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Il termine razzismo, nella sua definizione più semplice, si riferisce ad un'idea, spesso preconcetta[1] e

comunque scientificamente errata, come dimostrato dalla genetica delle popolazioni e da molti altri
approcci metodologici, che la specie umana (la cui variabilità fenotipica, l'insieme di tutte le
caratteristiche osservabili di un vivente, è per lo più soggetta alla continuità di una variazione clinale)
possa essere suddivisibile in razze biologicamente distinte, caratterizzate da diverse capacità intellettive,
valoriali o morali, con la conseguente convinzione che sia possibile determinare una gerarchia secondo
cui un particolare, ipotetico, raggruppamento razzialmente definito possa essere definito superiore o
inferiore a un altro.Il razzismo è un insieme di teorie e credenze che stabiliscono una gerarchia tra etnie,
razze e popoli; nello specifico è una dottrina politica che preconizza il dominio di una razza (definita
superiore) sulle altre e la sottomissione degli interessi individuali a quelli della razza dominante.

In quanto ideologia, il razzismo è un'invenzione della civiltà bianca ed europea, ed è stata storicamente
utilizzata per discriminare, sottomettere e sfruttare altri popoli ed etnie.Il razzismo classico si differenzia
da quello in voga attualmente, detto "neo-razzismo" o razzismo differenzialista, che non nega
l'uguaglianza tra le razze ma si batte per mantenere le differenze culturali esistenti (va da sè che per i
razzisti differenzialisti alcune culture sarebbero superiori ad altre), principalmente rifiutando i
mescolamenti razziali e il multiculturalismo che sono legati soprattutto all'immigrazione.

L'assurdità del razzismo (scientifico, spirituale, filosofico e differenzialista) consiste nel fatto che la
suddivisione della specie umana in razze diverse le une dalle altre è del tutto priva di scientificità ed
obiettività. Un importante documento UNESCO riconosce soltanto il concetto di gruppo etnico come
unico elemento biologico distintivo della specie umana (in cui cioè è riscontrabile una vera omogeneità
tra individui) [2].

Il concetto di razza come elemento di rigida suddivisione dei popoli umani è quindi assolutamente privo
di significato. Le moderne ricerche di genetica, in particolare gli studi di Luigi Luca Cavalli-Sforza, hanno
dimostrato che le differenze genetiche tra i popoli non distinguono le razze in modo definito, ma bensì
che tutti i popoli umani hanno caratteristiche genetiche che variano in maniera continua e progressiva
[3].

Tale termine è privo di significato anche per le altre specie animali che vivono libere in natura; il concetto
di razza è valido per le specie animali che vivono in cattività e in cui gli accoppiamenti sono controllati
dall'uomo (esempio in zootecnica). Questo perché in natura le razze animali tendono ad incrociarsi e a
mescolare i propri geni, ecco perchè in natura non esistono quindi differenziazioni nette e distintive
entro le specie animali.

Per estensione del termine si definisce razzismo anche ogni atteggiamento di intolleranza verso individui
o gruppi di individui appartenenti ad una diversa religione,etnia, sesso, lingua ecc. L'antirazzismo è
l'antitesi del razzismo ed è comune a tutti gli anarchici.Precursori del razzismo

Prima del razzismo « moderno » ed europeo, che ha avuto l' assurda pretesa di autodefinirsi scientifico,
alcuni “precursori razzisti” giustificavano la discriminazione secondo il principio dell'ereditarietà dei
caratteri genetici, alcuni dei quali, essendo “negativi”, determinavano la presunta inferiorità di gruppi più
o meno grandi di persone. Non si faceva riferimento specifico e preciso alle razze e se lo si faceva si
intendeva con quel termine non una tipologia biologica ma era un riferimento d una "categoria" o
"genere" di persone.

Essi non elaborarono teorie scientifiche o filosofiche, come fecero poi i "moderni", ma nonostante la loro
infondatezza (così come il razzismo scientifico e quello spirituale) tuttavia trovarono riscontro in vari
ambiti religiosi, politici e culturali:

L'induismo: questa religione ha una storia millenaria ed è basata sulle caste ereditarie. Gli ultimi, gli
"intoccabili", sono trattati in maniera umiliante e considerati esseri inferiori.

Le culture greche e romane: erano strutturate su sistemi di caste semplificate. I greci definivano barbari
tutti coloro che non parlavano la loro lingua.

La monarchia: i diritti sono funzione della nascita: si diventa Re\Regina con il diritto di primogenitura.
Anche la nobiltà è un carattere trasmissibile solo ed esclusivamente con l'ereditarietà.

Il cristianesimo: nel medioevo i cristiani organizzavano spesso Pogrom antisemiti; inoltre promulgarono
norme discriminatorie denominate limpieza de sangre (in spagnolo) o limpeza de sangue (in
portoghese), che tendevano a discriminare i cristiani non puri, cioè quelli che avevano progenitori
provenienti da altre religioni (musulmani, ebrei), da quelli puri.