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TRA RISCHIO E PROTEZIONE. LA VALUTAZIONE DELLE COMPETENZE PARENTALI.

CAPITOLO UNO
Il protocollo sui fattori di rischio e sui fattori protettivi nasce per offrire uno strumento operativo
nella valutazione dei bambini che vivono relazioni familiari difficili o disagiate. Nasce dall'esperienza
clinica della dottoressa di Blasio ed è indirizzato a promuovere la salute, prevenire , valutare e
trattare le famiglie e i bambini vittima di violenza e abusi.
Alla base c'è modello Process Oriented: un approccio della psicologia dello sviluppo che descrive la
complessa articolazione degli elementi che partecipano alla crescita e al percorso evolutivo, e ai
processi di adattamento e male adattamento. Il percorso elaborato dal centro del bambino
maltrattato di Milano, prevede due fasi: la prima fase riguarda la rilevazione degli elementi salienti
della situazione familiare; la seconda fase, riguarda la valutazione del danno subito dal bambino: se
il danno il lieve e c'è richiesta spontanea della famiglia di aiuto oppure c'è un danno grave e
incapacità del genitore e chiedere aiuto. I fattori di rischio e fattori protettivi possono condurre a
relazioni psicopatologiche e devianti tra genitori e figli, e permette di comprendere in maniera più
approfondita, l'esito dell'adattamento o del mal adattamento delle competenze genitoriali. Guarda,
infatti a questo esito come ad un percorso costellato da eventi, da incontri e da legami significativi.
Il modello proposto parte dall'idea che il funzionamento dei genitori possa dipendere da più aspetti;
innanzitutto, da fattori individuali quali biologici, genetici e psicologici, fattori individuali che
provengono dalle relazioni familiari e sociali, quindi il vissuto di ogni genitore come figlio, come
bambino, fratello, ma anche il vissuto della coppia, la famiglia estesa, il lavoro e gli amici. Importante
è anche il ruolo della società e dell'ambiente, come ambiente fisico, salute, servizio e risorse della
comunità, condizioni economiche familiari, supporti governativi, incidono sia direttamente sul
funzionamento dei genitori e sia sulle relazioni familiari e sociali e sui fattori individuali. Il
funzionamento dei genitori si articola in cognizioni, emozioni, risposte comportamentali, e aspetti
sociali ed influenza direttamente l'adattamento e mal adattamento. c'è adattamento se prevalgono
fattori protettivi e se c'è competenza parentale. C'è male adattamento quando troviamo
compresenza di fattori di rischio e protettivi e la prevalenza dei fattori di rischio. è bene prendere
sempre in considerazione il periodo di vita e le varie fasi evolutive.
La resilienza rappresenta la manifestazione di un adattamento positivo, nonostante condizioni
esistenziali avverse ed è una caratteristica importante da prendere in considerazione nel momento
in cui si fa una valutazione.

il concetto di risorsa inteso come gli aspetti concreti e materiali di cui dispongono gli individui. Sono
le caratteristiche obiettive dell'ambiente sociale, territoriale, abitative ed economiche della
famiglia, la rete di connessioni parentali e amicali ma anche risorse individuali. I fattori protettivi
sono più connessi alle relazioni, alla qualità dell'ambiente, alle persone mentre i processi produttivi
indicano il modo in cui i fattori protettivi agiscono in condizioni di rischio. I fattori possono essere
sia distali che prossimali. i fattori di rischio distali sono: la povertà cronica, il basso livello di
istruzione, la giovane età della madre, la carenza di relazioni interpersonali, la carenza di reti
familiari, la famiglia monoparentale, esperienze di rifiuto violenza abuso nell'infanzia, la sfiducia
verso norme sociali istituzioni, accettazione della violenza delle punizioni come pratica educativa,
anche accettazione della pornografia infantile, e scarse conoscenze ed interesse per lo sviluppo del
bambino. tutti questi fattori vanno a creare una vulnerabilità di base che può essere ridotta o
amplificata dai fattori prossimali di rischio o di protezione. I fattori prossimali di rischio fanno
riferimento a fattori individuali come la psicopatologia dei genitori, la devianza sociale, l'abuso di
sostanze, la sindrome da risarcimento, ansia da separazione ecc, ma anche fattori familiari e sociali
come conflitti di coppia, violenza domestica, gravidanza non desiderate e infine delle caratteristiche
del bambino come malattie fisiche o disturbi della nascita e il temperamento difficile. i fattori
prossimali protettivi riducono il rischio e anche questi possono essere legati all'individualità, a la
relazione familiare e alle caratteristiche del bambino come un temperamento facile. i percorsi di
intervento possono essere di varia tipologia: in un primo caso si può dare aiuto e sostegno al
bambino e alla famiglia quando c'è una prevalenza di fattori protettivi , se c’è buona resilienza, un
locus of control interno, delle potenzialità e un senso di efficacia personale. Quando c'è con
presenza di fattori di rischio, amplificazione del rischio e di fattori protettivi si deve agire in tre
diverse modalità: proteggere il bambino, potenziare le risorse familiari virgola e monitorare il
bambino e la sua famiglia nel tempo. Se invece sono assenti fattori protettivi, si deve agire con
protezione e tutela del bambino con prescrizione alla famiglia e valutazione delle risorse della
famiglia stessa.

CAPITOLO 3: VIOLENZA NELL'INFANZIA E MALTRATTAMENTO


Sicuramente, i fattori di rischio che possono condurre a esito di violenza in famiglia, possono essere
vari, ma gli autori concordano nell'individuare: esperienze di violenze subite dai genitori in infanzia,
elevati livelli di stress personale, depressione materna, scarsa istruzione, basso quoziente
intellettivo e povertà ed un numero elevato di figli. anche partner violento, isolamento, lo scarso
sostegno sociale sono importanti fattori da prendere in considerazione. oltre a questi gioca un ruolo
importante anche il modello familiare: Russo descrive un modello specifico detto modello familiare
di sopraffazione, in cui la violenza è l'unica risposta possibile da utilizzare. Altri autori pongono
attenzione anche all'educazione eccessivamente rigida ricevuta dalla madre, agli eventi stressanti
nell'ultimo anno, alla disoccupazione del padre, ai problemi mentali e all'insoddisfazione coniugale.
Un autore di nome Sethlake ha posto attenzione al fatto che il rischio ed abuso psicologico aumenta
con l'aumentare dell'età del bambino e sono più esposte le famiglie a basso reddito e quelle che
provengono da altri posti. Nelle famiglie trascuranti, il bambino ha sempre la percezione che i propri
genitori non siano psicologicamente disponibili e in alcuni casi si può avere un'inversione di ruolo in
cui è proprio il figlio a prendersi cura dei genitori.

CAPITOLO 7: PSICOPATOLOGIE GENITORIALITÀ.


Uno studio interessante ha valutato figli di genitori affetti da psicopatologia al quarto anno di età,
mostrando come 1/3 sviluppa problemi gravi e persistenti a distanza di tempo, 1/3 non mostra
particolari problemi mentre il restante terzo sviluppa problemi temporanei. Tra le problematiche di
questi bambini sono frequenti: disturbi d'ansia, problemi cognitivi, disturbi psicosomatici, condotte
aggressive antisociali, bassa autostima, depressione, fallimento nei rapporti e a scuola. Secondo
fonagy e target, non è tanto il fatto che il genitore abbia la patologia psichiatrica ad essere
determinante per una situazione negativa, piuttosto il comportamento del genitore che mette in
atto nel quotidiano. Ci sono dei fattori che perpetuano il disagio durante la vita come la qualità del
legame tra madre bambino, i fattori socio economici, i fattori socio culturali, le dinamiche familiari
che possono avere un ruolo nel tempo, andando a peggiorare la situazione, oppure se si vanno a
supportare i fattori protettivi, la situazione in generale potrebbe migliorare. Nei casi di genitori cin
psicopatologia, il bambino si trova a vivere una situazione di parentificazione in cui è lui a svolgere i
luoghi il ruolo genitoriale.
CAPITOLO 8: GENITORI DEVIANTI ANTISOCIALITÀ
Capaldi parla di una trasmissione intergenerazionale dei modelli violenti con fattori di rischio, per
depressione e disturbo post traumatico da stress. I figli di genitori incarcerati mostrano maggiori
disturbi della condotta e dell'attenzione, disturbi di ansia e iperattività.
La devianza genitoriale, soprattutto materna prima dei 15 anni, sembra essere un importante
fattore di trasmissione intergenerazionale della devianza.
2 fattori sembrano favorire l’ interruzione della devianza in famiglia: attaccamento sicuro,
condivisione di valori morali e regole sociali e controllo attento e responsivo dei figli.

CAP.9 ABUSO DI SOSTANZE TRA I GENITORI


Nei genitori tossicodipendenti c'è un maggiore rischio di trascuratezza e violenza e che questi
sviluppino la stessa dipendenza dei genitori. Il comportamento di imitazione può essere molto forte.
Nei figli di tossicodip. c’è un maggiore arousal e maggiore disadattamento . I nonni possono
tamponare le mancanze dei genitori ma al contempo, va ricordato che sono genitori di
tossicodipendenti e potrebbero averne un ruolo.