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Mensile - Anno VII - N° 74 Ordine

- Dicembre 2014 - Poste Italiane S.p.A. Spedizione in A. Postale - D.L. 353/03 (conv. in L. 67801 del 20/12/2020
n. 27/02/2004 n.46) art.- 1Licenza esclusiva
- Comma Mauro
1 -aAut manca
C/RM/65/2011 - Rm €7,00

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Periodico mensile
Numero 74 - Dicembre 2014 - Anno VII
Sede Legale
Via Francesco D’Ovidio n. 64 - 00137 ROMA
Redazione
L a Vo c e d e l l a F e n i c e
Via Monti Sabini n°148 - 00015 Monterotondo (RM)
Tel/fax 06.9065049 - E-mail: info@xpublishing.it

V
Direttore Editoriale Adriano Forgione orrei soffermarmi sull’articolo portante di questo numero, la notizia relativa alla
(adriano.forgione@xpublishing.it) decifrazione di un Vangelo Perduto, nel quale si parlerebbe del matrimonio tra
Direttore Responsabile Giuseppe Morelli Gesù e Maria Maddalena, che apre una serie di questioni interessanti in relazio-
(pino.morelli@xpublishing.it) ne a scoperte e decifrazioni avvenute in passato su altri documenti che ne parlano. Non
Direttore Artistico e Progetto grafico Alberto Forgione mi soffermo qui sul come è avvenuta la scoperta, lo leggerete nell’articolo, ma piuttosto
(alberto.forgione@xpublishing.it) sulle reazioni generatesi oltreoceano alla pubblicazione del saggio che ne parla, in quan-
Amministratore Unico Margherita Vasselli to rappresentano in modo chiaro ed evidente come si stia andando verso una censura
(amministrazionexp@gmail.com) sempre più forte di tutto ciò che il potere non accetta, oltre che essere significative del mo-
In Redazione Silvia Agabiti Rosei do in cui i nostri argomenti, assolutamente degni di attenzione e rispetto, vengono inve-
(silvia.rosei@xpublishing.it) ce considerati dai soloni del sapere. Fatemi anticipare solo che i due personaggi coinvol-
Direttore BOOXTORE Mike Plato ti, Simcha Jacobovici, giornalista e documentarista con interessi profondi per la storia del
(mike.plato@xpublishing.it) cristianesimo e che conosco personalmente (abbiamo pranzato insieme a Roma durante
Segreteria e Abbonamenti (info@xpublishing.it) un suo soggiorno) e il professore di studi religiosi per l’Università di Toronto, Barrie Wil-
Traduzioni Silvia Agabiti Rosei son, non sono degli “imbroglioni” come qualcuno sta cercando di dire. Giudicherete voi,
in base a quanto riportato, la serietà dello studio, ma mi dissocio completamente da co-
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Articoli scritti da: loro i quali lo hanno dismesso senza neanche attendere di poter leggere una riga della
Adriano Forgione, Mike Plato, Silvia Agabiti Rosei, Pablo Villarubia Mauso, Robert
Schoch, Paco Gonzalez, Massimiliano Di Veroli, G:R:S. Gruppo Ricerche Sardegna, Ezio Al- pubblicazione in esame, nonostante si tratti di una ricerca durata sei anni e fondata su
brile, Gloria Marinucci, Antonio Bonifacio, Giovanni De Menna, Sergio Succu. basi storico-documentali. Il peggiore tra i commenti è stato del professor Greg Carey, del
Stampa Seminario Teologico di Lancaster, che ha tuonato: «La storia è nota e non ha bisogno di
Arti Grafiche Boccia nessuna decodificazione». Questa dichiarazione cela una volontaria e diabolica manipo-
Via Tiberio Claudio Felice 7
84131 Salerno lazione delle menti dei lettori, in quanto finalizzata alla riduzione e denigrazione di ogni
Distributore esclusivo per l'Italia serio studio che possa dimostrare l’esistenza di una storia diversa. Sappiamo invece che la
Pieroni Distribuzione srl - Viale Vittorio Veneto, 28 - 20124 Milano storia è un insieme di eventi “aggiustati” dai vincitori, con una infinita serie di elementi
Centr. Tel 02.632461
occulti ed altri omessi, e lo è ancor di più quella del primo cristianesimo. Quanto ac-
Editore cadde nei primi secoli ai proto-cristiani è un elenco di persecuzioni, eccidi, roghi e di-
X Publishing srl
Via Francesco D’Ovidio n. 64 - 00137 ROMA struzioni ad opera imperiale, cui seguirono successivamente altrettanti eccidi, persecuzio-
Mensile ni e roghi da parte di un cristianesimo divenuto religione dell’impero, e quindi dispoti-
Sped. in A.P.- 45% Art.2 comma 20/B Legge 662/96 - Roma
Registrazione presso il Tribunale di Roma n° 434/2008 del 15/12/2008 co ed estremista, che cancellò ogni forma di cristianesimo diverso. Il concilio di Nicea del
FENIX esce il 07 di ogni mese (12 numeri l’anno) 325 d.C., presieduto da Costantino, sancì la vittoria di un cristianesimo artefatto e domi-
Prezzo nante, creato per impedire le spinte centrifughe che stavano disgregando l’impero, su un
€ 7,00 (esclusi allegati). Arretrati: €10 ciascuno (tranne i numeri speciali indicati nel-
la pagina degli abbonamenti e arretrati) cristianesimo gnostico-ariano che così divenne eresia. Sarebbe utile ricordare al professor
Finito di stampare il 03 Dicembre 2014 Carey che ancora oggi la dissimulazione e le strategie propagandistiche fanno parte di si-
• La Direzione Editoriale non è responsabile per il contenuto degli articoli che non ri- stemi di controllo delle informazioni sulle masse, proprio per evitare che queste possano
specchiano necessariamente il punto di vista della redazione.
• Gli articoli, pubblicati o meno, fino a successiva comunicazione, non vengono retribuiti. prendere coscienza di come opera il potere a loro insaputa, e questi sistemi non li abbia-
• Gli articoli pubblicati rimangono ad uso esclusivo della redazione per due mesi dalla da- mo inventati noi, ma sono frutto di millenni di evoluzione delle strategie di intelligence.
ta di pubblicazione. Ma forse Carey lo sa benissimo e ne fa parte. È certamente più comodo mentire e ridur-
• Lettere, fotografie e articoli, anche se non pubblicati, non vengono restituiti.
• L’editore ha soddisfatto tutti i crediti fotografici. Nel caso gli aventi diritto siano sta- re il tutto a “fandonie”, perchè altrimenti bisognerebbe spiegare ai cristiani il perchè del-
ti irreperibili questi è a disposizione per eventuali spettanze. l’esistenza di tradizioni millenarie sulla Maddalena quale sposa divina, così come l’esi-
INFORMATIVA AI SENSI DEL CODICE IN MATERIA DI PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI stenza di documenti che parlano di “mogli” di Gesù o ancora del perchè Giovanni, il di-
Il Decreto Legislativo n.196 del 30 giugno 2003 ha finalità di garantire che il trattamento scepolo amato, in tutti i “cenacoli” sia un individuo troppo femminile. Altro commento
dei dati personali dei lettori si svolga nel rispetto dei diritti, delle libertà fondamentali e negativo quello di Bill O’Really, che in modo alquanto sgarbato ha detto: «Questo stu-
della dignità delle persone, con particolare attenzione alla riservatezza dell’identità per-
sonale. I dati raccolti durante lo svolgimento della nostra attività e dai lettori stessi for- pido nuovo libro è una frode creata per fare soldi, i media nazionali dovrebbero vergo-
niti potranno essere trattati per finalità relazionate alla vita produttiva di questa azien- gnarsi per avergli dato risalto». Come se l’obiettivo dei media non sia quello di informa-
da. Questi saranno raccolti, archiviati, organizzati per lo più attraverso mezzo informa- re, ma di adeguarsi a una comunicazione decisa da qualcun altro affinchè il pubblico sap-
tico, sempre rispettando le regole di riservatezza e sicurezza richieste dalla Legge. Il ti-
tolare del trattamento dei dati personali è il legale rappresentante della X Publishing Srl, pia solo quello che “si deve” sapere. Al di là del fatto che le cose stiano davvero così an-
Via Francesco D’Ovidio, 64 00137 Roma. Incaricati del trattamento sono dipendenti della che da noi, dovremmo rallegrarci che in un Paese libero si possano presentare punti di vi-
stessa X Publishing Srl. Il conferimento dei dati personali è facoltativo ma la mancata co- sta differenti, è la base della democrazia, della libertà di espressione e della molteplicità
municazione degli stessi impedirà fondamentali attività quali l’adempimento di spedizioni
agli interessati delle categorie merceologiche di nostra competenza (abbonamenti e ar- di opinioni. I nostri Padri hanno lottato perchè questo avvenisse, mentre O’Really oggi lo
retrati di riviste, libri e allegati). Possono accedere ai dati i soggetti cui disposizioni di dimentica invece esaltando, come complice di dittatura mediatica, l’opera di censura del-
Legge lo consentano o per ordini di Autorità. La Legge prevede che lettori possono con- l’informazione anche in ambito religioso. Ho apprezzato invece l’ironia dell’anchor-man
sultare, modificare, opporsi, cancellare i propri dati su diretta richiesta ai sensi del-
l’Art.7 del Codice, il tutto mediante Raccomandata A/R da inviare a X Publishing Srl, Via statunitense Conan O’Brien, che ha dichiarato: «Un nuovo libro afferma che Gesù eb-
Francesco D’Ovidio, 64 00137 Roma. Per maggior informazioni si può visitare il testo com- be moglie e due figli. Ha sofferto di più di quanto immaginassimo». Questa sì che è ge-
pleto del Decreto Legislativo n.196 del 30 giugno 2003 sul sito ufficiale dell’Autorità Ga- nialità. Che sia un Buon Natale per tutti.
rante www.garanteprivacy.it

Adriano Forgione
Scarica FENIX in versione Ordine n. 67801 del 20/12/2020 - Licenza esclusiva a Mauro manca adriano.forgione@xpublishing.it
digitale da www.xpublishing.it
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Sommario
06 - 12 FENIX News
a cura di Adriano Forgione
14 - 20 Il Vangelo Perduto
di Adriano Forgione
22 - 28 I Sentieri di Pietra di Ingrejil
di Pablo Villarrubia Mauso
30 - 31 Akasha - Libri di Conoscenza
a cura di Mike Plato
32 - 37 Lo Scienziato Eretico
Dioniso e Orfeo in Tracia
di Robert Schoch
38 - 39 Booxtore - Aggiornamento Catalogo
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a cura di Mike Plato
40 - 46 Ebla. Il Regno Perduto di Ishtar
di Paco Gonzalez
47 Abbonamenti e Arretrati
48 - 49 Kabbalah - Yesod
di Massimiliano Di Veroli
50 - 56 Italia Misteriosa -
Domus de Janas. Case dell’Eternità
di Alessandro Atzeni, Sandro Garau, Tonino Mura
58 - 60 Scienze Perdute -
L’Antenna di Bardeloni. Prova della Reincarnazione
di Gloria Marinucci
61 Mostre
a cura di Silvia Agabiti Rosei
62 - 67 Il Gioco delle Sorti
di Ezio Albrile
68 - 69 I Misteri della Fenice -
Dal Viaggio Astrale al Viaggio Ultracorporeo
di Carlo Dorofatti, II parte
70 - 77 True Detective
di Mike Plato, I parte
78 - 83 Ermetismo e Alchimia-
Intersezioni fra Cielo e Terra
di Antonio Bonifacio
86 - 92 Symbolica - Le Geometrie Sacre di Malta
di Giovanni De Menna
94 - 95 Il Vigilante - Le Meraviglie della Cabala Estatica
di Mike Plato, III parte
96 - 97 Luoghi Misteriosi - La Porta delle Cornacchie
di Sergio Succu

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I TEMI DI QUESTO NUMERO


In seguito alla recente scoperta di un Vangelo perduto riguardante la Madda-
lena, Adriano Forgione getta luce sull’ipotesi del matrimonio di Gesù, dal
quale sarebbero anche nati due figli • Pablo Villarrubia Mauso racconta del-
la scoperta di un’enclave megalitica perduta in Brasile, Ingrejil, centro focale di
culture provenienti dall’Africa • Lo Scienziato Eretico Robert Schoch ci porta nel
sud della Bulgaria, l’antica Tracia, dove reperti di pregio parlano ancora delle
mitiche gesta di Orfeo e Dioniso • Paco Gonzalez ricorda l’avventura archeo-
logica italiana nella città perduta di Ebla, una delle culle dell’antica civiltà me-
sopotamica • Massimiliano Di Veroli nella rubrica Kabbalah inizia a parlare
della sephira Yesod • Per Italia Misteriosa Alessandro Atzeni, Sandro Garau,
Tonino Mura spiegano la simbologia, la struttura architettonica e i riferimenti astronomici delle Do-
mus de Janas in Sardegna • Per Scienze Perdute Gloria Marinucci propone la storia dell’Ingegnere Bar-
deloni, inventore dell’antenna che quasi un secolo fa provava la reincarnazione • Ezio Albrile esami-
na i simboli dell’arte romanica e gnostica che parlano della fortuna e dei cicli cosmici • Nella rubrica I
Misteri della Fenice Carlo Dorofatti conclude il tema del viaggio ultracorporeo • Mike Plato analizza i
temi e la simbologia esoterica della splendida serie tv americana True Detective, in questa prima parte
del suo articolo • Per Ermetismo e Alchimia Antonio Bonifacio, partendo dal libro di Andrew Collins Li-
ghtquest, analizza il fenomeno ierofanico delle sfere di luce • Per Symbolica Giovanni De Menna illu-
stra la planimetria dei templi maltesi dal punto di vista della geometria sacra e delle corrispondenze
astronomiche • Mike Plato dedica Il Vigilante alla terza parte della trattazione della Cabala Estatica e
del pensiero di Abraham Abulafia • In Luoghi Misteriosi Sergio Succu ci conduce, in esclusiva per FE-
NIX, alla scoperta della Porta delle Cornacchie, un sito megalitico praticamente sconosciuto nei pres-
si di Roncobello, in Lombardia •
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Questo numero è dedicato a Federico Cavallaro


(12 febbraio 1941 - 19 novembre 2014) - Uomo di immensa e profon-
da cultura sia in campo scientifico, sia filosofico e metafisico, ha dedicato
tutta la sua vita di insegnante e schivo studioso alle tematiche dell'Alchi-
mia, della Metafisica, del Simbolo e della ricerca sapienziale. Collaborato-
re per molti anni della rivista "Metapolitica" di Silvano Panunzio, negli ul-
timi anni ha pubblicato alcuni corposi saggi sull'Alchimia e la Metafisica
quali "I Cavalieri Alchemici", "La Grande Madre" e "Le trasmutazioni del-
l'Anima". L'ultimo suo lavoro ancora inedito è un saggio sugli antichi "mi-
ti" attraverso le visioni sciamaniche, fino ad indagare l'origine dell'uomo ed
i suoi rapporti con l'Assoluto e gli Esseri Soprannaturali.

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FeniX NEWS
Ignote le origini delle Svelato il mistero dei Grandi Circoli
Linee di Sajama in Bolivia di pietre in Medioriente?
Ancient Origins, Ib Times, 31 Ottobre
15 Novembre mero e la lunghezza sono
difficili da percepire dal li-

N
ella Bolivia occi- vello del terreno, ma da una
dentale, migliaia di veduta aerea o sopra una
percorsi perfetta- collina esse appaiono sor-
mente dritti sono impressi prendenti. Alcuni studiosi
nel terreno, creando un pa- ritengono che gli indigeni
norama sorprendente. Que- usassero le linee come uno
ste linee, altrimenti note co- strumento di navigazione
me geoglifi, furono realizza- durante pellegrinaggi sacri.
te per un periodo di 3000 Tra le linee sono presenti
anni da indigeni stanziati vi- wakas (santuari), chullpas
cino al vulcano Sajama. (torri funerarie) e villaggi,

I
Non è noto esattamente creando un paesaggio cultu- l mistero che circonda gli antichi Grandi Circoli tro-
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quando o perché esse furo- rale. Le Linee di Sajama fu- vati in Medioriente sta cominciando a essere svelato,
no impresse ed è arduo im- rono riportate per la prima seguendo immagini aeree che rivelano dettagli delle
maginare che tipo di tecno- volta dal viaggiatore Aimé grandi strutture di pietra. Le immagini mostrano gli 11
logia avanzata sia stato usato Felix Tschiffely nel 1932, circoli di pietre che risalgono ad almeno 2000 anni, tra
per farlo. Le linee di Sajama l’antropologo Alfred Me- la Giordania e la Siria. Molti da allora sono stati distrutti,
coprono un’area di circa traux pubblicò un lavoro et- ma le immagini ad alta risoluzione dell’Archivio Foto-
22.525 kmq, si tratta di li- nografico sui popoli Ayma- grafico Aereo per l’Archeologia in Mediorente (APAA-
nee praticamente dritte, che ra e Chipaya della regione ME) stanno fornendo ai ricercatori più informazioni sul-
formano una rete. Ciascuna Carangas, portando le linee le loro misteriose origini. Tutti tranne uno misurano
è di 1-3 metri di larghezza. e il paesaggio all’attenzione 400 metri di diametro e sembrano essere stati costruiti
Le più lunghe misurano 20 dei ricercatori. Più recente- come piccoli muri di pietra senza aperture – le persone
km. Esse vennero impresse mente la Landmarks Foun- avrebbero dovuto saltare per entrarvi. David Kennedy,
nel terreno spostando la ve- dation ha lavorato per pro- professore di storia classica e antica dell’Università del-
getazione di lato e portando teggere le linee dall’erosione, l’Australia dell’ovest e direttore di APAAME ha ora pub-
via la superficie di materiale dallo sviluppo e dal turi- blicato un articolo in cui riferisce che i Grandi Circoli
scuro consistente di suolo e smo incontrollati dell’area. potrebbero essere la parte focale di una grande ricerca –
roccia ossidata, per rivelare Ha anche creato, insieme al- un altro circolo parzialmente completo di pietre è stato
una sottosuperficie chiara. l’Università della Pennsylva- trovato in Giordania in addizione agli altri undici noti. I
La loro precisione è notevo- nia, il Tierra Sajama Project, circoli furono scoperti per la prima volta negli anni 1920,
le, seguono un percorso utilizzando strumenti me- dopo essere stati individuati da un velivolo. Da allora,
dritto nonostante la topo- diatici digitali come il GIS hanno sfidato gli scienziati – niente è noto di essi e i ri-
grafia accidentata e gli osta- (sistema informatico geogra- cercatori sostengono che potrebbero essere stati costruiti
coli naturali. Come per le fico) per mappare, descrive- in epoca preistorica prima dell’invenzione della scrittura.
Linee di Nasca, il loro nu- re e analizzare le linee. Che i circoli siano così simili non può essere una coin-
cidenza. Molti circoli di pietra si trovano in Mediorien-
te, ma questi 11 sono molto più grandi. Kennedy so-
stiene che non erano difficili da costruire usando roccia
locale, solo un piccolo gruppo di persone avrebbe po-
tuto completarli in una settimana. Tuttavia, il progetto
potrebbe essere stato più complesso: «Nel caso di quei
circoli che sono molto precisi, avrebbero richiesto al-
meno una persona come architetto». Kennedy ipotizza
che una persona abbia potuto legare una corda a un pa-
lo e camminare in circolo. Un’ipotesi del loro uso è che
fossero recinti per animali, ma ci si chiede perché pro-
prio di forma circolare, quindi non è da escludere anche
la funzione funeraria.

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Dimostrati antichi contatti tra l’Isola di Pasqua e l’America


The Independent, 12 Novembre pietra decorato con pittogrammi, è stato
occupato circa 12.000 anni fa. Anche se

L
a grande migrazione globale dei si accetta che le Americhe siano state co-
primi esseri umani fuori dall'Afri- lonizzate da persone che attraversarono
ca è avvenuta molto prima di dall'Asia un ponte di terra in Alaska, al-
quanto si pensasse, in base a due serie di cuni scienziati hanno suggerito che ci
scoperte, che suggeriscono che gli abi- fosse una seconda colonizzazione di po-
tanti dell'Isola di Pasqua nel Pacifico eb- linesiani da est, che avevano esperienza
bero contatti con quelli del Sud Ameri- di navigazione per lunghe distanze in
ca, che a sua volta avevano stabilito il più canoe a doppio scafo. Due ulteriori stu-
grande insediamento dell'età della pietra. di prestano sostegno a questa ipotesi
Il lungo e controverso dibattito sul fatto controversa, scoprendo legami genetici
che gli antichi polinesiani fossero riusciti tra i nativi di Rapanui e le popolazioni
ad attraversare l'Oceano Pacifico e rag- indigene del Sud America. Questo sug-
giungere le Americhe è supportato da gerisce un contatto con incroci tra la re-
uno studio di genetica effettuato sugli indigeni di Rapa- mota isola del Pacifico e il continente americano molto
nui, secondo cui essi condividono sequenze di DNA prima dell'arrivo dei primi europei olandesi nel 1722.
con i nativi americani, suggerendo uno stretto contatto La componente sudamericana è databile tra il 1280 e il
tra la due popolazioni. Nel frattempo, in uno studio se- 1495, subito dopo l’isola fu colonizzata dai polinesiani
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parato, gli archeologi che lavorano nelle Ande peruviane intorno al 1200. Si potrebbe anche spiegare perché la
meridionali hanno portato alla luce i resti di uno dei pri- patata dolce - una pianta originaria del Sud America -
mi insediamenti umani a quasi 4.500 metri sul livello fosse coltivata e mangiata in tutta la Polinesia prima del-
del mare, che sarebbe stato ai limiti fisici di sopravviven- l’arrivo degli europei. Un altro ha scoperto che il DNA
za per le donne in stato interessante. Gli archeologi sti- di due antichi crani trovati in Brasile – dei nativi "Boto-
mano che l'insediamento, che comprende un rifugio di cudos" - hanno una discendenza polinesiana distinta.

La prova del matrimonio di Gesù è in un antico manoscritto?


Mail Online, 9 Novembre

G
esù e Maria Maddalena si sposarono ed ebbero dei bambini?
Gli autori di un nuovo libro, The Lost Gospel (Il Vangelo per-
duto), dichiarano di aver portato alla luce l’evidenza di un ma-
noscritto che racconta la storia dei due figli di Gesù e del suo matrimo-
nio con Maria, una dei suoi seguaci più vicini, che assistette alla croci-
fissione, sepoltura e scoperta della sua tomba vuota. Il manoscritto risa-
le al 570 d.C. ed è scritto in siriaco, un linguaggio letterario del Medio-
riente usato tra il IV e l’VIII secolo e legato all’aramaico, la lingua parla-
ta da Gesù. Scritto su pergamena è stato negli archivi della British Library
per vent’anni, dove era stato posto dopo che il British Museum lo aveva
originariamente comprato nel 1847 da un antiquario, che diceva di aver-
lo ottenuto dall’antico monastero di San Macario in Egitto. Dopo sei an-
ni di studio del manoscritto, Simcha Jacobovici, un regista israelo-cana-
dese, e Barrie Wilson, un professore di studi religiosi di Toronto, si so-
no convinti di aver scoperto un quinto vangelo mancante. Il documen-
to, costituito da 29 capitoli, è la copia del VI secolo di un altro vangelo
del I secolo, con parti mancanti della Bibbia affrontate in una luce mol-
to differente. Il documento è in codice e parlerebbe del matrimonio di
Gesù attraverso la storia del personaggio dell’Antico Testamento Giu-
seppe e di sua moglie Aseneth. Secondo i due ricercatori Giuseppe era
in realtà Gesù e Aseneth era Maria Maddalena. Il loro matrimonio fu officiato dal faraone egizio, che parlando di Giu-
seppe lo indica come figlio di Dio. Il manoscritto continua parlando dei figli della coppia, Manasseh ed Ephraim. Giu-
seppe è spesso visto nell’antico cristianesimo siriaco come simbolo di Gesù. Tuttavia, nonostante le prove portate dai
due studiosi, la veridicità di questa teoria è tutta da verificare (vedi articolo pagina 12).

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Mar Rosso: Indagata la struttura


ritrovato l’esercito dell’Esodo piramidale sotto Orvieto
Asahi Shinbun, 15 Ottobre Popular Archaeology, 11 Novembre

I G
l Ministero per le Anti- li archeologi hanno avuto un bel grattacapo con
chità egiziano ha an- una struttura sotterranea di forma piramidale
nunciato che un team scavata sotto la storica città medievale di Orvie-
di archeologi subacquei ha to. Ma forse stanno per risolvere l’enigma. Essi sperano
scoperto ciò che rimane di di trovare risposte mentre continuano a raccogliere ma-
un grande esercito egiziano nufatti e materiali architettonici dal suolo. «L’abbiamo
del XIV secolo a.C., nella scoperta tre estati fa e non abbiamo ancora idea di co-
parte inferiore del Golfo di sa sia» scrivono il professor David B. George del St. An-
Suez, a 1.5 km al largo dalla selm College e co-direttore Claudio Bizzarri del PAAO
città moderna di Ras Gha- (Parco Archeologico Ambientale dell’Orvietano). «Sap-
rib. Il team era alla ricerca di
resti di navi e manufatti an-
tichi legati all’Età della Pie-
tra e del Bronzo nella zona
del Mar Rosso, quando so-
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no incappati in una gigante-
sca massa di ossa umane an-
nerite dal tempo. Gli scien-
ziati, guidati dal professor
Abdel Muhammad Badia e
associati alla Facoltà di Ar-
cheologia dell'Università
del Cairo, hanno già recu-
perato un totale di oltre 400
diversi scheletri, così come
centinaia di armi e pezzi di piamo ciò che non è. Non è una cava, i suoi muri so-
armatura, anche i resti di no troppo curati. Non è un pozzo né una costerna, i
due carri da guerra, sparsi muri infatti non hanno evidenza di trattamenti idrauli-
su una superficie di circa ci». Chiamata la cavità o ipogeo, gli archeologi hanno
200 metri quadrati. Si stima scavato circa 15 metri in profondità. Hanno compiuto il
che più di 5000 altri corpi loro terzo anno nel sito nel 2014. Da allora essi hanno
possano essere dispersi su portato alla luce significative quantità di ciò che classifi-
un'area più ampia, il che cano come bucchero grigio e nero e resti di ceramica
suggerisce che un esercito di rossa e nera. Essi hanno datato i depositi dalla metà al-
grandi dimensioni sia perito la fine del VI secolo a.C. «Sappiamo che il sito venne
nel sito. Molti indizi hanno portato il professor Badia e il suo sigillato verso la fine del V secolo a.C. Sembra sia stato
team a concludere che i corpi possano essere collegati al fa- un singolo evento. Di grande significato è il numero
moso episodio dell'Esodo. Innanzitutto, sembra che gli an- delle iscrizioni in linguaggio etrusco che abbiamo sco-
tichi soldati siano morti all'asciutto, poiché nessuna traccia perto – oltre centocinquanta. Stiamo anche recuperan-
di imbarcazioni o navi è stata trovata nella zona. Le posizio- do un’interessante varietà di terracotta architettonico-
ni dei corpi e il fatto che sono rimasti bloccati in una vasta decorativa» riferiscono i ricercatori. Orvieto è nota per
quantità di argilla e roccia, implica che avrebbero potuto mo- la sua architettura medievale e per la sua ubicazione su
rire in una colata di fango o di un maremoto. Il grande nu- una grande collina di tufo vulcanico, circondata da mu-
mero dei corpi suggerisce che un grande esercito antico perì ra dello stesso materiale. Al di sotto della cittadina giac-
nel sito e il modo drammatico con il quale è stato ucciso ciono resti etruschi e romani. Gli scavi di George si so-
sembra confermare la versione biblica della traversata del no concentrati su quattro diversi siti nell’area, tra cui Co-
Mar Rosso, quando l'esercito del faraone egiziano venne di- riglia e le strutture sotterranee di Orvieto. Gli archeolo-
strutto dal ritorno delle acque che Mosè aveva separato. Que- gi hanno trovato evidenza di occupazione del sito già
sta nuova scoperta dimostra che vi è stato effettivamente un dal X secolo a.C. fino al XVI secolo, nonché oggetti del-
esercito egiziano di grandi dimensioni, distrutto dalle acque la II Guerra Mondiale. «Stiamo provando a capire co-
del Mar Rosso durante il regno del re Akhenaton. me la struttura venne abbandonata, se in breve tempo
o in un lungo periodo».

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Fenix NEWS
Un codice matematico nella Grande Piramide?
Ancient Origins, 13 Novembre
spetto al piano del terreno. Il quadrato più grande che en-

L
a Grande Piramide di Giza, la più vecchia e unica tra nell’altezza della piramide codifica due cerchi lungo la
meraviglia del mondo antico sopravvissuta, ha at- sua diagonale, avendo circonferenza esattamente uguale a
tratto l’interesse di filosofi, ricercatori e viaggiatori 666.6 piedi ciascuno, considerando che l’angolo di 51°52’.
per millenni. Alcuni di questi interessi sono incentrati sul- Ha un’accuratezza di solo il 99.8%. Se circoscriviamo il
la domanda se la cultura egizia avesse posseduto o codifi- triangolo e quindi misuriamo il diametro del cerchio, que-
cato certi concetti matematici nelle proporzioni e nelle mi- sto è uguale è 777.7 piedi. Inoltre, i cerchi inscritti in ros-
sure della piramide. Forse il monumento non è una tom- so e blu hanno circonferenze di 777 piedi e 7777 pollici
ba, ma un tomo – aperto a tutti coloro che possiedono rispettivamente. Non sappiamo quando le nostre unità di
una capacità di comprensione geometrica. L’altezza della misura di piedi, pollici, yard e miglia furono inventate, seb-
Grande Piramide contiene tre delle più importanti co- bene sembri in epoca elisabettiana. Forse questo sistema
stanti matematiche: π, ø, e (numero di Eulero). L’angolo metrico è stato anch’esso ri-scoperto o custodito da un’an-
di 51°51’ (51.85° nella forma decimale) proviene dalle mi- tica confraternita. Ulteriori ricerche sono necessarie per ri-
sure prese dalle rimanenti pietre dell’involucro, secondo le spondere definitivamente a queste intriganti domande.
dettagliate analisi di Flinders Petrie e J.H. Cole. La co-
stante e è stata scoperta solo nel 1618, ma probabilmente
è stata ri-scoperta e già conosciuta al tempo dei costrutto-
ri della piramide. Un altro modo di osservare la Grande
Piramide è analizzando le sue proporzioni relative. Un
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cerchio tracciato dal centro con raggio uguale all’altezza
della piramide ha una circonferenza uguale al perimetro
del quadrato. Pertanto il monumento “quadra il cerchio”.
Ci siamo chiesti se, oltre a queste proporzioni relative, la
Piramide potesse codificare anche qualcosa in unità asso-
lute. A questo fine abbiamo inserito la sua altezza in
un’applicazione informatica, usando 755.775 piedi per la
lunghezza media del lato della base, scoprendo molti li-
velli di codificazione. Inscrivendo al suo interno un trian-
golo equilatero, questo è ciò che immediatamente emerge:
la lunghezza del lato del triangolo verde è di 555.5 piedi
o 6666 pollici. Questa distanza coincide con l’altezza del
Washington Monument e la lunghezza della Cattedrale di
St. Paul. Lo schema chiave da osservare sono le cifre che si
ripetono. Un altro metodo per analizzare la geometria del-
la Grande Piramide è con un quadrato ruotato di 45° ri-

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Chi costruì la fortezza siberiana in mezzo al lago?


Siberiantimes, 12 Novembre re sbiadito sull’intonaco dei muri, giganteschi cancelli e
frammenti di legno bruciato. Ma ancora nulla ha fornito

C
on la sua ubicazione nell’isola e le mura squadra- una risposta definitiva al perché la struttura venne eretta e
te torreggianti che un tempo erano impenetrabili, i lavori di scavo proseguono. Por-Bajin, che si trova a circa
sembra di primo acchito una fortezza o cremlino 3800 km da Mosca, è considerato come uno dei più mi-
per tenere lontani i nemici. Altri ritengono che la struttu- steriosi monumenti archeologici della Russia. Apparente-
ra di 1300 anni nella Siberia rurale abbia più proprietà mente è stato costruito nel periodo dell’impero nomade
mistiche e potrebbe essere stato un palazzo estivo, un mo- Uighur Khagante (744-840), ma non è chiaro perché ven-
nastero o anche un osservatorio astronomico. Qualunque ne eretta una fortezza in un posto così solitario, lontano
cosa sia, più di un secolo dopo essere stato esplorato per da grandi insediamenti e strade commerciali. Anche l’ar-
la prima volta, gli archeologi non sono ancora riusciti a chitettura suscita molte domande e presenta elementi che
scoprire i segreti di Por-Bajin, chi lo costruì e perché. Più ricordano il modello di palazzo cinese. Por-Bajin, che in
probabilmente edificato nel 757, lingua Tuvan significa “città
il complesso ha affascinato e sfi- d’argilla”, è situata proprio nel
dato gli esperti in egual misura centro dell’Eurasia, al confine
da quando venne localizzato nel tra Russia e Mongolia. Nono-
centro di Tere-Khol, un lago ad stante l’età molte parti della
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alta quota a Tuva, nel tardo XIX struttura erano ben conservate
secolo. Esplorato nel 1891, con quando gli archeologi giunse-
scavi a piccola scala condotti tra ro a esaminare i 3.5 ettari del
il 1957 e il 1963, non prima del sito, con le mura chiaramente
2007 è stata intrapresa una vera visibili, che misurano 10 metri
ricerca nel sito. Gli archeologi di altezza e 12 di larghezza,
hanno trovato tavolette di argilla formando una struttura rettan-
con piedi umani, dipinti di colo- golare simile a una fortezza.

C’è un’altra antica città sotto Cusco?


Hidden Inca Tours, 18 Ottobre pietra più fine e più tipica della cul-
tura Inca. Vi sono numerose storie

P
er far avanzare la capitale in- relative a una città più antica esi-
caica Cusco nel XXI secolo, stente al di sotto di Cusco, che gli
alcune delle principali stra- Inca scoprirono al loro arrivo nel
de sono state scavate fino a posare 1100 d.C., in cui corre un vasto si-
e interrare i cavi in fibra ottica per stema di tunnel sotterranei. Forse la
internet e servizio telefonico/via ca- cosa più sorprendente è la scalinata
vo. Quello che è stato scoperto lun- di pietra nella foto. Più raffinata ri-
go la via Mantas, che è una delle spetto alla parete di destra, potreb-
più antiche della città, ha scioccato be in realtà essere un esempio di
sia i lavoratori sia i residenti. Pareti dove gli Inca riciclarono le precise
che sembrerebbe essere di costru- opere megalitiche di una preceden-
zione Inca, o forse una cultura precedente, sono state sco- te misteriosa civiltà, la cui arte si può vedere all'interno e
perte sotto la strada ed erano a quanto pare i muri delle all’esterno della città. Lavori di precisione di questo tipo
case. Tuttavia, dal momento che questa strada è una del- potrebbero essere stati al di là della capacità degli Inca
le principali arterie del traffico di Cusco, saranno coper- dell’età del bronzo e potrebbero dirci che una città me-
te prima che scavi appropriati siano completati? Sono sta- galitica di età incredibile può trovarsi sotto le strade di
te scoperte scale di pietra, indicando forse gli ingressi nel- Cusco, distrutta da un grande cataclisma molte migliaia
le case da una strada precedente o forse che c’è ancora da di anni fa. L’opportunità di vederla potrebbe essere mol-
scavare in profondità al di sotto di Cusco. Ma questo si- to di breve durata, in quanto c'è una battaglia in corso tra
to è abbastanza significativo per continuare a scavare, o si coloro che vogliono continuare gli scavi e quelli che la vo-
incastra nelle esigenze di una moderna città frenetica? gliono ricoperta, in modo che le condizioni del traffico
Anche in questo caso si tratta di una lavorazione della in città possano essere alleviate.

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Fenix NEWS
Scoperto in Ucraina antico tempio con altari sacrificali
Live Science, 20 Ottobre

U
n tempio di 6.000 anni con figurine umane e re-
sti di animali sacrificati è stato scoperto all’inter-
no di un massiccio insediamento preistorico in
Ucraina. Costruito prima dell’invenzione della scrittura,
il tempio misura circa 60 per 20 metri. Era un «edificio
a due piani fatto di legno e argilla circondato da un cor-
tile porticato, il piano superiore diviso in cinque stanze»,
scrivono gli archeologi Nataliya Burdo e Mykhailo Vi-
deiko, dell’Istituto di Archeologia dell’Accademia Nazio-
nale di Scienze in Ucraina. Nel tempio, gli archeologi
hanno scoperto i resti di otto piattaforme di argilla, che
potrebbero essere state usate come altari, secondo quan-
to suggeriscono i ritrovamenti. Una piattaforma nel piano superiore contiene «numerose ossa bruciate di agnel-
lo, associate al sacrificio». I pavimenti e i muri di tutte le cinque stanze al piano superiore erano «decorate con
pitture rosse, che creavano un’atmosfera cerimoniale». Il piano terra contiene sette piattaforme addizionali e
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una corte cosparsa di ossa animali e frammenti di ceramica. Il tempio, rilevato per la prima volta nel 2009, è si-
tuato in un insediamento preistorico vicino alla città di Nebelivka, di 238 ettari, con oltre 1200 edifici e quasi
50 strade. Questo, come altri siti della regione, è riferito alla cultura Trypilliana, il cui nome deriva dal villaggio
di Trypillia in Ucraina, dove i manufatti della stessa vennero scoperti per la prima volta. Quando questo inse-
diamento venne abbandonato, i suoi edifici furono bruciati, cosa accaduta anche negli altri siti della cultura Try-
pilliana. Sono stati trovati anche frammenti di figurine, alcune simili a esseri umani, il cui naso talvolta asso-
miglia a un becco e gli occhi sono diversi, apparendo l’uno più grande dell’altro. Nel tempio sono stati scoperti
anche piccoli ornamenti, forse per capelli, fatti in osso e oro. Secondo gli archeologi il tempio è simile nello sti-
le a molti del V e IV millennio a.C scoperti in Anatolia e Mesopotamia.

Scoperta in Cina l’antica tomba delle meraviglie


Ancient Origins, 12 Novembre quotidiana di un uomo cinese Han di alto status. Una pic-
cola statua trovata all’interno che misura 0.94 metri mostra
«Il tempo dice che il bambù può resistere al freddo, vive un uomo sorridente seduto su una piattaforma e con in-
quanto gli spiriti della gru e della tartaruga». Queste sono dosso una lunga veste nera. I ricercatori ipotizzano che la
le poetiche parole magnificamente dipinte sul muro di statua fosse usata come un sostituto del suo corpo, una
un’antica tomba scoperta in perfetto stato di conservazio- pratica comune tra i buddisti dell’epoca. 1000 anni fa la
ne a Datong, nel nord della Cina. Sebbene l’occupante Cina era controllata dalla Dinastia Liao (nota anche come
manchi dalla tomba di 1000 anni, il reperto ha senza dub- Impero Khitan), che governò sulla Mongolia e porzioni
bio fornito una profonda comprensione del suo proprie- della Russia estremorientale, il nord della Corea e il nord
tario attraverso la presenza di vividi della Cina tra il 907 e il 1125. I
murali raffiguranti scene della sua murali della tomba raffigurano i
vita. Un’altra sorprendente caratteri- viaggi dell’uomo con cavalli e
stica della tomba è un soffitto ricca- cammelli e una scena con un cer-
mente decorato con stelle e costella- vo, una gru, alberi di bambù, una
zioni. La scoperta è stata fatta per la tartaruga gialla e un toccante poe-
prima nel 2011 dall’Istituto Muni- ma. Uno dei murali rappresenta
cipale di Archeologia di Datong e un gatto bianco e nero con una
pubblicata nella rivista cinese palla nella bocca e un cane dello
Wenwu. Tuttavia è venuta alla luce stesso colore vicino a due atten-
solo oggi nel resto del mondo, in se- denti maschio e femmina. Sor-
guito alla traduzione di un articolo prendente è anche il soffitto, ric-
cinese. L’antica tomba è di forma camente decorato di stelle in un
circolare e raffigura scene della vita luminoso colore rosso.

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Science NEWS
Trovata la tomba di Olimpia, madre di Alessandro?
Ancient Origins, 12 Novembre cofago. Il ministero della cultura greco
ha annunciato che il complesso fune-

Q uesto è il momento che gli ar-


cheologi e gli storici di tutto il
mondo stavano aspettando.
Dopo mesi di scavi intensivi all’interno
rario circostante la tomba fornisce ulte-
riore evidenza del fatto che il defunto
fosse una figura preminente. Tutti gli
indizi indicherebbero che la tomba ap-
della tomba del IV secolo a.C. ad parteneva a un reale macedone impa-
Amphipolis, nel nord della Grecia, e di rentato ad Alessandro Magno, con la
ipotesi sul suo proprietario, sono stati fi- teoria più popolare che punta a Olim-
nalmente scoperti resti umani in un sar- pia, la madre del sovrano. Gli archeo-
cofago in una volta segreta sottostante la logi stanno già chiamando la tomba di
terza camera della tomba. La volta è sta- Amphipolis la “scoperta del decennio”.
ta scoperta nella tomba agli inizi del me- La scoperta delle ossa dentro e fuori la
se, quando gli archeologi hanno termi- tomba mostra che venne saccheggiata,
nato di asportare il detrito dal pavimen- probabilmente dal tempo dell’Impero
to della terza camera. La volta, di 4 x 2.1 Romano, proseguendo probabilmente
metri, era sigillata con calcare. Il sarcofa- nel Medioevo o dagli Inglesi nel 1916 e
go misura 3.2 x 1.6 metri. Al suo inter- dai Tedeschi nel 1941. Da quando l’in-
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no vi era un tempo una bara di legno tero scheletro (specialmente le ossa pel-
(ora disintegrata), a sua volta sigillata con viche) è stato scoperto, la determinazio-
chiodi di ferro e bronzo. Elementi decorativi in osso e ve- ne dell’appartenenza dei resti a un uomo o a una donna
tro e resti scheletrici sia all’interno sia all’esterno del sar- potrebbe solo essere una questione di giorni.

In Messico il tunnel “scintillante” rivela antichi reperti


The Telegraph, 30 Ottobre

L’
esplorazione durata un anno di un tunnel sigilla-
to di circa 2000 anni, definito di “polvere scintil-
lante”, nell’antica città messicana di Teotihuacan,
ha prodotto migliaia di reperti e la scoperta di tre camere
che potrebbero condurre a ritrovamenti ancora più im-
portanti. Il leader del progetto, Sergio Gomez, ha riferito
che i ricercatori hanno recentemente raggiunto la fine del
tunnel di 340 piedi dopo un meticoloso lavoro lungo tut-
ta la sua lunghezza, raccogliendo reperti che vanno dai se- gettare luce sulla struttura elitaria della città, incluso se la
mi alla ceramica, alle ossa animali. La grande quantità di sovranità fosse ereditaria o meno. Finora il team di Gomez
offerte votive trovata vicino all’ingresso delle stanze, a circa ha scavato solo circa 2 piedi all’interno delle camere. Una
59 piedi sotto il Tempio del Serpente Piumato, suggerisce piena esplorazione avverrà il prossimo anno. Studi inizia-
che esse potessero essere le tombe dell’élite della città. li dell’Istituto Nazionale di Antropologia e Storia mostra
«Poiché questo è uno dei luoghi che il tunnel funzionava intorno al-
più sacri di Teotihuacan, crediamo l’anno 250, quando poi venne chiu-
che possa essere stato usato dai so- so. Teotihuacan dominò a lungo il
vrani per acquisire poteri divini, Messico centale e raggiunse il suo
permettendo loro di governare sul- apice tra il 100 a.C. e il 750 d.C. Si
la superficie» ha riferito Gomez. A ritiene abbia ospitato oltre 100.000
differenza di altre rovine pre-colom- persone, ma venne abbandonata pri-
biane in Messico, gli archeologi ma dell’ascesa degli Aztechi nel XIV
non hanno mai trovato resti appar- secolo. Oggi è un importante sito ar-
tenenti ai sovrani di Teotihuacan. cheologico turistico, famoso per le
Una tale scoperta potrebbe aiutare a sue piramidi.

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82 - Art_33 - mostre 28/07/14 18:04 Pagina 41

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NUOVE SCOPERTE

Il Vangelo
Perduto
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di Adriano Forgione

La recente pubblicazione del saggio “Il Vangelo Perduto”, in cui


gli autori dichiarano che un libro cristiano del IV secolo prove-
rebbe il matrimonio tra Gesù e Maria Maddalena, ha fatto il giro
del mondo riesumando l’eterna polemica sulla loro unione. Cosa
c’è di vero in questa scoperta? Abbiamo analizzato la situazione e
parlato in esclusiva con uno degli autori

C
i risiamo. Ancora una nazionale. La miccia è stata la pubbli-
volta il matrimonio tra cazione di un nuovo saggio dal titolo
Gesù e Maria Maddale- “The Lost Gospel” (il Vangelo Perdu-
na torna a far parlare le to) scritto da Barrie Wilson, professo-
cronache e la comunità re di Storia delle religioni alla York
degli studiosi del primo cristianesimo. University di Toronto, in Canada, e il
Non si è ancora spenta l’eco della sco- giornalista-documentarista israelo-ca-
perta della dottoressa americana Karen nadese Simcha Jacobovici, già noto In apertura,
King, relativa al frammento di papiro per aver portato all’attenzione interna- una statua di Maria Maddalena.
egizio chiamato “Il Vangelo della Mo- zionale le scoperte della Tomba di Tal- Nella pagina a fronte, Barrie
glie di Gesù” (FENIX 49) dapprima piot (chiamata Tomba della Famiglia Wilson (a sinistra nella foto) e
aprioristicamente osteggiato e poi di- di Gesù – FENIX 10) e della Tomba Simcha Jacobovici, autori de
mostratosi degno di attenzione in di Giona (FENIX 47). Nel libro, ine- Il Vangelo Perduto.
quanto reale documento storico (FE- dito in Italia al momento, gli autori af- Sotto, il frammento gnostico
NIX 67, pag.3), che una nuova “bom- fermano di aver trovato, in un antico chiamato Vangelo della Moglie di
ba mediatica” è esplosa a livello inter- manoscritto, studiato da loro per sei Gesù.

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Wilson e Jacobovici, a differenza degli studiosi prima


di loro, ritengono che questo testo nasconda un’altra
storia, che sia un testo“codice”, affermando di averne
penetrato il significato segreto rimasto per secoli cela-
to tra le righe. Sotto quel codice e i nomi di Giusep-
pe e Aseneth si nasconderebbe la vera storia di Gesù
e di Maria Maddalena e dei loro anni “perduti”, cioè
quelli relativi alla giovane età di Gesù, totalmente as-
senti nei quattro Vangeli sinottici. È in quegli anni
che sarebbe avvenuto il matrimonio, ma non solo.
Per raggiungere questo risultato Wilson e Jacobovici
hanno esaminato in dettaglio il manoscritto utiliz-
zando metodi e strumenti tecnologici, ma anche le
caratteristiche attribuite a Giuseppe presenti in que-
sto testo, “sovrapponendole” a quelle riscontrabili
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lunghi anni, prove sufficienti a dimostrare che Gesù nelle scritture verificate. In effetti, e questa è una mia
e Maria Maddalena ebbero un rapporto matrimo- lettura, da un punto di vista puramente dottrinale,
niale dal quale nacquero due figli. Le informazioni Giuseppe, così come Giosuè, Elia e lo stesso Mosè,
contenute in “The Lost Gospel” si basano sull’antico sono tutte prefigurazioni del Cristo che sarebbe ve-
manoscritto “Storia Ecclesiastica”, risalente al VI se- nuto, cioè Gesù. Jacobovici ha ulteriormente chiarito
colo (il 570 d.C.), che, contrariamente
compilato da Zaccaria ad altri Vangeli trovati
di Mitilene, vescovo solo parzialmente nel
cattolico, retore e stori- corso dei secoli, dun-
co bizantino. La “Sto- que incompleti, que-
ria Ecclesiastica” di sto testo è un “vangelo
Zaccaria il Retore (o completo”.
Zaccaria Scolastico) è
conservato al British Due redentori
Museum dal 1847 e Il libro è stato presen-
proveniente dal mona- tato durate un’affolla-
stero di San Macario in Egitto. In esso, secondo Wil- ta conferenza stampa tenutasi proprio presso le sale
son e Jacobovici si troverebbero i segreti della famiglia del British Museum mercoledì 19 novembre scorso,
di Gesù. Questo libro-pergamena era stato già tra- durante la quale i due autori non hanno fatto altro
dotto e ampiamente studiato senza rilevarvi alcunché che sottolineare quanto il loro studio dimostri un
di interessante. La narrazione è relativa a episodi del- profondo rapporto di unione, anche fisica, tra Gesù
la vita del patriarca dell’Antico Testamento Giuseppe e Maria Maddalena e come entrambi venissero per-
(FENIX 65) non presenti nella Bibbia, specifica- cepiti dalla primissima comunità cristiana: «Ora c’è
mente al suo matrimonio con Aseneth, celebrato dal la prova scritta che si sono sposati e che hanno avu-
faraone e durato sette giorni, e dei figli avuti in con- to due figli, questo documento ci svela gli anni sco-
seguenza di tale legame, conosciuti col nome di Ma- nosciuti della vita di Gesù» hanno rivendicato i due
nasseh ed Ephraim. Insomma, si tratterebbe di uno autori, precisando che «badate bene, non stiamo at-
scritto relativo al figlio  del patriarca Giacobbe. Ma taccando la teologia di nessuno, riportiamo solo un

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IL VANGELO PERDUTO
testo». Ovviamente ci si chiede il è definita “Co-Redentrice” e “Fi- energeticamente complementari
motivo per il quale un Vangelo glia di Dio”, gli stessi epiteti con l’un l’altro, cioè maschio e femmi-
dovesse essere criptato al di sotto cui era ed è ancora oggi definito na. Quindi anche il simbolismo
di un altro testo e la risposta di Ja- Gesù. Personalmente non ho gli collima con quanto i due studiosi
cobovici, corretta o meno che sia, strumenti per valutare se il Vange- affermano nel loro saggio, uno dei
è plausibile: «Suggeriamo che il lo “nascosto” sia davvero stato co- quali, vale la pena ricordarlo, è
Vangelo “ritrovato” e la storia del dificato nel testo siriaco su Giu- professore universitario di Studi
matrimonio di Gesù in esso codi- seppe, posso però confermare che Religiosi, dunque un accademico
ficata fu opera di un gruppo di cri- Maria Maddalena per gli gnostici che non metterebbe a repentaglio
stiani perseguitati. Si era ormai in era davvero un “secondo Messia” e la sua carriera per qualcosa di fu-
piena religione “paolina” e gli ere- che quanto dichiarato da Jacobo- moso. Vale dunque la pena di se-
tici venivano uccisi e i testi gnosti- vici e Wilson sia coerente con la guirli nel loro discorso, dato che
non nasce dal nulla.

Le critiche al testo
È evidente, però, che il libro vada
a minare alle fondamenta l’intero
impianto del messaggio evangeli-
co. Non solo per il supposto lega-
me matrimoniale, ma perchè il
Nazireo per la Chiesa era “Dio ve-
ro”, mentre qui abbiamo una ra-
mo cristiano che aggiunge alla de-
finizione “Dio Vero” anche quello
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di “Uomo vero” (Ecce Homo),
che avrebbe potuto condividere
anche questo aspetto proprio del-
l’essere umano. Per non parlare
dell’ipotetica discendenza e del
ruolo della Maddalena, definita
"co-redentrice". Affermazioni in to-
tale contrasto con la fede cristiana.
In alto, ci bruciati. L’originaria cristianità “tradizione segreta”. Ciò è dimo- Tra i primi ad esprimere scettici-
la Storia che dava all’unione di Gesù e Ma- strato sia dalle parole che per essa smo, Mark Goodacre, professore
Ecclesiastica ria Maddalena un valore di “cop- hanno alcuni dei Vangeli e libri di studi Religiosi presso la Duke
di Zaccaria pia divina” stava soccombendo gnostici (particolarmente il Vange- University, ha detto alla ABC
di Mitilene, sotto i colpi del fanatismo di un lo di Filippo, dove è definita News: «Non penso che questa te-
in cui i due cristianesimo politicizzato e im- “Compagna del Figlio” o nel con- si sia credibile. Semplicemente,
autori han- perialista che vedeva Gesù come troverso “Vangelo della Moglie di non ci sono prove in questo testo
no rilevato un essere trascendente, sì incarna- Gesù”, dove è lo stesso Gesù a in- o altrove che Gesù fosse sposato
un Vangelo tosi in un uomo, ma lontano dal- dicare una donna con le parole con la Maddalena, tanto meno
nascosto. la condizione umana e da una spi- “mia moglie”), ma anche dal fatto che abbiano avuto due bambini»,
ritualità associata anche alla sfera che se parliamo di Messia dell’era cui ha fatto eco il professor Greg
della sessualità sacra». Dunque, dei Pesci, allora dobbiamo riferirci Carey, del Seminario Teologico di
secondo gli autori, la soluzione al simbolismo “equinoziale” che Lancaster: «La storia è nota e non
che quei cristiani ebbero per pre- veniva impiegato dai saggi per in- ha bisogno di nessuna decodifica-
servare la storia sacra che essi rico- dicare un’era e il suo dio incarna- zione», affermazione che, pur vo-
noscevano era quella di porla al di to (il toro per l’Era del Toro, l’arie- lendo restare neutrali su questo
sotto di un’altra storia, in questo te per l’Era dell’Ariete, etc). La con- vangelo, non condividiamo in as-
caso quella di Giuseppe e Ase- venzione millenaria di indicare il soluto. Il co-autore del saggio-stu-
nath, che in questo testo del VI Cristo con il “pesce” è giustificata dio Simcha Jacobovici ha corretta-
sec. non corrisponde a quella bi- proprio da questa codificazione mente dichiarato che: «Se mettia-
blica, ma collimerebbe con le fi- simbolica e poiché l’era è quella mo da parte le dichiarazioni con-
gure dei “due redentori” Gesù e dei “Pesci”, dunque plurale in trarie guidate solo dalla cieca teo-
Maria Maddalena. Sì, avete letto quanto tale costellazione zodiaca- logia e torniamo al contesto stori-
bene, “due redentori”, che, sebbe- le è rappresentata da “due” pesci co in cui il nostro "Vangelo Per-
ne non piaccia neanche agli auto- in posizione opposta l’uno all’al- duto” è stato codificato, cioè il cri-
ri, possono essere definiti “due tro, dobbiamo prendere in consi- stianesimo siriaco, troviamo un
Messia” perché, secondo quanto derazione la possibilità che i Mes- padre della fede di quei luoghi,
affermano Jacobovici e Wilson, sia dell’era dei Pesci fossero davve- Efrem il Siriano. Efrem nacque
Maria Maddalena in questo testo ro due, formando una coppia ed agli inizi del IV secolo e fu uno

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NUOVE SCOPERTE
Aseneth (Maria Maddalena) ebbe molti bambini
dal Crocifisso e ognuno di loro è segnato con la
croce”.
A meno che Aseneth non fosse una viaggiatrice tem-
porale per avere rapporti con Gesù e da lui "molti
bambini”, quello che abbiamo appena visto è un te-
stamento del IV secolo di un fondamentale teologo
cristiano, un dottore della chiesa che certamente co-
nosceva tutta la storia sacra ebraico-cristiana e non
poteva cadere in quest’errore grossolano, e che certi-
fica l'esattezza storica di quello che chiamiamo “Van-
gelo Perduto”. Una storia d’amore e di matrimonio,
di un’unione anche fisica da cui generarono bambi-
ni, tutti segnati per la morte da parte delle autorità
(“ognuno di loro è segnato con la croce”). Nessuna
meraviglia che questi scrivesse in codice». Jacobovici
ha messo il dito in una ferita millenaria di cui sem-
pre poco si parla, le persecuzioni di cristiani su altri
cristiani, che come altri gruppi prima e dopo di loro,
dovettero escogitare stratagemmi comunicativi per
non cadere nella mano, oramai efficace, dell’intimi-
dazione violenta e assassina di una chiesa oramai vo-
ce e spada imperiale. Basti pensare al fatto che se non
fossero stati ritrovati i codici gnostici di Nag Ham-
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madi, in Egitto, nel 1945, oggi avremmo degli stessi
gnostici ben poche informazioni, la maggioranza del-
le quali distorte dalla lente dei padri della chiesa ro-
mana, che nulla capivano dei messaggi di quei pri-
missimi cristiani. Certo, la figura di Gesù quale
Melkisedek, cioè sacerdote in eterno, dovrebbe avere
più una configurazione ascetica, come lo erano infat-
ti gli Esseni di Qumran, e questo colpisce perché pro-
prio la Siria, dove il libro fu composto, fu luogo e di-
dei leader più illustri del cristianesimo siriaco. Scris-
se commenti sulla Bibbia, predicò sermoni e com- In alto,
pose molti inni. A causa della sua eloquenza poetica il profeta
fu soprannominato "Cetra dello Spirito Santo" dai Giuseppe in
suoi compagni di fede. Ed Efrem è d'accordo con Egitto (opera
noi, non con chi critica senza aver non letto una ri- di Adrian
ga del nostro saggio. Efrem identifica Gesù con il Guignet).
Giuseppe della Genesi. Poi va oltre. Nell’Inno 21 ci In basso,
dice che Aseneth, la moglie di Giuseppe, "ebbe mol- Efrem il
ti bambini dal Crocifisso". Siamo tutti d'accordo che Siriano, padre
Aseneth, a malapena menzionata nel libro di Gene- della chiesa
si, visse circa 1700 anni prima di Gesù, non avrebbe siriaca.
potuto avere figli da lui. In Genesi, il marito Giu-
seppe vive una vita lunga e non fu crocifisso. Ma se
seguiamo la tipologia di Efrem, vale a dire il suo co-
dice esplicitamente dichiarato, si capisce che quando
si sta parlando di Aseneth si sta facendo riferimento
a Maria Maddalena, che fu la prima a "correre al se-
polcro di Gesù" per ungerlo, cosa che facevano le
mogli. Utilizzando la “tipologia”, vale a dire i metodi
di decodifica del cristianesimo siriaco, sostituendo
Maria Maddalena con Aseneth di Genesi, questo è
ciò che Efrem il Siriano aveva da dire circa 1600 an-
ni fa nel suo inno come giunto sino a noi:
“Aseneth (Maria Maddalena) è il simbolo della
Chiesa dei Gentili. Amava Giuseppe (Gesù) e
Giuseppe (Gesù), figlio...
... In verità, la Santa Chiesa amata.

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IL VANGELO PERDUTO
mora di importanti correnti asceti-
che gnostiche. D’altronde il celi-
bato era una via di purificazione
che alcune correnti gnostiche at-
tuavano in preparazione alla venu-
ta dell’annunciato Regno di Dio.
Non abbiamo ancora tutti gli ele-
menti per comprendere il rappor-
to tra Gesù e Maria Maddalena,
non possiamo conoscerne in
profondità i dettagli, ma è possibi-
le che, se questo avvenne davvero,
la ragione va ricercata nel concetto
eterno di “coppia divina” e mani-
festazione messianica associata al-
l’era dei Pesci, almeno a questo
puntano i testi gnostici quando
parlano di “moglie” e “compagna”.

L’intervista a Barrie Wilson


Contrariamente a quanto fatto da
coloro i quali hanno bollato co-
me sensazionalismo puro questa
notizia, senza approfondire e
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sentire la voce dei protagonisti,
abbiamo contattato e intervistato
uno dei due autori, Barrie Wil-
son, che quale professore di Stu-
di religiosi all’Università di To-
ronto è più che qualificato a for-
nirci le giuste informazioni.

Adriano Forgione: Professor


Wilson, può spiegare ai nostri
lettori qual è il suo back-
ground professionale?
Barrie Wilson: «Sono professore te nel mio sito e su Wikipedia.
di studi religiosi all’Università di Sempre più persone e studiosi
York, Toronto, specializzato nelle stanno cominciando a vedere
origini del primo cristianesimo… quanto differente era la religione
Rotoli del Mar Morto, vangeli di Paolo da quella di Gesù. Il mio
perduti, Nuovo Testamento. L’U- co-autore, Simcha Jacobovici, è
niversità di York è la terza più un giornalista investigativo tre vol-
grande in Canada, con oltre te vincitore di un premio Emmy.
65.000 studenti. Il mio obiettivo è Egli si pone domande che altri evi-
storico e l’università è secolare, tano e questo è qualcosa di lui che
quindi nessuna affiliazione reli- trovo affascinante e importante.
giosa istituzionale che può inter- Modestamente, siamo personaggi
ferire sulla seria ricerca storica. noti a livello internazionale».
Molto di più può essere trovato
nel mio sito web, www.barriewil- A.F.: Come avete iniziato a stu-
son.com e su Wikipedia. Nel diare il Vangelo Perduto e per
2008 ho pubblicato un libro che quanto tempo avete lavorato
è stato ben accolto in Canada, Re- su di esso?
gno Unito e Stati Uniti, How Je- B.W.: «Nella vita di Gesù vi è un
sus became Christian (come Gesù intervallo di 30 anni, dalla sua cir-
divenne cristiano), un serio sguar- concisione nell’ottavo giorno fino
do storico alla religione di Gesù e a quando cominciò il suo mini-
di suo fratello Giacomo contro stero, circa 30 anni dopo (un’ec-
quella di Paolo. Varie analisi di cezione, nel suo dodicesimo anno
quest’opera possono essere trova- di età Gesù si recò a Gerusalem-

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NUOVE SCOPERTE
me con la sua famiglia per celebrare la Pasqua e tra- danti la venuta del Regno di Dio. Quindi vi era
scorse del tempo lì discutendo della Legge Ebraica, la Paolo che interpretava Gesù come una specie di fi-
Torah, con i maestri del Tempio). Ma un intervallo gura immanente e trascendente avvolta nel miste-
di 30 anni è sorprendente. Il mio co-autore e io po- ro, Cristo, come un salvatore uomo-Dio morto e
co più di sei anni fa ci stavamo prendendo una birra risorto, che ricordava il Mitraismo. Mentre qui ab-
a Efeso, avendo appena completato il filmato per un biamo una comunità o chiesa di Maria Maddale-
documentario sul cammino di San Paolo. Avevamo na, che la onorava e vedeva lo sposalizio tra lei e
visitato Antiochia, Tarso e, rilassandoci, discutevamo Gesù come base di redenzione».
se vi fossero documenti, sconosciuti alla gente, che
potessero aiutare a riempire gli anni mancanti di Ge- A.F.: Come è sicuro che questo vangelo perduto
sù. Eravamo entrambi familiari con lo scritto Giu- non sia uno scritto creato in epoca storica per giu-
seppe e Aseneth, tratto dai successivi manoscritti gre- stificare la credenza di qualche setta gnostica che
ci e sapevamo fosse misterioso. Sapevamo anche che credeva nell’unione tra Gesù e Maria Maddalena?
in un certo modo era legato all’antico cristianesimo. È la stessa spiegazione che la professoressa Karen
Siamo partiti da lì». King usa per spiegare il recentemente tradotto
“Vangelo della Moglie di Gesù”?
A.F.: Qual è l’età di questo Vangelo? È connes- B.W.: «Non conosciamo il motivo. Questo potreb-
so ad alcuni scritti antichi del credo del primo be anche dirsi dei vangeli del Nuovo Testamento.
cristianesimo? Come sappiamo che essi non furono creati proprio
per giustificare la credenza in In pagina,
un Gesù ascetico e apparte- Conversione
nente a un altro mondo? Do- della Madda-
potutto, i quattro vangeli del lena, di Pao-
Nuovo Testamento furono lo Veronese.
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scritti alla luce del successo
della Missione Gentile (non
ebrea) di Paolo. A parte ciò, i
primi cristiani litigarono pro-
prio sul significato di Gesù. I
cristiani paolini collocavano
quel significato nella morte sa-
crificale di Gesù, in quanto il
messaggio di Paolo è che se
noi partecipiamo alla sofferen-
za e alla morte di Gesù, allora
possiamo aspirare alla resurre-
zione proprio come lui. Altri
vedevano le cose differente-
mente. Altre comunità, come
gli Gnostici, cercavano il signi-
B.W.: «Il manoscritto più antico sopravvissuto risale ficato di Gesù nei suoi insegnamenti e per il gruppo
a circa il 550, ma si tratta di una traduzione siriana di cristiani in esame, nel suo matrimonio. Un’enfasi
di un testo greco molto più antico. La domanda è più vitale del macabro obiettivo di Paolo basato sul-
“cosa è un manoscritto greco molto più antico? la morte come viatico di salvezza».
Quanto più antico?”. Riteniamo lo sia diverse centi-
naia di anni e quindi esso stesso potrebbe essere sta- A.F.: Da ciò che capisco, avete decodificato que-
to copiato molte volte prima di giungere nella forma sto vangelo nascosto da una versione successiva
ritrovata. In questo senso il nostro manoscritto è si- della Storia di Giuseppe e Aseneth. Come siete
mile ai vangeli del Nuovo Testamento. I più antichi arrivati alla conclusione che un vangelo fosse na-
manoscritti completi che abbiamo oggi risalgono al scosto in un’altra storia e perché?
IV secolo. Ma pensiamo che non siano originari di B.W.: «Bisognerebbe leggere il libro per avere una vi-
allora. In ogni caso, a parte alcune frasi e citazioni, sione chiara dello studio. Cercherò di sintentizzare
non abbiamo originali del I secolo. Noi ipotizziamo per voi italiani. Le linee chiave di evidenza sono:
che questo scritto sia legato a una comunità di cri- 1) Le due lettere di copertina dicono che lo scritto
stiani che onoravano Maria Maddalena e la vedevano contiene un significato nascosto (“theoria” in siriano)
in una luce più favorevole rispetto al cristianesimo e che questo ha a che fare con “Nostro Signore”.
paolino. Ma, come ora sappiamo, il movimento cri- 2) Il linguaggio non si accorda con la storia di un
stiano di Paolo non è la sola antica interpretazio- antico israelita che vagava nei deserti egiziani. Fi-
ne del messaggio di Gesù. Vi era anche Giacomo, glio di Dio, Salvatore, con il segno della croce nel
fratello di Gesù, che guidava un movimento ebrai- sangue, sua moglie come sposa di Dio. Questo lin-
co devoto agli insegnamenti del suo “rabbi” riguar- guaggio è distintamente cristiano, non ebraico.

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IL VANGELO PERDUTO

modo, ma così era come essi com-


In alto, prendevano i loro testi.
Jacobovici e 4) Il volume di scritti di cui il no-
Wilson alla stro manoscritto era parte ha a
conferenza che fare con testi che hanno tra-
stampa di sformato il mondo. Questo è un
presentazio- fatto importante. Il nostro mano-
ne presso la scritto è lì con la conversione di
British Costantino che cambiò il corso
Library. della storia occidentale, prova di
In basso, vita eterna, il ritrovamento di im-
un giovane portanti reliquie del I secolo, una
Gesù tra i storia chiave della chiesa. Quindi,
dottori del questo storia non può essere sol-
tempio. tanto una leggenda su antichi
israeliti… non ha senso dove essa
viene comunemente ubicata.
5) Molti antichi scritti erano in
codice. Per esempio i Rotoli del
Mar Morto, che parlano di un
Maestro di Rettitudine, di un
bugiardo e di un sacerdote per-
Quindi dobbiamo offrirvi senso era Maria Maddalena). Essenzial- verso… chi erano? Il messaggio
in termini cristiani. mente questo comporta che per- di Gesù del Regno di Dio è co-
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3) Il modo in cui il cristianesimo sone ed eventi dell’Antico Testa- dificato, quindi anche quello
siriano (differente da quello cri- mento si riferiscano in realtà a delle sue parabole».
stiano odierno o dal cristianesimo persone ed eventi del Nuovo.
storico occidentale) comprendeva Quindi storie su Mosè, Giosuè e A.F.: Può spiegare ai nostri let-
i testi, come le “Tipologie” (anti- Giuseppe etc. erano in realtà rife- tori italiani, che non hanno
chi sermoni siriani che ci dicono rite a Gesù. Noi non vediamo l’opportunità di leggere l’edi-
che Giuseppe era Gesù e Aseneth propriamente la cosa in questo zione inglese del vostro libro, la

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NUOVE SCOPERTE
del Nuovo Testamento. Non vi è
sostegno al matrimonio nel Nuovo
testamento. E, per Paolo, l’unica ba-
se per il matrimonio era la comple-
ta perdita di autocontrollo. Il pri-
mo cristianesimo scrisse della fami-
glia di Gesù al di fuori dei loro
scritti. Pertanto sappiamo molto
poco di questo – aveva quattro fra-
telli e due sorelle. Anche Maria, sua
madre, era considerata una quasi di-
vinità. Il cristianesimo paolino non
voleva avere nulla a che fare con un
messia umano ed ebreo e quindi
scrisse il suo contesto al di fuori da
quella storia».
base su cui Maria Maddalena venne considerata
un Secondo Messia? A.F.: Seguendo questo vangelo, la coppia divina
B.W.: «Maria Maddalena è considerata una specie aveva due figli. Qual era il loro nome e qual era
di “co-redentrice”. Questo è simile all’insegnamento il loro destino?
cattolico dove Maria, Madre di Gesù, è talvolta rite- B.W.: «I nomi citati sono Ephraim e Manasseh, ma
nuta una co-redentrice. Se Gesù è divino, anche sua probabilmente sono nomi in codice. Non sappiamo
madre deve esserlo. E se lui è il redentore, lei deve al- cosa accadde ai bambini, il nostro manoscritto non
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lora essere co-redentrice. Sebbene non sia parte del- ne fa cenno. Penso che dopo la crocifissione, Maria
l’insegnamento cattolico ufficiale, è così che spesso Maddalena, i figli e probabilmente altri lasciarono
ella viene definita. Ergo, se il matrimonio di Gesù Gerusalemme. Le prime tradizioni dell’antica Chie-
con Maria Maddalena è la base della redenzione, al- sa associavano Maria Maddalena sia a Efeso che al
lora come lui è il redentore, lei è la co-redentrice». sud della Francia».
In alto,
A.F.: Nel vangelo vi sono informa- analisi del
zioni su chi realmente fossero Gesù manoscritto
e Maria Maddalena. Qual era la lo- di Zaccaria di
ro relazione e quale dei due Messia Mitilene.
aveva una posizione preminente per In basso,
il primo cristianesimo? una
B.W.: «Di essi si parla come di reden- immagine
tori e salvatori, non come “messia”. Il ravvicinata
nostro testo non usa questa parola». del testo in
siriaco.
A.F.: Questo vangelo parla dei pri-
mi anni di Gesù, completamente as-
senti nei quattro vangeli sinottici.
Quali sono le informazioni che voi
considerate più significative? Dove
venne educato Gesù e con quale
dottrina? Inoltre, da dove proveniva
Maria Maddalena e dove vennero
pianificate le loro nozze? A.F.: Come rispondete a coloro che vi accusano
B.W.: «Spero che conosceremo le risposte a queste di frode, truffa e sensazionalismo?
domande, dati i trent’anni di intervallo nella vita di B.W.: «Che la loro è pura illusione, i loro non so-
Gesù. Ora sappiamo che egli era umano, ebreo e no commenti di persone serie. Non hanno letto
sposato. Francamente questo è ciò che ci aspette- il libro e sperano solo che Gesù non fosse sposa-
remmo da un rabbi ebreo del I secolo. Il cristianesi- to, principalmente per ragioni teologiche (sebbe-
mo insegna che Gesù era sia divino sia umano. Que- ne niente di ciò vada contro il pensiero cristiano
sto è ciò che dice il nostro testo, ma si focalizza sul- tradizionale). Suggerisco di leggere il libro e con-
la sua umanità. Ciò è importante. La Chiesa ha sem- siderare le prove invece di liquidarle superficial-
pre avuto problemi con l’offrire senso alla piena mente. Ora vi pongo io due domande interessan-
umanità di Gesù. Qui abbiamo un antico docu- ti: 1)Perché vogliono scartare il nostro libro senza
mento che presenta una visione sana della sessualità leggerlo? 2) Perché l’idea di un Gesù sposato pro-
e del matrimonio, qualcosa che manca dalle pagine duce tanta ostilità in alcuni ambienti?».

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MISTERI MEGALITICI

I Sentieri di Pietra
di Ingrejil
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Gli Incas giunsero un tempo in Brasile? Vi furono spedizioni etiopi in Su-
damerica? Queste e altre domande sulle antiche civiltà americane si
frammescolano in un’enclave perduta nella Sierra de las Almas, dove al-
cuni menhir, dolmen e rocce ciclopiche affiorano dalla terra allo stesso
modo della misteriosa cultura Marcahuasi del Perù. Questa è la storia di
alcuni scopritori e di una pista: quella del Manoscritto 512

Testo e foto di Pablo Villarrubia Mauso

N
el luglio del 1984 un manoscritto presumibilmente redat- In apertura,
italiano chiamato Ga- to nell’anno 1753 da un “bandei- il picco de las Almas.
briel D’Annunzio Baral- rante”, come venivano chiamati gli Nella pagina seguente, in alto i
di raggiungeva la cima di esploratori del territorio brasiliano menhir di Ingrejil. In basso,
una montagna nel cuore in epoche coloniali. Quel misterio- Paranmirim das Crioulas.
dello stato di Bahia, in Brasile. Nel so documento suscitò la curiosità di
suo zaino custodiva la copia di un alcuni antichi esploratori, special-

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tato. Lì scoprono una città di pietra abbandonata


di aspetto fantasmagorico. Le sue vie sono lastrica-
te ed è costituita da vari edifici di pietra che lo sco-
nosciuto cronista interpreta come antichissimi pa-
lazzi e templi. Trovano persino una misteriosa sta-
tua di un uomo situato su una colonna di pietra
nera e che indica il nord con il braccio destro. Lo
stesso cronista descrive un’altra statua, quella di un
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giovane vestito come gli antichi romani, con una
corona di alloro sopra la testa. Menziona, inoltre,
alcune iscrizioni rupestri, grandi rocce lavorate e
buche profonde aperte nel suolo e che la cittadel-
la andò in rovina a causa di un terremoto che de-
vastò la sierra.

mente due britannici: Richard Burton – XIX seco-


lo – e il colonnello H. Percy Fawcett agli inizi del
XX secolo. Entrambi lo consultarono nella biblio-
teca nazionale di Rio de Janeiro, sotto la classifica-
zione del numero 512 o “Relazione storica di una
occulta e grande popolazione antichissima senza
abitanti, che si scoprì nell’anno 1753”. Il docu-
mento si presenta rovinato e, pertanto, alcune righe
sono inintelligibili, incluso il nome del suo narra-
tore. È la cronaca della spedizione di un gruppo di
bandeirantes che attraversano una “catena montuo-
sa risplendente”, un luogo apparentemente incan-

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I SENTIERI DI PIETRA DI INGREJIL

Luci e vie scomparse


In alto, Colui che scrive queste righe or-
Raimundo ganizzò una spedizione a In-
Novais de grejil nel luglio del 1997. Da Sal-
Siousa. vador de Bahia viaggiò per più
Al centro, di 700 km fino alla comunità di
il colle di Parnamirim das Crioulas – un
Santo Do- antico “quilombo”, ossia un vil-
mingos. laggio di neri e meticci fuggiti
In basso, dai loro padroni al tempo della
il cammino schiavitù. Oggi, i suoi dintorni
verso In- pullulano di ogni tipo di cerca-
grejil. tore d’oro di alluvione e, a volte,
vi sono dispute che portano allo
spargimento di sangue. A pochi
chilometri da Parnarim si trova
il villaggio di Rocinha – nelle
falde della Sierra de las Almas – tizie di Baraldi e, curiosamente, re più di 18 metri a piedi. La co-
dove viveva donna Corina, una settimana fa pensai a lui e sa buona era che non avremmo
un’anziana che mi raccontò che, alla gente che da fuori veniva dovuto caricarci di acqua, in
in passato, vari sentieri conduce- qui per conoscere Ingrejil». Essi quanto avremmo trovato molte
vano alla cima, oggi spariti. Inol- mi avvisarono che l’ascesa alla fonti e ruscelli lungo il cammi-
tre, Corina disse di aver visto, in montagna di Ingrejil si promette- no. Passammo per burroni, bo-
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varie occasioni – sempre di not- va dura. Da Rocinha fino alla scaglie e cascate in mezzo a un
te – una bolla di luce che saliva vetta, a 1400 metri sul livello del territorio vergine e selvaggio. Lo
lungo la montagna e, più tardi, mare, avremmo dovuto percorre- sforzo fu compensato dall’arriva-
discendeva fino a sparire tra gli
arbusti. Un altro contadino, Co-
smos Francisco di Rosario, mi
riferì di aver osservato un ogget-
to a forma di setaccio per l’oro
(circolare) che emetteva una luce
rossa molto intensa. Lasciava die-
tro di sé una stella dello stesso
colore e sorvolò la montagna do-
ve si situava Ingrejil fino a spari-
re dietro la stessa. La sua inter-
pretazione del fenomeno è mol-
to peculiare, vincolata alle tradi-
zioni dei minatori dall’epoca co-
loniale: «Sono sicuro che fosse
l’oro che cambiava sito, cercan-
do un altro luogo per nascon-
dersi» ci disse Rosario. Un altro
abitante di Rocinha, di nome Jo-
sé, affermava che la montagna
fosse incantata e che lì sopra vi-
vesse il mitico Nego d’Agua (il
Negro dell’Acqua), una specie di
umanoide di pelle scura, con
membrane alle mani e ai piedi,
che abita nei fiumi della regione.
Fu a Rocinha che trovai due gui-
de che hanno sempre aspettato
Baraldi: Raimundo Novais de
Sousa e Joao Evangelista, suo fra-
tello, che conoscono perfetta-
mente la regione. Raimundo mi
sorprese con un commento:
«Da molto tempo non avevo no-

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MISTERI MEGALITICI
re alla cima, una grande spianata di 3 x 1 km di lar-
ghezza, circondata dal colle Coatì e dal colle di
Santo Domingos. Camminando attraverso il terre-
no coperto da bassa vegetazione e parzialmente
inondato, trovammo vari allineamenti di pietra so-
miglianti a menhir e altri che sembravano affon-
dare nel suolo. Intorno scorgemmo, sulle colline,
rocce di grandi dimensioni con forme curiose. Era-
no naturali o artificiali? O forse una mescolanza di
entrambe? Raimundo mi mostrò un pertugio dove
trovammo un’urna funeraria di ceramica, che con-
servarono nella chiesa di Rocinha. Mi confermò
che lì erano state portate alla luce varie vestigia ar-
cheologiche, come asce di pietra ben lavorate, pez-
zi di vasi di ceramica e resti umani nelle urne in-
terrate. Ossia, il luogo poteva essere stato abitato o
usato come cimitero in tempi anteriori alla con-
quista portoghese. Un altro dato importante è che
Raimundo e Antonio, durante le loro escursioni tica fortificazione – commentò Tibiriça, morto da In alto,
sulla montagna, avevano osservato alcuni rami di pochi anni – e notammo che vi erano tronchi ri- Tibiriça e le
cammino lastricato, qualcosa di assolutamente in- costruiti. Curiosamente i settori che sembravano rovine Beta.
solito in quella zona. più antichi erano quelli più solidi, di miglior ta- In basso,
glio di pietre. Non molto lontano dai muri tro- Baraldi vicino
Operazione Paititi II vammo resti di costruzioni di pietra di forma ret- ai menhir di
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Baraldi era uno dei protagonisti di quella spedi- tangolare. Ma ve ne erano altri, più recenti, di ado- Ingrejil.
zione del giugno 1984. Si organizzò in base alle be. La terra intorno era tutta scomposta, ossia lì si
piste che possedeva un altro dei suoi membri, il trovò dell’argento, le cui vene in quella zona sono
linguista Luis Caldas Tibiriça, che indicavano la abbondanti». «A chi appartenevano queste edifi-
possibile esistenza di una città perduta nella regio- cazioni?» indagò il linguista e indigenista. «Le co-
ne della Sierra de las Almas e che sarebbe stata re- struzioni di adobe, sicuramente, appartenevano ai
lazionata con la città del Manoscritto 512. Di que- “quilombolas” o cimarrones, ossia a schiavi sfuggi-
sta spedizione, denominata Operazione Paititi II, ti ai loro padroni portoghesi già a partire dal XVII
faceva parte – oltre a Tibiriça e Baraldi – un giova- secolo. Ma quelle di pietra erano ciò che ci intri-
ne medico, il dottor Fabio Darò. Quest’ultimo, in- gava. Secondo la mia opinione qualche gruppo
sieme con Tibiriça, decise di localizzare un luogo precedente della catena delle Ande finì nella zona
chiamato Beta, dove i locali affermavano che esi- di Parnamirim e cominciarono a utilizzare l’ar-
stessero alcune rovine, mentre Baraldi proseguì, gento. Tuttavia vi è un edificio che ricorda, per il
con altre guide, fino a una montagna chiamata In- tipo di disposizione delle sue pietre e misure, le
grejil, dove si sospettava anche dell’esistenza di ve- antiche costruzioni etiopi». «Etiopi in America
stigia archeologiche. Nel sito Beta i due esplorato- prima di Colombo?» disse sorpreso. «Su cosa si
ri si imbatterono in una vegetazione molto fitta, basa per questa comparazione?». «Oltre allo stile,
con serpenti a sonagli e una serie di enigmatiche in un lavoro praticamente sconosciuto del Conte
costruzioni di pietra. «Sembravano resti di un’an- de la Hure che, nel XIX secolo, studiò minuzio-
samente il manoscritto 512. Per lui
le iscrizioni che i bandeirantes co-
piarono appartenevano all’alfabeto
gueez dell’Etiopia, che è l’idioma sa-
cro dei testi religiosi che ancora si
usa in quella regione dell’Africa» mi
riferiva il linguista.

Menhir e mura
Gabriel Baraldi segnalava un’antica
origine andina per le rovine di Beta e
le comparò alle costruzioni di stile
Huamachuco tardo, un esempio del-
le rovine di Pashas, nella provincia di
Pallasca, nel dipartimento di Ancash,
in Perù. Il ricercatore italiano scoprì
otto gruppi di rovine, quelle di In-
grejil a pochi chilometri da Beta. A

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I SENTIERI DI PIETRA DI INGREJIL

tre ore di difficile cammino fino


alla vetta, si trovò in un’ampia
spianata custodita da due colline.
Il cosiddetto cerro de Coatì –
1100 metri sul livello del mare –
circonda quello che Baraldi bat-
tezzò Il Trono, una formazione
apparentemente naturale, ma la-
vorata dall’uomo. Questa collina,
che si erge di fronte alla spianata
a forma di anfiteatro a Ingrejil, è
circondata da grandi blocchi di
granito e coperta da vegetazione.
«Il cerro di Coatì potrebbe aver
avuto un significato speciale, for-
se era un sito di venerazione. Di
spalle al trono si estende una
specie di muro piuttosto dete- cheologica del Perù. «La fortez- vano città e cittadelle ben orga-
riorato. Ma ve ne erano altri con za di Ingrejil fu abitata nel pe- nizzate, alcune costruite con pie-
oltre 100 metri di estensione» riodo preceramico, cioè prima tre, che ospitarono popolazioni
proseguiva a raccontare l’esplora- dell’orizzonte Chavin, intorno con società gerarchizzate, con
tore. Nel centro della spianata l’i- al 2000 a.C. e fino all’orizzonte ampie conoscenze astronomiche
taliano rimase stupefatto quando incaico, circa l’anno 1450 d.C. e dei cicli della natura. L’archeo-
vide una serie di allineamenti Un secolo dopo i sopravvissuti logia ufficiale, specialmente
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megalitici, più propri della vec- furono schiavizzati dai primi quella brasiliana, negò sempre
chia Europa che della giovane portoghesi, che lì giunsero per che gli antichi abitanti del terri-
America… «Questi moniliti sono lavorare nelle miniere della re- torio potevano aver raggiunto un
indicatori astronomici. Vi sono gione». Baraldi sosteneva che indice di sviluppo somigliante
tre menhir allineati che, sicura- una delle prove che garantivano agli Incas o ai Maya. Ma questo
mente, servirono per qualche ti- la relazione tra la città perduta non è vero. I menhir, per esem-
po di rituale sacro. In questo del documento 512 e Ingrejil era pio, furono orientati secondo co-
stesso luogo, solcato da ruscelli, il sesto simbolo che appariva ri- noscenze dei movimenti degli
trovai un muro compatto, mo- flesso in tale documento, inciso astri e perciò necessitavano di
nolitico, le cui pareti sono state in una roccia che si chiama “Pe- “amautas” o saggi. Perché Ingrejil
levigate dalla mano dell’uomo. dra das jacas”, che ho visto solo è situata in un luogo di tanto dif-
Nel bordo della cima localizzai una volta e mai più ho potuto lo- ficile accesso e tanto lontano dal-
un gruppo di pietre ciclopiche, calizzare tra le sterpaglie della la cosa, in fondo tanto isolata?
specialmente quelle della collina sierra. Il simbolo ha la forma di Baraldi contestava che Ingrejil
di Sao Domingos, verso sudest, un arco con tre colonne e una fosse stata pensata come un ri-
tutte allineate allo stile della cul- croce. dotto per resistere a possibili at-
tura Marcahuasi in Perù» mi ri- tacchi e, nello stesso tempo, es-
ferì emozionato questo ricercato- Rifugio degli Incas? sere un sito sacro, di adorazione,
re quando lo intervistai nel 1988. L’italiano, nel corso della sua vi- comparandola a Machu Picchu.
Ma le formazioni più sorpren- ta, sostenne che in Brasile esiste- «Dovevano avere granai per resi-
denti sono due monticelli che si
trovano sopra la spianata di In-
In alto, grejil, che nasconderebbero, sem-
l’autore (l’ulti- pre secondo Baraldi, resti di co-
mo a destra) struzioni, specialmente templi a
e i menhir di scaloni o piramidali. Alcuni dei
Ingrejil. sentieri che ancora esistono lì so-
In basso, no le vie che un tempo connet-
rocce del tevano i templi. Tutti questi com-
Picco de las plessi non sono stati scavati fino
Almas. a oggi, di fronte all’indifferenza
degli archeologi brasiliani. Per il
ricercatore italiano, la cittadella
di Ingrejil potrebbe avere più di
4000 anni di antichità. Per arri-
vare a questa cifra ha fatto com-
parazioni con la cronologia ar-

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MISTERI MEGALITICI

In pagina,
dolmen
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presso il
Picco de
las Almas.

stere durante molto tempo a un tentativo di assal- prì anche che la zona è disseminata di sentieri e di
to, oltre a disporre di un gruppo di guerrieri ben strade lastricate, qualcosa che gli indigeni brasilia-
addestrati per la difesa. Intorno alla spianata vi so- ni non erano soliti fare come gli Incas in tutto il lo-
no precipizi che rendono l’accesso alla cima diffi- ro Impero. Blocchi di pietra presumibilmente ta-
coltoso e diventano una fortezza naturale. I pochi gliati in angoli retti e logori per l’azione dell’uomo
cammini o sentieri di accesso erano ben control- furono altre prove che Aurelio e Baraldi portarono
lati o, in momenti di conflitto, ostacolati da rocce per sostenere l’ipotesi dell’artificialità di Ingrejil.
o trappole» rifletteva il ricercatore italiano. Baraldi
interpretò quelle presunte rovine come di origine Sierra de las Almas
preincaica, di tipo megalitico. Sulla montagna, nel- Non molto lontano da Rocinha e Ingrejil, nella
la grande spianata di 3 kmq, esiste un allineamen- stessa Sierra de las Almas, si trova il suo picco cul-
to di pietre di tipo menhir di circa 20 metri di minante e omonimo con 1856 metri sul livello del
estensione che si immergono nella terra e tornano mare. Il suo nome è il riflesso delle numerose for-
a riapparire qualche metro più avanti. L’archeolo- mazioni rocciose di aspetto spettrale che coprono
go Aurelio de Abreu, presidente dell’Instituto Pau- la sua cima, allo stesso modo del suono lugubre
lista de Arqueologia (di São Paulo), informato del- che produce il vento tra le rocce. Il linguista Luis
le scoperte di Tibiriça e di Baraldi – entrambi Caldas Tibiriça mi aveva riferito che lì esisteva un
membri dell’istituto – decise di partecipare a un’al- vero portale di pietra con alcune iscrizioni mille-
tra spedizione, ma solamente a Ingrejil. Prima di narie e un grande dolmen sull’orlo di un precipi-
partire, a Salvador de Bahia, trovò alcuni docu- zio. Attraverso uno di questi caddero decine di
menti che sembravano dare ragione ai suoi amici schiavi africani e, secondo gli indigeni, ancora si
esploratori: le cronache del viaggiatore austriaco odono le voci, nella notte, che implorano: «Aiuta-
Georges Lubowscy Von Luhen, datate al 1914, che teci, aiutateci!». Impiegammo quasi tre ore per ar-
descrivono una città precolombiana situata in rivare ai 1600 metri di altezza attraverso stretti sen-
qualche luogo della Sierra de las Almas. Abreu tieri, di vegetazione spinosa e relativamente bassa,
scrisse un’informativa assicurando che i resti trova- tra burroni e mucchi rocciosi di straordinaria bel-
ti a Ingrejil erano di interesse archeologico e solle- lezza. Una spedizione scientifica inglese era stata
citava le autorità brasiliane a un’investigazione ap- nella sierra durante gli anni ’80 e scoprì una gran-
profondita. Nella sua opinione la cittadella doveva de quantità di specie vegetali come fossili viventi e
essere un rifugio, un avamposto degli Incas in Bra- che esistevano solo in quella zona. Alcune erano
sile e la sua antichità datata tra il secolo IX e il piante carnivore. Alberi ritorti, pietre nere e ta-
XVI della nostra era. Forse lì avevano esplorato l’ar- glienti che emergono dalla terra e numerosi riga-
gento e l’oro, abbondanti in tutta la regione. Sco- gnoli che trasformano il suolo in un territorio qua-

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I SENTIERI DI PIETRA DI INGREJIL

si pantanoso, sono alcune delle


caratteristiche di questa monta-
gna. Passammo per un burrone
e quindi trovammo una fenditu-
ra che la nostra guida ci assicurò
si trattasse di una entrata della
Città Perduta. «Un’archeologa
che venne un giorno qui volle
entrare, ma nel giro di poco tem-
po perse conoscenza. Con gli oc-
chi tutti bianchi cominciò a par-
lare con un altro tono di voce,
come se fosse un uomo, come
fosse posseduta. Quando tornò
in sé non si ricordava di nulla»
ci raccontò la guida. Finalmente
raggiungemmo un ramo del sen-
tiero, proprio sul bordo di un
precipizio, dove si erigeva un
magnifico dolmen, formato da
un androne e una lapide oriz-
zontale che gli dà l’aspetto di un
tavolo di pietra. Supera i tre me-
tri di altezza e sorprende per la
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sua ubicazione. Da lì si può os-
servare, in lontananza, una valle
dove Tibiriça descrisse l’esisten-
za di portali, mura e colonne di
pietra. Erano formazioni natura-
li o artificiali? Era difficile poter
teorizzare a causa della distanza
A destra, e inaccessibilità del sito. La cosa
il Gigante di certa è che la città perduta del
Ingrejil. Manoscritto 512 continuò a es-
sere un enigma da risolvere.

RIPERCUSSIONE INTERNAZIONALE

G abriel D’Annunzio Baraldi riuscì a far conoscere In-


grejil a livello internazionale grazie all’appoggio della
stampa. Specialmente a Roberto Cattani, direttore della
delegazione dell’agenzia ANSA a São Paolo. Lo stesso ac-
compagnò il suo concittadino fino alla città perduta situa-
ta nella Sierra de las Almas. Il Diario Ufficiale di São Paolo
pubblicò anche la scoperta rivendicando il suo rango di si-
to archeologico e Patrimonio Storico. Lo scrittore e viag-
giatore statunitense David Hatcher Childress menziona In-
grejil nel suo libro Città perdute e antichi misteri del Sud
America (1986). Nel marzo del 1990 si spostò nella zona
con Baraldi e ammise che il luogo era un autentico sito ar-
cheologico. Inoltre, si chiedeva se quella cittadella fosse
una di quelle che si riferiva al presunto indigeno Tatunka
Nara nella controversa Cronaca di Akakor, relazionata a
tunnel sotterranei millenari che attraversano il sottosuolo
delle Americhe, costruiti da un popolo proveniente dalle
stelle. Childress giunse anche a comparare Ingrejil alla cul- circondano il grande anfiteatro o la spianata della monta-
tura Marcahuasi del Perù a causa delle grandi formazioni gna. Oltretutto, lo scrittore si spinge a datare la cittadella
rocciose, presumibilmente lavorate da mani umane, che a più di 10.000 anni di antichità.

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Gli Alieni mi hanno Melkizedek Il Sonno Il Fattore OZ La Civiltà Perduta


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a cura di Mike Plato

Akasha Libri di Conoscenza


La danza segreta delle Yogini
Luisa Spagna, Venexia, € 19.00, pagg. 190
S hiva e Shakti, come il giorno e la notte, danzano nel tempio svelando e rivelando antichi culti mi-
sterici. Le Yogini di Hirapur, in Orissa, messaggere tra i mondi, danzano in cerchio i segreti della
vita e dell’estasi, svelando gli antichi culti di Shakti e Shiva. In questo viaggio di ricerca personale di
temi e archetipi femminili, l’autrice esplora il culto tantra-shakta in India attraverso la descrizione di
un famoso tempio rotondo, dove figure femminili disposte in cerchio danzano il proprio potere. So-
no sessantaquattro corpi femminili il cui respiro penetra la pietra e si espande nell’etere. Qui l’esteti-
ca delle Yogini ci guida alla conoscenza racchiusa da sempre nei corpi femminili rivelando un eroti-
smo che si sprigiona dalle statue, mai ammiccante o volgare ma simile a quello della natura nel ri-
sveglio primaverile: naturale e necessario. Luisa Spagna (1968) è danzatrice, artista, yogini. Dal 1995
vive tra l’Italia e l’India, dove ha studiato teatro-danza Odissi e Seraikella Chhau e svolto ricerche sul
sacro femminile. Per il suo impegno nell’innovazione della danza ha ricevuto il premio International
Women Excellence Award (IWEA) 2014 di New Delhi. Tra gli argomenti: viaggio a Hirapur; il culto
delle yogini; il tempio ipetrale; Shiva Bairava; al battito del tamburo damaru.
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Dimensioni
Jacques Vallée, Venexia, € 22.00, pagg. 312
J acques Vallée, laureato in Matematica e con un master in Astrofisica, è uno dei più importanti scien-
ziati e ufologi al mondo. Ha collaborato con la NASA alla stesura della prima cartina informatizza-
ta di Marte ed è stato uno degli sviluppatori di Arpanet parecchi anni prima di Internet. E’ stato il pri-
mo ad affrontare il fenomeno UFO in termini multidimensionali e parafisici, per questo emarginato
dalla fazione “fisica”. E ancor oggi, in definitiva, lo è. Il libro è un’indagine scientifica avvincente che
investiga la natura interdimensionale degli UFO e guida il lettore alla comprensione del fenomeno
ufologico moderno, tra analisi di casi di rapimenti alieni e insabbiamenti governativi. In questo pri-
mo libro della trilogia, diventata un best seller negli Stati Uniti, Vallée spiega come si è giunti al fe-
nomeno moderno degli UFO e rivela il mistero che si cela dietro ai casi di rapimento alieno, esami-
nandone le conseguenze sociologiche, psichiche e spirituali. La sua ipotesi è che, lungi dall’essere en-
tità distanti e lontane, gli alieni siano creature interdimensionali capaci di trascendere il tempo e lo
spazio comunemente intesi dall’uomo. Nell’ultima parte del volume spiega i motivi politici e religio-
si che hanno ostacolato la ricerca dei fenomeni ufologici e condotto all’insabbiamento di molti casi
documentati.

Autorità spirituale e potere temporale


René Guénon, Adelphi, € 12.00, pagg. 139
I n un tempo remoto e presso le più varie civiltà, il potere si divise in due parti: sacerdotium e regnum,
potere spirituale e potere temporale, auctoritas e potestas. E questi due poteri si trovarono da sem-
pre in un precario equilibrio. Dovevano incontrarsi e sostenersi, come i Brâhmani e gli Kshatriya nel-
l'India vedica, ma spesso erano destinati a scontrarsi. Nella storia europea per secoli, a cominciare dai
conflitti medioevali fra Impero e Papato. Ma anche nei secoli successivi, in modo più o meno velato,
sino a oggi. Per chi voglia capire che cosa è in gioco nell'incontro e nello scontro fra questi due po-
teri, nulla sarà d'aiuto più di questo libro del “tradizionalista” Guénon, nella sua chiaroveggente luci-
dità. L'autore indica con chiarezza le sfere di competenza e di "azione" dell'Autorità Spirituale (Chie-
sa) e del Potere Temporale (Impero) sia nelle culture occidentali che orientali, individuando nelle prin-
cipali esigenze, le correlazioni e i cambiamenti avvenuti fino ai giorni nostri. Emergono, da ogni pa-
gina di quest'opera, la legittimità e la "naturalità" dell'ordine gerarchico secondo il quale il Potere tem-
porale - esterno e visibile - deve essere, in ogni civiltà degna di questo nome, subordinato all'Autorità
spirituale, interiore e invisibile. Il problema si pone, a parere di chi scrive, laddove si considera che nel-
l’uomo perfetto (Melkizedek) le due funzioni, regale e sacerdotale, sono perfettamente integrate.

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Luce del Cammino


Isha Schwaller de Lubicz, Ester, € 32.00, pp. 522
F inalmente, direi. Dopo Her Bak discepolo e L’Apertura del Cammino, mancava in Italia solo quest’o-
pera, con somma gioia di chi apprezza le profondità iniziatiche di Isha de Lubicz. L’appello an-
nunciato riveste un’enorme importanza, in quanto identifica ed analizza i principali elementi della si-
tuazione caotica della nostra epoca. L’insegnamento proposto è fedele all’antica Saggezza tradizio-
nale e straordinariamente illuminante rispetto alle esigenze, ai drammi, alle necessità dell’era attuale.
Questo insegnamento è presentato sotto forma di romanzo in cui i protagonisti, le scene dialogate
e gli ambienti permettono di rispondere alle obiezioni poste dall’essere umano sul Cammino. Tra le
avvincenti vicende di allievi e Saggi, verranno approfonditi: i diversi aspetti della Coscienza Umana e
la potenzialità del suo essere immortale; la relazione tra stati fisici, psichici e spirituali; il libero arbitrio
e la fatalità, la fortuna e il caso; gli stati oscuri dell’essere umano: la disperazione, il suicidio, il rimor-
so; gli esseri e gli stati del Mondo invisibile; Brahmanismo, Buddhismo e Cristianesimo; il significato
della Presenza e del Principio Cristico. Fede, idolatria e superstizione; il Femminile cosmico, la Sag-
gezza; il senso violato dei Vangeli. Il loro insegnamento in rapporto alla nuova Era.
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Cross Roads
W. Paul Young, Verdechiaro, € 21.50, pag. 290

D opo 7 anni, il secondo romanzo di W. Paul Young, autore del bestseller Il Rifugio che ha venduto100.000 copie in
Italia e 18 milioni di copie in tutto il mondo. Parla di scelte, di partecipazione, di relazioni, parla delle conseguenze
delle nostre azioni. Cross Roads è il luogo dove tutto crolla, tutto viene sfidato, perché possa emergere la possibilità di
un cambiamento genuino. Fa ridere e piangere, sorprende e meraviglia: è una testimonianza della ricerca della bel-
lezza e dell’autenticità e del bisogno che ne abbiamo. Tutti noi siamo chiamati a compiere delle scelte, ad attraversa-
re delle strade, a guardarci negli occhi, ad amarci l’un l’altro. È la storia di un uomo prigioniero della sua stessa crea-
zione. Anthony Spencer è un uomo egoista, orgoglioso del suo successo come self-made man, seppur raggiunto a co-
sto di scelte dolorose. Un’emorragia cerebrale lo lascia in coma in ospedale. Si “risveglia” in un mondo surreale, che
rispecchia la sua vita sulla terra, nel bene e nel male. È qui che, forse per la prima volta nella sua vita, ha incontri ge-
nuini con altre persone, che gli danno una speranza di redenzione. Avrà il coraggio di fare la difficile scelta che gli per-
metterà di risolvere l’ingiustizia commessa prima di cadere in coma? Che cos'è l'anima di un uomo?

La Mente Estatica
Elvio Fachinelli, Adelphi,€ 20.00, pagg. 201

F achinelli si avventura nella regione che, per la psicoanalisi tutta e innanzitutto per Freud stesso,
fu la regione per eccellenza del pericolo, della minaccia, dell’ambiguità invischiante: l’estasi. Di
questo percorso affascinante, esteso dall’esperienza personale a uno scandaglio in profondità di
Freud e Lacan, Fachinelli scrive sobriamente: «Frugo uno strato percettivo, emozionale, cognitivo, che
è stato colto per lo più come un’area di frontiera, pericolosa dal punto di vista dell’affermazione di un io
personale, ben individualizzato. Uno strato che forse proprio per questo è stato messo da parte nel cor-
so dell’evoluzione dell’uomo detto civile. Sarebbe assurdo criticare o irridere questo accantonamento, che
è stato una necessità per la maggioranza degli esseri umani. Si può dire, ora, che questa necessità vie-
ne meno? e che possiamo prendere in noi, che possiamo esercitare pienamente una disponibilità finora
trascurata, ma non assente? Se si risponde di sì, allora l’estatico che nella nostra civiltà affiora di solito
in esperienze liminari, facilmente ritenute insignificanti, o addirittura inesistenti, non è proprio di speri-
mentatori eccentrici, ma è ciò che manca alla nostra comune percezione. Esso può cominciare ad en-
trarvi, a patto di vincere i processi di isolamento e frammentazione, più che di vera e propria cancella-
zione, a cui è stato sottoposto sin qui».

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a cura di Robert Schoch


(Geologo - Università di Boston)

Dioniso e Orfeo in Tracia


D
evo essere un po’ più alto di quanto fosse testa non sarebbe ancora entrata piatta nella cavità. Quel-
Orfeo. Quando ho cercato di sdraiarmi nel- la volta, la sera presto del 29 luglio 2014, ero pieno di
la sua presunta tomba, non riuscivo a en- esuberante entusiasmo, in quanto eravamo alla ricerca di
trarvi. Anche se mi fossi tolto le scarpe pres- nuova (e riscoperta) conoscenza. E poi, perché non di-
sando i piedi nudi contro l'estremità della roccia, la mia vertirsi un po’ lungo il cammino? Solo più tardi è stata
verificata la potenziale importanza di questo indefinibile
lavello di pietra. Potrebbe davvero essere l'ultima dimora
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del leggendario, mitico Orfeo - il musicista e poeta, pro-
feta e veggente, fondatore dei misteri orfici, riformatore
degli insegnamenti di Dioniso (equivalente, più o meno,

Veduta di una porzione di Perperikon

Schoch nella presunta tomba di Orfeo a Tatul

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al Bacco romano) - come alcuni, tra cui l'archeologo e


ricercatore bulgaro Nikolay Ovcharov (vedi il suo libro,
Cronaca della Città Santa di Perperikon, Sofia, 2005),
hanno suggerito? (Sul sito una firma riporta: «Secondo
la leggenda la tomba di Orfeo si trova qui»). Ero nel sud
della Bulgaria (una regione che era parte dell'antica Tra-
cia), nei Monti Rodopi, trascorrendo una settimana per
intraprendere un'esplorazione di ricognizione dei vari
siti antichi con i miei colleghi Robert Bauval e Thomas
Brophy, in collaborazione con Maria Salabasheva e Di-
mitar Moskovsky, la troupe di due persone della televi-
sione nazionale bulgara (BNT). In particolare abbiamo
lavorato nella regione a sud est di Plovdiv, che, con una
popolazione di oltre 340.000, è la seconda città più
grande in Bulgaria (la più grande è la capitale, Sofia).

Prosperità e abbondanza
Plovdiv di fatto è una città molto antica; le sue origini
sono fatte risalire a circa 6.000 anni fa e potrebbe essere
persino più antica. Conosciuta in epoca greco-romana
come Filippopoli, in onore di Filippo II di Macedonia,
che conquistò la città nel 342-341 a.C., questo era il
centro cosmopolita di un importante culto religioso in
cui si celebravano e veneravano Dioniso e Orfeo. Sulle
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monete della città emesse durante il regno dell'impera-
tore romano Antonino Pio (che regnò dal 138 al 161
a.C.), Dioniso è raffigurato con i suoi attributi abituali.
Nella mano destra tiene un kantharos - un vaso a due
manici usato per bere - poiché Dioniso era il dio della

Bacco, di Leonardo Da Vinci

vendemmia, del vino e dell'estasi religiosa, che può es-


sere indotta dal bere rituale. Con la mano sinistra so-
stiene un tirso, un bastone o lunga bacchetta legata con
nastri e sormontata da una pigna. Portato da celebranti
e seguaci di Dioniso-Bacco, in particolare i membri fem-
minili del suo seguito noti come Menadi (che, in una
frenesia di ebbrezza avrebbero effettuato la danza estati-
ca), una interpretazione del tirso è quella di un simbo-
lo fallico. Il lungo bastone rappresenta l'asta del pene,
mentre la pigna rappresenta la testa dalla quale il seme
scaturisce; quindi si tratta di un potente simbolo di fer-
tilità a significare la vita e la rinascita. Da questo signifi-
cato primordiale, il tirso più in generale è venuto a rap-
presentare prosperità, piacere, gioia di vivere e anche il
totale edonismo - tutti attributi associati al classico Dio-
niso-Bacco. Forse, come contrappeso ai temi pubbliciz-
zati sulle monete raffiguranti Dioniso, che sono piutto-
sto frenetici e caotici per natura, Filippopoli emise con-
temporaneamente monete raffiguranti la dea e personifi-
cazione Homonoia (a volte identificata con Harmonia /
Concordia), rappresentando l’ordine e l'unità. Homo-
noia è raffigurata con una patera nella mano destra, uti-
lizzata per libagioni agli dèi, e una cornucopia - il cor-
no dell'abbondanza - nel suo braccio sinistro. Sembra
che con le monete di Homonoia le autorità stessero af-

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rikon. Secondo lo storico greco Erodoto (V secolo


a.C.), il santuario di Dioniso si trovava sui monti Ro-
dopi della Tracia. Qui fu ospitato l'oracolo di Dioniso-
Zagreo (torneremo a Zagreo a tempo debito), simile a
quello di Apollo a Delfi, famoso in tutto il mondo an-
tico. Come a Delfi, una sacerdotessa o profetessa del
dio, alla presenza di sacerdoti, interpretava i presagi.
L'oracolo dionisiaco, la cui posizione è stata perduta
per secoli, è stato identificato (anche se devo ammette-
re che non tutti gli studiosi sono d'accordo) con il sito
di Perperikon, in epoca antica e medievale una vivace
città di montagna. Come interpretato e ricostruito da
archeologi e storici moderni, il sancta sanctorum del
santuario di Dioniso era costituito da una grande sala
ovale a cielo aperto, nel centro della quale si trovava un
grande altare di pietra. I sacerdoti, noti come Bessiani,
attendevano al santuario (in origine erano la classe sa-
cerdotale del popolo dei Traci o tribù conosciuta come
Satriani, che controllava e proteggeva la montagna sacra
con Perperikon e il santuario di Dioniso, poi il termi-
ne Bessiano avrebbe designato l’intera tribù). Sull'altare
bruciava un fuoco; durante le consultazioni oracolari,
libagioni di vino venivano versate sull'altare e sul fuoco.
Monete coniate a Filippopoli con l’effigie di Antonino Pio su un lato e L'oracolo consisteva nell’interpretare la forma e la forza
sull’altro Dioniso (in alto) e Homonoia (in basso) della fiamma - la natura che prendeva e l'altezza cui au-
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mentava. Le interpretazioni venivano effettuate per il
fermando chiaramente che onorare gli dei attraverso ri- tramite della profetessa in uno stato di estasi, possibil-
tuali corretti, tranquilli, bigotti si traducesse in armonia mente indotta da vino o farmaci. La leggenda narra che
e abbondanza, anche dopo aver riconosciuto il culto Alessandro (356-323 a.C.), il giovane re di Macedonia
estatico di Dioniso, che alla fine aveva gli stessi obietti- (figlio ed erede di Filippo II), consultò l'oracolo tracio
vi di fertilità e abbondanza, con l’emissione di monete di Dioniso nell'inverno del 334 a.C., mentre marciava
raffiguranti il dio del vino. In questo caso non erano con il suo esercito per attraversare i Dardanelli ed en-
due facce della stessa medaglia, come si suol dire, ma trare in Asia per combattere i Persiani. L'altezza della
piuttosto due monete raffiguranti mezzi diversi per lo fiamma sull'altare era senza precedenti, preannuncian-
stesso risultato: la prosperità e il buon vivere. Sotto l'in- do le vittorie gloriose che Alessandro avrebbe avuto nel
fluenza e le riforme di Orfeo, il culto di Dioniso è ve- corso del seguente decennio, quando partì per conqui-
nuto a rappresentare molto più che semplicemente fer- stare gran parte del mondo conosciuto, avendo già mes-
tilità, abbondanza e il piacere in questa vita. Sono stati so i Balcani sotto il suo controllo. Purtroppo, o forse
introdotti i concetti di immortalità e la prospettiva di volutamente, l'oracolo non rivelò ad Alessandro che sa-
una futura esistenza al di là di tale vita. Questo ci por- rebbe morto prematuramente, prima di completare il
ta al successivo livello di analisi del culto basato su Dio- suo trentatreesimo anno, non rendendosi conto della
niso, tra cui il ruolo di Orfeo e quelli che da allora so- piena portata dei suoi sogni o senza avere il piacere di
no diventati noti come misteri orfici. Per esplorare que- vivere nella vecchiaia tutti i suoi successi. Oggi, scolpi-
sti dobbiamo lasciare la vivace città
di Plovdiv moderna e dei suoi an-
tecedenti greco-romani.

L’Oracolo
Il nucleo originario del culto di
Dioniso si trovava presso il sito or-
mai abbandonato conosciuto come
Perperikon, circa 80 chilometri a
sud est di Plovdiv. Altri siti impor-
tanti in questo contesto sono Be-
lintash (Belantash), a circa 40 chi-
lometri a nord ovest di Perperikon
(circa metà strada tra Plovdiv e Per-
perikon), e Tatul, che si trova a cir-
ca 20 chilometri a sud di Perpe-

Panoramica di Tatul

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A sinistra, l’altare di Dioniso e, a destra, il cosiddetto Trono di Alessandro su cui è seduto l’autore, a Perperikon

to sulla roccia vicino all'altare di Dioniso a Perperikon carriera politica di costui era solo all'inizio e pochi avreb-
vi è un antico sedile con il poggiapiedi che è noto co- bero osato prevedere che sarebbe diventato dittatore, prima
me "Trono di Alessandro". Anche se il re seduto su di di essere assassinato nel 44 a.C. Se è infatti vera la storia di
esso in realtà non può essere determinato, è comunque Gaio Ottavio e la sua consultazione dell'oracolo di Dio-
piacevole da immaginare. Quasi tre secoli dopo la visi- niso, questo era un pronostico potente e inaspettato.
ta di Alessandro, il governatore romano di Macedonia,
Gaio Ottaviano (circa 100-59 a.C.), consultò l'oracolo I Misteri Orfici
sul suo giovane figlio, nato nel 63 a.C. Lo storico ro- Strettamente associati a Dioniso erano Orfeo e Zagreo.
mano Svetonio (fine del I - inizi del II secolo d.C.), nel- Orfeo era un poeta e musicista di fama, che cantava e suo-
le sue Vite dei Cesari (noto anche come I Dodici Cesari), nava la lira. Si dice che avesse il potere di affascinare tutti
racconta che quando il vino veniva versato sull'altare, la gli esseri viventi, persino oggetti inanimati come pietre,
fiamma «salì oltre il tetto del tempio e montò fino in cie- con la bellezza della sua musica. È stato anche un filosofo
lo; e un simile tale prodigio si era presentato soltanto ad e profeta, fondatore dei Misteri orfici (orfismo), incentrati
Alessandro Magno, quando offrì sacrifici allo stesso alta- in gran parte su una riforma dei rituali relativi al culto di
re [e] la fiamma salì al cielo» (John Carew Rolfe, Svetonio, Dioniso. Zagreo è un dio piuttosto oscuro, che è stato as-
1914, Vol. 1). Un nuovo re di Roma, un nuovo sovrano sociato o addirittura identificato con Dioniso, in partico-
del mondo, venne così profetizzato. E chi era questo bam- lare in connessione con l'orfismo. Eppure Zagreo era di
bino, di cui l'oracolo predisse grandi cose? Niente meno natura molto diversa, per certi versi, dal Dioniso classico.
che Gaio Giulio Cesare Ottaviano, meglio conosciuto co- È stato probabilmente collegato con le grotte, notturne e
me Augusto (il nome e il titolo vennero dati dal Senato ro- scure, e con il mondo sotterraneo. Talvolta è stato collega-
mano nel 27 a.C.) che, dopo la sconfitta di Marco Anto- to con Ade (Plutone), essendo considerato il figlio di que-
nio e Cleopatra nel 30 a.C., emerse come l'unico vincito- st'ultimo. Zagreo è anche visto come un cacciatore, ma
re delle guerre civili che scosse la tarda repubblica romana, uno che ha catturato la sua preda viva, come ad esempio
diventando così il primo imperatore romano (in carica fi- in una fossa. Perché questo? Non certo per compassione
no alla sua morte, avvenuta nel 14 d.C.). Quando Gaio verso la preda, come testimonia il resto della storia de riti
Ottavio consultò l'oracolo, non vi era alcun motivo razio- dionisiaci primitivi, in cui i piccoli animali vivi venivano
nale per credere che Ottaviano salisse a tali altezze. Sì, sua fatti a pezzi e la loro carne consumata calda e cruda - pro-
nonna era la sorella di Giulio Cesare, ma al momento la babilmente un retaggio di pratiche preistoriche incredibil-

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fu smembrato e mangiato dai Titani,


ma il suo cuore venne salvato da Ate-
na e, attraverso il potere di Zeus,
Dionysus- Zagreo era rinato. Inoltre,
con rabbia Zeus distrusse i Titani
bruciandoli con un fulmine, ma dal-
le loro ceneri nacque l’umanità. Que-
sto mito è stato interpretato come in-
troduzione della dottrina della rina-
scita, della resurrezione e immortalità
(o almeno la possibilità dell'immorta-
lità, a seconda delle azioni di ciascu-
no nella vita), e anche il concetto che
tutta l'umanità contiene una scintilla
divina (dal dio Dioniso), anche se l'a-
nima è incorporata in un corpo ma-
teriale grossolano (derivando dai Tita-
ni). Qui abbiamo gli elementi base
delle dottrine di tante "religioni mi-
steriche", tra cui senza dubbio il cri-
stianesimo. C'è un potenziale proble-
ma con questo mito: può essere in
primo luogo una ricostruzione im-
precisa della fine del XIX secolo,
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piuttosto che un vero e proprio mito
antico (vedi Radcliff). Ma vi è di più.
In un mito, Orfeo riformatore dei riti
dionisiaci è stato infine fisicamente la-
cerato dalle Menadi arrabbiate (ricor-
diamo lo smembramento di Dioniso
In alto, Orfeo circondato da animali, in un antico mosaico romano. In basso, Dioniso. e quello degli animali associati a Za-
greo), che sentivano che egli non ono-
mente antiche. Forse Zagreo dovreb- Orfeo, egli è tragicamente fallito nel rava Dioniso correttamente. Così Or-
be essere considerato come il lato tentativo). Uno dei miti raccontati feo divenne un riformatore e salvatore
oscuro del Dioniso festoso a carattere che spesso coinvolgono Dioniso-Za- morto per la sua causa, non dissimile
greco-romano. Orfeo, che avrebbe af- greo, considerato fondamentale per dal Gesù dei primi cristiani. Un amu-
fascinato tutte le creature con le sue l'orfismo, è che da bambino Dioniso leto in pietra scolpita del terzo o quar-
canzoni, si dice avesse umanizzato e to secolo d.C. raffigura Orfeo cro-
civilizzato le credenze e le pratiche cifisso su una croce, a quanto pa-
dionisiache, facendo del suo me- re in analogia alla crocifissione
glio per convincere i seguaci di Dio- del cristiano Gesù.
niso a rinunciare a orge e sacrifici di
sangue e, come parte delle sue rifor- Le tombe
me, ha introdotto i Misteri orfici, Come dimostrano i miti, Orfeo
spesso accolti come la prima delle e orfismo sono strettamente asso-
religioni misteriche dell'antica Gre- ciati a Dioniso e in particolare a
cia. Secondo lo studioso di esoteri- Dioniso-Zagreo, al punto che a
smo Joscelyn Godwin, «Lo scopo volte Orfeo è visto come l'incar-
di questi, per quanto ne sappiamo, nazione di Dioniso. Alcuni ri-
era di trasmettere un certo tipo di cercatori hanno suggerito che i re
conoscenza diretta, che era utile di della Tracia, in generale, possano
fronte alla prospettiva della morte» essere stati visti come incarnazio-
(Rosicrucian Digest, n. 1, 2008 p ni di Dioniso. L'eventuale tomba
49; ristampato dal suo libro, Il filo di Orfeo, citata nel presente arti-
d'oro, 2007). In questo contesto, è colo in apertura, si trova presso il
importante prendere atto dei miti sito noto come Tatul (dal nome
che circondano Orfeo e che coin- del villaggio moderno che si tro-
volgono il suo viaggio negli Inferi va nelle vicinanze), a circa 20 chi-
per recuperare la moglie, Euridice, lometri a sud di Perperikon. I
e restituirle la vita (in alcune proba- due siti sono storicamente e ri-
bilmente tarde versioni del mito di tualmente collegati; probabil-

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montagna di roccia rigida, composta da rocce ignee della


famiglia sienite (relative al granito, ma con molto meno
quarzo; anche se altamente alterata, Perperikon e Tatul
sembrano essere costruite su una geologia ignea). Le
poche prove di antica attività a Belintash rimangono i
frammenti di ceramica e vari manufatti raccolti da ar-
cheologi, insieme con fori per pali e altre sculture in
roccia. Le strutture che devono aver abbellito il sito so-
no ormai lontane. Importante per il nostro tema attua-
le è un piatto d'argento votivo risalente al periodo ro-
mano (o forse prima), qui trovato e recante la rappre-
sentazione di Dioniso-Sabazio (Ivan Hristov, Santuari
degli antichi Traci dei Rodopi, 2009). Sabazios (Saba-
zio) è un altro dio enigmatico, forse di origine tracia lo-
Pendaglio con Orfeo crocifisso cale, che ha preso la forma sia di un cavaliere nomade
che di un padre celeste. È stato identificato con Zeus e
mente tra i due santuari vi furono antiche feste e proces- Dioniso (e a tal riguardo, è stato associato a Perperikon)
sioni comuni. A Tatul si trova un'antica tomba tracia - o e, a sua volta, con Zagreo attraverso Dioniso. Ci sono
tombe, più precisamente - poiché ve ne sono almeno due prove che i seguaci di Sabazios introdussero il loro dio
in questo posto scavato nella roccia viva. Queste tombe so- in Anatolia (attuale Turchia) durante i loro viaggi in
no ai massimi livelli del naturale affioramento di roccia, Asia, formando legami tra l'Europa orientale e l'Asia
una posizione rara e insolita per le tombe, che era riserva- occidentale. Alcuni scrittori greco-romani, come Plu-
ta solo ai leader e ai personaggi più importanti. Presumi- tarco (circa 46 – 120 d.C.) a quanto pare hanno male
bilmente due nobili traci sono stati sepolti in questo mo- interpretato il sabato ebraico come una festa in onore
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do - Orfeo e Reso. Reso era un re
della Tracia, che si schierò con i
Troiani durante la guerra di Troia.
Una leggenda vuole che sua madre
fosse una delle Muse greche, suo
padre era il dio fiume Strymon e fu
allevato da ninfe d'acqua. Ci sono
infatti due tombe scavate nella roc-
cia al vertice di Tatul. Potrebbero es-
sere per Orfeo e Reso? Quest’ulti-
mo, il re e guerriero, potrebbe aver
preso la tomba tagliata nel lato del
vertice sotto un arco, mentre quella
di Orfeo sarebbe quella sulla cima,
che una volta aperta si affaccia al
cielo. Anche se Orfeo è ritenuto
spesso greco, ci sono molti suggeri-
menti che la sua origine si trovi in
Tracia. In effetti, secondo il poeta
greco Pindaro (fine VI - V secolo
a.C.), era il figlio del re tracio Eagro
(altri dicono che il padre fosse
Apollo) e della Musa Calliope. Se è
così, allora era in realtà un parente
di Reso ed erede di un re, essendo egli stesso sovrano (al- Tombe scavate nella roccia a Tatul, sulla cima quella di Orfeo
meno se avesse ottenuto il trono). Mentre giacevo nella co-
siddetta tomba di Orfeo, i miei piedi (nella parte più stret- di Sabazios, collegando quindi l'ebraismo con il culto
ta) indicavano sud-est, la regione del sorgere del sole nel di Dioniso. Per quanto possa essere sbagliato, è curio-
solstizio d'inverno, mentre la mia testa era rivolta a nord- so che l'orfismo, una conseguenza di riti e credenze
ovest, la regione del tramonto nel solstizio d'estate. Come dionisiaci, è stato spesso interpretato come la condivi-
Robert Bauval mi ha fatto notare, questo è lo stesso orien- sione di molti parallelismi con il cristianesimo. Il cri-
tamento generale di molti siti antichi, come ad esempio il stianesimo, naturalmente, è esplicitamente una conse-
grande complesso del tempio di Karnak in Egitto. Non guenza del giudaismo. Forse collegando l'ebraismo con
posso fare a meno di pensare che simboleggi il grande ci- Dioniso, Plutarco aveva una comprensione più profon-
clo di nascita, morte e resurrezione - la dottrina dell'im- da in questo settore di quanto sia generalmente rico-
mortalità. A nord-ovest di Tatul e Perperikon si trova un nosciuto. In ogni caso, molti misteri che circondano
altro antico santuario noto come Belintash. Oggi è una Dioniso e Orfeo restano da esplorare.

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“il vostro libraio di fiducia...”


Il libro che il Vaticano non ti farebbe mai leggere I Riti Egizi. Viaggi Lontani
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Visione gnostica, ecologia sacra e il fu- Questo testo rappresenta la prima Il celebre Monroe illustra i sorpren-
turo della fede. Molto prima della na- opera in assoluto pubblicata in Italia denti sviluppi delle sue esperienze
scita del Cristianesimo, il monoteismo che descriva i numerosissimi gradi fuori dal corpo – le cosiddette obe –
era un’anomalia; la Terra era l’incarna- (ben novantasette) che compongono e ciò che nel corso di questi vissuti
zione di Sophia (la Dea della sapienza). la Piramide Iniziatica dei Regimi Egizi ha appreso sui cicli di vita e di mor-
Questa antica filosofia minacciava l’e- di Mizraim e Memphis. Essi promuovo- te. Una guida rivolta a chiunque vo-
mergente credo del Cristianesimo in- no il cammino di re-integrazione del- glia intraprendere l’esplorazione del-
centrato sulla dominazione patriarcale l’Uomo e il suo graduale risveglio fino la coscienza e del proprio corpo e, al
della Terra, che elogiava la sofferenza come percorso verso alla “osirificazione” o “apocatastasis”, ovvero la divinifi- contempo, costituisce una cosmologia estesa che sfugge
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Chi ha avvelenato Rudolph Steiner? Dimensioni La Pietra Filosofale


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Perché Steiner venne così feroce- Vallée formula l’ipotesi che, lungi dal- Utilizzando i sistemi simbolici della
mente avversato da ogni famiglia di l’essere entità distanti e lontane, gli magia, della Qabalah e della psicologia
“poteri”, palesi od occulti? Questi ul- alieni siano creature interdimensionali junghiana, Regardie svela il vero signi-
timi oggi celebranti ulteriori connubi capaci di trascendere il tempo e lo spa- ficato dell’alchimia come processo
con un papa targato SJ e con i po- zio.Nell’ultima parte del volume spiega i psico-spirituale di autorealizzazione,
tentati gesuitico-massonici trion- motivi politici e religiosi che hanno volto a trasformare l’anima umana at-
fanti tramite l’oligarchia tecnofinan- ostacolato la ricerca dei fenomeni ufo- traverso stati alterati di coscienza e
ziaria che domina l’Europa sedicente logici e condotto all’insabbiamento di a produrre un uomo integro, libero e
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Dialogare con il proprio angelo Il preludio. Elohim Vol. 1 Introduzione alla saggezza della Kabbalah
Bernard e Patricia Montaud Mauro Biglino e R. Rontini Michael Laitman
Chi è l’angelo? Come dialogare con lui? Mauro Biglino, dopo l'incredibile II kabbalisti scrivono che siamo giunti
Quali domande possiamo fargli?Come successo dei suoi saggi con oltre ad una fase in cui tutta l’umanità è
riconoscere la risposta in fondo a noi 60.000 copie vendute, ha scelto di pronta per la rivelazione della realtà
stessi? Cos’è diventata, in tempi di passare al fumetto per ricostruire spirituale e quindi la Saggezza della Kab-
pace, questa funzione di dialogo ispi- una storia capace di affascinare il balah si rivela al mondo dopo migliaia di
rato? Il libro prende le mosse dalle ri- lettore, trasportandolo in una vi- anni di occultamento. Proprio perchè
velazioni dell’Angelo che parlò a Gitta cenda che sarà narrata in una prima tutto il creato ha un fine, nulla avviene
Mallasz, citate in Dialoghi con l’Angelo serie di 10 avvincenti numeri. per caso. Molto buono.
Mediterranee € 19,50, pagg. 200 Uno € 21.00, pagg.260 Psiche 2 € 35,00, pagg. 496

La Luce del Cammino Il Cammino di Maat Bahir Libro dell’Illuminazione


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Dalla grande Isha, un saggio in forma ro- L’obiettivo dell’autore è quello di evoca- Il Bahir (Libro dell’Illuminazione) è la prima
manzata i cui temi sono: i diversi aspetti re la ricchezza della civiltà egizia attra- opera kabbalistica, scritta alla fine del XII
della Coscienza Umana e la potenzialità verso una visione simbolica, assumendo secolo nella Francia meridionale,ancora
del suo essere immortale; la relazione in tal senso una prospettiva esoterica, poco conosciuta nel mondo occidentale, a
tra stati fisici, psichici e spirituali; il libe- dal grecoesoterikos, ossia interiore. In- differenza del Sefer Yeztirah e del Sefer
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della fisica quantistica e grazie agli stru- ai testi più significativi di questa carteggio tra Manrico Murzi e Paolo
menti di simulazione mentale e all’idea di straordinaria biblioteca: con un Bianchi, relativo al Vangelo secondo
evoluzione interiore, l’autore indaga l’ori- linguaggio chiaro e accessibile, Tommaso. Questo testo, senza avva-
gine della coscienza, cercando di tornare l’autrice li presenta raggruppan- lersi di assurde teorie né di false
al momento in cui l’unità dell’Essere si è doli secondo criteri inerenti ai te- promesse, consente di vivere un
separata, dando vita a Evideon, il mondo mi e ai generi letterari e li inqua- cambiamento interiore e di guarda-
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Salvatore Sciuto-Addario Enrica Perucchietti Carlo Nuti
Un imponente viaggio attraverso le paro- Numerosi cantautori parlano di Il punto cruciale del pensiero para-
le che compongono l'Opera di René Gué- sdoppiamento ed evocano patti con celsiano è che le pratiche dell’alchi-
non. Un lessico indispensabile per chiun- “potenze superiori” mentre dilaga la mia di laboratorio e le applicazioni
que si approcci ai libri del grande esote- moda tra i più giovani di individuare terapeutiche della spagyria, non co-
rista francese. Un'opera unica che rac- dei nessi con l'occultismo e i Gruppi stituiscono in alcun modo il nucleo
coglie tutti i riferimenti e i rimandi alle di Potere. Quando nasce questa ten- sostanziale di tutta l’opera di Para-
Opere guenoniane. Era giù uscito un libro denza? Quale effetto hanno su di noi celso ma sono solo un’applicazione
simile da Mediterranee, ma non così com- le frequenze delle note? Perché si secondaria rispetto al cammino di
pleto ed esaustivo. parla sempre più spesso di manipolazione mentale nel perfezionamento interiore, teso all’illuminazione.
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Tiphereth € 60.00, pagg. 753 campo della musica? Uno € 17.50, pagg. 422 Om € 28.00, pagg. 308

La danza segreta delle Yogini Lo Zen e la cultura giapponese L’Arte Ermetica


Luisa Spagna Daisetz T. Suzuki Dalmazio Frau
L’autrice esplora il culto tantra- Con uno stile in cui convergono lo Bosch, Van Eyck, Dürer e Brueghel. At-
shakta in India attraverso la de- spirito del monaco, del poeta e del traverso le loro vite e l'analisi secon-
scrizione di un famoso tempio ro- divulgatore, Suzuki ridefinisce l’i- do la Tradizione ermetica, alchemica e
tondo, dove figure femminili di- dentità e l’evoluzione storica dello simbolica di quattro loro opere, si sco-
sposte in cerchio danzano il pro- Zen – origini e influenze, scuole e prono legami che vanno dall'esoteri-
prio potere. Qui l’estetica delle maestri, princìpi e strumenti –, smo alla magia, dalla demonologia alle
Yogini ci guida alla conoscenza svelandoci il vuoto originario in cui creature fatate. Un universo compo-
racchiusa nei corpi femminili. i grandi maestri seppero cogliere sto di simboli e realtà arcane e ultra-
Venexia € 19.00, pagg. 190 un barlume di eternità. Adelphi € 45.00, pagg. 396 terrene. Arkeios € 19.50, pagg. 208

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ANTICHE CIVILTA’

di Paco Gonzalez
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Ebla
Il Regno Perduto
di Ishtar
Paragonabile per importanza alla scoperta di Troia da parte di Schliemann, quella di Ebla è for-
se la più importante del XX secolo ed è tutta italiana. Datati al III millennio a.C., i testi di questa
civiltà siriana menzionano personaggi e luoghi citati successivamente nell’Antico Testamento

In apertura,
uno degli edifici di Ebla.
In alto e in basso, rovine della
città. A destra, Paolo Matthiae.
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Q uando Heinrich Schliemann scoprì le


rovine di Troia nel 1871, vide compiu-
to uno dei sogni della sua infanzia. O
così lo riconobbe più tardi proprio
l’archeologo, che ricordava come suo padre, quan-
do egli aveva poco più di sette anni, gli leggeva pas-
sottovalutato Frank Calvert, Heinrich Schliemann
dimostrò che i miti molto di frequente coinvolgo-
no fatti degni di fede e che la perseveranza, con
certe dosi di intuizione e fortuna, è solita essere
premiata. Giusto un secolo dopo la scoperta di
Troia, un giovane archeologo italiano, mosso dalla
saggi dell’Iliade prima di andare a dormire. Rac- stessa fede e pazienza che avevano caratterizzato il
contava Schliemann che da piccolo lo ossessiona- suo omologo tedesco, svelò l’esistenza di un altro
va la ricerca della città omerica, nonostante suo pa- di questi luoghi, la cui realtà si era diluita tra la
dre lo avvertisse che si trattava di un luogo leggen- leggenda e il trascorrere del tempo. Parliamo di
dario, non storico, del tutto intangibile. Ormai Paolo Matthiae e della scoperta di Ebla, la città-
adulto, con l’inestimabile aiuto dell’ingiustamente stato che aveva dominato la Mesopotamia nel III
millennio a.C. Agli inizi degli anni Sessanta, un
agricoltore che lavorava i suoi campi a Mardikh,
una piccola località situata a circa 60 km a sud di
Aleppo, in Siria, scoprì una vasca di pietra scolpi-
ta con strani simboli. Al contrario di quanto suc-
cedeva in quell’epoca, il contadino non cercò di
lucrare con la vendita di quel reperto, ma piuttosto
avvisò un conoscente del Servizio di Antichità di
Aleppo, i cui responsabili non erano propriamen-
te abituati a questo tipo di collaborazioni disinte-
ressate. Dopo aver sommariamente analizzato il
manufatto, il capo del suddetto dipartimento so-
spettò che quell’oggetto potesse nascondere la
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chiave di una scoperta più importante, un insedia-
mento dell’Età del Bronzo che si credeva occupas-
se quella regione nel nord della Siria. Scarsi in ri-
sorse per realizzare uno scavo in profondità, i con-
servatori del patrimonio di Aleppo contattarono
l’università romana de La Sapienza, uno dei cui
professori, Sabatino Moscati, era ferrato nello stu-
dio delle lingue semitiche e delle antiche civiltà
del Medioriente.

Sotto la protezione di Inanna


Quando Moscati ricevette l’invito per visitare Alep-
po, scartò l’idea di recarsi lì personalmente, sebbe-
ne propose il compito a uno dei suoi più giovani
e stretti collaboratori, Paolo Matthiae, che si mo-
strò desideroso di ottenere esperienza nel lavoro

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EBLA IL REGNO PERDUTO DI ISHTAR

cotte che rilevò durante i sopral- pio di scrittura a Tell Mardick.


luoghi iniziali. Quei reperti, che Rapidamente allertò l’epigrafista
erano affiorati accidentalmente della spedizione, Giovanni Petti-
grazie alle opere agricole, si da- nato, un esperto paleografo ita-
tarono intorno al III millennio liano laureato a Heidelberg, che
a.C. e spinsero Matthiae a prose- riconobbe in quei caratteri un
guire le sue ricerche. dialetto del sumero. Quando
Pettinato cominciò a tradurre l’i-
La più grande scrizione, entrambi gli archeolo-
biblioteca dell’antichità gi seppero che la sua sospirata
Nelle estati successive, il giovane meta era ogni volta più vicina.
archeologo stette per completare Ishta, Ibbit-Lim… Quei nomi ri-
il puzzle che avrebbe composto suonarono come musica cele-
vari decenni fa. Ma non fu pri- stiale. Risultava ovvio che l’iscri-
ma del 1968 che si persuase di zione facesse riferimento a Ish-
seguire la pista corretta. Un gior- tar-Inanna, la misteriosa dea ba-
no, mentre soffriva insieme alla bilonica dell’amore e della guer-
sua équipe circa 44 inclementi ra; e riconobbero nel secondo
gradi sotto il sole, scoprì lo sfol- nome quello di un membro del-
gorio di una statua di basalto, la famiglia reale accadica legata a
parzialmente mutilata ma con Ebla, secondo quanto riportato
un’iscrizione incisa in caratteri negli scarsi registri presumibil-
cuneiformi perfettamente leggi- mente storici relativi alla città-
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bili. L’emozione di Matthiae era stato, testi con cui Paolo
incontenibile. Non invano, era Matthiae aveva familiarità dalla
In alto, sul campo e che non venne di- riuscito a trovare il primo esem- gioventù.
Paolo sanimato dagli avvertimenti di al-
Matthiae, cuni dei suoi colleghi accademi-
in una vec- ci, per prevenirlo dalle cattive
chia foto. condizioni e dal calore insop-
In basso, la portabile che lo attendevano in
dea meso- quel luogo remoto, una regione
potamica in cui, presumibilmente e secon-
Ishtar. do i più pessimisti, «già era sta-
Nella pagi- to tutto scoperto». Fortunata-
na seguen- mente, Matthiae ignorò quei
te, a sinistra consigli, seppure benintenziona-
rovine ti. Sapeva perfettamente dove si
di Ngirsu, muoveva. Di fatto, erano già anni
a destra che era convinto che, contraria-
tavolette mente all’opinione generale, il
trovate a nord della Siria nascondesse
Ebla. una civiltà tanto importante co-
me quelle sorte in Mesopotamia
e di cui davvero in pochi avevano
udito parlare: Ebla, la favolosa
metropoli che ereditò il potere
dei Sumeri, i misteriosi «stranie-
ri dalle teste nere». Esattamente
cinquant’anni fa, Matthiae, già
in qualità di direttore della spe-
dizione dell’Università La Sa-
pienza, iniziò la prima delle
molte campagne che lo attende-
vano nel tell – collina – di Mar-
dick. Già dal principio, nell’esta-
te del 1964, intuì che era in pro-
cinto di scoprire qualcosa di im-
portante e molto, molto antico,
tanto come le ceramiche e terra-

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ANTICHE CIVILTA’
IL TRAGICO RETAGGIO DELLA CULLA DELLA CIVILTÀ

S
iria, Libano, Iran, Iraq, Kurdistan, Armenia… Associati frequentemente alla cosidetta “culla della civiltà”,
tutti questi luoghi presentano un passato glorioso, ma sono anche marcati da secoli di inimicizie e guerre,
conflitti che, purtroppo, non danno segni di conclusione. È come se, nei geni degli antenati di questi po-
poli, allora del privilegiato rango civilizzatore che li fece apparentemente superiori al resto degli uomini, vi fos-
se un altro marcatore legato alla violenza. Le immagini che ci giungono dalla Siria, dove gruppi di insorti che di-
struggono a martellate l’insostituibile patrimonio culturale della regione, non fanno che accentuare questa dram-
matica tendenza che ci pare autodistruttiva.

Nella culla della civiltà e apparentemente annerite per effetto del fuoco. Pa-
Precisamente fu scrutando l’opera di uno dei pio- radossalmente un grande incendio le aveva cotte e,
nieri dello studio di Sumeria che Matthiae – allo grazie a questo, conservate praticamente intatte du-
stesso modo di Schliemann con Troia – idealizzò rante quasi cinquemila anni.
la ricerca di Ebla. Si trattava di Ernest de Sarzec,
viceconsole francese nella città di Bassora (nell’at- Uno strano idioma
tuale Iraq) che attraversò la Mesopotamia in qua- Di nuovo, Matthiae mise la sua sorte nelle mani di
lità di archeologo amatore. Passione benedetta, Giovanni Pettinato, che volò da Roma a Damasco
poiché grazie agli scavi cui diede impulso e che fi- per esaminare la sensazionale scoperta. Nel suo
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nanziò fino a pochi mesi prima della sua morte, magnifico libro Ebla: una città dimenticata (Edi-
non si persero per sempre le affascinanti cono- zioni Trotta, 2000), Pettinato, professore ordinario
scenze di cui oggi disponiamo sulla regione iden- di assiriologia, ricordava lo sconcerto iniziale che
tificata come “culla della civiltà”. Tra le migliaia di
reperti e opere d’arte sumerici recuperati dal di-
plomatico francese, Matthiae registrava una con-
crezione dove si menzionava Ebla. Sarzec la scoprì
tra le rovine dell’antica città sumera di Ngirsu – at-
tuale Tell Telloh – in forma di iscrizione, in cui si
leggeva che il materiale per costruire il celebre tem-
pio della città di E-ninnu fu importato dalle mon-
tagne di Ibla (Ebla), località situata non molto lon-
tano da Urshu, nel nord della Siria. Ciò nono-
stante, gli archeologi de La Sapienza scavavano nel
sito corretto? Paolo Matthiae e i suoi compagni di
spedizione non tardarono molto a confermarlo.
Dopo la scoperta rivelatrice del busto di basalto e
durante il decennio successivo, svelarono con tena-
cia i segreti di Tell Mardikh, tracciando la mappa di
una civiltà impossibile. Innanzitutto, affiorarono i
resti di una gigantesca muraglia, il cui perimetro cir-
condava completamente la città. Quindi sorsero le
silhouette di numerose abitazioni e le strutture di
palazzi e un’acropoli… Fino al 1974, data in cui
Matthiae scoprì decine di tavolette e frammenti fab-
bricati con argilla, inscritte con caratteri cuneiformi

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EBLA IL REGNO PERDUTO DI ISHTAR

TESORI SOTTO LE SABBIE

N
on molto tempo fa, Paolo Matthiae esortava a proseguire
gli scavi in Mesopotamia, dove si mostra convinto che esi-
stono molte civiltà che aspettano di essere portate alla lu-
ce. Non manca ragione allo scopritore di Ebla, giacché le notizie
sulle scoperte in questo senso sono relativamente frequenti in que-
sta vasta regione. Per esempio, nel luglio del 2014 conosciamo la
scoperta, nel nord dell’Iraq, dei resti del tempio perduto di Musa-
sir, la misteriosa e perduta città sacra che fece erigere Ihspuini, re
della leggendaria Urartu. Sebbene l’autore della scoperta sia uno
studioso di dottorato dell’Università di Leyden, a Dlshad A. Marf
Zamua – così si chiama il giovane archeologo – restò il merito del suo lavoro, poiché i veri artefici dello stesso sono stati pro-
prio gli abitanti della località di Mdjeser, nel Kurdistan iracheno, che, senza conoscere la vera importanza di tale patrimonio,
convivono da decenni con colonne, statue e altre opere “che sono andati a raccogliere qui e là”.

In alto, gli causarono quelle tavolette. La sumere e i moderni dei ai quali testi presumibilmente non fittizi,
reperti recu- ragione era che non erano scritte oggi rende culto l’umanità. Anni che Giovanni Pettinato identificò
perati a Ebla. né in sumero né in accadico – dopo, quando Pettinato concluse con figure ed enclavi menzionate
In basso, ma piuttosto in un nuovo idio- la traduzione di buona parte del- nell’Antico Testamento. Più in
Giovanni ma misto di entrambi, casomai le tavolette, la scoperta di Ebla concreto, l’epigrafista localizzò
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Pettinato. simile all’ebreo arcaico di scrit- aprì una nuova e inaspettata di- nomi propri come Abramo (Ab-
Nella pagina tura cuneiforme, che lo stesso mensione, molto oltre l’ambito ra-mu), David (Da-u-dum),
seguente, battezzò successivamente con il strettamente archeologico. Ismaele (Ish-ma-il), Saulo – o
a sinistra sta- nome di “eblaita”. Sei mesi più La causa fu che i testi trovati nel Paolo – di Tarso (Sa-u-lum) ed
tua di sovrano tardi, l’esperto epigrafista decifrò palazzo reale, che custodivano Esaù (E-sa-um); e di luoghi come
seduto trovata la struttura dei testi, traducendo- conti finanziari, transazioni com- “le due città perverse”, dove cre-
a Ebla, a de- li nella loro interezza. Le sue merciali, alleanze politiche e mi- dette di vedere una pretesa allu-
stra scavi nel conclusioni, riferite con celerità litari, lista di re e regine, poemi sione a Sodoma e Gomorra. Oc-
sito archeolo- a Matthiae e al resto degli spedi- epici, celebrazioni religiose e di- corre dire che, data la cornice sto-
gico da zionieri, furono che in effetti era- zionari bilingue, contenevano al- rica di Ebla, la speculazione di
parte de La no sopra le fondamenta della leg- lusioni esplicite a determinati no- Pettinato creò una forte contro-
Sapienza. gendaria Ebla. Chiaro che, da al- mi di personaggi e luoghi, in con- versia tra gli studiosi biblici.
lora, gli archeologi de La Sapien-
za già prendevano di mira uno
dei tesori più protetti della mi-
steriosa capitale siriana: niente
meno che la biblioteca del pa-
lazzo reale.

Archivio insolito
In effetti, otto metri sotto la su-
perficie della struttura, i ricerca-
tori – con Pettinato già di ritor-
no a Tell Mardikh – trovarono
una stanza piena di tavolette, fi-
no all’incredibile numero di
20.000. Riuscirono a scoprire
l’archivio della conoscenza più
importante degli ultimi cinque-
mila anni, quattro volte maggiore
quantitativamente di qualunque
cosa scoperta fino a oggi. Come
se non bastasse, come verificaro-
no più tardi, quella insolita bi-
blioteca probabilmente nascon-
deva la sorprendente e scono-
sciuta connessione tra le divinità

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ANTICHE CIVILTA’
Personaggi biblici sa si unirono, tra gli altri, anche gli archeologi e
Da una parte, l’allusione nelle tavolette di Ebla a studiosi delle religioni David Noel Freedman
figure tanto rilevanti come Abramo, Ismaele e Da- (John Hopkins University) e Clifford Wilson
vid, profeti menzionati nei libri sacri delle tre (Università della Carolina del sud), sebbene que-
grandi religioni – cristiana, ebraica e islamica – fu st’ultimo venne influenzato dalla sua fervente ade-
accettata da numerosi e importanti rappresentanti sione al movimento creazionista.
di questi credi come la prima e più antica “evi-
denza scientifica” della storicità dei suoi rispettivi Controversia attuale
libri sacri. Ciò nonostante e al contrario di questi, Ciò nonostante, questa controversia – che prose-
altri eruditi approfittarono per contrattaccare tale gue fino ai nostri giorni – non può sminuire il va-
teoria, avvertendo che, se fosse stato certo che le ta- lore intrinseco della scoperta di Ebla, la cui im-
volette di Ebla provavano l’esistenza di profeti tan- portanza si va ad accrescere con il trascorrere degli
to emblematici e sacri, gli stessi avrebbero vissuto anni. Protetti da 5 km di doppie mura, i templi e
in tempi molto anteriori ai quali assicuravano le palazzi di Ebla – la Rocca Bianca – risplenderono
scritture delle tre grandi fedi abramiche, tenendo in un periodo in cui si supponeva che brillassero
in conto il fatto che la datazione delle tavolette di le civiltà egizia e sumera. Di fatto, prima della sco-
argilla le faceva risalire al III millennio a.C. circa. A perta di questa imponente metropoli, alla quale si
meno che queste frequentemente riflettano suc- accedeva attraverso quattro gigantesche carreggiate,
cessi e tradizioni molto più antichi. Di fatto non
mancarono coloro che, abbondando in questo evi-
dente anacronismo, segnalarono la possibilità che
i redattori dei testi sacri di queste “religioni uffi-
ciali” avessero “preso in prestito” personaggi, luo-
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ghi e situazioni provenienti da culti ancestrali e
marcatamente pagani – sicuramente sumeri – sta-
biliti in quella regione molti millenni prima che
quegli ultimi scrivessero l’Antico Testamento e il
Corano. In qualche caso, Giovanni Pettinato non
fu l’unico erudito a sostenere questa attraente pro-
spettiva “protoreligiosa” della civiltà eblaita – dal-
l’altra parte già messa in relazione con scoperte si-
mili nei siti vicini di Ugarit e Mari. Alla sua cau-

si credeva che in questa remota regione nel nord


della Siria vivessero solo gruppi isolati di pastori
nomadi, incapaci di strutturare una società com-
plessa. Ma niente di più lontano dalla realtà. Gra-
zie all’informazione contenuta nelle tavolette, sap-
piamo che, tremila anni prima di Cristo, Ebla con-
tava circa 30.000 abitanti, quantità insolita che dà
idea della sua rilevanza come città-stato e che, se-
condo vari autori, la convertono nella più grande
città dell’epoca. Apparentemente, circa 5000 perso-
ne si occupavano di compiti burocratici, civili e re-
ligiosi. La spiegazione di questo elevato numero di
funzionari la troviamo in un potere economico to-
talitario, basato sul commercio, l’agricoltura e la pa-
storizia. Per esempio, le tavolette informano che i
suoi abitanti disponevano di 200.000 capi di be-
stiame e che la produzione agricola era di carattere
intensivo, senza dubbio un sistema stranamente
moderno. Inoltre, al contrario di altre grandi civiltà
dell’antichità, che prosperarono in pianure alluvio-
nali – insieme al Nilo, il Tigri e l’Eufrate, il Fiume
Giallo, etc. –Ebla era “in mezzo al nulla”. Forse per
questo nessuno l’aveva immaginata o cercata lì.

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DIO SI SCRIVE IN UGARITICO

M
olto vicino a Ebla, la città-stato di Ugarit presenta un’in-
dubbia trascendenza mondiale. Non invano, si scoprì
quello che molti considerano come primo alfabeto del-
l’umanità, un corpus grammaticale costituito da 30 segni cuneifor-
mi denominato ugaritico. Apparentemente, questo antenato pri-
migenio delle lingue semitiche non solo servì a comprendere me-
glio certi passaggi dell’Antico Testamento, ma ravvivò anche la po-
lemica intorno all’origine pagana dell’ebraismo. Così, nei testi tro-
vati a Ugarit, dove si descrive il suo numeroso pantheon religioso,
abbiamo il dio del caos o Yaw (da cui lo Yahveh ebraico) e, so-
prattutto El – dall’accadico Ilu – che designava la sua massima di-
vinità e padre della specie umana; è per questo che gli ebrei continuano a indicare Dio nello stesso modo: El (singolare di
Elohim). Inoltre, vari poemi epici scoperti a Ugarit coincidono “sospettosamente” con certi passaggi della Bibbia.

Città commerciale Società ugualitaria gon I di Accadia – fondatore


In pagina, Finalmente, quasi dalla notte alla Dall’altra parte, come ricordava dell’impero accadico – e Naram
una tavoletta mattina, questa civiltà si convertì Giovanni Pettinato nel suo già Sin – il suo terzo successore e
e un cilindro nel più grande centro finanziario citato libro, cinquemila anni fa a nipote – non posero su di essa i
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con testi in e culturale del suo tempo, con un Ebla si costituì una società se- loro ambiziosi occhi. Così, la
alfabeto cu- ambito di influenza che si esten- dentaria, patriarcale ma non as- città fu successivamente attacca-
neiforme tro- deva inconcepibilmente lontano solutista, dove si eleggeva un re ta e distrutta e, sebbene in poco
vati a Ebla. dalle sue frontiere. Così, le carova- ogni sette anni e in cui le donne tempo risorse dalle sue ceneri,
ne con mercanzie di Ebla andava- avevano uguali diritti degli uo- soccombé infine davanti all’al-
no e venivano da Mari (Siria), Bi- mini, possedendo la regina un trettanto potente esercito ittita.
blos (Libano), Gasur e Kish (Iraq), rango identico o persino supe- L’antica maestosa città-stato
Elam (Iran), Hamazi (in Sumeria, riore a quello del suo sposo, non tornò ad apparire fino al
sebbene la sua esatta ubicazione poiché solevano divinizzarla 1098, quando, in un documen-
non si conosca), Kanesh (Turchia), una volta morta. to redatto da un crociato, si de-
il Nilo, Cipro, Creta… Lo sappia- Tutte queste caratteristiche dan- scrive l’enclave dove era eretta
mo non solo perché le tavolette la- no a Ebla un’aria di società in- come un polveroso avamposto
sciarono costanza di queste rela- classificabile, di complesso oo- chiamato Mardikh. Ripensan-
zioni, ma piuttosto perché gli part umano. Ma quella stessa doci, grazie a Paolo Matthiae e
eblaiti “impolparono” il loro prosperità fu la causa più che ai suoi compagni di spedizione,
pantheon religioso con divinità al- probabile della sua rovina. la grandezza di Ebla non è ri-
le quali rendevano culto i loro al- Ebla si convertì in un boccone masta sepolta sotto le sabbie
leati commerciali. oltremodo prelibato, finché Sar- dell’oblio.

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a cura di Massimiliano Di Veroli

Yesod I parte

D
opo aver concluso la trattazione di
Malkuth, nelle precedenti puntate, pas-
siamo ora alla sephira Yesod (fondamen-
to); in Yesod vi è il punto d’incontro con un mae-
stro (Zadik, cioè Giusto). “Il Giusto è il fonda-
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mento del mondo” è scritto in Proverbi 10/25. È
Yesod che riceve la luce dell’universo e la manda
a Malkuth, da cui il nome di fondamento. Yesod
è il contenitore della Luce (insegnamenti) delle al-
tre sephiroth, per poi trasmetterla a Malkuth, che
senza Yesod sarebbe quindi completamente buia.
Abbiamo detto di Yesod che è il punto d’incontro
con lo Zadik (Giusto). Lo Zadik abbina tre cose:
1 - Fa; 2 - Studia; 3 - Prega.
Per arrivare alla diretta via occorre abbassare l’ego,
ego che può essere annullato proprio grazie a
Malkuth (sofferenza).
Lo Zadik è colui che ti spinge verso una strada,
ma poi siamo noi, solo noi che possiamo essere i
maestri di noi stessi. Qualsiasi esperienza, incon-
tro, libro, occasioni possono rappresentare il Mae-
stro; qualsiasi cosa ci possa dare luce (come una
candela che si accende nella nostra vita). Si dice
che in ogni era ci siano 36 giusti che operano per
il bene dell’universo ed è per questi 36 giusti che
il mondo si sostiene; particolare è il fatto che
ognuno di loro non sappia di essere tra i 36 giu-
sti, il saperlo infatti aumenterebbe il loro ego e di bloccato non si riesce a procreare, vi è sterilità a
conseguenza non potrebbero essere più conside- tutti i livelli (Salmo 92 - “Il giusto fiorirà come
rati giusti. Essi operano tutti in Yesod. una palma”). Il rapporto sessuale è un energia tal-
Le forze della luce si basano sulla qualità e non mente forte che è visto come una preghiera verso
sulla quantità. Bastano pochi esseri umani che lot- Dio, da cui l’importanza fondamentale del sentie-
tano nella luce per sconfiggere il male. Ogni pen- ro che congiunge Malkuth a Yesod. L’organo sessua-
siero di luce (positivo) può sconfiggere mille pen- le deve essere un canale perfetto e sempre pulito (da
sieri negativi. La quantità porta alla distruzione, la qui il significato della circoncisione) perché deve tra-
qualità porta alla vita. Molto importante è mante- smettere l’energia vitale che porterà ad una nuova vi-
nere pulito il canale che porta da Malkuth a Ye- ta, è il seme dell’Albero della Vita (come seme di vi-
sod. Ma come si fa a tenerlo pulito? Il giusto è co- ta è anche il nostro cammino in questa vita verso la
lui che sa incanalare la propria energia (in partico- spiritualità). A questo proposito, il concepimento di
lar modo l’energia sessuale) per poter trarre degli un figlio deve essere un momento gioioso, di condi-
enormi benefici spirituali (vedi la storia del Giu- visione totale tra i due partner nel dare volutamente
seppe biblico). Se il canale tra Yesod e Malkuth è una vita ad un nuovo essere.

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di Alessandro Atzeni, Sandro Garau, Tonino Mura


(G.R.S. Gruppo Ricerche Sardegna)

Italia
Misteriosa
Domus de Janas
Case dell’Eternità
Struttura, simbologia e allineamenti astronomici di alcune delle più importanti sepolture sar-
de di epoca preistorica, note come Domus de Janas
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L
e Domus de Janas (letteralmente “case del-
le fate”) sono delle sepolture preistoriche
scavate nella roccia, datate a partire dalla
prima metà del IV millennio a.C., ovvero
nel periodo di passaggio tra neolitico e calcolitico,
sino alla fine dell’età del rame (intorno al 2000
a.C.). Le Domus spesso si articolano in più camere,
presentando una complessità variabile ma ricondu-
cibile ad uno schema di base a “T”. Gli accessi alle
tombe possono essere verticali (“a pozzetto”), me-
diante un lungo canale (“a Dromos”) o vertical-
mente su di una parete rocciosa (“a parete”). Spesso
al loro interno si osservano colonne scolpite o altri
elementi architettonici in rilievo, quali riproduzioni
di trabeazioni lignee, graticciati di canne, zoccoli
murari di pietra, soffitti a raggiera, decori e simboli
totemici o fertilistici. Alcune Domus famose pre-
sentano ancora segni di colorazione con ocra rossa
e polvere di carbone, soffitti a scacchiera, spirali, fal-
se porte e corna taurine. Purtroppo molti di questi
bellissimi siti stanno andando in rovina a causa del-
l’umidità, che si accumula in questi ipogei dopo la
loro apertura o che si infiltra attraverso spaccature
nella roccia. Buona parte del loro disfacimento è
imputabile anche ad antichi e moderni “visitatori”
privi di scrupoli, oltre che all’immobilismo delle
istituzioni deputate alla loro protezione. Alcuni di
questi sono noti per la loro bellezza, ormai non
più recuperabile o in serio pericolo: Mandra Anti-
ne nel Comune di Thiesi, S’acqua Salida a Pimen-
tel, Mandras ad Ardauli, Tomba della scacchiera e
delle spirali a Bonorva. Sicuramente l’elemento che
più colpisce in questi antichi sepolcri (dove talvolta
sono state rinvenute anche statuine raffiguranti le
cosiddette “dee madri”) sono le decorazioni a forma
di “falsa porta” scolpite nella roccia, talvolta sor-

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montate da più ordini di corna conduce, tramite un'apertura di Nella pagina


taurine. È stato proprio questo modeste dimensioni, ad una cel- precedente, a
elemento architettonico nella letta. A questo ambiente si acce- sinistra necro-
sua ripetitività a guidarci nel cor- de poggiando i piedi su un mo- poli di Man-
so di questa ricerca. derno scalinato in legno e ac- dra Antine, a
ciaio (sovrapposto) che salvaguar- destra la
La falsa porta del toro solare da un gradino semicilindrico Tomba della
Alle pendici del Monte Siseri, con cornice. Ai lati di questo ve- Scacchiera e
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nella Sardegna nord-occidentale, stibolo sono ricavate due false- delle Spirali.
in agro di Putifigari, è ubicata porte sormontate da triplici cor- In questa pa-
l'omonima necropoli che ospita na taurine; nella parete frontale gina in alto,
una delle più belle Domus de si trova l'accesso alla camera interno della
Janas mai scoperte. La Domus è principale costituito da un por- domus S’In-
meglio conosciuta come S’In- tello anch’esso segnato dal con- cantu.
cantu (l’Incanto), un nome che sueto motivo a corna; purtroppo Dall’immagi-
le rende giustamente merito. La parzialmente rovinato essendo ne centrale fi-
Domus è stata ricavata lungo un stato sfondato nella parte supe- no a pag. 53,
pendio di tufo rosaceo, avente riore. La camera principale, vero sequenza fo-
una pendenza approssimativa di vanto di questo sepolcro, misura tografica in
30°. La visuale spazia a Nord- dai 5.59 m ai 5.94 m sui lati lun- cui viene mo-
Est lungo il canale che si dirige ghi e, approssimativamente, 2.93 strato il sen-
verso il lago artificiale di Cuga; m e 3.22 m sui lati corti (la Do- sazionale
ad Ovest il canalone si apre di- mus, infatti, non presenta una evento all’al-
scendendo dolcemente verso la pianta perfettamente rettangola- ba del solsti-
località Surigheddu, dove più ol- zio d’inverno.
tre sono presenti le necropoli a Nella prima
Domus de Janas di Matteatu, fase la luce è
Calvia e Tanca Bullittas. La roc- prossima a
cia sedimentaria, estremamente centrare per-
tenera e friabile, del Monte Sise- fettamente la
ri ha facilitato la costruzione di falsa porta.
questa Domus eccezionale, ma
ne sta causando anche il lento
disfacimento. L’ipogeo è stato
scoperto e scavato dall’archeolo-
go Giovanni Maria Demartis ne-
gli anni ’90 e successivamente è
stato operato un intervento di ri-
pristino e protezione dello stes-
so. La Domus è sormontata da
una moderna struttura in pietra,
quasi una casupola, che la ripara
dalle intemperie; all'esterno è vi-
sibile il Dromos di accesso, scar-
samente scavato nel pendio, che

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ITALIA MISTERIOSA
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A causa di una
perforazione
operata dai
tombaroli nella
parte alta della
porta d’ingres-
so, la luce che
investe la falsa
porta risulta in
realtà più gran-
de, quindi solo
parte della
proiezione lumi-
nosa che si pro-
duce attualmen-
te è da conside-
rare come “au-
tentica”. La
proiezione in
passato aveva la
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forma di una
banda rettango-
lare in senso
orizzontale, an- re). Posta di fronte alla porta di ac- rete frontale. La Domus è una meno questi due colori; l’ocra è
ziché questa sin- cesso alla camera si trova una fal- delle più grandi della Sardegna: il notoriamente il colore del sangue
golare fisiono- sa porta, anch'essa sormontata da tetto è a doppia falda e la sala co- e della rigenerazione e pare venis-
mia. una cornice in rilievo e una tri- stituisce un unico grande am- se applicata anche sui corpi o sul-
plice serie di corna lunghe ben biente. Il soffitto è scolpito in ma- le ossa scarnificate dei defunti.
5.64 m, ovvero poco meno del- niera elaborata, così come doveva Purtroppo, come abbiamo potu-
l’ampiezza totale della camera essere la casa (o, più probabil- to appurare dalla nostra visita, l’u-
(5.94 m); rovinata forse ad opera mente, il tempio) originale che fe- midità è particolarmente consi-
degli stessi tombaroli che hanno ce da modello. Una trave portan- stente e la condensa rilevante: mi-
sfondato l'accesso e che hanno te scolpita unisce le due colonne, nute goccioline d’acqua ricopro-
cercato di scoprire, in maniera interrompendosi al di sopra degli no quasi costantemente tutto il
tanto dannosa, cosa si celasse die- accessi alle celle laterali; sette travi soffitto, nonostante la presenza
tro di essa. Posto al centro della poggiano trasversalmente su quel- della copertura superiore che do-
sala, tra l'ingresso e la falsa porta, la portante, simulando il tetto a vrebbe almeno un po’ proteggere
troviamo inciso sul pavimento il doppio spiovente. Da segnalare, il sito. Viene da chiedersi se una
cosiddetto “focolare rituale”, cioè inoltre, le protomi a semicerchio Domus di questo tipo, così rile-
una serie di quattro cerchi con- presenti sulla colonna di destra e, vante per dimensioni, caratteristi-
centrici; come delle onde circola- parzialmente, sulla colonna di si- che costruttive e per la bellezza
ri che si propagano dalla coppel- nistra. La particolarità di questa delle decorazioni, non meriti un
la scavata nella pietra e hanno dia- Domus è la colorazione, così da sistema di protezione e di tutela
metro di 79, 86, 95 e 105 cm. Il poter essere chiamata “Domus più avanzato; magari un sistema
cerchio maggiore del focolare ri- dell’architettura dipinta”. L'inten- di deumidificazione apposito,
tuale dista dalle due porte 1 m e sa ocra rossa ricopre ancora mol- una guardiola per il controllo, un
1.05 m, e 96 cm dalla base di due te pareti e, a giudicare dagli strati sistema di telecamere a distanza o
colonne disposte ai lati del foco- presenti sui frammenti strappati dei dissuasori acustici adoperati
lare e che fronteggiano poste fron- dai tombaroli nella loro insensata anche in altri siti archeologici per
talmente alle aperture delle celle ricerca di un altro ambiente, an- proteggerla da danni naturali e
dove, probabilmente, riposavano che di spessore abbastanza consi- vandalismi. Meriterebbe, sicura-
i defunti. Tali celle, di aspetto re- stente (fino a mezzo centimetro). mente, una maggiore pubblicità
niforme, hanno lunghezza di Sulle pareti si riescono ad intra- affinché possa essere più cono-
6.72 m una e 4.27 m l’altra; sono vedere, soprattutto sulle travi del sciuta e valorizzata. L’importanza
larghe, nella parte centrale, circa 2 soffitto, anche tracce di nero. La del monumento, tuttavia, non si
m; il vano di sinistra presenta un Domus in origine doveva appari- esaurisce qui. I nostri rilievi e la
ulteriore loculo ricavato nella pa- re intensamente decorata con al- documentazione fotografica rac-

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colta fanno avanzare nuove ipotesi sul livello di avan- mento leggermente “sfasato”, ad un azimut di Nelle foto
zate conoscenze astronomiche possedute dai co- 130°. Inoltre in tale posizione avviene il sorgere viene eviden-
struttori del neolitico sardo e sull'importanza che della luna nel lunistizio estremo inferiore; tale da- ziata la por-
queste avevano nel sistema di credenze di quei po- to rafforza la convinzione che gli orientamenti zione lumi-
poli. Tali conoscenze, espresse dall’architettura fune- non siano casuali, ma voluti, come abbiamo po- nosa “in ec-
raria, porteranno a cambiare diverse attuali convin- tuto similmente osservare nelle successive costru- cesso” dovu-
zioni. zioni nuragiche (posteriori di alcuni millenni). ta al danno
realizzato
La rinascita del sole Evento all’alba del solstizio invernale nella
Che i “prenuragici” fossero soliti ad orientare i La conferma alle nostre ipotesi è avvenuta durante struttura.
propri monumenti legandoli a particolari riferi- l’alba del solstizio invernale. Il sole, ormai sorto
menti astronomici già era noto attraverso gli studi da più di mezz’ora, è comparso da dietro la colli-
condotti su altri tipi di monumenti, ma la Do- na e i suoi raggi hanno attraversato i due ambien-
mus di S’Incantu, a nostro avviso, spazza via qual- ti della Domus, stampandosi sulla falsa porta dal-
siasi dubbio sulle conoscenze astronomiche degli le gigantesche triplici corna taurine. Il raggio, ini-
antichi sardi del neolitico. Osservando il corri- zialmente localizzato nella parte alta della porta (nel-
doio d’accesso (Dromos) si nota immediatamente la foto va presa in considerazione solo la parte non
come esso non sia perfettamente allineato all'am- marcata dal riquadro rosso), ha iniziato lentamente a
biente principale della Domus. Il Dromos, infatti, discendere verso il lato destro della porta. Dall’osser-
risulta disassato rispetto all’interno della camera, vazione diretta possiamo solo affermare che l’impres-
cioè alla retta passante tra la falsa porta e i due in- sione è stata quasi che la falsa porta “si aprisse”, co-
gressi alla tomba. Il Dromos risulta orientato a me quando si spinge lentamente una porta socchiu-
121°, mentre l’orientamento dell'ambiente princi- sa davanti ad una luminosa mattinata di sole. Quan-
pale è di 130°. Perché questo sfasamento? Sappia- do il raggio ha raggiunto il suo massimo, in termini
mo che al solstizio d’inverno il sole sorge a 121°di di ampiezza, tutta la camera ha iniziato a risplende-
azimut, ma dal punto in cui è localizzata la tom- re di una abbagliante luce rossastra dovuta all’ocra
ba il sole non si può scorgere nel momento esatto che rivestiva le pareti, ma non la falsa porta, purtrop-
del suo sorgere, a causa della presenza di una col- po rovinata. In questa situazione è stato possibile fo-
lina che si trova dirimpetto al fronte d’ingresso del- tografare diversi dettagli degli ambienti laterali, altri-
la tomba. Il sole non appare, quindi, alle 7:48 a menti difficilmente visibili se non con flash o appo-
121° come ci si aspetterebbe, ma la sua visione av- siti sistemi di illuminazione artificiale; il fenomeno,
viene “in ritardo”, alle 8:41, esattamente a 130°: in- di semplice riflessione ottica, manifesta tutto il suo
fatti l'orientamento è condizionato dallo skyline potere visivo durante l’evento. Secondo gli archeologi
prodotto dal profilo molto alto della collina posta la Domus sarebbe stata non un semplice sepolcro
di fronte. Questo aspetto confermerebbe la volon- eternamente sigillato, ma la sede di particolari riti fu-
tarietà di costruire questa Domus con un orienta- nerari a noi sconosciuti; in effetti, la dimensione del-

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l’ambiente è tale da permettere la presenza di una ne originaria non è certa; non si può quindi esclu-
decina di individui e anche la ricchezza delle de- dere che tali menhir nel passato siano stati eretti
corazioni scolpite e dipinte confermerebbe questa proprio in relazione alle due Domus senza dub-
A sinistra, ipotesi: l’evento solare, l’indiscutibile orientamento bio di maggiore importanza rispetto alle altre. La
necropoli di del sito e il palese fenomeno luminoso sarebbero tomba VIII, infatti, presenta delle decorazioni ve-
Puttu Codinu. un'ulteriore conferma. La Domus, dunque, sarebbe ramente eccezionali stranamente assenti in tutte le
A destra, sta- stata sede di riti rigenerativi legati proprio alla morte altre tombe della necropoli, tranne che nella tom-
tuina femmini- e rinascita del sole nel periodo del solstizio inverna- ba IX che presenta una grossa coppella e un fo-
le trovata nel le. Non sembrerà un caso che la falsa porta, da tem- colare rituale. Anche agli occhi di un osservatore
sito. po ritenuta un simbolo legato al mondo degli inferi poco esperto le decorazioni presenti all’interno
e inevitabilmente unita al concetto di accesso verso il della tomba VIII fanno venire il dubbio sulla rea-
mondo ultraterreno, sia il reale collegamento tra la le importanza assunta da questo ipogeo. La visita
morte e l’eterno rinascere dell’individuo. Attraverso a questo particolare sepolcro lascia stupiti: en-
simbologie potenti, quali le corna taurine, moltipli- trando nella prima cella dopo l'ingresso sembra di
cate più volte, e la rinascita del sole al solstizio d’in- trovarsi nella Domus di S'Incantu di Monte Sise-
verno, quando le giornate torneranno a crescere, ri- ri; due ordini di corna sovrapposte si presentano
donando linfa alle piante e forza alla natura; il colle- su entrambi i lati della prima celletta (B), mentre
gamento si fa più evidente e pregnante nell'eterno ci- la camera successiva (C), quella principale, è un
clo di morte e rinascita, che si verifica grazie all'ab- tripudio di decorazioni e motivi corniformi su
bacinante potere della luce del sole, la quale sembra tutte le pareti: alle spalle del visitatore, ai lati del-
infondere nuovamente la vita. la porticina di ingresso, sono presenti due ordini
di corna allungate, sovrapposte, definite “a barca”.
La falsa porta del toro lunare Tali motivi corniformi, sulla parete destra della
Un'altra Domus che presenta caratteristiche ana-
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loghe a quelle già osservate a S’Incantu, è la Do-
mus n.VIII di Puttu Codinu. facente parte di una
necropoli costituita da nove tombe. Questo sito
viene citato da G. Calvia e da A. Taramelli nella
prima metà del '900. Essa tornò alla ribalta delle
cronache solo nel 1961 grazie ad una citazione di
G. Stacul. Gli scavi archeologici, tuttavia, iniziaro-
no solo nel 1987, dopo diverse citazioni in vari
studi. La necropoli è stata insediata in un tavolato

porta di accesso, sono continui, mentre i due or-


dini di corna sovrapposte realizzati sulla parete si-
nistra della cella sono stranamente curvi, diversi
da tutti gli altri, e ricordano vagamente le forme
di “crescenti lunari”. Nella parete frontale, oppo-
sta alla luce proveniente dal portello, si ritrova l’or-
mai consueto schema della falsa porta sormontata
di materiale sedimentario fossilifero abbastanza te- da doppie corna allungate a dismisura. Sulla de-
nero ma dalla grana molto grossa. La maggior par- stra della falsa porta si apre un ulteriore portello
te delle tombe sono rivolte verso Sud-Est. Le due che dà accesso ad un altro piccolo ambiente, in
tombe più importanti, la VIII e la IX, presentano cui verosimilmente dovevano riposare i defunti. Il
un accesso ricavato su un piedistallo roccioso; se- soffitto della camera principale è un continuo al-
condo l’archeologo che ne ha diretto lo scavo, ser- ternarsi di incisioni ricordanti trabeazioni lignee,
virebbe a rimarcare l’importanza del gruppo fami- scolpite in modo identico (perfino nel numero:
liare che vi era sepolto. Questa particolare area del sette) al soffitto della Domus di S’Incantu. Quasi
sito, quasi inserita in una piccola gola, viene pre- a rimarcare l’importanza di questo ambiente, gli
ceduta da una stele aniconica e da due piccoli scavi archeologici hanno documentato il rinveni-
menhir di trachite (materiale non presente nel si- mento di una statuina in calcite di Dea Madre,
to). I due menhir attualmente sono stati collocati del tipo “a placca intera”, precedente i modelli “a
in prossimità della tomba VII, ma la loro posizio- traforo” di ispirazione egea.

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La storia architettonica della Domus VIII e una seconda fase in cui vennero aggiunti i de-
La tomba n.VIII è l'unica in tutta la necropoli a cori, tra cui la falsa porta. L’archeologo ipotizza
presentare raffigurazioni di sofisticata bellezza e due limiti cronologici per queste operazioni, la
precisione, in netto contrasto con la povertà degli prima antecedente alla cultura di Ozieri (o cultu-
altri ipogei. ra di S. Michele, circa 3.500 a.C.), la seconda nel
Come sostiene lo stesso archeologo G. M. De- suo apogeo. Perché chi realizzò il motivo cor-
martis che effettuò gli scavi nel sito, la tomba n. niforme sulla falsa porta non lo fece rispettando i
VIII (come la maggior parte di quelle presenti) canoni di simmetria di cui gli antichi scalpellini
subì diversi interventi di escavazione e amplia- erano sicuramente capaci?
mento; il principale elemento indiziale è dato dal- La nostra risposta è che la falsa porta, esattamente
la singolare asimmetria delle doppie corna taurine come nella Domus S’Incantu di Putifigari, doveva
poste sulla falsa porta: la motivazione, come pun- essere necessariamente speculare all’ingresso per
tualizza lo stesso archeologo, non può che essere ricevere la luce dal portello di accesso. Un'even-
dettata dalla presenza del portello di comunica- tuale simmetria delle doppie corna rispetto alla
zione al vano secondario (F) che si apre accanto, falsa porta avrebbe richiesto che questa venisse ri-
sulla medesima parete. Secondo lo studioso que- cavata più a sinistra, in direzione sfasata rispetto al-
sto dettaglio va a sommarsi ad altri elementi che la linea mediana passante per l’ingresso e l’anti-
testimoniano almeno due fasi di sviluppo del cella, la falsa porta invece venne coscientemente
complesso: per la tomba n. VIII si può ipotizzare realizzata proprio frontalmente ad essa, determi-
una prima fase in cui vennero realizzate le cellette nando così l'asimmetria delle corna.

In questa e
nella pagina
seguente,
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sequenza
fotografica che
descrive il
fenomeno
luminoso nella
domus n. VIII
di Puttu
Codinu.

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ITALIA MISTERIOSA
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dal sorgere del sole all’orizzonte,


mentre i raggi attraversavano il
portello d’ingresso. Il fatto è di
per sé assolutamente analogo a
quello che avviene, come abbia-
mo già visto, a S’Incantu. La fal-
sa porta solare, sormontata da
doppie corna taurine, secondo
alcuni assimilabili a dei crescen-
ti lunari, viene investita dal sole
e sembra quasi esaltare il con-
cetto di rinascita e di continua
rigenerazione dell’astro. Tale fat-
to, sommato agli eccezionali ri-
trovamenti archeologici come la
dea madre e i menhir all’ingres-
so, conferma quasi con assoluta
sicurezza che la Domus in que-
L’evento diversi anni fa, una delle guide stione, con questa particolare ar-
Il motivo di questa scelta co- del sito, il signor Leonardo chitettura, non era un semplice
struttiva sarebbe rimasto difficil- Ruju di Villanova Monteleone, sepolcro ma una sede di riti re-
mente spiegabile se non fossimo si accorse casualmente, durante ligiosi rigenerativi strettamente
a conoscenza del particolare fe- una visita particolarmente matti- connessi con il culto dei morti.
nomeno luminoso che avviene niera, che la falsa porta veniva in- Sebbene la data in cui si mani-
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all’interno della tomba. Ormai vestita dalla nitida luce creata festa l’evento (intorno alla metà
di novembre) non sia quella del
solstizio invernale, momento di
estrema importanza e dall’altissi-
mo significato (anche pratico, le-
gato all’aumentare delle ore so-
lari), si può apprezzare come il
sole riesca comunque a produr-
re l’effetto luminoso.
Da un punto di vista puramente
archeoastronomico, la Domus
risulta orientata, dalla posizione
in cui è ricavata la falsa porta ver-
so l’esterno, a 115° di Azimut.
Questo significa che, probabil-
mente, nella Domus accade lo
stesso fenomeno durante il luni-
stizio intermedio inferiore, sta-
volta però con la tenue luce del-
l’astro lunare che va ad illumi-
nare l’accesso figurativo al mon-
do dell’aldilà.
Se gli architetti che hanno deco-
rato la Domus con i simboli tau-
rini, lunari e della falsa porta, al-
lineandola ad un evento già pre-
sente, non erano gli stessi che
l'hanno costruita determinando-
ne l’orientamento dell’ingresso,
erano sicuramente “figli” di quel-
la cultura, con simili credenze
magico-religiose, come l'associa-
zione della bianchissima dea
madre alla luce argentea della lu-
na e le protomi del toro alla
splendente luce del dio sole.

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L’eterno conflitto
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Luoshu XXI secolo?

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Art.1, Comma 1, DCB - Padova

In questo numero, un approfondimento sui risvolti taciuti della


guerra in Ucraina, sull’eterno conflitto con il proprio Lato Oscuro,
sul Numero 9 ed il magico Teorema Luoshu… e molto altro ancora.

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di Gloria Marinucci

Scienze
PERDUTE
L’Antenna di Bardeloni.
Prova della Reincarnazione?
«Ci sono cose che non si devono sapere, per il bene
di tutti; se l’uomo non lo comprende, accade qualco-
sa che lo impedisce». Così mi diceva spesso il mio
maestro raccontandomi varie storie esemplificative. La
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più avvincente di esse parlava di una scoperta sensa-
zionale che, tra l’altro, costituiva la prova provata della
reincarnazione: l’Antenna di Bardeloni. Finita nel
grande ventre dell’oceano durante il suo viaggio verso
l’America, ove l’aveva spedita, per guadagnarci, la vedo-
va del suddetto. Non si trattava dell’apparecchio vero e
proprio ma dei suoi progetti, inviati nel Nuovo Mon-
do forse per necessità; qualcuno attribuì il naufragio
alla presenza a bordo di una mummia egizia… ma trarci nelle sconvolgenti scoperte effettuate dal colon-
quel qualcuno non sapeva che il bastimento traspor- nello, sono doverose alcune brevi note biografiche su
tava qualcosa di molto più scottante, che avrebbe po- questo eccezionale personaggio. Esperto di radiotele-
tuto sconvolgere la vita dell’uomo se andato in mani grafia, fu autore di molti brevetti e pubblicazioni in
indegne. merito e collaborò con Marconi, con cui fu immorta-
lato in una foto storica. Riferisce Carlo Bramanti, pe-
rito elettrotecnico, che il Bardeloni abitualmente rap-
presentava l’Esercito in manifestazioni e conferenze
sulle telecomunicazioni; fino al 1922, quando scom-
parve dalla scena. Di lui non si trova neanche un ne-
crologio nelle pubblicazioni del Genio Militare di cui
faceva parte. A questo punto entra in gioco l’Econo-
mista Adriano Borghini, al quale dobbiamo l’aver ri-
portato alla ribalta, seppure in modo sintetico, gli stu-
di di Bardeloni riferiti dall’ingegnere Boni e pubblica-
ti sulla rivista Echi d’Italia n. 3 del 3/5/54. Il colon-
nello aveva intuito che esiste una vibrazione energeti-
ca universale per cui ogni corpo, a sua volta, è dotato
di una vibrazione. Facendo misure sull’emissione di
onde da parte degli inchiostri, ripeté le prove, prima
distendendoli come macchie e poi come scrittura. Pre-
cedentemente aveva ideato un apparecchio, la sua fa-
Connessioni vibratorie mosa antenna tramite la quale aveva rilevato una vi-
Nel settembre 1950 l’ingegnere Leonello Boni tenne brazione da parte degli inchiostri. Il bello venne dopo,
a Roma una conferenza, presso la Clinica delle Ma- quando andò a rilevare le vibrazioni sulla scrittura: vi-
lattie Tropicali dell’Università, sugli studi e le espe- de che oltre a quella dell’inchiostro ne compariva
rienze del colonnello ed ingegnere Cesare Bardeloni, un’altra, molto più intensa e con lunghezza d’onda di-
in particolare sulle emissioni di onde elettromagneti- stinta. Allora intuì che «la scrittura dell’uomo per-
che da parte di uomini ed animali. Prima di adden- mette di individuare un soggetto da un altro median-

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te un’onda personale, che si riesce oltre al suddetto centro di polariz-


a misurare caso per caso». La scrit- zazione, se ne mostravano altri in
tura, quindi, si collega all’energia direzione di consanguinei, come
individuale di chi ha eseguito lo se il quid aleggiasse intorno ad es-
scritto. La cosa si applica anche a si o alle persone legate al defunto
capelli, pezzetti di unghie, denti, da forti sentimenti. Probabilmente
cose indossate a lungo dalla perso- da questo derivano le “visite” dei
na; questo ci riporta agli “oggetti di defunti ai loro parenti o la perce-
potere”, come i famosi anelli, i tali- zione che questi hanno della loro
smani e ne conferma il valore ed il presenza. Solo l’uomo ha le due vi-
loro compito. brazioni; tutte le altre creature,
compresi i bruti, hanno solo l’on- razione. Misurate le onde dei due In pagina,
Le due onde da biologica che, dopo la loro soggetti, si vide che la sorella giu- da sinistra
Per quanto riguarda reperti umani scomparsa, non si rileva più dopo dicata in buona salute era, invece, Cesare Bar-
appartenuti a defunti, invece, come la fine anche del più piccolo pez- assai malmessa; tanto che due anni deloni e il
ciocche di capelli, il primo denti- zo di materia. Riassumendo: carat- dopo morì. Con il progredire del- Comandan-
no, etc, è così spiegato perché ven- teristica fondamentale dell’uomo l’età le onde del soggetto tendono te Ranieri.
ga raccomandato di non conservar- è quella di avere 2 onde, una delle a discostarsi fino a che, quando Nella pagina
ne: è per non polarizzare l’anima quali (quella spirituale) dal mo- l’onda biologica ha metà frequen- precedente,
della persona qui sulla terra con mento del concepimento si può za di quella spirituale, l’individuo ancora una
una sorta di “richiamo”. Infatti, le goniometrare, proveniente da un decede. L’onda biologica varia an- foto d’epoca
misurazioni di Bardeloni su scritti punto dello spazio celeste da cui che nel corso della giornata, in re- con Bardelo-
appartenuti a defunti rivelarono l’e- irradia. Dopo la nascita accompa- lazione allo stato psichico e di sa- ni e la raffi-
sistenza di DUE onde (e quindi di gna la persona per tutta la vita e, al- lute della persona. gurazione di
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due punti di irradiazione): «una ir- la morte di questa, va a ricollocar- onde elettro-
radiava dal punto ove erano con- si in un punto dello spazio. L’on- Legami magnetiche.
servati i resti umani, l’altra (di soli- da biologica è variabile in rapporto Altro fatto assai intrigante è la rela-
to goniometrata in una direzione allo stato di salute e all’età del sog- zione in cui si trovano le onde re-
dello spazio celeste) proveniva da getto. Dal rapporto delle due onde ciproche di madre e figlio già dal
un quid (anima) che, sopravviven- si ottiene un coefficiente che espri- concepimento. Lo scritto di una
do alla materia, continuava ad me lo stato di salute della persona donna incinta fin dal giorno del
emettere energia raggiante, con la in studio. Bimbi e adulti apparen- concepimento emana, oltre alla
stessa lunghezza d’onda individua- temente in buona salute si rivelava- sua vibrazione caratteristica, anche
le della persona quando era viva». no invece, dal coefficiente elevato quella del nascituro, che è più for-
Bardeloni chiamò la prima onda delle due onde, affetti anche da te di quella della madre. Durante il
biologica e la seconda spirituale. gravi patologie latenti. Fu il caso di periodo di gestazione il centro di
Questa veniva goniometrata come due sorelle, una in apparente otti- irradiazione del quid del feto, nel-
centro unico e costante dalle ore ma salute e l’altra debole dalla na- lo spazio, si sposta nel cielo fino al-
10 alle 18; invece dalle 18 alle 10, scita ed assai provata dopo un’ope- la fine della gravidanza; allora si
pone verticalmente sopra la madre
e discende in basso. Finché, tre
giorni dopo la nascita, prende pos-
sesso della creatura (così l’anima di-
scenderebbe nel corpo tre giorni
dopo il parto). Allora la madre non
ha più, oltre alla sua, quella del
bimbo. Dalle 18 alle 10 il centro
di irradiazione del feto si trova
polarizzato anche sulla madre e
sul padre (tante madri hanno “vi-
sto” e “sentito” il loro piccolo pri-
ma della nascita). L’onda perso-
nale del bambino nato prematu-
ro scende in lui solo al compi-
mento del ciclo naturale della ge-
stazione, al nono mese, ed anche
la madre ha pure la frequenza
del bambino fino allo scadere esat-
to del periodo di attesa. Grande in-
teresse rivestono anche gli scritti di
gemelli, solo omozigoti (nati da

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SCIENZE PERDUTE
Morte e rinascita
Passo ora a parlare di un altro
In alto, evento assai interessante e che ri-
il Generale guarda la infelice spedizione della
Nobile. “Tenda Rossa” al Polo Nord. Pri-
In basso, ma di partire, il Generale Nobile,
la spedizione del- amico di Bardeloni, gli dette scrit-
la Tenda Rossa. ti personali dei partecipanti; così
potevano essere determinati con-
tinuamente l’ubicazione e lo stato
di salute dei compagni di Nobile.
Nel giorno della catastrofe Barde-
loni si accorse, dalle sue misura-
zioni su Nobile, che qualcosa di
grave doveva essere accaduto. De-
terminate le coordinate del punto
ove doveva trovarsi quel giorno la
spedizione, si recò al Ministero
per avvertire di quanto stava suc-
cedendo. Non fu creduto; dopo
molti giorni, un radioamatore di-
lettante russo di Porto Arcangelo
intercettò la radio da campo di
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Biagi, facente parte della spedizio-
ne, che chiedeva soccorso; così
venne evidenziata l’esattezza delle
rilevazioni del Colonnello. Trop-
po tardi, purtroppo. Bardeloni si
dedicò anche allo studio dei cir-
cuiti oscillanti, molto più efficaci
di quelli di Lakhowsky perché,
conoscendo esattamente la lun-
ghezza d’onda personale, poteva
costruire il circuito perfettamente
adatto. In tanti hanno provato a ri-
costruire l’apparecchio-antenna
uno stesso uovo); ognuno reca due persone, una viva (la mala- di Cesare Bardeloni, ma nessu-
l’onda personale anche dell’altro, ta) e l’altra defunta. Fece delle no c’è riuscito. Forse il seguente
sebbene più debole. Per questo indagini dalle quali risultò che racconto spiega il perché: l’inge-
condividono stesse esperienze, la donna era sopravvissuta ad gnere Boni, a cui era morto il fra-
pensieri ed anche la morte. Nel un parto gemellare incompleto; tello, aveva predisposto assieme a
1928 fu portata all’ospedale una il fratello siamese non si era svi- Bardeloni di tenere sempre moni-
vecchia ammalata ed il Bardelo- luppato completamente ed era torato il quid del defunto, sospeso
ni sottopose un suo scritto alla rimasto, come escrescenza car- nello spazio in un punto gonio-
misurazione delle onde. Con nosa, attaccato alla testa della metrato dopo la sua dipartita.
sua sorpresa egli vide che il me- donna. Così lei aveva in sé an- Speravano così, seguendo la traiet-
desimo sembrava appartenere a che l’onda del fratello. toria che l’onda spirituale di ogni
nascituro percorre in cielo fino a
giungere nella madre, di sapere
dove l’anima del fratello si sareb-
be reincarnata! L’improvvisa mor-
te di Bardeloni non permise che
ciò avvenisse! Così conclude Bo-
ni: «Iddio ha forse riservato ad
una generazione futura, più
evoluta e migliore, questa espe-
rienza?». Qualunque serio ricer-
catore della Verità sa che è così,
che accade solo ciò che deve ac-
cadere e viceversa.

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Mostre
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a cura di Silvia Agabiti Rosei

Numeri. Tutto quello che conta, da zero a infinito


Per la prima volta l’affascinante e sconfinato universo
dei numeri verrà raccontato attraverso una rassegna,
che si prefigge un obiettivo ambizioso: coinvolgere il
grande pubblico nella scoperta di questo tema di por-
tata universale. In mostra exhibit e installazioni mul-
timediali ad alto grado di interattività, oltre a reperti
preziosi, alcuni provenienti da importanti musei in-
ternazionali e mai visti in Italia, che accompagneran-
no i visitatori nell’esplorazione di un mondo che co-
stituisce una componente imprescindibile del modo
con cui interagiamo con la realtà. I numeri non sono
solo l'alfabeto di ogni discorso scientifico ma, da sempre, hanno esercitato un fascino
profondo sul pensiero filosofico e teologico, sulle arti, le parole, l'architettura, la mu-
sica. Lo scopo dell’esposizione è mostrare i numeri nella loro duplice essenza: da una
parte oggetti naturali e utili, che il cervello umano è predisposto spontaneamente a
trattare e di cui la società ha continuamente bisogno per quantificare; dall'altra oggetti artificiali e sociali, costruzioni
teoriche con implicazioni linguistiche e culturali che hanno viaggiato nel tempo e nello spazio. Il tracciato narrativo
della mostra segue questa logica. Il percorso di scoperta parte dal cervello, naturalmente predisposto a manipolare nu-
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meri e quantità. Dopo aver afferrato l'idea di numero, il passaggio successivo è quello di dare un nome alle cose e di
scriverle. Si arriverà, quindi, agli strumenti di calcolo. Si passa, allora, dai numeri "puri" a quelli "applicati", partendo
dalle unità di misura per arrivare alle costanti fondamentali dell'universo. Il percorso termina riflettendo sulla dimen-
sione astratta dei numeri: da sempre, l'uomo ha meditato sulle loro proprietà e sul loro significato.

Numeri. Tutto quello che conta, da zero a infinito


ROMA • Palazzo delle Esposizioni - DURATA: 16 ottobre 2014 – 31 maggio 2015 - ORARIO: domenica, martedì, mercoledì e giovedì: dalle
10.00 alle 20.00; venerdì e sabato: dalle 10.00 alle 22.30; lunedì chiuso - INGRESSO: Intero € 12.50 ridotto € 10.00 Permette di visitare tutte
le mostre in corso al Palazzo delle Esposizioni.- Tel: 06 39967500; scuole 848 082 408 - Info: www.palazzoesposizioni.it

IN PRINCIPIO. Dalla nascita dell'Universo all'origine dell'arte


D
a sempre l’uomo guarda l’immenso alla scoperta delle origini della vita. Sia-
mo attratti dall’origine, vogliamo conoscere l’inizio: del cosmo, della vita, di
una teoria o di un’opera d’arte. Da sempre cerchiamo di sondare l’immensa-
mente grande e osserviamo l’infinitamente piccolo per capire da dove veniamo e dove
andiamo. Scienziati, pensatori, artisti e poeti hanno dato a loro modo risposte sor-
prendenti per colmare il nostro desiderio di conoscenza, alimentando dopo ogni sco-
perta, dopo ogni rappresentazione, nuove emozioni, nuovo stupore, nuove indagini e
nuove immaginazioni. Questa mostra parla di origini: la nascita dell’universo, la for-
mazione della Terra e della Luna, l’origine della vita sul
nostro pianeta. E poi, tra le tante specie viventi, l’arrivo della nostra con l’evoluzione di
alcune “specificità” umane: il linguaggio e la parola, l’arte e il mondo simbolico. La mo-
stra è un viaggio immersivo in sette ambienti all’interno dei quali ogni contenuto potrà
essere approfondito a diversi livelli, grazie alla presenza di numerosi stimoli visivi e sonori.
Sette interviste ai maggiori esperti delle diverse discipline accompagneranno il visitatore
di sezione in sezione, approfondendo in modo sempre divulgativo alcuni concetti por-
tanti: dalla formazione delle galassie e dei pianeti, a quella degli esseri viventi, dalla na-
scita e diffusione delle lingue, all’origine delle emozioni e dei miti, fino all’emergenza
delle prime manifestazioni artistiche, dalle pareti di una grotta alle sale museali.

IN PRINCIPIO. Dalla nascita dell'Universo all'origine dell'arte


NOVARA • Complesso Monumentale del Broletto - DURATA: 29 novembre 2014 – 6 aprile 2015 - ORARIO: lunedì 9.00 – 13.00 Da martedì a do-
menica 9.00 – 19.00 La biglietteria chiude un’ora prima INGRESSO: Intero € 10.00 ridotto € 9.00 - Tel: 199.15.11.15 -
Info: www.mostrainprincipio.it

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MISTERI DEL CRISTIANESIMO

Il Gioco
delle Sorti
di Ezio Albrile
Nello gnosticismo e nell’arte romanica antichi simboli e miti parlano del ciclo cosmico
legato al tempo e alla fortuna
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È
sentire condiviso in tutto il
fenomeno gnostico il per-
cepire la realtà come un
inganno ordito da forze
estranee, ostili, chiamate
Arconti. Esse hanno costruito un
cosmo fittizio e maligno, un laccio
per le anime luminose. Gli Gnosti-
ci si ritengono quindi eletti, prescel-
ti nel conoscere le segrete vie che
hanno portato l’uomo nel mondo e
che dal mondo lo possono liberare.
Per comprendere appieno questo
meccanismo oscillatorio, che vinco-
la le anime al vortice serpentiforme
attraverso cui esse entrano ed escono
dal cosmo, essi fanno ricorso alla di-
sciplina astrologica, codificata in
una serie di scritti più o meno se-
greti. Tra questi uno dei più signifi- Ogni divinità è presentata con nomi
cativi ed enigmatici è conservato nel- diversi, paredri, funzioni, segni e ci-
l’opera eresiologica del presunto Ip- fre magiche. L’esordio dello scritto
polito: si tratta di un libro intitolato introduce in un mondo irreale, al
Gli abitanti della periferia sino all’e- confine tra immaginazione astrale
tere, attribuito e utilizzato dalla set- ed estasi visionaria: «Io sono la Vo- In apertura,
ta gnostica dei Perati. Tale libro si ri- ce del risveglio nell’eone della notte. antico zodiaco.
ferirebbe agli dèi e ai dèmoni prepo- Ora inizierò a svelare la potenza che In alto, Crono.
sti ad ogni sfera planetaria, che in sorge dal Caos, la potenza delle te-
qualche modo costituisce la perife- nebre abissali che sorge dal fango
ria (proasteion) del luogo eterico do- dell’eterno vuoto acquatico...»
ve risiede il principio originario. (Hipp. Ref. 5, 14, 1). Questa poten-

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IL GIOCO DELLE SORTI


caverne e voragini di cui la più
abissale è il Tartaro, luogo in cui
confluiscono tutte le acque della
terra e dal quale vi fanno ritorno
(111 d-112 e). I quattro princi-
pali fiumi (Oceano, Acheronte,
Piriflegetonte, Cocito) originano
un mondo liquido e fangoso,
smosso da violente correnti sot-
terranee, convulso nei flutti del
caos. È lì, nella palude Acheru-
sia, dove le anime dei defunti at-
tendono il giudizio (112 e-113
c): i rei di gravissime colpe ven-
gono gettati nel Tartaro, il mare
di fango infuocato da cui non
riemergono più. Colpe gravi, ma
espiabili, prevedono invece una
sosta nel Tartaro variabile in mi-
sura della capacità di perdono
za acquatica, venuta dal Caos e re peratico – sarebbe talmente da parte delle vittime (114 a-b). I
dal limo dell’abisso, generatrice esiziale da atterrire gli stessi dèi: Perati legano l’immensa distesa
di Titani, è sempre in movimen- così intenderebbe anche Omero liquida che avvolge sfericamente
to, in preda agli spasmi caotici quando parla di un giuramento gli abitanti della periferia, i proa-
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della materia in continua tra- grande e tremendo stipulato sul- steioi, con il Mar Rosso della
smutazione. I Perati la descrivo- le sue acque abissali (Hipp. Ref. Bibbia e Kronos con la potenza
no come «la fedele tesoriera del- 5, 16, 3). Un voto pronunciato violenta e distruttiva delle sue ac-
l’impronta fluidica». È la princi- da Hera (Hom. Il. 15, 36-38), da que. Nella loro interpretazione
In alto, pale e segreta via che ha portato Calipso (Hom. Od. 5, 184-186) delle Scritture, il cosmo corri-
Caronte. l’uomo nel cosmo e che dal co- e recitato nell’Inno omerico ad sponde all’Egitto, il corpo è
In basso, smo lo può liberare, è il flusso Apollo (Hom.
Crono. generativo, spermatico, ricono- Hymn. 3, 84-86).
A destra, sciuto nel dio Kronos: sue sono Leggendo l’inno, l’a-
diagramma le acque corrosive che avvolgono depto apprende che
oroscopico, e dissolvono gli universi (Hipp. Kronos, il Titano
ricostruzione Ref. 5, 16, 2), le acque dello Sti- «in vincoli dopo
di un antico ge, il fiume oltretombale avvolto aver chiuso con pos-
graffito dalla in sinuose spirali nell’Ade e rite- senti catene il den-
catacomba nuto un ramo di Okeanos, il dio so, nebuloso, oscuro
di San liquido che circonda la terra e e tenebroso Tarta-
Sebastiano precisamente quello che scaturi- ro» (Hipp. Ref. 5,
a Roma. sce dalla nona delle sue sorgen- 14, 1-2), è il potere
ti. Il potere dello Stige – secon- disaggregante del
Caos. Seppur inca-
tenato, Kronos
esprime una terribile forza si- quindi “un Egitto in miniatura”;
smica, è la potenza convulsiva le mentre l’attraversamento del
cui acque invisibili alimentano Mar Rosso equivale alla libera-
le acque terrene. Il suo nome se- zione dal corpo/mondo, allo
greto non è rivelato, dal testo ap- svincolamento dagli dèi della di-
prendiamo però che a sua im- struzione, cioè dalle «stelle che
magine furono plasmati Cefeo, suscitano nelle cose esistenti la
Prometeo e Giapeto, i tre Titani necessità della generazione can-
vinti da Zeus secondo la Teogo- giante» (Hipp. Ref. 5, 16, 2-6). Il
nia esiodea. libro usato dai Perati trascrive un
insegnamento antico, una me-
Kronos moria ellenica nella quale il de-
do Un famoso dialogo platonico, il miurgo è Kronos, il signore
il Fedone, descrive un mondo in- (Hipp. Ref. 5, 14, 4-5) sotto il
com- fero per certi versi analogo: i pe- cui potere sono vincolati i Pia-
mentato- netrali di Ade sono percorsi da neti, fedeli amministratori delle

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MISTERI DEL CRISTIANESIMO


sue toparchie o domini celesti. Kronos è immagi- In alto,
ne del “Signore di ogni generazione” collocato al costellazione
centro dell’universo (Hipp. Ref. 5, 15, 4). Si tratta del Cancro.
di uno specifico riferimento astrologico a uno dei In basso,
punti cardinali che designano le coordinate nel costellazione
moto di rivoluzione dei segni zodiacali all’interno del Capricor-
dell’eclittica. L’oroscopo è il cerchio che descrive il no.
sorgere dello Zodiaco all’orizzonte orientale, me-
glio noto come ascendente. Il punto mediano o
medium caeli è il centro dove le costellazioni zo-
diacali raggiungono lo zenit, ovvero il punto più
elevato. Il “discendente” è il luogo dove lo Zodia-
co incontra l’orizzonte occidentale, mentre l’anti-
meridiano o imum caeli, è là dove le costellazioni
raggiungono il nadir, il punto più basso, al di sot-
to della Terra. Riepilogando. In astrologia i quattro
angoli del cielo, i cardines (greco kentra), noti ri-
spettivamente come “ascendente” (il punto all’oriz-
zonte a Oriente), medium caeli (lo zenit), “discen-
dente” (il punto all’orizzonte a Occidente) e imum
caeli (il nadir), sono considerati i punti cardinali di me: il segno del Cancro è l’entrata nel mondo del-
un tema natale, che nel caso della storia dell’uni- la generazione, il Capricorno l’uscita. La gnosi dei
verso è il thema mundi o genitura mundi (Ptol. Te- Perati segue gli stilemi neopitagorici del tempo,
tr. 74; Vett. 49, 26). Il pianeta che occupa tali po- presentando un mondo infero rivissuto negli spazi
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sizioni assume un ruolo dominante nell’oroscopo, siderali, un Ade celeste. È la dottrina dei “cieli de-
lo si considera nella sua fase di “esaltazione”. Kro- monizzati”, ben codificata da Servio, un glossatore
nos occupa uno di questi punti, ma quale? Secon- di Virgilio: «Si dice che questa terra in cui vivia-
do Ippolito, i Perati seguono tacitamente questa ri- mo è l’inferno, perché è la più bassa fra le orbite,
partizione astrologica ritenendo Dio, la Monade e ossia fra i sette Pianeti Saturno, Giove, Marte, So-
il “Signore di ogni generazione”, cioè Kronos, il le, Venere, Mercurio, Luna…» (Ad Aen. 6, 127). Il
medium caeli, poiché, interpretando i loro scritti, fiume Stige poi, avvinto nove volte alla Terra, è im-
sul lato sinistro dell’oroscopo troviamo «la decli- magine della tristezza. Le sue fonti sono la violen-
nazione (apoklima) e l’ascensione (epanaphora) su za e l’avidità, nutrimento emozionale per un in-
quello destro»: quelle che chiamano «potenze di ferno che è la Terra stessa: solo «al di fuori di que-
destra e di sinistra» (Hipp. Ref. 5, 15, 4-5). Una sti nove cerchi si possono trovare delle potenze
partizione dello spazio oroscopico rintracciabile più pure» (Ad Aen. 6, 439). Questa demonizza-
in un graffito della catacomba di San Sebastiano a zione sembra reagire a una disciplina delle sorti
Roma (fig. 1). Queste concezioni riflettono la co- planetarie, un’antica tecnica divinatoria attraverso
smologia di due filosofi, Cronio e Numenio, così la quale si stabilivano i destini individuali. Ciò si
come recepiti da Porfirio (De antr. 23). Si tratta di attuava mediante due metodi diversi: il lancio dei
due autori neopitagorici e medioplatonici del II dadi o un calcolo astrologico abbastanza semplice,
sec. a.C. (Euseb. Hist. eccl. 6, 19), noti per aver in- che parte dalle posizioni relative del Sole, della Lu-
dagato i destini delle anime attraverso la metem- na e dell’Ascendente nel tema natale. Attraverso di
psicosi. In particolare Cronio – secondo Nemesio essi si può calcolare il locus fortunae di ciascun in-
di Emesa (De nat. hom. 2 [Morani, Leipzig 1987, dividuo. Un trattato astrologico pseudo-ermetico
p. 35, 4-5]) – scrisse un Peri palingenesias, cioè del II sec. a.C., il Panaretos, indica le sorti dei sin-
uno specifico trattato dedicato alla reincarnazione.

Il locus fortunae
I due punti estremi del ciclo trasmigrativo delle
anime sono il segno del Cancro e quello del Ca-
pricorno. Le due costellazioni zodiacali sono po-
ste rispettivamente all’estremità Nord e all’estre-
mità Sud dell’eclittica, il percorso apparente del
Sole in un anno, situato obliquamente rispetto al
piano dell’equatore e lungo il quale sono disposti
i segni zodiacali. La costellazione del Cancro, set-
tentrionale, corrisponde al solstizio d’estate, quel-
la del Capricorno al solstizio d’inverno. I due sol-
stizi, punti estremi del percorso solare, corrispon-
dono ai due apici del ciclo trasmigrativo delle ani-

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IL GIOCO DELLE SORTI


to di pavimentazione musiva
proveniente dalla cattedrale di
Santa Maria ad Acqui Terme
(Alessandria), attualmente custo-
dito presso il Museo Civico d’Ar-
te Antica di Palazzo Madama a
Torino. Il mosaico, databile al
1120-1130 circa, in origine pro-
babilmente ricopriva tutto il pre-
sbiterio della chiesa. Attualmen-
te ne sopravvivono tredici fram-
menti, che riportano scene di
difficile interpretazione. Una di
queste è disegnata su un fregio
con cinque personaggi (fig. 2):
tralasciando il primo, un essere
alato coronato con un diadema a
quattro punte, la nostra attenzio-
ne è focalizzata sulla scena cen-
trale, dove un personaggio con
In alto, goli pianeti nel seguente ordine: ha avuto una grande fortuna, ba- una clava fissata alla cintura, ar-
antica miniatu- la sorte del Sole è il “buon dè- sti pensare alle più recenti Sortes mato di arco, scocca una freccia
ra araba con il mone” (Agathos daimôn), quella Sangallenses e Sortes Sanctorum, che colpisce un cammello tenu-
gioco degli della Luna la “buona fortuna” la cui fama raggiunge il mondo to per le briglie da una figura
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scacchi. (Agathê tychê), quella di Giove medievale. maschile munita di lancia. La
In basso, determina la stirpe, e così via… freccia si va a conficcare dove la
frammento di Secondo il Megistê di Claudio Gli scacchi gobba dell’animale forma una
fregio. Resti del Tolemeo, l’Almagesto (Al-maji- Spesso l’estrazione e la disputa sorta di scacchiera formata da 36
mosaico pavi- st ) dei levantini, originariamen- delle sortes è rappresentata nel caselle (fig. 3). Di passaggio no-
mentale prove- te noto come Tetrabiblos, i pia- gioco degli scacchi, metafora del tiamo che 36 è il numero dei
niente dalla neti stessi stabiliscono le sorti in fato e della vicenda umana. Nati Decani, entità celesti così chia-
cattedrale ro- qualità di daimones: Giove è nell’Iran sasanide, ma di prove- mate poiché ognuna di esse am-
manica di San- Agathos daimôn, posto nell’un- nienza indiana, gli scacchi giun- ministra gli influssi astrali di 10
ta Maria ad Ac- dicesima casa, Venere (Afrodite) gono in Europa nell’XI secolo della fascia zodiacale. Evidente-
qui Terme. è Agathê tychê, Saturno è Kakos circa, grazie probabilmente alla mente si tratta di una “caccia
daimôn, etc. La dottrina ermeti- mediazione araba. Giocati su astrale”, la cui preda sono le sor-
ca non è quindi sfuggita al gran- una tavola quadrata composta di ti estratte fra i 36 signori plane-
de Tolemeo. Mentre l’applicazio- 64 caselle di colore bianco e ne- tari della decade, uno per ogni
ne pratica del metodo empirico ro, alternate e contrastanti, raffi- 10 dello Zodiaco, 3 per ogni se-
delle sorti, cioè il lancio dei da- gurano plasticamente il succe- gno. La natura astrologica dell’e-
di, è formalmente attribuita al- dersi dei destini cui è sottomessa vento è confermata dalla succes-
l’ultimo re egiziano, Nectanebo. la vita dell’uomo. Ne è testimo- siva e ultima figura, un drago ala-
Ne sono testimonianza le Sortes nianza la presenza di scacchi e to – forse da collegare all’omoni-
Astrampsychi, uno scritto oraco- di scacchiere nell’arte romanica, ma costellazione – le cui enormi
lare del III sec. d.C. (ma risalente in particolare nelle decorazioni spire si estendono da Est a Ove-
ad archetipi più antichi) attribui- di mosaici pavimentali. Due ma- st (Arat. Phaen. 24-62) e lambi-
to all’evanescente mago egiziano nufatti sono significativi a ri- scono il Polo Nord. Costellazio-
Astrampsico. Il testo nei secoli guardo. Il primo è un frammen- ne il cui ruolo è centrale in un

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MISTERI DEL CRISTIANESIMO


lacciato sul petto e seduto su un
seggio decorato con teste canine;
con le mani regge, una per ogni
lato, le immagini del Sole e della
Luna. Ai punti cardinali, tra i cer-
chi esterni sono raffigurati anima-
li reali o fantastici (cani, cavalli,
mostri alati) affrontati a coppie, In alto,
mentre delle figure umane vestite particolare
con abiti persiani (berretto frigio, del mosaico
pantaloni lunghi, etc.) muovono il pavimentale
cerchio più esterno. Ai lati del della cattedra-
Vecchio, in quattro riquadri, sono le romanica di
raccolte quattro scene senza appa- Santa Maria
rente relazione fra loro. Nel ri- ad Acqui
quadro in basso a destra è rappre- Terme.
sentata una partita a scacchi (fig. In basso,
4). Un personaggio anziano con particolare dal
barba e baffi è seduto su un seg- mosaico pavi-
gio con spalliera curva, davanti al mentale della
piano di gioco. Ha la mano destra basilica roma-
posata su un pezzo nero, come se nica di San
altro testo, un commentario ai Fenomeni di Arato, lo stesse per muovere, mentre con l’altra mano Savino a
utilizzato sempre dai Perati (Hipp. Ref. 4, 47, 1-2). sembra indicare qualcosa. Del secondo giocatore si Piacenza.
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Si devono infatti distinguere fonti diverse nella no-
tizia di Ippolito sui Perati. Mentre il libro IV della
Refutatio cita il solo commento ad Arato, il V li-
bro combina Sesto Empirico (5, 13) con i Proa-
steioi cosmici di 5, 14. Sia gli allegoristi che i Pe-
rati associano le costellazioni al dramma di caduta
e salvezza, ma il risultato è antitetico. Mentre que-
sti ultimi identificano la costellazione del Drakôn
con il Cristo, gli Aratei la concepiscono come sim-
bolo del male. Il loro sistema è fatalistico e radi-
calmente dualista. Le due costellazioni, del Drago
e di Ophiuchos, il Serpentario, si fronteggiano,
senza che si scorga nei cieli alcuna risoluzione. Co-
munque i tre sistemi riportati nel IV libro rivelano
momenti diversi del mito. Dapprima Adamo/En-
gonasin (47, 5), che ancora obbedisce alla legge co-
smica; quindi le due Orse celesti, simbolo della
prima e seconda creazione adamica; infine il terzo
racconto (49, 1) che vede Perseo identificato al Cri-
sto. In particolare il Drago, come nei Mithraea, sta
in mezzo alle due Orse, impedendo il passaggio
dalla prima alla seconda creazione. Ecco perché il
Drago e Ophiuchos si osservano in cagnesco e Ca-
nis major (Sirio) altro non è che la “coda” dell’Ur- intravede solo un braccio, mentre anch’egli sta
sa minor (da Arato chiamata Kynosura). L’immagi- muovendo un pezzo nero. Entrambi, quindi, di-
ne di Sirio simboleggia quella del Cristo giudice, sputano le sorti delle pedine nere, collocandone la
trionfante al solstizio d’estate. fortuna sulla scacchiera. La presenza, accanto alla
scena, del Vecchio Kronos conferma tale interpre-
La tavola del destino tazione. La parola latina anus, cerchio, è legata eti-
L’altro manufatto in cui la tavola degli scacchi è mologicamente ad annus, anno, quale succedersi
concepita come “tavola dei destini” proviene dalla di mesi e stagioni. Svariati testi ai confini fra lati-
basilica di San Savino a Piacenza. Il pavimento del nità ed ellenismo fanno riferimento alla ruota del-
presbiterio è infatti adornato da un importante l’anno (Sen.  Herc. fur.  178-180; Philostr.  Im.  2,
mosaico a carattere cosmologico di fine XI-inizio 34; Macr. Sat. 1, 21, 13). La figurazione del Tem-
XII secolo. Al centro, all’interno di un doppio cer- po, Ai n o Kronos, all’interno di un cerchio zo-
chio (= mondo) sorretto da un Atlante, si trova un diacale o stagionale è un antico lascito infuso nel-
Vecchio (= Kronos) vestito di tunica e mantello al- l’arte romanica.

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di Carlo Dorofatti II parte di due

I M i s t e r i d e l l a

F e n i c e
Dal Viaggio Astrale
al Viaggio Ultra-Corporeo

L’
esperienza ultracorporea non dovrebbe le alla nostra essenza eterna e divina. Però il meto-
essere solo un’esperienza estemporanea, do in quanto tale va trasceso, perché da metodo
accessibile quando il nostro corpo dor- diventa uno status, uno stato di illuminazione, se
me o si riposa o giace in uno stato di ri- vogliamo usare questa parola. Tutto è contempora-
lassamento profondo, ma dovrebbe essere un neamente presente, noi in tutte le nostre manife-
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aspetto della realtà che man mano si rende eviden- stazioni nel tempo, l’aldilà è qui, l’oltre è qui, tut-
te alla nostra sensibilità, sempre più estesa. Do- ti i piani, tutto quanto è qui, adesso, sempre e
vrebbe corrispondere ad un ampliamento della ovunque. È solo questione di come la manopola
nostra coscienza nella vita ordinaria. Il Buddha, della nostra radio viene girata: noi vibriamo su va-
l’Illuminato, è contemporaneamente presente su rie frequenze, fluttuiamo su varie frequenze, su di-
tutti i piani. Non è che deve dormire o rilassarsi versi mondi eco. Gli argomenti sono tutti collega-
per entrare o passare da un piano all’altro. È con- ti. La meditazione è fondamentale per accostarsi a
temporaneamente presente su tutti i piani ed è questo genere di ricerca: che vi occupiate di astro-
contemporaneamente presente a tutte le sue incar- logia, mantiche, radioestesia, sogni, ipnosi, coun-
nazioni possibili. Ecco perché è consapevole di seling, piuttosto che di magia, canalizzazioni, di
tutte le sue vite: non perché abbia una buona me- qualunque cosa vi state occupando perché sentite
moria, ma perché le sta vivendo contemporanea- che può essere per voi uno stimolo, anche nel
mente, adesso. Per cui ecco che l’esperienza del prendere delle solenni cantonate… va bene, ci sta,
“viaggio astrale” diventa qualcosa che ci allena a re- fa parte del gioco… l’importante è riconoscerlo, al-
cuperare quella più ampia sensibilità riconducibi- lora ecco che la meditazione può essere quello
strumento individuale,
privato, semplice ma in-
tenso, efficace, potente
per riuscire a essere sem-
pre aderenti con il pro-
prio sentire e quindi luci-
di e coerenti con se stessi.
Non esiste una tecnica di
viaggio astrale. Non esiste
un “metodo di viaggio
astrale”, questo è un altro
punto da sfatare. Esiste
una serie di pratiche di vi-
ta e di esercizi, anche mi-
rati, ma che io non voglio
chiamare “esercizi per il
viaggio astrale”. Nel mo-
mento in cui noi ci fissia-
mo sull’idea della tecnica
del viaggio astrale o del
compiere un esercizio per
ottenere il viaggio astrale,

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nella media immediatamente scatta tut-


ta una serie di valvole dentro di noi,
che appartengono alla nostra mente e
ai suoi programmi di difesa, che di so-
lito sabotano l’esperienza. Vuoi perché
siamo molto attaccati all’idea e quindi
a questo che diventa un desiderio trop-
po intenso, ovvero un’aspettativa che
carica la nostra emotività e che richie-
de ai nostri corpi di essere centrati sul-
le sensazioni e coinvolti nella materia-
lità (l’emotività innesca tutti quei pro-
cessi fisiologici legati al sistema ormo-
nale, alla produzione di sostanze e si
attiva tutta una serie di dinamiche psi-
cofisiche che richiedono la nostra pre-
senza nel corpo, proprio perché si stan-
no attivando dei processi psicofisici).
Non appena facciamo “l’esercizio per
il viaggio astrale” e chissà cosa ci aspettiamo che muove perché “sconfinano”. Pensate ai traumi, per-
debba avvenire… siamo lì, tutti attenti e intenti, al- ché un trauma si nasconde nell’inconscio? Perché
tro che rilassati! Si attivano tensioni, aspettative, la mente non è in grado di gestirlo. Ecco, allo stes-
ansie da prestazione, oppure anche quelle inquie- so modo, una mente non preparata a nuove perce-
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tudini, quelle paure profonde… si producono rea- zioni e a nuove esperienze o le rimuove, e questo
zioni fisiche e chimiche in tutto il corpo: siamo te- avviene spesso quando viviamo spontaneamente
nuti quindi a reidentificarci pienamente nel corpo certe esperienze, oppure le trasforma, le codifica, le
e, reidentificandoci in esso, abbiamo paura di per- interpreta, facendo quello che può, tentando una
derlo; quindi sono pronte a scattare valvole che di- qualche proiezione possibile. Pertanto una certa
fendono la nostra identificazione nel corpo e nel esperienza eventualmente anche autentica verrà
mentale inferiore. Non appena ci mettiamo lì con poi tradotta nel linguaggio del sogno, del simbolo,
la fissazione di fare un viaggio astrale o di fare un con immagini che sono alla mente più familiari,
esercizio con l’obiettivo di sdoppiarci, non succe- viene cioè ricondotta ad una sensibilità più ordina-
de niente: ci auto-sabotiamo, abbiamo paura… e ria e mascherata con immagini in qualche modo
non appena succede qualcosa di strano, si blocca gestibili o anche semplicemente riconoscibili in
tutto. È proprio un difetto da ansia di prestazione. base all’esperienza pregressa o ad un certo immagi-
Oppure accadono strani effetti, strane esperienze nario riconducibile ai sistemi di credenza. La com-
che non sapremo interpretare in maniera lucida e pleta padronanza del fenomeno del “viaggio ultra-
che spesso ci spaventano, o che comunque non ci corporeo” corrisponde ad un allargamento senso-
portano da nessuna parte. Insomma, non partiamo riale e della propria coscienza: si è svegli e presen-
dall’idea della tecnica del viaggio astrale. Partiamo ti in maniera allargata su di una realtà estesa e allo-
piuttosto da un approccio indiretto, giochiamo di ra tutte queste conoscenze, ipotesi, concezioni di
sponda, ovvero parliamo piuttosto di uno stile di cui parliamo e fantastichiamo, possono essere par-
vita, di pratiche di vita, di esercizi che possono es- te della propria esperienza reale.
sere di meditazione, di rilassamento, di allinea-
mento, anche di stimolazione di alcuni nostri cen-
tri precisi riferibili a determinate facoltà, ricondu- Chi è Carlo Dorofattii
cibili ad una certa sensibilità più sottile che noi Carlo Dorofatti è un filosofo e
dobbiamo recuperare. Tra l’altro, se cambiamo sta- un ricercatore dello spirito. Per
zione radio dobbiamo avere le orecchie per ascol- lui la spiritualità non è qualcosa
tarne al musica, per cui, attenzione, può anche ri- di meramente trascendente, ma
sultare prematuro stimolare certe dinamiche, lavo- è indissolubilmente riflessa nel-
rando su certi centri di potere, quando non abbia- l’esperienza della vita e nella
mo poi i sensi per gestire quello che accade, per ve- qualità delle relazioni. Scrittore,
dere veramente dove stiamo andando, ma soprat- insegnante di meditazione e di
tutto quando non abbiamo la mente preparata ad discipline spirituali, tiene nume-
ammettere una nuova percezione possibile, una rose conferenze e seminari pratici di approfondimento, soprat-
nuova realtà. Una mente non preparata, che non è tutto attraverso l’attività dell’Associazione Culturale Accademia
in grado di ammettere nuove percezioni, nuove ACOS, da lui fondata. www.accademiaacos.it Per domande al-
esperienze, che cosa fa? Nella migliore delle ipote- l’autore potete scrivere a info@carlodorofatti.com
si le esclude dal suo campo di possibilità, le ri-

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ESOTERISMO E SIMBOLOGIA
di Mike Plato - I parte di II

True
Detective
La prima stagione della serie televisiva True Detective ha affascinato il pubblico di quest'an-
no, tanto quello che non mastica esoterismo, quanto soprattutto gli appassionati di cospi-
razionismo e del simbolismo occulto ad esso legato. Trattasi di un piccolo gioiello colmo di
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rivelazioni specifiche al simbolismo religioso, nonché di numerosi riferimenti filosofici forni-
ti dal detective protagonista Rust Cohle (interpretato da Matthew McConaughey). In que-
sta analisi in due parti vedremo di tirare fuori il pieno significato occulto della prima stagio-
ne, con un occhio alle fonti ispiratrici dello sceneggiatore rivelazione Nic Pizzolatto

L
a storia è nota ai più. Le vite dei
detective Rust Cohle e Marty
Hart si intrecciano inesorabil-
mente nella lunga caccia a un pre-
sunto singolo serial killer in Louisiana,
indagine durata diciassette anni. Attra-
verso archi temporali diversi, vengono
raccontate le vite e le indagini dei due
detective, dal 1995 al 2012, anno in cui
il caso viene riaperto, dopo che si cre-
deva chiuso per cattura e uccisione dei
presunti omicidi seriali. I due sono
profondamente diversi tra loro, sotto un
certo aspetto opposti più che comple-
mentari, quindi apparentemente mal as-
sortiti. Rust, indiscutibilmente l’eroe
della serie, è profondo, filosofico, isola-
to, divora manuali di psicologia crimi-
nale e testi spirituali induisti in un ap-
partamento così scarno di mobilia da
sembrare zen. Rust osserva i dettagli an- tore mettendolo spalle al muro, forte
che più irrilevanti, ha sguardo indagato- delle sue conoscenze di tecniche di psi-
re, cerca di penetrare la psicologia di cologia. Fin dalla scoperta del cadavere
chiunque, non si fida di nessuno, pren- di Dora Lange, trovata in ginocchio a
de appunti in modo maniacale su un mani legate a mo’ di preghiera, ai piedi
quadernone alquanto vistoso (per que- di un albero, con corna di cervo sulla te-
sto viene battezzato l’Esattore), è irrive- sta e un misterioso sigillo spiraloide di-
rente, è ipercritico verso la società, è un pinto sulla schiena, Rust comprende In apertura,
campione dell’interrogatorio perché sa che non è il solito omicidio. Lenta- illustrazione di Joshua Budich,
far crollare psicologicamente l’interlocu- mente intuisce anche che non si tratta ispirata alla serie True Detective.
In alto, i due protagonisti secon-
do un’interpretazione artistica.
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TRUE DETECTIVE

tabili altolocati. Ciò è vero a tal


punto che l’altro maniaco, che
verrà trovato e ucciso, è evidente
non possa essere la mente della
setta, il misterioso Yellow King
(Re Giallo), essendo un mero roz-
zo psicopatico. Il collega Marty è
quello che definiremmo un ma-
schio ilico. Modi spicci, non una
grande cultura (apparentemente),
fedifrago nei confronti della mo-
glie (ripetutamente tradita) e so-
prattutto completamente estraneo
al mondo mentale non banale del
collega Rust. A tal punto da invi-
tarlo spesso a chiudere la bocca e
ad evitare di esprimere pensieri
che egli non comprende. Gli dice
In alto, di un solo omicida, ma che c’è tut- nel campo “astrale”. Non ha più persino “un uomo senza famiglia
scena con il to un sistema rituale e di conni- moglie, la figlia è morta in un in- non è cosa buona”. Tanto solitario
cadavere di venze ben ramificato (come le cor- cidente e il dolore lo spinge a non Rust quanto falsamente socievole
Dora Lange na di cervo sulla testa di Dora Lan- trovare più conforto nella religio- Marty. Quando i due trovano Reg-
trovato dai ge) nel tessuto sociale dello stato ne. Rust inizia a vedere il mondo gie Ledoux e scoprono due bam-
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due detecti- della Louisiana, la cui aria eterico- attraverso la fisica pura, negando bini rapiti e intrappolati nella loro
ve in posi- egregorica pesante Rust chiama l'importanza della religione in un abitazione isolata, pronti per un
zione oran- “psicosfera che odora di alluminio mondo grigio pieno di morte e nuovo sacrificio, Marty va in colle-
te e con e cenere”. In sostanza, l’omicidio dolore. Inizia a detestare la ricerca ra e fa giustizia da solo, freddando
corna di di Dora Lange è solo un aspetto catartica da parte della gente al fi- Ledoux e impedendo di fatto che
cervo sulla delle attività sacrificali della setta, ne di una vita migliore attraverso lo stesso omicida possa essere tor-
testa. la quale punta soprattutto a sacri- la religione e Dio. Eppure sussiste chiato dal collega e confessare tut-
In basso, ficare bambini (dopo averli rapiti) un fondo di misticismo nella vi- to sulla setta. Di fatto, le indagini
scena del a potenze demoniache. Rust pre- sione apparentemente atea di Ru- si chiudono lì. La Polizia è soddi-
telefilm con cedentemente a quell’incarico la- st, che cerca di capire il dolore del sfatta e il caso sembra archiviato.
graffiti rea- vorava all’antinarcotici, si è infiltra- cosmo, della natura e il posto del- Ma anni dopo gli omicidi seriali
lizzati dalla to spesso in bande di spacciatori e, l’uomo. Nel corso del tempo di- riprenderanno imperterriti. Nel
setta del Re per farlo, ha dovuto imparare a viene un forte bevitore di birra, 2002 Rust rassegna le dimissioni
Giallo. sniffare coca. Le conseguenze so- nonché fumatore incallito: il pes- dalla Polizia per incomprensioni
no state pesanti e Rust spesso ha simismo e la disillusione prendo- con Marty e, ormai consapevole
visioni improvvise che non è chia- no il sopravvento, finché Rust do- che persino la Polizia non fosse in-
ro, all’inizio, se siano allucinazioni po molti anni non ricoinvolge l’ex teressata a scoprire la verità sul
della sua mente o veri e propri collega Marty, confessandogli di Culto e sulle sue ramificazioni, so-
squarci visivi nella cosiddetta “psi- aver trovato le prove che il vecchio spettando qualche infiltrato della
cosfera”. Solo nel finale si com- assassino che Marty aveva ucciso Setta del Re Giallo persino al di-
prende che Rust aveva acquisito la non era il solo e che il culto sata- stretto. Continuerà le indagini da
capacità di vedere ad intermittenza nico coinvolgeva diversi insospet- solo e in privato, perché per lui or-
mai trovare il Re Giallo e bloccare
le attività della Setta, nefaste per i
bambini rapiti e sacrificati, è una
questione di vita o di morte, in ri-
cordo della figlia persa e per un’e-
tica di giustizia che sembra perva-
dere molto più Rust che Marty.
Sempre nel 2002 Marty lascerà la
Polizia per il divorzio dalla moglie
e diventerà un investigatore privato.
I fatti terminali della serie avven-
gono nel 2012, allorché i due, tor-
chiati separatamente da due inve-
stigatori che indagano su nuovi
omicidi seriali a sfondo rituale-sa-

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ESOTERISMO E SIMBOLOGIA
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tanico, decideranno di mettere da parte le ruggini e consapevole. La catena del comando (militare o poli-
trovare il responsabile delle nuove morti. ziesco) non si pone mai problemi etici e gli ordini
non vengono discussi. Accadde lo stesso in una Ger-
Potenze astrali e degenerazione spirituale mania hitleriana, la cui psiche collettiva (la psicosfera
La sigla di apertura mette immediatamente sul piatto di Rust) era completamente dominata dalle potenze
la forte dose di simbolismo con cui lo spettatore avrà arcontiche e in cui tutti eseguivano ordini, dall’alto al
a che fare lungo la serie, per decifrarne il significato basso, senza porsi alcun problema su cosa stessero
oscuro nel suo complesso. Vediamo immagini chia- davvero facendo. Omicidi rituali a sfondo arcontico
ve come il revival evangelico nei boschi, le spogliarel- in True Detective, omicidi di massa in Germania da
liste, l'albero emblematico ai cui piedi il cadavere è ge- parte dei Nazisti come forma di sacrificio di una qua-
nuflesso, l’ambiente circostante, un occhio nero. Il si intera nazione ebraica alle Potenze Astrali. La filo-
senso profondo della serie non è il conflitto tra Rust sofa Hanna Arendt definì la follia nazista “banalità In alto,
e Marty, o i rituali satanici d'élite, ma ancor più l'im- del male” in un noto omonimo saggio, ma il Male as- frame tratto
patto della degenerazione spirituale che si è verifica- soluto non è mai banale e ha le sue ragioni e i suoi dalla sigla di
to nel corso di appena 17 anni, dal 1995 al 2012. In fini. True Detective è dunque una fotografia della de- apertura.
altre parole, True Detective descrive l'effetto spiritua- generazione sociale in senso demoniaco (non solo In basso,
le che le potenze infernali hanno portato in soli 20 americana, ma ormai planetaria), che appare ancora scena in cui
anni, conducendo la società americana nel suo com- più cruda nel contrasto evidente tra ciò che sembra Cohle diventa
plesso ad un massiccio declino della moralità, ac- una grottesca egregora arcontico-gotica, governata da consapevole
compagnato da un materialismo sfrenato e da una un’antica linea di sangue (i Tuttle, che sono le vere di- della manipola-
certa qual “arconticità” che si è insinuata in tutti gli vinità della potente Chiesa Evangelica) e la cosiddet- zione religiosa.
strati sociali. Sintomatico è l’episodio in cui Rust e
Marty rapiscono su una barca Steve Geraci, un ex col-
lega poliziotto - che loro sospettano essere implicato
indirettamente nelle vicende degli omicidi seriali di
bambini a sfondo rituale - che confessa loro le me-
desime cose confessate dai gerarchi nazisti durante i
processi di Norimberga: «sapete come funziona, è la
catena del comando, se un superiore mi dice di fare
certe cose, non mi faccio domande ed eseguo. Non
posso insubordinarmi». Ai processi di Norimberga,
tutti i gerarchi sostennero di aver sempre ricevuto or-
dini direttamente da Hitler e non potevano esimersi
dal non obbedire. Ergo, tutto l’impianto difensivo
puntava a colpevolizzare il solo Hitler, laddove c’era
un concerto di intelligenze gerarchiche, ognuna in-
daffarata in settori e operazioni specifici, quindi ben

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TRUE DETECTIVE

simbolo animico), la corona del


dominio del Male sulle anime
(rappresentate dalle prostituite uc-
cise ritualmente). Ecco perché esi-
ste il true detective, il vero cercato-
re, colui che unico può sopportare
il peso della verità devastante, sem-
pre guardarla in faccia, riposarsi di
palpebre stanche ma perennemen-
te sveglie, conoscere a menadito
che il mostro, che non è umano e
che agisce da una dimensione di
coscienza “altra”, colpirà sempre. Il
Vero Cercatore sa che, più si stana-
no ed eliminano i veicoli umani di
quel Male, più quel Male cresce,
In alto, ta famiglia "normale" tipicamente vicenda, mostra la sua condizione perché i veicoli non sono altro che
Rust all’in- americana di Marty Hart, non del aliena sia rispetto al collega che al- le teste sempre ricrescenti di un
terno della tutto estranea alla ritualità del Ma- l’intero ambiente. Rust sostiene Dragone quasi invincibile. Il senso
chiesa in cui le. All'inizio della serie, vediamo il che la gente è solo un gran muc- esoterico di True detective, ovvero
si celebrano cadavere di una ragazza orrida- chio di spazzatura vagante, che po- la guerra contro il Male Assoluto
i riti mente violentato, prostrato in pre- trebbe vivere sulla fottuta Luna  e compiuta dall’eroe Rust, l’unico
della setta. ghiera davanti a un albero (che po- “sapere” che il mondo, quello vero, che ha il coraggio di digerire la ve-
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In basso, trebbe simboleggiare l’Eva crocifis-
scena della sa all’Albero della conoscenza del
visione bene e del male), con una corona
astrale di di corna di cervo e marchiata con
Cohle. un simbolo spiraloide. Il detective
Rust Cohle è immediatamente
consapevole delle connotazioni ri-
tuali dell'uccisione, sottolineando
la natura "meta-psicotica" del cri-
mine. Egli comprende che l’intero
corredo simbolico non ha nulla di
casuale e che non poteva essere evi-
tato dai responsabili dell’omicidio,
in quanto presupposto essenziale
e marchio inesorabile del rito stes-
so. Rust lo intuisce subito, il suo è
un ruolo da profeta/sacerdote,
avendo egli stesso saggiato e vissu-
to l’oscurità a causa del suo lavoro
di infiltrazione nell’anti-droga, non esiste. Invece sa ma preferisce rità che soggiace al mondo (la
nonché per la perdita di sua figlia, non vedere, tutti scelgono di chiu- Louisiana è il simbolo dell’intero
che lo ha fatto piombare nella sua dere gli occhi. Ogni sfera sociale macrocosmo dominato dal male),
personale oscurità. Rust compren- descritta dalla serie sembra conta- ricorda ciò che Tolkien suggeriva
de subito che quello non è il pri- minata da un morbo silenzioso, attraverso il Signore degli Anelli: la
mo delitto della serie e non sarà non bene identificabile. C’è di presenza del Male che gioca la sua
l’ultimo. Egli sa che la catena degli mezzo la politica? Forse. Sono partita nell’invisibilità più totale e
omicidi rituali potrebbe essere po- coinvolte alte cariche della chiesa domina le menti umane da un re-
tenzialmente infinita, costringen- evangelista? Probabilmente. Chi è gno che in True Detective è de-
dolo ad un atteggiamento diverso il famoso  Re Giallo? La serie si nominato Psicosfera, che altro non
dal collega e dal suo dipartimento, chiude e non ci svela l’arcano. In è che l’inconscio individuale e col-
che puntano a far esaurire il caso realtà è inutile svelarcelo: il Male è lettivo junghiano, ove sono anni-
in se stesso. nel mondo intero, ramificato co- dati i famigerati Arconti. Non dice
me le corna di cervo di Dora Lan- 1 Giovanni 5:19 che «tutto il
La psicosfera ge, che rappresentano qui, nel clas- mondo giace sotto il potere del
Nel primo dialogo in auto, un Ru- sico appropriarsi da parte del Ma- maligno»? Rust non è cristiano,
st perennemente serioso se non le dei simboli del Bene (il cervo è ma ha un crocifisso in casa sua.
corrucciato per l’intero arco della un simbolo cristico e la cerva un Lui dice di aver meditato a lungo

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ESOTERISMO E SIMBOLOGIA

In alto,
figurine co-
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sulla scena del Getsemani, il momento in cui Cristo l’esperienza sensoriale e dei sentimenti, programma- struite con lat-
si prepara ad affrontare da solo il Male cosmico. E lui, to con la totale sicurezza che siamo qualcuno, quan- tine di birra da
istintivamente e senza manifestarlo palesemente, si do in realtà tutti noi non siamo nessuno. Per Rust, Rust, allusive
identifica col Cristo cercatore e col Cristo che decide che sembra mutuare questo pensiero dalla filosofia alla setta.
di conoscere il Male e di affrontarlo, nonché col Cri- gnostica, la cosa giusta da fare per la specie sia nega- In basso,
sto sofferente. Non è un caso che il suo nome sia C. re quello per cui siamo stati programmati: smettere di nel finale il de-
Rust (Cohle Rust). Non è un caso che nel finale, il riprodurci, andare incontro lentamente all’estinzione. tective ferito
maniaco ritualista inviti Rust ad affrontarlo nella sel- Un’ultima notte insieme come fratelli e sorelle e poi come Cristo.
va oscura di Carcosa (come Cristo che discende agli
inferi), definendolo “little priest - piccolo sacerdote”,
come Gesù era sacerdote in eterno al modo di Melki-
zedek (Lettera agli Ebrei). Se non è Cristo (ma nel
suo senso esoterico lo è), è comunque un crociato,
un monaco-guerriero senza famiglia, senza padre,
senza madre e senza genealogia (appunto un Melki-
zedek), che tenta di stanare e combattere il Male, con-
tro tutto e contro tutti. Capirà infatti nel 2002 che
non potrà combattere questa battaglia nel sistema,
ma solo fuori dal sistema, e lascerà la Polizia per ac-
quisire il più confacente status di Spirito Libero e
quindi di “Vero Detective”. In quel fulminante dialo-
go in auto, che mette in scena il contrasto cosmico
fra la razza pneumatica di Rust (vero detective) e quel-
la ilica-animalesca di Marty (detective profano), in cui
ciascuno di noi si può riflettere a seconda della pro-
pria natura, Rust sciorina l’intera sua visione filosofi-
co-realistico-pessimistica sull’uomo e sulla Natura: chiamarci fuori da questo mondo così ingiusto. L’ili-
che il mondo è un unico ghetto, un mucchio di co Marty, dotato solo di una pseudo-fede cieca in
spazzatura vagante; che la coscienza umana è stata Dio, dal basso del suo stato di coscienza non può
un tragico errore dell’evoluzione; che siamo diventa- che rispondergli che sarebbe meglio non andare in
ti troppo consapevoli di noi stessi; che la natura ha giro a dire queste stronzate. Giunge persino a sugge-
creato un proprio aspetto che è diventato indipen- rirgli, da buon ilico qual è, di usare il suo tempo li-
dente da essa (qui leggi DIO al posto di Natura); che bero per fare altre cose, come trovarsi una donna e ac-
siamo creature che non dovrebbero esistere, secondo casarsi, o anche semplicemente ricorrere al sesso oc-
la legge naturale (divina); che siamo dei semplici og- casionale. Un Marty non può concepire la natura
getti che si affannano inseguendo l’illusione di avere psichica-pneumatica di Rust, come Rust non può
una personalità; che c’è stato un accrescimento del- accettare la per lui ben nota natura ilica di Marty. Ru-

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TRUE DETECTIVE

In alto,
i due prota-
gonisti nella
scena del-
l’uccisione di
Reggie
Ledoux.
In basso,
intrecci di ra-
mi simbolici
realizzati dai
membri
della setta.
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st dice di sentirsi un testimone, un parallelismo nel film Seven, tempo non sarebbe una linea retta
uno che porta testimonianza alla che per molti versi ricorda True marcata da un inizio e da una fine,
Verità che egli insegue (come Gio- detective? «Che assurde e ridicole ma un cerchio in cui la fine coin-
vanni Battista era testimone della marionette siamo, sgambettanti cide con l’inizio. Spesso ritrovia-
Verità cristica). Dicendo il vero, af- su un volgare palcoscenico. Ci di- mo certi personaggi visti in prece-
ferma che l’essere il Testimone è letta soltanto ballare, scopare, denza, dove i vecchi casi cercano
proprio quello per cui è stato pro- senza pensieri, ignorando quel- di essere riaperti (sia nel 2012, dai
grammato. E gli manca il coraggio lo che siamo: niente». È vero due detective di colore, che nel
di suicidarsi, idea che lo solletica che siamo niente, ma è anche ve- 2002, da Rust) e dove i personag-
in forza del suo pessimismo incu- ro, come mostrò Blaise Pascal, gi tornano a commettere gli stessi
rabile (che tuttavia egli stesso defi- che siamo molto più di quel che errori in un circolo chiuso. L’inte-
nisce realismo). Come non trovare sembriamo: un tutto e un nien- ra serie, avendo un finale assoluta-
te, un paradosso vivente, la sede mente aperto, ci costringe a reini-
elettiva dei paradossi. In questo, ziare da capo e rivederla per se-
la filosofia nichilista di Rust ri- guire le piste e i dettagli lasciati dal
corda quella di Emile Cioran. regista (forse anche ispirato), per
intuire chi sia davvero il misterio-
La spirale so Re Giallo. Gli autori non han-
e la circolarità del tempo no cercato di costruire un labirin-
Un tema archetipale affrontato da to di informazioni lungo otto
Rust è la circolarità del tempo. Il puntate per poi semplicemente

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ESOTERISMO E SIMBOLOGIA

In pagina,
frame della
sigla di
apertura.

condurre i personaggi, e noi con loro, alla scoperta senza mai porvi rimedio. Il motivo sta nel fatto che
del colpevole, ma ci hanno volutamente tenuti all’a- proprio quelle potenze celesti, adombrate nella serie,
perto, in una nebbia sottile, facendoci attraversare le rinserrano le anime nei corpi, privandole della me-
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rovine più oscure dell’animo umano e del subcon- moria degli errori di cicli precedenti e ottenendo lo
scio universale. L’eterno ritorno è forse il tema esote- scopo di impedire che esse si redimano. Se il chi-
rico soggiacente all’intera trama degli eventi. Esso ca- rurgo non sa dove operare, opererà alla cieca, ri-
ratterizza tutte le  ontologie circolari, come schiando di moltiplicare i danni. Resta fermo che
quella stoica, per cui l'universo rinasce e rimuore in l’Eterno Ritorno in cui crede Rust è molto più nietz-
base a cicli temporali fissati e necessari, ripetendo schiano che buddhista. E pare crederci anche lo sce-
eternamente un certo corso e rimanendo sempre se neggiatore, che mette in scena i protagonisti con tut-
stesso. È uno dei capisaldi della filosofia di Nietz- to il loro bagaglio di errori ripetitivi. L' "eterno ritor-
sche che, nei Frammenti Postumi, sostiene: «ogni no" dell'uguale è visto qui come una trappola statica
evento che possiamo vivere, l'abbiamo già vissuto in- alla quale è sottoposto il destino umano, che nel suo
finite volte nel passato e lo vivremo infinite volte nel movimento apparente tra passato, presente e futuro, è
futuro. La nostra stessa vita è già accaduta e in que- necessariamente immobilizzato dalle "scorie indige-
sto modo perde di senso ogni visione  escatologica ste" della propria storia personale, dal proprio sub-
della vita». In Così parlò Zarathustra, Nietzsche mo- strato psichico, che rallenta e alla fine impedisce ogni
stra come il comprendere questo punto sia fonda- progresso o cambiamento.
mentale nel processo di crescita spirituale che porta Tagliare col passato, per sempre e continuativamente,
all'Oltreuomo. La caratteristica fondamentale del- generare da sé un uomo nuovo che rompe con gli
l'Oltreuomo sta proprio nella sua capacità di non schemi abituali, vuol dire rompere il circolo perpe-
pensare più in termini di passato e futuro, di princi- tuo che vizia il destino dell'uomo. Rompere il cer-
pi da rispettare e scopi da raggiungere, ma vivere "qui chio dell'"eterno ritorno" significa aprirsi la via ad un
e ora" nell'attimo presente. Ma al di là della spiega- nuovo tempo rettilineo, proiettato verso l'infinito e in-
zione scientifico-essoterica  che Nietzsche dà dell'e- finitamente diverso da sé, in costante cambiamento.
terno ritorno, ce ne era una esoterica. Conscio del su- Forse è quello che tenta di fare Rust nella catarsi fi-
premo valore che l'uomo attribuisce a ciò che non di- nale, allorché prima uccide quello che lui definisce
viene (l'essere dei filosofi o il Dio dei popoli) e la cui «il mostro che ci attende alla fine del sogno»; e
negazione porta al nichilismo, volle creare una nuo- poi quando attraversa una doppia oscurità; da cui
va fede adatta all'Oltre Uomo. «Imprimere al diveni- ne emerge consapevole che, nel vedere le stelle in
re il carattere dell'essere, è questa la suprema volontà cielo e sapendo che una volta era tutta oscurità, la
di potenza. Che tutto ritorni, è l'estremo  avvicina- luce sta vincendo. Scrisse il filosofo francese Gu-
mento del mondo del divenire a quello dell'essere: stave Thibon che: «l'inferno è ripetizione». Ma i
culmine della contemplazione». In realtà, per quel latini dicevano: repetita juvant. E forse un motivo
che mi concerne, il vero e più profondo concetto di per la ripetizione infernale c’è, se ciò è propedeu-
Eterno Ritorno non è quello nietzschiano, ma quel- tico al trionfo della luce.
lo dominato dal karma e dalla reincarnazione. Noi
non faremo sempre la stessa vita ma rischiamo, a cau- (Nella seconda e ultima parte i riferimenti saggistici
sa del karma e della reincarnazione, di commettere e fumettistici che hanno ispirato Pizzolatto e True
gli stessi errori senza mai comprendere la lezione e Detective).

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di Antonio Bonifacio

Intersezioni tra Cielo e Terra


Il fenomeno delle sfere di luce, argomento dell’ultimo libro di Andrew Collins pubblicato dalla
XPublishing, Lightquest, si concentra in particolari luoghi del mondo con una storia di ierofania
già da epoca antica, forse dei portali che collegano la nostra dimensione con quella di intelligenze
superiori
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L
a recente pubblicazione del libro di An- siti a più alta concentrazione di reperti megalitici. La
drew Collins Lightquest (XPublishing, presenza di questi enigmatici eventi è testimoniata,
2014), che sviluppa ulteriormente alcune oltre che nell’attualità, da cronache e leggende risa-
delle argomentazioni presenti nel testo di lenti a diversi secoli fa (se non addirittura millenni).
Graham Hancock Sciamani, ci ha indotto a propor- Il filo rosso che unisce accadimenti tanto lontani nel
re alcune considerazioni personali sul tema. Esse trag- tempo all’attualità risiede nella costanza dei luoghi,
gono spunto dai fatti narrati dai due autori e dalle fe- dove quanto si narrerà appena in avanti si verifica: in
nomenologie da loro descritte e li sviluppano in un sintesi il medesimo territorio costituisce un brodo di
ambito di vedute che potremmo definire d’ordine più coltura di eventi insoliti, ormai stratificatisi nei seco-
“sottile” o, addirittura, spirituale. Le lightquest (luci li, la cui origine e natura appare complessivamente in-
anomale) sono delle caratteristiche formazioni lumi- spiegabile.
nose a carattere prevalentemente globulare e sono
considerate espressioni di un ordine di fenomeni po- Il tempo distorto
co conosciuti nel mondo fisico, riferendosi a eventi Ciò ha indotto a ritenere che la causa, o almeno la
di natura “plasmatica”. Esse compaiono nei cieli di concausa, di fenomenologie tanto straordinarie risie-
diverse parti del mondo con una spiccata preferenza desse nella peculiare morfologia del territorio e, più
per l’Inghilterra meridionale e specificamente in quei precisamente, nella possibile combinazione tra “ener-
gie” scaturenti dalla specifica costi-
tuzione minerale del suolo o, me-
glio, del sottosuolo, che si incrocia
con peculiari condizioni atmosferi-
che, generandosi così tali interferen-
ze “plasmatiche”. Si tratta in fondo
di una particolare estrinsecazione di
quella disciplina definita geobiolo-
gia, che a propria volta ha nel feng
schui d’origine cinese la propria ori-
gine. Questa scienza sacra studia la
dinamica delle forze telluriche (il
drago) e di quelle cosmiche (la tigre),
per trovare luoghi in cui l’equilibrio
di entrambe consenta all’uomo di
armonizzare la propria presenza e la
propria opera all’ambiente (ma ciò è

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In alto,
una fata se-
condo l’ar-
tista Atkin-
son Grim-
shaw.
In basso,
il direttore
Adriano
Forgione
vicino a
una sfera
di luce al-
l’interno di
un cerchio
nel grano.
Nella pagi-
na prece-
dente,
analisi di
sfere di lu-
ce a grap-
polo foto-
grafate nei
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pressi di
Vigevano.
da considerare comunque una disciplina universa- la sua liberazione. Non dimentichiamo le connes-
le anche se altrimenti denominata). Per quanto ri- sioni al femminile: il Graal è un contenitore asso-
guarda la dinamica degli eventi si dirà, molto strin- ciato all’utero vergine di Maria, come del resto lo
gatamente, che tra gli effetti che si osservano nei Spirito Santo, datore di alimento sovrasostanziale
soggetti occasionalmente coinvolti dall’incontro da sempre connesso al Luminoso, è nel cristiane-
con queste luci globulari il più eclatante è costi- simo celtico figura femminile. Quando l’apostolo
tuito da un’incomprensibile deformazione della uscirà, si renderà conto d’essere stato ristretto per
percezione temporale. Infatti, pochi minuti tra-
scorsi nella diretta prossimità di una Lighquest cor-
rispondono a ore del tempo “ordinario”. Ciò è in
perfetta corrispondenza con il folklore del mondo
nordico, dove esistono molteplici tradizioni leg-
gendarie relative ai cosiddetti “cerchi di fate” se-
gnalati da insoliti fenomeni luminosi. In queste
leggende, molto popolari e sedimentate tenace-
mente nel folklore locale, si narra come le fate,
componenti del piccolo popolo, invitino, all’occa-
sione, solitari passanti a unirsi a loro in allegria. A
loro volta, costoro, contagiati dalla vivace simpatia
dell’insolita brigata e sedotti dalla grazia delle pic-
cole maliarde, trascorrevano con esse appena un
giorno o due. Però, una volta tornati alla vita nor-
male si accorgevano, con sgomento e dolore, di es-
sere stati catapultati in un mondo ormai a loro
estraneo. Qui apprendevano di essere sopravvissuti
ai loro stessi figli morti da tempo di decrepitezza.
Abbiamo parlato di folklore ma adesso, “salendo di
tono”, possiamo fare riferimento anche al racconto
graalico di Robert le Boron che narra della prigio-
nia di Giuseppe di Arimatea in una torre. In sinte-
si Giuseppe viene incarcerato in una torre mentre
ha con sé il Graal. È costretto per ben 40 anni, che
però a Giuseppe di Arimatea sembreranno tre gior-
ni, illuminato e nutrito dalla luce soprannaturale
promanante dalla sacra coppa fino al momento del-

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Le fate, infatti, sebbene non rapi-


scano forzatamente, certamente
trascinano come sirene l’incauto
e, affascinandolo irresistibilmen-
te con la loro malìa, lo conduco-
no in un “non dove” spaziale e
temporale. Collins immagina
che esista un universo anteceden-
te al nostro, in cui la vita non è
basata sul carbonio ma sul pla-
sma e che questo universo e il
nostro siano congiunti in luoghi
specifici. Qui, proprio in virtù
della speciale morfologia, si può
aprire un “varco” che permette di
ben 40 anni invece dei tre giorni ma ricevuto. Ciò induce a ritene- connettere la nostra sfera biologi-
da lui percepiti. re che le “vittime” siano in per- ca a quella plasmatica. Essa sa-
In alto, fetta buona fede. Per Andrew rebbe abitata da singolari esseri
alieno del film Parallelismi Collins, la spiegazione di questa di luce, che rivelano le loro fat-
Incontri ravvici- La fenomenologia degli eventi singolarità non può conchiuder- tezze in base alle aspettative sto-
nati del accaduti in epoca moderna e si in ambito strettamente ufologi- riche del loro occasionale scruta-
terzo tipo. contemporanea e il grande svi- co, immaginando cioè fisici og- tore. È così, oppure a questa pro-
In basso e nel- luppo dell’ufologia dopo gli an- getti celesti discesi sulla Terra, posta interpretativa se ne posso-
la pagina se- ni ’50 hanno indotto molti ricer- condotti da alieni dotati di intel- no associare altre che ne ampli-
guente, catori ad attribuire la comparsa letto vasto e spietato e risoluti a no la portata?
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sfere di luce di queste luci enigmatiche e la far man bassa di corpi terrestri, al
di Hessdalen, correlativa deformazione tempo- fine di ottenere forzatamente no- Fatima,
in Norvegia. rale, che sovente ne consegue, a zioni (e a volte porzioni) anato- la donna vestita di Sole
un incontro del “terzo tipo”. La miche e fisiologiche della costi- Il poeta portoghese Alfonso Lo-
causa sarebbe da individuarsi tuzione umana. Ci si domanda: pez de Viera era attento ai propri
quindi nella presenza di visitato- perché ciò avviene negli stessi affari all’interno della sua casa
ri provenienti da altri pianeti. Le luoghi? Perché, inoltre, questi ubicata a circa 40 Km da Fatima,
testimonianze delle persone vitti-
me del fenomeno sono piuttosto
uniformi e coincidenti. Costoro,
infatti, sostengono di essere state
trattenute, se non addirittura ra-
pite, all’interno di strutture spa-
ziali aliene. Qui, secondo i loro
racconti, sarebbero state sottopo-
ste da impassibili piccoli uomini
grigi d’aspetto vagamente inset-
tiforme, a tormentose indagini
corporali, aventi aspetti assai
prossimi a quelli delle torture
proprie dell’orizzonte iniziatico
sciamanico. Ulteriore suffragio
alla veridicità di questi eventi è
stata conferita dal fatto che le
persone addotte, spesso, hanno
rinarrato la loro vicenda e la sof-
ferenza che ad esse si accompa-
gnava in stato di ipnosi regressiva,
avendo pressoché abolito il ricor-
do cosciente degli eventi. È bene
precisare che in questi soggetti
l’evento drammatico di cui sono luoghi sono oggetto di tradizioni nel villaggio di San Pedro de
stati protagonisti rappresenta una millenarie in cui l’aspetto degli Moel, quando, nel pomeriggio
“enclave” mentale; infatti, esse “alieni” (dagli omini grigi di oggi, del giorno 13 ottobre 1917, la
erano reputate sane di mente pri- al piccolo popolo festoso di ieri, sua attenzione fu attirata da una
ma di subire l’abuso e lo sono ri- ad esempio) cambia ma non mu- luce innaturale che penetrava
maste dopo, nonostante il trau- ta la dinamica delle loro azioni? dalla finestra. Attratto irresistibil-

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mente dall’insolito evento guardò fuori e così assi- della storia cristiana insieme alla Riforma, ebbe
stette al fenomeno del sole rotante. Questo era lo un’esperienza eclatante di cui qui si riportano i
straordinario miracolo promesso dalla Vergine ai tratti essenziali: «Il sole mi si presentò come un
pastorelli, che naturalmente sgomentò le circa set- globo ingiallito, circondato da un alone luminoso
tantamila persone che erano accorse già dall’alba a che, nel frattempo, non mi impediva di fissare il
Cova da Iria in una giornata particolarmente pio- sole con tutta naturalezza… Il globo opaco si muo-
vosa. A Fatima cogliamo il dato più clamoroso e in- veva con leggerezza… Lo stesso fenomeno si ripeté
controverso della manifestazione di luci e del loro il giorno seguente, 31 ottobre, come anche il 1 no-
comportamento apparentemente bizzarro. Fatima, vembre, giorno della definizione e infine nell’otta-
del resto, è un toponimo singolare ed è connesso va della solennità, il giorno 8 dello stesso mese».
inequivocabilmente al fenomeno fotico luminoso La Vergine, a seguito della formulazione di quel
per altre vie. Questo è, infatti, anche il nome della dogma, deve essere considerata dal fedele cattolico
figlia del Profeta che, secondo l’esoterismo islami- come assunta in cielo “corpo e anima”, quasi a
co, sostanzia uno dei quattordici elementi che comporre così quella quaternità junghiana che si è
compongono quella compagine spirituale definita infine completata con l’assunzione sofianica della
dei quattordici Immacolati (Il Profeta, la figlia Fati- teofania terrestre della “donna” Maria.
ma - la Splendente - e i dodici Imam). Quest’uni-
co essere femminile, specchio terreno della teofania I due mondi
eterna, è caratterizzato da attributi di luminosità e Ci rendiamo conto così di aver spostato disinvolta-
splendore senza pari, da qui il suo nome. Aggiun- mente un fenomeno fisico, di alone ufologico, al
giamo che non è solo il villaggio portoghese a con- piano religioso. Non dobbiamo dimenticare tutta-
nettere l’elemento religioso o, per meglio dire, so- via che fu proprio Corbin, che è stato un accurato
vrannaturale, alle sfere di luce, relazionandolo a un osservatore e catalogatore di questi fenomeni “foti-
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femminile splendente, con un evidente richiamo ci” a indagare nel mistero della Luce e dei figli del-
all’Apocalisse e alla partoriente donna “vestita di so- la Luce, secondo un’inedita angolazione. Egli, gra-
le” descrittavi. In Ruanda il 19 Agosto 1982, un’ap- zie alla sua capacità di penetrazione filosofica nel
parizione mariana avvenuta davanti a 20.000 per- mondo immaginale o intermedio (il mondo dell’a-
sone fu accompagnata dalla comparsa di un enor- nima), ha gettato una base per la comprensione di
me disco luminoso. Esso fu il presagio della terri- un universo reale e in qualche modo tangibile che
bile guerra che di lì a pochi anni avrebbe dilaniato partecipa, congiuntamente, della spiritualità pro-
il paese. Per inciso ricordiamo che la Vergine ap- pria della sfera pleromantica e della materialità del-
parve a Fatima nel bel mezzo di una guerra, per an- la nostra dimensione, inaugurando così le prospet-
nunciarne un’altra, quella iniziata nel 1939. Anche tive di una possibile nuova fisica determinata dal-
l’evento ruandese fu percepito a grande distanza da l’innesco sincronico degli eventi del mondo inter-
singoli individui che assistettero ai movimenti sfol- medio nel nostro mondo (G. Giuliano 135 no-
goranti di questo “sole”, osservato come un grande ta177). Glauco Giuliano ha condotto una brillante
disco di dimensioni pari a una luna piena. Tuttavia esegesi del pensiero corbeniano sul tema, richia-
sul tema della relazione “donna celeste-manifesta- mando le dichiarazioni di molti teosofi, dai quali
zione di luce” esiste un’ulteriore circostanza, parti- si apprende dell’esistenza di una «fascia di confine
colarmente autorevole, che proviene dallo stesso di qualche decina di chilometri, governata sinergi-
pontefice. Stiamo parlando di Papa Pio XII che il camente dalle leggi di questi due versanti». Questa
30 ottobre 1950, data dell’antivigilia della defini- è la nuova fisica di cui sopra. Tra gli effetti dell’oc-
zione solenne del dogma dell’Assunzione, consi- cupazione di questa fascia v’è proprio quella defor-
derato da Jung l’evento teologico più importante mazione temporale connessa al tempo “qualitativo”

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verso materiale) esiste, sia pure a


livello sottile, un quantum di fi-
sico. Grazie alla “contaminazio-
ne” inversa dei due elementi, il
fisico e l’animico, i due mondi
hanno dei punti di giunzione in
particolari località della sfera ter-
restre, connotandosi così i tratti
inediti di una vera e propria psi-
cogeografia spirituale. La pecu-
liarità di questa psico-geografia
risiede nel fatto che, proprio in
luoghi privilegiati, la sfera “degli
angeli celesti” si svela agli uomi-
ni o ad alcuni uomini, secondo
modalità diverse da quelle del-
l’universo fisico e quindi secon-
do le leggi di un proprio spazio
dell’intermondo, ossia il citato chiari, si può affermare che ci e un proprio tempo. Non sfugga
mondo dell’anima (il libro di G. sono zone della terra (in prefe- che in molte zone dell’Inghilter-
Giuliano del resto s’intitola renza le superfici “lucide”, laghi ra meridionale siano presenti
L’immagine del tempo in e specchi d’acqua in genere, si una quantità di luoghi legati a
Henry Corbin). Nel testo l’auto- pensi agli stagni templari del- una toponomastica angelica. Si
re sottolinea ampiamente come i l’antico Egitto, specchi del cielo) tratterebbe appunto di luoghi
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due mondi partecipano in pro- che recano un quantum di im- vocati alla possibilità di irruzio-
porzione inversa della stessa es- maginale e altresì nell’immagi- ne ierofanica o, alternativamente,
senza e quindi, per essere più nale (oltre la nona sfera dell’uni- siamo di fronte a siti nei quali il
paesaggio può essere letto dagli
In alto, “intelletti sani” in una modalità
UFO fotogra- diversa, a “un’ottava superiore”,
fato a Gulf una volta che si sia allentato nel-
Breeze, negli l’osservatore il legame corporale
Stati Uniti. con i sensi. Gli stessi reperti me-
In basso, galitici, così orientati verso pre-
sfera di cise collimazioni astrali, hanno
plasma funzionato verosimilmente da
ricreata in convogliatori teofanici per un’u-
laboratorio manità arcaica, che stimiamo
più prossima alla possibilità di
percezione immaginale. Si tratta,
in sintesi, di aloni che dal mon-
do immaginale, purificato eppur
ancora materiato, si effondono
sulla terra in base a un calenda-
rio di ricorrenze per noi incom-
prensibile, in cui gli eventi delle
due realtà si sincronizzano se-
condo ignote leggi di corrispon-
denza, mostrandosi teofanica-
mente a questo mondo. Il tem-
po dell’intermondo immaginale,
proprio perché “tempo dell’an-
gelo” è, infatti, un tempo assai
difforme dal nostro. Si tratta di
un tempo che si potrebbe rite-
nere sostanzialmente “liturgico”
e quindi reversibile e non conti-
nuo. Da ciò discende la grande
importanza degli orientamenti
astronomici “fatali” che costitui-
scono verosimilmente le porte

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A sinistra,
sfere di
Stresa.
A destra,
il libro di
Andrew
Collins
Lightquest,
ordinabile
dal nostro
d’accesso nel mondo terrestre, in cui si verificano catalogo
eventi terrestri di carattere enigmatico. Tuttavia pos- Booxtore.
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siamo definirne una caratteristica, ampiamente evi-
denziata dai commentatori. Il tempo dell’angelo è
quantomeno un tempo “rallentato” rispetto alle no-
stre cronologie e, quando questo “alone” immagi- che in alcune delle molte fonti extraortodosse nar-
nale viene a occupare uno spazio nel mondo gros- ranti la nascita di Gesù si descrive l’episodio dei tre
solano, anche il nostro tempo ne rimane coinvolto re magi. Essi sono descritti come uomini di età dif-
e straniato e con esso l’intera percezione calibrata ferente e rispecchiano le tre età della vita (un gio-
sui sensi umani. vane, un uomo maturo e un vecchio). Costoro vi-
dero il Cristo in relazione alla propria età e quindi
Ierofanie soggettive guardarono, nell’ordine, il bambino, l’uomo pros-
Agli esempi di disorientamento percettivo per così simo alla maturità e l’uomo disfatto dal sacrificio.
dire “bassi” portati da Hancock e Collins, vorrem- Allo stesso modo in alcuni apocrifi (Atti di Gio-
mo affiancare qualche esempio più accostabile al vanni) si narra come Cristo, apparso dopo la Re-
mondo spirituale premettendo però un elemento surrezione, avesse un aspetto diverso a seconda di
di fondo. Gli autori citati, al termine del loro ex- chi lo osservava. Ecco può dirsi che, durante questi
cursus storico, pongono la questione circa la realtà avvenimenti misteriosamente ierofanici, oltre a mu-
della natura degli esseri con cui certi soggetti si so- tare la percezione del tempo, muta anche la perce-
no occasionalmente imbattuti durante le diverse zione di ciò che è osservato, apparendo l’immagine
epoche, rilevando il carattere “storicamente” sogget- in verosimile corrispondenza con l’equazione per-
tivo delle visioni. In altre e generiche parole: se nel sonale dell’osservatore. Francamente non sappiamo
folklore dei secoli passati l’elemento pregnante di giudicare se ci siamo spinti troppo oltre in questo
una locale cultura contadina si fonde sulla creden- confronto, tuttavia abbiamo ritenuto di proporlo ai
za della realtà del “piccolo popolo”, erede comun- lettori di questa rivista per indurre opportune ri-
que di una tradizione ancestrale, il mondo con- flessioni su un tema davvero enigmatico, così come
temporaneo, ormai distaccato da questo retroterra è stato proposto da Hancock e Collins. Si tratta di
culturale, oggettiverà le figure dell’immaginario col- un tema che coinvolge gli aspetti più profondi del-
lettivo odierno. Per conseguenza un eventuale sog- la lettura della realtà e della percezione temporale,
getto si imbatterà in alieni supertecnologici magari destrutturandone l’oggettività delle fondamenta e
dotati, come antecedentemente detto, di intelletto introducendo una fisica spirituale inedita, ossimo-
vasto e spietato. L’elemento di confronto “alto” che ro di cui siamo pienamente consapevoli.
si vorrebbe introdurre parte da questo dato: ognu-
no vede queste “irruzioni cosiddette plasmatiche” Bibliografia:
secondo le sue capacità di vedere e forse, di fronte Andrew Collins: Lightquest, XPublishing
a un indistinto e incomprensibile “alone”, addirit- Glauco Giuliano; L’immagine del tempo in Henry
tura “crea” o fa manifestare una realtà coerente a Corbin, Momesis Udine
quelle che sono le sue più segrete credenze in quel Graham Hancock: Sciamani, Corbaccio, Casale
suo tempo e in quel suo spazio. Si rifletta sul fatto Monferrato

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GLI ULTIMI GIORNI DI

MUSSOLINI
APRILE 1945: FINISCE LA GUERRA CIVILE, INIZIANO I SEGRETI.
“STORIA IN RETE” VI RACCONTERÀ FATTI, PROTAGONISTI
E RETROSCENA DEI GIORNI PIÙ DRAMMATICI
DELLA STORIA ITALIANA DEL XX SECOLO.
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di Giovanni De Menna

SYMBOLICA
Le Geometrie Sacre di Malta
I templi maltesi megalitici dedicati al culto della Grande Madre sono eretti secondo
una precisa simbologia. La planimetria è legata alla geometria sacra e la loro disposi-
zione, sia all’interno della struttura che sulla mappa, segue allineamenti astronomici,
come quello con la costellazione dell’Acquario, legata ancora una volta alla Dea

L’
etnia sacra della Dea, colta e detentrice di
conoscenze superiori, è stata l’entità che
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ha strutturato il culto della Dea Madre, ha
realizzato i templi ed organizzato le so-
cietà umane del bacino orientale del Mediterraneo
seguaci del culto della Grande Madre, sia sotto l’a-
spetto sociale, sia economico che culturale. Le co-
noscenze erano tali da fugare ogni dubbio sulla rea-
le qualità e consistenza della cultura prodotta, che è
alla base della progettazione dei templi e di tutto

Le geometrie del tempio di Ggantija

quello che è inerente sia il progetto, sia il sistema di


costruzione, tant’è che troviamo alla base di tutte le
opere una conoscenza della geometria e delle strut-
ture complesse che saranno di dominio solo molti
millenni dopo con la cultura greca, che sicuramente
è stata quella che più di ogni altra ha saputo condi-
videre determinate conoscenze.

Il pentagono
Cominciamo ad analizzare le “geometrie terrestri” e
le sue interpretazioni formali dall’impianto planime-
trico dei templi, partendo da quello madre di Ggan-
tija, ricordando che le figure geometriche auree di
base sono tre: la circonferenza, simbolo della donna,
il quadrato, simbolo dell’uomo e il triangolo, sim-
bolo del logos. Lo schema di base è composto da
due circonferenze di ugual raggio che si intersecano
in due punti prestabiliti, dando origine ad una cor-
da che è il lato di un pentagono regolare. Inoltre, la
circonferenza è la forma geometrica che identifica la
donna ed anche la forma universale per tutte le cul-
ture antiche, la rotazione di questa sul suo diametro
Pianta del tempio di Ggantija con la vescica piscis
dà origine alla sfera, il solido della donna, quindi
della dea e, di conseguenza, la Madre Terra. Le due

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Il pentagono contiene al suo in-


terno, con la realizzazione delle
diagonali, una figura ancora più
complessa che è la stella a cin-
que punte, il pentacolo, una
struttura che a sua volta al centro
forma un altro pentagono, all’in-
terno del quale si può costruire
un’altra stella e così via all’infini-
to, inoltre, l’intersezione tra gli
elementi geometrici che la com-
pongono, sono alla base del
“segmento aureo”. Il pentagono è
la figura geometrica che forma il
perimetro esterno del tempio
della Dea Madre, quindi figura
sacra per eccellenza, al suo inter-
no vi è un secondo perimetro in-
scritto, rappresentato da un’altra
figura composta da una forma
penta lobata e si identifica con
un altro simbolo della Dea che è
la “rosa a cinque petali”, il fiore
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della Grande Madre, ripreso poi
anche in altre religioni postume
a quelle a matrice matriarcale, sia
politeiste che monoteiste, come
ad esempio la Cattolica con la
“rosa” mariana, anch’essa a cin-
que petali. Voglio ricordare che
sia il pentagono che la stella a
cinque punte saranno nelle ci-
viltà a venire, a cominciare dalla
Sumera, all’Assira e poi definiti-
Pianta del tempio di Ggantija con pentagono e facciata concava vamente con quella Greca e con
Pitagora in particolare, una for-
circonferenze nell’area d’interse- poligono sacro della dea, che ha ma di massima perfezione, tanto
zione formano, in pianta, la figu- in sé una serie di elementi geo- da diventare simbolo di società
ra della “vescica piscis”. Questa metrici che ne denotano sia la raffinate e colte come la Scuola
composizione dà origine al pro- complessità, che i canoni aurei. Pitagorica di Crotone, la Masso-
spetto concavo del tempio, una
forma che ha un riscontro con
l’arco pubico femminile; ricordo
che per trovare altri edifici sacri
con facciate concave bisogna
aspettare la genialità del Borro-
mini, che le propose nel Barocco
con un processo progettuale in-
novativo e per certi versi “eretico”.
La circonferenza è sempre stata
la forma geometrica nella quale
costruirne altre, come a voler
identificare questa figura con l’o-
vulo sacro dal quale scaturiscono
la vita, la forma e le geometrie,
quindi, dall’etimologia del termi-
ne, la misura delle entità della
Terra Madre. Una delle figure
che si possono costruire parten- Raffigurazione del tempio di Ggantija
do dal cerchio è il pentagono, il

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SYMBOLICA
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pongono la struttura, ma tante altre legate non so-
Geometrie auree del tempio di Hagar Qim
lo alla composizione planimetrica, ma anche a
quella prospettica, dove sono evidenti le propor-
neria, e parareligiose come i Rosacroce, solo per ci- zioni dei vari monoliti posti in essere secondo
tare le più note. Inoltre il pentagono è la forma che schemi legati alle forme auree, come si può chia-
rappresenta la donna-Dea, il numero cinque è alla ramente leggere da un’analisi della composizione
base della geometria del pentagono sacro ed è an- degli elementi litici che compongono il prospetto.
che il numero dell’equilibrio, perché composto da Per rendere l’analisi maggiormente comprensibile
vari rapporti come il 2+1+2, quello del doppio: il presento la facciata del tempio di Hagar Qim per-
bene e il male, l’alto e il basso, il giorno e la notte, ché meglio conservata e quindi leggibile, che è sta-
o quello del 2+3 dell’unione fra uomo e donna, ta realizzata sullo schema di quella di Ggantija, il
tra dea e terra, quindi il numero complesso per ec- tempio madre. A tal proposito riporto uno schema
cellenza. Il perimetro interno pentalobato rappre- che mette in evidenza le armonie delle geometrie
senta nello specifico il corpo della Dea, in parti- auree. Cominciamo con l’osservare i monoliti che
colare gli elementi fondamentali legati al culto del- compongono il prospetto partendo dal trilite del-
la Madre: i primi due lobi, all’ingresso del tempio, l’ingresso, abbiamo quindi due monoliti perfetta-
rappresentano il “ventre”, quindi, la creazione; i se- mente quadrati (segnati in rosso) a destra e a sini-
guenti due lobi il “seno”, la nutrizione; l’ultimo stra, altri due per lato (segnati in blu) di maggior
lobo la “testa”, la conoscenza; il corpo della Dea, dimensione, quelli d’angolo, con la sede in alto
quindi, non è solo rappresentato nella pianta ma per l’incastro dei monoliti che compongono le ar-
anche nell’elevato del tempio, con delle connota- chitravi superiori. Inoltre, questi due quadrati so-
zioni architettoniche ben precise, come già illu- no anche la matrice base per la costruzione del ret-
strato nei miei interventi precedenti. Come analiz- tangolo aureo di chiusura della facciata. Un’ulte-
zato, la pianta del tempio è realizzata con figure riore composizione la rileviamo nel portale d’in-
geometriche complesse, ad iniziare dall’intersezio- gresso composto, come tutti quelli maltesi, da un
ne di due circonferenze. Nella prima è iscritto un trilite che identifica un quadrato, l’accesso al tem-
pentagono nel quale è inserita una figura pentalo- pio, questo spazio con i due monoliti verticali for-
bata, è evidente come una simile complessità for- ma un rettangolo aureo. Le geometrie auree non
male non sia il frutto di una cultura neolitica in- sono presenti solo sulla facciata del tempio, ma an-
tesa in termini classici, ma una strutturata e dalla che sul resto dell’elevato della struttura perimetra-
tradizione culturale consolidata. Le geometrie pre- le esterna, basta osservare i rapporti tra i megaliti
senti nel tempio non sono solo quelle che com- verticali portanti e quelli orizzontali di tampona-

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tura ed è palese la riproposizione del rettangolo gio e le figure riportate su quasi tutto il corpo so- A sinistra,
aureo quale canone per la progettazione dei pro- no di tipo curviforme, spirali, sinusoidi ed altro, spirale incisa
spetti dei templi. La composizione planimetrica come l’antico popolo dei Kiffian, dei Guanci in nel tempio
varia a seconda dei periodi storici dell’evoluzione origine insediato sul massiccio dell’atlante Maroc- di Ggantija.
dei templi, si va da quello più antico come Ggan- chino-Algerino, infine i Garamanti descritti sia da A destra,
tija che ha una pianta pentagonale e pentalobata; Strabone che da Plinio il Vecchio come il “popo- schema di
a Ggantija B che ne ha una quadrangolare e qua- lo picto”. La spirale dipinta, invece, è presente an- un labirinto,
rilobata; a quello di Skorba che ne ha una trian- che negli ipogei dell’isola, era realizzata con un evoluzione
golare e trilobata; quella di Mnajdra C rettangola- pigmento di colore rosso-rame e la sua composi- della spirale.
re e bilobata; per finire con i più tardi che sono zione era sicuramente ottenuta con polveri di me-
tutti circolari o ellittici. talli nobili, ovvero il mitico oricalco, che con il
suo colore ricordava il flusso mestruale, quindi un
La spirale elemento base della cultura e della liturgia della
Ma la geometria sacra non è evidente solo nelle Grande Madre, tanto che è rappresentata sul ven-
strutture del tempio, bensì anche nelle decorazio- tre delle statue di dee madri di civiltà di epoca po-
ni parietali, ad illustrare le liturgie ed i simbolismi
sacri, rappresentazioni eseguite con la tecnica del-
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l’incisione, dello pseudorilievo così come con la
pittura parietale. Analizziamo la forma base pre-
sente in tutte le strutture templari maltesi ed in
particolare in quello di Ggantija, il tempio Madre, steriore alla maltese. La spirale doppia vuole indi-
come ad Hagar Qim e Tarxen, ovvero la spirale, care il rapporto donna-uomo e la riproposizione
uno degli elementi di maggior fascino per il gran- sequenziale della forma all’infinito vuol inoltre
de simbolismo intrinseco, dalla rappresentazione rappresentare l’indissolubilità dei rapporti naturali.
dell’infinito, a quella della sequenza aurea, oggi co- La struttura della doppia spirale viene anche uti-
nosciuta col nome del matematico Fibonacci ed è lizzata per la riproduzione di motivi vegetali, qua-
anche il simbolo dell’universo, inoltre, è una figu- li tralci d’uva, rampicanti, foglie di palma ed altre
ra sessuata come la croce ariana che ne è la deri- icone naturali, che vengono riprodotte con lo sche-
vazione. La spirale è il simbolo dominante della ma razionale di massima perfezione, come la spi-
Dea, l’emblema della donna, come quella classica rale floreale tipo. Quella tripla rappresenta la com-
con le sue volute orientate a sinistra, quindi in sen- plessità dell’universo e del logos quale entità crea-
so antiorario. Ricordo che il percorso antiorario trice della Dea, è riprodotta con volute consecuti-
rappresenta il tempo immortale, quello della Dea, ve senza interruzioni in un percorso chiuso ma in-
mentre la spirale con le volute a destra è quella del- finito. La si può includere in un triangolo equila-
l’uomo ed indica il tempo mortale. La spirale com- tero, è la figura geometrica divina per eccellenza,
pare sia sottoforma d’incisione sia dipinta sulle pa- riutilizzata nei millenni anche dalle religioni mo-
reti dei templi, singola, doppia, tripla; quella inci- noteiste, quindi maschiliste. Altra variante della
sa in origine doveva contenere del colore che ne spirale è il serpente primordiale, arrotolato su se
evidenziava sia la forma che la tridimensionalità. stesso con volute orientate a sinistra, a formare la
L’incisione dal punto di vista simbolico rappre- spirale della vita, iconografia della fecondità. Era
senta una sorta di “tatuaggio” effettuato sulla “pel- l’entità venerata in tutta l’antichità da vari popoli e
le-pietra” della Dea, ovvero il materiale con cui è civiltà posteriori a quella della Dea, come gli Egi-
costruito il tempio, il derma della terra. Molte po- zi, i Mesopotamici, i Cinesi e Giapponesi. In
polazioni matriarcali, legate al culto dela Dea, del- oriente i Cinesi e i Giapponesi trasformarono la fi-
l’area Sahariana hanno come tradizione il tatuag- gura del serpente in quella di drago, una palese

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SYMBOLICA
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difficoltà del vivere senza la guida della Dea, que-


sta evoluzione della figura della spirale ha un valo-
re concettuale di grande interesse culturale, perché
probabilmente era lo schema geometrico utilizza-
to dall’élite colta, per vari insediamenti sia funera-
ri che civili.

Simboli e allineamenti
Un’altra geometria sacra è quella derivante da en-
tità naturali come ad esempio il bue dalle lunghe
corna, sacro alla Dea, specie molto antica e diffusa
Doppia spirale nell’area sahariana occidentale e oggi quasi estinta.
A Gozo è in atto un progetto di reinserimento di
questa specie che è sacra per i locali. Il cranio del
esasperazione del concetto rappresentato dalla fi- bue, con le sue lunghe corna rappresenta uno
gura originaria, il drago è poi stato introdotto, in schema che è posto in relazione all’apparato ripro-
un percorso di ritorno, dall’oriente verso occiden- duttivo femminile, quindi un concetto sacro come
te in Europa da etnie orientali come i Mongoli. la fertilità. Un popolo dalla cultura tanto avanzata
Acquisito e venerato dai Vichinghi, essi lo intro- per l’epoca non poteva non conoscere e studiare la
dussero in aree cristianizzate come l’Inghilterra, volta celeste, tant’è vero che le “geometrie celesti”
tanto da ingenerare reazioni e mitologie cristiano- furono largamente usate sia per la realizzazione dei
medioevali con la figura di San Giorgio. Altro templi, sia per la liturgia sacra, che per scandire le
aspetto della spirale è il labirinto di forma circola- attività dei popoli della Dea ed infine per colloca-
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re, simbolo della complessità, dell’infinito, della
Serpente sacro arrotolato a mo’ di spirale

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ha una rivoluzione antioraria, quindi retrograda; la A sinistra,


Luna, l’astro di riferimento terrestre della Grande il bue dalle
Madre, si presenta con il suo primo quarto alla lunghe corna e
congiunzione in posizione orizzontale sull’oriz- l’apparato
zonte, a rappresentare l’utero della dea. In asse sul- riproduttivo
la falce lunare si presenta Venere, infine il Sole che femminile, di
sorgendo in asse con i due astri li feconda come fa- forma analoga.
ceva il paredro con la dea. Questa simbologia è sta- A destra,
ta usata da altri popoli come gli Egizi, i Fenici ed tipologie di
anche i Greci in varie forme. Voglio porre l’atten- pianta dei
zione su un evento fondamentale nello sviluppo templi maltesi.
della civiltà umana, l’avvento dell’agricoltura e del-
l’allevamento degli animali, due eventi oggi larga-
mete accettati dagli antropologi come il frutto del-
la creatività della “donna-madre”, quindi una rivo-
luzione epocale che portò l’umanità dal paleoliti-
co al neolitico ed è indubbio che alla base di de-
terminati eventi epocali non può che esserci una
matrice colta ed illuminata. In relazione a quanto
affermato ricordo che tutte le prassi riguardanti l’a-
gricoltura, come la semina ed il raccolto, così co-
me quelle inerenti l’allevamento degli animali do-
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re i templi, dedicati alla Grande Madre, sul suolo
dell’isola sacra Malta. I templi, specie quelli penta
e quadrilobati, i più antichi, avevano l’asse centra-
le, quello corrispondente al percorso interno, o
corridoio “sacro”, orientato verso il solstizio d’esta-
te, come ampiamente illustrato e verificato in vari
libri. Non solo questo allineamento astronomico
era preso come riferimento per la realizzazione
della struttura templare, anche altri due assi erano
altrettanto significativi. Dei due assi secondari, il
primo è quello orientato verso l’equinozio di pri-
mavera, che serviva all’individuazione, all’interno
del tempio, della seduta sacra, quella di sinistra, en-
trando per il rito della fertilità. Il secondo asse è
quello orientato verso l’equinozio d’autunno che
aveva la funzione dell’individuazione della seduta
sacra, quella di destra, per il rito della morte. Quin-
di le geometrie astrali erano largamente usate dal-
l’élite colta sacra per la liturgia e i rituali che veni- mestici, erano tutte legate alle fasi lunari. Queste
vano officiati all’interno del tempio. Un’altra delle metodologie nell’agricoltura e nell’allevamento fu-
composizioni astrali di massima importanza, per il rono usate anche nei secoli dopo la fine delle ci-
culto legato direttamente alla Dea, è la triplice con- viltà matriarcali e del culto della Dea, addirittura
giunzione tra il pianeta Venere, la Luna e il Sole, anche quando le religioni monoteiste demonizza-
tale composizione astrale si verificava ogni otto an- rono la donna e la sua sfera culturale. Oggi la tec-
ni all’equinozio di primavera e sanciva l’inizio del nica è conosciuta come agricoltura bio-dinamica,
periodo di fertilità della Dea, in questa occasione già sostenuta negli anni trenta dal filosofo Steiner.
si manifestava la triplice congiunzione cosmica. Il segno zodiacale della Dea è l’Acquario, che iden-
Venere, il pianeta della Dea, ricordo, è l’unico che tifica la donna e il femminino sacro. L’acqua è an-

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SYMBOLICA
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in aree piane ma strategiche, co-


me l’egizia o le mesopotamiche.
Un giorno però, per caso, ho ri-
prodotto su acetato la costella-
zione dell’Acquario come doveva
essere nel 5.000 a.C. e quindi co-
me poteva essere vista dal popolo
della Dea, per osservare se l’o-
rientamento del percoso sacro
dei templi più importanti, che
hanno degli angoli diversi fra lo-
ro, seppure di poco, fosse indi-
rizzato verso le stelle che com-
pongono la costellazione, ma
non ottenni nessun riferimento.
Qualche tempo dopo, mentre os-
servavo una planimetria delle iso-
le maltesi, sulla quale avevo ripor-
tato la posizione di tutti i templi
con un piccolo cerchio di colore
rosso, mi ssono accorto di una
possibile relazione formale fra le
stelle dell’Acquario e i templi e
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per verificare l’intuizione ho pre-
so l’acetato con la costellazione e
l’ho sovrapposto alla planimetria.
Con grande stupore mi sono reso
Costellazione dell’Acquario
più antichi sono realizzati sulle conto che le stelle che compon-
pendici delle colline e orientati gono la struttura celeste coincido-
cestralmente considerata la linfa verso il solstizio d’estate, come no con la posizione dei templi.
vitale della terra, di conseguenza detto, gli altri o in pianura o ad- Ho letto più volte di altre struttu-
la proprietà di concedere la vita diritura, i più tardi e più sempli- re terrestri megalitiche collocate
da parte della Dea. Tutti i popo- ci, in piccoli avvallamenti. Que- secondo geometrie astrali, ne ho
li hanno avuto questo riferimen- sta dislocazione mi ha fatto ri- dedotto che i sapienti della Dea
to culturale in terra come in cie- flettere molto senza trovare mai hanno, per primi, realizzato la
lo. Nella descrizione del tempio una risposta che mi appagasse, geometria astrale in terra, ogni
di Ggantija, riportato nell’Odis- probabilmente ero troppo legato stella corrispondendo ad un tem-
sea, si legge chiaramente che il a schemi tratti dalla tradizione pio.
tempio era al centro di quattro classica, in cui molte civiltà po-
sorgenti di acqua limpidissima e nevano i propri centri di culto in L’unione dei templi maltesi sulla
fresca, che si dirigevano in altret- posizioni apicali, laddove vi era- mappa riproduce la costellazione
tanti percorsi orientati secondo i no rilievi naturali o comunque dell’Acquario, sacra alla Dea
punti cardinali, gli assi di base
della geometria terrestre, e come
il tempio rappresentasse il corpo
della Dea feconda e dispensatri-
ce di vita.

L’Acquario
Mi sono sempre posto il quesito
su come l’élite colta della Dea
sciegliesse i siti sui quali realiz-
zare i templi a Malta. Nessuna
struttura è costruita in posizione
apicale, ovvero, sulla sommità di
una collina o di un rilievo tipico
dell’isola, una sorta di piccolo
acrocoro, che peraltro si prestava
benissimo per visibilità e possi-
bili orientamenti. Invece i templi

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di Mike Plato

IL VIGILANTE
Le Meraviglie della Cabala Estatica III parte

R
abbi Nathan scrive nello Sa’are Sedeq: «è ostacolato l’attività dell’anima superiore, distraendola.
necessario l’isolamento in una casa specia- Anche l’estatico Yehuda Albotini riteneva essenziale
le e sarà ancora meglio se in quella casa riempire la casa dell’isolamento con profumi vegetali
non si possa udire alcuna voce». Rabbi di non eccessivi, per purificare l’anima vegetativa che è
Yishaq di Acco scrive: «vivi una vita di sofferenza nel- associata all’anima animale. Yishaq di Acco giungeva
la tua casa dell’isolamento, se non vuoi che la tua ani- a dire: «noi dovremmo essere attenti ai requisiti del-
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ma concupiscibile sovrasti la tua anima intellettiva». l’isolamento (ebr. Hitbodedut), ovvero sedere nella
Il termine “casa dell’isolamento” è presente anche nel- piccola camera dove si trovano libri, rametti di mirto,
la tradizione esoterica sufica: bayt al khalwa. Ciò a ri- inchiostro, una penna, della carta e un tavolo per de-
prova degli influssi dei sufi sui cabalisti e viceversa, so- dicarsi alla combinazione delle lettere, e trarre all’in-
prattutto in ambiente spagnolo. Rabbi ben Salom terno di noi l’Intelletto divino, in modo da poter ot-
Askenazi menziona «le case dei solitari che si dedica- tenere i segreti dell’Opera della Creazione (Ma’ase
no al culto di Dio». Sembra essere un tratto comune Bereshit) e dell’Opera del Carro (Ma’ase Merkavah)».
alla branca estatica della Cabala il chiudersi nella casa In 2 Re 4:9-10, il profeta Eliseo, l’allievo di Elia, vie-
dell’isolamento per dedicarsi alla contemplazione, al- ne descritto prendere possesso di una piccola camera,
la meditazione attraverso la combinazione delle lette- in muratura, con un letto, un tavolo, una sedia e una
re, all’attrazione dell’influsso divino o dell’Intelletto lampada, onde ritirarvisi. Peraltro gli stessi Esseni, pur
Divino (Intelletto Agente o Shekel Ha Poel) all’inter- vivendo in comunità fraterna, avevano ciascuno un
no dell’anima. Il cabalista estatico Yishaq di Acco, in proprio alloggio, ove solevano ritirarsi in isolamento
controtendenza rispetto all’ebraismo ortodosso ed es- ascetico, e per contemplare i raz (misteri) e sod (se-
soterico nonché alla cabala speculativa, riteneva che greti) della Torah. Un modello che sarà mutuato da-
questo isolamento asceti- gli ordini monastici cristia-
co fosse la condizione ne- ni, a partire soprattutto dal-
cessaria per addivenire al- l’Ordine di San Benedetto
l’unione dell’anima con (VII secolo). Altri cabalisti
una potenza divina o con estatici, per citarne uno ov-
Dio stesso. Abulafia, peral- vero Rabbi Shem Tov ben
tro, era ancor più sofistica- Gaon, sostengono che non
to nella descrizione dell’i- è necessario l’isolamento
solamento ascetico a fini tra quattro mura, ma l’Hit-
unitivi. Consapevole della bodedut può essere prati-
resistenza dell’anima vege- cata anche in un luogo iso-
tativa, unita a quella ani- lato all’aperto. Yohanan
male, al processo di isola- Alemanno usava stare nel
mento, Abulafia ornava il Giardino circondato da fio-
suo ambiente di erbe pro- ri, piante, profumi, frutta,
fumate, sfruttando il prin- canti di uccelli, affinchè l’a-
cipio delle corrisponden- nima sensitiva non si rattri-
ze. Egli riteneva che, for- stasse per l’inizio della soli-
nendo il nutrimento ap- tudine. Il cabalista, amico
propriato ad un’anima di Pico della Mirandola, si
specifica, l’attività di que- faceva forte del verso del
st’ultima non avrebbe Cantico 8,14 «Fuggi, mio

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diletto, simile a gazzella o ad un ne viene fuori, l’anima dell’uomo cero esplicito ricorso alle
cerbiatto, sopra i monti degli aro- che desidera gioire è risvegliata al- domande oniriche, ed è
mi!». Lo stesso Gesù, in un ideale la gioia, alla felicità e alla letizia, e pure evidente in taluni casi
afflato isolazionista, consiglia: «Al- riceve da ciò piacere e grande be- la somiglianza fra le tecni-
lora coloro che si trovano nella neficio». Il fatto è che per Abulafia, che da loro utilizzate a que-
Giudea fuggano ai monti, coloro la musica non era preparatoria alla sto scopo e quella esposta
che sono dentro la città se ne al- combinazione delle lettere, ma negli scritti di Abulafia. È
lontanino, e quelli in campagna parte integrante della meditazione piuttosto sorprendente, tut-
non tornino in città» (Luca 21:21). in oggetto. La combinazione di tavia, che il maestro Abula-
Tutto questo per acquietare l’ani- note si accompagna alla combina- fia non si sia mai dedicato a
ma vegetativa. Ma per placare e am- zione di lettere. Per la precisione questa forma di divinazio-
mansire l’anima animale, al fine di Abulafia usava due strumenti che ne o di prassi. Certo, tale ri-
non boicottare l’isolamento, l’asce- producevano due suoni diversi, e luttanza si può spiegare
si e la contemplazione? Rabbi Na- due lettere diverse congiunte nel con la sua formazione filosofica, o
tan, nello Share Sedeq, afferma processo di combinazione. Musi- con la prossimità, anche nelle fasi
che lo strumento principe utile a ca e combinazione di lettere sono più tarde della sua carriera di ca-
placare le pulsioni dell’anima ani- attivià che si svolgono fuori dall’a- balista, al pensiero di Maimonide.
male è la musica e i versi di lode nima, ma che producono effetti al- Ma questa spiegazione, per quan-
(Salmi). Non era un’idea così as- l’interno dell’anima. Secondo to corretta, sembra incompleta.
surda in ambito cabalistico-estati- Rabbi Natan, la combinazione Una risposta più complessa ed
co, lo poteva essere magari in altri delle lettere del nome di 4 lettere esauriente potrebbe partire dalla
ambiti ebraici. Albotini, nel Sul- produce effetti solo sull’anima, constatazione che alcune tecniche
lam ha Aliyyah, sostiene che «l’i-
solato suonerà ogni sorta di musi- In pagina,
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ca con strumenti, qualora li pos- Il sogno di
sieda e sappia come suonarli; al- Salomone, di
trimenti dovrà far musica con la Luca
sua bocca, mediante la sua voce, Giordano.
cantando i versetti di lode e di Nella pagina
amore per la Torah, allo scopo di precedente,
rallegrare l’anima animale che è cella monacale.
associata all’anima intellettuale».
In sostanza, creando un ambiente
in cui le anime inferiori siano ap-
pagate in modo puro, è possibile
garantire all’anima superiore un’at-
tività senza distrazioni e interfe-
renze (tentazioni). Quindi, l’ani-
ma vegetativa abbisogna di profu-
mi e colori, quella animale di suo-
ni. Resta l’anima razionale e se-
condo i cabalisti estatici essa si nu-
tre del pronunciare combinazioni mentre la musica li produce e per impiegate da Abulafia e il tipo di
di lettere. È ad esempio l’idea di l’anima e per il corpo. Ogni com- esperienza descritta in numerosi
Rabbi Natan nello Sa’are Sedeq. ponente dell’uomo deve essere ap- suoi testi implicano una risposta
Secondo Abulafia «prima devi ve- pagata dal suo corrispondente. da ottenere in stato di veglia. Ciò è
rificare nel tuo cuore, in qualsiasi Un’altra particolarità del versante evidente nei casi in cui Abulafia si
maniera tu lo possa fare, come le estatico della Cabala era la “do- serve di tecniche non per raggiun-
lettere siano per essenza segni e al- manda onirica”. Alla pratica della gere uno stato di unione mistica
lusioni, a immagine dei caratteri e domanda onirica si sono interessa- con il divino, ma per ottenere rive-
delle parabole. Esse sono state ti, fra gli altri, alcuni discepoli di lazioni che assumono la forma di
create come strumenti mediante Abulafia. Sebbene il maestro non dialoghi tra il mistico e le potenze
cui viene insegnata all’uomo la via l’avesse impiegata in modo esplici- angeliche, ossia le immagini me-
della comprensione. Per noi esse to, a volte la pratica della domanda taforiche dell'Intelletto Agente -
sono analoghe alle corde del violi- onirica fu associata dai suoi segua- nome con cui, ricordiamolo, si de-
no. Infatti per mezzo della produ- ci alla sua tecnica mistica di com- signa quell'intelletto spirituale, se-
zione del suono che si produce binare le lettere per raggiungere parato dalla materia, che per tutto
pizzicando la corda col plettro, un’esperienza estatica. Come ve- il Medioevo svolse un ruolo rile-
spostandosi nel pizzicare da corda dremo, è accertato che R. Yitzhaq vante nella gnoseologia della tradi-
a corda, e con la combinazione di Acco e l'autore di un'epistola zione filosofica ebraica e in alcuni
delle modulazioni del suono che spuria attribuita a Maimonide fe- casi anche di quella mistica.

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Articolo e foto di Sergio Succu

La Porta delle Cornacchie


S
otto la crosta terrestre scorrono energie telluriche e ca 1200 metri. Mi accompagna alla visita del sito il Dott.
forze magnetiche che fanno del nostro pianeta un Achille Milesi che ben conosce i sentieri della zona, da
autentico organismo vivente, queste energie sono sempre convinto della fattura artificiale del complesso me-
più forti in certi ambienti piuttosto che in altri e re- galitico. La vista mozzafiato su uno strapiombo di qualche
centi studi hanno rilevato che antichi luoghi sacri furono centinaio di metri e la sua particolare posizione, indicano
individuati e costruiti lungo questi canali. Questo incredi- che la misteriosa popolazione, che ha plasmato queste gi-
bile sito megalitico, denominato “La Porta delle Cornac- gantesche rocce, avrebbe scelto questo luogo per uno scopo
chie”, può essere considerato un accumulatore di tali ener- preciso. Avverto subito una forte energia, mi viene sponta-
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gie. Già citato in un articolo dell’Eco di Bergamo nel 1963 neo appoggiare la mia mano su una delle lastre angolari di
dallo storico Ildebrando Santagiuliana, che lo aveva già ipo- porfido perfettamente levigata, avverto un calore anomalo
tizzato come possibile struttura megalitica, modellata a sco- ma nello stesso tempo benefico. Mi trovo attonito di fronte
po difensivo e/o religioso da una misteriosa e remota civiltà a 11 enormi blocchi di pietra, alti da 2,5 a 3 metri, sono al-
che popolava queste zone, si trova ad una altitudine di cir- lineati nei pressi di un precipizio, nel quale ne sarebbero

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senza di un confine tra due importantissi-


me faglie della crosta terrestre, quella euro-
pea e quella africana, zona considerata tel-
lurica per le enormi energie in gioco, ma
mai segnata da eventi o cataclismi naturali.
È davvero suggestivo osservare le due plac-
che proprio dal crinale sacro nel loro preci-
so incontro, la divisione è netta e quasi sur-
reale: si notano le montagne di colore ros-
siccio da un lato (Europa), mentre dall’altro
è evidente la colorazione grigia (Africa). Lo
stesso Vittorio Emanuele II durante una vi-
sita per una battuta di caccia, fu affascinato
dalla bellezza di questa valle al punto da ag-
giungere la parola “Bello” al nome della cit-
tadina. Infatti il luogo aveva solo il nome di
Ronco ma il Re, data la meraviglia che si
apriva davanti ai suoi occhi, esclamò: «Que-
precipitati due, formando un'apertura nella “cinta" da cui sto non è Ronco, ma Ronco-bello» firmando con un atto
avrebbe origine lo stesso nome di “Porta delle Cornacchie". ufficiale il nuovo nome. Una struttura quella di Ronco-
Sono massi squadrati alla base e in parte ai lati, hanno una bello non unica in Italia: a circa mille chilometri di di-
conformazione cubica anche se sicuramente sono stati le- stanza, in Calabria in località Nardo di Pace, si trova un al-
vigati dalle intemperie di diversi millenni. Sono disposti in tro gruppo di monoliti molto simili, sia per il taglio delle
maniera molto regolare e ciò che li caratterizza è il taglio rocce che per la probabile funzione sacra. Complesso non
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netto che li divide. Ancora più enigmatico è il fatto che l’in- ancora ben studiato, ma di grande effetto per i suoi nume-
tero complesso poggia su una base di arenaria che nulla ha rosi massi levigati, sovrapposti e perfettamente tagliati. Due
a che fare con il porfido, materiale di cui sono formati i gi- sono i siti principali a Nardo di Pace: il sito “A”, quello più
ganteschi blocchi, che sono perfettamente allineati in dire- in alto perchè sulla sommità di una collina, nel quale so-
zione nord/sud. È davvero difficile pensare che solo la na- no stati recentemente rinvenute incisioni antichissime, pe-
tura possa avere modellato questi blocchi. troglifi risalenti addirittura a 8000 anni fa; e il sito “B”, po-
Tento di abbracciare il monolite più grande ma non arrivo co più a valle, anch’esso sorprendente per l’enigmatica po-
alla metà del suo perimetro, potrebbe pesare fino alle quat- sizione delle pietre. Ciò che colpisce è che l’intero sito
tro tonnellate. Nell’antichità era molto diffusa la tecnica di calabrese poggia su di una gigantesca struttura conica a
modificare strutture naturali per renderle veri e propri tem- terrazze, somigliante ad una enorme piramide nascosta
pli di adorazione. Spesso, ad esempio, le colline per la lo- dalla vegetazione esattamente come la Porta delle Cor-
ro forma piramidale venivano riservate come ambienti ri- nacchie, poggiante anch’essa sopra una struttura ano-
tuali edificando il tempio alla loro sommità. L'osservazio- mala. Ancora una volta ci troviamo di fronte a qualcosa
ne del moto del sole e della luna e la ricerca di ambienti che mette in dubbio la scienza ufficiale, che considera
adatti a permettere una visione d'insieme della volta celeste questa “Stonehenge” una formazione naturale. Istitu-
e delle terre circostanti, luoghi che potevano dare l’illusio- zioni ancora una volta poco presenti.
ne di essere sempre più vicini ai moti celesti
e agli Dei, portarono svariate civiltà, differenti
per epoca e lontananza, a far sorgere templi
quasi indistruttibili ed eterni. Durante la mia
esplorazione mi trovo sopra l’enorme struttu-
ra, sembra di essere sul tetto del mondo, la ri-
percorro fino ad una delle estremità. Sull’an-
golo del monolite più grande, dove ha inizio
“la Porta delle Cornacchie”, c’è qualcosa che
attira la mia attenzione: è un incavo talmente
regolare che sembra essere stato fatto per ospi-
tare un grosso oggetto geometrico di forma
triangolare, ma sembra esserne rimasta solo
una parte, la metà esatta di ciò che un tempo
era anche inserito sull’altro blocco di porfido
crollato. Mi vengono subito in mente le cer-
niere metalliche o lignee che venivano utiliz-
zate per unire strutture a blocchi, spesso rin-
venute in antichissimi siti in tutto il mondo.
Un’altra particolarità della montagna che
ospita la “Porta delle Cornacchie” è la pre-

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Roncobello come Nardo di Pace cu- ospita i famosi “astronauti


stodisce nelle sue terre antichissimi della Valcamonica” e la cor-
segreti, a volte tramandati attraverso rispettiva Rosa Camuna.
leggende locali, detti popolari appa- Due elementi presenti solo
rentemente semplici ma che avrebbe- qui e da nessun’altra parte.
ro origine da remoti e misteriosi po- La Rosa Camuna è accom-
poli che hanno diffuso un culto più pagnata da figure di guerrie-
antico delle loro stesse origini. Culti ri o sciamani (così descritti
che affondano le loro radici su qual- dalla ricerca ufficiale) che
cosa che ancora ci sfugge ma che ci sembrano danzare attorno
lega indissolubilmente al cielo, alla ad essa. È azzardato chia-
terra, al movimento degli astri e agli marli “astronauti” ma è pro-
antichi Dei. E, nonostante parlare di prio quello che richiamano,
giganti possa sembrare assurdo, mol- almeno ai giorni nostri, per-
te volte resta l’ipotesi più plausibile ché solo oggi, per la prima
per spiegare lo spostamento di enor- volta possiamo confrontarli
mi blocchi con tale facilità. La ricerca a qualcosa di conosciuto:
del nostro lontanissimo passato deve esseri antropomorfi che
continuare senza mai fermarsi. Gli sembrano discendere dal
eventi climatici planetari nel corso cielo. Sembrano indossare
dei millenni hanno sconvolto le terre caschi, tute aderenti e stivali
che ospitarono templi, coperto prove ai piedi. Esseri in movimen-
dell’esistenza di antiche e sconosciu- to: hanno gambe piegate co-
te civiltà. Fino a non molto tempo fa me in preparazione ad un
avevamo in mano solo piccoli granel- impatto con il suolo, sospe-
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li di sabbia, in confronto all’enormità si in aria sembrano cadere
archeologica del nostro passato, sco- nel vuoto. Appare spesso so-
perte impensabili ma possibili ai gior- pra le loro teste la nostra Ro-
ni nostri grazie all’“occhio divino” sa Camuna, che la scienza
che si chiama “satellite”. Perché non ufficiale considera un fiore, da cui il veniva rappresentato nei cosiddetti
considerare questi blocchi megalitici nome, o una croce antica. Roncobel- “simboli solari”, accompagnandolo
come una porta verso il cielo e quin- lo si trova quasi alla stessa distanza da ad altri corpi celesti, quali la luna e le
di anche verso il passato? Il continuo Teglio, città che ospita la famosa “Ste- stesse comete. Ed è proprio ad una
sorgere e tramontare del sole, i solsti- le di Caven”, uno tra gli oggetti più cometa la forma a cui è stata compa-
zi, gli equinozi e la volta celeste che enigmatici in Italia. È una pietra da- rata la stele di Caven da Adriano Ga-
ruota e muta nel corso dei millenni, tata al III millennio a.C. dalla forma spani, denominandola come “teo-
sono gli stessi arcani meccanismi che ovale, con inciso un graffito di una morfo a dischi concentrici con tre ap-
hanno affascinato i nostri antichi e presumibile figura antropomorfa sti- pendici a forma di coda”. Un’imma-
abili avi delle Orobiche. Roncobello lizzata, interpretata come divinità gine importante, forse un evento da
non è un luogo anomalo isolato, a femminile. Ai suoi piedi 11 tratti for- ricordare, unico ed irripetibile, esatta-
qualche chilometro di distanza sono mano una U e la figura è disegnata mente quello che poteva accadere a
presenti due altri luoghi inspiegabili, da un corpo con un ovale molto gros- noi se la cometa Ison, nel novembre
che per la loro particolarità stanno so, che ricorderebbe un copricapo e del 2013, non si fosse dissolta. Teglio,
suscitando dibattiti e interrogativi. Il due protuberanze ipotizzabili come Capo di Ponte e Roncobello forma-
primo è Capo di Ponte, luogo che braccia. Un’immagine anch’essa pre- no un triangolo immaginario, all’in-
sente qui e da terno di un’area abitata un tempo dal
nessun’altra par- popolo dei Camuni. Un popolo cer-
te del mondo, tamente enigmatico se ci ha lasciato
come ad avvalo- non uno, ma tre luoghi in stretto le-
rare che gli abi- game con eventi non ancora spiegati.
tanti del luogo Una gigantesca porta del tempo si sta-
“avessero visto glia a Roncobello, davanti ai nostri
qualcosa”. I no- occhi, per donare alla gente del futu-
stri antenati era- ro un piccolo e intrigante messaggio:
no suggestionati dobbiamo proseguire la linea del no-
dagli eventi cele- stro passato, l’osservazione e lo studio
sti che dovevano degli astri dei nostri avi, gli interroga-
essere una qual- tivi dell’uomo devono mantenersi
che manifesta- eterni e aprirci a nuove affascinanti
zione delle divi- domande che forse in parte troveran-
nità. Il Sole, l’a- no risposta anche qui, alla soglia del-
stro principale, la "Porta delle Cornacchie’’

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