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Metodologie della ricerca in psicologia clinica

Metodologia della ricerca clinica (Università Cattolica del Sacro Cuore)

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Metodologia della ricerca in psicologia clinica:

cap.1. introduzione
la scienza= lo studio dei fenomeni attraverso un’osservazione rigorosa e una valutazione
sistematica.
I processi e le caratteristiche fondamentali della scienza:
- Generare teorie o spiegazioni concettuali dei fenomeni di interesse
- Formulare ipotesi per verificare queste spiegazioni
- Raccogliere dati in condizioni e circostanze particolari
- Valutare i dati per estrarre inferenze circa le ipotesi  giungere alle conclusioni
Tuttavia i processi non seguono sempre quest’ordine.

La scienza è indispensabile per quattro motivi:


1) Si necessita di metodi coerenti per acquisire conoscenze
Ci si auspica che gli standard usati da tutti gli scienziati del mondo per raggiungere delle
conoscenze siano coerenti.
2) La scienza è necessaria per identificare, individuare, isolare e rivelare molte delle relazioni
estremamente complesse che esistono nel mondo
La scienza si avvale di modalità controllate per isolare le influenze che altrimenti sarebbe
difficile individuare.
3) Indipendentemente dalla complessità delle relazioni, per rispondere a molte delle questioni
d’interesse è necessaria un’ampia quantità di informazioni per poter giungere a conclusioni
valide
4) La scienza è necessaria per superare i limiti del nostro modo abituale di percepire l’ambiente
e di trarre conclusioni
Le nostre percezioni sono caratterizzate da molte distorsioni soggettive che interferiscono
con l’acquisizione di una conoscenza più oggettiva.

L’obbiettivo della scienza è costruire un corpus di conoscenza affidabile sul mondo naturale.
Tuttavia ci si scontra con alcune limitazioni facenti parte dell’essere umano:
a) I sensi e i loro limiti:
le limitazioni dei sensi implicano la selettività nel cogliere le sfaccettature della realtà.
la scienza permette di superare alcune delle limitazioni fisiche della nostra normale
elaborazione delle informazioni.
b) Euristiche cognitive:
Modo in cui il soggetto organizza ed elabora l’informazione.
= processi che si svolgono al di fuori della consapevolezza, (esse guidano ed orientano nella
presa di decisione).
Traggono in errore quando si tenta di inferire relazioni basandosi esclusivamente su esse.
Es. il bias di conferma  riflette il ruolo giocato dai preconcetti e dalle credenze ed il modo in cui queste
convinzioni influenzano gli aspetti della realtà che si individuano.
Nello specifico selezioniamo, ricerchiamo e ricordiamo quelle evidenze del mondo che sono
coerenti e supportano la propria maniera di intenderlo.
c) La memoria:
la normale elaborazione delle informazioni è caratterizzata da influenze e distorsioni 
spesso non ci ricordiamo le cose come sono realmente accadute.

La metodologia  etichetta entro cui rientrano i principi, le pratiche e le procedure escogitate per
superare o minimizzare i bias che possono oscurare la conoscenza del mondo.
|
essendo inventata dalle persone non è perfetta, non elimina tutti gli errori\problemi ed è in continuo
sviluppo ed evoluzione.

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La psicologia per raggiungere i propri obbiettivi di studio si avvale spesso:


- Sia della ricerca di base  interesse per la comprensione delle fondamenta di svariati
fenomeni.
- Che della ricerca applicata  interesse all’impiego della conoscenza teorica per scopi
pratici e alla sua applicazione in contesti di vita quotidiani.

La metodologia fa riferimento ai diversi principi, procedure e pratiche che governano la ricerca


scientifica.
Si possono identificare 5 componenti della metodologia:
disegno di ricerca: progetto sperimentale per analizzare l’ipotesi d’interesse.
Assessment: misurazioni sistematiche impiegate per ottenere i dati.
Valutazione dei dati: i metodi usati per la gestione dei dati, la caratterizzazione del campione,
la descrizione delle misure delle prestazioni e per la deduzione delle
inferenze legate alle ipotesi.
Questioni etiche ed serie di responsabilità che lo sperimentatore ha nella conduzione dello
integrità scientifica: studio.
Le responsabilità etiche sono verso i partecipanti e verso l’aderenza agli
standard professionali della propria disciplina.
L’integrità scientifica comprende le responsabilità verso la comunità
scientifica.
Divulgazione dei modo in cui i risultati verranno comunicati in diverse sedi.
risultati:

La metodologia indica un modo di pensare e di risolvere i problemi.


Ci sono dei concetti chiave del pensiero scientifico:
la teoria  si riferisce a livello generale ad una spiegazione
risultati e conclusioni  i dati ottenuti, sono la caratteristica descrittiva dello studio.
Le conclusioni sono la spiegazione delle basi del risultato, sono la parte interpretativa e teorica.
La parsimonia  pratica di fornire la spiegazione dei dati più semplice rispetto a quelle disponibili.
Ipotesi rivale plausibile  considerabile la sorella metodologica della parsimonia.
Un’interpretazione dei risultati che considera altre influenze rispetto a quella che il ricercatore ha
studiato o intende discutere.

Cap.5. disegni di ricerca sperimentali con gruppi:


I disegni di ricerca più frequentemente usati in psicologia confrontano gruppi di soggetti sottoposti
a diverse condizioni controllate dallo sperimentatore.
Selezione dei soggetti:
la selezione casuale  si riferisce all’estrazione dei soggetti dalla popolazione totale di interesse in
maniera tale che ogni membro appartenente alla popolazione abbia una uguale probabilità di venire
estratto.
Se il campione è ampio  si può presumere l’assenza di particolari bias nei soggetti selezionati.
La selezione casuale incrementa la generalizzabilità (validità esterna) dei risultati sperimentali.
Per fare affermazioni valide sulla popolazione è necessario un campionamento attento di
diversi segmenti o sottogruppi di una popolazione, che rifletta le variabili soggettive e
demografiche di interesse.
|
entro tali gruppi le persone sono selezionate casualmente in modo che il campione finale rispecchi
questa distribuzione.
Nella ricerca psicologica solo occasionalmente le popolazioni sono studiate grazie alla selezione
casuale dei soggetti a partire da un gruppo più ampio ben definito.
Questioni critiche:

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- la diversità del campione: i processi psicologici fondamentali variano in funzione dell’etnia


e della cultura.
La diversità del campione dovrebbe essere affrontata al momento della definizione del
disegno dello studio.
- Dilemmi sulla selezione dei soggetti:
1’ dilemma  legato alla diversità del campione da includere nello studio.
È necessario includere un campione diversificato nella ricerca a meno che esista una
convincente ragione per non farlo.
2’ dilemma  espande il problema dell’etnia e della cultura  ci sono altri fattori
moderatori che hanno un’influenza pervasiva nei processi e nelle relazioni psicologiche.
il dilemma sta nel riconoscere quali moderatori potrebbero avere un impatto pervasivo
quanto l’etnia o la cultura e allo stesso tempo ammettere che non possono essere tutti inclusi
in modo esaustivo in un determinato studio.

Campione di convenienza:
è formato da soggetti che vengono studiati solo perché presenti in una situazione comoda o sono
disponibili per scopi abbastanza differenti.
Spetta allo sperimentatore valutare o mettere almeno in discussione se i caratteri distintivi del
campione possano o meno contribuire alla determinazione dei risultati ottenuti.

Assegnazione dei soggetti e formazione dei gruppi:


questione fondamentale  garantire che i soggetti divisi nelle varie condizioni non siano diversi
tra loro prima che intervenga la manipolazione sperimentale o che venga fornito l’intervento.
L’obbiettivo della ricerca è pareggiare i gruppi ad eccezione di una variabile sola che il ricercatore
desidera studiare o valutare.
è fondamentale assegnare i soggetti ai gruppi in modo imparziale.
Assegnazione casuale (Random)  consiste nell’allocare i soggetti nei gruppi in modo tale che la
probabilità di ogni soggetto di entrare a far parte di qualsiasi gruppo sia uguale.
|
nonostante sia il metodo migliore per l’assegnazione dei soggetti, in alcune situazioni non è
possibile applicarla.
Ci sono metodi per appaiare i soggetti tra i gruppi quando l’assegnazione casuale non è
praticabile alcune sono altamente sofisticate ed escludono che fattori di selezione costituiscano
una spiegazione alternativa dei risultati = matching

Gruppi equivalenti:
l’assegnazione casuale è importante per distribuire le caratteristiche del campione tra i gruppi.
Esistono svariate caratteristiche che se non controllate potrebbero interferire con la spiegazione
delle differenze tra i gruppi.
Variabili di disturbo  caratteristiche a cui nessuno è interessato ma che possono influenzare i
risultati.
L’assegnazione casuale è un metodo per allocare le variabili di disturbo in modo che non si
distribuiscano sistematicamente nei gruppi e, di conseguenza, rendere minima la probabilità di bias
di selezione.
Superata la soglia di un numero sufficiente di soggetti, si assume che le differenti variabili di
disturbo si distribuiscano uniformemente tra i gruppi.
L’assegnazione casuale è vista talvolta come un modo affidabile per generare gruppi equivalenti.
le piccole dimensioni del gruppo possono impedire di dimostrare che differenze reali siano
statisticamente significative, ma questo non significa che i gruppi non siano diversi.
Differenze tra i gruppi dopo l’assegnazione casuale sono più probabili quando la dimensione
campionaria è piccola e quando si verificano dei punteggi estremi nel campione.

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n.b. con l’assegnazione casuale la probabilità che i gruppi siano equivalenti aumenta in
funzione della dimensione campionaria  ciò significa che per piccoli campioni l’equivalenza
fra gruppi non può essere presunta.

Appaiamento o matching:
= il raggruppamento dei soggetti sulla base della loro condivisione di una particolare caratteristica o
di un set di caratteristiche.
Con l’appaiamento  i soggetti appaiono in ciascun gruppo con ogni livello della caratteristica cosi
i gruppi non differiranno per quella prima dell’esperimento.
|
si può realizzare in molteplici modi:
- Coppie di individui con punteggi identici (anche se esclude coloro che non hanno ottenuto
un punteggio identico a nessuno)
- Classificare tutti i soggetti dal punteggio più alto al più basso  usa tutti i soggetti
estraendoli dalla classifica a blocchi di due ed assegnandoli casualmente a ciascuno dei
gruppi.
L’appaiamento se seguito dall’assegnazione casuale è in grado di eguagliare i gruppi per la
caratteristica di interesse.

La natura delle variabili usate per le finalità di matching:


i soggetti vengono appaiati per quelle variabili che si sa\ritiene, essere in relazione alla performance
della misura dipendente.

L’appaiamento quando l’assegnazione casuale non è possibile:


normalmente prima i soggetti vengono appaiati e poi assegnati casualmente ai gruppi, per
distribuire la variabile in base alla quale i soggetti vengono appaiati.
|
questa procedura è in grado di incrementare la probabilità che i gruppi siano equivalenti per una
particolare variabile di interesse.
È tuttavia ancora possibile che qualche altra variabile non appaiata (variabile di disturbo) vari
attraverso i gruppi, e un’altra fonte di preoccupazione è che l’appaiamento su una variabile renda
inavvertitamente i gruppi ineguali su un’altra.
L’appaiamento si trova generalmente in studi in cui ci sono gruppi intatti o pre-formati, in cui
l’assegnazione casuale non è possibile.
Quando i soggetti non vengono assegnati casualmente ai gruppi, la probabilità di bias nella
selezione dei soggetti prima di qualsiasi intervento o manipolazione sperimentale rappresenta un
grosso problema.
Un modo per ottenere gruppi che siano appaiati è la corrispondenza dei punteggi di propensione.
|
= una procedura statistica il cui scopo è costruire gruppi che si corrispondano per tutte le variabili,
o per un ampio set di caratteristiche, che hanno contribuito alla selezione dei gruppi.
L’elemento distintivo è rappresentato dal fatto che i risultati o le condizioni cui vengono assegnati i
partecipanti hanno già avuto luogo e non sono casuali.
Essa genera gruppi equivalenti grazie all’appaiamento simultaneo di variabili multiple che
potrebbero essere legate all’appartenenza a gruppi differenti.
Il punto di forza sta nell’essere in grado di bilanciare un ampio numero di variabili per rendere i
gruppi equivalenti.

Prospettive per l’assegnazione casuale e l’appaiamento:


i due metodi per la formazione dei gruppi:

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- Assegnazione casuale degli individui ai gruppi


- L’appaiamento
Non sono necessariamente due metodi separati.

Disegni di veri esperimenti:


assegnare i soggetti ai gruppi senza commettere bias è una delle caratteristiche principali di un vero
esperimento.
Esistono molti tipi di disegno sperimentale:
Disegno con gruppo di controllo pre-test\post-test:
prevede un minimo di due gruppi:
- Un gruppo riceve la manipolazione sperimentale (intervento)
- L’altro no
I soggetti vengono testati sia prima che dopo l’intervento, di conseguenza l’effetto della
manipolazione si rispecchia nel cambiamento quantificato dalla differenza tra la valutazione inziale
e quella finale.
I soggetti vengono assegnati casualmente ai gruppi prima o dopo aver completato il pre-test.
È impiegato per tutti i casi in cui una condizione sperimentale (X) è applicata ad un gruppo ed
un’altra condizione all’altro gruppo.
In progetti del genere il disegno viene chiamato RANDOMIZED CONTROLLED TRIAL (RCT)
= non modifica il disegno ma evidenzia che il focus principale è sull’intervento.
Gli RCT sono spesso visti come il gold standard per valutare gli interventi  è il modo ottimale
per stabilire l’efficacia di un intervento.

Punti di forza:
- Controlla le minacce alla validità interna
- Appaiamento dei soggetti  consente di appaiare i soggetti per una delle variabili valutate
al pre-test che potrebbe influenzare i risultati.
- Valutazione delle variabili  valutare le variabili appaiate nei risultati
- Potenza statistica  incrementa la potenza statistica del test
- Analisi dei cambiamenti  esaminare chi è cambiato e quale % di individui è cambiata in
modo particolare
- Valutazione della mortalità  consente di valutare la mortalità in modo più analitico

Punti di debolezza:
- Effetto di sensibilizzazione al pre-test  indica che i risultati dello studio possono essere
generalizzati solo ai soggetti che ricevono il pre-test.
Più il pre-test è distante nel tempo e nello spazio dal post-test meno risulta adeguato, tra essi
potrebbero verificarsi eventi e processi in grado di oscurare gli effetti che altrimenti
potrebbero essere più realisticamente attribuibili alla manipolazione sperimentale. Nel
complesso la forza del disegno surclassa la minaccia che la sensibilizzazione al pre-test
oscuri i risultati.
- I partecipanti devono acconsentire all’essere assegnati casualmente al trattamento o alla
situazione di controllo
- Si sollevano questioni etiche quando un intervento elettivo, considerato migliore, viene
confrontato con una condizione di controllo o con nessun trattamento.

Disegno con gruppo di controllo solo al post-test:


è uguale al disegno precedente tranne per il fatto che non viene somministrato alcun pre-test.
L’effetto dell’intervento è qui valutato esclusivamente con una misura post-manipolazione.
L’essenza del pre-test esclude che l’effetto della manipolazione sia dovuto ad una sensibilizzazione
iniziale.

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Spesso un pre-test potrebbe non essere desiderabile o fattibile, un compormesso è somministrare


come pre-test solo una o poche misure estratte.
La mancanza di un pre-test solleva la possibilitàche le differenze tra i gruppi dopo la manipolazione
siano imputabili a differenze presenti già prima della stessa.
L’assenza del pre-test rende questi disegni meno popolari per ragioni aggiuntive, con campioni
clinici è spesso di importanza cruciale conoscere il livello di funzionamento delle persone prima
della ricerca.

Disegno a quattro gruppi di Solomon:


lo scopo è di valutare l’impatto del pre-test sugli effetti ottenuti con un intervento specifico.
Si vuole sapere se il pre-test influenzi davvero i risultati.
Grazie a recenti revisioni sistematiche si è giunti a due punti:
1) Nel contesto degli interventi per il funzionamento psicologico, medico e scolastico, la
sensibilizzazione al pre-test può influenzare i risultati ed indurre cambiamenti che
potrebbero non delinearsi con il solo intervento.
2) Troppi pochi studi di qualità sufficiente sono stati svolti per chiarire la portata ed i limiti
dell’impatto della sensibilizzazione al pre-test.
La sensibilizzazione al pre-test potrebbe inaugurare un nuovo metodo per incrementare gli effetti di
interventi altrimenti deboli.
Per rispondere alla domanda se ci sia o meno una sensibilizzazione al pre-test servono 4
gruppi.
I 4 gruppi sono formati dai due gruppi menzionati nel disegno con gruppo di controllo pre-test\post-
test più gli altri due gruppi del disegno con gruppo di controllo solo al post-test.
1) R A1 X A2
2) R A3 A4
3) R X A5
4) R A6

L’effetto del test viene valutato confrontando i due gruppi di controllo che differiscono solo per
aver o non aver ricevuto il pre-test.
L’interazione tra il pre-test e l’intervento si valuta confrontando il gruppo pre-testato con il
gruppo che non viene pre-testato.
I dati possono essere analizzati per valutare gli effetti del testing e l’interazione testing x trattamento
per fare questo i dati dell’assessment al post-trattamento di ogni gruppo vengono combinati in un
disegno fattoriale 2x2 ed esaminati con un’analisi della varianza a due vie.
Un’altra peculiarità del disegno è l’inclusione di repliche dell’intervento e delle condizioni di
controllo.
L’effetto del trattamento viene replicato in diversi punti del disegno.
L’effetto di un intervento può essere attestato da una comparazione entro i gruppi e da svariate
comparazioni tra i gruppi.
|
se da queste comparazioni emerge un pattern di risultati coerenti, la forza della dimostrazione risulta
notevolmente aumentata rispetto ai disegni che consentono un confronto singolo.

Disegno fattoriale:
i disegni precedentemente menzionati consentono di valutare l’impatto di una singola variabile
indipendente.
I disegni fattoriali permettono di indagare simultaneamente due o più variabili in un singolo
esperimento.
Per ogni variabile vengono rilevati due o più livelli\condizioni.
La ragione per realizzare tale disegno è l’interesse per l’interazione di due o più variabili

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un’interazione  indica che l’effetto di una delle variabili dipende dal livello di una delle altre
variabili.
N.b. l’impatto della variabile si verifica solo sotto certe condizioni o opera diversamente sotto
quelle condizioni.
Il disegno fattoriale è una famiglia di disegni che varia non solo per il numero e il tipo di
variabili, ma anche per il numero dei livelli all’interno di ogni variabile.
La variazione dei disegni fattoriali è influenzata anche dall’impiego o meno del pre-test.
Se viene somministrato il pre-test, il testing può diventare una delle variabili o dei fattori con due o
più livelli.
In questo disegno vengono incluse variabili multiple per affrontare le questioni circa gli effetti
separati e combinati di variabili differenti.
Il punto di forza è quello di valutare gli effetti di variabili separate in un solo esperimento.
È anche più economico rispetto a disegni a singola variabile separati.
Inoltre fornisce informazioni uniche sugli effetti combinati dalle variabili indipendenti.
Dal punto di vista pratico esistono dei vincoli tra il numero di soggetti che possono essere arruolati
in un dato studio ed il numero dei fattori che possono essere studiati agevolmente.

Disegni quasi sperimentali:


i disegni di ricerca in cui il ricercatore non riesce ad esercitare il controllo richiesto nei veri
esperimenti.
per tutti gli equivalenti quasi sperimentali dei veri disegni sperimentali, il gruppo di controllo non si
dimostra essere equivalente al gruppo sperimentale, generalmente perché i soggetti sono stati
assegnati prima dell’inizio della ricerca.

Disegno pre-test\post-test:
vengono confrontati soggetti non assegnati casualmente.
Un gruppo riceve l’intervento e l’altro no.
La forza del disegno dipende direttamente dalla somiglianza del gruppo sperimentale con quello di
controllo.
Tra le opzioni impiegabili per ridurre la probabilità di differenze tra i gruppi dovute a fattori
confondenti si trova la corrispondenza dei punteggi di propensione.

Disegno post-test only:


il problema di questo disegno è che l’equivalenza dei gruppi prima dell’intervento non può essere
valutata.
I gruppi potrebbero differire per innumerevoli dimensioni prima della manipolazione sperimentale.
Quindi attribuire le differenze di gruppo all’intervento potrebbe avere un’affidabilità statistica
veramente debole.
Inoltre questo disegno è vulnerabile ad ogni possibile minaccia alla validità interna.
Il disegno potrebbe essere utile come studio preliminare per vedere se un programma funziona.
Nonostante sia debole talvolta può essere il più valido a disposizione.

Disegni a trattamenti multipli:


caratteristica fondamentale  le diverse condizioni di ricerca vengono presentate ad ogni soggetto.
I trattamenti rappresentano le condizioni e potrebbero esserci due o più manipolazioni sperimentali
con o senza condizioni di controllo.
Nonostante la valutazione dei trattamenti sia entro i soggetti, nel disegno sono presenti gruppi
separati di soggetti.
Vengono usati gruppi separati con l’intento di bilanciare l’ordine dei trattamenti.
Bilanciare significa presentare i trattamenti secondo ordini differenti, cosi che l’effetto del
trattamento non venga confuso con la posizione in cui appare.

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Ci sono diverse versioni di disegni a trattamenti multipli a seconda del numero di trattamenti e del
modo in cui sono presentati.
Tutti i disegni potrebbero essere chiamati disegni controbilanciati perché tentano di bilanciare
l’ordine dei trattamenti attraverso i soggetti.

Disegno crossover:
deve il suo nome al fatto che ad un certo punto dell’esperimento tutti i soggetti “crossover”, cioè
vengono scambiati, all’altra condizione sperimentale.
Il disegno viene impiegato con due diverse condizioni sperimentali.
I due gruppi di soggetti assegnati casualmente differiscono solo per l’ordine con cui ricevono i due
trattamenti:
R A1 X1 A2 X2 A3
R A1 X2 A2 X1 A3
Non è obbligatorio effettuare il pre-test (A1) ma è comunemente impiegato.
Il fattore cruciale prevede che i gruppi ricevano l’intervento X1 e X2 secondo ordini diversi.
I soggetti vengono valutati dopo ogni intervento.
Il bilanciamento diverrebbe più complesso con l’aggiunta di ulteriori trattamenti, ma la versione
crossover ne prevede solo due.
È frequentemente usato per valutare l’effetto di un farmaco su vari sintomi e disturbi.

Disegno a trattamenti multipli controbilanciato:


basta un aumento del numero di condizioni affinché il contro-bilanciamento diventi molto più
complesso e l’ordine di somministrazione dei trattamenti risulti difficile da bilanciare.
Il disegno risulta completamente bilanciato se vengono forniti tutti i possibili ordini di trattamento.
Dal punto di vista pratico è un metodo troppo gravoso e le variazioni aumentano in maniera
esorbitante se si includono quattro o più condizioni.
Per praticità si ricorre al “quadrato latino”
| in cui
ogni condizione compare una e una sola volta in ogni posizione.

Posizione 1 Posizione 2 Posizione 3 Media o somma


delle sequenze
Sequenza A B C
(gruppo) 1
Sequenza B C A
(gruppo) 2
Sequenza C A B
(gruppo) 3
Media o somma
delle righe

Al termine dell’indagine, le analisi possono confrontare le diverse condizioni e verificare se fossero


presenti effetti:
Attribuibili alle condizioni

Effetti d’ordine  si riferiscono al confronto delle colonne, media o somma delle posizioni.
|=
quando l’ordine dei trattamenti è in grado di giustificare i risultati.
Effetti di sequenza  si riferiscono al confronto delle righe, media o somma dei gruppi.
|

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quando il piano dei trattamenti contribuisce ai loro effetti.


(rappresentano interazioni complesse che possono essere interessanti.

LA SEQUENZA DEI TRATTAMENTI NELLA TABELLA NON RAPPRESENTA TUTTE LE


POSSIBILI COMBINAZIONI.
Non tutti i trattamenti sono preceduti e seguiti da tutti gli altri, di conseguenza non c’è la
possibilità che il s disegno elimini le interferenze delle diverse sequenze.
La scelta di quali sequenze selezionare per un dato studio si basa sulla selezione casuale di una
tavola di quadrati latini.
Si potrebbe ricorrere ad un periodo di eliminazione washout= un intervallo progettato per eliminare
o ridurre qualsiasi effetto di carryover (effetto di trascinamento).
I soggetti ricevono le condizioni separate ma viene frapposto un certo intervallo di tempo con
l’aspettativa di ridurre l’effetto di trascinamento.

Effetto soffitto (ceiling) ed effetto pavimento (floor):


sono in grado di limitare la quantità di cambiamento che possiamo osservare.
Si riferiscono al fatto che cambiamenti nelle misure dipendenti potrebbero raggiungere,
rispettivamente, un limite superiore o inferiore, e rendere impossibile dimostrare ulteriori
cambiamenti.
La quantità dei cambiamenti prodotti dal primo intervento potrebbe non consentire che si
verifichino ulteriori cambiamenti.
Il problema è che l’assenza di differenze tra i gruppi su una misura potrebbe essere dovuta ai
limiti del range di punteggi calcolabili con quella stessa misura.
Se i punteggi dei diversi gruppi si ammassano sul limite superiore o inferiore della scala è possibile
rilevare ulteriori differenze solo se si amplia il range dei punteggi della scala = ci può essere un
limite numerico della scala che non consente di rilevare i cambiamenti.
Inoltre è possibile che nelle aree estreme della scala la quantità di cambiamento richiesto per
spostare un punteggio in un punto della scala sia molto maggiore di quella necessaria in punti meno
estremi.
Si potrebbe anche verificare l’eventualità che i punteggi estremi della scala non vengano raggiunti
da nessuno.
Nei disegni a trattamenti multipli, gli effetti soffitto e pavimento sono prontamente evitati quando i
cambiamenti comportamentali sono transitori poiché così non limitano il cambiamento del 2’ range.

Cap.6. gruppi di controllo e di confronto:


gruppo di confronto  qualsiasi gruppo che venga incluso nel disegno, al di là del gruppo
“principale”\di interesse.
Il confronto tra i gruppi permette allo sperimentatore di giungere a varie conclusioni.
I gruppi di controllo sono semplicemente una categoria dei gruppi di confronto che vengono inclusi
in uno studio.

Gruppi di controllo:
i più semplici vengono generalmente usati per arginare le minacce alla validità interna.
Il controllo di queste minacce si attua assicurandosi che un gruppo del disegno condivida le stesse
influenze del gruppo di intervento ma senza ricevere la condizione sperimentale.
Ne esistono diverse tipologie:
gruppi di controllo senza trattamento:
riceve tutti gli assessment ma nessun intervento e risponde alla domanda: in che misura le persone
potrebbero cambiare senza il trattamento?
È composto da soggetti assegnati casualmente alle condizioni.

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Viene valutato anche se non riceve l’intervento, la prestazione delle persone che ne fanno parte può
cambiare significativamente nel tempo a causa di altri fattori.
Valuta il tasso base del miglioramento dei clienti che non ricevono il trattamento oggetto della
ricerca.
Fa sorgere evidenti questioni etiche quando nega il trattamento in una condizione clinica.
Esse sono raggirabili comunicando all’inizio di uno studio che qualche soggetto potrebbe essere
assegnato alla condizione senza trattamento e che i soggetti devono partecipare allo studio solo se
ritengono tale eventualità accettabile.
Tuttavia i clienti potrebbero accettare e partecipare in un primo momento per poi ritirarsi nel caso in
cui non si trovino assegnati al gruppo di trattamento.
Esistono anche problemi pratici tra cui il fatto che le persone assegnate a tale gruppo una volta
iniziato lo studio potrebbero decidere di non collaborare.

Una parziale soluzione all’assenza di trattamento è:


Il gruppo di controllo in lista d’attesa:
piuttosto che non somministrare alcun trattamento lo si può semplicemente posticipare.
 sospende un trattamento per un determinato periodo di tempo, dopo il quale l’intervento viene
fornito.
Il periodo durante il quale il trattamento viene negato al gruppo di controllo corrisponde
all’intervallo dell’assessment dal pre trattamento al post trattamento per il gruppo sperimentale.
I casi in trattamento e quelli in lista d’attesa vengono valutati all’inizio dello studio e quando il
gruppo sperimentale ha completato il trattamento.
Non appena la seconda batteria di assessment viene somministrata, il gruppo di controllo potrà
iniziare il trattamento.
Ai clienti di controllo viene garantito il trattamento entro un determinato intervallo di tempo.
È caratterizzato da tre elementi fondamentali:
1) Se si effettua un pre-test, non ci deve essere alcun trattamento nel periodo che va dal I al II
assessment per il gruppo di controllo in lista d’attesa.
2) Il tempo trascorso tra il I ed il II assessment del gruppo di controllo deve corrispondere al
periodo che intercorre tra l’assessment pre e post trattamento del gruppo sperimentale.
3) I controlli in lista d’attesa prima completano le valutazioni pre e post test e solo in seguito
ricevono il trattamento.
Il suo impiego ha molti vantaggi tra i quali la possibilità di un’attenta valutazione degli effetti del
trattamento in differenti punti del disegno.
Esso non risolve completamente i problemi etici dell’assenza di un trattamento ma almeno migliora
la situazione.
I problemi etici riemergono quando i clienti hanno bisogno di un trattamento immediatamente e
ritardarlo potrebbe avere serie conseguenze.

Esiste una limitazione per questo gruppo di controllo:


tali soggetti ricevono il trattamento immediatamente dopo che hanno terminato il loro ruolo di
partecipanti momentaneamente senza trattamento quindi non è possibile valutare l’impatto a lungo
termine di alcuni processi perché il gruppo di controllo non sarà più disponibile essendo diventato
un altro gruppo di trattamento.

Gruppo di controllo senza contatto:


il solo processo di entrare a far parte di uno studio di trattamento mobilita la speranza e l’aspettativa
di miglioramento.
Si tratta di soggetti che non ricevono il trattamento e non sanno di ricoprire il ruolo di
partecipanti.

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La valutazione iniziale può essere effettuata con un falso pretesto così come per ottenere ulteriori
informazioni si simula un’attività ordinaria così che non ci sia un’associazione con lo studio sul
trattamento.
Si può intendere il gruppo di controllo senza contatto con due accezioni diverse:
- Gruppo di soggetti che non sanno di partecipare ad uno studio
- Gruppo di intervento in cui i partecipanti non hanno alcun contatto con un professionista
Avvalersi di tale gruppo di controllo è raramente una strada percorribile, anche solo perché è in
antitesi al consenso informato per esempio.

Gruppo di controllo senza un trattamento specifico o gruppo di controllo attivo:


tenta di eliminare le minacce alla validità interna ma anche quelle alla validità di costrutto.
L’aspettativa che il paziente si crea nei confronti del trattamento, e forse, la credibilità del dottore
che lo somministra sembrerebbero essere i fattori responsabili dei cambiamenti.
È progettato per controllare i fattori comuni che si associano al partecipare ad un trattamento.
Anche qui si sollevano questioni etiche:
- somministrazione di un trattamento che non è fondato su basi teoriche o evidenze empiriche.
- Inammissibile per clienti che necessitano di cure cliniche
n.b. i pazienti non devono essere sottoposti al placebo se è possibile somministrare una qualsiasi
altra condizione alternativa.
Non esiste alcuna giustificazione per infliggere sofferenze inutili.
L’impiego di una condizione di controllo senza un trattamento specifico può avere effetti deleteri
sui clienti che vanno al di là dell’assenza degli immediati benefici che apporterebbe il trattamento.
Il far parte di un gruppo di controllo senza un trattamento specifico potrebbe influenzare le
credenze sulla terapia in generale ed esercitare un impatto sul successivo uso del trattamento da
parte del cliente.
Il cliente che riceve un trattamento falso potrebbe voltare le spalle alla terapia in futuro.

Trattamento standard:
per ovviare alle problematiche etiche fin qui espresse, il ricercatore può decidere di confrontare il
trattamento di interesse con il trattamento usuale o standard che generalmente viene somministrato
in un certo contesto clinico.
In realtà si tratta di un termine ingannevole  non esistono standard del TAU tra i diversi terapeuti.
In breve non c’è un’idea precisa di quello che sia il TAU.
Esistono quattro vantaggi che derivano dall’impiego del TAU come condizione di confronto:
1) Sono rispettate sia le richieste di trattamento che le questioni etiche. Tutte le persone
possono ricevere un trattamento attivo.
2) Il ritiro dei partecipanti potrebbe essere minore per il fatto che tutti ricevono un trattamento
reale ed effettivo (questo ha implicazioni sulla validità e quindi non è irrilevante).
3) Dato che la cura è quella normalmente offerta dal servizio, è probabile che molti dei fattori
comuni o non specifici della terapia vengano controllati.
4) Maggiore soddisfazione da parte dei clinici.

Tuttavia anche i TAU sollevano i loro dilemmi:


a) È difficile conoscere in cosa consistono i TAU
b) Il ricercatore deve monitorare e valutare attentamente il trattamento
c) è consigliabile supervisionare, monitorare e valutare anche il TAU
d) In molte cliniche il TAU potrebbe essere somministrato con leggerezza e flessibilità
Da un punto di vista etico il TAU potrebbe rapidamente diventare poco sostenibile, dal momento
che si è dimostrato essere meno efficace rispetto al nuovo trattamento.
Inoltre in linea di massima i TAU non sono replicabili  non ne vengono documentate le procedure
e sono presenti numerose variazioni.

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L’ambiguità della condizione TAU può essere corretta:


- Documentando cosa viene fatto effettivamente
- Osservando il trattamento standard per estrapolarne le linee guida e le procedure.

Gruppo di controllo appaiato:


Il suo scopo è assicurarsi che i gruppi siano equivalenti rispetto ai fattori potenzialmente importanti,
ma concettualmente e proceduralmente irrilevanti, che potrebbero essere responsabili delle
differenze riscontrate tra i gruppi.
Lo yoking (appaiamento) = uguagliare i gruppi su una variabile che potrebbe sistematicamente
variare attraverso le condizioni.
È una procedura per appaiare i soggetti sottoposti all’intervento con quelli che non lo ricevono.
Il numero di sessioni per ciascun soggetto di controllo verrà determinato dal numero di sessioni del
soggetto del gruppo sperimentale con cui è stato accoppiato\appaiato.
È necessario testare prima il soggetto sperimentale per poi procedere alla somministrazione del
trattamento al soggetto di controllo ad esso correlato.
La condotta del soggetto sperimentale determina che cosa accade al soggetto di controllo.
Alla fine dello studio il numero di sessioni terapeutiche sarà identico tra i gruppi.
Se nel disegno esiste un terzo gruppo, il gruppo di controllo senza trattamento, la tecnica di Yoking
potrebbe essere applicata efficacemente anche a questo.
È da applicare nel caso in cui una qualsiasi caratteristica dell’intervento o della manipolazione
possa subire delle variazioni tra i gruppi durante un esperimento.

Gruppo di controllo non assegnato casualmente o non equivalente:


aiutano a scartare specifiche ipotesi alternative e rendono meno plausibili determinate minacce alla
validità interna.
Ci si può avvalere di un gruppo del genere quando non è possibile formare un gruppo di
controllo senza trattamento attraverso l’assegnazione casuale.
Il loro obbiettivo è ridurre la possibilità che altre influenze possano spiegare i risultati ottenuti.
Il fine è capire quanto siano plausibili le minacce alla validità e se esista qualcosa nello studio che
possa aiutare a rendere meno verosimile una minaccia potenzialmente critica  l’assegnazione
casuale può essere d’aiuto ma non è perfetta cosi come i gruppi di controllo non equivalenti.
Tuttavia tali gruppi di controllo non equivalenti rendono possibile l’applicazione di ulteriori
tecniche di matching che riducono ulteriormente la possibilità che bias di selezione rappresentino
una spiegazione verosimile dei risultati.

Considerazioni chiave nella selezione dei gruppi:


non esistono delle regole fisse per decidere quali gruppi includere nello specifico, ma ci sono delle
linee guida:
1) Chiedersi che cosa si deve controllare in uno studio  quali minacce alla validità.
2) Riflettere su quali saranno i risultati che si potranno ottenere  per decidere quali gruppi
includere prima di iniziare l’esperimento.
Mentre si considerano le variazioni dei possibili risultati ci si deve chiedere quali altre
interpretazioni potrebbero spiegare questo insieme di dati, si potranno apportare
cambiamenti ai gruppi sperimentali o aggiunte di gruppi di controllo per limitare il possibile
numero di interpretazioni alternative.
3) Ricerche precedenti potrebbero suggerire quali siano i gruppi di controllo essenziali per un
dato studio.
Man mano le domande di ricerca diventano più raffinate.
4) La selezione dei gruppi di controllo e di confronto potrebbe essere dettata o limitata da
vincoli etici e pratici.

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Valutare gli interventi psicosociali:


l’intento della ricerca in psicoterapia è identificare trattamenti efficaci, per comprendere le basi
sottostanti al cambiamento terapeutico e per elaborare i fattori responsabili dell’efficacia del
trattamento.

Strategia per l’intervento: domanda indagata: requisiti di base:


Strategie del pacchetto di l’intervento apporta cambiamenti? Richiede solo due gruppi:
intervento: Valuta gli effetti di un particolare - Gruppo di intervento
trattamento quando viene - Gruppo di controllo
ordinariamente impiegato. senza trattamento o
La nozione di pacchetto pone in lista d’attesa
l’enfasi sul fatto che il trattamento
potrebbe essere multiforme e
includere differenti componenti.
Strategia scompositiva: quali componenti sono necessarie, Due o più gruppi di
sufficienti o facilitano il intervento.
cambiamento? Uno riceve l’intero
pacchetto dell’intervento;
Per scomporre un trattamento, gli altri ricevono quel
singole componenti vengono pacchetto senza una o più
eliminate o isolate dal resto del delle sue componenti.
trattamento.

Strategia costruttiva: quali componenti o interventi Due o più gruppi di


sviluppo di un pacchetto ulteriori possono essere aggiunti intervento.
grazie all’aggiunta di per raggiungere un cambiamento Uno riceve l’intero
componenti che migliorino maggiore? pacchetto dell’intervento,
i risultati. gli altri gruppi ricevono
(è opposta alla strategia quel pacchetto arricchito di
scompositiva) una o svariate componenti.
caratteristica distintiva = la
combinazione di singoli
trattamenti.
|
i trattamenti combinati
possono risultare migliori
perché affrontano più
sfaccettature di uno stesso
problema o perché
agiscono in modo
combinato, dimostrandosi
più efficaci delle loro
singole componenti.

Strategia parametrica: quali cambiamenti possono essere Due o più gruppi di


si riferisce all’alterazione apportati ad un trattamento intervento che differiscono
di aspetti specifici del specifico, e la loro attuazione per una o più caratteristiche.
trattamento per determinerà un miglioramento?
determinare come
massimizzare il
cambiamento terapeutico.

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Le dimensioni o i parametri
sono alterati per trovare la
modalità ottimale di
somministrazione del
trattamento.
Strategia comparativa: quanto si dimostra efficace Due o più gruppi che
confronta due o più l’intervento se paragonato ad altri ricevono differenti
trattamenti. interventi per gli stessi problemi interventi.
clinici o per i medesimi obbiettivi
di intervento?
Strategia del moderatore: quali caratteristiche del paziente, Uno o più interventi ma
i moderatori = variabili che della famiglia, del contesto, o di divisi in base ai livelli di un
influenzano qualche altra altro, influenzano la direzione o la predetto moderatore.
condizione o variabile. portata del cambiamento con Es. la gravità dei sintomi
L’obbiettivo è esaminare i questo intervento?
fattori che potrebbero
moderare gli effetti del
trattamento.
Appartiene alla logica
della medicina
personalizzata.
n.b. è importante conoscere
i casi in cui i moderatori
non sembrano apportare
alcuna differenza.

Esistono dei limiti:


- È possibile che
siano implicati
moderatori multipli
- Una volta indagato
un moderatore
raramente si
analizza perché e
come agisce
- Studiare un solo
moderatore alla
volta è una
limitazione per
comprendere come
e per chi funziona il
trattamento
Strategia del mediatore: quali processi o costrutti mediano Uno o più interventi con un
la mediazione può la relazione tra l’intervento e il assessment sui presunti
avvicinarci alla cambiamento? processi che possono essere
comprensione del processo responsabili, indurre,
specifico che potrebbe spiegare statisticamente il
essere coinvolto. cambiamento.

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Cap.7. disegni caso-controllo e disegni di coorte:


In psicologia la ricerca osservazionale gioca un ruolo importante per svariati motivi:
1) Le principali questioni di interesse non consentono una manipolazione sperimentale
2) Si è molto interessati allo studio delle persone che hanno avuto particolari esperienze di
esposizione o deprivazione.
3) L’influenza di altre discipline ha ampliato le strategie di progettazione dei disegni usati in
psicologia.
4) I modelli scientifici si sono evoluti accordando un valore sempre maggiore ai disegni
osservazionali.
5) Le tecniche di analisi si sono raffinate in modo da rafforzare le inferenze tratte dalla ricerca
osservativa.
La scienza necessita di metodi diversi complementari l’uno all’altro  quindi non ha senso
contrapporre i veri esperimenti alla ricerca osservativa.

Disegni caso-controllo:
strategie con cui il ricercatore studia la caratteristica di interesse: forma gruppi di individui che
variano proprio per quella caratteristica ed esamina tratti attuali o passati dei gruppi.
Nella forma più semplice, con due gruppi, il ricercatore confronta soggetti che mostrano la
caratteristica (casi) con gli individui che non la possiedono (controlli).
La VI è la caratteristica o il criterio che è servito come base della selezione e potrebbe riflettere una
particolare esperienza o un determinato status.

Ne esistono diverse tipologie, quali:


Disegno trasversale:
i soggetti vengono selezionati e valutati in base alle caratteristiche che possiedono nel momento
presente.
L’obbiettivo = esaminare i fattori che sono associati con una particolare caratteristica di interesse
nel momento presente.

Disegno retrospettivo:
ha come obbiettivo tracciare inferenze sulle condizioni antecedenti che hanno portato, o sono
associate, ai risultati osservati.
È il tentativo di identificare la sequenza temporale tra possibili cause o antecedenti e un
conseguente risultato di interesse.
I soggetti che mostrano già il risultato di interesse (casi) vengono confrontati con quelli che non
manifestano il risultato (controlli).
Comprende misure che sono state progettate per elaborare il passato degli individui in ciascuno dei
gruppi.
Il disegno dice che in questo momento sei cosi (presente); il presente dice qualcosa del proprio
passato (antecedente).
|
un aspetto critico è la valutazione.
Gli studi retrospettivi consentono allo sperimentatore di identificare i correlati.
Alcune misure retrospettive sono imperfette, ma non lo sono tutte necessariamente e quindi non
dovrebbero essere messe da parte in modo categorico nella valutazione di uno studio.
Una valutazione retrospettiva non implica necessariamente un’informazione distorta. A far la
differenza è come e che cosa viene valutato.
Fare una valutazione retrospettiva può significare andare a recuperare informazioni
documentate o documentabili, che non presentano il problema della rievocazione dei ricordi,
anche se potrebbero avere altri problemi.

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Considerazioni per l’uso di disegni caso-controllo:


hanno punti di forza e di debolezza.
Punti di forza:
1) Si adattano bene allo studio di condizioni relativamente poco frequenti.
2) Sono facilmente realizzabili ed efficienti in termini di costi e risorse  il ricercatore
seleziona il campione e confronta i casi e i controlli in un singolo momento temporale. Non
si deve aspettare molto prima di poter rispondere alla domanda di ricerca.
3) La perdita di soggetti non è un problema in questi disegni. I soggetti vengono valutati una
volta sola durante una singola sessione di assessment.
4) Si possono spingere oltre la semplice dimostrazione della correlazione tra due o più variabili

Punti di debolezza:
1) Rilevano delle correlazioni ma la direzione della relazione tra una caratteristica e l’altra
potrebbe non essere del tutto chiara.
2) Non è possibile mostrare l’esistenza di una relazione causale tra una caratteristica ed
un’altra variabile. Sono tuttavia molto utili a formulare delle ipotesi che possono essere
rafforzate da analisi che aiutano ad escludere altre influenze.
3) Esistono bias di campionamento che potrebbero intaccare la relazione tra le caratteristiche di
interesse. La selezione dei casi e dei controlli potrebbe inavvertitamente generare campioni
in cui le relazioni osservate si discostano molto da quelle della popolazione generale.

Disegni di coorte:
strategie con cui il ricercatore studia uno o più ruppi costanti nel corso del tempo, ossia
prospetticamente.
Coorte= gruppo di individui che condivide una particolare caratteristica.
Un gruppo viene seguito negli anni  è indicato anche come studio longitudinale prospettico.
Ci sono due differenze principali con gli studi caso-controllo:
a) I disegni di coorte seguono nel corso del tempo il campione per identificare i fattori che
conducono al risultato di interesse.
b) I gruppi vengono valutati prima che il risultato si sia verificato (al contrario nei disegni
caso-controllo i gruppi vengono selezionati sulla base di un risultato che si è già palesato).
La loro potenza sta proprio nella possibilità di stabilire le relazioni tra gli eventi antecedenti e i
risultati.
L’intervallo di tempo indagato varia a seconda degli obbiettivi della ricerca.
Esistono diverse varianti di questo disegno:

Disegno di coorte a gruppo singolo:


identifica soggetti che soddisfano un particolare criterio e li segue nel corso del tempo.
I requisiti di base prevedono che:
- l’assessment venga effettuato in almeno due momenti distinti
- il campione sia consistente
- il campione modifichi il suo status, nel corso del tempo, in relazione al risultato di interesse.
La maggior parte degli studi considera un intervallo di 1\2 anni.
Tuttavia per molti studi di coorte non esiste uno studio con una finestra temporale ma una serie di
studi in corso che attingono a diversi intervalli di tempo e che considerano diverse sfaccettature del
campione che stanno studiando.

Disegno di coorte dalla nascita:


è uno studio che inizia con un gruppo di soggetti che entrano a far parte della ricerca a partire dalla
loro nascita.
Solitamente si stabilisce uno specifico intervallo temporale e una determinata località geografica.

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Indagano spesso molti aspetti dell’esistenza dei soggetti e forniscono dei dati per la valutazione del
funzionamento della persona.
Le valutazioni vengono effettuate regolarmente anche se non con intervalli costanti.
Alcune misure variano in base ai momenti considerati, in corrispondenza delle differenti fasi di
sviluppo che stanno vivendo i partecipanti.
Caratteristiche particolari:
1) la forza dello studio deriva da assessment globali ripetuti su periodi prolungati n.b. queste
estese e continue valutazioni potrebbero mettere a dura prova i soggetti.

2) l’insieme di dati ottenuti non ha uguali per quanto riguarda la comprensione della modalità
di sviluppo degli individui, nell’individuare i molteplici percorsi che conducono ad un
funzionamento adattivo o disadattivo.

3) Sforzi\costi\difficoltà rendono gli studi sulla coorte di nascita estremamente rari.

4) In genere sono necessari nuovi ricercatori nel corso dello studio  molto probabilmente i
partecipanti avranno un’esistenza più lunga della durata della carriera dei ricercatori che
hanno iniziato lo studio stesso.

n.b. tutti gli studi di coorte considerano una coorte di nascita.

Disegno di coorte multi-gruppo:


studio prospettico in cui due o più gruppi vengono identificati con un assessment iniziale e seguiti
nel corso del tempo per esaminare i risultati di interesse.
Si selezionano due gruppi che si differenziano per il fatto di essere stati o meno esposti a condizioni
di interesse e li si segue nel corso del tempo per osservarne gli esiti.
I soggetti sono anche qui seguiti prospetticamente.

Disegno longitudinale multi-coorte accelerato:


studio longitudinale e prospettico in cui più gruppi vengono studiati in modo speciale.
La caratteristica distintiva è l’inclusione di coorti che al momento dell’inizio della ricerca hanno età
differenti.
È definito “accelerato” perché include diversi gruppi, ognuno dei quali copre solo una porzione del
tempo totale oggetto di interesse.
n.b. nel disegno è presente una componente trasversale che consente di studiare tutti i soggetti,
che hanno età diverse, nel momento in cui entrano a far parte dello studio.
|
aiuta a risolvere due importanti questioni:
1) Può identificare se le caratteristiche di una particolare coorte siano riconducibili a influenze
storiche o a specifici influssi del periodo storico in cui la coorte è stata esaminata.
In un disegno di coorte a gruppo singolo, un gruppo viene seguito per un lungo periodo ed è
possibile che le informazioni ricavate dal gruppo risentano degli influssi dell’epoca in cui lo
studio è stato condotto.
Il termine “effetto di coorte”  si riferisce alle caratteristiche che si associano a diversi
gruppi in diversi periodi. (le persone comprendono perfettamente gli effetti di coorte nella
vita di tutti i giorni).
Un disegno multi-coorte accelerato consente di separare in maniera più chiara gli effetti del
periodo storico dal cambiamento evolutivo.

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2) Affronta la parte più difficile dei disegni longitudinali, ovvero l’estesa durata del periodo di
interesse. Rendendo più breve la durata dello studio è probabile che anche alcuni problemi
della ricerca longitudinale vengano ridimensionati.

Considerazioni per l’utilizzo dei disegni di coorte:


punti di forza:
1) La successione temporale tra eventi antecedenti e risultato di interesse può essere definita
con esattezza. (permette di distinguere questi disegni da quelli caso-controllo)
2) Le VI di interesse possono essere accuratamente valutate. Dato che i risultati di interesse
non si sono ancora verificati non conterranno bias di misura.
3) Dato che il disegno è prospettico e gli assessment vengono ripetuti in diverse occasioni, il
ricercatore può pianificare e gestire le misure che valuteranno accuratamente i predittori in
diversi momenti.
4) Sono perfetti per testare fattori di rischio, protettivi e causali.

Alcuni disegni di coorte mirano a valutare l’insorgenza di un particolare risultato.


Uno degli obbiettivi è identificare o classificare quegli individui che, in un secondo momento,
mostreranno un determinato risultato o esibiranno qualche particolare comportamento.

È importante conoscere i concetti chiave della ricerca psicologica:


1) Sensibilità  tasso\probabilità di identificare soggetti che si prevede mostreranno una
particolare caratteristica e che lo fanno effettivamente verificando la previsione. Il modo più
semplice e preciso per indicarla è la % dei veri positivi.
2) Specificità  tasso\probabilità di identificare individui che verosimilmente non otterranno
un determinato esito e di fatto non lo ottengono. Il modo più semplice e preciso per indicarla
è la % di veri negativi.

Individui che mostrano il Individui che non mostrano il


risultato risultato
La selezione predice chi A B
mostrerà il risultato Veri positivi (TP) Falsi positivi (FP)
La selezione non predice chi C D
mostrerà il risultato Falsi negativi (FN) Veri negativi (TN)

Punti di debolezza dei disegni longitudinali:


1) Richiedono tanto tempo e quindi poco adatti a rispondere a domande che richiedono una
risposta immediata o urgente.
2) Possono essere molto costosi
3) C’è il rischio di drop-out che minaccia la buona riuscita dello studio
4) È possibile che emergano degli effetti di coorte
5) Il risultato di interesse che si vuole esaminare potrebbe avere un tasso piuttosto basso nella
popolazione generale

Gli studi caso-controllo e di coorte sollevano alcune particolari questioni:


I problema  definire il costrutto che vuole studiare, che potrebbe avere delle implicazioni per
l’interpretazione dei risultati.
Se il disegno lo consente sarebbe preferibile avere più di una definizione operazionale capace di
delineare i gruppi.

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II problema  selezionare i gruppi


In psicologia i campioni vengono spesso selezionati in speciali contesti: alcune caratteristiche del
processo di reclutamento dei soggetti potrebbero influenzare le associazioni che vengono studiate.
Non è possibile riferirsi alle caratteristiche principali del campione senza considerare che i pazienti
selezionati incontrano uno o più criteri specifici (es. l’auto-selezione\gravità della disfunzione).
È da considerare anche la validità esterna  dal momento che se esiste una valida ragione per
ritenere che i soggetti siano verosimilmente differenti da quelli del campione studiato, le
conclusioni raggiunte potrebbero non essere immediatamente estendibili ad un gruppo che per
esempio non si è auto-selezionato.
n.b. anche il gruppo di controllo merita di essere attentamente considerato perché spesso è questo
gruppo che vincola lo studio e che limita il genere di affermazioni che il ricercatore può fare.
Le difficoltà emergono quando un gruppo speciale viene confrontato con un gruppo normale detti
spesso “controlli sani”.
L’unica conclusione generale che consentono di raggiungere i controlli sani è che i soggetti non sani
differiscono dai soggetti sani.
Se si vuole considerare uno specifico disturbo è consigliabile includere un altro gruppo con qualche
altro disturbo che presumibilmente non dovrebbe mostrare la caratteristica di interesse.
Includere un gruppo di controlli sani è una pratica corretta, ma spesso non è sufficiente per
supportare specifiche dichiarazioni sul gruppo target o sul gruppo di pazienti.
Esistono variabili che possono essere confuse con i criteri di selezione per delineare i gruppi.
Se le variabili confondenti non vengono valutate, non si potrà far altro che concludere che la
variabile principale determini i risultati, anche se in realtà potrebbe non essere vero.
Infatti esistono molte altre interpretazioni alternative, che non potranno essere escluse fino a quando
le variabili confondenti non saranno considerate nella progettazione del disegno o nell’analisi dei
dati.
Controllare i fattori confondenti è fondamentale per la determinazione delle conclusioni.
Ci sono svariati modi per controllare le variabili confondenti:
Nella prospettiva della pianificazione del disegno, i gruppi vengono appaiati sulle variabili che
potrebbero confondere le differenze osservate tra i gruppi.

III problema  successione temporale e inferenze causali:


Il problema più comune è implicare una relazione causale quando in realtà il disegno non consente
di fare affermazioni sulla successione temporale degli eventi considerati.

Cap.8 Disegni di ricerca sperimentali a caso singolo:


obbiettivo della ricerca  trarre conclusioni libere dalle minacce alla validità e dalle fonti di
errore.
I mezzi  disegni di ricerca e prassi che aiutano a raggiungere l’obbiettivo.
Spesso i ricercatori si focalizzano sulle prassi metodologiche
I disegni di ricerca sperimentali a caso singolo hanno la capacità di condurre indagini
sperimentali con un solo caso.
Sono veri e propri esperimenti che confrontano gli effetti di diverse condizioni sulla performance.
Si fanno inferenze sugli effetti di un intervento confrontando le diverse condizioni (che sono
presentate allo stesso soggetto nel tempo).
La valutazione continua  consiste nel misurare la performance del cliente ripetutamente in
diverse occasioni, solitamente prima dell’intervento e in modo continuativo nel periodo in cui
l’intervento è in atto.
Essa permette di esaminare le caratteristiche e la stabilità della performance in assenza
dell’intervento.

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 può essere sottoposto alle stesse limitazioni dei documenti di archivio, cioè è possibile
che le tracce siano selettive e non rappresentino il comportamento di tutti i partecipanti
di interesse.
 Potrebbero diventare reattive  una volta che la traccia diventa conosciuta come misura
di interesse i soggetti potrebbero diventare consapevoli di questo e rispondere di
conseguenza.

Vantaggi delle misure non invasive:


- Possono integrarsi con le tecniche usate più comunemente, e quindi aggiunge forza alla
validità esterna dei risultati sperimentali.
- Hanno fascino persuasivo  perché la misura è interessante di per sé.
- Hanno vantaggi pratici  possono essere ottenute senza la cooperazione o il consenso del
soggetto e sono spesso poco costose da raccogliere.

Limite delle misure non invasive:


- Ogni misura deve essere interpretata con attenzione
- Sono sottoposte ad una ricerca di validazione e quindi ci sono poche certezze che misurino
quello che il ricercatore desidera di misurare
- È difficile determinare in anticipo se la misura non invasiva sarà sufficientemente sensibile
- C’è la possibilità che sia registrata in modo selettivo e quindi non rappresenti il
comportamento di interesse.

Sono misure che devono essere corroborate con altre misure nello stesso modo con cui vengono
validati gli strumenti di valutazione.

Cap.14. Presentare ed analizzare i dati:


Controllare i dati:
ci possono essere molte inaccuratezze nella raccolta dei dati.
I dati devono essere controllati ed analizzati preliminarmente.
La valutazione statistica comprende due parti principali:
- La descrizione del campione
- Il trarre inferenze circa l’impatto dell’intervento

La descrizione del campione:


solitamente si vogliono delle misure:
della tendenza centrale  media, mediana, moda
della variabilità  range, deviazione standard
Terminata la descrizione del campione e valutate in modo approfondito le misure si può passare a
testare le ipotesi mediante un test di significatività statistica.
In aggiunta al test di significatività statistica sarebbe utile riportare altri valori:
a) Ampiezza e forza dell’effetto:
riguardano la forza della relazione tra la VI e VD o l’ampiezza delle differenze tra i gruppi.
Forniscono un’idea sull’associazione delle variabili.
Ci sono due ampie categorie di misure da evidenziare:
- Misure effect size (ES)  si concentrano sulle differenze medie tra i gruppi es. d di Cohen
- Misure correlazionali  si concentrano sulla varianza condivisa o la sovrapposizione delle
variabili studiate es. r ed r2
b) Intervalli di confidenza:
forniscono un range di valori e riflettono la probabilità che la differenza nella popolazione
cada entro un range particolare.

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L’intervallo lascia intravedere dove è probabile che si collochino i parametri della


popolazione e se anche la mancanza dell’effetto potrebbe essere ragionevole.
Aiutano ad andare oltre la dicotomia accetto\rifiuto l’ipotesi nulla.

c) Le barre di errore nella presentazione dei dati:


medie e differenze di medie non sono interpretabili se non si conosce nessuna misura di
variabilità, infatti su qualsiasi grafico è facile distorcere percettivamente quanto sembra
grande una specifica differenza.
Le barre di errore si riferiscono ad una misura di variabilità che viene di solito
rappresentata sopra e sotto alla media riportata nel grafico.
Quando i range delle barre degli errori non si sovrappongono allora le medie vengono
considerate significativamente diverse. Se c’è sovrapposizione questo significa che non è
probabile che le medie siano diverse.
Il loro punto di forza è nel fornire un range di valori invece della sola media e vedere fino a
che punto quei range si sovrappongono tra i gruppi e anche la precisione della stima.

d) Significatività statistica, dimensione dell’effetto e significatività clinica\pratica?

Le decisioni critiche nel presentare ed analizzare i dati:


Il trattamento dei dati mancanti:
in ogni studio in cui il soggetto viene valutato nel tempo c’è la probabilità che alcuni soggetti
lascino lo studio prima che tutti i dati siano stati raccolti.
L’attrito o i drop-out costituiscono una minaccia ad ogni tipo di validità.
Se gli individui interrompono lo studio i gruppi (formati con assegnazione di tipo casuale) non sono
più formati in modo randomizzato = la perdita di soggetti cambia lo stato di uno studio dall’essere
un vero esperimento ad un quasi esperimento.
Anche se i drop-out sono pochi si presenta un problema potenzialmente.
n.b. anche se lo stesso numero di soggetti per gruppo lascia lo studio si può generare un bias di
selezione perché non è detto che i soggetti che hanno lasciato lo studio abbiano anche le stesse
caratteristiche.

ci sono tre metodi principali impiegati per trattare i dati mancanti negli studi con due o più
opportunità di valutazione:
1) Analisi dei dati completi (listwise deletion)  i ricercatori analizzano i dati solo per quei
soggetti che hanno completato lo studio e che hanno completato le misure in tutte le sue
occasioni.
Essa tuttavia massimizza il bias nell’analisi dei dati, cioè i gruppi non sono più costruiti in
modo casuale e le differenze tra i gruppi possono riflettere chi rimane nello studio o chi
risponde a quello specifico trattamento.
I risultati possono essere difficili da interpretare.
Quando la N diventa più piccola e la proporzione di drop-out aumenta è più probabile che il
bias di selezione diventi un problema.
In sostanza elimina i casi mancanti.

2) Analisi intent-to-treat  è creata per preservare la randomizzazione dei gruppi tenendo


tutti i casi nello studio. Quindi i dati per ogni soggetto sono analizzati in accordo al gruppo a
cui a cui era assegnato sia che il trattamento programmato sia stato fornito, ricevuto o
completato oppure no.
Anche i soggetti che hanno lasciato lo studio devono essere inclusi.
Dà alta priorità a mantenere la composizione casuale dei gruppi.
Il metodo più frequente è usare l’ultimo dato che i soggetti hanno fornito,

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un’altra opzione è condurre una valutazione dei drop out al punto in cui hanno abbandonato
lo studio.
Anche se i soggetti non hanno terminato il trattamento avranno una valutazione intermedia
che potrà essere utilizzata per i loro dati alla fine quando l’analisi sarà completata.
= metodo conservativo di trattare i dati mancanti (si usano i punteggi pre trattamento anche
per il post trattamento).
Stimare i valori mancanti in questo modo modifica la variabilità  che viene ridotta
perché lo stesso numero precedente è usato per rimpiazzare il dato mancante anche se è
improbabile che nella realtà essi sarebbero stati uguali.

3) Modelli di imputazione multipla  possono fornire 5\10 stime di quale sarebbe potuto
essere un valore mancante. Una media delle stime dei dati fornisce una stima più difendibile
dei dati mancanti in generale.

Gli outliers e la possibilità di cancellare dei dati:


si possono individuare dei punteggi estremi nell’analisi.
Outliers = osservazione o punteggio che si discosta ampiamente dal resto dei punteggi nei dati.
Ovviamente i punteggi estremi possono distorcere i dati.
Si intende per outliers ogni punteggio che sia a 3 deviazioni standard dalla media.
Presumibilmente essi non devono essere eliminati semplicemente perché distorcono i dati, essi sono
infatti parte dei dati.
Se c’è una forte ragione procedurale che può spiegare la loro performance essa va messa in luce e
potrebbe essere una valida ragione per eliminarli.
Quindi cosa fare con gli outliers?
- Cercare di individuare delle ragioni della loro presenza
- Considerare un metodo per trattarli, alcuni prevedono una loro regolazione.
- Considerare più di un metodo per definirli se si sta pensando di eliminarli
Inoltre cancellare i punteggi estremi non è consigliabile per due ragioni fondamentali:
1) I punteggi estremi possono essere fonti di idee per la ricerca.
2) Il fatto di eliminare i soggetti e di come trattare i punteggi estremi è una questione ampia in
ambito scientifico.

Analisi che coinvolgono confronti multipli:


livelli di alpha = tasso di errore per confronto.
Con i test multipli il tasso di errore globale o di tipo I può essere molto elevato e quindi
rappresentare una minaccia alla validità della valutazione dei dati.
Per controllare il tasso globale di errore, alpha può essere corretto per il numero di confronti:
La correzione di Bonferroni  è basata sulla divisione di alpha (p=.05) per il numero di
confronti.
Essa controlla il tasso di errore globale.

C’è accordo sul fatto che i confronti multipli abbiano bisogno di alcuni aggiustamenti per
controllare l’errore di tipo 1.
Quando vengono calcolati tanti confronti senza controllare il tasso di errore la probabilità di
ottenere degli effetti significativi dovuti al caso aumenta.
L’uso della correzione di Bonferroni è abbastanza comune ma il numero degli effetti significativi
diminuisce quando viene usato un livello che ha avuto una correzione = tanto più l’alpha per i
confronti pair-wise diventa rigida, tanto più la potenza diminuisce ed aumenta la probabilità
dell’errore di tipo II.

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Ci sono altre alternative per il ricercatore che crede che i risultati principali sembrano scomparire
quando l’alpha viene corretto per controllare il tasso di errore di tipo I:
a) Il ricercatore può presentare i risultati sia per alpha corretti che per quelli non corretti.
b) Il ricercatore può selezionare un alpha per l’errore di tipo I che sia leggermente più
tollerante di p<.05.
c) Il ricercatore potrebbe non essere interessato a tutti i confronti possibili ma solo ad un
sottogruppo che si riferisce specificatamente a una o due ipotesi primarie.
d) Il numero dei test potrebbe essere ridotto combinando le misure dipendenti, i punteggi delle
misure molto correlate possono essere standardizzati e combinati in una sola misura.
Combinare le misure quando sono correlate le une alle altre può ridurre il numero di test
statistici.

Analisi multivariate ed univariate:


Test univariati  test separati per ciascuna misura, non prendono in considerazione la possibile
ridondanza delle misure e le relazioni che hanno le une con le altre.
Analisi univariate  esaminano una misura alla volta.
Quando ci sono molte misure dipendenti si possono considerare che i dati siano multivariati:
le analisi multivariate  includono molte misure in una singola analisi.
|
si usano quando si è interessati a capire le relazioni tra le VD.
Se si dovessero evidenziare effetti significativi allora si potrebbe passare successivamente a test
univariati per identificare le differenze specifiche su ciascuna delle VD.
Le analisi multivariate sono appropriate se il ricercatore considera le misure come concettualmente
associate ed è interessato ai modi per aggregare le misure specifiche.

Temi particolari nell’analisi dei dati:


comprensione ed esplorazione dei dati:
l’analisi esplorativa dei dati consiste in un tentativo di comprendere i dati e le strutture nascoste che
potrebbero generare ipotesi.
Consiste nel cercare le relazioni tra le variabili e le strutture nascoste nei dati.

Ricerca basata su dati raccolti precedentemente:


analisi secondarie  conduzione di studi empirici basati su dati già raccolti e disponibili.
|
considera due scenari:
meta-analisi  una metodologia che viene impiegata per combinare risultati provenienti da studi
diversi.
Le misure degli studi originali sono convertite in una metrica comune e quindi gli studi possono ora
essere combinati.
Con molti studi diversi si fornisce una stima migliore dei parametri della popolazione.
I passaggi per condurre una meta-analisi sono:
1) Identificare gli articoli da includere  che comporta la definizione dei temi della ricerca.
2) Progettare i criteri di inclusione ed esclusione
3) Decidere come sarà la ricerca per rilevare gli studi pertinenti
4) Ideare i sistemi di codifica per categorizzare e valutare il corpo della ricerca
5) Gli ES vengono calcolati a partire dagli studi e ciò può essere fatto in modi diversi.

Analisi dei dati secondaria  analisi dei dati che sono stati raccolti da qualcun altro.
L’analisi riconosce che ci sono molti database ed insieme di dati ricchi e disponibili.

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A partire da questo possono essere poste ed indirizzate delle domande che vanno oltre quelle per cui
i dati possono essere stati raccolti.
I passaggi per condurre un’analisi secondaria sono:
1) Trovare gli insiemi di dati esistenti
2) Leggere i manuali di codifica
3) Acquisire gli insiemi di dati e costruire un file di dati di lavoro
4) Condurre le analisi
L’analisi dei dati secondaria fornisce opportunità ricche, essa inizia con il fatto che le decisioni
chiave sono già state prese e stabilite.

Cap.16. Questioni etiche e linee guida per la ricerca:


Le questioni etiche  si riferiscono alle responsabilità morali, professionali e legali del
ricercatore. Si riferiscono alla responsabilità del ricercatore sui soggetti.
L’integrità scientifica  aderenza agli standard, alle responsabilità e alle norme nel condurre e
riportare uno studio. si riferisce alle responsabilità verso la scienza e la professione.

La pratica della professione è regolata da una serie di regole e linee guida per l’etica.
L’attenzione è stata richiamata da terribili abusi e metodi di ricerca.
Le questioni etiche sono rilevanti in modo diretto per la psicologia in sue modi:
- Molte questioni che sembrano specifiche delle scienze biologiche e mediche sono centrali
nella ricerca psicologica
- Anche quando una particolare linea di ricerca potrebbe non sembrare rilevante per la
psicologia essa potrebbe invece generare linee guida.
Ci sono situazioni che sollevano sistematicamente delle questioni etiche:
 Gli esperimenti richiedono la manipolazione delle variabili, aspetto che spesso potrebbe
proporre ai partecipanti di vivere un’esperienza non desiderata o potenzialmente
pericolosa.
 Trattenere ai soggetti alcune informazioni.
 La sperimentazione richiede la valutazione o l’osservazione del soggetto.

Le questioni etiche emergono anche dalla relazione tra il ricercatore\sperimentatore ed il


soggetto: la differenza nello status e nel potere dello sperimentatore e l’accesso alle informazioni
danno adito a possibili abusi sui partecipanti.
Per quanto i soggetti possano ritirarsi dalla ricerca, questa potrebbe non essere vista come
un’opzione realistica o probabile data la sproporzione di status.
Il consenso informato scritto viene richiesto per confermare che i soggetti abbiano capito lo studio
ed i loro diritti di non partecipare e ritirarsi dallo studio.

Alcune questioni etiche sono particolarmente salienti:


L’inganno  può assumere forme diverse in un continuum che va dalla rappresentazione
completamente errata della natura dell’esperimento e dall’altra l’essere ambigui circa l’esperimento
o il non specificare dettagli importanti.
Il punto in cui queste forme di inganno diventano spiacevoli dipende sia dalle situazioni in cui
vengono usate che dagli effetti che possono avere.
È stato criticato perché viola il valore dell’onestà tra gli individui.
Nella maggior parte degli esperimenti psicologici con soggetti umani la condivisione di tutte le
informazioni disponibili potrebbe non essere realistica.
Informare i partecipanti di tutte le informazioni solleva problematiche di:
- Validità di costrutto perché gli effetti possono non essere dovuti alla manipolazione da
sola ma alla combinazione con la conoscenza di quello che ci si aspetta.

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- Validità esterna  minacciata perché i risultati possono applicarsi solo agli individui che
sono consapevoli delle ipotesi.
la preoccupazione che la trasparenza possa influenzare i risultati è conosciuta da lungo tempo.
C’è un’altra situazione che coinvolge l’inganno associata alla ricerca sugli interventi  l’effetto
placebo.
Le procedure placebo possono dare un beneficio ai pazienti ma non sempre quanto il trattamento
veritiero.
Comunque per stabilire che l’inganno sia necessario devono essere rispettati almeno tre
criteri:
1) Deve essere giustificato sulla base dell’importanza delle informazioni che possono essere
rivelate dall’esperimento  i comitati etici valutano se le procedure siano giustificabili.
2) Ci devono essere delle garanzie che una metodologia non ingannevole non possa essere
usata per ottenere le stesse informazioni.
3) L’avversione verso l’inganno si riferisce alle procedure, al grado o tipo di illusione ed al
potenziale per gli effetti dannosi.
Si sta assumendo la prospettiva che i diritti umani debbano essere protetti.
Spesso nonostante l’inganno sembri necessario, la creatività dell’investigatore e le abilità
metodologiche e statistiche possono fornire una strada per ottenere le informazioni senza inganno.

Il debriefing:
lo sperimentatore deve descrivere la vera natura dell’esperimento una volta che è stato condotto.
= fornire una descrizione dell’esperimento ed i suoi scopi.
Ha un duplice scopo:
1) Contrastare o minimizzare qualsiasi effetto negativo che l’esperimento potrebbe aver avuto
2) Scopo educativo
Il modo in cui viene condotto il debriefing e in cui le informazioni sono passate al soggetto possono
enormemente variare tra gli esperimenti.
La sua importanza varia a seconda del tipo di esperimento e della natura dell’inganno.
N.b. Gli effetti dell’inganno possono persistere anche dopo il debriefing e questa è una ragione per
un’ulteriore cautela.
Talvolta non fare il debriefing è considerato accettabile.

Invasione della privacy:


si riferisce al cercare o all’ottenere informazioni di natura personale intromettendosi in quello che
gli individui considerano privato.
Ci sono tre condizioni per proteggere il diritto alla privacy nella ricerca:
- Anonimato  garantire che l’identità dei soggetti e le loro performance individuali non
vengano rilevate.
- Confidenzialità  significa che l’informazione non verrà resa disponibile ad una terza parte
senza la consapevolezza ed il consenso del partecipante.
- Accesso protetto ai dati di ciascuno
I report della ricerca clinica sono occasionalmente preparati per delle pubblicazioni in cui è
coinvolto un caso individuale  in questi casi si usano degli pseudonimi e vengono leggermente
modificati dei dati secondari, tuttavia in molti casi questo non protegge la confidenzialità.
L’invasione della privacy emerge spesso anche a livello delle comunità e dei gruppi culturali ed
etnici.
Anche quando l’identità dell’individuo non è conosciuta i risultati possono violare la privacy di un
gruppo vasto facile da identificare.
Inoltre alcuni gruppi più di altri possono vedere il semplice atto della ricerca come un’invasione
della privacy.

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Il consenso informato:
il principio per cui il partecipante deve essere informato sul progetto, sulle procedure ed
implicazioni e deve acconsentire alla partecipazione.
Nella pratica non è cosi semplice.
I ricercatori devono ottenere un consenso informato prima che i soggetti prendano parte allo studio.
Ovviamente è difficile fornire delle informazioni complete sull’intervento ed i suoi effetti, ma la
responsabilità del ricercatore è quella di fornire le informazioni disponibili e di fare affermazioni
ragionevoli sulle probabili ripercussioni della partecipazione in modo che i soggetti possano
prendere una decisione razionale.
I concetti ampi di cui tratta il consenso informato includono:
- Competenza  l’abilità dell’individuo di prendere una decisione ben ponderata e fornire il
proprio consenso consapevole.
- Conoscenza  si riferisce alla comprensione della natura dell’esperimento, le alternative
disponibili, i rischi potenziali ed i benefici.
- Volontà  si riferisce all’accordo a partecipare da parte del soggetto che viene fornito
spontaneamente e liberamente da costrizioni o imposizioni.
Essi non sono criteri inequivocabili che permettono di determinare quando il consenso è informato.
Il consenso non può mai essere completamente informato in quanto non si possono conoscere tutte
le possibili conseguenze che quindi non possono essere presentate appunto.
Anche la volontà solleva delle questioni, i partecipanti potrebbero considerare la propria
partecipazione per avere un successivo vantaggio.
n.b. gli incentivi di tipo monetario possono sollevare dubbi sulla volontà.
Il consenso informato è diventato la questione centrale per garantire la protezione del cliente
individuale.
Una domanda chiave è se i partecipanti capiscano o meno i documenti del consenso informato e le
procedure a cui hanno acconsentito a partecipare.
Il dilemma è che il consenso informato di solito si riferisce alle procedure a cui i soggetti vengono
esposti invece che al risultato delle procedure.
Molti documenti del consenso informato omettono dei punti chiave che dovrebbero essere
presentati, inoltre molte delle tecniche usate nella ricerca clinica sono più difficili da spiegare
rispetto ad altri metodi più modesti.

La ricerca condotta con bambini ed adolescenti solleva altre questioni, in questi casi il consenso
informato è solitamente fornito da un genitore o tutore legale, tuttavia se i soggetti sono abbastanza
grandi da comprendere la proposta di ricerca ed i rischi e benefici ad essa connessi, è richiesto un
loro assenso.
L’assenso= essere favorevoli alla partecipazione alla ricerca.  è in aggiunta al consenso
informato.

I comitati etici devono solitamente valutare:


- la proposta di ricerca  è valutata per esaminare il disegno di ricerca e le procedure. La
maggior parte degli esperimenti psicologici non coinvolge situazioni di rischio ed è definita
come situazione di rischio minimo.
Nel lavoro clinico molte caratteristiche estendono spesso le situazioni ben al di là del rischio
minimo e sollevano speciali dilemmi etici, quindi le procedure di revisioni di questi studi
sono più stringenti.
- le procedure di consenso  si spiega al soggetto lo studio e successivamente si completa il
modulo del consenso informato.
Il consenso informato deve contenere 8 elementi fondamentali.

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Nelle ricerche con i bambini ad essi viene sottoposto il documento di assenso che è molto
simile a quello del consenso informato ma le informazioni sono presentate in maniera più
semplice.
- i documenti di consenso  sono sottoposti a formale revisione etico appropriato al contesto.

Lo spirito del consenso enfatizza la responsabilità del ricercatore da massimizzare la comprensione


che i clienti hanno della ricerca.
Importanti sono le informazioni fornite al soggetto circa l’intervento  al ricercatore è richiesto di
spiegare lo stato attuale del trattamento partendo dal presupposto che il cliente sia capace di
comprendere l’informazione.

Negazione del trattamento:


ci sono situazioni in cui alcuni soggetti vengono assegnati alla condizione di non trattamento o a
quella di lista d’attesa.
Assegnare il cliente ad una di queste condizioni nega il trattamento ad una persona che potrebbe
beneficiarne.
Un ricercatore è obbligato a considerare seriamente se una condizione di controllo che ritarda o
nega completamente il trattamento sia necessaria per il conseguimento della ricerca.

Anche l’uso di trattamenti che hanno una bassa probabilità di essere efficaci solleva questioni etiche
per il ricercatore:
- il problema del cliente potrebbe non migliorare o potrebbe addirittura peggiorare in
mancanza di un trattamento efficace.
- I clienti potrebbero perdere fiducia nel processo del trattamento psicologico in generale
Il consenso informato solleva delle questioni che hanno degli effetti sul tasso di drop-out e sulle
minacce alla validità.

Le questioni etiche e le responsabilità del ricercatore sono codificate in molte linee guida.
Sono necessarie delle linee guida formali per almeno quattro ragioni:
a) Le linee guida codificano degli standard comuni e delle responsabilità, portando un certo
grado di coerenza tra le pratiche.
b) È utile effettuare dei controlli per assicurarsi che la parte più debole abbia delle protezioni.
c) Le linee guida rappresentano il supporto dei molti che hanno deliberato sulle questioni
etiche ma anche pratiche che devono essere considerate nel processo di decisione.
d) Le linee guida possono essere riviste ed aggiornate per maneggiare le nuove questioni che
emergono.
Le linee guida rappresentano lo sforzo di codificare la saggezza accumulata dall’esperienza e di
combinarla con i principi di come si è tenuti a comportarsi nei contesti professionali.

Ci sono tante linee guida diverse che governano e pratiche di ricerca e la protezione dei diritti dei
clienti.

Cap.17. Integrità scientifica:


la maggior parte delle questioni legate all’integrità scientifica sono fuori dalla portata dei comitati
etici.
L’integrità scientifica inizia con i valori centrali della scienza (riguardo il come si fa scienza) che
hanno implicazioni critiche per le pratiche metodologiche.
Si tratta di valori che includono il carattere degli individui, essi sono:
- Trasparenza
- Onestà
- Responsabilità

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