL T'^arietà del cranio.
§ La forma —
presenta esternamente ed internamente
faccia, del cranio non è rigorosamente determinata,
una figura affatto irregolare. Codesta irrego- e soffre molte varietà che danno a questa ca-
larità di configurazione è una dei. cai atteri di vità un’ apparenza differente, secondo la dire-
tutte le cavità come di tutti gli organi della zione in cui ha mae^giore estensione. 1 tre gran-
economia animale, che tendono in generale al- di diametri sono, in fatti, suscettibili di code-
le forme rilondate, ma che non s’ adattano ste variazioni, ma io osservai che l’accresci-
mai a quelle curve regolari, a quelle dimensio- mento dell’ uno si effettua sempre a spese dei
ni precise che sono 1’ attriliuto delle figure due altri, in guisa che, malgrado cangiamen- i

geometriche; quindi qualunque calcolo rigo- ti numerosi cui il cranio può essere sottoposto,
j oso sulle capacità delle nostre parti riesce in la sua capacità generale non offre difìerenze
generale difficilissimo, e persino impossibile, in cosi rilevanti come sembra a primo aspetto.
riguardo alle varietà cui sono seggette. Si pos- Codeste variazioni dipendono dall’influenza di
sono bene stimare codeste capacità in un indi- molte cause, i Si dairno differenze notevoli
viduo, ma non si danno regole che si appli- nei cranii dei var ii popoli, come si vede confron-
chino generalmente. Indicando la capacità del tando le teste degli Europei, degli Asiatici, degli
Cranio, è nostro pensiero adunque esporre sol- Afr icani e degli Americani o di altri; e fra queste
tanto qualche risultamento approssimativo. grandi divisioni delle razze umane, le divisio-
§ I. Dimensioni del cranio. Per for- — rri secondarie delle nazioni, d’ alcune colorrie

marsi un’idea di tale capacità, è di mestieri perfino, come fecero varii sapienti, e Soemme-
eseguire in due teste due sezioni, una verticale ring in particolare. 2 .® Non si possono negare
nel passaggio della linea media, l’altra oriz- parimenti le differenze individuali nei cranii
zontale, che passi dalla protuberanza occipi- dello stesso popolo, della medesima famiglia,
tale alla sporgenza nasale. Misurando queste e via discorrendo. Il paragone d’ un certo nu-
1 due sezioni, visi notano ti’e diametri princi- mero d’ individiri liasla per togliere, sopra tal
pali, uno longitudinale, l’ altro tiasverso, ed il suhhietto, qualunqxre specie di dubbiezza. In
2-2 Ain'AHATO DKLhX i.OCÜAiOZlONE

alcuni, prevale il cliamclro trasverso, almeno sulFiciente facilità alla compressione, àserei a la ;i

])ro[)orzionafameat.e, per lo che la testa è più Ijclla posta,o prodotta nell’ istante del parto
larga, e vi si osserva una l'orma appianala dal- dal bacino, o da c|ualc]ic altra causa, od all’ e-
riimanzi all’ indietro in altri, è accresciuta
;
stensione determinala dalie malattie, mentre
r altezza del cranio, d’ onde risulta una forma che la base, le cui ossa sono
molto ispessite da
a pane di zucchero, la quale generalmente è più una parte, od acquistano dall’altra molto per
rara della ])recedente nei Aarii crani! da me tempo la lo.ro consistenza naturale, non può
osservali. Finalmente si danno parecchi sog- quasi adattarsi a tali cangiamenti. Dalle —
getti nei quali il diametro longitudinale acqui- varietà che soffrono le dimensioni del cranio,
sta maggiore estensione, e la testa sembra quin- si scorge che, come dissi, solo approssimativa-

di aj)piana(a trasversalmente, e s’allarga in va- mente s’indica sempre 1’ estensione di cotali


rio modo dairinnanzi all’ indietro. Quelli che dimensioni, e che c[uelìe superiormente stabi-
s’occupano .'djitualmente nell’esame dei cranii, lite non devono intendersi che dei cranii or-
furono coloiti certamente da tali ditìferenze,
j !
dinari! in cui la proporzione dei diametri non
nelle quali la prevalenza del diametro trasver- soffri alterazione alcuna.
so è la più frequente, quella del diametro lon-
gitudinale tiene il luogo di mezzo, c l’altra del Articolo JI.
diametro verticale è la più rara. D’ altronde,
riesce evidente che giudicando delia capacità Delle ossa del Cranio in particolare.
del cranio dalle soie apparenze esterne, si ca-
drebbe spesso in errore, giacche parecchie vol- Di otto principali ossa è composto il cra-
te le ossa che lo compongono hanno una tale nio : coronale, l’oecipitale, lo sfenoide, 1’ et-
il

spessezza, i seni frontali siffatta larghezza, che moide, i due parietali, e i due temporali. I
questa cavità pare allora molto ampia, mentre e[uattro primi sono simmetrici, e perciò stesso
ha le sue ordinarie dimensioni. 3 .® Il sesso po- collocati sopra la linea mediana mentre i quat- ;

co influisce sulle variazioni di cui ci occupia- tro ultimi, irregolarmente conformati qual so-
mo non vidi mai che le donne si distingues-
;
no, si trovano ai lati di questa medesima linea.
sero per la forma del cranio allungata in di- Assai sovente vi si trovano ancora alcune ossa
rezione tras versa, longitudinale, o verticale. accessorie, cioè le ossa Amrniane, delle quali
4.*^ liO stesso si deve dire delle stature solo si terrà parola in altro articolo.
relativamente alle grandezze rispettive d’ un
;

§ 1. Del coronale. — Osso simmetrico,


nano e d’ un gigante, la testa del primo ci posto obbllquamente fra il cranio e la faccia,
sembra tanto voluminosa, e quella del secon- più che semicircolare, diviso in laccia fronta-
do tanto picciola. 5 .^ Certe malattie, come le, orbito-etnioidale e cerebrale; ed in circon-
r idrocefalo, la rachitide ed altre, aumenta- ferenza.
no assai 1 estensione del cranio, 6 .® Final-

Faccia frontale. Questa è couA’essa co-
mente, le compressioni esercitate sulla testa ad perta dai muscoli epicranici e sopraccigliari.
un’ epoca in cui le ossa sono ancora molli, Vi si notano sopra la linea mediana e d’al-
cedevoli, possono avere qualche intlucnza sul- to in basso, tuia linea poco apparente che segna
la sua forma. F' noto quale era in tal riguar- la separazione primitiva delle due metà del-
do pratica di varia popoli antichi sui bam-
la r osso la gobba nasale., la cui sporgenza è in
;

ìjini ìleonati, ai quali essi couiprimevano la te- ragione diretta dell’ età, da poiclìè viene for- !

sta dall’ innanzi all’ indietro, o trasversalmen- mandosi a misura che la lamina anteriore dei ì

te, secondochè, giusta il loro modo di A^edere, seni frontali separa dall’altra un’incavatu-
si ; ;

il fronte appianato o prominente era conside- ra semicircolare articolala nel mezzo colle 1:

rato una bellezza. Alcuni popoli selvaggi con- ossa nasali, ai lati con 1’ apotisi nasale del ma- 0
servano ancora quest’uso. Per ottenere in tal scellare la spina nasale., sopra la quale slau-
;
i

riguardo qualche schiarimento, tentai, in varii no appoggiate all’ innanzi le ossa nasali, e al- {

animali, d’eseguire j)er molto tempo analoghe r indietro la laiuina etmoidale ove la detta ;
i.|

eonq)ressioni,auraentando persino i risiiltaraen- spina è incavata da due jùccoli solchi laterali i.j

ti coll’ accrescere d’assai la compressione, ma pertenenti alle fosse nasali. 2.^ Da ciascuna
'

non giunsi mai a mantenerla costantejiientc la ;


banda, e parimenti d’ alto in basso, una super- 1 i

forma della testa dei cagnetti, dei gattini, dei heie larga e liscia; la gobba frontale che si
porchetti d’india e d’altri analoghi ammali, eleva in ragione inversa dell’ età V arco so- n
non ci si adatta bene. —
Del resto, in qualun- praccigliare cli’è men prominente al di fuori»
;

<

que guisa meccanica avvengano le variazioni che al di dentiu ove si attacca il muscolo so- jl
nelle dimensioni del cranio, -da volta quasi sola praccigliare 1’ arco orbitale che presenta, al
;

11’ è la sede. Formata d’ ossa molli e quasi an- suo terzo interno, un foro o un’incavatura resa : î

cora cartilaginose nei bambini neonati, sparsa compiuta da un legamento, per lo passaggio ;
j

di spazi! variamente estesi in cui si trova sol- delle arterie e del nervo frontali, e che finisce ;
2

tanto una sostanza membranosa, essa cede con per due a[)ofisi. delle quali l’ interna più larga ,
OSSI U LO no r'!ri;.N'iìK>’'ii<;

s’ ai'llcola coir' unguis. o i' cslenia, più prouii- to in liasse,V eminenza occipitale esterna
iienle, si congiiiiige col mascellare. Da quest'ul- che occupa il mezzo di cjuesta faccia, sopra
tima nasce, al eli fuori, una
curva che linea la quale niente vi ha di notabile, e la cui spor-
serve (li confine ad una |)iccola superlicie con- genza è in particolar modo variabile la cre- ;

cava spellante alla fossa temporale. sta dello stesso nome, ove si attacca il lega-
Faccia orhito~e tjìioidale. Questa è — mento cervicale, obbliquamente esteso fra que-
ineguale. \i si osserva. iP Sopra la linea me- st’eminenza e il granyòro occipitale ; questo
diana un" incavatura quadrilatera ov’ (? allogato foro clF è ovale, quasi orizzontale, il cui mag-
r eUnoide. 11 contorno di questa jrrcsenta al- gior diametro è F antero-postcriore, dà pas-
r avanti la spina nasale e F apei lura de’ seni saggio alla midolla spinale, alle memluane ce-
fronlali ai lati, parte delle cellcle che perten-
;
rebi'ali, alle arterie vertebrali e ai nervi spina-
I
gono alle etinoidali, e due o tre incavature che li la superjicie basilare eh’ è vestita dalla
;

formano parte dei fori orbitali interni. 2.*^ In membrana mucosa della faringe, che forma la

ciascun lato, una superficie triangolare concava superior parte di questa cavità, e offre nella
I
dipendente dall’ orbita, nella qual superficie, posterior parte il punto d’inserzione ai gran-
presso la base di questa cavità, si osservano al di e piccioli retti anteriori. 2.^^ Da ciascun la-
di fuori una fossetta per la gianduia lagrimale, to, e in pari modo d’ alto in basso, una super-
e all’ interno un infossamento pel rivolgimen- ficie triangolare corrispondente all’ epicranio ;

to del grande ol)]iquo. la linea curva superiore., superficialissima,



I

Faccia cerebrale. Questa è concava e donde partono internamente il trapezio, ester-


vestita dalla dura jnadre, e vi si osserva, mamenle Fepicranico, e sotto questo lo sterno-
Sulla linea mediana un solco donde comincia mastoideo delle asprezze, nelle quali s’inse-
;

la sutura sagilale, del rjnale i margini riuniti riscono dal primo lato, il grande complesso,
costituiscono in basso una cresta saliente che dal secondo lo splenio la linea curva infe- ;

corrisponde alFestremità della falce, e che com- riore., eXC è più prominente dell’ altra altre ;

pie il foro spinoso, specie di fondo di sacco., asprezze pel piccolo e grande retti postcìàori
o qualche volta specie d’ incavatura cieca resa e per F obbliquo superiore; ìa fossa condi-
compita dell’ etmoide 2.° da ciascun lato, le
;
loidea posteriore, e il foro dello stesso nome,
impressioni cerebrali notabili soprattutto in- pel passaggio de’vasi, quantunque non ne sia
feriormente, e diversi solchi arteriosi le fos- ; costante l’esistenza il condilo articolare, con-
;

se coronali che ricevono i lobi anteriori del vesso, ovoidale, vestito di cartilagine, rivolto
cervello e le elevatezze orbitali ove poggia-
;
all’ innanzi e all’ interno, giugnente il capo
no colesti lobi. colla prima vertebra, scabro internamente per
Circonferenza. — Ne’due terzi superiori l’attacco di un legamento dell’ odontoide, li-
di questa osserva un taglio ad ugnatura prima
si mitato esternamente da una su])erficie conves-
sopra la lamina interna e poi sopra l’esterna, sa ove si attacca il gran retto laterale final- ;

onde il frontale s’ appoggia in alto sul parie- mente la fossa e il foro condiloidei anterio-
tale medesimo cui sostiene in basso al dissotto ri, donde passa il paio.
una superficie triangolai^, larga, inegualissima
;

Faccia cerebrale. — Questa è concava,


che s’articola con lo sfenoide poi un margine ;
ineguale, e vestita dalla dura madre ;
presenta,
sottile che costituisce il termine della regione i.*-’ Sopra la linea mediana, e d’ alto in basso,
orbitale, e che à tagliato ad u£rnalura per so- un solco al termine della sutura sagittale, il
stenere un margine dello slcnoide; finalmente quale si gitta cjualche volta dall’uno o dall’altro
r incavata ra etmoidale. sovente al destro ; F eminenza occi-
lato, ])iù
11 coronale denso verso la eminenza na- pitale interna^ assai prominente c[uando esi-
sale, alle apofisi orbitali esterne, alla superficie ste, ma che talvolta manca una cresta dello ;

triangolare che è di dietro, sottilissimo nella stesso nome ove si attacca la falce del cervel-
regione orbitale, prende il suo sviluppo per letto la quale cresta si biforca in basso e quin-
;

due punti d’ ossificazione che appariscono a di si perde ai lati delForifizio interno del foro
principio alle gobbe frontali, che sovente si uni- occipitale, che, posto al disotto, è più allar-
scono insieme che rimangono al-
assai tardi, e gato dell’ esterno la grondaja basilare., di-
;

cune sempre per una sutura la qua-


fiate divise sposta a piano inclinato che si va stringendo
le, in simile casi, esiste sopra la linea mediana. alFavanti, sostiene la midolla allungata, e pre-
§ II. Deir occipitale. —
Osso simmetrico,
di figura romboidale, situato alla parte poste
senta all’ indietro e al di dentro gli orifizii dei
fori condiloidei anteriori, ai lati ed esterna-
riore e inferiore del cranio, diviso in fàccia mente due piccoli solchi pei seni petrosi in-
oceij)ii,ale e cerebrale, e in due margini late- feriori. 2.^ T)a ciascun lato, e d’ alto in basso,
rali. Va fossa occipitale superiore., cui riemjiiono
Faccia occipitale. —
Questa è convessa,
coperta da numerosi muscoli che vi si attacca-
i la quale, stante F incurvatu-
lobi posteriori ;

ra della mentovala grondaia, ha sovente più


no. Vi si scorge. 1.® Sulla linea mediana, e d’al- estensione da ima banda che dall’altra il prin- ;
/rrARATO DEÎ.r.A LOCOATOITOXr.

cipio del solco laterale, che, movendo dall’ e- rale. Vi si osserva, in alto e indietro, un foro |

minenza occipitale, continuo alla sagitta-


si fa che dà passaggio ad un’ arteria e ad una vena, ;

le, ora da un lato solo, ora da ambedue egual- laposizione del quale, nonché l’esistenza, sono
mente, talvolta dall’uno più che dall’altro; in particolar modo variabili; nel mezzo, 1’ e-
la fossa occipitale inferiore^ più larga e pro- minenza parietale., la cui sporgenza è in ra-
fonda della precedente, corrispondente al cer- gion inversa dell’ età in basso una linea cur-
;

Telletto ;
la line del solco laterale ov’ è 1’ orifi- va, porzion della semicircolare parietale, e una i

zio interno del foro condiloideo posteriore. superficie per tenente alla fossa dello stesso

i

Margini. Ciascuno di questi è diviso, nome.


nella sua parte media da un angolo più o meno Faccia cerebrale. — Questa è concava e ’

prominente ricevuto in quella specie di rien- tappezzata dalla dura madre. Vi si osserva, lun-
trante che formano il temporale ed il parietale, go il margine parietale, un mezzo solco por- (

la parte superiore dì quell’ angolo è fornita di zione del sagittale) e indietro l’orifizio in-
dentellature per articolare 1’ occipitale col pa- terno del foro sopra indicato nel mezzo, la; \

rietale. L’ inferiore offre, d’alto in basso, un fossa parietale ove sono allogati i lobi cere- ^

taglio leggermente concavo e dentellato con- brali medii in basso e all’ indietro, una por-
;

giunto col temporale; V eminenza jugulare., zione della solcatura profonda dipendente dalla ;

vestita di cartilagene per articolarsi con Io stes- laterale. Questa faccia è tutta sparsa da impres-
so osso ;
un’ incavatura assai notevole che com- sioni cerebrali, e da solchi arteriosi, i quali de-
pie il ,• una superficie rivano da due o tre solchi comuni, tra’ cui
allungata, che forma il lato della superficie ba- r anteriore più considerabile, sempre situato
che
sillare, e sialla rocca. Questi due
congiunge sopra r angolo anteriore inferiore, cpialche
margini si riuniscono al disopra in un angolo volta trasmutato in canale da una lamina os-
prominente, del quale tien luogo alcuna volta sea, contiene 1’ arteria meningea media.

un osso vormiano, eh’ è ricevuto nel rientran- Margini. i —


11 parietale è superiore, il

te che risulta dall’ unione de’ parietali e in- ;


più lungo di tutti, dentellato, e articolato con
feriormente in una superficie quadrala, ine- quello dell’osso opposto. 2 .^ Il frontale, che è
guale, unita per cartilagine allo sfenoide, e tal- anteriore, presenta un taglio a mo’di ugnatura
volta a quest’osso continua nell’ ultima età. sopra l’esterna lamina io alto, e sopra l’ interna
Ija spessezza dell’occipitale è minore nel- in basso, per la sua articolazione con 1’ osso
le sue fosse inferiori, ov’ è quasi compatto, di dal quale deriva il nome. 3.° 11 temporale, in-
quello che nelle superiori: è dessa assai nota- feriore, concavo, tagliato in basso a mo’ di
bile in tutto il tragitto della linea media, sin- larga ugnatura, s’ unisce a una parte della cir-
golarmente al luogo delle eminenze, intorno conferenza dell’ osso delle tenìpie. 4-*^ occi-
del foro occipitale, e alla superfìcie basilare, pitale, posteriore, fornito d’ ineguaglianze as-
ove in pirticolar modo abbonda la parte cel- sai prominenti, si congiunge all’osso da cui trae

lulosa. —
L’ ossificazione di quest’ osso ha in- il nome. —
Questi margini sono separati da
cominciaraento. Nella sua porzione supe- quattro angoli, de’quali i due superiori sono
riore al foro occipitale. 2 .*^ Nella superficie ba- diritti e si uniscono a quelli fieli’ opposto os-
sillare. 3.° A
ciaschedun condilo. Queste due so. De’ due inferiori poi, quello eh’ è avanti,
eminenze sono il p nato di riunione di tutte notevole per la sua sporgenza e pel suo taglio
queste le parziali ossificazioni. obbliquo, s’ articola collo sfenoide e quello ;

eh’ è all’ indietro, manifestamente troncato, è


(Nota) Dietro le osservazioni di Be'clard ricevuto in un’incavatura del temporale.
i punti di ossificazione non si sviluppano so- Il parietale è sottile, quantunque un poco
pra la linea mediana, ma sì sopra ciascun lato : più denso in alto che in basso, principalmente
lo che rende ragione della graiadissima separa- compatto, pochissimo celluloso è originato da :

zione che trovasi alcuna volta nella linea me- un solo punto d’ossificazione, che si sviluppa
diana, o sotto o sopra la protuberanza occipi- a principio sopra la gobba parietale.
tale. IV. Del Temporale.
§. —
Osso irregola-
rissimo, occupante le parti laterali e inferiore
§ III. Del Parietale. — Osso irregolare, del cranio diviso in faccie auricolare e cere-
occupan'te le parti laterale e superiore del cra- brale, ed in circonferenza.
nio, quadrilatero, concavo e convesso dalla Faccia auricolare. --- Questa è esterna,
parte opposta, nel mezzo diviso in faccia epi- assai larga, liscia in gran parte, quasi tutta co-
cranica e cerebrale e in quattro margini che, perta dal muscolo temporale, sparsa di alcuni
riguardando alla loro connessione, si ponno solchi arteriosi. Vi si scorge, in alto e all’ a-
chiamare parietale, coronale, occipitale, e tem- vanti, una superficie larga, convessa, che fa
porale. parte della fossa temporale e ad essa attac-
Faccia epicranica. — Questa è esterna, casi il sopra mentovato muscolo; più in bas-
connessa, ricoperta daU’epicranico e dal tempo- so 1’ apojìsi zigomatica la quale esce presso
osti T. LORO DIFENOENZE
la cavità glenoide, si rectì in direzione oriz- è superiore, fornita d’impressioni cerebrali as-
zontale air innanzi, allontanandosi dall’ osso, e sai sensibili, incavata all’ innanzi da un lieve
rivolgendosi sopra sè stessa. Il mezzo di que- solco che costituisce termine del meato del
il

st’ apofìsi è appianato, e dà attacco, in alto Faloppio, pel quale passa un ramo del nervo
all’ aponeurosi temporale, in basso e un poco vidiano. Un’ altra è posteriore la quale pure
;

all’ indietro al massetere. All’ innanzi termina presenta delle impressioni cerebrali inoltre;

quest’ apofisi in una punta tagliala ad ugna una lieve scissura, posta nel mezzo, che costi-
per congiungersi con l’osso mascellare in die- ;
tuisce il termine dell’acquedotto del vesti-
tro si divide essa in due branche, all’ unione bolo: avanti di essa, l’orifìzio assai evidente
delle quali v’ ha un’impronta per l’inserzione del condotto uditorio interno ; il quale con-
d’un legamento della mascella; di cpieste due dotto men lungo che 1’ esterno, termina in
branche, 1’ una superiore longitudinale, sì bi- una lamina fornita, pel passaggio del nervo
forca di nuovo per raggiungere dall'un lato la uditorio, di pili forami, e d’ una piccola' scis-
linea curva temporale cui essa termina, e per- sura ove ha incominciamento 1’ acquedotto
dersi dall’ altro fra la cavità glenoide e il con- del Falloppio, che riceve il nervo facciale, e
dotto uditorio; mentre l’altra branca, inferio- eh’ è separato dai fori per una piccola promi-
re, traversale,più notabile, incrostata di carti- nenza ossea. Finalmente una terza faccia, in-
lagine, limita all’ avanti la cavità glenoide^ feriore, inegualissima, posta fuori del cranio,
della quale contribuisce a ingrandire l’artico- presenta, dal di fuori all’ indentro, il foro sti~
lar superfìcie. Questa cavità adunque occupa lo-mastoìdeo che pone fine all’ acquedotto e
l’ due branche si articola la
intervallo traile : lascia passare il nervo facciale; Y apofisi stì-
medesima, in avanti, con la mascella inferiore : loidea la cjuale, tempo, non rimane
jier assai
ma la sua parte posteriore, non articolare, ri- attaccata all’ osso che per una cartilagine mol-
piena di cellulare tessuto, è separata dall’ an- to allungata, sottile, obbliquamente diretta in
teriore mediante la scissura glenoidea^ per avanti per l’ inserzione di parecchi muscoli, e
la quale passa il tendine del muscolo anterio- che comprende alla sua base e all’ avanti una
re del martello e la corda del timpano. - — lamina salliente nominata apojisi vaginale ;
Dietro la cavità glenoide osservasi 1’ orifìzio una faccetta cartilaginosa che si articola colFoc-
del condotto uditorio^ fornito inferiormente cipitale; una cavità profonda, parte del jforo la-
di asprezze per l’ inserzione della cartilagine cero posteriore, e formante la fossa iugulare ;

della conca. Questo condotto, più stretto nel l’orifìzio esterno del canale carotico, eli’ è di-
mezzo che alle estremità, un poco curvato in retto a principio perjiendicolarmente in alto,
basso, tappezzato da un prolungamento cuta- poi orizzontalmente all’ interno, attraversato
neo, ha termine nel timpano nel feto, vien
: dalla carotide e da due filamenti nervosi fi- ;

sostituito da un semplice cerchio osseo, inca- nalmente una superfìcie scabrosa per l’ inser-
vato, internamente, da una scanalatura ove zione del muscolo peristafìlino interno e del
si attacca la membrana del timpano. Dietro muscolo esterno del martello. Queste facce so-
questo si trova 1’ apofisì mastoìdea^ la cui no separate da tre margini. L’ uno superiore
sporgenza è in ragione diretta dell’ età, e alla è scavato d’ un solco superficiale pel seno pe-
quale s’ attacca lo sterno-mastoideo ; dopo la troso superiore e si abbassa un poco all’ a-
scanalatura digastrica ove si attacca il mu- vanti pel passaggio dei nervi trigemelli vi si :

scolo dello stesso nome e al dissopra il foro


; scorge, per infine all’età adulta, un \d.xgo fondo
mastoideo pel passaggio di una vena e d’un’ar- di sacco del quale pochi autori hanno tenuto
teria. Una superfìcie scabrosa, coperta dallo discorso. Un altro posteriore, molto ineguale,
splenio, dal piccolo complesso e dallo sterno- s’unisce all’ occipitale, e presenta spesso al-
mostoideo, osservasi sopra queste ultime parti. r indietro una linguetta che fa parte del foro
Faccia cerebrale. —
Questa è ineguale,
vestita dalla dura madre, e offre alf'avanti. una
lacero posteriore ; e sempre nel mezzo un
piccolo foro ove si termina f acquedotto della
superfìcie concava assai notabile, fornita d’im- chiocciola. Unterzo anteriore, ineguale, cor-
jaressioni cerebrali, e.di solchi arteriosi; indie- tissimo, s’articola con lo sfenoide.
tro, una fossa meno estesa, offerente 1’ orifìzio Ci rconferenz.a. — - Questa si articola al-
del foro mastoideo, e degna d’essere notata per l’ indietro, mediante un margine denso e ine-
un solco che l’attraversa in avanti, e che forma guale, con 1’ occipitale; in allo, col parietale,
parte del laterale. Dalla media parte di questa prima per un margine ineguale, obhlìquamen-
faccia nasce la rocca, grossa apofìsi a tre fac- te tagliato in fuori e orizzontale, poi per un^
ce, piramidale, obbliquamente rivolta all’ in- larga ugnatura quasi semicircolare, scolpita sul-
terno, in avanti e in basso, continua per la sua la lamina interna, e formante un’incavatura
base al rimanente dell’osso, assai ineguale alla molto sensibile col margine precedente uoll’a- :

sua estremità, che forma parte del /oro lacero vanti con lo sfenoide per un taglio obhliquo
anteriore, e nella quale si scorge l’interno ond’ è compresa la lamina esterna. In basso è
orifìzio del canale carotico. Una d elle Ire facce questa iuteroettata dalla rocca, e forma col suo
Fncicl. Med. T. I.
4
2.G Âl‘l‘Aïi.ATO ItKLLA LOCOMüZIOjrü

iTiargiüü anteriore un angolo rientrante die lamina etmoidale media, quadrilatera, per-
riceve la spina dello sfenoide, ed fondo del al pendicolare, qualche volta un poco rivoltata
quale angolo si scorgono due fori separali per da una parte, coperta le sue facce laterali dalla
mia sotti! lamina Ì’ inferiore, più aperto, è
:
pituitaria, continua superiormente coll’ osso,
r orifìzio d’ un canale che forma parte della articolata al dissotto col vomere e colla carti-
tromba superiore è un passag-
di Eustachio, il lagine triangolare, all’ avanti colla spina nasa-
gio pel muscolo interno del martello. 11 tem- le del frontale, indietro colla cresta mediana
porale, assai sottile all' innanzi e in alto, den- della faccia orbito-nasale dello sfenoide ; 2 .^
sissimo da per tutto altrove, celluloso nella sua da ciascun lato una scanalatura longitudinale
apofìsi mastoidea, compatto principalmente pronfondissima, limitata in alto da questa la-
nelle altre sue parti, formasi, e cresce per mina crivellata da fori che noi abbiamo veduto
tre punti di ossificazione distribuiti alla sua formare la faccia cerebrale di quest’ osso, in-
parte anteriore, alla rocca e alT apofìsi ma- ternamente dalla lamina etmoidale, esterna-
stoidca. mente da una superfìcie inegualissima, ove si
scorgono, d’alto in basso, i seguenti oggetti,
(
Quest’ osso, dietro gl’ insegna-
Nota )
cioè il cornetto o turbinato superiore., dì’ è
:

menti del Be'elard, si sviluppa per sei punti sottile, corto, incurvato sopra sè stesso, e che
d’ossificazione; uno per la rocca, 1’ altro pel forma anteriormente il confine d’nna superfì-
contorno del condotto uditorio esterno, il cie quadrala, la quale non offre ninna cosa di
terzo per la parte scagliosa, il quarto per la particolare; il meato superiore all’ avanti del
regione mastoidea, il quinto per 1’ apofìsi zi- quale si trova apertura delle cellette etmoi-
1’

gomatica, il sesto infìue per 1’ apofìsi stiloidea. dali posteriori ; il cornetto o turbinato me-
dio., assai più lungo del superiore, ricurvato

§
Deir etmoide. — - Osso simmetrico, siccome quello, un po’ inclinato, sottile e con-
situato alla parte anteriore della base del cra- tinuo all’osso in alto più denso e libero in bas-
nio, di forma all’ incirca cubica, composto di so, articolato posteriormente con l’osso pala-
tre parti, una perpendicolare media e sottile, tino; un solco longitudinale, eh’ è parte del
due in pari modo perpendicolari laterali e più meato medio, il quale presenta davanti 1’ a-
dense, le quali sono congiunte in alto per una pertura delle cellette etmoidali anteriori ;
lamina ossea, e si trovano separate in basso per diverse lamine sottili, di varia figura, che chiu-
due scanalature profonde. Quest’ osso è diviso dono 1’ orifìzio del seno mascellare, e die be-
in facce cerebrale , ìiasalc ,
naso-mascellare ,
ne sì discernono allorquando il mascellare tro-
sfenoidale e orbitale. vasi ancor riunito all’ etmoide.
Faccia cerebrale. — ÌL questa vestita dalla Faccia naso-mascellare. —
E questa la
dura-madre, corrisponde ai nervi olfattorii.
e meno estesa, e presenta: i.° sopra la linea
\'i si osserva; sopra la linea mediana, T a- mediana, la parte anteriore della lamina et- '

pojlsi cresta di gallo., quasi triangolare, per- moidale, articolata colla spina coronale iP ; \

pendicolare, appianata, continua colla sua ba- da ciascun Iato, la parte anteriore della scana- -

se al resto dell’osso, specialmente alla lamina ìalura descritta sopra poi alcune porzioni di
; ì

media, offerente con la sua cima attacco alla cellette coperte dalle apofìsi ascendenti dell’os- i

falce, fornita nell’ avanti, di due piccole emi- so mascellare.


nenze per la sua articolazione col frontale 2 .*^ ;
Faccia sfeno idale. -- Gli oggetti che que- f

da ciascun lato una grondaia trapassata, per sta presenta sono i :


sopra la linea mediana, i

tutta la sua estensione, di forami irregolarmen- un angolo rientrante e la parte posteriore del-
te disposti, destinati a trasmettere alla pitui- la lamina etmoidale articolate coll’ angolo sa-
taria rami del nervo olfattorio, e all’ avanti
i liente e colla cresta mediana della faccia orbi-
fornitad’una piccola fenditura che dà passag- to-nasale dello sfenoide 20 da ciascun lato,
;
.
|

gio a un ramo del nasale; più esternamente la porzione posteriore delle scanalature del- |

una superfìcie allungata guernita da porzioni 1’ etmoide


; una superfìcie convessa corrispon-
di cellette rese, nello stato ordinarlo, compiu- dente alle cellette etmoidali posteriori che ri-
te da che limitano ì’ incavatura etmoi-
c|uelle mangono talvolta aperte quando l’osso è sta- j

<lale del frontale, e da due picciole solcature to separato dal corpo dello sfenoide col quale j

formanti con <lue analoghe dello stesso osso i si articola a questo luogo al pari che con l’osso j

fori orbitali interni. del palato in basso.


—E
(

Faccia nasale. questa coperta dalla Faccia orbitale. —


Questa è irregolare, )

pituitaria, e formata da due scanalature pro- forma un quadrato allungato, un poco rivolto)
fonde che non si ponno bene discoprire se sopra se stesso, e presenta, dall’avanti all’ indie-
non si rompa 1’ osso sopra la lamina cribrosa tro, delle porzioni di cellette assai palesi che '

per modo da separare una delle sue masse la- sono rese compiute e coperte dall’osso unguis ; :
;

terali. Essendo così appareccbiafa questa fac- una superfìcie quadrilatera liscia e pulita che ^

cia, vi si scorge. i.° Sopra la linea mediana, la forma gran parte dell’ orbita e s’ articola in i

OSSI E LORO OIPENUENZE


alto col frontale, in basso colle ossa palatino e che volta uno o due piccoli fori accessorii per
mascellare, air innanzi coll’unguis, airindietro alcune vene capillari. Questa faccia termina,
collo sfenoiJe. t in alto e all’ infuori, con una faccetta inegua-
L’ etmoide, formato da una quantità di lissima, situata sopra la lamina interna, e arti-
lamine sottile e ripiegate sopra sè stesse, è qua- colata coll’ angolo anteriorc-inferiore del pa-
si tutto compatto. Solo Papofisi cristagalli e i rietale ;
all’ indietro in un margine concavo,

cornetti e la lamina media sono un poco cellu- tagliato alternativamente ad ugnatura sopra la
losi. — Prende suo sviluppo da tre punti
il lamina esterna e sopra l’interna, per congiun-
ir ossificazione uno si mostra sopra la linea
: gersi alla circonferenza del temporale all’ a- ;

mediana, gli altri due sopra i lati. vanti mediante un margine libero che forma
§
VI. Dello sfenoide. Osso simme- — parte della fenditura sfenoidale. Questa, più
trico, di figura assai bizzarra, iucliiodato tra le larga coni’ è nella parte interna che all’ ester-
ossa della base del cranio, diviso in tàcce ce- na, offre il passaggio alùerzo, quarto, e sesto
rebrale, gutturale, orbito-nasale, occipitale e paio di nervi, ad un ramo del quinto, alla ve-
zigoma to-temporale. na ottalmica, a un ramo arterioso, a un pro-
Faccia cerebrale. —
Questa è vestita dal- lungamento delle cerebrali membrane.
la dura madre ed assai inegualmente concava. Faccia gutturale. —
Questa è molto
"N i si scorge i.° sopra la linea mediana, e dal- ineguale ricoperta dalla pituitaria e da musco-
;

P avanti alP indietro, una superficie liscia cor- li. — Yi si scorge i.° sopra la linea mediana
f

rispondente ai nervi olfattorii un solco tra- ;


una cresta più prominente avanti che indietro,
sversale, ove si riuniscono i nervi ottici, die la quale si congiunge al vomere 2.*^ da cia-
;

conduce ai fori del medesimo nome la fossa ;


scun lato, e dall’ interno all’ esterno, un picco-
pituitaria eli’ è quadrilatera profonda, ov’ è lo solco coperto da lamina ossea, per l’artico-
allogata la gianduia dello stesso nome ;
una lazione dell’osso col vomere. Al fondo di fune-
lamina quadrata, inclinata alPavanti, un
sottile sto solco vi ha P orifizio cP un
canale assai ma-
po’ incavata dai lati, pel passaggio dei nervi nifesto ne’ giovani individui, del quale io non
del sesto paio, e terminata in alto per due a- so che siasi ancora tenuto parola. Questo attra-
pofisi laterali nominate clinoidi posteriori ; versando obbliquamente i lati di quella parte
2.° da ciascun lato e in avanti, P apojisi del- che appellasi il corpo dello sfenoide, va ad a-
r Ingrassia appianata, triangolare, trasver- prirsi internamente della fenditura sfenoidale,
sale die presenta in alto una superficie liscia ma alla fine nell’ età adulta si ottura. là pare
corrispondente ai lobi anteriori, e che corri- che P esistenza di questo canale sia in ragione
sponde in basso alla fenditura sfenoidale e ai- quali svi-
inversa a c|uella dei seni sfenoidali, i

fi orbita. Presenta quest’ apofisi, ali’ innanzi, luppandosi ne spingono le pareti all’ infuori e
un margine tagliato a mo’ di ugna, per arti- leapplicano le une contro le altre. Fintanto-
colarsi col frontale indietro un margine ot-
; ché si trova il tessuto spugnoso che tien le
tuso, denso internamente che riceve la scissu- veci de’ seni sfenoidali, e che forma, sopra la
ra del Silvio. Angolare, coni’ è, alla sommità, cresta, di cui abbiamo fatto parola, una promi-
si facontinua essa per la sua base coll’ osso, e nenza considerabile il foro esiste, non lo si
;

presenta, a questo luogo, prima \\foro ottico vede più quando i seni sono sviluppati.
che si rivolge all’ innanzi e al di fuori, e dà Più all’ infuori si osserva un’altro piccolo sol-
passaggio all’arteria e al nervo delio stesso co longitudinale eh’ è una porzione del con-
nome, poi P apofisi clinoidea anteriore che dotto pterigo ~ palatino : poscia P apofisi
prolungasi talvolta fino alla posteriore. Sot- pterigoidea., eminenza notabile diretta per-
to quest’ apofisi si scorge talora un solco mu- pendicolarmente in basso, che presenta all’in-
tato qualche volta in foro, mediante una terno una stretta superficie vestita dalla pitui-
linguetta ossea ov’ è collocata la carotide in- taria e concorrente a formare P apertura po-
terna., e forma il seguito d’ un più largo sol- steriore delle fosse nasali all’ esterno una su-
;

co, chiamato cae'ernoso., che occupa, allo stes- perficie più larga, eh’ è una parte della fossa
so fine, i lati della fossa pituitaria, e dà at- zigomatica, e dà attacco al plerigoideo ester-
tacco all’ innanzi ad un tendine comune ai no all’ innanzi, l’orifizio del condotto ridia-
;

retti,inferiore, interno, ed esterno dell’ oc- no, il quale attraversa la base di cpiest’ apofisi
chio. Dietro e sotto P' apofisi dell’ Ingrassia, per dar passaggio ai vasi e a’ nervi dello stesso
si strova una superficie concava quadrilate- nome, una superfìcie triangolare che corri-
ra, seminata da impressioni cerebrali e da al- sponde zigomatica, e delle inegua-
alla fossa
cuni solchi arteriosi, la quale presenta inter- glianze articolate coll’ osso palatino all’ indie-;

namente e dall’ innanzi all’ indietro, i fori tro, la fossa pterigoidea ove si attaccano il
mascellare superiore diretto all’ avanti, c il muscolo peristafilino esterno, il pterigoideo
mascellare inferiore diretto in basso pel pas- iiìterno sua lamina interna, il costrittor
e alla
saggio dei nervi dello stesso nome, lo sfeno- superiore; in basso una biforcazione che riceve
S])inoso per P arteria meningea media, e qi'.al- la tnrberosità dell’ osso del palato, e la cui

I

28 APPAïtATO DELLA LOCOIjî07.IONE

Ì3ranca interna, più piccola, forma, all’ infuori, verso la base delle pterigoidee, uno solo perla
un uncino pel quale si rivolge ii tendine del parte media dell’ osso.
peristafdino esterno.
Faccia orbito- nasale. Sostiene que- — (Nota) Si crede oggidì che vi abbia an-
sta la più gran parte della faccia che vi si ap- cora un punto di ossificazione per I’ ala inter-
poggia sopra, ed è più larga nel mezzo che in na di ciascun’ apofìsi pterigoidea.
ciascun lato. Vi si discerne sopra la linea
:

mediana un piccolo angolo saliente, e sotto una Articolo HI.


cresta formata dalla sporgenza del tramez-
zo dei seni sfenoidali tutte due si articolano
; DELLE ÂRTICOLVZIONI DELLE OSSA
colla lamina etmoidale; 2.P sopra ciascun lato DEL CRANIO
e dal di dentro al di fuori, 1’ apertura dei seni
sfenoidali chiusa in gran parte da una lamina Il carattere comune a tutte le articolazio-
di figura sommamente nominata
variabile ,
ni del cranio è l’ immobilità perfetta. Le quali
cornetto sfenoidale.^ o del Bertin il quale ne offrono, sotto altri riguardi, delle essenziali dif-
ha fatta la descrizione, sovente separata dal- ferenze, secondo che le si consideri alla base o
r osso, talvolta, soprattutto nella più avanzata alia volta.
età, continua alla sostanza del medesimo, di Differenze delle articolazioni del
§ /.
rado congiunta aU’etmoide, quantunque qual- cranio alla base e alla volta. —
Nella prima,
che volta ciò avvenga i’ orifizio anteriore del
;
le superficie articolari sono in generale sovra-
foro ottico, e della fessura sfenoidale una su- ;
poste, come osservasi all’ unione del tempora-
perfìcie triangolare diretta all’interno e all’ a- le coll’occipitale, del temporale collo sfenoide,
vanti, che forma parte dell’ orbita, che ha per di quest’ ultimo coll’ occipitale non avendoci
;

confine in alto la fenditura sfenoidale, ed una che poche eccezioni a siffatta disposizione.
superficie assai larga triangolare rugosa unita Nella seconda, per lo contrario-, la riunione del-
a una somigliante del coronale ;
esternamente le ossa si forma per mezzo di dentellature, più
un margine fornito di dentellature articolate o meno profonde, che si ricevono le une nelle
coll’ osso mascellare in basso un margine li- altre.
;

bero ed ottuso che concorre alla fenditura sfe- Articolazioni delle ossa della base. —
no-mascellare esternamente orifìzio ester- 1’ La semplice soprapposizione delle ossa alla ba-
;

no del foro mascellare supjeripre. se non nuoce punto alla sua solidità. In- —
Faccia occipitale. —
E questa la meno fatti questa solidità è assicurata; i.® dalla lar-
estesa. Vi si osserva i sopra la linea media-
: ghezza delle superficie, mediante le quali si
na una superfìcie cjuadrilatera scabrosa artico- corrispondono le ossa; 2 .® dalla disposizione di
ta con un’analoga dell’occipitale; 2 .® sopra queste ossa incuneate le une nelle altre, dispo-
ciascun lato, e dall’ interno all’ esterno, ori- 1’ sizione eh’ è di tal forma, che, nei colpi recati
fizio posteriore del condotto vidiano, un mar- sur un punto qualunque del cranio, il movi-
gine fornito d’ asprezze che si articola colla mento comunicato tende, in tutti i casi, ad
rocca, un’ apofisi che si chiama spinosa la avvicinare gli uni agli altri i varii pezzi della
quale riceve un angolo rientrante del tempo- sua base ; 3.® da una sostanza cartilaginosa
rale. frapposta alle superfìcie, ossee, sostanza eh’ è
Faccia zigomato-iempornle. — Que- degna di considerazione spezialmente all’arti-
sta è irregolare, collocata lateralmente, e pre- colazione dello sfenoide coll’occipitale del tem- :

senta d’ alto in basso una superficie quadrila- porale con queste due ossa, e simili, e giova a i

tera concava che forma parte della fossa tem- tutti (jual mezzo d’ unione.
porale una cresta trasversale, che separa que-
;
Articolazione delle ossa della volta. — I
j

sta fossa dalla zigomatica, ove si attacca un’ a- Nella volta invece la strettezza delle superfìcie i

peneurosi; un’ altra superfìcie parimenti con- avrebbe, al piià piccolo movimento, favorita I

cava, continua con 1’ apofìsi ptesigoidea, che la separazione dalle suture, se le asprezze e i

concorre con questa a formare la fossa zigo- gl’ infossamenti dei margini , moltiplicando i

ìuatica, e presenta in basso l’orifizio esterno queste superfìcie e intrecciandole, se così pos- i

dei fori mescellare inferiore e sfcno-spinoso. so esprimermi, non avessero prevenuto cote-
ÌjO sfenoide è denso e celluloso nel mez- sto effetto. — Del rimanente le articolazioni
-j

zo, soprattulto innanzi la foDuazione dei seni, di questa parte del cranio derivano la loro so- t

alla base delle apofìsi dell’ In grassi a e delle lidità da più cagioni i.®E ciascheduna raffor-
;
j

apofìsi pterigoidee, verso la superficie trian- zata all' esterno e all’ interno da un prolunga- i

golare che l’unisce al frontale altrove è più : jnenlo membranoso che si fa continuo alle |

sottile e più compatto. due lamine delle ossa, al quale è aggiunta una j

L’ ossificazione dello sfenoide haincomin- spezie di cartilagine intermediaria aderente, j

ciamento da cinque punti uno per ciascun’ a-


; dall’ un lato e dall’ altro, al diploe 2.*^ Questa
; I

pofisi dell’ Ingrassia , uno per ciascun lato maniera d’articolazione per incastro adenipie, i
OSSI E LOEO EïîENDEl^ZE '
^9
come ho detto, assai bene a sìfìlitto scopo. Of- condo consueto ordine, un osso largo che si
il

frono poi quest’ incastri assai yarietà nella sviluppa ne incontri un altro che parimenti si
forma, nella grandezza e via parlando; sensi- forma. Così, nelle ossa lunghe, mentre 1’ ossi-
bili nella sutura frontale più palesi nella sagit-
;
ficazione che ha incominciato nel mezzo si e-
tale; evidentissime nella lambdoidea. Così so- stende alle estremità, manifestasi in cpieste uno
no le medesime assai più manifeste esterna- o più punti ossei che riunisconsi con quello di
mente che internamente, ove sovente non mo- mezzo di maniera che vi ha questa differenza
;

strano nè anche di esistere. Si è stimato attri- fra un osso lungo ed uno piano, che le epifisi
l)uire la cagione di tale disposizione a questo del primo si confondono sempre e perfetta-
che Fossificazione, avendo a percorrere all’ in- mente si uniscono coll’osso, mentre nel secon-
terno un minore tragitto, le ta^mle interne di do le epifisi rimangono soventemente separate
ossa contigiTc dovessero già premersi fortemen- da una sutura. Da quanto si è detto risulta le
te e comprimersi, mentre le tavole esterne a ossa vormiane, che non esistono mai nel feto,
mala pena si toccano onde 1’ ostacolo alla
;
non essere che 1’ effetto d’ un’ alterazione del-
formazione degli incastri nella prima parte. Ma le leggi naturali dell’ ossificazione delle os-
tale spiegazione meccanica non si accorda pun- sa del cranio.Dal che è agevole il concepire
to colle leggi dell’ organizzazione, nè a quelle rpianto poco fondamento abbia 1’ opinione di
dello sviluppo degli organi. Indubitatamente quegli autori, de’ quali sopra ho fatto men-
la natura arresta colà l’ossificazione, non altri- zione, i quali attribuendo loro un uso essen-
menti che fa all’estremità delle ossa lunghe, ziale nel meccanismo del cranio, hanno as-
delle ossa brevi ed analoghi Ora noi cpii ne. . . segnato a queste ossa il nome di chiavi di co-
ignoriamo il come 3.° allorquando gl’ incastri
: testa cavità. Osserviamo siccome esse, nell’or-
sono poco palesi sopperiscono vantaggiosamen- dinaria disposizione delle suture, producano
te ai medesimi, quanto alla solidità dell’arti- certe varietà delle quali Auiolsi essere informa-
colazione, i sostegni e gli appoggi che vicen- ti a cagione di evitare gli abbagli che potreb-

devolmente si prestano e ricevono le ossa : bero addivenirne nella cura delle ferite del
loccbè appunto si osserva nell’ unione dei pa- capo.
rietali col coronale, in quella di quest’ultimo
osso collo sfenoide, e via pa)lando. Artìcolo IV.
§
II. Delle ossa çormiane, — Alcuni
autori, fra i mezzi che rinforzano 1’ unione DEL CRANIO IN GENERALE
delle ossa del cranio, riposero certe piccole
ossa chiamate vormiane da quello che le ha Esposti i varii modi onde si uniscono le
descritte il primo. Sonocjueste frequenti nella ossa del cranio, entriamo a considerare codeste
sutura lambdoidea, meno freqiienti nella sagit- ossa riunite a formare, con l’unione loro, il
tale e nella coronale, rarissime nella tempora- cranio. Questa cavità, della quale abbiamo già
le o squamosa. Ora non sono esse formate indicata la posizione, la forma e le ampiezze
che nella lamina esterna ora non esistono
; diverse, si divide in superficie esterna ed in

che appresso dell’ interna le più volte occu- superficie interna o cerebrale. ciascheduna A
;
pano ambedue le parti
;

dell’ osso. — Variano di queste noi rivolgeremo il nostro esame per


ì
all’infinito rjuanto agrandezza: dapoichè tal- modo che, percorrendole, non faremo che ve-
.
volta costituiscono una parte assai considera- nire indicando diversi oggetti, che le ossa ci
i
: bile dell’ occipitale, del parietale e slmili, in hanno offerto nella particolare loro descrizio-
altri casi sono sì piccole che si levano a mo’di ne, sop]’a i quali oggetti già ci siamo fermati :

'
scaglie. Difficile a determinarsi, perchè irrego- mentre più minutamente descriA'^eremo c[uelli
larissima riesce la loro figura, quantunque sia che risultano dalle numerose articolazioni di
i sempre analoga a Cjuella porzione d’ osso di siffitte ossa, e non abbiamo potuto per ciò di-
cui tengono luogo. La loro struttura è analoga saminarli.
1 a quella delle ossa del cranio. Il loro contorno
§ I.Superjicie esterna del cranio. —
è fornito di dentellature per la loro unione Offre questa quattro regioni distinte; una su-
con le vicine ossa. Circa il modo come si svi- periore, una inferiore, e due latei’ali.
luppano, ecco r idea che dobbiamo formarce- Begiojìe superiore —
La regione superio-
.

r ne. K noto che le ossa del cranio si formano re del cranio è estesa dall’ innanzi all’ indietro,
! da un numero determinato di punti i qijali si dalla gobba nasale al foro occipitale, e limita-
: estendono, irradiandosi, alla circonferenza : ta, ai lati, dalle due linee curve temporali. Gli
r ora, se prima che 1’ ossificazione sia pervenuta oggetti che vi si discernono tornano a questi :

! a cotesta circonferenza, vi si sviluppino dei i.^ sopra la linea mediana, da avanti indietro,
1 rniovi germi, questi pur vi si estendono irra- la traccia dell’ unione delle due metà del co-
1 diandosi, camminano in verso opposto ai pri- ronale; la Sutura sagittale., che risulta dal-
1 mi, e là dove s’ incontrano, si forma una sutìi- 1’articolazione dei due parietali, estesa tra la
ra, come avviene anche ne’ luoghi in cui, se- frontale c la lambdoidea, fornita d’ incastra-
L

3o APPARATI DELLA LOCOMOZIONE


ture assai forti, attraversala alcuna volta dal nistra, formata tanto dalla rocca che dall’ oc-
foro parietale ; una leggera depressione cor- cipitale ;
offre questa la nicchia al golfo della
rispondente all’angolo superiore dell’occipita- jugulare., e comunica col cranio pel foro la-
le; la 2"irotuberanza esterna di quest’ ossi la ;
cero posteriore.^ che è assai ineguale e divi-
cresta dello stesso nome, e il foro occipitale ; so in due parti da una piccola lamina sor-
2 ° sopra ciascun lato, e nello stesso ordine, gente dalla rocca o dall’ occipitale divisa in
la più £;ran parte della regione frontale del due parti 1’ anteriore più piccola, dà pas-
;

coronale; la sutura frontale direzione tra- saggio all’ ottavo paio e al suo accessorio ;
sversale, formata dall’ unione di quest’osso la posteriore, più grande, alla vena jugula-

coi parietali, curvata all’avanti, disposta di tal re. — Un altro forame, chiamato lacero-an-
maniera clic il frontale s’ appoggi in alto so- teriore., costituisce all’ innanzi il termine di
pra ciascuno de’parietali che lo sostiene in bas- c[uesta scanalatura: il qual forame è forma-
so, offerente delle incastratture poco palesi, e lo dall’unione dello sfenoide, dell’ occipitale
avente il suo termine nelle fosse temporali, per e della sommità della rocca essendone chiu- ;

mezzo di due estremità che vi si biforcano ;


la sa compiutamente 1’ apertura da una sostan-
porzione della regione epicranica del parietale, za cartilaginosa. Si osserva poi la faccia in-
situata sopra la linea curva del temporale ;
feriore della rocca, quindi un’ altra scanala-
una sutura nominata lami) doi dea ^ formata tura che risulta dall’ articolazione dell’ ante-
dall’ unione dell’ occipitale coi, parietali, la riore suo margine collo sfenoide, e si fa conti-
quale, sempre assai evidente, presenta del- nua con la scissura glenoidea. Finalmente,
le incastrature profonde, assai sov^ente delle os- (piesta metà delia regione inferiore è termina-
sa vormiane, e offre in alto le sue due metà ta, nei lati, dall’ inferiore porzione della fac-
riunite per un angolo rientrante che riceve cia zigoma to-temporale dello sfenoide, e da
l’occipitale, si dirige in basso verso il tem- una sutura, la quale, cadendo ad angolo so-
porale ove biforcasi, o più presto si riunisce pra la scanalatura precedente, unisce questa
da ciascun lato a due piccole suture che risul- porzione al temporale. La metà anteriore —
tano dall’ articolazione di cpiest’ osso coll’ oc- della regione inferiore è, siccome dicemmo, ,

cipitale e coll’angolo posteriore-inferiore del confusa colla faccia; di modo che, nel descri-
parietale; finalmente tutta quanta la parte la- verla, è mestiere indicare eziandio degli og-
terale della regione esterna dell’ occipitale si- getti che spettino a quest’ ultima. Vi si distin-
tuata sopra gran foro. Questa regione è in
il gue i ° sopra la linea mediana, e dall’ indie-
:

principal modo coperta dai muscoli occipito- tro all’ innanzi, la sutura trasversale che uni-
frontah. sce l’occipitale allo sfenoide; la giuntura di
Regione inferiore. — Si estende rjuesta quest’ ultimo col vomere; la sua unione col-
dall’ indietro al davanti, dalla parte posterio- la lamina etmoidale la parte superiore di
; i

re del foro occipitale alla radice del naso, c questa lamina che si confonde con la cribro-
trovasi, da ciascun lato, limitata da una linea sa finalmente la sua articolazione colla spi-
;

ineguale che passei’ebbe sopra 1’ apofìsi ma- na nasale 2.® a ciascun lato si trovcino diver-
;

stoidea, sopra la cavità glenoidea, sopra la cre- si Esaminandoli dall’interno all’e-


oggetti.
sta die divide la regione temporale dallo sfe- sterno i.*^ si vede tutta la superiore parete
:
if

noide, e parimenti sopra 1’ articolazione del- delle fosse nasali, formata in dietro, ov’ essa à
l’osso mascellare col coronale. —
La sua parte è depressa, dallo sfenoide all’ innanzi, dove ;
ic

posteriore è a nudo; l’anteriore è confusa con si eleva, dalla lamina cribrosa; offerente una ir

la ficcla. Descriviamo prima la prima che li- sutura che risulta dall’unione delle due ossa; !

mita in avanti l’apertura posteriore delle fosse 2 .° Più all’ esterno; si scorge sopra una stessa i|i;

nasali. Si osserva in quesla porzione posteriore ;


linea, dall’ indietro all’ innanzi, la base delle ip

T.*^ Sopra la linea mediana, dall’ indietro al- apofisi pterigoidee, unione dell’ osso palati-
1’ à

ì’innanzi,il foro occipitale, la superficie basilare no collo sfenoifle, il forame sfeno-palatino che ì|

ed una scanalatura trasversale, ch’è indizio del- ne risulla, la giuntura dello sfenoide e del pa- i i

la unione dello sfenoide coH’ocGipilale 2.*^ da


;
latino coll’etmoide, Paiiicolazione delle masse if

ciascun lato, e nella stessa direzione, il termine laterali di c{uest’ultimo col coronale, fìnalmen- (|;

della faccia esterna dell’occipitale, del quale ab- te la unione di questo coll’ unguis e coll’ osso |p
biamo osservala la maggior parte nella regio- nasale 3.° affatto al di fuoi’i, questa parte an-
;
j

ne superiore; una scanalatura profonda, ob- teriore della regione inferiore del cranio pre- |{;

bliquamente diretta all’interno e all’ innanzi, senta una superficie concava che costituisce la ih

lisultanle dall’articolazione della rocca col la- volta dell’orbita, e finisce per una linea dove ;r

teralemargine dell’ occipitale. Questa scanala- si congiungono, il coronale, il mascellare e lo p

Itiraha posteriormente il suo termine nella sfenoide. All’ estremità di questa linea, la su- h
fossa iugulare cavità assai profonda, d’ or- perfide esterna del cranio comunica coll’inter- ili

dinario più anqna a destra, qualche volta na mediante fenditura sfenoidale. Per lien
la I

da ambe parli uguale, di rado più larga a si- disccrnere tutta quesla parte della regione in- ji
OSSI B LORO DiPEXDKN/tB
fcriore, è uopo esamìuarìa specialiueuie c seminata d’ inipresslunl cerebrali e di solchi
^bopia un taglio verticale della testa. arteriosi. \discerne i.^ sopra la linea me-
i si :

I
Région laterale. —
I^a regione laterale diana, e dall’ avanti all’ indietro, la eresia co-
Î
è irregolare, estesa clalP indietro all’ avanti, ronale; il solco sagittale.) esteso da questa
. daU^ sutura larabdoidea all’ apofisi orbitale cresta alla protuberanza occipitale interna,
;
esterna. E divisa questa in due porzioni la ; contenente il seno longitudinale superiore.,
• prima, posteriore e più piccola, ol'fre, dall’ in- e offerente 1’ unipne dei due pezzi del corona-
l dietro all’ avanti, il foro mastoideo, la scana- le la parte interna della sutura sagitiale, me-
;

1 Jatura digastrica, l’apofisi mastoidea, l’orifizio no visibile che l’esterna; la parie superio-
I del condotto uditorio esterno, la cavità glenoi- re dei mezzo dell’ occipitale; 2 .*^ da ciascun
[ dea, e 1’ che ne deriva. La
apofisi trasversa lato, e col medesimo ordine, la regione cere-
i seconda porzione, cb’ è più estesa, porta il brale del frontale, eccetto le fosse orbitali la ;

)
nome ài fossa temporale ; è concava all’ in- sutura coronale, la regione cerebrale del pa-
nanzi, piana e anche convessa indietro, em- rietale, una parte della sutura larabdoidea, le
piuta dal muscolo crotafite, e formata in alto fosse occipitali superiori.
dal parietale e dal coronale, in basso dal tem- Base del cranio. —
La base del cranio,
porale, dallo sfenoide,e dall’osso mascellare. Vi elevatissima all’ avanti, addiviene sempre più
si scorgono parecchie suture la coronale vi
: jirofonda all’ indietro, per modo die forma
termina cadendo sopra il terzo anteriore di una specie di piano inclinato sommamente ine-
un’ altra che attraversa la faccia temporale in guale: i.° sopra la linea niediana gli oggetti
tutta la sua estensione, che è incurvata all’ in- che vi si presentano sono, dall’ avanti all’ in-
dietro, trasversale all’ innanzi, e che unisce, dietro, il foro cieco o spinoso; l’apofisi cresta
nel primo verso il temporale al parietale, di di gallo e le grondaie etmoidali tutte sparse da
guisa che questo sostiene 1’ altro che forma fori, che limitano due linee, le quali sono indizii
spesso sporgenza all’infuori; nel secondo verso, deH’unione del coronale coll’etmoide, sopra le
lo sfenoide al parietale ed al coronale, e quest’ul- quali scorgesi 1’ orifìzio dei fori orbitali inter-
timo all’ osso mascellare. Da rpiesta sutura ne ni una sutura trasversale formata daH’etmoi-
;

nascono, in basso, due altre perpendicolari che de e dallo sfenoide; la superfìcie piana di que-
congiungono, 1’ anteriore, il temporale allo st’ ultimo osso sopra la quale si appoggiano i

sfenoide, la posteriore quest’ vdtimo osso al nervi oìfattorii il solco trasversale destina-
;

mascellare. La fossa temporale è limitata in to pei nervi lamina


ottici, la fossa pituitaria, la
alto dalla linea curva che è segnata a principio quadrata dello sfenoide, una linea trasversale
sul coronale, poi sul parietale, infine sul tem- che corrisponde alf articolazione dell’ occipi-
porale; essa si fa continua, indietro, con una tale colio sfenoide, la grondaia basilare, il
delle branche della radice dell’apofisi zigoma- gran foro occipitale, la cresta occipitale inter-
tica, margine posteriore del mascel-
avanti col na, e la protuberanza dello stesso nome; 2,.^
lare. La medesima dà inserzione all’ aponeu- da ciascun lato, e all’ avanti, si osserva una
rosi del crotalìte, e finisce in basso e all’ inter- superfìcie convessa che serve di appoggio ai
no per una cresta trasversale partenente allo lobi anteriori, formata dalle goblìe orìritali e
sfenoide, in basso e al difuori per 1’ arco zi- dalla parte superiore delle apoflsi dell’ Ingivas-
g07?iatico. Questo, molto allontanato qual è sia, limitata indietro da un margine ottuso
<lal cranio, convesso
al difuori ov’ è sottocuta- che riceve la scissura del Silvio. Le due parti
neo, concavo internamente ove corrisponde al che formano questa superfìcie sono separate
crotafite, risulta dall’ unione dell’ apoflsi dello da una sutura trasversale. Si vede nel mez-—
stesso nome col mascellare. Nel terzo anterio- zo una fossa larga al di fuori, ristretta all’ in-
re del quale scorgesi traccia di cjuest’ unione terno, formata dallo sfenoide eli’ è avanti, c
eh’ è di tal fatta clie il secondo sostiene il pin- dal temporale eh’ è indietro, limitala nella
juo. L’ apeneurosl temporale in alto, il masse- prima posizione dalla fenditura sfenoidale, nel-
tere in basso, si attaccano a quest’ arco, che la seconda dal margine superiore della rocca.
si biforca, come abbiamo veduto, all’ indietro, Questa fossa, attraversala da due solclfì arte-
e si confonde all’ innanzi colla faccia, per mez- riosi che nascono dal forame sfenospinoso, of-
zo del mascellare. fre la traccia della grande sutura che noi
§ I/. Superficie interna del cranio. — ;

abbiamo veduto attraversare la fossa tempo-


Questa è concava, un poco manco estesa che rale; 2 .*^ di quella che nascendo sotto questa
,
1’esterna, e comprende due parti, la volta e unisce lo sfenoide al temporale 3.^ d’ una
;

la base, separate 1’ una dall’altra, per un taglio terza formata dall’unione dell’ an terior mar-
del cranio che, dalla parte interiore delta cre- gine della rocca collo sfenoide: il foro lace-
sta coronale, si recasse, passando sopra la base ro-anteriore compie, all’ innanzi, quest’ ulti-
<lellerocche, alla protid)eranza occipitale. ma. Si vede inoltre, in questa fossa, 1’ orifì-
olla del cranio. —
La volta del cranio, zio dei fori mascellare superiore, mascellare
al par che la l)ase, è vestita dalla dura-madre. inferiore, e sfeno-spinoso, e quello del mea-
32 APPARATI DIiLLA LOCOMOZIONE
to del Falloppio. —
Indietro osservasi un’ ai- statuire con precisione, i punti ossei si svilup-
ira fossa più profonda che la precedente, ri- pano da principio alla base, che si ossifica la
saltante dall’ unione della faccia posteriore prima, poi sopra diverse parti della volta, vie-
della rocca, di una piccolissima parte del pa- ne a dire, ne’ luoghi corrispondenti al centro
rietale, e d’ una gran parte della faccia cere- delle ossa che deggiono comporlo. Questi pun-
brale dell’ oecipitale, limitata all’ innanzi dal ti, tardi ad ampliarsi, rimangono lunga pezza

margine superiore delia rocca, indietro dal isolati gli uni dagli altri per ispazii membra-
solco laterale. Al fondo ci hanno due sature nosi che vanno sempre diminuendo. Si forma-
che uniscono 1’ occipitale, 1’ una colla circon- no allora le ossa vormiane mediante il mecca-
ferenza del temporale, 1’ altra col posterior nismo sopraddescritto. Già si capisce quale van-
margine della rocca. Sono queste continue e taggio derivi, pel parto, dalla soinnia mobilità
nella medesima direzione interrotte dal foro e dalla flessibilità che producono nelle ossa del

;

lacero posteriore. L’anteriore poi è in un pic- cranio queste membrane intermediane. Se


colo infossamento che riceve il seno petroso si esamini un cranio alia nascita, ecco lo stalo

inferiore. 11 solco laterale^ una parte del quale in cui lo si trova: la base è affatto ossificata, ec-
limita indietro questa fossa, è d’ordinario più cetto le parti più salienti, e per conseguente più
grande al lato destro talvolta al lato sinistro
; ;
lontane dai centri primitivi di ossificazione, co-
varietà che procede dalla differente maniera me la lamina quadrata dello sfenoide, le apofisi
onde si divide il seno longitudinale; concorro- ciinoidee anteriori esimili. La medesima dis-
no a farmarlo P occipitale in alto, il parietale posizione osservasi in pari guisa nell’ etmoide,
e il temporale nel mezzo, l’occipitale di nuo- i cui uffizii non sono che troppo tardivi, e che

vo in basso. Si dirige esso a principio oriz- non forma quasi a quest’ epoca altro che una
xonlal mente dalla protuberanza occipitale in- massa cartilaginosa, nella quale si veggono
terna fino alla rocca, dietro la base della qua- jìochissime tracce dell’ organizzazione cellu-
le discende poi per lievemente risalire e ter- losa che deve seguire. Del rimanente osservia-
minare alla fossa ligulare presso la quale suole
j mo che tutte le parti, cui 1’ ossificazione non
aprirsi il forame condiloideo posteriore. In ha ancora occupato, non sostengono nkmo sfor-
esso ha il suo nicchio il seno laterale. Gli zo nelle esterne pressioni che può provare,
altri oggetti che ne si presentano in questa durante il parto, la testa, pressioni che si eser-
faccia sono il foro uditorio interno e l’orifizio citano soprattutto sui corpi dell’osso sfenoide
dell’ acquedotto della coclea ali’ innanzi, indie- e occipitale, sopra la rocca, e sopra una parte
tro le fosse occipitali inferiori e il forame con- del coronale,! quali, trovandosi ossosi, l'esistono
diioideo anteriore. con efficacia; di maniera che la testa non può
cedere oltre a quanto portano i diametri della
Articolo sua base. Allora mancano interamente le su-
ture alla volta e v’ ha tra ciascun osso uno
;

SVILUPPO DEL CRANIO spazio membranoso composto da due lamine


che si continuano con le due tavole le quali
Nella particolare descrizione delle ossa inegualmente s’ immergono nella loro spessez-
del cranio, abbiamo indicato il modo come za. Se si separi un osso da queste due lamine,
ciascuna di queste si sviluppa. Ora vuole se- si distingue perfettamente, alla ciroonferenza

guirsi P andamento della natura nella forma- di questo, delle piccole dentellature, più o me-
zione generale di co tes ta cavità, no evidenti, le quali altro non sono che l’e-
§ I. Stato del cranio innanzi la coni^ stremità de’ ra^iri
DO ossei ineguali
O recantesi, di-
pinta sua ossificazione. — Nell’ embrione ,
vergendo, dal centro osseo a cotesta circon-
^
'

quando è capace d’ essere osservato, la testa ferenza.


forma una specie di vescichetta ovale che co- Delle fontanelle. —
Poiché gli angoli i

stituisce una gran parte del corpo. Non si sa- d’ un osso piano sono i punti più lontani dal I

prebbe quasi, a quest’epoca, discernere il cra- suo centro, si comprende che i raggi ossei non i

nio dalla faccia. A poco a poco per altro inco- p jmio arrivarvi che tardi, e che, per conse-
mincia quest’ ultima ad apparire, e allora ma- guenza, ne’ luoghi ove molti di silfi Iti angoli i

nifestamente si scorge che il cranio, pel suo tendono a riunirsi, deve esservi degli spazi! 1

volume, ili proporzione .assai marcato, forma membranosi più grandi ecco da che sono co-
:

gran parte della testa. Le pareti di esso sono co- stituite le fontanelle. Se ne distinguono sei,
stituite da una membrana sottile, continua in due in alto sopra la linea mediana due in ;
*

tutte sue parti ove la dura-madre e il periostio basso sopra ciascun lato. Di quelle in alto fan- i

sembrano talmente confusi nella loro soprap- teriore, assai larga, trovasi all' unione dei pa-
])osizione clic impossibile torna il separarli rietali col coronale: ha essa la forma d’ un
con precisione. Per mezzo della dissezione rombo il cui angolo anteriore molto al-
fosse
addiviene essa trasparente come tutti gli orga- lungato. La posteriore, eh’ è assai più piccola ;

ni bianclii. Ad un termino, eh’ è malagevole c di fi.gura triangolare, risulta daU’unione dello i


OSSI i: LORO ÛÎPKrsrDBN'ZE 33
occipitale coi pariekili. Le due che ciascun dei fosfato calcareo. Si osserva che questa spes-
latooffre nella sua parte inferiore, sono di sezza sempre crescente delle ossa costituisce
forma irregolarissima: Luna è posta sopra una differenza tra esse e gli altri sistemi,
r apofisi inastoidea, alla estremità della sutura che, nel vecchio, si stipano, si raccorciano, ad-
lamboide, e separa il parietale; l’occipitale ed divengono più picciole. Le suture si scancella-
il temporale l’altra è nella fossa temporale
; no prima all’ interno, poi al di fuori, e il cra-
là dove deggiono unirsi il parietale, il coronale nio diventerebbe alla perfine un solo pezzo,
e lo sfenoide. Attraverso tutte queste fonta- se la morte non antivenisse codesto fenomeno.
nelle, sentono facilmente le pulsazioni del
si Ninna cosa è più focile che il poter assicu-
cervello. —
Nei successivi progressi dell’ ossi- rarsi, mediante un esperimento, della diminu-
ficazione, il cranio, che s’ accresce in una ma- zione, sempre più sensibile con 1’ età, de’ ri-
niera assoluta, diminuisce in proporzione del- masugli della sostanza membranosa che ha ser-
la faccia e delle altre parti, le quali assumono vito priiuitivamente all’ ossificazione e che,
più notabile aumento. Nulla meno esso prevale dopo l’età adulta, non è destinala che all’ u-
ancor molto tempo, e solo ad un’ epoca avan- nione delle ossa del cranio. Consiste quest’ e-
zata trovasi esso con la faccia, in quella cor- sperienza nel sottoporre a lunghissima bolli-
rispondenza che deve conservar sempre. zione dei cranii di differenti età cotale sostan-
:

Formazione delle suture. Mentre che — za si fonde e dilegua in gelatina al pari di


sisviluppa la faccia, si ossificano quelle parti tutti gli organi bianchi sottoposti all’ esperi-
della base eh’ erano solamente cartilaginose. mento medesimo ma poiché, in quelli dei
;

Nella volta, i margini corrispondentisi si avvi- fanciulli, essa ha più estensione e in propor-
cinano, e le suture si formano, non per una zione più lunghezza, così lascia tra le ossa uno
pressione meccanica siccome comunemente si spazio vuoto maggiore, di modochè, nella pri-
spiega, ma nel modo seguente: le dentellature ma età, torna agevole il disarticolare i teschi
le quali, come dicemmo sopra, esistono primi- così bolliti. Nelle età seguenti, per lo contra-
tivamente nascose nella spessezza della mem- rio, essendosi ristretta la sostanza, lo spazio
brana che per loro è separata, s’incontrano al- che lascia è quasi nullo, le ossa si attaccano pei
lora. si ricevono, e vicendevolmente s’incrocia loro incastri, tutto che dileguatasi la sostanza,
no. Questo è sì vero che non si trovano queste e la disarticolazione è difficilissima. A questa
dentellature molto palesi , innanzi il termi- cagione conviene aggiungerne un’ altra, cioè,
ne dell’ ossificazione, altro che sopra le ossa, le che i medesimi organi bianchi si fondono as-
quali con la riunione loro doggiono formar sai più difficilmente nell’adulto e nel vecchio
le suture e che non se ne veggono che di as-
;
di quello che nel bambino e che, mentre ogni
;

sai poco sensibili sopra i margini corrispon- sostanza intermediaria alle ossa è nel cranio di
denti di pezzi ossei i quali deggiono riunirsi, questo svanita, riraansi nei cranii degli altri,
come sopra quelle del coronale. Egli è però anche dopo una lunga ebollizione, delle fibre
possibile che incontrandosi, i punti salienti che che non sono fuse.
formano le estremità de’ raggi ossosi si devii-
no un cotai poco, e mutino talvolta la direzio- A rticolo LM.
ne da ciò, senza dubbio, addiviene che que-
:

stepunte, e quali erano affatto dritte innanzi la DEL MECCANISMO DEL CRANIO
fo rmazione delle suture, ci presentino talora
delle curvature in queste suture medesime in : Destinato, come
fu, a proteggere il cer-
ciò solo consiste 1’ influenza meccanica che vello, doveva cranio essere dotato di molta
il

provano i fenomeni della loro formazione. solidità per poter resistere all’azione de’ corpi
§ IL Stato del cranio dopo la sua os- esteriori ora il meccanismo di (juesta resi-
:

sificazione. —
Nell’ adulto, il cranio che fin stenza è differente nella tenera età e presso
qui era cresciuto specialmente in larghezza, e 1’ adulto.

che possiede, a siffatto tempo, tutta la sua ca- §. I. Resistenza del cranio nel hamhì-

pacità, continua a crescere in ispessezza, come no. —


Nel bambino, la base del cranio intera-
generalmente avviene di tutto il corpo la cui mente, come vedemmo, ossificata, resiste effi-
altezza è oggimai stabilita a quest’ epoca, ma cacemente alle esterne pressioni, le quali, per
che continua a crescere in grossezza. Le sutu- questo modo, non ponno operare sulla cor-
re sono compiute, nè rimane, tra le incastra- rispondente parte del cervello; disposizione
ture die appena un poco sensibile residuo del- essenziale, perciocché questa è la più impor-
le due lamine membranose, la cui ossificazione tante parte dell’organo cerebrale, siccome pro-
si opera con 1’ età. —
Finalmente nel vecchio, va la prontezza con la quale le offése della me-
molte ossa nella base del cranio si saldano in- desima producono la morte. —
La volta resi-
sieme, come lo sfenoide coll’ occipitale, il pri- ste, a questa età, in modo diverso della ba-
mo coir etmoidale e slmili ; la volta acquista se preserva il cervello dall’ influenza delle
:

una spessezza considerabile per l’accumularsi esterne violenze esercitate sopr’ essa cedendo
Lue ici. Med. T. I. 5
•>4 APPAHATO DELLA LOCO^TOZTOXS
aile mederfme, o [jîottosto evifa ie scosse trop- F intermezzo della regione orbitale, si va a
po forti die potrebbono esservi impresse, e perdere sopra lo sfenoide.
le fratture di cui essa medesiuKi potrebbe di- Adunque qualsiasi sforzo esercitato eulLa
venire la sede. Le ossa, ond’ è composta, sepa- sommità della testa si concentra alla fine in
rate per ispazii raerabranosi che ne favorisco- mezzo alla base del cranio, sopra la linea me-
no ravvicinamento, si muovono le une so-
il diana, cioè sul corpo dello sfenoide e sulFapo-
pra le altre, si abbassano ma non si rompono. fìsi basilare parimenti può dirsi che quan-
;

Può eziandio seguirne la compressione medio- tunque maltrattata la sola volta, tutto
sia stata

cre deir organo cerebrale che poco deve te- ciò che è alla base si trova generalmente scos-
mersi, dapoicliè la parte, che corrisponde a so. Dopo ciò, non deve esser cagione df ma-
questa volta, è la meno importante. E noto raviglia che, malgrado
perdita sofferta dal
la

che, nel parto, la testa muta qualche volta pa- movimento nella sua diffusione, si osservi-
lesemente la forma senza effètto funesto nel- no sì frequenti le fratture alla base del cra-
r attraversare che fa il bacino ora molti par- : nio e spezialmente alla rocca, ne’ colpi vio-
li riuscirebbero pel feto mortali, se F unione lenti recati sopra la volta. Questo in fatto è
del cervello, della midolla allungata e del cer- un fenomeno che desta maraviglia a tutti quel-
velletto corrispondesse alla volta, o se la base li che aprono i cadaveri d’individui morti da

presentasse la mollezza di questa. ferite del capo, vedere cioè la rocca, le qua-
il

§ IL Resistenza
del cranio nelle se- le è pure sì dura, così sovente rotta per contra
guenti età. —
Neir adulto Fossifìcazioni delle colpo. Anche allora quando non evvi frattura,
ossa del cranio essendo compiuta, trovandosi ilsangue ch’esce dalle orecchie, dal naso, dagli
le suture interamente formate, cangia del tutto occhi è frequentemente F effetto della scossa
nella volta il modo di resistenza, cpiello della di cui sono sede gli organi dell’udito e le fos-
base rimanendo uguale vale dire che nelle
: senasali e orbitali, nell’istante in cui propagano
pressioni anteriori, posteriori o laterali, più o il movimento.
meno gagliarde , che ponno esercitarsi so- Il modo come difonde il movimento
si

vr’essa, cfuesta base resiste per lo sostegno re- nei colpi laterali anteriori o posteriori, non è
ciproco che si prestano le ossa ond’ è compo- sì facile a statuirsi come nel caso precedente;
sta. —
Poiché la volta è suscettibile di ricevere essendo qui più oscuro il meccanismo del cra-
dei colpi in tutte le direzioni, in alto, ai lati, nio. Questa difficoltà dipende dalla mobilità
a'Favanti, alF indietro, esaminiamo ciò che ne di cui gode, in tale circostanza, la testa men- ;

avvenga in ciascliednno di questi casi. Imagi- tre, quando F urto è superiore, trova essa un
niamoci in prima un colpo recato alia sommità, appoggio opposto a quello sopra la colonna
per la caduta d’un corpo grave, per Furto della vertebrale.
testa contro un corpo duro e simili, c ancora Ma durante un urto laterale anteriore
se,
per una pressione esercitata perpendicolarmen- o posteriore, noi supponiamo la testa appog-
te, da un peso situato sopra la testa e simili. Ec- giata contro un corpo resistente, allora la su-
co che avviene in questo caso: il movimento si perficie sopra la quale la volta si appoggia,
divide e propaga sopra tutti i punti, su tutti i rappresenta, rispetto a questi diversi urti, ciò
lati, alF avanti alF indietro la porzione che : eh’ era la base del cranio nel superiore. Donde
opera lateralmente tende a separare alF in- si scorge che il meccanismo dev’ essere molto

fuori i parietali; ma
sutura longitudinale
la diverso, secondo il luogo ove fu diretto il col-
che congiunge c[ueste ossa allo sfenoide e al po, secondo la superficie del eranio che serve
temporale, è siffatta, che i due ultimi forma- di punto d’ appoggio, e secondo che F opposi-
no da ciascuna banda una specie di sostegno zione è diretta o indiretta fra cjuesti due pun-
che resiste a questa separazione, la quale non ti e via parlando. Nel v^ecchio, la saldatura di

può succedere senza clF essi medesimi sosten- quasi tutte le ossa pone il cranio in una di-
gano un movimento di leva che tende a rav- sposizione ancora più favorevole alla comuni-
vicinare le rocche, e rafforzare, per conseguen- cazione del movimento ma, d’altro canto la
;

za, la loro articolazione colF occipitale e collo cresciuta spessezza di queste ossa fa che oppon-
sfenoide di modo che tutto lo sforzo laterale
;
gano una gran resistenza alla soluzioni di con-
viene a concentrarsi sopra la linea mediana tinuità.
della base del cranio. Questo è parinaenti il pun- Dietro questa breve esposizione del mec-
to ove mette capo la porzione posteriore del canismo del cranio, si può agevolmente render
movimento che segue la direzione delFoccipila- ragione delle fratture per controcolpo che so-
le,e cfie si concentra sopra Fapofisi liasilare e prarrivano allora che certi luoghi del cranio
sul corpo dello sfenoide. Kispetto alla porzione offrono minor resistenza, di quello che venua
anteriore, egli è il frontale che la trasmette : colpito, al movimento che generalmente dif-
una parte si perde nella faccia, mediante le ar- fondesi. Egli è a notare che questa distribuzio-
tic )lazioni dell’ anzidetto osso con quelli che ne generale del movimento e per consegueï)-
co'upongono la medesima ;
F altra parte, col- za il controcolpo, non avvengono mai, fuori
OSSI E LORO DIPENDENZE co

ì casi die il corpo, ond’ è colpito il cranio, § IL Dimensioni della faccia. —


Sensi-
una cerla superficie. Infalli, cpiando
jiresenli hilissima all’ avanti é 1’ altezza della faccia. T^a
sia il moviniento si concentra in quel
acuto, linea che, da questa banda, misura cotale di-
sito medesimo, e la frattura vi si opera dirit- mensione è quella che estendesi ilalla gobba
tamente. Rendiamo la cosa più evidente con nasale all’ estremità della sinfisi del mento. Va
un esempio poni una mano alP estremità
:
questa altezza sempre diminuendo verso l’in-
dùnia trave percuoti l’altra estremità con un
:
dietro di maniera che la linea la quale dalla
martello appuntato. Lo stromento si profon- base del corpo dello sfenoide discende alla
derà, nè scossa alcuna verrà comunicata alla spina nasale posteriore, e misura ipiest’ altezza
tua mano; sia dopo ripetuto resperimento in tale ultimo senso, è assai più breve che l’al-

I
medesimo con un martello a testa lariramente ò?
tra. —La larghezza della faccia, riguardata in
convessa la scossa sarà violenta. Facile è l’ap-
: avanti, é assai manifesta nella sua terza parte
,
plicazione di questo fatto. superiore ;
ad evidenza diminuisce ne’ suoi
due terzi inferiori. In generale 1’ estensione
DELLA FACCIA trasversale più notabile, è tra le due ossa del-
la guancia essendo tutto c|uelio che vi sia so-
;

Articolo I. pra assai largo e c[uello che vù sta sotto assai


;

più ristretto. A misura che si esaminano verso


CONSIDERAZIONI GENERALI SOPRA LA FACCIA l’ indietro le dimensioni trasversali della parte

superiore della faccia, si scorge che vanno di-


La faccia situata al disotto e all’ innanzi minuendo ;
sicché l’ intervallo tra le due apofi-
del cranio, è limitata in alto ila questa cavità, si pterigoidee n’ è la parte più stretta. Quan-
lateralmente dagli archi e dalle fosse zigoma- do vi si trov^ano unite le branche del mascel-
tiche, indietro da un’ escavazione consideralii- lare inferiore, allora la parte più allargata del-
le che corrisponde alla superior parte della fa- la faccia è appunto questa. La lunghezza —
ringe. La forma n’ è abbastanza compiutamen- della faccia, considerata in alto, è più notabile
te simmetrica, ma ciascuno de’ suoi lati pre- che in basso nella prima regione, la più lunga
:

senta una figura irregolarissima. dimensione è quella compresa tra la parte in-
§ /. Figura
della faccia. Per formar- — feriore del corpo dello sfenoide e la radice del
si un’ idea esatta di questa figura, egli è uopo naso nella seconda, la più breve giaco fra la
;

esaminare la faccia non pure all’ innanzi, ma spina nasale anteriore e la posteriore.
nuche in tutte le sue dimensioni ora si può in : §. III. Direzione della faccia. Angolo
tale guisa comprendere, con un solo colpo facciale. —
Esaminata anteriormente, la fac-
<r occhio, quasi tutta la massa delle ossa che cia non presenta una direzione perpendicola-
la compongono esaminandola in un taglio
, re; ma offre un’inclinazione in avanti che ha
perpendicolare della testa che siasi eseguito de’ gradi variabilissimi secondo i differenti
sopra la linea mediana. Allora si scorge che la popoli, ed eziandio i differenti individui. Fu
faccia trovasi compresa in uno spazio triango- appunto questo grado d’ inclinazione che si è
lare, il cui lato superiore, più lungo, è forma- tentato dalla maggior parte dei notomisti, dopo
to da una linea ineguale che separa il cranio il Camper, determinare con la misura dell’ n/i-

dalla faccia, il lato anteriore corrisponde alia golo facciale., che risulta dall’ unione di due
ftccia propriamente detta, e il lato inferiore linee di cui l’una si suppone essere stata tirata
])assa per la volta palatina. — Questo triango- dalla gobba nasale alla parte media della ma-
lo non comprende la mascella inferiore che di- F altra s’ estende dal livello
scella sujieriore, e
])ende, è vero, dalla faccia, ma ne forma una del condotto uditorio esterno al medesimo
parte affatto distinta la quale può essere con- puuto o piuttosto, nel triangolo di cui abbia-
:

! siderata separatamente. — li lato inferiore dei mo fatto parola, Fango'o facciale trovasi la
! triangolo facciale è quasi a livello col forame dove convengono i due lati anieriore ed inte-
occipitale talché collocando la testa sopra un
; riore. — Nelle europee, è quest’ angolo
teste
piano orizzontale, questo foro e la volta pala- in generale di 8o gradi presso i negri non m; :

tina si trovano ugualmente appoggiati, men- ha che 70. Altri popoli sembrano tenersi al
tre rimane fra loro uno spazio triangolare vuo- mezzo fra queste due estremità, essendo tra

:

'
to, eh’ è occupato nello stato naturale dalla questi F angolo di 7 5 gradi, più o meno. Si
sommità della faringe. —
Il livello, ch’esiste osserva una costantissima correlazione fra la
tra il foro occipitale e la volta palatina, pro- grandezza di c[uest’ angolo, la cajiacità del cra-
cede dal discendere il cranio più all’ indietro nio, e quella delle fosse nasali e palatina. —
che all’avanti, sicché, nel taglio perpendicolare Quanto più il medesimo s’accosta al retto, e
della testa, forma esso solo la parte posteriore più il cranio acquista ampiezza all’ avanti, e
di questo taglio, mentre non rappresenta lo più voluminoso è il cerveìio. Per lo contrario,
I
stesso che la metà della parte anteriore, l’ailra presso i popoli in cui addiviene esso pm a-
I metà essendo rapprcocntata dalla faccia. euto, allungasi la faccia, k: cavità del gusto c
,

oO APPARATO DERLA LOCO:«OZ10S!I


cleir odoiTtlo sTikippano alP avalli?, reslrln-
si zione è desso sottoposto a cangiare nelle va -
gesi il cranio, più piccolo diventa il cervello ;
riazioni della sua parte anteriore? lo non
per modo che polrebbesi statuire che lo svi- ho fatto bastevoli ricerche per risolvere tale
luppo degli organi del gusto e dell’ odorato questione. Del rimanente, se, a misura che
sia, in generale, in ragione inversa di tjuello la fàccia si reca all’ innanzi, le apofisi pteri-
della (cavità del cranio, per conseguente del goidee non seguono, in proporzione, siffatta
cervello, e, fino ad un certo punto, dell’ intel- inclinazione, le narici allora deggiono acqui-
ligenza. stare maggior ampiezza: se l’inclinazione di
È quest’ idea generalmente esatta ;
ma la tali apofisi segua cjuella della parte anteriore

misura che giova ad istabilire siffatta correla- della faccia, allora aumentasi la faringe ; essen-
zione non è precisa in fotti, le due linee che
; do che il foro occipitale rimane sempre, ai-
formano l’angolo facciale sono soggette a mol- fi incirca, nella medesima posizione.

§ IV.
liplici variazioni la porzione del cranio so-
: Osservazioni intorno le ossa del~
pra la quale passa la linea anteriore cifre so- la faccia. — Un’ osservazione molto essen-
vente parecchie varietà che non dipendono ziale a farsi rispetto alla faccia è questa che,
dalla capacità di quello. Per questa guisa ap- tra le ossa che la costituiscono, quantunque
punto l’ inspessimento delle ossa che lo com- più numerose di quelle del cranio, se ne trova,
pongono, in ispezie del frontale, lo svilup- in proporzione, assai meno di collocati sopra
po straordinario' dei seni di quest’osso, che la linea media, e per conseguente d’ impari :
rende più prominente la gobba nasale, fa- in fatti tali non sono altro che il mascellare in-
cendo più elevata la fronte, tendono a ren- feriore ed il vernerò tutte le altre .sono irre-
:

dere perpendicolare questa linea anteriore, golari e pari anzi queste due ossa eziandio si-
;

tuttoché la faccia non muti per niun modo la tuate sopra la linea mediana non ponno es-
propria direzione e ponno così dar luogo a
; sere riguardate come mezzo d’unione per le
gravissimi errori. La mancanza di proporzio- altre, e come destinate ad impedirne la sepa-
ne tra il cranio e la faccia, eh’ è naturale pres- razione, da poiché l’uno, mobilissimo, é stra-
so il bambino,
variare la linea anteriore a
fa niero al meccanismo della superiore mascel-
tal segno che, in quest’ età, 1’ angolo facciale è la, e l’altro, iniraohile e collocato in questa

(

di 85 e perfino di 90 gradi. La depressione mascella, è troppo sottile perchè possa ser-


degli alveoli, dopo la caduta dei denti, può in vire a quest’ uso, al quale lo rendono, d’ al- i

pari grado diminuire 1’ obbliquità della linea tro canto, inetto e la sua posizione e le sue

i

anteriore al contrario, la protuberanza degli


: connessioni. La solidità della faccia non I

alveoli tacendo sporgere nella sua parte inferio- dipende adunque da queste ossa medie che j

re la superiore mascella, accresce alcuna volta sono come la chiave delle parti fra le qua- «

sì fatta obbliquità onde 1’ angolo facciale può


; li si trovano ma bensì dipende da quella spe-
; j

ora ingrandirsi senza che la cavità cerebrale eie d’ incuneamento in cui se ne stanno le ;

si prolunghi più all’ avanti e la faccia si acco- sue ossa.


sti di più alia perpendicolare ora può diven- ;

tare più acuto, senza che questa si rechi in to- Articolo II.
talitàpiù all’ avanti. La linea inferiore non — \

è soggetta a minori variazioni dell’anteriore,


l’crciò, a conseguire più esatti risultamenti
DELLE OSSA DELLA FACCIA IN :

converrebbe possedere una misura stabilita


PAUxTlCOLAKE
solamente sopra la faccia, e avrebbonsi ancora
numerose eccezioni a così fotta misura la qua- La faccia contiene più ossa che il cranio ;

le segna le rispettive relazioni tra la capacità essendo vene tredici.E reso necessario siila t- ‘

«lei cranio e quella delle fosse nasali e palati- to numero dalle numerose cavità e dalle fre- 1

na. In generale la struttura, del pari che i fe- (pienti eminenze che si trovano per la com-
nomeni della vita degli animali, non s’atten- plicazione della sua struttura. Dodici tra queste |

gono punto a queste precise relazioni di gran- ossa par tengono alla mascella superiore che j

«lezza e di forma che sono gli oggetti di cal- rappresenta una spezie di contrappeso osseo il 1

colo nelle scienze fisiche. Cuvier, al quale an- quale sostiene gli sforzi della inferiore mascel-
diamo debitori di molte osservazioni intor- la. Questa poi non è formata che di un solo
no all’angolo lacciaie e delle misure di que- osso.
st’angolo in diversi animali, ha mostrato assai Del mascellare superiore.
§ I.
— Ossa 1

bene siccome, nell’ anatomia comparativa, irregolare, occupante il mezzo della taccia, [

queste misure sieno lontane dall’ offrire con concorrente a foiinare bocca, il naso e le or-
la
|

precisione, nella catena degli animali, la serie bile, diviso in faccia zigomato-focciale, orbita-
delle relazioni fra i crani! e le facce. — Così le, e palato-nasale.
nella parte posteriore la iàcciainchina alcuiì Faccia zigoina t o-facciale. — Vi si os-
{

|
poco in avanti : ma il grado di questa inclina- serva, dall’ avanti all’indictro, un piccolo mar- [
OSSI li Lu au UU'LM;LK/.K

gine saliente articolato con 1’ osso opposto, zigomalo-facciale mediante l’arco alreolarc su'"
terminalo in alto da una spina, eli’ è la metà periore. 11 cjuale, più sottile coni' è aranti che
della spina nasale anteriore^ e sormontato indietro ore dà attacco al buccinatore, pre-
da una incaratura larga in basso, ristrella in senta in basso gli alveoli., la cui fìgura e gran-
alto, die concorre alP apertura anteriore delle dezza corrisponde alla specie di denti che
fosse nasali una fossetta per F inserzione dei
;
contengono: onde quelli de’ molari sono di-
mirtiforme la fossa caiiina ove si Irora-
;
risi come questi denti. All’interno
le radici di

no, in alto, F orifìzio del canale sotto-orbita- e all’ esterno di questo margine si scorgono
le; più basso, F attacco del canino, e un mar- delle preminenze e degl’infossamenti corri-
gine assai sporgente, arrotondato, die separa le spondcrrli agli alreoli e ai loro tramezzi. Al —
fosse zigomatica e la canina; la tuberosità ma- terzo interno di questa regione, si osserva Fa-
scellare inegualissima, più prominente aran- pojisi palatina., eminenza larga, appianala, o-
ti F erruzione delF ultimo dente, e perforata, rizzontale assai spessa alFaranti, corrisponden-
dai condotti dentali posteriori-superiori, pei te d’iina parte alla bocca, dall’altra al naso, li-
rasi dello stesso nome. mitala dall’arco alveolare nella sua parte ante-
Faccia orbitale. —
Questa è la meno riore, ove scorgesi un solco spettarrle al con-
estesa; forma parte della parete oibiiale infe- aotto palatino anteriore., nella posteriore da
riore, è liscia, restila dal periostio, attrarer- uiì taglio obblic^uo che sostiene F osso palati-

sata dal canale sotto-orbitale., il quale, sem- no, intenramente da un mai gine denso con-
plice solcatura che è alF indietro, accoglie i giunto a quello dell’osso opposto, e sormonta-
rasi e il nerro sotto-orbitale, e si diride, al- to da una piccola cresta che costituisce la me-
l’innanzi, in due parti: F una, seguendo la tà d’una scanalatur a in cui è ricevuto il vome-
primitira sua direzione, apresi nella fossa ca- re. Sopra F apofìsi palatina, ejuesta regione è
nina ;
F altra, picciolissima, discende per F an- verticale; e presenta, dall’ avanti all’ indietro,
teriore parete del seno mascellare, ore qual- la parte interna dell’apofìsi nasale, un solco di-

che rolla si apre, e ra a trasmettere dei rasi c pendente dal canal nasale; l’apertura del seno
de’ nerri ai denti incisori e ai canini. — Que- mascellare, larghissima sopra un osso separato
sta regione concorre posteriormente alla fes- e sormontala da porzioiri delle cellette che uni-
sura sieno-mascellare, s’ articola internamente sconsi alle etmoidali; fìnalmente una superfì-
colFunguìs, coll’etmoide e col palatino, e pre- cie scabrosa che si articola con Fosso palatino,
senta all’ innanzi un margine spettante alla sopra la cjuale scernesi un solco obbliquamen-
circonferenza dell’ orbila. Questo m.argine è te diretto all’ avanti, che forma parte del con-
terminato all’ esterno da un’ eminenza no- dotto palatino posteriore. —
L’ osso mascel-
minata mascellare., triangolare, scabrosissi- lare superiore, spesso e celluloso all’arco al-
ma, unita alF osso del medesimo^ nome in- ;
veolare, verso le apofìsi malare, nasale e pala-
ternamente dall’ apofisi nasale. È questa pi- tina e simili è più sottile e più compatto nel-
ramidale, appianala e liscia al di fuori, ore si le altre sue parti, specialmente cpiando è svi-

scorgono gli orifìzii di alcuni fori rascolari e luppato il suo seno. Deriva la sua formazione
l’inserzione dell’ eleraiore comune più ine- da un solo punto di ossificazione.
guale poi internamente ri è sparsa di solchi
;

§
II. Del inalare. —
Osso irregolare,
arteriosi, e offre, di basso in alto, una cresta quadiilalero, collocato sopia i lati della faccia,
orizzontate coiigiunta al cornetto o turbina- diviso in faccie cutanea, orbitale e temporale,
to inferiore una superfìcie concara, eh’ è por-
;
e in quattro margini, due superiori e due in-
zione del meato medio un’altra superfìcie ine- feriori.
guale contigua all’etmoide.
;


È teiminata da- Faccia cutanea. —
E questa liscia e con-
ranti per un sottil margine a taglio obbliquo vessa, e presenta nel mezzo uno o più fori no-
che appoggia sopra F osso del naso indietro ;
minali malari pel passaggio di ramificazioni
da un solco, da parte del lagrimale in alk>, nervose e vascolari offi e poi inferiormente
:

dal canal nasale in basso, unita pel suo labbio F attacco ai muscoli zigomatici che la ricopro-
posteriore, eh’ è sottile, all’unguis e al cornet- no, siccome gl’ integumenti.
to inferiore, concorrente coll’anteriore alFoi- Faccia orbitale. —
J.a si vede sopra una
lo orbitale ore si attaccano alcune fibre del- grossa apofìsi ricurvaia che nasce alF angolo
F orbicolare. La sommità dell’ apofìsi nasale, dell’osso. E questa concava e poco estesa; for-
troncata e fornita di dentellature, si congiun- ma parte dell’ orbita, presenta F orifìzio dei
ge al coronale. fori mascellari, e finisce all’ indietro in un
Faccia naso-palatina. E questa ri- — margine ineguale, che s’articola in alto col co-
restita in alto dalla membrana pituitaria, in ronale e collo sfenoide, in basso col mascellare
basso dalla palatina. Vi si osser^a, inferiormen- superiore, e corrisponde nel mezzo alla fessu-
te, una superfìcie concara solcata pei rasi e ra sfeno-m ascellare.
nerri palatini, ineguale, spettante alla regione Faccia temporale. —
Questa è concava,
palatina della faccia, e separala dalla regione cd offre, alFinr.anzi, una supcìfìde scalnosa
38 APPARATO DELLA LOCOBIOZIOiVE
che unisce col mascellare superiore, e sor-
SÌ che concorre a formare la lagrimale, tappezza-
monta la porzione posteriore della soprammen- ta da una membrana fìbro-mucosa posterior- ;

tovala apofìsi ; posteriormente, una superficie mente una superfìcie liscia, lievemente conca-
liscia che forma parte della fossa temporale, ed va, rivestita dal periostio; nel mezzo, una cre-
ove si scorge sovente F orifizio posteriore di sta saliente, ove attaccasi 1’ orbicolare.
uno de’ fori malari. Faccia nasale. — Vi si scorge, davanti,
— Ce
'

Margini superiori. ne ha due ;


una superfìcie ineguale, porzione del meato
r uno air innanzi, liscio, concavo, che forma medio nel mezzo una scanalatura longitudi-
;

parte della base dell’ orbita l’altro, indietro,


;
nale assai profonda indietro una superfìcie
;

rivolto sopra sè stesso, nel quale s’ inserisce rugosa che ottura le cellette etmoidali anteriori.
1’ aponeurosi temporale. Nel mezzo sono sepa- Margini. —
L’ unguis è articolato in alto
rati i medesimi da un angolo assai sporgente, coll’ apofìsi orbitale interna del coronale in ;

articolato coH’apofisi orbitale esterna del fron- basso, da una parte, col cornetto anteriore, mer-
tale. cè una piccola linguetta che gittasi all’ inter-
Margini inferiori. — Ve ne ha parimente no, e concorre a formare il canal nasale, dal-
due: nel posteriore si attacca il massetere; al- l’altra coll’osso mascellare, davanti con l’apofìsi
l’anteriore poi, eh’ è inegualissimo e scabroso, nasale di questi ultimo osso, indietro coll’et-
si congiunge 1’ osso mascellare. Nel mezzo , moide. Tutte queste articolazioni si formano
scorgesi un angolo poco saliente. —
I margini per mezzo d’ altrettanti margini. Quest’ os- —
superiori e inferiori dell’ osso malare si con- so, sommamente sottile, quasi tutto compatto,
giungono in due angoli, de’quali il posteriore prende il suo sviluppo da un solo punto.
allungato tagliato ad ugna sostiene 1’ apofìsi zi- § F. Del vomere. — Osso simmetrico,
gomatica, e P anteriore si appoggia sopra l’os- situato nella posterior parte del tramezzo na-
so mascellare. L’osso inalare, denso e un poco sale, sottile,appianato, quadrilatero, diviso in
celluloso all’ innanzi, alla radice della sua apo- facce laterali ed in margini.
fisi, e composto specialmente da sostanza com- Facce laterali. —
Sono queste ordina-
patta altrove, si sviluppa per un solo punto. riamente piane, ma alcuna volta convesse e
§
III. Dell osso del naso. — Osso irre- concave alla parte opposta, sempre lisce e tap-
golare, posto nella parte media
e superiore pezzate dalla pituitaria.
della faccia, quadrilatero, diviso in faccia cu- Margini. —Sono quattro che possono
tanea e nasale, ed in margini. prendere la propria denominazione dalla loro
Faccia cutanea. —
E coperta questa dal posizione. Lo sfenoidale, eh’ è il più alto, pre-
muscolo piramidale e dalla pelle, un poco con- senta due lamine la cui separazione costituisce
cava in alto, piana o convessa in basso, fornita una scanalatura per la sua articolazione collo
nel mezzo d’un foro vascolare assai manifesto, sfenoide le quali due lamine sono ricevute in
:

e sovente d’ altri più piccoli. due scanalature di quest’ osso, li mascellare,


Faccia nasale. —
Questa è concava, sca- eh’ è il più basso e il più lungo, è ineguale ad-
brosa in alto, liscia in basso, sparsa di solchi datlato alla scanalatura procedente dall’ unio-
arteriosi, tappezzata dalla pituitaria. ne delle ossa palatine e mascellari. 11 gutturale,
Margini. —
L’osso nasale s’unisce, supe- eh’ è posteriore, libero, inclinalo all’ indietro,
riormente mediante un margine breve, spesso tappezzato dalla pituitaria, separa le aperture
e dentellato all’ incavatura nasale del frontale ; posteriori dalle fosse nasali. Ifetmoidale, ante-
inferiormente, per altro margine sottile ine- riore, in direzione obbliqua, ineguale, s’ uni-
guale e diretto ohbliquaniente, alla cartilagine sce posteriormente colla lamina etmoidale, an-
laterale; internamente, per mezzo di un taglio terionnente colla cartilagine della tramezza —
obbliquo e largo al dissopra, all’ osso opposto, 11 vomere sottile, quasi tutto compatto, solo un

formando con esso una scanalatura che riceve la poco celluloso e spesso all’ indietro, prende il
lamina e tumida le e la spina nasale del corona- suo sviluppo da un solo punto.
esternamente, per un margine tagliato ad § FI. Del cornetto
le o turbinato inferio-

;

ugna sopra l’ esterna lamina, all’ apofìsi nasa- re. Osso irregolare, situato nell’inferior par-
le dell’ osso mascellare. Quest’ osso è spesso te delle fosse nasali, incurvato sopra sè stesso,
celluloso in alto, sottile e tutto compatto in di figura allungata, diviso in faccia nasale e
basso. Si sviluppa da un solo punto d’ ossifica- mascellare, in margine articolare ed in margi-
zione. ne libero.
§ IF. Dell unguis. — Osso irregolare, Faccia nasale mascellare.
e La pri- —
quadrilatero, situato alla parte interna e ante- ma è convessa la seconda concava, forma
;

riore dell’orbita, offerente due facce. Luna parte del meato inferiore ambedue sono assai
:

orbitale e l’altra nasale, c quattro piccoli mar- scabrose e coperte dalla pituitaria.
gini. Margini. —
Quello eh’ è libero è denso,
Faccia orbitale. — Presenta questa, al- convesso, separato dal piano delle fosse nasali
r avanti, una solcatura cribrata da piccoli fori, o uno spazio variabile, rivestilo d’una ripic-
^

OSSI O LORO DIPElvnEN'ZM 39


L^^lLlra della pituitaria. L’ articolare, inegualis- osso mascellare. Delle
incavata, 1’ anteriore all’

si ilio, olire dall’ innanzi air indietro, un pie- due


1’ una, superiore e
Iacee t le non articolari
colo orlo sottile, per congiungersi^all’ apofisi.'^ìiscia, forma parte dell’orbita; l’altra ester-
iiasale del mascellare ; una lieve eminenza ni- na, die fa parte della fossa zigomatica, è sepa-
ramidale, appianata, articolata per la sua som- rata dalla precedente per un piccolo margine
mità coll’ unguis, mediante i suoi due margini spettante alla fessura sfeno-niascellare. L’ emi-
coi due labbri della scanalatura delle apofisi nenza posteriore, men grossa, più larga, so-
nasali; una o più prominenze variabilissime che prattutto alla sua base, forma all’interno parte
s’ uniscono albetmoide una lamina ricurvata,
;
delle fosse nasali, appartiene esternamente alla
rivolta in basso, che si applica sopra 1’ orifìzio fossa zigomatica, e s’ articola con lo sfenoide
del seno mascellare e ne sminuisce 1’ estensio- in alto, ove è incavata da una scanalatura
ne; un piccolo margine sottile appoggiato so- che rende compiuto il canale pterigo-palatino.
pra una piccola cresta dell’ osso palatino. Il — — margine mascellare è anteriore, e pre-
11
cornetto o turbinato inferiore ha poca spessez- senta due porzioni V una, orizzontale, s’ uni-
:

za in tutta la sua estensione. La sua struttura sce mediante un taglio scabro alUapofisi pala-
presenta una particolare disposizione, poiché tina del mascellare ;
l’altra, verticale, assai ine-
il tessuto celluloso occupa la parte esterna, il gualmente conformata restringe posterior-
compatto — Un solo punto
il centro. d’ ossifi- mente r orifìzio del seno di quest’ osso, e pre-
,

cazione serve sviluppo del medesimo.


allo senta una linguetta allungata che è ricevuta in
Deir osso palatino. — Osso irre-
§ T'^ll. una fenditura situata sotto quest’ orifìzio.
golare, collocato alla posterior parte delle fos- Il margine palato-pterigoideo è posterio-

se nasali, composto da due lamine riunite ad re il cjuale, come il precedente, ha due por-
:

angolo, diviso in faccia nasale palatina e zigo- zioni l’orizzontale, concava, libera, dà attac-
:

ma to-mascellare, in margine palatino, sfenoi- co al velo del palato, e finisce per una specie
dale, mascellare, e palato-pterigoideo. di spina eh’ è una metà della nasale poste-
Faccia nasale. — Questa, delle tre, è la riore ; la verticale, sottile, poggia sopra l’ a-
più estesa. E vestita dalla pituitaria, e presenta pofìsi pterigoidea, e presenta, nella sua riu-
due porzioni 1’ una trasversale, quadrilatera,
: nione coll’altra, una prominenza assai eleva-
liscia torma parte del piano pavimento delle ta, piramidale, incurvata all’ infuori, inchio-
cavità nasali, l’altra verticale, offre di basso in data nella biforcazione di quest’ apofisi, Vi —
alto, un solco par tenente al meato inferiore, si scorgono in alto tre solchi, de’ quali il me-

una cresta orizzontale unita al cornetto infe- dio forma parte della fossa pterigoidea, e i la-
riore, un altro solco eh’ è porzione del meato terali ricevono le branche della sua biforca-
medio. zione inferiormente, una superfìcie stretta

;

Faccia palatina. E questa piccolissi- ove si trovano sovente gli orifìziidei condotti
ma, rivestita dalla membrana della bocca, un accessorii del canale palatino posteriore; ester-
po’ concava innanzi, dotata all’ indietro d’ una namente, una superfìcie ineguale, articolata
cresta traversale per 1’ inserzione del perista- d’ una parte col mascellare, libera dall’ altra,
fìlino esterno. che corrisponde alla fossa zigomatica, e dà at-
Faccia zigomato-mascellare, — E que- tacco ad alcune fibre dello pterigoideo ester-
sta assai ineguale, e concorre in alto a formare no. —
L’ osso palatino, più denso e più cellu-
il fondo della fossa zigomatica , all’ innanzi loso nelle sue apofìsi che in ogni altro punto,
sta applicata sull’osso mascellare, e presenta è eziandio poco noto nel suo sviluppo che sti-
aÌl’ indietro una scanalatura che forma parte masi incominciare da un solo punto.
del condotto palatino posteriore.
§ Vili. Del mascellare inferiore, —
Margini. —
palatino è inferiore, den-
11 Osso simmetrico, situato all’inferior parte del-
so, inegualissimo, congiunto a quello dell’osso la faccia, appianato, incurvato, quasi parabohV
( opposto, col quale forma una scanalatura, per co, diviso in facce cutanea e linguale, in mar-
ricevervi il vomere. Lo sfenoidale è il più alto, gini inferiore, superiore o dentale, e paroti-
! e corrisponde quasi da per tutto allo sfenoide: deo o posteriore.
I vi scorgono due eminenze assai rilevate,
si

divise da un’ incavatura cenasi circolare che


Faccia cutanea. Questa è convessa —
spezialmente all’ innanzi, coperta da parecchi
'

forma in gran parte il foro sfeno -palatino il muscoli e dalla pelle e presenta sopra la
;
:

y
quale trovasi alcuna fiata tutto quanto sopra linea mediana la simfìsi del mento che segna
|]
quest’ osso. L’iina di cotali eminenze, più coll- la primitiva divisione dell’ osso, e compie in
ii
siderabile, inclinata all’ infuori, è sostenuta da basso una superfìcie triangolare alquanto spor-
f un collo stretto, e sormontala da cinc[ue fac- gente; 2 V da ciascun lato, e dall’ avanti al-
!t cette delle quali tre sono articolari. Fra que- r indietro, un infossamento pel pannicolo del
ll
sle,l’interna, eh’ è concava, s’unisce all’ ol- mento il foro mentoniero eh’ è 1’ orifìzio
:

ir moidc, la posteriore allo sfenoide circondando esterno del canal mascellare la linea mascel- ;

lì con delle ineguaglianze una cellula clic v’ è lare esterna che attraversa obbliquamente
4 APPARATO HELLA LOCOMOZinSE
questa regione e reeasi in allo all' apofisi co- estremità, al muscot» temporale, ed esterna-
dando qui inserzione ai muscoli plati-
ronoicle, mente ad alcune fìbre del massetere, dà termi-
sma-mioide, triangolare, e quadrato ;
una su ne internamente alla linea mascellare interna, e
perficie quadrilatera corrispondente al masse- presenta un solco superfìciale che continua l’ar-
tere. co alveolare e dà attacco al buccinatore. Que-
Faccia linguale. — Questa e concava, st’ apofìsi è continua all’ avanti eolia linea ma-

{ibbraccia la lingua alba vanti e dai


lati, è princi- scellare esterna, e concorre nell’ indietro a for-
palmente vestita dalla membrana-mucosa pala- mare una grande incavatura nominata sig-
tina, e presenta; i.^ sulla linea mediana la parte moide per cui passano alcuni vasi e nervi, e
posteriore della sinfisi terminata dall’ apojlsi che la separa dal condile. E questa un’ emi-
genio., nella quale s’inseriscono i muscoli genio- nenza bislunga, rivolta un poco ohbliquamen-
glosso e genio- joideo’, 2.*^ sopra ciascun lato, e te all’ interno, incrostata di cartilagini per la
all’ innanzi, una superfìcie coperta dalla mem- sua unione col temporale, e sostenuta da un
brana palatina, sotto la quale si veggono la collo stretto, un poco concavo all’ interno per
fossa sottolinguale., infossamento superficiale 1’ attacco del pterigoideo esterno. 11 mar- —
per la gianduia di questo nome, e un’ impron- gine parotideo libero, ottuso, corrisponde alla
ta per l’inserzione del muscolo digastrico. Nel gianduia della quale porta il nome, e forma
mezzo ci ha la linea mascellare interna.., a- colla base dell’osso un angolo che tanto s’ ac-
naloga pel suo tragitto e pel suo termine al- costa ai 90 gradi quanto più si avanza in età,
1’ esterna, e solo più sporgente massime indie- e che riceve l’ inserzione del legamento stilo-
tro verso gli ultimi molari, che dà attacco ai mascellare. —
L’osso mascellare inferiore, da
muscoli milojoideo e costrittore superiore. In- per tutto denso, compatto esternamente, cellu-
dietro ci ha una depressione bislunga corri- loso nel centro, si sviluppa e cresce per due
spondente alla gianduia sotto-mascellare ed punti ossei che si riuniscono alla sinfisi.
è sopra l’orifìzio del canale mascellare che of-
;

§
IK. Dei denti. —
Piccoli ossi duri com-
f e parecchie ineguaglianze per l’inserzione patti, disposti in due ordini che si corrispon-
del legamento interno della mascella, che sor- dono 1’ uno all’ altro, occupando i due archi
monta l’ inserzione scabrosissima dello pte- alveolari, contenuti in parte nelle cavità che i

rigoideo interno, e un piccolo solco ov’ è al- vi si scorgono, e formanti colla loro porzione
'

locato un ramo dei vasi e dei nervi dentali. libera due specie di archi di forma parabolica, i

— Il canal mascellare dà passaggio al prin- de’ quali il superiore è un poco più aperto che
cipale loro tronco, attraversa obbliquamente ]’ inferiore; ciò che fa che questo si trovi co-
'

la spessezza dell’osso fino ai denti incisivi, si me abbracciato da quello, spezialmente all’ in-

!

rivolge poi un poco sopra sè stesso, e finisce


'

nanzi, allorché si ravvicinano le mascelle.


per un angolo 'ài foro mentoniero, dopo aver Varia il numero dei denti conforme 1 ’ età e ; ;

s nnministrato per alcuni secondarii condotti così si mostrano, in questo assai diversi da
'

dei vasi e dei nervi a ciaschedun alveolo. tutte le altre ossa. In fatti queste ultime non
Margini. —
L’inferiore, densissimo, so- solo sono, all’ epoca della nascita, tanto nume-
j

quanto deggiono esserlo poi, ma sussisto-


j

prattutto nel mezzo, non dà inserzione che al rosi |

muscolo platisma mioide vi si scorge talvolta


: no ancora per tutta la vita, nè altri cangiamen- i

un piccolo solco al suo terzo posteriore per lo ti sostengono, fuor quelli che derivano dal lo-

passaggio dell’arteria facciale. 11 superiore, o lo accrescimento e dalla loro nutrizione. Per


dentale, presenta da principio 1’ arco alveo- lo contrario, il numero dei denti non è, dal-
lare inferiore, perforato, per le radici dei den- 1’ un lato, il medesimo in tutte le epoche della
ti, da cavità la cui capacità, che diversifica nostra esistenza ;
dall’ altro, quelli che esisto- \

conforme la specie dei denti, dà a quest’ arco no nei primi anni dopo della nascita vengo- |

meno spessezza all’avanti che indietro, ove esso no presto sostituiti da altri che spuntano così I

si incurva un poco dalla parte della bocca, in gui- in maggior numero il che produce la di-
; j

sa da formare una particolar curva nella curva stinzione d’ una prima e d’ una seconda den-
generale che questo bordo presenta. Gli alveoli tizione. —
Del rimanente questo argomento è
e le loro tramezze formano all’ interno, ma in stato a lungo esposto neW Anatomia genera-
ispezie all’esterno, delle sporgenze e delle de- le all’articolo del sistema osseo; quindi è
pressioni assai sensibili. La forma di queste e inutile il replicarlo. — Basti qui richiama-
di quelle è accomodata all’ altra delle radici re alla mente che nell’adulto, compiuta che
dei denti, perchè mentre gli alveoli degl’ inci- sia la seconda dentizione, i denti sono in nu-
sivi sono più appianati, quelli degli
sono altri mero ciascheduna mascella, otto
di 32 , 16 per
più arrotondati, e quelli dei mascellari sono per ciaschedun Iato dalla linea mediana. Que-
divisi da molti tramezzi tutti poi sono perfo-
: sto numero è nulla di meno
soggetto, in certe i

rati dai nervi e dai vasi dentali- Dietro l’ar- circostanze, a variazioni o in più o in meno ; ï;

ca sa scorge V apojlsi coronoide., triangolare cresce quando, nella seconda dentizione, ri-
cd a base larga; la quale dà attacco, per la sua mangono dei sopra-denti.,0.00. dei denti della sjj
.

OSSI ü LORO Dll’KNDE.^/.E

ptifjia die noli cadono, mentre che i nuovi riormente è manifeslaraente concava ed un po-
cvscono dai lati. Egli è raro che, mediante un co meno estesa nella direzione trasversale, offi e
n in naturale sviluppo, producano in altra
si da ciascuna banda una piccola superfìcie trian-
guisa pili che sedici denti per ciascheduna golare contigua al dente vicino ma verso la :

mascella, partenenti veracemente alla seconda bocca, questa corona finisce per un margine
dentizione. Quanto poi alla diminuzione del tagliente, obbliquaraente taglialo sopra la po-
numero ordinario dei denti, suole questa di- sterior superfìcie in quelli della mascella supe-
pendere dall’ essere il dente della sapienza ri- riore, e in modo opposto negli inferiori dov’ è
masto nascosto nel suo alveolo, e quasi mai dal più grosso. Unica è la radice degl’ incisivi, as-
non essere compiuto il numero dei germi, — sai allungata, conica quantunque un poco ap-
1 denti sono, in generale, forniti d’ una lun- pianata trasversalmente, e terminata in una
ghezza uniforme se alcuni fossero più promi-
; punta assai manifesta: da ciascuna parte vi si
nenti comprendesi che la fila dentale non cor- scorge un piccolo solco perpendicolare. La lo-
rispondendosi, più generalmente la mastica- ro cima presenta un’apertura comunicante col-
zione diventerebbe locchè talvolta in-
difficile : l’ interno del dente, che dà passaggio ai vasi e

terviene. Sono essi disposti, quasi tutti, sul ai nervi a questo destinati. La base è distinta

piano della curva cui forma ciascuna mascel- dalla corona mediante un piccolo stringimento
la, o piuttosto rappresentata da ciaschedun ar- cui si è assegnato il nome di collo ; al quale at-
co alveolare di maniera che non soverchiano taccasi la membrana mucosa delle gengive e ;

esse il loro mutuo livello. Quando ci abbia il quale descrive qui due linee curve assai pa-
deviazione dei denti avanti o in dietro, meno lesi, l’ima davanti e 1’ altra indietro.

perfetta è la masticazione, perciò clic meno Dei canini. —


Ce ne ha due soli per ogni
esatta ne riesce la corrispondenza tra i due or- ogni mascella, uno da ciascun lato degli inci-
dini che si muovono V uno contro f altro. Noi sivi; e presentano una maggior lunghezza che
affibbiamo generalmente P idea di bello a un questi, in ispezialità i superiori. La loro coro-
ordine di denti assai uniformi, e questa idea si na offre un vero cono,
il cui contorno è arro-

unisce a quella di utile. —


Gf intervalli den- tondato, eccetto che indietro, ov’ è un poco
tali sono picciolissimi, ed eziandio i denti, in concavo, c la cui cima, che ordinariamente
generale, si toccano pe’ corrispondenti loro la- termina in punta ottusa, è talvolta tubercolo-
ti. Crescendo questi intervalli meno esatta ad- sa. La radice è semplice come quella degl’ in-
diviene la masticazione. —
I denti hanno una cisivi, dei quali presenta, per ogni riguardo, la
assai irregolare figura, che tuttavolta, nei più, conformazione, non diffèrendone essenzial-
si avvicina a quella di un cono colla base ri- mente, salvo che per un poco piv'i di spessezza
volta all’ apertura della bocca, e la cima, ora e di lunghezza. La base vi è parimenti unita
semplice, ora divisa in più porzioni, corri- alla corona per uno stringimento che descrive
sponde al fondo degli alveoli. Si dividono due curve, l’una anteriore e l’altra posteriore.
questi piccoli ossi in quattro classi incisivi, : Dei pìccoli mascellari. —
Sono questi
canini, piccoli mascellari e grandi mascella- in numero di quattro per ciascuna mascella,
ri. Giacheduno poi offre, all’ esame, due por- due per ogni lato dei canini, dietro i quali
zioni distinte : i.^ la corona che esce dall’arco si trovano. Irregolarmente cilindrica n’ è la
alveolare, e apparisce all’es terno coperta dallo corona ; liscia e convessa esternamente ed in-
smalto 2.P la radice che or semplice ora di-
;
ternamente, quasi piana e Contigua ai denti
visa in più branche è contenuta nell’ interno vicini all’ innanzi e all’ indietro. La cima offre
'
dell’alveolo. Queste due porzioni offrono, nel- due tubercoli, l’uno interno più piccolo, 1’ al-
'

le diverse classi dei denti, delle differenze as- tro esterno più grosso, separati da un’ assai
sai palesi e talida esigere un particolare esame profonda scanalatura. La radice talvolta sem-
I in ciascheduno. plice, cjualche altra doppia; e la loro cima, in
Degr incisici. —
Sono questi i più ante- altre circostanze, è biforcala. Ma
anche allora
[ riori e ce n’ ha quattro per ogni mascella, so-
;
che ([uesla radice è unica, yi
si vede davanti e

1 no forti, lunghi, più robusti e più grandi, ge- indietro una scanalatura più profonda che nei
I neralmente, i superiori che gl’inferiori nè la : denti precedenti, di modo che sembra risultare
II loro grossezza è già uniforme nella stessa da due coni addossatisi. Finalmente la sommi-
i;
mascella dappoiché, nella superiore, i due
;
tà di ciascuna diqueste divisioni, quando esi-
\ più grossi tengono il mezzo, e i laterali sono stano, presenta un
foro, che è unico allorché
il più piccoli, mentre nell’ inferiore si osserva queste non si osservino. Lo stringimento che
I —
una contraria disposizione. Appianata è la lo- scevera le due porzioni, dei piccoli denti mo-
I' ro corona dallo avanti all’ indietro, cuneiforme, lari, é assai regolarmente circolare.
I quasi quadrilatera, quantunque più stretta, e Dei grossi mascellari — Compiono
m ad un tempo più densa presso la radice di quel- questi, indietro, gli archi dentali ; e ve n’ha
all’

li lo che nella parte opposta. Anteriormente è Ire da ciascuna banda, e in ciascheduna ma-
li liscia, levigata, Icggernienle convessa; poste- scella. Sono notabili jiel loro volume, eccet-

:
lincici. Med. 'f. 1. 6

Al'P AITATO DELLA LOCOaïOZïONK


k

tua lo però r ullìmo clente^ o della sapienza^ tra le porzioni orizzontali dei palatini, tra que-
eli’ è in generale più piccolo. Quasi quadrila- ste ossa e i mascellari e simili. Si comprende
tera, da tutti i lati, n’ è la corona, e per con- la ragione di questa disposizione. Le ineastra-*'
seguente cvdaica. All’esterno e all’interno è ture, naturalmente assai solide, formano per
(lessa leggermente arrotondata, più raanifesta- tutta la circonferenza della faecia certi limiti
rnenle piana all’ indietro e all’ innanzi, per le che impediscono ogni spostamento di (queste
quali parti cotesti denti si corrispondono. ossa dal mezzo i c[uali, non essendo uniti che
;

La superficie opposta alla radice è tanto larga per soprapposizione, riuscirebbero assai suscet-
quanto le altre e visi scorgono quattro o tiliili di scompigliarsi, e sono sostenute più
;

cincjue tubercoli arrotondati, tagliati a faccette, pel meccanismo della parte che per lo modo
separati da scanalature assai visibili durante onde si articolano. Del rimanente le incastra
la giovinezza, ma che quasi al tutto dileguan- ture, al pari che le soprapposizioni, hanno per
si coir avanzare dell’ età. Tutti questi — mezzo di unione una sostanza cartilaginosa
(tenti presentano più radici; essendone l’or- eh’ è residuo di quella che, innanzi 1’ ossifica-
dinario numero cjuello di tre, il più piccolo di zione, compone totalmente la faccia.
due, il maggiore di cinque. Le quali si allonta- § II. Deir articolazione temporo-ma-
nano le une dalle altre divergendo; sono diritte scellare. — Formata, com’ è, la parte inferio-
generalmente, incurvate talvolta in più versi, re della faccia da un osso solo, dal mascellare,
di rado angolose, sebbene talvolta lo sieno. ad una sola sene riducono le sue articolazioni,
Liascheduna, nei proprio alveolo generale, ne la c[uale diversifica dalle
precedenti per la pro-
ha uno particolare, e presenta alla cima un fo- pria mobilità. —
Questa articolazione che av-
ì’o eh’ è la origine d’ un piccol canale, il qua- viene, tra la cavità glenoide e l’apofìsi trasver-
le riducesi eon gli altri in una comune cavità sa del temporale da una jrarte e il condilo
ove reca i vasi ed nervo. Io non parlo
il — della mascella dall’ altra, è il centro di tutti i

pii della struttura dei denti per la quale, in movimenti cui la mascella inferiore esercita.
ispezie, diversificano dalle altre ossa, perchè Due cartilagini assai sottili ricoprono queste
tale argomento fu trattato neW Anatomia ge- diverse superficie; 1’ una è comune all’apofisi
nerale. trasversa e alla porzione della cavità glenoide
eh’ è anteriore alla fessura del Glaser; 1’ altra
Articolo IH. partiene al condilo. —
Tre legamenti formano
la solidità di quest’articolazione, la cui mobi-
lità è assicuratada due membrane sinoviali e
DELLE ARTICOLAZIONI DELLE OSSA da una fìbro-cartilagine.
DELL Faccia 4.

Legamento esterno. Inserito, com’ è
questo superiormente, nel tubercolo situato alla
È
composta la faccia di due parti distinte 5 biforcazione dell’ a]:)ofisi zigomatica, discende
r una immobile, superiore, formata dall’unio- obbliquamente all’ indietro, e si attacca al lato
ne di più ossa 1’ altra mobile, inferiore, for-
; esterno del collo del condilo, spettante al ma-
mata da un osso solo, che trova il suo soste- scellare inferiore Corrisponde il medesimo
.

gno nella prima. esternamente alla pelle e alla parotide, inter-


§ I.
Delle articolazioni della parte su- namente alle due membrane sinoviali e alla so-
periore della faccia. 11 modo articolare — stanza inter-articolare. E composto di fibre
dell’ una e dell’altra è accomodato a’suoi usi. I paralelle unite per un denso cellulare tessuto.
pezzi della prima si congiungono per soprap- Legamento interno. —
Nasce questo dal-
posizione e per incastratura la seconda offre ;
1’ apofisi spinosa dello sfenoide e dai suoi din-

una spezie d’enartrosi: esaminiamole ambe- torni per un fascio di fibre assai manifeste, di
due. Una disposizione degna di essere notata qui reca obbliquaraenle in basso e all’ avan-
si

esiste nelle incastrature e nelle sovrapposizioni ti, dilatandosi e allargandosi, perfino all’ ori-

della parte superiore della faccia. Si trovano fizio del canal dentale inferiore, ove si attacca.
tutte le ineastrature intorno ad essa, e, per co- Occupa questo lo spazio delle due apofisi pte-
si dire, la circoscrivono. Così, dai lati le ale rigoidee, e si trova in liasso applicato sopra i
dello sfenoide coll’osso inalare, quest’ ultimo vasi e i nervi dentali. —
La sua tessitura è ana-
colla tulierosità inalare del mascellare d’ una loga a quella del jireceden^e, quantunque più
parte, dall’altra coll’apofisi zigomatica, in alto delicata un poco, massime in basso, ov’ è co-
le ossa del naso col coronale, (pieslo colle apo- me membranoso, e dove la sua larghezza è tal-
tisi dell’ Ingrassia d’una parte, dall’altra col- ora assai eonsiderabile.
le apofì si presentano infossamenti e
nasali, Legamento stilo-mascellare. E que- —
ineguaglianze che vicendevolmente si ricevo- sto quasi straniero all’articolazione; è un sem-
no. Per lo contrario, tutte le articolazioni per plice cordone aponeurotico sottile, partenente
sovrapposizione si trovano ncrmezzo, come si piuttosto al muscolo stilo-glosso che vi s’ in-
Osserva tra le apofisi palatine dei mascellari, serisce in gran parte. E esteso fra l’ apofisi sii-
OSSI K IjORO dipendenze 43
loidea e la sommità deir angolo della mascella derata nel suo tutto la laccia è, come abbiamo
inferiore, ove si attacca fra il massetere e T in- veduto, una specie di piramide triangolare, so-
terno pterigoideo. La sua disposizione è tale lida, tronca all’ indietro, ove si puonno discer-
che, neir innalzamento della mascella, venen- nere sei regioni prima, superiore o cranica ;
:

do leso, lo stilo-glosso che si trova un solido seconda, inferiore o palatina terza, anteriore ;

sostegno, innalzi più fortemente la base della o facciale (è faccia propriamente detta, )
lingua. una posteriore o gutturale, e due laterali o zi-
Membrane sìnovialì. — Di cjueste la su- gomatiche. Le quattro prime sono simmetri-
periore si dispiega, da una parte sopra la ca- che, e le altre due irregolari.
vità glenoide e r apolisi trasversa, daiT altra Regione cranica. — Affetto confusa,
sopra la snperior superficie della fìibro-carlila- coni’ è questa, col cranio, non jiresenta alcun
gine ripiegandosi dair una verso T altra. Ap- distinto oggetto. Non si potrebbe qui che in-
partiene r inferiore da una parte all’ interior dicare la maniera con cui si confondono que-

supterficie di questa sostanza, dall’ altra al con- ste due parti della testa. Essendocene noi oc-
dilo cui essa tappezza prolungando visi un poco cupati nel trattar della prima, non vi ritorne-»
più indietro che davanti. Ci ha dunque in remo sopra in questo luogo.
quest’articolazione due sacelli addossati senza Regione palatina. —
Corrisponde c[uesta
comunicazione. La loro esterna superficie, li- alla bocca, e presenta due parti 1’ una orizzon-
bera nel punto in che si ripiegano dalla fibro- tale e 1’ altra verticale. Le ossa mascellari su-
cartilagine alle superficie articolari, corrispon- periori e palatini concorrono a formare la pri-
de, al di fuori, al legamento esterno e da tutto ma eli’ è parabolica, rivestila dalla membrana

le altre parti a molto tessuto cellulare. della bocca, e che presenta: iP Sopra la linea
Fibro-cartilagine . —
Separa questa le due mediana, e dallo innanzi all’ indietro, l’ orifizio
sinoviali ed ha forma ovale.
;

Superiormen- inferiore del canal palatino anteriore, che bi-
te è convessa insieme e concava per accomo- forcasi in alto, e rimonta in ciaschedun osso
darsi e alla cavità glenoide e all’apofisi tra- mascellare, per riuscire a ciascuna delle fosse
sversa, ma solo concava è in basso, là dove si nasali una sutura longitudinale formala dai
;

applica sopra il condilo. Le sue due superficie mascellari superiori davanti, e in dietro dai
s’ attaccano strettamente alle sinoviali la sua ;
palatini ;
la spina nasale dove si attacca il mu-
circonferenza è libera tra la ripiegatura di que- scolo azygos (
palato-stafilino ) ; 2 .^ da ciascun
ste due membrane, eccetto che esternamente, lato,una superficie assai ineguale, attraversata
ove si attacca un poco al legamento esterno, e da una sutura che cade ad angolo sulla pri-
all’ innanzi ove vi s’ inseriscono molte delle ma, e che unisce 1’ apolisi palatina del mascel-
fibre deH’esterno pterigoideo. La medesima la- lare col palatino, i c{uali, con 1’ unione loro,
scia penetrare alcuni piccoli vasi che si distri- concorrono a formare la superficie di cui si

buiscono pel suo interno. —


E questa fibro- tratta. All’ indietro scorge l’orifizio del con-
si

cartilagine più densa alla circonferenza di dotto palatino posteriore^ il quale, essendo
quello che nel mezzo; tanto indietro, o\e formato da queste due ossa, rimonta obbliqua-
riempie la cavità glenoide, quanto davanti ove mente nella fossa sfeno-mascellare, dà ]ìassag-
corrisponde alle due superficie convesse deil’a- gio ai vasi e nervi del suo nome, e offre, nel
pofisi trasversa e del condilo. E qualche volta suo tragitto, l’origine a due o tre piccoli con-
perforata da un Imco, nel qual caso le due si- dotti accessorii che finiscono sopra l’apofisi pi-
noviali comunicano o piuttosto non formano ramidale. —
La porzione verticale presenta, sì
pi là che una sola membrana, un sacco solo nel mezzo e si dai lati, l’arco alveolare supe-
senz’ apertura. Jja sua struttura non differisce riore, 1’ apertura della bocca, la fila den tale c
da quella delle fibro-cartilagini articolari; con- l’arco alveolare inferiore, finalmente tuttala
centriche sono le sue fibre, e più manifeste al già descritta parte della faccia linguale dell’os-
di fuori. so mascellare inferiore che sta a li vello dell’aL
vmolarc suo arco
Articolo IV. Regione facciale. —
S’estende cpaesta, nel-
la direzione longitudinale, dagli archi soprac-
DELLA FACCIA IN GENERALE ciliari e dalla gobba nasale alia base del ma-
scellare inferiore; ai lati poi è limitata essa
La faccia, formata coni’ è dall’unione di dalle apofisi orbitali esterne, dalle ossa malari,
parecchie ossa, della quale unione il modo ab- dalla linea saliente posta sotto l’eminenza ma-
biamo testé esaminato, ha ben minor estensio- lare, e dal termine della linea mascellare e-
ne che il cranio, non costituendo la medesi- sterna. Vi si scorge i.® Sopra la linea media-
:

ma, nell’ adulto, che una terza parte della te- na, e d’alto in basso, la fossa nasale, una su-
sta della quale le altre due sono formate dal tura trasversale formata dall’ osso frontale e
cranio, ed essendo anche minore questa por- dai nasali, il naso., eminenza saliente, con-
zione nel bamijino, siccome vedremo. Consi- vessa, stretta in allo, allargata trasversalmente
4 è
APPARATO DERÎ A LO(K)MOZTONF.
in basso, divisa da una sutura che congiunge sate o alzate, lasciano allo scoperto una cavità
le sue due ossa, e limilala da ciascuna banda assai profonda, limitata davanti dalla tubero-
per mezzo di un’ altra sutura che le unisce sità mascellare, indietro dal lato esterno del-
all’ apofisi nasale l’orifizio anteriore delle ca-
;
1’ apofisi pterigoidea. — Queste
due porzioni
vità nasali, (juasi triangolare, colla base infe- ossee sono separate da una fenditura che puos-
riormente; la spina nasale anteriore alla cpiale si, dalle ossa che la costituiscono, nominare
corrisponde il legamento o frenello del labbro pterigo-mascellare.^ larga in alto, stretta in
superiore la sutura che unisce i due mascel-
;
basso, terminata, da quest’ ultima parte, me-
lari superiori, il mezzo degli ordini alveolari e diante due piccole suture verticali dalle quali
dentali e 1’ apertura della bocca, finalmente la è unita una sottil lamina del palatino, all’ in-
sinfisi del mento 2 ° da ciascun lato, e in pari
;
nanzi col mascellare e all’indietro coll’apoHsi
guisa d’alio in basso, la gobba coronale, 1’ ar- pterigoidea, sopra la quale, per c|ueslo modo,
co sopracciliare, l’apertura delle orbite obbli- primo osso non si appoggia direttamente. Nel-
quaraente diretta all’ infuori, della figura d’un la superior parie, s’ unisce questa fenditura ad

quadrato irregolare, offèrente in alto il foro angolo quasi retto colla sfeno - mascellare
orbitale superiore, in basso l’arficoÌazione del eh’ è più Itirga alle sue estremità di quello che
inalare col mascellar superiore, all’ infuori una nel mezzo, e che viene formata in alto dallo
stretta sutura che congiunge il primo di que- sfenoide, in basso dal m.ascellare, all’ innanzi
sti ossi coll’ apofisi orbitale esterna, interna- dal inalare, indietro dal palatino; alcuni rami
mente un’altra sutura, la quale, unendo l’apo- vascolari e nervosi passano per essa. Quest’an-
fisi nasale coll’ orbitale interna, continua colla golo di riunione mena ad una fossa profonda
trasversale del naso; la fossa canina, cui limita che può aneli’ essa chiamarsi sfeno-m as celia-
al di fuori una sutura obbliqua partenente al re., la quale è collocata dietro e un poco sotto

inalare e al mascellar superiore; i due ordini 1’ orbita, e trovasi formata, internamente, dal

alveolari e i due dentali cui separa 1’ apertura palatino, indietro dallo sfenoide, innanzi dal
della bocca fmalmenle la parte esterna del
;
mascellare superiore. Oltre la fenditura sfenoi-
mascellare inferiore. dale, una piccola porzione della quale occupa
Jìegione gutturale. —
Corrisponde questa la parte superiore di questa fossa, vi si trova-
alla faringe, e si estende trasversalmente da no cinque fori l’uno è interno, cioè lo sfeno-
:

un margine parotidco del mascellare al mar- palalino; un altro inferiore eh’ è l’orifizio del
gine opposto, perpendicolarmente dal corpo canal palatino posteriore; i tre altri, indietro e
dello sfenoide alla parete inferiore delle fosse dall’alto in basso, sono il mascellare superiore
nasali. Vi si scorge sopra la linea mediana
: e gli orifizi! dei condotti vidiano e pterigo-
1’ articolazione dello sfenoide col vomere, e palatino. Tutti questi fori danno passaggio a
col margine posteriore di questo die divide la rami vascolosi e nervosi che derivano da loro
posteriore apertura delle cavità nasali e la
;
il proprio nome.
spina nasale posteriore 2 .*^ da ciascun lato,
;

r apertura posteriore delle fosse nasali, per la Articolo /V.


loi-o comunicazione colla faringe, apertura
quadrilatera più allungata verticalmente che DELLE GAMIA' DELLA FACCIA
trasversalmente, limitata al dissopra dal corpo
dello sfenoide, il quale, riìinendosi qui all’apo- Parecebie cavità occupano l’ interno della
fisi sfenoidale del palatino, forma il canale faccia tra queste le principali sono 1’ orbita e
:

pterigo-palatino, aperto d’ filtra parte nella le fosse nasali, 'l utti i seni si riducono a queste
fossa sfeno- mascellare, e offerente il passag- ultime, talché si può riguardarli per altrettante
gio ai vasi e ai nervi di questo nome, all’ ingiù dipendenze delle medesime. Le quali cavità,
dal palatino, internamente dal vomere, ester- compartendo alla faccia un assai notabile vo-
namente dall’apofisi pterigoidea infossa pte-
;
lume, ne diminuiscono in singoiar maniera il
rigoidea cui compie V eminenza pii aiuidale peso. Molte, in vero, di queste cavità, sono as-
del palatino, del quale si vede in basso la su- solutamente vuote; dall’altro lato, quelle che
tura di riunione uno spazio compreso tra
; sono empiute da parti molli, come le orbile,
r apoftsi pterigoidea
e la mascella inferiore, contengono gran copia di grasso che loro con-
spazio eh’ è riempiuto dal pterigoideo ester- cede molta leggerezza. Questa sostanza si ri-
no ; lilialmente la parte posteriore del mascel- trova abbondevolmente nella, faccia come pare
lare inferiore, o il suo margine parotideo. negl’ interstifizii muscolari onde può dirsi,
Regione zigomatica. —E cpiesla limita- che la medesima predomiiìi in questa parte
;

ta in alto dall’ arco zigomatico e dalla cresta del capo, mentre la parte posteriore, occupata
trasversale della regione temporale dello sfe- coni’ è tutta quanta dal cervello, ha da questo
noide. Vi si scorge al di fuori la parte poste- lato una ben più manifesta cagione di gra-
riore del mascellare inferiore, o quelle che si vezza.
dicono le sue branche.^ le quali, essendo abbas- § I. Delle orbite. — Sono quesle in mi-
-

OSSI B }/v)R(! I)U>£KDEJSZE 4’^

mero di dxie, Tina per ogni lato della faccia lagrimale. E (|uesto formato dall’ unguis e dal-
colla parte esterna della quale comunicano l’apofìsi nasale, e dà origine al canal nasale., il
mediante 1’ apertura descritta nella regione quale, largo e corto com’ è, discende obbliqua-
facciale. E assomigliano perfettamente 1’ una mente per parete delle fosse nasali o-
l’esteiira
all’ altra, la quale simmetria è accomodata a ve giunge atl il cornetto o turlrina-
aprirsi sotto
quella degli occhi. Ciascuna rappresenta una to inferiore. Questo solco e cjueslo canale soiìo
piramide quadrangolare con la hase a\anti, tappezzati d’una membrana mucosa che mette
r apice indietro, e gli assi obbliquaraente di- in comunicazione la congiuntiva colla pituita-
retti per modo che se si prolungassero si scon- ria. —Dei due angoli rientranti superiori, 1’ e-
trerebbero, air incirca, sopra la fossa pituitaria steino offre all’indietio la fenditura sfenoida-
all’ indietro, divergendo all’infinito davanti. le, all’innanzi l’articolazione del frontale col-
Tuttavolta e’ vuole osservarsi che l’interna lo sfenoide e coli’ osso malare l’interno pre- ;

parete dell’ orbita è straniera a questa direzio- senta la sutura che unisce 1’ etmoide e 1’ un-
ne, essendo diritta, e quella di una parte pa- guis col frontale ed è oltrepassato dai fori
ralella a quella dell’ opposta. —
11 diametro
;

orbitali interni, in numero di due, e qualebe


trasversale delle orbite, considerato nePa loro volta di tre. Il foro anteriore dà passaggio ad
base, è disposto in guisa che 1’ esterna sua e- un filamento deH’ottalmico del T\ ibis, a un’ar-
stremità è più all’ indietro dell’interna don- teria e a una vena il piosleriore non riceve

; ;

de risulta una inclinazione palese in questo che vasi. L’interno tra gli angoli inferiori
diametro, inclinazione per cui 1’ occhio si tro- presenta la sutura dell’osso palatino e mascel-
va ben più allo scoperto all’ infuori che inter- lare superiore coll’ etmoide e coll’unguis. L’e-
namente, ove d’ altro canto lo protegge il na- sterno, nella sua posterior parte, offre la fen-
so ;talebè può ricevere più agevolmente, da ditura sfeno-mascellare, di cui noi abbiamo già
quello piuttosto ebe da questo lato 1’ impres- parlato la sua parte anteriore poi trovasi sul-
:

sione dei corpi esterni. —


11 diametro vertica- r osso maiale. —
Alla sommità delle orbite si
le, considerato in pari forma alla base è f|uasi riuniscono tre fenditure, cioè la sfenoidale, la
perpendicolare, a meno che, stante lo svilup- sfeno-mascellare e la plerigo-mascebare. Koi
po grandissimo dei seni frontali, la sporgen- abbiamo già descrittela base di cjueste cavità.
!
za degli archi sopraccigliari non gli diafuna § II. Delle narici e dei loro seni. Oc- —
lieve obbliquità. D’onde ne conseguila che cupano Cjueste la parte media della faccia, di-
I

I
l’ occhio sia ugualmente protetto superiormen- vise 1’ una dall’ altra per un tramezzo d’ ordi-
te ed inferiormente. —
Ciascuna cavità orbi- nario perpendicolare, ma qualche volta rivol-
tale risulta da quattro regioni triangolari, ui;a to a destra od alla sinistra, a formare il quale
superiore, una inferiore, e due laterali; le qua- concorrono superiormente la lamina etmoida-
li sono riunite da quattro angoli rientranti. le, indietro e in basso il vomere, e davanti una
Le regioni orbitali offroiro la seguente disp< - cartilagine. Queste cavità sono irregolarissime,
sizione. quasi quadrilatere, più bii gbe tuttavolta in bas-
Regione superiore. — Questa
concava, è so ebe in alto., Si distingue, in ciaschedune,
formata dalla fossa orbitale del frontale e da quattro regioni, una superiore, un’inferiore e
una piccola porzione dello sfenoide presenta due laterali.
in dietro una sutura che le riunisce, inoltre
;

Regione superiore. — S’estende c[uesta


il foro ottico, e davanti la fossetta la£;rima- da un’apertura :dl’ altra, e descrive una curv:’,
i
le e 1’ infossamento ove gira il grande ob- la cui concavità è in b;!sso. E formata la stessa,
j bliquo. all’innanzi, dalla regione nasale delle ossa del
i Regione inferiore. —
E questa obbliqua- naso, in m.ezzo dal fondo dalle scanalature et-
( mente diretta all’ esterno. Concorrono a for- moid;di, indietro, ove molto si abl;assa, dallo
ij maria, posteriormente la faccetta orbitale del- sfenoide. Ti si discerne la traccia delle sutuie
j
J’apofisi anteriore del palatino, nel mezzo la che uniscono queste ossa; inoltre posterior-
faccia orbitale del mascellar superiore, e da- mente, vi si scorge un’apertura rotonda, de!
j

.1 vanti una parte dell’ osso malare. Ti si discei- diametro di due linee, che comunica coi seni
ij nono due suture che uniscono queste tre por- sfenoidali. Questi, in numero di due, incavati
fi zioni ossee, e il canale sottorbiiale. nel mezzo dell’ osso onde traggono il nome,
'
Regione esterna. — Questa è quasi pi: sono separati da una lan ina nudia che talvol-
ij na formata indietro dallo sfenoide, davanti
; ta manca o è perforala. Ciascheduno offre, as-
!
dall’ ossomalare nel mezzo presenta la sutu-
;
sai d’ ordinario molli tramezzi secondarii; e
! ra di queste due ossa. sono vestiti dalla pituitaria.
Regione interna. — fi la più stretta, e Regione inferiore. —
Estesa questa, in
) composta indietro dallo sfenoide, nel mezzo pari modo, da un’apertura all’aìtra, è concava
il dall’ etmoide, davanti dall’ unguis. Offre due tia.sversalmente, più larga che precedente, la
r. linee perpendicolari che indicano l’unione ('i leggermente iitclinai;» all’ indietro Eisult;» .

queste tre ossa, e termina all’ avanti nel solco dalla riunione dell’apofisi palalimi del n asce [-
46 APPARATO DELLA LOCOMOZIOÌSK
lare colla porzione trasversale del palatino. Al- compiute alFesterno dall’ unguis, in alto dal
r avanti, e presso il tramezzo, si trova P orifì- coronale, in basso dal mascellare. E’una di es-
zio di lina delle branche dei canal palatino an- se, più larga e della forma d’ imbuto infun-
(

teriore, il eguale apresi, con un solo orifìzio, dihulum) si apre nei seni frontali’, i quali
nella regione palatina della faccia. occupano la spessezza dell’ osso frontale. Lar-
Regione interna. — E questa rappresen- ghi, quali sono, in basso si restingono quanto
tala dal tramezzo ;
e vi si scorge la traccia del- più in alto si esaminino e la loro estensione,
;

la sutura che unisce lamina etmoidale col


la infinitamente variabile, si prolunga talvolta
vomere, e la loro unione colla cartilagine. perfino alle apofìsi orbitali esterne. Sono essi
Regione esterna. —
Questa è inegualissi- separati da un tramezzo medio, spesso incli-
ma; e si uniscono a formarla, Fetmoidc, Fosso nato da un lato, talora perforato.
palatino, il mascellare superiore, il cornetto in- 11 cornetto o turbinato inferiore, poscia
feriore e F unguis. E obbliquamente inclinata il meato inferiore innanzi il ryuale scorgesi l’o-
alFesterno, ed esaminata dalFalto in basso, pre- rifìzio inferiore del canal nasale, danno ter-
senta il cornetto o turbinato superiore limitato mine a questa regione. —
aperture delle
l.ie

alFavanti da una superfìcie ineguale e quadrila- fosse nasali sono state descritte nelle regioni
tera; il meato superiore nel quale si trova, in- della facciale quali corrispondono.
dietro il foro sfeno-palatino, davanti Fapertura
delle etmoidali posteriori. Queste — Articolo VI.
comunicano sempre fra loro, è perciò stesso
colle fosse nasali, la cui membrana le tappezza.
SVILUPPO DËLLA FACCIA
Occupano la posterior parte delle masse late-
rali delF etmoide, sono in numero variabile ;

allo scoperto in parte in un osso separato, ma, Seguitiamo nella storia di questo svilup-
in una testa intera, trovasi rese compiute in al- po, il medesimo ordine che nell’ esposizione
to dal coronale, indietro dal palatino e dallo generale della faccia, considerando primamen-
sfenoide, in basso dal mascellare. 11 cornetto — te la strada tenuta dalla natura nelle parti e-
medio, collocato più in basso, limita il meato sterne, per entrar poi ad esaminarla nelle in-
superiore ;
scorge sotto il meato medio,
e vi si terne cavità di questa parte della testa.
più esteso del precedente, dove si ritrovano I. Sviluppo delle diverse regioni del-
due aperture. —
L’ apertura posteriore riesce
§
la faccia. —
Nel feto, tutta la porzione supe-
nel seno mascellare che è incavato nella spes- riore della regione anteriore o facciale, svilup- i

sezza delFosso del medesimo nome. Questo se- patissima quale è, presenta da questo lato uno !

no, di forma quasi conica, con la base alF in- considerabile predominio sull’inferiore. Ora i

terno e F apice alFesterno, corrisponde supe- siffatto predominio procede da due cagioni: ’

riormente alF orbita mediante una sottil lami- dal yirecoce sviluppo del coronale il quale, fa- i

na, nella spessezza della quale passa il canale in- ceiulo parte del cranio e della faccia, doveva,
fra-orbitale, e inferiormente agli alveoli dei per cagione del primo, essere assai largo in t

molari, alcuna volta dei canini, dai quali si cyuesl’età; 2 .*^ dalla capacità delle orbite, a ì

trova separato per un leggero tramezzo, talo- quest’ epoca, grandissima in paragone di ciò 4

ra perforato; anteriormente corrisponde alla che sarà per essere nell’ avvenire. Quello — i
fossa canina, dalla quale lo separa una lamina che deve formare un giorno la parte media !

ossea, sopra la quale vi bu una sporgenza lon- della faccia è adesso pocliissimo manifesto. I !,

gitudinale talora doppia, formata dal condot- mascellari superiori, quasi in lutto soli<li, pre- ••

to dentale anteriore, posteriormente alla tu- sentano appena traccia de’ loro seni, ed banno ù
berosità mascellare. L’ eminenza inalare copre il proprio margine alv-eolare confuso, per così ij

il suo apice, e qui è sì sottile il tramezzo che «lire, colla base delle orbite. Questo margine r
soventemente, levando il inalare, si rompe. è arrotondato a cagione dei germi ilentali che >1

Corrisponde poi la sua liase alle fosse nasali e rinchiude. — Rispetto alla mascella inferiore, I.

presenta F apertura sopraindicata, la quale, i germi eh’ essa contiene le danno una forma Ir

lai’glnssima conF è sopra un osso separato, analoga, e fanno che la sua estensione dalFalto f
viene in particolar guisa ristretta dalle artico- in liasso sia in proporzione minore che quando, t|,h:

lazioni delle vicine ossa; cioè; dalF etmoide in germi


usciti che sieno da’ loro alveoli, questi |j!'

allo, dal cornetto inferiore davanti ed in bas- avranno permesso il suo appianamento e il fi

so, dalFosso del yialato alF indietro. ÌF altra — suo allungamento. Adunque, a quest’ età, lut- |f

apertura del meato meiFio, die è all’ innanzi, to tende a restringere il diametro perpendi-
inferiore. —
f:

conduce nelle cele.tle etmoidali aìiteriori.Qne- colare della làccia nella sua pai’te -

ste ultime non banno veruna comunicazione Rispetto all’estensione trasversale di questa ]

colle prcceilenti, sono formale anteriormente regione, è cjucsla, in proporzione, ben maggio- t
:

dalle masse etmoidali per diversi tramezzi clic re in alto di quello che dovrà esserlo nell’ av- ^ '

s’ incrociccbiano in tutte le direzioni, e rese venire così, tra le apofìsi orliitali esterne del
:
"
OSSI E LORO DIREVDF.NZE /j ^

fronlale, Ira le ossa malarl e simili, lo spazio è un vantaggio reale circa il modo con che il
assai visibile. Inferiormeiile se la mancanza dei bambino prende alimento, che è, siccome
seni tende a restringere questa estensione, la poc’anzi dicemmo, per succhiamento. In fatti
sporgenza dei denti contenuti tuttavia nei pro- avendo, per c|uesta disposizione, il velo pala-
pri! alveoli, r aumenta un poco di modo die ;
tino meno strada a correre per chiudere tale
la proporzione è all’ incirca la medesima che apertura innalzandosi contro di essa, di quel-
nell’ adulto. lo che se la medesima fosse perpendicolare,
Ma, crescer dell’ età, tutto cangia.
col adempie alla propria funzione più agevolmen-
La parte superiore della faccia aumenta me- te, e può far, nella bocca, un vuoto più per-
no a paragone dell’ inferiore. Lo sviluppo fetto, e per conseguente rendervi 1’ ascensione
de’ seni poi, e lo spuntare dei denti, danno a del latte più attiva. Egli è evidente che questa
questa delle dimensioni che aggrandiscono sin- disposizione nel feto s’ accorda con cjuella che
golarmente diametro verticale, e tutta quan-
il venne da noi superiormente indicata.
ta la faccia poco a poco riducono a quello
a A misura che va operandosi 1’ accresci-
stato sotto il quale 1’ abbiamo descritta. — mento, dall’ un lato, il seno mascellare sviluji-
ÌSel vecchio la faccia prova de’ cangiamenti pandosi spinge indietro 1’ apohsi pterigoidea ;
nell’anteriore sua parte; il diametro perpen- dall’altro il margine parotideo dell’osso ma-
dicolare sminuisce per la caduta dei denti ;
si scellare si raddrizza, 1’ angolo diviene più di-
restringono gli alveoli, e svaniscono al termine ritto; e finalmente tjuesta regione acquista
di certo tempo. Io ho notomizzato parecchi in- quella direzione cui deve conservare da poi.
dividui ne’ quali la sostanza degli ossi mascel- Égli è a notare che il raddrizzarsi dell’ apohsi
lari era talmente serrata, che non restava al- si compie sempre nella direzione medesima
cun sentore delle cavità primitivamente scava- che quello del margine dell’ osso mascellare ;

te nella loro spessezza. L’osso mascellare infe- dimodoché lo spazio che li separa è in propor-
riore si piega all’ innanzi colta sua parte infe- zione sempre io stesso, e i muscoli pterigoi-
riore il mento si allunga si accosta al naso,
;
dei, eh’ empiono cotale spazio, offrono costan-
mostra qualche volta voler toccarlo, quando temente lo stesso grado di tensione e di lun-
questo si rivolge naturalmente in basso. Sic- ghezza. —
Osserviamo che la grande ohbliqui-
come, per la caduta dei denti, le labbra sono tà del margine parotideo della mascella dei
in proporzione più larghe che lo spazio inter- bambini è, a c|uest’ età, un ostacolo alla lussa-
mascellare cui queste riempiono, il vecchio, zione. In fatti, perchè avvenga questa lussazio-
nel masticare, presenta in queste due parti un ne, è mestieri che il condilo si porti davanti e
movimento notevole e spesso singolare, d cj[ua- l’angolo indietro, per un movimento di alta
le procede da ciò che l’ inferiore respinge in lena. Ora movimento diventa assai dif-
c[uesto
alto il superiore, e in questo modo comu- ficile nel bambino; in fatti, per 1’ obbliquità
nica talvolta col naso Questo movimento
.
sopramentovata, ti'ovandosi il condilo assai
non potrebbe manifestamente esistere allorché indietro, e assai avanti 1’ angolo, è mestieri
i denti, incontrandosi, lasciano un maggior che, per eseguire siffatto movimento, l’ uno
intervallo fra le mascelle, e impediscono sif- e 1’ altro corra via assai più lunga che nel-
fatta espressione delle labbra le quali sono al- r adulto; e quanto più la via è lunga, tanto
lora esattamente proporzionate , nella loro più ostacoli trova lo slogamento. Anche la —
lunghezza, al luogo che occupano. Io ho os- direzione del condilo ne costituisce uno sen-
servato, a questo proposito, che nel fanciullo sibilissimo in fatti, nell’ adulto, quando la
;

appena nato, mancanza dei denti produce


la mascella è chiusa, è diretto il medesimo in
in pari guisa una disproporzione favorevole alto: nel bambino è rivolto verso F indietro;
all’ allungamento eh’è loro necessario per for- in ambidue quando nasca la lussazione, è
,

mar quella specie di grondaia ove si colloca diretto all’ innanzi per quella specie di movi-
il capezzolo all’ istante del succhiamento del inento di altalena che necessariamente pro-
latte. —
La regione posteriore o gutturale va: dunque nell’adulto, per islogarsi, non
tlella faccia presenta nel feto e nel baìnbino cangia che solo una volta la propria direzio-
un’assai considerabile obbliquità. 11 margine ne, mentre che nel bambino sarebbe uopo che
parotideo della mascella inferiore, posto sopra s’ indirizzasse prima in alto e poscia al davan-
quella parte di tale regione eli’ esso limita e- ti.E da notarsi che questa disposizione della
;
sternamente, si piega sensibilmente all’ in- mascella nel bambino è rimedio efficace con-
: nanzi di maniera che 1’ angolo, ond’ è unito tro la diposizione alla lussazione che diver-
il alla base dell’osso, ne risidta assai ottuso. Nel rebbe dalla poca profondità della cavità gle-
i mezzo, la mancanza di sviluppo de’ seni ma- noide, al par che 1’ apofisi trasversa, assai po-
; sccllari dà parimenti luogo all’ inclinazione co sensibile nel feto. —
La regione palatina lia
; anteriore delle apofisi pterigoidee, e perciò nel feto poca estensione dall’ innanzi all’ in-
ì stesso alla grandissima obbliquità dell’apertu- dietro, lo che procede in parte dall’ inclinazio-
. ra delle fosse nas di, obbliquità donde risrdta ne, di cui abbiamo tenuto parola; ma nel senso
liÔ APrAKATO DELLA LOCOMOZIÜi’^E
trasversale il suo diametro è più proporzio- suo tutto ; Tutte le altre cagioni dì sì fatte va-
nato a quello dell’ adulto, —
Riguardo alle re- rietà esistono nelle parti molli.
gioni zigomatiche, sono queste principalmen- Secondo che si sviluppano i seni mascel-
te forjuate, come vedemmo, dalla tuberosità lari, la faccia si allarga; e aumenta così nel suo
mascellare ; ora la sporgenza che questa tube- diametro perpendicolare : e la sua dilatazione
rosità deve nell’ adulto, allo sviluppo dei seni, ha luogo più dalla parte della bocca che da
vi è in parte sostituita, nel feto e nel bam- quella dell’ orbita Allora la parte inferiore
.

bino, dai denti che contiene di modo che il ;


della faccia incomincia a mettersi veramente
suo volume nella prima età riesce molto pro- in proporzione colla superiore. I margini al-
porzionato a quello che avrà in avvenire, e veolari superiori, che non erano punto forma-
poche differenze presenta cotesta regione. ti e si trovavano quasi a livello colla volta pa-

§
II. Sk^Hu/j/jo delie caeità della faccia. latina, si rendono, al tempo stesso, per sensi-
— Le due grandi cavità della faccia offrono, bile modo, più evidenti; i denti spuntano;
riguardo al loro sviluppo, una disposizione la faccia perde quella particolare espressione
inversa: 1’ una è già assai bene formata nel eh’ era attributo dell’ infanzia
1’ e assume
feto, r altra vi apparisce appena. Abbiamo — quella ond’ è caratterizzato 1’ adulto. La
;


già sopra indicato siccome sia avanzato nel produzione dei seni sfeuoidali è assai più tar-
feto lo sviluppo delle cavità orbitali. Ora que- diva che quella delle altre cavità analoghe e ;

sta capacità s’ accorda al volume dell’ organo spezialmente la loro lamina inferiore allora si
eh’ esse contengono, 1’ organizzazione del qua- abbassa allontanandosi dalla superiore. Per
le trovasi interamente compiuta alla nascita. ciò il vomere, al par che le apofìsi pterigoi-
L’ orbita è nel bambino molto più arrotonda- dee, si abbassano. La volta palatina, fin qui
ta che nell’adulto, nel quale è quadrilatera lo ;
orizzontale, è spinta in basso nella superiore
die dipende dall' essere, stante la poca altezza sua parte. Allora si forma il piano inclinato
dell’etmoide, ravvicinate, a quest’ epoca per- lungo il quale cola nella faringe il muco delle
ché io non dica quasi confuse, le superficie fosse nasali. — Formandosi le cellette etmoida-
superiore e inferiore del lato interno. 1 fori li, non allargano punto superior parte delle la
sono in proporzione più manifesti avanti la fosse nasali; etmoide, nello stato
perciocché 1’

nascita, ei ancora lungo tempo dopo, e que- cartilaginoso, presenta, una larghezza in pro-
sto sta in relazione col volume dei nervi, in porzione uguale a quella che prende nello sta- -

questa età, più sviluppato. 11 grande sviluppo to osseo dimodoché non fa che empiersi di
;
i

d ir orbita è dovuto principalmente al coro- cavità, e prender forma di lamine, senza cre-
nale ed allo sfenoi le assai meno palesemente scere nella sua dimensione in larghezza anzi, :


,,
;

concorrendovi il inalare ed il mascellare. in proporzione, diminuisce piuttosto alcun po- -

ÌjS fusse nasali sono in paticolar modo ristret- co. L’altezza però ne aumenta ciò che inco- ;
i

to nel feto,quantunque meno nella direzione mincia a dar forma quadrilatera all’ orbita la J

trasversale che in qualunque altra. Ed ancor quale, nel feto, ha ben maggiore estensione \

c{uesta è talora fortuitamente accresciuta, co- trasversalmente, che d’ alto in basso.


me osservasi nei labbri- leporini complicati a
separazione delle ossa mascellari, e palatini ;
Articolo VII.
ma alcuni mesi dopo la nascita queste cavità si
I

sviluppano si estendono in tutte le direzioni; MECCANISMO DELLA FACCIA !

iren presto i varii seni che ne derivano, dei


quali si erano fino allora appena trovate le ve- Da due lati può manifestamente essere ri-
stigia, si formano, e parecchi effetti secondarii guardato il maccanismo della fàccia i.° nelle ;
j

dal loro sviluppo risultano. ossa dalla cui unione risulta ciò che chiamasi I

Nella dilatazione dei seni frontali, è quasi la niascella superiore 2 .^ nel solo osso che co-
;

sempre la tavola esterna o anteriore quella che stituisce la mascella inferiore. In alto tutto è
si reca all’ innanzi, il che non può avvenire relativo alla solidità; in basso alla mobilità.
senza che le ossa nasali che si articolano con §
i.° Meccanis nio della mascella supe^
(piesta, non provino una spezie di movimento riore. —
Gli sforzi cui deve sostenere la supe-
di alla lena che sminuisce la depressione della riore mascella ponno esercitarsi sopra la me-
radice quanto più si avanza in età. E manife- — desima : dal basso in alto il quale é il più n ;

stissima questa dcjiressione nella testa del feto; ordinario sforzo, essendo quello della mastica- i

'

c sembra die, nelle persone in cui rimane que- zione 2 .'^ dall’ innanzi all’ indietro
;
3.*^ dal-
;

sta depressione dopo lo sviluppo compiuto r un lato all’ altro. E raro che possa questa
lidia faccia, siasi sviluppato il seno frontale ricevere un colpo dall’alto al basso, dai corpi

i|j

per r inclinazione all’ indietro dell’ interna la- esteriori. Allorquando la mascella inferiore ;

mina. Quasi unicanaente per questo modo la s’ innalza e perviene ad urtar l’altra, il movi- Î

p irzione ossea del naso influisce sopra le for- mento è trasmesso e 1’ urto è più forte princi-
me svariate di questa parte considerata nel palmente a livello del margine dentale talché ;
OSSÏ C LOr.O DTPE?TPENZE 49
a queslo margine proprio corrispondono i propria. — Ifgh è dunque manifesto, da ciò,
punti di resistenza e i sostegni della ma- che tutto lo sforzo, che la superiore mascella
scella. 11 tramezzo, che separa il naso dalla riceve dall’inferiore, è alla fine comunicato al

bocca, e che trovasi dietro questo margine, cranio, nel quale il movimento disperdesi. —
non essendo puntellato, nel suo mezzo, in bas- A questa cagione vogliono essere attribuiti i
so, non ha quasi sostegno, in questo verso, nel- fenomeni seguenti: se in una frattura del era-
la sua parte supenore. Il tramezzo nasale è de- nio, l’ infermo tenga fra’ denti un corpo resi-
stinato a separare le cavità di cui porta il no- stente, per esempio un fazzoletto, e si agiti
me, piuttosto che concorrere al sostegno della questo corpo ovvero se quegli schiacci un
;

superiore mascella troppo poca sarebbe infat-


: corpo duro coi mascellari, prova un dolor vi-
ti, per quest’ultimo uso, la sua spessezza; e d’al- vo al sito della frattura che ne viene smossa.
tra parte, siccome esso corrisponde in alto alla Questo segno è stato, per molto tempo, consi-
lamina cribrosa, eh’ è sottilissima, il movimento derato quale indizio sicuro delle fratture; ma
che, con troppa violenza, diffonderebbe, po- è incerto per questo, che una semplice contu-
trebbe diventar funesto all’ organo cerebrale. sione, una lesione qualsiasi dell’ osso produce
La resistenza adunque della mascella superio- lo stesso fenomeno. A tutti è noto che, eserci-
re vuole essere spezialmente esaminata al mar- tandosi un grande sforzo di masticazione, se
gine dentale ora li suoi punti d’ appoggio
;
ne risente la scossa perfino nel cranio.
in questo verso sono anteriormente le due Osserviamo a proposito degli sforzi della
apofisi nasali delle ossa mascellari, posterior- masticazione, che i denti inferiori e superiori
mente le ossa malari, che trovano esse mede- s’ incontrano, in diversamente.
questa, assai
sime, al pari che le predette apofìsi, un altro Gl’incisivi scorrono gli uni sopra gli altri a
i
appoggio nel coronale; dal che risulta che ap- rao’ di cesoia, essendo, dalla loro forma appia-
i
punto nella linea di direzione di queste due nata, giovato questo movimento che tende a
parti r osso mascellare più efficacemente resi- tagliare gli alimenti sottopostigli. I canini sdruc-
sta. Tra le quali si trovano degl’ intervalli ciolano aiich’essi un poco, ma meno e mira- ;

in cui la resistenza è nulla; cioè l’apertura no a perpendicolarmente urtarsi affine dì la-


j
del naso e quelle delle orbite. —
Osserviamo, cerare. I molari, destinati come sono ad ispez-
a questo proposito, che la situazione dei denti zare i corpi solidi, s’incontrano dirittamente

y
è perfettamente accomodata a questa inegua- ed esattamente si urtano in verso opposto. I —
glianza di resistenza del margine alveolare. colpi, che ponno essere impressi daìl’avanti al-
I
Gl’incisivi i quali, stante la loro forma appiana- l’ indietro alla mascella superiore, non derivano
I
1 la, non ponno dividere che alimenti molli poco che dai corpi esteriori per esempio, quando
:

Ï resistenti, come frutta esimili, si trovano cor- sì cada perpendicolarmente sopra la fìiccia, o

;! rispondere precisamente ad uno spazio vuoto, sia stato dalla medesima ricevuto un colpo
-, all’apertura del naso. 1 canini che lacerano gli in tale direzione. Ora, le apofìsi plerigoidee,
alimenti fibrosi, sono sosteiìuti dall’ apofìsi na- e più esternamente gli archi zigomatici, sono
f! sale. I grossi mascellari, destinati a rompere ed allora i due punti resistenti i quali, posterior-
a spezzare i corpi duri, si trovano nella par- mente, sostengono quasi tutto lo sforzo. Ap-
I te più resistente del margine alveolare, in punto sopra questi punti resistenti è quasi
I
quella che sostiene 1’ osso inalare. Quanto ai
piccoli molari, allorché questi eseguiscano uno
— tutta appoggiata la superior parte della faccia.
Siccome poi i medesimi appartengono ad ossa
I
sforzo un poco violento, hanno ambedue i del cranio, si scorge manifestamente che sì
r3 jmedetti sostegni riuniti che resistono al loro fatto movimento, al parche quello della ma-
sforzo. sticazione, va alla per fine a disperdersi nel-
Dopo quanto abbiamo detto sarà cosa age- le pareti di questa cavità. Si è stimato che
£| vole ad intender la propagazione del movimen- in un urto sull’ anterior parte del naso , il
to nella masticazione. 11 movimento comuni- tramezzo, articolato con questo da una par-
p
calo al margine dentale superiore dall’ osso te, e attaccato dall’ altra colla lamina cribro-
ij mascellare inferiore è in fatti trasmesso inter- sa, possa propagare un movimento pericoloso
linamente ed esternamente al coronale, alle sue al cervello. Ma questa è troppo debole per di-
apofìsi orbitali interne ed esterne. L’ etmoide fondere un forte movimento, e d’ altro canto
può aneli’ esso trasmetterne una porzione, es- r esperienza non prova che sia accaduto cote-
I
sendo, siccome 1’ apofìsi nasale e la inalare, po- sto risultamento. — Riguardo ai colpi laterali
•',|sto in mezzo a quest’ osso e al mascellare su- cui sostiene la faccia, non è facile il ben valu-
'
ìjperiore. 11 inalare che, in cjuesto movimento, tare la diffusione del movimento, altesocljè
Mjtende spinto in alto, trova anche po-
a essere non vi ha punto d’ appoggio opposto luogo
al
pi
jsteriormente, nell’ apofìsi zigomatica del tern- che venne urtato. 11 movimento si perde ge-
it porale, un punto di resistenza; e qui si com- neralmente nelle ossa di questa parte del capo.
' prende il vantaggio della sua articolazione con Quantunque nella mascella superiore, qua-
'
[juesta apofìsi, la cui augnatura è superiore si lutto sia relativo alla solidità, nulladimeuo
1
alla
ic
EncìcL Med, T. 1. J
5o ARATO DELLA LOCOJ/OZ,IOAB

iieirapertura della bocca, essa s’ innalza un ad eseguirvi un movimento di rotazione che rL


poco, mentre V altra si abbassa ma questo ;
volge in alto la parte che era diretta all’ innan-
movimento è generale, partecipandovi ezian- zi nell’ abbassamento. Nel tempo stesso questa

dio il cranio. Tutta la testa in vero, tranne la eminenza ritorna nella cavità glenoide. Giunta-
mascella inferiore, eseguisce una spezie di mo- vi, continua a ruotarvisi sopra sé stessa fintan-

vimento di alta lena per la quale la sua parte toché i denti superiori, venendo ad incontrare
))osteriore si abbassa, e s’ innalza b anteriore: gl’ inferiori, arrestano l’innalzamento, il quale

il centro del inovimento è F articolazione occi- iion consiste che in quest’ultiraa parte del mo-
pito-atlantoidea. vumento esercitata nella cavità glenoide, cjuan-
IL Meccanismo della mascella infe- do poco sensibile sia stato F abbassamento.
§
riore. —
Abbiamo detto che, nel meccanismo L’ ostacolo derivante dai denti o dagli alveoli
della mascella inferiore, tutto si riferisce alla superiori impedisce sempre che F innalzamento
mobilità essendone il principal uso quello di non s’ estenda inolto al dissopra per produrre
servire alla masticazione. Ora i movimenti e- uno slogamento indietro, slogamento che sa-
seguiti da quest’ osso sono quelli di abbassa- rebbe, del rimanente, impedito dalla parte an-
mento e d’innalzamento, cprelli dalFavanti, in teriore del condotto uditorio e dall’ apofisi va-
dietro, e dai lati. —
i.^ Nell’abbassamento, ginale. Nell’ innalzamento, il legamento inter-
dal quale deriva l’apertura della bocca, il con- no non cangia punto F esterno è rilassato lo
; ;

dilo comincia dal girare un poco intorno sè stilo-mascellare é un, poco teso la parte poste-
;

stesso nella cavità glenoidea in modo che la riore dalla superior sinoviale, eh’ é molto las-
parte superiore diventi un poco anteriore, gli sa, si ripiega sopra sé stessa nello spazio cellu-

angoli sieno portati indietro, e 1’ apofisi coro- loso, eh’ è dietro la scissura del Glasser ; 3.® —
noidc in basso se leggero
oo: è l’abbassamento, le Nel movimento anteriore, non ci ha moto di
cose si stringono a questo. Ma se diviene con- alta lena, come in cjuello di abbassamento ;
il

sideral^ile^ lì condilo passa sotto 1 apofisi tras- condilo e F angolo non si recano in verso op-
versa per un aspro movimento, come istan- posto tutto Fosso muovesi orizzontalmente
; :

taneo, che può sentirsi ancora applicando sopra così tutti i legamenti vi sono tesi egualmente.
quello la mano, o mettendolo allo scoperto in La sinoviale superiore si distende pure all’ in-
un cadavere, del quale poi muovasi la mascella. dietro F inferiore rimane nel medesimo sta-
;

Mentre si compie questo movimento all’ innan- to, perciocehé la fibro-cartilagine accompagna
zi, movimento pel quale la fibro-cartilagine è il condilo; e questo perché lo pterigoideo e-
stirata col condilo, continua la rotazione di sterno eh’ è F operatore principale del movi- •

<[uesto, sicché la posteriore sua parte perviene a mento anteriore, attaccandosi e al condilo e t

poggiare sopra l’apofisi trasversa. L’angolo poi alla fìbro-cartilagine, gli tira nel medesimo <

si reca sempre più indietro poiché, nel moto


;
tempo ambidue. Questa comune inserzione è i

di alta lena da cui producesi 1’ abbassamento, essenziale per conservar sempre la medesima i

è quello sempre opposto al condilo, il legamen- corrispondenza a sifflitte due parti. Se tale mo-
to esterno è assai teso, al pari che la parte po- vimento sia prolungato di soverchio, F apofisi i

steriore della sinoviale superiore, la quale, es- coronoide urta nella parte anteriore della fossa i

sendo lassa anziché no, può fàcilmente prestarsi temporale, e s’ oppone allora di necessità alla !

a questa estensione. lai sinoviale inferiore poi lussazione, per la cpiale è sempre necessario ii

limane allo stato medesimo, poscia chela fibro- che Fapofisi si abbassi sotto l’arco zigoma-
cartilagine e il condilo non mutano correla- tico. Egli é a notare che il movimento oriz- s.

zione. legamento stilo-mascellare é rilascia-


11 zontale all’ innanzi esige sempre da piuma un
to c r interno rimane all’ incirca nello stato
;
abbassamento del condilo per mettere questo
medesimo, perché s’inserisce a una distanza a livello dell’ apofisi trasversa sotto la cpiale ili

quasi uguale dal condilo che si porta alFavan- deve passare. Del rimanente, siccome la cavità ii

ti, e dall’ angolo che recasi indietro. Quando glenoide é in particolar modo diminuita india ff

1’ aìihassamento é assai notabile e si congiunge sua profondità dalla fibro-cartilagine, sì fa ito ò


ad un forte movimento anteriore, allora il primitivo abbassamento é cjuasi nullo. 11 — !1

condilo lacera la superiore, passa


sinoviale movimento posteriore è a rovescio dell’ anzi- l-l

colla libro-cartilagine sopra il piccolo spazio detto. 11 condilo, l’angolo, Fapofisi coronoide,
che sta dinanzi 1’ apofisi trasversa, e ne in- tutta la mascella in una parola ritornano, per D
terviene la lussazione. I muscoli, che sono i un movimento orizzontale, all’ indietro, ove jà
quasi soli operatori di questo slogamento, co- trovano, nelle sopra indicate prominenze os- fi
me concorrono essi a produrlo? Io non so che, see, degli ostacoli che impediscono a tale ino- :(
infino ad ora, cp;iesto quesito sia stato esatta- vimento di recarsi più da lunge e produrre la fi
mente ciùarito. 2 .®Nell’innalzamento le cose lussazione. 1 legamenti racquislano il loro gra- iè
avvengono in senso opposto dell’ abbassamen- do ordinario di tensione. — 5.*^ 11 movimen-
to. Se questo fosse stato considerabile, il condi- to laterale non é orizzontale come il predetto, n
lo, collocalo sotlo Fapofisi traversa, incomincia Converrebbe in fatti, acciò che un condilo sii ?
OSSI E LORO DIPENDENZE o 1

porlasse orizzontalmente al di fuori, che T al- colla direzione degli arti, de’ quali tuttigrani

tro condilo si rivolgesse all’ interno ora vi si : movimenti sono, in pari guisa, anteriori. Per-
oppongono la spina sfenoidale e la line delia ciò gli organi dei sensi collocati nella faccia
cresta vaginale di maniera die qualunque lus-
;
che ci fanno avvertiti della presenza de’ corpi
sazione interna ed esterna riesce manifesta- esteriori, e quelli della locomozione, che ci
mente impossibile. Allorquando il mento vien giovano per allontanarli o fuggirli, essendo
portato a destra, ecco quello che interviene: nella direzione medesima che tutte le esenziali
il condilo sinistro si rimane nella cavità gle- parti della vita interna, possono con maggior
noldea, e ancor vi si infossa diventando una efficacia invigilare allaloro conservazione. Così
spezie di perno, attorno il quale ruota tuttala la natura, assicurando queste parti con siffatti
mascella 1’ altro condilo, eh’ è la parte più al-
;
mezzi di difesa all’ innanzi, gli ha provvedu-
lontanata dal centro di questo movimento, è ti, da questo verso, dimeno forti sostegni che

pur quella ove il medesimo più si palesa. Esce indietro, ove la colonna vertebrale, e i più den-
questo condilo dalla sua cavità, si reca sotto si fascicoli carnosi collocati sopra la medesima,

l’apofisi trasversa, e può anche separatamente gli proteggono potentemente dall’impressione


slogarsi quando considerabile tosse, per av- dei corpi esteriori, dalle quali non può 1’ uo-
ventura, lo sforzo. Tutto è allora quasi dispo- mo trarre che sensazioni manco numerose, nè
sto, nell’articolazione a cui corrisponde, conie p drebbe, in quest’ ultima parte, sottrarsi sì
nel movimento di abbassamento, talché egli è efficacemente come nella prima. —
Le tre
inutile il ripeterlo. grandi divisioni della porzione ossea del tron-
Quando mento si
il porti in vece a sini- co hanno, nella forma delle loro ossa, delle di-
stra, allora il movimento laterale è il contrario sposizioni accomodate all’ uffizio cui sono de-
dell’ anzidetto. stinate. lia colonna vertebrale che, all’ uffizio
indicato per la stazione aggiunge cpiello d’ es-
DEL TRONCO sere il centro ai gran movimenti del tronco,
presenta pure, stante il numero e la piccolezza
Il tronco è la seconda parte dello schele- delle sue ossa, spettanti alla classe delle brevi,
tro e insieme la più considerabile. Esaminato congiunta la mobilità alla solidità. Il bacino il
semplicemente nella sua parte ossea, si trova quale non possédé che movimenti totali, ed è
risultare il medesimo dal petto^ dal catino e spezialmente destinato a preservare diversi or-
dalla colonna vertebrale. Le quali due ulti- grini cd a giovare per la stazione, è composto

me parti compongono, cogli arti inferiori, una di ossa poco numerose e larghe, 11 petto che ha
specie di fusto osseo, i cui pezzi, disposti gli movimenti particolari in ciascheduna delle sue
uni sotto gli altri r[uasi nella medesima linea, parti, e difende, al tempo stesso, de’visceri, ò
formano un tutto continuo eh’ è la gran leva composto da più ossa allungate e strette, col-
di stazione. Sopra questa leva appunto, sopra locate le une sopra delle altre.
c[ucsta base comune e generale, è sostenuta la
testa. Intorno a c{uella stanno come sospesi e DELLA COLONNA VERTEBRALE
fermi il petto, gli arti inferiori, i visceri ga-
strici, e via discorrendo, i quali non hanno Articolo /.
che far punto col generale meccanismo della
stazione. Segue da ciò che il tronco, conside- CONSIDERAZIONI GENERALI INTORNO LA COLONNA
rato colle sue parti molli, pertiene, singolar- VERTEBRALE
mente nelle sue porzioni posteriori ed inferio-
ri, alla storia della meccanica animale, mentre La colonna vertebrale.^ situata alla parte
nella sua parte anteriore presenta alle nostre posteriore del tronco, congiunge la testa al
considerazioni tutte le grandi funzioni della bacino, sostiene quella, ed è sostenuta da que-
vita organica, la digestione, la circolazione, la sto ;
ma non si trova con ambedue nella
respirazione, le grandi secrezioni, e simili. Ini medesinia corrispondenza. In fatti , ha die-
sua disposizione ossea è accomodata ante- tro sé un’assai gran porzione della testa, arti-
riormejite a quella delle parti molli che con- colandosi davanti il terzo posteriore di que-
tiene nel mezzo si trova, da questo verso,
: sta, per lo contrario trovasi congiunta alla
un grande intervallo fra il catino ed il petto, parte più lontana del catino la quale cor-
:

per le viscere gastriche superioinnente ed in-


;
relazione, con quest’ultimo, è assai favorevole
feriormente ci hanno le cavità di siffatte due alla stazione. E invero, il tronco in tale posi-
ultime parti, di modo che davanti la spina si zione tende molto più ad inclinarsi avanti
scorge una s'erie di spazii assai considerabili che in dietro. Ora siccome davanti tutta 1’ c-
per le principali viscere della vita interna. scavazione del calino gli forma una larga ba-
Questa specie di tronco nello scheletro, che se in cui trovasi ben sostenuto il centì-o di
assegna ai visceri la loro posizione, s’ accorda gravità, così non sono a temere sì fatte in-
e colla jiosizione della faccia eh’ è innanzi, e ('iimr/.ioni. D’altro lato, tutti i nostri grandi
ArrAKATl DELLA LOCO.UÜ AJOAE
îTiüvimeiiti col trónco si eseguiscono pure al- dimensioni del corpo e delle fibro-cartilagini
r innanzi, e imprimendo, per conseguenza, un è effetto dell’ organizzazione, e non del peso
impulso anteriore a questa parte dello schele- delle diverse parti sopra la colonna vertebra-
tro, ijupedisce sì fatta base le cadute che sa- le, com’ è stato asserito.
rebbono, nei detti moviraenii, frequenti, se il Parecchie cagioni ponno indurre delle va-
centro di gravità portato da questi stessi al- rietà nelle curvature: il gonfiamento delle ver-
r innanzi non si trovasse alioi’a sostenuto in tebre da una parte e non dall’ altra, la loro
tal parte. carie e logorazione, il crescente loro numero,
§. IP Dimensione della colonna verte- delle deposizioni formatesi dinnanzi ad esse,
brale. — La lunghezza della colonna verte- e via discorrendo, qualunque cagione, in una
brale prova, generalmente parlando, poche parola, che proceda da vizio interno, come la
variazioni che le difierenze della statura, nè
:
richitide, o esterno, come i colpi, le cadute
diversi individui, derivano d’ ordinario, più e simili, per cui 1 una delle due parti, an-

assai che da essa, dagli arti. Solo nei vizii di teriore o posteriore della colonna vertebrale
conformazione, in cui trovasi la medesima in- acquistando maggior spessezza dell’ altra, ac-
curvata in diverse direzioni, può aver influen- cresce quelle curvature per modo evidente. Le
za sopra la statura la quale trovasi allora,
; attitudini lunga pezza continuate bastano, le
per sensibile maniera, diminuita, e gli arti, spesse fiate., a produrre quell’ effètto.
c{uantunque della grandezza ordinaria, sem- Per tal modo il tronco offre una curva-
brano in proporzione assai più lunghi. L’ ab- tura assai più precoce che d’ ordinario in co-
bassamento delle sostanze intervertebrali di- loro che sono dalla propria condizione costret-
minuisce alcun poco, dopo una lunga sta- ti a inclinarsi continuamente all’ innanzi. In co-
zione, r altezza della spina, che si allunga da loro, per lo contrario, che stanno continua-
poi e racquista le proprie dimensioni me- mente piegati indietro, siccojue ne’ mercadan-
diante la posizione orizzontale per lunga pez- ti che s’aggirano ogni intorno portando
d’
za continuata. Il quale effetto riesce assai me- fisso al petto il fardello delle ordinarie mer-
1 ÎOpalese sul vecchio, in cui le sostanze in- catanzic , il tronco conserva una posizione
tervertebrali sono più dense, più stipate, me- retta eh’ è dovuta alla colonna vertebrale.
no per conseguente, di cedere alla
suscettibili, Non è possibile prendere abbaglio tra il sol-
pressione. — La spessezza
della colonna verle- dato che ha vegliato tra le sue fila, e il la-
lu’ale va, in generale, crescendo dalla parte su- voratore che ha corso la vita incurvato so-
periore all’inferiore; e da questo lato può pra 1’ aratro. Egli è, in generale, da notare
dirsi, che forma la spina una generale pirami- che l’ inclinazione della spina prodotta da un
de colla base inferiormente e coll’ apice in al- vizio interno, presceglie la regione dorsale,
to. Questa disposizione è accomodata agli sfor- mentre quella che deriva da un’attitudine ;ì-
zi grandi cui deve la mede.sima sostenere bituale attacca, in più particolare modo, il
tanto maggiori quanto più si procede verso il luogo ove questa regione si unisce alla lomba-
Ijasso. Tullavolta il suo aumento in ispessezza re al qual luogo tutti i grandi e generali juo-
;

non è graduale anzi lo si può considerare


: vimenti di flessione e d’ estensione si riferi- )

come risultante da tre piramidi secondarie. La scono.


prima, inferiore, tiene la propria base al sacro Oltre le incurvature anteriore e posterio-
e l’apice alla quinta vertebra dorsale, che pur re della spina, ce n’ ha assai spesso una latera- ^

costituisce l’apice della seconda piramide, la le, e a sinistra, corrispondente alla parte po- \

cui base è alla prima dorsale. La terza con- steriore del petto I 4 quale incurvatura si suo-
;

fonde la propria base colla precedente, e pre- le attribuire allapresenza dell’aorta. Ma d’on- f

senta l’apice epistrofeo al quale apice è


all’ ;
de avviene che, essendo ferma la cagione, non i

sovrapposto l’atlante che ha più larghezza. si ritrovi sempre l’effetto ? lo stimo piuttosto 1

§. IL Di rezione della colonna vertebra- che, operandosi tutti gli sforzi col braccio di-
le^- — La colonna vertebrale non descrive pun- ritto ed essendo noi, in questi sforzi, costretti i

to una linea retta, incontrandovisi parecchie a piegarci alcun poco dall’ opposta l)anda per r
flessioni, delle quali 1 ’
anteriore e la poste- offrire, a questo arto, un solido punto d’ ap- à
riore sono più sensibili. Anteriormente si
le poggio, l’abitudine di ripetere sovente questa |j

scorgono una convessità al collo, una conca- piegatura, ne renda alla fine perpetua 1 esi- ’
a
vità al dorso, una seconda convessità ai lom- stenza. Io non posso tuttavolta addurre ha-
bi pùsteriormente si trovano tre curvature
: stevoli fatti per assicurare, in generale, che i

dall’ opposto verso. La quale disposizione de- tutti li così detti mancini presentino 1 in- ’ “

lira chiaramente da varii irradi di spessezza cin'vatura a destra, lo che sarebbe pur ne- +-

del corpo «Ielle vertebre e delle fibro-caiiila- cessario per togliere ogni «bibbio a quest’ as- e
gini che producono una concavità dove sono serzione. —
Ci ha delle incurvature latera- |||<

più sottili, e una convessità dove la spessezza li viziate, siccome ce ne ha di anteriori: ora t

è maggiore. .Ora questa ineguaglianza nelle (jueste incurvature presentano un fenomeno q


— è

OSSI E LOKO DlPENDEjyZE


rlegno d’ essere notato; ed è, che esistendone, e in basso alle fìbro-carlilagini, che occupano
in una regione alcuna in un verso, le altre re- gli spazii intervertebrali, più o meno convesso
i;ioni ne presentano tosto delle altre in dire- anteriormente, ove scernesi una specie d’ in-
zioni alternativamente opposte. Suppongasi, a fossamento trasversale, limitato da due margi-
cagione d’esempio, che un deposito, una bri- ni assai prominenti, nel quale si trovano pa-
glia e via discorrendo, costringano la porzione recchi fori nutritivi assai evidenti piano o ;

cervicale della spina a piegare a destra: pre- concavo nella sua parte posteriore che corri-
sto, per sostenere il centro di gravità, la re- sponde al canal vertebrale, e presenta anch’es-
gione dorsale s’ incurva a sinistra, e poi la sa delle aperture vascolari assai manifeste, con-
lombare a destra; ili modo che tutto il tronco tinuato, dai lati, col rimanente osso mediante
si fa di botto partecipe ad una viziata attitu- una specie di picciuolo ;
b) il foro vertebra-^
dine d’una sola parte della spina. le., ovale o triangolare secondo la regione, che

concorre a formare il canale dello stesso no-


Articolo IL me c) Vapofisi spinosa^ sporgente in dietro
;
2.
oltre il livello dell’ osso, di varia forma e di-
DELLE OSSA DEI.LA COLONNA VERTE- rezione secondo le regioni, che lascia tra sè e
BRALE IN PARTICOLARE la seguente uno spazio ripieno da muscoli o
da legamenti. IL° Da ciascun lato si discerne
I^e vertebre sono venticpiattro piccole parimenti d’ avanti in dietro i.® due incava- :
4.
ossa situate le une sopra le altre e forman- ture, una superiore assai superficiale, 1’ altra
1’

ti,per l’ unione loro, la


spina. La loro for- inferiore sempre più profonda, destinata a for-
ma è costantemente simmetrica ma ciascu- ;
mare i fori di congiugazione., ambedue sca-
na delle porzioni poste dai lati della linea me- vate nel peduncolo che con ginn gesi ai corpi ;
diana è sommamente irregolare. Il volume lo- ® due apofisi articolari., distinte aneli’ esse
ro, assai grande nella regione lombare, di- in superiore ed in inferiore, rivestile di carti-
minuisce in generale tanto più quanto più lagine e d’ una membrana sinoviale, per cor-
alte esse sono, sebbene, come vedemmo con rispondere a cpielle delle due vicine vertebre ;
qualche ineguaglianza. Tutte, nella stazione, 3. MxL apofisi trasversa., nella direzione eh’
si trovano collocate orizzontalmente e so- ; indicata dal suo nome, che porge attacco a pa-
lo le loro parti diverse, come le apofìsi spi- recchi muscoli, ed è più o meno prolungata;
nose, provano parecchie flessioni. Serve poi ° una lamina appianata, più o men larga e
il nome numerico ad indicarle in ciascuna spessa, che s’ unisce a cjuella del lato opposto,
regione, eccetto prima e la seconda cervi-
la per dar nascimento all’ apofìsi spinosa.
cali che si chiamano 1’ una 1’ atlante e P al- §. II. Forme particolari delle vertebre.

tra r epis trofeo. La conformazione delle ver- — I cliversi oggetti comuni alla struttura ver-
tebre è in generale sempre la stessa fatte , tebrale comportano singolari modificazioni se-
essendo le medesime sopra un tipo comune ; condo le regioni in cui si considerano. Ora
ma questa generale conformazione si mostra queste modificazioni è uopo esaminarle singo-
diversa secondo le diverse porzioni della spi- larmente nella parte media di ciascuna regio-
na ove si prenda ad esaminarle. Da questo, in ne, dappoiché, verso le estremità, assumono a
gran parte, derivò che le si riportasse a tre poco a poco i caratteri della regione vicina :

classi, alle quali la posizione assegna il nome ; in vero qui, siccome in ogni altra parte, la na-
ma le forme esteriori in ispecie valgono a ca- tura nulla opera rapidamente ma passa per ;

ratterizzarle.Sono desse le vertebre cervicali gradi da una forma ad un’altra e come le dif- ;

in numero di sette, le dorsali in numero di ferenze non sono palesi che alle estremità, co-
dodici, le lombari di cui se n’ha cinque. sì solo nel mezzo sono ben caratterizzati gli
Vogliono essere da prima esaminate le gene- attributi propri!.
rali forme delle vertebre le loro forme par-
: Vertebre cervicali. — In queste le par-
ticolari ci occuperanno da poi. ticolarità di forma sono più osservabili
le
§. I. Forme generali delle vertebre.
— spezialmente atlante e l’ epistrofeo si di-
1’

Tutti siffatti ossi vengono costituiti dall’unio- lungano assai dalle altre è 1’ una aperta, e più
:

ne di varie porzioni irregolari e prominenti, larga per la grand’ estensione del suo foro ;

separate da parecchi intervalli, unite da parec- r altra, più piccola, è notabile per una grossa
chie lamine. Queste porzioni prominenti, que- apofìsi che sorge della superior parte del suo
sti intervalli, queste lamine, costituiscono i corpo. Verrà questo reso più evidente dalla
comuni oggetti di conformazione ora ecco : comparazione alila vertebre partenenti a sif-
quali sieno tali obbietti. L° Sulla linea me- fatta regione. Ecco quello per cui si rende di-
diana, si scorge dall’ avanti all’ indietro a) il ; stinta la loro conformazione i.® sopra la li-
:

corpo della vertebra.^ porzione considerabile nea mediana, il corpo dell’ atlante forma un
del loro tutto, di forma cilindrico oppure ova- piccolo arco appianato dalla parte opposta al
le, spessa, larga, offerente le inserzioni in alto corpo delle altre vertebre, convesso all’ invece
f)^ APPAR^lTO DELL A LOCOMOZIONE

e tubercoloso davanti, concavo in dietro ov' è articolari. — In generale non differiscono es-
una faccetta che s’ articola coll’ odon Ioide, se, nella loro profondità, tanto quanto nelle
sottile in alto ed in basso, ove si attaccano dei altre regioni. — Le sono oriz-
apofìsi articolari
legamenti per congiungerla all’ occipitale ed zontali e larghissime neH’atlante ; la superiore
all’ epistrofeo. —
Questo poi è degno d’ essere forma concavità ovale diretta internamente, che
notato per l’altezza del proprio corpo, assai riceve corrispondente condilo occipitale
il ;

visibile a paragone della sua larghezza. Que- l’ meno concava, corrisponde all’ e-
inferiore,
sto corpo offre, davanti, una cresta mediana, pistrofeo, nel cpiale, l’apofìsi articolare superio-
e due laterali infossamenti pei muscoli lun- re è larga, cjuasi orizzontale e l’ inferiore as-
;

£^hi del collo, indietro una superfìcie che cor- sume il comune carattere di questa regione,
risponde al canale, in basso l’ inserzione della nella cjuale le apofìsi articolari inferiori sono
prima tra le fìbro-cartilagini, in alto un’ emi- ovali un poco concave, rivolte anteriormente
nenza assai sporgente, arrotondita perpendi- ed infe dormente, e le superiori, anch’esse ovali,
colare, chiamala oclontoide^ che ruota in una si rivolgono indietro e superiormente.
L’ a- —
specie di anello che le formano intorno 1’ arco poflsi tra,sversa, lunghissima nell’ atlante, corta
anteriore dell’ atlante e il legamento trasver- nell’ epistrofeo, s’accresce nelle altre cinque
so, che scorre sopra ambedue mediante due vertebre, ov’ è orizzontale, anteriore alle inca-
faccette cartilaginose, e presenta al dissopra vature, e dove vi si scorge superiormente un
l’ inserzione scabrosa dei legamenti odontoi- solco che offre ne’suoi margini, attacco agli in-
dei. — Nelle altre vertebre di Cjuesta regione, tertraversali, e alloga le branche anteriori dei
il corpo è allungato nella direzione trasversa nervi cervicali; all’ estremità vi si trova un’ e-
più che nelle altre, e un poco più spesso da- vidente biforcazione. —
La base delle sette a-
vanti che indietro. Delle due superfìcie ove si pofìsi trasverse cervicali è trapassata d’un foro,
attaccano le fìbro-cartilagini, la superiore, un che manca però alcuna volta nella settima, e con-
po’ incavata anteriormente, è da ciascun lato corre a formare, mediante la sua unione colle
limitata da due piccole lamine sporgenti l’in- ;
altre, un canale per l’arteria vertebrale. Le —
feriore, che offre lateralmente due piccole in- lamine formano, nell’ atlante, riunendosi un
cavature nelle quali sono ricevute le preceden- arco almeno doppio dell’ arco anteriore, e che
ti lamine della sottoposta vertebra, si prolun- rappresenta una gran parte del foro in alto :

ga un poco davanti in guisa che copre lieve- ed in basso questo dà attacco a’ legamenti. Nel-
mente cotesta vertebra. —
All’ innanzi, il cor- 1’epistrofeo ogni lamina è sommamente spes-
po offre, in questa regione, tre piccole super- sa. La cjuale spessezza è minore nelle seguenti
fìcie ;l’uria media pel legamento vertebrale vertebre in cui la lamina, più lunga e meno
anteriore due laterali 'pei muscoli lung’hi del
; larga che nelle altre regioni, concorre effica-
collo. Posteriormente, sono assai piccoli i fori cemente all’ estensione, in proporzione mag-
vascolari. giore del foro.
foro vertebrale è molto grande nell’ a-
Il {'Vertebre dorsali. — Le particolarità del-
icante, e diviso dal legamento trasverso, in due la loro conformazione sono le seguenti i.^ So- :

parti ineguali, delle quali solo la posteriore è pra la linea mediana, il corpo ha più estensione
continua agli Questi poi,
altri fori vertebrali. dall’ innanzi all’ indietro che trasversalmente:
in tale regione, sono considerabili per la loro è desso più alto che nel collo, e fornito di
grandezza e per la loro forma triangolare, ma spessezza minore all’ innanzi che indietro. Yi
arrotondita agli angoli. —
NeH’atlante, invece si osservano due superfìcie piane all’ insù ed
che l’apofisi spinosa, si osservano due tuber- all’ ingiù. Essendo un po’concavo all’ indietro,
coli ineguali ove si attaccano i piccoli retti po- è assai manifestamente convesso all’ innanzi,
steriori nell’ epistrofeo è assai considerabile
; locclìè in parte dipende dalla sua poca esten-
la detta apofìsi in tutte, è prismatica assai
; sione trasversale. Dai lati, presenta esso, nel
corta, orizzontale, divisa al suo apice in due maggior numero, due mezze faccette, una su-
porzioni che terminano in due tubercoli. Que- pei’iore più grande, 1’ altra inferiore più pic-
sta biforcazione manca talvolta nella settima, cola rivestila di cartilagine, la quale, riunendo-
la cui apofìsi spinosa, più prominente, le ha si con ciucile delle vertebre contigue e colla
procurato il nome di vertebra prominente ;
fìbro-cartilagine media, formano delle intere
2 .° a ciascun lato, le incavature dell’ atlante faccette in cui sono ricevute le estremità delle
sono poste dietro le apofìsi articolari; la supe- coste. Nella prima
ha superiormente un’ in-
ci
riore forma un solco, talora mutato in foro da tera faccetta, e inferiormente una mezza fac-
una lamina ossea situata alle estremità del- cetta che s’ unisce colla mezza faccetta della se-
l’arco posteriore, e donde passano l’arteria conda. Nella decima non ci ha, le più volte,
vertebrale e il nervo sotto-occipitale. Nell’ e- che un’ intera faccetta in alto; nullameno ser-
pìstrofeo, l’ incavatura superiore sta assai ])iù ve talora a renderla compiuta una piccolissima
in dietro che r inferiore e nelle altre tutte, porzione di faccetta spettante alla nona. Nelle
;

queste incavature sono anteriori alle apofìsi due ultime, ciascheduno del corpi non ha che
,

OSSI E EORO DIPEM)EN7.E


un’intera faccetta per ognuna delle due ulti- vertebre. — Le vertebre sono quasi tutte ceP
me coste. —
11 foro è meno ampio che al col- luiose nel corpo, tranne 1’ atlante e 1’ epistro"
lo: la forma n’ è arrotondita ed ovale dall’ a- feo ove, nel corpo stesso, è assai abbondevole
vanti all’ indietro. —
L’ apofìsi spinosa cassai iltessuto compatto, il quale predomina ancora
lunga, prismatica, a larga base, acuminata al- nelle diverse apofìsi , che pur sono cellulose
1’ estremità, diretta assai obliquamente in bas- nel mezzo e nei luoghi dove si rigonfiano, co-
so e indietro, soprattutto nel mezzo della re- me alle estremità delle apofìsi spinose lomba-
gione. 2.P In ciascun lato, le incavature, situate ri, nei tubercoli delle cervicali, e via discor-
davanti le apofisi trasverse, sono maggiori che rendo. Lo sviluppo delle vertebre si compie
al collo : l’ inferiore, a paragone
della superio- da tre punti; l’ imo pel corpo, gli altri due
re, è profonda. —
Le apobsi articolari, poste per le parti laterali e posteriore. Nulladimcno
verticalmente Luna sopra l’altra, non sono io ho sovente veduto svilupparsi primitiva-
grossissijue la superiore è diretta indietro,
; mente de’ punti ossei alla base delle apofìsi
l’inferiore innanzi. — Le apofìsi trasverse spinose. —
Del rimanente, a questa base ap-
lunghissime c grossissime, sono obbliquamen- punto si riuniscono i punti laterali, allorquan-
sommità loro si
fe inclinate all’ indietro. Alla do non ce n’ abbia uno distinto mentre la ;

trova un tubercolo scabro sul quale scorgesi loro riunione coi punti d’ ossificazione del
anteriormente, tranne le due ultime, una l’ac- corpo accade sopra le apofìsi articolari. L’ a- —
cetta concava cartilaginosa articolata colla tu- llante ha d’ordinario cinque punti ossei primi-
berosità delle coste, e rivolta un poco in alto tivi uno per 1’ arco anteriore, due pel poste-
:

nelle superiori vertebre. La lamina, la cui tras- riore, due per le parti laterali.
versale estensione è minore che nel collo, e
più larga e un poco più spessa. Articolo III.
Vertebre lombari. Sono queste con- —
siderabili pel loro volume. Ecco le loro par- ARTICOLAZIONI DELLA COLONNA
ticolarità di conformazione i.® sopra la linea ; YERTEBRALE
mediana il corpo racquista 1’ estensione tras-
versale che aveva perduto quello delle ver- La moltiplicità delle ossa, ond’ è compo-
tebre dorsali la sua altezza è maggiore che
;
sta la colonna vertebrale, rende di necessità
non sia in tale regione la sua spessezza un ;
numerosissime le articolazioni di questa parte
poco più visibile davanti che in dietro è il : del tronco. Le quali articolazioni ponno es-
medesimo quasi piano sopra e sotto, fuorché sere considerate sotto due aspetti : ce n’ixa
nell’ ultima, eh’ è tagliata, in basso, obbli- di parziali, non ispettanti che a certe determi-
quamente per accomodarsi al taglio obbliquo nate vertebre, che presentano, rispetto alla
del sacro. Convesso innanzi in modo meno
all’ differenza nella foriua di queste vertebre, del-
evidente che in dietro, presenta nella sua par- le differenze essenziali ancora nel numero e
te posteriore, eh’ è piana, un foro notabile pei nella disposizione dei legamenti che le con-
vasi. —11 foro vertebrale è più grande che giungono 2 .° AT ne ha di generali che, es-
;

nel dorso, ma di foxana triaixgolare come nel sendo per tutto uguali nel maggior numero
collo. — L’ apofìsi spinosa, larghissima, oriz- delle vertebre, presentano nei proprii lega-
zontale, appianata, quasi quadrata, termina menti la medesima disposizione, nè esigono
per un margine ineguale, arrotondito, spessis- che una comune descidzione.
simo. Questa è corta, e manca talvolta quasi §. /. Articolazioni particolari della co~
del lutto nell’ ultima. 2 .*^ A ciascun lato, le lonna vertebrale. —
Quelle articolazioni delia
incavature sono notabili per la loro gi’andez- spina che s’ allontanano dalla generale dispo-
za, spezialmente in basso la quale disposizio-
;
sizione, e meritano, da questo lato, di essere
xie è accomodata al volume dei nervi lombari. separalamente disaminale, sono tutte riferibi-
— Le apofìsi articolari sono assai grosse ed al- li specialmente ai movimenti del capo; e sono

lungate. —
La superiore, allontanata, per assai rpiella dell’ occipitale coll’ atlante, l’altra del-
grande intervallo, da quella del lato opposto, 1’ occipitale medesimo coll’ epistrofeo, cjuella
è concava, ovale, e rivolta indietro; l’inferiore, delle due nominate vertebre, fra loro; in fatti,
j)iù ravvicinata alla corrispondente, è conves- sebbene quest’ ultima articolazione sia stranie-
sa, ovale, diretta in fuori. Questi caratteri so- ra all’occipitale, tuttavolta è interamente de-
no meno sensibili L’ apofìsi
nell’ ultima. — stinata la medesima alla rotazione di quest’os-
Irasvei’sa è sottile, fuorché nell’ ultima, lunga so, il cjuale allora non forma, per così dire, che
appianata, orizzontale, più anteriore che al un tutto con 1’ atlante, ubbedendo a medesimi
dorso. —
La lamina è degna d’ esser osservata movimenti di questo che poi comunica a tutta
per maggior spessezza e altezza
la e per 1’ e- la testa. Ci occuperemo ora particolarmente di
stensione trasversale minore che nelle altre ciascheduna di queste tre articolazioni.
regioni. Articolazione occipito - atlantoidea. —
§. ///. Organizzazione e sviluppo delle I condili dell’ occipitale sono per quest’ artico-
E

5G APPARATO DELLA LOCOMOZIONE


l.izione, ricevuti nelle cavità articolari superio- che potrebbono qualche volta venir presi per
ri deiratlaiite; e le superficie, convesse delFuno glandule.
e concave dall’ altro, risultano vestite d’ una Articolazione delV occìpite coir epi-
assai densa cartilagine. Le une e le altre di ta- strofeo. —
Fra questa non ci ha, come nel-
li superficie sono obbliquaniente dirette inter-
1’ articolazione anzidetta, delle superficie
con-
namente anteriormente per modo che, in
e tigue che scorrano 1’ una sopra l’altra, e per
quest’ ultima direzione, le due articolazioni si conseguente vestite di cartilagine 1’ occipitale :

ravvicinano, mentre s’allontanano nell’ oppo- e 1’ epistrofeo stanno solo uniti per li due ro-
sta. —
Per mantenere poi le corrispondenze busti legamenti odontoidei, e mediante un le-
articolari ci ha un legamento anteriore e ti- gamento posteriore o oecipito-epistrofoideo.
no posteriore e per agevolarne i movimenti
;
Legamenti odontoidei, Partono que-—
una membrana sinoviale per ciascheduii con- sti dalla sommità e dai lati dell’odontoide, sul-

dilo. la quale alcune delle loro fibre si confondono,


Legamento anteriore. E composto si dirigono poi esternamente e in alto, e van-
questo di due fasce Iti 1’ uno superficiale, as-
; no ad attaccarsi ciascheduno alla parte interna
sai denso, arrotondato, stretto, s’ attacca al- del corrispondente condilo dell’occipitale. —
1’ apofisi basilare, e discende poi al tubercolo 1 fascetti,cui formano, sono spessi arrotonditi,
dell’ arco anteriore dell’atlante ove si attacca; corti, robustissimi e a fibre paralelle, congiunte
1’ più largo, sottile, appianato, s’ attacca
altro, da un tessuto stipato. Posteriormente corri-
danna parte nell’intervallo del condilo, da- spondono al legamealto occipito - epistrofoi-
vanti il foro occipitale, dall’ altra nel margine deo, anteriormente e superiormente ad alquan-
superiore dell’arco tra le apofisi articolari. Il to tessuto cellulare che circonda pure T odon-
primo è composto di fibre paralelle, il secon- toïde, e che lascia intorno alla medesima uno
<to di fibre meno apparenti e in diverse dire- spazio pe’ suoi moidmenti.
zioni. —
Il legamento, eh’ essi formano colla Legamento oecipito-epistrofoideo. —
loro sovrapposizione, corrisponde anteriormen- questo un fascio fibroso largo appianato assai
te ai grandi e piccoli retti, posteriormente al- s Itile nel mezzo, più spesso da’ lati ove empie
.)

1’ apofisi odonloidc e singolarmente ai lega- alcuni infossamenti che vi si trovano. S’ attac-


menti che la fermano. ca questo, in alto, sopra la superficie basilare,
Legamento posteriore. —E più largo poi discende, passa dietro 1’ odon Ioide, e ter-
che 1’ anzidetto, e composto, al pari che que- mina nel modo seguente le fibre profonde si
;

sto, da due fascetti manifesti. I quali, parten- arrestano alla parte superiore del legamento
dosi dalla circonferenza del foro cccipitale fra trasverso le medie s’ inseriscono nella parte
;

i due condili, discendono poi congiunti 1’ uno posteriore del corpo dell’ epistrofeo quelle ;

all’altro; e, quanto al tertnine loro, il poste- che corrispondono al canale si confondono as-
l’iore si attacca al grand’ arco dell’ atlante e ;
solutamente col legamento vertebrale poste-
l’anteriore vi passa davanti, senza fermarvisi, riore, del quale 1’ oecipito-epistrofoideo sem-
e s’ intreccia colla dura-madre della cui natura ina, a questo modo, costituire veivunente la
pu’tecipa stante la sua tessitura fibrosa, men- superiore origine, allorquando non si taglino
ti-e l’altro è di un tessuto più lasso, per non profondamente cotali parti. — Le fibre di que-
dire quasi celluloso. Il fascetto comune che, st’ ultimo sono manifestamente di lunghezza
flal loro addossarsi risulta, è largo, manifestis- ineguale e la loro disposizione è parallela,
;

simo, e corrisponde anteriormente alla dura serrata. Il qual legamento corrisponde, indie-
madre, posteriormente ai grandi e piccoli ret- t'.-o, alla dura madre alla quale superiormente

ti, e anche all’obbliquo superiore, lateralmen- si attacca davanti si trova in correlazione col-
;

te alle arterie vertebrali e ai nervi sotto occi- la superficie basilare, coll’ odon Ioide, col lega-
che passano per un’apertura
})itali alla cui for- mento trasverso, e colla posterior parte dell’e-
mazione esso concorre. j'istrofeo.
Membrana sinoviale. — Aldaraccia Articolazione delV atlante colf epistro-
essa dall’ un lato, il condilo dell’ occipitale —
fe.' Ci hanno qui due maniere di corrispon-
con piccola porzione di quest’ osso all’ innan- denza; la prima s’appartiene solo all’ odon-
zi, dall’altro la faccetta vertebrale corrispon- loide, cui tiene solidamente raffermato e per ;

dente. 2 .*^ Passando dall’uno all’altro, tappez- la corpo, le lamine, le apofisi ar-
seconda, il

za la medesima all’ innanzi un fascio fibroso, ticolari delle due vertebre sono comgiunte in
indietro e in fuori molto tessuto cellulare, in- modo particolare. — Quanto all’ articolazione
ternamente r estremità del legamento trasver- propria dell’odontoide, vi hanno, sopra que-
so, che si troverebbe, senza di essa, nell’arti- st’ apofisi, due superficie convesse, 1’ una ante-
colazione al quale essa somministra, a questo
: riore 1’ altra posteriore, ambedue leggermen-
luogo, un aspetto liscio; inoltre tappezza una te cartilaginose: la prima corrisponde ad una
parte del legamento odontoideo, e alcuni fasci- faccettapur cartilaginosa che trovasi sull’ arco
coli adiposi che sporgono nell’articolazione, e anteriore dell’ atlante; la seconda scorre sul
— ;

OSS! R I.ORO DIPEJJORNZE 57

Jeg;ìmento trasverso. Servono a queste due ar- davanti corpo. Queste ultime, più liiughe,
il

licolazloni due niembraiie suioviali e il leç^- formano arrotondato, spesso manife-


uii fascio
fueiîto trasverso. sto le prime ne rappresentano uno più sottile
Legamento trasverso. —E questo un
;

che occupa F intervallo tra le apofisi articolari


fascicolo fibroso, grosso, appianato, un po’ più e si estende un poco dinanzi le medesime. 1
largo nel mezzo che alle due estremità, inserito, muscoli gran retti anteriori coprono un poco
<r una banda parte interna
e dall’ altra, alla siffatto legamento.
delle superficie articolari deirallaute, che de- Legamento posteriore. Questo è sot- —
scrive, nel suo caramino, un quarto di cerchio, tilissimo, sommamente lasso per permettere i
e forma così, coll’ arco anteriore, una spezie diversi movimenti di rotazione dell’ atlante
d’anello intorno al quale gira l’ odontoïde, se coll’ epistrofeo. S’ inserisce superiormente al
pur quello non gira intorno a (jucsto. E con- grand’arco dell’uno, inferiormente alle lamine
tiguo questo posteriormente al legamento oc- dell’ altro. La sua tessitura, quasi cellulosa,
cipito-epistrofoideo, anteriormente all’ odon- non ha alcun’analogia con cjuella dei legamen-
toïde, a’suoi legamenti, e un poco alle soprani- ti-gialli, de’quali, sino a certo segno, adempie
mentovate sinoviali . Parallele e stipatissime alle corrisponde anteriormente alla
funzioni :

ne sono le libre; e dalla sua parte inferiore dura-madre, posteriormente agli obbliqui in-
staccasi un piccolo fascio di fibre perpendico- feriori ed a molto tessuto cellulare.
lariche discende sul corpo dell' epistrofeo, vi Membrana sinoeiale.^-ìb notabile questa
si e ferma così, d’ una maniera soli-
attacca, per la sua estrema lassezza, e per F estensione
da, il legamento nella sua posizione. Alla sua dei movimenti che può quindi permettere senza
parte superiore è talora sovrapj.>oslo un altro rompersi. Tappezza da principio la medesima
fascio trasverso disposto come quello, colle non solamente la faccetta dell’atlante, ma ezian-
medesime inserzioni, e con gli usi medesimi, dio alcun poco la circonferenza di questa faccet-
separatone semplicemente da un intervallo cel- ta ;
discende poi sull’ epistrofeo la cui faccetta
lulare. riveste. La sua porzione libera, posta in mezzo
Menihrana smollale anteriore. — Si a queste due feccette, porzione eh’ è, siccome
dispiega questa, da una parte, sulla superficie vedemmo, sommamente lassa, riveste all’ in-
che l’arco anteriore presenta in dietro, dal- nauzi un fascetto fibroso che discende dall’a-
r altra sopra quella che presenta all’ avanti tlante, indietro molto tessuto cellulare, all’in-
F odontoïde. Passando dall’ una all’altra, essa terno legamenti che sono nell’ interno del
i

è yn po’ più lassa al di dissopra che sotto è : canale, esternamente F arteria vertebrale la ;

assai sottile ed attorniata da molto cellulare quale, nel suo tragitto per questo luogo, s’in-
tessuta. veste di nn inviluppo sieroso che ne rende pu-
Membrana sinoviale posteriore. Ab- — lite e levigate le pareti, senza il quale si bagne-
braccia questa da prima la faccetta posterio- rebbe nella sinovia articolare. Questa poi è un
re dell’ odontoide, e si prolunga un poco sui poco più densa delle altre di cui si è antece-
lati di quest’ apofisi, poscia si reca all’ indietro, dentemente parlato,
e si dispiega sulla parte anteriore del legamen- §. II. A rticolaz,ioni generali delle ver-
to trasverso, ed un poco ancora sul fascetto tebre. — Tuttevertebre si articolano tra sè:
le
che derivane in basso : somministra a queste i.° pei loro corpi 2 .° per le apofisi articolai’!
;

un aspetto liscio e pulito, e vi aderisce meno 3.*^ per le lamine 4° finalmente per le apofi-
che odontoïde. Nel luogo «love si ripiega,
all’ si spinose. — ;

Noi ci faremo ad esaminare, con


è circondata all’ insù da molto tessuto cellula- questo medesimo ordine, i mezzi d’unione
re ai lati è contigua ed anche aderente alla
; che sono, per tutte le vertebre, i inedesirai,
si'ioviale dei condili occipitali. — Sommamen- fuorché nelle articolazioni che abbiamo consi-
le sottile poi è la lamina ond’ è costituita.
.2.° E’ articolazione generale dell’ atlante col-
derate. —
Fra questi mezzi d’unioni, formano
alcuni degli organi particolari separati per ca-
F epistrofeo si torma per mezzo delle due fac- dauna vertebra, come le fihro-carlilagini ed i
cette articolari di queste vertebre, che sono no- legamenti gialli rappresentano altri degli or-
:

tabili per la loro disposizione trasversale, e per gani comuni che abln-acciano, ad un tempo,
la loro largliezza assai maggiore che quella del- tutta la colonna vertebrale, od almeno una gran
le altre apofisi della medesima specie. La rive- parte di questa, quali sono i legamenti verte-
ste una cartilagine sottile al par che una mem- brali anteriore e posteriore ed i sopra-spinosi.
brana sinoviale; ci hanno inoltre due legamen- — Osserviamo frattanto, riguardo a questi ul-
ti, F uno anteriore e F altro posteriore. timi, che le loro fdire non descrivono mai in-
Legamento
anteriore. —
Le fibre di que- tera la loro lunghezza, ma si piantano ad una
sto hanno origine dai margine inferiore del vertelira, poi discendono alla seconda, terza o
piccolo arco «lelF atlante e dall’anteriore suo quarta delle sottoposte, secondochò le medesi-
tubercolo, poi si dirigono in basso, e si attac- me vertelmc sono profonde o superficiali di ;

cano, le ime alla liase dell’ odontoide, le altre maniera che quest’apparenza di generai lega.-
Encicl. Med. T. 1. 8
^

58 APPARATO DELLA LOCOMOZIONE


mento solo deriva dalia riunione e dalF intrec- bene per questa direzione e per la loro situa-
ciamento di fibre isolate ; siccome avviene dei zione laterale, sono composti da fibre corte,
muscoli collocati sopra la vertebrale colonna, sottili, sovente poco scernibili dalla fìbro-carti-

i quali non formano mai un fascio di fibre pa- lagine sopra la quale sono applicati.
rallelo alla sua lunghezza ;
ma risultano da un Legamento vertebrale posteriore.— op-
gran numero di piccoli muscoli i quali, sovrap- posto precedente, si trova dietro il corpo del-
al

posti come sono gli uni gli altri, costituiscono le vertebre, e s’ estende dalla parte posteriore
il muscolo generale tali sono il trasversale
; di quello dell’ epistrofeo e del legamento occi-
spinoso, il lungo del collo, e via discorrendo. pito-epistrofoideo, col quale s’ intreccia perfi-
Articolazione del corpo. Ci ha, per — no al sacro. Esso è più denso, d’ una tessitura
quesF articolazione, un legajuento vertebrale più stipata che 1’ anteriore ; onde riesce più
anteriore, uno posteriore, ed una fibro-carli- liscio levigato e risplendente, e si presenta sotto
lagine tra ciascuna vertebra. un’apparenza aponeurotica e ijuasi membra-
Legamento vertebrale anteriore. Oc- — nosa. Ki guardato, nella sua generale larghez-
cupa questo la parte anteriore del corpo del- za, è più stretto al dorso che in ciascun’^altra
ie vertebre, e s’ estende dalla seconda di que- parte parzialmente esaminato nel suo corso,
:

ste fino alla sommità dell’osso sacro. Stret- s’allarga essoun poco al livello di ciascheduna
tissimo, qual è, al collo, acquista un poco di sostanza intervertebrale, mentre che offre sul
più larghezza al dorso , ed allargasi ancora corpo delle vertebre una specie di restringi-
nella regione lombare. Non ha da per tutto mento, donde risulta che si presenti sotto for-
la densità medesima, E sottile infatti nella ma di lunga fiscia come strangolata da uno
prima regione, più denso nella seconda, e spazio all' altro. La sua maggiore spessezza è
racquista nella terza il carattere della prima, allaregione dorsale mentre è assai sottile ai
;

quantunque i tendini de’ pilastri diaframma- lombi ed al collo. Coperto coni’ è, posterior-
tici, intrecciandosi con esso a questo luogo, mente, dalla dura madre, separatone da un las-
lo rafforzino. —E coperto sul collo dalla fa- so tessuto non mai adiposo, sovente imbevuto
ringe e dall’ esofogo, nel dorso da quest’ ul- di molta sierosità, corrisponde anteriormente
timo dall’ arteria aorta e dal canale toraci- ai corpi delle vertebre ed alle fibro-cartilagini,
co, ai lombi dall’ arteria aorta e dalla vena ca- alle c|uali si attacca più che alle prime, ove non
va inferiore. Lateralmente corrisponde, nella aderisce che in alto e in basso : nel mezzo ci
regione cervicale, ai muscoli retti anteriori ha un considerabile intervallo dove si trovano
maggiori e lunghi del collo ; nella lombare allo dei vasi. E questo legamento, siccome il prece-
psoas. — Applicato sul corpo delle vertebre e dente, composto di fibre superficiali e profon-
sopra le loro fìbro-cartilagini, è siffatto lega- de le prime occupano 1’ intervallo di quattro
:

mento più aderente a queste ultime ed alle o cinque vertebre o fibro-cartilagini le altre ;

creste salienti delle prime di quello che sia al sono estese dal corpo d’ una vertebra a quello
solco trasversale cui questo corpo presenta. — della seconda inferiore, poi a quello della ver-
Le fibre, dalla cui unione è costituito, non tebra contigua, finalmente affatto profonda-
ne occupano tutta lunghezza, e la loro di-
la mente alla libro-cartilagine che nasce da que-
sposizione è tale che si possono dividere in più sta medesima vertebra. Tali fibre, stipate, non
ordini le superfiziali s’ estendono dal corpo
: lasciano, come nella precedente, niun interval-
d’ una vertebra a cjuello della quarta e ancor lo fra sè privasi:
quali penetrano da’ lati
j

della quinta inferiore, ovvero da una fibro- negli spazii situati dietro i corpi.
cartilagine ad un’ altra parimente lontana le ;
Fibro-cartilagini. —
Sono queste alcune
medie appartengono a tre vertebre o fibro- spezie di organi assai poco conosciuti, che, per
cartilagini le profonde sono limitate alle due
; la loro struttura, s’appartengono e al sistema
vertebre o fibro-cartilagini immediatamente fibroso e al cartilaginoso, ed occupano gl’inter-
contigue. Generalmente, le inserzioni avven- valli tra’ corpi di tutte le vertebre. Da
questi
gono meno nelle vertebre che nelle fibro-carli- corpi appunto derivano la propria forma, e
lagini, ove s’ uniscono colle fibre di queste ul- perciò si comprende siccome deggia questa es-
time, che sono palesissime all’ innanzi. Le — sere essenzialmente diversa al collo, al dorso i

diverse lamine di tale legamento lasciano, ed ai lombi siccome quella dei corpi medesimi. ,

tra sè, dei piccoli intervalli irregolari per la Noi abbiamo toccalo queste differenze trattan-
loro forma, per la loro posizione, per lo pas- do delle vertebre. La generale spessezza di tali

!

saggio dei vasi. Lateralmente al legamento sostanze va successivamente crescendo quanto i

vertebrale anteriore, si trova nella regione cer- più sono inferiori, di maniera che le vertebre i

vicale, sotto i lunghi del collo, due piccoli fasci lombari sono separate da ben più grandi in- i

fibrosi per ciascheduna vertebra, i quali si re- tervalli che le cervicali e le dorsali. Ma inoltre I

cano obbliquamente dall’interno all’ esterno, si osserva che al collo questa spessezza è più l

dalla superiore all’ inferiore. considerabile all’ innanzi, mentre, per lo con- >

Codesti piccoli fasci, che si discernono assai trario, è minore al dorso e finalmente ai lombi
;
(

I

OSSI E LORO niPENDENZE 5(j

racqulsta carattere proprio della regione


il rezioni nel cadavere è da queste ricondotta
cervicale; triplice differenza che, con quella del alla sua naturale direzione.
corpo, può intliiire sulla triplice curvatura della Articolazione delle apojlsi articolari.^
spina. Le fibro-cartilagini aderiscono assai stret- Non ci hanno qui, a parlar proprio, legamen-
l-uucnte, e sopra e sotto, alle corrispondenti ti; essendo che le faccette corrispondentesi
superficie delle vertebre. —
La quale aderenza, sono vestite, ognuna, da uno strato cartilagi-
sul feto, si palesa nella cartilagine di ossificazio- noso sottilissimo. Una piccola borsa sinoviale,
ne, di modo che, essendo questa levata, non re- notabile per la sua poca lassezza e per la poca
sta niente attaccato alla vertebra. Ma, coir a- copia di sinovia che contiene, si dispiega so-
vanzare beta, le fibre ossee, e quelle che com- pra le due superfici articolari, ripiegandosi
pongono tali sostanze, s’ immedesimano in dall’ una all’altra. Tuttavolta alcune fibre ir-
guisa che ci hanno, nelfi economia, pochi e- regolari discendono spesso intorno ad essa, da
sempii d^ una resistenza tanto forte cpianto un’apofisi a quella che le corrisponde le qua- ;

quella eh’ esse oppongono alla propria separa- li fibre sono più o meno allargate.

zione. — La
loro circonferenza corrisponde Articolazione delle lamine. — - Lega-
anteriormente al legamento vertebrale ante- menti gialli. —Le lamine delle vertebre non
riore, posteriormente al posteriore: da ciascu- si toccano punto ; ma sono unite fra sè per un

:
na banda poi, forma parte dei fori di congiu- tessuto intermedio al quale, dal colore, fu as-
gazione, e inoltre, al dorso, concorre alla for- segnato il nome di legamento giallo, e che
mazione di quelle cavità articolari che rice- a così fatto uso quello aggiunge di compiere
vono r estremità posteriore delle coste. — I^e posteriormente il canal vertebrale. —
11 pri-
fìbro cartilamni vertebrali sono formate a
- mo di questi legamenti si trova tra la seconda
principio da lamine fibrose concentriche, si- vertebra cervicale e la terza, 1’ ultimo fra la
tuate le une davanti le altre. Queste lamine, quinta lombare e 1’ osso sacro. Ciascheduno è
anteriormente e da’ lati numerosissimi, più diviso in due porzioni, una a destra e F altra
rare all’ indietro dove sovente nè anclie esi- sinistra, riunite ad angolo verso la base dell’a-
stono, s’ incrocicchiano spesso e lasciano tra sè pofisi spinose; che, al luogo di tale riunione,
degli intervalli tanto più larghi quanto più lasciano un piccolo intervallo il quale si pre-
s’ avvicinano al proprio centro, dove si trova senta alla vista separandole all’interno ; e do-
un tessuto polposo, floscio, che cresce in quan- ve spesso si trova un poco di tessuto cellulare.
tità siccome gl’ intervalli in larghezza, a tal Ciascuna delle dette porzioni, allungata tra-
segno, che nel centro, di ogni fibro-cartilagi- sversalmente, s’ inserisse in alto alla superficie
ne, scomparse le lamine, il tessuto polposo ri- interna della lamina superiore; all’ ingiù al
mane solo. Del resto questo tessuto è in assai margine superiore dell’inferior lamina dispo- :

maggior copia nel bambino ; ov’ è ad un tem- sizione per la quale non si puonno veder pun-
po più molle più biancastro e cjuasi eziandio to co tali legamenti, fuorché nell’interna super-
trasparente, mentre nell’ adulto è giallastro e ficie del canal vertebrale. —
Corrispondono i
denso. Nel vecchio esso addiviene denso, com- medesimi anteriormente alla dura madre, che
patto, e va diminuendo sempre. Ad esso le fì- gli riveste, sia frapposto un tessuto
sebbene vi
bro-cartilagini devono la propria flessibilità, assai rilassato posteriormente, ove con molta
;

I
mentre le medesime derivano propria for-
la difficolta si distinguono specialmente alla re-
3 za dalle lamine che rinchiudono tra sè questa gione dorsale, corrispondono, da una parte,
( sostanza. Ond’è che il primo de’ nominati due alla superficie interna della lamina superiore,
i attributi è, nella spezie, tutto proprio dell’in- dall’altra al muscolo trasversale spinoso.
! fanzia mentre il secondo ha il suo speciale do-
;
L’ angolo, che posteriormente essi formano,
1 minio nelle seguenti età. Immerse che sieno si continua al dorso e ai lombi coi legamenti

j
nell’ acqua le lamine delle fibro-cartilagini, vi interspinosi. Ciascuno poi, all’ infuori, è con-
arrossiscono presto: le medie, come più sottili tiguo alla membrana sinoviale delle apofisi ar-
j

{
delle esteriori, vi si gonfiano e se queste so-
;
ticolari. — Le fibre oode sono costituite, assai
stanze sieno separate, per una doppia sezione, numerose une contro le altre, sono
e serrate le
i

» dalle due vertebre corrispondenti, s’innalzano più lunghe dalla parte del canale, ove presen-
formando un cono del quale la parte media tano un aspetto liscio, levigato, e quasi membra-
della filtro-cartilagine presenla l’apice, e le la- noso, che da quella dei solchi vertebrali, ove

I

i mine esteriori la base. Tali sostanze sono si mostrano più rugose ed ineguali. Queste

3 essenzialmente elastiche se si taglino, in una- fibre sono separate da poco tessuto cellulare;
:

i serie di vertebre, i corpi nella loro parte di e si sciolgono, mediante la bollizione, con la
: mezzo, si distendono quelle tutte in un tratto massima difficoltà, resistendo a quella per mo-
3 verso la parte della divisione ed oltrepassano do, che deve arguirsene manifestamente quan-
il confine delle segate siiperfici ossee; uno scaì- to meno gelatinosa sia la loro natura che quel-
]
pello che vi si profondi, n' è sovente espulso; la della maggior parte degli analoghi organi.
. la colonna vertebrale piegata in differenti di- —
Sono clastiche, resistenti, nò si rompono che

Cü APPAKATO CELLA LOCOìaOZlOÌ'iE

con isfüPzi niàravlgllosi risultano anche, a pa-


: dendola, si può agevolmente riconoscere unà
ragone della loro grossezza, più lorli che le sifïàlla direzione. Le fibre, donde questo Icga-^
libro - cartilagini vertebrali, da poiché, sotto mento composto, sono di varia lungiiezza
è :

iuinor volume, contengono più libre che cjiie- in o si limitano a due sole verleljre, o
làlil,

ste sostanze nelle quali la polpa mucosa allar- s’ inseriscono in tre, o nc comprendono (piat-

ga siffatte fibre, mentre qui le medesime sono irò o anche cinque, secondo die sono profon-
immediatamente contigue. 11 colore dei lega- de, medie o superficiali. Gioite, distaccandosi
menti gialli si altera pel contatto delf aria ai lati e all’ innanzi, danno origine, nella pri-
lunga pezza continuato. ma direzione e particolarmente in coirisfion-
Articolazione delle apojisi spinose. denza degli spazii interspinosi, aponeurosi
alle
Due ordini di legamenti, che lasciano tra sé tkirsali e lombari, nella Seconda ai legamenti
degli spazii assai considerabili, sono destinati interspinosi. —
Questo legamento è coperto
alle nominate prominenze cioè i legamenti ; dalla pelle, e vi si attacca eziaudlò per un tessu-
interspinosi ed i sopraspinosi.
mi sono di due spècie
Questi ùlti-
V uno
— comune
è ai
to cellulare più denso che quello dei dintorni.
Legamento sopra-spinoso cervicale .
;

lombi e al dorso, f altro è tutto particolare al Si attacca questo alla settima vertebra cervi-
collo. cale, riascende poi tra i ìnuscoli trapezio, sple-
Legamenti interspinosi. — Occupano nio e complesso, o va ad attaccarsi alla pirotu-
questi f intervallo stesso delle apofìsi spinose ; beranza occipitale esterna. Differisce adunque
ma non esistono al collo, ove tengono il luogo questo legamento, perla sua forma, dal prece-
loro i muscoli del medesimo nome, tra’ quali dente i>i ciò, che non passa da una vertebra
muscoli si scorge un tessuio cellulare assai e- cervicale alT altra, che è straniero alle sei pri-
vidente che non partecipa della natura le- me, che non rappresenta se non die un cor-
gamentosa. Tanto maggiori ne sono la lar- done sovente a discer-
assai allungato, difficile
ghezza e la forza quanto più si esaminino in- nere dalle aponeurosi inserzione
d’ dei trape-
feriormente. Stretti e un poco allungati al zio die vipreude l’origine. —
Dalla sua parte
dorso, siccome gl'intervalli che riempiono, si anteriore muove un prolungamento cellulare
mostrano sottili, quasi cellulosi, soprattutto in il quale, frapposto coni’ è ai muscoli cervicali,

allo. Più larghi e più densi ai lombi, vi assu- si reca perfino all’intervallo dei tubercoli del-

mano i medesimi una forma cpiadrilatera sic- le vertebre cervicali all’ ingiù, e fino alla cre-
come gli spazii interspinosi, ed oppongono for- sta occipitale al disopra. Ma questo prolunga-
allontanamento bielle apohsi.
te resistenza all’ mento è un semplice tramezzo die separa i
Si attacca ciascheduno superioiaucnte ài mar- muscoli, ove non discerne ninna traccia di
si

gine inferiore deli’ apofìsi supeì’iore, inferlor- tessuto fibroso. questo lato, F uomo è di-
Da
raenle al margine superiore di quella cb’ è verso dal maggior numero dei (niadrupcdi
sotto. Corrispondono epuesti legajucnti, all’ in- il cui legamento cervicale è no labile per la
nanzi, all’angolo di riunione delle due jìorzió- sua larghezza e per la sua l'orza. Le sue fibre
ni dei legamenti gialli posteriormente ai lega-
;
sono serrate le uno contro le altre, iungbissi-
ììienti sopra spinosi; da ciascun lato ai musco- me, e, come ahbiamo detto, poco discerùiijili
li trasversali spunosi e lungo dorsale. — Sono dalle aponeurosi.
essi composti da fibre che s’ incrocicchiano e
che, a cagioìi d’esempio, s’inseriscono le une Articolo JV.
alla base, le altre alle sommità di un’ apofìsi
.spinosa, e si attaccano da una parte le prime DELLA COLONNA VEb'i’ETbALE IN
alla sommità, le altre alla base delia vicina GEjN LKA j,E
apofìsi.-— Parecchie ne partono dai legamenti
sopra-spinosi. unione delle ossa, di eifi idvìfiamo te-
]j’

Legamento Sopraspinoso dorso-lom- nuto ]>arola nel seimndo aiàicolo, e dei lega-
bare. —
E questo st(Lso (lalf apice delie apo- menti de’ (juall ahbiamo traUalo nel preceden-
iìsìspinose di queste due regioni, dalia settima te, forma una gran h'va, come dicemmo, di
del collo, fino alla ci’esla mediana deli’ osso sa- forma piramidale; nella (juali' si può disiin-
cro. Densissimo, com’ è, ai lombi, s’ intreccia guere una regione anieriore, una posteriore,
esso collo apeneurosi d’inserzione <h‘’mns(;o!i due laterali, una base ed una somiiiilà.
di questa regione per modo clf è ililficile il Regione anteriore. — Qiiesla è larga nel
polernelo ben disceruere; assottigliasi ai (hu'- colio, slrella nel dorso, allargala di nuovo ai
so, vi si restringe e diviene ]>iù jiaiese delle ioiulii. — \i
scorge una serie di inl’ossainen-
si

aponeurosi. In generale, nell’ una regione e ti v ariamenle


trasversali, proloiidi a nonna
nell’altra, giova a farlo discernere la direzio- (idleTcgioiii, e mia di alt.eManli margini jiro-
ne longitudinale delle sue fibre jiaragonala al- niineuli die li schiarano, quali sono in nu-
i

r obbliqua delle aponeurosi. Ineui-vaudo an- mero do]>plo, jKtsciadiè ciasdicdiino degl’ in-
teriormente la spina, e per coiisegnenle disten- fossamenti è limitato in allo cd in basso da imo
OSSI E LORO dipbndiìnZe Gì

di cotesti margini. Nel collo quest’ infossamen- ove sono assai considerahili, I^a loro forma è
ti non si scorgono che alla parte anteriore ai ;
ovale, brevissimo il loro corso e nel dorso vi
;

lombi e al dorso si estendono ancora sulle co- sitrova davanti la serie ili quelle faccette che
ste per tutta 1’ estensione deha parte media. E ricevono le coste e che sono rese yrerfette dal-
questa regione coperta dal legamento verte- le fìbro-cartilagini.
hraìe anteriore lateralmente corrisponde ,
;
Base. —
Il taglio obbliquo dell’ ultiuìa

nel collo, ai muscoli retti maggiori e lunghi vertebra, che forma questa base, produce, ncì-
del collo, nel petto a questi ultimi alla vena r unione della colonna vertelirale col bacino
azigos a destra, ed all’aorta pettorale a sinistra ;
una convessità anteriore, e una concavità yxo-
nel basso ventre, all’aorta ventrale, e alla vena steriore: retti sono, dai lati, gli angoli di riu-
cava inferiore. nione.
Regione posterio?~e. — Vi si scorge : IV Sommità. — Forma questa, articolando-
sopra la li)iea mediana, 1’ ordine delle apofìsi si due angoli retti laterali, c
coll’ occiyrilale,
spinose, orizzontali in alto e in basso, molto due anteriore e yaosteriore, i epudi diver-
altri,
inclinate nel mezzo. Gli spazii che le separa- sifìcano secondo l’ estensione e la flessione delia
no, che assai larghi app)ariscono nel collo e testa.
imassimaraente ai lombi, ove sono, al par che Canal vertebrale. S’ estende desso
tpielle, quadrilateri, si trovano, in parlicolar per tutta la lunghezza della syrina, contiima in
modo, ristretti nel dorso, dove un movimento alto colla cavità del cranio, in basso col canale
un po’ forzato d’estensione produce presto il sacro. Non veramente il centro del ba-
occuyia
contatto di tali apofìsi, dal qual contatto c li- cino, essendo yairi possimo alla sua yaarte ymste-
mitata 1’ estensione. L’ apice di tutte è, in ge- riore. Nulladimeno, siccome le ayaofìsi syiinose
nerale, sopra la medesima linea. Tal volta però si estendono in eptesta direzione ben oltre il

ne avvengono delle deviazioni le quali possono confine delle lamine, trova cyuello yarotetto
si

derivare da due cause; i.® da una direzione dalle medesime per una distanza cyuasi uguale
viziata dell’ apofìsi stessa 2,P da una posizio-
;
a cyuella yier la cyuale i corpi lo seyaarano dal-
ne contro natura della vertebra. La prima di r anteriore superfìcie della colonna. E largo
queste due cagioni è più frecpiente che la se- cyuesto al collo e alla suyaerior yaarte del dorso;
conda. 11.° I)a ciascun lato si scorgono scana- verso la base di siffatta regione si restringe in
lature vertebrali che hanno cominciameli to yaarticolar e racquista ai lombi maggior
modo,
all’ occipitale, e si rendono continue colle sa- larghezza; triangolare inailo, si la rotondo
cre. Larghe in alto, più ristrette nel mezzo, nel mezzo, e racquista inferiormente la prima
strettissime in basso, cpieste scanalature sono forma. Si fa yaarteciyie a tutte le curvature del-
lormate dalla serie delle lamine vertebrali, la spina. Anteriormente é formato dalla yiarte
tra le quali si rimangono degli spazii, nell’am- ‘posteriore del corpo delle vertebra e dalle fì-
] dezza loro variabili, e occupati dai legamen- bro-cartilagini, rivestito qui dal legamento
ti gialli che inserendosi nella loro faccia inter- vertebrale yiosteriore. Indietro é comyiosto dal-
na offrono ben maggior estensione che que- le lamine e dai legamenti gialli; lateralmente
sti spazii medesimi. Queste scanalature sono gli oggetti da esso presentati sono l’orifìzio
riempiute massimamente dal muscolo trasver- interno dei fori di congiugazione, e la yDarte
sale sydnoso. interna delle ayiofìsi articolari. Nel bambi- —
Regioni laterali. — Presentano queste, no soverchiano, nella comyiosizione di esso, le
da prima, la serie delle apofìsi Irasverse le quali parli molli; e così il canale e la spina yrossono
non si trovano tutte nella medesima direzione ; allora piegarsi a molliydici movimenti che, in
essendo y^iù anteriori al collo ed ai lombi, più avvenire quando le parti dure vi sono in mag-
posteriori al dorso; talché si trovano veramen- gior quantità, diventano diffìcili. E tappez- —
te sopra due piani. Nella prima regione sono zato da un prolungamento della dura madi-e,
([ueste ayiofìsi da notarsi a cagione del pìcco- e rinchiude la midolla sy)inale, vestita coni’ é
lo canal vertebrale che risxdia dall’ unione da un’ espansione della pia-madre e dell arac-
dei lori ond’ è perforala la loro base, che dà noide. Vi si ritrovano ancora le arterie syiina-
passaggio air arteria vertebrale, ed è, yier così li, li nervi del Willis, l’origine di quasi tutti
dire, compiuto, negli spazii interti’asversali, cpielli del collo, degli arti, delle yiareti yietloi aii
dai muscoli che vi si trovano. TJn numero c addominali. — Vi si trova yiarimentiun tessuto
grandissimo di muscoli attaccasi nelle apofìsi cellulare rilassato, abhondautissimo di sierosità,
trasverso. In mezzo alle c[uali, nel collo, e sul privo assolutamente di grasso. Gltre l’ uso ini-
davanti di esse, al dorso e ai lombi, si scorge una yiortante cui serve il canal vertebrale lelatira-
serie à\ fori che sono cinelli di congiugazione., mente al sistema nervoso, si yiuò riguardarlo,
destinati a dar yiassaggio alle branche anteriori nel meccanismo della stazione, della ynogres-
de’iìervi vertebrali, alla cui grossezza è yaropor- sionc, evia disc.orrcndo, destinalo ad ac-
come
zionato il loro diametro, talché canno sempre crescere il volume, senza crescere il peso, del-
aumentando in aiupiezza dal cullo ai lon bi la colonna vertel rale, la quale ayiyiuiito yicr
G3 APPARATO DELLA LOCOMOZIOKB
questo : i.® offre un maggior numero di pun- riguarda il canal vertebrale è in proporzione
ti d’appoggio alla gran quantità dei muscoli assai più notevole nell’infanzia che nell’età
che tì si fissano 2 .° presenta delle lelazioni
;
adidta. In quella tuttociò che a questo cana-
più numerose e più estese tra le dilTerenti sue le è relativo si mostra sviluppatissimo mag- :

parti, le quali perciò sono meglio rassicurate ;


gior estensione trasversale hanno le lamine :

3.*^ offre un più largo appoggio alla testa e alle il corpo, ristretto davanti, è in proporzio-
yiscere anteriori del tronco, senza che questa ne assai più largo indietro ov’ è meglio con-
larghezza impedisca tuttavolta i differenti mo- formato i peduncoli sopra i quali si trovano
;

Timenti, Da questo lato, il canal vertebrale ha le incavature sono più lunghi; queste incava-
deir analogia col canale midollare delle ossa ture medesime, e per conseguente i fori di
lunghe. congiugazioni sono jaiù allargati, più grandi
appunto per io maggior volume dei nervi. In
Artìcolo V. somma la vertebrale colonna deve, a cpiest’ e-
poca, la propria larghezza singolarmente a
SVILUPPO DEI.LA COLONNA quella del suo canale.
VERTEBRALE Per lo contrario, in siffatta parte del tron-
co tutto ciò che riguarda alla locomozione ed
Poche parti provano, nello scheletro, più alla stazione trovasi, a quest’ età, pochissimo
notevoli modifìcazioniquanto ai successivi pro- sviluppato. Mancano le apofisi spinose, e que-
gredimenti dell’ ossificazione, che la colonna sta è una delle ragioni che rendono cenasi im-
vertebrale. La quale, nel bambino, non è punto possibile, nel bambino, la stazione, posciachè
ciò che sarà per essere nell’ adulto : e nell’ulti- i muscoli posteriori, che sono durante tale sta-

ma età della vita diversifica assai la medesima to del tronco così potentemente in funzione,
da ciò ch’era nelle altre. Noi entriamo ad esa- si trovano perciò assai ravAucinati, d’una parte,

minare queste numerose modificazioni. al centro del movimento, e dall’ altra hanno un
§. i. Stato della colonna certehrale nel- troppo poco resistente punto d’attacco ne’ tu-
la prima età —
Vuole essere scelta l’età a-
. bercoli cartilaginosi che saranno un giorno per
dulta per termine di paragone dei cangiamen- essere le apofisi spinose. I corpi delle vertelare
ti cui sostiene la spina. Tiitto quello che ne non sono interamente ossei, e solo, come ho
abl:iiamo detto qui vuole appunto essere
fin detto, la loro porzione posteriore è assai ben
attribuito allo stato di siffatta parte del tronco formata. Anteriormente, i loro margini supe-
considerata a quest’ epoca. Ora ecco in cosa riori e inferiori sono semplicemente cartilagi-
differisca da quello lo stato in eh’ essa trovasi nosi talché, nella preparazione ordinaria dello
nel bambino.— La sua lunghezza nella prima età scheletro, sembrano arrotonditi, e offrono al-
è, in proporzione più grande delle altre parti, cune spezie di tubercoli separati gli uni dagli
maggiore che quella degli arti inferiori e singo- altri per alcune incavature onde sono costitui-
larmente del Catino. Appunto da'-questa ecces- ti i loro intervalli, e che corrispondono al sito
siva lunghezza dipende quella che, allora, pre- nel quale il corpo, essendo solamente cartila-
senta il tronco, il quale riesce, come è noto, assai ginoso, è divenuto la sede della dissezione. Da
più lungo in ragione di ciò che sarà neU’avveni- questa forma arrotondita della parte allora os-
re. Io ho pure osservato che questa dimensione sea del corpo, ne diviene che ciascheduna ver-
della vertebrale colonna ha una speciale in- tebra corrisponda alle vertebre superiore e
fluenza sopra la generale statura de’ bambini inferiore per una minor superficie dal che ne :

neonati per modo che cpielli che sono più alti conseguita, che, nella stazione, non potrebbe
hanno la colonna vertebrale più grande men- ;
averci quell’ esatto perpendicolo che esiste al-
tre neH’adulto, quando l’accrescimento è affit- lorquando, essendo ossee perfettamente le fac-
to compiuto, le differenze nella statura deriva- ce superiore ed inferiore di ciascun corpo,
no più presto dagli arti che dal tronco. Questa sono pili per conseguenza, con mag-
larghi e,
lunghezza della colonna vertebrale del feto, in giore solidità connesse alle corrispondenti fac-
proporzione più grande che quella del mag- ce de’ corpi delle vicine vertebre. A quest’ e-
gior numero delle altre parti, è sempre, per tà, le apofisi trasverse sono poco prominen-
lo contrario, proporzionata all’ altezza del ti ai lombi ove non stanno in correlazione
cranio, essendo questa, al pari che quella, assai che coi muscoli, e per questo medesimo colla
più visibile nel feto che nell’ adulto. Tale uni- locomozione e colla stazione. Al dorso, ove —
formità delle dimensioni dipende dall’ uni- sostengono le coste, che sono sviluppatissime,
formità delle funzioni, nell’ una parte e nel- come vedremo ove formano un ca-
al collo,
;

1 altra relative essenzialmente


al sistema ner- nale per 1’ arteria vertebrale, che allora è in
voso, il quale, sviluppatissimo qual è nella ])ri- proporzione grossissima, sono le medesime a-
ma età, ha bisogno d’ un’ ampiezza considera- pofisi assai meglio caratterizzate. Egli è da
bile negli organi che lo contengono. Così la notare che, in quest’ ultima regione, la base
larghezza della vertebrale colonna perciò che delle apofisi trasverse, ov’ è il canale ad esse
OSSI R LORO PTPENDRKZE 63
paiMenente, è più sviluppata che i loro tuber- tonditi. Questa regione defia spina è notabile
coli. ancora per la sua poca larghezza al dorso ed
figura della colonna vertebrale non è,
La ai lombi; 2 .° posteriormente, non ci lia la se-
nel bambino, precisamente quella che nelT a- rie delle apofisi spinose quindi ne deriva una
;

dulto; nè rappresenta una piramide generale grande flessibilità nell’ estensione della spina.
colla base all’ apice in alto. Jn vero,
ingiù e 1’ Così appunto nell’ infimzi a, i giocolari inco-
la sua porzione cervicale è manirestamente più miuciano a esercitarsi ad alcuni giri ad ese-
grossa che la sua porzione lombare, ciò che guire i quali non potrebbono pervenir mai,
deriva singolarmente dallo sviluppo delle apo- se r abitudine non si unisse alla agilità per
fisi trasverse, le quali, collocate siccome sono loro, nella prima età, contralta. La spessezza
quasi nella medesima linea che i corpi, som- delle fibro-cartilagini e la ossificazione non
ministrano assai volume alla prima di queste avvenuta in una parte delle vertebre per cui
regioni; mentre nell’adulto, nel quale com- la parte molle della spina acquista mia gran-
piuta è r ossificazione delle vertebre lombari, dezza, in proporzione, più palese che quella
la regione da queste composta è più volumi- della sua parte ossea ancora poco sviluppaì;i,
nosa che le altre. Ci ha bene tre parziali pira- presentano pure una delle cagioni essenziali di
midi nel feto, la prima lombare, la seconda questo fenomeno. Per la mancanza della serie
d'orsale, la terza cervicale; ma la correlazione della apofisi spinose, le due scanalature verte-
loro non è uguale che nell’ adulto. In fatti la brali si confondono quasi in una sola e le :

più sviluppata è 1’ ultima le altre due hanno


: medesime sono poco profonde 3.® lateral- ;

quasi un eguale sviluppo, e ci ha pure dei fe- mente, i fori di congiugazioni grandissimi, le
ti in cui le vertebre dorsali sono più grosse apofisi trasverse ordinate nel modo che ab-
che le lombari, —
Il poco volume di queste, biamo espresso, presentano una disposizione
in paragone di quello che sarà nell’ avvenire, generale notabile nella spina del bambino;
non contribuisce poco all’ impossibilità della la base non offerendo punto un taglio così ob-
stazione, il cui sforzo, eh’ è specialmente du- bliquo sul corpo dell’ ultima vertebra couie
rato dalla regione lombare, non può efficace- nell’adulto, non produce un angolo così spor-
mente essere sostenuto dalle superficie ancor gente sul davanti 5.*^ l’apice è all’ incirca dis-
;

poco allargate delle vertebre partenenti a siffat- posto come nell’ avvenire.
ta regione. Questa disproporzione nello svi- §. //. Stato della colonna vertebrale
luppo della regione lombare s’accorda col po- nelle seguenti età. —Facendo, coll’ avanzare
co volume che ha in tale epoca il bacino, le cui degli anni, ulteriori progressi l’ossificazione,
funzioni si confondono con quelle di sì fatta tutte le sopra indicate particolarità della co-
porzione della spina. —
La divisione della ver- lonna vertebrale a poco a poco svaniscono :

tebrale colonna è una delle differenze essenzia- e, col rendersi questa a grado a grado più
li che la caratterizzano nel feto. Dessa è dirit- compiuta, più sicure si rendono la stazione e
ta, o almeno non presenta che il principio ap- la progressione : donde si scorge che lo stato
pena sensibile delle curvature che, in avveni- di quadrupede, o piuttosto la mancanza dello
ra, dee avere. Questa retta posizione dipende stato bipede, è un effetto dell’organizzazio-
da ciò che, non essendo totalmente sviluppato ne del feto imperocché non può, con preci-
:

all’ innanzi il corpo delle vertebre, ed essen- sione, asserirsi che il bambino sia destinato ad
do, come vedemmo, arrotondato, non ha a- usare i suoi quattro arti alla guisa che fanno i
cquistato ancora quelle differenze di spessezza quadrupedi. Fintantoché non sia compiuta la
anteriore e posteriore le quali, palesandosi da sua organizzazione, egli trascinasi sopra le
poi in posizione inversa in ciascheduna delle proprie membra, ed esercita con cpiesti de-
tre regioni, producono le opposte inflessioni gl’irregolari movimenti i quali non posseg-
della verteljrale colonna; questa retta posizio- gono né qiiel perpendicolo nè quella precisiu-
ne fa sì che le diverse vacillazioni prodotte ne onde sono caratterizzali i movimenti dei
dalla stazione e dai movimenti eseguiti duran- quadrupedi adulti. 11 compiersi dell’organizza-
te questa, sieno assai più discernibili, e che, zione, e non le abitudini sociali, rendono nel-
per conseguenza, il centro di gravità sia più l’uomo necessaria l’altitudine, durante la sta-
capace di abbandonare la base di sostegno ed ;
zione, sopra li due piedi. —
Solamente, a gra-
^

ecco una causa da aggiungere alle già no ver a- do grado, perviene la colonna vertebrale a
a
( te che sono possenti nell’ impedire subito que- quella condizione da noi descritta nell’ adulto.
3 st’attltudine nella prima infanzia, e la rendono Ecco che addivenla nel vecchio. —
Si aljbassauo

j
poscia, per alcuni mesi, più o meno incerta. le sostanze intervertebrali e, per così flire, di-
Le
differenze cui la conformazione delle veiilau cornee, si raccorciano; ne diraiuuisce al-
f vertebre, nell’ infanzia, presenta, ne produco- cun poco la spessezza; qualche volta, ma assai di
: no altresì necessariamente dell’ altre nell’ a- rado, sono penetrate dal fosfato calcareo, e al-
< spetto di tal parte del tronco; i.'^ anterìor- lora un iimnero di vertebre maggiore o mino! c
ri mente si scorge una serie di tubercoli arro- si rende continuo. Più d’ ordinario la colonna
{}i Aî’rAIlATO DELLA LOCOM>f7.(ONE

ver-Ie])rale soslieaa, a quesT clà, un"’ inlîessioue mo già indicata la forma e le particolari di-
coasiiierabile sul davanti, la quale innessione, mensioni del canal vertebrale al pari che le
a quel che pare, procede dalla debolezza che, sue varietà riferentesi all’ età : non vi ci arre-
per cagioni dell’ età, contraggono i muscoli steremo punto di Ilei nuovo; ma ne sia baste-

posteriori della spina. In latti cotesti musco- vole qui osservare che tutto, nella colonna
1’

li sono, da una parte, destinati, corne vedre-


vertehi’ale, è ordinato ad assicurare la solidità
mo, a coiitrappesare i visceri del tronco, il cui di questo canale. Il numero delle ossa che ne
peso tende continuamente a trascinare allo in- concorrono alla formazione, la larghezza del
nanzi la spina che quelli riconducono senza corpo delle vertebre, la moltiplicità
e la forza
posa air iiìilietro dall’ altra il peso si rimane,
; del legamenti che queste uniscono,! ripari che
nella qual era nell’adulto, anzi
vecchiezza, loro forniscono sul davanti le vnscere situa-
talvolta aumentasi per la densità che acquista- te al collo, al petto, al basso ventre, posterior-
no gli organi egli è evidente adunque che la
;
mente i muscoli delle scanalature vertebrali,

spina, la quale trovavasi prima in mezzo a due tatto giova a metterla in salvo dagli effetti che
forze presso che eguali, 1’ una attiva posteriore potrebbe contro essa produrre 1’ azione dei
e l’altra passiva anteriore, si trova adesso tra corpi esteriori. Quanta sia la corrispondenza
due forze ineguali onde si piega dalla parte di colale solidità colla fnnzione di difendere
di quella che soverchia, Da quest’ anteriore — •
1’ organo importante cui questo racchiude, è
flessione della spina dei vecchi ne diverreb- facile il comprenderlo. Appunto a tale solidità
be che centro di gravità non sarebbe più so-
il d’ una parte, dall’ altra alla poca mobilità ond’ò

stenuto, a misura che essa va rendendosi


se, suscettibile ciascuno de’ pezzi che la compon-
più visibile, il bacino non fosse portato al- gono, va debitrice la vertebrale colonna di
l’ indietro, e le ginocchia, al par che le gambe, (|aella polente resistenza che oppone a fattele
all’ avanti. Questa sporgenza delle ginocchia, violenze esteriori dirette contro essa, resisten-
e per conseguente l’anteriore situazione delle za che efficacemente impedisce le lussazioni
AMinbc, è tanto decisa, quanto più incurvata onde queste parti diverse sarebbono la sede.
anteriormente è la colonna vertebrale in fat- : — Notabile anzi cjie no è il suo generale movi-
ti egli è pur uopo che quanto più il peso del mento; ma ciascheduna vertebra, come poco
corpo recasi in questa direzione, e più vi sia mobile che è, non fa clic leggermente cedere
portata ancora la base di sostegno. Ci ha sem- trovandosi poco suscettibile di slogamento, in
pre una precisa corrispondenza tra curva- la guisa che la midolla non è esposta ad una
tura della spina, inclinazione del bacino al-
1’ compresslotie che presto diventerebbe morta-
r indietro, e la sporgenza del ginocchio aU’in- le. (.h Ila dunque una grande differenza tra il

nanzi. modo onde la colonna vertebrale e il cranio


Se un pittore, ne’ suoi dipinti, o un atto- proteggono nell’ adulto le due parli del siste-
re, nelle sue attitudini, non avessero riguardo ma nervoso che rhichiudono 1’ una lo fa per ;

a siffatta corrispondenza, si slontanerebbero molti piccoli movimenti parziali, l’altra soste-


ambedue palesemente da quella disposizione nendo gli sforzi esteriori alla guisiì delle volte.
die è conforme a natura. Il tronco e gli arti §. IL Meccanismo della colonna certe-
inferiori, riuniti, presentano allora il fenome- brale rìsp.elto alla sfazione . — Nella stazio-
no medesimo che la spina, iiì particolare, pre- ne, la eoloiiua veriebrale c il jmulo di soste-
senta nelle sue curvature, le quali sono sem- gno del tronco, del (piale essa comunica lutto
pre in direzione opposta nel collo, nel dorso il p:3sa al bacino, al pir di quello della testa;
ed ai lombi. vcggiaiiio, (la prliua, come (j[ui\sla sia sostenuta.

—Se, per giudlc.iìre il modo onde la tesla appog-


Articolo T^I. gia sopra la colonna vertelirale, non si riguar-
(lasse che posizione dei condili dell’ occi-
alla
IVŒCCANlSàlO DELLA, COLONN.i pitale nella base del cranio,si sarebbe tratti, in-

VEPvTEBllALE dufùtatamenle e a prima giunta, ad accordare


1111 assai maggior peso a quella parte della te-

La colonna vertebrale è destinata a tre sta che è all’ innanzi di tale colonna ma que- :

i'uj)orlanìi ulhzii che deggiono fumé conside- st’ apparenza (% tino a


certo segno, illusoria.
rare il suo Jucccanismo da un triplice lato ; In vero, dall’ un Iato, quella parte del cranio,
torma l;j medesima un canale ov’ è contenuta la che è (T accanto ai condili e dietro i medesi-
juiilolla sj)iuale: 2 ,° è il punto d’appoggio di mi, è pur quella che va fornita di maggior ca-
lutto (pianto tronco il È il centro del mo-
;
pacità, cpieila in cui, per conseguente, ha più
vimenti di quest’ultimo, o che la si consideri volume il cervello, e percif» stesso più peso, es-
nei suo tutto, o che la si esamini nelle diffe- sendone la deìisità d’ogni parie (piasi uiiiforrae.
renti sue parti. D’ altro canto la ficcia, che è all’ innanzi, offre
§. 7. Meccrniismo della colonna certe- bensì un grandissimo volume, ma non un pe-
hrale rigaanlo al suo canale. Noi abbia- — so al medesimo proporzionalo adunque, seb-? ;
ossi E LORO dipendenze C5
l?ene ì condili non tengano proprio il mezzo gala sl.izione : donde e, senza dulibio, a(ldi\e-
della base del cranio, non essendo collocali nuto l’uso delle cinture ai lombi che sosten-
che unione dei due terzi anteriori col po-
alla gono i muscoli e ne giovano l’azione. Io credo
steriore non ci ha punto tra le due parli
, che (juesto senso di stanchezza possa anche di-
delia testa separate dalla colonna vertebrale, pendere un poco daU’iatrecciamento nervoso
una sproporzione sì grande come, a prima che forma il plesso lombare, intrecciaraento
giunta, parrebbe. Aggiungiamo a questo che, donde movono lutti i nervi degli arti inferio-
stante la posizione orizzontale dei condili, ri,e che può essere un centro di sensazione
appoggiando la testa perpendicolarmente sulla vivissima nella fatica durata da questi arti.
vertebrale colonna, non hanno uopo i muscoli Ma la considerabile massa carnosa,
che trovasi
posteriori d’ uno sforzo si grande, per man- a questo luogo, e che esercita,
nella stazione,
tenerla in equilibrio sopra la vertebrale co- uno sffirzo
proporzionato al numero delle sue
lonna come ne avrebbe se, alla guisa della più libre, per fernm la setfo principale di quel-
it

parte dei quadrupedi, i condili inclinali ob- la nioffista sensazione che noi
siamo usali di
bliquamente allo innanzi favorissero più pre-
sto i suoi movimenti
in questa direzione che
attribuire ai lombi, —
Si scorge, da ciò che
s è detto, che, nella
stazione, la colonna ver-
nelFopposta. In generale l’orizzontai direzione tebrale è posta tra due forze
opposte e sempre
dei condili e il loro avvicinamento al mezzo (iperanli; 1’ una anteriore passiva,
cioè il peso
della testa come venne osservato dai
sono, del tr()nco: 1 altra posteriore, attivissima, vie-
moderni naturalisti, due caratteri onde l’uo- ne a dire l’ azione dei muscoli estensori. In
mo è distinto riguardo alla stazione. Da que- cedali sforzi, ciascuna vertebra
forma una leva
sto derivano differenze d’ organizzazione
le di primo genere, dove la
potenza, applicata
seguenti: iP minor forza ne’ muscoli poste- alle apohsi spinose, tende continuamente
a ti-
riore dell’ uomo a paragone dei quadrupedi rarle in basso, e a portare il corpo
;
in alto per
2.® poca sporgenza nelle eminenze dell’oc- un movimento di altalena che non si
eserci-
cipitale ove questi muscoli s’ inseriscono 3.^ ;
ta icialmente, ma che, tendendo sempre ad e-
debolezza del legamento cervicale posteriore sercitarsi, resiste al movimento
ingiù, cui all’
che non è quasi altro che un lieve intrcccia- d peso de’ vesceri sostenuto dalla spina
mento celluloso. — Non è lo
stesso riguardo oontinuamonte o”
tende
imprimere al corpo dell r
al tronco : tutti li visceri pettorali e addomi- vertebre.
nali, posti sul davanti della colonna vertebra-
meccanismo mediante il (pude
L 11
le, non trovando posteriormente niuna cosa ^
la verlcJirale colonna costituisce, nella stazione,
che contrappesi, tendono sempre col peso
li il punto (.l'appoggio dei tronco, (li cui essa
loro a recare il corpo nella prima direzione amanda
li peso sopra il bacino. E tale fun-
il
incurvando questa colonna. La testa medesi- zione giovata singolarmente dalia
ma, quantunque dotala posteriormente, sicco- posizione
6ua medesima opposta a quella
dei femori
me dicemmo, di un contrappeso, conserva sem- die s articolano davanti col bacino,
pre tuttavolta nella sua parte anteriore una mentr’es-
sa s articola con cjuesto
posteriormente. Se-
lieve preponderanza di peso, che trae cjuesla gue da ciò elle, in colesta abituale
parte all’ innanzi allorquando, nel sonno, ces- tendenza
a ^a aiCssione inqircssa ad
essa dai visceri, tro-
sando i muscoli di stare in azione non ponno va ipiesta, nel bacino, una base
di sostegno
più ritenerla indietro onde questa cagione,
; assai laiga, occupando cote.sla
base quello spa-
sebbeii lieve, deve essere aggiunta a quella che, zio che le cavità cotiloidee
con tutta efficacia, opei'a sul
separa dal sacro.
tronco per poi'ta- bi comprende, per lo
contrario, come assai piu
re tutto (pianto corpo all’ innanzi.
il
frequenti sarebbono state le cadute
Qual è dunque la potenza che impedisce al se le arti-
colazioni dei femori fossero stale
corpo che man si getti in questa direzione So- disposte nel-
;’
la medesima linea della
no 1 muscoli delle scanalature vertebrali, che colonna vertebrale.
La direzione flessuosa di questa che
inseriti o alle coste o permette
allevertebre, esercitano 1 c movimenti estessissimi nelle superiori parti
continuamente uno sforzo opposto a quello senza elle la linea di gravità,
delle viscere anteriori, e mantengono che passa per
la co- tutte le curvature, abbandoni la base di so-
lonna vertebrale, e per conseguente tutto
il slegno, è anche una disposizione
tronco, nella loro naturale rettitudine. assai favore-
La qua- vole alla stazione. La hç;ura
della spina, eh’
colonna esercita appunto il suo maggior
le
tale onde le vertebre
sforzo nella inferiore sua parte, dappoiché .
ma
cifrano tanta JUC.g'glOl
in superucie (|uanlo maggior sforzo
questo sito appunto è caricata di pesi più deggioao so-
1

con- stenere, che vaffi un dire


(juanto [liù inferior-
siderabili. Qui adunque i muscoli
sono più mente le si esamini, concorre assai gagliarda-
Sgrossi, più piamunziate le eminenze
più largo il corpo delle vertebre.
delle ossa,
A (presto —
niente alla stessa funzione. —
Lei* ciò che ai)-

iluogo principalmente si suol riferire


Jidiiio detto, non
vuoisi riguardar la stazio
quel sen- ne pci LUI altitudiue di riposo
•160 di stanchezza invece abbi :

che provasi dopo una proluu- sogna essa di randiseimi sforzi, massime po
Encicl. ISlüd. T. 1.
i)
— — ,

66 Al'P ARATO DELLA LOCOMOZÌOKE

slerioTmeiitc, della coloaiia vei iebraìe, e non cotesta dispogizione delle apofisi spinose dor-

è maraviglia, se medesima al-


quando sia la sali. INelF inclinazione laterale ,
le sole

quanto prolungala, ne segua una forte stan- sostanze iutervertebraii mutano forma le :

chezza. quali si appianano da quella parte in cui suc-

§. III. Meccanismo della colonna verte- cede il moviznento mentre gii altri legamen-
;

brale rispetto ni movimenti del tronco . ti sirimangono all’ incirca nello stalo ordina-
rio. E questo movimento iiraiiato principal-
Se noi ci rechiamo a considerare la vertebrale
colonna dal terzo Iato, cioè da quello di sua mente dalle coste le quali, scontrandosi verso
mobilità, reggiamo: i che essa eseguisce le loro tuberosità, s' oppongono nn vicende-

de' raoYÌmenli"in totalità 2 .*^ che vi aggiunge


; vole ostacolo. Che se la addotta cagione non
de' movimenti particolari a ciascheduna re- fosse bastevole le apofisi trasverse dorsali e
gione 3.° che le diverse vertebre si muovono lombari, urlandosi, servirebbero al medesimo
;

separatamente le ime sopra le altre. uso. —


Tutti li varii movimenti, de’ quali ab-
Moviinenti generali. —
I movimenti ge- biamo parlato, sono in generale assai più sen-
nerali della colonna vertebrale sono quelli di sibili nella riunione delle regioni dorsale e

llessione, d’ estensione, d'inclinazione latera- lombare, che in tutte le altre parti della spi-
le, di circolare rivolgimento e di rotazione. na la ragione noi la vedremo altrove. 4-^ D
:

La flessione è assai estesa, siccora' era bi- movimento circolare, nel quale il tronco de-
sogno, dapoichè gli sforzi nostri contro
cor- i scrive un cono colla base in alto e F apice al-
pi, onde siaìTio circondati, sono diretti prin- F ingiù, ha lungo soprattutto nelle articola-
cipaimente all' avanti. In questo movimento, zioni inferiori della vertebrale colonna. Que-
jieì quale la vertebrale colonna può descrivere sto movimento è, del rimanente, assai esteso,
un graadissijiio arco di cerchio, rappresenta e risulta dalla successione dei precedenti. 5.°
la medesima una ìe\a, le più volte angolare, ]ja rotazione poi si opera con molta difficoltà.
congiuntamente alle coste, ai!’ estremità infe- — La regione lombare mostra essere immobi-
riore delle quali i muscoli addominali fanno le inferiormente, mentre la parte anteriore
uffizio di potenza, divenendo gli operatori delle altre regioni si rivolge a destra o a sini-

])riacipali di questo movimento cui produco- stra è questa una spezie di generale torsione,
:

no con tanta maggior energia quanto più sono nella quale sono tesi tutti i legamenti, che risul-
lontani dal centro mobile. Allora il legamento ta dalie torsioni separate di ciascheduna delle
vertebrale ariteriòre è rilassato; le fibro-car- fìbro-catilagini. L’inchiodamento poi delle ver-
lilagini sono abbassate sul davanti, tese ali’ in- tebre dorsali tra le coste fa che questa torsio-
dietro il legamento vertebrale posteriore,
; ne sia qui meno discernibile che altrove.
gl’ inter-spinosi e il sopra-spinoso si tro^ano iJa tutlociò facilmente comprendesi che, in
in una tensione proporzionata al movimento. tutti siffatti movimenti generali dalla spina, le
Qui osservo che le libro - cartilagini avendo lussazioni non possono avvenirvi in fatti non ;

rlellclamine men ìniraerose in dieti’o che avan- potrebbero queste affliggere che una vertebra
ti, ubbediscuno più agevolmente aüa flessione sola ora ogni parziale movimento è assai po-
:

che all’ estensione la quale è rigo irosamente li- co visibile, mentre palesissimo è il generale.
mitata da esse, del paii che i movijuenti che Movimenti particolari a ciascheduna i'

avvengono dalie bande, nella c|uale direzione regione. —


Abbiaiuo detto che ciascheduna ii
ijucsle lamine sono pure assai numerose. 2 .*^ tra le regioni della colonna vertebrale ese--ì
Nella estensione, accadono fenomeni opposti ;
guisce dei particolari movimenti diversi in.
percliè quel ch’era teso si rilassa, e vicende- ognuna. La cervicale si piega, si estende, s’ in--
volmente. La coioiiiia vertebrale presenta al- china lateralrnezite, e inoltre è provveduta dell
lora una leva di primo genere, sopra la quale moviinento circolare e della rotazione. ]Nei tre
iinuscoli operano con niiiior efficacia che nei primi casi, ora rappresenta la raedesinaa unan
caso precedente, perciocché le prominenze os- leva unica, e ora ne forum un’ angolare collaatj
see che vi notano all’ indietro non le allon-
si testa della quale non sembra che seguire ii|
tanano, quanto le coste, dal centro mobile. movimenti. IVelF una circostanza e nell’altra,
De! rimanente, cotai movimento è assai limi- avvengono de’ fenomeni, parziali per dir ve-
tato dalle apofìsi spinose, in ispezialifà nella ro, ma analoghi a quelli che abbiamo indicato
regione dorsale, dove tale è la loro direzione ne’ movimenti generali. La rotazione o torsio-
che, per quanto poco prolungala sia F esten- ne della regione cervicale è oscurissima. Tut-
sione, presto si toccano, e impediscono a tique’ movimenti aspri, pei quali noi volgia-
quella di oltrepassare que' termini. Da ciò mo d’improvviso la lesta d’ una parte od al-
comprendesi come la parte di mezzo della F rdlra, e ne’ cpiaF» si è stimalo clic potessero
spina essendo il ]>unto in cui la curvatura de- le vertebre cervicali soffrire la lussazione
ivante dall' estensione è più grande, deve
5
non lianno sede nella regione cervicale gè-,
trovarsi a questo punto F ostacolo all’ esten- nerale, nia 1’ hanno esclusiva nell' articolazio-
sione niedesiina ciò a^tpunlo iirterviene per
;
ne d(dF aliante cedi’ epist roteo. movimento -

I!
E LORO r>lPF.NOF.X/,K

separato J* una vertebra


cervicale è ancor più larghezza della superfìcie vi ronde maggiore
ristretto che quello delia sua regione, di modo ìa impossibilità delle lussazioni.
ohe io riguardo la lussazione come impossibi- Mov’i/fienti particolari a clan cuna ver-
le, tranne fra le due prime. D’ altro canto si tebra. —
No rimane favellare dei movimen-
avrebbono troppi ostacoli a vincere. La Ibrza ti particolari a ciascheduna vertebra. Eccet-
delle sostanze intervertebrali che (essendo qui tuati quelli, de’ quali sono provvedute le ar-
meno lunghe che altrove) non potrebbero pie- ticolazioni dell’ occipitale colla prima, e di
garsi ad lina distensione, ineviialtiliuente ne- questa colla seconda, ai quali rivolgeremo
cessaria acciò possa accadere lo slogamento. presto di nuovo le nostre considerazioni ,
.La resistenza de’ legameli li gialb che sono, co- cjueslìmovimenti sono per tutto altrove in-
me dicemmo, estremamente gagliardi quella ;
fmiiamente oscuri e solo dall’ unione di
:

dei muscoli interspinosi ed intertrasversali che molti ne risuUa uno 11 cui effetto è un po-
esistono solamente qui il modo onde i corpi
;
co manifesto. Dei resto, codesti oscuri movi-
di queste vertebre si uniscono, mediante pro- menti sono eguali ai grneraìi eh’ essi concor-
minenze laterali ricevute entro corrisponden- rono a produrre; co:ì si operano nella di-
ti incavature (ciò che forma un incastramento rezione della flessione, deli’ estensione, del-
straniero alle altre regioni); la direzione del- la inclinazione laterale; non può essere però
le apofisi articolari tale che non potrebbe avve- sensibile il juovimeììto ali’ intorno e la rota-
;

nirne la lussazione senza la loro fra! tura, stan- zione, movimento nel quale soltatito potrebbe
techè si oppongono le medesinie ad una torsio- intervenire la lussazioiie, vi è eziandio quasi
ne un poco forte tutto questo costituisce una
: nulla. In tutte le regioni, le apotisi articolari
siffatta unione di cause troppo manifesta per- sembrano disposte espressamente per impedi-
chè si possa ammettere la possibilità del pivi re una rotazione siffatta, sicché per permet-
piccolo spostamento in tale regione. Nel movi- terla, e’converrebbe che si rompessero. D’ al-
mento circolare che vi si opera, il centro del tro canto sono i legamenti disposti per guisa,
movimento, assai poco manifesto nella parte come vedemmo riguardo alia regione cervi-
superiore, è alia base delia piramide rappre- cale, che non varrebbe a romperli ninno sfor-
sentata da cotesta regione. —
Rispetto alla re- zo capace d’ essere applicato contro la spina.
gione dorsale i movimenti delia medesima pos- Osserviauìo fiualraenle che due vertebre cer-
sono venire considerati inferiormente e su- vicali dorsali o lombari non provano mai se-
periormente I medesimi sono .assai ristrettiin paratamente una ruotazione es.send.o questo
;

alto ;
la ile.ssione per la presenza delio sterno inovimerito .sempre generale ad una regione o
che non può incurvarsi come la spina; l’e- a tuttaquanta la spina. Ora, siccome più ver-
stensione per le apoflsi spinose maiiifestanien- tebre sostengono un’ egual distensioiie ne’ lo-
te inclinate le une sopra le altre l’ inclinazio-
;
ro legamenti, come potrebbe uscirne di ]uo."o
ne laterale per le coste e le apotìsi trasverse ;
una piuttosto che l’altra? barebbe ueeessaria
il movimento circolare per tutti questi osta- una particolare disposizione in siffatti lega-
coli uni li insieme. Vuole osservarsi del rima- menti il che non succede nello staio ordina-
;

nente, che la diversa direzione delle aponsi rio. Solamente 1’ atlante e P epistrofeo, posse-
articolari nelle tre regioni ha aneli’ essa un dendo una ruotazione separata, ponno soflf-
po’ d’ inlìucnza sopra la facilità o la difficoltà rire un parziale spostamento.
de’ loro movimenti. —
All’ ingiù, per lo con- Movimenti della testa sopra /’ atlante.
trario, la mobilità è più manifesta, perciocché —- I movimenti del capo intorno la prima ver-
le più delle precedenii cagioni non vi esistono tebra mediante la sopradescritla articolazione,
mica quantunepae la lussazione non sia possi- sono quelli di flessione, di estensione, d’ incli-
bile a questo luogo, e ciò per cagioni analo- nazione laterale c di circolare volgimento, il
ghe a quelle esposte per la regione cervicale, quale ultimo risulta dalia successione dei tre
l-'iiiaìmente, nella regione lombare, la facilità anzidetti. Non possono succedere tutti questi
de’ movimenti è assolutamente inversa a quel- movimenti senza che la regione cervicale della
la de’ movimenti della regione dorsale i qua-
; vertebrale colonna non sia prima, immobil-
li sono pili oscuri all’ ingiù, dove le superficie mente fermata. In tutti presenta il capo una le-
articolari sono larghissime, e assai serrati i le- va di primo genere nella quale i! punto d’ ap-
gamenti, racntrechò in alto divengono assai poggio, eh’ è all’ articolazione, risulta invaria-
più apparenti. —Segue da ciò che la colonna bile ma la potenza e la resistenza Irmno una
:

vertebrale olire la sua maggior mobilità al posizione differente, sì in ciaschediin movi-


luoifo ove sì riuniscono le due regioni, dorsa- mento semplice, e sì in ogni grado di quello
le e lombare, ed eziandio nella regione cervi- Cui la testa, in quello circolare, percorre. Que-
cale ove abbiamo dimostrato che i movimenti st’ ultimo è oscurissimo in gui a che non isti-

erano, più assai liberi, ifel resto le vertebre miamo si possa In tiinn caso, dibcerncrlo. Anche
lombari non sono, più che le dorsali e le cer- r inclinazione laterale e soînimuncnte ristret-
vicale succellibili di spostamento e ancor la
;
ta. —
La fles.‘-ion': c la esl casiuno aouo più .uan;-
(i8 AT PÂTî ATO PE PT. a T,OCOMOZTr' A;Ë

feslo, qnnpînnque ai)h!^î:in aipiro.sse de'iiioUo sopra le l'accette delLodontoide : al tempo stes'*

an£,aisti leDïiini. Così qual velia la testa si


<^>g'PÌ so, le apofìsi articolari inferiori di questa ver-
pie^lii, in maniera alquanto sensi])iìc, sul da- telna seori-ono ciascuna in direzione oppo-
vaiììi o in dietro, o damati, questo avviene sta so])ra le superiori dell’ epistrofeo. Le sino-
sempre iiìedianle un g'enerale niovimento )iel- viali, i legamenti anteriori e posteriori, parti-
le eervieaü vertebre. — Del resto, allorché la colarmente gli odonloidei ,
sono distesi. —
llessicne operi nell’ articolazione di cui trat-
si Malgrado la brevità di cpiesti ultimi eia lar-

tasi, si scorate al di fuori, il mento abbassarsi gliezza delle superfìcie articolari, quando il
solo, e la pelle dei collo piegarsi per la diminu- movimento da Irmge, può avvenire
sia recato

zione delio spazio tra la mascella e la colonna la lussazione. In simile caso, le apofìsi artico-
vertebrale: menti’C questo spazio, rimanendo lari della prima vertebra abbandonano quelle
air incirca uguale allorché si pieghi la stessa i-e- della seconda sicché le apofìsi, piuttosto che
gioue cervicale, conserva la pelle il medesimo rimanersene Luna sopra F altra, si trovano
grado di tensione essejuloché non muta la cor- nel medesimo piano. Dall’ nn lato, quella del-
l'clazione tra questa regioiìe della spina e la l’atlante colloca dinanzi questa dell’epislro-
si

masc'dla. Yedesi d’altro canto che, nel p’dmo feo; mentre, dall’ altro, anteriore é L apofìsi
caso, la testa ì'uota sopra sé stessa invece, al- : articolare di questa. Si può vedere il mecca-
lorquando comunichino
le vei'tebre cervicali le nismo di lussazione d’ una maniera
siffatta
il proprio moviiìicnto, descrive essa un arco di evidentissima, mettendo allo scoperto F arti-
cìrcolo ìuaggiore. Si possono così distinguere colazione di cui trattasi. E facile in fatti F o-
assai bene T estensione e i movimenti latera- perare la stessa lussazione nel cadavere me-
li che sono prop'di delia testa da quelli che le diante una violenta rotazione impressa alla te-
furono communicaii. —
In ninno di questi sta, Nell’ uomo vivente essa accade per un a-
movimenti la testa non può slogarsi, essendo spro movimento in sì fatta direzione é cjue- :

che troppo serrate sono le superfìcie artico- sto il caso in cui d’ordinario gli autori dicono
lari, o soprattutto troppo piccoli i mordmenti eh’ essa avvenga. Ora in cotai movimento gi-
perclìé sieno poteiìti a produrre lo sposta- rando sopra r epistrofeo il solo atlante, sola-
mento di (piede. Yale circostanza supplisce mente la loro articolazione, come ho detto,
alla non tro]>pa gagliardia che. iìi cpiesto sito, può addivenire la sede d’uno spostamento ine-
presentano legamenti articolari
i qnantnn- :
vitabilmente straniero al resto della regione.
(pie, del resto, ai medesimi sopperiscano quel- La mancanza delle fìbro-carlilagini e de’ lega-
li onde r ef»islrol’eo é eonginnto colP occipi- menti gialli, de’ quali tiene luogo qui un lasso
tale. —
11 movimento di rotazione di cui è ca- tessuto, favoriscono pur molto
lo slogamento.
pace la lesta, non ap[)artiene aìF articolazione Solo legamenti oiTontoidci presentano un o-
i

ocelpito -atlanioidea, ma !)ensì a quella della slacolo alla lussazione ma il triangolare del
:

prima vertebra colla seconda ;


della quale ci femore allontana esso sempre quella di tale
rechiamo subito ad occuparci. osso legamenti incrocciali del ginocchio non
? I

Movimenti delV atlante snW epistrofeo. permettono essi qualche A'olta un cangiamen-
— La prim,a vericlu’a é senqsre aca'ompagnala to nella mutua corrispondenza delle superfìcie
dalla lesta ne’varii movimenti eh’ esercita sulla arlicadari ?

seconda movimenti che si stringono alla sem-


: questa lussazione la sola onde sia su-
Eii

plice ruotazlone a desli’a ed a sinistra. In vero, scettibile la regione cervicale. Dopo ciò, non
da una parte il legamento tì’asverso posterior- conviene darsi maraviglia se, nelle lussazioni
ìuenle. e il corpo della prima verlclira sul da- del collo che ho avuta occasione d’ osservare,
vanti, s’oppongono palesemente alla più picco- furono da morte quasi istantanea colpiti que-
la estensione o fìessione: imperocché.incontran- gli individui chele sostennero. Eì in fatti allora
dovi sul)i!o dopo 1’ odonioide, trovano in essa la midolla spinale compressa sopra 1’ origine
nn invincibile ostacolo, lì’ altro canto, i lega- dei nervi (liafragmalici ed intercostali e la :

ìuenli odonloidei impediscono qualunque in- respirazione, che é sotto l’immediata influen-
clinazione laterale o almeno la rendono quasi za ili tali nervi, non si esercita più e appunto :

nulla.—-La prima A'erte])ra adunque non eser- all’ interruzione della medesima seguono ine-
cita sopra la seconda che una rnotazione ma ;
Aulabili quella della circolazione, indi F altra
tale mo’rimento vi é estesissimo. La disposizio- di tutta la vita organica, e alla perfine la terza
ne delle apolisi articolari, orizzontali, larghe, della vita animale.Allorché sì subitanea é la
non loinite di linciai latei’ali, rivestite (Luna morte, stimo che F odontoide sia sdrucciolato
membrana sinoviale assai rilassata, fa diesi di- sotto legamento trasverso, rompendo uno
il

stingue sì fatta aiiicolazione dalle altre analo- degli odontoidei, donde ii’é derivala una com-
ghe, e favorisce tale movimento che può ese- pressione violenta alla midolla. Per lo contra-
guirsi a destra ed a sinistra. Ecco allora qual rio, se r uno dei lega^nenti sia semplicemente
sia lo stato delle superficie articolari: Larco disteso, F odontoide rimane nel suo anello, e
dell’ aliante e il legamento trasverso rotano solo piega alcun poco dall’ un lato, e le super-

OSSI r: LORO dipendenze


fìcie arlicolari, abl3«nclonan(ìoia, passano ima ra fu’dinaria, quasi divide il corpo in due parti
(laTanti P altra : allora può stare che allo slo- uguali. Quella che si sia al dissopra, cioè la te-
gamento non segna la morte. Si comprende — sta ed il tronco uniti, non ha più lunghezza
da quanto si è detto, come succeda la morte die quanto si sta al dissotto. Questa disposi-
d’un animale, a cui si tirino ad un tratto in zione però è varia, in prima nel feto, i cui ar-
direzione opposta la testa e la coda d’ un ;
ti inferioi'i sono poco sviluppali, di poi nell’a-

bambino, che si tenga imprudentemente so- dulto, soprailulto jierciò che spetta alle due
speso con ambe le mani per la testa, il quale, estremità della statura. In vero, allorché que-
per trarsi d’ impaccio, agiti il proprio coi’po, sta vaila oltre gli ordinarii confini, avviene
e se ne muore, in mezzo gli sforzi, d’ improv- ciò più per lo allungarsi degli arti inferiori
viso, come se ne sono addotti degli esempli. che per quello delle altie parli mentre un ;

Si comprende come succeda la morte allor- contrario ienomeno osservasi cjuando rimanga
quando, in quella specie di capitombolo incili al di qua di tali contini,
il corpo fa una rotazione generale sopra la fe- §. I. Figura e direzione del bacino .

sta fermata prima alPnigiù per servire d’ap- II bacino è simmetrico, ma di forma difficile a
poggio, il saltatore rimane di subito morto, determinare. Costituisce colla superiore sua par-
come ci venne da taluno assicurato di aver te una cavità presso che ovale traversalniente,
veduto una volta. Allorché, negl’ impiccati, ci assai dilatala da ciascuna banda, incavala sul da-
lia spostamento delle vertebre, non può questo vanti comunicante aH’ingiù colla sua parte infe-
accadej’e eccetto che per lo passaggio deH’odon- riore per un’elittica apertura nominata lo stret-
toide sotto il legamento anellare; passaggio che, to superiore. Questa parte inferiore rappre-
restringendo il canal vertebrale, produce una senta una spezie di canale più largo nel mezzo
improvvisa compressione della midolla. In ge- che alle due estremità, delle quali l’inferiore,
nerale è assai malagévole a concepire che, in opposta all’ indicata apertura, si chiama lo
questa sorte di casi, possa venir rotto cotai le- stretto inferiore. —
Le linee tirate trasver-
gamento ed esaminando le cose sopra il ca-
: salmente d’ una parte all’ altra del bacino se-
davere si scorge che lo sdrucciolare sotto cjuel- guono da per tutto una direzione orizzontale,
lo dell’ odontoïde deve riuscire assai più faci- perciò che quanto ci ha da una parte trovasi,
le. D’ altro canto nulla varrebbe la sua rottu- per serbacela simmetria, esattamente di ricon-
ra, produrre la lussazione, se non
quanto al tro a quello che esiste nella parte opposta.
avvenisse ancor quella degli odontoidei. Sa- L’ asse poi di questa cavità non è uguale per
rebb’ uopo adunque di una doppia lacera- le sue parti superiore ed inferiore: quello della
zione ben certamente più malagevole che la prima è quasi perpendicolare, l’altro della se-
ai'mplice d’ uno dei legamenti di cui ragio- conda è manifestamente obbliquo d’alto in
nammo. Finalmente, in ogni rotazione del- basso dall’ avanti all’ indietro. La quale obbli-
r atlante sopra 1’ eplstrofeo, eli’ è il solo movi- quità del secondo asse dipende dalla generale
mento in cui sia possibile la lussazione, 1’ o- direzione di cotesta parte del bacino eh’ è
dontoide tende a recarsi dai lati e all’ inorili, evidentemente inclinata. Si discerne assai bene
non all’ indietro. Ora quest’ ultima circostan- sì lattainclinazione nello stretto superiore, la
za è inevitabile perchè possa rompersi il lega- cui anterior parte è più bassa che la posterio-
mento trasverso. re, e nello stretto inferiore, la cui posterior
parte è, per lo contrario, meno sporgente che
DEL BACINO l’anteriore. Relativamente a tale inclinazione
io osservo derivarne che il peso del tronco
Articolo I. essendo trasmesso obbliquamente, mediante il
bacino, alle cosce, addiviene che quello, in tale
CONSIDERAZIONI GENERALI INTORNO AL BACINO. trasmissione, è il punto ove succede una de-
composizioni del movimento che sta in ragio-
11 bacino^ eh’ è una tra le due parti pro- ne corrisponde qua-
dell’ inclinazione, la cpiale
prie del tronco, ne occupa la regione inferio- parte superiore dove è
si a 35.*^ in 4t>.° nella

re ed è una gran cavità ossea, irregolare, a-


: agevole valutarla mediante la linea che esten-
perla superiormente e inferiormente, le cui desi dall’articolazione sacro - vertebrale alla
pareti sostengono posteriormente la vertebra- superior parte della sinfisi del pube.
le colonna, e sono sostenute all’ innanzi dai §. II. Dimensioni del bacino La lar- —
femori a’ quali trasmettono il peso del corpo ;
ghezza del bacino presenta una notabile dif-
talché, di mezzo al piano occupato da questi ferenza tra 1’ uomo
e la donna nella quale è
;

e quello occupato dal primo, trovasi un assai manifestamente maggiore da tutti i lati così ;

notabile spazio che misura la base immediata le due creste iliache^ le due spine anteriori e
di sostegno del corpo. La posizione del baci- le due posteriori, le cavità cotiloidee, le tu-
no, considerata rclaiii amenle alla statura ge- berosità dell’ isi Ino, e via discorrendo, sono
nerale, è tale che, in un individuo di stalu- nella donna [»iù allontanate: e queste sono

I
è

API» ARATO DEi.r, .4 LOCOMOZIOiVR

E
ma«r^ior eslonsio-
Ip diiueusjoni ti'asvet’sali. accrescono. —
La statura non apporta ninna,
tse hanno pur quelle che sono dirette dai da-
o pochissima modificazione sopra le dimen-
manti al di dietro coinè si vede misuran- sioni del bacino le quali, per vero dire, pre-
;

do gli spazi! onde sono separati il sacro dai- sentano alcune individuali difièrenze, ma del
h articolazione pubica, le spine anteriori dal- lutto dalla statura medesima indipendenti. E

le posteriori, F articolazione sacro - iliaca dal noto siccome il parto sia ugualmente facile
loro sotto-pubico. Le dimensioni obblique, nelle piccole e nelle grandi quantunque le pri-

che tengono il mezzo delie altre due, par- me mettano al mondo de’ bambini assai volu-
tecipano alla maggiore ampiezza di queste minosi e ancora, se si statuisca un paragone di
nella donna. Consegue da ciò che in questa, lo totalità fra il loro corpo e quello della donna,

stretto superiore aver debba maggior ampiez- sproporzionati alla grandezza di questa.
za ili tutti li versi il quale stretto,
; le cui di-

verse dimensioni noi indicheremo nella gene- Articolo II


rale descrizione del bacino , offre assai fre-
cjLiente delle viziate disposizioni nell’ ampiez- DELLE OSSA DEL CATINO IN
za de’ suoi diametri la cui diminuzione dal- PARTICOLARE
l’una parte o dall’altra, apporla di più o men
gravi ostacoli al parto. Ecco in che consista- Abbiamo osservato che il catino è forma-
no i dijfetti di configurazione del bacino i
to da ossa larghe e poco numerose, che questa
quali non vagliono essere confusi con quelli disposizione è accomodata a’ suoi usi i quali
ài conformazione : questi in fatti gli rechia- non abbisognano che de’ movimenti in to-
mo con noi venendo al mondo quelli, per lo talità e non de’ movimenti parziali siccome
;

contrario, sono gli effetti delle malattie acqui- quelli che sono richiesti dalle funzioni del-
state dopo la nascita. Ora il bacino è assai la spina. JNon ci lia in fatti, per questa cavi-

di rado la sede dei vizii di conformazione: tà, che quattro ossa; due posteriori, simme-

ma quasi tutte le deformità che ci offre sì so- triche, collocate sopra la linea mediana, cioè
vente sono funesti esiti del rachitismo eh’ e- il sacro e il coccige due altre anteriori, irre-
;

sercita la sua speziale influenza sul diametro golari, che il peso del tronco, per loro ricevu-
antero-posteriore, piuttosto che sul trasversa- to dalle prime, trasmettono ai feuìori e sono :

le o sopra gli obbliqui, perciò che tende quel- le ossa iliache. Posti l’uno sull’altro, il sacro

lo a sformare particolarmente la colonna ver- e il coccinge, mentre costituiscono la parie po-


tebrale nelle sue relazioni col sacro. Lo stretto steriore del catino, formano, per così dire, la
inferiore è pur qualche volta, quantunque as- continuazione della vertebrale colonna onci’ :

sai più di rado, affetto da ^izii di conforma- che la loro forma serba il tipo medesinio che
zione che non procedono d’ ordinario dalla quella delle vertebre, non avendoci che alcune
rachitide, e che si manifestano più sovente differenze nella larghezza dei corpi, nella spor-
nelle dimensioni trasversali ravvicinando le ca- genza delle elevatezze, nella profondità delle
rità cotiloidee, le tuberosità dell’ ischio, e \ia incavature, parti donde risultano i varii pezzi
discorrendo, —
La larghezza del bacino ca- che corrispondono, in cjueste ossa, alle verte-
giona, siccome dicemmo, alcune difficoltà alfa- bre. — Nel maggior numero dei quadrupedi,
vanzamenlo nel sesso; ma ne addivengono al- assai più esteso si njostra questo prolungamen-
cuni vantaggi, nel parlo, per 1’ uscita del feto: to della spina dalla quale assunta di estensio-
:

e nel vero il bacino stesso esercita un’ in- ne viene fermala la coda che estendesi ben ol-
fluenza iinpoì tante in cotes'a funzione, oltre tre l’ano, mentre nell’uomo cjuest’ apertuia è,
gli uffizi! cui adempie nella donna comuni agli per lo contrario, un poco più iii là che l’ estre-
uomini, cioè d’ esser la base di sostetfiio del mità del coccige, eh’ è come il termine della
tronco, e di contenere e proteggere alcuni im- spina.
portanti organi. —
L’altezza del bacino, al- Del sacro.— Osio simmetrico, trian-
/.
tramente che la sua larghezza, è maggiore nel- golare, occupante la parte posteriore del cati-

r uomo, a paragone della donna; e invero no, incurvato nella sua parte inferiore sul da-
ponendo a confronto, nell’ uno e nell’ altro vanti, diviso in fàcce spinale, pelvica, vertebra-
sesso, la distanza tra la spina anterior supe- le,coccigea, e in due margini laterali.
riore e la tuberosità dell’ ischio, l’altezza del- Faccia spinale. —
Questa è convessa ,
la sinfisi pubica, la lunghezza del canale che molto ineguale, coperta dall’ origine dei mu-
costituisce inferiormente il catino, co’ differen- scoli partenenti alle scanalature vertebrali.
Vi si
tidiametri trasversali di questa cavità, e via scorge: i.*^ sopra la linea mediana, quattro e-
discorrendo, potrà ognuno agevolmente per- rninenze orizzontali, la cui lunghezza dimi-
suadersi che le prime e le seconde delle accen- nuisce d’alto ili basso, analoghe alle apofisi
Jiatedimensioni sono tra loro in proporzione spinose tuttoché meno protubérant!, continue
diversa, che queste nè crescono nè diminui- alcuna volta fre sè mediante amine interme-
scono punto allorché quelle o diminuiscono o diarie donde risulta una specie di cresta me-
OSSI E LOïlO DIPENDENZE
(liana che serve ad inserzioni muscolari, e ter- Margini. —-Ciascuno di questi presenta
minale air ingiù da una solcatara triangolare in alto una superfìcie scabrosa, irregolare, piu
chiusa dal legamento sacro-coccigeo posterio- larga nella sua parte superiore che nell’ infe-
re, ove tinisce il canale sacrale della quale i ; riore, tagliata obhliquamenle, che s’articola
limiti laterali sono due elevatezze, talvolta ar- con una somigliante dell’ osso iliaco all’ ingiù
:

ticolate all’ ingiù col coccige, sempre termina- delle ineguaglianze per l’ inserzione dei lega-
te da un tubercolo sotto il quale passa T ulti- menti sacro-ischiatici. —
Ciascheduno di que-
mo dei ncrs’i sacri, 2.® Da
ciascun iato, e d’al- sti margini è terminato da una piccola incava-
to in basso, un inlossaraento scaljroso per l’ in- tura per lo passaggio del quinto paio sacro.
serzioni di torti legamenti che si recano all’ os- Il sacro, grossissimo in alto, assottigliasi
so iliaco; quattro^/'/, che furono chiamati in basso : è tutto celluloso all’ inleruo, lieve-
sacri posteriori^ posti in una scanalatura, cb’è mente compatto ove s’incontra una
al di fuori,
la continuazione della vertebrale, meno pro- lamina sottilissima di questo tessuto. Il suo —
fonda che questa, empiuta da’ muscoli lomba- sviluppo è analogo a quello delle vertebre. In
ri.— Diminuisce d’alto in basso il diametro fatti vi si sviluppano da prima cinque punti
di questi fori pe’ quali passano le posteriori all’ innanzi sopra la linea mediana; ai liti di
branche de’ nervi sacri comunicano li mede-
; ciascheduno di questi punti, e posteriormen-
simi col canale e sono esternamente limitali te, ne compariscono subito altri due; ciò che
da 11 na serie di elevatezze più o meno protu- forma cinque punti che presto si riuniscono
bcranti che rappresentano le apofisi trasverse parzialmente per forma che lutti i laterali si
delie vertebre. coiìgiungouo a principio con quelli che loro
Faccia pelvica. — Questa è concava, cor- corrispondono sopra la linea mediana, senza
risponde in ispezie al retto, e presenta: che abbia ancor luogo tra questi la riunione,
sulla lineamediana quattro scanalature tra- talché ad una certa epoca, 1 osso è tonnato da ’

sversali prominenti che sono l’indizio delia cinque pezzi che rimangono per lunga pezza
riunione dei primitivi pezzi dell’ osso, e sepa- distinti, ma che alla fine pervengono a non for-
rano deile superficie qua Jrilatere concava cor- mare che solo un osso.
rispondenti alla parte anteriore dei corpi del- Î]. IL Bel Coccige.

Osso simmetrico, in-
le vertebre 2,.’^ a
; ciascun lato, i quattro fori curvato sul davanti, triangolare, occupante la
sacri anteriori.^ più ampii che posteriori, di- i parie posteriore e inferiore del baccino, diviso
rimpetto i quali sono situati e co' quali comu- in faccia spinale, pelvica, sacra, e in margini
nicano mediante il canale sacro, decrescenti al laterali.
pari che quelli, trapassati dalle branche an- Faccia spinale. —
Questa è convessa, in-
teriori dei nervi sacri, e saparati da alcune eguale per i’ inserzione del legamento sacro-
porzioni ossee che finiscono in una superlìcie coccigeo e di alcune fibre del gran gluteo, at-
ove si attacca il piramidale. traversata da scanalature indicanti l’unione
Faccia vertebrale. — La maggior sua e- dei pezzi primitivi dell' osso.
stensione è trasversale. Vi si scorge: i.° sopra Faccia pelvica. — Essa è concava, co-
la lineamediana, una superfìcie ovale, tagliata perta da un tessuto fibroso, segnata, al pari
obbhquameute come quella dell’ uhiraa verte- che la medesime scanalature,
precedente, dalle
bra alla quale s’ unisce 1 orifìzio del canale

e corrisponde al retto.
;

Sacro., che ha forma triangolare, che dimi- Faccia sacra. —


Presenta allo innanzi,
nuisce in larghezza d’alto in basso, s’appiana una superfìcie concava articolata col sacro, in-
un poco in quest’ ultimo verso, dà termine al dietro due tubercoli soventemente continui
canal vertebrale, è tapezzato dal termine delle con (juelli della spinale regione di tale osso,
membrane cerebrali, contiene il fascio dei ner- ai Iati due piccole eminenze incavate per con-
vi sacri, e riesce alla scanalatura sopraindicata: tenere cinque paia sacre.
le
^ da
2 ciascun lato una superfìcie trasversale, Margini. Questi sono ineguali per
liscia, convessa, inclinata sul davanti, continua l’inserzione del piccolo legamento ischiatico,
colla fossa iliaca, coperta da legamenti un’ a- ;
è si riunisconoingiù per un angolo talvol-
ali’
pofisi articolare, concava, rivolta all’ indietro ta biforcalo, di contorno sovente ineguale, al
ed internamente, articolata con quella dell’ ul- quale si attaccano gli elevatori dell’ano. Il —
tima vertebra, e limitata, all’ avanti, da un’ in- coccige, quasi tutto celluloso coni’ è, si svilup-
cavatura eh’ è una parte dell’ ultimo foro di pa per quattro punti, dei quali i due ultimi si
congiugazione, e all’ indietro da un margine uniscono pei primi; onde ne risultano tre pezzi
sottile corrispondente a quello delle lamine, che rimangono lunga pezza separati, ma che
si

che offre 1 inserzione all’ ultimo legamento



finalmente, a certa e!à, si confondono in un
giallo. solo osso, che sovente attaccasi al sacro.
Faccia coccigea. —K questa la meno §. ///. Deir iliaco. —
Osso irregolare,
C'tesa, c formata da una J'accetta ovale che s'u- occupante le parti anici iore c laterali del cati-
nisce al coccige. no, iiìoiirvato sopra se stesso per modo che,
72 APPARATO DELLA LOCOMOZIONE
superiormente, è appianato daircslerno alPin- dal muscolo dello stesso nome, perforala dal
lerno, in basso dalb innanzi all’ iiidietro, ri- forame nutritizio una linea sporgente spessa
:

stretto manifestamente nel mezzo ove muta di- trasversale, concava, cip è una porzione dello
rezione, e diviso in faccia femorale e faccia pel- stretto superiore. 2 .° In basso e all’ indietro,

vica, ed in circonferenza. scorgesi una superficie disposta a piano incli-


Faccia femorale. —
E esterna superior-
^

nato, più larga in alto che in basso, liscia, che


mente, anteriore all’ ingiù, coperta da nume- separa l’incavatura ischiatica dal foro sotto-
rosi muscoli che vi s’ inseriscono, i.^ Vi si pubico, coperta dall’ otturatore interno e dal-
scorge, nella prima delle indicate direzioni, 1’ elevatore dell’ anno il foro sotto-pubico e
;

una specie di fossa larga convessa, per modo la sua solcatura; un’altra superficie più stret-
alterno, e concava ove si scorgono, dalP in-
; ta in basso che in alto, quadrilatera, corri-

dietro air innanzi, dell’ ineguaglianze per P in- spondente alla vescica ; sotto la quale ci hanno
serzione del gran gluteo una superfìcie larga, delle ineguaglianze per ì’ otturatore interno.

;

concava posteriormente, ristretta alP innanzi, Circonferenza. E assai irregolare,


destinata pel gluteo medio una gren linea ; per alterno modo incavata e sporgente, ma-
curva che parte dalP incavatura ischiatica, e nifestamente divisa in due metà, 1’ una su-
va, anteriormente, a confondersi colla cresta periore o addominale, 1’ altra inferiore o pu-
iliaca ;
una superfioie estesissima convessa, pel bio-ischialica, le quali si riimiscouo posterior-
piccolo gluteo ;
delle ineguaglianze nelle (piali mente alla spina posteriore siiperiore-auterior-
s’ inserisce P uno dei tendini del retto anterio- mente all’ angolo del pube. i.^La porzione
re della coscia. Inferiormente e sul davan-
2 .® addominale è suddivisa in due parti. La po-
ti,cpiesta regione, inegualissima, presenta a steriore, o cresta iliaca., forma un margine
prima giunta la cavità cotiloiclea : la quale ar- grosso, ineguale, convesso, rivolto sopra sé stes-
rotondata, profondissima, cartilaginosa, fuor- so, che dà inserzione internamente ai muscoli
ché nel fondo ov’ è più infossata e contiene trasverso e quadrato, esternamente all’ obbli-
del tessuto cellulare e P inserzione del lega- quo esterno, al gran dorsale e all’ aponeurosi
mento triangolare, s’ articola col femore, e dà femorale, nel mezzo all’ obbliquo interiore.
con la propria circonferenza, attacco alla ca- L’ anteriore forma un grande incavamento
psula delP articolazione. Questa circonferenza in cui si scorgono, dal di fuori al di dentro, la
poi è ineguale, e assai prominente al di fuori; spina anterio re-superiore., alla ([naie si atta-
sostiene in oltre una specie di girella circolare cauo il fascialala, il sartorio, l’arco crurale e
e legamentosa ed offre internamente una gran- r iliaca; un’incavatura per la quale possano
de incavatura, mutata in foro da un legamene- de’ filamenti nervosi la spina anteriore- infe-
;

to, per lo passaggio dei vasi articolari. Sotto riore perchè vi si attacchi uno de’ tendini del
la quale cavità esiste il foro sotto-pubico., pa- resto anteriore ;
un canaletto destinato al pas-
lesemente inclinato alP infuori ecl alP ingiù, saggio dello psoas ed iliaco 1’ eminenza ilio-
;

ovale nelPuomo, triangolare e più piccolo nel- petinea., inserzione del piccolo psoas quando
la dorma, otturato da un largo legamento che esiste ; una superficie orizzontale allungata
s’ inserisce nella sua circonferenza, tranne in triangolare più larga all’ esterno che all’inter-
alto, ove questa offre un’ obblicpia solcatura i no, concava, trasversale per lo passaggio dei
cui rnarginp che s’ incrocicchiano, lasciano tra vasi crurali, la quale termina posteriormente
sé un allontanamento per cui passano i vasi e per una cresta, eh’ è la continuazione della li-
i nervi otturatori. —
Sul davanti di (jueslo fo- nea sporgente dal mezzo della faccia pelvica,
ro scorgesi una superficie più larga in alto che anteriormente per un margine continuo a uno
in basso, oblunga, ove si attaccano gli addut- tra quelli del solco perliuente al foro sotto-
tori e P otturatore esterno, continua in basso pubico la spina del pube, diretta all’ innan-
;

con un’ altra superfìcie allungala, obhliqua, zi, che serve d’inserzione al piramidale e al
che si palesa lungo P arco del pube, e che fi- pilastro esterno dell’ anello inguinale. 2 .*^ La
nisce alla parte esterna della tuberosità dell’ i- porzione pubio-ischiatica è in pari modo sud-
schio. —
Sopra questa trovasi una scanalaiuia divisa in due parti. —L’ una, posteriore, più
pel l'ivolglmenlo dell’ interno otturatore. estesa, offre, d’alto in basso, la spina posterio-
Faccia pelvica. —
Questa è concava, in- re-superiore, sporgente e densa una piccola
;

terna al dissopra, posteriore in basso, rivestita incavatura che la separa dalla postcriore-iuf’c-
dc’muscoli che vi si attaccano, i.^’ Superiormen- riore, che sta al dissolto, e ch’ha minore vo-
te ed internamente, s’osserva, dall’ indietro lume della precedente un’ altra incavatura
;

all’ avanti ,
una tuberosità prominente
assai profondissima, che forma parte della grande
ove si trovano delle forti inserzioni legamen- incavatura sacro-ischiatica la spina ischiati-
;

tose ;
una superfìcie ineguale scabrosa olibli- ca, eh’ è un’ eminenza appianata, corta, pira-
(jua, più larga nella sua
parte superiore che midale, nella (piale s’ attaccano esternamente
nell’inferiore, articolata col sacro; la fossa il gemello superiore, infernanienle l’ischio
iliaca., largihssima, liscia, concava, empiuta co-ccigeo, alla sommità il piccolo legamento

OSSI E LORO dipendenze


sacro-iscliialico un’ incavatura cartilaginosa
; steriore che si prolungano infm al sacro ;
una
spesso segnala da piccoli solchi, pel rivolgi- fìbro-cartilagine frapposta a quest’ultimo e al
mento delF otturatore interno la tuberosità ;
corpo della vertebra ;
un legamento giallo po-
ischiatica^ eminenza aisai spessa, arrolondita, sto egualmente Ira le lamine di cpiesla, e la
nella quale s’ inseriscono esternamente il qua- parte posteriore dell’orifìzio del canale sacro;
drato e il grande adduttore, internamente il un interspinoso, che unisce la cresta mediana
gemello inferiore e il gran legamento sacro- del sacro all’ apofisi spinosa di questa verte-
ischiatico, nel mezzo i muscoli, bicipite, se- bra il termine del sopra-spinoso che passa

mitendinoso e semi-membranoso. L’ altra — ;

per cpiesto luogo e va a terminare nel sacro.


parte, anteriore, più breve, offre alP ingiù un Tutti questi legamenti presentano una disposi-
margine sottile, obbbquo, soprattutto nella zione ed una struttura perfettamente simili a
donna, che forma coll’ opposto V arco del pu- quelli che si scorgono lungo i lati della spina.
be^ che dà lnserl,ione al retto interno, al tra- — Oltre gli oggetti comuni alle articolazioni
verso, all’ischio-cavernoso e al corpo caverno- vertebrali, offre questa di particolare un lega-
so superiormente una superficie perpendico-
;
mento che può chiamarsi sacro-vertebrale., il
lare allungata elitlica scabrosa, qualche volta (piale muovo dalla parte inferiore e anteriore
liscia posteriormente, la quale, con una somi- dell’ apofìsi trasversa dell’ ultima vertebra, si
gliante dell’ osso opposto, forma l’articolazio- reca obbliquamente al di fuori c all’ ingiù, e
ne pubica, e presenta al dissopra I’ aìigolo del viene ad attaccarsi nella superior parte del sa-
pube, saliente, spesso, in cui finisce la porzio- cro, incrocicchiandosi colle fibre anteriori aì-
1’ articolazione sacro-iliaoa. Gli corrispondono
ne pubio-ischiatico di questa circonferenza.
L’ osso iliaco è grosso da per tutto, assai cel- anteriormente lo psoas, posteriormente del tes-
luloso, eccettochè alla fossa iliaca, ov’ è sottile suto cellulare e dei legamenti esso è fortissi-
:

e al tutto compatto. Allo sviluppo del quale mo e ad un tempo brevissimo.


valgono tre punti di ossificazione uno si ma-
; §. IL Articolazione sacro-coccigea —
nifesta alla superiore sua superfìcie un altro ;
Quest’ articolazione, somigliante a quella del
apparisce alla tuberosità dell’ ischio il terzo ;
corpo delle vertebre, fa che il sacro e il cocci-
all’ angolo del pube. Questi separano, nella ge si corrispondano per due faccette ovali: ed
prima età, 1’ osso in tre porzioni locchè ave- : è raffermata da una fìbro-cartilagine, e da due
offerta l’idea di considerarlo come 1’ unio- fasci fibrosi, l’uno anteriore e 1’ altro poste-
ne di tre ossa separate, indicate coi nomi d’ f- riore.
leo^ ischio e pube; divisione tanto poco con- Fìl>ro-cartiìagine,—'^à questa la mag-
venevole quanto la particolare descrizione di giore analogia con quella delle vertebre, se to-
questre tre porzioni che è stata usata fino al gli eh’
è più sottile, che
contiene nel suo mez-
presente. —
La riunione di questi tre punti zo minor copia di quella sostanza come pol-
avviene, quanto al pulie e all’ ischio, nel mez- posa che vi abbiamo osservato, e presenta una
zo della lamina ossea che limita internamente più uniforme disposizione nelle sue lamine che
il foro ovale per l’ileo e pel pulie, nelf emi-
:
sono moltiplicate per poco tanto all’ indietro
nenza ileo petinea, e per conseguente presso la che al dinanzi, e si trovano, ai lati, in assai
cavità cotiloidea che si trova dì sotto per ;
minor copia. Per la sua poca spessezza cede
l’ ileo e per l’ ischio, presso questa medesima più agevolmente che quella delle vertebre,
cavità, eh’ è perciò, com’ è facile a vedere, il agl’impulsi cui riceve onde ne segue, che il
:

punto principale della riunione. coccige sL as«ai più mobile sopra il sacro, che
le due vertebre contigue l’una svdl’altra. Li tre
Articolo III. pezzi, ond’ è formato il coccige, stanno lunga
pezza uniti da fìbro-cartilagini analoghe a que-
DELLE ARTICOLAZIONI DEL BACINO, sta. La quale spezie di sostanze, avendo, per
cagione di loro organizzazione, minor ten-
Comprende questo articolo le articolazio- denza che non abbiano le cartilagini propria-
ni del sacro, colla colonna vertebrale, col coc- mente detteonde vengono separati i differenti
cige e coll’osso iliaco; di questo coli’ ultima pezzi delle altre ossa nel tempo di loro forma-
vertebra lombare e coll’osso del lato opposto. zione, ad ossificarsi, presentano la naturale ca-
§. 1. A rticolazione sacro-vertebrale. — gione del lardar tanto che fanno ad ossjifìcar-
Presenta questa due superfìcie articolari del si i tre pezzi del coccige locchè lia dato cam-
:

tutto confórmi a quelle che giovano all’ unio- po ad alcuni anatomisti di riguardare quest’os-
ne generale delle vertebre, e che partengono, so come formato da tre porzioni.
d’una parte, all’inferiore faccia delfullima lom- Legamento sacro-coccigeo anteriore .

bare, dall’ altra alla regione vertebrale del sa- lè appena visibile; spesso ancoia non lo si pmj
lerò. Anche i mezzi d’ unione sono uguali a discernere. E formato dall’ unione di alcune
quelli descritti per la colonna vertebrale cioè ;
fibre parallele, di variabil lunghezza, che dal
Sono, i legamenti vertebrali anteriore c [)o-
4 sacro si recano sopra tu faccia pelvica del cuc-
I Elicici. Med. T. 1. io

/
I

t
è

74
APPAUATO DELLA LOCOMOZIORC
cige. Spesso due fasci laterali più e\'idciili doppia. Quella poi del sacro, ha un poco di
discendono da’ lati del primo, e si recano a rtiaggiore spessezza ambedue sono scabrose
:

riunirsi sopra il secondo, lasciando tra sè uno e separate da una sostanza molle e giallastra,

spazio triangolare ove si scorgono le anzidet- la quale, a prima giui^la, sembra assai diversa

te fibre che s’intrecciano conquesti all’ ingiù. dalla sinovia non essendo, come questa, di
;

Legamento sacro-coccigeo posteriore. consistenza fluida, ma sparsa le più volte in


— K assai più palese del testé descritto, e, ol- fiocchi separati sopra le superficie articolari.
tre l’uso di raffermare 1’ articolazione, adem- E coagulabile in paiMe dall’ acido nitrico, che
pie a quello di render posteriormente compiu- lievemente fi imbianchisce quando se ne spal-
to termine del canal sacro. Attaccalo supe-
il mino cotali superficie ;bambino però è
nel
riormente ai margini dell’ incavatura ond’ è veramente fluida, sempre bianca, e non fila-
terminato questo canale, discende perpendico- mentosa come la sinovia. Alla quale età le due
larmente fino alla regione spinale del coccige superficie cartilaginose sono anche più leviga-
e vi si spande. —
E formato da fibre profonde te, più| manifeste, quasi sembranti quelle del-
e superficiali, le prime longitudinali parallele ie mobili articolazioni. Allorché si allontanino
assai più lunghe, spettano singolarmente all’ar- fi una dall’ altra vi si scorge ancora una pic-
iicolazione, e sono numerosissime; le seconde, cola piegatura che si rivolge sopra esse, e mo-
})iù corte, s’intrecciano in varie direzioni, e stra indicarvi una sinoviale: ma questa piega-
non s’estendono quasi
coccige. Tale lega-
al — tura cogli anni svanisce; le superficie diven-
mento, posteriormenle sotto-cutaneo, ove gli gono scabrose, ineguali dileguasi ogni appa-
;

si attaccano alcune fibre del gluteo maggiore, renza di sinoviale, e può allora veramente es-
è nella sua parte anteriore applicato da prima sere riguardala quest’ articolazione quale in-
sopra il termine dell’ aracnoidea, che forma a termezzo alle mobili ed alle immobili, ed è
questo luogo un fondo-di- sacco evidente nel propriamente fi anello che le unisce nella loro
ripiegarsi che fa, dai nervi, sopra la dura madre generale catena. —
1 legamenti che rassodano

che tappezza il canale; poi corrisponde al sacro sifEtta articola.?,ione sono i due sacro-ischiatici,
nell’ intervallo dell’ incavatura senza molto at- anteriore e posteriore, un legamento sacro-spi-
taccarvisi: finalmente ricopre il coccige al qua- noso, uno sacro-iliaco e diverse irregolari fibre.
le attaccasi. Legamento sacro-ischiatico posteriore.
§. HI. Articolazione vertehro-iliaca — — E, fra . li due, il più notabile, di quasi trian-

L’ ultima vertebra e l’osso iliaco non hanno golare forma, sottile, appianato, posto alla par-
tra sè articolazione immediata; ma un lega- te inferiore e posteriore del calino. Nasce il
mento, passando dail’una alì’ altra, vale a raf- medesimo: dall’estremità della cresta ilia-
fermare la loro corrispondcjiza impedendole ca ; 2 .^ dai Iati e un poco dalla parte posterio-
r allontaracnto lo si nomina ileo-lombare. re del sacro e del coccige e rivolgesi obbli-

:
;

Legamento ileo-lombare Attaccato . qnamente all’ esterno e all' ingiù. Nel suo tra-
coni’ è internamente, alla sommità dell’ apo- gitto, la sua larghezza, palesissima all’ indie-
lisi cervicale trasversa dell’ ultima vertebra, si tro, diminuisce, c la sua spessezza in propor-
di rige punto trasversalmente ai-
da questo zione va crescendo di mano in mano che ac-
fi infuori, e s’ iiiserisoe alla spina posteriore- costasi alla tuberosità dell’ ischio, dove s’at-
superiore e alla cresta dell’ osso iliaco. La sua poco di
tacca allargandosi alcun nuovo. Esso,
direzione è orizzontale e risalta da fibre con-
;
a questo luogo, somministra un piccolo ])ro-
vergenti, che so}io soventemente divise in più binganiento falciforme, che costeggiando la
laseetti cui sejiava del tessuto cellulare,” e offro- jtarte interna della tuberosità, si allacca sopra
no tanta maggior lungìiezza quanto più in al- di questa mediante il convesso suo margine, e
to le si considei'i. Questo legamento, che è più ricopre, col suo margine concavo, fi otturato-
largo internamente e!te all’eslerno, corrispon- re interno. Questo legamento, formato com’
de sul davanti al gramle psoas, posteriormen- da fibre tanto più obblique, quanto più sono
te al comune ammasso dei muscoli delle scana- in alto, convergenti dal sacro verso l’iliaco,
ture vertebrali, superiorniente al quadralo dei allontanate sovente tla spazii assai palesi ed oc-
lonjhi, inferiormente ai legamenti sacro-iliaci. cupati da tessuto cellnloso-adiposo, da vasi e
E provveduto di una roljustezza assai cojiside- simili, corrisponde, colla sua parte posteriore,
1 abile. ai gran gluteo che ha alcune inserzioni, ai-
§. Articolazione sacro-iliaca. — fi innanzi ed internamente, nel piccolo lega-
Le superfizie ineguali, tagliale a {)iano incli- mento sacro-ischiatico (sacro-ischiatico ante-
nato, più larglìc siiperiormentc che itflérior- riore al quale sta congiunto, anterioi-mente
)

mente per le t{iiali, ilsacro e fiosso iliaco reci- ed esterneunente, ma n’ è separato da un’aimr-
procamente si oorris[)ondono, sono ambedue Inra triangolare, per la quale passano fi ottu-
incrostate da una ('ai che si
lilagine aiiicolare ratore interno, i vasi e i nervi pudendi.
è creduta, lunga pezza, unica, ma che esami- Legai/iento sacro-ischiatico anteriore.
jiata accLiralamculc , parve manifestamente — ^

E più piccolo che il già descritto, davanti iJ


OSSI E LORO DÌEENDENZE 75
quale si ma
ne ha una quasi ugual for-
trova, guisa, a denudata.
fjueslo luogo, Oltre i —
ma, e non obbliqua la direzione. Le sue inser- due legamenti, per noi ora esaminati, parec-
zioni, confuse con quelle del compagno e so- chi fibre di varia lunghezza e direzione, pas-
lamente più anteriore, si scorgono ai lati del sano irregolarmente d’una parte all’altra del-
sacro, e alcun poco del coccige, donde si por- 1’ articolazione sacro-iliaca sulle sue parti su-
la esternamente e anteriormente, c si reca, ])criorc ed anteriore della rpiale concorrono
;

restringendosi e divenendo più s[»esso , alla Ad assicurare e i'ermare la solidità ma non ;

sonpnità della spina ischiatica ove s’inserisce. meritano una speziale descrizione.
— E composto da libre la cui direzione tanto §. /^. Articolazione pubica. Innanzi —
più s’avvicina alla trasversale quanto meno di esporre ciò che riguarda tale articolazione,
alte sono, separate sovente in più fascetti assai diciamo una parola d’ un legamento che le è
patenti, che lasciano sempre fra sè degli spazii straniero ma la cui descrizione, stante la si-
— Posleriormenie
;

cellulosi e vascolari. corri- tuazione che esso occupa, cade in acconcio a


sponde, d’ una parte
gran legamento sacro-
al questo luogo.
ischiatico, dall’ altra ai vasi e al nervo puden- Legamento otturatore. Occupa cpiel- —
di, e allo spazio per cui questi passano. Ante- lo il foro sotto pubico che n’ è chiuso quasi
riormente compie esso, al pari che il prece- del tutto. — E una spezie di membrana assai
dente, il bacino privo a siffatto luogo di pare- sottile,attaccata a tutta la circonferenza di
ti ossee. Molte delle sue libre s’ immischiano questo foro, fuorché in alto, ove rimane un’in-
a quelle del muscolo ischio-coccigeo che gli è cavatura che compie la scanalatura, destinata al
un poco anteriore. passaggio dei vasi e del nervo otturatore. Le
Legamento sacro-spinoso. È colloca- — sue fibre, intrecciate per tutti i versi, più nu-
to questo posteriormente, e consiste in un la- merose in parecchi luoghi ove formano dei
scio assai forte, lungo, appianato, perpendico- fasci considerabili, sono sempre assai palesi ver-
lare, attaccato d’una parte alla spina superiore so r incavatura. Corrisponde il medesimo an-
e posteriore dell’ osso iliaco, dall’ altra alle teriormente al muscolo otturatore esterno, po-
parli laterali e posteriori del sacro ov’ è il ter- steriormente all’interno, somministrando del-
zo forame sacro. Le sue libre, di lunghezza la inserzione ad ambidue. L’articolazione —
ineguale, sono tanto più brevi quanto più pro- pubica si opera mediante due superficie ovali
fonde riforzano 1’ articolazione sopra la qua-
;
cui presentano scambievolmente all’ innanzi
le passano, e non concorrono poco, <!al canto le ossa iliache. Alle quali superfìcie s’ attac-
loro, a mantenere, nello stato naturale, quasi ca un gran numero di fibre inter-articolari
immobili le due superficie. Un fascio più o che, passando d’una parte all’altra, valgono
meno prolungato, che parte dalla spina posie- ad unirle queste fibre sono trasversali, più
;

riore-inferiore, si reca obbliquaniente al sa- dense, più serrate e più numerose nell’ uomo
cro, e vi si attacca intrecciandosi col preceden- che nella donna. Si può vederle chiaramente
te, al quale la cede assai in lunghezza ed in allargando con forza, dall’ indietro all’ innan-
forza. zi, le ossa locchè operando si rompono nel
— Risulta
;

Legamento sacro-iliaco. cpie- loro mezzo, ma non si staccano punto da una


sto dall’ unione sommamente fitta di fibre delle superfìcie lasciando, a questo luogo 1’ os-
dense. corte, serrate, soprattutto sul davanti, in so scoperto, come avviene nella precedente
direzioni diverse, occupanti lo spazio irrego- articolazione sulla quale f allargamento non
lare cui lasciano tra sè il sacro e l’ iliaco, die- produce rottura, ma una specie di distacca-
tro le loro articolari superficie. Si attacca il
medesimo i alle due prime elevatezze onde
mento. —
Queste fibre costituiscono alcune la-
: mine concentriche, che s’intrecciano insieme,
sono esternamente limitate le scanalature sacre; delle quali le più superficiali fanno il giro del-
2 .° allo spazio che ci ha tra cpieste eminenze l’articolazione, mentre quelle che seguono oc-
e la superficie cartilaginosa che è più antei’io- cupano solo le due metà superiore o inferiore.
re. Ui qua si reca alla superficie interna della Ci hanno degli individui ne’ quali siffitte la-
tuberosità iliaca, che è scabrosa e sommamente mine fibrose nascono da tutta la largliezza
ineguale alla quale si attacca. Tja sua forma è
;
delle superfìcie articolari nei più, massi- : ma
irregolare siccome lo spazio che empie, le sue mamente nelle donne, la parte posteriore di
fibre più lunghe, più bianche e più palesi po- queste se ne trova sprovveduta, e presenta due
steriormente, vi formano un particolar piano. piccole incrostazioni cartilaginose, contigue,
Anteriormente sgno tanto più brevi cpianfo inumidite di una spezie di fluido biancastro o
più vicine all’articolazione, e n’ è sì forte la giallastro cli’empie il loro intervallo ;
ove non
resistenza, o pjer cagione del loro numero, o si scorge ninna sinoviale manifesta. Queste due
per quella delia loro poca estensione, che se- incrostazioni cartilaginose occupano talvolta
parando con forza il sacro dell’ iliaco, esse non (juasi tutta la larghezza delle superfìcie artico-
si rompono, ma l’uno delle due ossa si stac- lari nella donna, e allora diminuiscono le in-
ca dall’altro la cui superficie rimane per tal tra-arlicolari fibre. In generale hanno una prò-
7C) APPARATO DELLA LOCOMOZIONE
porzione inversa la quantilà di qnesle fibre e
Ja larghezza degli incrostamenti: è poi gran- Articolo ÎV.
tlemenle variabile questa proporzione alcune :

volle prevalgono le fibre, alcun’ altra occu- DEL BACINO IN GENERALI^.


pano le cartilagini maggior spazio nell ar-
il

ticolazione, la quale, conforme F un caso o bacino preso a considerarsi nel suo tutta
11

l’altro, mostra essere più o meno fortemente rappresenta una cavità di forma conica, la cui
raffermata. Alla quale diversità vuole appunto base è in alto, l’apice all’ ingiù; e dividesi in
essere attribuito il modo oscuro pel quale la superficie esterna ed interna, in circonferenze
mago^ior parte degli anatomici descrissero superiore ed inferiore.
r articolazione pubica. Del rimanente ci ha §, /. Superficie esterna del bacino. —
molta analogia tra essa e la sacro-iliaca. Comprende questa quattro regioni, F una an-
In questa scorgesi infatti sul davanti due car- teriore o pubica, la seconda p>osterìore o sa-
tilagini contigue, e posteriormente delle fibre cra, e le due laterali o iliache.
che passano d’ un osso all’ altro solo la for-
; Regione 'anteriore. E questa — la meno
ma, la grandezza, la direzione delle contigue estesa e vi si scorge
;
Sopra la linea media-
:

cartilagini vi sono ben confermate e statuite ;


na, la traccia dell’ articolazione pubica, più
la qual cosa non avviene nella prima che per lunga nell’ uomo che nella donna, ricoperta
ciò è una spezie di passaggio tra le articolazio- da fibre legamentose; 2 *^. dai lati, e dall’in-
ni mobili e le immobili. —
Due legamenti terno all’ esterno, la superfìcie quadrilatera

raffermano quest’ articolazione F uno è infe-


: ove si attaccano gli adduttori, il foro sotto-pu-
riore, F altro anteriore, — bico e la cavità cotiloidee.
Legamento sotto-pubico. — E questo un Regione posteriore. — Più lunga ma me-
fascio assai denso, assai palese, di forma triango- no larga manifestamente che la predetta. Questa
lare, che occupa superior parte dell’arco pu-
la presenta: i*^. sopra la linea mediana la con-
bico cui compie fermato, dall’ una banda e dal- tinuazione delle apofisi spinose sacre, o la cre-
F altra, alla parte superiore ed interna delle sta che ne tien luogo; l'incavatura triangolare
due branche obblique di quest’arco. Le sue ond’ è terminato il canal sacrale, una sutura,
fibre, assai lunghe inferiormente, corrispondo- che segna F unione del sacro col coccige la ;

no qui ad alquanto tessuto cellulare; e cortis- faccia spinale di questo ; 2 *^. a ciascun lato, e
sime superiormente sono qui continue colle dall’interno all’esterno, le scanalature sacre e
fibre e colle lamine intra-articolari. Il numero loro fori; le elevatezze di cui sono esterna-
e la poca estensione di queste fibre rendono mente limitate ; un infossamento profondo che
somma la fòrza di colai legamento. corrisponde all’articolazione sacro-iliaca, della
Legamento pubico anteriore. jNon è— quale scorgesi la posterior traccia, ed è coperta
sì chiaro come il predetto incrocicchiato,
. eia un denso lascio di fibre legamentose; la tu-
eom’è, colle aponeurosi de’muscoli addominali berosità dell’iliaco che forma una sporgenza
ond’ è coperto, presenta sotto queste parecchi considerabile all’ indietro.
stratti. 11 più superficiale dei quali è costituito Regioni laterali. — Sono cpieste rappre-
da fibre obblique le quali, nascendo davanti la sentate dalle tosse iliache esterne, limitate infe-
parte supcriore dell’articolazione, discendono riormente dalle grandi incavature ischiatiche.
slontanandosi le une dalle altre, e si dividono §. II. Superficie interna del bacino. —
poi in due fasci che si disperdono sulla parte Questa superfìcie è manifestamente divisa in
anteriore delle branche del pube. —
Gli altri due porzioni; Fona superiore, più ampia, delta
strutti hanno, per lo contrario, una direzione W gran bacino l’altra inferiore più stretta
\

traversale o molto obbliqua, sono più robuste che forma una spezie di canale nominato il
d’assai, passano d’un osso iliaco all’altro, e si piccolo bacino.
recano profondamente a confondersi colle la- —
Granbacino. Presenta questo posterior.
mine deH’articolazione. —
Oltre questi due le- mente l’articolazione sacro-vertebrale, lateral-
gaìnenti, Farlicolazione è rassodala in allo da mente le fosse iliache interne: sul davanti la
parecchie fibre che passano sopra le superficie. mancanza delle pareti ossee lascia un’ ampia
Fosleriormente le lamine intra-articolari for- incavatura ch’è empiuta dai muscoli addomi-
mano nei bacino una più o meno considera- nali. Lo
stretto superiore, linea saliente che
bile sporgenza, sempre pili palese nella donna, descrive un ovale, pon termine in basso al
spezialmente nel bel mezzo dell’ articolazione. gran bacino E per modo evidente inclinato
.

dall’indietro all’innanzi, molto più discernibile


nella prima situazione e dai lati che nella se-
conda. Questo stretto è più largo evidente-
mente )ieiia femmina, e gli ostetrici gli asse-
gnano quattro diametri. L’uno, antero-posle-
riore, si estende dall’articolazione pabica alla

OSSI E LORO DIPENDENZE 77


sacro vertebrale, e presenta la lunghezza di ciascheduna, divisa in tre porzioni dal lega-
circa quattro pollici; un altro, traTersalc, è al- menti sacro-ischiatici. L’una, superiore, è un
r incirca reca da una
di cinque pollici,, e si considerabile foro pel quale passano il muscolo
parte del bacino all’altra, tagliando quella ad piramidale, i vasi ed i nervi ischiatici, glutei e
angolo retto; gli altri due obbliqui, estesi fra pudendi interni. — La seconda è un altro foro,
r eminenza ilio-petinea da una parte, eia sin- meno ampio che il primo, destinato al passag-
fisi sacro-iliaca dall’opposta, hanno una lun- gio del tendine dell’interno otturatorio, dei
ghezza media tra gli antidetti, e sono ambidue vasi e del nervo pudendi interni. Finalmente
di quattro pollici e mezzo all’ incirca. — la terza, una incavatura superficiale, rinchiude
Piccolo bacino. —
Assai più stretto che il molto tessuto cellulare che circonda, da tutte
grande, ma evidentemente più lungo, forma parli, il retto. Gli ostetrici hanno assegnato,
questo una specie di canale più largo nel mezzo nella donna, le misure de’ varj diametri di co-
che alle estremità, ed è empiuto dalla parte in- testa circonferenza: 1’ anlero-posteriore si e-
fei'iore del retto e dalla vescica neU’uomo ;
ma stende dalla parte inferiore dell’articolazione
s’aggiungono l’utero e vagina nella donna.
la pubica all’ apice del coccige il traversale si
;

— Visi scorgono, anteriormente, due supei'ficie reca da umi tuberosità ischia lica all’altra; i
corrispondenti alla vescica, separate dall’arti- due obbliqui comprendono ciascheduno lo
colazione pubica, e limitate dai fori sotto pu- spazio che separa il mezzo di uno dei grandi
bici posteidormente la superfìcie pelvica del legamenti sacro-ischiatici e la tuberosità ischia-
;

sacro che termina ad una linea, la c[uale segna tica del lato opposto. —
La ordinaria estensio-
l’unione di quest’osso coll’iliaco lateralmente ;
ne di questi diametri è di quattro pollici: ma
l’ incacavatura ischiatica, resa perfetta dai le- il coccige, per la sua mobilità, è capace di
gamenti dello stesso nome ,
e la superfìcie fare che il primo vada soggetto ad alcune po-
quadrilatera che separa quest’ incavatura dal che varietà.
foro sotto-pubico.
§. III. Circonferenza del bacino. — \
Articolo V.
Circonferenza superiore. E questa mollo
ineguale, incurvata leggermente all’ innanzi, SVILUPPO DEL ByVCINO
assai allargata nella donna. Presenta poste-
riormente Paiiicolazione sacro-vertebrale, ch’è Considerato rispetto al suo sviluppo, il
limitata da un infossamento assai deciso sui bacino presenta essenziali differerenze nel feto,
quale osservasi la traccia superiore della sacro- nell’adulto, nel vecchio.
iliaca anteriormente una grandissima incava-
; §. /. Stato del bacino nelV infanzia .

tura, già indicata, formata dalle due porzioni 11 bacino del feto in generale è piccolo a pa-
anteriori della metà superiore della circonfe- ragone delle altre parli, e segue, nel suo accre-
renza delle ossa iliache; lateralmente le due scimento, all’ incirca le stesse leggi che gli arti
creste iliache spesse e rivolte sopra sè medesi- inferiori. —
La c{uale sproporzione nella gran-
me. dezza contribuisce alla notabile sporgenza che
Circonferenza inferiore — Si chiama pure a questa età ci presenta il basso-ventre. Infatti,
stretto inferiore in opposizione del superiore. il poco spazio che offre agl’intestini la cavità

Diretta all’ ingiù e un poco indietro è notabile pelvica, non permettendo loi-o cjuasi di poter
quella per tre eminenze separate da tre inca- inicchiarvisi, fa che essi in tutte le posizioni
vature. Delle tre prime le due anteriori sono corrispondano alle pareti addominali che d’al-
formate dalle tuberosità ischiatiche le quali tro- tro canto sono singolarmente dilattate dal vo-
vansi nella donna più allontanate; l’altra, po- lume assai considerabile delle altre viscere
steriore e media, viene rappresentata dal coc- gastriche, e soprattutto del fegato. Oralo strin-
cige e discende meno che le altre; di maniera gimento sensibilissimo che trovasi sotto cjue-
che, nella stazione sopra li glutei, questi soli ste pareli atteso la mancanza di sviluppo del
sostengono il peso del corpo. Le incavature bacino fa risaltar mollo la loro dilatazione,
hanno, stante la loro situazione, una disposi- nella generale apparenza dell’ esterno abito del
zione opposta alte prominenze due sono po- ; corpo del feto. —
A questa sproporzione nella
steriori, un’altra anteriore; la quale porla il grandezza non partecipano in egual modo tulle
nome di arco pubico. ].a lamina allungala le parti del bacino. La superiore, o grande
ed obbliqua, ond’è limitato all’ innanzi il foro bacino, che partiene all’addome, formata in
sotto-pubico, confrilmisce da ciascun lato alla ispezie dalle fosse iliache, è più sviluppata
sua formazione: è terminala, in alto, da un che l’ inferiore, destinala, internamente, agii
angolo quasi acuto nell’uomo, arrotondilo organi genitali, ed all’esterno all’articolazione
nella donna ed occupato, quasi del tutto, nel- femorale. Osserviamo tutfavolta che, nel bam-
;

l’uno e nell’altro sesso, dalle parti genitali. — bino, differiscono le fosse iliache dall’adulto
Le due incavature posteriori sono collocate in questo che non sono rivolte sopra sè
tra il sacro e le tuberosità ischiatiche, ed è, stesse, ecl offrono, in porporzione, un minore
78 'apparato della locomozione

incavameli to. il quale diletto di torsione si saero, 1 corpi delle vertebre, sono, al par che

mostra in ispczialit;\ seguendo la cresta iliaca. questi corpi medesimi, arrotonditi, poco pa-
— Se sì esaminino
air epoca, di cui trattasi, lesi nella loro parte anteriore, più isviluppati

particolarmente le dimensioni dei catino, si nella posteriore, ove concorrono alla formazio-
scorge da prima che la sua estensione perpen- ne del canal vertebrale. —
li coccige è assai

dicolare o la sua altezza, misurate dalie sue piccclo, non avendocene qualche volta che i
due è ancora assai poco manifesta. Fra i
assi, rudimenti ossei. —
Rispetto alle ossa iliache,
diametri orizzontali, i trasversali, onde 11 ’ è le tre porzioni, dalle quali sono composte, sono

misurata la larghezza, sono in proporzione più sviluppate nella loro parte media, ma le cre-
assai ristretti che gli altri. — Poco spazio ha
ci ste, le spina, discorrendo,
le tuberosità, e via
nelle due tuberosità deH’ischio, tra i legamen- tutte lontane dai centri ossei primi-
le parti
ti sacro-ischiatici, tra le due cavità cotiloidee, tivi, e per conseguente quelle che sono le più

e via discorrendo. AlP innanzi tutta la regio- prominenti, sono tuttavia nello stato cartila-
ne piubica è più ristretta, locchè dipende sin- ginoso. Perciò stesso, le cavità cotiloidee, la
golarmente dal poeo sviluppo delle cavità co- cui forma è adesso quasi triangolare, presen-
tiloidee posteriormente, il sacro, eh’ è in pro-
;
tano pressoché interamente Io stalo dì cartila-
porzione più stretto, ravvicina più le due ossa gine: in fatti, avvenendo in esse, come dicem-
iliache, di modochè allora tutta la larghezza mo, la riunione principale dei tre pezzi pri-
del bacino differisce singolarmente da quella mitivi dell’osso, ne deriva die sieno 1’ uno dei
dell’adulto. 11 diametro antero-posteriore, che punti i più lontani dai centri ossei. Ne se- —
ne misura la lunghezza, sembra più lungo il ;
gue da questo, die tali cavità offrono un poco
che procede in parte dalla brevità del pre- i'errao appoggio ai femori, insufficiente anco-
detto in paragone di cj[uesto ma in parte que-
: ra per la stazione e pei diversi movimenti
sta maggior lunghezza è, lino a certo segno, della progressione, in tino a tanto che 1’ ossi-
reale. Così le incavature ischiatiche sono più ficazione impadronendosene , vi arreca una
larghe; disposizione accomodata al volume, maggiore solidità.
in proporzione, maggiore dei vasi e dei nervi §. Stato del bacino nelle seguenti
II.
che vi passano. età. — Quanto più avanza l’età, comincia
Rispetto alla direzione, in questa età, del il bacino ad adempiere importanti funzio-
bacino, se la si metta a paragone con quella ni. Da principio per la locomozione e per
dell’adulto, si scorge che è allora nuniifesta- la stazione, da poi per gli organi genitali che
mente maggiore l’inclinazione di sì fatta ca- si sviluppano, addiviene pure la sede di una

vità. Si può convincersene esaminando uiu più attiva nutrizione. Nell’ estensione di que-
parte ([ualunque di esso, a modo d’ esempio ste diverse parti si stabilisce una giusta pro-
lo stretto superiore. Nell’adulto tirando una porzione e quello perde la propria obbliqui-
;

linea orizzontale dalla sommità del pube, e tà, e acquista, per dir così, una specie di mo-

prolungandola posteriormente, va questa a ca- vimento di alta lena onde il sacro si abbassa, o
dere assai poco sotto 1’ unione del sacro col- piuttosto s’ innalza il pube. Il quale fenomeno
1’ ultima vertebra. —
Nel bambino, e soprat- può dipendere un poco dalla pressione in di-
tutto nel feto, essendo manifestamente più ab- rezione opposta, che sul bacino esercitano da
bassali 1 pubi, una linea slmile alla precedente una parte i femori, i quali alzano nella stazio-
cadrebbe più d’ accanto alla parte inferiore ne 1’ anteriore sua parte in una spezie di puu-
che alla superiore del sacro così la vescica
: teìlo, contro la sommità delle cavità cotiloidee,
allora quasi del tutto corrisponde alle pareti dall’altra la spina che, trasmettendo al sacro il
addominali: quindi la facilità maggiore del peso del corpo, intende ad abbassare quest’os-
taglio ipogastrico, della puntura di quest’or- so. Ma siffatta cagione non é che accessoria,
gano. —Del rimanente, si comprenderà me- mentre le leggi dell’ ossificazione generale ne
glio la storia dello sviluppo del bacino, esami- sono indubitatamente la principale: di maniera
nando la parte isolata che ciascuno degli ossi, die 1’ ofbliquità svanirebbe, senza dubbio, sì
ond’ è composto, prende separatamente a que- bene nell’ attitudine orizzontale per tuttala
sto sviluppo nel bambino. —
Tutta la parte prima età conservata, come nell’attitudine bi-
media del sacro, eh’ è in relazione col canal pide. — Per virtù del successiva suo accresci-
vertebrale, è già ben conformata; per lo con- mento, bacino acquista a grado a grado le
il

trario, le sue parti laterali sono meno evidenti diverse disposizioni per noi notate nella de-
sicché i fori sacri sono in proporzione più scrizione generale, disposizione sopra la qua-
ravvicinati alla sinfisi sacro-iliaca che non sa- le egli é vano ritornare. Io osservo solamen-
il

ranno per essere da poi. Ecco la cagione del te che, nella donna, questo sviluppo é assai
sopra indicato restringeraento nella parte po- precoce che spesso, all’ età di nove o dieci
;
e
steriore del bacino. Anche tutte le promi- anni, bacino é conformato oggimai rego-
il

nenze, e le elevatezze collocate indietro esi- larmente pel parto. —


Pochi cangiamenti pro-
stono appena. I pezzi che rappresentano, nel va nei vecchi questa cavità di rado, se eccet- ;
-

OSSI E LORO DIPENDENZE 79


laasi r arlicoluziuiie sacro-coccigea, Ycggonsi nell’ orizzontale sua posizione. La base di so-
le ossa, composta, perfettamenle con-
ond’’ è stegno allora occupa, riguardo al tronco, lo
solidarsi. 11 quale carattere avvicina siffatta spazio compreso tra il piano sopra il (juale
articolazione a quelle superficie contigue cui trovasi la vertebrale colonna, e quello dei
partengono in parte, anzi in ispeziale manie- due femori. Il quale spazio è un po’ ristretto
ra, la sacro-iliaco e la pubica; ma queste a- nel feto e nel bambino, perocché, nell’ abbas-
cquistano sempre più e densità e solidità, co- samento in cui trovasi allora la parte anterio-
me avviene a tutte le rimanenti ossa. A — re del bacino, questa parte, la più vicina ne-
siffatta età cangia la direzione del bacino. E cessariamente al sacro, ne accosta un poco i
in vero vuoisi notare che incurvandosi sul femori donde ne deriva al bacino la minor
:

davanti la colonna vertebrale, questo si getta possente altitudine a servire di base di soste-
un poco indietro perciocché, siccome vedem-
;
gno. Quindi una maggiore difficoltà per la
mo, i femori che si piegano pure allo innanzi stazione, la quale diventa poi tanto più facile,
a cagione di sostenere il tronco, lo dirigono quanto più il pube innalzandosi s’ allontana
per tal verso. Per questo, prende esso una dal sacro e allarga siffatta base. La disposizio-
obbliquità considerabile e siffatta, che la sua ne del sacro, il obbliquo taglio
quale, per 1’

circonferenza superiore guardi alP innanzi, e delle articolari sue superficie trova incunea-
si

si rivolga indietro l’inferiore, obbliquità ch^è to tra le due ossa iliache, è assai appropria-
quale abbiamo
assai differente da quella della ta all’uso cui adempie allora di trasmettere a
sopra tenuta parola, e eh’ è propria spezial- queste ultime peso del tronco: senza questo,
il

mente della prima età. 11 sacro in fatti non vi potrebbe in a lungo andare, essere de-
fatti,
prende alcuna parte onde si direbbe eh’ esso,
;
presso, raentrechè, quanto é ])iù forte il peso,
nell’abbassamento del pube, rimane immobi- e più le superficie si serrono le une contro le
le: è co tes ta un’obbliquità parziale, mentre nel altre, e sono assai sodamente assicurate. Nul-
vecchio è comune a tutto quanto il bacino. — ladimeno, in un grande sforzo, per la tenden-
Oltre siffatta inclinazione, eh’ è naturale effet- za che ha questa spezie di cuneo, posto in
to dell’ età, e eh’ è sempre anteriore, ci hanno mezzo alle ossa iliache, di allontanarle, si desta
delle obbliquità laterali che sono l’effetto as- una molesta sensazione verso 1’ articolazione
saifrequente delle diverse cagioni del zoppi- sacro-iliaca, e pubica, ove si
ancora verso la
camento. Ora, anche qui come ne’ vecchi, ci diffonde lo sforzo, a indicare la scossa che ne
ha un generale cangiamento di direzione nel ricevono queste ossa, scossa che può pervenire
bacino 1’ uno de’ lati rimonta, mentre di-
: a tale da distendere i legamenti siffattamente,
cende 1’ altro : è come una spezie di leva. che ne derivi una mobilità articolare. Manife-
stasi questo fenomeno soprattutto in una ca-
Articolo VI. duta, da consideraliile altezza, sopra la pianta
dei piedi, in cui gli arti inferiori, non essen-
MECCANISMO DEL BAC1^’0. do piegali in ninna delle loro articolazioni,
formano una generai leva che tende a solle-
11 bacino eseguisce quattro principali vare le ossa iliache, mentre che il tronco ab-
funzioni, in ciascheduna delle quali vuole es- bassa il sacro. —
Nell’attitudine in cui si sta
serne considerato il meccanismo, i.® E desso assisi , il bacino poggia sopra le tuberosità
la base di sostegno del tronco nell’ordinaria ischiatiche, di maniera che la base di sostegno
stazione, e nell’attitudine nella c|uale si sta é un pocoallargala nei davanti; perocché il
assisi. 2 .® Offre una base immobile
ai movi- pia’.o che passa, tra queste tuberosità, é ante-
menti del femore. ZP Eseguisce esso mede- riore a quello sopra il quale si trovano le ca-
simo parecchi movimenti. Forma una con- vità cotiloidee. D’ altra parte questa base è
siderabile cavità destinala a difendere alcuni estesa allora singolarmente all’avanti da un’al-
organi della digestione, e li più di quelli che tra circostanza: é questa la posizione allun-
si

servono alla generazione. gala in questa direzione e orizzontale di tutti


§. I. Meccanismo del bacino^ rispetto insieme gli arti inferiori, quando si sta assisi
alla stazione. — Nella
stazione il bacino è, sojsra terra, solamente delle coscie se lo si
e
come abbiamo veduto, in mezzo a due sforzi faccia sopra un punto pìi'i alto che il suolo,
opposti 1’ uno è il peso del corpo comunica-
: per esempio sopra una scranna.
togli della colonna vertebrale P altro è la re- §. II. Meccanismo del bacino rispetto
sistenza che gli oppongono i femori di modo
;

;
alla progressione. —
Secondo uffizio del lia-
che tenderebbe esso ad eseguire un moto di cino é quello di riuscire di base immollile ai
alla lena abbassandosi all’indictro, se i possenti movimenti dei femori: ora, considerandolo da
muscoli che si portano dai feniori ad attaccar- questo lato, appartiene il suo mecanismo spe-
si alla sua parte anteriore o alla colonna ver- cialmente alla progressione, l^e due ca\ita co-
tebrale, come r iliaco, lo psoas, il retto ante- tiloidee, mollo allontanate, producono un so-
riore, e via discorrendo, non la mantenessero migliante allontanamento dei femori, disposi-

I
8o APPARATO DELLA LOCOMOZIONE

zionc die agevola molto i movimeali di que- due basi di sostegno,bacino sopra, i piedi
il

sti, e ne accresce P estenzione; talché il pube,


sotto. La prima di queste basi è sopra un pia-

rispetto agli arti inferiori, giova ai medesimi no posteriore a c|uello della seconda, talché,
Tisi acui, ne’ superiori, è distillata la clavico- nella flessione del tronco in cui la prima ri-

la, con questa difïérenza per altro, che quella, mane immobile, conviene che il centro di gra-
come assai mobile che è, accompagna i movi- vità le oltrepassi ambedue una dopo l’altra,
menti deiromero, mentre, in quelli del femo- se deve avvenirne lacaduta. —
Ora se il ba-
re, il pube rimane fermo. E questo allontana- cino si muove tutto col tronco, una sola base
mento delle cavità cotiloidee è più considera- è presentata a questo centro di gravità che ben
bile nella donna, avendo noi mostrato che presto si porta oltre. Così il bacino partecipa, in
tutte le dimensioni trasversali del bacino so- generale, ben poco a quelli diversi movimenti
no maggiori nella medesima. Così nel bel ses- nel davanti niente di meno esso n’ é talvolta
:

so, la progressione presenta alcuna singolari- r operatore, ed allora il centro del movimenta
tà ed eziandio dell’ impedimento, per cagione è nelle articolazioni ileo-femorali. In simili
della mao^gior estensione di quell’arco di cer- casi, noi portiamo ad un tempo medesimo, le
chio cui descrive il bacino nel movimento suc- gambe, le cosce e il bacino all’ indietro, men-

cessivo di ciaschedun arto inferiore. Nel bam- tre i piedi restano davanti; di guisa che gli
bino, nel quale i femori si trovano in propor- arti inferiore prendono una direzione obbli-

zione più ravvicinati, i movimenti sono più qua tale che la loro parte superiore, tirando
facili, ma meno sicuri. Io osservo, a questo seco il tronco, si trova assai più indietro che
jnoposito, che allora ravvicinamento non
il 1’ inferiore. Questa inclinazione aggrandisce
differisce assai ne’ due sessi; c in vero, il ba- palesemente la base di sostegno, la quale es-
cino del maschio, della femmina, nel feto e sendo allora rappresentata dai soli piedi, sa-
nel bambino, è quasi il medesimo. Solo a una rebbe soverchio stretta. Si scorge assai bene
]iiù inoltrata epoca Ic-sopraindicate differenze, questo mecanismo negli inchini profondi che
delle quali esisteva pure il principio, si ren- hanno luogo soprattutto nelle articolazioni
dono gagliardamente più manifeste. ileo-femorali, mentre i mediocri hanno per
§. IH. Meccanismo del bacino rispetto proprio centro le articolazioni superiori dei
a‘ suoi mommenti. —
Considerato dal lato di lombi e inferiori del dorso, e i leggeri non si

sua particolare mobilità, il bacino eseguisce : compongono che nella regione cervicale. —
i.° alcuni movimenti, così detti di totalità so- 1/ estensione del bacino sopra i femori non
pra la colonna vertebrale, sopra li due femori é punto più visibile che la flessione. Siccome
o sopra un solo; 2 .° dei movimenti parziali non ci ha all’ indietro una base di sostegno

nelle diverse giunture delle ossa che lo com- analoga a quella che formano anteriormente
pongono. i piedi, così cpiando abbia luogo a le esten-
Movimenti di totalità. - Pei movi- — sioni, é mestieri che li ginocchi si pieghino in
menti del bacino sopra la vertebrale colonna quest’ ultimo verso, acciò che prendano, da
è necessaria la generale prostrazione, senza che questa parte, legambe un’obbliqua direzione
non potrebbono appalesarsi. In questa posi- aliaad olTerire alla linea di eravita del tron-
zione il bacino si può piegare, estendersi, la- co un appoggio sopra il quale possa cadere.
terRlmente inchinarsi, ed eseguir anche un Se 1’ estensione del catino accada, essendo in
movimento d’ intorno la colonna vertebrale ;
posizione retta gli arti inferiori, per quanto
ma la rotazione è impossibile, almeno per poco prolungata essa sia, la caduta é inevita-^
cjuanto possono avvedersene i sensi. Questi bile. — inclinazione laterale sopra i due
movimenti diversi non si compiono soltanto femori é quasi nulla nel bacino; perciocché,
neH’articolazione sacro-vertebrale eh’ è troppo ad abbassarsi d’uua parte, conviene che questa
serrala, ma avvengono in tutte le articolazioni cavità s’ innalzi dall’ altra ora, siccome i due
;

delle vertebre lombari, di modo che accade qui arti appoggiano, ad un tempo, sopra il suolo,
quello che si effettua nei movimenti un po’ e- riesce questo movimento di altalena impossi-
stesi della testa, i quali spettano a tuttacjuanta bile. Lo stesso avviene del movimento di ro-
la regione cervicale, e non all’ occipito-atlan- tazione, il quale non può accadere che sopra
ioidea. Si comprende, ]icr le ragioni indicate un centro mobile; ora qui ce n’ ha due, e an-
all’articolo intorno la colonna vertebrale, che cora assai allontanali f uno dall’altro. Si —
ogni maniera di lussazione è allora impossibi- comprende, da ciò, che i movimenti del catino
le. — La flessione del
bacino sopra i due fe- sopra un solo femore sono lutti differenti da
mori non può accadere sì agevolmente come quelli che accadono sopra le due ossa. In fatti
parrebbe a prima giunta imperciocehè, per
;
sioperano questi movimenti in tutti li versi e
quanto poco prolungata sia la medesima, il con assai ficilità, juassimamenle l’ inclinazio-
centro di gravità non ha più base di sostegno, ne laterale e la rotazione, la quale ultima è
e n’ è pronto e subito effetto la caduta del fì’equente nei diversi giri dei danzatoi'i. Del
corpo. Osserviamo, in vero, che il tronco ha resto esso è semplicemente parziale; cotale è la
1 —

OSSI E LORO DirE-NDL^’ZE 8r


disposizione dell' arìioolazlone ileo-fcaioralo, vita eh’ esso presenta. Finalmente, all’ indie-
die Vi bacino può descrivere sul femore solo tro, la massa muscolare che vi si attacca, gli
un piccolo arco di cerclMO, e la cavità co fTloi- forma una difesa assai resistente; ma inoltre
dea, urtando contro i! collo di quesTosso, è ben 1’articolazione delle ossa iliache col sacro è
presto da esso arrestata nella ^la ruolazione. sbratta,che le posteriori tuberosità delle prime
MoK'imenti parziali. — La parziale mo- formano una considerabile sporgenza oltre il
bilità dello diverse ossa del bacino è quasi secondo, di ]nodochè, nelle cadute sopra la po-
nulla nello stato naturale, se eccettuare si vo- sterior j)arte del bacino, il sacro non sostiene
glia r articolazione del sacro col coccige la veruna violenza. Questa disposizione era ne-
quale possedè alcuni movimenti anteriori c cessaria ad inqvcdire le commozioni frequenti
posteriori, che, del resto, non essendo prodotti che, senza questo, avrebbe provalo il termine
da appositi muscoli, deggiono sempre essere della midolla speciale collocala nel canale saer^
iiijpressi da un impulso qualunque, come dal
passaggio del feto nel parlo, da una pressione DEL P E 1' TO
esteriore che adoperi iji contraria direzione,
e via discorrendo. — Le ossa iliache, nella lo- Articolo 1,
ro articolazione, o col sacro, o tra iè, sono
perfellanienle immobili nulla meno, se si ta-
;
CONSIÜKRAZtONI GEIGER ALI I^jTORNO IL l'ETi’Q.

gli T articolazione pubica, il bacino prova un


allontanamento nel quale la sacro-iliaca muo- Il petto o torace.^ cavità conica,
legger- e
vesi in inodo palese. Certe malattie, rilassando mente appianata sul davanti, supe- occupa la

i legamenti che attorniano quest’ articolazio- rior parte del tronco, e per conseguente, ha
ne, possono anche permettervi alcuni leggeri sotto sè una porzione dello scheletro assai più
movimenti. -r— Le quali malattie dipendono da cansiderabile che quella che sta al disopra.
diverse cagioni esterne od interne ma le più
;
Tutta volta, se paragonisi la sua posizioìie a
volte soprarriva il rilassamento albepoca d’una quella dei visceri li più importanti ^dla vita,
gravidanza, o appresso parecchie. Tultavolìa, si scorge che cpielh che stanno in esso rac-

sebbene la gestazione appartenga alla serie chiusi, sono, per così dire, a questi inlermediì.
de’ naturali fenomeiii della nostra economia, Gli organi collocati nella testa e quelli che oc-
cotale rilassamento, che F accompagna, dei cupano il basso -ventre diversificano poco
legamenti, non è allora nè costante, nè rego- quanto alla distanza che gli separa dal cuore ;
lare. Certe femmine sono fornite alloi’a d’una mentre tra quest’ oì gano e le due estremi-
manifesta mobilità del pube altre non ne pre-
;
tà dello scheletro, la differenza nella distan-
sentano ninna.. Lo che può forse dipendere dal- za è assai grande. Ora questa situazione del
le varietà numerose che comporta l’inversa re- petto, e per conseguente del cuore, che li

lazione esistente fra la quantità delle fìbre-in- rende come il centro degli organi cerebrali e

ter-articolari e la larghezza delle due superficie gastrici, che P ultimo eserciti un’ influen-
fa
cartilaginee. Se queste hynno prevalenza, allora za pressoché ugnale sopra gli uni e sopra gli
i movimenti tornano più facili; e sqno meno altri :mentre invece quella che esercita sopra
apparenti quando le fibre in vece occupino il gli arti inferiori è meno attiva che l’altra cui
maggior spazio nell’articolazione. Io osservo ricevono il capo o gli arti superiori. Il pet- —
nulla meno, a questo proposito, che la pro- to è anteriore alla colonna vertebrale ma la
porzione è sempre all’ incirca la stessa neL cnrvatiira delle coste, assai pi’oluberante poste-
r articolazione sacro-iliaca; la quale è per aL riormente, fa sì che in questo verso F avan-
tro, in certi casi, più o meno mobile. zino un pneo, soprattutto alla parte media. —
Meccanismo del bacino rispetto Il piano, sopra il cpnde è collocato il davanti
agli organi che contiene, -«r— L’ ultimo aspet-^ del petto, è posteriore a quello che passa sul-
to, sotto il quale vuoisi da noi considerare il F anteriore parte della faccia è bensì, nello :

meccanismo del bacino, è quello di sua cavità stato ordinario, al medesimo livello che quel-
che contiene parecchi organi importanti de- lo dell’addome, senonchè è resa molto varia-
stinato a coprirgli. Ora ecco come esso ese- bile siffatta corrispondenza dalle diverse dilat-
guisca tale funzione. Sul davanti resiste alFa- tazioni di cui è suscettibile cotesta cavità.
zione dei corpi esteriori col racccanismo di §. /. Figura direnane del petto
e .

quella spezie di volta che rappresentano i due S’ acquisterebbe una falsa idea della forma
pubi. Egli è da notare però che le cadute so- del petto, chi si facesse ad esaminare tale ca-
pra questo punto, si estìnguono, perciò che vità coperta dajle sue molli e nelle sue
parti
l’articolazione pubica cede alcun poco. Dai la- giunlvire cogli arti superiori da una parte i ;

r ti, i muscoli spessi che vi s’incqntiano, le arti- muscoli nurucrosi che la circondano, massiine
i colazioni dei femori, e particolarmente i Iro- superiormente, dall’altra parte la spalla, e
> canteri sporgenti oltre le pareti laterali del particolarmente la clavicola, forniscono alla
( bacino, proteggono maravigliosamenle la ca- sua regione superiore un’eslensione tra.sversalc
Encicl. Med. d’. I. 1
82 Al’PAHATO DELLA LOCOMOZIONE

che non esiste punto sopra io sclieletro, nel minore estensione che ai lati; sicché Io .^ler-
quale il petto rappresenta un cono appianato no è separato dalla spina per un intervallo as-
<lair innanzi all’ indietro, la cui base è all’ in- sai minore che quello che trovasi traie scana-

sali e 1’ apice in alto —


L’ asse longitudinale lature laterali alla spina, e le carliligini delle
di questo cono è obbliquo d’ alto in basso e coste. Se osservisi che il cuore, occupante il
dall’ indietro all’ innanzi; ma non tutte le pa- primo spazio, ha minor volume assai che i
reti del petto sono partecipi a queir.obbliqui- polmoni, ond’ è riempiuto il secondo, si com-
là ; ne sono soltantoanteriore e le laterali
1’
;
prenderà agevolmente questa differenza. Le
ma la posteriore, ch’è rappresentata dalla spi- dimensioni del petto, prescindendo dalle va-
na, vi è affatto straniera; onde ne seguila che rietà individuali delle quali sono suscettibili, ne
una linea verticale la quale, dalla metà dello provano alcune grandissime relative all’età ed
spazio compreso tra la colonna vertebrale e al sesso noi avremo occasione di indicare le
:

r appendice zifoide, passasse perpendicolar- prime ueU’articolo dello sviluppamento. Inge-


jnente pel torace, non uscirebbe punto pel cen- nerale il petto ha meno altezza e più larghez-
tro dell’apertura superiore di questa cavità, ma za, in proporzione, nella donna che nell’ uo-
passerebbe davanti l’estremità clavicolare del- mo. Ma non devesi lasciarsi illudere, quanto
lo sterno. —
Riguardo ai diametri, o antero- a quest’ ultima dimensione, dalla lunghezza
posteriore o trasversali del cono rappresen- delle clavicole, essendo maggiore
la quale ,

tato dal petto, questi sono tanto maggiori nel bel sesso, offre maggiore estensione tra-
quanto più vicini alla base. sversale allo spazio, sopra il quale poggia il
§. II. Dimensioni del petto. — Riguar- seno all’esterno del petto, senza che l’intèrno
do alla sua generale capacità, il petto tiene il sia molto più ampio che nell’uomo.

mezzo fra il cranio e la cavità addominale ;


Altre diversità presenta la capacità del
preso ad esaminare nelle sue due precipue di- petto che si riferiscono quando alla larghezza
mensioni, l’altezza e la larghezza, questa capa- e ora all’ altezza, e derivano da tre principali
cità offre alcune disposizioni degne d’ essere cagioni :
1’accresciuta capacità dell’ addo-
notate. —
L’altezza è, nello stato naturale, as- me, che si osserva nella gravidanza, nell’ idro-
sai meno
considerabile die non ne apparisca pisia, o quando v’ esistano tumori volumino-
nello scheletro. Infatti dall’ un canto il dia- sissimi, e via discorrendo; innalzando grande-
framma inferiormente la restringe assai da mente il petto, comprime le coste le une con-
questo lato, formando, nel petto, una conves- tro le altre, e diminuisce 1’ asse perpendicola-
sità assai grande ehe ne scema, in modo nota- re di quello, accrescendo un poco spezialmen-
bile, l’altezza. La quale diminuzione però è te in basso, i suoi diametri trasversali e 1’ an-
minore parte media occupata dal centro
alla tero-posteriore ; 2 .° si hanno delle conforma-
frenico, eh’ è più piana, di quello che sia alle zioni viziate spettanti al petto, che diminuen-
parti laterali. —
D’ altro canto, le clavicole done, per Io contrario, la larghezza, ne lascia-
superiormente avanzano, per modo sensibile, no quasi uguale l’altezza. Tale è il petto de-
la superiore estremità delio sterno, nè poco gl’ individui disposti fin dalla nascita alla tisi ;
contribuiscono a farne parere il petto più alto nei più de’ quali è notabile la ristrettezza tra-
che realmente non sia. —
La larghezza poi è sversale di questa cavità, ristrettezza che fa
minor superiormente che non sembri a prima mirabilmente risaltare la sporgenza dello ster-
giunta per la presenza della clavicola e dei no sul davanti. E vuole osservarsi ehe questa
muscoli che la circondano, i quali allargano mancanza di larghezza si mostra in più parti-
r esterno del petto lasciandone la eapacità in- colar modo alla parte superiore di tale cavità ;
terna nella medesima condizione. Quanto più locchè, da altro lato, accordasi perfettamente,
si avanza inferiormente tanto più la capacità con un’ importante osservazione, alla quale
del petto si allarga pure, nelle persone che
;
porse occasione 1’ apertura dei cadaveri dei
sono assuefatte a portare delle vesti serrate, tisici, viene a dire, che sempre la parte supe-
come dei busti., la base si restringe in modo riore dei polmoni incomincia ad essere tuber-
che, renduto il petto più angusto di sopra e colosa ; e che, nelle lisi recata all’ ultimo gra-
in basso, più largo nel mezzo, rappresenti do, questa stessa regione è già la sede di cen-
allora il medesimo una spezie di piccola bot- tri purulenti, mentre la parte media dei pol-
te. —
Io osservo ancora che ia concavità dor- moni non presenta che dei tubercoli in istato
sale della spina contribuisce all’ ingrandinien- di suppurazione, la cui base non è ancora che
lo più considerabile della parte media di co- tubercolosa 3.° ci hanno delle ristrettezze
;

iesla cavita. INienledimeno siflàtto a{;grandi- che non sono proprie del petto, ma gli sono
mento non è commisui ato punto allo stringi- comraunicale dalla spina tali sono quelle cui :

mento indotto dalla sjjorgenza delle vertebre produce, nella cavità di quello, il contorci-
formanti questa concavità. —
Osserviamo in mento in varie direzioni di questa parte del
latti che, sopra tutta la linea mediana, i dia- tronco : allora le coste, da una parte seriale
metri antcro-posleriori del petto hanno assai le une contro le altre, dall’ altra allontanate,
OSSI E LORO DIPENDENZE 83
rendono inegualissime le due metà del petto : banda, articolata colla clavicola, e circondala
nel qual caso lo sterno suol essere assai spor- da inserzioni legamentose.
gente, perciocché, mentre sono distese o com- Estremità addominale. — La si nomina
presse le une contro le altre, le coste, e perciò pure appendice-zifoide. E sottile, allungata, ri-
stesso quest’ osso, trovano spinte all’ innan-
si stretta in basso, cartilaginosa per lungo tratto,
zi. Perchè, in quelle deformità in cui la ri- per varia guisa conforniata secondo gl’ indi-
strettezza è sovente assai più considerabile che vidui, schiacciata sovente sul davanti, e qual-
negl’ individui disposti alla tisi, questa malat- clie volta al di dietro, in alcuni individui for-
tia è niente meno più rara ? Quale che ne sia nita di un foro. Offre la medesima, in tutti i
la cagione, io osservo che i visceri del petto suoi punti, inserzione alle aponeurosi addo-
si acconciano a quelle diversità di figure che minali.
prende il petto dietro del rachitismo: l’aorta, Margini. — Questi sono grossi e offrono
per esempio, e 1’ azygos seguono i contorci- sette cavità articolari. La prima è artifizialc e
menti della colonna vertebrale il polmone, e : arrolondita: le altre aiìgolose, poste alle estre-
sovente anche il cuore, sembrano modellarsi mità di ciascheduna delle sopra indicate linee
sopra gli spazii che occupano, e presentano destinatevi a dar ricetto alle cartilagini delle
degli stringimenti e delle dilatazioni, confor- coste sternali, sono esse separale le une dalle
me la ristrettezza o la grandezza di colali altre da alcune incavature superficiali che
spazii. compiono, sul davanti, gli spazii intercostali.
La loro forma non varia punto secondo 1’ età.
Articolo II. In un osso secco sembrano le medesime più
angolose nel bambino che nell’adulto, colpa
DELLE OSSA DEL PETTO la uìancanza di ossificazione dei pezzi ma ;

IN PARTICOLARE nell’ osso fresco del primo, le cartilagini d’ os-


sificazioni le presentano della stessa forma, ai-
petto è composto da una parte comu-
II fi incirca, che nel secondo.
ne e da parti proprie la prima è costitui-
: Lo sterno è quasi del tutto celluloso, estre-
ta dalle vertebre: le seconde sono lo sterno mamente sottile essendo la lamina compatta
air innanzi e sopra la linea media e da cia- ;
che lo riveste. A principio è formafo da otto
scun lato le coste., in numero d’ ordinario di o nove pezzi, che si sviluppano per altrettan-
dodici. ti punti, e si riducono presto a sette, poi a
§. I. Dello sterno. —
Osso simmetrico, cincone, il qual numero si osserva per assai
collocato nella parte anteriore del petto, ap- tempo. Sono queste allora separate da uno
pianato, allungato, largo in alto, ristretto i m strato cartilaginoso, la cui densità cresce con
mezzo, allargato indi di nuovo, c terminato fi età, — Il primo di questi pezzi è il più e-
finalmente da una punta sporgente nella par- steso, e più largo in alto che all’ ingiù i due :

te inferiore ; diviso in facce cutanea e media- che seguono, cpiasi quadrati, sono cortissimi :

stinica, in estremità clavicolare e addomina- il quarto è più lungo che largo fi ultimo com-
;

le, e margini laterali.


in prende la sopraramentovata cartilagine zifoide.
Faccia cutanea. —
Questa è anteriore, Nell’adulto più non avviene siffatta divisione,
coperta dalla pelle e più immediatamente del- pel riunirsi che fanno queste pezzi nell’ordi-
le aponeurosi d’ inserzione degli slerno-ma- ne che segue; in prima il secondo col terzo,
stoidei e grandi pettorali attraversata da
,
poi questo col cjuarto, talché fi osso riducesi
quattro linee, delle quali le due superiori sono allora a tre pezzi che si rimangono per assai
più manifeste queste linee separano cinque
:
lunga pezza separali. Poscia avviene che pri-
superficie di varia larghezza che corrispondo- ma si confondano insieme il pezzo superiore
no alle cinque porzioni, primitivamente sepa- con quello che occupa il mezzo e che final- :

rate, di quest’ osso. mente, ossificandosi fi appendice zifoide, sta-


Faccia mediastina. —
Questa è poste- tuisca questa in tutto quanto fi osso la conti-
riore, un poco concava, e presenta anch’ essa nuità.
le linee trasversali sopraindicate. Corrisponde, Delle coste,
§. II. —
Ossa irregolari, col-
nel mezzo, al tessuto cellulare del mediastino locate le une sopra le aitile da ciascun lato del
eh’ è mi poco deviato verso la sinistra parte; petto, in numero di dodici, (numero che è
superiormente corrisponde agli sterno-ioidei per altro suscettibile di variare, appianate e_ )

e tiro-ioidei, lateralmente ai triangolari. sottili assai sul davanti, in. dietro arrotondite
Fstreniità clavicolare. Questa è assai — e più grosse, disposte in arco. La loro lun-
spessa e presenta, nel mezzo, una considera- ghezza, larghezza e direzione non sono ugua-
bile incavatura quasi tutta compiuta dal lega- li in tutti, —
La lunghezza, poco notabile mdla
mento iutra-clavicolare a ciascun lato pre-
; prima, cresce lutto ad un tratto della mela
senta una cavità cartilaginosa, arrotondila, su- nella seconda e c[uindi, fi una dietro fi altra,
perficiale, convessa e concava dall’ opposta fino all’ ottava. Nelle ullime va sceTuando per
.

8/, APPARATO DELI- A EOCOAIOZIO^’E


modo che !a d-tiod|£Ìma sì aA’ieina, quanto a corpo è convesso, e presenta, nella sua parte-

lungdìe/:za, alla prima, e talvolta ii’ è assai più posteriore, una tuberosità ove finisce il col-
corta. —-.La larghezza, considerata nel coni- lo., eh’ è diviso in due pezzi, di cui l’ interno,
pleso delle coste, è molta nella prima, e dimi- liscio e convesso, s’articola coll’ apofisi tra-
nuisce perfino all’ ultima, ma quasi insensibil- sversa delle vertebre, e 1’ esterno dà attacco
mente. Esaminala nelle diverse parti di una a un legamento. Questa sporgenza, confusa
costa sola, è questa larghezza poco osservabile coll’angolo nella prima, manca nelle due ul-
nella porzione compresa tra l’angolo e l’estre- time. Più innanzi si ha 1’ angolo., cioè una
all’

mità vertebrale; cresce oltre a quest’angolo, linea prominente, obbliqua, che manca nel-
e diviene assai grande sul davanti. —- La di- la prima duodecima, è poco rilevata
c nella
]-ezione considerata rispettiva-
delle coste, nella seconda e nell’ undecima, tanto più ri-
mente alla colonna vertebrale, è tale che si levata e lontana dalla tuberosità, quanto più
scorge la prima costa formare con questa un inferiore. Essa dà attacco al sacro lombare.
angolo quasi retto, e le seguenti andar sem- Tra quest’ angolo e la tuberosità si trova
pre più inclinandosi in fino a tanto che si una superficie rivolta indietro, occupata dal
scorge la loro estremità vertebrale assai più gran dorsale, tanto più larga quanto più bas-
alta della cartilaginosa. —
La direzione delle se sono le coste in cui la si esamina, da poiché
coste, considerata riguardo all’ asse loro pro- r angolo si allarga sempre più versoli di fuo-
prio, è siffatta, che la prima forma un mezzo ri. Tutto il resto della costa costituisce ante-

cerchio assai piccolo e quasi regolare, mentre riormente a quest’ultimo una superficie liscia,
i{ nelle che seguono rappresentano delle por- assai lunga, rivolta all’ insù nella prima, dove
zioni di circoli meno perfetti successivamente offre due infossamenti superficiali pel corso
più estesi perfino all’ ottava, e che vanno di- dell’ arteria e della vena sotto-claveare, e tr.A
minuendo da indi in poi. Tutte sono assai questi una superfìcie ineguale per Pinserzione
più incurvate posteriormente che anterior- dello scaleno; inclinata tanto più al di fuori
mente donde risultano, nella prima delle
;
nelle coste seguenti, quanto più sono esse infe-
nominate due posizioni, gl’ infossamenti pro- riori, eche presenta, nel bel mezzo della secon-
fondi ove sono situati i polmoni. Tutte sono da, un’asprezza d’inserzione pel gran dentella-
poi contorte sopra sè medesime in guisa che to, e nelle altre, alcune analoghe impressioni,
le lorodue estremità non ponno, ad un tem- in più punti di loro super ficie. per la maggior
po medesimo, rimanersene sopra unjpiano parte de’ muscoli dell’addome e del torace,
orizzontale. 11 punto di torsione è nell’ ango- come r obbliquo esterno, il piccolo pettorale,
lo ;
sì prima, nella cptale 1’ angolo man-
che la ildentellato posteriore superiore e simili, 2 .*^
ca, non prova questo mutamento di direzione, Internamente la parte media o il corpo delle
che tanto più notabile addiviene quanto pivi coste presenta una superficie concava, còrri-
lo è r angolo stesso. -—Si distinguono le coste spondente alla pleura, rivolta all’ ingiù nella
in due classi le une, superiori o teraciche,
: prima costa, un poco inclinata da quella ban-
in numero
di sette, si articolano collo sterno ;
da nella seconda, ma del tutto iirterna nelle
le altre cinque, inferiori ó‘ addominali, s’uni- seguenti. 3.^ Superiormente, questo corpo
scono sul davanti le une colle altre mediante delle coste forma un margine ottuso, rivolìo
le cartilagini con cui si terminano. Ciaschedu- all’interno irella pi i lira,, inclinalo nella secon-
na si divide in estremità vertebrale, in estre- da, superiore in lutte le altre, e destinato al-
mità cartilaginosa ed in corpo. r inserzione degl’ inter-Costali. 4-*^ Inferior-
Estremità vertebrale. E questa poste-— ^

mente, ;4 osserva in tulle, fuori la prima, uiiu


riore e articolata colla spina vi si discerne ;
scanalatura die, profondissima e proprio infe-
un collo arrotondilo, ristretto, assai lungo, riore posteriormente, diventa sul davanti su-
appoggiato sull’apofisi trasversa. Questo collo perficiale ed interna,
disperde insensibil-
e si

.sostiene un capo alla cui cima vi lia una fac- mente sopra il terzo anteriore della costa. Dà
cetta cartilagiìiosa e arrotondila, unica nella questa scanalatura ricetto a’ vasi e nervi inter-
prima nell’undeciraa e nelladuodecima, a fine costali, e, raedlaiite i suoi due margini, attacco
ili articolarsi colle faccettepure uniclie di ai muscoli dello stesso nome, Le coste, assai —
queste tre vertebre ma ; doppia nelle altre no- sottili e prpclpuamente compatte, ini poco
ve per unirsi a ciascheduna delle annesse foc- cellulose nel loro centro e al loro capo, pren-
celte delle corrispoiideuti due vertebre. dono origine c crescono ciasclieduna per im
Estremità cartilngihosa. Allungata — solo punto di ossificazione. — Not;». (
Le coste
d’allojn basso, larga e concava nelle dieci si sviluppano per tre punti ili ossificazione, il

prime coste, stretta nelle due ultime; s’iden- primo pel cor po,
il secondo per la tuberosità,

tifica, per dir così, colla corrispondente car- ed il terzo per l’estremità dorsale: le epifisi,
tilagine, tanto la loro unione è intima. ebe deggiono formare queste due njlr-pre parli,
Corpi. —
Si pouno considerare in quat- rimangono separate perfino all’ dà dì i8 o ao
tro direzioni differenti. i.° Esteruaineiite il ain\i )
QSSI E tOEO DlPEJfDEÌ^ZS 85
Legamento intèr^artìcoiare. - Sbianca —
Artìcolo III. questo nell’articolazione della prima, dell’un-
decima e della duodecima costa. In tutte le
DEI .LE ARTlCOLAZIOiSl DEL PETTO altre poi, consiste in un fascio fibroso più o
meno denso, appianato o arrotondito, attacca-
11 pelto, fondato da ardii
più dei ossei li to da una parte alla sommità dell'angolo spor-
cpiali poggiano da una parte sopra lo sterno e gente dell’estremità costale, dall’altra all’an-
dair altra sopra le vertebre, presenta avanti e golo della cavità che gli dà ricetto. Separa
indietro
1.
. delle articolazioni cbe corrispondono esso una dall’altra le sinoviali, e si rende
1’

a relazioni siffatte. Le quali articolazioni, con- continuo alla fibro-cartilagine, come si può
siderate separatamente, sono, in generale, poco scorgere assai bene segando per traverso l’ar-
mobili, sebbene il complesso della pettorale ticolazione in guisa da dividere Luna e l’altra
cavità posséda un assai sensibile movimento. in due parti superiore e inferiore.
§. 1. Articolazioni posteriori del petto. Membrane sinoviali. —
Nelle articola-
— Le coste sono unite indietro colle vertebre: zioni provvedute dal testé descritto legamen-
^ mediante la superficie articolare della loro to, le dette membrane sono doppie, nelle al-
estremità, la quale, ricoperta com’ è da sottil tre non ve n’ ha che una sola, ond’ è vestila
lamina cartilaginosa, è ricevuta in ciascheduna tutta quanta 1’ est,ensione delle due superfìcie
delle analoghe cavità, incavale sopra nna sola articolari corrispondenti rivolgendosi dall’ Li-

ver tebra per la prima, undecima e duodeci- na all’ altra mentre, nel primo caso, ciasche-
;

ma, e sopra due vertebre vicine e la loro fibr o- duna capsula non si spiega che sopra la metà
cartilagine intermediaria, per tutte le altre ;
superiore o inferiore di tali superfìcie, e si
2 P
mediante la loro tuberosità che, incrostata trova separala dalla vicina, mediante il lega-
parimenti di cartilagine, si unisce alP apofisi mento inter-articolare. —
Del riniMnenle tutte
trasversale di ciascheduna vertebra, eccetto queste sinoviali, pochissimo apparenti che so-
ciré nelle due ultime coste, che mancano pure no, hanno nna disposizione serrata, e sono
di cotes ta seconda specie di articolazione. La notabili per la poca sinovia che contengono,
prima può chiamarsi costo-vertebrale, questa e per la poca levigatezza che somministrano
ccsto-traversale. all’ articolazione nè occupano sovente che
:

A rticolazioni costo-certehrali — I mez- un piccolo spazio, per cagione della spessezza


zi, onde l’estremità posteriore delle coste s’u- del legamento inter-articolare, il quale attacca-
nisce coi corpi delle vertebre, sono un lega- si allora non pure all’angolo dell’estremità
mento anteriore, un infra-articolare, e due costale, ma eziandio sopra le due vicine super-
piccole membrane sinoviali. ficie. l^a quale spessezza è alcuna volta siffatta,

Legamento anteriore. — E questo un che io ho dubitato, in alcuni individui, non


fascetto fibroso sottile, appianato, largo, irre- fosse quest’articolazione priva realmente di si-
golarmejiìe quadiilatero, il quale, attaccalo'' noviali in altri casi però tali membrane so-
;

davanti e sopra e sotto la superfìcie artico- no manifestissime. Quantunque serrala altret-


lare di ciascheduna costa, si dirige, divergen- tanto che l’anteriore delle Cartilagini collo ster-
do, inverso la spina, e colle sue fibre supe- no, l’articolazione, della quale qui trattasi, è
riori attaccasi al corpo della superior verte- assai più difficile, assai più tarda a dileguarsi
bra, colle inferiori a quello della inferitì- nel vecchio ed è pur qualche volta soggetta
:

re, e colle medie alla fìbro-cartilagine che all’ossificazione; ed ecco uno de’ suoi carat-
sta tra quelli. Queste ultime sono, in gene- teri chela distinguono dalle articolazioni ri-
rale, meno palesi che le altre, le quali forma- vestite da una bene spoi’gente sinoviale , le
no ciascuna un ben discernibile fascio. Sif- quali si saldano, e sono prese, per varii acci-
fatta disposizione poi non è sì chiara per la denti, dall’anchilosi, ma quasi mai dai natu-
prima, undecima eduodecijna costa, delle cjua- rali progredimenti dell’ossificazione.
liciascheduna non s’articola che con una ver- Articolazioni costo-trasvers ali. Vi —
tebra sola; quantunque le fibre si estendono ha per cjuest’ articolazione una piccola borsa
anche un poco perfino alla vicina vertebra. — sinoviale, un legamento costo-trasversale po-
Questo legamento ricoperto sul davanti dal steriore, uno medio e l’altro inferiore, il cpia-
grande simpatico, dalla pleura, e più a destra le ultimo non appartiene alla tuberosità e ai-
dall’azigos, ha un aspetto raftiato: è corto, fi apofisi trasversa che sono contigue, ma e-
forte, formato da fibre superficiali più lunghe, stendesi da quest’ ultima al margine superiore
c da profonde più brevi che lasciano fra sè della costa, che gli sta sotto.
piccoli intervalli vascolari, — E desso applica- Legamento costo-trasversale posterio-
to sopra
articolazione, alla quale fornisce,
l’ re. — Attaccalo, coni’ è, alla sommità dell’ a-
per così dire, una capsula fibrosa congiimfa- pofìsi trasversa, si reca quasi trasversalmen-
mente alle fibre del legamento costo- trasver- te al di fuori, e s’ inserisce nella porzione non
sale medio. articolare della corrispondente tuberosità. liC
— -

8G APPARATO OKIT.A LOCOMOZIONE

sue fibre paraleìle e serrate formano un fascio articolazioni, conviene arrestarci sopra tali

assai manifesto e quasi quadrilatero, un poco cartilagini.


pili lungo nella parte inferiore, che corrispon- Delle cartilagini costali. —
Queste car-
de posteriormente ai muscoli delle scanalatu- tilaginisono eguali in numero alle coste, le
re vertebrali e sul davanti all’ articolazione. quali tutte terminano, all’ innanzi, per esse.
Legamento costo-trasversale medio . La loro lunghezza, larghezza e direzione, ben
Risulta questo dall’ unione di fibre irregolari, lunge dall’essere uniformi, presentano le difiè-
offerenti un aspetto rossastro, piuttosto cellu- reììze generali che seguono.
lose che veramente legamentose, collocate tra Quella della prima costa è assai breve ;

la faccia anteriore di ciascheduna apofisi tra- quelle che tengono dietro crescono successiva-
sversa e la costa corrispondente. Separando mente in lunghezza fino all’ ultima delle coste
con forza la costa dell’ apofisi trasversa, si pos- sternali. Quelle] delle addominali divengono
sono discernere queste fibre che allora si la- poi sempre più corte per tal forma che la
cerano. Per vederle poi nella loro integrità è quinta è, le spesse fiate, discernibile a fatica.
mestieri segare nella direzione della loro lun- — La loro larghezza, in generale, è assai con-
ghezza e 1’ apofisi e la costa, conservando le siderabile nella prima, e diminuisce tanto più
loro relazioni. in quelle che seguono, cjuanto più inferiori
Legamento costo-trasversale inferiore. sono. Esaminate nelle diverse parti di ciasche-
— Fascio fibroso, più manifesto, più forte e duna, è questa larghezza presso che uniforme
più lungo che il predetto, composto di nume- nelle due prime, nelle altre va scemando dal-
1’ estremità costale all’
rose fibre paraleìle. Si attacca quello al dissot- opposta. Questa dimi-
to di ciaschedun’ apofisi trasversa, di qua si nuzione per altro non è regolare esattamente
rivolge obbliquamente all’interno, e recasi ad nella sesta, nella settima e nell’ottava, che so-
attaccarsi al margine superiore della costa che no eonsiderabili pur un accrescimento sensi-
è sotto, d’ accanto la sua articolazione verte- bile nella larghezza, al sito in cui i loro margi-
brale. Manca questo legamento tanto nella pri- ni presentano, siccome vedremo, delle piccole

ma che nell’ ultima costa. Ricoperto all’ in- faccette per le rispettive loro articolazioni. —
nanzi da’ vasi e da’ nervi intercostali, in die- La prima cartilagine segue una direzione un
tro dal gran dorsale, continuato al di fuori, poco obbliqua d’ alto in basso, per modo che
mediante una sottile aponeurosi, co’ muscoli r angolo, ond’ è unita allo sterno, è acuto in
intercostali, compie questo internamente un alto ed ottuso in basso. La seconda è quasi
piccolo spazio celluloso pel quale passa la orizzontale, e nella stessa direzione della co-
branca-posteriore degli antidetti nervi. Tra il sta cui partielle. Le coste sternali, che seguo-
quale spazio e la colonna vertebrale ci ha d’or- no, sono tanto più obblique dal basso in alto,
dinario un piccolo fascio fibroso che nasce e tanto più palesemente s’incurvano verso il
dalla base dell’ apofisi, e va ad attaccarsi alla luogo onde nascono dalla costa, quanto più
stessa estremità articolare della costa inferio- sono inferiori. Nel luogo di questa curvatura,
re, unendosi parte superiore del suo lega-
alla le coste sternali e leloro cartilagini prendono
mento radiato per guisa che questo legamen- un’ opposta direzione le prime discendono
:

to, nel più degl’ individui, è composto di due dalla spina le seconde ascendono verso lo
;

fascetti l’esterno è sempre il più robusto: am-


: sterno. Nelle coste addominali, questa curvatu-
bedue sono più protuberanti davanti che in ta comincia un poco a scemare nella prima,
dietro. quantunque chiarissima ancora, fino alle ulti-
Membrana sinoviale. —
Le due faccette me due, nelle quali le cartilagini seguono la
cartilaginose dell’ apofisi trasversa e della tu- direzione della parte ossea. —
Le cartilagini
berosità sono ravvolte da una piccola sinovia- delle coste esaminate esternamente sì nel loro
le che è più lassa, sempre più agevole a di- corpo, come nelle loro estremità, presentano
scernersi che quella della predetta articola- i seguenti oggetti.

zione, e contiene pure in modo più manifesto Corpo. —


i.° Anteriormente è questo
della sinovia nè mai se ne impadronisce, so-
;
assai ineguale, nelle più leggermente conves-
lo per la crescente età, il processo di ossifica- so, coperto dal gran pettorale in alto, dall’ob-
zione. bliquo esterno e dal retto addominale infe
§. II. Articolazioni anteriori del petto. riormente. Quello della prima cartilagine,
— Le articolazioni anteriori delle coste non si somministra, da questa parte, l’ inserzione al
operano punto mediante la parte ossea ma : legamento costo-clavicolare. 2 .^ Posterior-
ne vengono per una continuazione di carti- mente, questo corpo è un po’ concavo e, nelle
lagini in cui termina siffatta porzione. Di que- prime cinque o sei cartilagini, corrisponde
ste cartilagini le sette superiori si riducoiio alla jileura triangolare dello sterno, in
e al
allo sterno, mentre le cinque inlèriori, con- quelle che seguono al trasverso dell’ addome.
giunte le une colle altre, non offrono davanti 3.^ Più o meno concavo in allo, e conves-
niun’ altra connessione. Innanzi parlare delle so all’ ingiù, offre esso P inserzione, da tali
OSSI E r.ORO DIPENDENZE 87
due parli, ui muscoli iiilercostali contribuen- le altre a quella delie coste addominali ; ma
do a tonnare il termine degli spazii di questo passiamo ad occuparci e dell’ una e dell’altra.
nome, spazii i quali, al par che i muscoli, han- Articolazioni delle cartilagini sterna-
no tanto meno di larghezza quanto più infe- li. — Ciascuna delle cartilagini sternali pre-
riormente si esaminino. Quelle poi che sono senta all’ interna sua estremità una làccelta an-
tra la sesta cartilagine e la settima, e tra questa golosa eh’ è ricevuta in ciascheduna delle pic-
e r ottava, veugono interrotte da una piccola cole cavità collocate sopra margini laterali
i

articolazione le cui due superficie cartilagino-^ dello sterno, cavità che haimo forma c gran-
se, immediatamente contigue, scorrono l’^una dezza diversa, le più angolose, vestite di una
sopra r altra. leggera lamina cartilaginosa. Per ciascuna del-
Estremità. —
L’ una di queste è esterna, le quali articolazioni ci ha un legamento an-
interna r altra. La prima finisce, in tutte le teriore e uno posteriore, ed una membrana
cartilagini, per una piccola superficie convessa, sinoviale. Inoltre la settima costa si conginnge
ineguale, intimamente unita alla superficie con- all’estremità dell’appendice zifoide median-
cava della corrispondente estremità di ciasche- te un legamento particolare che si può chia-
duna costa. L’interna offre, nelle cartilagini mare costo-zifoldeo.
sternali, una faccetta articolare, convessa o Legamento anteriore. —
Questo è sot-
angolare esporgente, secondo la forma della largo,
tile, composto da fibre radiale, le quali,
superficie concava o angolare, e rientrante attaccandosi d’ una parte all’ estremità della
dello sterno che deve darle ricetto. Nelle tre cartilagine, passano divergenti sopra la parte
prime addominali, questa estremità è allunga- anteriore dell’ articolazione , e si spargono
ta, aguzza, applicata sotto la cartilagine supe- dall’altra parte per la superficie cutanea dello
riore, e unitale nelle ultime, essa n’ è separa-
: sterno, ove s’intrecciano con quelle dell’op-
laper un intervallo assai notabile. —
Consi- posto lato, col periostio, e colle fibre d’ inser-
derate rispetto alla loro struttura le cartila- zione del grande pettorale dal cjuale viene co-
gini delle coste, partengono alla classe di quel- perto, sul davanti, cotai legamento. Le fibre
le delle cavità, e offrono lamaggiore analogia superficiali sono assai lunghe, le profonde, più
con quelle della laringe. —
Le une e le altre corte, si recano immediatamente dalla cartila-
sono dense, assai stipate, nè presentano niu- gine alla vicina parte dello sterno. Nè s’ intrec-
na traccia d’organizzazione ; sebbene questa ciano solo con quelle dell’ opposto lato, ma
siavi in fatto, disciolgono difficilmente, me-
si anche con cjuelle del legamento superiore e
diante la bollitura, in gelatina, e sono consi- dell’ inferiore. Dall’ intralciamento di tutti i
derabili per la somma loro tendenza ad ossi- quali legamenti ha formazione uno strato spes-
ficarsi. —Anche negl’ individui poco invec- so, che ricopre lo sterno e lo rafforza, ed è
chiati trovasi assai d’ ordinario nel centro di assai più discernibile inferiormente dove le
queste cartilagini un punto osseo donde inco- fibre interne dei legamenti delle due ultime
mincia sempre l’ossificazione e questo è un
;
cartilagini sternali s’ incontrano con cjuelle dei
carattere che le distingue dalle altre caiiilagi- due opposti legamenti, formano una spezie di
ni, in cui terminano le ossa, ed in cui 1’ ossi- strato fibroso triangolare, assai notabile in pa-
ficazione corre i periodi suoi dall’ osso verso recehi individui, e meno regolare negli altri.
la superficie libera della cartilagine. Quelle Legamento posteriore. —
Difièrisce que-
delle prime coste sono, in generale, più pron- sto dal sopraddescritto per esserne alcun poco
te a ossificarsi sovente sono già le medesime
: meno spesso, e assai meno apparenti riuscir-
tutte ossee, che quelle delle due ultime pi’e- ne perciò le fibre. Queste si dirigono, del ri-
sentano ancora la naturale loro tessitura. La juanente, quasi allo stesso modo, cioè dalle
quale ossificazione delle cartilagini costali è cartilagini onde derivano la propria origine
preceduta sempre da una tinta giallastra che spandendosi, a mo’ di raggi, sopra lo sterno,
segue al color bianco particolare alle medesi- (^ui s’ intrecciano esse ancora con quelle del-
me nel bambino. Addivenute ossee queste 1 opposto lato e con quelle del legamento su-
cartilagini, al par che le coste, sono inlerna- periore ed inferiore. Ma lo strato fibroso pro-
rnente cellulose, ed esternamente compatte, dotto da siffatto intrecciamento è assai diffé-
lo ho segato, in un individuo vecchio, una rente dall’ altro. In vero, lutto che ne sia ii-
costa colla sua cartilagine ossificata e ho tro-
;
gualmente denso, presenta però una disposi-
vato che il tessuto cellulare continuava dal- zione più uniforme nell’ organizzazione nè ;

r una all’ altra senza che ninna linea ne se- punto si scorge, si'’come in questa, parecchi
gnasse il confine. Solo ho notato che la lami- fasci che s’ intrecciano rimanendo sempre as-
na compatta esteriore era meno densa sulla sai manifesti tutto vi è intreccialo in manie-
:

cartilagine fatta osso di quello che sia nella ra da non discernerne alcuno, e da formare
costa. — Le articolazioni di queste cartilagini una specie di membrana liscia, e ancor levi-
ponilo evidentemente distinguersi in due classi. gata, aderente allo sterno (jiiasi come Io strato
une partengono a quella delle coste sternali,
]..e anteriore ;
e le cui fibre tutte non derivano,
.

S8 APPARATO LA LOdOMOZIOMI
del ninaìientc, dai legame» li <11 cp.i traUiamo; parola.—L’ estremità di ciascuna delle tre pii-
dapoichè un grandissimo numero di questi me coste addominali è attaccata alla parte in-
segue la direzione longitudinale. feriore della soprapposta cartilagine/ per ana-
Membranasinoviale. —
K considerabile loghe fibre. Tra quelle delle due ultime, non
questa per sua poca
la estensione, c per la po- vi ha,siccome modi di unione, che muscoli.
ca levigatezza che somministra alle superficie Parimenti delle fibre legaraentose passano dal
articolari ch’essa ricopre ripiegandosi dalFuna la sesta alla settima cartilagine sternale.
sopra l’altra. Saremmo quasi tratti a dubitarne
l’esistenza, se non
dimostrasse, per analo-
la Articolo
gia, la piccola quantità di sinovia che vi si ri-
trova. Da questo lato la medesima è molto ana- DEL PETTO IN GENERALE
loga a quella che spetta all’articolazione costo-
vertebrale. In generale è essa un poco più lassa Consideralo nel complesso delle ossa che
nelle due o tre inferiori articolazioni che nel- formano la sua cavità, dal quale ne risulta un
le superiori. Nella prima, essa non esiste per cono appianato, dividesi il petto in superficie
fermo neU’adallo e ci ha, quasi sempre, con-
; esterna, superficie interna, circonferenza su-
tinuità non contiguta della cartilagine collo periore e circonferenza inferiore.
sterno; la quale essenziale differenza spiega il §, 7. Superficie esterna del petto. —
poco movimento di questa costa. Si ritro- — Comprende questa quattro regioni, 1’ una an-
va, nell’articolazione della seconda cartilagi- teriore o sternale, un’altra posteriore o ver-
ne, e tra 1’ angolo saliente della sua estremità tebrale, e due laterali o costali.
e rientrante dello sterno, un piccolo fascio
il Regione anteriore. —
E questa la più ri-
fibroso analogo a quello che ferma 1’ unione stretta, e appianala o prominente più o meno
posteriore delle coste, e divide quest’ articola- conforme i diversi individui, i temperamenti,
zione in due parti, ciascuna delle quali pos- la predisposizione a certe malattie, e via di-

siede la sua piccola sinoviale. Questo fascio io scorrendo. Vi si scorge nel mezzo la faccia cu-
l’ho trovato sovente mancare. tanea dello sterno dai lati, la continuazione
Legamento costo- zìfoideo. — Oltre i delle cartilagini costali,
;

e una serie di linee


legamenti, che abbiamo descritto, e sono co- indicante, in ciascheduna parte, P unione di
muni a tutte le cartilagini sternali, e per con- esso colla cartilagine corrispondente. Forma
seguente alla settima, trovasi pure fra questa questa serie una linea generale, obbliqua d’al-
e 1’ appendice zifoide un piccolo fascio fibro- to in basso e dall’ interno all’ esterno, ond’ è
so allungato, assai sottile, il quale dal margine limitata lateralmente la regione della quale
inferiore del primo recasi obbliquamente al- facciamo parola la quale, per cagione di sif-
;

r ingiù e interno, e spandesi poi alla su-


all’ fatta disposizione, è assai più larga all’ ingiù
perficie anteriore della seconda. Si riunisce che in alto. Si scorgono, tra le cartilagini,
questo fascio ad angolo con quello dell’oppo- degli spazii larghi nelle prime sternali, più
sta parte, e trovasi ascoso dal muscolo retto stretti nelle ultime, più stretti ancora nelle
anteriore. prime addominali, ma allargali tisi nelle due
Articolazioni delle cartilagini addo- ultime a queste spcttanii.
minali. —
Abbiamo detto che la sesta carti- Regione posteriore. —
Presenta questa
lagine colla settima, e questa coll’ ottava, si la serie delle apofisi spinose dorsali, la porzio-
articolano coi vicini loro margini, mediante ne corrispondente dejlc scanalature vertebra-
le faccette allungate che vi si osservano. Que- li, le apofisi trasverse dorsali, la loro articola-

ste faccette sono ravvolte da sinoviali assai più zione colla tuberosità delle coste, una conti-
manifeste e più lasse, e contenenti maggior nuazione di superficie spettanti a queste ulti-
quantità di sinovia di quelle che stanno tra me, tanto più larghe quanto più inferiore esse
le cartilagini superiori e lo sterno. Talora, fra sono, comprese fra le tuberosità e gli angoli,
la sesta e la quinta, e più di i-ado tra 1’ ottava nelle quali avvengono le inserzioni del lungo
e la nona, si trova una somigliante articolazio- dorsale. Finalmente una linea generale, ob-
ne, e perciò stesso una somigliante sinoviale, bliqua dall’ allo in basso e dall’interno all’e-
le quali non sono evidentemente relative che slerno, la quale risulla dalla serie di tutti gli
alla mobilità di siffatte cartilagini. — Per raf- angoli delle coste. Accrescendosi l’ allontana-
fermare corrispondenza delle
la solidità della mento di questi angoli dalle tuberosità quan-
cartilagini addominali, ha fra 1’ ultima del-
ci to più all’ ingiù si esamini il petto, ne deri-
le sternali e la prima di tal classe, fra questa vano e l’obbliquità di questa linea, e la cre-
e la seconda, tra l’ultima e la terza, parecchie scente larghezza delle supeaTicie, cui essa com-
fibre Icgamentose che gagliardamente le riten- pie, e la forma di questa regione la quale,
gono, massimamente nella parte anteriore. molto ampia all’ ingiù, tanto più si restringe
Queste fibre sono sovente assai sporgenti da- quanto più superiore addiviene. La quale di-
vanti le sinoTÌali, di cui abbiamo teste fatta sposizione è analoga a quella della regione
è

OSSI JE LORO DIREÏJDENZE 89


inieiîore, nella quale V obbliquìlà delle linee a formarla. Le clavicole, sporgenti un po-
produce parimente un’’ ineguaglianza nella co all’ interno, leggermente la restringono.
largliezza. La trachea, l’ esofago, i grossi vasi, che dal
Regioni laterali. — Sone queste conves- cuore si recano alle parti superiori, quelli che
se, ristrette in alto, più larghe all’ ingiù, for- ritornano, da queste parti, al cuore, e parec-
mate dalle coste e dagl’ intervalli che le sepa- •
chi nervi importanti passano oltre 1’ apertura
rano le une dalle altre. Hanno quest’ interval- di questa circonferenza.^
li, in generale, la disposizione delle ossa onde §. ITf. Circonferenza inferiore del pet-
sono formate, ma per altro con alcune varie- to. E assai allargata, quadrupla alme-
tà, che sono le seguenti sono i medesimi cor-
; no della precedente ,
e solo diversa dalla
ti e larghi in alto, diminuiscono poi a grado medesima in quanto, eh’ è succettibile di al-
a grado in larghezza cr escendo di lunghezza largarsi o restringersi secondo gl’ impulsi che
fino alla riunione delle due classi di coste. riceve; mentre la circonferenza superiore,
Dopo ciò, senza allargarsi, diminuiscono nuo- formata coni’ è da due coste quasi immobili,
vamente in lunghezza, perfino all’ultima eh’ conserva sempre la medesima capacità, ed è
assai breve tutte poi sono più larghe davanti
: allontanata, d’ altro canto, mediante una con-
che indietro. Misurando lo spazio che ci ha siderabile spessezza di parli, dall’impressione
fra l’estremità anteriore della prima e quella de’ corpi esterni che tendere potrebbono a
dell’ultima, si trova essere questo assai mag- restringerla. Appunto a siffatta mobilità della
giore che quello onde sono separate le poste- circonferenza inferiore, vogliono essere ascrit-
liori estremità di queste due coste: ora sif- te le differenze nella dimensione eh’ essa assu-
fatta ineguaglianza, poiché non deriva dalla me per l’espirazione e l’ inspirazione, e per le
maggior larghezza delleinnanzi, coste all’ cagioni ch’operano sopra questa dall’interno
tutta deriva dagli spazii che le separano. Que- alì’ esterno a fine di dilatarla, come sono le
sti spazi! sono ripieniti, nello stato naturale, idropisie, la gravidanza, i tumori addominali,
dai muscoli intercostali. ovvero per quelle le quali, a mò delle verghe
§. interna del petto.
II. Superficie — della balena, operando in direzione opposta,
Anche la superficie interna del petto, ove so- ponno restringerla. Osserviamo che i visceri
no racchiusi i principali organi della respira- corrispondenti a siffatta circonferenza sono
zione e della circolazione, presenta quattro suscettibili di acconciarsi a coleste diverse di-
regioni. mensioni, mentre quelli che passano per la
Regione anteriore. E questa confor-— superiore apertura, e in ispezie la trachea, po-
mata perfettamente a cjuella dell’ esterna su- tre^bono provare un vero pericolo dallo strin-
perficie, e presenta, nel mezzo, la faccia me- gimento della sua circonferenza. Sopra la^
diastinica dello sterno, e da ciascun lato le quale circonferenza inferiore del petto, scor-
cartilagini delle vere coste e gli spazii che le gesi sul davanti un’ incavatura considerabile
separano. formata, da ciascun lato, dal margine cartila-
Regione posteriore. — Offre questa, nel

ginoso delle coste addominali, e presentante
mezzo, la sporgenza del corpo delle verte- nella propria sommità 1’ appendice zifoide ;

bre dorsali, sporgenza che è concava d’ alto posteriormente due incavature più piccole che
in basso, e, come abbiamo detto, restringe derivano dall’ inclinazione delie due ultime
particolarmente i diajnctri antero-posteriori coste sopra la colonna vertebrale ; da ciascun
del petto. Osservasi poi, da ciascun lato, una lato poi un margine convesso che risulta dalla
fossa considerabile, allungata, d’ accanto la riunione delle cartilagini delle tre prime co-
vertebrale colonna, stretta in alto, larga in ste addominali e dell’estremità libera di quel-
Lasso, più profonda, che in qualunque altra le che spettano alle due ultime. Parecchi—
parte, nel mezzo, e contenente la posteriore tra’ muscoli addominali- prendono quivi in-
convessità dei polmoni. serzione siccome fanno nelle incavature ante-
Regioni laterali. —
Esse sono concave, riore e posteriore.
formate dall’ interna superficie delle coste e
.dagli spazii intercostali che, in ugual modo, Articolo W.
vi si scorgono. La pleura le tappezza, siccome
tappezza le fosse posteriori, le coste della por- SVILUPPO DEL PETTO •

zione pettorale della spina, e la regione ante-


riore di tale superfìcie, tranne il luogo in cui petto, siccome le altre parti dello sche-
11
questa corrisponde al mediastino. letro, présenta molte differenze secondo che
§. III. Circonferenza superiore del Io si esamini nel bambino, neU’adul-
feto, nel
petto. E
piccola a paragone dell’ altra, e lo e nel vecchio. Le quali difièrenze procedo-
trasversalmente ovale. Posteriormente la co- no spezialmente da quelle dei visceri impor-
lonna vertebrale, davanti lo sterno, e d’ am- tanti, che stanno chiusi in quesla cavità. H
bedue le parti la prima costa concorrono cuore, il timo e il polmone, variabili, siccoirm
Encm. Med. 1’. I. 12
— —

90 APPARATO DELLA LOCOMOIIORB

sono, nelle loro diraensionî, producono di ne- comodala al volume anipiissimo delle viscere
cessità delle didereu/e nelle dimensioni di gastriclie che contiene, particolarmente a quel-
quella. lo del fegato.
Stato del petto nella prima età
§. /.
. JjO sviluppo parziale d.clle diverse ossa
Nel feto, il cuore e il timo, che sono colloca- che compongono il petto, non è uguale in tut-
li sopra la linea n|ediana ed hanno un as- ti. Le coste sono ipiasi allatto ossiiìcate alla

sai considerevcyie vmume, necessitano d’ una nascita; e le ditrerenze del petto, in quesl’ejio-
erande ampiezza nei diametri anlero-posfe- ca. non derivano punto dal non essere quelle
riori, che preval^mno allora, mentre che i tra- sviluppate, ma bensì dalle cagioni sopraindi-
sversali sono assai pili ristretti, colpa il poco cate, e dall’ essere le ime serrate conil o le al-
sviluppo dei polmoni. —
Lo sterno, assai al- tre per modo, che più ristretti ne riescono
lontanato dalla spina, forma snl davanti una gl’ soprattutto inferiormente. 11
intervalli,
sporgenza nobile per aggrandire lo spazio quale ra vvicÿianiento d.clle coste le uno alle
ov’ è allogato il cuore ed il timo. —
Le due altre deriva dalla causa clic mi f.iccio ad espor-
fosse longitudinali poste ai lati della spiina, ove re. Siccome la circonferenza inferiore è allar-
è collocata la parte posteriore del polmone, gata, come vedemmo, j^er ogni vors’o, vosi
hanno assai poca profondità e larghezza lo : 11 ’ è molto disteso il diaframma che vi si in-
che procede tlalla poca curvatura delle coste serisce : e non può e divenire,
(piindi cedere
nella loro parte posteriore. —
In pari modo, per la pressione delle viscere gastriche, conca-
esaminando il petto nella parte posteriore del- A o tanto quanto presse) 1’ adulto, ov' (' più ri-
r esterna sua supertìcie, non vi si scorgono lassato, stantechè la circonferenza pettorale è
quelle prominenze laterali alla spina che ileg- più stretta. Admujue la pressione delle visce-
giono poi essere costituite da queste curva- re gastriche, spezialmente del fegato, anziché
ture. —In verso T angolo delle coste trovasi operare semplicemente sopra di (]uollo, spinge
il petto sommamente ristretto da questa par- pure, nel tempo stesso, in alto le coste, e le
te. Al quale proposito ci avviene di notare che comprime le une contri'* le altre, massime in-
la mancanza di curvatura è la principale ca- foriormeiite, perocché disopra questo cllet-
al
gione dell’accrescimento dei diametri antero- lo (^ mono notabile. Quindi nc viene sitlàtlo
posteriori. In fatti, le coste, in questa età, han- rcsl.ringimcnto del di.uuetro perpendicolare.
no all’ incirca la stessa lunghezza proporzio- Del rimanente possiamo con vincerci dello svi-
nale; ma meno incurvate che sono, posterior- luppo precoce delle coste, paragonando le car-
mente e anche dai lati, rappresentano archi tilagini, da cui sono terminate, con quelle del-
meno sensibili, e sono piuttosto rivolte al- le estremità (Ielle ossa lunghe: in ([lU'ste lo
l’ innanzi spingendo da tal parte lo storno. cpifosi sono ancora assai lunghe all’ istante
Così di grado in grado die silfi te curvature
t nascita; le cartilagini ({(die coste, }ier lo
(lell.i

si fanno coll’ età maggiori e vanno per con- contrario, non hanno una grandezza propor-
seguente formandosi le fosse piosteriori del zionale assai maggiori' di (piella che dovranno
petto, i diametri antero-posteriori diminui- possedere nell' avvenire. Agevole a vedevo è
scono, e lo sterno si accosta alia spina; e da ciò 10 K'opo eh' ebbe natur.i in tale prcmatar(>
pur si comprende come deggiono accrescersi accrescimento. In fatti, sono (pieste ossa desti-
idiametri trasversali. Si arguisce pure da que- nale ad una funzione clic comincia, tutto ad .

sto come la generale ampiezza del petto non un tratto, colla nascita. (' phe esige fin d’ allo-
deggia, in proporzione, presentare una gran lora, negli organi che 1’ esegnisoono, lo stesso *

dillcreuza, dapoichè quello che essa perde da grado di pcrl'ezione che (pu'llo che dovranno
una banda lo acquista dall’altra, e le sue dif- avere nell’ adulto e nel vecchio. In fatti, non.
ferenze nel feto e nel bambino derivano so- avviene della rcsjiira/.ione quello che della lo-
prattutto dalla diversa correlazione de’ suoi com’ozione. peroni t' his(*gno d’ una specie
diametri. —
Ije circonferenze superiore e in- d’ educazione la ipialc s\ilnppasi a poco a po-
feriore partecipano a queste diversità. La prima co. Si respira, tutto ad un tratto, a quel ino- '

in fatti non è fornita di sì grande estensione do che si respira sempre. Lo sterno, che ha — .

trasversale come nell’adulto, mentre quella di- colla respirazione una mon diretta attinenza, et
retta dal davanti all’ indietro vi è, in propor- pivi immediatamente concorre alla solidità delli
zione, più sviluppata. —
La seconda presen- petto, non è sì sviluppato come le coste esso, :
'

ta un intervallo assai grande tra 1’ appendice per lo contrario, è quasi atVatto earlilaglnoso. .j

ziloide e la spina e la ditferenza, commisu-


: All’istante della nascita accade un subito rivid- 1

rala a quella dell’ adulto, è almeno di un ter- gimenlo nell’estensione del petto. L’introdu- |

zo. Egli è a notare parimenti che i diametri zione dell’aria nei polmoni, stati fino a questo 'i|

trasversali sono qui meno ristretti che nelle punto ristretti in s(ì medesimi e conccn Irati '

altre parti del petto : dimodoché silfatta cir*- ili piccolo spazio, rende doppio e anche triplo

conferenza inferiore è notabile nel feto per la 11 loro volume 0 costringa ancor.
,
le pa- i

sua molta dilatazione disposizione eh’ è ac-


: reti del petto ad allargar.si. àia non tulle le
OSSI E LORO DIPENDENZE
coste partecipano, nella stessa proporzione, a per conseguenza bisogno che più forte impul-
slmile cangiamento, perchè le inferiori, come so loro derivi dai vicini organi.
più mobili, più agevolmente si prestano a co- A quest’ età,
i varii pezzi dello sterno a

desta mutazione. Nulladimeno il grande svi- poco a pocouniscono


si infìno a tanto che
luppo delle viscere addominali opponendo, da quest’ osso non è più composto che di uno so-
questo lato, assai resistenza all’ abbassamento lo. Le coste, sopraccaricandosi, al par che le al-
del diafragma, fò che 1’ azione di sifìlitlo mu- tre ossa, di sostanza terrea, addivengono più
scolo sia minore a quest’ epoca nella respira- fragili. Le cartilagini, ossificate a principio nel
zione, la quale si opera massimamente per Fin- loro centro, e quindi compiutamente, forma-
nalzamenlo e F abbassamento delle coste e la no alla perfine un solo pezzo colle coste e col-
loro inclinazione all’ infuori :
ì quali movi- lo sterno, di modo
che allora la sommità del
menti sono giovati assai dall’ arrendevolezza petto non è più suscettibile che di movimenti
delle cartilagini, che uniscono questi ossi allo in totalità : quella spezie di torsione, di cui
Sterno, e dai legamenti che li fissano alla ver- parleremo, per le cartilagini è affatto nulla : la
tebrale colonna, e via discorrendo. parte inferiore, un poco più mobile, ubbidi-
§. II. Stato del petto nelle seguenti età. sce ancora debolmente all’impulso del dia-
— Verso F epoca dell’ adolescenza, cioè in vi- framma, ma assai meno che prima. Parimenti,
cinanza della pubertà, l’accrescimento del pet- nel vecchio, il petto non si dilata quasi più
to, di mezzo alla solita serie de’ fenomeni par- trasversalmente e la dilatazione e lo stringi-
tenenti alla nutrizione ossosa, non prova mm mento ibi petto sono operate in ispezialità
tazione assai sensibile al difuori; ma, a questa dal diaframma, mediante le sue contrazioni e
età appunto cominciano a manifestarsi i vizii dilatazioni che lo rendono alternativamente
accidentali nella configurazione di tale cavi- piano e convèsso la quale disposizione è as-
:

tà. Fino a codesto tempo è difficile ritrovarvi solutamente opposta a quella che abbiamo
sentore di predisposizione piuttosto a questa
• osservato nel feto. —
Se rimane allora un po-
che a quella conformazione; della quale non co di movimento alla cavità pettorale, deri-
si può ammettere lisco-
tuttavolta lasciare di va questo dal non essere ossificate le cartila-
so principio. Scorgesi dunque, all’epoca di che gini vertebrali, che, siccome abbiamo veduto,
si tratta, il petto ora allargarsi trasversalmen- svaniscono assai più tardi che le sternali, le
te e prendere la felice configurazione che è quali rimangono quasi sempre. — Del rima-
propria de’ forti e vigorosi temperamenti, al- nente diverse cagioni possono, oltre F età,
tre volte lo sterno sporgere all’ innanzi ciò ;
rendere variabile F influenza rispettiva delle
che è presagio funesto d’una più o meno pros- coste e del diaframma sopra la respirazione
sima disposizione alla tisi, —
Egli è difficile il tutti tumori addominali i quali, comprimen-
i
:

poter dar ragione del perche solo a quest’ e- do questo muscolo, ne impediscono le contra-
poca provi il petto siffatti cangiamenti, più zioni, mettono in maggiore attività le coste :

difficiler ancora lo statuire fino a qual termine parimente la donna, per cagione della gravi-
lo sviluppo delle parli genitali possa avere in- danza, ha il petto assai più mobile che l’uomo.
fluenza sopra quello della cassa ossea del to- Qualunque ébmpressioiie, per lo contrario, che
race Non puossi tuttavia negare tale in-
. sia esercitata sui lati del petto, per esempio
fluenza, almeno indiretta, allorché si consideri quella che deriva da troppo forte fasciatura,
i legami intimi di’ esistono tra questi organi cliiï busti, dalla fasciatura della clavicola, e via
£ quelli che la parte esterna di siffatta cavità discorrendo, a tanta maggiore azione eccita-
sostiene sul davanti, e quelli che la cavità stes- no il diaframma quanto è maggiore lo impe-
sta racchiude internamente. Ma arrestiamoci dimento nei moti delle coste.
ai limiti della stretta osservazione senza pro-
curare di penetrare i misteri della natura. — Articolo VI.
A quest’ epoca le cartilagini acquistano mag-
gior densità e più rigidezza i legamenti. In MECCANISMO DEL TORACE
pari guisa il movimento delle coste sembra un
poco più impedito : e d’ allora F azione del petto è destinato a due principali fun-
11
diaframma acquista prevalenza cooperando zioni; da una parte, colla propria solidità pro-
via più questo muscolo alla dilatazione e allo tegge gli organi che racchiude, dall’altra con-
stringimento dei petto, de’ quali le coste era- corre, )nediante la propria'^mobilità, alle varie
no state fin qui i pincipali agenti. Nell’adulto funzioni di codesli organi, in ispezie a quelle
questa maggiore influenza del diaframma so- del polmoSve.'Qiniidi doppio aspetto sotto il
il

pra la respirazione, la quale consiste in alcuni quale noi dobbiamo prendere ad esame il mec-
})iù manifesti movimenti d’innalzamento e di canismo di questa cavità.
abbassamento, presenta grande vantaggio per §. I. Meccanismo del petto riguardo
le viscere gastriche, le quali, a tale epoca della alla sua solidità. Il — petto resìste in modo
vita, godono una maggiore attività, ed hanno diverso ali’ azione dei coipi esteriori secondo

9» APPARATO DELIA LOCOMIOZIONB


che se ne esamini il meccanismo sul davanti re si trovino un poc« compresse e che pos- ;

o da’ Iati. 1 .° Posteriormente muscoli spes- sano avvenirne le fratture.


i L’ incurvatura —
si che sono collocati in tale regione del pet- verso l’interno cassai più manifesta per le
to distruggono 1’ effetto dei colpi e delle ca- coste inferiori. 3.*^ Appunto in questa medesi-
dute che può sostenere la medesima da que- ma guisa, tanto nell’inspirazione che nell’espi-
sta parte. In luogo delle due scanalature lon- razione, il petto impedisce gli effètti funesti dei
gitudinali che si trovano suoi lati delle apotìsi colpi o d’ altre violenze dirette contro le sue
spinose nello scheletro, si osservano nel cada- parti laterali. Quella spezie di volta, che cia-

vere due elevatezze formate da que’ muscoli, scheduna delle coste rappresenta, la quale, nel
le quali sono separate da una scanalatura cor- primo stato, è assai più solida per cagione del-
rispondente che sostiene lo sforzo
alle apofisi, lo sforzo muscolare, ha in tale caso la sua ci-
dei colpi di maniera che, conforme va essa o
;
ma nel he! mezzo di questa costa, e i suoi due
sprovveduta o vestita delle sue parti molli, il sostegni d’tina parte allo sterno, dall’altra alla
pettd* offre Tuna o l’altra tra due opposte dis- colonna vertebrale. —Possono allora parimen-
posizioni nella sua parte posteriore. D’altron- ti formarsi delle soluzioni di continuità, o di-

de siffatti numerosi ripari posteriori, si riferi- rette ( queste sono le più comuni ) , o per con-
scono tanto alla midolla spinale che a visceri tro colpo ( che sono allora le più rare ) Ri- .

pettorali. 2 .® Sul davanti, ove non ci ha quasi spetto alle lussazioni delle coste, in questo ca-
muscoli, il modo di resistenza diversifica nel- so come in ogni altra spezie di movimento,
l’ispirazione e nell’espirazione.'Quan^o il petto tali sono la forza dei legamenti, la resistenza
siamolto dilatato, se un colpo qualunque fosse delle due articolazioni di ciascheduno di que-
diretto contro lo sterno, allora questo lo sostie- ste ossa, il sostegno che loro forniscono verso
ne a modo delle volte, e con tanta maggiore la colonna vertebrale le apofisi trasverse, che
efficacia quanto più gagliarda è l’inspirazione. non possono quelle essere ammesse senza sup-
Per questo si veggono degl’ individui giacenti porre un’ alterazione lenta e spontanea delle
supini sostener pesi enormi sulla parte ante- articolari. —
Osserviamo qui, come abbiamo
riore del petto. In tal caso egli è tuttavolta fatto prima, che le ultime coste, le quali on-
da osservare che il meccanismo non è perfet- deggiano nelle pareti addominali, non offro-
tamente lo stesso che quello pel quale il cra- no resistenza propriamente detta agli sfor-
nio sostiene un peso sovrappostogli perpendi- zi che provano, ma cedono costantemente e
colarmente. In fatti qui mancano i muscoli ; e s’infossano dalla parte del basso-ventre os- ;

la volta ossea è il tutto. Allora in vece, nel serviamo, in pari guisa, che tutto questo mec-
petto, ci ha uno sforzo violento dei muscoli canismo di resistenza non è suscettibile d’es-
esterni, massimamente del gran dentato, sfor- sere raesso'ad opera nella prima e nella se-
zo che, traendo le coste al di fuori, resiste al conda costa, alle. quali, come assai lontane
loro infossamento i muscoli adunque sono
; che sono dai corpi esteriori, accade rare volte
una specie di sostegni alla volta che il petto il dover sostenere dei colpi.

allora rappresenta. Del resto la resistenza op- Meccanismo del petto riguardo alla
posta da questa cavità nei supposti casi, non è sua mobilità. — Mediante la propria mobili-
sempre commisurata allo sforzo che prova, e tà, concorre in ispeziale maniera il petto al
nascono allora delle fratture, ora dirette, cioè meccanismo della respirazione. Ora prenden-
allo sterno, caso assai raro, ora, e questo è il do a disamina movimenti, di che sono su-
i

caso più ordinario, per contra colpo nel luo- scettibili le diverse parti di esso, si scorge i

go ch’ha sostenuta la maggiore violenza, per che mirano a due principali scopi, alla dilata-
esempio nella parte medi|i delle coste. Si com- zione e allo stringimento, che corrispondono i

prende agevolmente che tutto il descritto mec- ai due tempi della respirazione, la inspirazio- i

canismo non appartiene veramente che alle ne e 1’ espirazione.


coste sternali, essendo straniere al medesimo Dilatazione. — In tre diverse parti può 1

le addominali, lo osservo parimenti che le dilatarsi il petto nell’ inspirazioni perpendi-


:

fratture per contro colpo avvengono, in tale colarmente, trasversalmente, dall’ avanti al- \

caso, quando F individuo colto ad un tratto r indietro o, per dir meglio, secondo il suo
: 1

ed all’ impensata, non ha avuto il tempo di asse, secondo i diametri trasversali, e secondo i

contrarre i suoi muscoli per rafforzare le co- gli antero-posteriori. i.® 11 solo diaframma |

ste, le quali soie, e con la propria loro forza opera la perpendicolare dilatazione, dalla qua-
hanno dovuto sostenere la violenza. Nell’e- le solamente derivano nell’ adulto le inspira- <

spirazione il petto resiste all’ effetto delle vio- zioni leggere, quelle in cui poca aria oitra nel I

lenze operanti sul davanti, o a meglio dire Io petto e, a questo proposito, osserviamo che
:
j

distrugge cedendo, perchè i muscoli non pos- le parti laterali di questo muscolo, carnose e 1

sono allora mantener dilatate le coste, che più corrispondenti ai polmoni, si abbassano allora l

]ùeghevoli in questo caso vengono spinte inter- più che il mezzo il quale è aponeurotico e fa i

uaaiente. Da ciò ne deriva ohe le interne visce- sostegno al cuore. 2 .^ Nel secondo grado del-

OSSI E LOÌIO DIPENDENZE 9^


r ìnspirazione, il petto si dilata prima d’ alto le movimento dipende in parte dal ritornare
ili basso, poi trasversalmente, mediante il mec- che fanno le cartilagini, eh’ erano state come
canismo seguente: la prima poco mobi-
costa, contorte, sopra sè stesse : di manieia die le
le e resa inoltre fìssa dagli scaleni, è il punto due porzioni, ossea e cartilaginosa, delle coste,
drappeggio primi intercostali che innalzano
ai sono allora per dir così la cagione reciproca
la seconda, la quale, alla sua volta, immobile, de’ loro movimenti, come ha osservato l’ Hal-
diventa il punto di appoggio per b innalza- ler. La prima innalzandosi, produce la torsio-
mento della terza, e così continuandosi perfino ne della seconda ; e il ritornare che questa fa
all’ ultima, di modo che ciascheduna costa è sopra sè stessa è la principale cagione dell’ab-
successivamente punto mobile e punto di ap- bassamento dell’ altra. Ciò non ostante non
poggio. —
Diversi cagioni assicurano la solidi- vuoisi dare agii effètti di questa cagione mag-
tà della prima costa tali sono, soprattutto, la
; gior estensione che in fatto non abbia im- :

poca lunghezza e la larghezza della sua carti- perciocché, perchè la torsione fosse ben ca-
lagine, la mancanza, quasi costante nell’ adul- ratterizzata, converrebbe fossero le cartilagi-
to, di contiguità fra questa cartilagine e lo ni esattamente saldate allo sterno: il che non è
sterno carattere, siccome vedemmo, per cui
;
punto, perchè la loro articolazione con que-
si distingue dalle altre, la poca estensione di st’ osso è, fino a certo segno, mobile, soprat-
siffatta costa medesima, e via discorrendo. tutto in basso, come vedemmo. Ora quan-
La disposizione obbliqua delle coste le une to più palese è movimento che vi si opera,
il

riguardo alle altre, fa che il loro innalzamen- e meno è la torsione e sarebbe nulla, ove ;

to non possa avvenire senza che la parte me- tanto rilassata fosse quest’ articolazione che
dia ne sia recata al di fuori, e per conseguen- potesse riuscire la sede esclusiva del movi-
te il petto si trovi dilatato trasversalmente. ^ mento.^ —
E stata esagerata l’ inlluenza di ta-
D’ altro canto, quando f innalzamento è un le torsione per l’ inspirazione e per 1’ espim-
poco considerabile, le cartilagini, che vanno zione la quale manifestamente manca nelle
:

allo sterno, provano una spezie di torsione so- coste addominali, e nell’ altre non avviene che
pra sè stesse, che porta le costeancor più al nelle inspirazioni un poco gagliarde. 3.*^ Di
di fuori. 3.*^ jN'el tonpo che le coste sono ri- mano in mano che le coste si abbassano, e si
volte per questa parte, si portano un poco al- recano all’ interno, poiché in tal guisa si acco-
r innanzi; e siccome tale movimento è as- stano alla spina, n’ è pur tratto con esse lo
sai più possibile nelle inferiori che vanfio allo sterno, a cui sono attaccate, e operandosi così,
sterno, dappoiché sono più lunghe, cpiest’osso in contraria direzione, il suo movimento di
prova una spezie di movimento di altalena altalena, si diminuisce il diametro posteriore.
che porta all’ avanti la sua inferiore estremità, — Osserviamo che tutti i movimenti, o di di-
rimanendosi quasi immobile l’ inferiore lo : latazione o di restringimento, sono assai più
che non può nascere senza che ne venga il sensibili alla parte inferiore del petto, per ca-
petto ampliato dall’ avanti all’ indietro. Del — gione della sua più manifesta mobilità a que-
rimanente, ei non vuol credersi che tale movi- sto luogo locchè : accorda colla maggior
si

mento dello sterno sia così manifesto come larghezza che qui i polmoni offrono, e per
parrebbe a prima giunta, e come si è preteso conseguenza con la maggior vigorìa della re-
fin ora: per lo contrario è poco sensibile. Per spirazione. —
In questi diversi movimenti, è
convincersene, bastici l’esaminare un uomo assai vario lo stato dei legamenti, in ispezie
magro quando respiri. D’ altra parte l’ incur- quello dei costo-trasversali inlerlore, superio-
vatura delle coste all’ infuori è necessariamen- re e posteriore. —
Quelli che sono più imme-
te un ostacolo al loro soverchio sporgiménto diatamente applicati sopra le due superfìcie
all’ innanzi, e per conseguente, a tale spezie articolari riescono meno chiaramente o diste-
di altalena dello sterno. Osserviamo che c|ue- si o rilasciali secondo l’ispirazione o 1’ espi-

sto è accomodato alla posizione dei visceri pet- razione.


torali : perciocché, siccome lo sterno corià-
sponde al cuore e le coste circondano i pol- DEGLI ALTI

moni, così lo spazio prodotto dall’ altalena
del primo era meno necessario che cpiello Gli arti sono alcune spezie di appendici
cagionato dallo sporgiménto in fuori delle se- del tronco, che gli si attaccano per una sola
conde. estremità e, d’ ogni altra parte, si trovano
Rest ririEcimento. — 11 restrineiraento del perfettamente isolali. —
La loro forma roton-
petto, che corrisponde all’ espirazione, si ope- da presenta, sulle divcr.se loro regioni, nume-
ra mediante un meccanismo al tutto opposto. rose differenze dipendenti in parte dal loro Insto
Avviene questo d’alto in basso ].)er l’ innal- o.sseo ma in buona parte ancora dagli organi
;

zamento del diaframma. 2 .^ Si opera dall’ un molli che li circondano. Gli arti, essenzial-
Jato all’altro mediante 1’ abbassamento delle mente spettanti come sono alla vita animale,
coste e pel loro inclinarsi al di dentro, il qua- coslituiscouo i grandi agenti della locomozio-
APPARATO DELLA LOCOaiOÏIOim
ne, e perciò «ono, in parHoofer modo, com* Dal che pur nasce 1’ appianamento superiore
posti dagli organi propri! di così fatta fiin- del petto imperocché non avendo la spalla,
:

7,ione, cioè le ossa ed i muscoli.*—-Vi si trovano dall’ avanti all’ indietro, un’ estensione pro-

pure in gran copia i nervi cerebrali, vale dire, iii porzionata alla trasversale, ne viene che ac-
proporzione dei muscoli ; nè v’esiste alcun or- cresca la larghezza di questa cavità senza ac-
gano centrale della vita interna, ma, solo per la crescerne, in proporzione, la spessezza. La
nutrizione degli agenti locomotori, vi si reca- spalla ha maggior estensione trasversale nella
no alcuni prolungamenti di quelli che occu- donna, la quale disposizione procede dalla

pano tronco ; sicché questa vita non vi è


il maggiore lunghezza, in questa, della clavicola;
destinata che a conservare l’animale che vi locchè, siccome abbiamo già fatto presentire,
ha la prevalenza. —
Nel tronco, per lo contra- riesce in particolar modo
favorevole alle fun-
rio, massime nel petto e nel basso-ventre, i zioni delle parti esterne del petto, nel bel se-
«oli involucri, le pareti di ap- queste cavità s’ no. In fatti, questa più considerabile lunghezza
partengono a quella eh’ è manifestamente de- della clavicola aggrandisce lo spazio sopra il
stinata a mantenervi le funzioni interne, i cen- quale s’appoggiano le mairimelle, e fornisce al
trali organi delle quali occupano quasi del petto della donna una forma particolare. Così
tutto la loro capacità. — La forma delle ossa il volume e lo sviluppo di questa gianduia
componenti gli arti è assai diversa da quella s’accordano, quasi sempre, con siffatta dimen-
delle ossa del tronco e della testa. In fatti, es- sione bene caratterizzata. Di rado in fatti si
sendo appropriata medesima alle funzioni
la scorge una mammella voluminosa appoggiarsi
loro, ne li presenta come leve cilindriche ed sopra un piccolo petto, o un largo spazio pet-
allungate. 11 loro volume e la loro larghezza torale sostenere una piccola e poco manife-
diminuiscono dalla parte superiore all’ infe- sta mammella. — Nell’ uomo la spalla è tra-
riore deir arto : il loro numero, al contrario, sversamente ingrandita dalla maggior lar-
va crescendo nella proporzione medesima. Un ghezza dell’ omoplata il quale osso, collocato
:

solo osso occupa il braccio e la coscia, due se siccom’ è all’indietro, concorre, appunto da
ne trovano albantibraccio calla gamba; il pie- questa banda, ad ampliare le trasversali di-
de e la mano poi sono considerabili per la gran mensioni di tale parte, la quale veracemen-
quantità di quelli che vi si trovano assembrati. te non possédé all’ innanzi, almeno in propor-
La presentano le articola-
stessa disposizione zione, la medesima larghezza che nella donna.
zioni tanto più frequenti, più piccole e a me-
; Parimenti allorché si parli di siffatta larghezza
no larga superficie quanto più si considerano della spalla nell’ uomo, vuole sempre quanto
gli arti dalla parte superiore all’ inferiore. — si è detto essere applicato alla parte posterio-
Noi abbiamo già osservato come agli arti su- re della medesima e questo perchè in tale
:

periori sia aggiunta una parte straniera agl’in- sesso, ogni còsa, nello sviluppo della spalla,
feriori, dico la spalla, alle cui funzioni, rispet- riguarda la forza muscolare di essa. In fatti,
to a questi, adempie il bacino. siccome i grandi muscoli del tronco si attac-
cano, posteriormente, in ispezialità all’ omo-
DELLA SPALLAI plata, così era uopo che quest’ osso presentas-
se loro delle grandi inserzioni. Nella donna,
Articolo /. al contrario, lo sviluppo della clavicola è stra-
niero alla forza dei movimenti cui più pre-
CONSIDERAZIONI GENERALI INTORNO LA SPALLA sto impedisce che non giovi. Parimenti que-
st’ osso, con una maggiore lunghezza propor-

La spalla occupa la parte superiore la- zionale, presenta un minore volume e delle ;

terale e posteriore del petto, quantunque tale prominenze manco energiche, al contrario i

situazione sia suscettibile di parecchie varia- di quanto scorgesi nell’ omoplata^ dell’ uomo, i

zioni riguardo ai movimenti semplici all’ in- Avviene della clavicola quello che del pube, il I

nanzi, all’indietro, in alto e in basso, o a quel- quale, nella donna, compie riguardo al femore I

li, per varia guisa combinati, cui questa parte le stesse funzioni che quelle rispetto all’ ome-
eseguisce. ro. In fatti, l’estensione trasversale del pube è
§. 1. Figura^ dimensioni e direzione destinata meno movimenti, ai quali anzi
ai
delia spalla. — Quanto alla sua generale figu- riesce d’ impaccio, che all’ aggrandimento di
ra, la spalla costituisce una leva angolare della quella cavità in cui deggiono essere contenuti j

quale una orizzontale branca viene rappresen- gli organi genitali talché qui, al pari che nel-
; i

tata dalla clavicola, l’altra perpendicolare e for- la clavicola, sitrova minore spessezza a mag- •

mata dall’ omoplata. A questa disposizione ap- gior lunghezza congiunta. —


Il petto e la spai- t

punto è dovuta la forma superiore del petto, la hanno, nelle loro dimensioni, un’assai e- f

tale, come vedemmo, che l’estensione trasver- salta correlazione. La forza e 1’ energia della l

sale è all' esterno assai grande, mentre P in- costituzione, indicata sempre mai da un petto *

terna cavità è, a questo luogo, assai angusta. bene sviluppato, hanno per essenziale carattere t
OSSI B LOBO DIPENDBÎÏZE
la largheiza delle spalle ; e per Io contrario i va 1 aormio.) eininenza oonsiderabile, appia-

petti mal conformati non sostengono, assai nata dalla parte opposta della spina, conves-
d’ ordinario, che spalle serrale ed anguste. La sa e ineguale in alto, ov’ è sottocutanea, con-
nt essiti d’ una giusta proporzione tra le par- cava c liscia all’ ingiù, che offre internamente
ti che offrono attacco ai medesimi musco- delle inserzioni al trapezio e una faccetta ob-
li, dà agevolmente ragione di questa costan- bliqua ov^ale che s’ articola colla clavicola, e
te relazione di sviluppo cosi il catino e gli
: finisce all’ esterno e all’ indietro per un mar-
arti inferiori stanno, tra sè, in un’ esatta pro- gine ineguale nel quale s’ inserisce il deltoide,
porzione di sviluppo. —
L’ altezza della spalla dando attacco con la sua sommità al legamen-
è dovuta solo all’ omoplafa le differenze a- ; to acromio-coracoideo. 3T Sotto la spina si
dunque, di che è suscettibile, offrono le pro- osserva fossa sottospinosa.) empiuta poste-
porzioni medesime che quelle della larghez- riormente del muscolo di questo nome, con-
za di tale osso. Essa è minore nella don- vessa nel mezzo , concava’ ai dintorni della
na e negl’ individui di debole costruzione, spina e del margine ascellare. Presso quest’ul-
maggiore per lo contrario nell’uomo e ne’ vi- timo, osservasi una cresta longitudinale per
gorosi temperamenti. —
La direzione della 1’ attacco d’ un’ aponeurosi che separa il sotto-

spalla riguardata sì nella clavicola, come nel- spinoso dal grande e piccolo rotondo, poi una
r oraoplata, è soggetta in particolar guisa a superficie allungata che inferiormente si allar-
variare nei diversi movimenti di questa parte. ga per r inserzione del primo, e si stringe in
In generale, nella naturale sua posizione, è alto per quella del secondo tra’ nomina ti mu-
diretta dall’ innanzi all’ indietro. Allora la ca- scoli. Una cresta obbliqua separa queste due
vità glenoide è costantemente rivolta al difuo- inserzioni, attraversando il terzo inferiore del-
ri: locchè, ad evidenza, dimostra, che gli'arti la superficie.
superiori, destinati come sono a prendere gli Faccia costale. — Corrisponde questa
oggetti esterni, non sono fatti per sostenere il alle coste, forma la fossa sottoscapulare, è
corpo nell’attitudine dei quadrupedi. In fatti, concava e tagliata tratto tratto da parecchie
quando gli arti superiori poggiassero contro linee prominenti e obblique, per F inserzione
il suolo, il capo deli’ omero non siporterebbe delle aponeurosi del sotto-scapulare che occu-
contro la cavità glenoide, ma contro la parte pa questa regione e s’ inserisce ^ai suoi due
posteriore della capsula fibrosa, la quale, essen- terzi interni. Vi si osserva presso il vertebrale
done presto distesa, cederebbe all’ impulso di margine, in alto e all" ingiù, una superfìcie
basso in alto che gli sarebbe comunicato. ineguale in cui s’attacca il gran dentato, che
è così fissato lungo tutto questo margine so-
Articolo II. pra una linea più o meno evidente e posta
in mezzo a queste superfìcie.
DELLE OSSA DELLA SPALLA —
Margini. - i.° 11 coracoideo è superiore,
Iln particolare corto e sottile posteriormente ove dà attacco
all’ angolare e all’ omo-joideo gli si sopra-

§ /. DeW ornoplata. — Osso irregolare, ;

pone anteriormente F apofisi coracoidea., e-


che occupa posteriore e snperior pa i te del
la minenza ricurvata sopra sè, convessa e ine-
torace, triangolare, diviso in facce dorsale e guale in alto, ove si attacca il legamento co-
costale, e in margine coracoideo, vertebrale raco-clavicolare, concava in basso, e offerente
ed ascellare. delle inserzioni, all’ innanzi al piccolo petto-
Faccia dorsale. — Questa è ineguale, e rale, indietro al legamento acromio-coracoi-
presenta tre parti, la fossa sopra-spinosa, la deo, colla sua estremità al bicipite e al cora-
spina e la fossa sotto-spinosa. i.° fossa so- co-bracbiale riuniti. Verso la sua base vi ha
pra-spinosa è superiore, larga indietro, più un’ incavatura mutata in foro da un legamen-
stretta davanti, ed offre, nelle sue due terze to per lo passaggio," ora del nervo e insieme

j
parti posteriori, l’ inserzione al muscolo so- dei vasi soprascapulare, ora del nervo solo.
pra-spinoso che la riempie. 2.® La spina., e- 2 .® 11 margine vertebrale, che è il più lungo,
minenza triangolare appianata, taglia obbli- s’ accosta superiormente alla colonna verte-

quamente questa faccia verso il suo terzo su- brale, se ne allontana in basso, e dà attacco

!
perioro, forma parte delle fosse sopra e sotto nella prima situazione all’ angolare, nella se-
spinose, e finisce esternamente con un raargi- conda al romboideo. Dalla sua riunione col
j

1 ne concavo denso e breve, e internamente con margine coracoideo si forma un angolo col
3 un margine più lungo e im^nale, il
altro quale s’ inserisce in parte F angolare. 3.° 11
i quale comincia da una superfìcie levigata margine ascellare, che corrisponde all’ ascella,
: triangolare per lo scorrimento del trapezio, e è scolpito superiormente per una spezie di
: nel rimanente di sua estensione dà attacco in scanalatura, alla quale si attacca la lunga por-
i alto al trapezio, e all’ ingiù al deltoide. Al- — zione del tricipite. Parimenti vi hanno delle
J la sua ri unione col margine precedente si tro- inserzioni, nel mezzo il sothjscapulare, in basso
,

APrAnATO DTÎLLA LOCOMOZIONE


grande rotondo. Dalla tinione di esso col
ï(

margine vertebrale, risulta un’ angolo, infe-


Artìcolo III.
riore, grosso, rotondo, per P attacco di que-
st’ ultimo muscolo, e spesso di alcune fdare del

grandorsale. Nella sua unione colla coracoidea


AKTICOLAZIONI DEJXÂ SPALLA
si scorge la carità glenoide^ ovale, più larga

in basso che in alto, superficiale, col suo mag-


gior diametro perpendicolare, incrostata di La spalla si articola, per )nezzo della cla-
cartilagine, sormontata dal lungo tendine del vicola, collo sterno ;
due ossa
e inoltre le sue
bicipite che aumenta la profondità di essa som- sono unite insieme tra loro ed ecco due ar-
:

ministrandole un cerchiello fibroso che la ticolazioni da esaminare. Quanto alle correla-


circonda, articolata omero
e sostenuta da
coll’ zioni dell’ omoplata col tronco, i soli musco-
una sjiezie di collo breve, appianato, più pro- li mantengono fermo quest’osso, il quale cor-

nunziato esternamente, abbracciato dalla' ca- re nei suoi diversi movimenti una via a cui
psula. —
L’ omoplata, cellulosa coni’ è a’ suoi non sipr