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ANATOMIA
DESCRITTIVA

DI SAVERIO BICHAT

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TRADUZIONE ITALIANA

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V^E NE Z IA
COS TIPI DELL’ ED. GIUSEPPE ANTONELLi
TREMIATO CON MEDAGLIE d’ ORO
• ^

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https://archive.org/details/b29332758_0002
'SNCICLOPEOÎA
DELLE

SCIENZE MEDICHE
DI *

ALIBERT, BARBIEE, BAYLE, BALDELOQUE, BOUSQUET, BRACHET, BRICHETEAU, CAPURON,


CAVENTOU, CAYOL, CLARION, CROQUET, COTTEREAU, DOUBLE, FCSTER, GERDY,
GIBERT, GUERARD, LAENNEC, LENORMAND, LISFRANC, MALLE, MARTINET, PARENT-
DLCIIATELET, PELLETAN, RECAMIER, SERRES, AUGUSTO THILLAYE, YELPEAU, YIREY

^rtma ^mdu/uo7i6 ’^U/ana


DI M. G. LETI

TOMO II

PRIMA DIVISIONE
ANATOMIA B FISIOLOGIA

VENEZIA
ItKl.r/KI). GlUSKPPIi AiN'rONt,!J,l
PREMIATO DELLA MEDAGLIA d’ ORO
l835
1

4
ANATOMIA DESCRITTIVA

PARTE SECONDA

APPARECCHIO CONDUTTORE DEL SENSO E DEL MOTO

CONSIDERAZlOm GENERALI

C^uantunque i uerTi cerebrali cbe ser- inesatta perocché non dobbiamo appoggiar-
;

Tono a trasmettere il senso e il moto vo- ci sopra considerazioni semplicemente acces-


lontario, sieno essenzialmente distinti, quan- sorie, ma
sopra fatti fondamentali ora il :

to a struttura, proprietà ed usi, e via di- passaggio de'nervi per una parte o per un’al-
scorrendo, da quelli che spettano alla vita tra, è manifeslaraenle di nitui’ ira portanza
organica, e che derivano dai gangli, nientedi- quanto all’ essenziale disposizione di esso. E
meno le molliplici anastomosi che legano meglio mi sembra il partire d’altro dato,
gli ultimi ai primi, il modo con cui si di- cioè dall’ origine stessa dei nervi nella so-
stribuiscono somigliante assai al loro, mi mo- stanza cerebrale. Adunque io divido i
vevano, come dissi nel discorso preliminare, a nervi secondo la loro origine nelle grandi
far seguire la loro descrizione a quella dei ner- porzioni della massa encefalica, il cervello,
vi cerebrali medesimi, nè riportarla punto al- il cervelletto, la protuberanza cerebrale, e
r esposizione degli organi interni; d’altra la midolla spinale. La prima e le due ulti-
parte, come ho fatto notare Anatomia me fra codeste parti forniscono esclusiva-
generale^ disconosciamo del tutto il modo mente i nervi della vita animale il cervel- ;

come operano i nervi organici: solo incon- letto non ne somministra. Quindi io for-
trastabilmente sappiamo, per quanto indica- merò tre grandi divisioni nell’ esposizione
no i risultamenti delle esperienze sugli ani- dei nervi della vita animale: i.^ nervi del
mali viventi e dell’ osservazione , eh’ essi cervello, 2 .® nervi della protuberanza, 3.*^
non operano come quelli delia vita animale. nervi della midolla vertebrale. Questi ver-
Ed io li chiamo nervi della vita organi- ranno dappoi suddivisi. Quanto ai nervi
ca solo per questo, che si distribuiscono qua- della vita organica, li ridurrò a quattro
si esclusivamente ai visceri principali spet- jmincipati capi nervi de’gangli della lesta,
:

tanti a questa vita, che per altro ne ricevo- 2 .^ nervi dei gangli del collo, 3.° nervi dei
no ancor dal cervello. Questa oscurità, che gangli del petto, nervi de’ gangli del
si spande sulle funzioni dirette di siffatti ner- basso-ventre gli arti ne vanno sprovveduti.
:

vi, rende tale riunione dell’uno e dell’altro


NERVI DELLA VITA ANIMALE.
sistema, nervoso, che si è adottato per la
descrizione, meno discordante col mio pia- Dietro la sopraindicata divisione, verrà
no generale di fisiologia. — • Adunque mi l’esposizione dei nervi della vita animale
farò ad esaminar prima quello della vita a- distribuita in tre articoli che comprenderan-
nimale, indi 1’ altro della vita organica fi-: no i.° i nervi del cervello, 2 .“ quelli della
;

nalmente darò alcun cenno generale del- protuberanza cerebrale, 3.*^ quelli della mi-
r insieme dei nervi di ciaschedun organo; e dolla vertebrale. L’ultimo verrà poi suddiviso.
questo servirà come di compendio generale
a quanto avrò detto nelle descrizioni. —
Si Articolo l.
dividono comunemente i nervi della vita a-
Nervi del cervello.
nimale in quelli che escono dai fori della ba-
se del cranio, e in quelli ch’escono dai fori Non se ne trovano che due, l’olfattorio
vertebrali. Siffatta divisione è evidentemente e l’ottico ;
notabili per la loro struttura, e
G APPAUF.CCHIO CONDUTTORE DEL SENSO E DEL MOTO
«leslinaxione esclusiva ad organi sensitivi, e volte osservare che il modo onde il nervo
pel volume loro grandissimo a paragone di ha la sua origine d’una parte, non è esat-
nello delle parti ove recano. tamente uguale a quello onde la deriva dal
f|

§. I., Nervi olfattori.


si
Tali nervi lato opposto. —
Per potere scorgere la ter-
vennero presi alquanto superfìeialmente. in za radice, è mestieri sollevare il nervo e al-
considerazione dalla maggior parte degli a- lontanare i due lati del solco longitudinale
natornici, contenti a quanto veniva loro pre- che lo riceve nel suo tragitto si scorge ;

sentato da una prima ispezione senza cerca- allora, sotto le due prime radici, un corpo
re esatlamente disposizione della loro par-
la piramidale grigiastro, la cui base è caccia-
te nasale ; e andiamo debitori di una de- ta nel solco, mentre l’apice s’ inoltra sul da-

scrizione più esatta solo ai lavori de’ mo- vanti per riunirsi a tali due radici al luo-
derni anatomici Prochaska, Lobesteiii, So- go del loro congiungintento qui mutasi
emmering, maso prattutli dello Scarpa. — in un cordone grigiastro, sottile,
;

che appa-
L’ attenzione degli anatomici si rivolse sin- risce sulla superiore superficie del nervo,
golarmente air origine dei nervi olfattori, di cui tiene mezzo. Codesta terza radice
il

che fu da quelli situata in diverse parti, per- denominasi corticale., per distinguerla dalle
chè vollero accompagnarla profondamente due altre. Ma se la si tagli secondo la sua
ridia sostanza cerebrale. Ma egli è, quasi lunghezza, vi si trova un centro midollare
impossibile a seguirla oltre la superfìcie manifestissimo che va assottigliando sempre
del cervello. esame a
Ora incominciando l’ più per infino all’ apice, in modo che for-
codesta superfitue, si disscernoao due radici ma, siccome lo Scarpa osservò, una vera ra-
midollari di tali nervi, ed una corticale. Le dice della stessa natura che le altre, ma av-
prime sono le più conosciute e le più sen- volta dalla sostanza corticale fino alla pro-
sibili. L’esterna, che è alquanto lunga, è pria estremità. Comunque sia, il nervo
nascosta in gran parte nella scissura del Sil- presenta, alla riunione di queste tre radici,
vio. Incomincia dalla parte la più lontana un gonfiamealo sensibile, e come triangola-
del lobo anteriore del cervello, all’angolo in re da questo luogo si reca orizzontalmen-
;

cui si riunisce il medesimo al medio, sopra te all’innanzi sotto il lobo anteriore, collo-
ia sostanza corticale dell’ullima circonvolu- cato in un solco longitudinale cui corrispou-
zione di questo. Al luogo di tale origine <le in ispezialità colla sua terza porzione, la

penetrano il cervello alcuni tronchi vascola- quale, cojDc dicemmo, si trova più superio-
ri abbastanza ampi, e si recano da tale pun- re, e per conseguenza più profondata sulla
to al dinanzi e al di dentro per dare origi- sostanza cerebrale. La superficie inferiore di
ne al tronco comune. Sovente in questo tra- esso piana e visibile al di fuori, è coper-
gitto, dessa riceve, dalle vicine circonvolu- ta dall’ aracnoidea. Tanto il solco quanto il
zioni, uno o due piccoli filamenti midolla- nervo si portano un poco al di dentro a mi-
ri ciò che la fa sembrare divisa in due o
: sura che s’avanzano; e per tale direzione,
tre porzioni distinte ed allontanale. La il nervo stesso accostasi a quello dell’oppo-
breve radice midollare è nella propria di- sto lato di modo che non rimane tra loro
sposizione variabilissima ora deriva dal lo- ;
sul davanti che un piccolissimo intervallo
bo anteriore, dacauto la precedente, colla occupalo dali’apofisi cresta di gallo, juen-
quale sembra quasi confusa ora più breve, : tre all’ indietro erano molto allontanati fra
nasce piu al di dentro sulla sostanza midol- sè. Inferiormente, il nervo corrisponde pri-
lare occupante la parte interna della scissa- ma alla superficie delle piccole ali dello ste-
la del Silvio : talvolta è divisa in due por- noide, indi al solco etmoidale. Stretto all’in-
zioni ;
sempre s’incammina verso il davanti, dictro, addiviene più grosso e più largo al-
e riceve sovente, nel suo
tragitto, uno o due l’ innanzi, e paruii notevole che, nel suo tra-
piccoli cordoni midollari accessorii, infino a gitto entro il solco cerebrale, è per modo
tanto che si riunisce finalmente alla lunga ra- assai conveniente situato che non venga com-
dice. Non di l’ado, nelf angolo da essa for- presso dalla massa del lobo anteriore sopra
mato con questa, si trovano parecchi picco- esso gravitante. Inietti, codesto solco contiene
li filamenti biancastri cortissimi che si riu- all’ indietro il nervo, per tutta la grossez-
niscono ad amhìdue. Dietro le numerose za di esso, sìnon possa, per conseguen-
elle
varietà clie si osservano nella disposizione za, venir compresso contro fiala dello ste-
delle due radici massime dell’ in-
inidollai i, noide. Invece, innanzi, essendo più vo-
all’
terna, facàlo riesce il compieudere come gli luminoso, forma sotto fi indicato solco una
autori si sieno poco accordati circa il nu- consiilerabileprotuberanza ma 1.» lamina :

mero delle origini del nervo olfattorio, on- etmoidale, molto abbassala, gli presenta, a
de gli uni non ne hanno ammesso che una questo laogo, un solco che impedisce ugual-
sola, gli altri ne hanno riconosciute Ire, e di mente la compressione. Del resto, non or-
più ne descrissero due. Ho potuto molte cupa esso in ogni altro punto rdie il fondo
NERVI DELLA VITA ANIMALE

solo del solco predello , il quale altra ni occupano il turbinato superiore e la lami-
cosa non è salvo una circonvoluzione cere- na piana. Alcuni seguono un tragitto bre-
brale, retla anziché rivolta come le altre, vissimo, altri sono molto più lunghi ; né ve-
ma profonda quanto esse, come si scorge runo se ne osserva sulla superficie concava
allontanandone le pareti d’ ordinario con- dei turbinati e né anco discendono sull’in-
tigue, —Pervenuto ne’’ solchi etmoidali, il
;

feriore. II superiore ne presenta parecchi, e


nervo olfattorio, che andò crescendo suc- n’ è pure variabilissima la disposizione, l’ut-
cessivamente in larghezza, presenta alla per- ti si suddividono in molti condotti secondari.

fine un tubercolo abbastanza voluminoso di Ninno poi comunica colle cellule etmoidali,
colore grigiastro, di forma ovale e allun- quantunque parecchi non siano separati da
gata, più visibile sul davanti che all’ indie- esse che mediante una larainetta sottilissima.
tro, ove nasce insensibilmente dal detto ner- Non deggiono confondersi con quelli che spet-
vo. Appunto al luogo di tale rigonfiamen- tano ai nervi sfeno-palalini. La distribu- —
to abbandona il cranio, e recasi nelle nari- zione de’ nervi olfattori è conforme a quella
ci pei numerosi forami della lamina pia- dei condotti che loro danno passaggio. Si os-
na dell’ etmoide, —
A comprenderne la di- serva che il bulbo formato dalb estremila del
stribuzione nelle menzionale cavità, è me- nervo, situato nel solco etmoidale, dà nasci-
stieri ritornar colla mente all’ organizzazio- mento a tre ordini di rami, interni, esterni e
ne dei condotti che danno passaggio a’ suoi medii. Tutti penetrano nelle corrispondenti
rami, condotti sui quali particolarmente lo aperture, siccome è facile il poter persuader-
Scarpa ha fermato l’attenzione degli anato- sene, togliendo il bulbo nervoso allora i rami :

mici ; e i quali prenderò in considerazio- che da questo si spiccano rimangono al loro


ne qui, non avendoli descritti nell’osteo- posto, e si discerne benissimo il punto di lo-
logia. — che attraversano la lamina
1 lori ro introduzione. A molte varietà soggiaccio-
piana sono diversamente disposti sull’ una e no il numero, il volume e la direzione di co-
sull’altra faccia. —
Superiormente, i prin- siffatti rami. Sovente i fori più ampi ne rice-
cipali sono disposti in due ordini gli uni ;
vono due o tre. —
I rami medii tostamente
interni, vicini all' apofisi cresta di gallo, in divergono, recandosi un poco all’ innanzi e,
numero di sei in otto, limitali sul davanti al tempo stesso, in basso. Lei rami esterni ed
da una fessura molto manifesta gli altri ;
inleriii, che si spiccano dai lati del bulbo, gli
esterni innumero? quasi uguali. I^a spazio uni, anteriori, penetrano quasi perpendicolar-
che rimane tra essi, non ne presenta che di mente nelle più vicine aperture etmoidali; gli
piccolissimi, irregolarmente disposti, e più altri, posteriori, prendono, successivamente a-
numerosi all’innanzi che all’ indietro. In- — vantl la loro introduzione, una direzione più
feriormente, trovasi* nella parte superiore ol)l)liqua verso l’ indietro. Tutti escono chiu-
delle tosse nasali, molte aperture corrispon- si in condotti della dura-madre che tapf)ezza-
denti alle predei te, ma più numerose, dap- no quelli che sono scavati nelle ossa. Giunti
poiché ciascheduno de’ superiori orifizi dà nelle narici, i rami medii si disperdono luLli
origine a un picciol canale che si divide, nel di segnilo nella pituitaria.
suo tragitto e spezialmente sui lati, in parecchi Marni interni. — Tutti questi seguono il
altri, condotti si aprono nelle cavità na-
d’ali tramezzo ;
nè tardano a dividersi in filamenti
siccome segue
.sali, i.° i medii, col tissimi in
: più piccoli anche avanti di lasciare la lamina
guisa da presentare piuttosto dei fori che dei ( ihrtisa. 1 quali tìlamenll, suddivisi ancora, si
l

veri condotti, e aperti tutti in quello spazio jfortano fra lo strato fibroso della pituitaria e
vuoto dal quale sono separate le laterali pa- le ossa,ùnteriormetile, non si recano che alla
reti del naso, non occupano che la grossez- parte media del tramezzo. Nel mezzo, ove so-
za della lamina cribrosa e poco è il loro nu-
: no più lunghi, parecchi giungono fino alla
mero, attesa l’angustia, in questo luogo, della parte inferiore di questo. Posteriormente i
volta dcd naso. perforano 1’ osso per-
Molti [/in formano una curva per recarsi verso i

pendicolarmente altri invece sono obbliqui.


;
seni sfenoidali, e uscendo dai loro condotti,
2 .^ 1 condotti interni si dirigono lungo il c<t irono un tragitto più o meno considerabi-
tramezzo vari in lunghezza e in
;
direzione, le. La superficie mucosa del tramezzo nasale
curii (MÌ olddiqui sul davanti, sono più allun- e dunque copiosamente provveduta di nervi
gali nei mezzo, e tengono una dilezione [)er- ju'inia al di inori, quindi nel suo stesso mu-
pendicolare. Posteriormente, sono lunghissi- coso tessuto.
mi, e s’ incamminano di nuovo obhliq uanien- Rami esterni. —
Subito dopo la loro in-
te verso la parte posteriore del tramezzo, e troduzione continuano il loro corso ne’coii-
,

inolii giungono per in fino alla metà di <]ue- doLli ehc li'ovansi sui turbinali, vi si dividono
sto. Quasi tutti, poco innanzi il loro termine, e suddividono anaslomizzandosi tra sé. sen-
mutansi in alcune semplici scanalature che za abbandonare daprima i condotti, che (iu-
prontamente dileguansi. 3.^ 1 (.ondulli ester- te si auaslomizzuno. Il loro intreccianienlo
APPARECCHIO CONDUTTORE DEL SENSO E DEL MOTO
viiviene ancor più frequente quando ne sono gnora. — Molle e polposo nel cranio, acquista
liscili e si distribuiscono alfine per la mem- tale nervo una consistenza notabilissima nelle
brana pituitaria. I posteriori sono assai nu- fosse nasali, ove è coperto di un neurilema.
merosi sul turbinato superiore, dove si indi- In questo lato è in tutto analogo al nervo ot-
rizzano prima obbliquaniente all’ indietro per tico. Il bulbo grigiastro dei solchi etmoidali
curvarsi quindi verso 1’ ingiù e il davanti in è il limite che separa la porzione .semplice-
modo loro convessità riguarda il seno
che la mente midollare da quella, ch’è, inoltre, neu-
sfenoidaie. Quelli che occupano la parte ante- rilemalica.
riore sono men numerosi e quasi perpendico- IL —
Dei nervi ottici,
JVerifi ottici.
lari. medii sono degni di considerazione per
I più voluminosi che precedenti, vuoisi notare
i

ìa loro lunghezza, recandosi talvolta dalla la- il considerabile tragitto che fanno nel cranio,
mina piana per infino alla parte inferiore e il poco cammino che tengono dopo usciti-
del turbinalo medio. Perpendicolari fino alla ne. Nascono con un’ estremità abbastanza
metà del detto turbinato, si curvano poi e si grossa, dalla parte inferiore e posteriore dei
portano trasversalmente alP indietro secondo talami ottici, nel luogo ove questi corpi pro-
la lunghezza di esso e, in tutto questo tra-
: tuberaiio alla parte inferiore del cervello, die-
gitto, mandano unmerosi filamenti alla mem- tro i prolungameati anteriori della protube-
brana pituitaria. Allorquando poi i condot- ranza cerebrale (Nota. Si è conosciuto di poi
ti non hanno la loro stessa lunghezza, con- che la loro vera origine proviene dalla midol-
tinuano quelli il loro corso fra il perio- la allungata stante unifilamento alquanto con-
stio eia membrana fino al termine ; nè al- siderabile). Occupano i medesimi la parte in-
cuno delle loro divisioni si reca, per quali- terna di quell’ infossamento che è posterior-
f,o pare, a distribuirsi per la superficie con- mente in continuazione colla scissura del Sil-
cava del turbinato corrispondente alle cel- vio, formando insieme ad essa un angolo, e
iale etmoidali nè alcuno si porta, in modo
; che limila esteriormente il lobo medio. Alla
che sia manifesto, alla membrana che tappez- loro origine, si osservano due o tre prominen-
za le stesse cellule. I rami esterni dei nervi ze abbastanza manifeste, che sembrano segna-
olfattori non si distribuiscono punto al tur- re r origine stessa ; delle quali una si fa con-
binato inferiore. —
Ora come terminano i fila- tinua ai tubercoli quadrigemelli. Spaccando, a
menti nervosi ? Si è creduto che le villosità questo luogo, il talamo ottico, scorgesi che
che appariscono sulla pituitaria dopo la ma- qui è midollare, fuori le piccole prominen-
cerazione fossero da riguardarsi per le loro e- ze, ove contiensi un poco di sostanza cortica-
stremità. iVIa nulla si può discoprire che pruo- le, Del rimanente, non si può discernere co-
vi un’ opinione siffatta solo si veggono i ner-
; me intervenga codesta origine oltre la super-
tì formare una reticella sopra codesta mem- ficie del talamo ottico, o che la si spacchi tras-
brana ma non si possono accompagnare fino versalmente, oppure lo si faceia orizzontal-
;

alla superficie villosa di essa. — Abbiamo ve- mente. —


Comunque siasi, subito dopo la sua
duto che il nervo olfattorio alla sua origine origine, il nervo ottico sì porta all’ innanzi e
presentava una struttura in gran parte mi- al didentro, rivolgendosi intorno il prolunga-
dollare, ma un po’ corticale. Nel rimanente mento anteriore della protuberanza, al qua-
del suo tragitto nel cranio è alternativamente le è ili parte continuo. Largo e appianato fino
costituito da strie corticali e midollari immi- alla parte anteriore di tale prolungamento, si
schiate. Gli antichi anatomici avevano osser- fa, a questo luogo, rotondo e si restringe e ;

vato nel mezzo di esso un solco manifesto. nascosto essendo, in prima dal lob > medio,
Ma, dietro uo’osservazione più esatta, si sono trovasi tostamente allo scoperto nella parte
discoperte parecchie altre linee simili, talché inferiore del ventricolo cerebrale medio, e si
siffitto nervo è realmente solcato e risaltante reca obbliquamente al di dentro per avvici-
evidentemente da fibre. Il cordone eh’ esso narsi al suo compagno. In tale tragitto non
rappresenta nei cranio ha forma triangolare ;
è libero che nella sua faccia inferiore, perchè
e per questa distinguesi da tutti gli altri. — superiormente aderisce internamente al pro-
La sostanza corticale è molto sviluppata in lungamento anteriore della protuberanza, e
ispecie nel bulbo col quale finisce sopra il sol- esternamente alla parte inferiore del talamo
co etmoidale. Perciò tale bulbo ha molta so- ottico, o piuttosto si fa continuo ad essi. —
miglianza coi gangli; mrquando lo si tagli Pervenuto stilMavanti della fossa pituitaria, si
più proroiiilamente si scorge che non ha niu- riunisce a quello del lato opposto e vi si con-
na analogia con essi, salvo il colore. Altre es- fonde. — S’ Parecchi fatti sem-
intrecciano ?
senziali dilFerenze tra loro si dessnmono dalla brano dimostrare e combattere codesta opi-
consistenza, dalla densità, dall’ interna orcfa- nione che ha tenuto per lunga pezza occupati
iiizzazione ; in somma diversifie mo in tut to. gli anatomici. Ho osservato due casi, ne’quali,
Perchè tale irnmisclilaiaoenlo delle due sostanze essendo atrofico l’occhio, il nervo ottico di que-
cerebrali avviene nel solo nervo olfatto? Lo s’i- sto stesso lato era notabilmente più ristretto
NERVI DELLA VITA ANIMALE 9
çIlî r alìi'o fino al luogo della loro riunione ; diverso da quello della retina che nasce dal-
ma ambidue avevano posteriormente lo stesso r orlo di codesta estremità. —
D’infra la lo-
volume. Credo chequi, come altrove, sia uo- ro origine e il luogo di loro riunione, i ner-
po attenersi alla semplice ispezione senza cer- vi ottici sono molli e polposi come la sostan-
care d’ indovinar quello che i sensi non ci ap- za midollare dalla quale emanano. Tagliandoli
palesano. Ora partendo da quella si scorge non vi si osserva sentore di sostanza corti-
da tale riunione formarsi un corpo quadrila- cale, come negli olfattori; e non sono nè an-
tero che abbraccia, all’indietro e al di sopra, che striati nel loro tragitto. Nel luogo di loro
quella sostanza grigiastra [tuher cinereum)^ riunione, e ai di là di questa, mostrano cre-
che inferiormente chiude il ventricolo me- scere leggermente in consistenza fino al fora-
dio, e dalla quale nasce il gambo pituitario. me ottico. Ma sono affatto sprovveduti del
L’aderenza di essa con tale sostanza è sì torte neurilema per tutta la loro porzione cranica, e
che non si può separamela senza soluzioni tutti composti di sostanza midollare.— La por-
di continuità. Anteriormente ed in alto co- zioneorbitale poi, oltre finvolucro che riceve
desto corpo dà origine alla membrana densa e dalla dura-madre, è provveduta d’un neurilc'
trasparente che chiude la parte anteriore del ma esterna dal quale deriva quella consistenza
ventricolo, e tale membrana si presenta be- che gli è propria. Codesto neurilema esterio-
nissimo alla vista rovesciando i nervi all’ in- re, più denso che quello degli altri nervi,
dietro. —AI di là della riunione indicata, i forma un involucro generale a questo nervo
nervi ottici si allontanano novellamente, si che non rappresenta veracemente che un solo
fanno rotondi, divengono più densi e più re- cordone, nè può, come gli altri, essere diviso
sistenti, s’indirizzano obbliquamente all’ in- in filamenti secondarii. Nulla di meno ci ha
nanzi e al di fuori fino al forame ottico, at- un’interna disposizione analoga alla detta di-
traverso il quale escono dal cranio. In questa visione in filamenti: imperocché codesto neu-
seconda parte del loro tragitto, essi aumen- rilema generale invia, dentro il nervo, alcuni
tano potentemente di volume, e conservano prolungamenti in forma di tramezzi, da’quali
la forma rotondata che avevano presa innanzi risultano parecchi canali particolari , ove si
dì riunirsi. Cotale è la loro disposizione dentro trova allogata la sostanza midollare. Tale
il cranio, —
Fintauto che non sono usciti dal- disposizione si discerne fendendo longitudi-
la scissura posteriore del cervello si trovano a nalmente il nervo. Si può ottenere il neuri-
nudo in mezzo alla sostanza di quest’ organo, lema solo, co’suoi prolungamenti, compri-
nè ricevono alcun involucro dalle membrane mendo questo di modo che n'esca tutta la so-
che lo rivestono ma dal punto in cui sono stanza midollare per le due estremità tagliate.
;

alio scoperto, cioè al di là dell’angolo forma- Fd è appunto tale neurilema che, ristretto e
to dal lobo medio, perfino al foro ottico, la raccorciato ed indurito dall’azione del calorico,
pia-raadre costituisce a loro un involucro im- spinge in parte ai di fuori la midolla da esso
mediato, efaracnoidea li ricopre inferior- contenuta, e forma allora due elevatezze nota-
mente, senza continuarsi sulla loro parte su- bili a ciascheduna estremità divisa del nervo.
periore, salvo affatto all’ innanzi dove com- Quantunque realmente diviso in parecchie
pone loro un canale come agli altri nervi. —
strie midollari, occupanti i canali neurilema-
àlentre che passano pei fori ottici, tali nervi, lici della sua interna sostanza, il nervo otti-
un po’ristretti si piegano leggermente al di co non può dunque, siccome gli altri divi-
,

fuori in modo che formano, colla loro porzio- dersi, mediante la dissezione, in filamenti, pe-
ne cranica, uo angolo molto ottuso, e conserva- rocché tutti i detti canali formano gli uni co-
no codesta nuova direzione fino al loro termi- gli altri, e col neurilema esteriore, un corpo
ne nell’occhio. Ptinchiusi, durante siffatto tra- solo, anzi che essere uniti semplicemente me-
gitto, in un condotto fibroso loro somministra- diante un tessuto cellulare, come i filamenti
to dalla dura-madre, siccome dicemmo, e at- dei cordoni nervosi.
taccato al neurilema, mediante alcuni piccoli
prolungamenti cellulosi mollo patenti, e facili Articolo II.
a rompere, sono circondati i medesimi dai quat-
tro muscoli retti, e separati da questi mediante ÌSKRVl DELLA l’ROTEBERANZA CEREBRALE
gran copia di grasso. Corrispondono poi, più
inimediataraente, ai nervi ciliari, e, nella loro Nascono codesti nervi della detta protu-
parte esterna e posteriore al ganglio ottalmico. i)eranza o da’ suoi prolmigamenli , ma par-
Finalmente pervenuti alla parte posteriore ed ticolarmente da questi ; e sono i motori : i

interna dell’ occhio, traversano la solerotica comuni degli occhi ;


2 .^ i patetici
;
3.^ tri-
i

e la coroidea, e finiscono nel mezzo della re- gemelli ; i motori esterni degli occhi ; 5.*^
tina con un’ estremità troncala che presenta i facciali : fi.*-’ gli uditori.
quel medesimo color bianco che si osserva in §. I . Neroi motori cotnuni degli occhi.
tutfa i.a loro estensione, colore eh’ è affatto — Presentano codesti nervi un volume me-
Encicl. Meri. 'f. 11.
APPARECCHIO GONDUTTORP: DEL SENSO E DEL MoTO

tra gli ottici ed nascono


i patetici ;
e ove n’ è privo. —
Arrivato così, in direzione
dalla parte interna dei prolungamenti ante- leggermenie obbliqua al di fuori, fino al li-
riori della protuberanza cerebrale, fra la stes- vello della fessura sfenoidale, si divide avanti
sa eminenza e le mammillari che si trovano an- che vi penetri, in due branche. Per la mag-
teriormente. Si discernono poi difìicilmente, giore estensione del suo tragitto sotto la du-
al di fuori, que’ filamenti onde ha luogo la ra-madre, trovasi più al di dentro del nervo
detta origine, e ancor più difficilmente si se- patetico e della branca ottalmica, e più ele-
guono nella sostanza midollare. A questo luo- valo di questi. Ma com’ è giunto sotto l’apo-
go tali nervi si levano agevolmente levando fisi clinoidea anteriore, e vi si è diviso, la
via la pia-madre alla : quale circostanza è ne- branca superiore del medesimo è ricoperta
cessario por mente nella loro dissezione, di- da tali due nervi, che la incrociano obbli-
pendendo la detta circostanza da ciò ch’essen- quamente e gli divengono interni. — Delle due
do mollissimi alla loro stessa origine, abban- branche del nervo motore degli occhi, 1 ’ una
donano facilmente la sostanza cerebrale. Tale è superiore e l’altra inferiore. Ambedue pe-
mollezza cessa quasi ad un tratto, non pre- netrano nelP orbita per la parte più larga
sentandola il nervo che per lo spazio di due della fessura sfenoidale. L’ inferiore è costan-
o tre linee ; perchè venendogli subito il suo temente questo passaggio, traie
situata, jn
neurilema, ne viene notabilmente aumentata due porzioni del muscolo retto esterno ; e
la sua resistenza, lalchenon si può l’ornpere, più la superiore ora ha la medesima situazione ;

oltre,che con difficoltà. —


Laddove incomin- ora è più all’ interno di tale muscolo, nè tie-
cia ad apparire nell’ inferiore superficie del ne con esso veruna connessione.
cervello, le arterie cerebrale posteriore, e ce- Branca superiore. —
Quando le due
rebellare superiore, che sono qui molto vicine branche sono entrate nell’orbita, la superiore
r una abbracciano in modo che
all’altra, lo si rivolge alla parte superiore del nervo otti-

agli antichi anatomici piacque dalla compres- co, e tosto si reca alla superficie inferiore del
sione di esso tra i detti due vasi distesi dal muscolo retto superiore, e si divide in parec-
sangue desumere la cagione immediata del chi rami divergenti che si perdono nella so-

sonno, ma gli avanzamenti della moderna stanza di questo muscolo. Uno tra questi ra-
fisiologia mi dispensano dal combattere sif- mi si rivolge al di dentro e si porla all’ele-
fatta sentenza. Dal detto punto codesto ner- vatore della palpebra superiore, pel quale, me-
vo, rotondato e alquanto resistente, si porta diante parecchi filamenti, si disperde.
obbliquamente all’ innanzi e al di fuori, li- Branca inferiore. — La branca inferio-
bero, apparentissimo sotto il cervello quando re, più voluminosa che 1 ’ antidetta, si
assai
sollevisi questo, e involto in un prolunga- reca tosto alla parte inferiore del nervo otti-
mento dell’ aracnoidea. La pia-madre Io ha co. Qui si divide in tre rami X' interno : i

abbandonato alla sua origine stessa , <love è eh’ è il più considerabile, si porta obbliqua-
nato il neurilema ; e solo va accompagnato mente alTorigine del muscolo retto interno,
da alcune strie rossastre. Giunto a livello del e vi si perde con parecchi filamenti ; 2.® il
ponte ch’è formato aU’innanzi dalla tenda del medio., molto più corto, si perde, subito dopo i

cervelletto, s’introduce in un canale mem- la propria origine per 1 estremità posteriore


’ i

branoso che lo circonda per infino alla fes- del muscolo retto inferiore ; 3 .*^ V esterno.,
sura sfenoidale. Questo canale, formalo este- ch’è dei tre il più sottile e il più lungo, som- '

riormente da quella porzione della dura-ma- ministra quasi di subito un ramo che asceti- 1

dre che limila lateralmente il seno caverno- de sulla parte esterna del nervo ottico e fi- I

so è tappezzato, nel suo principio, compiuta- nisce alla parte posteriore e inferiore del gan- 1

mente fibroso, dall’ indicato prolungamento glio otlalmico ; quindi costeggia il margine I

dell’ aracnoidea, il quale si rivolge dal di so- esterno del retto inferiore, al quale è unito ;

pra del nervo ch’esso ha accompagnato in for- mediante tessuto cellulare, senza inviargli al- 1

ma di canale, fino ad alcune linee di distanza, cuna branca, e finalmente va a terminare nel j

e forma costà un fondo di sacco che chiude la piccolo obbliqiio presso l’inserzione del mede- i

cavità aracnoidea generale e sostiene anche il sirao nel globo dell’occhio, l’alvolia la dislri-
mercurio senza rompersi. Al di là del detto buzione di questa branca avviene nel modo '
i

rivolgimento, il canale che riceve il nervo, che segue a principio soimuinisl ra essa il ra-
:
j

non è più formato che, alla parte esterna, rao del retto interno, poi quello del ganglio ;
1

dalla dura-madre. Iniernamente un tessuto finalmente dividesi in due, Funo pel retto in-

'

cellulare sottile, di particolare natura, affatto feriorc e Failro per F uiiblitjuo minore.
estraneo a tale membrana, lo separa dall’ar- La struttura di questo nervo non presenta ì

teria carotide. Quando si è tagliato questo ninna [larticolarilà. Neurilcniatico nel cranio I

Iragillo, si fliscerue facilmente, dalla levi- siccome nell’ orbila, c distinto in ciò dai due |

gatezza della superficie del nervo, il luo- nervi precedenti, presenta luUavolla una re- I t

go, ov’ è coperto dall’aracnoidea da quello sislenza minore nella priuia che nella seconda I
.
NERVI DELLA V'ITA ANIMALE 1 i

(Ielle menzionate due cavità. Il ramo che va che hanno solida e densa struttura stante il
al (>-uafflio è della stessa natura che gli altri. neurilema onde ciascheduno è involto, si attac-
§. IL Nerçi patetici.

Sono tali nervi, cano pochissimo alla sostanza midollare dalla
i ]MÙ piccoli tra quelli che nascono dalla pro- quale si dipartono, e ^e ne distaccano al più
tuberanza, degni di considerazione pel consi- lieve sforzo. Forma codesta sostanza midolla-
derabile tragitto che corrono dentro il cranio re, al luogo dell’origine, una specie di protu-

senza dar rami, fuorché nel luogo di loro ter- beranza o di papilla che non si scorge a prin-
minazione, — Nascono immediatamente al di cipio, perchè si trova nascosta in mezzo ai fi-
sotto de’ tubercoli quadrigemelli, sulle parti lamenti de’nervi. Quando sollevisi con precau-
laterali della valvola del Yieusseus, per mezzo zione la pia-madre, andando dal prolungamen-
di due radici, che tosto si riuniscono in una to posteriore a questi filamenti sopra i quali
sola estremamente sottile. Codesta origine ,
la medesima si continua, si distaccano essi dal-
molle e senza neurilema, si rompe con tutta l’indica la prominenza lasciandola eillo scoper-
facilità ma poi, acquistandone uno, tali nervi to. Levandoli così con precauzione si scorge
;

^livengono più resistenti. Si rivolgono i mede- che nascono da tutta la superficie, dalla base
simi intorno i prolungamenti anteriori della e dalla sommità di questa. Per una disposizione
protuberanza cerebrale, tra il cervello e il cer- siffatta, occupano essi meno spazio che non

velletto, e sopra Laracnoidea eh’ è mestieri ta- farebbero se nascessero da una superficie pia-
gliare a fin di vederli, e poi si recano anterior- na quindi lo spazio occupato da tale origine
;

mente lungo il margine libero della tenda del è piccolo, malgrado il loro gran numero. Così
cervelletto fino all’apofisi clinoidea posteriore. alcune fibre earuose, che nascano tutto all’in-
Qui penetrano in un canale fibroso della du- torno da un’ apofisi o da un tendine, occupa-
ra-madre, involti dall’ aracnoidea che ve li ac- no minor spazio che quando nascono da una
compagna un poco, rivolge poi sul canale
e si ossea superficie. Tale disposizione non venne,
per ritornare nel cranio. Oltre il quale rivolgi- per quanto io credo, ancora indicata. Comun-
mento, tali nervi, applicati esteriormente con- que sia, codesto tubercolo midollare, eh’ è del-
la stessa natura del prolungamento donde na-
tro la dura-madre , non sono, internamen-
te, separati dal seno cavernoso che mediante sce, è un poco più molle; e differisce essen-

un tessuto denso particolare, formato da fibre zialmente dai filamenti nervosi ai quali il neu-
sottilissime, e non mai adiposo. E' quel me- rilema fornisce assai più consistenza. Co- —
desimo tessuto che ricuopre il nervo prece- tali filamenti sono, in quasi tutti gl’individui,
dente, a cui, per tal modo unisce codesto il : divisi in due porzioni separate da lamine cel-
quale, da tale punto, si indirizza orizzontal- lulose : Luna
di queste, anteriore ed interna,
mente all’ innanzi, fino alla parte inferiore del- è composta di cinque o sei filamenti, mentre
r apofisi clinoidea anteriore, situato fra il ner- 1’ altra, posteriore ed esterna, ne comprende
vo motore comune, che sta al di sopra, e la il maggior numero il bulbo midollare cor-
:

branca ottalmica, eh’ è al disotto. Presso la risponde a quest’ ultima. Talora non discer-
fessura sfenoidale, incrocia la direzione del nesi , a prima giunta, siffatta separazione;
primo, obbliquamente ascendendo, per re- sempre però i filamenti anteriori, in numero
carsi, più che questo e la branca ottalmica, di cinque o sei, sono notabili, i.° perchè stra-
verso le interne parti. Così penetra nell’orbita nieri al bulbo perchè più grossi, più mol-
;

per la parte larga della fenditura, traversan- li e spesso ancora più bianchi ;
3.° per la di-
do un foro compiutamente fibroso, praticato in sposizione, cui passo ad indicar tosto, che pre-
quel prolungamento della dura madre, che sentano nel loro tragitto, ove sembrano for-
penetra in siffatta fessura. Giunto nella detta mare un nervo distinto dal trigemello. Nulla-
cavità, passa sopra i due muscoli elevatori, e, raeno vanno a porsi sotto gli altri e formano
sottoposto al periostio, giunge alla parte media così un cordone solo. Il quale cordone, com-
del grande obbliqiio, nel quale finisce median- posto da tutti i filamenti del nervo, il cui nu-
te parecchi rami che possono accompagnarsi mero varia dai settanta agli ottanta, prende su-
assai da Innge per la sostanza del muscolo. bito una direzione obbliqua all’ innanzi e al
§. III. JS'ervi trigemelli. —
Questi ner- di fuori, fino all’ estremità del margine supe-
vi, notabili pel loro volume, hanno un brevis- periore della rocca. Qui, si caccia in un ca-
simo tragitto nel cranio, e, fuori di questo, nale formatogli dalla dura-madre, o da noi già
una complicatissima distribuzione. — Nasco- descritto, e giunge così nella fossa temporale
no prolun-
dalla parte esterna e inferiore dei interna. L’ aracnoidea, dopo averlo accompa-
gamenti posteriori della protuberanza cere- gnato per un tragitto alquanto lungo, si ri-
brale, presso il punto dove codesti prolunga- volge e ritorna nel cranio. Il nervo si allarga
menti si riuniseono alla detta eminenza. La lo- e si appiana molto nel passare sul margine su-
ro origine si opera mediante moltissimi fila- periore della rocca, dove i filamenti di esso so-
menti manifesti, ma riuniti e paralleli da for- no ancora paralleli ma, giunti nella fossa tem-
;

mare un cordone appianato. I quali filamenti porale interna, si allontanano gli uni dagli al-
12 APPARECCHIO CONDUTTORE DEE SENSO E DEL MOTO

tri divergentlo no labilmente, e formano così, cammina obhliquamente aH’innanzi e all’ in sa


in cambio di un cordone rotondato, una fet- verso la parete esterna dei seni cavernosi. —
tuccia appianata sono separali da più conside-
: La seconda, più grossa, nasce al di sotto, e si
rabili spazi, ma s’ intralciano pochissimo, nè chiama mascellare superiore^ la quale prende
si uniscono quasi gli uni agli altri, secondo che una direzione orizzontale all’ innanzi e, dopo
avviene nel tragitto dei nervi. Ciascheduno in- un tragitto considerabile, si caccia nel forame
vece sembra rimanere separato, e può esser che ila lo stesso nome. Finahhente, la ter-
seguito dall’ origine fino al rigonfiamento mi- za, eh’ è affatto posteriore e ancora più volu-
dollare. Tale rigonfiamento è di natura in tat- minosa, prende una direzione quasi perpendi-
to diversa da’filamenti grigiastro, mentre quel-
;
colare all’iiiglù, e penetra subito nel foro ova-
li sono bianchi, presenta verso di essi una con- le dello sfenoide. E’ la mascellare inferiore.
cavità per riceverli, e una convessità per dar A. Branca ottalmica (nervo ottalmico).
nascimento alle tre divisioni del nervo intor- — La branca ottalmica, che delle tre derivanti
no al quale ci occupiamo, lì Soemmering io dal rigonfiamento dei tri gemelli è la meno vo-
ha descritto benissimo. Aderisce il medesimo luminosa, conserva dapprima alcun poco la di-
intimamente alla dura-madre per guisa che rezione del tronco dal quale ebbe 1’ origine.
non è possibile il separamelo senza soluzione Situata com’ è, perfino da questa, sotto la du-
di continuità. Le somministra dei filamenti? ra-madre, si avanza, coperta da tale membra-
Non lo credo. Non è dotato del tessuto denso e na, sino al luogo ov’ essa forma l’esterna pa-
polposo ch’è proprio de’gangli; ma vi si scor- rete del seno cavernoso ; e, non altrimenti che
gono delle areole, e un intrecciarsi di fibre i nervi motori comune e patetico, viene sepa-
che lo assomigliano ai plessi, onde può dirsi rala, internamente, dal detto seno mediante
l

intermediario agli uni e agli altri, accostando- alcune manifeste lamine d’ un particolare cel-
si però più agli ultimi. 1 filamenti nervosi, che luloso tessuto. In questo tragitto si scorge che
vi si recano, si confondono in esso ed intrec- conserva una disposizione ple.ssiforme patentis-
ciano per modo che impossibile riesce il se- sima alla vista. Non è liscia e biancastra, ma
guirli ; sicché sembra essere dal medesimo in- grigiastra e ineguale ; talché si direbbe essere
terrotta ogni spezie di continuità tra i fila- costituita dal rigonfiamento Comune che, sotto
menti anzidetti e quelli delle tre divisioni ma- forma rotonda, prolungasi senza mutare strut-
scellare inferiore, mascellare superiore ed ot- tura ; e solo nelle sue diramazioni codesta
talmica. Tali divisioni vi trovano realmente branca assume Taspetlo degli altri nervi. Sot-
un’ origine novella, a cj nella guisa che i gan- toposta dapprima al motore comune e al pa-
gli vertrebrali impediscono ai filamenti deri- tetico, ma sempre parallela a quest’ ultimo, a-
vanti dalla midolla di continuarsi dirittamen- scende subito con questo, obbliquaraente, so-
te con quelli che compongono i nervi spinali. pra il motore comune, e si divide, avanti che
Tuttavolta, quando la disposizione plessiforme entri nell’orbita, o entrandovi, in tre rami
è manifestissima, esaminando attentamente i penetranti, separatamente, nella ripiegatura
primi filamenti, si può seguire la continuità fibrosa che si prolunga dalla dura-madre sino j

di alcuni di essi nelle tre divisioni del nervo. alla fessura sfenoidale per rendersi continua al

i

Quando si rovescino, dal di dentro al di periostio. L’ uno de’ quali rami è piccolissi- i

fuori, il fascio appianato de’filamenti del ner- mo, esterno, e si denomina lacrimale ; Tal- <

vo, e il rigonfiamento dove mettono capo, si tro, grossissimo e superiore, sì flàce frontale ; \

scorge, come fece osservare il Prochaska, che il terzo, mezzano quanto a grossezza, è il ramo l

tra essi e la rocca i filamenti anteriori, di cui nasale.


parlammo, rimangono al tutto separati. 11 loro \P Ramo lagrimale (nervo lagrimale). |

volume, la loro bianchezza, la loro separazio- Si separa questo dalla branca ottalmica este-
ne, li fanno discernere; non si uniscono essi riormente, e nell’ atto che questa cangia dire-
al rigonfiamento, ma vanno al foro mascellare zione per ascendere sopra il motore comune j

inferiore, si congiungono alla branca dello degli occhi. Quindi penetra in un condotto
j

stesso nome, e si diportano, con essa, nel mo- particolare presentatogli dalla dura-madre, che
do eh’ ho esposto; riescono stranieri al ma- tiene una direzione obbliqua verso il di fuori e j

scellare superiore ed all’ ottalmico. Tali suno il davanti, cd al quale è aderentissimo. Uscito |

adunque, in ispezial modo, i filamenti della da questo condotto, che solo ha la lunghezza
prima origine che costituiscono e il fascio ap- di alcune linee, portasi lungo P esterna pareie
pianato, e quel rigonfiamento la cui forma tie- dell’ orbita tra il periostio e 1’ abduttore, per-
ne e del plesso e del ganglio. Ora le tre bran- fino alla glandola lagrimale ed alla superiore
che dei nervi Irigeraelli si dipartono, nel modo palpebra. — In tale tragitto, somministra due
che segue, dalla convessità dell’ indicato rigon- filamenti, l’uno posteriore o sfeno mascellare.,
fiamento. — La prima, che si separa all’innan- va ad anaslomizzarsi con un filamento della
zi, è VottO'lrnica ; è la meno considerabile. Al- branca mascellare superiore 1’ altro, anterio-
:

lontanata, fino daU’origiue, dalle altre due s'in- re o malare., esce per un condotto scolpito nel-
NEETI della vita ANIMALE
*>>

i .>

i’ osso raalare, e si aiiastoraizza sulla guaiicia, d un piano un poco posteriore a quello de'fi-
con un filamento del nervo facciale sovente : lamenti del ramo esterno, De’ quali filamenti
innanzi che esca dall’ orbita, questo attraversa parecchi si perdono, al di là del frontale, ne!
la gianduia lagriniale. —
Pervenuto a siffatta tessuto cellulare sotto-cutaneo.
gianduia il ramo lagrimale si solleva nella su- b. Ramo frontale esterno. Segue esso
perfìcie interna di questa, e somministra tre la primitiva direzione del principal rame, del

o quattro filamenti che vi si distribuiscono. Cjuale forma ver.mente la continuazione, e~


Uno o due n’ escono talora per unirsi a quello sce dall’ orbila pel forame orbitale superio-
che perfora V osso malare altri vanno alla re, quando semplice, e quando già diviso in

;

congiuntila molti restano nella gianduia.


: due filamenti. Subito dopo, somministra un
Il ramo stesso, attraversata codesta gianduia, filamento che si porta trasversalmente al di
si porta al di dentrOj dietro 1’ aponeurosi ove fuori, e che, suddiviso nella palpebra supe-
si espande il tendine dell’ elevatore della pal- riore, s’ anastomizza con quelli del nervo lac-
pebra superiore, e si perde con molti filamen- ciaie, ascende sulla fronte, e passa dietro ii
ti per questa palpebra stessa. sopracciglio. Sovente tale filamento, indicato
2.° Ü
amo frontale (nervo frontale). Si dagli autori, manca. Quasi sempre, ai luogo
separa, dalla branca otti lmica, dopo il iagrima- dell’ uscita, ne ho trovalo un altro che si re-
Ic, della quale, chi badasse al volume e al tra- ca verso la radice del naso, e sembra vada
gitto di esso, potrebbe essere riguardato come a unirsi ad uno de’ filamenti del ramo inter-
continuazione. no. Comunque sia, il ramo esterno esce le
S’ introduce codesto ramo nell’orbita tra più volle da un solo foro, anche quando si
la superiore parete di questa el’estreraità cor- è già diviso nell’ orbita ; e si divide in que-
rispondente del muscolo retto superiore d el- sto foro, in due ramificazioni quando vi giun-
fi occhio. Da siffatto punto s’ indirizza obbli- ge semplice. Per ben vedere il tragitto dei
quamente all’ innanzi e al di fuori secondo lo filamenti da queste somministrati , conviene
asse dell’ orbita, e si porla sopra fi elevatore staccare diligentemente, dall’ indietro alfiin-
della palpebra ciò che permette di scorgerlo
; nanzi, la pelle, i muscoli e il periostio del
siccome tosto si è levata la volta orbitale. Es- cranio mediante il manico dello scalpello :
sendo, alla propria origine, semplice, si divi- quando si sono separati fino all’occhio, si
de costantemente in due rami secondari, fi li- possono dissecare benissimo nella loro faccia
no interno e l’altro esternoniente è di: ma interna tutti questi filamenti, che si distin-
siffatta divisione meno costante ; ora infatti guono in profondi e in supcx ficiali. 1 primi
essa avviene là dove il nervo principale entra si perdono pei muscoli sopracciliare e fron-
nell’orbita, ora presso la base di questa cavità, tale e pei tegumenti. I secondi, il cui tra-
nel momento che sta in sull’ uscirne. E anche gitto è più esteso, si prolungano per infino
il volume di codesti due rami secondari, messi verso l’occipite, e comunicano con quelli dei
a] paraggio uno dell’altro, è incostante ora
fi : lato opposto, quantunque però tali anasto-
in latti il volume è uguale in ambedue, ora, quel- mosi sieno meno frec|uenti di quelle che av-
lo dell’uno prevale assai sopra quello delfialtro : vengono coi nervi lacciaie ed occipitale e
e allora fiinterno è. d’ordinario, il più piccolo, che si osservano ne’filamenti piò esterni. Tali
dali considerazioni si possono estendere be- filamenti in ispezie sono supeifìcial ,
ma in-
nissimo a molte altre parti del sistema nervoso. nanzi che lo divengano, serpeggiano sotto la
a. Ramo frontale interno. Si porta in- faccia interna del muscolo frontale, che poi
ternamente e si avvicina alla caruncola del attraversano, siccome anche fiaponeurosi. Al-
grande obbliquo. Subito se ne spicca un fila- cuni antori asseriscono di aver accompagnato
mento che va inferiormente ad anastomizzar- dei ramoscelli per infino al bulbo dei peli :

si con un simile del ramo nasale, di cui presto ma io, coll’ Haller ne dubito. Il torpore che
favelleremo. Parecchi altri, che ne derivano proviamo alla testa per cagione di un cap-
poi, a livello della caruncola cartilaginosa, si pello troppo stretto, dipende dalla pressione
recano alla palpebra superiore, dove cammi- di tali nervi e da quella degli occipitali e
nano tutti dal di dentro al di fuori, e molti so- dei rami del facciale.
vente vanno ad anastomizzarsi con quelli del 3.*^ Ramo nasale (nervo nasale). Appar-
tronco lagrimale, formando un arco davanti tiene sì alle narici come
apparecchio ìa-
all’
fi Qualche volta mi avvenne di dover
occhio. comotore degli ocelli, e tiene il mezzo, quan-
ricercare invano siffatte anastomosi, che altre to a volume, tra il lagrimale e il fronìaìe.
volte si trovano assai facilmente ricevendone ;
Entra nell’orbita, attraversando l’estremità
pure muscoli sopracciliare e frontali. Poscia il
i posteriore del muscolo retto esterno, unita-
ramo esce dall’ orbita fra la caruncola del gran- mente al motore comune dell’ occhio che è
de obbliquo e il foro orbitale superiore e, ;
situato un poco più al di fuori che esso, è
rivolgendosi all’ insù, va a perdersi per li mu- al motore esterno che si trova più all’ ingiù
scoli frontale sopracciliare, trovandosi sopia ed in opposta direzione, .^scende tale ramo oh--
APPARECCHIO conduttore DEL SENSO E DEL MOTO
l)iiquaraente al sopra dei nervo ottico ti-
«li naso, e va a perdersi per li tega eu il este-
no alla parete interna dell' orbita , coperto, riori. Altri filamenti somministrati da Ila ste.s-
in tale tragitto , dal muscolo retto superiore sa ramificazione in nnmero di due o tre, di-
cui separa dal nervo ottico, poi situato al «li scendono sulla pituitaria, là dove questa ri-
sotto del grande obbliquo, in molto tessuto copre parte esterna e anteriore delle nari-
la

cellulare adiposo, dove dividesi in due rami ci, e hanno termine sopra
di questa presso
secondari.— Penetrando in tale cavità, o prima, r anteriore estremità del turbinato inferiore.
il ramo nasale somministra un filamento corto Talorauno per nu qualche trat-
di essi trovasi,
che costefforia
oD
esteriormente il nervo ottico e
^
to, rinchiuso in un canale osseo. Non pare
recasi al s-an^lio ottalraico. Talvolta ne som- che ninno di cotesti rami si rechi nel seno
ministra due che si diportano ugualmente. frontale o nelle cellule etmoidali , a malgra-
Uno o due filamenti ciliari^ e qualche volta do di quanto ne dicessero alcuni autori.
più, si spiccano immediatamente da esso sopra b. Ramo nasale esterno. Coslitulsce
il tiervo ottico, dopoch'esso abbia tenuto co- questo la continuazione del ramo principale
municazione col ganglio. I quali filamenti e cammina luogo l’interna parete dell’orbi-
quantunque indipendenti da quelli del ganglio ta. Giunto presso la troclea del grande ob-
verranno insieme a questi
stesso, descritti,per- bliquo e sotto di questa, si anastomizza con
chè tengono la medesima via. — Arrivato in un filamento del ramo frontale interno, quin-
mezzo parete interna deH’o vinta, e di rin-
alla di esce dall’ orbita ,
e si divitle in più fila-
contro al foro orbitale interno ed anteriore, menti, de’quali gli esterni si distribuiscono:
il ramo nasale si divi'le in due rami secon- i.o alla palpebra superiore, ove si trovano al-
dari di ugual volume «le'quali l’uno spetta
: cuni filamenti del ramo frontale ; 2.0 all’in-
alle narici e l’altro è esterno. feriore, ove si uniscono ad alcuni filamenti
a. Ramo nasale interno. Ma questo ramo sottorbitali, e anche ad alcuni del facciale 3 .o :

un tragitto estesissimo e molto considerabile: sul sacco lagrimale. I filamenti interni si di-
e venne con grande esattezza descritto dallo stribuiscono 1.0 sul dorso del naso, dove tal-
:

Scarpa. S’introduce in compagnia d’un ramo volta si scorgono anastomizzarsi coi filamenti
arterioso, pel foro orbitale interno ed anteriore, sotto cutanei del ramo interno, che si sono
in un piccolo canale che si porla al di dentro e recati nel modo che abbiano indicato, dalle
airinsù, e riesce nel cranio, sopra la parte in- parti interne alle esterne ; 2.0 nel muscolo
terna del solco etmoidale corrispondente. Qui piramidale ; 3 .o alla pelle.
tale ramo s’ interna in un solco osseo, dove B Branca mascellare superiore (nervo
è coperto dalla dura-madre, dal quale solco mascellare superiore.) —
l’ale branca più vo-

è guidato lateralmente alT apofisi cresta di luminosa dell’ oltalmica, ma più piccola «Iella
gallo : s’ introduce nella piccola fessura che mascellare inferiore, si porta, nell’uscire dal ri-
qui si osserva, e perviene alla parte anteriore gonfiamento comune dei nervi trigemelli, del
e superiore della narice. Poi diventa più gros- quale occupa la parte media, aU’inuanzi e un
so e si divide in due ramificazioni, l’una in- poco al di fuori. Larga da prima, restringesi
terna, e l’altra esterna, i.^ L’interna discen- poi, e, nello spazio cortissimo clT è tra la
de sulla parte anteriore del tramezzo, fra la propria origine e il foro mascellare superio-
pituitaria e il periostio e, dopo un breve tra- re presenta una forma triangolare, e vi con-
gitto, si suddivide in due filamenti, l’uno serva, al par che l’ottalruica, un colore un po- I

de’ quali, sottilissimo, discende sulla faccia in- co grigiastro, e una disposizione plessiforme I

terna dell’ osso del naso e finisce ramifican- apparentissima, che perde alla sua entrata !

dosi per gl’ integumenti del lobo; sovente, nella fossa pfcerigo-mascellare. Introdottasi nel |

fino dalla sua origine, s’introduce in un ca- foro rotoniio dello sfenoide, penetra pure nel- 1

nale osseo scavato nell’ eminenza nasale del la fossa pterigo-palatina, e l’attraversa oriz- I

coronale, altre volte in un solco osseo, al qua- zontalmente, immersa in molto tessuto cel-
le gagliardamente aderisce l’altro, un poco ; luloso, in modo che il tragitto di essa rie-
meno sottile, discende sulla membrana pitui- sca qui presso che doppio del precedente. In-
taria, a livello del margine del tramezzo, e trodotta alla fine nel canale sotlorbitale ,
loi
finisce suddividendosi, presso la sua base. 2.0 copre tutto, e spandendosi oltre l’orifizio
l/a esterna diramazione spetta all’esterna pa- anteriore terminare alla fac-
di questo, va a
rete delle narici la quale manda a principio
; cia. —
Si deve aduu([ae esaminare la bran-
un filamento che s’ introduce in un canale o ca miscellare superiore; t .0 nel suo passag-
solco osse«) scavato sull’ osso del naso o sul- gio pel forame rotouflo dello sfenoide 2.0 ;

r apofisi nasalepoi trovasi a nudo sulla par-


;
nella fossa pterigo-mascellare ;
3 .o nel canale
te posteriore della membrana pituitaria, nella sotto-orbitale -^ nella faccia.
; 4
parte inferiore del naso «juì, attraversa li-
: i.o Ramo La branca mascellare,
orbitale.
no tle’ piccoli fori di tale porzione ossea, o ja.assando pel foro rotondo, manda un ramo
passa .sotto il margine inferiore cleU’osso del al jnanto considerabile, che si porta all’innanzi
NERVI DELLA VITA ANIMALE

ecl air ili SU, e penetra nelPorbila per la les- dono di vista. 2.0 Altri rami brevissimi van-
sui a Pervenuto in siila Ila
sfeno-niascellare. no al turbinato medio tra’ quali il più alto, :

cavila, Jividesi in due lilamenli l’uno dei ,


dopo certo tragitto sulla superficie conves a
quali, il inalare, anastoniizzatosi prima col di questo, Io attraversa per un picciolo fora-
lagriinale, s’ introduce poi nel condotto del- me, e svanisce di subito sulla superficie con-
r osso inalare per recarsi alla faccia e distri- cava del medesimo nella pituitaria, gli altri
buirsi pel palpebrale, e per la cute, e unirsi terminano sopra la posteriore sua estremità.
al nervo facciale; P altro, W temporale, tra- 3.0 Finalmente ce n’ha altri picciolissimi i
versa la porz one orbilale dello stesso osso ina- quali, riuniti subito in uno solo, si curvano
lare per recarsi nella fossa temporale e ana- sul davanti del seno sfenoidale e toccano un
s'toinizzarsi colle branche del mascellare infe- poco la parte posteriore del tramezzo , nel
riore, ascendere poi al di fuori ed all’ indie- luogo ove non si possono accompagnare gli
tro, traversare aponeurosi del muscolo tera-
1’ olfattori. —
Un solo ramo si scorge, pro-
}>orale, divenire cutaneo, comunicare coi fi- priamente parlando, sul tramezzo, ma questo
lamenti superficiali del facciale, e diramarsi è il più considerabile di tutti gli altri stalo
a.l'a fine pei tegumenti delle tempie. 2.0 — scoperto dal Colunnio, e denominato poi na-
;

Pervenuta nella fossa plerigo-raascellare, la so-palatino. 11 quale sorto dal rigonfiamento


branca mascellare superiore gitta uno o due o dall’addossamento nervoso della fossa pte-
rami, che si portano all’ ingiù e al di dentro rigo-mascellare s’introduce cogli altri pel
,

circondati da mollo adipe molle. Quando non forame sfeno-palatino, si curva poi dal di fuo-
ce ne ha che uno solo , quesio è abbastanza ri al di dentro davanti il seno sfenoidale, tra-

grosso; ma quando se ne trovano due, sono versando la parete superiore delle fosse nasali
più sottili da prima, ma poi sembrano con- per recarsi sui lati del tramezzo, fra la mem-
tinuarsi con un rigonfiarnenlo denomina- brana pituitaria e il periostio, di maniera che
to ganglio sfeno-palatino àei,ci'\\\.o la priina levando tali due membrane, cJie si atlaccam»
volta dal Meckel, al quale l’arte va debitri- insieme, rimane loro sempre aderente e non
ce di molto per la descrizione delle branche al tramezzo. Pervenuto sopra di questo, si
che si spandono da questo rigonfiamento me- volge assai obbliquaniente all’ innanzi e al-
desimo. Nè deve tale rigonfiamento essere l’ ingiù, fino alla parte anteriore ed inferiore
rassomigliato ai gangli, che sono i centri dei di questo, presso condotti incisivi delio Ste-
i

nervi della vita organica non avendone la ;


llone. Qui
s’ introduce in un canale che gli
strutlara e spesso mancandone perfino l’ap-
; è proprio, per recarsi alla volta palatina. Que-
piarenza. Allora se non ci ha che un ra-
,
sto canale non è l’ incisivo e ce n’ ha due, :

mo, questo si divide subito, gonfiandosi un uno per ciaschedun ramo. 11 primo a descri-
poco, in quelli che deggiono recarsi alle par- verli lu lo Scarpa. Sono essi contigui agl’ in-
li vicine; e se ce n’ha due, si uniscono es- cisivi, medesimi mediante li-
solo separati dai
si semplicemente per dividersi po) ma quan- ;
na sottil lamina e P uno è anteriore, l’altro
;

do il rigonfiamento nervoso esiste, non de- posteriore. Incominciano alla parte inferiore
riva che da tale unione e non somiglia pun- del Ir.miezzo, e discendono per la sutura stes-
to ai gangli ecco perchè ne venga descri-
: sa delle due apofisi palatine : di modo che, se
vendo qui i filamenti, mentre riporlo ai allarghisi tale sutura, si veggono divisi, cia-
nei'vi della vita organica quelli del ganglio scheiluno secondo la propria lunghezza, in due
ottalmico. —
Comunque sia da tale ramo ri- solchi e finiscono sulla volta palatina, die-
:

gonfiato, o da questa unione dei due rami si- tro li due incisivi medii. Sovente or l’uno or
tuati sopra il forame sfeno-palatino, se ne di- l'altro, comunicano nel loro tragitto coi con-
[»artano parecchi altri distinti in interni, po- dotti incisivi, ma s’aprono di poi separata-
steriori ed inferiori. mente nella volta palatina. Ho peraltro vedu-
a. Rami interni (nervi s feno-palatini). to due casi in cui, per lutto il loro tragitto,
S’introducono questi, in numero assai varia- non erano separati da sifiàtti condotti che
bile, pel forame dallo stesso nome, nelle cavi- per mezzo d’ una lamina membranosa e non
tà nasali, presso l’cstremilà posteriore del tur- ossea, talché si trovavano gli indicali nervi
binato medio. Conviene dividerli in (picHi {)roprianieuLe in essi del resto non vi si c(»n-
:

che spettano alla parete esterna ed in quelli teueva*io che secondariamente, essendo la lo-
che si scorgono sul trajuczzo delle narici. — ro cavità occupala in ispezic dal prohuiga-
d'ra’ primi, 1.0 due o ti c si recano a [jrincipio mento della pituitaria. Uiascheduu ramo na-
ira il periostio, c fi pituitaria, alla taccia cou- so palatino .s’ introduce in uno di questi pic-
oava del turbinato siqteriore, e vanno a per- coli canali, il destro ueü’iuleruo, il sinistro nei
dersi nel meato corrispondente, [ircsso l’a- posteriore. Amfiidue giungono per tal modo
peuTura posteriore delle cellule et moi dall. Al- alla volta palatina, dove s’ anaslomizzano in-
eiini lilameuti sembrano iatrodiirsi so|n'a 1 sieme, poi si di vido no in moltissimi filamen -
margini di siifitle cellule, ma subito si [)cr- ti che si disperdono [lai ticolarmcnic pei*la
Î.6 APPARECCHIO CONDUTTORE DEL SENSO E DEL MOTO
piccola caruncola raembranosa che osservasi ramo naso-palatino? non sì può vederlo- —
dietro i denti incisivi. Per mettere bene allo scoperto codesto ra-
h. Rami inferiori (nervi palatini). Na- mo è uopo segare longitudinalmente le fos
scono questi o dal rigonlianiento , o imme- se nasali, levare la pituitaria a livello del
diatamente dal ramo o dai rami indicati, condotto palatino posteriore, e la lamina os-
quando il rigonfiamento non esista. Sono in sea, che nel separa allora lo
: si .scorge be-
ìiumero di tre, uno grande e due piccoli. Il — - nissimo. Rompendo poi l’apofisi palatina,
maggior ramo palatino, anteriore agli altri, si rimane la membrana palatina, sulla superfi-
introduce, poco dopo la sua origine, nel con- ciesuperiore della quale si scorgono le ter-
dotto che gli appartiene, e che trovasi fra minazioni di codesto ramo. Quantunque poi,
Fiosso mascellare, il palatino e lo sfenoide, nel levare la pituitaria, si sieno troncate le
€ lo percorre tutto. Mi venne più volle os- diramazioni dei turbinati, tuttavolta si può
servato che, in cambio di formarvi un uni- ancora seguirle. —
Il ramo palatino medio,
co fascio, i filamenti vari di esso si trovava- più posteriore nella sua origine che il pre-
no perfettamente separali tra loro da un las- cedente, discende nella fossa che trovasi sot-
so tessuto, che permetteva di scorgere, senza to il foro sfeno-palalino e s’introduce in un
dissezione , una separazione siffatta. In- — canale proprio, donde esce dietro l’ uncino
nanzi d’eiatrarvi, somministra una prima di- deU’apofisi pterigoidea. Si divide esso allo-
ramazione nasale^ che introducesi a livello ra in due ramificazioni, 1’ una delle quali
della prominenza sfenoidale dell’ osso pala- manda alcuni filamenti all’amigdala vicina,
tino, e dapprima
trovasi fra i turbinati me- e si perde, con quattro o cinque altri, per
dio ed inferiore. Di qua si porta, median- la sostanza muscolare del velo; l’altra, di-
te un filamento, turbinato medio, ue
sul visa in due o tre filamenti, finisce in que-
circonda il margine libero, va a perdersi sto medesimo velo. —
Il piccolo ramo pa-

nella superficie concava di questo per mez- latino, posteriore al predetto, discende tra il
zo d’altro filamento più luogo, si volge po- muscolo pterigoideo esterno e il seno ma-
scia verso il turbinato inferiore, e si distri- scellare; tosto entra in un canale dond’e-
buisce per la superficie convessa di questo sce fra la tuberosità mascellare e l’apofisi
tino alia sua estremità ; e quindi si disperde, piramidale dell’osso palatino. Finisce per
suddividendosi, per la pituitaria. Un poco — due filamenti: l’uno si perde per l’ugola,
Hunanzi che il ramo palatino esca dal cana- l’altro per l’amigdala e per le glandule pa-
le osseo, e presso la volta palatina, gitta una latine.
seconda ramificazione nasale che traversa c. Ramo
posteriore o pterigoideo.
una piccola apertura della porzione vertica- (nervo vidiano). E somministrato posterior-
le dell’osso palatino, penetra nelle narici, si mente dal rigonfiamento sfeno-palatino. Si
reca orizzontalmente sul margine del tur- reca, tutto ad un tratto, orizzontalmente
binato inferiore, ove si suddivide, e perdesi air indietro, e penetra nel condotto osseo,
finalmente presso l’ apotisi nasale dell’osso eh’ e scavata alla base dell’ apofisi pterigoi-
mascellare. D rinchiusale più volte, nel suo dea. Prima però d’ introilur visi, sommini-
tragitto, da un canale osseo, Nei mede- — stra alla membrana del seno sfenoidale due
simo luogo incirca, il gran nervo pala-
all’ filamenti sommamente sottili, che non man- \

tino manda indietro un’altra diramazio-


all’ cano in niun individuo, ma
sovente sono i

ne gutturale la quale, pur rinchiusa in uno sì tenui che si possono, a mala pena, vede-

de’ canali accessorii all’ osso palatino, discen- re. Durante il suo tragitto nel canale, se j

de fino alla regione palatina, dond’esce per ne dipartono alcuni filamenti che si porta- j

un’apertura separata per dividersi sul velo no alla parte posteriore e superiore del tra-
del palato. — I! grande ramo palatino me- mezzo, alla membrana della volta della fa-
j

desimo esce finalmente dal suo canale, a li- ringe, presso P orifizio del canale dell’ Eu-
vello apertura faringea della bocca, si
dell’ stachio, a questo orifiziomedesimo, e simili.
curva innanzi
all’ sotto la volta palatina, e Pervenuto parte
alla posteriore del canale, il
vi si divide in parecchi filamenti principali, ramo pterigoideo ne esce, traversa la sostan-
de’ quali gli uni, esterni, costeggiano la par- za cartilaginosa ch’empie il forame lacero
te interna del margine alveolare superiore, anteriore e si divide in due filamenti, l’uno
e si perdono in quella porzione delle gin- cranico, e l’altro carotico. Il filamento— j

give che la viveste, presso i denti corri- cranico rientra nel cranio, fra la rocca e il i

spondenti ;
gli altri, interni, si spargono per vicino margine dello sfenoide, si porta alla j

la parte media della volta, e mostrano in superficie superiore della rocca, sopra la !

gran parte distribuirsi per le glaiidule mu- quale si rivolge indietro e al di fuori,
all’
j

cose di tale regione anzi è facile il seguir-


;
rinchiuso nel solco che vi si osserva, e co-
perto dalla dura madre che gli forma una
|

ne per iufino a codeste glandule. Alcuni si |

auastomizzano forse con vari filamenti del spezie di guaina alla quale
,
strettamente “l|
ÎVliRVI della vita animale Î7
aileriscp. Poi s’ ÌDlro(ìiice nella parte superio- pebra superiore, ai palpebrale, agl’ integu-
ré dell’ aequidotto del t'alloppio, ove si a- menti delle guance , ai muscoli della radice
lìastoinizza col nervo facciale. Ë accompa- del naso, alla caruncola lagrimale e al sac-
gnato da una piccola arteria. —
Il filamento co lagrimale. Si scorgono alcune anastomosi
carotidiano s’introduce nel canale dello stes- tra le loro divisioni e il filamento anterio-
so nome si reca sull’arteria carotide, alla re del ramo nasale della branca ottalmica,
quale si congiunge e si anastOraizza, intor- il nervo facciale, e talvolta ancora i fila-
no ad essa, col nervo motore esterno e con menti del ramo lagrimale che passanno pei
uno o due filamenti del ganglio cervicale fori raalari,
superiore nel modo che dirò nel descrivere Rami inferiori o labiali. Sono que-
b.
codesto ganglio. 3.*^ dopo aver fornito i ner- sti più considerabili, e si discernouo bene
i

vi della fossa pterigo-mascellare mediante.!’ in- dissecandoli dal di dentro al di fuori, dopo
dicato rigonfiamento, la branca mascellare aver rovesciato il labbro superiore. Discen-
superiore si avanza orizzontalmente sino al- dono somministrando alcune divisioni al-
la fessura sfeno-mascellare, e s’introduce nel r elevator proprio, al canino, al labbiale e
canale infraorbitale da cui prende il nome. alla pelle del labbro. Parecchi filamenti ar-
a. Rami dentali posteriori. Prima di rivano pure al margine libero di questo lab-
entrarvi, manda uno o due rami alquanto bro, e vi hanno il termine. Le glandule mu-
considerabili, che discendono sulla tubero- cose sparse sopra di esse pur ne ricevono.
sità mascellare e s’introducono nei condot- c. Rami interni o nasali. Si spando-
ti ossei che questa loro presenta. Divisi su- no questi sul naso, sulle pinne di esso, si
bito in più tilamenli, giungono codesti ra- prolungano al tramezzo, comunicano col ra-
mi margine alveolare, escono da tali con-
al mo nasale interno, e si distribuiscono al-
dottimediante alcune aperture che corri- l’elevatore comune, al dilatatore delle pinne,
spondono agli alveoli dei tre o quattro ultimi all’abassatore, alla pelle, al principio della
molari, e s’ introducono nella cavità di ciasche- superficie mucosa, e simili.
duno di questi denti pel foro che la loro radi- d. Rami esterni. Sono i raen numerosi ;
ce presenta. Un filamento abbastanza consi- e destinati al maggior zigomatico, al canino
derabile segue la parete esterna del seno, e va e alla commessura, statuiscono parecchie co-
it comunicare col nervo dentale anteriore; municazioni col facciale. —
Si scorge, da tut-
un altro circonda la tuberosità mascellare, to questo, che la branca mascellare superiore,
e va a perdersi per le gingive e pel musco- uscendo, presenta un centro donde emanano,
lo buccina tore. —
La branca infra-orbita- a mo’ di raggi molti filamenti che si distribui-
le, riguardala nel suo canale, non fornisce al- scono per quasi tutta quella parte della faccia
cun ramo; ma spesso apparisce divisa, as- che ha per limiti, in alto, l’occhio, la bocca
sai presto, in parecchi fasci che giacciono all’ ingiù, il naso aldi dentro, il massetere

paralleli gli uni agli altri. Arrivata presso al di fuori. La maravigliosa copia delle ra-

r orifizio esterno, somministra il ramo den- mificazioni non permette di scrupolosamente


tale anteriore. noverarle.
b. Ramo dentale anteriore. Penetra C. Branca mascellare inferiore (nervo
questo di subito nel canale dello stesso no- mascellare inferiore). —
Tale branca- è com-
me, eh’ è scavato nella parete anteriore del posta, come diceva^ da due porzioni distin-
seno-mascellare ; e somministra dapprima te. i.° L’ una, esterna, eh’ è la più conside-

un filamento clic comunica con uno dei ner- rabile, deriva esclusivamente dal rigonfia-
vi dentali posteriori; poi si divide in pa- mento comune del nervo trigemello è trian- :

recchi altri de’(juali ciascheduno, per un con- golare, appianata, più voluminosa delle bran-
dotto particolare, si reca ai denti incisivi, ai che mascellare superiore ed ottalmica, e non
canini, e ai primi denti molari. Nel loro tra- corre che un piccolissimo tragitto avanti che
gitto , codesti filamenti dentali somministra- arrivi al forame ovale. 2 .^ L’altra porzione,
no sovente, dicesi, alcuni piccoli filamenti nascosta da essa, estranea al comune rigon-
che vanno alla membrana del seno mascel- fiamento, derivante dai quattro o cinque ra-
lare ;
ma mi è panilo sempre difficilissi- mi che hanno un’origine separata sopra la
mo il discernerlo 4-*^
:
uscire dal cana- cerebrale protuberanza, passa per lo medesi-
le infra-orbitale, la branca mascellare supe- nio foro ovale, rimanendo sempre divisa dal-
riore si trova sotto 1’ elevatore proprio del la precedente che è molto più grossa di que-
labbro superiore, e si disperde in un nu- sta, e n’è anche diversa per ciò che conserva
mero indeterminato di rami che possono la disposizione plessiforme del rigonfiamento
dividersi in superiori, interni, esterni ed in- fino alla fossa zigomatica, mentre tale se-
teriori. conda porzione ha l’aspetto ordinario dei
a. Rami superiori o palpebrali. Sono nervi. — All’ uscire dai foro ovale, la pic-
alquanto scarsi di numero, e vanno alla pal- cola porzione diviene anteriore; si conginnge
Enclcì. Mtd. T. II.
îH . APPARECCHIO CONOETTOKE DEL SENSO E DEL MOl’O

aiiclie talvolta inlimameiite alla grande, e poi, sopra (juesla superficie, discende obblirpia-;
su tal caso lutti ì rami che seguono non mente all’ innanzi, distribuendo altri filamen-
sono distinti alla loro origine. A-ltre volte ti, e si perde nella parte me<lia del musco-
rimane essa in questo luogo separala, e al- lo ;
nò mai perviene all’ inserzione inferio-

lora mostrano derivarne subito il ramo bue- re di questo.


cale e uno dei temporali prolondi. - — Co-' Ramo bnr.caìe. Più voluminoso che i pre-
munque foro o.vale, la branca
sia, sotto il cedenti, si separa nello stesso punto di (jne-
mascellare superiore sì trova d’ infra la su- s!i, si dirige subito al davanti ed all’ ingiù,

periore parete della fossa zigomatica e il mu- passa tra i due museoli pierigoidei, e dà al-
scolo pterigoideo esterno. Qui si divi le iu due cuni filamenti all’ esterno. Discende poi fra
porzioni, runa superiore ed esterna, l’altra lo pterigoideo interno c la faccia interna del-
interiore ed interna. Si scorge benissimo tale !’ osso mascellare inferiore,
perviene sul buc-
divisione incominciando la dissezione dal rii cinatore, situato dapprima fra questo e ra|>o-
dentro al di fuori, dopo aver spaccato longi- fisi coronoide, conlimia sovente, per qualclic

tudinalmente il cranio e levate le parti Ojsee tratto, il suo corso su questo muscolo senza
che sono situate alla parte interna delia fossa raraifu^arsi, ma altre volte si suddivido non a[)-
zigomatica. — i Dalla porzione esterna <le- pena vi è giunto. ! filamenti che somm iui,>l ra
rivano i rami temporali, il masseterico, il bu- s’intralciano insieme. Ne ho coniato, d’ ordi-
cale e lo pterigoideo. nario, sei o sette provenienti dalla parie inte-
Raìiii temporali profondi. Se ne con- riore del ramo perchè la superiore ({nasi non
;

tano, d’ordinario, due, l’uno anteriore, si- ne sommiministra. 1 primi sottilissimi vanno
tuato alquanto profondo nell’ infossamento al temporale, a livello deli’ apofisi coronoide ;

che la fossa temporale presenta sul davan- gli altri si perdono aeiia spessezza del bueci-
ti ; l’altro posteriore, molto più superticia- natore. Il ramo siesso, divenuto più superfi-
le. Nascono arabidue dall’ estremità della ciale a misura che si andò facendo anteriore,
porzione esterna ma talora il buccale ne
;
si colloca sotto gl’integumenti, e, pervenuto
somministra uno, e il masseterico l’altro. In al margine est(n’no dell’ abbassa love dell’an-
alcuni individui se ne trovano tre. Comun- golo delle labbra, si caccia sotto siffatto mai'-
que sia, assumono i medesimi, per alcun ginc e si perde, risalendo alcun poco, ne’suoì
tratto, una direzione orizzontale, fra il mu- dintorni.
scolo pterigoideo esterno e la parete supe- Ramo pteripoldeo. E di tutti il più pic-
riore della fossa zigomatica indi si curva- : colo. Nascosto pi'ofondaraente dopo la pro-
no sull’osso temporale, a livello di (piella pria origine, tra i museoli [iterìgoideo ester-
spina che qui vi si osserva, e ascendono sul- no e perislafilino esterno, si rivolge all’ in-
la lussa situati profondamente
temporale, giù e va a metter capo nell’interno pteri-
fra quest’osso e muscolo dello stesso no-
il godeo. —
2.*^ La porzione interna della
me. Nel loro tragitto, si dividono in moltis- branca mascellare inferiore si porta dappri-
simi fflamenti che si perdono per la sostan- ma peiqiendicolarmente, quindi si divide to-
za del muscolo temporale anastomizzan- ,
sto, .siccome ho detto, in tre rami.
dosi tra sè, e poi coi temporali supcrfiziali, Ramo linguale (nervo linguale). Sing-
mediante alcuni piccoli fori dell' aponeurosi le essere un poco meno voluminoso che il
temporale, che sovente si scorgono molto dif- dentale cui manda, sovente, un filamento al-
ficilmente. Il ramo anteriore si anastomizza, cun po’dopo che se n’ è separato, 'l’ale ramo,
oltre a ciò, eoi filamento del ramo lasri- un poco più in basso, e sotto la scissura gle-
male della branca mascellare snpcinore, il qua- noide, riceve quello del timpano che for-
le, come dicemmo, attraversa la spessezza ma, con esso, un angolo acutissimo in alto.
dell’ osso raalare. Il luogo della riunione o meno al-
è più
Ramo masseterico. Voluminoso quan- l’ingiù ;
e cpiesta accresce notrd3Ìlmentc il vo-
to i precedenti, è un poco posteriore ai me- larne del ramo che può dirsi me-
stesso, tal
desimi voigesi, al par dì questi, orizzon-
:
no un’anastomosi reale ohe un congiungi-
Salmente al di fuori, e all’ indietro, scorre tra mento, un addossamento di filamenti. Il ra-
la parete superiore <lella fossa zigomatica e mo linguale poi di.scende Ira lo pterigoideo
il muscolo pterigoideo esterno, sul davan- interno e l’osso mascellare inferiore, si reca
ti dell’ apofisi Irasversa del temporale. At- un poco all’ innanzi, si caccia Ira la gian-
traversa poi, nella medesima direzione, l'in- duia soU(j-mas(;cilare e la membrana biuìa-
cav.itma sigmoidea, situata fra il muscolo le, passa, insieme al comi olio escrelorio dì
temporale che è all’ innanzi, la lìbro-carlila- tale gianduia, fra la faccia superiore del miln-
giue articolare, e il collo del ('.ondilo masiaù- joideo e r io-glosso, quindi recandosi tosto
lare clieè ali’ indietro, e perviene così alla su- so[)ra la gianduia sottolinguale, giunge sul-
perficie iiiterua del massetere, dove somnii- le parli laterali della lingua, collocalo alloia
uistra a ]irinci[)io alcuni filamenti posleriori : tra il gciiio-glosso e il linguale: c da que-
NERVI DELLA VITA ANIMALE iq

sto
.
luogo si rt'ca fiuo alP eslrernilà di (jiud- lo scorre tutto j)er quanto sommliu-
e esteso,
la. — In tale li'agiîlo, manda un lìlamcn slrando ai grossi molari e al primo piccolo
mento csleiiorc al plerigoideo interno, iì- alcuni rami che vi penetrano per lo forame
lamenlo che manca talvolta ,
e che ho ve- della loro ra<lice a livello <Sel loro mcnlonie
;

3.
duto anaslomi/zarsi col ramo plerigoi<ieo. ro, codesto ramo si divide in due porzioni,
2 *’'
Fiù in basso, due o tre filamenti sotti- r una più piccola si continua sulla medesima
lissimi si distri!uiis( ono per la porzione po- direzione per la spessezza della mascella e si
steriore ed interna del tessuto delle gingive. dirama alle radici dei denti canini ed incisivi ;
® A livello della gianduia sotto-mascella- Paîtra più gi'ossa, esce pel foro mentoniero
re, questo ramo è in singolar modo varia- e si divide subito in parecebi filamenti che
bile talvolta se ne dipartono parecchi lìla-
;
si anastomizzano, in parecchi luoghi , con
menti, e formano poi un piccolo rigonfia- quelli del facciale e tagliano ad angolo ret-
mento o ganglio, donde si dipartono nuove to la maggior parte de’propri. Facendo il pa-
divisioni nervose per la gianduia. Altre vol- ragone di quella porzione eh’ esce dal canale
te, invece di nn ganglio, ci ha una spezie dentale con quella che entravi, ho osservalo
di plesso dihicile a districare, formato da fi- che la differenza è all’ incirca d’ una metà, es-
lamenti che vanno alla mascellare. Più di sendo l’altra metà rimasta pei denti. Ad iscor-
rado, il ti-agitto di filamenti, il cui numero geve cotesta porzione esteriore, è mestiere ro-
è vario, è allora diretto. 4-*^ della vesciare il labbro e tagliare la membrana della
gianduia mascellare, alcuni filamenti di co- bocca la si trova allora di subito uscente dal
:

municazione uniscono il ramo linguale al foro in un solo fa-cio o in due, che dispiegasi
nervo ipoglosso. 5.^ Poi quattro o cinque al- ad mi tratto in raggi. Qui tutti i suoi fi-
tri lilaraenli si recano al di fuori e all’ in- lamenti poi ascendono a principio fra la mem-
giù, diramandosi per la gianduia sottolin- brana della bocca e i muscoli e nell’asoen- :

guale e per la parte interna e anteriore del dere per siffatto modo gitlano i loro filamen-
tessuto delle gingive. 6.° A livello di siffat' ti all’ abbassatore dell’angolo delle labbra,
ta gianduia, alcuni più grossi filamenti co- all’ abbassatole del labbro inferiore, all’eleva-

minciano ad istaccarsi dal ramo, e penetra- tore del mento, al buccinatore e ad altri. Di-
no, tra la lingua e il genio-glosso, nel tes- vengono codesti filamenti anteriori; ma molti
suto della lingua, la quale, da tale silo fi- rimangono sotto la membrana della bocca,
no alla punta, ne va successivamente vice- c continuano ad ascendere fino al margine
A'endo fino a tanto che il ramo sia dilegua- libero delle labbra, dove finiscono alla pelle,
to. Se Jie noverano quasi dieci o dodici di al labbiale , e alle glandule mneose. Quan-
tali filamenti destinati alla lingua, ì quali do codesti nervi sieno esattamente disseca-
innanzi di penetrarla, se ne rimangono più ti, scorgesi latto l’orlo del labbro inferio-
o meno separati; si accompagnano assai da re ricevere pure molli filamenti che vi si
lungi tra le fibre carnose, ove i più cor- portano di basso in alto, a quel modo me-
rono un lungo tragitto, e finiscono (juasi al- desimo che quelli del mascellare superiore si
la membrana elio riveste le delle fibre. sono portali dall’alto in basso al margine del
Ramo dentale inferiore (nervo dentale laìibro superiore.
inferiore). Un poco più voluminoso essendoché Ramo temporale superficiale. Nasce o-
il linguale, discende oblicjuamente a lato di ra con un solo tronco ora con due rami,
,

questo tra i pterigoidei, poi fra P interno di tra’ quali passa l’arteria sfeuo-spinosa , che
cjLiesli e la mascella inferiore, corrispondendo si riuniscono poi. Circondato orizzontalmen-

internamente al legamentolaterale interno del- te, nella sua parte posteriore, dal collo de!
r articolazione temporo-raascellare. Presso — Condilo, tra questo e il condotto uditorio ,
i’orifizio del condotto dentale gitta un conside- gitta in siffatto luogo due filamenti che si
rabile filamento, che si può chiamare men- anastomizzano col facciale, poi ascende sul
toniero^ e recai! lesi in un solco scavato al davanti del condotto uditorio, cr.perto dalla
disotto dcll’anzìdetto canale nel quale sol- ;
gianduia parotide, somministra al condotto e
co è ritenuto da un’espansione cellulosa den- al padiglione parecebi rami, e giunge alla ba-
sa, che si fa continua al legamento. Uscito se dell’ apofisi zigomatica. Qui, si divide
dal solco, scorre tra la mascella c milo-joi-
il in «lue rami che accompagnano, nelle loro ra-
deo s’apjirossima al mento, ma
,
prima invia mificazioni, le branche dell’arteria tempora-
alcuni filamenti alla gianduia sotto-mascellare le superficiale. Comunicano codesti rami eol-
che sembrano uuiisi qui a quelli del ramo ia branca superiore del nervo facciale, e occu-
linguale, h'inisce con quattro o cinque altri pano tutte le parli laterali del cranio.
idameiili, in prima por lungo trailo distin- §.Neroi motori esterni degli occhi.
IV.
ti, poi dislribniii per li muscoli m^lo-joideo, — Hanno un volume medio, tra quello dei
genio-joidco e digastrico. Il ramo denta- motori comuni e dei patetici poca è la lo- ;

le s’introduce poscia nel condotto dentale, ro estensione, semplicissima la loro distribu-


20 APPAKFXCHIO CONDUTTORE DEL SENSO DEL MOTO

zione. Nascono, con parecchi filamenti riuni- cale superiore, percorrono il canale per quan-
ti dal solco che separa la protuberanza ce- to è esteso, vi ricevono il filamento inferiore
rebrale dalla midolla e da questa protube- del ramo pterigoideo, e n’ escono per risalire
ranza medesima e sono composii talora uel
;
iin po’obbliquamente nel seno cavernoso e re-

punto di delta origine di due branche che sì carsi al motore comune, formando con questo
congiungono dipoi in una sola. La posterio- un angolo acuto all’ indietro ed ottuso all’ in-
re deriva dal solco, e talvolta anche un poco nanzi; lo che dimostra desso riceverli non som-
dair eminenza piramidale; P anteriore dalla ministrarli. Da altro canto sono diversi da tali
porzioïie vicina della protuberanza. Ciasche- nervi, pel loro particolare colore e per la moU
duna è composta di due o tre filamenti, che lezza. Presentano poi i medesimi molta varie-
spesso, situali gli uni dietro gli altri, non tà. Sovente un plesso formato da filamenti mol-

formano punto due porzioni distinte. Co- tiplici circonda la carotide e si riunisce in un
munque sia, e’non puossi accompagnarli nel- solo filamento per congiungersi al motore e-
la sostanza midollare: le più volte si levano slerno dell’occhio e qualche volta le si addos-
;

colla pia-madre , colpa la loro mollezza, al sano nel seno, tre o anche quattro filamenti. Il
luogo stesso di loro origine; ma addivenuti nervo, dopo averli ricevuti, cresce in volu-
neurilema ticl laddove loro si attacca la pia- me, e può essere separato da essi per molto
madre, acquistano tutto ad un tratto della spazio.
consistenza, si riuniscono e formano il cor- §. V. Nervo facciale. — Il nervo fac-

done del nervo. Questo si reca tostamente in ciale, eli’ ha tessitura più soda dell’ uditorio,
direzione orizzontale aH'innanzi e al di fuori ;
col quale lo hanno descritto i più tra gli a-
e pervenuto sulle parli laterali dell’ ajmfisi natomici, corre un tragitto molto più lungo
basilare, penetra nel seno cavernoso median- che questo, ed ha una destinazione assoluta-
te un’ apertura che presentagli la dura-ma- mente diversa. — Nasce dalla parte laterale e
dre; ed anche l’aracnoidea che gli aveva inferiore della protuberanza cerebrale, in quel-
formalo, fino dall’ origine di esso, un invo- la scanalatura che la separa dalla midolla spi-
lucro, Io accompagna fino ad alcune linee nale, al di sotto e un poco al di fuori da’ cor-
presso l’ introduzione sua e si rivolge dappoi pi olivari, d’accanto il nervo uditorio, dal qua-
per ritornare nel cranio. — 11 nervo per- le però è distintissimo. A tale origine ha la
corre il seno cavernoso tenendosi nella parte vista di un cordone midollare formato della
inferiore ed esterna di codesta cavità esterior- stessa sostanza che la protuberanza, niente
mente all’arteria carotide, alla quale si at- neurileraatico, aderente, per lo spazio di quat-
tacca con abbastanza forza, e separato dal san- tro o cinque linee, colla superiore sua faccia,
gue del seno mediante una ripiegatura mem- al prolungarneuto posteriore di una protube-
branosa, ond’è circondato. Nulladimeno lo si ranza siffatta ma divenuto, al di là di que-
:

trova a tal luogo, l’ossastro ;


ma questo è un sta, libero, acquista maggior consistenza, s’iu-
effetto che nasce, nel cadavere, da trasuda- volge nel neurilema e si porta verso il foro
mento. È sottile per la metà di suo tragitto, uditorio interno. Le più volte, oltre la det-
ma sul davanti aumenta in grossezza, ove ta porzione midollare, che costituisce la prin-
cangia eziandio alcun poco la direzione, cb’è cipale origine del nervo, altra ce n’ ba più
verso l’ insù e al di fuori nell’ istante, in ch’è piccola formata da molti filamenti distinti,
vicino ad uscire dal seno. Un’ apertura della come venne osservato dallo Soeramering; fi-
dura-madre, situata sopra di quella della vena lamenti che sembrano formar parte, a pri-
ottalmica, lo trasmette nell’ orbila per la fes- ma giunta, del nervo uditorio, ma si veggo-
sura sfeiioidale. Penetratovi, si trova collocato no tosto congiungersi al facciale. Assai soven-
fra le due porzioni del muscolo retto esterno, te la distinzione tra codeste due origini rie-
insieme al comune motore ed alla branca na- sce quasi a nulla. Comunque sia, il nervo fac-
sale dell’ otlalmico; quindi si volge più al di ciale, nato, nel detto modo dal cervello, e si-
fuori, seguendo, per qualche tratto, la faccia tuato daccanto al nervo uditorio, ne segue il J

oculare dello stesso muscolo retto esterno, e cammino sino al fondo del condotto acustico.
si disperde, alla perfine, per la sostanza di Qui lo abbandona, cacciasi tutto quanto nel-
questo mediante alcuni rami che vi penetrano 1’ acquedotto del Faloppio, e lo percorre per ^

divergenti, e separali gli uni dagli altri, a quel quanto è esteso. Siffatto canale è più notabi-
modo stesso eh’ erano, alla loro origine, dal- le per la lunghezza di quello che pel diametro
la protuberanza. Il motore esterno non som- suo, ha incominciameuto dalia parte superio-
ministra ninna branca ;
ma, come il patetico, re e anteriore del condotto uditorio, sale poi
è destinato ad un solo muscolo. Ma è facile un poco verso il di fuori e il di dietro, fino
r osservare due filamenti che si recano ad es- alla parte superiore della rocca, poscia si vol-
so, alla metà del suo tragitto nel seno, a livel- ge affatto all’ indietro, passando prima sulla '

lo deir apertura superiore del canale carotico. cassa del timpano, quindi all’ interna parete j

I quali filamenti derivanti del ganglio cet vL di questa ; e finalmente discende in direzione *
SERVI DELLA. VITA ANIMALE 2 Î,

perpendicolare per infino al forame stilo- superficie convessa da! padiglione dell’ orec-
mastoideo, ove finisce. —
Il nervo facciale chio, mandando alcuni tilamenli al musco-
corre esattamente codesto canale, cli’è tappez- lo posteriore di questo ; 1’ altro, continuan-
zalo da un sottilissimo prolungamento fibro- do ad ascendere obbliquamente all’ indietro
so, e lo empie affatto in modo che interna- sull’ apofisi mastoidea, si reca alla parte cor-
mente sia libero, come sono tutti gli altri rispondente del muscolo occipitale e distri-
nervi contenuti ne' condotti ossei, che non buisce per questo, siccome per gl’integumen-
contraggono niun’adereriza. Se ne lo ritrareb- ti di tale ragione, mediante le sue numerose

he molto agevolmente, prendendolo ad una suddivisioni. — Dopo un tale ramo, il faccia-


delle sue estremità, se non fossero i filamen- le ne gitta uno che va allo stilo-joideo e
ti che somministra nel suo tragitto. Uscito ai muscoli che si dipartono come esso dal-»
dal forame stilo-rnastoideo, s’incammina al di l’apofisi stiloidea, e anstoraizza, per mez-
si^

fuori e air innanzi, nascosto dalla gianduia zo di uno o due filamenti, con quelli che
parotide, e si divide in due branche, delle derivano dal ganglio cervicale superiore. Un
quali ci facciamo subitamente a seguire l’an- altro ramo, movente dal facciale innanzi la
damento. —
Non somministra nelfacquidotto sua divisione, si reca alla parte posteriore
niun ramo fino a livello del meato del Falop- del digastrico. Un filamento di tale rame at-
pio. Qui riceve il filamento superiore traversa la grossezza del menzionato muscolo,
del ramo pterigoideo (nervo vidiano). 2 .*^ Poi ascende verso le interne parti, dietro la ve-
gitta un filamento al muscolo interno del mar- na jugulare, e si anastomizza col glosso-fa-
tello. 3.° Giunto alla parte posteriore delia ringeo mentre che questo sta per uscire del
cassa, ne manda iin altro piccolissimo che tra- cranio prima però gitta un filamento che
;

versa la base della piramide in un’ apertura va a congiungersi al ramo laringeo del ner-
quasi capillare e va al muscolo della staffa. vo vago. —
Dopo aver somminislrati li det-
4-*^ Indi a poco il nervo facciale somministra ti rami, i quali non possono dissecarsi che
un altro ramo considerabile, che si conosce dall’ indietro, dopo portata via la colonna
sotto il nome di ramo del timpano. Questo vertebrale, il nervo facciale entra nella pa-
discende dapprima, paralello per alcun trat- rotide, vi si trova a principio
profondamen-
to al tronco; ma tosto si rivolge all’ insù e al te nascosto, poi discendendo obbliquamen-
di fuori e s’ introduce nel timpano per una
;
te, se nel approssima alla superficie ; verso il
apertura situata alla base della piramide. At- terzo posteriore di questa, più dappresso al-
traversa obbliquamente
la detta cavità dal- la branca mascellare di quello che siasi al-
l’indietro innanzi, situato in prima sotto
all' r apofisi mastoidea, si divide in due bran-
l’acndine, poi tra la lunga branca di questa e che, la temporo-facciale, e la cervico-faccia-
la parte superiore del manico del martello, e le. Qualche volta dal luogo d’una divi-
attaccato a quest’ ultimo osso di modo che sione siffatta si dipartono tre branche, al-
non possa eseguirsi da esso niun movimento cune volte anche quattro ; sempre però, qua-
senza che ne partecipi l’ indicato ramo nervo- lunque ne sia il modo, è facile riportare le
so , ma siccome il movimento è sempre una suddivisioni diverse a due capi principali.
spezie di altalena, non ne deriva niun stira- Branca temporo-facciale. Nascosta, co-
mento al nervo, atteso che quest’ ultimo cor- me il tronco, nella parotide, si volge all’iu-
risponde proprio alla metà della leva. Cora’è nanzi e all’ insù, verso il collo del mascella-
giunto al di sopra del muscolo interno di co- re condilo, del quale incrocia, ad angolo acu-
desto osso, cresce un poco in volume e in con- to, la direzione. Uno o due filamenti, som-
sistenza, diviene quasi orizzontale, ma subito ministrati da essa in questo luogo, si profon-
dopo discende all’ innanzi, a lato al tendine dano dietro il e vanno ad
detto condilo,
del muscolo anteriore, col quale esce dalla anastoraizzarsi colla branca
auricolare del
scissura glenoide. Subito dopo, s’ incammina tronco mascellare inferiore. 'Subito dopo, la
verso il davanti e il di dentro, fino alla bran- detta branca superiore sì divide in sette od
ca linguale del mascellare inferiore, nella qua- otto rami divergenti che formano ciò che
le,dopo un considerabile tragitto, s’ incontra, si denomina una zampa d^oca., e vanno a
anastomizzandovisi in alto ad angolo acutis- diramarsi per la faccia e per la tempia. Si
simo. — Tostocliè il nervo facciale è uscito «listinguono in temporali superficiali, in ma-
dal forame slilo-raastoìdeo, e anche prima di lari ed in buccali.
uscirne, somministra parecchie diramazioni Rami temporali superficiali. Sono di
che si distribuiscono alle parti vicine. ordinario due, somministrano alcuni filamen-
Ramo auricolare posteriore. E il più ti alla gianduia parotide, quindi n’ escono e

considerabile di tutti discende per alcune


: ascendono per passare sull' arco zigomati-
linee, poi ascende dinanzi 1’ apofisi mastoi- co del quale incrociano la direzione. Giunti
dea, e recasi dietro l’orecchio, ove dividasi alla lempia, si dividono in mollissimi fila-
in due filamenti. L’ uno si ramifica per la menti, che si diramano per questa regione,
2 'x Avp '.H c >\;)nT roîvn m'.r, sKNsr) ic diîi. moto
if’:i gi' inltA^umenii (' i’’ Moon- iîro-.i l;e!sì|u>r;i- fihuiKMiti d’ un lato c que’ deir opposto, non
!tî, c giungono pf;r infino :ill.i .si)iiinii!;ì del- solo in tale porzione del nervo facciale, ma
la lesta, Soniin inlsl rano posleriornienle, al- ancora nell’ inferior branca di esso. Pure, se-
la parle anieriore de! padiglione dell’oreo condo che gli autori asseriscono, se ne tro-
ebio, alcuni filanicnli die vanno ai piccoli vano qualche volta. Ma in generale (leggio-
muscoli di rpiesla parle, e agl’ inlegnnienli, no essere poche osservazione applicabile
;

e si ana.stoniizzano con quelli del ramo au- non solo al detto nervo, ma eziandio a lut-
ricolare posteriore: comunicano col lem- ti gli altri, giungendosi, di rado, collo scal-
porale superficiale del tronco mascellare in- pello ad una unione, sulla liriea mediana, di
feriore, coi lemporali profondi, e colla bran- due filamenti destro e sinistro del medesi-
ca lagrirnale del!’ ottaluiico. mo paio.
lìami nialari. D’ ordinario sono due, Branca
cercico-facciaìe. Si volge —
che vanno all’ osso inalare, si dividono in questa obbliquameuLe all’ ingiù, nascosta dal-

mollissimi filamenti recandosi al muscolo la branca dell’ os^o mascellare inferiore e si-

palpebrale, al zigomatico, al canino e simi- tuata nella spessezza della gianduia paroti-
li, comunicano col lagrirnale, coi rami infra- de, più ilappresso alia parte interna di quel-
orbiiali della branca mascellare superiore e lo che nell’ esterna. Giunta nell’angolo del-
coi filamenti che passano pei fori dell’ os- la mascella, devia obbliquamentè aU’innaii-
so spargono per tutta quella
inalare, e si zi, sotto il muscolo peUiccìaio,
caccian'iosi
parte della eh’ è compresa fra due
faccia e divide in più rami che s’ auastomizza-
si

lince orizzontali, 1’ una delie quali passereb- no co’ nervi cervicali superficiali. I rami che
be sotto le palpebra superiore e l’altra sot- questa somministra nel suo tragitto sono di
to le pinne del naso. 1 più de’ filamenti ordinario Ire o cjuattro e si possono riferi- :

anzidelli, ohe sono superficiali nella parte re a due principali ordini ;


distribuendo.si gli

posteriore dello spazio corrispondente alla uni al di sopra, gli altri al disotto jdell’ in-
porzione superiore del massetere, si trova- feriore mascella.
no, al pari che le loro anastomosi profon- ,
Rami
sopra-mascellari. Ce ne ha due ;
damente nascosti dai muscoli di questa parte. il primo, alquanto voluminoso, nasce ad an-

Ranii ’bnccaìi. Sono tre che passano tra- golo retto dalla branca rinchiusa ancora nel-
sversalmente sulla [varie media del massetere, la parotide immediatamente sotto il lobulo
c (omuiiicano colla branca cervico-facciale e deir oreccliio. Si porta trasversalmente al-
coi rami malari. Il superiore,
i alquanto l’ innanzi, circonda il inargiiie proliiber.mie
ci>iisi(ierabile, ascende oblvliquamente verso dell’ interiore mascella, e arriva sul masse-
la radice del naso, e somministra molti fila- tere, nascosto sempre dal prolungamento del-
mcnii al zigomatico, al canino, all’elevatore la parotide, l’oslo si suddivide in (*|uaI.li*o o
jtrojvrio e comune del labbro. Sotto a cinque filamenti, de’ c|aali gli uni a.scenilono
(juesto ramo, ce n’ba uno molto considera- verso l’osso inalare, gli altri discendono ver-
iiile, situalo sotto il condollo della paroti- so la parte inferiore del massetere, dove fi-
'!(*, il (piale dà molte volte origine al pri- niscono anastomlzzandosi con ([ueili die se-
mo. Code.sto ramo, il maggiore di quanti ne guono. L’ alibassalore del labbro inferiore,
('Siamo dalla branca di cui tralliamo, estende- le fibre superiori del pellicciaio, e la par-
si molto lontano sul buccina tore, e arriva te inferiore del buccinatore sono da cjneslo
quasi fino alla commessura, gittaiido nume- provveduti di filamenti. — Il secondo ramo
rosi (llamenli dalla superiore e dall’ inferio- nasce a livello dell’ angolo mascellare, inlor-
re .sua [)ar!('. 'i'ulli muscoli e tutte le parli
i
no il cjuale si rivolge somministrando pa-
situale d’ infra la linea orizzontale, che di- recchi filamenti al massetere, o all’ inter-
cemmo passare alia base del naso, e un’ al- no pterigoideo, presso 1’ inferiore loro in-
ti a clic si siipjvorrebbe, passare sopra 11 lala- serzione; cpiindi s’indirizza obbliquamenle
bro inferiore, ne ricevono alcune smldivisio- all’ innanzi e all’ ingiù sulla parte esterna
ni e parecchi filaiuenli vanno ad anasto-
; ed inferiore del massetere, incrociamio l’in-
niizzarsi coi rami inlVa-orbilali della Ijran- serzione delle sue fibre. Presso il margi-
ca mascellare superiore. 3.“ Un altro ramo, ne anleriore di codesto muscolo, si divide
inferiore all’ anzidetlo, (iel '([tiaìe non è le in parecchi filetti, de’ quali alcuni ascendo-
più volte eli’ una divisione, esparge pure al- no, e vanno a perdersi, o pel massetere, o
cuni tilci ti per lo spazio indica t'i, c ne man- pel hnccinatore, menire gli altri discendono,
da ancora al ialibro inleriorc. Del rimanen- c vanno a metter fine ne’ mnscoli ablias,sa-
te, tulli cpicsli divengono,
filetti superficiali lore dell’ angolo delle labbra, abliassatore del
a livello del massetere, tanto più profondi labbro inferiore, buccinatore, pellicciaio, e si-
ijuanlo più anteriormente ci facciamo ad e- mili. Due o Ire di (picsli filetti vanno ad ana-
samlnarli. — !VIi sono parecchie volte indar- slomizzai'si con
fpielli (di' escono dal tor(.>

no latto ad indagare alcnnc anastomosi tra i mentoniero del mascellare inleriorc: i (piali
Ni.KVI Dl',r,r.V VITA AMMALA 23

raiiii, al {laf clic presentano luoi-


i {«rctletli, luug.iim nli anici pntt uheranza
MU'i delia lo ;

ie varietà. Sovente se ne trovano tre che si che tonna talvolta una origine distinta dal-
separano nel tempo stesso, al di sopra del- la prima e questa somministra al nervo la
:

la mascella ne ho contato anche quattro


;
;
[tiri [tarie del suo volume. J?oi[toso intera-
il cui volume, in proporzione, diminuisce. mente, coni’ è, all’ abbandona
istante in cui
Del resto, il numero non porla differenza nel- la [trolulteranza, costituisce subito un fascio
la distribuzione, dipendendo della separazio- ili fibrille distinte, e acquista una maggior con-

ne, quando più o quando men pronta, dei sislenza. Nel lato interno, [tresenla un sol-
fasci componenti il cordone nervoso. co ov’ è collocato il nervo facciale, sendti a ri-
lìanii sotto^/riasceìIa7'i. Nascono irame- do ad esso inliinamente riunito. Il ner- —
dia la men le sotto ruUimo ramo sopra- mascel- vo uditorio si dirige subito oltbliquameii-
lare : anzi talvolta mostrano provenire con fe al di fuori, in allo e all’ innanzi, verso il
questo nìedianle un tronco comune. Ohbliqua- condotto uditorio interno, nel quale [tene-
mente portano
rivolti all’imianzi e all’ingiù, si tra, 11 quale condotto, situato nella parte in-
dietro Pangolo mascellare cheli ricuopre. Tal- terna e posteriore delia rocca, presenta una
ora nascono con un solo ramo ma qualche : larghezza notabilissima, nn orifìzio molto al-
volta ce a’ ha due anche tre separali uno die- largato, una direzione obbliqua all’ innanzi
tro r altro. Comunque sia, si spargono i me- e al di Inori, e una larghezza minore di qiicl-.
desimi divergenti sul margine inferiore della la del condotto uditorio esterno attraversa :

mascella, ove comunicano coi ramoscelli so- i due terzi posteriori della grossezza della
pra-mascellari e con quelli ch’escono dal foro rocca, e finisce coy un fondo di sacco, li-
mentoniero, poi sulla parte anteriore e inle- mitalo juiteriormcnle e internamente dalia
riore del collo, ove di frequente s’ uniscono base della coclea, esteriormente e posicrior-
ai rami cervicali superficiali, e formano con mente dal veslibulo e dai canali semicirco-
questi una specie di plesso spesso manifestis- lari. 11 nervo uditorio occupa, insieme al
simo. 11 pellicciaio e gl’ integumenti cervicali facciale, codesto canale medesimo, senza em-,
ne ilcevono sovrattulto alcuni ramoscelli. — [)ierlo esattamente, come quest’ ultimo em
Dietro a quanlo dicemmo, la distribuzione del })ie l’acquidòtto dei Falloppio, ma vi sembra

nervo facciale si opera in uno spazio, limitato come rivolto intorno sè stesso in modo, ebe
in allo, dalle terapie, ia basso dalla parte su- si può agevolmeuic ildurlo ad una specie di
periore del collo, quale spazio racchiude
il listerella (Quando si rompano le
ap[iianaia.
lutto quanto il volto. Si coinpreiide da questo Iji'iglie cellulose che ne riuniscono fdamenli, i

quale importante influenza esercitar debba il solco che riceve il facciale vi rimane mani-

saH’cspressione della llsonoraia. La consisten- festissimo. Pervenuto al termine del fondo di


za del medesimo, quantunque più compatta, sacco, dividesi in due ordini di rami, della cui
nel cranio, che quella dei nervo uditorio, è «lislribuzione ne dobbiamo ia conoscenza al-
lutlavolla qrri minore d’ assai che non sia io Scarpa, dappoiché, infino a lui, non èra sta-
csleriormente alla delta cavità ed eziandio la che vagamente indicata dagli anatomici.
dentro l’acquidotto dei Faloppio disposizio- A. Branca della Coclea. Discernesi
ne comune alla più parte de’ nervi. Nota-
;

— questa, ben presto, per la sua bianchezza, nel


bilissimi sono le moltiplici anastomosi del me- condotto uditorio dove forma un cordone,
,

desimo., Nè solo si ristringe a congiun"ere i c.ongiuiiio alla branca seguente, ma più dif-
propri ramoscelli a moltissimi altri spettanti ficile eh’ essa non sia, a separarsi in filamenti,
ai nervi vicini, ma eziandio gli intralcia le spes- i aie cordone si dirige verso quella piccola e-
se fiale insieme dal che risulta sulla faccia
: scavazione che corrisponde, nel condotto udi-
una specie di rete, che fu tuLtavoIta troppo torio, alla base della coclea. Qui i numera-
1
esagerala dagli autori nelle loro tavole. Nitin si filamenti, che ia costituiscono
,
divengono
I
de’ nervi della vita animale presenta sì fr.e- [)iu manifesti separandosi un poco gli uni
I quen'.i le riunioni tra’ suoi ramoscelli diversi. c!a;;li altri, ciò clic fa loro assumere una mag-

§ Ne/ A’o udlturio. - - 11 nervo u-


VI. giore larghezza. Passano tosto per molle pic-
diloriu, nolahile per la molle orgaiiizzazio- cole aperture, onci’
è perforala coJesla
I
base,
I ne di che è dotalo, che lo fa discernere da! penetrano, paralellamcnte all’ asse della co-
I lacciaie, nasce, posleiTormenIc, dall’esirc- clea, gli orli lamina spirale, e si span
della
1 mita laterale del ventricolo del eervellello, dono in intinili filamenti, che leiininauo Uilli
ov’è composto di pareceliìe strie midollari, ad un trailo o sulla membrana ond’è lapjiez-
più o meno ap[)areiiti sulla [tarde aiiterio- zaia questa, o sulla sua porzione membranosa:
'
re di co lesta cavità, la cui membrana [tosle- alcuni poi ascendono pci- i’ asse, e si porla
ì More rivolge so[)ra di essi, nei luogo in
si no lino all’ iqticc della coclea, là dove co-
<aii [tassa
dalla della eslreruilà alla [tarlo cor- municano due scale.
le —
Jlel icslo tale [.oi-
, risjtomleulc dei eervellello, Aulei'iormeu zlone del nervo uililorio, del [lari (die la se-
- te, deriva pure ilalia parie anlenorc dei pro- guente, olfrc un’eecezioue alla [lin [iarde delie
ÀPPARECCaiO CONDUTTORE DEL SENSO E DEL MOTO
nervose disîribuzîoal. Infatti ogni qualvolta dagli olfattori che sono neurilematici, e st

wn cordone è dotalo di certa grossezza, pos- prolungano assai da lungi. —


Il nervo udi-

siamo essere certi che i prolungamenti di esso torio ha esso un neurileraa nel cranio? Quan-
posseggono certa estensione per lo contrario
;
tunque mollissimo. Io è per altro assai meno
quella porzione del nervo uditorio che spetta dell’ olfattorio e di quella porzioni degli ot-
alla coclea, quantunque molto considerabile tici eh’ è posteriore alla loro riunione: anzi
nel condotto comune, termina tutto ad un la resistenza di esso non differisce molto da

tratto nella cavità che la riceve : dopo il ner- quella dalla porzione del facciale a cui si
vo ottico, r udito ha fra tutti i nervi, la più sta unito.
rapida terminazione.
B. Branca del vestibulo e dei canali se- Articolo III.
mi-circolari. — Costituisce questa un fascia
congiunta al precedente, ma subito discerni- NERVI DELLA ‘midolla VERTEBRALE
bile da esso, come dicemmo. Tale fascio si reca
air indietro e al di fuori e si divide verso il Sqno di più numerosi : e nasco-
tulli i

fondo di sacco, in cui finisce il condotto udi- no successivamente dalla midolla, dal punto
torio in tre rami. In certi individui, il luogo in cui questa è connessa alla protuberanza, fi-
di siCfitta separazione è osserabile per un ri- no alla sua terminazione. La loro origine, di-
gonfiamento grigiastro e anche rossastro che versa al principiare di codesto prolungamen
Aion esiste in altri. to midollare, diviene quasi uniforme nelle
Ramo maggiore. E anche il più posterio- regioni cervicale, dorsale e lombare di essa,
re ; passa per alcune aperture, ond’ è perfo- dove non presentano differenze che nel vo-
rata la piramide del vestibulo, e dividesi in lume, e nella direzione e lunghezza del tra-
due porzioni. L’una rimansi nel vestibulo, gitto da esse percorso dentro il canale verte-
formando una spezie d’ espasione nervosa brale. Indicheremo successivamente le diffe-
patentissima, di natura polposa, nella quale renze che hanno le origini in ciascheduna
solo si trova la sostanza midollare del nervo. delle regioni. I caratteri poi comuni a cia-
L’altra porzione prolungasi versogli orifizii scun nervo riescono ai seguenti; i.o Cia-
dei canali verticale superiore ed orizzontale, scun nasce con due filamenti, 1’ uno anterio-
e vi si fa continua alla sostanza polposa e re 1’ altro posteriore, filamenti che sono se-
midollare che li tappezza, e forma prima, a parati dal legamento dentale ; 2.0 Ogni fila-
tali orifizii, due spezie di ampolle. mento ha certo numero, di radici primitive
Ramo medio. Al suo uscire dal fascio che lo compongono mediante la loro unione.
comune, penetra ad un tratto nel vestibulo, 3.® I due filamenti corrispondenti corrono,
e si trova, giùntovi, nella cavità semisferica, avvicinandosi, nel canale per un certo spazio,
ove spandesi in filamenti polposi che penetra- e al luogo donde escono si presenta un
no la membrana che la tappezzano. ganglio del quale indicheremo, a suo luogo, la
Ramo piccolo. È il più inferiore. Esce disposizione.
isolato dal condotto uditorio, per una piccola
apertura che vi si trova alla parte esterna, NERVI DEL PRINCIPIO DELLA MIDOLLA
penetra nel vestibulo giunge tutto ad un
;
VERTEBRALE
tratto, all’ orifizio del canal verticale poste-
riore, si espande in quella spezie di ampolla Notabili riescono codesti nervi , e pel i

polposa che qui si osserva, e mostra prolun- modo di loro nascimento, diverso essenzial- I

garsi nel canale stesso. Del rimanente, non si mente dal modo onde nascono quelli della ri- i

possono accompagnare, nei canali semicirco- manente parte della vertebrale midolla, e per i

lari, tali diverse distribuzioni nervose. — Da la loro distribuzione, eh’ è pure differentissi-
quanto si è detto di sopra, risulta che il ma dalla loro. L’origine della midolla, che i

nervo uditorio ha due distribuzioni differen- ha, superiormente, per limite precisola sca- ;

tissime, r una spettante alla coclea 1’ altra


, naia tura che la scevera dalla protuberanza, e
al vestibulo e ai canali semi-circolari. Questa che, oltre a ciò, è separata dalla rimanente i!

ultima è molto analoga a quella del nervo porzione della midolla, mediante il bulbo o ii

ottico che finisce nella membranaretina, rigonfiamento considerabile eh’ essa presenta, I

perchè le espansioni delle tre porzioni della convertesi in basso per insensibile maniera in iì

branca vestibulare somigliano alquanto a ta- codesto prolungamento midollare, sicché, da !|

le membrana. La distribuzione che si forma questa parte, non offre vermi limite determi- i>

nella coclea ha un poco di più analogia con nato. Adunque, più che la distinzione precisa II

quella del nervo olfattorio, per lo modo on- di tali origini, le due precedenti considerazio- I*

de si separano i filamenti perocché, per la


: ni, ciò e il modo per cui c’ incominciano e fan- ji

loro natura unicamente polposa e per la noia loro distribuzione, c’inducono a prendere jt

brevità loro, tali filamenti sono assai diversi in considerazione, in un articolo apposito, i
«ERVI DELLA VITA ANiaiALE 20
îîprvi fiosso-faringeo, vago, ipogiosso, spinale di codesta cavità; uno notabilissimo alfamig-
e sotto occipitale, separandoli dai cervicali. La dala ;
uno o due allo stilo-faringeo che non ri-
loro distinzione poi da quelli della protube- ceve sopraindicati, allorquando questi sono
i

r»anza cerebrale, è decisa sotto ogni riguardo. molto manifesti; dueo tre alla piarle laterale po-
Nerço glosso-jeringeo . — l'ale nervo de- steriore e superficiale della lingua. Sotto a
riva propria origine dalla parte superiore
la questi due rami, tronco getta ancora alcuni
il

e laterale della midolla vertebrale, tra il fac- filamenti, congiuntisi a quelli che si diparto-

ciale ed il vago, ma più in vicinanza a que- no da que’ rami stessi, e che vanno alla farin-
st’ultimo, sotto quel prolungamento che dalla ge, e formano con essi un intreccio che span-
midolla si reca al prolungamento cerebelloso de moltissime ramificazioni per le varie dfivi-
corrispondente, e in quel solco che lo separa sioni dell’esterna carotide. —
Giunto alla ba-
dall’ eminenza olivaie, eh’
è posta
aU’innaii' se della lingua, il glosso-faringeo passa sotto
zi. Tale origine, costituita d’ordinario da due lo internamente all’io-glosso, c
stilo-glosso,
tre o quattro o meno distinte le
radici più si divide quiin filamenti superiori^ die
une dalle altre è, d’ ordinario, separala da si portano intèrnamente alle fibre del lingua-

quella del nervo vago, mediante una piccola le, dove si uniscono a quelle del glosso-stafili-

arteria o una piccola vena, o mediante l’una e no e in ispezìe ai numerosi follicoli mucosi
l’altra insieme: talora non esiste niun inter- di questa parte ; 2 .^ in filamenti inferiori che
mediario : sovente tra esse e il nervo facciale discendono all’ io-glosso, alla membrana mu-
si caccia un piccolo prolungamento della cir- cosa che dalla base della lingua recasi al-
conferenza cerebrale a questo luogo molto l’ epiglottide, de’ quali uno o due mostrano
protubérante. Comunque sia, il cordone che recarsi formando delle anse retrograde al tes-
ne nasce, superiore e anteriore a quello del suto cellulare anteriore di questa cartilagine,
nervo vago, si porta dirittamente al di fuori o forse anastomizzarsi con ejnelli della laringe;
Verso un canale fibroso isolato che formogli 3.^ finalmente in filamenti medi che si pro-
la dura-madre al foro lacero posteriore, do- fondano nelle fibre carnose della lingua sotto
ve non ha veruna connessione col nervo va- r io-glosso, ascendono poscia verso la super-
go all’ uscita poi del canale si trova separato ficie di tale organo, ove terminano particolar-
;

da codesto nervo mediante la vena jugulare. mente ne’ moltiplici follicoli mucosi che si tro-
Andersech e Huber hanno descritto a questo vano a questo luogo, lasciando pochissimi fila-
luogo uno o anche due gangli cii’ io non ho menti nelle fibre carnose stesse. In generale,
trovato mai. —
Kivolto ali’ingiù eaU’innanzi, tali fibre non ricevono quasi niun filamento
passa sulla carotide interna e sotto lo stilo-fa- dal glosso-faringeo, le cui diramazioni diven-
ringeo, quindi fra questo e lo stilo-glosso, del gono superficiali, e si diportano all’ indietro,
quale segue la direzione fino alla parte poste- come si diportano anteriormente quelle del
riore e inferiore (fella lingua, ove finisce presso ramo linguale del nervo mascellare inferio-
la inserzione dell’Io-glosso. In questo tragit’o re ma e’ non potrebbesi dubitare che alcune
;

si spiccano dal tronco del glosso-faringeo dei non ne ricevessero in fatto de’ filamenti, seb-
numerosi rami, i.® Quasi subito, alla sua u- bene un anatomista abbia sostenuto la con-
scita, comunica col ramo siilo-joideo del fac- traria sentenza.
ciale e colnervo vago. 2 .° A livello della ca- §. 11. Del nervo vago.
Nasce immedia-
rotide cerebrale se no spiccano due filetti che tamente sotto il glosso-faringeo, sopra quella
discendono lungo la detta arteria, e si divido- prominenza della midolla vertebrale che a-
no subito in più filamenti de’ quali più si i scende al prolungamento cerebelloso della pro-
uniscono al ramo faringeo del nervo vago, tuberanza, presso la scanalatura che separa la
mentre altri lo incrociano senza anaslomiz- detta prominenza dall’eminenza olivare. L’o-
zarsi con esso tutti continuano a discendere
: rigine di siffato nervo si opera mediante una
sul tronco dell’arteria coi filamenti derivanti serie di filamenti situati gli uni sopra degli al-
da codesto ramo, filamenti che sì uniscono, sic- tri, talvolta la detta serie, mi-
in linea retta;
com’essi, ad altri provenienti dal ganglio cer- nore di poco il mezzo pollice, è in alcuni
vicale superiore, e concorrono alla formazio- punti doppia; ma le più volte è semplice :
ne dei nervi cardiaci. 3.° Uno o due Olamcnli nè alcuno di tali filamenti si prolunga per in-
vanno al muscolo stilo- faringeo. 4-^ Dne rami fino al ventricolo del cervelletto, quantunque
Jaringei^ più volte isolati, die talvolta han-
le lo asserissero alcuni autori. Comunque siasi,
uo t^iiia comune origine a livello della parie si riuniscono i medesimi io sei, olio o dieci
inierior deirapofisi sliloidea, o un poco più filamenti pàù considerabili, i quali, situati sem-
iu basso, si portano al di dentro e all’indie- pre gli uni sotto gii altri, formano un cordo-
lï’o ;
1’
uno è mollo, anzi il più considerabile, ne largo, appianato e sottile, nel quale non
tra quelli del nervo glosso laringeo. Sonimi- comunicano insieme. Questo, circondalo come
iiislraiio parecchi lilelli ai costrittori supe- è dall’aracuoidea che gl’ impedisce di essere
riore c medio della faringe, c alla membrana siiuafo nel cranio, si volge al di fuori e ali’ in-
At>PARECCH10 CONÛtiTTüRE DËL SENSO E DEL MoTO
natizi, destinalogii della
e pei'vieue al canale menti diramanlisi per le vicine parti. Comtì-»
dura-madre, ch’ è inferiope a quello del glos- nica pure coll’ ipoglosso e coi filamenti dei
so-firingeo, e separato da esso mediante un ganglio cervicale superiore.
lrame/-zo fibroso manifestissimo. Rimangono Ramo faringeo. Nasce questo al di sotto,
i filamenti separati ancora un poco in codesto e talora, coni’ho detto, al disopra del fila-

condotto ma, come n’escono, si riuniscono


;
mento di commnnicazione
col glosso-faringeo;
in un solo cordone rotondato, assumendone la e riceve, le più volte, un
filamento dallo spi-
disposizione plessifarrae comune a tutti quan- nale alla sua origine che sembra doppia. Di-
ti i nervi: talora codesta disposizione è ap- scende codesto ramo obbliquamente al di den-
parente, per lo spazio d’ un pollice, senza la tro, incrocia la carotide alla quale è come in-
dissezione , qualche volta formando il nervo, collato, somministra a livello di cjuesta un fi-
tutto ad un tratto, un cordone unito, non la lamento che s’ unisce ad uno somigliante del
si discerne. Nel primo caso, è un poco rigonfio glosso-faringeo, e forma con esso una spezie
in questa parte superiore, dove presenta un di ansa nervosa analoga alla precedente, av-
colore grigiastro, ciò che ha fitto che il Vieus- vicinasi alla faringe, ingrossa un poco giun-
sens ed altri ammettessero un ganglio. Sem- gendo parte superiore del costrittore me-
alla
pre, alfuscire di esso dal cranio, trovasi inti- dio, senza presentare, come fu detto, un gan-
mamente unito ai nervi ipo-glosso, spinale e glio. Qui si espande in più filamenti che for-
.glosso-faringeo, mediante un tessuto cellulare mano il plesso faringeo., il quale plesso è no-
denso, niente adiposo, molto analogo, nella tabilissimo, e fu molto bene delineato dallo
tessitura, ai tessuti sotto-arterioso, sotto-mu- Scarpa. 1 filamenti di codesto plesso sono ac-
coso, sotto-escretorio, e simili, che abbraccia cresciuti da altri moventi dal ganglio cervica-
pure i filamenti ascendenti del ganglio cervi- le superiore, dal ramo laringeo,e singolarmen-
cali superiore. Situato prima anteriormente te dal çlosso-farin^eo : difficile ad istabilirne
air ipo-glosso, nervo vago gli si fa subito
il n’ è la struttura e i filamenti nervosi, come
:

posteriore, lo abbandona sopra l’apofisi tra- negli altri plessi, sono cjui tortuosi, grigiastri,
sversale dell’atlante, per discendere davanti i irregolaraente intrecciati, con molle frequenti
niuscoli retto-anteriore e lungo del colto, este- comunicazioni ,
dopo le eguali, gli uni ascen-
riormente e un poco inferiormente delia ca- dono al costrittore superiore ;
gli altri, in mag-
rotide primitiva. Un tessuto cellulare lasso, ma gior numero, si rinvengono nel medio uno o ;

però alquanto resistente, non mai adiposo, due si portano aìF ingiù, e discendono prima
diverso dal tessuto intermuscolare, F unisce sulla carotide cerebrale poi sulla primitiva,
alla detta arteria, alla vena iugulare e un poco unendosi ad altri nervi.
al cordone che discende dal ganglio cervicale, Ramolaringeo superiore. Nasce al di
lutto che codesta ultima connessione sia meno sopra precedente, dal quale è separalo
del
manifesta delle altre due. Il detto tessuto è mediante un intervallo v'ariabile. Più grosso,
meno denso di quello che osservasi intorno più rotimdato, più manifestamente biancastro,
cotale nervo all’ uscire dal cranio. — Nella passa dietro la carotide interna, discende al
parte inferiore del collo, il tronco del nervo lato esterno del ganglio cervicale superiore,
vago passa a destra dinanzi all’arteria sotto- s’ indirizza aU’innanzi e al di dentro, si curva

claveare, a sinistra davanti la curvatura aorti- alF estremità del detto ganglio formando una
ca, si volge alF indietro, penetrando nel petto, ansa notabilissima, poscia si divide subitamen-
' ove cresce manifestamente in volume, passa te in due rami secondari, F uno de’ «piali va
alla parte posteriore de’bronchi, fra questi e nella laringe e F altro si porta al <li fuori di
la pleura, e gli abbandona subito per allaccarsi siffatta cavità.In tale tragitto non sommini-
air esofago sotto il sembiante di sottile cor- stra che alcuni ramoscelli onde si unisce al
done quello del lato sinistro è païen lemenle ganglio cervicale e all’ ipoglosso, e concorre
;

più anteriore di quello che deriva dal nervo al sopraindicato plesso. —


II ramo laringeo
destre). Ambidue giunti alla parte inferiore esterno si porta all’ ingiù e al di dentro, man-
deli’ esofa go, passano con questo per F aper- da ramificazioni al costrittore inferiore, altri
tura del diaframma, e si diportano sullo sto- ne manda al crico-liroideo, e tra questi alla la-

i

maco nel modo che diremo. Le divisioni ringe medesima,*' Ira le cartilagini tiroide e cri- :

de! fiervo vago possono essere considerali nel coide. Delle cpiall ramificazioni le più passano I

collo, nel petto e nelF addome. nelF intervallo tra le libre carnose; altre si

A. llami cervicali. —
Traversando il suo spargono sulla parte esterna dei detti muscoli i

canale fibroso, il nervo vago cotnunica uno o e della gianduia tiroidea, difilciic a seguire !

due volte collo spinale. Allo uscirne, manda nell’ interna parte «li siffatta gianduia. 11 —
. ì

un filamento che si unisce ad un altro deri- ramo laringeo interno si porta fra Fosso ioi- i

vante dal gl(,)ssu-fariugeo. La (piale unione co- «le e la cartilagine tiroidea, p.tssa in nn’apet- |

stituisce suvenlc una piccola ansa e dalla con- tura «Iella membrana che unisce «jueslc due |

vessità della quale si spiccano parecchi fila- parli, e si espande, lutto ad un IraKo^ iu tre i
NERVI UELIwV VITA ANIMAI,!' 27
O quattro ramificazioni, l’utfe le superiori si ria succlavia, incurva tosto, e 1’ abbraccia
s’

portano in quello spazio che ci ha tra la det- a mo’ di ansa, quindi si porta al di dentio,
ta membrana e l’ epiglottide
si anastomizza-
;
nascosto dalla carotide e dalla tiroidea in-
no mediana, colle opposte,
talora, sulla linea feriore, si attacca alle parti laterali della tra-
e si distribuiscono per la membrana della fa- chea, e ascende pel solco che la separa dal-
ringe, per la gianduia delTepiglottide e perTe- l' esofago, per infino alla laringe dove fini-

piglottide. Nella quale fìbro-cartilagine pre- sce. —


In tale tragitto, gitta, dalla con-
sentano una disposizione che non è stata in- Amssilà della sua ansa, due o car-
Ire filetti
dicata dagli autori. Molli de’ forami ond’ è diaci cì\q vanno a congiimgersi con quelli che
quella perforata ricevono un hlamento che derivano dal ganglio cervicale inferiore, e a
non SI può accompagnare più in essa, ma che due o tre che derivano più in alto dal ner-
si vede manifestamente penetrarvi. La rami- vo vago. Questa unione costituisce mi in-
ficazione inferiore, più notabile che le prece- treccio notabde fra la sotto claveare e la tra-
denti, s’introduce, dietro la cartilagine tiroi- chea, 2 .^ Al di sopra di filamenti, od
siffatti

dea, nello spazio triangolare che lo separa dal- anche a livello di essi, nascono assai di spes-
la cricoidc, vi gitta parecchi filamenti paten- so mediante aìcime origini comuni , i fila-
tissimi che vanno alla gianduia aritenoida, al- menti polmonari, molti de’ quali derivano
la membrana dei ventricoli ,
e alla tiro-arite- dall’ intreccio sopramraentovato ce n’ ha poi :

noidea, poi, rivolgendosi all’ indietro, viene a uno più considerabile degli altri, l’ali fila-
distribuirsi per la membrana della laringe, menti discendono in prima sul davanti della
per li crico-aritenoidei laterali e posteriori, trachea quindi si gittano sopra le arterie
,

per li aritenoidei, e comunica col ramo larin- polmonari , accompagnandole nella loro di-
geo inferiore. — Dopo somministrato il ramo stribuzione pel destro polmone, ove è ma-
laringeo superiore, il nervo vago discende, lagevole il seguirli :
parecchi tra’ filamenti
per qualche tratto, lungo il collo senza som- che se ne spiccano vanno ad aumentare i fi-
ministrarne altri. Talora, sebbene di rado, uno letti cardiaci. Ascendendo lungo la trachea,

o due filamenti gittano sulla carotide e vi


si il ramo laringeo inferiore somministra, 3.^,
si perdono ; le più volle un filamento va ad à\c\xn\ filetti esofagei che s’ aua.stomizzano,
anastomizzarsi con quello che l’ansa dell’ipo- in questo canale, con quelli del lato opposto,
glosso somministra ai muscoli sterno-ioideo e e con alcuni de’ cervicali gangli : alcuni
sterno-tiroideo. filetti tiroidei, che si spargono in pochissi-
Rami
cardiaci. —
Il tronco del lato de- mo numero sulla parte inferiore della tiroi-
stro somministra sempre, circa un pollice e dea senza che si veggano manifestamente
,

mezzo sotto 1’ origine della carotide dal suo penetrarvi; 5.^ alcuni filetti tracheali, dei
lato medesimo un ramo che discende ob-
,
quali taluni penetrano la membrana poste-
bliquamente, si attacca a codest’ arteria di- ,
rio'^e della trachea, si arrestano in parte nelle

scende poi sul davanti dell’ arteria innomi- glandule mucose, e in parte vanno alla mem-
nata, poi suiraorta, e si perde nei filamenti del brana interna gli altri penetrano in questo
;

ganglio cervicale inferiore che vanno al davan- condotto, sui margini laterali di esso, e fra
ti del cuore. Sotto il detto ramo, ch’è costante, leestremità degli anelli fibro..cartilaginosi, re-
un altro e talvolta due, meno considerabili e candosi pure alla membrana interna. Ilo so-
variabilissimi si dipartono per la medesima vente accompagnalo questi ultimi che sono
destinazione dal nervo vago destro. 11 tronco variabili in numero, — Pervenuto alla parte
del lato sinistro somministra pure un ramo inferiore della laringe, il ramo di cui trat-
costante che discende lungo la carotide si- tasi si caccia sotto il margine del costrittore

nistra , attaccasi alla curvatura aortica, e si inferiore, dopo avergli invialo alcuni filetti
getta medesimamente nei nervi che derivano si divide sovente, a questo luogo, in due o
dal ganglio cervicale superiore per recarsi ,
tre filetti principali, che si suddividono to-
al cuore. Talvolta ci lia due o Ire filetti in- sto ; delle quali suddivisioni alcune si reca-
feriori a questo, che pure si recano dal ner- no alla superficie mucosa
faringe che della
vo vago sinistro al cuore ; ma le più volte tappezza la parte posteriore della laringe
mancano. A destra sono più costanti. mentre la più parte di essi recandosi a que-
Ramo laringeo inferiore (nervo ricor- st’ ultima, si spargono in prima per i crico-

rente). Tale ramo, che nasce nel petto, aritenoidei posteriori e per l’ aritenoideo,
quanlnnqne la distribuzione di esso appar- quindi , penetrando sotto la cartilagine ti-
tenga particolarmente al collo, è un po’ di- roidea, per li crico-aritenoidei laterali e pei
verso a destra da quello che è a sinistra. Pas- tiro^arilenoidei. Molli si anastomizzano con
so ad esaminarlo nel primo degl’ indicati due quelli del laringeo superiore. — II ramo la-
lati quindi accennerò le differenze che pre-
;
ringeo inferiore sinistro nasce, nel petto, as-
senta a sinistra. 11 ramo laringeo inferiore sai più in basso che il destro, s’incurva al
destro nasce, ad angolo acuto, sotto l’arle- pari che questo, formando però un’ an.sa più
aB APPARECCHIO CONDUTTORE DEL SENSO R DEL MOTO

considerabile ond’ è abbracciata la curvatura inferiore, e dal quale nascono filetti infiniti

aortica. I filamenti cardiaci e


polmonari di che accompagnano la distribuzione dei bron-
ijuesto appartengono singolarmente alla
par- chi, dividendosi senza fine, e anastomizzan-
dell arteria pol- dosl insieme. I quali filetti mi paiono quasi
te posteriore del cuore e
quelli del ramo destro si distribui- lutti destinati per la membrana e per le giaii-
monare,
scono per la parte anteriore. Del lesto trat- dule mucose del polmone, non pel tessuto
di codesto organo. Infatti, di roano in ma-
teremo ancora di tali filetti quando terremo
parola de’ plessi cardiaci.
no che inoltransi sopra i bronchi, si veggono
B. Rami pettorali. —
Dopo aver for- successivamente perhuare la membrana po-
steriore di tali condotti , recarsene alla su-
nito nel petto il ramo laringeo inferiore, il
nervo vago si porta all indietro, siccome ho perficie mucosa,
diportarsi c.satlamente
e

detto, e passando posteriormente ai bronchi, siccome i posteriori de’ rami preceden-


filetti
si diportano rispetto
gittasi suir esofago per penetrare nel basso- alla trachea: sono
ti

ventre. I rami che somministra in tale tra- poi quasi esausti verso le ultime ramifica-
gitto sono superiori, corrispondenti, o infe- zioni bronchiali che si possono accompagna-
riori ai bronchi. —
I primi nascono a li- re. Nitino, per quanto si può discernere, si
reca alla sostanza polmonare
vello della parte inferiore della trachea ;
gli non si glttano :

ultimi a livello dell’esofago. che in piccolo numero dai bronchi al diso-


Rami
tracheali inferiori, Sorgono — pra delle arterie o delle vene del polmone.
questi a livello della parte inferiore della tra- Rami esofagei. Dopo aver somministra-
chea, e sono disposti in due ordini: i.°gli to i plessi polmonari , i nervi vaghi forma-
uni, anteriori, in numero di tre o di quat- no due cordoni che discendono lungo l’eso-
tro, passano sul davanti di questo condotto, fago, l’uno aìl’jndietro, l’altro alfinnanzi: il
discendono sopra gli anelli fibro-cartilagino- primo de’ quali appartiene al nervo del lato
si dividono in moltissimi filamenti che
si destro, il secondo a quello del lato sinistro.
,

si uniscono a quelli che derivano dall’ ansa Al lato destro, mentre che somministra fi- i

del ramo laringeo inferiore e del ganglio letti del polmonare , e dopo avergli
plesso
cervicale inferiore, e formano con questi il somministrati, nervo vago si divide in quat-
il

plesso polmonare. Parecchi si gettano diritta- tro o cinque rami considerabili che discendo-
mente sull’ arteria polmonare e sulla parte no sulle parti laterali e un poco posteriori
anteriore dei bronchi, la cui distribuzione dell’ esofago.Allontanati gli uni dagli altri .a
accompagnano ; 2.® gli altri posteriori, anche principio, quindi manifestamente ravvicinati,
questi in numero di tre o quattro, si recano comunicano codesti rami soventemente fra sè,
dietro la trachea, e si suddividono in molti fi- e infinesi riuniscono c danno formazione ad

letti, de’quali gli uni si recano alla membrana un cordone unico che discende dal lato del-
posteriore dell’ anzidetto condotto, e po'v:ia r esofago, e dietro di questo per infiiio aH’a-
alla mucosa, oppure si arrestano alle glan- pertura del diaframma che n’è attraversalo. E
dule di quest’ ultima ; e altri si gitcano sulla tale cordone il tronco medesimo del nervo va-

parte corrispondente dell’ esofago, discenden- go, il quale, dopo la sua formazione, viene
done ancora al plesso polmonare. rappresentato da quei quattro o cinque fila-
Rami
bronchiali. —
Dietro i bronchi, menti in cui si è diviso oltre il plesso pol-
e un poco innanzi di pervenirci , il nervo monare. La formazione di tale cordone ras-
vago manifestamente s’ingrossa: lo che di- somiglia, sotto questo riguardo, a quella del
pende dall’essere i filetti, onde componesi il nervo grande splancnico derivante dai gangli
suo cordone, meno serrati che in alto gli uni pettorali. —
Al lato sinistro il nervo vago
contro gli altri. Subito parecchi s’allonlana- è continuato, in pari modo , sotto il plesso
110 dagli altri, e poi si riuniscono e forma- polmonare e lungo l’esofago, da due o tre
no così molte areole che sono empiute dal rami, i quali riuniti insieme costituiscono
tessuto cellulare o dai vasi la quale dispo-
: un solo cordone che sopra il mentovato con-
sizione è assai propria a dare , senza uopo dotto si porta anteriormente, attraversando
di preparazione, un’idea dell’ interna strut- con questo 1 ’ apertura diaframmatica. Ri- —
tura dei nervi. Adunque tale stato plessiforme sulta da tale disposizione che tanto a sinistra 1

non ha veruna particolarità ;


è uguale in tut- che a destra, tronchi dei nervi vaghi pre-
i

to il tragitto del nervo, o essendo i filamenti sentino un solo coi'done sulla parte superto- h

stretti gliuni contro gli altri, non è soltanto re del petto, si dividano, nel mezzo in pa-
apparente, nè suppone alonna addizione di recclii rami e inferiormente si riuniscano <


,

sostanza. Da questo luogo si dipartono parec- novellamente ciascheduno in un solo. Tali i

chi rami che comunicano di frequente tra sé due Ifoiichi comunicano spesso insieme so-
dietro i bronchi, ove costituiscano un plesso pra esofago ed eccone il come
1’ i.° Parce- :
-

notabilissimo, denominato polmonare, al qua- chi filetti si dipartono successivamente dal I

le si recano alcuni fileni del ganglio cervicale nervo vago destro, in prima nel luogo ove 1
KF.RVI DRFLA VITA ANIMALE "1>

è composto questo da più rami isolali, po^ gaslro-epiploica, al g.anglio celiaco destro, al
scia air ingiiì, dove forma un conlone uni -
pancreas. :d duodeno, alla vena porla,
alla ve-
co. Questi filetti si portano obbliqnamenle scicliefla del fiele e al fegato,
intrecciandosi
air ingiù, massime a sinistra su! davanti del- con filamenti numerosi de’gangli celiaci; glial-
l’ esofago, e vanno al tronco dell’opposto tri più manifesti e riuniti sovenle in un ramo

lato accrescendone la grossezza. 2.0 Altri fi- unico, grosso e corto, vanno ai plesso celiaco,
letti,nascenti in pari modo dal nervo va- e contribuiscono, come diremo, ad alcune
go sinistro, e recantesi all’ ingiù e a destra, numerose divisioni, insieme ai filetti de’ vi-
massime dietro l’esofago, vanno a gettarsi cini gangli. —
2.0 J] tronco del nervo va-
sul nervo da questa banda per modo , che go al lato sinistro penetra nei petto davanti
tati comunicazioni rappresentino quasi alcu- l’esofago, e si divide, tutto ad un tratto,
ne specie di diagonali anteriori e posteriori sul piloro in parecchi fileni elie , situati a
che si incrociano con la propria direzione principio superficialmente sotto la membra-
di mezzi ai tronchi discendenti lungo i lati na sierosa, si portano a destra lungo la pic-
dell’esofago. —
Oltre a questi filamenti, mol- ci<da curvatura, dinanzi la coronaria stoma-
tissimi altri formano, all’in-
pure obbliqui si tica che li separa dai precedenti. Inoltran-
nanzi e all’ indietro, nella sostanza medesi- dosi così mandano successivamente .alcuni
ma dell’esofago e comunicano frequentemen- filetti secondari sopra 1’ anteiùo faccia dello

te insieme; parecchi uscenti in ispezialità dal stomaco. I quali filetti discendono obbliqna-
nervo sinistro, si spargono sopra l’arteria menfe, prima superficiali indi profondati
,

aorta, ma non ne ho seguili sulla vena a- tra lo fibre carnose che li nascondono oltre
zigo. Del resto, tutte le dette distribuzioni, il terzo di codesta faccia, la quale riceve, qua-
massime quelle che avvengono sopra 1’ eso- .si esclusivamente,! suoi nervi da tale tron-
fago, presentano alcune singolari diversità; co, menti'e che I’ altra faccia li riceve ilai
dappoiché due individui appena offrono la tronco destro. Giunti al piloro filamenti i

stessa disposizione. Quindi estreme sono le che restano si S[»argono in parte sul davanti
differenze che si trovano nelle descrizioni di tale orifìcio, comunicando qui con quelli
degli autori che hanno scritto secondo le eh* esso riceve dal tronco precedente po- ;

loro osservazioni cadaveriche mentre quelli ; scia recandosi più in là, seguono l’ arteria
che copiano sono sempre conformi ai pro- pilorica, e vanno al fegato, unendosi ai lier-
pri originali. In generale, le comunicazioni ai del plesso epatico. —
Del rimanenlo, l’in-
posteriori sull’esofago sono più frequenti sieme di siffatte distribuzioni nervose, e la
delle anteriori sebbene talora avvenga il
; loro unione eoi nervi de’ vicini gangli, ver-
contrario. ranno esposti, con maggiori raggnagii, trat-
C. Rami addominali. — ~ I due tronchi tando di questi.
dei nervi vaghi si diportano nell’addome di- 111. TVereo v/?i*/2 a/e. L’origine rii co-
versamente. —
i.o Quello del lato destro
§
desto nervo è molto variabile; d’ordinario
penetra in questa cavità alla parte laterale s' incomincia ad iscorgerlo di rlconlro alla
e posteriore dell’ esofago ; e dividesi subito quarta, talora alla sesta ed anche alla setti-
in parecchi ordini di filetti che rappresenta- ma, di rado alla seconda o alla prima delle
no dapprima un plesso manifestissimo sulla vertebre cervicali. Sottilissimo al sito di tale
origine superiore dello stomaco e si distri- origine, nasce per mezzo di una piccola pun-
l)UÌscono poi, gli uni per lo stomaco gli al- ta a ciaschediin lato della midolla fra due
I tri per le vicine parti. —
I filetti stomatici nervi cervicali ohe lo terminano in aito e(l
\ spettano in prima alla parte posteriore del in basso, o tra le due divisioni anteriore e
piloro, ove si fanno continui ai filetti eso~ posteriore d* un medesimo nervo. Talvolta
]

i fagei nascenti nel petto, poscia alla faccia po- quello d’ una banda è più lungo che quel-
\ steriore dello stomaco, dove, manifestissime lo dell’altra ed avviene pur qualche volta che
;

3 e molto ravvicinati e .sottoposti alla super- sia ineguale il loro volume. Comunque sia, a-

1 fìcie sierosa presso la piccola curvatura, van- scendendo l’uno e l’ altro ìaterahiiente lr.i il
3 no divergendo alia'^grande penetrano, a mi-
:
legamento dentato e le radici posteriori dei
\ sura che discendono, la spessezza delie fibre nervi cervicali corrispondenti, va saccessiva-
; carnose, e cessano così d’essere superficiali. menle ingrossando, per Io aggiungersi di alcu-
1 Parecchi, piuttosto che spargersi di tal mo- ni filamenti che nascono gli uni sopra gli altri
[ do per lo stomaco, seguono la piccola cur- ciascheduno mediante due o Ire filamenti, e,
'•
vatura stessa dietro 1’ arteria coronaria sto- che, recan<losi ohbliqnam ente all’ insù e al-
matica, comunicano coi fìlelli del nervo al l’infuori, s’immedesiman o tosto nel cordone
: lato sinistro, e vanno oltre il piloro a per- delnervo per farne parte. Colali filamenti .so-
( dersi nelle parli vicine. I —
filetti che non no tanfo meno obbliqui quanto più supe-
vanno allo stomaco sono posteriori qne- .a riori ultimo poi nasce vicinissimo ;d ner-
;
1'

i sti ; alcuni si recano all’ arteria epatica, alla vo vago, e sotto il foro occipif.ale per cui
3O APPAT» ECCIîlO CONDUTTORE DEL SENSO E DEL MOTO
passa îl li’oiico del quale innanzi di en-
nervo ii sterno-mastoideo, due o tre rami di varia
tra re nel cranio ha lalora tenuta coniunicazio- lunghezza si perdono, tulio adun tratto,
ïie col nervo soUoccipilale. Comunque sia, nella sostanza di codesto muscolo, dopo a-
portandosi sififalto tjervo sempre piu alPinfuori ver comunicalo coi rami del plesso cervicale :
ed inailo, perviene all’oritizio che riceve il uno e talora due rami, nati al di sotto, e
nervo vago, e si trova sotto di questo; penetra talvolta anche nella spessezza di questo, affat-
con esso nel canale che lo riceve, dove talvolta to estranei al muscolo, sono destinati esclu-
ji'è separato a principio da mia lamina ossea, sivamente a codeste comunicazioni, che par-
mentre che le spesse fiale, come ho osservato, tengono in ispecie al secondo, terzo e quar-
non è intermediaria ai medesimi che una ripie- to de’ nervi cervicali. Pervenuto alla facci<a
gatura deU’aracnoidea. Occupa tale nervo la anteriore del trapezio , il nervo spinale vi
parte posteriore del detto canale, e comu- discende e spandevi alcuni rami interni ed
nica verso r orifizio inferiore di questo col esterni che a poco a poco P es auriscono è :

nervo vago al quale è attaccato siffattamente destinato in ispezialilà alla porzione supe-
che si potrebhono credere un tronco solo. riore di codesto muscolo.
— AlTuscir dal canale il nervo spinale slon- §. IV. Nervo ipogìosso —
Codesto nervo
tauasi dal nervo vago, si unisce infimamente che riguardalo nella sua origine è anteriore al
mediante mi tessuto cellulare denso, colf i- glosso-faringeo ed al vago, nasce con io o 12
poglosso, lo abbandona, e si porta dietro la filamenti sottilissimi situali gli uni sopra gli al-
iugulare interna, discende per certo spazio, tri iu linea retta, dal solco che divide le emi-
fungo Tanzidetta vena, quindi si gitta al di nenze piramidali e olivari, ed anche un poco al
fuori sotto lo sterno-masloideo. Giunto al ter- disotto. Ciascheduno de’quali filamenti ha 1 i

zo superiore di tale muscolo, ne attraversa la suo principio da una o due piccole radici.
pane posteriore, diviene un poco superficiale, Situati, qual sono, sulla parte anteriore della
quindi, cacciandosi tosto sotto il trapezio, di- arteria vertebrale, si portano al di fuori, con-
scende sulla faccia anteriore di questo musco- vergenti gli uni verso gli altri, incurvandosi
lo, e vi si perde. —
In tale tragitto, il nervo spi- un poco sopra codesta arteria. Pervenuti di
nale non somministra gran numero di rami. rincontro al forame comliloideo posteriore,
Ramo accessorio del nerco vago. E il rinnisconsi in un solo, talora iu due, e anche
il più considerabile di lutti e gli ho asse-
: in tre fasci che perforano allora separatamen-
gnala una tale denominazione perchè con- te la dura-madre, coalenati lutti in alcuni
corre segnatamente a quest’ Liltimo nervo, canali particolari, che si riuniscono iu un
Eorse che gli antichi anatomici volessero indi- canale comune nel foro coadiloideo, e che si
carlo con quel nome che fu assegnato a tutto ri)UiUigono qualche volta separati per inliuo
«pianto lo spinale. Soemniering lo ha de- quasi all’ esterno orifizio di esso. Nel primo
scritto bene. Questo ramo adunque, che pre- caso, i filetti riescono ail un tronco comune
senta molle varietà , nato per entro il ca- nel foro, nel secondo fuori del cranio. —
nale fibroso della dura-madre, o subito sot- Siccome tosto è uscito, è unito codesto tronco
to, gllla dapprima uno o due filamenti che al nervo vago per mezzo di un tessuto cel-
discendoiia e vanno, riuniti ad uno [)iù con- lulare denso, e situato esteriormente a c{aesto,
siderabile del nervo vago, a formare il ramo ma tosto se ne separa a fine di portarsi obbli-
faringeo di codesto nervo , si porta quindi quamente alPinnanzi e all’ ingiù, e divenire
all’ ingiù e dietro a questo, e vi si trova sempre più superficiale a misura che s’inoltra.
congiunto mediante un tessuto cellulare den- Collocato da prima sulla carotide iatenia, sopra
.filssimo che sembra sovente non formarne l'esterna, e sopra il ganglio cervicale superiore
che solo un fascio. Pervenuto sotto Porigine coperto dallo stilo -joideo, dalla metà poste-
«lei ramo laringeo, dividasi in più fileUi con- riore del digastrico, e dall’ arteria occipitale,
giiingentisi intimamente a quelli ond’c com- apparisce tostamente traile branche della ve-
posto il tronco del nervo vago, che offre a na iugulare interna. A questo luogo, muta
«juesto luogo mia disposizione plessiforme direzione, e si curva all’ innanzi e all’ insù,
manifestissima per ricevere i detti filetti. forman lo un’ansa notabilissima sotto il ten-
^Sembra dunque siffatto ramo patentemente dine del digastrico ma prima si divide in
;

«iestiiiato ad ingrossare questo ultimo nervo due branche, l’una cervicale discendente, e
al quale apparlieusi pel suo tragitto, uieu- l’altra ipoglossa projvi'ia mente detta. d’ale—
tre dipende, quanto all’ origine dallo spi-
, nervo, poco dopo ch’è uscito dal cranio, gllla
nale. Spesso gli è unito siffattamente, che a th- nell’ indicato tragitto un ramo, il quale por-
tica si possono discernere, nò mai ho veduto tandosi all’ comunica
indietro, coll’ ansa for-
che mandasse come fu detto, un filetto all’ipo- mata dal primo nervo cervicale e dal solfo-^
glosso. “ D.i tale ramo, fino allo sterno-mas loi- occipitale, davanti la prima vertebra; quindi
deo, il nervo spinale non fornisce alcun ramo. comunica talora, mediante uno o due filetti,
Rami »v/c/72o-//7rt.s'/tt>/V/e/, Tra versando lo col nervo vago mentre gli è unito.
ÎSÜRVÎ DELLA VITA ANIMALE
A. Branca cervicale discendente. — Na- B. Branca ipoglossa propriamente det^
rice codesta branca, eh’ è molto considerabile, ta. — E tale branca veramente la continua-
nel luogo in cui il nervo fa la sua curvatura
; zione del tronco il quale, dopo aver man-
discende quasi perpendicolarmente sul collo, dato il cervicale discendente, s’ incurva, sic-
situata lungo la vena iugulare interna, giunge come dissi, poi si caccia tra i muscoli milo-
per infino alla metà di cjuesta regione, ove, ri- ioideo ed io-glosso, e s’immerge coll’ arteria»
volgendosi al di fuori, s’anastomizza. mediante linguale, ond’è separato da quest’ultimo, nel-
un arco notabile, con un’altra simile branca, la sostanza della lingua per avere la sua ter-
formata da due rami dei due primi ner^i cervi- minazione in codest’ organo. In tale tragitto,
cali. 11 luogo della riunione è osservabile d’or- questa branca fino al suo termine fornisce po-
dinario per un piccolo plesso più o meno com- chi rami. Innanzi poi d’incurvarsi e cacciarsi
plicato, e le più volte cotale, che il ramo pro- sotto il milo-ioideo, manda un piccolo filetto
veniente dirittamente dal primo nervo cervica- discendente al muscolo tiro-ioideo. Perve-—
le va a unirsi immediatamente alla branca cer- nuta tra il milo-ioideo e l’io-glosso, cresce evi-
vicale discendente ; mentre quello del secon- dentemente in volume per la maggiore sepa-
do, attaccato a questo, in modo da formare con razione de’ filamenti che ne costituiscono la
esso un solo tronco, se ne allontana a livello tessitura ; e poi ne gitta un gran numero che
dell’ansa, e va ad anastomizzarsi al di sotto sene dipartono a mo’ di raggi. i.° Gli unì
con un ramò di cui ci facciamo a parlare, pio- si recano al costrittor superiore della faringe
veniente da codesta branca cervicale, e recan- e allo stilo-faringeo questi filetti sono in i-
:

tesì allo sterno-ioideo e tiroideo. Codesta dop- scarso numero. 2.0 Gli altri, superiori, paten-
pia anastomosi circoscrive un piccolo spazio tissimi quantunque mollo sottili, in numero
traversato da parecchie nervose comunicazio- di cinque o sei, ascendono sulla faccia esterio -
ni. Nella più parte del suo tragitto, la branca re dell’ io-glosso, la coprono con parecchi a-
cervicale discendente non somministra niun nastomosi che avvengono tra gli uni e gli al-
ramo; ma, un poco innanzi che formi l’ansa tri, e tutti vanno a congiungersi ad alcuni fi-
nervosa, ne somministra anteriormente due, letti del ramo linguale della branca mascella-
i quali allontanati prima
1’ uno dall’ altro, si re superiore che scorre daccosto al superior
rendono poscia convergenti, finché si riuni- margine di siffatto muscolo. 3.o Finalmente,
scono in un solo, il quale, rivolto all’ innanzi, altri filetti inferiori vanno al genio-ioideo, al-
si profonda sotto 1’ omoplata-ioideo, e qui si la porzione anteriore dei genio-glosso e al mi-
divide in due filetti secondari, l’uno de’ quali lo-ioideo. —
Poscia, la branca ipo-glossa si
recasi sulla faccia interna di codesto muscolo profonda sui margini del genio-glosso, pene-
e vi si suddivide l’altro traversa codesta fac- tra la sostanza di siffatto muscolo, e distribui-
;

cia e perviene allo sterno-ioideo ,


pel quale sce daprima alcuni filetti nella parte poste-
pur si distribuisce. Al luogo in cui nasce la riore di questo indi, costeggiandone l’ inser-
:

propria convessità, somministra la branca cer- zione nelle fibre carnose della lingua, sommi-
vicale discendente un ramo alquanto notabile nistra successivamente sì a questa come, alle
che costituisce la sovraindicata anastomosi. 1 fibre carnose della medesima, altri filetti, per
filamenti derivanti dal piccolo plesso al (piale infino dappresso alla punta dell’organo, sen-
essa concorre, possono distinguersi in inter- za distribuirsi per altro, manifestamente, per
ni, medi ed esterni, i.o I filamenti interni.^ le papille, che che ne dicessero alcuni autori. In
in numero di due, si profondano sotto l’omo- tale tragitto, nel mezzo della lingua, il nervo
p>lata-ioideo, e si recano all’ interna superficie ipoglosso è assai vicino al suo compagno e
dello sterno-tiroideo, ove si perdono suddivi- quali sulla linea media.
dendosi in due ordini di filetti secondari, gli §. V. Nervo sotto occipitale. Tale —
uni spettanti a quella parte di codesto musco- nervo, simile in parte nella distribuzione ai
lo che corrisponde alla tiroidea, gli altri alla nervi cervicali, ne diversifica in parte, perchiì
parte inferiore del medesimo, posta dietro lo i.o è assai più piccolo ; 2.0 sovente ne manta
sterno, e un poco alla porzione vicina dello la radice posteriore, e quando esiste, non istà
sterno-ioideo. 2.0 I filetti medi sono d’ordi- sulla medesima linea che le radici corrispon-
nario in numero di due; talora, anzi piullo- ilenti di Codesti nervi ;
3.o i rami anteriori
slo di sovente non ce n’ ha che uno, il ([uale (li esso sono meno voluminosi che i poste-
si porta soprala superfìcie inferiore dell’omo- riori, all’ opposto di ciò che avviene negli ul-
plata-ioideo, e vi termina discendendo per timi ; distribuzione n’ è assai meno
fy.o la
questo muscolo fino in vicinanza della spalla, estesa ; 5.o non concorre che molto })oco aj
ò.o I filamenti esterni sono in numero di due plesso cervicale, formato essenzialmente dai
*» di
Ire, sottilissimi
,
sovente malagevoli ad i- nervi cervicali seguenti tutte ledette ra"io-
;

scuopfire. Discendono obbliauamculc al di ni mi eccitano ad imitar Winslow, e se-


inori della carotide, c vanno ad auaslomizzar- paramelo. —
Nasce codesto nervo dalle par-
iJ col terzo c col quarto de’ nervi cervicali. tì laterale e srqicriorc della midolla, sotto d
ArPAflKCCÎÎîO CONDUTTORE DEÎ, SENSO E DEL MOTO
rigoiitìameuto supcriore di essa. Anteriorniea- quali <lislrihuisce iameuli, siccome al
i suoi fi

le, selle in olio fileni riuniti in due o Ire lasci, retto posteriore minore 2P Ramo
occipitale
;

posteriormente soltanto due o tre filetti, ne esterno si porta questo esteriormente, arriva
:

costituiscono le due origini separate dal lega- al piccolo ohìaiiquo, e vi si perde ; 3.o Ramo
irieuto dentato, la cui prima dentellatura si at- cercicale.^ discende esso verso il mezzo del
tacca a livello dell’occipitale; e talora dalner- margine superiore del grande obbliquo, e si di-
To spinale che, le più volte, siccome ho veduto, vi de in moltissimi filetti, i più de’quali si per-
dopo essere asceso tra le due origini de’ nervi dono per la sostanza di codesto muscolo, men-
inferiori a questo, passa qui dietro la poste- tre due di essi, più o meno sovente rarmifesti,
riore, e comunica in alcuni individui mediante tenuissimi, V uno traversando il muscolo, l’al-
un filamento coll’anteriore. Gomanqne siasi, tro passandovi al di dietro, vanno ad anasto-
codeste due radici si portano convergenti ver- mizzarsi colla branca posteriore del primo ner»
so il canale fibroso della dura-madre che Ira- vo cervicale. —
In luogo
o degli
O indicati tre rami
^

metle al di dentro l’arleria vertebrale tras- ;


priaclpali, sei, o anche sette, si dipartono tal-
versano Siffatto canale in direzione opposta al volta ad un tempo dalla detta branca poste-
vaso, attaccandovisi sempre mediante un tessu- riore Sabatier ne indica la medesima divi-
:

to cellulare denso, quantunque molto variabi- sione. Allora il tragitto ne' è uguale, e gli stessi

le sia la relazione che tengono con questo, la muscoli' ricevono il medesimo numero di filet-
quale, più che quella dei nervi motori comuni ti,che solo si se[)arano, tutto ad un tratto, dai
degli occhi, avrebbe potato prestarsi ad alcu- loro rami. Questa non è che una differenza di
ne spiegazioni meccaniche. All’ uscita dal so- forni j.
praracntovato canale, osservasi un piccolo ri-
gonfiamento nervoso grigiastro, che ha la me- 11. Ncavi CERVievm della midolla
desima disposizione all’ incirca, che verrà da verteurale.
noi indicata rispetto agli altri nervi cervicali,
ipiaulunque infinitamente meno evidente. I Tali nervi sono in numero di sette il :

tiue fasci d’ origine, riuniti di poi, formano primo esce tra l’atlante e 1’ epistrofeo; Tul-
nu tronco unico collocato nel solco posterio- timo, tra 1’ ultima vertebra cervicale e la pri-
re all’apofisì articolare dell’epistrofeo, ai lato ma dorsale. Nasce ciascheduno, con due or-
interno dell’arteria vertebrale al quale si at- dini di radici, dalle parti laterali della mi-
tacca e qui se ne staccano tosto due branche,
;
dolla. — Le sono le più pic-
radici anteriori
r mia anteriore e Tal tra posteriore. cole, e nascono successivamente le une sotto
A. Branca anteriore. È la più pic- — le altre sopra una linea retta che non è se-
cola; aU’uscirc dal tronco, si porta dall’ indie- gnata da una scanalatura, come la linea di
tro air innanzi lungo l’ apofisi articolare del- origine delle radici posteriori. Deriva d’or-
r epistrofeo, questa e il retto laterale, ap-
tra dinario ciaschednna dalia midolla per mezzo
parisce anteriormente fra quest’ultimo e il di due filetti da sette in otto fila-
costituiti
retto minore, c allora muta direzione, discende menti separati luogo dell’ origine,
allo stesso
sui ilavanti dell’ apofisi trasversa, abbraccian- ma riuniti poi tutto ad un tratto per dare
dola coti una spezie di arco eh’ è reso compiu- ad essi la formazione. Talora codesti filamen-
to dalla sua riunione con un ramo del plesso ti s’ uniscono in tre filetti. Qualunque poi sia.

cervicale. —
In tale tragitto non si veggono il loro numero in ciascheduna radice, i me-

nascere che alcuni sottili filamenti che esami- desimi, crescendo in grossezza si portano

nati d’ allo in basso, vanno, al retto late- d’ alto in basso, — Le ,

radici posteriori, as-


rale, e al retto anteriore minore del capo ; 2 .*^ sai più notabili delle precedenti, derivano
^d retto maggiore, 3.*^ al ganglio cervicale su- successivamente da una scanalatura abba-
periore, in numero di due o tre ;
4-° ‘d nervi stanza palese, con un numero variabile di
vago ed ipoglosso alcuni, ancor più tenui
; filetti. Ne ho contato d’ ordinario tre o quat-
•'legli altri, si congiuiigono forse all’ arteria tro perla prima, e sei o sette per la seconda,
vertebrale? Che che se ne abbia detto, io non terza e quarta, otto o nove per le seguenti.
ho veduto niente di somigliante. Ho pure molto di sovente osservato, in mez-
B. B ranca po steriore. — Viii della zo a due radici corrispondenti un filetto ,

precedente,» si indietro e all’ insù, nel


reca all’ medio, il quale, biforcandosi dopo breve tra-
tessuto cellulare adiposo cii’emple quello spa- gitto, andava d’ un.i parte alla radice supe-
zio triangolare eh’ è limitato dai muscoli gran- riore, dall’altra all’ inferiore, ed era perciò
de ohbliqui eretto posteriore mag-
e jiiccolo così comune ad ambedue. Ciascbeduii fi- —
giore del capo, dove dividesi, dopo breve Ira- letto d’ una radice nasce con molti filamenti,
gillo, c in modo variabile, ne'' seguenti rami : meno separati al luogo di tale origini che
1
.^'
Piamo occipitale interno: portasi questo non sieno quelli che costituiscono i filetti
{ rasversalmenle al di dentro, fra il grande delle radici anteriori; tutti ingrossano quan-
conqolcsso e il retto posteriore maggiore, ai to più divengono inferiori, e convergono gli
NERVI DELLA VITA ANIMALE 33
unì verso gli altri in ciascheduna radice che no sotto
parte posteriore del rtiedesimo,
la

è per ciò come triangolare. Codeste due — vi spandono


in parte i loro ramoscelli, cui
radici, separate a principio dal legamento in parte giltano sul piccolo complesso e sulla
dentato, e in allo dal nervo spinale, si rav- faccia corrispondente dello splenio, del quale
vicinano tosto inoltrandosi verso il loro co- uno di essi attraversa talorà la sostanza per
lmine orifizio. Il loro tragitto è, nel canale, recarsi alla regione contigua dello sterno-ma-
tanto più obbliquo e più lungo, quanto più stoideo, 3 .*^ Sul davanti della parte superiore
inferiori le medesime , di modo che
sono del grande complesso
parecchi ramoscelli
,
l’uscita della prima è posta di rincontro al- muovono da codesta branca, ascendono al par
r origine sua, mentre le seguenti escono suc- di questa, si perdono nel muscolo, o io per-
cessivamente più al di sotto del punto onde forano isolatamente, e divengono cutanei. 4.^
traggono 1’ origine tra 1’ origine poi e l’u-
: Finalmente a livello della
parte posteriore
scita deir ultima, ci l’ ha intervallo che porta del capo, un numero
variabile di rami occi-
l’altezza d’ una vertebra. Giunte all’ori-— pitali danno terminazione a codesta branca,
fizio del canale fibroso della dura-madre, che si spargono sulla parte media e posteriore
deve trasmetterle al di fuori, si congiungo- del capo e sul muscolo occipitale ascendono
;

no codeste radici 1’ una all’ altra, ed entrano per infino dacanlo alla terminazione de’rami
nel suddetto canale , ove sono separate da ìrontali della branca oltalmica, co’ ramoscelli
im sottile tramezzo, che forma, per così di- della quale talvolta s’ anaslcmizzano.
re, di esso due condotti, — Dopo un breve Branca anteriore. —
Si rivolge questa,
tragitto, i filetti che compongono la radice appena separatasi dalla precedente, sui Iati
posteriore si riuniscono ,
e formano un ri- deH’artieolazione dell’ atlante coll’ epislrofeo,
gonfiamento considerabile, di colore grigia- passa tra le loro apofisi trasverse, coperta dai
stro, di abbastanza densità, di forma ovale, muscoli angolare, spleuio e primo inter-tras-
di sconosciuta natura, ma nel sembiante i*jm- vepale, e si divide ad un tratto: i.® in ram-
mamente analogo a quello de’ gangli della ini superiori.) uno de’ quali va a comuni-
1’

vita organica. Il canale si dilata per acco- care col nervo sotto-occipitale, e a formare
gliere siffatto rigonfiamento , al quale so- davanti l’apofisi trasversale deirallante Pausa
no estranei i filetti della radice anteriore ; sopra mentovata ; 1’ altro manda parecchi ra-
(juesti vengono a riunirsi nel cordone che moscelli al ganglio cervicale superiore e 2.®'
;

esce da codesto rigonfiamento, e formano con in rami inferiori.) in numero di uno e ta-
quello un tronco il cui volume è proporzio- lora di due, che mandano a principio uno
nato a quello delle due radici dalle quali o due ramoscelli al retto anteriore maggiore,
ha derivato l’origine. Codesto tronco com- e vanno a unirsi dipoi alla branca anteriore
pone, a parlar propriamente, il nervo non ;
del secondo nervo cervicale, per mezzo di
percorre che un piccol tragitto, e si divide due o tre anastomosi, e rare volte di una
ad un tratto in due branche, 1’ una ante- sola, per dar formazione al nervo cervicale.
riore e l’altra posteriore. §. II. Secondo nervo cervicale. E',sce —
§. I. Primo nervo cervicale. - — Esce tra r epistrofeo c la terza vertebra cervicale,
molto all’ indietro, fra l’atlante e 1’ epistro- e si divide tutto ad un tratto in due bran-
feo, e si divide tosto in due branche, delle che: la posteriore è la metà meno che 1’ an-
quali la posteriore è la più considerabile: teriore.
all’opposto de’ nervi seguenti. Branca
posteriore. Si volge, siccome—
£t'anca posteriore. —
Si caccia questa, tosto s’ è separata, intorno l’articolazione
tutto ad un tratto, sotto il margine inferiore deir epistrofeo colla terza vertebra, alla cui
del piccolo obbliquo, comparisce tra questo sino viale è contigua, discende a principio un
e il grande complesso, si curva tosto di basso poco, poi risalendo tutto ad un tratto e for-
in alto sul primo , abbracciandolo a mo’ di mando un’ansa, si colloca sulla faccia ante-
ansa, ascende sulla faccia anteriore del secon- riore del grande complesso sotto della prece-
do, recandosi manifestamente al di dentro, dente branca, incrociando un poco i rami
lo attraversa presso la superiore sua estre- che vanno alla parte inferiore di siffatto mu-
mità, diviene sottocutaneo, e si perde nella scolo, risale un poco su questa fàccia, per-
regione occipitale. —
In tale tragitto, co- fora tale muscolo e iltrapezio, e diviene sot-
desta branca comunica daprima , a livello to cutanea verso la parte superiore del collo,
del grande obbliquo a cui gitta un filetto, — In tale tragitto, i.® gitta il ramoscello
in alto col nervo sotto-occipitale, in basso dicomunicazione col precedente nervo; 2.'^
colla branca posteriore del secondo nervo cer- manda un ramo alquanto considerabile, che
vicale, 2.®Al luogo dove s’incurva, se ne passa tra le apofisi articolare e trasversa della
spiccano parecchi filetti gli uni discendono terza vertebra, sotto il margine del comples-
;
sul davanti del gran complesso, gli altri pas- so, per recarsi a distribuire vari ramoscelli
sandovi sotto il margine interno, s’incurva- che sovente percorrono un tragiUo alquanto
Encicì. Mecl T. II.
34 APPARECCHIO CONDUTTORE DEE SENSO E DEE MOTO
lungo, nel minore complesso e nei vicini mu- derabile che separa, percorso dall’ indicata
li

scoli 3.° alcuni ramoscelli si distribuiscono branca; d’altro canto, sollevando lo sterno-mH-
;

sul grande complesso là dove corrisponde a stoideo, si rende subito manifesta la posizione
questo la branca ; 4-^ finalmente i rami coi del plesso cervicale, mentre iì plesso bracchiale
quali finisce codesta branca sono di numero rimansi nascosto ancora, alla propria origine,
variabile, e partengono agl’integumenti delle dallo scaleno anteriore. Il plesso cervicale cor-
parte superiore del collo, della posteriore e risponde al margine posteriore dello sterno-
inferiore del capo. mastoideo , a livèllo della seconda, terza, e
Branca anteriore. — Si porta questa singolarmente della quarta vertebre cervicali ;
all’innanzi e al di fuori, coperta dai muscoli ed è situato sul davanti dello scaleno poste-
splenio ed angolar , gitta un ramoscello al riore, al lato esterno del nervo vago, della
ganglio cervicale superiore, comunica in alto carotide e della jugulare. E immerso in mollo
e in basso colle due branche anteriori an- tessuto cellulare ,
intrecciato di vasi ,
e cir-
nesse, gittandosi nel plesso cervicale. condato da molte glandule linfatiche, ohe so-
§. ITI, Terzo nervo cervicale. Bran- — vente lo coprono, e occupano pure l’inlervallo
ca posteriore. —
E questa più piccola che di quelle spezie di areole eh’ esso forma, mas-
nel precedente nervo, si porta, siccome in sime delle esterne. Somministra a principio
tale nervo, lungo 1’ apofisi articolare, in una codesto plesso alcuni ramoscelli che lo met-
spezie di solco che qui trovasi ;
poi caccian- tono in comunicazione con quelli de’ rami
dosi tra le inserzioni del grande complesso de’ gangli cervicali, s’ anasfomizza, mediante
e del trasversale spinoso, discende per alcun uno o più ramoscelli, col nervo spinale, e ne
tratto in mezzo a siffatti due muscoli ai quali gitla anche uno o due ai muscoli sopra i quali
distribuisce parecchi ramoscelli; quindi per- si adagia quindi lo si scorge somministrare
;

forando i muscoli posteriori del collo, divie- parecchie branche assai notabili, le quali, se-
ne sottocutanea e subito si disperde. In que- condo la posizione loro, possono essere divise
sto tragitto, tale branca manda un ramoscello in discendenti interne, discendenti esterne,
di comunicazione al seeondo nervo cervicale, ascendenti e cervicali superfizialì.
quindi somministra un ramo esteriore soven- A. Branche cerpicali discendenti inter-
te unico, ma composto talora di tre o quat- ne. — Ce n’ ha due la cervicale discendente
:

tro ramoscelli, isolati ad un tratto, quantun- e la frenica.


<{ue contigui , i quali si portano alla parte Branca cervicale discendente. —
inferiore del piccolo complesso, al trasver- dal plesso con due ramoscelli manifestissimi,
sale, ancora all’ angolare.
e talvolta che evidentemente derivano dalle branche
Brancaanteriore. —
Si porta questa a anteriori dei due primi nervi cervicali, cor-
principio esteriormente, poi si volge all’ in- rono un certo spazio rimanendo separati,
nanzi sul tubercolo anteriore della quarta ver- convergono 1’ uno verso 1’ altro, indi si con-
tebra, comunica con un filamento del ganglio giungono in un solo cordone che si porla al
cervicale, e colle due branche anteriori dei di dentro, e va, nel mezzo
del collo, ad ana-
due nervi cervicali tra’ quali è posta, e git- stomizzarsi colla branca corrispondente del
tasi nel plesso cervicale. nervo ipoglosso, nel modo che abbiamo già
§. it^. Plesso cervicale. —
Risulta que- significato.
sto dalla riunione delle branche anteriori del Branca frenica. Nasce sotto la preceden-
primo, secondo e terzo nervi cervicali, i quali te e al termine del plesso cervicale. più gros-
Il

alla loro uscita, comunicano in prima co’ ra- so de’ ramoscelli che la somministra, si dipar-

moscelli del ganglio cervicale, poi si uniscono te manifestamente dalla branca anteriore del
insieme di modo che ciascheduno gitti due terzo nervo cervicale; le più volte va a riunir-
rami formanti due archi coi rami corrispon- si a questo, per darle formazione, un piccolo

denti delle due branche, che gli sono T una ramoscello del secondo talora ne riceve uno
:

superiore, l’altra inferiore; da’ quali archi dalla branca precedente o dai nervi che la co-
nascono alcuni rami che n,ovelIamente si ana- stituiscono. Sempre il plesso bracchiale con-
storaizzano più esteriormente. In generale non corre aneli’ esso all’ origine di tale branca me-
ci ha più che due anastomosi ma estrema- ; diante due o Ire ramoscelli, che vi si uniscono
mente variabili, talché riesce quasi impossibile alla parte inferiore del collo, o, come sovente
ilpoter significare con certezza la disposizione accade, solo nel petto, nè presentano niuna co-
di codesto plesso il quale comunica, in alto,
; stanza rispetto a’ nervi cervicali donde preci-
mediante un ramo spettante al primo nervo samente derivano. — Qualunque siasi il modo
cervicale, col nervo sotto-occipitale, in basso, branca frenica discende an-
della sua origine la
per mezzo del ramo il più inferiore del terzo teriormente alla parte laterale del collo, di
tra questi nervi, col plesso bracchiale. Ci ha mezzo ai muscoli retto anlerior maggiore e
poi tra questi due plessi, formati arabidue dai scaleno anteriore, poi sul margine anterioic
nervi cervicali, un intervallo abbastanza consi- di quesfullimo. Pervenuto nel petto, cotlesla
:*«ERVI DELLA VITA ANIMALE 35
foranea vi penetra fra l’arteria sotto claveare ne. — È assai variabile il modo con cui sì
che è posta aH’indietro, e la vena dello stesso dipartono queste dal plesso ;«ra ce n’ha tre
nome che sta all’innanzs, si porta alla parte 0 quattro, ora due ; le quali varietà non por-
interna cd anteriore del mediastino, passa di- tano ninna modificazione nella distribuzione
nanzi i grossi vasi polmonari, attaccasi al pe- loro, che rimane sempre la stessa ; nè dipen-
ricardio sul quale è manifestissimo aprendo il dono da altra circostanza fuor quella che i
petto, coperto qui dalla lamina delta pleura rami si separino più o meno prontamente.
che Io tappezza, e va a gittarsi sopra il diafram- 1 principali derivano dal terzo nervo cervi-
ma. — La branca frenica destra, più anterio- cale, ed anche il secondo costantemente ne
re e più perpendicolare, si divide, avanti che somministra. Scorgesi pure un ramoscello del
giunga a siffatto muscolo, in parecchi rami, quarto che viene a congiungersi colle me-
che sono uniti fra sè da alcuni ramoscelli di desime o coi loro rami. Qualunque poi siasi
comunicazioni, e che si separano, divergendo, la maniera onde si spiccano, brevissimo, quasi

gli uni dagli altri se ne contano sei o sette,


: nullo è il loro tragitto, e si veggono nascere,
che somministrano a principio alcuni ramo- tutto ad un tratto, molli rami che, secondo
scelli alla faccia convessa del diaframma: quin- la posizione loro, si dijilinguono in sopra-cla-
di gl’ interni, attaccati alla vena cava, si por- vicolari, sopra-acromiali, sotto-clavicolari e cer-
tano alla faccia inferiore di codesto muscolo vicali profondi. I quali rami nascono, con
per l’apertura che essa traversa, si spandono su molle diversità, da codeste stesse branche va-
questa parte, e si anastoraizzano coi ramoscelli riabilissime costante è per altro la loro ter-
:

del ganglio celiaco. Gli altri rami, più lunghi minazione.


di questi, rivolti, divergendo, verso le pareti Rami sopra-clavicolari. Le più volte
anteriori e le posteriori, perforano la parte an- uno di questi discende lungo il margine e-
teriore del centro frenico, non forniscono al- sterno dello sterno-masloideo, o poc’ oltre, tra-
cun ramo a tale aponeurosi, seguono lo stesso versa superficialmente il mezzo della clavL
tragitto che le arterie e le vene, e vanno a cola, spande sul gran pettorale e per Ist
si

spandersi da lunge per la sostanza di codesto pelle, e giunge per infino alle mammelle. Un
muscolo e per la concava superficie del mede- altro, e talora due, si rivolgono più all’ in-
simo, donde parecchi ne sfuggono a fine di co- fuori, pervengono al margine esterno del gran
municare co’ramoscelli dei gangli celiaci, e con- pettorale, discendono tra questo e il deltoide,
tribuire alla formazione dei plessi di questa nella direzione della vena che qui si trova,
parte. — La branca frenica sinistra, più po- e si diramano superficialmenle sopra tali due
steriore della precedente, ed anche più lunga muscoli. Fra codesti precipui rami, altri, più
perchè si volge intorno alla punta del cuore, piccoli, vanno a distribuirsi sul petto.
gilta dapriraa alcuni ramoscelli alla superficie Rami sopra - acrorniali. Camminano
convessa del diaframma, e ne perfora la sostan- lungo il margine superiore del trapezio, più
za con parecchi rami, i più de’ quali s’ acco- o meno allontanati da questo, somministra-
stano all’esofago, mentre gli altri se ne slonta- no a codesto muscolo diversi ramoscelli comu-
nano. Di questi, alcuni ne rimangono alla sua nicanti col nervo spinale che ad esso è de-
superficie concava, e gli altri si portano da lun- stinato, poi recano alla parte superiore del-
si

ge e vanno a unirsi ai ramoscelli del ganglio r acromio, e vi si suddividono in moltissimi


celiaco di questo lato. Sovente d’ ambedue le ramoscelli, che vanno poi suddividendosi secon-
parti, tali ramoscelli di comunicazione presen- do che s’ inoltrano verso il deltoide, del quale
tano varj notabili rigonfiamenti. Alcuni auto- cuoprono la parte esterna ed un po’posteriore.
ri hanno pure descritto certi gangli di co- Rami sotto-clavicolari. — Discendono
desti nervi ma niente è più variabile di co- profondamente, e in numero variabile, nel-

:

desta disposizione. In tale tragitto i.® Le lo spazio triangolare compreso tra il trape-
branche freniche che mandano ramoscelli al zio, lo sterno-mastoideo e por-la clavicola, si
muscolo retto anteriore, allo scaleno, e per
tano sotto di que«ta, e vanno a distribuirsi per
sentenza di alcuni autori, anche al timo que- l’ascella, all’estremità dell’ ornoplato-ioideo, al
:

sti ultimi sono malagevoli a rinvenire. 2.0 sotto-scapulare , alla porzione superiore del
Nella parte inferiore del collo, ciascheduni gran dentato talora comunicano collo spinale.

:

comunica co’ ramoscelli del ganglio cervica- Rami cervicali profondi. Dipendono
le inferiore corrispondente, e talora anche del questi dai precedenti, ma sono più profonda-
superiore, o sia che riceva di codesti ramo- mente situati lungo il collo. D’ordinario ce ne
scelli, o che ne mandi lo che è suscettibile
: ha uno principale che discende lungo il musco-
di variare. 3.0 Non mandano niun ramoscello lo angolare per la cui sostanza in parte si di-
nè filamento al pericardio o al polmone, seb- stribuisce, e in parte pei vicini muscoli gli :

bene alcuni autori abbiano sostenuto il con- altri, meno manifesti, non sono sovente altra
trario. cosa che alcuni ramoscelli di questo.
B. Branche cervicali discendenti est^r- C. Branche cervicali ascendenti. Ce —
36 APPARECCHIO CONDUTTORE DEL SENSO E DEL MOTO

«Mia due principali, runa posteriore, 1 al- gine posteriore dello sterno-masloideo, recar-
tra anteriore ; la prima è piu
piccola della si alla faccia esterna di siffatto muscolo, scor-
seconda. Jj' una è mastoidea, auricolare 1 al- rere tra questa e il pellicciajo, e dividersi in
tra. Ambedue mostrano singolarmente
deri- un numero più o meno considerabile di rami
vare dal secondo nervo cervicale. e di ramoscelli, gli uni dei quali, ascendenti.,
Branca mastoidea. — Ascende questa vanno ad anastomizzarsi coi filaruenti della
lungo il margine postenore| dello sterno-ma- branca inferiore del nervo facciale; gli altri
stoideo, si reca fra gl’ integumenti e lo spie- trasversali e anche discendenti.^ corrono uno
nio, quindi, pervenuta dietro T apofisi ma- spazio più o meno notevole, si prolungano
stoidea, si divide in parecchi ramoscelli che quasi fino alla linea mediana, terminando o
si distribuiscono per gl’ integumenti della al pellicciaio o alla cute del collo.

parte laterale e posteriore della testa, alla fac- §. V. Del quarto, quinto., sesto e set-

cia interna dal padiglione deirorecclno, e al timo dei nervi cervicali. Questi quattro
muscolo occipitale, comunicando col ramo nervi hanno tale distribuzione che permette
auricolare del facciale, e con quelli della bran- di poterli considerare sotto un medesimo pun-
ca posteriore del secondo nervo cervicale. to dì vista. Divisi in due branche, siccome so-
Branca auricolare. questa no- —E no, air uscire dal canale fibroso della dura-
tabilissima, quasi doppia della precedente, e madre, presentano in ciascheduna di queste la
portasi prima, al suo uscire dal plesso, un seguente disposizione.
poco esteriormente, ma tosto curvasi sufluar- 1.0 Branche
posteriori. Sono notabili
gine posteriore dello sterno-mastoideo, for- per la loro gran sottigliezza che le fa discer-
mando una spezie di ansa che alljzfra l’ab- nere dalle branche posteriori de’ Ire e sin-
braccia; traversa, ascendendo, obbli(juamente, golarmente dei due primi nervi cervicali. Tut-
la parte superiore della faccia esteikia di co- te quattro si recano all’ indietro, tra il tra-
desto muscolo, giunge al margine anteriore sversale spinoso e il grande complesso, cor-
dì questo, e si dell’ angolo
divide a livello rono un tragitto obbliquo d’alto in basso
mascellare in i.o rami auricolari anteriori., in mezzo a questi due muscoli, gittando ai
che si portano sulla gianduia parotide, si medesimi parecchi ramoscelli, indi perfora li-
spandono per la superficie esterna di questa, do Jo splenio e il trapezio , ai quali pure
lasciandovi numerosi ramoscelli, tra’quali uno ne mandano, divengono sotto-cutanei ; sotto
.si porta a comunicare col nervo facciale nella la pelle smarriscono, quasi del tutto , alla
sostanza di tale gianduia, poi ascendono sulla vista.
parte inferiore dell’ orecchio, e qui si divi- 2.0 Branche
anteriori. Escono sul da-
dono in parecchi ramoscelli, de' quali gli uni vanti dello scaleno posteriore, e comunicano
si spandono sulla faccia interna, gli altri sul- tutte insieme inviandosi vicendevolmente un
1’esterna del padiglione; mentre altri ancora, ramo. Quella del quarto nervo comunica con
più manifesti, si rivolgono intorno la cir- quella del terzo, e quella del settimo con
conferenza di esso ;
rami auricolari
2.0 in quella del primo dorsale. Ciascheduna man-
posteriori^ i quali ascendono, in numero di da poi mi ramoscello a quelli dei gangli cer-
uno o di due, lungo il margine anteriore del- vicali. Quella poi del quarto nervo ne som-
lo sterno-mastoideo, poscia sopra T apofisi ministra, come dicemmo, uno per labranca
masloidea, e si dividono in ramoscelli ante- frenica. Parecchi ramoscelli vanno allo sca-
riori che si spargono sulla faccia interna del leno anteriore, altri al posteriore e ai mu-
padiglione, molto dappresso al temporale, nel- scoli vicini, indi tali quattro branche, nota-
l’alto della porzione cartilaginosa del condotto bili, per la somma loro grossezza , raassiine
uditorio, e in ramoscelli posteriore che si spar- paragonandole branche posteriori, vanno
alle
gono pei dintorni dell’ apofisi raastoidea, ove a riunirsi insieme siccome, diremo, per forma-
diventano cutanei, e comunicano con quelli re plesso bracchiale.
il

della branca masloidea. §. VI. Plesso bracchiale. — Risolta, co-


D, Branche cervicali medie. Sono — me abbiamo detto, in prima dalle branche an-
d’ ordinario in numero di due , una delle teriori dei quattro ultimi nervi cervicali. Inol-
quali è più considerabile talora non se ne
: tre la branca anteriore del primo nervo dor-
trova che una sola sovente dà loro nascimen-
: sale ascende dal petto e si congiunge alla mede-
to un tronco comune, che poi di subitosi di- sima, per concorrere alla formazione di quel-
vide per costituirle in alcuni individui han-
: la. Ha un’ estensione considerabile, ed è lar-
no origine comune colla branca auricolare. go alla sua origine si restringe nel mez/zo,
;

Comunque sia, partono le medesime dalla e s’ allarga di bel nuovo al suo termine. È
parte media del plesso, e mostrano special- formalo nel modo che segue: i.o Le due bran-
mente derivare dal secondo nervo cervicale. che del quarto e del quinto de’ nervi cervi-
Dopo breve tragitto, si veggono rivoltarsi, cali s’ uniscono alla loro uscita, e, dnpo bre-
come r auricolare e sotto di questa, sul mar- ve tragitto, in un tronco comune che discende
KERVI DELLA VITA ANIMALE
obbliquamente ail’ infuori 2.0 II settimo . torale, e fa le sue distribuzioni per la su-
nervo cervicale e il primo dorsale formano, perficie interna di questo. In parecchi indi-
unendosi, un tronco unico che cammina quasi vidui un ramo si diparte separatamente dal
orizzontalmente. 3 .o In mezzo a tali due plesso bracchiale, e passando sotto l’arteria
tronchi comuni s’inoltra la branca anteriore ascellare, va a diramarsi pel muscolo piccolo
del sesto nervo cervicale, eh’ esiste separata- pettorale che riceve allora meno ramoscelli
mente fino al livello della prima costa, ove dalla precedente branca.
si In tale riunione ciasche-
riunisce a quelli. 2.0 Branca toracica posteriore. Per ben
duno ad imprestilo e riceve
di essi toglie discernere P origine di questa è mestieri ta-
alcuni rami, senza che si possa esattamente gliare il plesso , rovesciarlo al di dentro, e
assegnarne il modo. Comunque sia, ne risulta sollevare lo scaleno anteriore; la si vede al-
poi un fascio appianato che discende tra il lora nascere con due rami, P uno superiore
muscolo succlavio e la porzione superiore del proveniente dal quarto nervo cervicale, l’al-
muscolo gran dentato, e che, allargandosi di tro inferiore, derivante dal quinto. Ho ve-
nuovo,^ si divide in certo numero di branche duto sovente partirsi ancora dal sesto un
portantisi, come diremo, al braccio. In — terzo ramoscello per darle formazione, il pri-
tale tragitto, il plesso bracchiale ha le seguenti mo somministra, alla sua origine, un ramo-
attinenze è situato in prima, alla sua ori-
: scello secondario che si porla all’ indietro e
gine, in mezzo agli scaleni, T anteriore dei va ai muscoli laterali del collo. Codesti due
quali nasconde, massime in basso, tale ori- o tre ramoscelli d’ origine essendosi poi riu-
gine che resta in alto quasi allo scoperto. niti, danno formazione a codesta branca che
Quindi lo si scorge nel tessuto cellulare co- discende, attaccata alle parti laterali del petto,
pioso che trovasi sotto la clavicola. Più in sul grande dentato, senza inviare niun ramo-
basso è situalo tra il sottoclaveare e la prima scello giunta verso il terzo inferiore di co-
:

costa, indi sulla porzione superiore del gran desto muscolo, si divide in due o tre rami,
dentato; finalmente occupala parte superiore che si suddividono poi in gran numero di
della cavità ascellare. Quanto poi alle atti- ramoscelli per tutta quella porzine delle sue
nenze di esso colì’arleria e colla vena ascel- fibre che vanno convergendo ad attaccarsi af-
lari , la vena è posta all’innanzi, l’arteria nel r angolo dell’ oraoplata.
mezzo, e il plesso all’ indietro, fino alla ca- B. Branca sopra-scapolare. Questa —
vità deir ascella qui poi le principali bran-
: è unica. Nata dalla parte posteriore e supe-
die che sorgono dal plesso circondano l’ar- riore del plesso, e proveniente in ispezialità
teria formandole una specie di guaina men- ,
dal quarto nervo cervicale si porta obbli-
,

tre la vena si distribuisce in parecchie di- qua mente all’ indietro, verso la base dell’apo-
visioni. il plesso bracchiale comunica coi ra- fisi coracoide, si profonda sotto il legamento

moscelli dei gangli cervicali, e somministra ond’ è compiuta Tinca vafura che qui si trova,
pure uno o due ramoscelli che discendono traversa obbliquamente l’estremità della fossa
perpendicolarruente, e si portano alla parie sopra-spinata, coperta dal muscolo dello stes-
inferiore del collo, o più di sovente nel petto, so nome, discende per l’incavatura che tro-
a congiungersi , coni’ ho detto , alla branca vasi sotto la base delTacromio, penetra nella
diaframmatica. Poi gilta le branche toraci- fossa infra- spinata, e si divide, al suo giun-
che, alcune sopra-scapolari e sotto-scapolari, gervi, in tre o quattro principali rami, che
e finisce per mezzo dei nervi bracchiaìi. discendono a principio, allargandosi, sulla
A. Branche toraciche. — Ce n’ ha due: faccia interna del muscolo infra-spinato, poi
r una anteriore, l’altra posteriore. suddividendosi in ramoscelli , penetrano in
i.o Branca toracica anteriore. Deriva questo muscolo , terminando sì in questo,
dalla parte anteriore del plesso e sembra es- come nel piccolo rotondo. In tale tra-
sere particolarmente somministrata dal sesto gitto, somministra codesta branca un ramo-
nervo cervicale. Discende la medesima per scello infra-scapolare., che si gitta nella parte
certo spazio, indi, ne’più individui, si divi- superiore del muscolo dello stesso nome e ,

de in due ordini di rami gli uni ri rivol- : manca in alcuni individui; poi somministra
gono in basso e all’ indietro sopra l’arteria due o tre ramoscelli sopra-spinati che si pro-
ascellare, e vanno a riunirsi di nuovo al ples- fondano , per la faccia inferiore del muscolo
so, abbracciando la parte anteriore di que- di questo nome, nella sostanza di questo, e
st’ arteria (mancano talvolta codesti rami); vi si perdono.
gli altriche sono costanti si portano aH’in- C. Branche sotto - scapolari. Tali
giù e all’ innanzi pervenuti al gran petto-
:
branche presentano, nella loro origine, alcune
rale, si dividono in due ordini 1 uno dei ,

diversità. D’ordinario separate, nascono tal-
quali giunge alla superfìcie interna di codesto ora con un tronco comune, o con due tron-
muscolo evi si dirama con parecchi ramoscelli: chi : assai di frequente uno o due proven-
mentre P altro si caccia sotto il piccolo pet- gono dal nervo ascellare ond’ è che alcuni
:
38 APPARECCHIO CONDUTTORE DEL SENSO E DEL MOTO
autori le hanno descritte insieme a siffatto ilnervo mediano del quale segue la direzione
nervo ma è meglio riguardarle come dipen-
; per infmo alla parte inferiore del muscolo
denti dal plesso. Ce n’ ha, le più volle. Ire. bicipite indi continua il proprio tragitto
sotto - scapolare.
Gran branca — ;

passando sopra la parte media della piegatura


.Nasce dalla parte posteriore del plesso, di- del braccio, perviene all’antibraccio, pog-
scende dietro i vasi ascellari, fa il gran den- giando sul davanti dell’aponeurosi di questa
tato e la parte anteriore del sotto-scapolare, parte , e s’ incammina nella stessa direzione
traversa la faccia interna del gran rotondo, per influo all’ articolazione dell’antibraccio
si porta davanti a quella del gran dorsale, e colla mano. In tale tragitto , non fornisce
vi SI perde con due o tre l'ami. rami notabili al braccio. Ma all’ antibraccio
Picciola branca sotto-scapolare. — ne gitta un gran numero che possono distin-
dal plesso, dalla cui parte posteriore
Uscendo
deriva, si getta sulla faccia interna dell’ infra-
guersi in radiali e cubitali.
Rami radiali. —
Si portano obbllqua-
scapolare, e dopo un tragitto brevissimo vi mente all’ ingiù e al di fuori, e si spargono
si perde con vari rami. In certi individui, è per gl’ integumenti delia parte anteriore ed

tale branca rappresentata da due rami. esterna deirantibraccio, anastomizzan dosi coi
3.° Branca infra- se apolare media. — rami corrispondenti del cutaneo esterno.
Nasce talora da un tronco comune alla gran- Bami cubitali. —
Rivolti all’ ingiù e al
de più di frequente deriva da un altro tronco
;
di dentro, si portano agl’ integumenti della
che pure costituisce il nervo ascellare; altre parte interna del braccio, e si anastomizzano
volte è isolala alla propria origine sempre : coi rami branca interna.
forniti dalla Dei —
discende obbliquamente lungo il muscolo rami poi co’ c[uali ha termine la branca ester-
.sotto-scapolare, e, con due o tre rami, va a na , taluni si distribuiscono, come i prece-
gittarsi nel gran rotondo penetrandovi per la denti, lateralmente, e altri si estendono nella
faccia interna di esso anche il piccolo ro- ; direzione della liranca per infino agl’integu-
tondo e il sotto-scapolare ne ricevono de’rami. menti del carpo. L’ aderenza della pelle al
D. Branche bracchiali. Tali branche, — legamento anellare non lascia di poter seguirli
in numero distribuiscono esclusiva-
di sei, si che difficilmente.
mente per l’arto superiore che loro corrispon- 2 .° Branca
interna. Più grossa che—
de. Il braccio, 1’ antibraccio e la mano ne ri- la precedente, e continua al tronco, segue la
cevono numerose ramificazioni. Sono queste sua direzione sopra il muscolo bracchiale an-
il nervo bracchiale cutaneo interno, il brac- teriore accompagnata dalla vena basilica.
,

chiale cutaneo esterno, il mediano, il radiale, Pervenuta presso il condilo interno dell’o-
il culiitale e l’ascellare. Indicheremo, nella mero, si divide in due rami principali.
descrizione di ciascheduno, per cjual modo il Ramo anteriore. — Situato più esterior-
plesso le somministri. mente, si porta obbliquamente sul fascio dei
I. Nervo bracchiale cutaneo interno. muscoli anteriore dell’antibraccio, e si sud-
— Tale nervo, eh’ è tra quelli del plesso brac- divide tosto ili più ramoscelli che nascono
chiale, il meno voluminoso
deriva <!’ ordi- ,
singolarmente dal lato interno di esso , si
nario, (}uasi esclusivamente, dal settimo ner- prolungano molto da lunge sulla parte cor-
vo cervicale e dal primo dorsale. Rivolto per- rispondente e anche posteriore di tale mem-
pendicolarmente all’ ingiù, sotto 1’ aponeurosi bro, e finiscono negl’integumenti di questo.
bracchiale, arriva fino al terzo superiore del Ramo posteriore. — Assai più prossimo
braccio senza suddividersi. E dapprima pro- al condilo interno, si rivolge all’ indietro, al
fondamente nascosto nel tessuto cellulare del- di sotto di siffatto condilo, si suddivide come
r ascella, e trovasi fra i nervi mediano e cu- il precedente, si porta lungo il cubilo, e fi-
bitale del quale mostra talvolta essere una nisce con molti ramoscelli alla parte interna
branca. In tale tragitto, corrisponde esatta- e posteriore degl’ integumenti dell’antibrac-
mente alla vena basilica, che gli è posta al cio, e ancora sul dorso della parte interna
di sotto, al di sopra o da lato, e manda alcuni del carpo e del metacarpo.
rami poco considerabili, che vanno a perdersi 11. Nervo bracchiale cutaneo esterno.
nel tessuto cellulare vicino, e i cui ramoscelli — Questo nervo, più voluminoso che il pre-
perforando 1’ aponeurosi, divengono cutanei. cedente, e meno grosso degli altri, nasce dalla
Uno tra questi rami, più notabile, discende parte esterna del plesso. Proviene dal quarto
verso la tuberosità omerale interna. Pervenuto e quinto de’ nervi cervicali, nel modo seguen-
al terzo superiore del braccio, il tronco si te tali due nervi, separati perfino alla cla-
:

divide in due branche, 1’ una esterna e l’ al- vicola, si riuniscono qui, come ho detto, in
tra interna. un solo tronco, che, formando parte del plesso,
i.° Branca esterna.
Perfora questa — discende perpendicolarmente fino a livello del-
r aponeurosi bracchiale, si volge obbliqua- la inserzione comune dei muscoli bicipite e
mente all’ ingiù e all’ innanzi , situala sopra coraco-bracchiale. Qui sì divide in due cor-
Nervi della vita animale

•îoDÎ (livergenli Ira loro i T uno interno, so- Branca esterna. —


E la più volu-
vente doppio, volge obbiiquaraente all’ in- minosa, e fornisce ad un tratto un ramo che
giù e al di dentro, passa davanti 1’ arteria si volge sul dorso della mano, e si parte più

ascellare e va ad unirsi al nervo mediano, 0 meno da lunge sopra le dita. Si reca pur
alla cui formazione concorre in gran parte : la medesima sul margine esterno e sulla fac-
l’altro, esterno, è il nervo bracchiale cutaneo cia posteriore del pollice, nello spazio che lo
esterno. — Questo discende obbiiquaraente separa dall’indicatore, ed anche sopra que-
all’infuori, e si profonda subito nella sostanza st’ ultimo.
del coraco-bracchiale, che, mediante l’allonta- 2 .^^ Branca interna. — Più
piccola che
namento delle sue fibre, gli presenta un’ aper- la precedente, recasi sul davanti dell’emi-
tura. Attraversato codesto muscolo, passa sot- nenza ténar e si suddivide tosto in molti
to il bicipite, discende per alcun tratto lun- ramoscelli che la ricoprono. 1 rami sud- —
go il margine interno di questo muscolo, poi divisi all’infinito di tali due branche circon-
si avvicina alla parte media della posteriore dano il pollice sul davanti, 'dai lati e all’ in-
sua superficie, e giunge così perfino alla sua dietro, appartengono al dorso della mano, e
estremità omerale dove esce al di sotto di si distribuiscono alla pelle, estendendosi fino
questo a livello del suo tendine ed al lato dappresso all’estremità delle dita.
esterno. Allora attraversa nel suo bel mezzo IH. Nervo mediano. — Tale nervo, il più
la piegatura del cubito, sotto la vena media- notabile tra quelli del plesso, nasce dalla parte
na cefalica, diviene superficiale , e discende anteriore di questo, dietro il bracchiale cu-
lungo tutta la parte anteriore dell’ antibrac- taneo interno , fra il cutaneo esterno ed il
cio, d’ infra 1’ aponeurosi e la pelle , avvici- cubitale. Il sesto e il settimo de’ nervi cer-
nandosi sempre più al margine esterno e ,
vicali, riuniti col primo dorsale, ne costitui-
scemando successivamente in volume. A'qual- scono la principale origine. Il quarto ed il
che distanza dal carpo, e a livello del cubi- quinto de’ cervicali ne aumentano, come ho
tale anteriore , essendo il nervo bracchiale detto, il volume, mediante una branca che
cutaneo esterno ridotto a piccolissimo volu- fu descritta come una divisione del bracchiale
me, si divide in due branche, 1’ una esterna, cutaneo esterno e l’arteria ascellare si trova
:

— In questo tragitto manda abbracciata da codeste diverse branche di


l’altra interna.
parecchi rami poco voluminosi, ma costanti. origine. —
II nervo mediano si volge dipoi
i.° Il primo si diparte da questo nervo men- obbliquamente all’ ingiù e al di fuori dietro
tre che attraversa il muscolo coraco-bracchia- la parte esterna del bicipite, costeggia 1’ ar-
le, al quale è destinato è sottilissimo
: ma ,
teria bracchiale che si trova più all’ esterno,
alquanto esteso, di modo che lo si accompa- e perviene così alla piegatura del cubito,
gna nel mezzo alle fibre carnose fino in vi- sulla quale passa, al lato interno del lendine
cinanza del tendine inferiore. 2 .® Sotto il del bicipite, dietro la vena mediana qui si :

muscolo bicipite, e verso la media parte di profonda sotto 1’ aponeurosi antibracchiale,


esso, spiccano due o tre rami, penetrano tutto d’ infra il bracchiale anteriore e il maggior
ad un tratto la superficie interna di codesto pronatore, passa tra le due porzioni che co-
muscolo, e vi si perdono. 3.'^ Più inferior- stituiscono 1’ estremità superiore di quest’ul-
mente, un ramo più considerabile nasce dal timo , e continua quasi perpendicolarmente
nervo di cui parliamo, si rivolge all’ ingiù e il proprio tragitto alla parte anteriore e me-
al di dentro, e si divide subito in due ra- dia dell’antibraccio tra i flessori digitali su-
moscelli, che s’immergono nel muscolo brac- perficiale e profondo. Nascosto a principio
chiale anteriore, l’inferiore de’ quali si pro- dal primo ; diviene più apparente all’ ingiù,
lunga tra le fibre di quello fino alla sua e si mostra allo scoperto tra’ suoi tendini, si
parte inferiore ove ramificandosi si perdono. profonda, par di questi, sotto il legamento
al
4.*^ Talvolta un ramo di origine e di corso aneliate carpo , acquistando in questo
del
variabili, unisce codesto nervo al mediano. luogo un poco di maggiore grossezza che
Ho trovato, sopra un individuo, un’ anasto- prima finalmente, giunto nella mano verso
:

mosi col bracchiale cutaneo interno il ra- le ossa melacarpiane, si divide nel modo che

I
moscello, rivolto al di dentro, passava pro-
;

esporrò. —
Mentre che il nervo mediano

fondamente sulla parte anteriore dell’ omero, corrisponde al braccio, non gii la alcun ra-
recandosi poi superficialmente verso il tronco mo. 11 volume d’esso, un poco scemalo lungo
al quale univasi. —Nell’antibraccio, il brac- l’antibraccio, non permette di riguardarlo
chiale cutaneo esterno fornisce molti piccoli come diviso in branche , malgrado rami i

ramoscelli, niuno de’ quali è notabile e que- : alquanto grossi che somministra.
sti si distribuiscono, d’ ambedue le parti, Rami muscolari superiori. — Al punto
agrinteguraenti anteriori ed esterni (lell’arlo,, che questo nervo si profonda tra il bracchiale
anaslornizzandosi internamente con quelli del anteriore e il maggior pronatore, somministra.
bracchiale cutaneo interno. 1 suoi primi rami, che sono in numero inde
APPAKFCCHIO COKDUTtOïlE DEL SENSO E DEL MOTO

terjninalo. Esiste sempre la «lessa quanti là di volta con due branche sud-
princip;»Ii, che si

ramoscelli; ma trovano uniti in più o me-


si dividono poi, i’ esforna in Ire, V interna iti
no fasci : il minor numero che siavene , è due rami altre volte si dipartono tutti dal-
;

quello di due :
questi formano un fascio al- lo stesso luogo. Si può distinguerli secon-
quanto grosso, e vanno ai muscoli che s’ attac- do il nome numerico, cominciato a contarli
cano insieme condilo interno. Tutti si perdo-
al dal di fuori al di dentro.
no quasi subilo in codesti muscoli, e si prolun- Rami digitali. — Primo ramo
digitale.
gano più o meno di mezzo alle loro fibre car- Volgesi obbliquamente al di fuori, e som-
nose, tra le quali penetrano per la loro faccia ministra di subito parecchi ramoscelli che
interna. 11 gran pronatore, il grande e piccolo vanno ai muscoli breve abdu ttore, opponen-
palmari, il flessor delle di la superficiale e il cu- te e flessor breve del pollice. Codesti fila-
bitale interno ricevono da essi F influenza al menti nascono sovente da un tronco sepa-
movimento. Alcuni vanno ai muscoli più pro- rato allo stesso punto che il ramo ond’ è:

fondi, e particolarmente al flessore del pollice. che parecchi autori ne gli hanno isolati. Co-
Rami interossei. Un po’ più in basso, il munque sia, discende questo lungo il breve
mediano soìnministra un ramo più considera- flessore, al quale pure invia un ramoscel-
bile, che se ne separa ad angolo acutissimo, lo, e va sopra il margine radiale del polli-
Nasce tale ramo d’ordinario insieme ad un al- ce fino all’estremità di codesto dito. Un ra-
tro, col quale forma a principio un fascio co- moscello posteriore.^ eh’ esso manda a livello
mune ; il quale ramo, separandosi ad un trat- della prima falange, si rivolge all’ indietro e
to, si gitta, come i precedenti, per i muscoli va agl’ integumenti della posteriore superfi-
anteriori dell’antibraccio, e spezialmente alla cie del pollice, scorrendo presso il margine
parte media del flessore superficiale delle dita. radiale di questo.
Talora ho veduto quest’ ultimo isolatamente Secondo ramo digitale. Cammina a
nascere. Comunque sia, cacciasi tosto tra’rau- principio da. lato il precedeiue, se ne allon-
scoli flessori superficiale e profondo delle dita, tana di poi, segue il margine cubitale del
e si porta alla superficie anteriore del legamen- primo osso del metacarpo e del pollice, som-
to interossco, e discende sopra codesta superfi- ministra talvolta, in questo tragitto, un ra-
cie fino a livello del piccolo pronatore. In tale moscello che va al breve flessore, poi ne
tragitto, somministra, a destra ed a sinistra, somministra costantemente alcuni altri po-
parecchi ramoscelli che vanno a perdersi nei steriori recantisi alla parte posteriore del
muscoli flessore profondo delle dila enei fles- dito, poscia si anasfomizza poi precedente
sore del pollice ;
indi si caccia sotto il piccolo ramo sul polpastrello del dito.
pronatore, al quale invia alcuni ramoscelli, ed Terzo ramo digitale. Segue dapprima la
esce finalmente per i’ apertura inferiore del direzione del primo lambricoide,al quale gitta
legamento interosseo, spandendosi sul dorso un ramoscello che si divide penetrandovi ;

della mano, dove con vari ramoscelli


finisce poi cammina lungo il margine radiale del
che si prolungano più o meno da lunge, e di- secondo osso raetacarpiano e dall’indice fino
vengono superficiali dopo essere stati profon- all’estremità di questo, ove si espande. Uno
damente nascosti. S’estendono i medesimi me- o due ramoscelli posteriori se ne dispiccano
no da lunge dell’arteria interossea eh’ essi ac- a livello della prima falange, costeggiano un
compagnano. —
Talora un altro ramo del ner- poco il margine radiale e si disperdono al-
vo mediano, sorgente all’ incirca al medesi- l’ indietro.
mo luogo che il precedente, segue il tragitto Quarto ramo digitale. Si porta fra il
dell arteria cubitale, e va ad anastomizzarsi secondo e il terzo osso raetacarpiano, e man-
col nervo cubitale le più volte codesto ramo da un ramoscello al secondo de’lorabriooidi.

:

manca, 11 mediano, nel rimanente suo tra- Alla parte superiore d^lle dita indice e me-
gitto per l’ anli-braccio, somministra parecchi dio, divide in due rami secondari che se-
si
ramoscelli, ma
niente considerabili ,
i quali guono il margine cubitale dell’indice e ra-
vanno a perdersi pei vicini muscoli. diale del medio. Sovente la divisione nasce
Ramo palmare cutaneo. Nella parte — molto più presto, e presso l’origine del ra-
inferiore dell’antibraccio, codesto nervo man- mo principale. Ciascheduno di tali rami se-
da un ramo alquanto notevole, eh’ esce fra condari manda alcuni ramoscelli posteriori
i tendini e si reca negl’ integumenti della a livello della prima falange ramoscelli i
;

palma della mano, per i quali subito si di- quali, recandosi al dorso delle dita, scorrono
sperde : r aderenza della pelle alle sottopo- ciascheduno allato il margine al quale cor-
ste parti fibrose ne rende alquanto difficile rispondono e si disperdono poi. Talvolta il
fa dissezione. — Pervenuto il nervo me- principale ramoscello posteriore del ramo
diano verso learticolazioni superiori del me- del medio nasce al luogo della biforcazione,
tacarpo, si divide in cinque rami che vanno e sembra formare un terzo ramo secondario.
alle dita. La quale divisione incomincia tal- Quinto ramo digitale. Segue la dire-
^"ERV1 Dtl.r.A \IT.\ ÀMiWALE 4f
feione primitiva del nervo mediano, si porta quamente alla parte anteriore della inferiore
fra il terzo e quarto osso del metacarpo, dà estremità dell’antibraccio, lungo il tendine
uri ramoscello al terzo muscolo lombricoide, del cubitale anteriore, penetra sotto il lega-
€ si divide poi in due rami secondarli, die se- mento anellare, dallato all’osso pisiforme: qui
guono il margine cubitale del medio e il ra- si divide, avanti che pervenga alla mano, in
diale dell’ anellare, somministrando ciascuno due Considerabili rami, i’ uno profondo, l’al-
alcuni ramoscelli posteriori che si diportano tro superficiale.
all’ incirca come quelli de’ rami precedenti: Ramo palmare profondo. Si profonda
la loro terminazione è pure la stessa. Tutti — sotto il fascio de’ lombricali e
tendini flesso-
i

questi rami pervenuti ciascheduno alla parte ri, si incurva dippoi all’ infuori in guisa che

anteriore dell’ ultima falange, si dividono in forma una specie di arco, la concavità del
})iù ramoscelli che si perdono nel polpastrello quale è in alto, e che può benissimo parago-
di questa parte, e vi si anastomizzano ad arco narsi a quello che viene formato, allo stesso
coi rami opposti. luogo, dall’ arteria cubitale. La concavità di
Nervo Cubitale, Deriva codesto quest’ arco non gitta niun ramoscello, ma ne
nervo dalla parte interna e posteriore del ples- manda moltissimi la sua convessi tà:!.*^! due pri-
so bracchiate, e nasce spezialmente dal settimo mi, nascenti presso V origine del ramo, vanno
cervicale e dal primo dorsale. Discende quasi al fascio de’ muscoli dell’ eminenza ipotènar,
perpendicolarmente lungo la parte interna del e vi distribuiscono introducendovisi per la
si

braccio, seguente il bracchiale posteriore, al loro faccia profonda. 2 R Se ne veggono poi


quale è unito, mediante tessuto cellulare, nascere quattro o cinque a livello degli spazi
molto intimamente. Presso 1’ articolazione interossei, i quali penetrano la sostanza dei
del cubito, si profonda fra la tuberosità inter- muscoli dello stesso nome, e vi si perdono e-
na dell’ omero
olecrano, e traversa l’estre-
e l’ stendendosi quasi per infino in vicinanza al
mità superiore del cubitale anteriore ; poscia, dorso della mano. 3.° Gli ultimi, che costitui-
rivolgendosi un po’ obbliquamente all’ ingiù scono la terminazione del ramo, si cacciano
c all’ innanzi, occupa, nella rimanente sua e- dentro e sotto il muscolo abduttore del polli-
stensione, la parte anteriore e interna dell’an- ce, e penetrano dipoi nell’ interosseo abdut-
tibraccio, collocato qui fra il cubitale anterio- tore dell’ indice. Ne riceve pure de’ramoscelli
re e il flessore profondo, più internamente quella porzione del breve flessore del pollice,
dell’arteria cubitale. 11 volume di esso scema che si attacca sul davanti del carpo e questi :

considerabilmente cjuanto più avanza v^erso appunto danno termine all’ arco.
J’ ingiù ma presso il quarto inferiore dell’an-
: Ramo palmare superficiale. ^on appena
tibraccio, sotto 1’ articolazione di questo colla ha oltrepassato 1’ osso pisiforme, gitta un ra-
mano, si divide in due branche, P una palma- moscello agl’integumenti dell’ eminenza ipo-
re e 1’ altra dorsale prima però che si divida
:
tenar, quindi si divide subito in due rami se-
gitta parecchi rami, o piuttosto ramoscelli, condari e digitali, 1’ uno esterno e 1’ altro in-
essendo tenuissimi. —
Nel suo tragitto lungo terno. Il ramo digitale esterno è il più
il braccio ne manda alcuni sottilissimi, un po- considerabile si volge perpendicolarmente
;

co al disopra dell’ olecrano, recantisi alla parte all’ ingiù sotto 1’ aponeurosi palmare, fino alla
inferiore del bracchiale posteriore e agl’ inte- parte inferiore del metacarpo e somministra, :

gumenti che gli corrispondono: quelli poi che in tale tragitto, un ramoscello che va a con-i
nascono a livello dell’antibraccio sono più giungersi, ad angolo acuto, all’ ultimo tra’ i-a-
grossi e più manifesti. Dall’ olecrano furo alla mi digitali del nervo mediano, poscia un altro
bifo reazione del nervo, se ne contano d’ ordi- al quarto de’ lombricali. Nella parte inferiore
nario quattro , cinque e anche sei, il numero del metacarpo, si suddivide in altri due rami,
è indifferente ; la quantità degli ultimi ramo- 1’ uno de’ quali costeggia il margine cubitale

scelli nervosi è sempre la stessa : solo il modo del dito anellare fino aH’estremilà di esso, so-
onde si separano è vario. Tutti si recano ai pra la quale si anastomizza col ramo corn-
muscoli vicini, al cubitale interno, e partico- spondente del nervo mediano ; l’altro costeg-
larmente al flessore profondo delle dita. L’uno gia parimente il margine radiale del piccolo
tra’ questi, molto tenue piuttosto costante,
,
dito, fino all’ ultima falange, dove si anasto-
che no, sebbene talvolta manchi, si porta lun- raizza col ramo seguente. Ciascheduno, come
go 1’ arteria cubitale, 1’ accompagna per certo i rami digitali del mediano, e a livello della
tratto, indi si disperde nei due flessori, do- prima falange, somministra uno o due ramo-
po un abbastanza lungo tragitto , vicino al scelli posteriori manifestissimi, i quali, rivol-
carpo. gendosi alla convessità del dito corrisponden-
A. Branca palmare. più conside-È te, vi si ramificano, e si disperdono per gl’in-
rabile sicché tra per questo, e per la direzio-
:
la
tegumenti. —
Il ramo digitale interno si
volge obbliquamente al di dentro, passa da-
ne che tiene, può venire considerata per la
continuazione del nervo stesso. Uivolta obbli- vanti ai muscoli opponente e breve flessore
BncicL Mcd. T. II. 6
APPAÌl^XCRîO CONÜLTTOKE i)IiL SENSO E DLL MOTO

del piccolo dito, gitta parecchi ramoscelli a


colazione dell’ antibraccio, e qui si divide nel
codesti muscoli, alla pelle, al palmare cutaneo, ,
modo eh’ esporrò. —
In tale tragitto manda
piccolo moltissimi rami ; quindi è manifestamente
e arriva poi al margine cubitale del
dito, seguendolo per infino alla sua estremità, meno grosso alla biforcazione di quello che
all’ origine. Codesti rami riescono ai seguenti.
per anastomizzarsi col precedente ramo. Nel
1 .° A livello de’ tendini riuniti del gran dor-
suo tragitto manda alcuni ramoscelli poste-
sale e del gran rotondo, ne fornisce due o tre
riori manifestissimi, la cui distribuzione è
simigliante a quella di tutti i ramoscelli po- muscolari.^ che hanno origine ora comune,
steriori de’ rami digitali. ora separata, e si portano obbliquamente al-
E piccolissima a pa- l’ insù e nel mezzo della maggior porzione del
B, Branca dorsale.
ragone della precedente. Si rivolge obbliqua- bracchiale posteriore, e quindi alla porzione
mente al di dentro sotto il cubitale anteriore, esterna di esso. 2 .® Più in basso nascono, ora
uniti, ed or separati da più o meno notabili
e segue il margine interno dell’ ulna, della
quale costeggia poi la superficie posteriore distanze, quattro o cinque rami, pur musco-
per infimo al carpo. Qui dividesi iu due ra- lari., tranne uno, sempre costante, e più con-
mi d’ ineguale grossezza, l’uao interno e 1’ al- siderabile ancora de’ precedenti L’ uno di
.

tro esterno. Ma prima gitta, sotto il cubitale essi giunge alla parte inferiore di questa stessa

anteriore, uno o due ramoscelli che discendo- porzione esterna del bracchiale posteriore, da
no obbliquamente sotto codesto muscolo, e si questo si porta al bracchiale anteriore, ove si
disperdono per gl’ derivano tal
integumenti : perde con parecchi ramoscelli. Un altro si
ora siffatti ramoscelli dalla parte superiore gitta nell’interna porzione del primo fra tali

del ramo dorsaleinterno. muscoli Un terzo discende perpendicolar-


:

Ramo dorsale interno. Si porta sotto il mente sotto la grande porzione, rimansi per
margine cubitale del quinto osso del metacar- alcun tratto palese quando si tolga questa,
po, e gitta molti ramoscelli divergenti che si indi, profondandosi subito nella massa comu-
distribuiscono o al muscolo abduttore del pic- ne inferiore di codesto muscolo, vi si disper-
colo dito, o agl’ integumenti. Il ramo stesso de con parecchi ramoscelli che separatamente
va a perdersi sul margine cubitale del picco- vi penetrano l’uno de’ quali, più lungo degli
;

lo dito, distribuendosi pure alla pelle. altri, può, a traverso le fibre carnose, essere

Ramo dorsale esterno. Perviene all’ in- accompagnato fino all’ anconèo tale ramo- :

tervallo del quarto e del quinto osso me- scello m’ è paruto manifestissimo. Un ultimo
tacarpiani . Presso la loro parte inferiore , ramo cutaneo , talvolta doppio, nascente le
e molto sovente più in alto, si divide in spessissime fiate mediante un tronco comune
due ramoscelli, 1’ uno de’ quali recasi, d’ una sì ad esso come al precedente, ora più in alto,
banda, al lato esterno del piccolo dito, ove si ora più in basso, perfora il bracchiale anterio-
anastomizza col ramo precedente, dall’ altra, re, ovvero esce tra questo e il lungo supina-
al lato interno dell’ anellare mentre l’altro,
;
tore, diviene superficiale, passa dietro il cubi-

coli’ una delle sue divisioni, va al lato esterno to, discende lungo la parte esterna e posteriore
di quest’ ultimo dito, e, con altra divisione, al dell’ antibraccio e della mano, fino al pollice
lato interno del medio, ove si anastomizza col mandando moltissimi ramoscelli che si per-
nervo radiale. Tutte queste divisioni distri- dono per gl’ integumenti. Niente è più varia-
buiscono moltissimi filamenti sul dorso delle bile che l’ origine di codesti rami, siccome è
due ultime dita, nella parte interna del medio, del resto l’origine della maggior parte di quelli
nè svaniscono che all’ estremità di esse. che si distribuiscono pei muscoli egli è me- :

V. Nereo rad'ale. É questo nervo uno stieri, nel dissecarli, aver riguardo sovrattutto
de’ più voluminosi tra quelli che escono dal alla loro terminazione. 3.° Fra il bracchiale
plesso bracchiale. Nasce dalla parte interna e anteriore, e il grande supinatore, nascono due
posteriore di questo, formato in ispecie dal o tre rami muscolari, che vanno a quest’ ulti-
quinto, sesto e settimo dei nervi cervicali, e mo, e al gran radiale esterno. Dopo som-
dal primo dorsale. Discende a principio obli- ministrati tutti codesti rami, il nervo, impic-
quamente lungo la parte interna dell’omero, colito quasi della metà, si divide in due bran-
coperto dagli altri nervi del plesso, e posto che, 1’ una anteriore, 1’ altra posteriore.
tra le porzioni interna e media del bracchiale I.^ Branca anteriore É, tra due, lale
posteriorejpoi si rivolge intorno la faccia poste- più piccola, si volge obbliquamente in basso,
riore di quest’osso situato allora nel solco che coperta dal grande supinatore, e situata este-
questo in tal luogo presenta, e nascosto del riormente all’ arteria radiale. Presso il terzo
tutto dal bracchiale posteriore. Così perviene inferiore deirantibraccio, si rivolge all’ infuo-
perfino alla parte anteriore, esterna e inferio- ri, passa sotto il tendine del grande supinato-
re del braccio, dov’ è posto fra il muscolo re, incrociandone la direzione esce tra que-
;

bracchiale anteriore e il lungo supinatore ; si sto e il grande radiale esterno, va ad occupare


reca, serbando le sue attinenze, fino sull' arti- il margine esterno del radio, e si trova sotto i
XF.RVI DELLA VITA ANIMALE 4$
muscoli grande abduttore e llessor breve <lel estensore dello stesso dito, manda alcuni fila-
pollice e sotto gl’ integumenti subito si di-
; menti all’ indietro all’estensore comune delle
vide in due rami. dita, segue il legamento interosseo sul quale
Ramo esterno. Si volge sulla faccia dor- è immediatamente situato, passa sulP articola-
sale del pollice, e si suddivide tosto in due ra- zione della mano, sotto i tendini estensori e il
moscelli i.° L’uno va alla parte esterna di
: legamento anellare del carpo e, giunto al :

codesta faccia dorsale , distribuendovisi con metacarpo, si divide in moltissimi filamenti,


parecchi filamenti, i più de’ quali si profon- che si perdono negl’ interossei, e s’anasto-
dano manifestamente sotto il tendine del lun- mizzano coi rami profondi del cubitale. La
go estensore di questo dito, e vi si perdono ;
densità del tessuto cellulare a questo luogo è
2 .° 1’ altro si reca, d’una parte, al lato interno tale, che difficilmente
si accompagnano.

e dorsale del pollice, e d’altra parte, al lato —


VI. Nervo ascellare. Nasce dalla parte
esterno e dorsale dell’ indice. Sovente inter- interna e posteriore del plesso bracchiale, e
viene che codesto filamento derivi dal seguen- sembra derivare principalmente dai due ulti-
te ramo, e, in tal caso, questo, meno conside- mi nervi cervicali e dal primo dorsale. Vol-
rabile, somministra solo, gittandosi sul lato gesi, subito dopo la propria origine, obbli-
esterno del pollice, un filamento sottilissimo quamente in basso e al difuori, sul muscolo
che discende sulla faccia posteriore di questo sotto-scapolare e presso il tendine di questo,
dito, e vi si perde. In ambedue questi casi la passa sopra il capo dell’ omero, tra la capsula
distribuzione è sempre la stessa. Il filamento fibrosa e il gran rotondo, poscia tra questa e
comune del polliee e dell’indice fornisce mol- la porzione lunga del bracchiale posteriore.

te divisioni avanti che termini all’estremità Circondando così orizzontalmente articola- 1’

di queste due dita. Ne ricevono in ispezie l’in- zione, comparisce tra quest’ ultima e il mar-
terosseo abduttore dell’indice, gl’integumenti gine inferiore dell’ infra-spinato, e va tosta-
e il contorno dell’ articolazione delle due dita. mente terminare sul deltoide.
a L’ascellare, —

Ramo interno. E il più considerabile vicino sua origine, somministra di fre-
alla
quando proviene da esso il filamento comune quente i nervi infra-scapolari che descrivem-
al pollice e all’ indice; nel caso, contrario, è il mo trattando del plesso bracchiale ; ed ho sti-
più piccolo. Si porta sul dorso della mano, e mato meglio farne allora la descrizione perciò
si divide, in quest’ultimo caso, in due filamen- che, le più volte, escono a livello del plesso
ti. L’uno discende lungo il lato interno e dor- stesso. Mentre che si rivolge sul capo dell’ o-
sale dell’ indice, 1’ altro sul lato esterno e dor- mero, manda alcuni ramoscelli al muscolo
sale delmedio. Si diportano sulle dita corri- piccolo rotondo; pervenuto poi sul bracchia-
spondenti come i predetti filamenti. le posteriore, dividesi in due principali bran-

2 .° Rranca
posteriore. Questa, eh’ è che, 1’ una superiore, 1’ altra inferiore.
più grossa della precedente, si rivolge obbli- i.° Branca superiore. Somministra
quamente all’ infuori, passa sotto i muscoli un ramo alquanto considerabile, che tosto si
gran supinatore e radiale, ai quali manda dei suddivide e va al margine inferiore dell’infra-
filamenti, e si profonda in mezzo ai due strali spinato, nel quale finisce. Indi si porta, in
carnosi del piccolo supinatore, al quale pur compagnia della seguente, sulla faccia internar
manda parecchi filamenti, traversandolo sulla del deltoide, seguendola orizzontalmente fino
direzione di sua lunghezza, e circondando ob- al terzo posteriore di essa qui si divide in
:

ibliquamente d’alto in basso l’ estremità supe- molti rami, che si perdono per questo musco-
periore del radio. Nella sostanza di quest’ ul- lo, daccanto il margine posteriore del mede-

timo muscolo essa si divide in parecchi rami simo.


principali, l’origine de’ quali, e per conse- Branca inferiore. —
E la più lunga
guenza il numero, sono variabili. ed è quella che manda il maggior numero di
Rami posteriori. Si portano al pic- rami al deltoide, percorrendone orizzontal-
ciolo supinatore medesimo, e mandano poi mente la faccia interna fino in vicinanza al suo
vari filamenti al cubital posteriore , e agli margine posteriore. Quasi tutti codesti rami
estensori delle dita e dell’indice. Tra questi nascono da branca inferiormente, e
tale por- si

filamenti alcuni si prolungano assai lontano tano, in direzione perpendicolare o obbliqua,


per questi muscoli, nè svaniscono che dopo i prima sulla faccia interna, poi nella sostanza
loro tendini. del muscolo, nè quasi se ne scorge risalire

Rami anteriori. Spettano questi par- verso le inserzioni superiori di (juesto.
ticolarmente ai muscoli posteriori e profondi
dell’ antibraccio. Parecchi di essi si portano a 111. NÈRVI DORSALI DELLA MlDOLL.A
principio ai muscoli grande abduttore e pic- VERTEBRALE.
colo estensore del pollice. Uno tra quelli, ch’è
il principale, e talvolta fornisce gli altri,
di- Derivano questi con due radici dalle

scende fra i mentovati muscoli e il grande parli laterali della midolla vertebrale: 1’ una
APPARECCHIO conduttore DeC SENSO K DKR MOTO
44
anteriore, più piccola, formata da due o tre sovente solo cinque o sei, rimanendo gii altri
filamenti in prima separati al luogo stesso del- sotto i muscoli trapezio, romboideo e simili.
r inserzione ; V altra posteriore, più grossa, 2 .° Rami esterni. —
Sono j più conside-
che pure incomincia con alcuni filamenti di- rabili, e costantemente esistono, anche allora

stintissimi, il cui numero è yario. Separate quando mancano alcuni de’ precedenti. Di-
r una dall’ altra per mezzo del legamento scendono obbliquamente al di fuori, in prima
dentato, e daprima molto allontanate, queste sotto trasversale spinoso, poi sotto il lungo
il

due radici si ravvicinano tosto, discendono dorsale ; esce ciascheduno di essi nello spazio
tanto più obbliquamente, e un tanto maggior triangolare eh’ è limitato in alto da ciasche-
tragitto percorrono nel canale quanto più sono dun muscolo sopra-costale, e si trovano ad un
inferiori: lo che stabilisce un allontanamento tratto fra i muscoli lungo dorsale e sacro-lom-
vie maggiore fra il sito dell’ origine e il foro bare manda ad ambedue alcuni filamenti,
;

vertebrale che serve d’ uscita, e per conse- massime all’ultimo ; poi, uscendo dalla scana-
guenza il ganglio di riunione. Cotalì due latura che separa, si dividono in parecchi
li

radici, conservando tra sè la stessa attinenza ramoscelli serpeggianti diversamente sotto i


che quelle del collo e dei lombi, sono men muscoli che li ricoprono, sotto il gran dor-
grosse delle cervicali inferiori e di tutte le sale, il trapezio, il romboideo e simili poi ;

lombari, e proporzionate ai nervi che succe- diventano cutanei, si spandono più o meno
dono ai loro gangli ; i quali nervi sono più lungi dal luogo ove sono usciti d’ infra i mu-
piccoli dei cervicali inferiori e dei lombari, scoli, e si recano spezialmente all’ infuori :
perciò che deggiono inanimare meno musco- non tutti arrivano per infino alla pelle, ma tut-
li. T superiori, e sovratntto gl’ inferiori, han- ti escono dalla scanalatura dei muscoli sacro-

no, siccome i loro nervi, una grossezza un po- lombare e lungo dorsale variabilissimo è il
:

co più notabile di quello che i medi. Le numero di quelli che rimangono sotto i mu-
due radici corrispondenti di ciaschedun nervo scoli superficiali.
discendono convergendo, si portano verso il B. Branche
intercostali. Hanno que- —
canale fibroso della dura-madre, e, addossan- ste una disposizione in parte analoga in parte
dosi, vi penetrano. In cj[uesto luogo, precisa- diversa. La prima esce sotto la prima costa ;
mente siccome sul collo, vien formato un ri- r ultima sotto la duodecima ; tutte si volgono
gonfiamento nervoso, grigiastro e polposo, ma quasi orizzontalmente al di fuori, salvo la pri-
un poco men grosso, proporzionato, sotto ma, passando nell’intervallo tra le due apofisi
questo rispetto, ai nervi intercostali, e alle trasverse corrispondenti, poi tra le due coste ;
loro radici; immerso in molto tessuto cel- comunicano ciascheduna coi nervi de’ gangli
lulare, Riuniti, oltre a questo punto, in un pettorali mediante due filamenti, e talora
tronco comune, si confondono colali due ra- uno solo; i quali si rivolgono ascendendo sulle
dici nervose intimamente e da questo tron-
: parli laterali del corpo delle vertebre indi ;

co, che percorre un tragitto brevissimo , na- codeste branche continuano a portarsi all’ in-
scono due branche per tutti i nervi dorsali ; fuori, nascoste solo dalla pleura fino all’ an-
1’ una dorsale, 1’ altra intercostale. golo delle coste, dove si cacciano tra’ due in-
A. Branche dorsali. —
Hanno assai mi- tercostali, si avvicinano al margine inferiore
nor grossezza che le intercostali. Rivolte, tutto della costa superiore, percorrono ciascheduno
ad un tratto, all’ indietro, si portano tra le il tragitto dello spazio intercoslale corrispon-

apofisi trasverse dorsali, sotto il trasversale dente, e vi si diportano così com’entro a dire.
spinoso ; qui si dividono in due ordini di ra- Prima branca.—^-, differente assai delle
mi, gli uni interni, esterni gli altri. Tale divi- altre. Non appena ha derivato la propria ori-
sione, che avviene ne’ più individui, manca gine, porta obbliquamente in alto e al di
si

talvolta in altri, e allora non si produce che fuori, si dirige sulla prima costa e va a con-
il ramo esterno. giungersi, nel modo che abbiamo espresso,
T.® Rami interni. — Ciascheduna branca quasi di subito al plesso braccbiale, di modo
ne presenta uno o due ;
meno grossi che gli che il tronco di essa è veramente estraneo
esterni, e penetranti ad un tratto il trasver- al petto. Laddove rimonta sopra la costa ,
sale spinoso attraversano codesto muscolo,
: gitta un ramo sotto-costale che corrisponde
ora più da vicino, ora più da lunge delle apo- all’ incirca colla propria distribuzione alla di-
fisi spinose, correndo un tragitto obhliquo più sposizione delle seguenti branclie. Tale ramo
considerabile che a principio non paia, vi si porta obbliquamente in basso, sotto la faccia

spandono molti filamenti, ne escono, danno inferiore della prima costa, e 1’ aitraversa per
i rami ai muscoli che quelli ricoprono, per.» recarsi all’ estremità anteriore del primo spa-
forano questi ultimi, e si spandono sotto la zio intercostale, i cui muscoli esso perfora
pelle, portandosi per uno più o men lungo onde spargersi sulla parte superiore e ante-
spazio, al di fuori quantunque io abbia os-
: riore del petto, ove subito si disperde. In tale
servalo che non tutti divengono cutanei ; ma tragitto, gitta : un filamento posteriore che.
ïsETirï DELLA VITA AMMALA /{A

«lìscende sulla parie posteriore dello spazio Quarta, quinta, sesta e sei lima branca.
in tei costale, si caccia fra questi due uiuscoli, La loro distribuzione è quasi analoga cia- ;

spargendosi loro porzione cori isponden-


sulla scheduna costeggia a principio il margine infe-
de; 2.° uno o due filamenti 7?ìediche discen- riore della costa corrispondente, fino la mela,
dono lungo la metà dello spazio 3.° due o ;
all’ incirca, dello spazio intercostale. Innanzi

tre filamenti anteriori^ che costituiscono il che giungavi, de’numerosi filamenti se ne spic-
termine di codesto ramo, e perforano uniti o cano pei due muscoli intercostali i quali fi- ;

separati lo spazio intercostale. lamenti nascono specialmente all’ indietro , e


Seconda branca. — Cammina lungo la corrono in c[uesti muscoli un più o meno lun-
faccia interna dellaseconda costa, fino al ter- go tragitto. Alla metà dello spazio, o presso
zo posteriore dello spazio intercostale, ore si a questa, si dividono i.^ In rami inter-
:

divide in ramo intercostale e in ramo brac- costali, che seguono il margine inferiore del-
chiale ;
ma prima manda unconsiderabile fila- le coste, e mandano
alcuni filamenti ai musco-
mento che si profonda nella parte posteriore li, intercostali e triangolare, penetrano sotto
dei due intercostali, fornisce a questi parecchie di questo, escono con uno o due filamenti,
divisioni, e vi si perde. —
11 ramo interco- ciascheduno sopra il margine laterale delio
stale continua il suo primitivo cammino lun- sterno, e vanno a distribuirsi pel gran petto-
go seconda costa, gitta alcuni poco notabili
la rale, per la mammella, e per gl’ inlcgumenlì
filamenti ai due intercostali corrispondenti ; della parte anteriore del petto ; 2 .® in rami
poscia, arrivato allo sterno, esce con due o tre pettorali esterni, che perforano gl’ intercos-
filamenti tra quest’osso e l’intercostale ester- tali interni e si dividono ciascheduno in due

no, e si spande sulla parte anteriore del petto, filamenti, 1’ uno de’ quali si porta all’ Indietro
sotto l’inserzione del gran pettorale, al cpiale per distribuirsi agl’integumenti della parte
gitta alcuni filamenti. —
Il ramo bracchiale laterale del petto, e 1’ altro si rivolge all’ in-
perfora il muscolo intercostale esterno, dopo nanzi e air ingiù, per distribuirsi al grande
aver lasciato sì a questo, come all’interno, pa- obbliquo e agl’ integumenti della parte ante-
recchi filamenti, discende obbliquamente nel- riore del petto e superiore del ventre.
la cavità dell’ ascella, dove riceve talvolta un Ottava, nona, decima e undecima bran-
filamento di comunicazione dal nervo cutaneo ca. Si portano, come le precedenti, negl’ in-
interno, filamento che ne accresce la grossez- tervalli tra le coste, situale da prima ciasche-
za. Quindi discende lungo la parte interna e duna fra la pleura e l’ intercostale esterno cor-
posteriore del braccio, gittando parecchi fila- rispondente. 11 tragitto di codeste branche
menti che si rivolgono all’ indietro, e percor- sotto la detta membrana, siccome quello delle
rono un tragitto maggiore o minore finché si precedenti, è successivamente più lungo a mi-
perdono pergl’ integumenti. Giunto al cubito, sura che Io si viene esaminando più in basso.
si divide in moltissimi altri, che si spargono Profondate di poi sotto gl’interni intercosta-
per tutta questa regione, e vi si disperdono. li, percorrono in parte gl’ intervalli tra le co-

Terza branca. —
Costeggia il margine ste, indi si dividono in rami intercostali ed in
inferiore della terza costa, fino in vicinanza rami pettorali esterni. Codesta divisione in-
della metà dello spazio ove dividesi come la terviene tanto più vicino all’ estremità ante-
precedente. Innanzi codesta divisione e vici- riore di ciaschedun intervallo, quanto più in
nissimo al luogo di sua uscita, manda parecchi basso si esaminino la branche, perocché gli
filamenti che discendono per la parte posterio- intervalli vanno a mano a mano raccorcian-
re dei due intercostali, e vi si perdono, d'alora dosi, e opera in ciascheduno
la divisione si

codesti filamenti hanno nno o due tronchi co- quasi alla stessa dal foro di unione.
distanza
muni : altre volte nascono separatamente ;
nè Ma prima che quella avvenga, codeste bran-
mostrano recarsi fino ai muscoli pettorali su- che forniscono, siccome le precedenti, alcuni
perficiali. — Il ramo intercostale continua i quali filamenti cor-
filamenti agl’ intercostali,
a seguire la direzione della costa, non giltan- rono, innanzi di pervenirvi, un tragitto più
do che pochi si profonda sotto il
filamenti, o meno considerabile. Seguendo ciascuna di
triangolare dello sterno, somministra a questo tali branche, dopo tagliato il muscolo che la

luogo due o tre filamenti manifestissimi al ricuopre, si scorgono benissimo codesti fila-
suddetto muscolo ed all’ iutercostale interno, menli. —
I rami intercostali continuano a

passa tra questo e l’osso, e si spande, come il percorrere gli spazi dello stesso nome, man-
precedente, sul petto. —
11 ramo bracchiale, dando successivamente parecchi ramoscelli.
dopo aver mandato parecchi filamenli agl’in- Giunti all’ estremità di siffatti spazi, passano
tercostali, perforai’ esterno, si porta alla parte sopra le inserzioni del diaframma, senza gettar
inferiore della cavità ascellare, manda alcuni fi- filamenti abbastanza notabili a tale muscolo,
lamenti agrintegumenti di questa parte, poi poi si alle pareli addomi-
cacciano in mezzo
discende sul braccio, ove si disperde più cele- nali, fi-a il piccolo obbliquo, git-
trasverso e il

remenfe che il mentovalo ramo bracebiale. fano dapprima parecchie diramazioni a questi
APPARECCaiO CONDUTTORE DEL SENSO E DEL MOTO

tlue muscoli, massime all’ ultimo, indi si re- rono un tragitto tanto maggiorar, e sono tan-
cano fino al margine esterno del muscolo ret- to più grossi quanto più basso è il nervo cui
to :
dividono in ramoscelli profondi,
qui si spettano; ma in generale, la distanza tra l’o-
che penetrano nella sostanza di questo per lo rigine e l’ uscita è assai più considerabile di
stesso margine e per l’interna superficie di es- quello che al dorso. Giunti nel canale fibroso
so, e in ramoscelli superficiali che perforano della dura-madre, tali due fasci l’attraver-
la lamina anteriore della sua guaina aponeu- sano: l’uno di essi costituisce un rigonfia-
rotica, vanno a ramificarsi per gl’integumenti mento analogo a quelli de’nervi precedenti ;
della parte anteriore dell’ addome. — I rami siriuniscono poi, e danno origine ami tron-
pettorali esterni perforano dal di dentro al co che occupa la larga e profonda incavatu-
di fuori gl’intercostali esterni, e si dividono in ra della vertebra superiore, poi si divide in
due ordini di filamenti, gli uni de’ quali, ri- due branche, Luna posteriore o lombare,
volti all’ indieiro, si perdono negl’ integumen- l’altra anteriore o addominale.
ti della parte laterale e inferiore del petto gli §. I. Primo nervo lom,bare. i.a Bran- —

;

altri si portano
innanzi e all’ ingiù, e si
all’ ca lombare. Tale branca, più grossa che
distribuiscono al gran dentato, al grande ob- le seguenti, si porta ad un tratto all’ indie-
hliquo e agl’ integumenti. tro, tra le apofisi trasversali delie due prime
Duodecima branca. Manda questa, a — vertebre lombari, manda parecchi rami in-
principio, un filamento di comunicazione al terni che si portano al trasverso spinoso, e
primo nervo lombare, poi allontana subito sì lo perforano qualche volta per divenire su-
daU’ultima costa, portandosi al di fuori e al- perficiali ; quindi portandosi all’ ingiù e al-
r ingiù ; attraversa la parte anteriore del qua- l’ indietro, traversa la massa comune del sa-
drato dei lombi, coperto dalla lamina apeneu- cro-lombare e del lungo dorsale, vi lascia
rolica anteriore del trasverso, mandando, sì parecchi filamenti , poi diviene superficiale,
a questo come al diaframma, alcuni filamenti. si pone tra la faccia posteriore di codesti mu-

Giunta a! margine esterno del quadrato, si di- scoli e 1 ’ aponeurosi che li ricopre, discende
vide i.° in ramo addominale superficiale
: per qualche tratto sotto di questa, la perfora,
che si porla in prima tra i due obbliqui, man- diviene cutaneo, e si porta agli integumenti
da ai medesimi parecchi filamenti, poscia per- della natica ove si perde con molti rami
,

fora il primo, discende sulla faccia esteriore che si suddividono in ramoscelli ed in fila-
del medesimo, vi gitla molti filamenti ne menti.

,

somministra altresì agl’integumenli e arriva 2. a Branca addominale. Deriva dal


per infino depresso la cresta iliaca 2.® in ;
tronco comune all’ uscita di questo dall’ in-
ramo addominale profondo., che si porta al- cavatura ;
porta all’ innanzi e al di dentro,
si

l’ ingiù e all’ innanzi, scorre tra il piccolo ob- trovasi nascosta dall’origine dello psoas, co-
bliquo e il trasverso, lascia dapriraa sì a que- munica coi nervi de’ gangli lombari, riceve
sto e sì a quello molti filamenti tenuissimi la branca anasfomotica dell’ ultimo nervo dor-
correnti un abbastanza lungo tragitto, quindi sale, ne gitta una alla branca anteriore del
prolungasi fino aH’estremilà de’ muscoli retto secondo nervo lombare, e dà così principio
e piramidale, ove si perde. al plesso lombare , al quale riporteremo le
branche somministrate da essa, descritte dagli
JV. NERVI LOMBARI DELLA MIDOLLA autori insieme a siffatta branca addominale.
VERTEBRALE. §. II. Secondo nervo lombare. — i.a
Branca lombare. — Un
grossa chepo’ men
Tali nervi sono cinque : il primo esce fra quella del Esce codesta
nervo precedente.
le due prime vertebre lombari, il quinto fra branca tra le apofisi trasverse della seconda
il sacro. Le loro origini
ultima e mollo più e terza vertebra lombare, manda alcuni rami

1

ravvicinate le une alle altre che non sieno le interni al trasversale spinoso, quindi si porta
origine dei nervi dorsali, non occupano che alla massa comune dei muscoli sacro-lombari
un piccolo spazio e si trovano di rincontro alla e lungo dorsale, vi gitta de’ ramoscelli, scorre
prima vertebra lombare e all’ ultima dorsale. tra questa e l’aponeurosi che ricuopre, per-
Ciascheduno, siccome gli al tri, proveniente dal- fora questa verso la cresta iliaca, e si sparge
la midolla, ha un doppio fascio d’ origine : per la posteriore e superiore parte della co-
Funo anteriore, eh’ è il più piccolo, l’altro po- scia; ove, addivenuta cutanea, si disperde con
steriore, grosso. Tali due fasci risultano
il pivi vari rami più o meno suddivisi.
dall’ unione di parecchi filamenti, i quali, se- 2.° Branca addominale. Esce questa —
parati molto patentemente alla loro uscita nascosta dallo psoas, comunica coi nervi dei
dalla midolla dove
rivestono del neurilema,
si gangli lombari, riceve la branca anastomotica
si congiiingono poi senza però comunicare fra del precedente nervo, ne manda una al se-
sè, talché si possono agevolmente separare gli guente, e concorre per tal modo alla forma-
uni dagli altri, l due fasci corrispondenti cor- zione del plesso lombare.
^'ERVl PJ^LLA VITA ANIMALE 47
Terzo nervo lombare
§. III. . — x.^Bran^ passa pel forame sotto-pubico per distribuirsi
ca lombare. —
Più piccola che le altre due alla parte interna della coscia; l’esterno di-
«sce d’ infra le apofìsi trasversali della terza scende sulla parte anteriore di codesto mem-
e quarta vertebra lombare, gilta alcuni rami bro e dlsperdesi ne’ muscoli del medesimo.
mterni al trasversale spinoso, traversa la Oltre cotali cordoni di terminazione, il plesso
massa comune vi lascia alcuni ramoscelli,
,
somministra nel suo tragitto due ordini di
diviene soltopposta alle aponeurosi lombari, branche, le une esterne o addomino-crurali,
le perfora, e si disperde diventando cutanea. un’ altra interna o genito-crurale oltre a ciò
:

2. a Branca addominale. —
Nascosta a'ia* parecchi rami e ramoscelli si spiccano e per-
propria uscita dallo psoas, comunica cui nervi dono nello psoas, nel quadrato de’ lombi, e
de’ gangli lombari, poi colle branche anteriori particolarmente nell’ iliaco. Ho veduto soven-
dei due nervi tra’ quali è posta , e forma cosi temente nascere uno o due ramoscelli supe-
il plesso lombare. riormente dal plesso traversare longitudi-
,

§. Quarto e quinto nervo lombare.


IV. nalmente la spessezza dello psoas, e ricon-
— i.e Branche lombari. —
Sono queste pic- giungersi in basso a questo stesso plesso, o al
colissime nell’ uno e nell’ altro nervo diver- ;
nervo crurale che ne deriva.
se delle precedenti in questo che divengono A. Branche esterne o muscolo- cutanee.
di rado cutanee anzi, le più volle, non si
:
— Ce n’ ha d’ordinario tre. Dopo levalo il
estendono esse fino alla superficie della mas- peritoneo, si veggono palesemente recarsi al
sa comune de’ muscoli sacro-loral>are e lungo di fuori, verso la cresta iliaca, per traversare
dorsale. Divise, alla loro uscita, in due ordini dipoi i muscoli addominali , e divenire cu-
di rami, distribuiscono gli esterni in tali due tanee. La superiore e la media spettano evi-
ultimi muscoli, ^interni nell’origine del dentemente alla branca addominale del primo
trasversale spinoso. nervo lombare l’ inferiore nasce in ispezie
;

2. e Branche addominali. Nell’ uno e dalla branca addominale del secondo. Ci han-
nell’altro de’ mentovati due nervi comuni- no molle varietà nella loro disposizione, sì
cano queste co’ ramoscelli de’ gangli lombari, riguardo alla loro origine, come al silo dove
poi quella del quarto riceve e manda le bran- le medesime perforano i muscoli delle addo-
che anastomotiche per la formazione del ples- minali pareti. Ecco quanto si osserva più d’or-
so lombare, mentre quella del quinto riceve dinario nell’uomo gli allievi poi vi riporte-
:

prima branca anastoraotica della preceden-


la ranno quelle varietà che verranno loro osser-
te, e così compie il plesso lombare, poi di- vale nelle dissezioni.
scende nella pelvi per dare cominciaraento al Branca superiore. —
Uscita dal plesso,
plesso sacro, col quale lo unisce. Manda, in traversa la sostanza della parte superiore del
t.ale tragitto, la branca glutea superiore che grande psoas, vi lascia talvolta un ramoscello,
noi riferiremo a codesto plesso. si porta obbliquamenle al di fuori e in basso,

§. V. Plesso lombo- addominale. Ri- davanti il quadrato dei lombi, fino alla parte
sulta dal concorso e dalla riunione delle bran- posteriore della cresta iliaca. Qui si colloca
che addominali dei nervi lombari, i quali, in un solco formato dal muscolo trasverso e
dietro a quanto dicemmo, costituiscono alla dalla cresta anzidetta alla quale si attacca,
loro uscita una serie di comunicazioni che gitta ramoscelli al dello muscolo ed albiliaco,
rappresenta una spezie di cordone allungato: lo perfora, scorre, seguendo anche un poco
tale cordone è appunto il plesso. Per ben la cresta iliaca fra esso e il piccolo obbliquo,
osservarlo , è uopo fendere secondo la sua gitta medesimi alcuni ramoscelli poi
ai si
,

lunghezza, e assai dappresso al suo margine divide quasi ad nn tratto: i.° In ramo e-
posteriore, il muscolo psoas. Allora lo si di- sterjìo.,che si perde per la parte inferiore
scerne situato sulle parti laterali del corpo dei tre muscoli lunghi addominali, distribuen-
delle vertebre lombari, davanti le loro apo- dovi parecchi filamenti, e diviene poi cutaneo;
fisitrasversali. Strettissimo in alto, si allarga
2.*^ In
ramo interno., eh’ è la continuazione
a poco a poco in basso : lo che dipende da della branca, segue a discendere fra il tras-
ciò che, sulla seconda direzione, le branche verso e il piccolo obbliquo per infino alla
addominali de’ nervi lombari si riuniscono spina iliaca anteriore e superiore qui scorra
;

più lontano dalla colonna vertebrale che non tra le aponeurosi e i muscoli, segue 1 arco ’

facciano nella prima. Incomincia adunque il crurale fino all’anello, dove perfora l’apo-
plesso da tale cordone mediante la comuni- neurosi del grande obbliquo e si divide in
cazione del primo nervo lombare con una più ramoscelli, che si espandono per gl’ in-
branca dell’ ultimo dorsale e con un’ altra tegumenti della piegatura dell’inguine, e in
del secondo lombare, e finisce con tre grossi tjuelli del pube, e si recano pure allo scroto.

cordoni, l’esterno de’ quali gitlasi nel bacino Branca media. —


Esce codesta dal ples-
per comunicare col plesso sacro, e souimini- so quasi da lato alla precedente, traversa lo
slrare la branca glutea supcriore il medio psoas, e discende un poco lungo il lato ester-
i
48 APrAKECCÎilO CuNl)LfTXû'RE D^L SENSO E DEL ftlOTO

ïio (li quadrato lombare. Po-


esso, dinanzi al Ramo esterno. —
Discende coi vasi cru-
scia si reca subitamente ai di fuori, passa rali dietro F arce» crurale, si trova alla pie-

obbliquamente davanti la faccia anteriore gatura dell’ inguine, sotto 1’ aponeurosi cru-
deir iliaco, ricoperta dal peritoneo, si reca, rale, in mezzo a molte gianduia assorbenti e
verso cresta iliaca, perfora il trasverso, si
la a copioso tessuto cellulare, e qui si spande in
pone tra esso e il piccolo obbliquo, indi tra parecchi ramoscelli, i quali, perforando F a-
questo e il grande, disperdendosi, in questi poneurosi, diventano cutanei e si spargono
muscoli, con un gran numero di ramoscelli, lino al di sotto della metà della coscia : al-
r uno de’ quali segue P arco crurale per in- cuni si uniscono al nervo O’urale.
tìno all’ anello, ove perfora 1’ aponeurosi del C. Branche inferiori o crurali. — Dopo
grande obbliquo, e si distribuisce allo stesso somministrate le varie branche di cui si tenne
modo che il ramo interno della precedente discorso, il plesso lombo-addominale finisce
branca, ed in ispezic, più eh’ essa non faccia con tre principali, che duerno nero/, simili a
allo scroto. quelli che si dipartono dall’ estremità infe-
Brancainferiore. —
Nasce questa dal riore del plesso bracchiale lutti distribui- :

plesso, più in basso che le precedenti e la ;


scono le loro diverse diramazioni in ispezie
sua origine talvolta è doppia. Esce sotto lo per la coscia.
psoas, traversa obbliquamente parte ante-
la iVeroo crurale. —
Tutti i nervi del ples-
riore dell’ iliaco ,
giunge, portandosi d’alto so, fuori il quinto, concorrono alla forma-
in basso, alla spina iliaca superiore e ante- zione di questo, che costituisce la più esterio-
riore passa tra essa e l’inferiore^ ovvero
,
re delle tre branche, onde il plesso medesimo
sotto di questa ; quindi, ingrossando un poco termina. Separato compiutamente da questo
a tal luogo, ove presenta delle frequenti va- a livello della penultima vertebra lombare,
rietà, giunge alla parte superiore della coscia, si porta al di fuori secondo il corso del
,

trovasi sotto l’aponeurosi femorale, e si di- margine esterno dello psoas che in prima
vide in due rami. 10 nasconde, poi lo lascia in parte allo sco-
Il ramo esterno è il meno conside- perto. Giunto sotto il legamento dei Fallop-
rabile : un tratto verso il di
rivolto tutto ad pio esce dall’addome in compagnia del detto
fuori , si porta sulla parte esterna e poste- muscolo e dell’arteria crurale, alla cui parte
riore della coscia, dietro il tensore aponeu- esterna ed inferiore è situato. Alla parte
rotico crurale, poi si divide in più ramoscelli, esterna della coscia dividesi in moltissimi ra-
che perforando 1’ aponeurosi, divengono cu- mi, gli uni superficiali gli altri profondi, e
tanei e si estendono più o meno da lunge. presenta molte diversità in tale tragitto ora :

2.*^ Il ramo interno è il più considera- 11 suo tronco è semplice per iufino all’arco

bile, sembra costituire la conlinuazione delia crurale, ora le divisioni incominciano alla me-
branca. Penetrato subito sotto la parte an- tà di esso, spesso i rami superficiali coniincia-
teriore e superiore dell’aponeurosi crurale, 110 a separarsene versoi! plesso, e discendono
immediatamente la perfora, come il prece- solamente contigui a cjueslo per recarsi alla
dente, diviene superficiale, e si espande sulla propria destinazione. Parecchi ramoscelli sor-
parte anteriore ed esterna della coscia, ove gono, nel basso-ventre, dal tronco del nervo
discende per infino al ginocchio, distribuendo crurale o dalle sue branche separate pe- ;

nei suo tragitto un gran numero di ramoscelli. netrano ad un tratto, nel muscolo iliaco, e si
B. Branca interna o genito-crurale. — perdono nella parte interna e media di que-
E unica, e presenta d’ordinario nell’uomo sto, dopo aver lasciato dinanzi al medesitno
la seguenie disposizione nasce dalla parte
; una spezie di rete ben delineata dal Ficlier:
superiore del plesso, dipendendo qui dal pri- altri si gittano intorno l’arteria crurale, que-
mo nervo lombare discende a principio per-
;
sti spesso mancano, e, quando esistono, tosto
pendicolarmente nella sostanza dello psoas, dileguano..
riceve, ordinariamente, dalla branca anteriore Rami cutanei. Sono i men numerosi e
del secondo nervo lombare , un ramoscello i men considerabili tra quelli del nervo cru-
che ne aumenta la grossezza, perfora lo psoas, rale. Ficher iie ha rappresentato quattro prin-
gli diviene superficiale, e discende sul davanti cipali :io ne ho trovato sovente sei, talvolta
dell’ arterior superficie di questo, ricoperta semplicemente due tutto dipende dal for-
:

dal peritoneo, fino in vicinanza all’ arco cru- marsi più o meno inailo le divisioni ; pei-
rale, dove si divide in due rami. chè, dopo un certo tragitto, la distribuzione
Piamo interno. —
E il più considerabile; è all’ incirca uguale. Separati dal medesimo
segue il tragitto de’ vasi spermatici, coi quali abbastanza in alto presso certi individui, a
passa attraverso l’anello, e si divide tosto in livello, in altri, dell’arco crurale, passano sot-
moltissinii ramoscelli destinati agl’in tegumenti to di questo, percorrono un breve tragitto
della parte anteriore e interna della coscia, sotto 1’ aponeurosi femorale, la perforano to-
cd allo scroto. slamcnle, e si rendono superfiziali païen- j
NI’.UYI IJKLL.V VITA AN'JJlALË 49
tissimi sono i fori del loro passaggio. Al di là sotto di questo ,
piuttosto che introdursi
de’ quali forami, si scorgono dividersi in mol- nella sostanza. Profondatosi insieme all’arte-
tissimi ramoscelli che cuopi'ono la parte inter- ria nell’ apertura del crurale, esce fra il ten-
na e anteriore della coscia, essendo l’esterna dine di questo e quello del retto interno,
ed anteriore occupata dalle divisioni della manda parecchi ramoscelli manifestissimi che
prima branca interna del plesso lombare. Al- si perdono per gl’ integumenti dei dintorni
cuni scendono fino alla parte superiore della del ginocchio, poi, giungendosi alla vena sa-
gamba, e parecchi sino al ginocchio, accom- fena, 1 accompagna lungo la parte anteriore

pagnando la vena safena. e interna della gamba fino al grosso dito , e


Rami
muscolari. Considerabilissimi ne manda moltissimi ramoscelli cutanei.
sono il il volume, ma
numero ed variabili ; Nervo otturatorio. —
Deriva particolar-
essendo che ciaschedun muscolo più o men mente dal secondo e dal terzo dei nervi lom-
ne riceve. Codesti rami sono esterni o in- bari ; e, in certi individui, gli somministra
terni. un ramo d’ origine il quarto. Situato a prin-
rami esterni si portano esteriormente
I cipio tra lo psoas e l’ ultima vertebra lom-
al margine, tra l’iliaco e i muscoli sartorio e bare, discende quasi perpendicolarmente :

retto anteriore, poi fra quest’ultimo ed il femo- giunto nel bacino, ne attraversa obbliqua-
rale, butti non posseggono talora che un tronco mente la parte laterale e superiore , accom-
comune; altre volte la loro divisione prestamen- pagnato dall’arteria e dalla vena otturatrici,
te si opera: ed hanno la distribuzione seguente: in mezzo alle quali trova, ed è immerso in
si
1 la estremità dell’iliaco riceve parecchi ra- abbondevole tessuto cellulare. Esce pel forame
moscelli; 2P tra quattro rami sì profondano sotto-pubico, trovasi, giungendo alla coscia,
nel sartorio, vi si disperdono in parte, poi sottoposto ai muscoli pettineo, e primo ad-
con vari ramoscelli, che si span-
lo traversano duttore ; qui si divide in due branche mu-
dono per gl’integumenti insieme a’ prece- scolari, 1 ’ una anteriore e l’allra posteriore.
denti ramoscelli cutanei; 3 .o un grosso ra- — lu tale tragitto non somministra che un
mo penetra nel retto anteriore con due ra- solo ramo, presso il foro sotto-pubico ; il
moscelli, l’uno superiore, l’altro inferiore, quale ramo gitta dapprima un ramoscello al-
i quali, anziché vi penetrino, percorrono un r otturatorio, indi passando pel foro, si di-
più o meno considerabile tragitto ; 4 ° stribuisce all’esterno: talvolta è rappresen-
<0 quattro rami si gittano sulla porzione e- tato da due ramoscelli separati.
slerna del crurale 5 .° un numero uguale di
;
1.0 Branca anteriore. Circonda questa
questi, dopo percorso certo tragitto sulla il margine interno del picciolo adduttore, si

porzione nxedia, si profonda, in pari modo, pone tra questo e il medio che lo ricopre,
nelle fibre e svanisce i rami di codesti due
: e si divide ad un tratto in ramo interno che
ultimi muscoli costituiscono d’ordinario un somministra ramoscelli al primo de’raento-
tronco unico per ciascheduno 6 .*^ suoi ri- ;
vati muscoli e va a perdersi poi nel terzo su-
cevere un ramo anche il tensore aponeuro- periore del retto interno ; e in ramo esterno.^
tico femorale. che spetta quasi tutto al secondo : ambidue
I rami interni presentano la seguente somministrano alcuni ramoscelli cutanei.
distribuzione i.o La porzione interna del
;
2.*^ Branca posteriore. Discendein mez-

crurale ne riceve parecchi, l’inferiore de’ quali zo al piccolo e al grande adduttori, gilta a
discende mollo all’ ingiù, avanti che vi pe- principio alcuni ramoscelli all’ otturatore in-
netri talora non vi penetra che verso il gi-
;
terno, poi, dividendosi in molti altri , si di-
nocchio. 2.0 Alcuni si portano all’ indietro, sperde nel secondo dei mentovati muscoli.
e si gittano nel pet lineo. 3 .o Un ramo cu- Nervo lombosacrale. —
Così intitolo un
tviueo inferiore discende prima sul davanti grossissimo Cordone appianato, doppio in vo-
dell’ arteria femorale, poi allato interno del lume, del nervo crurale, formato da una gran
sartorio che ne riceve in basso alcuni ramo- parte della branca anteriore del quarto ner-
scelli e discende per infino oltre il ginocchio, vo lombare e da tutta la quinta, l’ale cordo-
dividendosi in moltissimi ramoscelli; 4 - ne discende anteriormente alla parte laterale
più considerabile fra tutti questi rami ester- e anteriore del sacro, e va a congiungersi al
ni si denomina il vena così no-
Aa/è/20, dalla plesso sacro, aumentandone mirabilmente il

minata, eh’ esso accompagna. Discende alla- volume.


to interno dell’arteria crurale, riceve soven- Branca glutea. In tale tragitto, som-
te un ramo dal nervo otturatore, c trovasi ministra una considerabile bianca, che io de-
nascosto dal sartorio nel solco formato dagli nomino dalla sua distribuzione- La quale bran-
adduttori e dal crurale ; parecchi ramoscelli ca riceve alcuni rami d’origine dai plesso sacro,
ne sorgono, in tale tragitto, destinali ai vi- tal che essa sembra comune a (juesl’ ultimo
cini muscnli. Sovra il ^inocchio ne manda e al lombare esce di subito per l’incavatura
;

parecchi al sartorio, continuando a scorrere ischialica, sopra lì muscolo piramidale, € si


Kiicicl. Med. 1 . Il, ;
DO ArPARRCCHlU CONDUTTORE DRL SENSO E DEE MOTO
divide moltissimi rami, gli anteriori dei
iîï
di tutti nervi sacri, ed escono dal canale
i

quali si portano al piccolo gluteo, mentre che attraverso i fori sacri anteriori mentre i fori*,

i posteriori giungendo in parte alla porzione posteriori trasmettono le branche posterio-


media di questo, e in parte recandosene sulla ri, assai più piccole delle precedenti, ma
l'accia anteriore, arrivano, le spessissime fiate crescenti dall’ alto in basso fino alla quarta,
fino al tensore aponeurotico femorale. per iscemar poi nelle due altre, che lasciano
tra sè e le precedenti un angolo quasi retto.
V. NERVI SACRALI DELLA MIDOLLA §. Primo neroo sacro. — Branca po^
VERTEBRALE steriore. Picciolissiraa o alquanto breve, esce
dal primo dei fori sacri posteriori, comunica
nervi sono sei, spesso cinque soltan-
l’ali colla branca posteriore del secondo nervo sa-
to. 11 primo esce dal primo foro sacrale, il cro, discende un po’ obbliqu ameute, e divi-
secondo dair incavatura superiore del cocci- dendosi tosto nel bel mezzo del grosso fascio
ge : ovvero, se non ce n’ ha che cinque, tra Carnoso, che qui cuopre il sacro ed è l’origi-
quest’ultimo osso ed il sacro: la loro grossez- ne del traversale spinoso rimansi in parte
,

za va a mano a mano diminuendosi fino al entro codesta massa ; n’esce con diversi ra-
sesto, eh’ è quasi sempre assai poco sensibi- moscelli che diventano cutanei.
le, che indubitatamente, ha portato a cre-
lo Branca anteriore. E
grossissima, comu-
dere che punto non esistesse, anche quando nica, all’ uscita del forame che la trasmette,
rinvenivasi secondo T usalo. Nascono code- coi nervi de’ gangli sacri mediante due al-
sti nervi da quel considerabile rigonfiamento, quanto grossi filamenti , mu ad un tempo
con che la midolla vertebrale finisce, toccan- cortissimi, discende poi obbliquameute al di
dosi tutti al luogo di siffatta origine, nè lo fuori, e si unisce superiormente e un po’sul
spazio che occupano è punto maggiore dell’ in- davanti, al piramidale, in alto al tronco lom-
tervallo tra’ due dei nervi cervicali. Malgra- bo-sacro del plesso lombare , in basso alla
do una siffatta contiguità, si può discernere branca anteriore del secondo nervo lombare
ciò che partielle a ciaschedun nervo. Ciascu- concorrendo alla formazione del plesso sacro.
na delle dette origini presenta un doppio fa- § II. Secondo nervo sacro. Branca —
scio composto da parecchi filetti molto distinti posteriore. Più grossa che quella del primo
al principiare de’ fasci, i quali, sebbene nel nervo, comunica a principio colla medesima
loro tragitto addossati tuttavia non s’inlralcia- e con quella del lerzo^ lascia alcuni ramoscelli
no. 1 due fasci corrispondenti discendono, in al fascio carnoso che cuopre, a questo luogo,
siffatto canale quasi perpendicolarmente, ma il sacro, perfora sì questo come le aponeu-
convergenti l’uno verso dell’altro, e, per- rosi, e si spande sulla faccia posteriore del
corso vm tragitto lunghissimo, per la moltissi- maggior gluteo, dove la si scorge discendere
ma distanza che corre fra la origine loro dalla obbliquameute e perdersi, con due o tre rami
ml<lolla e i’uscila dai fori sacri, si congi ungono suddivisi in ramoscelli.
a del canale fibroso della dura-madre.
livello Branca anteriore. All’ uscire che que-
L’uno di essi forma un vigonfiamento uguale a sta fa dal secondo forame sacro, si trova frap-
quello di lutti gli altri nervi della midolla poi ;
posta a due linguette del piramidale, comu-
si riuniscono in un tronco comune e si di- nica coi nervi de’ gangli sacri, si porta obbli-
vidono in due branche. — - I rigonfiamenti quamente in basso davanti a codesto musco-
nervosi de’ nervi sacri hanno tale particola- lo, e glttasi nel plesso sacro.
rità che tulli si trovano contenuti nel ca- . §. III. Terzo nervo sacro. — Branca po-
nale osseo anziché occupare, come avvieiie steriore. Più grossa ancora che quella dei
negli altri nervi vertebrali, gli orifizii esterni predetti due nervi, comunica con quella del
di comunicazione, Sono i medesimi tanto più secondo e dei quarto, discende obbliquamen-
prossimi ai forami sacri quanto più superiori ; te al di fuori, .si pone sotto le inserzioni del
de’ quali fori gli ultimi tre si trovano sepa- gluteo maggiore, vi lascia alcuni rami, per-
rati tra loro da un intervallo notabilissimo, fora codesto muscolo, diventa cutaneo, si di-
niisurato quest’intervallo dal tronco comune vide e discende, parallela ai rami cutanei del-
risultante dalla riunione dei due fasci d’ori- ia precedente branca posteriore, fino alla parte
gine di maniera che tanto più lungo è siffatto
; interna e posteriore della natica, dove si perde.
tronco quanto più inferiore è il nervo cui Branca anteriore. Comunica coi nervi
spella. Quello del primo nervo sacro gitta, dei gangli sacri, manda parecchi rami, la cui
quasi ad un tratto, le sue due branche, Il descrizione verrà da noi riportala al plesso
rigonfiamento nervoso è poco manifesto nel sacro, poi gitlasi in questo anastomizzandosi
.sesto nervo, alla grossezza del quale è pro- colle due branche tra le quali è posta.
porzionato, raa non manca mai. Le bran- — IV. Quarto nervo sacro. Branca —
che anteiiori, grossissime in alto, vanno suc- posteriore. Pi ancora più grossa che la pre-
cessivamente diminuendo, siccome in ter viene cedente, discende un po’ obbliquameute al di
ACERVI PKET.-i VITA ANTMALK .or

flìorì comunica colle due branche tra le rruali


X
di ognuno. Quindi, sebbene rami vesci-
i

è posla, invia alcuni filamenti al gluteo mag- cali ed emorroidali, derivino particolarmen-
giore, lo perfora daccanto alla sua inserzio- le dal terzo e in ispecie dal quarto dei ner-
ne, porta sotto gl’ integumenti che lo ri-
si vi sacri, li considereremo come derivanti in
cuoprono, paralella alla precedente branca po- generale dal plesso. — Quando si esamini
steriore, e tosto disperdesi dividendosi. intentamente il luogo ove i quattro primi
Branca anteriore. Comunica col gran nervi sacri si riuniscono al cordone lom-
simpatico, manda moltissimi rami al pìefso bo-sacrale, si scorge chela disposizione di esso
ipogastrico, de’ yuali terremo parola, e git- è tutta diversa da quella degli altri plessi, nei
tasi nel plesso sacro. quali i nervi si mandano vicendevolmente al-
§. /^. Quinto e sesto nervo sacro. — cune branche comunicazione, le quali bran-
di
Branche anteriori. Esce quella del quinto formano alcune specie di
che, talora raoltiplici,
tra il sacro e il coccige , quella del sesto, areole, di rete. Qui la contiguità é immedialai
allorché esiste il nervo, dalla incavatura late- risultando, da tutte codeste comunicazioni, un
rale e superiore di questo; l’uno e l’altro fascio unico un vero tronco nervoso, grosso,
;

sono quasi estranei al plesso sacro che appar- appianato dall’ innanzi all’ indietro, più liscio
tiene pressoché esclusivamente alle quattro internamente, che esternamente i cui numero-
prime branche; tultavolta la quinta comunica si cordoni s’ intrecciono le cento volte co’loro

colla precedente, e si unisce anche un poco a ramoscelli, precisamente a quel modo che av-
codesto plesso. Del rimanente ambedue sono viene nell’interno di ciascun nervo, ed é per
destinate all’ elevatore dell’ ano, al copritore esempio, la medesima disposizione di quella che
<li questo, e all’ischio-coccigeo. presenta il nervo ischiatico eh’ é continuo a
Branche posteriori. Sono notabili que- codesto plesso. Stimo anzi che ninna parte del
ste pel loro volume minore manifestamente sistema nervoso della vita animale sia più atta,
che quello delle precedenti: comunicano desse stante grossezza degli oggetti, a offerirci una
la

insieme. A principio , quella del quinto riceve idea dell’interna tessitura di ciaschedun nervo,
pure un ramoscello da quella del quarto: che la mentovata riunione dei cjiiattro primi
ambidue si fanno cutanee, e si perdono to- sacri e d’nn cordone de! plesso lorabarCi Le —
sto pei dintorni della parte posteriore del- attinenze di codesto plesso sono, posterior-
1’ orifizio dell’ ano. mente, col piramidale, sopra il quale è collo-
Plesso sacro. —
E questo plesso calo; anteriormente, coi vasi ipogastrici, col
formalo precipuamente dal cordone lom- retto, colla vescica, colla matrice, e con un tes-
bo-sacro e dai quattro primi nervi sacri;
,
suto più o meno adiposo, copiosissi-
cellulaï-e,
i due ultimi sono, a propriamente parlare, e- mo. E limitato, internamente, dai forami sacri
estranei ad esso perocché non vi si legano
;
donde escono i nervi che lo costituiscono, co- .

che per alcune comunicazioni poco notabili. municando in prima, siccome ho detto, coi ra-
Il cordone lombo-sacro, rivolto obbliquamen- moscelli dei gangli sacri; esteriormente si con-
te ingiù e al di fuori, si riunisce all’in-
all’ fonde col nervo ischiatico che ne costituisce la
nanzi e al di sopra del piramidale, col pri- vera terminazione. Non ci ha, come dissi, li-
mo nervo sacro questo, eh’ è pur mollo
;
miti d’ organizzazione il margine esterno
:

t)bbliquo sulla medesima direzione, si riuni- della grande incavatura ischiatica costituisce
sce, dopo un tragitto d’ mezzo,
un pollice e un limite di posizione davanti la quale è il
al precedente e al secondo nervo sacro que- ;
plesso, mentre che il nervo incomincia al di
sto ultimo, un po’obbliquo ancli’esso, eil quar- fuori. —Si possono dividere le branche e i ra-
to nervo sacro, quasi traversale, si riunisco- mi del plesso sacro in anteriori ed in posteriori;
rio pure insieme e ai precedenti, dopo un tra- non parlo delle comunicazioni coi gangli sacri,
un pollice e ricevono davanti il pira-
gitto d’ che sono interne, e vennero indicate. Ante- —
midale una comunicazione del quinto nervo riormente, nascono parecchie branche le quali
che comunica esso stesso col sesto. 11 plesso — forniscono i rami emorroidali, vescicali, va-
sacro non é altro, propriamente parlando, ginali ed uterini, posteriormente partono le
che luogo ove si riuniscono tutti i nervi, che
il branche glutea inferiore e genitale.
rimangono, per infino a questo luogo, divisi; A. Branche posteriori. Sono, come diceva
per altro io li considero dipendenti da esso due, indicate, comunemente, coi nomi di nervi
nel breve tragitto che corrono innanzi che vi piccolo sciatico e. pudendo: l’ analogia della
pervengano, da poi che, riportando al mede- descrizione degli altri plessi mi costringe a do-
simo, come ad unico centro, tutte le branche ver riguardarli siccome branche, essendo il no-
che somministrano, innanzi che si riunisca- me di nereo serbalo esclusivamente all’ischiali-
no, i nervi, si rende lo studio loro mirabil- co,nel quale finisce il plesso dello stesso nome.
mente più semplice da altro canto, in par-
: T.° Branca glutea inferiore. La chiamo
lando di ciascheduno, mi darò sollecitudine così in opposizione alla superiore eh’ è sommi-
di venire precisamente indicando 1’ origine nistrala dal cordone lombo-sacro. Nasce dalla
52 ArPAKKCCHIO CONDUTTORE DEL SENSO B DEL MOTO

parle posteriore e inferiore del plesso sa- re del plesso sacro, e nasce principalmente dal
cro, ove il secondo e il terzo de nervi sacri terzo e del quarto dei nervi sacri il quinto le :

principalmente la somministrano, e il quarto, somministra talvolta un ramo d’ origine, ma


siccome la inviano pure
branca genitale, gli codesta disposizione è variabile. Siccome tosto
alcuni rami d'origine. Separasi essa da codesto è separata dal plesso, manda ne’più individui,
plesso al luogo stesso che il nervo ischiatico, un ramo per la formazione della precedente
e si trova collocata, nel separarsene, sotto i! branca, si rivolge poi all’ ingiù e al di dentro,
margine inferiore del piramidale, che la separa si caccia neH’intervallo triangolare dei due le-

dalla branca glutea superiore qui si divide :


gamenti sacro-ischiatici in compagnia dell’ar-
in rami glutei, rami rami crurali.
ischiatici e teria genitale, e si divide, nell’ uomo, in due
Rami glutei. —
Sono i men numerosi, principali rami :
1’ uno altro su-
inferiore, e 1’

i meno grossi e i più brevi e nascono talora ;


periore. innanzi questa separazione, ho vedu-
separatamente, ma assai sovente per mezzo ili to quasi sempre uu ramo derivante dalla parte
un cordone comune che, ad un tratto, si di- anteriore del plesso, in compagnia degli emor-
vide I.® in rami ascendenti^ i quali si cur-
: roidali, andare a congiungervisi, passando sul
vano nel margine inferiore del piramidale, Tab- piccolo legamento sacro-ischiatico, e per tal
bracciano a mo’ di ansa, si portano superior- modo aumentarne volume. Fino alla men-
il

mente alla faccia anteriore del gluteo maggio- tovata divisione, non se ne stacca niun ramu-
re, vi si disperdono con distribuirvi successi- scello, tranne qualche volta uno o due per Tin-
vamente alcuni ramoscelli, V uno de’ quali, terno otturatorio. —
II ramo genitale infe^

più considerabile, si porta dal di dentro al di riore cammina a principio, per certo tragitto,
fuori e si prolunga sino al margine esterno del parallelo al superiore, risalendo lungo la par-
muscolo ; 2.P in rami discendenti^ poco nu- te interna dell’ischiatica tuberosità ascende ;

merosi i quali si disperdono, ad un solo trat- poi tra’muscoli bulbo ed ischio-cavernoso, col-
to, per codesto muscolo. Il ramo ischiatico localo nello spazio triangolare che li separa, e
è collocato internamente a quello che segue, giunge allo scroto, dove si perde dividendosi
discende dietro la tuberosità ischiatica, e si di- in molti ramoscelli che corrono un più o meno
vide tostamente in mollissimi ramoscelli, alcu- lungo tragitto. —
I ramoscelli di codesto ramo

ni dei quali, i glutei^ si portano alia parte infe- sono numerosissimi. iP Ne manda all’ eleva-
riore ed interna del muscolo che porta questo tore e allo sfintere dell’ano, che si anastomiz-
nome, dove si perdono insieme co’rami prece- zano con quelli dei due ultimi nervi sacri ;
denti ; gli altri, ischiatici^ propriamente detti, 2 .^^ parecchi al trasverso del perineo ; 3.*^ all.a
si rivolgono sotto la tuberosità, vi si conforma- parte interna del bulbo-cavernoso,' e all’e-
no in arco colla concavità superiore, e si di- slerna deli’ ischio cavernoso , 4 “ «gfi inte-
stribuiscono per gl’integumenti della parte gumenti del perineo 5.^ Alcuni altri traver-
interna e superiore della coscia, per quelli del sano il bulbo dell’uretra e vanno a perdersi
perineo e del pene, dalla radice di questo per per la membrana mucosa di questo condotto.
infino alla sua parte media. —
Il ramo crurale 6.*^ Finalmente ne manda allo scroto : il dartos i

è il più considerabile di tutti i tre mentovati. riceve quasi tutti quelli con cui tale ramo ha i

Esterno al precedente, discende, com’ esso, sul ilsuo termine : sebbene parecchi si proUm-

t

davanti del maggior gluteo, vi lascia parecchi ghino per infino agl’integumenti. li ramo i

rami, alcuni de’qua.Iisi curvano sul margine in- genitale superiore ascende lungo la branca j

feriore di questo per disperdersi poi perla sua pubica sino alla sinfisi qui passa tra l’osso
: j

faccia posteriore. Addivenuto cutaneo, conti- e la radice corrispondente al corpo cavernoso, j

nua a discendere lungo la parte posteriore si porla sulla superficie superiore della verga,
della coscia, coperto dall’ aponeurosi crurale, e si avanza fino alla radice del glande, ove
e sovrapposto ai muscoli derivanti dall’ischia- la si scorge distribuirsi in molte diramazioni
tica tuberosità.Molli ramoscelli cutanei se ne che si perdono in questa parte e nel prepu-
staccano in slmile tragitto, perforano succes- zio alcune di esse si scorgono diffondersi
:

sivamente l’aponeurosi, e percorrono, avanti fino all’ estremità di quest’ ultimo. In tale —
di perdersi per gl’ integumenti, un più o me- tragitto, il ramo genitale superiore manda f

no considerabile tragitto: è occupata da co- alcuni ramoscelli all’otturatore interno e al


desti ramoscelli tutta la parte posteriore della bulbo-cavernoso ne manda all’uretra alcuni,
;
j
coscia. Pervenuto al garretto, codesto ramo che penetrano il tessuto di questa e vanno i

crurale dividesi in due, talvolta in tre ramo- sino alla superficie mucosa dove si per- j

scelli discendono superfizial-


principali, che dono; parecchi ne ricevono la pelle del dor-
mente dietro la gamba, suddividendosi all’ in- so della verga e gl’intervalli dei corpo ca-
finito per gl’ integumenti, nè dileguansi che ver- vernoso, comunicanti talvolta, quantunque di
• so parte inferiore, di siffatto membro.
la rado, con quelli dell’ opposto Iato. Nella
2 .° Branca genitale (nervo pudendo). Si donna, il ramo inferiore della branca geni-
stacca questa dalla parte inferiore e posterio- tale, assai più grosso, in proporzione della
^'RRYï della VîtA ANI^r.AT.B

«llsposizione che si presenta nell’ uomo, del intrecciali per modo che non si pnò deter-
superiore, discende lungo il perineo, vi lascia minare la generale loro dispo.sizione, senza

parecchi ramoscelli, ascende poi, rivolgendosi descriverne esattamente il tragitto. Da altro


nella spessezza del gran labbro corrisponden- Iato, il loro intreccio con quelli de’ gangli
te, distribuisce alcuni filamenti al costrittore addominali e sacri non ne concede il seguirli
di esso, al bulbo all’ ischio-cavernoso e al con precisione. Dal quale intreccio si forma
trasversale, indi si porta sui lati della cli- il plesso ipogastrico, intorno al quale avre-

toride, fino a quella parte che dicesi il monte mo occasione di occuparci anche da poi, —
di Venere, dove si perde. —
> La branca ge- Paragonando i numerosi ramoscelli che pe-
nitale superiore ascende, come nell’ uomo, netrano nel retto, nella vescica, nella vagina
lungo la branca pubica, davanti 1’ anteriore e nella matrice, alle branche anteriori uscenti
margine dell’otturatore interno, al quale man- dal plesso sacro, facile riesce lo accorgersi,
da alcuni ramoscelli: e si porta sopra la faccia che i nervi organici sovraggiuntivi costitui-
superiore della clitoride, si distribuisce prin- scono la principal parte de’ primi. Oltre —
cipalmente all’estremità di questa parte. ì rami anteriori sopra mentovali, il plesso sa-

B. Branche anteriori. Sono codeste cro ne somministra quasi costantemente uno


branche estremamente variabili nel numero o anche due, che, ‘passando sopra il piccolo
e nel volume; ma derivano costantemente legamento sacro-ischiatico, vanno a riunirsi
dalla parte inferiore del plesso, dal terzo ner- alla branca genitale, per concorrere a formar-
vo sacro, e spezialmente dal quarto che si di- la di modo che si trova questo legamento fra
:

vide qui in due parti ;


1’ una per ricongiun- codesta branca medesima e i rami, che la-
gersi al nervo che la precede, l’altra per som- sciano sovente alcuni ramoscelli nel muscolo
ministrare le mentovale branche anteriori, ischio-coccigeo.
che si dividono quasi di botto, in parecchi C. Nervo ischiatico. Codesto nervo,
rami recantisi all’ innanzi, e possono distin- il più considerabile fra tulli
nervi dell’uomo,
i

guersi, riguardo alle parti perle quali si di- costituisce la vera terminazione del plesso
stribuiscono, in : sacro, al quale, come ho detto, è continuo in
Rami emorroidali.^ anno infino alla modo che non può assegnarglisi vermi limite.
parte inferiore del retto, e si recano le une Tutte branche, ch’entrano in un plesso sif-
le
obbliquamenle all’ingiù fino allo sfintere del- fatto, concorrono alla formazione del detto ner-
r ano, le altre obbliquamenle in alto fino al vo, il quale discende sul davanti del pirami-
luogo in cui l’intestino entra
nella pelvi. Tutti dale, esce tra questo e il gemello superiore,
distribuiscono successivamente all’inlestino i per l’incavatura ischiatica, e discende obbli-
loro ramoscelli, che s’arrestano in parte nelle quaraente lungo la parte posteriore della co-
fibre carnose, e in parte le perforano, per scia, per infino a una maggiore o minor di-
recarsi alla superficie mucosa. stanza dal ginocchio, dove finisce dividendosi
Raniivescicali. Passano sui lati del retto, in due principali trinchi il tronco ischiati-
:

derivano alcuni dagli emorroidali, e si di- co esterno e il tronco tibiale. In tale tragitto
stribuiscono per le parti laterali e pel basso- le attinenze del medesimo riescono alle se-
fondo vescica nelle cui fibre carnose
della guenti passa successivamente dietro i ge-r
:

alcune si arrestano e altre si diffondono alla melli, tendine dell’interno otturatore e il


il

superficie mucosa, alla gianduia prostata e quadrato della coscia, a livello del quale tro-
alle vescichette seminali ; nella donna si pro- vasi fra il gran trocantere e 1’ ischio. Co-
luugano manifestamente fino al canale del- perto , in tutta la parte superiore del suo
r uretra. tragitto, dal maggior gluteo, è nelfinferiore
Rami uterini e vaginali. Costeggiano coperto dalla porzione ischiatica del bicipi-
codesti rami le parti laterali del retto, si al- te, e un poco
dal semi-tendiuoso e affatto ;

lontanano divergendo gli uni dagli altri, pene- in basso, trova nello spazio che corre tra
si

trano successivamente le parti laterali della li primo de’ mentovati muscoli e il secondo,

vagina, per tutta P estensione di tale con- che appoggiasi sopra il serai-aponeurolico. —
dotto, si portano all’innanzi e all’indietro, e I rami dell’ischiatico sono numerosissimi : i o
vanno a finire nella superficie mucosa del me- Ne somministra, uscendo dall’incavatura i-
desimo. 1 più superiori pervengono ai lati del schiatica, ai gemelli, al quadrato e aH’oltu-
collo e del corpo della matrice, dove si per- ratore ; 2.0 ne manda al maggior gluteo al-
dono, per altro in minor numero che per la cuni che sono tanto più piccoli , quanto raeiì
vagina. Quando
tali parti sieno apparecchia- considerabili sono i ramoscelli somministrati
te scorgono cotali rami terminare
a dovere, si inferiormente a cotesto muscolo della branca
successivamente sopra una linea laterale, che glutea inferiore: sovente non vi se, ne reca
si estende dal corpo dell’utero perfino all’e- ninno ; 3.o due o tre sì portano alla lunga
stremità della^vagina, dove si confondono coi porzione del bicipite, e tra questi, uno lun-
vescica^li. —
Sono tutti questi rami divisi e ghissimo, discende lungo la parte inferiore di
o'i APPAÈKCCHIO CONDUTTORE DEI, SENSO E DEL MOTO

questo per iufuio verso il ginocchio, dove si più piccolo del precefit'nle discende più e- ,

perde, e dove diviene alcuna volta cutaneo ^ sternamenle di esso sopra l’esterna parte del-
4.® uno si porta alla breve porzione di tale l’esterno gemello, e qui si divide ili alcuni ramo-
jnuseolo 5.o al semi-tendinoso e al semi- scelli diesi perdono quasi sotto la pelle; tale ra-
;

ruerabranoso se ne recano pure alcuni ma- mo qualche volta manca. Somministrati i—


nifestissimi, i quali prima che vi penetrino, detli rami, il tronco sciatico esterno si divide,

si dividono in più ramoscelli che sovente di- come ho detto in due branche: Luna si denomi-
scendono molto air ingiù sopra la loro su- na rauscolo-cnlanea, l’altra tibiale anteriore.
perficie distribuiscono alia
6.0 parecchi sì Branca muscuìo-ciitanea. Non appe- —
;

faccia posteriore del terzo adduttore. Tra — na esce dal tronco, discende nascosta tra i pe-
codesti rami alcuni ce n’ ha che mandano ronei grande e medio che stanno all’ indietro,
più o meno lunghi ramoscelli cutanei, la cui e 1’ estensor maggiore delle dita che è piosto
disposizione è notabilmente variabile, con- all’ innanzi; se ne distacca sotto il terzo supe-

correnti, insieme a quelli della branca glutea riore della gamba, continua a discendere, dopo
inferiore, a coprire tutta la parte posteriore essere addivenuta per tal modo superficiale,
della coscia, dopo aver perforata l’aponeurosi prima al di sotto, poi al di sopra deH’aponeu-
femorale diffondono sulla gam-
gl’inferiori si rosi tibiale, eh’ essa perfora fino alla parte In-
ba, — :

La divisione nervo ischiatico è


del feriore della gamba, ove si divide in ramo
talora manifesta all’ uscire ch’esso fa dal ba- dorsale interno e ramo dorsale esterno del
cino altre volte comincia più in basso ; sem-
: piede tale divisione avviene qualche volta più
:

pre i due tronchi che ne risullano rimango- in alto. —



In tale tragitto, manda successiva-

no addossati fino alla parte inferiore della co- mente, r uno sopra dell’ altro, tre o quattro
scia. Appunto verso il terzo inferiore di questa ramoscelli muscolari^ i quali, dopo essersi
sipresenta d’ordinario una divisione siffatta ; divisi, si cacciano ne’due perone! laterali. Al-
ma agevole riesce il vedere come si operila me- tri ramoscelli cutanei derivanti, quando la
desima assai più presto. In vero, dalla parte su- divisione si fa molto in alto, dal ramo dorsale
periore della coscia in poi non ci ha tra i due interno, si spargono sopra la parte esteriore
tronchi che contiguità ed unione mediante
;

della gamba. — ramo


dorsale interno e su-
Il

tessuto cellulare, mentre i cordoni di ciasche- perficiale piede si porta


del al di dentro, e
diin tronco manifestamente s’intrecciano. manda parecchi ramoscelli che si perdono per
Tronco ischiatico esterno. E tra i — gl’ integumenti, comunicando con quelli del

due, il più esterno e il più piccolo; discen- gran ramo safeno del nervo crurale. Giunto
de lungo 1’ estremità inferiore del bicipite, sopra il piede, somministra due rami seconda-
passa dietro 1’ esterno gemello, il condilo fe- ri, l’uno interno ed esterno l’altro: II

morale corrispondente e l’ articolazione, e primo si porta lungo il margine interno del


rivolgendosi un poco all’innanzi si caccia tra piede, e somministra successivamente parec-
la fibula e il muscolo peroneo maggiore, nel chi ramoscelli che s’ arrestano nel mezzo di
qual luogo si divide in due branche. Ma — codesto margine, e qui suddividendosi, si di-
jirima di questa divisione gitta parecchi ra- sperdono per gl’ integumenti, e recansi pure
sai. Î.O Siccome tosto si è separato dal tron- ai muscoli inferiori corrispondenti poscia ;

co ischiatico interno, talvolta eziandio men- costeggia il margine del primo osso metatar-
tre gli è ancora contiguo, soramininisira un siano e delle falangi del pollice fino all’ estre-
ramo articolare^ che discende tra il femore mità del dito, ove si perde 2.° il secondo ;

e r estremità inferiore del bicipite, manda ramo discende tra le due prime ossa metatar-
alcuni ramoscelli a silTatto muscolo, e si per- siane, e divide all’ estremità loro in ramo-
si
de poi, con molti altri, sotto la parte ester- scelli digitali, alcuni de’ quali partengono al
na articolazioni feraoro-tibiali e pero-
(Ielle lato interno del grosso dito, gli altri al lato
neo-tihiale. 2.^ Innanzi che giunga a divello interno del secando. —
Codesto secondo ramo
del femorale condilo, nx\ ramo cutaneo è sovente poco esteso, e si porta appena sopra

posteriore e medio^ molto considerabile, che le falangi, perocché il ramo dorsale interno e
discende sopra l’esterno gemello, gl’invia mol- profondo supplisce al medesimo colla propria
tissimi ramoscelli, che, dopo un più o men distribuzione. Egli avviene le spessissime
lungo tragitto, vi si perdono, continua da volte che il ramo dorsale interno e superfi-
poi il proprio, tragitto, e recasi al lato ester- ciale somministri quello che occupa l’ inter-
no ad unirsi col ramo
del lendine d’Achille, vallo tra il secondo e il terzo osso raetatarsia-
tibiale cutaneo posteriore del tronco ischia- ni , il quale, in altri casi, deriva dal seguente
lico interno, eh’ è situato più inlernaraente ramo, o dipende da ambidiie. Il ramo dor- —
di esso descriverò, nel trattar di quest’ ul-
: sale esterno e superficiale è abbastanza con-
timo, quel grosso ramo che dalla riunione lo- siderabile quando somministri quello di che
ro risulta. 3.0 sotto al mentovato ramo, un ho parlato è più piccolo nel caso contrario.
:

altro, anche questo cutaneo posteriore^ ma Discende il medesimo sul davanti del maleolo
NERVI UKLLA VITA ANIMAER 53
cslerno, disopra di questo parec-
spanile al mo. 1 quali ramoscelli, innanzi che giungano
chi ramoscelli cutanei, poscia pervenuto al all’ estremità delle due dita, si dividono in
dorso del piede, vi si divide in tre rami se- parecchi altri e comunicano coi ramoscelli
condari i.o Tulio, interno, si porta tra il
: digitali della precedente branca. Il ramo

secondo e il terzo delle ossa metafarsiane, e dorsale esterno e profondo si reca al difuori
si divide in due ordini di rambscelli digitali, sotto T estremità posteriore del pedidio, e si
gli uni sul lato esterno del secondo, gli altri divide in moltissimi ramoscelli che si perdono
per l’interno del terzo dito sovente codesto : per codesto muscolo, alcuni de’ quali si pro-
ramo appartiene, siccome ho detto, al prece- pagano per infino agli interossei.
dente, ed ho pure, le spesse fiate, osservato Tronco tibiale. —
l'ale tronco, eh’
è più
che risultava dall’ unione di due ramoscelli grosso del precedente e può aversi perla con-
forniti da ciascheduno de’ due rami della tinuazione del nervo ischiatico, discende qua-
branca muscolo-cutanea 2 .® T altro ramo si ;
si verticalmente nella cavità del garetto, lun-

indirizza fra il terzo e quarto delle ossa me- go il margine esterno del semi-aponeurotico
tatarsiane, poscia dividesi in ramoscelli digi- crurale, ricoperto dall’ aponeurosi crurale, e
tali pei lati corrispondenti al terzo ed al quar- separato dai vasi poplitei. che gli stanno sul
to dito ;
ultimo ramo si diporta all’ in-
3.^ 1’ davanti, mediante molto tessuto cellulare,— Si
circa come i precedenti ; e sempre comunica caccia subito tra’ due gemmelli, passa dietro
coll’ estremità della branca safena esterna : l’articolazione del ginocchio e il muscolo po-
finisce poi in parecchi ramoscelli digitali pei pi! teo, quindi tra quest’ ultimo e la parte su-
lati corrispondenti alle due ultime dita. In periore del solco, discende poi lungo la faccia
molti individui, non deriva codesto raino posteriore della tibia, situato tra il muscolo
dalla branca muscolo-cutanea, ma dall’ ester- tibiale posteriore e flessor maggiore delle dita
na safena: in altri, concorrono e l’ima e che sono all’ innanzi, e il solco, che è posto
T altra alla formazione di esso. alT indietro, esteriormente all' arteria tibiale
Branca tibiale anteriore. Attraversa — posteriore alla quale è attaccato, diviene qua-
T estremità superiore del peroneo grande e si superficiale nella parte inferiore della gam-

dell’estensore comune delle dita, discende ba, dove si trova al Iato interno del teruliae
tra questo muscolo, 1’ estensore del grosso di Achille; si profonda sotto la volta del cal-
dito e il tibiale anteriore, davanti il legamen- cagno, sopra T origine delTaddiiltor del gros-
to interosseo, e dacanto all’arteria tibiale, la so dito, e qui si divide in due branche plan-
«[naie, situata com’
lato interno di esso,
è al tari, T una interna e T altra esterna. Manda,

10 incrocicchia e diviene esteriore. Passa


le in questo suo lungo tragitto, parecchi rami.
poi la medesima branca sotto il legamento —
Ramo sajeno esterno. Il più conside-
anellare del piede insieme al tendine dell’ e- rabile : si può chiamarlo così iu opposizione
.stensore del grosso dito, si porla sul dorso del al ramo safeno iuteruo somministrato dal
piede stesso, e qui si divide tostamente in due crurale. Discende, accompagnato da una ve-
rami, T uno dorsale interno e profondo, Tal- na, nell’ intervallo che separa codeste due
lio dorsale esterno e profondo. In codesto — origini dai muscoli gemelli, poscia tra co-
tragitto, somministra i seguenti rami lutti desti due muscoli stessi, finalmente sul mar-
quanti muscolari il più considerabile na-
: gine esterno del tendine di Achille, gittandr
sce vicino alle origine di essa, e insieme ad una maggiore o minor quantità di ramoscelli,
essa attraversa orizzontalmente T estremità tutti succutanei. Verso il terzo inferiore della
<ielT estensore comune, dividendosi in vari gamba, si unisce siffatto ramo
al cutaneo poste-
ramoscelli, alcuni inferiori, che si rimangono riore ed interno del tronco peroneo, cresce
ili parte in codesto muscolo, e in parte si re- per questo in volume, indi continua a discen-
cano al tibiale anteriore, gli altri superiori, dere lungo la parte esterna della gamba, si-
che ascendono sotto T estremità di quest’ nl- tualo superficialmente sotto l’aponeurosi ti-
lirno, e vanno a perdersi nei dintorni dell’ar- biale e dietro il gran peroneo laterale ; si ri-
ticolazione del ginocchio ; 3.0 più in basso, volge sotto il malleolo, giugne alla parte e-
T estensore comune ricéve un ramo che per- slerna del piede, vi s’ iunoitra fino all’ estre-
corre, innanzi che vi penetri, uh tragitto al- mità posteriore dell’ ultim’ osso metalarsianO,
quanto lungo ; 4'^ l’estensore del grosso dito e qui si divide in due ramoscelli principali :

e il tibiale anteriore ne ricevono parecchi. T uno interno, situato sopra il piccolo esten-
11 ramo dorsale interno e profondo si porta sore, si avanza a livello del quarto osso me-
lungo il marsine interno del piccolo esten- tatarsiano, e si perde, con molle suddivisioni,
sore delle dita, gli manda alcuni ramoscelli, sopra i lati corrispondenti delle due ultime
SI colloca Ira’ due primi ossi metatarsiani dita, ove sovente tiea luogo il ramo più e-
rnamia parecchi ramoscelli inlei’ossei, poi si slerno della branca muscolo-cutanea del pre-
divide in due ramoscelli digitali, T uno ester- cedente troncò, branca colla quale si auasto-
no, pel secondo dito, interno l’altro, pel pri- mizza in vari luoghi Tallio, esterno, costeg-
;
TvG APTAKECCEIO (5«NDDTT0RE DEE SENSO E DEL MOTO

già il margine esterno del piede e del piccolo dine del lungo flessore, fino alla meta del piede
dito, distribuendovi parecchi ramoscelli se- all’ incirca, ove si divide in quattro dirama-

coli ilari. Nel suo tragitto, e innanzi la sua zioni che si ponno distinguere secondo i loro
divisione, il rainosafeno esterno somministra nomi numerici. Codesta divisione presenta
molti ramoscelli,! quali, a livello della gamba, molte varietà d’ ordinario il ramo interno
:

si cacciano quasi lutti sotto il tendine di A.- del grosso dito si separa, il primo dalla bran-
chille, e possono essere accompagnali assai ca, poi il ramo comune a siffatto dito e al se-

da lunge nella guaina che gli è anteriore ; condo, tal che la branca mostra biforcarsi alla
mentre nel piede si spandono parecchi ramo- propria estremità per li due ultimi rami. In-
scelli sotto la pelle che copre la parte esterna nanzi che ne somministri ninno, se ne staccano
del calcagno, e vanno anche al muscolo ad- parecchi ramoscelli per li muscoli adduttore
duttore del piccolo dito.
Rami muscolari poplitei. —
Cacciansi
del grosso dito e piccolo flessore delle dita.
Primo ramo. — Più piccolo degli altri,

sotto i gemelli, e alla parte inferiore del mu- si rivolge al di dentro e all’ innanzi, si colloca
scolo popliteo e di quello spazio che porta lo sotto il piccolo flessore del grosso dito, vi di-

stesso nome, il tronco tibiale posteriore gitta stribuisce parecchi ramoscelli, indi si porta
parecchi rami che indico, per tal ragione, con lungo il lato esterno di questo dito, ove sFper-
questo nome: i.° uno o due, manifestissimi, de, dopo gitlativi vari ramoscelli superiori.
vanno a ciaschedun muscolo gemello, pene- Secondo ramo. —
Rivolto orizzontal-
trandovi dalla parte superiore; Q.P anche al mente all’ innanzi, dapprima al di sopra, po-
solco se ne reca uno al quale si distribuisce scia al disotto dal piccolo flessore delle dita,
per esso, correndo un considerabile tragitto che ne riceve alcuni ramoscelli, corrisponde
avanti che vi si disperda ; ZP uno si reca al cotesto ramo all’ intervallo tra le due prime
piantar gracile, al popliteo e alla parte poste- ossa del metatarso, manda alcuni ramoscelli
riore dell’ articolazione ; 4 ° wn altro ramo, al piccolo flessore del grosso dito e al primo
tibiale anteriore, tratta la propria derivazione lombricale, poi si divide in due rami seconda-
più o meno alta, sempre sopra F origine del ri, F uno de’ quali si porta esteriormeute al

solèo, discende col tronco, si curva sotto Fin- primo dito, l’ altro internamente
secondo, al
ferior margine del popliteo, manda un lungo correndo ai lati di essi fino alla loro estremi-
ramoscello che discende al lato dell’ arteria tà, ove si perdano, dopo aver somministrati
tibiale posteriore, distribuisce alcuni filamen- alcuni ramoscelli superiori notabilissimi che
ti al tibiale posteriore, traversa Faperturajsu- si portano sul dorso di ciascheduno, ove si
periore del legamento itilerosseo, e si spande anastomizzano coi rami dorsali della branca
per la estremità dei muscoli anteriori della tibiale anteriore del tronco peroneo.
gamba, ove s’ unisce al primo ramo della Terzo ramo. —Ha la medesima disposizio-
branca tibiale anteriore. ne che il precedente la situazione stessa fra
:

Rami muscolari tibiali superiori. il secondo e il terzo osso melatarsiano, gli stessi

Nascono, numero, massime alla


in variabile ramoscelli gittati al secondo lombricale pari ;

parte superiore della gamba, dietro il solco, la divisione in due rami secondari correnti
e discendono circondando F arteria tibiale d’accanto il margine esterno del secondo e l’in-
posteriore e comunicando sovente insieme : terno del terzo dito, e gittanti alcuni ramoscelli
lunghissimo è il loro tragitto, sottili qual so- superiori lungo le falangi, massime la prima.
Ï10, vanno esclusivamente alla parte anteriore Quarto ramo. —
Progressione orizzon-
c inferiore del soleo e ai tre muscoli profondi tale all’ innanzi fra il terzo e il quarto osso
della gamba. melatarsiano ; ramoscelli distribuiti al terzo
Rami —
Verso la parte
tibiali inferiori. lombricale, divisione in due rami secondari
inferiore della gamba, tronco tibiale gitta
il per i lati che si corrispondono dei terzo e
parecchie diramazioni cutanee poco notabili, quarto diti; filamenti superiori sparsi sulle
innanzi che si profondi sotto il calcagno, ne dita durante il tragitto lungo i loro margini.
somministra uno considerabile al quale ho Branca plantare esterna. —
Più piccola
veduto unirsi sovente uno de’ muscolari supe- che la precedente si porta, in direzione ob-
riori, recantesi sotto la pianta del piede tra bliqua, lungo la grossa tuberosità del calca-
F aponeurosi e gl’integumenti, nei quali si gno, in quella specie di solco che qui si trova,
disperde. —
imme Jiatamente prima della di- passa tra PHiiserzlone del piccolo flessore delle
visione, parecchi rami penetrano il principio dita e quella dell’ accessorio del grande, fino
dei muscoli abchttlori del pollice e accessorio al terzo posteriore ed esterno del piede, ove
del lungo flessore. si divide in rami superficiale e profondo. Nel
Branca plantare interna.—-^ più gros- suo tragitto, i.^ somministra alcuni ramoscel-
sa deir esterna, dalla quale separasi ad angolo li a’ due muscoli precedenti ; 2.^ ne manda uno»

acuto per recarsi orizzontalmente all’ innanzi, alquanto considerabile, talora mancante, che
saprà abduttore dal grosso dito, allato il ten-
1 si porla alF infuori, e si profonda, suddivi-
NLRVI DELLA VITA OR&AMi;A 57
deiidosi, nel muscolo abduttore del piccolo
dito. Articolo /.
Ramo
superficiale. Si porla sotto e lun-
go il margine esterno del piede, dove si divi- GANGLI DEL CAPO
eie in due rami secondari, l’uno de’ quali si
reca sul margine esterno del piccolo dito notomisti ne descrivono parecchi io
I :

dopo aver mandato un ramoscello al piccolo non offrirò qui la descrizione che dell’ottal-
flessore di codesto dito, suddividendosi assai raico, perocché il rigonfiamento che denomi-
durante un tragitto siffatto; l’altro si porta nasi sfeno-palatino non è dotato mai della tes-
tra il quarto e il quinto osso metatarsiani, situra de’gangli ; nè vi ha spesso, come ho det-
'manda un ramoscello all’ultimo lombricale, to, che una semplice divisione nel luogo dove si
comunica coll’ ultimo ramo della branca pre- suole indicarlo, e non un aumento nel volume
;
cedente, poscia si suddivide per l’interno lato che, se pur qualche volta ha luogo, vuole essere
del piccolo dito e per 1’ esterno del penulti- rassomigliato interamente a quelli che sì fre-
mo, somministrando, lungo le falangi, alcuni quenti si scorgono nel tragitto di ogni altro
ramoscelli superiori molto considerabili. nervo. Quanto al ganglio della gianduia ma-
Ramo profondo. —
Manda in prima, scellare, anche la struttura di esso è diver-
nel separarsi dal precedente, un ramoscello al sa da quella degli organici, quantunque abbia
piccolo flessore, poi si profonda tra l’obbliquo qualche volta sembianza grigiastra da altro :

abduttore del grosso dito e gl’ interossei, por- lato, le spessissime fiate, non esiste punto; e
tandosi obbbquamente all’ innanzi e al di den- allora esiste in luogo di questo un piccolo ples-
tro. Quasi niun ramoscello si disparte dalla so, ovvero alcuni rami senza niun intralciamen-
posterior parte di esso molti però se ne di-
: to. — Del rimanente, supponendo eziandio
partono dall’ anteriore, e si distribuiscono, in che 1’ uno o 1’ altro abbia la tessitura de’ gan-
principal modo, per codesti muscoli interossei gli organici, si accorderebbe questo benissimo
c pel trasversale delle dila, percorrendo un più colla distinzione delle due spezie dei nervi,
o men lungo tragitto innanzi di perdervisi. dappoiché i primi mostrano iii principal mo-
do, senza che sappiamo il come, spettare alla
NERVI DELLA VITA ORGANICA nutrizione della pituitaria, essendo gli olfat-
tori indubitatamente destinati, e in modo qua-
Ho
presentato Anatomia generale si esclusivo, ai senso dell’odorato, mentre i se-

tutti motivi che m’hanno indotto a separare


i condi concorrono alla secrezione mucosa. —
dai nervi cerebrali quelli che derivano dai Da altro lato, la mancanza di siffatti gangli, onde
gangli ; non ritornerò qui a codesto soggetto : potrebbe arguirsi che i nervi cerebrali servano
solo richiamerò alla memoria che, nello statui- ad alcune funzioni organiche, non è fenomeno
re la divisione tra’ nervi dell’ una e quelli del- particolare a tali parli conciossiachè s’è vero
;

l’altra vita, cosi in fisiologia come in anatomia, che le funzioni animali non sono mai gover-
non ho preteso di erigerla sulla positiva di- nate da nervi gangliari, non è meno vero che
versità di loro azione : perocché a noi non è molli nervi cerebrali si recano ad alcuni orga-
nota che quella dei primi, mentre le nozioni ni della vita interna, ove non ne conosciamo la
che possediamo intorno a quella dei secondi, influenza più che non conosciamo quella dei
sono negative. Il modo cora’ essi esercitano nervi gangliari che, allo stesso tempo, vi si tro-
la loro influenza noi lo ignoriamo del tutto ; vano. — I rami poi del ganglio ottalmico, che

ma perchè tale influenza non presenta veruna è costante, quantunque si portino a uno degli
an«'\logia a quella de’ nervi cerebrali, non po- organi de’ sensi, si distribuiscono (cosa degna
tremmo riunirgli ai medesimi in una medesi- da osservare) a una parte il cui movimento è in-
ma classe. Del rimanente, posto anche che ul- volontario. —Segue da ciò che la testa, in pro-
teriori esperienze giungessero ad istituire tra porzione del suo volume, presenta una quanti-
essi un’attinenza finora ignota in fisiologia, tà di nervi organici infinitamente minore che
sarebbe sempre bastevole, in anatomia, la di- quella delle altre parli del tronco perciò tut-
:

versità delle forme, perchè si dovesse conser- to è in essa dipendente dalla vita animale. Non
vare la descrizione così com’ io la presento. — vi hanno infatti movimenti involontari che
Dividerò i nervi gangliari in cinque articoli : nell’ occhio.
i.° quelli del capo 2 .® quelli del collo ; 3.°
;
Ganglio ottalmico. —
Codesto ganglio
del petto ;
del basso-ventre, e 5.*^ del ca- notabile perchè costante, occupa la parte po-
lino. Infatti ne sono provveduti esclusivamen- steriore dell’ orbita, e trovasi sul nervo ottico,
te il capo ed il tronco gli arti, siccome quelli
:
alla parte interna del medesimo, poco lungi
che spettano solò alla vita animale, non rice- dal luogo in cui penetra lo stesso nervo nella
vono che nervi cerebrali. mentovata cavità. Torna impossibile Io stabi-
lirne esattamente la forma, a fante varietà è
soggetta. Il suo colore, qualche volta rossastro,
Elicici. Med. T. II.
58 :Nt;KVI 1>HLLA VITA ORGANICA

è talvolta cosi bianco come quello dei nervi to, durante il quale manifestamente si appia-
cerebrali e il volume è pur variabile come nano comunicano talvolta quantunque di
:

la forma, di modo che ora difficilmente si di*


,

rado, mediante alcuni ramoscelli obbliqui.


,

scerne, ora, alle prime indagini, si presenta. Giunti al circolo ciliare si suddividono cia-
Corrisponde internamente al nervo ottico al scheduno in due ramoscelli di rado in tre,
quale va intimamente unito ; esteriormente, attraversano il corpo ciliare, e si portano al-
l’ iride, per la quale esclusivamente si distri-
al retto esterno dell’ occhio o piuttosto aU’iii-
tervallo che è tra codesto muscolo e il retto buiscono. Dessi appunto formano, in gran par-
superiore. Qui è coperto da molto adipe mol- te, quelle linee biancastre e radiate che si scor-

le e semi-fluido. Somministra due ordini di gono sopra tale membrana, massime dietro
rami, anteriori gli uni, posteriori gli altri. una lieve macerazione. Pochi organi dotati
i.o Rami posteriori. Se ne trovano di moto
involontario, presentano, nel loro tes-
costantemente due. L’uno superiore, sottile, suto, tanta copia di nervi in proporzione del
c lungo sei linee all’ incirca, si reca al nervo volume.
nasale col quale s’ anastomizza presso 1’ en-
trata dello stesso nell’ orbita talvolta, ma di
: Articolo IL
rado, codesto ramo è doppio. L’altro, molto
più corto e grosso , d’ ordinario appianato, GANGLI CERVICALI
nasce dalla parte inferiore del ganglio, e di-
scende perpendicolarmente per anastoraizzar- Veha d’ordinario tre uno superiore,
n’ :

si colla branca inferiore del nervo motore co- uno ed uno medio, che talvolta
inferiore
mune. Talvolta sono due rami distinti che manca. In certi individui si trovano , fra i
qui si dipartono dal ganglio più spesso an- :
gangli principali, alcuni piccoli rigonfiamenti
cora codesto ramo sembra continuarsi imme- ti’a le loro branche di comunicazione, indicanti

diatamente col nervo motore comune degli i luoghi ne’ quali si portano alcuni rami. Î —
occhi. nervi de’ gangli cervicali rimangono in parte
2 o Rami anteriori. — Sono questi i ci- nel collo, ove si diportano nel modo che di-
liari: il cui numero è alquanto considerabile, remo. Parecchi si gittano nel petto ove con-
indeterminato sempre.Formano, alla loro orì- corrono alla formazione di vari plessi.
gine, due fasci distinti, 1’ uno superiore, l’al- §. I. Ganglio cervicale superiore. —
jxo inferiore accompagnati da uno o due
: Codesto ganglio, notabile pel volume e per
ramoscelli derivanti immediatamente dal ra- la sostanza, occupa la parte laterale superiore
mo nasale , estranei al ganglio, offerenti as- ed esterna del collo, profondamente nascosto
solutamente la stessa distribuzione. I rami —
nell’ infossamento che trovasi sopra e dietro
ciliari superiori sono, in prima, tre, poi si r angolo dell’inferiore mascella. Situato sui
dividono in sei, che nascono talvolta tutti se- davanti del muscolo retto anteriore maggio-
paratamente dal ganglio. Sono questi imme- re del capo, e dietro l’arteria carotide in-
diatamente sovrapposti al nervo ottico, 1 —
terna, s’ accosta esteriormente al nervo vago
rami inferiori sono, fino dalla loro origine, ed all’ Ipoglosso , ai quali è congiunto.
sei : allontanati un poco dal nervo ottico, in- Ninna cosa di più variabile che 1’ estensione
torno al quale si rivolgono suddividendosi di codesto ganglio. Il quale ha sempre il suo
pure in maniera da formarne subito otto o principio a qualche distanza dal canale ca-
dieci. Quasi sempre uno di essi si distacca, rotico; ma ha il suo termine ora nella terza,
e va alla sclerotica sotto il muscolo retto e- ed ora nella quarta delle vertebre cervicali.
slerno. Sovente questo si anastoraizza con Sovente n’ è considerabile la grossezza altre ;

uno dei ciliari che somministra il nervo na- volte è invece strettissimo, nel qual caso n’ è
sale. — Tutti codesti rami sono diversi in un po’ maggiore la lunghezza. L’ho pur ve-
lunghezza, ma si accostano, nella cornane lo- duto prolungarsi fino alla sesta vertebra cer-
ro sottigliezza, ad altri nervi somministrati vicale, senza aver perduto gran fatto di sua
dai gangli, quantunque ne differiscano per primitiva grossezza. Il colore n’ è d’ ordina-
le rare loro mutue anastomosi. Non formano rio grigiastro la forma meno varia. Essendo
:

plessi, ma giungono, ciascheduno in partico- più grosso nel mezzo che non sia nella parte
lare alla sclerotica , traversandola obbliqua- superiore e nell’inferiore, fu paragonato da
mente, in maggiore o minore vicinanza del moltissimi anatomici, ad un fuso ; che, nei
nervo ottico, e intralciati dalle arterie ciliari. casi ordinari, è un’idea abbastanza esalta.
Pervenuti internamente nell’occhio, si recano La consistenza n’ è alquanto molle e poco
sull’ interna superficie della sclerotica, sotto resistente alla pressione, la struttura analoga
i piccoli solchi di codesta membrana, tra essa a quella degli altri gangli, I rami che
e la coroidea, e si rivolgono pure all’ innanzi somministra si distinguono in superiori, infe-
senza gitlare niun ramoscello, e quasi paral- riori, interni, esterni ed anteriori.
ielamenle per infiao all’iride, in tale tragit- 1,0 Rami Superiori. Se ne trovano
NERVI t)ELE .4 VitA ORCxÀNICA 59
iìostanlemente due alquanto voluminosi, ora «liscende perpendicolarmente fino inverso la
derivanti da un tronco comune, ora separa- quinta o sesta vertebra cervicale, ove finisce
mente dal ganglio. Fino dalla loro origine, nel ganglio cervicale medio. Allorquando que-
s’introducono insieme nel canal carotico, e st’ ultimo manchi, il ramo corre un tragitto

si separano, dentro questo, l’uno dall’altro maggiore d’assai, nè finisce che nel ganglio
comprendendo nel loro intervallo 1’ arteria inferiore.
carotide : varia per altro una disposizione

3.0 Rami esterni. — Sono in numero
siffatta. L’ uno dei due rami, percorso il di tre o di quattro, distinti perfettamente gli
canale carotico e giunto presso il superiore uni dagli altri , e separati mediante alcuni
orifizio di esso, si anastomizza col ramoscello piccoli intervalli più o meno larghi. Tutti si
carotico del' ramo pterigoideo , e poi va ad rivolgono trasversalmente al muscolo retto
anastomizzarsi col nervo motore esterno del- anteriore maggiore, intersecandone la dire-
r occhio, quantunque talvolta non vi si re- zione e finiscono anastomizzandosi colle
,

chi, dopo r indicata anastomosi che solo for- branche anteriori dei nervi cervicali. I
ma un angolo sopra 1’ arteria. due primi nascono costantemente dal ganglio
L’altro ramo accompagna costantemente stesso, e sono assai prossimi 1’ uno all’altro.
1’ arteria carolide fino addentro il seno ca- Indi a poco si suddividono ciascheduno in
,

vernoso, dove si anastomizza sempre col ner- due ramoscelli che si separano ad angolo
vo motofe esterno. Sovente si divide in due o acuto, e separatamente si anastomizzano col-
Ire filamenti, che abbracciano T arteria e van- r ansa nervosa formata dalle due primo paja
no poscia al motore esterno. Codesti ramo- cervicali. Brevissimo è il loro tragitto. —
11
scellisono attaccati immediatamente alla caro- terzo, molto più lungo , nasce ora dal gan-
tide; e alcune delle loro suddivisioni si riman- glio, ora dal ramo inferiore di esso, quando
gono attaccate ad essa distribuendosene perle abbia poca estensione il ganglio. Semplice a
sue tonache ; talora il loro volume uguaglia principio, si suddivide poi come i precedenti;
quello del ramo donde emanano sempre il ;
e i due ramoscelli che ne risultano, portan-
loro numero, il loro colore grigiastro e simili, dosi in direzioni diverse, si recano l’uno
li rendono molto discernibili dal nervo a cui superiormente ad anastomizzarsi col termine
si portano. —
Oltre i mentovati due rami, si dell’ ansa nervosa, 1’ altro all' ingiù a riunirsi
trovano parecchi ramoscelli tenuissimi , che colla branca inferiore del secondo paio cer-
tratta immediatamente la loro derivazione dal vicale. Il quarto ramo, allontanato dal

ganglio, si portano sulla carotide, e vi si di- precedente in modo che lascia un intervallo
stribuiscono formando un plesso manifestis- alquanto considerabile, deriva quasi sempre
simo che accompagna codesla arteria per tut- dal ramo
inferiore e non dal ganglio. Dopo
te le sue divisioni. un alquanto lungo tragitto gitta uno o molti
2 P Ramo inferiore. —
Non se ne trova piccoli ramoscelli i quali, rivolgendosi al di
d’ ordinario che uno la cui esistenza è co-
:
fuori sulla vertebrale colonna, vanno a per-
stante, nè mai osservasi, tra i due primi gan- dersi per i muscoli scaleni ; poi si suddivide
gli cervicali , quell’ interruzione che notasi in dne ramoscelli principali, de’ quali 1’ uno
qualche volta tra i seguenti. La grossezza di superiore, prolungasi tra i muscoli scaleno
esso è suscettibile di molte varietà ; ora in- e retto anteriore, e si anastomizza colla bran-
fatti si presenta codesto ramo sotto la forma ca inferiore del terzo paio cervicale, all’istan-
di un cordone nervoso analogo , per gros- te che esce dal foro d’ unione spettantegli,

sezza e solidità, ai nervi cerebrali, quantun- mentre l’inferiore, superficiale, va a riunirsi


que ne differisca sempre pel suo colore gri- alla stessa branca quando è uscita dallo spa-
giastro ora, e le più volte, presenta una tale
;
zio intermuscolare. —
Codesta disposizione
sottigliezza da rompersi agevolmente al mi- dei rami esterni, facile ad osservare in pa-
nimo sforzo. Cotali differenze ne portano di recchi individui , diversifica singolarmente
necessità alcune altre sul modo d’ origine. siccome fa tutto ciò che spetta al sistema
Quando il ramo è grossfo, non sembra essere nervoso de’ gangli. So vente, in luogo di quat-
che la continuazione del ganglio diminuito tro rami tra loro separati e distinti median-
progressivamente di volume. Quando è sottile, te intervalli di determinata larghezza, scor-

il ganglio finisce ad un tratto laddove prende gesi un solo fascio di ramoscelli partirsi ad
nascimento il ramo, nè sembra farsi insen- un tratto dal ganglio, e distribuirsi poi più
sibilmente continuo ad esso, come nell’ ad- o meno irregolarmente. Molti di essi, sottili e
dotto caso. —
Situato sui muscoli retto an- tenui, vanno all’ansa nervosa cervicale; mentre
uno solo voluminoso, in direzione trasversa,
teriore maggiore del capo e lungo del collo,
coperto dall’arteria carotide, dalla vena jugu- si reca, co’ due ramoscelli risultanti dalla pro-

ìare interna, dai nervi vago ed ipoglosso; pria biforcazione, ad anastomizzarsi in alto
congiunto a tutte le dette parli ,
mediante coll’estremità Inferiore dell’ansa nervosa, in
un lasso cellulare tessuto, il ramo inferiore basso col ramo inferiore del secondo paio.
6o NERVI DELLA VlfA ORGANICA

Oltre i delti rami, più o meno costanti quan- distribuzione loro, più importanti di tutti,
i

to a numero e a volume, si scorge nascere e i più moltiplicati, e olferenti i primi quegli


dal ramo inferiore del ganglio molli tenui intralciamenti continui, che sono propri del
ramoscelli di numero indeterminato che van- sistema nervoso gangliare, e difficilmente per-
no ad irregolarmente anastomizzarsi colle mettono che si possano accompagnare per in-
branche esterne cervicali fino alla parte me- fìno a grande disianza.
Si possono distinguere codesti rami in
dia del collo.
4.0 Rami interni. — Questi, ancor più tre ordini. — Gli uni, cortissimi, e più supe-
de* precedenti variabili nel numero, nell’ ori- riori di tutti, derivanti immediatamente dal
gine e nella distribuzione loro, si spargono ganglio, vanno ad anastomizzarsi col nervo
tutti sulla colonna vertebrale , e dopo aver facciale, col vago e coll’ ipoglosso. Tra questi,

gittato molti ramoscelli ai muscoli retto an- se ne trova d’ ordinario uno assai tenue, ma
teriore e al lungo del collo, fini-
maggiore lunghissimo, che si porta obbliquamente al-
scono, o alla faringe o alla laringe, ora se- l’ insù, e va a congiungersi col
nervo facciale
paratamente, ora in compagnia de’ nervi ce- immediatamenteal luogo oveil medesimo esce
rebrali, ai quali si riuniscono. Tutti sono sot- dal forame stilo-mastoideo. —
11 secondo or-
dine di rami comprende tutti quelli che vanno
tili, gracili, nè se ne scorge ninno presentare

quel volume onde sono caratterizzati parec- a formare i plessi carotidei. Si veggono deri-
chi degli esterni rami. Questa è la generale vare dal ganglio solamente in numero di due
idea che vuole formarsene, confermata per o di tre e tosto si portano verso il davanti.
:

tutto dall’ osservazione. —


Gli uni, di codesti Gli uni si gittano dietro l’arteria carotide pri-
rami, in piccolissimo numero, derivano im- mitiva, là dove questa forma la prima sua di-
mediatamente dal ganglio, i quali, fino dalla visione, discendono sul tronco principale, e lo
loro origine , seguono un tragitto assai ob- accompagnano fino alla sua origine dall’aorta
bliquo verso l’ ingiù. Altri, in maggior quan- o dalla sotto-claveare intrecciandosi qui all’in-
tità, provengono dal ramo inferiore che uni- finito. Gli altri circondano la carotide esterna
sce i due primi gangli: e tengono una dire- e si suddividono in altrettanti plessi quante
zione un po’ più orizzontale. Parecchi non sono le branche presentate da codesta arte-
sono che ramoscelli somministrati dal ramo ria .
Quindi
la labbiale, la linguale, l’occipi-

cardiaco superiore, e talora nascono da esso tale, faringea inferiore, la temporale ri-
la

quasi tutti. —
Sparsi a principio sulle parli cevono ciascheduna un' somigliante plesso
nervoso, che si distinguerà in altrettanti plessi
laterali anteriori della colonna vertebrale, si
distinguono subito codesti rami in due or- secondari quanti saranno i rami somministra-
dini, secondo gli organi a’ quali sono desti- ti dalla branca. Cotali plessi, formati non solo

nati. — Alcuni si recano alla parte posteriore dai rami anteriori del ganglio, ma eziandio
della faringe, e si perdono per le pareti mu- da quelli del glosso-faringeo, del facciale, del
scolari di codesta cavità anastomizzandosi nervo vago, che vanno ad immischiarsi con
coi ramoscelli del glosso-faringeo.
,

— Gli al- essi, più o meno agevolmente discoprono.


si

tri, massime gl’ inferiori, si volgono intorno Ora hanno un volume quasi uguale a quello
le pareti laterali della laringe; e dopo aver dei nervi cerebrali, ora, come le più volte in-
serpeggiato alcun tratto sulla gianduia tiroi- terviene, sono sì tenui che 1’ unico modo, sic-
dea e sui muscoli che la ricuoprono, si per- come il Bichat osserva, per rinvenirli, consi-
dono, o per codesti organi, o per la laringe sta nel raschiare lievemente ciaschedun’ arte-
medesima, nella quale penetrano per le di- ria con lo scalpello mentre si opera la disse-
verse aperture risultanti dall’ unione delle zione. Allora si scorge una rete nervosa ap-
diverse parti che la costituiscono. Uno plicata sulla tonaca esteriore nelle branche
tra questi ultimi, variabile al par degli altri principali, ma, per quanta cura si metta in
quanto alle origini, si mostra un poco più ciò, torna quasi impossibile il poter discerne-
costante quanto all’ esistenza e alla distribu- re fino a qual punto si estenda il plesso, e se
zione ; si porta sul davanti della gianduia ti- l’arteria ne siaaccompagnata fino agli ultimi
roidea , e discende obbliquamente fino allo suoi ramoscelli. Sovente, nel luogo in cui i
spazio crico-tiroideo. Qui si divide in mol- rami anteriori del secondo ordine si riunisco-
tissimi ramoscelli che si separano un poco no per primi plessi arteriosi, si
costituire i

gli uni dagli altri, e penetrano tosto, per lo trova un piccolo ganglio rossastro o bianca-
spazio di cui si parla, nella laringe. Molti — stro, dal quale, come da un comune centro,
dei rami di cui parlammo s’ anatomizzano in- si dipartono i rami destinati immediatamente
sieme innanzi la loro terminazione. Altri si alle arterie. —
Finalmente, il terzo ordine di
riuniscono, nel loro tragitto, con quelli della rami anteriori, distinti a principio gli uni da-
laringe. Tutti s’ intralciano, nella laringe, con gli altri, ma tosto riuniti, forma un solo nervo
quest’ uUimo e col ricorrente. denominato cardiaco superiore.^ unico d’or-
5.0 Rami anteriori.—^ono questi, per la dinario, talvolta doppio. Codesto nervo, no-
.

NERVI DELLA VITA ORGANICA 6t


tabilissirao per la sua lunghezza e per la di- Rami interni.
4
*^’
Passano sotto la——
stribuzione, verrà descritto insieme a quelli carotide, e vanno all' arteria tiroidea inferio-
che, derivanti più in basso, hanno la stessa ter- re formandone il plesso nervoso. Oltre a co-
minazione, e partengono al medesimo organo. desto plesso, che accompagna tutte le divi-*
§. II. Ganglio cervicale medio. Ue- — 5.
sioni d’ un’ arteria siffatta, si veggono molti,
sistenza e la disposizione di siffatto ganglio tra’ detti rami recarsi separatamente alla
non sono così costanti come quelle del prece- gianduia tiroidea. Molti si anastomizzano col
dente. Talora manca del tutto, ned è raro al- nervo ricorrente.
lora che si trovino due gangli cervicali in- ® Rami anteriori. — Sono questi i ra-
feriori. Altre volte, per lo contrario, è dop- mi cardiaci medii. Ora non se ne trova che
pio. Nè meno variabile è il volume di esso. uno solo, ora ne esistono due o tre, che subito
Talora manifestissimo, discopresi al primo ta- si congiungono in un tronco solo. Pili grossi

glio ; ma talvolta piccolissimo, somiglia piut- che i precedenti, penetrano tosto nel petto, e
tosto a un rigonfiamento leggero indicante vi sidiportano siccome in breve diremo.
un’ anastomosi nervosa, di quello che sia ad §. III. Ganglio cervicale inferiore. - —
un corpo particolare; e, in quest’ ultimo caso Costante è 1’ esistenza di questo che talora è ;

specialmente, F esistenza di esso può agevol-


.
doppio ; e altre volte si è continuo al medio.
mente essere rivocata in dubbio, se non ab-
biasi cura d’instituire un sollecito esame. — Assai variabile n’ è la grossezza la quale ora
non oltrepassa quella del medio, ora uguaglia
La forma del ganglio cervicale medio è assai quella del superiore. Allungato qualche volta
men costante ancora che quella del superio- e fusiforme, è le più volte irregolare per mo-
re. In generale è rotondato, lenticolare, non do che non si può assegnargli niuna determi-
mai allungato. Il colore è grigiastro, sicco- nata forma. Costante abbastanza n’ è la situa-
me in tutti gli altri. -La cosa eh’ è in es- zione perchè d’ordinario occupa l’interval-
:

so la meno è la situazione. Quasi


variabile, lo che circoscrive, al disopra, l’apofisi tra-
sempre, allorché esiste, lo si trova tra la quin- sversa della settima vertebra cervicale, e al
ta e la sesta delle vertebre cervicali, talvolta dissotto il collo della prima costa. Altre volfe

tra la sesta e la settima. Situato sopra il mu- sitrova sul margine concavo di codesta costa,
scolo lungo del collo, corrisponde, anterior- fra questa e il corpo della prima vertebra
mente, all’arteria carotide, alla vena j ligulare dorsale ; s’ estende d’ ordinario fino al primo
interna e al nervo vago. I rami sommini- spazio intercostale ; ma quando è più volu-
strati dal ganglio cervicale medio si distin- minoso finisce solamente sulla seconda costa,
guono in superiori, inferiori, esterni, interni continuandosi allora col primo ganglio tora-
ed anteriori. cico. Anteriormente è coperto dall’arteria ver-
3.
1 Ramo superiore. —
Questo già Io si tebrale. —
I rami che somministra il terzo
conosce. Ora unico, ora, sebbene di rado, ganglio cervicale si distinguono in superiori,
doppio, stabilisce una diretta comunicazione ed anteriori.
inferiori, interni, esterni
tra il ganglio medio ed il superiore. i.o Rami superiori. Sono alquanto
2 ° Rami inferiori. —- Sono in numero voluminosi. Alcuni abbracciano, come dicem-
indeterminato. D’ ordinario se ne contano mo, l’arteria sottoclaveare o
arteria aorta, e 1’

cinque o sei. Gli uni passano davanti l’arteria si recano ganglio cervicale medio.
al Oltre —
sottoclaveare, gli altri dietro a questa, di mo- questi ce n’ ha uno superiore molto conside-
do che formano, intorno a codesto vaso, una rabile, situato un poco piti all’ infuori, il qua-
spezie di ansa, e somministrano alcuni ramo- le,nascosto, com’ è, alla sua origine dall’ ar-
che a questo partengono. Tale
scelli ai plessi teria vertebrale, ascende sotto di questa, e
disposizione, che si presenta nel lato destro, penetra nel canale da essa percorso alla base
è uguale alla parte sinistra rispetto all’ arteria delle apofisi trasverse ;
lo si può senza dif-
aorta. Tali rami, ravvicinandosi poi gli uni ficoltà accompagnare fino alla terza o alla
agli altri, mettono fine immediatamente nel seconda vertebra cervicale. Oltre i ramoscelli
ganglio cervicale inferiore. Tutti sono sottili che manda all’ arteria vertebrale, costituenli
e gracili. Talvolta assolutamente mancano, e il plesso nervoso della medesima, si divide in

i due gangli inferiori si continuano, senza in- molti rametti che si rivolgono obbliquaraente
terruzione, r uno coll’ altro. in alto; gli uni al di dentro, gii altri al difuo-
° Rami esterni. —
Non se ne trova so- ri. I primi si disperdono pei muscoli inter-

vente che uno solo il quale cammina in di-


: trasversali, presso il corpo delle vertebre. Ï
rezione trasversale, attraversa la spessezza del secondi si anastomizzano con le paia cervicali
muscolo scaleno, e va ad anastomizzarsi col corrispondenti, nel punto in cui escono que-
sesto paio cervicale. 11 quarto e il quinto ne sti dal canal vertebrale. II nervo si consuma

ricevono talvolta due altri e, in quest’ultimo


;
in cosiffatte divisioni, nè può essere accompa-
caso, il ganglio superiore non ne somministra gnato verso la parte superiore della regione
ad essi ninno. cervicale.
Gâ ÎÎKRVI della vita organica
2p Rami inferiori. — Non
ne trovA se e nel loro tragitto, si congiungono, alla loro
fi’ ordinario che uno cortissimo e alquanto terminazione, in un solo plesso, dal quale si
sottile, il quale si porta al primo ganglio to- dipartono poi tutti i rami destinati immedia-
racico, e in esso termina. Allora che quest’ul- tamente all’ organo, tal che non si discerno-
timo ganglio è continuo al cervicale inferiore, no più, nei cuore, i nervi cardiaci destri, dai
il ramo, di cui parlammo, si porta al secondo nervi cardiaci sinistri. ——- Quindi ci corre ob-
toracico. bligo, per formare delle idee giuste: i.o di
3.° Rami esterni. Sono alquanto nume- esaminare 1’ origine e il corso de’nervi, di cui
rosi e tutti sottilissimi.Gli uni si recano im- si tratta, fino al punto nel quale si uniscono ;

mediatamente .sopra la sottoclaveare, e vi for- 2.0 di esattamente descrivere il plesso comu-


mano un plesso che 1’ accompagna per tutto ne eh’ è formato da essi, c il modo onde co-
quanto il tragitto di essa alla spalla ed al brac- desto plesso distribuisce i suoi rami al cuore
cio, seguendone tutte le divisioni. Altri, se- medesimo.
guendo la medesima direzione, vanno a dira- Origine e corso de"' nervi cardiaci. —
marsi sul muscolo scaleno, presso l’ inserzione La disposizione dei nervi cardiaci non è al-
inferiore di questo, nella cui sostanza si per- l’intutto uguale al lato destro e al lato sini-
dono. Finalmente se ne discernono tre o stro locchè ci sospigne a doverli separata-
:

quattro che vanno ad anastomizzarsi col se- mente considerare in queste due parti.
sto, col settimo e coll’ ottavo delle paja cervi- I. Nel lato destro, si trovano sempre tre
cali, o coi primo dorsale. Talvolta quello che nervi cardiaci, distinti in superiore, medio ed
va all’ottavo cervicale presenta un volume inferiore.
più notabile degli altri. Quando il ganglio I.® Il superiore., denominato dallo Scar-
cervicale inferiore è continuo e immedesimato pa nervo cardiaco superficiale., nasce con
al primo ganglio toracico, comunica, mediante cinque o sei filamenti dalla parte anteriore ed
un altro ramo col secondo paio dorsale. interna del ganglio cervicale superiore talo-
Rami interni. — Sono
pochi, sotti- ra riceve alcuna origine dal ramo inferiore
;

ìissimi, irregolarissimi nella loro disposizione. del detto ganglio. Codesti filamenti, allonta-
Î più vanno a perdersi nelle fibre del musco- nati e rivolti, più o meno obbliqua-
daprima
lo lungo del collo. Uno poi si anastomizza col mente, dentro e all’ ingiù, si riuniscono
al di
nervo ricorrente: altri si gittano dietro il pol- al fine in un solo tronco sottilissimo, che si
anone, e concorrono alla formazione dei plessi porta quasi perpendicolarmente fino alla parte
polmonari. inferiore del collo, dal lato della carotide pri-
5.^ Rami anteriori. Sono questi i mitiva, e situato alla parte esterna di quest’ar-
nervi cardiaci inferiori. Nascono essi, con pa- teria, e all’ interno del ramo onde i due primi
recchi distinti filamenti, i quali si riuniscono gangli cervicali comunicano tra loro.— Giunto
poi a formare ora uno solo, ora due o tre a livello del ganglio cervicale medio, il nervo
cordoni nervosi. Li descriveremo cogli altri cardiaco superiore somministra internamente
cardiaci. un ramo considerabile che passa dietro la caro-
Dei nervi cardiaci.— cuore non riceve i tide, e ascende sopra la tiroidea inferiore, per
principali suoi nervi che dal sistema dei gangli. concorrere alla formazione del plesso nervoso
Quelli che muovono dal tronco del nervo vago di quest’ arteria. Profondandosi sotto la caro-
e del ricorrente, che perciò si denominano car- tide, codesto ramo manda un ramoscello che
diaci., non
recano d’ ordinario immediata-
si discende tosto sul tronco arterioso, e subito
mente cuore, ma, dopo un tragitto più o
al qui si anastomizza con un ramoscello del ner-
meno lungo, si auastomizzano coi precedenti. vo v^ago. 11 nervo cardiaco si rivolge poi un
— Si distinguono d'ordinario tre nervi cardia- poco all’ infuori, passa dietro il cardiaco me-
ci somministrati dai tre gangli cervicali, e, al dio, incrocicchiandone la direzione, e si divi-
par di questi, denominati dalla posizione loro. de subito in parecchi rami, che s’ anastomiz-
Non è per altro siffatto numero costante che zano con quello che il nervo ricorrente man-
al lato destro, e non si trovano le più volte, al da al ganglio cervical medio. —
Dopo l’anzi-
lato sinistro, che due nervi cardiaci. Quan- — detta terminazione, eh’ è la più costante, sì
do anzi si abbia riguardo alla disposizione scorge quanto sia improprio il nome di car-
del grande plesso cardiaco, e alla maniera diaco assegnato al ramo ch’abbiamo descrit-
ond’è formato, non si riscontrerà da una ban- to nome che più gli si conviene in altri casi
:

da e dall’ altra che solo un nervo cardiaco ne’ quali, anziché terminare nel detto modo,
principale. Ciò sarà manifestamente dimostra- si porta sulla carotide primitiva e sulla cur-
to dai descrittivi ragguagli. Ne’ quali in- vatura dell’ aorta, per riunirsi al nervo car-
nanzi che io entri, osserverò, collo Scarpa, diaco medio. Allora gitta sovente, innanzi a
che i nervi cardiaci si diportano, rispetto al codesta riunione, un considerabile ramo, che
cuore, siccome i nervi splancnici, rispetto ai s’incurva incrocicchiando l’origine della caro-
visceri addominali. Separati sull’origine loro tide primitiva, e ascende sulla parte anteriore
ÎSEIWh della vita organica ('.3

flellafrachea per inüno alla gianduia tiroi- e dal nervo vago: e, passando sopra 1’ aorta,
dea, nella quale e con parecchi ramoscelli, si ne manda parecchi alla medesima.
perde. Nel suo tragitto pel collo, il nervo II. Nel lato sinistro, non si trovano d’or-

cardiaco superiore comunica d’ ordinario e- dinario che due nervi cardiaci, essendone uno
steriormente, mediante uno o due rami, col solo somministrato dai due ultimi gangli cer-
nervo vago internamente, ne somministra
: vicali. — cardiaco superiore o superficiale
Il

molti all’ esofago, ai muscoli che coprono la secondo lo Scarpa, nasce, siccome a destra,
trachea, e all’ ansa nervosa del nervo ipo- per mezzo di molti rami distinti, e offre la
glosso. medesima disposizione per la maggior parte
nervo cardiaco medio^ denomina-
2.0 II di suo tragitto. Discende tra la carotide c la
to dallo Scarpa gran nervo cardiaco^ o ner- sotto-claveare ; e, giunto al luogo ove colali
vo cardiaco profondo^ è dei tre il più volumi- due arterie sorgono dall’aorta, si divide in
noso. Nasce dalla parte anteriore ed interna moltissimi ramoscelli. Gli uni passano davanti
del ganglio cervicale medio, con cinque o sei r aorta, e s’ anasloraizzano coi rami del car-
filamenti riuniti subito in due o tre rami, che diaco inferiore, o coi ramoscelli cardiaci pro-
quasi di botto costituiscono un solo tronco. Ri- venienti dal nervo vago. Gii altri si portano
volto all’ihnanzi e all’ingiù, scorre prima dal dietro l’aorta, e si giltano nel plesso cardiaco
lato alla carotide primitiva, passa poi davanti comune. —
Doppia è l’origine del gran ner-
la sotto-claveare, incrociandone la direzione e vo cardiaco. La branca alquanto voluminosa
xicevendo talora, sopra codesta arteria, uno che in particolar modo lo costituisce, deriva
0 due ramoscelli dal nervo vago. Al di sotto precipuamente dal ganglio cervicale inferiore,
di questa, uno più considerabile ne riceve passa dietro la porzione trasversale della sot-
dal ricorrente, passa davanti il nervo cardia- lO'claveare, indi sì rivolge obbliquamente al-
co inferiore, e scorre poi d’accosto all’arteria r innanzi e all’ ingiù, seguendo la direzione
innominata, esteriormente alla quale è situato di siffatta arteria, al cui lato esterno discer-
Quindi si profonda fra curvatura del-
la nesi. Verso il luogo in cui la sotto-claveare dà
r aorta, alla quale mandaperecchi tenui ra- nascimento alla tiroidea inferiore, il gran ner-
moscelli, e la divisione de’bronchi e qui fi- vo cardiaco riceve moltissimi rami, i quali,
nisce nel plesso cardiaco, concorrendo in nati dal ganglio cervicale medio s’ intral-
particolar modo a formarlo. —
Oltre i rami ciano parecchie volte insieme avanti che si
,

già indicati, il nervo cardiaco medio ne rice- riuniscano nel tronco comune del quale for-
ve d’ordinario due alquanto grossi dal nervo mano r origine seconda. —
Pervenuto al dì
vago, presso il luogo in cui si divide l’arteria sotto della curvatura aortica, il gran nervo
innominata. Si manifesta codesto punto di cardiaco si porta dietro della medesima, e
anastomosi per una tumefazione alquanto a- qui si gitta, ora con un solo tronco, ora con
naloga a quella d’ un ganglio. —
Sovente il molle divisioni, nel gran plesso cardiaco, alla
nervo cardiaco, nel suo tragitto si suddivide cui formazione in ispezial modo concorre.
per qualche tratto, in due rami d’ineguale A questo luogo, riceve dal nervo vago, pa-
grossezza, che riunendosi poi di bel nuovo, ïecchi ramoscelli considerabili. —
Colali sono
circoscrivono tra toro uno di quegli spazi che l’origine e il corso de’ nervi cardiaci daU’un
gli antichi anatomici denominavano Isole. lato e dall’ altro. Scorgesi da ciò che il me-
3.° Il nervo cardiaco inferiore., deno- dio a destra, e P inferiore a sinistra, sono i
minato dallo Scarpa, pfcco/o nervo cardiaco., più rilevanti, quelli a’quali si spetta più giu-
nasce dal ganglio cervicale inferiore, con un stamente codesto nome, che portano attesa la
più o meno considerabile numero di filamenti costante loro terminazione nel cuore.
1 quali sono a principio allontanali
gli uni da- Flesso cardiaco e distribuzione de"' suoi
gli altri, e riuniti di poi in un più grosso ner- rami. — Il plesso cardiaco, centro comune
vo, formano, al luogo della origine loro, un al quale si riducono quei nervi che abbia-

I
plesso alquanto esteso. Discende codesto ner- mo descritti, occupa la parte posteriore del-
I vo perpendicolarmente dietro l’arteria sotto 1’ arco dell’ aorta poco dopo 1’ origine di
,

claveare, presso il nervo ricorrente. Scorre questa dal cuore. Corrisponde, posteriormen-
da poi lungo il Iato esterno dell’ arteria in- te, alla divisione dei due bronchi e al plesso

[ nominata,, si colloca tosto sopra di essa, e con- polmonare anteriore formato dal nervo vago.
tinua il proprio corso sulla parte anteriore Si estende dall’alto in basso, dal luogo in cui
I della curvatura dell’ aorta, divenendo sem- l’aorta dà nascimento all’innominata, fino
f
pre più superficiale. Finalmente si rivolge a alla divisione dell’ arteria polmonare in due
f
banda sinistra sopra questa e
l’aorta, e, tra tronchi principali. La forma n’ è irregolare.
E la polmonare, va a gittarsi nel plesso coro- L’ Haller, fermando la propria attenzione sui
I
Bario anteriore, del quale entreremo subito nervi che vengono da esso riuniti, gli assegnò
a favellare. In tale tragitto, il cordiaco infe- il nome di ^^/e.s'vo, che noi gli conserviamo;
I

'
riore riceve parecchi ramoscelli dal ricorrente mentre che il Wrisberg e Io Scarpa hanno
(.4 NERVI DELLA VITA ORGANICA.

stiiualo doverlo nominare ganglio cardiaco^ del cuore da sinistra a destra, e poi si disperde

slante il nervoso gonfiamento che vi si os- in tenui ramoscelli sulla faccia piana del mede-
serva. Ma d’ordinario V aspetto di esso non simo viscere. Un altro costeggia la base dell’ar-
è quello d’ un corpo particolare
frapposto a teria polmonare colla branca arteriosa corona-
due ordini di rami da’quali sembri indipen- ria corrispondente, e va, con essa, a spargersi
dente ma ha piuttosto la vista d’ un nervo
;
sul marginesinistro del cuore fino alla sua pun-
voluminoso risultante dall’unione di molti, e ta. Un terzo assai meno considerabile, si porta

che dà tosto l'origine a nuovi rami. Il ples- — perpendicolarmente sulla parte media della fac-
so cardiaco è dotato d’ una mollezza quasi cia piana del cuore insieme ai corti rami arte-

gelatinosa, diverso infinitamente in questo riosi che, in questo luogo, la coronaria distri-
dai nervi da’ quali dipende. Superiormen- — buisce. Moltiplici sono siffatti ramoscelli ner-
te riceve i nervi cardiaci
,
medio destro e vosi. Alcuni, in piccol numero, si staccano se-
cardiaco inferiore sinistro, i quali mediante paratamente dal loro plesso, e si perdono sulle
la loro unione, essenzialmente lo costitui- pareli del cuore, ne’ luoghi in cui non si di-
scono riceve molti rami dal cardiaco supe-
: stribuisce niun ramo arterioso. — I! secondo
riore sinistro e destro: e vanno
talora dal ordine di rami nasce dal plesso cardiaco, un
pure a congiungervisi alcuni ramoseelli delcar- poco più in basso del primo, fra l’aorta e il
<liaco inferiore destro. —
I rami somministrati tronco destro dell’ arteria polmonare. Alcuni
dal plesso cardiaco possono distinguersi in an- passano tosto dietro il tronco polmonare, ab-
teriori, posteriori ed inferiori. I rami an- — bracciandolo per recarsi alla superficie piana
teriori sono in piccolissimo numero, si por- del cuore, dove si gittano nel plesso coronario
tano sulla parte anteriore dell’aorta, e si di- posteriore che abbiamo descritto. Altri, non
stribuiscono per le pareti di questa. Alcuni vi meno grossi discendono sul davanti dello stes-
si prolungano al di sotto, e si gittano nel ples- so tronco polmonare, tra esso e l’aorta, e cosi
so coronario anteriore. —
I rami posteriori, arrivano alla superficie piana per terminarvi
più numerosi, sono sommamente corti. Tutti al par che li precedenti. —
Finalmente, gli
si gittano, subito dopo la loro origine, nel ultimi si cacciano obbliquamente fra l’ arteria
plesso polmonare anteriore formato dal nervo polmonare e l’aorta, circondano quest’ultima,
vago, —
I rami inferiori sono di tutti i più e vanno a spandersi alla parte anteriore della
considerabili, quanto a numero, e sì quan-
si base del cuore. Da questi viene formato il
to a volume sono quelli che propriamente
: plesso coronario anteriore^ che ha la .stessa
spettano al cuore e’ possono distinguersi in distribuzione che 1’ arteria dello stesso nome,
;

due ordito principali. 1 primi, che formano un — Tale plesso, accresciuto eziandio dal nervo
fascio considerabile, nascono dal plesso cardia- cardiaco inferiore sinistro spettantegli, come
co, a livello della divisione dell’ arteria pol- dicemmo, intieramente, si spande per tutta
monare, passano tosto tlietro il legamento ar- la faccia convessa del cuore e per la destra o-
terioso ch’essi abbracciano, e circondano d’alto recchietta. Molti poi de’ suoi rami si anasto-
in basso il tronco polmonare sinistro, sul qua- rnizzano, sul margine sinistro del cuore, con
le cominciano a slontanarsi gli uni dagli altri. quelli del plesso coronario posteriore. — Fa-
Molti accompagnano il tronco polmonare fino cile che ci ha un’ineguaglianza
è l’avvedersi
alla sua entrata nel polmone, e si distribuisco- notabile, in volume, fra li due plessi coronarii.
no alle pareti di quello, siccome alle vene pol- Il posteriore è il più considerabile, e concor-

monari sinistre, anastomizzandosi coi rami rono a dargli formazione i due terzi de’ rami i

corrispondenti del nervo vago. Gli altri ten- somministrati dal gran plesso cardiaco. Dun-
gono un’opposta direzione, e ritornano sopra que, siccome parecchi anatomici hanno da un
r arteria polmonare fino all’ origine della me- pezzo osservato, la maggior copia dei nervi
desima dal cuore. Ma più considerabili, che
i si trovano nella superficie piana del cuore. — I

formano sovente un tronco nervoso unico, Quantunque i nervi del cuore seguano sempre 1
incrocicchiano ohbliquamente d’alto in basso il corso delle arterie coronarie, riesce abbastan-

la direzione dell’ arteria polmonare sinistra, za agevole il potere discernerli, atteso il retto
e arrivano posteriormente alia base del cuore. andamento di quasi tutti i loro rami, mentre
Qui trovano l’arteria coronaria posteriore vi- i rami arteriosi corrispondenti sono sempre
cina alla propria origine, e da allora in poi la sommamente tortuosi, di modo che si trovano
loro distribuzione segue la disposizione di una intersecati soventi, ad angolo più o meno co-
arteria siffatta. Divisi in ramoscelli più o meno spicuo, dagli altri. —
1 nervi cardiaci s’ im- Il
tenui, intrecciati dintorno il vaso, costituisco- mergono, coi vasi coronari, nella sostanza del i:»
no il così detto plesso coronario posteriore cuore, e possono essere accompagnati per in--Éi
;
il quale divide subito in due o Ire plessi se-
si fino alla terza o alla quarta suddivisione dij|
condarli, che abbracciano le tre divisioni ar- codesti vasi dopo la quale si perdono di vi- jiv
:

teriose, nè più le abbandonano. Co.sì se ne scor- sta, anche nel cuore de’ più grandi animali.
ge uno che circonda oiizzontalraeule la base
NERVI DELLA VITA ORGANICA 65
forma precisa, tanto irregolare e codesta for-
.4}"tÌcoIo III.
ma. li loro volume è generalmente pochissimo
G-ANGH TORACICI. notabile ; di rado uguale a quello dei gangli ad-
dominali, non mai a quello dei cervicali. —
Preso a considerarlo nel petto, il sistema Ciascheduno di questi gangli somministra al-
nervoso de’ gangli offre un aspetto tutto di- cuni rami che si possono distinguere in supe-
verso da quello che presenta nel collo. Percioc- riori, inferiori, esterni ed interni.
ché nel collo, irregolare com’ è, formato da i.*^ Rami superiori e inferiori. Riu-
parti manifestamente distinte, spesso al tutto niamo insieme questi due ordini, dappoiché,
separate, nè comunicanti fra sè che mediante siccome comprendesi agevolmente, il ramo su-
alcuni rami più o meno tenui, variabili, non periore di un ganglio è di necessità l’ inferio-
che nel numero e nella lunghezza, nell’esi- re del ganglio precedente. —
Tutti sono degni
stenza, codesto sistema non poteva essere con- di osservazione pel loro volume, il quale tal-
sidei ato, con perfetta esattezza, nel suo tutto, volta uguaglia quasi quello de’medesirai gangli.
ma era d’uopo descriverne le varie parti, cia- Sempre ha un ramo unico che riunisce, per
ci
scheduna in particolare. E a parlar vero, qui due gangli recandosi dall’ uno ali’ai-
tal guisa,
ciascheduno de’gangli offeriva, all’occhio del- tro ciò che forma una notabile differenza dal-
:

r anatomico, un centro nervoso indipendente, la regione cervicale, dove sovente si scorgono

sul quale era quasi costretto di fermare la sua comunicare insieme due gangli mediante varii
prima attenzione per crearsi una giusta idea
de’ rami onde siffatto centro era 1’ origine, o
ramoscelli separati. —
Qualsiasi per altro il
volume di tali rami, d’ordinario si discernono
il punto di riunione che vogliam dire. Per — benissimo dai gangli da cui si partono d’altro ;

Jo contrario nel petto, massime dalia prima lato, la loro origine non nasce sempre allo stes-
costa fino all’undecima, il sistema nervoso dei so punto del ganglio. Ora infatti nascono più
gangli presenta veramente un tutto continua- da vicino al corpo della vertebra, ora alle coste,
to la cui disposizione non presenta che poche talché una linea perpendicolare che attraver-
varietà Anzi a prima giunta, Panatomico scor- sasse ad un tratto tutti i gangli toracici nei
ge qui più presto un nervo unico che una se- loro mezzo, non corrisponderebbe a tutti i ra-
rie di centri nervosi distinti, tanto sono piccoli mi de’qnali facciamo parola ma più di que-
: i

i gangli a petto de’ grossi rami mediante i sti si troverebbero a destra o a sinistra di sif-

quali comunicano. —
Così, mentre tutti gli fatta linea, —
Passano tutti codesti rami su!
autori nel descrivere il nervo grande simpa~ davanti delle arterie intercostali corrisponden-
tìco^ considerano culladiraeno i gangli cervi- ti intersecandone la direzione, e nel loro tra-

cali separatamente, e descrivono ognuno di gitto, eh’ è brevissimo, somministrano sovente


essi in particolare, parlano poi della porzione alcuni piccoli ramoscelli, che vanno a perdersi
toracica come di un nervo continuo, nè qui i o pei muscoli intercostali, o per la superficie
gangli sembrano loro che piccoli gonfiamenti delle coste.
situati di tratto in tratto sopra un tronco ner- 2 .° Rami esterni. Sono questi diversi in
voso unico. —-
Facile per altro è il convincer- numero, non trovandosene qualche volta che
si,chi attentamente esamini, ohe non dobbia- uno solo per ogni ganglio, e qualche altra
mo arrestarci a questa prima apparenza di cui tre*o quattro. Talora il ramo, semplice in
parliamo, e che i gangli toracici vogliono essere prima, si biforca di poi più o meno da vi-
considerati come i cervicali, dai quali non dif- cino alla propria origine. Quando non ce ne
feriscono che per una maggiore uniformità ha che uno, il volume di esso è alquanto
nel numero e nella distribuzione de’loro rami. considerabile ; se parecchi se ne trovino, av-
— Adunque seguitiamo qui lo stesso ordine viene sempre che uno prevalga quanto a gros-
descrittivo che nelle altre regioni, solo procac- sezza, essendo tenuissimi gli altri, Ten-—
ciando di comprendere sotto uno stesso punto gono sempre codesti rami una direzione ob-
di vista tutti i gangli toracici, affinchè si pos- hliqua in alto e ali’ infuori ; e ciascheduno
sano e.vitare le inutili ripetizioni. •— Si nove- di essi pervenuto che sia, dopo breve tra-
rano dodici gangli toracici, tutti situati sulla gitto, nello spazio inlercossale, si anastomizza
testa delle costecorrispondenti, e coperti im- colta branca anteriore dei nervi dorsale, nel
mediatRmente dalla pleura. Variabile è qualche punto in cui la medesima esce dal canale ver-
volta siffatto numero al pari che la posizione ;
tebrale. Se ci hanno molti rami per Io stesso
e spesso ultimo ganglio cervicale estendesi
1’ ganglio, ovvero se il ramo, semplice in pri-
per iutìno alla prima costa che tien luogo del ma, si è biforcato da poi, tutti i ramoscelli
primo toracico, che assolutamente manca. Se tosto si riuniscono e terminano nel medesi-
ne scorgono parecchi i quali anzi che occupa- mo punto di anastomosi. Alcuni però se ne
re il capo delle coste, occupano gli spazi in- rimangono separati, e vanno a perdersi pei
tercostali, che però addiviene assai raro.
il — muscoli intercostali.
Non si può assegnare ai gangli toracici niuna 3.® Rami interni. Sono moUiplici e la
Encicl, Med, T. II.
êô ÎÎERVI DELLA VITA ORGANICA

îoro iüsirlbuîzlone è, in generale, piuttosto ir- tutti quelliche abbiamo osservato fin qui.
regolare che no ; per altro si possono, da que- Gli anatomici non noverano d’ ordinario
sto lato, distinguere in due ordini. Gli uni, che un solo ganglio da ciascheduna banda, e
destinati pel basso-ventre, derivano dai gan- lo nominano semi-lunare'.) ma un’ attenta
gli toracici inferiori, e sono gli splancnici, la disamina ne fa ijiscoprire un numero assai
cui disposizione è costante. Gli altri nasco- maggiore. în vero, sollevando il fegato, si
no da tutti i gangli, e si spandono per le scorgono, sovra tutto nel lato destro, i rami
vicine parti, eziandio dentro la cavità del splancnici riuscire a moltissimi gangli distinti
petto. Sono quest’ ultimi, in generale, cor- gli uni dagli altri, più o meno voluminosi

tissimi e tenuissimi. S’intrecciano insieme quanto a forma irregolarissimi, variabilissimi


presso la loro erigine, e s’incamminano tosto quanto a numero. 1 quali gangli ora si riu-
sulla parte anteriore della vertebrale colonna, niscono insieme mediante una vera continuità
dove si perdono nel cellulare tessuto. —
Ma • alcune are-
di sostanza, e solo lasciano tra sè
tra codesti rami, è discernibile uno assai più ole di varia figura ; ora, anzi le più volte,
lungo degli altri, l’esistenza del quale, sic- sono separati, nè comunicano che medianlé
come la distribuzione, sembrano costanti. Na- molteplici rami sorgenti dalla loro circon-
sce dal decimo ganglio, a livello ma separa- ferenza. — Quanto venni dicendo è applica-
tamente dal nervo piccolo splancnico, si volge bile ugualmente alla parte sinistra sovente
:

obbliquamente all’ innanzi e all’ ingiù, e, do- però si presenta qui, a prima giunta, una di-
po un tragitto alquanto lungo, si porta sulla sposizione un poco diversa. Sollevando Io sto-
parte anteriore dell’aorta. Allora segue il maco, osservansi, piuttosto di frequente che
tragitto di codest’ arteria, alla quale appar- no, i rami splancnici aver la loro terminazio-
tiene, e somministra alle pareti della mede- ne dapprima in un solo ganglio considerabi-
sima molti rami che s’ anastomizzano con lissimo, veramente semilunare, o meglio in
quelli che giltano, nell’ opposto Iato, il ner- forma di mezza lana , colla convessità in
vo simile. Pervenuto a livello del tronco ce- basso e la concavità in alto. li quale ganglio
liaco, il ramo si gitta e si perde nel plesso sembra del tutto separato, nè scorgesi deri-
delio stesso nome, cb’è una divisione del ples- vare da esso che alcune tenui diramazioni, che
so solare. per quanto poco si accompagnino siffatte di-
Dei nervi splancnici. — Codesti nervi, ramazioni , si veggono metter capo prestissi-
dai quali sembrano trarre cominciamento tutti mo in altri gangli secondari che hanno la me-
quanti i plessi addominali, sono due, distinti desima disposizione di quelli del lato destro.
ìli grande eà in piccolo. Costante è l’esisten- Tale unione di rami e di gangli nervosi in-
za e la disposizione del primo ; il secondo crocicchiati inestricabilmente e insieme riu-
maggior varietà presenta nella sua origine e niti, forma, davanti la vertebrale colonna,
nel novero de’ suoi ramoscelli : non manca quella vasta rete che s’intitola il plesso so-
però mai totalmente. lare.^ ch’èia comune terminazione dei due

Nervo splancnico grande. — Nasce, per grandi nervi splancnici, e l’origine dipresso
mezzo di quattro o cinque rami distinti e che tutti i plessi intestinali. E appunto ven-
molto allontanati gli uni dagli altri , dalla ne da alcuni fisiologi avuto in conto d’ un
parte interna de’gangli toracici, dal sesto o secondo centro generale nervoso, al quale si
settimo fino al nono o decimo. I quali rami riportavano in parte le impressioni ricevute
si rivolgono molto obbliquamente all’ ingiù dal di fuori idea difficile a sostenere da che
;

e al di dentro, sulle parti laterali della co- alcune esatte esperienze hanno dimostrata la
lonna vertebrale, coperti immediatamente dal- abituale insensibilità del gangliare sistema.
la pleura, nè si riuniscono in un solo tronco —11 plesso solare corrisponde posterior-
che verso l’ undecima vertebra dorsale. Con- mente alla colonna vertebrale, all’aorta, al-
tinua codesto tronco il suo corso nella me- le appendici diaframmatiche anteriormen-
:

desima direzione obbliqua, fino alla parte po- te allo stomaco, in alto al fegato, al dia-
steriore delle appendici diaframmatiche, cac- framma, in basso al pancreas. Indarno si
ciandosi allora tra queste appendici e le corris- vorrebbe assegnare ad esso una forma o de-
pondenti vertebre, e penetra così neU’addome, scriverne separatamente i rami, che lutti si-
per una separazione particolare delle fibre del no dalla loro origine s’intrecciano, nè pre-
diaframma, e non mai per le grandi aperture sentano mai , ciascuno in particolare, una
che presenta il muscolo. — Nel pelletrare che regolare disposizione. Siamo costretti di con-
fa nell’addome, il grande splancnico si divide siderarli nella unione loro sotto li nome di
in parecchi rami alquanto grossi : i quali plessi secondari.) ponendo mente alle diffe-
leggermente divergenti fra sè, e profonda- renze le più manifeste che li distinguono gli
mente nascosti, d’un lato, dallo stomaco, e uni dagli altri. —
Il plesso solare distribui-
dall’altro, dal fegato, vanno a metter capo sce tutte le proprie ramificazioni all’ aorta,
in alcuni gangli assai maggiori in volume a talché sembra solo per questa esistere, e tutti
NERVI DELLA VITA ORGANICA 6'^

1 che ne derivano, seguono si esalla-


plessi, gastro-epiploica invia a codesto intestino. —
1. il corso e le branche della detta ar-
menle La porzione superiore del plesso epatico, mol-
teria, eh' è necessario il seguire questa, a chi to più considerabile , cresce ancora manife-
voglia crearsi un’ idea esatta di quelli. stamente in larghezza quando è pervenuta
® Plessi diaframmatici. Nasco- — alla cistifellea eh’ è avvolta del tutto dai ra-
mi intralciati di un plesso siffatto. Penetrano
no dalla parte superiore del solare e ac-
conapagnano le arterie diaframmatiche infe-
. cotali rami tra le membrane e vi si perdono
riori'. Sono formati da pochi rami, i quali a piccola distanza dal collo , senza prolun-
men di frequente s’ intralciano che negli altri garsi gran fatto sul corpo stesso della cisti-
plessi, e scorrono per lungo tratto daccoslo fellea circondano pure il condotto coledoco
:

alle arterie alle quali pertengono. Si trovano fino al duodeno, e seguono , nella sostanza
di rado interrotti da piccioli gangli. Parec- del fegato, i rami del condotto epatico, del-
chi poi si spargono sul diaframma e vi si per- r arteria dello stesso nome e della vena por-
dono alcuni, massime
;
a destra, si anasto- ta. Molli gangli piccolissimi
, e nella forma
mizzano nella spessezza di codesto muscolo irregolarissimi, interrompono tratto tratto i
coi nervi diaframmatici derivanti dalle bran- rami del plesso epatico.
che cervicali. Il plesso splenico è, fra tutti, il meno
2 *^ Plesso celiaco. —
Costituisce la più proporzionato alla grossezza dell’ arteria che
considerabile divisione del plesso solare, del accompagna: presso all’origine della quale
quale non òche Tinferiore prolungamento. 1 presenta due o tre gangli alquanto notabili
suoi rami, le mille volte intrecciati ed inter- situati immediatamente sopra di essa ; ma
secali da numerosi gangli, avvolgono l’arteria poscia non si trovano più che pochissimi ra-
celiaca e le sue tre precipue divisioni: e to- mi di rado anastomizzali tra loro, il cui tra-
sto dividesi anch’ esso secondo la divisione gitto non è quasi giammai interrotto da
di questa, in Ire plessi diversi, inegualissimi nuovi gangli. Serpeggiano codesti rami din-
nel volume. torno all’arteria spienica, allontanandosene
Il plesso coronario stomachico, il me- quando più e quando meno, e pervengono
no considerabile, abbraccia strettamente pres- finalmente nella scissura della milza, dove pe-
so r origine sua l’arteria dello stesso nome, netrano insieme alle branche arteriose. Al-
e presenta qui alcuni numerosi gangli che cuni discendono nel pancreas in compagnia
quasi del tutto la ricoprono. Là dove si delle arterie pancreatiche superiori : altri se-
rivolge la medesima per giungere alla piccola guono gastro-epiploica sinistra al margine
la
curvatura dello stomaco, i rami nervosi mol- convesso dello stomaco. Parecchi si perdono
tiplicano rendendosi i gangli più rari. Allor- nel grande omento,
ché l’arteria manda al fegato una branca, si 3.0Plesso mesenterico superiore Ai .

divide anche il plesso per accompagnarvela, di sopra del plesso celiaco , la rete nervosa
indi prolungasi sulla piccola curvatura, c la del solare si prolunga sull’ aorta addominale,
segue per infino al piloro. I rami di esso e incontra. subito 1’ arteria mesenterica supe-
diminuiscono successivamente nel numero riore. Qui costi luìsce un nuovo considerabi-
quanto più si va accostando alla detta estre- lissimo plesso al quale parecchi gangli som-
:

mità ; si spargono per le due superficie dello ministrano dei rami ad ingrossarlo. Limitalo
stomaco, e vi si riuniscono in più luoghi coi da prima alla sola arteria, discende codesto
rami del nervo vago. Finalmente i pochi ra- plesso con questa tra il pancreas e la por-
moscelli che presenta presso il piloro, vanno zione trasversale del duodeno, si caccia tra le
superiormente a congiungersi con quelli del due lamine del mesenterio, e tosto si spande
plesso epatico, e inferiormente concorrono a in moltissimi rami, i quali infinitamente in-
formare il piccolo plesso che accompagna l’ar- trecciali, abbracciano, mentre che seguono il
teria gastro-epiploica destra. corso dell’arteria, le glandule linfatiche, e si
Il plesso epatico, grossissimo all’origine spandono, in compagnia di questa, sopra tut-
sua, avvolge l’arteria epatica e la vena por- ta quanta la superficie del tenue intestino.
ta, e s’ incammina con queste all’ insù e a Anche ciascheduna delle due arlcrie, colica
destra fino alla scissura del fegato. Prima pe- media ed ileo-colica, ne riceve un plesso par-
rò che vi giunga, e al di sopra del piloro, ticolare, il quale ascende coi vasi nel meso-
si divide in due porzioni inegualissime. L’in- colon trasverso, e va a distribuirsi per la cor-
feriore costituisce il plesso dell’ arteria ga- rispondente porzione sì del colou, come del
slro-epiploica destra, discende con questa c cieco. Molti gangli, ma poco voluminosi, in-
arriva al margine convesso dello stomaco, terrompono i rami del plesso mesenterico su-
pel quale sparge le principali sue diramazio- periore, massime al margine concavo del te-
ni parecchie di queste entrano nel pancreas
:
nue intestino ; nel qual luogo sla applicato,
colle arterie pancreatiche trasversali; altre van- più immediatamente, all’arteria cui essenzial-
no al duodeno coi rami vascolari che Tarteria mente appartiene.
TJF.RVI della TITA ORGANICA
6S
4.0 Plesso mesenterico
inferiore. - Plesso renale. —
Questo, eh’ è dop-
come un pro- pio siccome l’ organo al quale spetta, nasce,
Può venire questo considerato quale snpe- dalla parte laterale dei plessi celiaco e me-
al
lun'^araento del precedente,
davant. de 1 aorta senterico superiori ; avendo cominciamento
riormente è continuo, sul
molu rami con due o tre gangli alquanto voluminosi
addominale. In tale spazio, riceve
addominali che situati sull’ arteria renale, là dove codest’ar-
separali derivanti dai gangli
del genera c siste- teria ha origine dall’aorta. Producono co-
formano la continuazione desti gangli molte tenui diramazioni, le quali
dal plesso
ma : e molti altri pur ne riceve ordinario si portano sopra P arteria pa-
renale. Giunto all’
origine dcIParteria mesen- d’

a principio stretta- rallele alla direzione di questa, senza punto


terica inferiore, la cinge
intrecciarsi tra sè
indi a poco, nel punto ni cui que-
ma disposizione notabile per
:

mente 5
la quale è questo plesso diverso essenzial-
st’ arteria si accosta allo stretto superiore del
plesso si divide abbastanza natural-
mente dagli altri. E solo dopo alcune divi-
catino, il
sioni arteriose, i rami nervosi manifestamente
mente due porzioni. L’ una interna, molto
in
s’intrecciano, ma non frequentemente. Così
considerabile, e formata da alcuni lami
di ra-
iliaca penetrano la sostanza propria del rene , se-
do intrecciati, discende insieme all’arteria
corrispondente, e somministra in parte i plessi
guendo nella loro distribuzione i rami del-
1’ arteria renale. Altri ramoscelli, che sorgo-
propri dell’iliaca esterna o crurale, e dell ipo-
gastrica. Ma parecchi di questi rami si allonta-
no dal medesimo plesso, vanno alle capsule
sopra-renali , e concorrono a formare quei
nano assolutamente dall’ arteria iliaca, si por-
piccoli plessi che accompagnano le arterie
tano, in direzione quasi retta, sulla parte an-
capsulari. Finalmente, sovra tutto dal plesso
teriore del sacro, e si perdono nei plesso ipo-
gastrico. — L’altra porzione costituisce essen- renale, ha origine un altro plesso, poco con-
siderabile, che dicesi lo spermatico. 11 quale
zialmente plesso mesenterico, continua ad
il

accompagnare 1’ arteria mesenterica inferiore formato coro’ è da poche diramazioni, discen-


tra le due lamine del meso-colon-iiiaco, e fi-
de accompagnando Parteria che porta lo stes-
due lamine del meso-retto. In que- so nome. In tale tragitto si osservano due
nisce tra le
altri gangli. Segue poi codesto plesso Par-
sto tragitto, il plesso circonda, mediante alcu-
teria pef’ infimo alla distribuzione di essa pel
ni rami continuamente intralciati, l’arteria
principale e appunto da codesta rete nervosa testicolo nell’ uomo, e per l’ovario nella don-
j

prolungata si dipartono, o i ramoscelli separali na quantunque, sottile estremamente com’è,


:

che vanno a perdersi nel meso-coloa,o i plessi non sia avvenuto, nè anche a Walter, di po-
particolari che accompagnano le branche ar- tere scoprirlo assai lunge dalla sua origine. —
teriose airS del colon. D’ infra i detti ples^, Tale è il plesso renale preso a considerare
vuole esserne distinto uno assai piu volumi- nella sua generale disposizione , e nella sua

noso degli altri, il quale accompagna l’ar- precipua origine. Ma non è formato sola-
teria colica sinistra, e va, da un lato, a span- mente dal plesso solare, siccome subito ve-
dersi sulla porzione lombare sinistra del co- dremo.
lon , dall’ altro ad anastomizzarsi col plesso Pìccolo nervo splancnico
Walter
Questo che
.

mesenterico superiore, seguendo esattamente, è pur detto dal il nervo splancnico
in ciò la distribuzione dell’ arteria. Siffatti accessorio., nasce un po’al di sotto del grande,
,

plessi s’inoltrano pochissimo sulle pareti del- d’ordinario mediante due gangli che proven-
r medesimo, e sembrano limitati a
intestino gono dal decimo e dalPuudecimo de’gangli to-
circondare i rami vascolari che vi penetrano. Codesii rami, rivolli obbliquamente al-
racici.
— Giunto nel raeso-retlo, il plesso mesente- Pingui e al di dentro, si profondano separa-
rico si espande assai, e si fa continuo al ples- mente dietro il diaframma, e si uniscono in
so ipogastrico concorrendo, in gran parte, a un solo tronco a livello della duodecima co-
formarlo , col riunirsi qui ai nervi sacri. I sta. quale tronco penetra subito nel basso
Il

rami di siffatto plesso vanno a spandersi per ventre, e si divìde d’ ordinario in due rami,
l’intestino retto, per la vescica, per le vesci- P uno de’ quali ascende, e si aiiastoraizza in-
chette seminali ; e nella donna, per la vagina nanzi la propria divisione col grande splan-
e per 1’ utero, seguendo in tutte codeste parti cnico ; P altro discende al di dentro e si gilta
il tragittodelle corrispondenti arterie. Di- nel plesso renale, solo alcuni ramoscelli som-
stribuiti per le altre divisioni dell’arteria ipo- ministrando al plesso solare. —
Si potrebbo-
gastrica, escono i detti rami con queste dal no pur chiamare piccoli splancnici due altri
catino, formando alle medesime alcuni plessi nervi piuttosto notabili che no, Puno de’quali
propri che le accompagnano alla parte poste- deriva, mediante alcuni rami, dall’ undecimo
riore della coscia. —
Pochi gangli si trovano e dal duodecimo de’ gangli toracici e P altro ;

per tutta 1’ estensione del plesso mesenterico dal ramo di comunicazione che congiunge
inferiore ; e quelli che si trovano sono sem- P ultimo ganglio toracico al primo addomi-
pre ravvicinati alla principale arteria. nale. Ambidue, attraversando il diaframma,
NERVI DELEÂ vita organica 69
penetrano nell’ addome , e s’ anastomizzauo più presto allungata che rotondala. Il loro
insieme per recarsi al plesso renale. Walter colore grigiastro come nei cervicali, forma
li denomina ner<^i renali posteriori. — ,

sovente un contrasto con quello de’ loro ra-


Cotali numerosi plessi hanno dal sistema dei mi, eh’ è più bianco. I quali rami si dividono,
gan^^li le viscere addominali. Sembra, a prima come altrove, in superiori, inferiori, esterni
giunta, che la sorgente comune di quelli sie- ed interni.
no i grandi splancnici, i quali, insieme uniti, IMarni superiori ed inferiori. - Si —
mostrano servire essenzialraenle, mediante le recano questi dall’ un ganglio all’ altro nè ;

loro diramazioni, a costituire il plesso solare. servono ad altro cfie a formare codesta comu-
Ma quando pongasi mente a questo, che al- nicazione la quale si prende sovente per con-
cuni gangli considerabilissimi e moltiplici e- tinuità. numero di questi rami è assai più
il

sistono sotto il diaframma, che da tali gangli variabile che non sia ne’ toracici spesso, anzi ;

si dipartono immediatamente tutti i nervi che uno solo, se ne trovano due o tre. Nè e-
del plesso solare, e che ninna proporzione ci ziandio mollo costante è la loro esistenza; non
.

ha tra il volume di siffatti gangli e i sottili essendo raro il trovare un ganglio separato
rami che ricevono dai nervi splancnici se a ,
interamente dall’ antecedente e solo comu- ,

tatto questo, io -diceva, si porrà mente, si nicante con quello che segue. Altre volte, due
l 2 rrà la riunione de’ gangli solari pel centro gangli vicino 1’ uno dell’ altro si riuniscono
vero donde si partono i nervi che si distri- subito per una continuità di sostanza ma :

buiscono alle viscere addominali , ned altro questo caso è meno frequente. Sempre co- —
sembreranno nervi splancnici , fuorché un
i desti rami sono estremamente sottili ciò che ;

rjezzo che mette in comunicazione codesti notabilmente li differenzia da’rami somiglian-


gangli eoi toracici. Si riferisce perfettamente ti dei gangli toracici. La loro lunghezza è va-

r esposta osservazione al modo ond’è mestieri riabile secondo lo spazio che separa i gangli
considerare l’ insieme del sistema nervoso or- tra loro, spazio eh’ è variabile esso stesso se-
ganico, nel quale i gangli sono sempre i soli condo il numero e la posizione de’ gangli. Ed
punti d’ origine, i nervi le sole produzioni è un po’ obbliqua d’ ordinario la loro dire-
che da questi emanano. zione, lo che dipende, e dalla curvatura della
colonna vertebrale, e dalla mutua correlazio-
Artìcolo ne de’ gangli, i quali di rado si trovano tutti
sopra la medesima linea.
DEI GANGLI ADDOMINALI 2 ° Rami —
Incerto n’ è il nu-
esterni.
mero. D’ordinario ciaschedun ganglio ne pro-
Questi gangli, che sono più numerosi dei duce due o tre, che ora hanno separata deri-
cervicali, e con maggior costanza distinti gli vazione, ora si trovano uniti alla loro origi-
uni dagli altri di quello che i toracici, forma- ne. Sono
3. alquanto voluminosi, più lunghi che
no la continuazione del sistema nervoso ge- nella regione toracica, attesa la più anteriore
nerale, e vennero descritti dagli autori come posizione de’ gangli sulla vertebrale colonna.
il denominavano il
seguito di quello eh- essi La loro direzione è superiormente obbliqua
nervo grande simpatico. L’ attento esame per i 'Superiori gangli, trasversale per i medii,
della disposizione loro dimostra siccome, nel e obbliqua in basso per gl’inferiori. Interse-
descrìverli, debba seguirsi T andamento che cano cotali rami, nel loro tragitto, la direzio-
abbiamo finora adottato, considerandoli come ne delle arterie lombari, passando sul davanti
altrettanti centri nervosi particolari dai quali delle medesime e si rivolgono, talora, intor-
;

si dipartono alcuni rami destinali a diverse no ad esse. Finalmente si profondano tra le


parli. —Occupano codesti gangli Io spazio inserzioni del muscolo quadrato dei lombi, e,

j
compreso tra la duodecima costa e 1’ unione a livello de’ fori di congiunzione,
anasto- si

dell’ ultima vertebra lombare col sacro : e so- mizzano con le anteriori branche de’ nervi
I

! no collocali sulle parti laterali e anteriori del lombari. —


Oltre a codesti rami, parecchi al-
corpo delle vertebre, più prossimi alla parte tri, assai più tenui, se ne trovano, che sorgo-

}
media di siffatto corpo che non sieno i gangli no quando dai gangli, ora dai rami superiori
toracici. D’ ordinarlo corrispondono alle me- e inferiori, talvolta in fine, da’ più voluminosi
desime ossa, talora alle fibro-cartilaginl che tra’rami esterni, e si portano sopra il muscolo
le riuniscono , secondo il numero de’ gangli, quadrato dei lombi, e penetrano nell’ interno
cb’ èmolto soggetto a variare. Talora infatti, di questo, ove si perdono.
se ne contano cinque, più sovente non se ne ° Rami
interni. —
- Sono moltiplici e

trovano che tre molto visibili e patenti. Il — sottilissimi, derivanti tanto dai gangli, che
volume de’ gangli addominali minore che ,
dai rami superiori ed inferiori. S’intrecciano,,
''
quello de’ cervicali, suole superare quello dei quasi dì subito, insieme d’ un modo irregola-
toracici. Talora si trovano più grossi dami rissimo, e s’ incamminano pure verso la parte
L lato che dall' altro. La forma n’ è irregolere, anteriore dell’aorta addominale, ove, in par-
NERVI DELLA VITA ORGANICA

te, costiliilscono ìlplesso. Sovente, in tale tra- regolarmente per fasci, e vanno ad anasto-
f.tllo, sono interrotti da piccoli .gangli secon- mizzarsi coi nervi sacri corrispondenti. Tal-
dari che si trovano pei diversi punti dell’ a- volta siffatti rami mancano, e il ganglio è al-
mastomosl. : Prolungati sopra V aorta, lora immediatamente contìnuo al nervo sacro,
concorrono codesti rami alla formazione del al quale è vicinissimo sempre. Molti rami
plesso mesenterico inferiore ; e sovente, uno esterni, più sottili degli altri, si spargono so-
di essi, separato dagli altri e più grosso, se- pra i muscoli piramidale ed elevatore delfano.
gue, senza anaslomizzàrsi, il tragitto dell’aor- 3.0 Rami interni. — Nascono in numero
ta, e va a perdersi nel medesimo plesso me- indeterminalo, e si portano, in direzione più
.senterico. 0 meno obbliqua, sulla parte media del sacro,
Articolo V. riunendosi a quelli del lato oppo.sto. Sovente,
nel loro tragitto, s’intrecciano insieme, e for-
DEI GANGLI SACRI mano una spezie di plesso.
4.0 Rami anteriori. Sono i più te-
Difficile a determinare è il numero di nni e i più numerosi, si portano sulle parti la-
cpiesli : ma
costante n’ è 1 esistenza. Se ne ’
disperdono to-
terali posteriori del retto, e si
trovano d’ ordinario Ire bene sviluppali ma ;
sto nel plesso ipogastrico. ——
1 rami inferio-

inoltrandosi via più verso l’ingiù, non si scor- ri del terzo ganglio sacro prendono una dire-

ge sovente, d’ambidue i lati, più che alcuni zione molto obbliqua al di dentro e all’ ingiù,
tenui ramoscelli che sembrano perdersi sulla avvicinandosi a quelli del lato opposto ed :

faccia anteriore del coccige. —


^Godesti gangli, ora finiscono ad un quarto ganglio presso il
situati sulla faccia anteriore del sacro, corri- quarto foro sacro ; ora, e più sovente, non e-
spondono ora all’ unione de’ differenti pezzi sistendo il quarto ganglio, continuano il loro
ond’ è composto quest’osso, ora, siccome le tragitto fino all’unione del sacro al coccige. Qui
più volte interviene, ai forami sacri anteriori, presentano talora un picciolo rigonfiamento
nel qual caso coprono gli ultimi nervi som- appena osservabile, del quale si è Creato un
ministrati dalla midolla. Anteriormente, cor- quinto ganglio, quantunque sia sì incostante
rispondono al peritoneo. La loro forma, abi- l’esistenza di esso, che nulla più. Indi a poco,
tualmente irregolare, è, piuttosto sovente che 1 rami formano, anastomizzandosi con quelli
no, ovale d’ alto in basso il colore è grigia-
: dell’opposta banda, un arco rovesciato la con-
stro, pochissimo notabile la consistenza. 1 ra- vessità del quale costituisce un piccolo fascio
mi che mandano si distinguono in superiori, di ramoscelli divergenti che si perdono perla
inferiori, esterni, interni ed anteriori. Qui fiiccia anteriore del coccige. —
Tale è la infe-
non terrò parola che dei tre primi gangli. riore terminazione del sistema nervoso orga-
Rami superiori e inferiori.
1.0 Sta- nico, quale le più esatte indagini hanno po-
biliscono questi, siccome fanno in tutte le al- tuto discoprirla. Spessissime volte non incon-
tre parti, alcune comunicazioni tra’ gangli trasi l’arco di che parlammo, ma i sottili ra-
donde partono. Il loro numero è più varia-
si moscelli del terzo ganglio sacro mostrano se-
bile che in ogni altra regione trovandosene ;
paratamente disperdersi sul sacro e il coccige,
sovente due o tre che vanno da un .ganglio senza avvicinarsi a quelli che gli corrispondo-
all’ altro. Anche quando ne esiste uno solo, la no al lato opposto, e senza che si possa giu-
piccolezza del medesimo fa
singolare contra- stamente statuire il sito in cui terminano.
sto col volume dei ganglio del quale per altro
conserva il colore. Si può notare sovente che CONSIDERAZIONI
tali rami derivano dai lati del ganglio, e non INTORNO IL SISTEMA NERVOSO DEI GANGLI
dalla sua parte superiore o inferiore, quantun-
que prendano poi, curvandosi un poco, la Tra i numerosi per cui diffeii-
caratteri
direzione verticale ch’essi tengono sempre nel scono notabilmente il sistema nervoso cere-
loro tragitto. —
La lunghezza di siffatti rami, brale e quello de’ gangli, caratteri che fnrono
commisurata d’ ordinario dallo spazio che osservati dal Bichat e per sì cospicuo modo
scevera tutti i forami sacri anteriori, diversi- sviluppati neWAnatomia generale., uno ce
ficasecondo il mutuo allontanamento, mag- n’ha che dobbiamo richiamar qui, come quello
giore o minore, de’gangU.— Avviene alquan- che in più speziai guisa si riferisce all’ anato-
to di sovente che non si trovi niun ramo so- mica disposizione ed è che i nervi de’gangli,
:

migliante tra il primo ganglio sacro e 1’ ulti- distribuendosi per tutto il sistema circolato-
mo addominale, e allora si osserva, per questo rio, sembrano per questo esistere, ed esclusi-
modo, un’interruzione manifesta fra il siste- vamente appartenergii. Infatti, non s’ introdu-
ma nervoso organico, laddove il sacro si con- cono negli organi che con le arterie, o meglio
giunge alla vertebrale colonna. solo per le arterie immediatamente si distri-
2.0 Rami esterni. — Sono questi nume- buiscono, e il tessuto degli organi non ne ri-
rosi e alquanto grossi ;
la loro origine si fa ir- jiCeve che alcuni pochi rami ed isolali ; mentre.
NËRVr BëLî.A Vîl'A ORGAA'ÎCA 7^

per lo contrario, i nervi cerebrali si allonla- condo ragione pensare che due sisleroi. riu-
il

nano sempre dai vasi sanguigini,tengono so- niti costantemente insieme, esistano l’iino per
vente una direzione affatto diversa, e, anche l’ altro, sieno necessari l’ uno all’ altro : onde
quando a questi si accostino, non si spargono se n’ è impossibile lo statuire il modo di loro
punto sopra le loro pareti. Codesta relazione vicendevole attinenza, ad altro non possiamo
costante fra il sistema nervoso de’ ffaneli e il attribuirlo che alla pochezza de’ nostri mezzi.
sistema vascolare osservasi pure sul cuore ; — Potremmo qui presentare, a mo’ di ricapi-
perocché, siccome vedemmo, i nervi cardiaci tolazione,l’ insieme de’ nervi che si distribui-

si trovano tutti all’ origine de’ tronchi arte- scono a ciaschetlun organo. Ma un lavoro dì
riosi, e sul tragitto delle arterie coronarie, nè questa fatta, che ci costringerebbe a dover
appartengono propriamente alle fibre musco- nominare molte parti per ancora non descrit-
lari onde è composto il cuore. Tale fatto te, sembraci offerire poca utilità. Prendendo
anatomico incontrastabile non può certamen- ad esaminare particolarmente ciaschedun or-
te guidarci ad istatuire quell’attinenza di fun- gano, saremmo condotti di necessità a indica-
zioni che esiste tra i due sistemi di che parlia- re lé principali sorgenti donde medesimo
il

mo, essendo che ignote ci sieno le positive riceve i suoi nervi, siccome quelle donde gli
proprietà de’nervi gangliari ; ma noi dobbia- derivano i vasi. Le cognizioni cbe si saranno
mo conchiuderne almeno che, intorno a que- allora acquistate, renderanno siffatti raggua-
sto argomento, rimane in fisiologia un vuoto gli più importanti d’assai che, al presente,
assai rilevante ed essenziale perocché è se-
:
non polrebbono esserlo.
I
ANATOMIA DESCRITTIVA
I

PARTE SECONDA
APPARECCHI DELLA VITA ORGANICA

CONSIDERAZIONI GENERALI INTORNO I CARATTERI DISTINTIVI


DI TALI APPARECCHI

Ì3ivi<liamo gli apparecchi di questa se- sono in una vera opposizione a quelli presen-
conda vita, come quei della prima, in cinque tatici dagli apparecchi della vita esteriore.
distinti ordini, secondo che servono alla di- /.° Carattere. La mancanza di si-
gestione, alla respirazione, alla circolazione, metria è il più considerabile degli attributi
agli assorbimenti e alle esalazioni, finalmente che presenti la vita organica all’ occhio del-
alle secrezioni. Tali funzioni sono distinte in r anatomico. Qui non esiste più la linea me-
fatto le une dalle altre, sì pel loro meccani- diana, nè più trovasi la divisione in due metà.
smo, e sì pei loro immediati scopi. Tutti però Ciaschedun organo si estende più o meno lon-
concorrono ad un fine comune, a quello del- tano da una regione ad un’ altra, ed occupa
la conservazione organica, e in pari modo ora tutta la larghezza della cavità che lo rin-
tutti i loro apparecchi si ravvicinano per al- chiude, ora non tiene, in codesta cavità, che
cuni caratteri generali di forma, di disposi- un piccolissimo posto, senza che niun organo
zione, e simili caratteri intorno ai quali im-
;
somigliante a questo si trovi nell’ opposto la-
porta il fermare un poco P attenzione innan- to. Le quali cose per altro vanno soggette
zi di entrare in descrittivi ragguagli. —
Si è a parecchie eccezioni e se non si videro mai
:

già notata la proporzione comparativa di co- gli apparecchi della vita organica .presentare
tali apparecchi con quelli della prima vita si: una simetria rigorosa, sovente se ne ritrova
è già veduto che questi ultimi soverchiano una incompiuta. Osservammo già siccome il
d’assai nel numero, e bastici l’osservare qui sistema nervoso dei gangli dividesi in due
la manifesta ragione di questa differenza. Gli metà, per la più parte di loro estensione, di-
apparecchi della vita esteriore sono in fatti stinte; e i polmoni, quantunque ineguali, i
quelli che concorrono essenzialmente a costi- reni, tuttoché esposti ad alcune poche varietà
tuire 1’ uomo, dappoiché sono i medesimi nella mutua loro posizione, ci presenteranno
senza meno sottoposti all’ intelligenza, e de- degli esempi d’ organi pari succettibili di vi-
stinati tanto ad eseguire i cenni di essa, che cendevolmente supplirsi. La mancanza di si-
a servirne all’espressiono. Quelli della vita in- metria considerata d’ un modo puramente
,

terna sono, al contrario, unicamente destinati anatomico, non potrebbe adunque stabilire
all’ organica conservazione, e preparando e essa sola una differenza decisa fra gli appa-
Issando le sostanze derivanti dal di fuori per recchi delle due vite. —
Un carattere più co-
servire alla respirazione, e rigettando al di stante e più positivo, è la mancanza d’ armo-
fuori le sostanze che, per qualche tempo, han- nia nei fenomeni della vita organica. Riunisco
no servito alla composizione degli organi. siffatto carattere al precedente, dapoichè il
j

^
Ora le azioni svariate all’infinito, delle quali Biella t ha per una conseguenza naturale di
lo
Î’ intelligenza è il principio, esigerebbono questo. Tuttavoìta è verissimo che gli organi
I

molti mezzi mentre che il processo riparato-


:
della vita organica stessa non sono sottoposti
I
ì re, meno complicato e più uniforme, ricerca alla legge dell’armonia, mentre che vi trovia-

j
de’ —
mezzi meno moltiplicati. Tra i caratteri mo in parte la simetria di struttura. Così, seb-
r anatomici degli apparecchi della seconda vita, bene due reni deggiano ugualmente separare
dobbiamo distinguerne quattro principali, che 1 orina, si scorge tuttodì che 1 energia sccre-
’ ’
>1

Encicl. Med. T. il. 10


APtAÜECCHl DELLA VITA ORGAISICA
94
loria deir uno prevale su quella dell’ altro, gestivo e respiratorio, stante le attinenze me-
senza che sia turbala la funzione, nè alcuna diate o immediate che conservano col cer-
essenziale alterazione risulti, da siffatta ine- vello, si allontanano un poco dagli altri appa-
guaglianza, all’economia. Una gianduia sali- recchi più immediatamente nutritivi, i quali
vaie può somministrare molto più fluido della non hanno più niuna somigliante attinenza ;

corrispondente, e la prima elaborazione degli o nei quali siffatta attinenza, se pur n’ esista
alimenti non esserne punto alterata, e via par- un qualche seniore, mostri non apportare ve-
lando. Adunque è uopo appigliarsi a un carat- runa conseguenza.
tere siffatto, generale a tutta organica,
la vita —
HIP Carattere. Sono evidentemente
piuttosto che all’ irregolarità nelle forme, che caratterizzati gli apparecchi della vita interna,

non è punto costante. ‘Osserviamo, del rima- dalla frequenza somma con cui avvengono le
nente, siccome la irregolarità delle forme abbia organiche malattie. Non insisterò molto sopra
attinenza in gran parte colla natura delle fun- 1’ adotto carattere, essendo già stato indicato

zioni, tutte successive, collegate, non atte a dal Bichat in proposito della vita animale.
separatamente esercitarsi siccome fanno quel- Certo è che non ci ha paragone da fare tra il
le della vita esterna. L’ azione dello stomaco numero delle malattie organiche del cervello
suppone quella dell’ esofago 1’ azione
;
del dei nervi e dei muscoli, e quelle del polmone,
duodeno, quella dello stomaco, e simili. Tutte del cuore, del fegato e simili. Le prime sono
si conseguitano, e avvengono le une appresso citate come
rari avvenimenti le seconde sono ;

le altre lo che richiede una continuazione, che non ci hanno forse due indivi-
abituali,
:

piuttosto che una regolarità, negli organi.



dui ne’ quali pure non se ne trovi alcuna. —
IIP Carattere. Gli apparecchi della SUpuò condursi anche più lurige affermando,
vita organica si sottraggono, in generale, al- senza tema d’ errare, che le malattie organi-
l’ influenza immediata del cervello, nè hanno che spettano sempre, almeno primitivamente,
prossime corrispondenze con questo. 1 nervi agli apparecchi della vita interna imperoc- :

ch’essi ricevono addivengono loro dai gangli ; ché : codesti apparecchi entrano, siccome
non possono quindi statuire niuna comunica- essenziali componenti, nella struttura di tutti
zione fra codesti apparecchi e 1’ organo cen- quanti gli organi, da qualunque vita dipenda-
trale delle esterne impressioni. Un carattere no così si trovano, nel cervello e nei musco-
:

anatomico di tal fatta è notabile, posciachè li, gli apparecchi circolatorio, assorbente, esa-

naturalmente si lega a quello che ci insegna lante, nutritivo; 2 .° le malattie denominale


la fisiologia intorno la differenza delle proprie- organiche derivano sempre da un’ alterazio-
tà che governano i fenomeni delle due vite. ne nelle funzioni della vita interna, allora e-
S’ingannerebbe per altro chi volesse, dall’e- ziandio che intervengono nel cervello, nei
sposto fatto, trarne delle troppo estese induzio- muscoli o negli organi dei sensi e le funzio- ;

ni ; e l’osservazione subito lo smentirebbe; pe- ni, alle quali servono siffatti organi, non sono
rocché lo stomaco riceve le ultime divisioni del in tal’caso alterate che per modo consecutivo;
nervo vago, mentre i nervi sacri sommini- osservazione che ne trarrebbe alle più sublimi
strano molti rami al retto ed alla vescica. Pa- considerazioni fisiologiche, se questo fosse il
rimenti le funzioni di tali organi derivano luogo da occuparcene.
dall’influenza cerebrale e in parte dalla vo- IV. ^ Carattere. Infine le differenze
lontà. Si deve anche osservare, com’ho detto riguardanti le età non sono del tutto uguali
in altr’ opera ( Della più naturale divisione negli apparecchi dell’ una e dell’ altra vita,
deifenomenifisiologici considerati nelV uo- fattone 1’ esame comparativo. Nel feto, si è —
mo^ I volume, in 8.vo ), che se lo stomaco è osservato che molti organi della vita esterna
sottoposto immediatamente all’ influenza ce- o non sono ancora sviluppati, o non lo sono
rebrale, ne viene che debba alla medesima, che imperfettamente ciò eh’ è notabile spe-
:
j

per modo mediato, essere sottoposto tutto zialme ute negli apparecchi della locomozio-
|

r apparecchio digestivo, poiché lo stomaco è ne. Così le ossa sono interamente o in par- '

il primo organo in siffatto apparecchio, nè te ancora cartilaginose, e la loro forma, la i

può aver luogo niun fenomeno digestivo, se loro direzione, le rendono inette di prestar-
j

sia stata impossibile la prima essenziale elabo- si alle diverse attitudini del corpo Così , .
j

razione degli alimenti. Il polmone riceve tra’ muscoli, alcuni non esistono punto e 1

parimenti alcuni nervi cerebrali; ma non i- ci ha in quella vece una sostanza mucosa
; j

iscorgesi che ne risulti alcuna relazione imme- altri gracili, poco resistenti, non possono ese- <

diata tra esso e il cervello quanto ai fenome- guire per ancora ì movimenti a’ quali van-
ni. E vero che l’apparecchio respiratorio com- no desiina li. ——— Per Io con Ira rio tra quelli
j

prende polmone, l’insie-


di necessità, olire il della vita interna, non
trova nel feto niun
si i

me de’ muscoli intercostali e il diaframma, organo che non sia perfetto. Tutti apparisco- j

del quale il celebro governa movimenti. i no abbastanza sviluppati ad eseguire oggimai, 1

Parimenti osserviamo che gli apparecchi di- con [terfei ta esattezza, alcune funzioni ; e se (

I
DELLA DIGESTIONE 75
alcuni, come quelli della digestione e della recchi fluidi, oltre quelli, che vengono loro
respirazione, non sono ancora entrati in eser- somministrali dai vicini organi secretori, flui-
cizio, tuttavolta addivenuti, quanto alla for- di tutti che sono destinali ad operare in diffe-
mazione loro, a tutta la possibile perfezione, renti guise, sopra gli alimenti. —
Seguitiamo
sembrano non altro attendere che il momento le mentovate cavità secondo la naturale loro
di operare. — Che apparecchi della vita
scagli disposizione e l’ordine delle loro funzioni, fa-
organica sono oggimai belli e compiuti nel cendo incominciamento dalla faringe, dap-
feto, la loro disposizione e le naturali attinen- poiché la bocca venne interamente descritta
ze de’ loro fenomeni non si ravvicinano poi all’ occasione dell’organo del gusto eh® in essa
tanto a quelli che sono propri dell’uomo a- è rinchiuso.
dulto. Quindi il cuore, eh’ è in piena attività,
Articolo L.
non offre nelle sue contrazioni, lo stesso or-
dine successivo, e il foro del Botallio aperto, DELLA FARINGE
il canale arterioso dilatato, arteria polmo-
1’

nare ristretta, statuiscono un modo di circo- §. /. Disposizione.


Organizzazione e-
lazione che dovrà mutare alla nascita. Così il sterna.— La faringe oecn^di la parte supe-
fegato, sviluppatissimo, sembra estraneo nel riore e profonda del collo. Situata sopra la
feto alla secrezione della bile, nè servire che linea mediana, perfettamente sirnetrica e re-
' alla preparazione del sangue, e via discorren- golare, s’accosta, per questo primo carattere,
do. Tali differenze sono essenziali e fondamen- maravigliosamente agli organi della vita ester-
tali; meritano un esame affatto particolare, nè na, alla quale peraltro è estranea e per la
possono essere ben comprese se non si presen- natura sua e perla sua destinazione. Se a tali
tino, tutte insieme, sotto un solo punto di vi- considerazioni si aggiunga che riceve alcuni
.sta. Perciò Bichat aveva fatto proponimen-
il nervi cerebrali, eh’ è sottoposta, in parte,
to di unirle al termine dell’ opera, sotto il ti- nel suo movimento, aU’impero della volontà,
tolo di Storia del Feto. Noi seguitiamo le converrà persuadersi che un solo carattere
intenzioni di lui, e tale articolo, che sarà trat- può servire a fermare con precisione i ter-
tato dal prof. Roux, rinchiuderà tutte quelle mini correlativi delle due vite, dico lo sco-
considerazioni che altramente si sarebbero po al quale tendono naturalmente gli orga-
dovute ritrovare disseminate nella descrizione ni coi loro fenomeni. La faringe è limitata
degli apparecchi digestivo, respiratorio, cir- in allo dall’ apofisi basilare dell’ occipitale,
colatorio e simili, in basso dall’esofago, anteriormente dalle ca-
vità nasali, bucale e laringea, posteriormente
APPARECCHIO DELLA DIGESTIONE corrisponde alla colonna vertebrale. La for-
CONSIDEAZIONI GENERALI
ma di essa, impossibile ad essere paragonala,
viene determinata dalle parti circostanti alle
Le sostanze destinate a riparare inostri quali è annessa. Allungata da alto in basso,
organi non ci vengono presentate in uno sta- presenta superiormente tutta la larghezza che
ta idoneo all’ immediata assimilazione. Sono risulta dalla separazione delle apofisi pteri-
grezze, grossolane , anche quando 1’ arte le goidee ; nel mezzo cresce siffatta larghezza
ha, con le maggiori sollecitudini preparate, per 1’ allontanamento anche maggiore delle
poiché non hanno ancora ninna prossima cor- corna dell’ osso joide e della cartilagine ti-
relazione colla nostra organizzazione : sono roidea ; in basso progressivamente restrin-
svariale, e la sostanza immediatamente nutri- gesi fino a livello della trachea, dove ha co-
tiva dev’ essere unica ; non sono tutte idonee rninciaraenlo l’esofago. —
Non si può ri-
a formare codesta sostanza unica, e una gran guardare la faringe come unacavità compiuta,
parte dev’essere rigettata, indi a poco essere perchè non ha parte anteriore propria la

:

stala introdotta. E necessario adunque posteriore è la sola che essenzialmente la co-


che tali sostanze, giudicate per mezzo dell’o- stituisca ; e quando si apra questa in dire-
dorato e del gusto, sieno ricevute in alcune zione di sua lunghezza, non si trovano ante-
interne cavità per esservi elaborate e separate riormente che le aperture posteriori delle fos-
in due parti, sicché venga formata a loro di- se nasali, della bocca, e della laringe. È dun-
spendio una sostanza nutritiva unica. Appun- que la faringe una vera mezza cavità comu-
to da codesto lavoro è costituita la Digestio- ne, per la più parte di sua estensione, al-
ne. Quindi tutto l’apparecchio digestivo con- 1’ aria ed agli alimenti, frapposta alle prime
siste in una continue le une
serie di cavità vie per le quali s’introducono le sostanze
alle altre, estesissime in lunghezza, suscetti- esteriori, e ai due apparecchi respiratorio e
bili di più o meno ampliarsi, e formate da digestivo, ove deggiono pervenire cotali so-
più ordini di membrane, delle quali alcune, stanze. — Per vedere esattamente la farin-
muscolari, comunicano ad esse varii movi- ge, è mestieri praticare, sul davanti del
menti 5 altre, mucose, separano o esalano pa- collo, un poco al di sotto della laringe, una
APPARECCHI DELLA VITA ORGANICA
7G
sezione trasversale che s’ estenda in
prò ton- minando più in basso, e perdesi poca dì-'
a
separai poi stanza dalla sua origine, confondendosi col-
dilà fino alla colonna vertebrale,
in alto, lut- la membrana mucosa, la sola cjie subito si tro-
colla dissezione diretta dibasso
vertebre cervicali; e, vi. In basso, la faringe si continua coll’eso-
te le parti tagliale dalle
applicare la sega fago a livello delle prime cartilagini della tra-
giunti alla base del cranio,
iiiastoidee, a fine (.li chea. 11 luogo di codesta continuità è segna-
tra le apofìsi stiloidee e
tagliare cranio verticalmente d ambidue
il
to esteriormente da un subito restringimen-
Il pezzo anatomico, die to, osservabile a prima giunta, il quale, an-
i lati ad un tempo.

otliensi con questo processo,


comprende la che senza la mutata direzione delle fibre mu-
scolari, permette di poter facilmente discernere
metà anteriore del cranio, tutta la faccia, la
che ne che un novello organo incomincia.— -I confini
laringe, e colle sue parti la faiinge
scorge allo scoperto la laterali della faringe non possono essere esat-
dipende, della quale si

posteriore parete. —
Segue da quanto abbia- tamente descritti fuori che in proposito della
mo detto testé, che la superficie esterna à^W-à porzione muscolosa della medesima.
faringe esiste solo posteriormente e sui lati. §. IL Organizzazione intima, —E com-
Appianata in alto, dove la faringe è ferma- posta la faringe da due tonache 1’ una é mu-
:

ta, d’ogni banda, da fermissime


legami, e scolare, e l'altra membranosa. — La tonaca
mollo ravvicinata alle vertebre, diviene un muscolare statuisce gli esterni confini della
faringe, ne forma, per quasi tutta l’estensione
poco più convessa all’ ingiù, ove sono più
di essa, la parte solida, e le fornisce la mobi-
rilassati i detti legami. Nel mezzo, corrispon-
de alla colonna vertebrale, al legamento ver- lità mediante
quale si raccorcia e si restrin-
la

tebrale comune anteriore ai muscoli retti


,
ge per favorire
il passaggio degli alimenti.

posteriori maggiori e minori del capo e ai E composta di tre porzioni distinte chiamate
lunghi del collo; ed è «eparata da tali par- i muscoli costrittori : intorno alla cui descri-
ti mediante un tessuto cellulare
assai lasso. zione non insisteremo, avendola esposta nella
Sui lati, corrisponde alle arterie carotidi pri- Miologia solo ci ristringeremo a richiamare
;

mitive e carotidi interne, alle vene iugu- brevemente i precipui loro legami e la loro
lari interne, ai nervi vaghi, e superiormen- generale disposizione; le sole considerazioni
te allatto ad una piccola porzione de’ mu- che qui ci rilevi di presentare. —
Siffatti tre

scoli pterì«goidei interni, La superficie muscoli larghi si coprono vicendevolmente di


interna ha un’ estensione un poco raag^iio- guisa che il solo inferiore apparisce, poste-
re, perocché non é sì esattamente limitata riormente, per tutta' la propria eslensione ,
dai fermi legami della faripge e dipende dalla e copre, in gran parte il medio, come il me-
membrana mucosa che «i prolunga, anterior- dio fa in gran parte del superiore. Ciasche-
mente, sul velo del palato, sui pilastri di que- duno ha la sua particolare forma, dipendente
sto e sulla parte posteriore della laringe. Due dalla direzione delle sue fibre, direzione che
cose si deggieno notare su tale superficie, i.o dipende essa stessa dal maggior o minor nu-
il colore é rossastro come quella di tutte le
: mero di punti donde si partono. Infatti vuole
membrane mucose ma codesto rossore, mi- essere considerata come generale norma di
;

nore che non sia sulla bocca, e più notabile disposizione, che debbono i tre muscoli e-
che nell’ esofago, segna esattamente i limiti stendersi molto in larghezza sulla firinge ,
della faringe senza bisogno, intorno a ciò, di poiché servono non solamente ai movimenti
niun’ altra considerazione; 2 .^ le protube- di essa, ma eziandio , colla presenza loro alla
ranze formate dalle glandule mucose ; molti- formazione delle sue pareli. Se dunque le
plicate in spezie nella parte superiore, la più
i loro fibre si partano a mo’ di fascio da po-
esposta abitualmente al contatto de’ corpi c- chi punti fissi, dovranno poi divergere molto
steriori ; il loro volume è aI(|uanto notabile, tra sé: se, al contrario derivino separata-
irregolarissima la disposizione. —
La faringe mente da punti fìssi numerosissimi, potranno
termina in alto^ mediante un fermo e solido camminare quasi parallele, posciaebé, fin dal-
legame, all’ apofisi basilare dell’ occipitale , l’origine loro, firmano un larghissimo musco-
là dove tale apofisi si rende continua al cor- lo. Così il costritfor supcriore é quadrilatero,
po dello sfenolde. Codesto legame si opera avendo per fissi legami il corpo dello sfennide,
da una piccola membrana fibrosa sottile, ma tutta la lunghezza dell’ apofisi pterigoiJea,
forte, più densa sulla linea mediana, che sui una parte della linea milo-ioidea , T apofisi
lati, conosciuta sotto il nome di aponeurosi bucinato-faringea e la base della lingua. 11
cefalo-faringea. La quale costituisce appun- coslrittor medio è triangolare, non avendo
to, a questo luogo, la parte solida della fa- per legami fissi principali che le grandi e
ringe, essendo rare epoche le fibre muscolari piccole corna dell’osso ioide, donde si parto-
che posteriormente la coprono. Ma tosto la no le fibre di esso in fascio ristretto per farsi
detta aponeurosi diminuisce in grossezza ed poi divergenti. Il costrittore inferiore pre-
in consistenza a misura che la si viene esa- stala un quadralo irregolare , non avendo
îitI,T,A DIGESTIONE
77
per fermi legami che la parte esterna della mente profondarsi nel canale respiratorio per
cartilagine cricoiJe e parte della tiroidea, lo l’apertura della glottide. Nel profondarsi, si
che gli dà un’ estensione poco notevole in rivolge anteriormente sulla faccia inferiore
proporzione del larghissimo spazio die deve dell’ epiglottide, indi sulla superiore, e .si fa
occupare sulla faringe. Codesti tre mu- continua, di bel nuovo, sulla base della lin-
scoli si riuniscono nel mezzo della faringe gua, colla membrana della bocca. Supe-
con quelli del lato opposto, formando una riormente la membrana faringea va a coprir
spezie di raffe che corrisponde alla linea me- la parte inferiore del corpo dello sfenoide, e
diana generale. —
Si scorge, dietro a quanto a farsi pure continua con quella porzione di
dicemmo, i.® che i limiti laterali della farin- pituitaria che riveste la parete superiore del!e
ge sono segnati essenzialmente dalle apofìsi fosse nasali. —
In basso, circolarmente pro-
pterigoidee dalle due estremità posteriori
,
lungasi nell’ esofago e si continua cosi per
osso ioide e dalle parti laterali delle car-
<!ell’ tutto il condotto alimentare. Tale è la gene-
tilagini tiroidea e elicoide; 2 .® che lo stra- rale disposizione della membrana mucosa
to muscolare della faringe risulta da fibre propria allà laringe solo, siccome compreu-
più o meno obblique, disposte in diverse di- desi, posteriormente, mentre che all’ innanzi,
rezioni. — Oltre carnose
tre strati di fibre in alto ed in basso, appartiene ad altre ca-
i

di che parlammo, formanti soli la parte co- V'ità. —


Dicemmo che tale membrana discer-
stituente principale della faringe, si trovano nesi per un rossore particolare , diverso da
ancora parecchie fibre sparse al di sotto dei quello delle cavità della bocca e dell’ esofa^
costrittori, che concorrono con queste, alla go. L’aspetto di essa è liscio, nè offre villo-
formazione della tonaca muscolare. Tali fibre sità, ma
solamente alcune ineguaglianze pro-
risultano dall’aliargamento dei muscoli stilo- dotte dalle protuberanze delle glandule mu-
faringei destinati a sollevare in totalità la fa- cose che si trovano tra essa e la membrana
ringe durante la deglutizione. Finalmente le muscolare. —
Quantunque la membrana mu-
parti laterali inferiori della farinae sono raf- cosa partecipi ai movimenti impressale dalle
forzate dall’ aggiunta di due strati carnosi fibre muscolari, non vi si rinvengono giam-
derivanti dai lati del velo palatino, e diretti mai le ripiegature che ci verranno osservate
quasi perpendicolarmente all’ ingiù sotto il nelle seguenti cavità. Lo che manifestamente
nome di muscoli palato- faringei. Facile dipende dal non essere mai la contrazione
è disceriiere porzione muscolare della fa-
la della faringe che istantanea, nè dopo il pas-
ringe da quella dell’esofago. Nel luogo in saggio degli alimenn, sussistere, fuori i casi
cui codesto canale ha il suo principio, le fi- di restringimento spasmodico.
Se si potesse
bre divengono tutte quante trasversali , e osservare la faringe all’ istante di sua contra-
sembrano assolutamente separate dalle fibre zione, non è dubbio che tali ripiegature pre-"
obblique spettanti al costrittore inferiore. Ri- senlerebbero in essa quell’ irregolare dispo-
torneremo alle fibre esofagee quando terremo sizione che offrono nella membrana mucosa
parola dell’organo dal quale dipendono.— La dello stomaco perocché le fibre rauscolai i
,

tonaca membranosa della faringe altro non della faringe, non altrimenti che quelle dello
è che la continuazione della membrana mu- stomaco, s’intersecano in tutte le direzioni.
cosa generale, partenente a tutte le vie della — La faringe riceve, da ambi lati, due prin-
i

respirazione e della digestione. Posterior- — cipali arterie, 1’ una delle quali le diviene
mente, copre siffatta membrana tutta la parte dalla mascellare esterna o labbiale, denomi-
propria della faringe ned è separala dalla
,
nata faringea inferiore, 1’ altra, dalla ma-
tonaca muscolare fuorché per un alquanto scellare interna, chiamata faringea supe-
lasso cellulare tessuto. —
Prolungata, d’ am- riore. Molli altri rami sono somministrati ad
bedue verso P innanzi, si rende con-
le parti, essa dalle palatine. Le spelta quasi intera-
tinua superiormente all’ orlo delle aperture mente nervo glosso-faringeo oltre i rami se-
il

nasali posteriori, sì colla pituitaria, e sì colla parati che tosto le manda il nervo vago pro-
membrana che tappezza la tromba d’ Eusta- priamente dello. Riceve pure parecchi nervi
chio. Più in basso, rivolgasi sui pilastri del dai due primi gangli cervicali, i cui ramoscelli
velo palatino, e si continua colla membrana intrecciati costituisconoil plesso faringeo.

bucale. Più in basso ancora, a livello della IH. Differenze della faringe secondo
§.

laringe, la sì scorge profondarsi da una parte r età. —


Tali differenze, pochissime, riguar-
nei due spazi laterali che separano la carli'a- dano semplicemente la forma generale della
gine tiroidea dalla cricoidea, dall’altra, tap- faringe : e dipendono dallo stalo in che al-
I
pezzare la parte posteriore di quest’ ultima, lora trovano gli organi vicini , dai quali
si

indi rivolgersi sull’orlo della laringe, co- necessariamente dipende la faringe, attaccan-
prire, in tale rivolgimento, le cartilagini ari- dosi ad essi, Nel feto, la faringe ha in
I
tenoidee, i muscoli aritenoidei e i crico-ari- proporzione minor lunghezza che non ne ab-
t tenoidei laterali e le corde vocali, e final- bia nell’ adulto, perocché le aperture nasali
,
58 APPARECCHI DRCLA VITA ORGANICA

j^osteriorisono assai meno alte, atteso il man- porzione della gianduia tiroidea, poscia in
Cdute sviluppo dei seni. 2.^^ La larghezza della parte dalla trachea, dai vasi tiroidei sinistri
faringe è, in proporzione, uguale nel sito in inferiori, e dal muscolo sterno-tiroideo dello
cui corrisponde alle cavità nasali e alla poste- stesso lato. Nel petto, ov’ è contenuto affatto
riore apertura della bocca, le quali presentano dalla posteriore separazione delle due pleure,
un’eguale larghezza correlativa secondo l’età; corrisponde in parte alla trachea, quindi in-
si restringe un po’ più a livello della laringe, teramente al bronco sinistro del quale inter-
meno sviluppala e meno estesa che nell’adul- seca la direzione, poscia alla parte posteriore
to. Tale differenza però riesce a poco ; per- del pericardio e alla base del cuore Poste- —
ciocché, siccome vedemmo, la cartilagine ti- riormente, l’esofago corrisponde da per tutto
roidea è eziandio più aperta all’ indietro, e alla colonna vertebrale ; e ricopre un poco il
solo codesta cartilagine statuisce qui la tra- muscolo lungo del collo dopo la sua prima
sversale estensione della faringe. Ninna deviazione Nel petto , incrocicchia la vena
.

sensibile differenza si offre nell’organizza- azigos là dove questa forma la sua curvatura,
zione intima della faringe del feto. Solo la e corrisponde in fine al canale toracico, nella
porzione muscolare è più pallida e un poco parte la più inferiore dell’arteria aorta. La- —
meno sviluppala, siccome i muscoli della vita teralmente, l’ esofago s’ accosta in alto alle
esterna, de’ cui caratteri quasi interamente vene jugulari e alle arterie carotidi e, dopo :

partecipa. — I movimenti delia faringe soiio il suo deviamento, corrisponde a destra alla
stati esaminati nella Miologia. trachea, a sinistra al nervo ricorrente e alla
carotide primitiva. Nel petto, si avvicina ai
Artìcolo TL polmoni e corrisponde poscia, a sinistra, al-
1’ arteria aorta, incrocicchiandola in basso nel

dell’ esofago passarle che fa sul davanti. La larghezza


dell’esofago è un poco maggiore all’ origine
§. I. Disposizione. Organizzazione e- che nella rimanente estensione di esso e cre- :

sterna. — L’ esofago, condotto muscolare e sce d’assai in quel punto dove si fa questo
membranoso cilindroide, statuisce una diretta condotto continuo coll’esofago. Del resto, os-
comunicazione fra le cavità, onde s’ introdu- servato questo mai sempre nello stato di va-
cono gli alimenti, e quelle ove si operano i cuità, è suscettibile d’ una massima dilatazio-
primi essenziali fenomeni della digestione. ne nel passaggio degli alimenti, e noi non pos-
Ila il suo principio nel collo, verso la quarta siamo determinare esattamente il calibro che
o quinta vertebra cervicale, e la sua termi- —
può acquistare. Considerato nella sua ester-
nazione all’ apertura diaframmatica per la na superficie.^ Vesoiiìgo ci presenta un’aspet-
quale iutroducesì nell’ addome. La dire- — ,

to levigato per quasi tutta


sua estensione
la ;

zione di esso, verticale quando la sì consi- c rossastro, coni’ è, vicino alla propria origi-
deri in totalità, è al sommo notabile per le ne, assume colore assai più bianco dappoi ;

differenze che presenta. Alla sua origine, e circostanza notabile, alla quale ritorneremo
immediatamente sotto la laringe, corrisponde parlando dell’ intima organizzazione del me-
perfettamente alla linea mediana, ed offre la desimo. Alcune strie longitudinali numero-
stessa siraetria dell’ organo al quale tiene die- se, parallele, indicano la disposizione delle
tro; ma, appena oltrepassata la parte infe- fibre muscolari eh’ entrano nella composizio-
riore della laringe, devia notabilmente a de- ne di esso. — La superficie interna., membra-
stra. La quale deviazione s’accresce tino alla nosa, offre una bianchezza che fa singolare
parte inferiore del collo, ove si può disco- contrasto col lieve rossore della faringe e il
prirlo con abbastanza f.icilllà da lato alla tra- rossore vivissimo dello stomaco prova mani- ;

chea, siccome adoperasi nell’ operazione del- festa che la membrana mucosa del condotto
r esofiigotomla. — Penetrando nel petto, l’e- alimentare, senza mutare la propria essenziale
sofago si avvicina un poco alla linea mediana, natura, assume alcuni caratteri variabili se-
rna rimane ancora devialo a sinistra fino al- condo gli organi ai quali successivamente
1’ origine de’ polmonari vasi e alla divisione spetta. Alcune longitudinali ripiegature si os-
de’ bronchi. Qui si riapplica sopra la linea servano costanti sopra questa stessa superfi-
mediana e vi rimane fino alla parte inferiore cie e cui presto vedremo da che procedano.
del petto, per allontanarsene di nuovo a si- —- L’ estremità superiore
;

dell’ esofago si fa
nistra mentre che esce da siffatta cavità. — continua colla faringe e ;
iin restringimento
Numerosissime, a petto dell’ estensione, sono alquanto notabile indica punto di siffatta
il

le correlazioni dell’ esofago e dobbiamo os- l'iunione. —


L’ inferiore., prima ristretta, poi

;

servarle tanto nel collo ebe nel petto. An- ad un tratto molto allargata a mo’ d’ imbuto,
teriormente, 1’ esofiigo corrisponde alla sua o-
rlgine, alla laringe che interamente ha ricopre.
Deviato a sinistra, viene ricoperto da una
continuasi coll’orifizio cardiaco dello stomaco.

sofago è
IL Organizzazione intima. L’e-
composto da due tonache, f una

DELLA niGESTÎOKE 79
esterna muscolare,
nosa.
l’ altra
La tonaca muscolare ne fornia la
interna menibia- sotto della faringe.
numerose
— Le
e ravvicinate per la
fibre longitudinali,
maggiore esten-
porzione solida, ha una grossezza considera- sione dell’ esofago, si espandono e divergono
bile, ed ancor più che nella faringe. Tale gros- notabilmente all’ inferiore estremità di que-
sezza statuisce una manifesta diversità tra le sto, aperta ed allargata. Si scorge assai facil-
due prime porzioni del tubo alimentare, e mente la disposizione loro distendendo, per
quella eh’ è contenuta sul basso ventre. Nello mezzo dell’ aria, ad un tempo lo stomaco e
stomaco e negli intestini, noi troveremo in r esofago. Divergenti in modo, che lascino tra
fatti sottilissima la porzione muscolosa, e de- sè parecchi spazi puramente membranosi, si
gna del nome assegnatole di membrana. Per prolungano sullo stomaco, del quale concor-
lo contrario non possiamo dire la membra- rono a farmare la tonaca muscolare, portan-
na muscolosa della faringe e delP esofa- dosi spezialmente verso la piccola curvatura,
go senza confondere tutte le idee ricevute come vedremo di nuovo nel seguente artico-
intorno la significazione della parola mem- lo. Le fibre trasversali cessano affatto a livello
brana.^ che non è esatto applicare ad alcune dello stomaco, nè punto si continuano sopra
parti dotate di una grossezza pervenuta a cer- di questo. La membrana mucosa dell’ e-
to segno. Codesta prima membrana è sofago, sottile e tenue, presenta, come dicem-
formata da due ordini une sone
di fibre ;
le mo, un aspetto biancastro, pel quale distin-
trasversali, le altre longitudinali. Le prime guesi sì dalla faringe, e sì dallo stomaco. Au-
sono manifestissime; ed esistono anzi sole al- mentasi questa bianchezza verso l’estremila
r origine dell’ esofago, immediatamente al inferiore dilatata, cioè presso il luogo dove
dissotto della faringe ma tostamente appa-
;
dee dileguarsi. —
Nella propria superficie in-
riscono le seconde, che sono poi le solo che si feriore presenta la membrana, quando è va-
palesino al di fuori del condotto per tutta la cuo il condotto, alcune pieghe longitudinali
rimanente estensione di questo. Rimovendole, più o meno moltiplicate. Le quali pieghe di-
si trova sotto alle medesime le fibre trasver- pendono dall’ineguale contrattilità delie due
sali,che sono poche. E tutto ciò dimostra che tonache costituenti l’esofago, essendo la mem-
le fibre longitudinali non hanno il loro co- branosa costretta dalla muscolare a dover se-
minciamento coll’esofago, e che quest’orga- guire tutti i movimenti che le comunica
no, suscettibile com’ è d’ogni parte di restin- Quindi la direzione di tali pieghe riesce ne-
gersi , non può raccorciarsi ugualmente in cessariamente perpendicolare a rjuella delle
tutti i suoi punti. — La disposizione e il colore fibre da cui derivano, che vale un dire che le
di tali fibre non sono per tutto uguali. Verso pieghe longitudinali sono prodotte dalla con-
1

origine, le fibre trasversali, le sole che esi- trazione delle fibre trasversali, e che le fibre
stano, sono disposte ancora in piccoli fasci longitudinali deggiono produrre delle pieghe
distinti, separati gli uni dagli altri mediante trasversali. Per qual ragione poi noii ci ven-
alcuni strati cellulosi sottili, alla guisa^ de’mu- gono mai trovate nel cadavere codeste pieghe
scoli della vita esterna, a’ quali pure somi- trasversali ? La ragione consiste in questo che
gliano nel colore rossissimo. Perlo contrario, l’esofago, fissalo superiormente dalla faringe,
in lutto il rimanente condotto, le fibre, così in basso dallo stomaco, non si contrae che i-
longitudinali come trasversali, sono strette le stanfaneamente secondo la propria lunghezza,
line contro le altre, senza manifesto tessuto e solo in quel mentre eh’ è attraversato dagli
cellulare intermedio, sì che mostrano forma- alimenti. In altro tempo, le fibre longitudina-
re un corpo continuo. Il loro rossore smi- le di esso, fissate alle loro due estremità, non
nuisce d’assai, sovente pure appariscono as- possono ubbidire a codesta contrattilità per
solutamente bianche Le quali due ultime
. mancanza d’estensione che osservasi, d’ altro
differenze sono degne di singolare osserva- lato, negli organi cavi. Per lo contrario, le
zione. Veggiamo qui in vero le fibre pre- fibre trasversali, distese solo durante il pas-
sentare dapprima i caratteri propri ai musco- saggio delle sostanze alimentari, sono, in ogni
li della vita esteriore, là dove P esofago è altra circostanza, prive di qualunque sorta di
sottoposto ancora almeno in parte alla vo- antagonismo ritornano adunque sopra sè
:

lontà, quindi i caratteri dei muscoli organi- stesse in modo


che T esofago è abitualmente
ci là dove la influenza della volontà è del tutto ristretto quando più non se ne esercitano le
cessata. —
- La distinzione che noi facciamo fu funzioni. Chi potesse, durante la deglutizione,
sentita o almeno scorta dagli antichi ; percioc- osservare l’esofago, troverebbe indubitata-
ché, quantunque avessero i medesimi ricono- mente nell’ medesimo le
interna superficie del
sciuto alcune fibre muscolari per tutta la e- pieghe trasversali di che abbiamo tenuta pa-
stensione dell’ esofago , hanno assegnalo la rola. La membrana mucosa corrisponde,
speziale denominazione di muscolo esofageo esteriormente, alla tonaca muscolare, dalla
a quell’ apparecchio di fibre trasversali che quale è separata mediante uno scarso tessuto
circonda il condotto immcdialameiile al di- celluloso. Parecchi anatomici hanno asserito
8o ÀVPARECCtìt della vita organica

'i^iver trovalo, la questo tessuto, alcuae glan- poco rileva che tale contrazione abbia il suo
dule mucose che deaomiaarouo esofagee: nè principio presso la faringe o presso lo stoma-
ai Bichat nè a me è mai incontrato di poter co, dappoiché operando ad un tempo tutte le

assicurarci della loro esistenza. » L esofago fibre ne risulterà sempre lo stesso effetto, cioè
riceve moltissimi vasi. Le arterie le derivano, il generale raccorciamento dell’ esofago. Per
in alto, principalmente dalle tiroidee inferio- lo contrario, è assai rilevante che le fibre tra-
ri nel petto glie ne somministra immediata-
:
sversali comincino a contrarsi in un punto
mente r aorta. In basso, alla sua imboccatura più presto che in altro, dipendendo dall’ordi-
collo stomaco, riceve numerosi rami dalle dia- ne progressivo del loro movimento il tragitto
frammatiche inferiori, e spezialmente dalla delle sostanze alimentari verso l’ insù o verso
coronaria stomatica. 1 nervi delb esofago » l’ ingiù. Se prima operino le fibre superiori,

derivano in parte del cervello, in parte dai gli alimenti saranno spinti verso lo stomaco ;
rami. Oltre i rami isolati che riceve, fìno.dal- e avverrà la deglutizione ; se la contrazione
la sua origine, dai nervi vaghi, parecchi pure incominci presso lo stomaco, -gli alimenti ri-
ne ha dai plessi polmonari formati, nel petto, saliranno verso la faringe, e avverrà il vomi-
da que’ medesimi nervi, che si rivolgono fì- to. Quindi non mai all’azione delle fibre lon-
nalmente ambedue intorno di esso per aver gitudinali vogliono attribuirsi ì fenomeni im-
termine nello stomaco. Da altro lato, alcuni mediati della deglutizione o del vomito ; ma
numerosi rami, forniti o dai gangli toracici sempre all’ azione delle fibre trasversali che
o dai nervi cardiaci, formano dattorno all’ e- favoriscono o questo, o quella, secondo 1’ or-
sofago un plesso considerabile che lo involge dine col quale fanno la loro contrazione.
e lo accompagna sino alla terminazione infe-
riore di esso. —
Non presenta T esofageo nin- Articolo III.
na dllferenza notabile secondo le età, trovan-
dosi, in proporzione, tanto sviluppato nel DELLO STOMACO
bambino che nell’ adulto lo che dipende :

dalla natura di quelle funzioni cui deve adem- Disposizione. Organizzazione e-


§. I.
piere. sterna. — Lo stomaco, cb’ è il primo e più
§. III. F'anziani delV
esofago. L’eso- — essenziale organo della digestione, occupa la
fago è destinato a trasmettere nello stomaco parte superiore del basso ventre, e si estende
quegli alimenti che ha ricevuto dalla laringe ; dall’ipocondrio sinistro, che quasi interamen-
al quale scopo sono appunto tutti diretti, nel- te riempie, fino all’epigastrio dove finisce.
lo stato naturale, suoi movimenti. Median-
i Limitalo in alto dal diaframma e dal fegato,
te la contrazione delle sue fibre longitudinali, in basso dal colon e dal meso-colon trasver-
si raccorcia e si ritira, per qualche guisa, so- so, corrisponde sul davanti alle false coste,
pra le sostaiiize, sicché ne giova la progressio- e spesso in parte alle pareti addominali. Non
ne e col movimento delle circolari sue fibre,
: si può, del rimanente, assegnargli de’ precisi

si rinserra, e impicolisce così il calibro della confini, tanto è suscettibile il volume di esso
sua cavità ciò che impedisce che possano gli
: di variare.Nascosto quasi del tutto nell’ipo-
alimenti rimanere un pezzo, nel suo interno, condrio, allorché non va disteso da alcuna
allo stesso posto. Il primo di questi movimen- sostanza alimentare, forma una protuberanza
ti è sempre generale, vale dire, tutte le fibre più o meno notabile, nel suo stato di ripie-
longitudinali devono contrarsi ad un tempo nezza, sotto le coste. Lo si è veduto, per ef-
per diminuire la lunghezza del condotto. Il fetto d’ una straordinaria distensione, pro-
secondo , al contrario è sempre progressi- , lungarsi assai da luiige nella cavità addomi-
vo che se le fibre trasversali si contraesse-
:
nale, per infiuo alla regione iliaca sinistra.
ro tutto ad un tratto, manifestamente im- — -
forma ricurva dello stomaco 1’ ha fat-
possibile ne riuscirebbe la deglutizione. Ma to paragonare con sufficiente esattezza ad u-
gli anelli, che costituiscono quest’ ultime fi- na cornamusa. 11 maff^iore diametro di esso
bre, deggiono successivamente rinserrarsi a è trasversale ;
il piccolo, ch’è diretto da alto
CIÒ che sostanze sieno costrette di passa-
le in basso, diminuisce progressivamente dal-
re, per tal modo, dall’ angusto luogo che oc- l’ ipocondrio, dove ha la sua maggiore esten-
cupano ad uno più largo che è al di là di epigastrio, ov’ è della massima
questo. —
Dall’ addotta differenza, nel mo-

sione, fimo
ristrettezza.
all’

Le due estremità, molto più an-


do onde si esercita il movimenro ilei due or- guste che il corpo, si dirigono in alto e al-
chni delle fibre esofagee, e negli effetti die l’ indietro. — La direzione dello stomaco è
ne risultano, possiamo derivare una conse- generalmente trasversa. Presenta per altro
guenza importante rispetto due fenomeni ai sempre una certa obbliquitàda alto in basso,
della deglutizione e del vomito. Nell’uno e da sinistra a destra e dall’ indietro all’innan-
nell’ altro, sempre uguale è il modo onde si zi. Così Pestremità destra è un poco più bas-
contraggono le fibre lougitudiuali, o almeno sa e più anteriore che la sinistra posto però :
DELLA BIBESilOHii 8t
che Io stomaco sia in uno sfato <li vacuità. pensamento è che lo .romaco, quando lo si
Perchè quando è pieno, obbliquità di cui
1’ gonfi d’ aria nel cadavere, tostamente
parlo aumenta considerabilmente, anzi lo sto- quell’ orizzontale posizione di «qì sJ parla.
maco sembra quasi perpendicolare in manie- Ma le pareti dell’ addome sono in tateaso a-
ra che l’estremità destra, la cui situazione è perte, nè presentano alcuna resistènza a\ vi-
invariabile, si trova molto incurvata in alto scere, lo che muta in gran parte il naturai
e costituisce un angolo assai acuto col corpo modo di ddatazione. In ogni caso, la faccia
dell’ organo. Della qual cosa facile è assicu- anteriore dello stomaco corrisponde, in parte
rarsi distendendo lo stomaco per mezzo del- al lobo sinistro del fegato, in parte al dia-
r aria spintavi per la via dell’ esofa go. 11 — framma e alle false coste. Nello sfato di ri-
volume dello stomaco è suscettibile, siccome pienezza corrisponde, oltre a ciò, la mede-
abbiamo già notato, di quasi infinite diver- sima, e per una più o meno considerabile
sità, procedenti sempre o dalla più o meno estensione, alle addominali pareti. Sempre la
distensione sostenuta da quest’ organo per direzione di essa è più o meno obbliqua al-
le sostanze alimentari introdottevisi, o dalia 1 innanzi e all’ ingiù. —
- La faccia posteriore,
più o meno considerabile contrattilità della più appianala e offerente la medesima ob-
muscolare tonaca del medesimo. La prima bliquilà, non mula mai le
sue immediate at-
delle quali cagioni ha sovra tutto influenza tinenze. Sempre è nascosa
del tutto nella po-
sulle diversità che si osservano negl’ indivi- steriore cavità degli omenti, e poggia sul-
dui così 1’ abitudine ad un’ astinenza severa
; la parte superiore del meso-coloii trasverso.
e quella ad abbondevoli pasti indurranno, Quando si dilati Io stomaco, codesta fàccia
r una il rinserramento, 1’ altra una conside- prolungasi un poco sulla porzione trasversale
rabile dilatazione. La seconda cagione poi del colon ; e, per quantunque mutazione pos-
particolarmente influisce sopra le variazioni sa sostenere, trascina inevitabilmente con sè
che derivano dall’età: così, ne’ bambini in il colon ed il meso-colon, ai quali sla attac-
cui più gagliarda è la contrattilità, lo stoma- cata mediante le ripiegature del peritoneo.
co presenta le più delle volte un volume pro- — Codeste due superficie dello stomaco sono
porzionale assai piccolo, mentre che , negli lìsciee levigale siccome tutta la parte inter-
adulti, il volume è d’ordinario assai maggio- na della cavila peritoneale alla quale corris-
re. Le dette due cagioni, invero, si trovano pondono. colore biancastro è di frequente
11

di frequente riunite; perocché la contrattili- interrotto dalle anastomosi numerose delle


tà è tanto minore quanto più spesso fu con- arterie gastriche che si ramificano sopra di
trastata dalla presenza delle sostanze che di- quelle. —
Si denominano margini o cur-
latano, e si può piuttosto ragionevolmente vature dello stomaco que’ luoghi ne’ quali
che no attribuire 1’ abituale restringimento si riuniscono le due facce. La grande cur-
dello stomaco ne bambini alle poche dilata- vatura convessa dà terminazione allo stoma-
zioni che questi hanno dovuto sostenere. Ma co inferiormente all’ innanzi , misura tutta
intorno a questo putito torneremo in parlan- quanta la lunghezza di codesto organo da u-
do dell’intima organizzazione. —
Si conside- no de’ suoi Orifizi per infino all’altro. Nello
rano nello stomaco due superficie, l’una ester- stato di vacuità non corrisponde che al me-
na, interna 1’ altra. —
La superficie ester- so-colon trasverso quello di ripienezza
;
in
na si può, data la forma ricurva e legger- s’inoltra più omeno sopra il colon medesimo.
mente appianata dello stomaco distinguere
,
Il peritoneo non è applicato immediatamente

in due facce, due margini o curvature, e due sopra di essa, a meno che lo stomaco non sia
estremità. — La faccia anteriore è la più con- fortemente disteso e le due lamine, che han-
;

"vessa e ne diversifica un poco la posizione, no coperto le fàcce anteriore e posteriore,


secondo gli stati in che si trova di pienezza lasciano tra sè e lo stomaco , per tutta la
o di vacuità, meno però che d’ordinario non lunghezza della maggior curvatura, uno spa-
credasi: perciocché lo stomaco, rattenuto sem- zio triangolare manifestissimo avanti che si
pre sul davanti dalle pareti addominali, è co- riuniscano per recarsi all’omento. Appun-
stretto, quando dilatasi, di prolungarsi al- to ad uno spazio siffatto corrispondono la
l’ ingiù in direzione del suo minore diametro, arterie gastro-epiploiche destra e sinistra, li
nè può quella direzione orizzontale assume- cui tronchi, che camminano secondo la lun-
re la quale, secondo i più anatomisti, rende ghezza della curvatura mandano alle due
,

Superiore la faccia ch’era prima anteriore. facce dello stomaco le numerose loro dira-
Lgli è naturale, infatti, che la dilatazione si mazioni. l’ali arterie sono circondate da al-
operi da quella banda ov’ è minore la resi- cune giandule linfàtiche più o méno nu-
stenza, nè si può ammettere che Io stomaco, merose. Ma all’ importantissima disposizione
anzi che estendersi nella cavità libera dell’ad- che presentano a questo luogo il peritoneo e i

dome, innalzi le pareti addominali che lo com- vasi, ritorneremo quando tratteremo dell’or-
primono. Ciò eh’ ha portalo gli autori a quel ganizzazione intima dello stomaco. A de-
Elìdei. Med. T, 11. 1 i
AftECCHl UliLLA VITA OR&ÂWlCA
Sa
tura sempîice-
finisce toneo, quelle fibre divergenti che dall’ esofa-
la maggior cur^^*;' -
sira.
11 ’ ’fi-rjo oilorico senza
ce
ofiferire niu- go vanno stomaco. Ed appunto intorno
allo
10 stesso cardia i due cordoni stomatici, ulti-
r
L
cl
eod^^to
par“Sola^ef tranne P
angolo
orifizio pilorico, che
forotato
chiamasi il me estremità dei nervi vaghi, si rivolgono per
quantunque non recarsi allo stomaco dove terminano, 11 cardia
„ir.olo fondo di sacco ,
particolare protuberanza, e corrisponde, anteriormente, ad una parte del
^^bbiaci qui niuna
si trovi precisamente
nella dire- lobo destro del fegato, posterior.mente, alla
tale angolo
sinistra invece la mag- parte laterale sinistra anteriore delia colonna
zione del piloro. Ma a
un’elevatezza con- vertebrale, a destra, al lobo dello Spigelio.
gior curvatura finisce con
siderabile che si denomina
d’ordinario Wgran 11 piloro dà, alla parie destra, terminazione

che non corri- allo stomaco, occupa 1’ epigastrio, e si trova


fondo di sacco: elevatezza,
sponde all’orifizio cardiaco, ned’ è posta nella un poco più in basso e più all’ innanzi del car-
direzione di questo, ma vi si trova al disotto
dia. Formalo dall’ insensibile diminuzione
e prolunga nell’ ipocondrio, empiendone
si
dello stomaco, e posto nella direzione di am-
una gran parte. Ed essa appunto fornisce, in bedue curvature, è più lungo che l’apertu-
le

gran parte, allo stomaco la naturale sua lun- ra cardiaca, ma meno esattamente circoscritto.
ghezza che oltrepassa d’ assai l’ intervallo tra D’ordinario si vuole che incominci là dove lo
i due orifizi. —
Il gran fondo di sacco cor- stomaco, ristrettissimo, costituisce ad un trat-
to sopra sè stesso un notabile angolo, massi-
risponde alla metà anteriore della faccia in-
terna della milza, alla quale si attacca median- me quand’ è ripieno. Indi il piloro ascende
teuna ripiegatura del peritoneo dove si tro- verso l’ indietro, e un poco a destra, fino al-
vano i vasi brevi dell’ arteria splenica. Code- 1’unione delle due scissure del fegato e a li-
sta ripiegatura peritoneale formata dalleè vello del collo della cistifellea. Qui ha la pro-
due lamine che hanno tappezzato le facce dello pria terminazione mediante uno stringimento
stomaco, e che lasciano tra sè, nel recarsi alla circolare assai notabile che corrisponde alla
milza, uno spazio triangolare somigliante a valvola del piloro, xippunlo in questo restrin-
quello del rimanente della gran curvatura. Co- gimento è il termine dello stomaco oltre a :

desto spazio, ove lo stomaco è privo del peri- questo ha principio il duodeno. Corrispon- —
toneo, riesce assai più vicino alla faccia poste- de il piloro, in alto e all’ innanzi, al fegato, in
riore che all’anteriore.-T/a piccola curvatura^ basso al paneras, a destra, alla vescichetta de!
conca va, limita lo stomaco in altoeall’indietro, fiele, all’ indietro, all’arteria gastro-epiploica
c corrisponde alla maggiore scissura del fega- destra. Sopra di esso, i rami dell’arteria pilori-
to, massime al lobo dello Spigelio. Si estende ca anastomizzano con quelli della coronaria
si
dall’orifizio pilorico al lato destro del cardia- stomatica. Sovente lo si trova nel cadavere
co, di maniera che gran fondo di sacco gli
il colorito dalla bile che trasudò altra^verso le
è assolutamente estraneo e non ne concorre pareli 'della vescichetta, il quale fenomeno,
punto alla formazione. È la detta curvatura, siccome è noto, non succede nello stato di
al pari che la grande, priva del peritoneo, la- vita. —
La superficie interna dello stomaco
sciando le due lamine eh’ hanno tappezzato lo appartiene alla membrana mucosa la forma ;

stomaco, tra sè, uno spazio triangolare, avan- di essa corrisponde a quella dell’ esterna ma ;
ti che si riuniscono per costituire 1’
omento i pochi oggetti che presenta ci astiene dal
gastro-epatico che va a terminare ai due mar- farne le medesime suddivisioni. colore è,
Il
gini della scissura del fegato. Appunto
in co- in generale, rossastro, ma in diversi punti va-
desto spazio si trova r arteria coronaria
sto- riabilissimo ;
e presenta più spesso un aspetto
machica, che tiene tutta la lunghezza
della pic- come marmoreo. Alcune numerose villosità
cola curvatura. —-Le due estremità dello sto- coprono codesta superficie, e le forniscono
maco si distinguono in sinistra e in destra
quel certochè di vellutato che trovasi in tut-
sotto il nome
di cardia e di piloro. 11 car- to il resto del condotto alimentare. Per tali
dia dà terminazione, nel sinistro
lato alla due caratteri, la membrana interna dello sto-
piccola curvatura, e si trova
alla destra del maco è assolutamente diversa da quella del-
gran fondo di sacco, talché corrisponde
al- l’ esolago, cb’ è biancastra e liscia perjnfino
Î incirca, all unione dei due terzi destri
del all’ orifìzio cardiaco, ove mutasi ad un tratto
lo sloraaco col tei-7.o sinistro.
Qui io stomaco continuandosi nello stomaco. Ecco quanto di
continuasi coll esofago, o piuttosto
riceve sif- notabile presenti un orifizio siffatto, che, d’al-
fatto condotto, che sembra
essergli estraneo tro lato, è costantemente libero e aperto, e
c apresj perpendicolarmente
nella cavità di sembra per tal guisa favorevolmente disposto
quello, immediatamente al di
sotto dell' arie- per lasciar libero agli alimenti tanto 1’ ascen-
na diaframmatica. Il cardia
è attorniato da
rami arteriosi
dere ohe il discendere. Non vuol dirsi lo
moUiplici che l’arteria
corona- stesso dell’ orifizio pilorico nel quale, allo
ria stomatica gl’ invia ,
presso la sua ovit^iue
e 51 scorgono sopra di esso,

stringimento che abbiamo osservato esterior-
attraverso mente, COI risponde internamente un orlo cir
DELLA DIGESTIONE
toliireappianalo, cui venne assegnato, quan- alle sue due membrane proprie, non s’attacea
tunque impropriamente, il nome di valvola. per nulla al peritoneo e non ne va che acci-
Codesl’orlo, situato perpendicolarmente sul- dentalmente ricoperto. Dilatandosi, lo stoma-
le pareli dell’ orifizio, corrisponde, con una co si prolunga in codesti spazi triangolari e
delle sue facce, alla cavità dello stomaco, col- si copre così d’ una porzione maggiore
del
!’altra a quella del duodeno. La maggiore peritoneo. Restringendosi, abbandona cotali
periferia del medesimo, grossa, è attaccala spazi e si spoglia d’una siffatta porzione peri-
alle pareti ;
la piccola più sottile d’ assai, toneale eccedente che aveva acquistato. Ap-
,

libera e ondeggiante nell’orifizio, lascia nel punto in tale stato di vacuila dello stomaco
suo mezzo un’apertura stretta per la quale può agevolmente venir misurata, per mezzo
deggiono gli alimenti uscire dallo stomaco. La della semplice ispezione, la estensione di co-
quale apertura rotondata, non e chiusa in desti spazi. Basti a ciò l’osservare siccome le ar-
niuna circostanza e, per qualunque verso le
;
terie coronaria stomatica e gastro-epiploicbe si
sostanze operino sopra la valvola, non posso- trovino allontanate dallo stomaco perocché :

no desse attraversarla giammai. Adunque non siffatti vascolari tronchi, che scorrono lungo le
è tacile scorgersi qual sia 1’ uso della valvola due curvature, corrispondono sempre al luo-
pilovica, dappoiché non s’oppone dessa per go in cui le due lamine peritoneali si riuni-
nulla alritorno degli alimenti contenuti en- scono dopo formato lo spazio triangolare di
tro il duodeno. Pare che, nel reslingere l’o- che parliamo. Lo stomaco adunque nel con-
rifizio, sia destinata a favorire la compiuta traisi e nelloabbandonare questo spazio, si al-
chiusura dello stomaco quando contraesi du- lontana di necessità dal tronco arterioso, che
rante la digestione. La valvola pilorica è sembra allora appartenere all’ omento dila- :

formata essenzialmente d’ una sostanza fibro- tandosi vi si accosta, e cotale tronco sembra
sa, solida, biancastra, aderente al denso tes- allora immediatamente applicato sulla curva-
suto frapposto alle membrane mucosa e mu- tura stomatica. Di tutte le quali cose è a-
scolare. Si scorge benissimo codesta sostanza gevole assicurarsi mediante la esperienza che
fib rosa nel sollevare la mucosa membrana che segue. Osservisi sopra un cadavere lo stoma-
sopra di essa rivolgasi , e che si considera co ristrettissimo sopra sé stesso, e ridotto al
<!’ ordinario come la sola che costituisce la minor possibile volume, e vedrassi le arterie
valvola. gastro-epiploicbe molto allontanate dalla gran-
§. IL Organizzazione
intima. Lo sto- — de curvatura. Distendasi progressivamente Io»
maco è formato essenzialmente da tre mem- stomaco per mezzo dell’aria, e vedrassi siffatto
brane o tonache: la prima sierosa, la seconda organo introdursi tra le due lamine dell’ o-
muscolare, la terza mucosa, hdiHonaca sie- raenfo, e avvicinarsi ai vasi che tostamente»
rosa., formata dal peritoneo, non ispelta pro- quando la distensione sarà spinta all’ ultima
priamente allo stomaco, tuttoché abbia una grado, si troveranno sovr’ esso applicati. Ma
parte essenziale nella struttura di esso. Pro- siccome la faccia anteriore dello stomaco
lungata, da tutte parti, sopra siffatto organo, sempre presta alla distensione assai
libera, si

può, in parecchi luoghi, istantaneamente ab- più che la posteriore, ritenuta sempre dalla
bandonarlo quando si contrae, ritornar sopra posteriore parte della cavità peritoneale, così
di esso allorché questo dilatasi, presentare, in ì vasi si ravvicineranno un poco più alla det-
una parola, rispetto ad esso una vera locomo- ta faccia posteriore, nè occuperanno il giusto
zione analoga a quella della pelle sugli este- mezzo della gran curvatura. —
La stessa con-
riori muscoli. Tale è la principale idea che siderazione dovrà essere fatta, nella stessa cir-
dobbiamo formarci di siffatta prima tonaca : costanza, per rispetto alla milza. Allontanata
e dimostrano
lo evidentemente le dissezioni dallo stomaco vuoto, si applicherà questa im-
e l’ispezione. —
Si veggono due lamine peri- mediatamente sul gran fondo di sacco che
toneali staccarsi dai margini della scissura forma quest’ organo, quand’ è dilatato, a di-
trasversale del fegato, riunirsi insieme per re- spendio della ripiegatura peritoneale eh’ esso
carsi alla picciola curvatura dello stomaco le invia. La stessa cosa avviene nella piccola
colla denominazione di omento gastro-epa- curvatura riguardo all’ omento gastro-epati-
tico., separarsi 1’ una dall’altra a livello della co. —Così lo stomaco è circondato, in tutto il
curvatura an zidetta per recarsi a coprire le suo margine, da uno spazio peritoneale libero
facce anteriore e posteriore dell’ organo, che circoscritto dai vasi, nel quale spazio e’ può
abbandonano, presso la maggior curvatura, prolungarsi quando aumenti in ampiezza, ab-
per riunirsi di bel nuovo, e formare ante- bandonandolo allora che, scemato in volume,
riormente e alla destra il grande omento, a si- ha come bisogno d’ una minor porzione di
nistra la ripiegatura splenica. Ad ogni curva- peritoneo che gli faccia involucro. Codesta —
tura, mssime alla grande, tali due lamine, se- disposizione è in relazione alla poca estendibi-
parate 1’ una dall’ altra, lasciano tra sé uno lità del tessuto sieroso a paragone della moltis-
spazio triangolare dove lo stomaco, ridotto sima che ne possedè i! tessuto muscolare, Qui
APPARKCCHI DELLA VITA ORGANICA
84
qi;iesti concorrono a formare ii
(lue tessuti te qui invece osserviamo tutti i sistemi com-
:

medesimo organo, il quale deve interamente ponenti r organo digestivo presentare una
dilatarsi* era uopo quindi die ciascliedun tes- quasi assoluta ineguaglianza nella grossezza,
suto concorresse, alla sua foggia, a siffatta dila- e solo differire tra sè per la struttura e per
tazione. Il muscolare n’ è T essenziale potenza le proprietà. —
Il colore della tonaca musco-

operatrice ÿ lo sieroso, meno estendibile, vi si lare è sempre biancastro, e non mai rosso

presta a cagione degli spazi vuoti che offre. come nei muscoli della vita esterna ; secon-
— Del resto è facile il persuadersi che il tes- do carattere che si rinviene per tutto quan-
suto sieroso non vada sì scarso estendibi- to 1’ intestinale condotto. Si può rammen-
lità propria come talvolta venne affermato ; tare qui che il color rosso , notabilissimo
perciocché, i.° il peritoneo cessa di essere nei muscoli della faringe , osservasi ancora
aderente allo stomaco solo dappresso alle due al principio dell’ esofago , e viene progres-

curvature: è unito intimamente al raeJesimo sivamente cessando nel resto del canale^ di
nelle sue due facce anteriore e posteriore, nè modo che i sistemi muscolari esterno ed in-
può venirne separato che per mezzo d’ una terno, sì diversi nelle loro proprietà, si le-
difficilissima dissezione. 2 .^ Gli spazi trian- gano vicendevolmente e succedono insensi-
golari peritoneali, che circondano lo stomaco, bilmente 1’ uno all’altro sull’ apparecchio di-
non si estendono che fino ai vasi. Quando gestivo. — Da due ordini di fibre è formata
adunque stomaco , dilatandosi, si ritrovi
lo la tonaca muscolare le une, longitudinali,
:

ad immediato contatto coi vasi, a nulla rie- seguono il maggior diametro dello stomaco ;
sce tutta la libertà che può derivargli dagli le altre, circolari,, occupano il piccolo. Le pri-
anzidetti spazi, alla dilatazione. Ora è certo me sono meno moltiplicale e meno uniforme-
che il grado di dilatazione, di che è suscet- mente sparse nè spettano propriamente allo
:

tibile lo stomaco, è infinito, e ne abbiamo la stomaco, ma all’esofago, dove traggono tutte


prova in que’ casi straordinari ne’ quali riem- la loro origine: e qui si discernono assai ma-
piva siffatto organo tutta quanta la cavità ad- nifeste allorché dopo aver disteso coll’ aria
dominale. Allora il peritoneo aveva sostenuta r esofago e lo stomaco insieme, si levi con
indubitatamente una vera distensione, nè può cautela la tonaca sierosa intorno 1' orifizio
dirsi che lo stomaco se ne fosse rivestito a cardiaco. Si veggono allora le fibre esofagee
dispendio delle altre viscere, perocché tulle divergere notabilmente fra sè sopra tale ori-
queste n’ erano ricoperte siccome nello stalo fizio , e dividersi in più fasci distinti. Dei
ordinario. —
Presenta il peritoneo sopra lo quali i più considerabili vanno alla piccola
stomaco que’ medesimi caratteri che in tulle curvatura prolungandosi fino al piloro. Altre
le altre parti dell’addome. Bianco e liscio, discendono sopra il gran fondo di sacco e
viene esteriormente irrorato dal fluido sie- seguono la maggior curvatura per tutta quan-
roso ch’esala. Eriunito alla tonaca muscolare ta 1’ estensione di essa. Finalmente alcune fi-
mediante un cellulare tessuto alquanto stipa- bre rare e disperse si portano sulle due facce
to e, come trasparente che è, concede che si
: esteriori, nè possono essere seguile ad una
possano discernere, attraverso di sè, le nume- gran distanza e queste intersecano più o
rose anastomosi dei vasi stomatici. 2 .° La — ;

meno obbliquaraente la direzione delle fibre


tonaca muscolare forma la porzione solida circolari. —
Tali sono le fibre circolari spet-
dello stomaco, e vuole essere in qualche guisa tanti propriamente allo stomaco. Poco nu-
considerata come la dominatrice delle altre, merose all’orifizio cardiaco, divengono ma-
spettando ad essa soltanto la contrattilità orga- nifestissime in ogni altra pai^’te dell’organo,
nica sensibile, eh’ è proprietà essenziale dello massime nella parte media e si veggono re- :

stomaco, e dovendo le tonache sierosa e mu- carsi in direzione parallela, dalla piccola alla
cosa prestarsi, ciascheduna alla sua foggia, ai grande curvatura, e continuarsi pure insieme
movimenti che questa eseguisce. La tonaca — • senza che si possa assegnar loro un punto
muscolare ha molta poca grossezza , e può determinato di origine. Un’ osservazione di-
aversi in conto di membrana ; carattere che licata sembra aver dimostrato che la mede-
è ugualmente applicabile a tutto il rimanente sima fibra non fa quasi mai il giro compiuto
intestinale con(Ì.otto, e che statuisce una de- dello stomaco, e che, dopo certo tragitto, si
cisa diversità fra gli orpni destinati a tra- perde nel sottoposto tessuto, succedendole,
smettere nell’ interno gli alimenti, e quei che nella medesima direzione, un’altra fibra.
sono destinati a contenerli per alcun tempo a Così si scorge che le fibre circolari esistono
fine di elaborarli. Abbiamo Veduto, infatti, sopra tutti i punti dello stomaco, meolre le
la faringe e l’ esofago presentare un grossis- fibre longitudinali non esistono principal-
simo apparecchio muscolare formante la prin- mente che sopra le due curvature ;
di ma-
cipal parte dell’uno e dell’ altro condotto, niera che ha un’evidente sproporzione tra
ci
mentre la membrana mucosa non pare ad il novero delle une e quello delle altre. —
altro destinata che a ricoprire internamen- 3.° La tonaca mucosa costituisce f interno
DKLLA DIGESTIONE 85
înlegumenlo dello stomaco. La quale differi- tonaca mucosa e la muscolare, che si trovano
sce, come abbiamo indicato, per molti carat- que’ pìccoli corpi glandulosi notati dal Brun-
teri da quella dell’ esofago, di cui è una vera ner , e riguardati come sorgente del fluido
continuazione. Rossastra per tutta la sua esten- mucoso interno. Si trovano questi quasi uni-
sione, e coperta da \illosilà tenuissime che camente nella lunghezza delle due curvature:
le danno una sembianza di lanuggine, è un altrove non sono osservabili. —
Tutti i vasi
po’ più grossa della membrana esofagea, liscia dello stomaco gli derivano da! tronco celiaco.
e priva di produzioni somiglianti : irrorala L’ arteria coronaria stomatica, e il ramo pi-
da un fluido mucoso abbondantissimo, forma lorico deir arteria epatica, si distribuiscono
questo sopra di essa un vero intonaco abituale. alla sua piccola curvatura. Le arterie gaslro-
— D’ordinario, allorché si apre lo stomaco, epiploicbe destra e sinistra occupano la mag-
si veggono sopra questa membrana molle ri- gior curvatura e il gran fondo di sacco. Tutte
piegature, irregolarmente disposte in tutte le si anastomizzano insieme sulle Iacee anteriore

possibili direzioni. Le quali ripiegature e posteriore dell’ organo. —


Lo stomaco rice-
sono semplicemente accidentali e dipendono, ve i suoi nervi dal cervello e dai gangli. E
come quelle che abbiamo notale nell’ esofa- appunto in esso hanno termine i nervi vaghi,
go, dalle contrazioni della membrana musco- suddividendosi infinitamente per la tonaca
lare che sola può scemare di volume nel suo muscolare. 11 plesso celiaco, divisione del ples-
movimento, mentre la mucosa, priva intera- so solare, gli somministra un gran numero di
mente qual è di contrattilità organica sensi- rami che accompagnano le arterie, e si perdo-
bile, viene tirata dalla precedente. Le ripie- no con queste Ira le tonache,. —
L’ età uoa
gature eh’ essa forma deggiono adunque es- influisce notabilmente sulla conformazione e
sere necessariamente perpendicolari alle fibre sulla struttura dello stomaco. Voluminoso, in
che le producono e se sono irregolari, Io si
;
proporzione, ugualmente tanto nel feto che
deve attribuire all’ essere cotali fibre dispc)ste nell’adulto, sembra che solo tenga nel primo
in tutte le possibili direzioni. Abbiamo vedu- una direzione un poco più obbliqua e quasi
to infatti che molte fibre si portano obliqua- perpendicolare :del rimanente non è questa
mente sopra le due facce esteriori dello sto- ^ì notabile come si ebbe in costume di dire.

maco, mentre la più parte segue la direzione §. III. Funzioni dello stomaco. Ap- —
longitudinale o circolare. Quanto dicem- punto nello stomaco si operano gli essenziali
mo qui, riguardo cagione delle ripiega-
alla lenomeni della digestione, perché appunto
ture della membrana mucosa, è dimostrato nell’ interno di questo le sostanze alimentari,
dalle es[)erienze le più positive. Se aprasi, in di qualunque natura sieno, vengono alterale,
un animale vivente, Io stomaco disteso dagli e ridotte a quello stalo d’omogeneiià eh’
alimenti, non vi si osserva niuna somigliante necessario acciò il chilo sia formato dipoi a
ripiegatura ; ma usciti che sieno gli alimen- dispendio di queste. Non entreremo qui in
ti, lo stomaco si contrae e le pieghe d’ ogni niuna particolarità rispetto a codesti feno-
banda appariscono analoghe nella disposi- meni, la cui disamina spelta ad un trattato di
zione loro alle circonvoluzioni cerebrali. So- Fisiologia; solo daremo un cenno circa i mo-
vente, ne’ cadaveri portati negli anfiteatri, vimenti che sono eseguiti dallo stomaco, e
non si trovano punto siffatte ripiegature, che dipendono immediatamente dalla strut-
perciocché la contrattilità organica sensibile tura anatomica di esso. Sotto a codesto punto
dello stomaco fu in gran parte distrutta dalle di vista, tutta la nostra attenzione dev’ essere
lunghe malattie che antecedettero la morte rivolta alla tonaca muscolare, la sola, come
degl’individui. — Non insisto di più sopra dicemmo , che eseguire possa alcuni sensibili
questo importante fenomeno, che venne già movimenti. Le altre tonache, solo fornite di
minutamente disaminato x\ç\V Anatomia ge- contrattilità insensibile, seguono, ciascuna alla
nerale. Solo mi stringerò ad osservare, che sua maniera, l’ injpiilso eh’ è loro impres-
lo stomaco non presenta nella sua membrana so da siffatta porzione essenziale alla forma-
mucosa quelle costanti ripiegature che dipen- zione dell’ organo. La sierosa abbandona in
dono dalla struttura organica, e si osservano parte lo stomaco contratto e si spiega so-
negl’intestini, ove portano il nome di valvole pra lo stomaco dilatalo ; mentre che la mu-
conniventi. — La tonaca mucosa è unita alla cosa, la iquale non si trova in relazione di
muscolare per mezzo d’un tessuto intermedia- larghezza che collo stomaco dilatato, è co-
rio denso, biancastro, de! quale gli anatomici quando lo stomaco è sce-
stretta di ripiegarsi
hanno fatto una quarta membrana, che si é mato in volume. La tonaca muscolare è su-
denominata nervosa., quantunque non abbiasi scettibile di movimenti per lutti versi e ini

niuna prova che le ^l convenga un tal nome. tutte le direzioni, attesa la disposizione delle
Poco si conosce la struttura di siffatto tessuto, iibie che la compongono. Ma la più parte
che, {> prima giunta, parrebbe doversi ascri- delle anzidette fibre è disposta secondo la
vere al sistema fibroso. —
Ed é pure, tra la direzione longitudinale e circolare, viene a
APPARECCHI DELLA VITA ORGANICA

dire del grande e del piccolo diametro del- stomaco nè le altre parti del condotto intesti-
movimenti dello sto- nale, lo che permette di più esattamente in-
i’ organo. I principali
maco si operano adunque per due versi sol- dicarne le vere attinenze. —
Superiormente,
tanto, cioè per quello deila lunghezza e per corrisponde il duodeno al fegato e ad una
quello delia larghezza. Ma ne risultano alcuni parte del collo della cistifellea ; inferiormente,
eifelti tutti diversi. Quando si contragga- è limitato dalla lamina inferiore del meso-co-
no le libre longitudinali, ci ha sempre movi- lon ;
anteriormente, corrisponde alla supe-
mento di tutto io stomaco le cui esf remità
;
rior lamina di questa stessa ripiegatura, e, me-
cardiaca e pilorica si avvicinano T una alTal- diatamente, alla faccia posteriore dello stoma-
tra ;
rimanendone perfettamente liberi gli co; posteriormente, alla parte anteriore e alla
orifizi. Da tale fenomeno adunque dipende destra laterale della vertebrale colonna, dond’è
inleramenle la progressione della sostanza separato dalia vena cava, dall’ aorta e dal de-
alimentare ohe n’ è giovala. 2 .° Non è lo stes- stro pilastro del diaframma. 11 duodeno,

so della contrazione delle fibre circolari, che meno volarainoso, com’ è, dello stomaco, lo è
può avvenire, ad un tratto, in tatto quanto assai più della lunga porzione intestinale che
l’organo, o successivamente nelle sue parti lo segue e può agevolmente acquistare una
;

diverse. Se avviene ad un tratto in tutto considerabile ampiezza, il che dipende dalla


r organo, dee risultarne di necessità perfetta mancanza, in esso, della tonaca sierosa, da-
la otturazione dei due orifizi di esso che sono poi che il peritoneo, come tosto vedremo, non
più stretti della porzione media, e particolar- lo ricopre che sul davanti. Appunto per que-
mente quella dell’orifizio pilorico, di cui la sto suo molto volume gli anatomici hannogli
valvola scema naturalmente la larghezza. Sono assegnalo il nome di secondo ventricolo o di
adunque le sostanze alimentari rinchiuse al- secondo stomaco. —Merita soprattutto di ve-
lora veracemente nello stomaco; e questo è nire considerata la direzione del duodeno.
in fatti primo fenomeno che succeda imme-
il La quale si cangia due volte in modo manife-

diatamente alla deglutizione. Quando, per lo stissimo e questo iie spinge a dover distingue-
contrario, ha luogo la contrazione delle fibre re nell’ intestino tre porzioni o curvature. La
circolari successivamente nei diversi punti prima incomincia al piloro, subito dopo lo
dello stomaco, gli alimenti allora sono obbli- stringimento formato dalla valvola; si rivolge
gati a mutar sede e portarsi nella direzione orizzontalmente all’ indietro e per poco a de-
che loro è impressa da una contrazione siffat- stra, e termina presso il collo della cistifellea,
ta. La qual contrazione, nello stato naturale, formando colla seconda porzione un ango-
succede all’ elaborazione delle sostanze, e in- lo alquanto considerabile. Continuo imme-
comincia verso r orifizio cardiaco e termina diatamente collo stomaco, partecipa questa
all’orifizio pilorico e da ciò dipende il mo-
: prima porzione alla mobilità del medesimo, e
vimento peristaltico, mediante il quale gli ali- sempre è la meno ferma d’infra le tre, percioc-
menti vengono spinti nel duodeno. In islalo ché il peritoneo, per quasi tutta 1’ estensione
di malattia, la contrazione si opera ad epoche di essa, la copre, e l’omento gastro-epatico le
indeterminate, ed ha principio al piloro, e fine si attacca in parte. Sovente, nel cadavere, la si

air orifizio cardiaco, da ciò deriva il movi- trova colorata a giallo dalla bile, al par che il
mento anti-pcristaltico; mediante il quale gli piloro, e per la stessa ragione. —
Incomincia
alimenti ritornano nell’esofago e sono riget- la seconda porzione presso il collo della cisti-
tati al di fuori. fellea, e finisce versola terza vertebra dei lom-
bi. E quasi perpendicolare, un poco obbliqua
per altro all’ ingiù e a sinistra. E ricoperta,
Articolo IV.
sul davanti, dalla lamina superiore del meso-
colon, che non le aderisce veramenie in modo
*
DEL DUODENO considerabile e soltanto le deve il suo rima-
:

nere costantemente fissa al suo posto. Poste-


riormente, corrisponde al lato destro del corpo
Disposizione. O rganizzazione este-
§./. delle vertebre e al rene destro, internamente
riore. —
Il duodeno, che trae d nome dall’ es- al pancreas. La terza porzione non forma
serne valutata d’ordinario la lunghezza a do- verna angolo colla seconda, ma si continua
dici dita trasverse, occupa la parte media pro- per modo insensibile colla medesima verso la
fonda dell’addome, dove si trova nascosto o terza vertebra lombare. Si rivolge trasversa-
dallo stomaco o dalla porzione trasversale mente a sinistra sul davanti della colonna ver-
del colon e dal meso-colon. Applicato sulla tebrale, eh’ essa abbraccia, e termina al dis-
colonna vertebrale, ritenuto sul davanti dal sopra de’ vasi mesenterici superiori, che la
peritoneo, che gli passa sopra senza formargli intersecano anteriormente , e la ritengono.
ninna ripiegatura posteriore, ha una posizio- Rinchiusa, com’è, nella separazione delle due
ne ferma e costante che non presentano nè lo lamine del meso-colon, corrisponde superior-
îîRLLA DIGKSTlOi^E

menle paneras.
al —
- Dielro gii esposti rag- non ricoprendolo il peritoneo, per cosi dire,
guagli si scorge i.® che il duodeno forma
: che accidentalmente, sicché può esserne solle-
una spezie di semicerchio colla convessità alla "Vato con tutta facilità. Quest’involucro peri-
destra, la concavità alla sinistra parte 2 ° che ;
toneale, che lo copre soltanto nella parte an-
le due porzioni inferiori del medesimo sono teriore, lo deve alle due lamine del meso-co-
lesole perfettamente immobili ; 3.° che tro- lon trasverso. La superiore delle quali passa
vasi, tra le curvature di esso, circoscritto il davanti la porzione perpendicolare, si inoltra
pancreas, e limitato in alto, in basso e a destra sopra la metà superiore della porzione tra-
dalle sue tre porzioni. Appunto nel luogo ove si sversale appoggiata in basso alla lamina infe-
unisce la seconda colla terza, trovasi, posterior- riore, e si riunisce, dopo aver abbandonato
mente,l’apertura per la quale i condotti coledo- F intestino, a quest’ ultima, di maniera che la
co epancreatico sboccano nel duodeno. — Sono detta porzione trasversale trovasi rinchiusa
questi li oggetti notabili che F esteriore
soli nella triangolare separazione posteriore del
disamina del duodeno presentaci. La superfì- rneso-colon. — La tonaca muscolare, formata
cie interna di quest’intestino, mucosa, pre- particolarmente di fibre circolari, ninna co-
senta, al pari che quella dello stomaco, un a- sa notabile offre, essendo il colore e la dispo-
spetto rossastro, e lanuginoso ma vi si scor- sizione di tali fibre uguali a quelle dello sto-

;

gono, oltre a ciò, molte ripiegature circolari maco. La tonaca mucosa presenta le nume-
assai ravvicinate le une alle altre, l’ormate rose valvole conniventi di che si è detto è ;

dalla sola, membrana interna, e dipendenti quindi è assai più larga della muscolare, ed e
rlalla primitiva organizzazione, sicché hanno codesta estensione in relazione diretta coll’as-
luogo ugualmente in tutte le condizioni del sorbimento del chilo, che ha principio in tale
duodeno, nè corrispondono punto ai movi- intesino, e vi è attivissimo. La grossezza di
menti della tonaca muscolare, nè si scancelle- siffatta tonaca mucosa è uguale a quella della
rebbero tranne che in una straordinaria ed ec- tonaca simile dello stomaco, della quale co-
cessiva dilatazione dell’ intestimo. Si denomi- stituisce la continuazione, partecipando a tut-
nano codeste ripiegature le valvole conniven- ti gli altri caratteri di essa. —
Tra la tonaca
ti. La loro larghezza non è che di tre in quat- mucosa e la muscolare, si trova, come nello
tro linee, e, quantunque se le abbia supposte stomaco, quel tessuto denso e solido che gli
circolari, viene a dire rivolte secondo la dire- antichi gratuitamente chiamavano la tonaca
zione del piccolo diametro dell’intestino, co- nervosa, L vi si trova pure una grande quan-
me sono, infatti, quasi tutte, non è raro che tità di glandole mucose appianate, i cui con-
se ne veggano alcune rivolgersi obbliqua men- dotti escretori attraversano la membrana, so-
te, e incrocicchiarsi colle vicine ripiegature. pra la cpialc internamente si aprono. 11 duo- —
— Scorgesi adunque che le valvole conniven- deno riceve le principali sue arterie della ga-
ti sono diverse assolutamente da quelle rughe stro-epiploica destra, branca dell’epatica ed ;

irregolari che si osservano nello stomaco, e anche la splenica gliene fornisce parecchie
solo istantaneamente si formano. Si attribui- presso F origine. I nervi gli derivano unica-
sce a siffatte valvole l’uso di ritardare il corso mente dal plesso solare nè si distribuisce, per
:

delle sostanze alimentari in modo che la bile le sue pareli, niuno de’ cerebrali nervi.
€ il succo pancreatico possano via meglio pe- §. III. Funzioni del duodeno. Ap-
netrarle, e ne sia giovalo l’assorbimento del punto nei duodeno avviene la seconda e più
chilo. —
Trovasi ancora, nell’interno del duo- essenziale parte della digestione; cioè la divi-
deno, all’unione della seconda colla terza cur- sione, mediante mescolanza della bile e del
la
vatura, 1’ orifìzio del condotto coledoco e del succo pancreatico, della massa alimentare in
pancreatico i quali talvolta vi
; sboccano con due porzioni, F una nutritiva, e F altra non
due aperture separale, ma assai vicine Luna nutritiva. E appunto nell’ interno di questo
dell’altra; qualche volta però congiunte in intestino incomincia e si eseguisce in parte
una sola. Sempre il luogo di loro imboccatu- F assorbimento chiloso. Intorno ai quali due
ra è segnato da un tubercolo protubérante, lenomeni, puramente fisiologici, non ci arre-
alla cima del quale si osserva un’apertura al- steremo solo porremo innanzi due osserva-
:

lungata. —
Superiormente, il duodeno termi- zioni anatomiche che sono dirittamente rela-
na alla valvola pilorica, comunicando libera- tive ai medesimi. —
La prima consiste in ciò,
mente, mediante 1’ apertura di questa, collo che F immobilità del duodeno sia una condi-
stomaco. Inferiormente, si continua col tenue zione necessaria all’esercizio delle funzioni di
mtestino, sotto i vasi mesenterici superiori, e esso. 11 duodeno, infatti, non somministra
nulla offre, nel suo interno, che indichi tra punto esso stesso, come lo stomaco, quei fluidi
esso c F anzidetto intestino esatti confini. che sono destinali ad operare quell’alterazio-
§. II. O rganizzazione interna. —11 duo- ne che vi si opera ned’ interno ma riceve i ;

deno differisce e dallo stomaco e dagli altri delti fluidi da due organi glandulari vicini : i

mteslini per la mancanza della tonaca sierosa; quali organi essendo fermi ed immobili, doveva
88 APPAP^ECCHÏ della VIÎA ORGANICA

visserlo aiich’esso. — La secondache le cur-


è, parte laterale del cieco. Circa alla disposizio-
vature del duodeno suppliscono disavvan-al ne del mesenterio, ne parleremo tra brevi
taggio che potrebbe risultare dalla immobili- istanti, —
Se nonché non vuoisi accordare
tà di esso, favorendo la dimora delle materie molta rilevanza alla indicata, direzione gene-
alimentari, cb’ è necessaria alla retta ed esatta rale, ma deve l’attenzione particolarmente

esecuzione de’ fenomeni digerenti. rivolgersi alle molte ripiegature particolari


che forma nel suo tragitto il tenue intestino,
Articolo V. che si denominano le circoìivoluzioni. Le
curvature pTÌucipali che questo descrive, pre-
dell’ intestino tende. sentano la concavità loro verso la colonna
vertebrale, e ver/SO le pareti dell’ addome la
§. /. Disposizione. Organizzazione e- convessità. Considerabile assai è la lunghezza
sterna. — L’ intestino tenue, ch’è Tessenziale tenue. Si è detto che pareggi
dell’ intestino

sede deir assorbimento, occupa la parte me- cinque osci volte l’ altezza del corpo del-
dia e inferiore del basso ventre Irregolar- . l’individuo; ma
dubito che questo calcolo
mente disposto, e ondeggiante liberamente in sia esatto e ben fondato. E invero, sappiamo

codesta cavità, forma, per mezzo de’ suoi giri non averci d’ordinario ninna proporzione
moltiplici, e ravvicinati gli uni agli altri, una tra il volume delle viscere gastriche e la sta-
massa considerabile, circoscritta, d’ ogni ban- tura consueta del corpo ; la quale dipende,
da, dai grossi intestini; ma tale circonscrizione pressoché unicamente, dalla lunghezza degli
non èda per tutto ugualmente esatta. Supe- arti inferiori e sappiamo che le cavità tora-
:

riormente, la porzione trasversale del colon, cici e addominale sono, pari degli organi
al

molto inoltrata e sostenuta all’ indietro da contenutivi, lauto considerabili all’ incirca
quella estesa ripiegatura orizzontale del peri- negl’ individui di piccola taglia che in quelli
toneo, che si denomina il meso-colon ira- di gi gautesca. Non ci hanno qui dunque
SK^erso., forma all’ intestino tenue un limite due termini di paragone proporzionali e re-
abbastanza esatto, e lo separa assolutamente lativi r uno all’ altro. — Quasi tutti gli a-
dallo stomaco, dal pancreas, dal fegato, dalla natomici distinguono due intestini tenui, col
milza, che sono situati nella regione superiore nome di jejuno o digiuno ed ileo; appoggian-
del basso ventre. Ma in basso, il cieco e la por- dosi su molti caratteri più o meno incerti. Il

zione iliaca sinistra del colon , semplicemente Winslow, recandosi a segnare alcuni limiti ar-
ravvicinati 1' uno all’ altra, permettono al te- tifiziali, ha chiamato jejuno i due quinti su-

nue intestino che possa agevolmente infossar- periori del canale ; ileo i tre quinti inferiori.
si nel catino, ove è in fatti profondato in gran Noi crediamo, colI’Haller, che una distinzione
parte. Finalmente, sui lati, le porzioni lom- siffritta riesca del tutto vana, e che delibasi
bari del colon , fissate profondamente nella tutta la porzione ondeggiante del tubo ali-
parte più allontanata dell’ addome, e prive mentare riguardarsi come un solo intestino.—
della peritoneale ripiegatura, permettono al L’intestino tenue presenta, quale è indicala dal
tenue intestino il recarsi sulla parte anterio- suo nome, una diversità manifestissima in vo-
re di esse, e corrispondere qui alle addomi- lume dagli altri organi digestivi; ma è suscet-
nali pareti. Tali pareti limitano e ritengo- tibile d’essere notabilmente ampliato, come ci
no, anteriormente, 1’ intestino tenue, che avviene di scorgere in mille circostanze. La —
II’ è separato soltanto da una grande ripiega- sua superficie esterna, liscia, levigala, bian-
tura del peritoneo lassa e ondeggiante, che castra, appartiensi alla membrana sierosa che
denominasi il grande omento. E’ parrebbe,— entra nell’ organizzazione di esso. Vi si scor-
a prima giunta, che non si potesse assegnare gono anastomosi alquanto numerose, formale
ninna direzione al tenue intestino, attesa l’e- dai vasi mesenterici. Talora, ma di rado, pre-
sterna lassezza de' suoi legami e lo stato di senta alcune appendici adipose irregolarmen-
confusione in cui si presentano le varie por- te disposte, appendici che ci avverrà pur di
zioni del medesimo che se, astrazion fatta
; osservare, in gran numero, nei grossi intesti-
da questa massa che ne costituisce la più ni. Libera coni’ è tale superficie per quasi
gran pàrte, si esamini il luogo del suo prin- tutta la propria estensione, si attacca poste-
cipio e quello del suo termine, e si abbia ri- riormente ad una ripiegatura del peritoneo
guardo alla direzione molto bene stabilita considerabile , che dicesi il mesenterio. E
della ripiegatura peritoneale che lo sostiene, questo tiene sospeso il tenue intestino e la-
sirileverà che preso a considerare nel suo in- sciandogli un’ estrema mobilità, ne determi-
sieme, si porta obbliquamente d’alto in basso na tuttavia in parte la direzione é la corris-
e da sinistra a destra. Infatti, la sua origine ha pondenza. Formato da due lamine, il mesen-
luogo sotto i vasi mesenterici superiori , al la- terio è continuo superiormente mediante la
to sinistro del meso-colon trasverso, e finisce prima al meso-colon traverso, mentre colla
nella regione iliaca destra, attaccandosi alla seconda, si attacca in basso alla colonna ver-
DELLA DIGS5TtONK 8q
iebrale, in una linea obbliqua d’ alto in basso slino tenue, estendesi sopra questo e l’invol-
e da sinistra a destra. Stretto per la maggior ge d’ allo in basso, per quasi tutta la circon-
parte di sua estensione, s’ allarga ad un tratto ferenza del medesimo, e ritornata di poi al
alla parte anteriore accostandosi aU’intestino luogo donde avea preso a ricoprirla, l’ ab-
a fin di prestarsi alla lunghezza di questo. bandona, si porta all’indietro e all’ insù, for-
Tale inuguaglianza nella larghezza del mesen- mando la seconda lamina del mesenterio, e
terio è manifestamente la precipua cagione si attacca alia parte anteriore della colonna

de’ raoltiplici giri che fa l’intestino tenue, vertebrale, sulla quale subito si rivolge al-
ritenuto d’altro canto, e fissato dalle pareti l’ ingiù per continuare il generale suo corso.

addominali. —
La superficie interna del te- Quindi il mesenterio risulta di due lamine
nue intestino presenta la stessa sembianza che peritoneali, o più presto di un’unica lamina
nel duodeno e yì si scorgono, manifestamen-
: rivolta sopra sé stessa, e contenente tutto
te, quelle molte viilosità, delle quali già si quanto l’ intestino al luogo della sua doppia-
tenne parola, che sembrano disposte a modo tura. Le due lamine membranose sono sepa-
di frange irregolari, più o meno prominenti rate l’ una dall’ altra da uno spazio triango-
e ondeggianti nella cavità intestinale. 11 loro lare là dove abbandonano l’intestino per ac-
abituale rossore è dovuto alle ultime ramifi- costarsi tra loro. In tale spazio adunque, l’in-
cazioni dei vasi sanguigni che vi si distri- testino non aderisce al peritoneo, e può la-
buiscono. —
Le valvole conniventi sono som- sciarne o ripigliarne una maggior porzione,
mamente sviluppate nel tenue intestino ; ed secondo che diminuisce o aumenta in volu-
hanno, in questo, la nTedesiraa forma, la me- me, disposizione che già fu osservata nello
desima disposizione che nel duodeno. Nella stomaco. Si misura molto agevolmente l’an*-
parte più prossima di quest’ultimo intestino piezza di uno spazio siffatto, notando la di-
si Irovaito in assai maggior numero ; poscia stanza, eh’ è tra l’intestino e gli ultimi ar-
vanno successivamente diminuendo , sicché chi formati da' rami dell’arteria mesenteri-
più non se ne osserva nella parte prossima ca superiore. I quali archi infatti, svaniscono
al cieco. Tutto questo è in una relazione ab- sempre là dove le due lamine lasciano dal-
bastanza diretta coll’uffizio che si attribuisce 1’ aderire fra sé ;oltre il quale termine, non
a codeste valvole, di favorire T assorbimen- si veggono che alcuni rami arteriosi isolati,
to. Ed invero, dall’ un Iato codesta funzione che, paralleli tra sé, si recano sulle parli su-
spelta principalmente al tenue intestino’; dal- periore ed inferiore del tubo intestinale. L’in-
r altro, r assorbimento, attivissimo nella me- testino si allontana tanto più da^qriesti archi
tà superiore di questo intestino, diminuisce quanto più si contrae e dilatandosi, s’ avvi-
:

a misura che si approssima al cieco ed al co- cina ai medesimi. Nel primo caso, i rami pa-
lon, ne’qnali ogni cosa è intesa all’ escrezio- ralelli sembrano partenere ,
in gran parte,
ne. —L'intestino tenue continuasi, superior- al mesenterio ;
si trovano tutti
nel secondo,
mente, col duodeno, al di sotto e al lato si- alianti
X
sull’ intestino. Contiene il mesenterio
nistro de’ vasi mesenterici superiori. Infe- tra le due lamine ond’ è costituito, moltissi-
riormente, finisce nel cieco, nel mezzo della me glandole linfatiche, più grosse nei feto
regione iliaca destra : e questa terminazione che nell' adulto, e sempre assai irregolarmen-
rassomiglia assai* quella dell’ esofago nello te disposte. Ma non si trovano che nel luogo

stomaco. Infatti l’intestino tenne s’indiriz- in cui le due lamine aderiscono tra .sé niuna :

za trasversalmente, mentre il cieco ed il co- simile glandola osservasi oltre gli ultimi ar-
lon tengono una direzione verticale. L’im- chi arteriosi e questo è pure un mezzo age-
;

boccatura deli’ uno nell’ altro è un po’ obbh- vole a distinguere, a prima giunta, l’estensio-
qua di basso in alto : internamente è notabi- ne di quello spazio triangolare del quale fac-
le per una valvola, della quale parleremo in ciamo presentemente parola. - - La tomuwt —
trattando de’ grossi intestini. muscolare, formata quasi unicamente da fibre
§. IL Organizzazione intima. E u- — circolari, presenta soltanto alcune fibre longi-
guale essenzialmente a quella dello stomaco, tudinali versola parte convessa dell’intestino,
Salvo alcune differenze, che indicheremo, nel- ed è separata dalla tonaca peritoneale rae lian-
la disposizione. —
Ad intendere siccome il te un tessuto cellulare assai lasso. La ’:anaca

peritoneo si diporti rispetto al tenue intesti- mucosa, notabile per le villosità delle, quali ab-
no, è mestieri prendere a considerare codesta biamo più volte tenuto parola, è un poco più
membrana al margine posteriore del meso- spessa che nello stomaco. Dalle valvole
colou trasverso, e accompagnarla per alcun conniventi poi, delle quali è dotata, ha un’am-
tratto nel suo tragitto. Mossa da questo luo- piezza naturale che soverchia d’ assai quella
go, si reca l’ anzidetta membrana all’ ingiù della tonaca muscolare, e che favorisce la
e all’ innanzi, nella cavità addominale, dove dilatazione generale dell’intestino. Del resto
è libera e forma la prima lamina del mesen- r organizzazione di codesta tonaca mucosa
terio. Giunta alla parte superiore dell’ inte- interwa è uguale a quella delle altre parli
Encicl. Med. 1’. li. I :ì
APPA&liCCHl della vita ORCÌASICxI

del tubo alimentare. Si è trovato gran co- Del cieco. —


cieco occupa la regione
li

pia di piccole glandole mucose riunite a iliaca destra, la riempie del tutto, nè si esten-
mo’ di grappoli e situate principalmente ver- de oltre il luogo dove riceve 1’ estremità in-
so il luogo che corrisponde al legame del feriore del tenue intestino. Nè si può segnare
mesenterio. Il Peyer, che le ha osservate, ha alcun altro limite esatto tra esso e il colon,
fatto acquistar loro il proprio nome: ma che lo sormonta. Considerabile sempre è il

è difficile il poterle scoprire. Un den- volume di questo intestino, e supera notabil-


so tessuto, chiamato impropriamente mem- mente quello del colon. Stante la disposizione
brana nervosa^ separa qui, al pari che nel del peritoneo, che è atta a fissarlo, riesce poco
duodeno, la tonaca mucosa della muscolare. suscettibile di mutar sede. Anteriormente ,


L’ arteria mesenterica superiore è la sor- corrisponde alle pareti addominali ; poste-
gente di tutti i vasi che si distribuiscono per riormente, ai muscoli psoas ed iliaco inter- ;

1’ intestino tenue; siccome il plesso solare è namente all’ intestino tenue. Non si può asse-
il solo centro donde riceve esso de’nervi. gnargli niuna direzione, particolare essendone
§. III. Funzione dell inte.s tino tenue . all’ incirca uguali tutti i diametri. lia su-
Tutto è qui disposto in modo favorevole al- perficie esterna de! cieco presenta molte pro-
r assorbimento. La mobilità dell’ intestino minenze ampissime, irregolari, formate a di-
tenue è in corrispondenza collo stato delle so- spendio di tutte le intestinali tonache, inter-
stanze alimentari al momento che ci arrivano. rotte in tre luoghi da alcuni infossamenti lon-
Le quali in vero hanno sostenute tutte quelle gitudinali alquanto profondi le quali promi-
:

alterazioni, alle quali debbono essere sottopo- nenze sono prodotte dalle tre liste rii fibre
ste: nè deve oggimai niun fluido estraneo alla muscolari longitudinali, <li coi torneremo a
cavità che le rinchiude venir loro sommini- far cenno in parlando dell’ intima organizza-
strato. La disposizione delle fibre muscolari zione dei due intestini. Si veggono pu-
permette all’ intestino di restringersi assai re, sopra codesta superficie, parecchie appen-
più che di raccorciarsi, a ciò che possa più dici, formale da alcune particolari ripiega-
direttamente operare sulla massa alimentare. ture del peritoneo, e piene di grasso, che
Finalmente la lunghezza considerabile, e le non offrono niuna costanza nè in numero
molle circonvoluzioni del tubo intestinale fan- nè in volume; e sono moltiplicate solo nel
no sì che le sostanze rimangano, per lunga colon. —
Finalmente la superficie esterna pre-
pezza, a contatto cogli orifizi! de’ vasi assor- senta, a sinistra, l’ inserzione del tenue inte-
benti aperti, per ogni dove, sulla membrana stino. Questo luogo è segnato da un lieve in-
mucosa. fossamento circolare, e da una spessezza un
po’ maggiore nelle pareti del cieco, dovuta
Articolo FI. alla valvola che corrisponde internamente a

DEGLI INTESTIM CIECO E COLON


codesta parte.— —
Superiormente il cieco, si
continua immediatamente col colon inferior-
|

;
j

mente forma un vero fondo di sacco roton- i

§. I. Disposizione. Organizzazione e- dato, sparso di protuberanza come la rima-


sterna. — Sotto il nome collettivo di grosso nenie superficie, dal quale sorge a destra e j
j

intestino coraprendesi d’ ordinario il retto posteriormente, un’ appendice considerabilis- j

colle mentovate due porzioni del tubo inte- siraa, che si denomina vermiforme o escale.
stinale; se non che il retto offre caratteri del — Tale appendice cilindrica offre la grossez-
tutto particolari, che ne obbligano a doverlo za d’ un mediocre cannello di penna da scri-
separatamente descrivere, chi vuole formai’- vere, e una variabil lunghezza, che non passa
sene un’ idea giusta. —Il cieco e il colon sono però mai i due pollici e mezzo, o i tre. Libe-
j

disposti di guisa che formano una spezie di ra in quasi tutta la propria circonferenza, è
j

circolo, il quale circoscrive i due terzi inferio- rivolta sopra sè stessa, e fissata a sinistra con-
ri della cavità addominale, e nel mezzo del tro cieco mediante una ripiegatura perito-
il

quale si trova collocato il tenue intestino. neale che le è propria. La superficie esteriore
Corrispondono essi, da ogni banda, alle pareti di essa e liscia, levigata, biancastra, dissemi-
addominali mediante una parte delia esterna nata da vasi sanguigni somministrati dall' ar-
loro superficie. Da ogni banda sono ancora superiormente, nel
teria ileo-colica, 'l'ermiua, i

più o meno fissati al luogo che occupano, si cieco, inferiormente in fondo di sacco roton-
che è raro il trovarli spostati, mentre le varie dato ; ed è cava per tutta la sua lunghezza ; '|

porzioni del tenue intestino lo sono sì di fre- ma questa sua cavità, che non ha più che due
quente. —— Il cieco ed il colon diferiscono linee di diametro, è sproporzionata alla gi’os-
poco l’uno dall’altro, fuorché nella lunghez- sez/.a delle pareti che la costituiscono, e che
za. Noi per altro, per semplificare lo studio, agguaglia quella degl’ intestini, ed aperta, su-
li separeremo l’uno dall'altro in questa pri- periormente nel cieco, è abitualmente riem-
ma parte della descrizione. piuta da un fluido mucoso, L’ appendice ce-f
DELLA DIGESTIONE
«ale presenta la stessa organizzazione intima larga ripiegatura semilunare, in direzione
che proveduta di tonaca sierosa
gl’ intestini: trasversale, corrispondente, colla faccia supe-
dal peritoneo, sotto di questa osservasi una riore ai colon, coU’inferiore al cieco, col mar-
tonaca muscolare grossissima, composta quasi gine convesso all’ imboccatura dell’ileo e alle
del lutto da fibre longitudinali. La membra- pareti del cieco ov’ è attaccata, libera e on-
na mucosa poi del cieco si prolunga nella ca- deggiante nel cieco col margine concavq, iì
Tilà e la tappezza compiutamente.- Segue da — quale é semplice nelle estremità, ma diviso
questo che l’appendice cecale può essere con- nel mezzo in due labbra da una fessura allun-
siderata come un piccolo intestino accessorio. gata che mette dirittamente nell’ileo. —» Co-
Ma quali ne sono poi gli usi? Lo si ignora e : desta prima ispezione, senza entrare in niun
questo solo è dimostralo dall’ ispezione, che altro ragguaglio, ne conduce agevolmente ad
versa abitualmente nel cieco gran copia di istituire I’ uffizio della valvola ileo-cecale,
fluido mucoso ma l’ estirpazione di essa, che
: imperocché: le materie sono spinte tra-
fu talora tentata negli animali, non parve che sversalmente dall’ ileo al cieco, e superano
apportasse una notabile alterazione nella se- per conseguenza, senza ostacolo, 1’ apertura
rie de’ fenomeni digestivi. — Degna, permei- della valvola che si trova nella medesima di-
ti di considerazione è l’ interna su-
rispetti, rezione ; 2 .° tanto se le materie passino dal
perficiedel cieco. Nella quale si scorgono, a cieco nel colon, secondo il loro naturai corso,
prima giunta, tre protuberanze longitudinali quanto se, fuori dell’ usalo, ritornino dal co-
.situate a uguale distanza le une dalle altre, e lon nel cieco, mutano sempre di luogo in di-
corrispondenti agli infossamenti che, esterior- rezione verticale, opposta a quella dell’a-
mente, separano le protuberanze, delle quali pertura della valvola. Perciò in questi due
abbiamo fatta menzione. Negl’intervalli tra ultimi casi, le materie spingeranno sempre
cosìfifatte elevatezze ci si presentano alcune davanti a sé l’uno o l’altro labbro dell’ aper-
semi-cellule alquanto profonde corrisponden- tura, r applicheranno contro l’opposto, e
ti a codeste protuberanze, e separate da alcu- chiuderanno, per tal modo, a sé stesse ogni
ne trasversali ripiegature, diverse affatto, nel via di ritornare nell’ ileo. La valvola ileo-
modo onde sono formate, dalle valvole conni- cecale è formata principalmente dalla mem-
venti, perocché, siccome vedremo, tutte vi brana mucosa de’ grossi intestini, ripiegata
concorrono le tonache dell’intestino, e nella sopra sé stessa, e continuata, per 1’ apertura
dilatazione di questo, anziché scancellarsi, del margine concavo, colla membrana muco-
necessariamente prendono auraen lo.— Verso sa del tenue intestino. Adunque codesta val-
il fondo di sacco inferiore del cieco trovasi vola é formata, nel suo mezzo, da quattro la-
r apertura dell’ appendice, sempre libera e mine mucose, due delle quali appartengono
aperta nell’ intestino, e poco più larga della agl’ intestinicieco e colon, e due ali’ ileo.
cavità di cui forma il termine. — Finalmen- Verso le sue estremità, per Io contrario, è co-
te il punto nel quale il cielo si fa continuo stituita da sole due lamine mucose, non con-
superiormente colon, e riceve, nella sua
al correndo punto l’ileo alla formazione di essa.
parte esteriore, il tenue intestino, è notabile —Codeste lamine mucose sono le sole parli of-
per una valvola importantissima, destinata ad ferteci dalla valvola nella sua metà superiore,
impedire il ritorno delle materie escremen- che corrisponde al colon ma, nella metà in-
;

tizie che r hanno superata una volta, e ad i- feriore corrispondente al cieco, eh’ è un poco
stabilireper tal modo un limite esatto fra la più larga, si trova tra le lamine membranose
porzione del tubo digestivo, in cui si opera uno strato densissimo di fibre muscolari bian-
l’assorbimento, e quello d’ onde incomincia castre, disposte nella stessa direzione che quel-
l’escrezione. Codesta valvola, descritta dal le dell’ ileo, con continuano. Così
le quali si
Bauino, é conosciuta sotto il nome d’ ileo- r ileo non concorre, superiormente, a costi-
cecale o ileo-colica^ dappoiché, essendo, da tuire la valvola che mediante il proluugamen-
una parte formata essenzialmente dal termi- to della mucosa sua tonaca, continuandosi la
ne dell’intestino tenue, chiamato ordinaria- muscolare a quella del colon, mentre che in-
mente 1’ comune, dall’ altra, al cieco
ileo^ è feriormente la valvola é formata da tutta la
ed al colon. A formarcene un’ esatta idea, grossezza deli’ ileo, le cui membrane musco-
conviene separare una porzione intestinale, lare e mucosa si prolungano insieme nella ca-
che comprende il cieco, il principio del colon, vità del cieco. Essendo 1’ organizzazione
e l’ileo, legare il colon, e distendere tutta intima del cieco uguale a quella del colon, la
questa parte per mezzo dell’ aria spinta per considereremo, ad un tratto, in ambidue co-
l’ileo, quindi far seccare l’intestino in mo- desti intestini.
do che conservi lo stato di distensione nel Del colon. — Il colon forma
parte più
la
quale si é posto. Si apre allora il cieco a de- considerabile de’ grossi intestini, e si estende
jStra, viene a dire, nel lato opposto a quello dalla regione lombare destra, fino alla regio-
.dell’ imboccatura dell’ Ìleo, e vi si scorge una ne iliaca sinistra cui riempie. Verticale a de-
APPAPiECCHI tiELI.A VÎTA ORf.AXlCA
92
stra, diviene orlzzontaie nei mezzo del suo sverso deve colon la mobilità, dì che è
li

prende novellamente a sinistra la di- suscettibile in questo luogo, la quale ne per-


tragitto,
rezione verticale, e si rivolge a mo di S là mette talvolta lo spostamento. ——
Il colon

dove finisce. Da ne derivo 1 uso dì di-


(juesfo lombare sinistro, profondamente nascosto nel-
viderlo in (juattro porzioni i. il colon lom-t la regione dello stesso nome, presenta gli

bare destro ; Q.P il colon trasverso ; ZP il co- stessi caratteri di volume, d’ immobilità, di

lon lombare sinistro 4'^ ^ ;


colon o co- attinenze, che il destro colon lombare in- ;

lon iliaco sinistro. Seguiremo in parte code- ternamente si attacca alla lamina superiore
sta divisione favorevole alla descrizione ana- del meso-colon iliaco, che viene a coprirlo
tomica, e resa necessaria da’vari caratteri che anteriormente. Finalmente la porzione
ci presenta esteriormente il colon nelle varie iliaca sinistra del colon, mediocremente vo-
sue parti. — il colon lombare destro ha il suo luminosa, è la più mobile di tutte e la più
principio nel cieco e il termine verso il mar- analoga, da questo lato, al tenue intestino; rav-
gine delle false coste; coperto anteriormente volta al par di questo, in quasi lutto il pro-
dal peritoneo, n’è sprovveduto posteriormen- prio contorno, dal peri toneo che le forma, in
te, dov’è a nudo contatto del rene. Tale dispo- alto e all’ indietro, una ripiegatura assai este-
‘sposizione della membrana sierosa gli som- sa e lassa ,
attaccata molto obbliquamente.
ministra un’ immobilità di’ è all’ incirca u- d’alto iu basso, e da sinistra a destra, alla co-
guale a quella del duodeno. Internamente, lonna vertebrale, e chiamato il meso-colon
s’attacca a quella porzione del peritoneo che iliaco ; par di questo rivolta in più cir-
e, al
forma la lamina superiore del mesenterio, e convoluzioni, che P hanno fatta paragonare
inferiore del meso-colon trasverso esterior- ; ad una S. Ha il suo principio al termine della
mente, corrisponde alle pareti addominali. II regione lombare e finisce allo stretto superio-
volume del colon lombare destro è d’ ordi- re del catino, verso l’ unione del sacro col-
nario mediocre, nè oltrepassa gran fatto quel- r ultima vertebra dei lombi ; anteriormente
lo del tenue intestino; nè si osserva la ri- corrisponde alle pareti addominali, posterior-
spettiva loro differenza se non già dilatan- mente ai muscoli iliaco e psoas. Tali sono i
do r uno e r altro per farne il paragone. — caratteri, pei quali si distinguono fra loro le
Ilcolon trasverso forma la più lunga e la più varie porzioni del colon le quali tutte però
;

voluminosa delle quattro porzioni ; ed oc- si rassomigliano per molti caratteri comuni

cupa tutta lunghezza del margine infe-


la nella loro esterna organizzazione. Da per tut-’
riore del petto. E la forma esteriore del to il colon presenta alcune protuberanze so-
medesimo permette che vi si possano, come miglianti a quelle del cieco e iu pari guisa in-
nello stomaco, considerare due facce e due terrotte da tre depressioni o solchi longitu-
curvature. La faccia superiore corrisponde dinali prodotti da alcune listerelle muscolari.
iu parte al fegato ,
e si trova in parte sul Tali protuberanze sono, in generale, un poco
davanti della maggior curvatura dello sto- meno sviluppate che al cieco divengono ap-
;

maco, che, siccome vedemmo poc’ anzi, sì pena visibili nel colon iliaco sinistro, e intera-
prolunga più o meno sopra di essa secondo mente dileguano là dove siffatta porzione si
eh’ è più o meno dilatato quest’ organo. La continua nel retto.-— Si veggono, per tutta
faccia inferiore corrisponde alla massa del l’estensione del colon, molte di quelle appen-
tenue intestino La curvatura convessa o
. dici adipose, di cui parlammo nel descrivere
anteriore dà inserzione al grande omento e il ohe sono altrettante particolari ripie-
cieco,
trovasi ad immediato contatto colle pareti gature formate dal peritoneo, nelle quali si
addominali perciò quelle ernie addominali
;
trova contenuto, in più o meno copia, un a-
che sono sovente attribuite allo stomaco, so- dipe giallastro e semi fluido. Varia poi il nu-
no quasi sempre formate a questo luogo dal mero e la disposizione di esse secondo le por-»
colon, colpa la separazione delle fibre apo- zioni che si tolgono ad esaminare. Sono in-
neurotiche La eprvatura posteriore o con-
, fatti sì abbondevoli nelle porzioni lombari,
cava dà inserzione in seguito ad una consi- che l’ intestino ne sembra interamente coper-
derabile ripiegatura del peritoneo chiamata to come da un fascio unico e continuo. Nel
dalla sua direzione, il meso-colon trasverso. colon trasverso, sono in minor numero, e si
La quale ripiegatura prolungata orizzontal- mostrano sovente separate le une dalle altre,
mente all’ indietro, costituisce, colla porzione a mo’di piccoli globetti appianati ; finalmente
intestinale che sostiene, una spezie di tra- sono rare e poco voluminose sul colon iliaco,
mezzo mobile che separa la cavità del basso- §. IL Organizzazione intima. —
Il pe-
ventre in due parti ineguali, la superiore del- ritoneo si diporta assai diversamente riguardo
le quali, stretta, riucbiuile Io stomaco, il fe- agli intestini cieco e colon e alle diverse por-
gato, la milza, il duodeno ed il pancreas, zioni di quest’ultimo. Ricopre in fatti la mag-
mentre che V inferiore, più larga, contiene il gior parte del cieco, e lo avvolge ancora to-
tenue inìesUno. Appunto al meso-colon tra- talmente nella sua parie inferiore ; ma dopo
DKLLA DÎGESTÎOÎÎE 9?*

averlo ricoperto sai davanti e sul lati, si ri- teriori e una posteriore 2 .^^ perchè sono me-
;

volge air infuori sulle addominali pareli sen- no lunghe dell’intestino preso a considerare
za formargli niuna manifesta ripiegatura po- in complesso. Da ciò risulta che ii cieco ed il
steriore. Quindi il cieco non può inleramente colon non hanno mai tutta la lunghezza che
spostarsi senza che divida il peritoneo, e la
si potrebbono avere, e che, ritenuti dalle lisle-
tonaca muscolare <li quello tocca a nudo, per relle, che sono in uno stato abituale di ten-
una estensione alquanto notabile, il muscolo sione, si ripiegano sopra sè stessi in maniera
iliaco. —Poco rassodate ancora sono le por- da presentare, nell’ esteriore superficie, le
zioni lombari, destra e sinistra del colon; non protuberanze, e internamente le semi-celìuìe
facendo altro il peritoneo <;he passare al di- e ripiegature trasversali, di cui abbiamo
le

sopra di esse, attaccandosi questo luogo, m parlato. Facile riesce qui il dimostrare la con-
ma, ad un tratto, esteriormente le abbandona nessione della cagione coll’ effetto imper-, :

per gettarsi di nuovo sopra i muscoli addo- ciocché, se leggermente s’incidano codeste
minali. Le quali però non avvengono con
esose tre listerelle muscolari, tosto sembra T in-
tutta costanza avendoci alcuni individui nei
: testino uscito da uno stato ordinario d’ ira-^
quali il peritoneo forma, a ciascuna delle ac- pedimento, e manifestamente allungarsi, e le
cennate due porzioni, una picciola ripiegatu- prominenze, e le rughe dileguarsi interamen-
ra posteriore che si è detta meso-colon lom- te dalle superfìcie di esso. Quanto più spro-
bare destro e sinistro lo si osserva in ispe- : porzionate lunghezza dell’ intestino so-
alla
zie ne’ bambini, i quali, da questo lato, di- no le listerelle , e più voluminose sono le
versificano piuttosto abitualmente dagli a- prominenze, e più il mentovato esperimento
dulti. Abbiamo detto siccome il perito- è decisivo : così l’ incisione delle anzidette li-

neo formi una considerabile ripiegatura pri- sterelle produce un allungamento assai più
ma che si porti sul colon trasverso. Ora ta- notabile nel cieco di quello che siasi nel co-
le ripiegatura, o meso-cuion, è composta da lon. —
Le fibre circolari sono disposte qui
due lamine. L’inferiore ilelle quali deriva dal come nelle altre parti del tubo intestinale,
mesenterio ;
superiore dalla parte psste-
la ned offrono alcuna singolarità. La tonaca
riore della cavità peritoneale dove ha co- mucosa offre delle villosità meno palesi che
perto anteriormente il duodeno. Riunite in- nel tenue intestino ; e molti ramoscelli mu-
sieme contengono queste, nello spazio eh’ è scolari intralciano sulla medesima. Dei re-
s’

Ira Luna e l’altra, non poche glandule lin- sto niun attributo da essa proprio la caratte-
fatiche, meno però che il mesenterio e con- : rizza; e tanto ess.a, quanto il denso tessuto che
tengono pure vasi colici, che sono branche
i la separa dalla tonaca muscolare, rassomiglia-
dell’ arteria mesenterica superiore. Arrivale no alle stesse parti considerate nel rinjanente
presso ii colon, siffatte due lamine si allonta- condotto digestivo.-L’ intestino cieco, e le due
nano una dall’altra, lasciano tra sè e l’ in-
1’ prime porzioni del colon, ricevono lutti i loro
testino un piccolo intervallo triangolare si- vasi dall’arteria mesenterica superiore, sotto il
mile a quelli che altrove abbiamo osservato, nome di arterie coliche. Si recano tali vasi
destinato agli stessi usi, facile ad essere misu- nella sostanza dei meso-colon, poi si divìdo-
rato con gli stessi metodi. Tali due lamine ri- no, e si auaslomizzano ad archi, nello acco-
coprono da poi le due facce del colon, vi si starsi all’intestino, al quale mandano le loro
attaccano, e vanno a formare al di là di que- ramificazioni le più sottili. L’ arteria mesen-
ste, il gran omento, la cui descrizione parlieue terica superiore sola somministra i vasi dei
a quella del peritoneo iii generale. --- Quanto colon colon lombare riceve i suoi
iliaco. 11

al colon iliaco, il peritoneo gli forma un me- dalla grande anastomosi che si osserva tra i
senterio proprio, che ha la stessa disposizione due tronchi mesenterici. I plessi mesenteri- —
che quello dell’ intestino tenue, e offre, in ci, distribuiti come le arterie, forniscono tutti

pari guisa, un piccolo spazio triangolare là i nervi degl’ intestini cieco e colon. Avendo
dove le due lamine si slontanano per recarvi- questi due inte.stiiii le loro funzioni comuni
si sopra. —
Merita soprattutto, negli intesti- col retto, ne parleremo soltanto dopo aver
ni cieco e colon, di fermar T attenzione no- descritto quest’ ultira o.
stra, la tonaca muscolare che qui , sicco- :

me altrove, dà regola e norma alla dispo- Articolo FIL


sizione delle altre, a questa sola dovendosi
attribuire la forma generale dell’organo — dell’ intestino retto
Kìsulta codesta tonaca da due ordini di fibre,
le une circolari longitudinali le altre. Ma Disposisione. Organizzazione ester-
§. 1.
V;
queste ultime differiscono, per due maniere, na .
— Il
retto., ultima porzione del condotto
dalle fibre longitudinali dell’ intestino tenue intestinale, occupa la parte posteriore del ca-
ij e dello stomaco r.® perchè sono riunite in
:
tino. Si estende dallo stretto superiore di
Ij t.r« hsterelle distinte, delle quali due sono an- questa cavità, ove corrisponde al lato iiiteruo
«•^1
APPABSiCCHI DEL LA VITA ORGANICA
P
del muscolo psoas sinistro, fino alla parle in- numerosissime, formate dalle arterie emor-
iëriore del coccige. Diretto, nella tua origi- roidarie. —
La superficie interna, mucosa, so-
ne, un po’ obbliqnamente da sinistra a de.stra, miglia assai a quella degli altri intestini e *,

trovasi quasi sempre collocato colla sua mela solo si distingue da essa per alcune ripiega-
inferiore, sulla linea mediana ; sovente ancora ture longitudinali formale dalla membrana
interamente corrisponde
vi primo carattere
:
interna, notabili specialmente nella parte in-
che lo avvicina agli organi delia vita esterna, feriore, e denominate d’ordinario le colonne
coi quali ha molte altre attinenze. La forma dei retto. Tali ripiegature risultano, non al-
di esso è cilindrica, più regolare che quella trimenti che nell’ esofago , dalla contrazione
del colon, e si lascia alquanto agevolmente di- delle fibre circolari. Si osservano pure tal-
videre, in direzione di sua lunghezza, in due volta alcune piccole ripiegature trasversali,
metà uguali. Meno voluminoso, d’ordinario, semiiunari, aderenti, col loro margine con-
del colon, è suscettibile di un’eccessiva dilata- vesso inferiore, all’ intestino , e offerenti su-
zione, a quel modo che osservasi in certe ac- periormente un margine concavo libero e
cumulamenti stercoracei. Sempre poi si allar- ondeggiante, donde risultano alcune piccole
ga un poco sopra la sua apertura inferiore. cavila o lamine mucose. Codeste ripiegature
— — Fisso, com’ è, ed immobile nel proprio non sono punto costanti nel numero: spesso
luogo, il retto ha delle attinenze costanti ed non se ne trova niuna. —
Il retto si rende

invariabili. Nel davanti, attinenze differi-


tali continuo, in alto, immediatamente col colon
scono secondo il sesso. Nell’ uomo corrispon- iliaco ;
in basso finisce nell’ ano , apertura
de alla vescica , e spezialmente al basso fon- allungata dall’ innanzi all’indietro, situata al-
do di questa. Separato com’ è, in alto, da P incirca un pollice davanti il sacro ed il coc-
quest’ organo , mediante la ripiegatura che cige. Tale apertura spetta al muscolo sfintere
tra essi forma il peritoneo, si corrisponde cutaneo che lo circonda ; ed è, nella sua mag-
poi immediatamente coll’ intervento d’ un giore dilatazione, un poco più stretta che la
lasso tessuto cellulare, nell’ intervallo tra le cavità del retto, atteso l’aumento in larghez-
due vescichette seminali, che ne Io separano za che tale cavità inferiormente presenta.
un poco più al di fuori in basso, è separato
; §. II, Organizzazione intima. —
Il ret-

dal collo della vescica per mezzo di tutta la to è sprovveduto, per tutta la sua estensione
grossezza della gianduia prostata. Nella di membrana sierosa. Il peritoneo, dopo aver
donna, il retto non ha niun’ attinenza colla coperto in parte la faccia posteriore della ve-
In alto , corrisponde alla matrice,
ve.scica. scica nell’ uomo, o interamente quella del-
dond’ è pur separato da una ripiegatura del l’utero nella donna, si rivolge in basso in
peritoneo fraposto, amo’ di fondo di sacco, alto verso il terzo inferiore del retto, sul
ira questidue organi. Più in basso, aderisce quale subito ascende abbracciandolo anterior-
alla parte posteriore della vagina, non già mente e sui N’ è dunque codesto inte-
lati.

per mezzo d’ un tessuto cellulare lasso, ma stino privo del tutto nella sua parte inferiore.
di m)a notabilissima reticella vascolare , ed Posteriormente, il peritoneo lo abbandona
eziandio di una spezie di continuità di so- di subito e le due lamine di esso s’ accostano
:

stanza che non permette il poter separarli senza riunirsi e costituiscono, coll’unione loro
P uno dall’ altra, — Posteriormente , il retto il meso-retto, ripiegatura lassa, che sostiene
corrisponde al sacro ed al coccige., dal quale il retto concedendogli alcune mobilità, e che

è separato mediante una ripiegatura perito- si continua superiormente col raeso - cnlon
neale larga in alto, stretta in basso, denomi- iliaco. Presso il sacro, le due lamine si allon-
nata il mesa- retto, e dai vasi e dai neivi tanano affatto, e si recano separatamente sulle
ipogastrici. — Sui lati, il retto non ha imme- parti laterali dell’ escavazione del catino che
diate corrispondenze che col tessuto cellulare esse tappezzano. Fra queste sì trova un al-
copioso e adiposo del catino. La supei'fi- — quanto notabile intervallo, il sacro ed il retto:
cie esterna del retto, liscia, levigata, bianca- empiuto quell’ intervallo da un lassissimo
stra, non presenta .sentore di quelle promi- cellulare tessuto, dai vasi emorroidali e da
nenze irregolari che si osservano sopra il co- una gran parte del plesso ipogastrico. Ci
,


lon. Ciò dipende dalla disposizione delle fibre hanno moltissime circostanze nelle quali il
longitudinali, nnifornaemente distribuite sul peritoneo abbandona in gran parte il retto,
contorno dell’intestino, e non riunite in for- 'l'ale è l’eccessiva dilatazione dell’ utero, o

ma di listerelle. Tali fibre, molto ravvicinate nello stalo naturale per la presenza del feto,
le une alle altre, appariscono al di fuori sotto o nelle malattie organiche numerose di che
i! sembiante di strie parallele e verticali, Io è suscettibile. Accresciutosi allora quel visce-
che offre al retto un’ apparenza alquanto a- re nel suo diametro, prolungato a dismisura
naloga a quella dell’ esofago riguardato al- nell'addome, trae a sè, affine di rinvolger-
P esterno. Si osservano, oltre a ciò, sopra co- sene, la porzione peritoneale .spettante a tutti
desta superficie , alcune anastomosi vascolari gli organi che lo circondano, massime quelh
ÎîLL 5>\ DÎGliSTlONE

tleî retto che immediatamente vi si accosta, un lasso tessuto cellulare, la tonaca muscola-
t ale è pure, neir uomo,
dilatazione delia la re si trova, inferiormente, immersa nell’ab-
vescica che, nelle ritenzioni d’ orina, acquista bondante copia di grasso che guarnisce, da
un’ampiezza doppia o tripla di quella che tutte bande, la parte inferiore del catino. -
d’ ordinario possiede^-e^-st^unte il medesimo La tonaca mucosa, analoga a quella di tutto il
meccanismo, ne dispoglia il reTto. Non corre condotto intestinale, solo presenta un poco di
però tra questi due casi, una notabile diffe- maggiore spessezza, un aspetto più rossastra
renza l’utero, ricoperto sul davanti e al-
: e più fungoso, un intonaco mucoso abituale
l’ indietro dal peritoneo, solleva e tira neces- piu abbondevole. Vi si scorgono le ruofbe lon-
sariamente con sè, nel dilatarsi che fa, la det- gitudinali, di cui abbiamo già fatta menzio-
ta membrana mentre che la vescica, applicata
: ne, producenti, nello stato di vacuità del-
immediatamente nella sua parte anteriore, l’intestino, la contrazione delle fibre circolari.
contro le pareti addominali , tende piutto- Nè vi si trovano rughe trasversali, perchè le
sto, quando ingrandisce, a introdursi tra co- fibre longitudinali, le sole che valgono a pro-
deste pareti ed il peritoneo che spinge al- durle, non si contraggono che all’ istante del-
r muscoli addominali si prestano
indietro. 1 r escrezione. Serpeggiata, cora’ è da mollissi-
anteriormente all’ aumento in volume del me- mi vasi, la membrana mucosa è soggetta a-
desimo, eia parte posteriore di esso è sempre gl’ ingorgamenti, alle emorragie, ai tumori
sopra, la quale debba estendersi il pe-
la sola, poliposi e sanguigni. E separala, come nelle
ritoneo; mentre che 1’ utero deve sempre, in altre partì tutte, dalla membrana muscolare
qualunque stato si trovi, essere interamente per mezzo di un denso tessuto e si osserva-
coperto da siffatta membrana. — Parimenti, no pure tra queste membrane alcune glando-
;

la dilatazione della matrice è una cagione più le mucose. —


Niun infestino riceve tanti vasi,
efficace dilocomozione per la membrana sie- in ragion del volume, quanti il retto e que- :

rosa, di quello che la vescica e si deve con- ; sti gli derivano da tre sorgenti. La prima
è
chiuderne che il retto è dispoglialo dal peri- 1’ arteria mesenterica inferiore , che finisce
toneo meno agevolmente sull’uomo che nella nell’intervallo tra le lamine del meso-retto,
donna tanto più che 1’ estremo sviluppo
; sotto il nome di emorroidale superiore. La
dell’ utero è fenomeno naturale e frequente, seconda è 1’ arteria emorroidale superiore ,
mentre il sommo
sviluppo della vescica è un propria del retto, derivante separatamente
accidente raro e morboso. La tonaca mu- — dal tronco ipogastrico. La terza è l’arteria
scolare forma la parte essenziale del retto. pudenda interna, la cui branca inferiore o pe-
Ha i più patenti caratteri di analogia con rineale somministra allo sfintere molti rami
quella dell’ esofago spessezza assai maggiore
; che si chiamano emorroidali inferiori. - I
che nelle altre intestina ; ma le longitudinali nervi dei retto gli derivano in parte dal siste-
prevalgono, in modo notabile, nei due terzi ma cerebrale, in parte da quello dei gangli e
superiori dell’organo, mentre le circolari si dislribuiscesi principalmente per esso il ples-
trovano quasi sole nel terzo inferiore, cioè so ipogastrico. Alcuni rami gli vanno da’ ner-
presso 1’ apertura comunicante col di fuori. vi sacri. I nervi pudendi si distribuiscono in
Siccome nell’esofago, le fibre longitudinali parte per i muscoli sfinteri. —
Dietro gli espo-
formano qui lo strato esteriore fino a tanto sti ragguagli,scorge che il retto partecipa ai
si

che esìstono, e solo allontanandole si scor- caratteri degli organi delle due vile, e sembra
gono le fibre circolari sottoposte ; siccome come situato al confine dell’ una e dell’altra,
nell’ esofago, le fibre longitudinali e circolari analogo, per questo rispetto, alla faringe, e
sono biancastre per la maggior parte del con- spezialmente all’esofago. Codesta rassomi-
dotto, mentre le fibre circolari inferiori van- glianza, tra gli organi della deglutizione e
no progressivamente acquistando il color ros- r organo principale dall’ escrezione, riesce
so eh’ è proprio degli esterni muscoli. Final- della maggior rilevanza nelle considerazioni
mente, a quel modo che l’esofago incomincia fisiologiche.
da uno strato di fibre soggette all’ influenza §. III. Funzioni de"' grossi intestini.^—
cerebrale, e formante, secondo gli antichi a- La struttura di tutti i detti organi indica,
natomici, il muscolo esofageo^ parimenti il da ogni parte, più o meno manifestamente,
retto termina nel muscolo sfintere cutaneo i che escrezione è la essenziale loro funzione.
1'

che perfettamente rassomiglia lutti quelli del- Fino dalla loro origine si veggono ricompa-
la vita esteriore, nella struttura, nelle proprie- rire le fibre longitudinali, che sono poco svi-
tà e nelle funzioni. Le fibre dello sfintei’e luppate, anzi quasi nulle nel tenue intestino,
cutaneo, in fatti, si fanno immediatamente eh’ è destinalo particolarmente all’ assorbi-
continue a quelle, nelle quali termina la to- mento. Tali fibre, moltiplicate e disposte a
naca muscolare del retto, costituenti lo sfin- mo’ di listerelle forti e dense, raccorciano,
tere interno degli antichi anatomici Uni- . — contraendosi, il tubo intestinale, e affrettano
t», superiormente, al peritoneo per mezzo di per tal modo la progressione delle materia
9» ArPABECCill DELLA VITA üRGAAiCA

contenutevi, in falli gli Inteslini cieco e coìou parte al dominio della volontà. Ma, oltre
sono destinati, quasi unicamente, all’escrezio- le forma
differenze nella organizzazio-
e nell’
ne. Le materie in loro trasmesse hanno già ne ,
r apparecchio respiratorio si distingue

somministrato ai vasi assorbenti quasi tuttala dal digerente i.° perchè composto da pochi
:

sostanza nutritiva che potevano somministra- organi 2 .*^ perchè si trova di necessità in
;

re; e se qualche assorbimento ancora si operi un’ azione continua; 3.° perchè si collega
nella continuazione del loro tragitto, come assai più da vicino all’ apparecchio circolato-
sembrano dimostrare alcuni fatti, è certaraen- rio. —
L’apparecchio della respirazione è co-
ie di poco rilievo. —
- Ma la struttura la più
favorevole all’ escrezione si rinviene, in par-
stituito da due organi simili, il cui volume
è considerabile, e complicatissima la struttu-
ticolar modo, nel retto qui sono molteplici
:
ra, stante che servono a comporli molti tessu-

e uniformemente sparse le fibre longitudina- ti diversi. I quali tessuti sono quasi tutti va-

li, e un abbondante fluido mucoso irrora la scolari, onde ne viene quello stato spugnoso ,
membrana interna ad accelerare il corso delle molle, poco resistente in cui tali organi si
materie, le quali, quando sieno accumulate, presentano. Infatti, nessuno di tali tessuti è
producono, con la loro presenza, un’irrita- provveduto di contrattilità organica sensibi-
zione, il cui più immediato efifetto è la succes-le, ma le loro proprietà si restringono alle sole

siva contrazione delle fibre circolari, che in- proprietà di tessuto, indipendenti dalla vita,
feriormente le spingono, mentre che le fibre e alla contrattilità organica insenybile o toni-
longitudinali, raccorciando d’ alto in basso cità in istato di vita, tranne forse alcune fibre
r intestino diminuiscono la lunghezza del
,
muscolari che si credette rinvenire sopra i
tragitto che deggiono quelle percorrere a fin condotti aerei come vedremo. Non ci ha dun-
di giungere all’apertura destinata a dar loro que niuii indizio che i polmoni possano muo-
l’uscita. La descrizione del peritoneo avrebbe versi manifestamente da per sè stessi perchè ;

luogo abbastanza naturale qui dopo quella il movimento generale d’ un organo non può

degli organi digestivi, ai quali sembra ap- risultare che dalla somma dei movimenti par-
partenersi codesta membrana ; ma siccome ticolari eseguiti dai vari tessuti che lo com-
dessa ricopre eziandio parecchi tra gli organi pongono, nè molti movimenti tonici esercitati
secretori e genitali, ci stimiamo in debito di tutti ad un tratto possono mai produrre un
non doverla descrivere se non quando cotali moviniento generale, apparente e manifesto.
organi saranno stati fatti conoscere. Quindi i polmoni sono immobili, quando
niuaa cagione ad essi estranea non gl’ induce
APPARECCHIO DELL4 RESPIll AZIONE al movimento ; e se si comprimano, ritornano
sempre lentamente al primitivo loro stato ,
COlSSiDEKAZIONI GENERALI
*

spesso anzi non vi ritornano che in parte. —


Le funzioni però de’ polmoni esigono che tali
La descrizione dell’ apparecchio respira- organi sieno agitati d’ un movimento conti-
torio trova il naturale suo luogo dietro quella nuo di dilatazione e di stringimento, acciò
dell’apparecchio digerente, stante i fonda- che possa l’ aria introdursi nel loro interno,
mentali caratteri che l’una all’altra avvicina- e, dopo avervi per qualche tempo fatta dimo-
no le due grandi funzioni da essi operate. ra, esserne espulsa se eodesto doppio movi-
:

Ambedue in fatti codeste funzioni suppongo- mento cessi un istante, il sàngue lascia di ve-
no l’introduzione di sostanze straniere all’e- nire elaborato dall’ aria, e subito si arresta la
conomia, la separazione di tali sostanze in due circolazione. Adunque i polmoni hanno uopo
porzioni, delie quali una sola è conservata, la di un mezzo ausiliario ad adempiere alle fun-
trasmissione nel sangue della porzione utile, zioni cui sono destinati e tale mezzo lo
:

1’ espulsione dell’ altra porzione addivenuta


troviamo nel considerabile apparecchio loco-
inutile e da ora in poi nocevoie. Ambedue motore, da cui tali organi sono circondati, il
hanno, per comun fine ed effetto, il rinnova- quale presenta loro, ad un tempo, una cavità
mento del pngue, e mettono capo nella cir- abbastanza solida a fine di proteggerli dalle
colazione. — Gli apparecchi organici di cole- più ordinarie esteriori lesioni. Le coste for-
ste due funzioni si avvicinano pure per alcuni mano, colla disposizione loro, la parte solida
caratteri manifesti e facili a percepire. Ci di questa cavità; i muscoli intercostali e il
presenta l’uno e l’altro delle cavità tappezza- diaframma ne formano la parte mobile e la ;

te da una membrana mucosa comune, nella cavità stessa risultante dal complesso di que-
quale* intervengono tutti quanti i fenomeni ste parti e di alcune altre si nomina il tora-
essenziali alla funzione. NeU’tino e nell’altro, ce; al quale soltanto vogliono essere attri-
veggiamo alcuni apparecchi locomotori con- buiti i fenomeni di dilatazione e di stringi-
correre a formare il generale apparecchio, e mento de' polmoni che, sempre passivi, se-
servire da mezzi necessari all’ esecuzione dei guono rigorosamente l’impulso che fu loro
fenomeni che sono per la! modo sottoposti in impresso. Il torace adunque forma la parte
DELLA RESPIRAZIONE 97
essenziüle dell’ apparecchio respiratorio, es- il diametro trasversale della cavità corrispon-
sendo che, senza sarebbe impossibile denle;dairaltra il fegato, sollevando il diafram-
di esso,
la respirazione. {
sviluppatoHo con mag- ma, sminuisce notabilmente il diametro verti-
gior estensione codesta attinenza fra i pol- cale della cavità destra. Il polmone sinistro a-
moni e il torace, nella seconda parte della mia dunque eetendesi più in lunghezza che in lar-
opera intorno la più naturale divisione dei ghezza men tre che il destro,più libero d’esten-
;

fenomeni fisiologici considerati nell’ uomo. ) dersiin larghezza, è necessariamente dotato di


ìYIa il torace rinchiude pure T organo cen*- un’assai minore lunghezza suppongo, in così :

frale della circolazione e i suoi primi vasi. A- esprimermi, che ciaschedun polmone si svi-
<lunque l’apparecchio circolatorio si trova luppi più o meno in questa o in quella dire-
ravvicinato e in qualche modo confuso, alla zione, secondo che la cavità, cui deve riem-
sua origine coll’ apparecchio respiratorio.
,
piere, presenti questa o quella forma. Tale
Sono però l’uno dall’altro distintissimi anche idea offertaci da quasi tutti gli anatomici, è
per la disposizione della cavità comune che li vantaggiosa allo studio, perchè si accorda ab-
contiene; perocché il cuore corrisponde a bastanza bene con tiitlociò che sappiamo cir-
quella regione del petto ch’è costituita, all’ in- ca la struttura spugnosa e poco resistente dei
dietro, dalla colonna vertebrale, all’ innanzi, polmoni, paragonata alla struttura molto più
dallo sterno, in basso, dal centro aponeuroti- solida degli organi che li circondano non si ;

co del diaframma ora di tutte


: queste parti, deve però accordarle troppa importanza, e
le une sono immobili, le altre sono dotate solo riguardarla come 1’ esatta espressione di
di un movimento oscurissimo e poco esteso. ciò eh’ esiste in natura. Infatti, tutti gli orga-
Per lo contrario, i polmoni occupano le più ni sono, primitivamente conformati gli uni
mobili regioni del petto, perchè, esteriormen- per gli altri, destinati a trovarsi in certe vi-
te, corrispondono alle coste e ai muscoli in- cendevoli corrispondenze; ed è contrario alle
tercostali, e, inferiormente, il diaframma pre- leggi dell’ organizzatone 1’ ammettere, come
senta loro, a sostegno, tutta la sua parte mu- cagione essenziale della forma d’ un organo,
scolare. —
Essendo stato descritto il petto co- l’impedimento che questo ha provato ad isvi-
gli altri apparecchi locomotori non terremo lupparsi in una direzione piuttosto che in
qui parola che dei polmoni. altra.
I. Volitme. Il volume dei polmoni,
DEI POLMONI nello stato naturale, corrisponde sempre esat-
tamente all’ estensione della cavità toracica.
§. I. Disposizione. Organizzazione e- Inetti a dilatarsi per sé medesimi, riguardano
steriore. polmoni occupano le regioni
I sempre codesti organi, colla loro esterna su-
laterali della cavità toracica, la maggior parte perficie, quell’ involucro osseo e muscolare
della quale essi riempiono. Separati 1’ uno del quale seguir deggiono i movimenti ; c
dall’ altro, posciachè le due pleure ravvicina- crescono in volume a misura che questo au-
te formano tra essi un tramezzo intermedia- menta in ampiezza, diminuiscono a misura
rio nel quale sono contenuti il cuore e i suoi che si restringe, talché non trovasi mai uno
vasi, si trovano per altro uniti cP un modo spazio vuoto tra questi e quello. Possiamo as-
essenziale, perciocché un condotto comune sicurarci agevolmente di questo fatto metten-
ed un’ arteria comune trasmettono loro l’aria do allo scoperto, in qualsiasi
punto, la super-
ed il sangue, che sono materiali necessari ai ficieesterna della pleura costale, o levando
loro fenomeni. Chi volesse risguardare alle con precauzione i muscoli intercostali, o sepa-
e.sposte considerazioni intorno ai polmoni, e rando, dopo avere aperto l’addome, le fibre
alla forma regolare della grande cavità che li del diaframma. Osservasi allora il colore del
contiene, crederebbe trovare in essi quella sim- polmone attraverso quella membrana diafana
metria esatta che caratterizza gli organi della che ne circoscrive la cavità, e si scorge eh’ è
vita esteriore, ma osservandoli attentamente, sempre applicato a questa immediatamente ia
si scorge che tale simmetria è incompiuta, e tutti i suoi punti. Tale esperimento, istituito

t hè i due polmoni, ineguali quanto ad esten- molte volte sopra il cadavere, ripetuto, quan-
sione, e quanto a forma un poco diversi, pre- tunque con maggiore difficoltà, negli animali
sentano in parte quell’ irregolarità eh’ è pro- viventi, ha dimostrato all’ Haller la fallacia
pria della vita organica, o piuttosto tengono dell’ opinione di alcuni fisiologi che stimava-

il mezzo, sì per la struttura e sì per le funzio- no essere il polmone da certa quantità d’aria,
ni, tra queste due grandi classi di organi. abitualmente separato dalla pleura. 7’ale
\hiolsi, del rimanente, notare che la mancan- corri,spondenza esatta, fra il volume del pol-
za di esatta simmetria nei polmoni dipende mone e la larghezza della cavità toracica, è di-
mollo dalla disposizione degli organi vicini. mostrata, in modo ancora più positivo, qualo-
Ìnfatti, d’ una parte il cuore, rivolto un poco i‘a,dopo avere immerso neU’acqua un cadavere,
a sinistra, diminuisce, colla propria presenza, si pratichi un’ apertura nel petto. Allora noti

Elicici. Med. 1'. 11. i3


apparecchi hella vita orüamca

sialza niuna bolia sulla superficie cleiracqua, renza tra la pleura^coslaJe e il polmone, taie
corne interverrebbe indubitatamente se ci a- esperimento non fallisce mai. Conviene, inol-
vesse, tra il polmone e il torace, uno spazio tre, eccettuare i casi ne’ quali il polmone sia

occupato da qualche fluido aeriforme tale e- : molto ingorgato di sangue, e quelli in cui la
sperimento è pure dell’ Haller, e 1’ hanno poi maggior parte della sostanza di esso disorga-
ripetuto parecchie volte altri fisiologi. nizzata presenti quello stato di solidità che
Si può adunque desumere in parte il volume si denomina carnificazione Simile allora .

dei polmoni dall’ estensione della cavità del agli altri, organi solidi, il polmone rimane

petto ma questa estimazione deve essere va-


:
nello stato medesimo, nè ubbidisce alla pres-
ghissima ; perchè: i.° il cuore, frapposto ai sione dell’ aria esteriore. Nei bambini, l’av-
due polmoni, ha un volume assai variabile e, ;
vizzimento de’ polmoni supposti sani è, in
secondo che lo ha maggiore o minore, lascia generale, meno considerabile che negl’ indivi-
uno spazio maggiore o minore a cotali due dui adulti e sovente codesti organi sono pure
;

organi. Parlo qui dello stato naturale, e non contigui immediatamente alia pleura costale,
punto de’ casi morbosi ne’ quali il cuore e sebbene il petto sia, da lungo pezzo, aperto
l’aorta, straordinariamente dilatati da un a- d’ogni banda. —
Da quello che abbiamo det-
neurisma, scemino, mediante compressione
la to risulta, non dipendere il volume de’ pol-
ch’ esercitano , il volume de’ due polmoni, ynoni dalla sostanza solida che li costituisce,
massime del sinistro ; 2 .*^ il fegato varia infi- ma semplicemente dai fluidi che li riempieno,
nitamente in grossezza, e può, coll’ eccessivo e particolarmente dall’ aria, che non lascia
suo aumento, sollevare per modo il diafram- mai di arrestarvisi dacché vi si è introdotta,
ma che rimanga pochissimo spazio al destro 1# prima volta, all’ istante della nascila. Più
polmone. ( —
Il sig. Fizeau ha osservato, nel
morta uno
dilatati qual sono codesti organi nell’ispira-
zione, vengono pure penetrati perfettamente
cadavere d’ unR fanciulla in stato
di straordinaria obesità, il fegato cresciuto in dall’aria nella più compiuta espirazione e se, ;

altezza a tale termine, che per poco toccava stante una compressione lungamente sostenu-
la prima costa nè oltrepassava il margine in-
: ta, o per 1’ azione di una pompa aspirante, si

feriore delle costeaddominali si può arguire : privino interamente di questo fluido, come,
da ciò come dovesse essere estremo lo stato le tante volte, ha tentato sugli animali viventi

dì restringimento in che trovavasi il destro il Bichat, si riducono a sì piccolo volume che


polmone.) Soventemente addiviene che non non empiono la quarta parte della cavità ad
trovisi, nel cadavere quest’ esatta corrispon- essi spettante; lo che si osserva, non pure nelle

denza tra il volume dei polmoni e l’ampiezza nostre esperienze, ma eziandio in tutti quei
della cavità toracica sovente eziandio il pet-
;
casi patologici ne’ quali un fluido qualunque
to aperto sembra, in gran parte, vuoto, es- sitrovi accumulato in gran copia nel tora-
sendo i polmoni quasi rilegati nella parte più ce. Non mai si è veduto un esempio più deci-
lontana del medesimo, sui lati della colonna so di quello, che si presentò un giorno al Bi-
vertebrale lo che unicamente dipende dal-
: chat nel cadavere d’ un fanciullo nell’ età di
l’ingresso dell’aria esterna nel petto all’ i- dieci a dodici anni era una parte del torace
:

stante in cui se ne opera l’apertura. Compili- riempiuta interamente da una raccolta puru-
so dal detto fluido, il polmone avvizzisce a lenta cagionata da una mala affezione alla
modo di vescica piena per metà di aria, che pleura nè, a prima giunta, si scopriva il poi
:

essendo dilatata nel vuoto della macchina mone, il quale, ridotto ad un volume a mal.i
pneumatica, racquista la propria flaccidità non pena visibile, relegato ai lati della colonna
appena si restituisce l’aria al recipiente. Nelle vertebrale, appianato sopra sè stesso, conser-
ordinarie dissezioni cadaveriche, non si osser- vava d’altronde la sua naturai forma, e pre-
va punto questo avvizzimento polmonare, che sentava la sua propria sostanza nella più per-
principia al momento che si è profondato lo fetta integrità. —
Il sangue, che abitualmente
scalpello, e finisce nel tempo che s’impiega a si trova in tanta copia ne’ polmoni, concorre

tagliare le cartilagini delle coste. Ma, come os- coll’ aria ad assegnare il termine al loro volu-
serva 1’ Haller, se dopo aver discoperta este- me, ma in modo secondario, e per qualche
riormente per certa estensione pleura, e la guisa accessorio. I polmoni, in vero, non po-
avere, attraverso la trasparenza della raedesi- trebbono, nello stato di vita, lasciar libero il
ma, ravvisato il polmone che le è contiguo, passaggio a quella massa enorme di sangue
si tagli cautamente questa membrana sì che che incessantemente li trasversa, se non fosse-
non avvenga di ledere insieme il polmone, si ro anticipatamente distesi
la cui dall’ aria,
scorgerà tale organo slontanarsi lentamente abituale dimora in siffatti organi è la condi
dalla pleura costale, massime nella parte an- zione indispensabile acciò che possano ope-
teriore, e scemar notabilmente in volume mo- rarvisi i fenomeni circolatori. La prova che
«trando avvicinarsi alla regione dorsale. Quali- l’ingresso dell’ aria preesiste qui all’ entrali
do, come osserva 1’ Haller, non ci abbia ade- del sangue, si ricava agevolmente dall’ osser-
BRLLA RESPIRAZIONE
azione di cjuaiito avviane all’ istante della na- polmone ridotto quasi alla metà del volura®
«cita, in cui inspirazione antecede sempre gli
l’ che prima aveva presentato. Osservo, del ri-
ultimi cangiamenti nel modo di circolazione. manente, che, per quanto si moltiplichino le
— (
Quelli che attendono al progredimento incisioni, non si perviene giammai a dar uscita
delle conoscenze fisiologiche non vorranno a tutta l’aria contenuta nei polmoni, nè ezian-
qui accusarmi d’incorrere nell’antico errore, dio quando non vi stagni, nello stesso tempo,
intorno la pretesa difficollà del passaggio del il sangue restandovene sempre una quantità
:

sangue nel polmone durante Tespirazione, la che basti a far sì che il polmone soverchi assai
quale difficoltà attribuivasi alle ripiegature quel volume che accrebbe della sola sua parte
che i vasi, come dicevasi, fanno in tal caso so- solida. Tagliati codesti organi in brani con-
pra sè stessi. In fatti, mi sono dato cura supe- tengono ancora, in ciaschedun brano separa-
riormente di notare che il polmone, nell’ e- to, quest’aria, nè l’abbandonano affatto fuor-
spirazione la più compiuta, era tuttavia pene- ché mediante una gagliarda compressione,
tralo dall’ aria, e differiva allora col fatto dal r ebollizione, la macerazione e altri mezzi che
polmone privo assolutamente d’ aria median- ne distruggono, ad un tempo, l’ intima tessi-
te la compressione o altri mezzi. Ora, è oggi- tura. Sembra che l'aria, fluido essenziale alle
dì dimostralo, siccome è noto, che la quantità funzioni del polmone, divenga, dacché lo ha
d’ aria contenuta dal polmone durante l’espi- penetrato la prima volta, una delle parti co-
razione, bastevole riesce ad impedire codeste stituenti 1’ organizzazione del medesimo, al
pretese ripiegature de’ vasi polmonari, e a pari che i tessuti vascolare, bronchiale, cellu-
permettere il libero passaggio del sangue.) lare e simili, ood’ è composta la sua propria
-—jNe’ cadaveri, che noi siamo usati osservare,
il sangue occupa, ne’polmoni, assai maggiore
spazio che non faccia durante la vita, e con-
sostanza.
Peso.
II, —
1 polmoni sono, in propor-
porzione, i più leggeri di tutti gli organi im- :

corre vieppiù a determinarne il volume at- mersi nell’ acqua, o interamente, p in porzio-
tuale. Egli è noto che, all’ istante della morte ni separate, sempre galeggiano. E manifesto
naturale, cotali organi s’ ingorgano sempre che tale leggerezza deriva dalla stessa cagione
più o meno di tale fluido, e l’esame anatomi- che il loro volume; perocché il polmone, privo
co ce ne fornirà tosto le prove più manifeste. affatto dell’aria e ridotto al suo tessuto pro-
Per questo motivo le lievi incisioni praticate prio, non galeggia più così. Osservasi questo
ue’ polmoni de’ cadaveri non producono, le quando l’uno dei due organi compresso ecces-
più volte, quell’avvizzimento sì notabile in sivamente e appianato dalla raccolta di gran
<'odesti organi che si reputerebbe a principio. copia di fluido versato nel torace, ha cessato,
Tali incisioni, infatti, non possono allora dare da lunga pezza, di servire ai fenomeni respi-
uscita che all’aria, e non al sangue, e l’aria ed ratori allora immergendolo nell’ acqua, va
:

il sangue sono allora all’ incirca nella raedesi- al fondo siccome quello del feto. Lo stesso av-
ìvia proporzione. In secondo luogo, acciò che viene in que’ casi ne’ quali il polmone, affat-
tali incisioni dieno uscita alla maggior parte to disorganizzato, abbia sì solido il tessuto
deir aria contenuta nel polmone, è mestieri che si avvicini alla struttura degli altri orga-
die sia libera la comunicazione delle cellule ni ; ma queste cose spettano unicamente al-
aeree tra loro ora, il sangue, che ristagna in
:

r anatomia patologica. — L’ immersione nel-
tutte le parti dell’ organo, impedisce questa l’acqua è dunque il mezzo ordinario onde co-
libera comunicazione, e imprigiona, a così noscere il peso assoluto del polmone e ogni ;

esprimermi, ne’ polmoni, le diverse parti del- qual volta conservi questo una certa quan-
r aria che vi dimorano, talché la parte incisa tità di aria, l’indicato esperimento produce
è quasi la sola donde possa sfuggire 1’ aria ; sempre i medesimi risultamenti—Ma i polmo-
così negli individui morti con emorragia, i ni, paragonati in parecchi individui, offrono un
cui polmoni privi quasi del tutto di sangue peso relativo variabilissimo, secondo la mag-
deggiono loro volume, le in-
alla sola aria il giore o minor copia di sangue che contengo-
cisioni superficiali, delle quali tengo parola, no, e donde furono ingorgati all’ istante della
hanno un successo mollo più notabile, e pro- morte. Non si può dunque dubitare che il pol-
ducono un subito avvizzimento analogo a mone d’ un asfitico non sia, per tale cagione,
([nello che risulta dall’apertura di molle pic- più pesante che quello d’ un uomo morto di
cole vescichette riunite che si fossero empiute emorragia; e che, dietro una malattia cronica
di aria. Ho istituito siffatta osservazione sui che ha dispossate le forze vitali, e scemata ec-
polmoni dei deliquenti messi a morte col sup- cessivamente l’ energia della circolazione, il
plizio della guillotina : in questi ogni taglio polmone non sia più leggero che dopo lo stroz-
praticato alla superficie, seguito era da una zamento, nel quale una massa considerabile
notabilissima diminuzione in volume di tutto di sangue affluì, fino all’ ultimo istante, in
(pianto r organo ; ed, eseguite tre o quattro quest’organo. Adunque potrebbe riuscire uu
Simili incisionij ho veduto dopo un istante il soggetto di curiose ricerche il valutare que-
ÎOO APPAUKCCKI DF.LLA VfTA ORGAR'ICA

sie differenze di peso relativo secondo le di- alla parti vicine. Adunque t polmoni non so-
verse maniere di morte ma un siffatto la-
;
no rotondali in tutto il loro contorno, e sì
voro spetterebbe piuttosto alf anatomia pa- può in essi distinguere, oltre la base e la som-
mità, due superfìcie, 1’ una esterna e l’altra
tologica- di cjuello che siasi alla descrittiva,
—, Qui troverebbono luogo abbastanza natu- interna. ——La superficie esterna, convessa’
rale alcune considerazioni importantissime per tutta estensione, corrisponde alle
la sua

circa la differenza dei polmoni nel feto e nei- pareti foracicbe, ond’è separala da quella por-
r adulto ma conciossiachè queste apparten- zione della pleura che tappezza le mentovate
;

gano a un ordine molto esteso di fatti che ri- pareti; è liscia e levigata, e umettata dal fluido
guardano il modo generale onde si esercitano sieroso di questa membrana. Si discerne co-
le funzioni della vita avanti la nascita, rimet- stantemente, sopra ciaschedun polmone, una
tiamo siffatti ragguagli alla storia dei feto considerabile scanalatura, che comincia all’ in-
trattata, al terminar del seguente volume, dal dietro un poco al disotto della sommità, e sì
sig. Roux nel far questo, operiamo secondo
:
prolunga molto obbliquaraente all’ innanzi e

r inteiiidimento del Bichat. all’ ingiù fino alla base tale scanalatura si e-
:

III. Forma e relazioni. La forma dei — stende a quasi tutta la sostanza del polmone,
polmoni è, generalmente, conoidea colia base dividendolo in due metà quasi uguali, che si
inferiore, e Tapice superiore. E cotesta forma cliiajnano i lobi. Il lobo superi >re, volumino-
piuttosto costante che no, perchè dipende in so in alto, diminuisce a grado a grado, e ter-
gran parte da quella del torace, che, nello mina quasi in punta mentre che l’ inferiore,
;

stato naturale, è suscettibile di poco variare, ristretto inailo, presenta in basso la sua mag-
stante la solidità della sua struttura. Ma i pol- giore larghezza. D’ ordinario, nel destro pol-
moni non corrispondono immediatamente alla mone, il lobo superiore si trova diviso in due
porzione solida del torace che nella parte e- porzioni da una scanalatura secondaria, che
sterna e superiore internamente sono vicini
: s’ indirizza obbliquamente d’alto in basso e

al cuore, inferiormente agli organi addomi- dal di dentro al di fuori in direzione oppo-
;

nali, da’ quali solo il diaframma li separa: posta alla grande onde si distinguono, in
,

così la loro forma, sempre uguale, all’ incirca, questo polmone, tre lobi, de’ quali il medio,
esteriormente ed alla loro sommità, varia d’al- triangolare, presenta 1’ apice al di fuori, la
tro canto secondo la disposizione degli organi base al di dentro. Del resto codesta scanala-
circostanti. cuore, sempre deviato a sini-
Il tura è assai più che la prima variabile, circa
stra, non permette al polmone di questo lato l’esistenza, la lunghezza e la profondità tal- :

lo estendersi, nella parte inferiore, tanto in volta non la si trova punto, ciò eh’ è per altro
larghezza, quanto il polmone destro e men- ;
alquanto raro più sovente è incompiuta ne
;

tre che questo si estende molto, in trasverso, si estende fino al margine esteriore dei pol-

presso la base, il sinistro, più ristretto nel mone finalmente, ora è tanto profonda quan-
;

luogo che occupa, sembra meno conoideo e to la grande, e divide veracemente il polmone
più uniformemente allungato; talvolta ancora, in tre lobi ugualmente manifesti ora, più ;

costretto di dover cedere ad una straordinaria superficiale, lascia le due parti del lobo supe-
dilatazione del cuore aneurisinatico, e del pe- riore in una quasi perfetta continuità. In al-
ricardio idropico, si restringe più verso la cuni individui trova pure, ma di rado, sul
si

base che l’apice, e forma un vero cono rove- polmone la scanalatura secondaria
sinistro,
sciato. Finalmente il torace medesimo è menzionata. La superficie interna, gene-
soggetto ad alcune varietà nella forma, natu- ralmente piana, è divisa in due porzioni ine-
rali, o spezialmente accidentali, e a queste si guali dall’inserzione de’ bronchi e di vasi pol-
riferiscono tutti i conformazione
vizi nella monari, che avviene sopra di essa verso la
delle coste, e quanto a direzione, e quanto a parte media del polmone preso a considerare
curvature; vizi che i polmoni fedelmente rap- nella direzione di sua lunghezza. La porzione
presentano, come costretti che sono sempre posteriore, stretta, corrisponde alle parti la-
di modellarsi sopra gli organi solidi che li terali della vertebrale colonna; l’anteriore, as-
circondano. —
Non pai lo qui de’casi ne’quali sai più larga, corrisponde al cuore e alla ri-,
un fluido accumulalo nella cavità della pleura piegatura anteriore della pleura. La prima è
comprime straordinariamente il polmone. E affatto piana ; la seconda, leggermente conca-
raro infatti che la forma di quest’ organo sia va, si acconcia pure alla forma del cuore. —
allora mutata, perciocché questo fluido lenta- Sopra e sotto l’ inserzione de’ vasi, le due por-
mente a?ccumulato lo comprime, ad un tratto, zioni della superficie interna del polmone non
in tutte le direzioni, e non fa che scemarne sono più separate 1’ una dall’ altra.
più o meno il volume. —
Il cono, rappresen- Tali superficie sono riuniteda due mar-
tato da ciaschedun polmone, è sempre irrego- gini: uno anteiiore, sottilissimo e quasi af-
1’

larissimo, perchè tali organi sono disposti ne- filato, massime nella parte inferiore, più o
cessariamente in maniera che si acconciano meno ineguale s’ indirizza obbliquamente
V
V

DELLA RESPIP. AZTO^^R

aìr higii'i e all’ nel polmone


iniian/i ;
solo , perficie de’ polmoni è libera, fuori la parte
‘ministro, si scorge margine nna pic-
in tale interna, media e posteriore, dove ricevono i
cola incavatura per ricevere la punta del vasi, tanto aerei che sanguigni, costituenti la
cuore, 11 margine posteriore, assai più gros- parte essenziale della loro intima organizza-
so, ottuso, poco deciso, in direzione verti- zione. D’ ogni altra banda la pleura copre il
cale, corrisponde a quell’ infossamento che polmone nel modo che ci faremo ad indicar
esteriormente è segnalo dall’ angolo delle co- tosto, e somministra il llnido sieroso destina-
ste. Nella parte superiore di questo secondo to a separarlo dalla cavità eh’ essa stessa gli
margine, si scorge il principio di quella gran- forma.
de scanalatura che divide il polmone in due Colore.—\ polmoni presentano d’or-
IP".
lobi.-La base del polmone, generalmente pia- dinario per sè medesimi indipendentemente
na, appoggiata sopra il diaframma, è accomo- dai fluidi che ricevono,un colore estremamente
data alla direzione che le presenta questo pallido, talora lievemente fulvo come quello
/grande tramezzo muscoloso quindi, d’ambi- ;
del ciìoio , qualche volta, anzi le più volte^
due i lati, è un poco obbliqua verso l’infuori e grigio e cinerizio, o eziandio perfettamente
Fingiù, per essere il diaframma inclinato verso bianco. Tutto cpianto il polmone offre un
queste parti. Nel polmone destro, codesta ba- siffatto colore, sì nella superficie, e sì rrelFin-
se suol presentare una lieve concavità corri- terno, quando affatto privo di sangue
sia ma ;

spondente a quell’ innalzamento maggiore o non lo presenta


che in parte cpiando sia oc-
minore, in forma di volta, cui il diatramma è cupato dal sangue stesso solo in alcune par-
portato dal fegato.— Nella base del polmone si ti, o non lo presenta più quando il sangue

scorge il termine di quella grande scanalatu- perfettamente lo ingorghi: sempre però que-
ra che separa i due IoIdì, anche qui, come nel- sto color pallido, inun polmon sano, indi-
1’ esterna superficie, divisi 1’ uno dall’ altro. ca nel luogo in cui si trova, la mancanza del
Ma la maggior parte della base è formata dal sangue. Da ciò si comprende il motivo che

lobo inferiore, essendo che il superiore non sì rado riesca 1’ osservarlo negli individui
concorre a dai’le formazione fuorché per una sottoposti .alle ordinarie nostre indagini, da-
picciolissima estensione, massime a destra. La poi che l’ingorgo dei polmoni prodotto dal
liase del polmone sinistro è infatti manco ine- sangue è uno de’ più costanti fenomeni del-
gualmente divisa ma ci ha sempre, tra que-
;
la morte naturale. 1 soli casi in cui si pos-
ste due parti, una sproporzione manifesta. Il sa aver qualche certezza di trovare pol-i

contorno della base del polmone presenta, moni uniformemente cospersi d’ un pallore
nell’uno e nell’altro, un margine sottilissi- siffatto, sono quelli delle morti per emorra-
tuo, lievemente dentato, quasi incassato fra le gia. Di tale tempera sono i due soli esempi
coste e il diaframma, presso il punto in cui il citatine dal IVlorgagui nell’ uno, .ci aveva la
:

mentovato muscolo prende le proprie inser- rottura esterna di un aneurisma deli’ aorta
zioni immobili. Questa specie d’ incassatura è addominale, che aveva messo a morte l’indi-
più sensibile a destra che alla sinistra, atteso viduo nelFaltro, la morte era stata prodotta
;

la protuberanza formata dalla superficie con- dall’ emorragia dell’ arteria crurale ferita di
vessa del fegato. Del resto, la disposizione di coltello. Nell’ una e nell’altra storia Fautore,
codesto margine, diversifica necessariamente attribuisce a codesto genere di morte lo stato
secondo i diversi stati del polmone : cjuello cui presentavano i polmoni. —
Note. Quod (

che abbiamo indicato non s’ avviene che al palmo nes albissimos haiid secus ac si aqua
suo d’ espirazione, il solo che ci venga osser- usqiie et usque injecta sanguis ex eorum
vato nel cadavere. Nell’ inspirazione.^ in cui il vasis fuisset elutus., conspiceremus., nem~
diaframma si abbassa e si appiana, il polmone, pe id deheri intelligehamiis sanguini qua
obbligato a seguirlo, e dilatato in tutti i suoi nulla resisXentia fuerat in ruptum aneu-
punti, cangia necessariamente un poco la sua rysma vitae ex.tremo tempore confluenti
forma alla base. La quale tanto più piana ad- Lpìst. XL, 26. (juod sic concidis-
diviene, e tanto maggior grossezza e volume sent pulmones et colore tamen essenf., si
ne acquista il margine, e tanto meno incassata posteriorem faciem., ut par est^ excipias^
si trova tra il diaframma e le coste, quanto ex cinereo albicante , causa erat exigua
più questo è abbassato verso l’addome. omnino copia sanguinis quam in vasis qui-
L’ apice del polmone, stretto ed ottuso, cor- dem majoribus tum ventris., lum etiam tho-
risponde alla parte inferiore della prima co- racis superfuisse animadvertimus Ep. LIT,
sta, ove si trova collocato in quella spezie di 46.) Cotale stato medesimo di scolora-
fondo di sacco che forma qui la pleura nel mento osservasi pure nei polmoni dei giustir
rivolgersi che fa anteriormente. Ë codesto ziati per mezzo della guillotina. In tutti gli
apice eziandio separalo del tutto dalla parte altri casi è rado che tali organi presenlario,
inferiore del collo; e presenta vari bernocoli per la maggior parte di loro estensione, d
irregolari più o meno notabili. d’utta la su- — pallore di cui parliamo. Sovente si trova solq
102 APPARECCHI OIHXA VITA ORGANìCA

ju alcuni punii separati ;


e facile riesce il po- rassomiglianza, nel colore e nella ccnsistenza,
ter conoscere ia questi luoghi, mediante una alle glandole bronchiali delle quali si farà
incisione, la mancanza del sangue ; ma tutte menzione più in basso. Parmi adunque certo
le altre parti delpolmone presentano quella che le macchie nere sieno prodotte da alcune
varietà nel colore che tosto verremo indi- piccole glandole bronchiali protuberanli alla
cando. Ho trovato per altro una volta bian- superficie del polmone, e apparenti attraver-
chi affatto e privi di sangue i polmoni nel ca- so la pleura, alla quale più o meno intima-
davere d’ una giovane venula a morte nel- mente si attaccano. —
Ho detto che, d’ ordi-
r ultimo grado del marasmo, dopo lunghis- nario, i polmoni si presentano in sembianza
simi e ci udelissimi patimenti prodotti da un differentissima da quella di cui dicemmo. Pe-
cancro del retto tutto il sistema venoso con-
; netrati , nella più parte, degl’individui, ai-
teneva pochissimo sangue. Qui pure abba- fi istante della morte, dal sangue, non pre-
stanza agevole riesce il comprendere la corri- sentano quasi mai quel pallore che abbiamo
spondenza tra Teffetto e la cagione. In quelle detto spettare al loro tessuto proprio. Le
malattie croniche, in cui le forze vitali si più volte si trovano lividi, hrunaslri o vio-
vennero a grado a grado struggendo,^ e e- 1’ letti, o rossastri, e codesti vari colori insieme

iiergia della circolazione è, per conseguente, commisti danno alla loro superficie quell’ a-
a dismisura scemala, il momento in cui s’ e- spetto come marmoreo che, negli anfiteatri,
slingue la vita è il termine d’ una morte in- si suol riguardare per lo naturale slato dei

cominciata da un pezzo e i fenomeni di que-


: polmoni, quantunque non sia quasi giammai
st’ultima vogliono essere più presto attribuiti che un fenomeiiQ cadaverico. —
Nota. ( Ci
alla spontanea cessazione de’ moti del cuore ha de’ casi in cui i polmoni presentano un
che air ingorgamento dei polmoni. Il co- — colore quasi azzurro o di lavagna, che sem-
ior fulvo o grigiastro dei polmoni è inter- bra proprio della loro sostanza. Colale era lo
rotto da alcune piccole macchie nere o brune, stalo loro in un uomo morto, alla Carità,
sparse irregolarmente per la superficie di essi, per la rottura dell’aorta discendente aneuri-
assai variabili quanto a numero e quanto a smatica nè potevasi qui sospettar punto l’in-
:

forma. Sovente il polmone n’ è tutto quan- gorgo sanguigno del polmone, essentlo l’in-
to intarsiato; altre volte non ne presenta dividuo morto raanifestameute d’ emorra-
che alcune sparse qui e qua a grandi di- gia.) — Diversificano
tali colori infinitamente
stanze : altre ancora, ma rare, non ne pre- secondo infermità ch’hanno messo a morte
le
senta di sorte. Tali macchie non dipendono l’individuo. Spetta all’ anatomia patologica
punto dal sangue bastando la semplice ispe-
;
il far menzione di tutti cotesti particolari
zione a dimostrare che provengono da una di- fatti noi dobbiamo ristringerci qui a parlare
:

sposizione organica.— Si veggono, infatti, ma- de’ colori che abitualmente si sogliono osser-
nifestissime sui polmoni i più pallidi e si di- vare sopra de’ polmoni d’ altro canto sani,
scernono perfettamente di mezzo al .color li- ed i quali dipendono meno dalla malattia che
vido de’ più ingorgati polmoni da per tutto ;
dall’ istante della morte. —
11 color bruno, az-

la stessa intensità nel colore da per tutto ; zurastro o violetto, è quello che più di fre-
sono circoscritte esattamente, mentre le mac- quente si ritrova ne’polmoni, ed occupa qua-
chie sanguigne, sempre più o meno oscure, si tutta la loro estensione dipende dal san-
:

sono pur sempre vagamente prolungale e ,


gue nero che è stagnante in codesti organi
finiscono perdendo a grado a grado il loro dacché la respirazione ha cessato di colorare
colore. —
Codeste macchie nere sono roton- quello che il ventricolo destro del cuore con-
diate, ovali, allungate, quando isolate, e quan- tinua ad ispingervi. Accumulato questo san-
do riunite Se si fen<la il polmone nel
tra sè. gue nel sistema capillare, e sparso forse nel
luogo da esse occupato, alcune ne sembrano tessuto cellulare che unisce tutte le parti pro-
limitate alla superificie altre se ne profon-
;
prie del polmone, dà all’organo alcune tinte
dano più o meno nella sostanza tutte oltre- ;
variale secondo che si trova accumulato, in
passano, almeno d’ alcune linee, la fuperficie più o men quantità, nello stesso punto. Il
aderente della pleura, alla quale sembrano sommo di siffatto accumulamento o di que-
appartenere in parte, perocché sollevando co- sto ingorgo produce quel nero profondo
lale membrana d’ in sul polmone si levano che caratterizza i polmoni degli asfilici il :

pur molte di codeste macchie. Ma ciò che bruno e il violetto risulta da un minor gra-
dimostra che spettano sempre, ed unicamen- do d’ingorgamento. Sempre il colore addi-
te, al tessuto polmonare, è i.® che mai non viene più atro in quella parte del polmone
si trovano sulla pleura costale ; 2 .“ che si tro- che è, di presente, la più declive, non ubbe-
vano alcune macchie affatto somigliante nel dendo più il sangue, dopo la morte, che al
tessuto polmonare, lunge dall* esteriore su- peso naturale a tutti i fluidi. Così, da lunga
perficie ; 3-° che i piccoli corpi, da’ quali sif- epoca, fu conosciuto dagli anatomici {i>edi più
6'atle macchie derivano, hanno la più perfetta innanzi il secondo dei citati passi del Mor-
ntî.r.A RESPIRAZIONE 1 o3
) che la parle posleriore ilei polmoni ragione ci porta ad ammettere che il sangue
si presenta di un colore più oscuro colpa la rosso debba stagnare nell’organo respirato-
posizione propria in cui si trovano quasi lutti rio ; nè punto avviene in quesla maniera che
i cadaveri: di modo che si può produrre, a possiamo dar ragione del colore vermìglio
proprio talento questa tinta nerastra in una che presenta quest’organo. Non lo si aUri-
altra parte del polmone, situando, per qual- buirà, senza dubbio, al sangue stagnante nella
che tempo, il cadavere in una posizione di- arterie bronchiali, troppo poche essendo co-
versa ; quindi la si avrà all’ innanzi se si co- deste arterie perchè possano fornire a tutto
richi l’individuo sul petto se lo si corichi 1 organo polmonare quel rossore
; uniforme che
sopra un fianco, la si osserverà nella parte la- ci presenta. -- Finalmente, non si dirà
che
terale del polmone corrispondente lo che, : tale rossore risulti da uno stato infiamma-
del resto, è so^^etlo ad alcune eccezioni tan- torio de polmoni, perocché Io si osserva so-
to frequenti, eh’ è mestieri il farne qui alcun pra individui, i quali non hanno presentato,
cenno. Talora non trovasi che solo un pol- durante la vita, ni un sintomo di siffatta ma-
mone ingorgato posteriormente, sebbene l’in- lattia ; lo
osserva nei polmoni di quasi
si

dividuo sia stato adagiato in una compiuta tutti i bambini,


di qualunque malattia sieno
supinazione, e 1’ altro polmone sembri conte- morti. D
altro cauto, l’effetto ordinario del—
nere all’ incirca la stessa quantità relativa di 1 infiammazione e quello di produrre, nel-
sangue. Talora la parte anteriore è manifesta- la parte ove pon sede, un più considerabile
mente ingorgata nella medesima circostanza, aflusso di sangue già rosso, ma non per que-
non essendolo punto la posteriore, e simili. sto di mutare dessa in rosso il sangue ancor
Ciò dipende, indubitatamente, dalla perdita nero. Adunque m’asterrò qui da ogni
più o meno assoluta <ìi contrattilità organica spiegazione non avendo al presente niun dato
insensibile nelle diverse parli organo
dell’ bastevole a ritrovare la vera. Quello eh’
polmonare, donde risulta una più o meno cerio si è, che quando si tagli il polmone
evidente permeabilità cadaverica, I co- nel luogo di queste macchie rosse, si trova un
lori oscuri non sono isoli che, possano de- sangue vermiglio nel tessuto dell’ organo, e
rivare al polmone dallo stagnarvi del san- che. levato questo sangue,
macchia rossa la
gue. Diversi punti di cotesti organi presen- dilegua. Ad assicurarci di questo, è
uopo sce-
tano, le spessissime fiale, un rossore vivo e gliere un polmone che contenga poco sangue,
vermiglio e le spessissime ancora tale tinta
; e ne! quale si possa paragonare il color pro-
rossa osservasi sopra d’ una gran parte o ,
prio dell’ organo coll’ accidentale colore for-
eziandio sopra una metà del polmone, pre- nitogli, in alcuni luoghi, dal sangue. Osservo
sentando 1’ altra rì;elà il bruno o il violetto ancora che uopo è discernere con accura-
ordinario. Infine quasi sempre il color rosso tezza il colore del polmone da quello che
è il solo che trovisi ne’ polmoni dei bambi- spelta alcuna volta alla sola pleura, allora che
ni. (Parlo qui soltanto di quelli che hanno codesta membrana abbia perduto, per malat-
per qualche tratto respirato, e non parlo del tia, la naturale sua lucentezza.
feto che presenta altre considerazioni a farsi V
Densità. Ira tutti gli organi formati
.

estranee al mio attuale proposi to.)-Da che cosa da tessuti solidi, i polmoni sono meno den-* i

dipende questo color rosso ? Forse dal san- si e i menoCompressi col dito,
resistenti.
gue elaboratosi dalla respirazione, e arrestato agevolmente cedono, conservano un pezzo
in quella porzione del sistema capillare del l’ impressione, nè tornano poi che
incompiu-
polmone, onde ha principio il grande sistema tamente al primitivo loro stato. F qui sup-
vascolare a sangue rosso ? Tale supposizione pongo i polmoni nello stato loro il più natu-
non parmi ammissibile; perocché i.° il san- rale, cioè senza ingorgamento sanguigno, q
gue arriva nero, per l’arteria polmonare, al solo riempiuti di quella porzione di aria, che
polmone, e percorre, senza che muti natura, non gli abbandona giammai, dacché furom»
una parte de’ rami capillari 2 .° dal momen-
: la prima volta distesi da un fluido siffatto.
to ch’ha sostenuta P influenza del contatto Quando gli riempie il sangue e gl’ ingorga,
dell’aria, trova un’ uscita libera pei rami allora acquistano una consistenza estranea aï
delle vene polmonari successivamente accre- loro tessuto proprio, resistendo assai più all?»
sciuti nel diametro ; 3.° dal momento che pressione, e più prontamente ritornando al
la respirazione cessa, non può formarsi più primo stato dopo che hanno ceduto. Pari-
sangue rosso. Non ci ha, all’ istante della mor- menti osserva, d’ordinario, che la mollezza
si

ie, ostacolo mai al ritorno del sangue rosso e la flaccidità, ond’ è caratterizzato general-
i
di già avvenuto nelle cavità sinistre del cuo- mente r organo polmonare, sono più manife-
re, che liberamente si scaricano nell’ aorta, ste negl’ individui morti d’emorragia che ne-
j

mentre che 1’ impulsione del destro ventri- gli altri.-—


Q
iiesta mollezza, questa flaccidità,
colo tende ancora a introdurre del nuovo menonotabile senza dubbio nello stato di vita
«angue nero nei polmoni. Adunque ninna che dopo la morte , ma sempre essenziale
APPARECCHI DELLA VITA ORGAMCA
air organo poìinonaie., dipenJono evideale- lamembrana propria dall’ altro gli presenta
;

mente dal non essere il medesimo che un vero ripiegandosi sulle parti vicine, una cavità di-
complesso di parecchi sistemi vascolari, come stinta, che solo ad esso appartiene, la cui fi-
ben presto più minutamente dimostreremo ; gura e 1’ estensione sono esattamente commi-
e si trovano sempre in relazione colla maniera surate alla figura e al volume, che aver deve
onde si eseguisce la respirazione, da poi che i il polmone. — Le due pleure si diportano
polmoni non deggioiio muoversi mai da per alla stessa guisa ciascheduna dalla sua banda :
sè, ma dilatati o ristretti sempre passivamen- quindi sarà bastevole il descriverne una sola
te, seguono rigorosamente i movimenti del- lino al punto in cui si avvicinano 1’ una al-
T' app.irecchio locomotore toracico, eh’ è un l’altra per formare una ripiegatura comune
necessario mezzo per 1’ esercizio dei loro fe- Rappresentando ciascheduna pleura, alla guisa
nomeni. di tutte le membrane sierose un sacco sen-
,

§. II. Organizzazione intima de"' pol- z’ apertura, è indispensabile, a ben compren-


moni, — -r Conviene distinguere, nell’ orgauiz- derne la disposizione, dipartirsi da un punto
zkzioiie intim<i del polmone, la membrana che qualunque di sua estensione, seguirla nel suo
lo cuopre dalle parti che servono inessenzial tragitto sulle parti che ricuopre, e ricondurla
ìnodo a costituirlo. —
Giaschedun polmone al punto donde la si è supposta partirsi. Pren-
è rivestito da una membrana sierosa partico- diamola sulle parti laterali dello sterno.
lare, denominata la pleura., la quale ne forma, Presa la propria derivazione da questo punto,
per così dire, l’ integumento proprio, e si si porta al biifuori sulle pareti pettorali che
estende ugualmente sulle pareti del petto. — essa tappezza per tutta la loro estensione, ap-
,

l'polmoni sono essenzialmente formati, i.®da plicala immediatamente sulle coste, separata
un condotto cartilaginoso e membranoso de- dai muscoli intercostali solo per mezzo dei
.stinato a trasmettervi l’aria; 2 .^ dai due siste- vasi e dei nervi dello stesso nome, e d’ un
mi vascolari, l’ uno de’ quali spettante all’ ar- tessuto cellulare poco adiposo e così arriva, *,

teria polmonare, costituisce termine del si- il in direzione trasversale, fino alla vertebrale
stema generale a sangue nero; l’altro appar- colonna, e, nel tempo stesso, si rivolge in basso
tenente alle vene polmonare, dà comincla- sopra il diaframma del quale ricuopre la faccia
mento al sistema generale a sangue rosso 3.° ; superiore, e In alto sotto la prima costa ove for-
da un tessuto proprio in cui si riuniscono i ma un fondo di sacco destinato a ricevere la
tre ordini di vasi di che bo parlato, e che sommità del polmone quindi, tanto in alto
:

viene penetrato, d’ ogni banda, dal cellulare che in basso, si fa continua alla ripiegatura
tcssu lo. anteriore della quale ci rechiamo tosto a fa-
Delle due pleure. Colloco qui la de-
I. vellare. Verso i capi delle coste la pleura cuo-
scrizione delle due pleure, sebbene si costumi pre i gangli toracici e loro rami, da poi
i

in anatomia considerarle separatauiente, come si porla sui lati del corpo delle vertebre dor-
organi particolari. C a confermare tal uso, e sali dal quale è separata mediante un tessuto
a dargli maggior rilevanza sembra tendessero cellulare molto abbondante di adipe. — Giun-
le belle considerazioni del Bichat intorno le ta sul davanti vertebrale colonna , la
della
membrane sierose dalle quali ci sono mo-
; pleura sì trova ravvicinata a quella del lato
strate tali membrane in generale, e particolar- opposto, e lo stretto spazio che rimane fra
mente le pleure, distinte dagli organi che ri- esse è riempiuto dall’ aorta discendente, dal-
coprono, e per la natura loro e per la pro- r esofago, dal canale toracico, e circondato da
prietà per le malattie, e via discorrendo.
e un lasso tessuto cellulare. 11 quale spazio, co-
Ma, codesto modo tistraltivo di prenderle nosciuto sotto il nome di mediastino poste-
j'n considerazione, necessario in un trattato di riore., non è, come comunementesuppone, si
anatomia generale, ove si tratta di conoscere triangolare, perchè le pleure dinanzi ad esso
ìa natura dei tessuti, non può convenirsi nelr non si toccano punto, ma si portano separa-
r anatomia descrittiva ove si tratta solo di tamente sui lati del pericardio Parrebbe .

.osservare la disposizione degli organi formali piuttosto quadrilatero ma, a meglio espri-
;

da parecchi tessuti riuniti; 2 .° ci è pur forza, merci, non presenta altro che quella forma
in quest’ ultimo studio il considerare
,
in, che gli deriva dall’ aorta e dall’ esofago onde
iuodu astratto, mia membrana sierosa che è riempiuto affatto. La direzione n’ è vertica-
apparlieiisi, ad un tempo, a parecchi organi le, perfettamente parallela a quella della ver-
diversi per natura e per funzioni come il , tebrale colonna. —
Alla parte anteriore di
peritoneo ma non è lo stesso quando una
; questo spazio ciascheduna pleura si porta sulla
membrana tale non esiste che per un organo parte laterale corrispondente del pericardi»,
particolare ; 3.^ egli è evidente che la pleura, del quale non copre a principio che una pio-
da qualunque lato la si riguardi, non esiste che ciolissima parte, quindi si rivolge di subito
pel solo polmone perciocché, dall’ un canto,
; sulla parte posteriore de’ vasi polmonari, e si
ìmuiediatamenle lo avvolge e ne costituisce porla al polmone} tappezza la faccia convessa,
DELLA RESPIRAZIONE lOD
ì' apice base di quest’ organo, cacciandosi
e la ca, ha di necessità la conformazione medesi-
profondamente tra’ suoi lobi e coprendo in ma che il polmone, del quale costituisce la
partico'are ciascheduno di essi ovunque sono cavità propria, dovendolo sempre esattamen-
distinti, ritorna poi sulla faccia piana di esso, te abbracciare. Ora, i polmoni sono allonta-
fino tanto che arriva alla parte anteriore dei nati r uno dall’altro all’ apice, e si accostano
vasi polmonari, sopra i quali novellamente nella loro parte media, ove d’ una parte, ,

rivolgesi, per continuare proprio tragitto


il crescono in volume, dalfaltra non sono sepa-
sui lati del pericardio, che ricuopre fino alla rati dal cuore che mediante i grossi vasi, e si
sua faccia anteriore. Qui si trova un’altra allontanano assai, malgrado il loro aumento
volta ravvicinata alla pleura opposta ; e am- in volume, nella parte inferiore, perchè tutto
bedue si rivolgono tosto per recarsi insieme quanto il cuore è tra loro le pleure adunque
:

ìdla parte posteriore dello sterno, formando seguir deggiouo la medesima disposizione, e
così quel tramezzo che dicesi il mediastino si trovano quindi allontanate in alto, ravvici-
anteriore^ o semplicemente W mediastino^ nate e contigue verso il mezzo, molto allon-
termine che noi conserviamo per servire tanate all’ ingiù e questo è quanto comune-
;

meglio alla descrizione, osservando che non mente si osserva. Verso la parte superiore del
esprime un organo particolare come altra vol- torace, le due lamine del mediastino lasciano
ta si supponeva.— Pervenute alla parte poste- tra sè uno spazio triangolare, la cui base è in
riore dello sterno, le due pleure vi si attaca- allo, l’apice in basso, spazio, eh’ è occupato in
no, rivolgendosi tostamente all’ infuori cia- basso dal timo nel bambino, ed empiuto in
scheduna dal lato suo, e si ritrovano al punto ogni età dal tessuto cellulare. Un po’ più in
donde le abbiamo cominciate a considerare. basso, e sul davanti de’ grossi vasi, le pleure
Adunque come si scorge, la pleura forma esat- si accostano sono contigue e separate <la un
;

tamente il sacco senz’ apertura, che abbiamo tessuto cellulare poco copioso, che loro con-
accennato, di modo che ricoprendo, median- cede il poter agevolmente scorrere 1’ una
te la sua esterna superficie, e il polmone e gii sull’altra ma subito dopo si allontanano di
;

organi vicini, non corrisponde, in tutti i nuovo nella parte inferiore, e lasciano tra sè
punti dell’interna superficie sua, che a sè me- un nuovo spazio triangolare la di cui base
desima inoltre è facile scorgere, che essendo
: è in basso e corrisponde al diaframma, men-
estesa esteriormente sulle pareti toraciche, tre che 1’ apice al di sopra si perde nei
, ,

forma solo al di dentro la cavità propria del punto che le due membrane si fanno conti-
polmone, dalla quale dipende. Ritorniamo un gue. Quest’ultimo spazio, assai più largo del
istante a codesta porzione interna delle due superiore, è occupalo da un abbondante cel-
pieure o mediastino , afine di esaminarne , lulare tessuto riempiuto le spesse fiale da
con maggior diligenza, la disposizione. i.“ Il molto grasso giallastro. Così il media-
mediastino non tiene una direzione perpen- stino, o la riunione anteriore delle due pleure,
dicolare e diritta, sì che si trovi parallelo allo rappresenta una vera specie di X, le branche
sterno come si potrebbe dapprima essere
,
inferiori del quale sarebbero più allontanate
condotto a credere. Pvivolto un po’ obblìqua- che le superiori Si scorge benissimo code-
.

mente da destra a
d’ alto in basso e sinistra, sta disposizione quando, levato lo sterno, si
corrisponde, superiormente, al luogo in cui le osservino davanti il pericardio i lembi delle
destre cartilagini costali si uniscono allo ster- due pleure tagliate in direzione della loro
no ; verso la sua sommità, al solo sterno, lunghezza. Quando si sollevi lo sterno ,

inferiormente, ad una parte^ delle cartilagi- in alto od in basso, lo spazio che separa le due
ni costali del Iato sinistro. È codesta obbli- pleure accresce , perchè ambedue queste
s’

quità il necessario effetto dell’ ineguaglianza membrane si staccano in parte dallo sterno e

nel volume dei due polmoni, ineguaglianza dalle cartilagini costali alle quali si attaccano;
che, siccome abbiamo notato di sopra, è pro- e si produce pure uno spazio artifiziale nell
dotta dall’inclinazione del cuore a sinistra. luogo in cui le due pleure erano naturalmente
In fatti, essendo il sinistro polmone meno contigue, e il tessuto cellulare poco abbon-
sviluppato, nella parte anteriore, che il destro, dante che le riuniva sembra stirato e diste-
,

e mestieri che le pleure, sempre accomodate so in più versi. Se si rimette allora lo sterno
rigorosamente alla forma dei polmoni, formi- alla sua naturale posizione, si vede Io spazio
no una cavità più larga a destra, meno a si- scemare, e le due pleure ravvicinarsi siccome
nistra. 2 Le due pleure, avvicinandosi per
.'^ prima. —In alcuni individui, si videro le due
dar formazione al mediastino, non possono pleure recarsi ciascheduna separatamente allo
addossarsi V una all’ altra, e trovarsi contigue sterno, ed atteecarvisi senza essersi trovate
che per una piccolissima estensione, la quale contigue in niiin punto, di modo che uno spa-
corrisponde sempre al luogo donde i grossi zio consi<lerabile se[)arava, per tutta la loro
vasi sorgono dal cuore. Infatti, ciaschedun.'i lunghezza, le lamine del mediastino. 11 tes- —
pleura, considerata nella sua porzione loraci- suto cellulare, che riunisce (jui le due pleure,
Encicl, Med. f. 11.
lófS APPAKfiCCHi DELLA VITA OfeGASlCA

comunica liberamente in alto con quello del scoli intercostali, e può, come osserva
Saba* il

collo, in basso con quello del basso-ventre. Nei tier, essere evacuato mediante l’operazione
due spazi triangolari soprammentovati, con- dell’ empiema» Si capisce anche siccome, in

tiene d’ ordinario più o meno adipe sembra ;


alcuni casi de’ quali ha fatto parola lo stesso
assolutamente privo di questo fluido nel luo- autore, il pus ha traversato i muscoli interco-
go che le due pleure sono contigue, e offre stali, ed è pervenuto a formare esteriormen-

un aspetto filamentoso, quantunque sia sem- te sotto la pelle un vero ascesso per congestio-

pre assai lasso.- Codesto cellulare tessuto ne. — Finalmente si comprende che l’effetto
è suscettibile d’ infiammazione come quello naturale degli ascessi del mediastino dev’ es-
delle altre parti, sebbene meno frequente e ;
sere, nel primo periodo, quello d’ impedire i
tale infiammazione quando fu esaminata,
,
movimenti del cuore, poscia che il pus com-
parve presentasse gli stessi caratteri che quel- prima il pericardio eh’ è meno res-istente del-
la del tessuto cellulare sottocutaneo nel flem- lo sterno; e nel secondo d’ impedire i movi-
mone: la suppurazione n’ è 1’ esito ordinario, menti de’ polmoni, col restringere ambedue
e ne risultano delle deposizioni più o meno le cavita toraciche, ampliando, a dispendio
considerabili, che ora si diffondono alle pareti delle pleure , quello spazio che deve occu-
addominali attraverso lo spazio triangolare pare. Il mediastino adempie, rispetto
ai
anteriore del centro diaframmatico, ora, anzi polmoni, ad un uffizio molto analogo a quello
le più volte, s’accrescono nel mediastino stes- cui la falce adempie rispetto ai cerebrali emi-
so, e manifestano alcuni sintomi de’ quali sa- sferi separa tali due organi, e impedisce
:

rebbe fuori del proposito nostro l’offrire qui nel decuDito laterale che 1’ uno non graviti
il ragguaglio. Solo farò un’ osservazione sopra 1 altro, Io che tanto più agevole riusci-
circa i cangiamenti anatomici prodotti neces- rebbe, che niun legame naturale ritiene il
sariamente da tali deposizioni. —
A ben com- polmone al posto suo, tranne i vasi che a esso
prendere siffatti cangiamenti, è mestieri i.^ si recano verso il mezzo dell’interna
:
sua fac-
rammentare che le membrane sierose sono, cia, e che non ne impedirebbono punto il la-
in generale, poco estendibili, e si prestano piut- terale movimento. Ma ( e questo merita
tosto sviluppandosi che distendendosi ; 2 .® os- specialmente di essere notato) per l’ anzi-
serverò che le pleure si attaccano molto più detta esterna disposizione delle due pleure, le
ai lati del pericardio che allo sterno ed alle parti essenzialmente mobìli del torace, che
coste, donde si staccano sempre con molta rinchiudono i polmoni, si trovano distinti
facilità. Ciò statuito, comprendesi agevol- dalla porzione più ferma che rinchiude i pri-
mente siccome i depositi di cui si tratta si svi- mi organi circolatori. Osservisi, in vero, sic-
luppino prima dall’ innanzi all’ indietro, che come la regione del torace, circoscritta dal
vuol dire che il pus si accumula da quella mediastino, sia precisamente costituita all’ in-
parte in cui trova la minor resistenza e que- ; dietro dalla colonna vertebrale, all’ innanzi
sto fa che s’aumentano le naturali separazio- dallo sterno, in basso dal centro frenico, par-
ni delle due pleure, e produce uno straordi- ti poco mobili, che esercitano la meno
attiva
nario allargamento nel punto in cui le due influenza ne’ fenomeni meccanici della respi-
membrane erano contigue. Ma quando il razione. Ritorno alle pleure. La superficie
pus continua a raccogliersi, siccome non può esterna di tali membrane, aspra, ineguale, cor-
distendere le pleure oltre un certo termine, è risponde a molte parti diverse e loro più o
mestieri che le distacchi ne’ luoghi prossimi a meno aderisce. Facile cora’ è ad essere stacca-
quelli in cui sono aderenti e questi luoghi
: ta dallo sterno, dalle coste e dai loro inter-
sono il pericardio all’ indietro, le pareti tora- valli muscolari, siccome dai Iati della verte-
ciche all’ innanzi. Ora le pleure sono aderen- brale colonna, s’ unisce assai intimamente alla
ti assai più al pericardio che alle pareti tora- sostanza propria de’ polmoni, co’quali sembra
ciche: dunque verranno staccate, per un’esten- formare un solo corpo, all’ incirca come sem-
sione maggiore o minore, sul davanti e non bra fare il peritoneo con molti de’ visceri ad-
all’ indietro e il deposito s’ aumenterà oggi-
; dominali. Si giunge per alto, mediante la sem-
mai in direzione trasversale, denudando pri- plice dissezione, ad istaccarla per un’estensio-
ma i lati dello sterno, poi le cartilagini costa- ne alquanto notabile dal polmone ; e anche
li, indi le coste, se potesse supporsi che la ma- allora si trova, tra essa e la sostanza propria,
lattia durasse ancora abbastanza senza che~ una spezie membrana secondaria piuttosto
di
producesse i mortali fenomeni. Si compren- — densa che no. La quale membrana secondari.i
de da ciò siccome la trapanazione dello ster- però non sembra altra cosa che il tessuto cel-
no, mezzo eh’ è indicato a fine di aprire l’ li- lulare che mutò forma e acquistò più consi-
scila al pus negli ascessi del mediastino, non stenza e lo dimostra ciò che avviene quando
:

sia assolutamente necessaria che per poco i si esponga all’ ebollizione una parte dell’ or-
notabili ascessi, e divenga inutile più (ardi, gano polmonare la pleura allora diviene as-
:

essendo che il pus corrisponde allora ai mu- sai discernibile sopra di esso, cresce in densità,
DELLA RESPIRAZIONE
sileva con incredibile agevolezza, nè osser- nat. gener.)- le porzioni costale e polmo-
vasi allora, tra questa e la sostanza propria, nare sembrano quasi immedesimate; ora sem-
che un tessuto cellulare, sommamente lasso e brano unite assai lassamente; altre volle si
poco abbondevole. 1 diversi gradi di ade- estendono dall’ una all’ altra alcuni prolunga-
renza della superficie esteriore della pleura menti membranosi, a rao’ di briglie, e sem-
non si osservano in ninna parte così bene co- brano alcune naturali ripiegature della pleura
me nel pericardio. Prendasi una delle pleure medesima finalmente, altre volte ancora, tale
:

nel luogo in cui si rivolge per dar formazione continuità è formata da alcuni prolungamenti
al mediastino, la si sollevi dal di dentro al di fioccosi somiglianti ad alcune lamine di cellu-
fuori, e la si troverà prima unita assai lassa- lare tessuto. Aggiungansi i casi sì numerosi nei
mente al pericardio verso la punta di que- quali false membrane, sviluppate sull’interna
sto )•! volgimento, più fissa a misura che ci ac- superficie dalla pleura^ producono certe ade-
costiamo al polmone, e finalmente impossi- renze veramente morbose. Ora, ne’ più degli
bile o molto difficile a distaccarsi da quella addotti esempi, gl’ individui non avevano ces-
porzione del pericardio che si prolunga este- sato di respirare colla maggior libertà. Dun-
riormente sui vasi polmonari. —
La superficie que è evidente che la continuità di superficie,
interna del pleura, d’ogni parte, come dicem- tra’ polmoni e il torace, non fa ostacolo alla
mo, a sè stessa contigua, presenta un aspetto libertà de’ fenomeni respiratori. — Quindi è
liscio e pallido prodotto dal liquido sieroso che vantaggio del fluido sieroso della pleu-
il

del quale è sorgente. Codesto fluido, del con- ra non può essere da noi sì chiaramente co-
tinuo esalato ed assorbito, favorisce indubita- nosciuto come quello del fluido sieroso delle
tamente r azione degli organi respiratori, se- altre somiglianti cavità e osserviamo in fatti
;

parando il polmone dalle pareti toraciche che che, in ogni altra parte, a valutare quest’ uti-
lo circondano. Ma l'esistenza di esso è poi ne- lità, abbiamo alcuni dati che qui assolutamen-

cessaria ai fenomeni della respirazione? co- te ne mancano. L’apparecchio respiratorio è il


desta funzione è poi in manifesta guisa impe- solo a presentarci le pareti d’una cavità che ha
dita quando il fluido sieroso non sia più se- una rigorosa e necessaria corrispondenza di
parato, o quando ci abbia continuità fra le movimenti cogli organi rinchiusivi. Il cervello
porzioni costale e polmonare della pleura? Si è tende a muoversi in una scatola ossea immo-
per qualche tempo sostenuta T affermativa, bile ;
le viscere gastriche possono mutare re-
anzi se n’ è altre volte in medicina creato un lazione e disposizione senza che ne partecipi-
principio, e il costume di attribuire l’abituale no in niun modo le pareli addominali ; nelle
difficoltà del respiro alV aderenza de'' polmo- cavità sinoviali, troviamo sempre due super-
ni alla pleura non è ancora in lutto abolito, ficie che si muovono in direzione opposta l’u-
'futtavolta le seguenti considerazioni, fatte da na dall’altra e via discorrendo. Da per tutto
lungo tempo dall’ Haller, e poi ripetute da al- veggiamo diverse parti di una superficie
le
tri fisiologi, non permettono più che si am- sierosa, scorrere le une sopra le altre in mo-
metta siffatta idea: le esperienze le più po- do più o meno manifesto, e possiamo com-
hanno mostrato che, nello stato sano, ci
sitive prendere senza fatica che era qui indispensa-
aveva sempre perfetta contiguità fra i polmo- bile la presenza di un fluido. Solo il torace
ni e le pareti toraciche, sì nell’ inspirazione ne offre due porzioni sierose sempre allo
come nell’ espirazione il solo ragionamento stesso modo contigue, sempre in vicendevole
:

lo avrebbe provato. Quale, infatti, sarebbe il corrispondenza sopra gli stessi punti. — La —
motivo de’ movimenti del petto, se i polmoni pleura è dotata della trasparenza comune a
fossero dotati di un movimento proprio e in- tutte le membrane della medesima classe alla
dependente ? Ma poiché i polmoni ed il petto cjuale Traendo, di per sè
spetta essa stessa.
si muovono sempre, e necessariamente, d’ ac- stessa, albianco, permette quasi da per tutto
cordo, come potrebbe averci tra loro uno spa- il discernere esattamente il colore proprio alle

zio vuoto ? e se non può averci tra loro uno parti sottoposte. Ciò è manifesto sopra il dia-
.spazio vuoto, come potrebbe mai l’acciden- framma del quale si scorgono, a traverso la
tale loro continuità impedire gran fatto i loro pleura, tutte le fibre ; ma ancor più nel pol-
movimenti? le dissezioni de’ cadaveri dimo- mone, del quale la pleura ci lascia agevolmen-
strano che i casi d’ aderenza tra le porzioni te riconoscere tutte le gradazioni, non tanto
costale e polmonare della pleura sono estre- perchè sia qui più sottile quanto perchè vi
mamente moltiplicati, che tali aderenze s’ in- è più aderente. If ebollizione fa perdere asso-
contrano ne’ più individui, e si frequente in lutamente codesta trasparenza alla pleura, fa-
quelli (he, di mezzo alla più fiorente sanità, cendole acquistare un color bianco opaco ab-
furono colti da un’ istantanea morte, come in bastanza manifesto. —
Tutto che spetta, d’al-
quelli i cui giorni furono tratti a termine da tro canto, all’intima organizzazione della pleu-
una lunga malattia. Tali aderenze sono di ra , è applicabile al tessuto sieroso general-
quattro spezie, come ha notato il Bicliat ( A- mente considerato. Il lettore troverà, nella
io8 APPARECCÎIÏ DELLA TItA ORGANICA

Anatomìa generale^ queVagguagli che è inu- tare, da questo lato, agli organi eslerrii, e
tile riesce ripetere qui. È notabile che la solo le divisioni di esse perdono questo carat-
pleura non presenta, come le altre membrane tere. Riguardata nella parte anteriore, sem-

sierose, quelle ripiegature lasse e ondeggianti bra cilindrica ;


ma dalla posteriore, la si tro-
il cui scopo è quello di prestarsi airaccidenta-
va appianata ;
lo che dipende, come dimo-
le dilatazione degli organi perocché
;
il media- streremo presto, dalla sua organizzazione. — lì

stino non può aversi come destinato a somi- diametro della trachea corrisponde, in gene-
gliante uso, attesa l’ immobilità e F abituale rale, all’ età dell’ individuo e al volume natu-

tensione del medesimo, e spezialmente Fuso rale de’ polmoni :


è perfettamente simile a
essenziale che gli abbiamo riconosciuto di com- quello della laringe misurata, siccome convie-
piere, internamente, le cavità contenenti il pol- ne, sulla cartilagine cricoide, fatta astrazione
mone. Facile a comprendere, da ciò ch’abbia rn dalla tiroidea. È tale diametro sempre uguale
detto, è il motivo di tale eccezione il torace: per tutta la lunghezza della trachea ;
nè lo si
e i polmoni si muovono sempre d’ accordo ;
vede scemare nella parte inferiore, poiché lo
la dilatazione de’ polmoni, per quanto consi- si trova presso i bronchi uguale n quello ch’era

derabile essere mai possa, si trova sempre ri- a livello della laringe. Anteriormente, la
partita su tutti i punti con perfetta uniformi- trachea è abbracciata^ nella sua parte superio-
tà, ciò che la rende poco estesa sopra ciasche- re, dalla gianduia tiroidea, le due porzioni
dun punto in particolare d’ altro lato, code- della quale si riuniscono sul davanti. Più in
;

sta dilatazione non soverchia giammai gran basso, e più superficialmente, è coperta dai
fatto il consueto volume degli organi ad ogni ;
muscol