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Abdulrazak Gurnah

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Abdulrazak Gurnah (Zanzibar, 20 dicembre 1948) è uno


scrittore e romanziere tanzaniano naturalizzato britannico, vincitore
nel 2021 del Premio Nobel per la letteratura[1].

Scrive in inglese e vive nel Regno Unito. I suoi romanzi più noti
sono Paradiso (Paradise, 1994), selezionato per il Booker Prize e
per il Whitbread Prize, Il disertore (Desertion, 2005), e Sulla riva
del mare (By the Sea, 2001), selezionato per il Booker Prize ed è
stato finalista per il Los Angeles Times Book Awards.[2]

Abdulrazak Gurnah nel 2009

Indice Premio Nobel per la letteratura 2021

Biografia
Temi e personaggi
Memory of Departure (1987)
Opere
Romanzi
Raccolte di racconti
Saggi
Note
Bibliografia
Altri progetti
Collegamenti esterni

Biografia
Nato nel 1948 sull'isola di Zanzibar, al largo della costa dell'Africa orientale e all'epoca facente parte del
sultanato di Zanzibar, ha terminato la scuola secondaria nel 1966, due anni dopo la rivoluzione, un periodo
fortemente connotato da disordini e violenze[3][4]. Per proseguire gli studi e fuggire ai conflitti in corso,
all'età di diciotto anni si è trasferito con il fratello in Gran Bretagna, presso un cugino che stava svolgendo
un dottorato di ricerca in un college a Wye, nel Kent.[5]

Dal 1980 al 1982 Gurnah ha insegnato alla Bayero University, a Kano in Nigeria. Nel 1982 ha conseguito
il dottorato di ricerca presso l'Università del Kent, dove dal 1985, fino al suo recente pensionamento,[6] ha
insegnato letteratura inglese e postcoloniale.[7]
Il suo primo romanzo, Memory of Departure, completato intorno al 1973, è stato inizialmente rifiutato dalla
Heinemann African Writers Series (AWS), la serie che ha fatto conoscere a livello internazionale molti
scrittori africani, tra cui Chinua Achebe, Ngũgĩ wa Thiong'o, Buchi Emecheta e Okot p'Bitek, ed è stato
pubblicato solo nel 1987 dall'editore londinese Jonathan Cape, cui Gurnah aveva inviato il suo manoscritto,
senza servirsi di alcun agente intermediario.[5]

A questo romanzo seguiranno Pilgrims Way (1988), Dottie (1990) e Paradiso (1994), finalista al premio
Booker Prize. Le opere successive includono Admiring Silence (1996), Sulla riva del mare (2001),
Desertion (2005), The Last Gift (2011) e Gravel Heart (2017), Afterlives (2020).

Temi ricorrenti nei suoi romanzi sono l'esperienza degli immigrati, l'appartenenza e il desiderio, lo
spostamento, la memoria e il colonialismo. [5]

Ha curato due volumi di saggi sulla letteratura africana, Essays on African writing: A Re-evaluation (1993)
e Essays on African Writing: Contemporary Literature (1995).

Ha pubblicato articoli su numerosi scrittori postcoloniali contemporanei, tra cui VS Naipaul, Zoë Wicomb e
Salman Rushdie. Su quest'ultimo autore ha scritto un saggio, The Cambridge Companion to Salman
Rushdie, pubblicato da Cambridge University Press nel 2007. Ha lavorato come redattore nella rivista
Wasafiri dal 1987.

Gurnah ha supervisionato progetti di ricerca sulla scrittura di Rushdie, Naipaul, GV Desani, Anthony
Burgess, Joseph Conrad, George Lamming e Jamaica Kincaid.

Il 7 ottobre 2021 ha vinto il premio Nobel per la letteratura con la seguente motivazione: "per la sua
intransigente e compassionevole penetrazione degli effetti del colonialismo e del destino del rifugiato nel
divario tra culture e continenti".[8] L'attribuzione del Premio verrà effettuata online a causa dell'emergenza
dovuta alla pandemia di COVID-19.[9]

Temi e personaggi
Gran parte dei romanzi di Gurnah sono ambientati sulla costa dell'Africa orientale[10] e tutti i protagonisti
dei suoi romanzi, tranne uno, sono nati a Zanzibar. [11]

Temi ricorrenti nei suoi romanzi sono la memoria, vista anche come strumento per decostruire le narrazioni
storiche; l'esperienza dell'emigrazione; il senso di sradicamento provato da chi è costretto dalle circostanze o
volontariamente all'esilio, abbandonando la propria terra; il colonialismo; l'ibridismo; l'appartenenza e la
ricerca di identità; la critica al dispotismo dei discorsi nazionalisti africani, spesso rappresentata dalle
persecuzioni contro gli arabi avvenute durante il periodo della rivoluzione di Zanzibar. [5] [12]

I personaggi delle sue opere - Daud in Pilgrim's Way (1988), la giovane ragazza nera britannica alla ricerca
delle proprie radici in Dottie (1990), la narratrice di Admiring Silence (1996), Saleh Omar e Latif Mahmud
in Sulla riva del mare (2001) e Rashid in Il Disertore (2005), hanno tutti maturato un'esperienza diretta del
razzismo e provato il senso di alienazione.[12]

Memory of Departure (1987)

L'opera di esordio di Gurnah, interpretabile anche come un romanzo di formazione, anticipa nel titolo due
temi, memoria e partenza, che diventeranno una delle cifre narrative dell'autore.[13]
Racconta la vita di Hassan Omar, un adolescente arabo di Kenge, una piccola città dell'Africa orientale,
all'epoca della Rivoluzione di Zanzibar, avvenuta poco dopo la proclamata indipendenza dal Regno Unito.
I cambiamenti sociopolitici allora in atto, e il livello di violenza diffusa, aggravata dal conflitto etnico fra
arabi e indigeni africani, trovano il corrispettivo nella famiglia di Omar, dove il padre ubriacone e licenzioso
soggioga e maltratta la moglie, rassegnata e senza speranza di riscatto. Omar, terminata la scuola, decide di
lasciare il suo paese per proseguire gli studi all'estero, e parte per la Nigeria per chiedere aiuto finanziario
allo zio materno, un benestante imprenditore di Nairobi. Giunto in questo paese, conosce una realtà fatta di
lusso ma anche di crudeltà, intraprende una storia d'amore con la cugina Salma che avrà per conseguenza il
tradimento della fiducia dello zio e si concluderà con il ritorno a casa, a bordo della nave per Madras.[14] [13]

Opere

Romanzi
(EN) Memory of Departure (1987)
(EN) Pilgrims Way (1988)
(EN) Dottie (1990)
(EN) Paradise (1994).
Paradiso, traduzione di Laura Noulian; Milano, Garzanti, 2007, ISBN 9788811683223.
(EN) Admiring Silence (1996)
(EN) By the Sea (2001).
Sulla riva del mare, traduzione di Alberto Cristofori; Milano, Garzanti, 2002, ISBN
9788811664901.
(EN) Desertion (2005).
Il disertore, traduzione di Laura Noulian; Milano, Garzanti, 2006, ISBN 9788811683216.
(EN) The Last Gift (2011)
(EN) Gravel Heart (2017)
(EN) Afterlives (2020)

Raccolte di racconti
(EN) The collected stories of Abdulrazak Gurnah (2004)
(EN) My Mother Lived on a Farm in Africa (2006)

Saggi
(EN) Essays on African writing, 2 voll. (1993-1995)
(EN) The Cambridge Companion to Salman Rushdie (2007)

Note
1. ^ Cristina Taglietti, Premio Nobel per la Letteratura 2021 a Abdulrazak Gurnah, su corriere.it,
7 ottobre 2021. URL consultato il 7 ottobre 2021.
2. ^ (EN) Gurnah, "A Note on the Author." In Desertion, London: Bloomsbury, 2006, p. 263.
3. ^ (EN) Abdulrazak Gurnah, Fear and loathing, in The Guardian, 22 maggio 2001. URL
consultato il 7 ottobre 2021.
4. ^ (EN) Abdulrazak Gurnah - Literature, su British Council. URL consultato il 7 ottobre 2021.
5. (EN) Iqbal, Razia, Belonging, Colonialism and Arrival: Abdulrazak Gurnah Talks to Razia
Iqbal, in Wasafiri, vol. 34, n. 4, 2019, pp. 34-40.
6. ^ (EN) Nobel Literature Prize 2021: Abdulrazak Gurnah named winner, su bbc.com, 7 ottobre
2021. URL consultato il 7 ottobre 2021.
7. ^ (EN) Douglas Killam e Ruth Rowe (a cura di), Abdulrazak Gurnah, in The Companion to
African Literature, Currey, 2000.
8. ^ (EN) Abdulrazak Gurnah, su nobelprize.org. URL consultato il 7 ottobre 2021.
9. ^ Serena Di Battista, Premio Nobel per la Letteratura 2021: vince Abdulrazak Gurnah, su
SoloLibri.net, 7 ottobre 2021. URL consultato l'8 ottobre 2021.
10. ^ (EN) Lavery, Charné, "White-washed Minarets and Slimy Gutters: Abdulrazak Gurnah,
Narrative Form and Indian Ocean Space". English Studies in Africa, n. 56.1, 2013, pp. 117–
127.
11. ^ (EN) Bosman, Sean James (26 August 2021). "Abdulrazak Gurnah", in Rejection of
Victimhood in Literature. Brill, 2021
12. (EN) Felicity Hand, Abdulrazak Gurnah (1948-), in The literary Encyclopedia, 15 agosto
2012.
13. (EN) Debayan Banerjee, Nation as Setback: Re-reading Abdulrazak Gurnah’s Memory of
Departure, in IJRAR- International Journal of Research and Analytical Reviews, vol. 5, n. 3,
2018.
14. ^ (EN) Abdulrazak Gurnah, Memory of departure, London, Jonathan Cape, 1987,
ISBN 9780224024327.

Bibliografia
Brazzelli, Nicoletta, Morfologia Del Silenzio in The Last Gift Di Abdulrazak Gurnah, in
Enthymemaː Rivista Internazionale di Critica, Teoria e Filosofia della Letteratura, n. 27,
2021.
(EN) Falk, Erik, Subject and History in Selected Works by Abdulrazak Gurnah, Yvonne Vera,
and David Dabydeen, Karlstad University, Faculty of Arts and Education, 2007, ISBN 978-
91-7063-107-8. URL consultato il 7 ottobre 2021.
(EN) Hand, Felicity, Becoming Foreign: Tropes of Migrant Identity in Three Novels by
Abdulrazak Gurnah, in Jonathan P. A. Sell (a cura di), Metaphor and Diaspora in
Contemporary Writing, Palgrave Macmillan, 2012, pp. 39-58, ISBN 978-1-349-33956-3.
(EN) Houlden, Kate, It Worked in a Different Way: Male Same-Sex Desire in the Novels of
Abdulrazak Gurnah, in English studies in Africa, vol. 56, n. 1, 2013, pp. 91-104.
(EN) James Acheson, Sarah C. E. Ross (a cura di), Abdulrazak Gurnah and Hanif Kureishi:
Failed Revolutions;, in The contemporary British novel, Edinburgh, Edinburgh University
Press, 2005, ISBN 9780748626243.
(EN) Iqbal, Razia, Belonging, Colonialism and Arrival: Abdulrazak Gurnah Talks to Razia
Iqbal, in Wasafiri, vol. 34, n. 4, 2019, pp. 34-40.
(EN) Steiner, Tina, A Conversation with Abdulrazak Gurnah, in English Studies in Africa,
vol. 56, n. 1, 2013, pp. 157-167.
(EN) Steiner, Tina, e Maria Olaussen, Critical Perspectives on Abdulrazak Gurnah, in English
Studies in Africa, vol. 56, n. 1, 2013, pp. 1-3.

Altri progetti
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Collegamenti esterni

(EN) Opere di Abdulrazak Gurnah, su Open Library, Internet Archive.


(EN) Abdulrazak Gurnah, su Goodreads.
VIAF (EN ) 69037521 (https://viaf.org/viaf/69037521) · ISNI (EN ) 0000 0001 0937
6264 (http://isni.org/isni/0000000109376264) · LCCN (EN ) n87934440 (http://id.loc.
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