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LETTURE CATTOLICHE
ANNO XX - LUGLIO - FASC . VII

LA

SANTISSIMA COMUNIONE

PER

MONSIGNOR DE SEGUR

Xeo

TORINO
Tip. dell' Oratorio di s . Francesco di Sales
1872 .
LIBRERIA DELL'ORATORIO DI S. FRANC. DI SALES
Torino , via Cottolengo , n . 32.

Opere legate in tela ad uso premio con placca


a oro sul quadrante.
Bosco . Storia d'Italia con carta geogr . in -8L. 3 60
Storia Sacra ad uso scuole illust . in - 8 » 2 00
1 40
Storia Ecclesiastica 5. ediz . in -32 » 080
Cento esempi edificanti 2 60
MATERNI. Due rose di Paradiso in -8 1 40
MORICHINI . La Petreide , Poema in - 32 1 40
PELLICO. Le mie prigioni in-16 1 80
Epistolario in - 16 ? 00
Cantiche e poesie varie in-16 2 00
Tragedie in-16 5 00
Platone . Il Gorgia ed il Cratilo trad. in -8 » 5 00
Il Fedro ,ilProtagora e l'I ppi a Ma gę . »
Poggi . Visioni al monumento di Cristoforo 2 40
Colombo 0 80
Raccolta di poesie in varii metri in -32 » 1 40
RAYN ERI. Letture famigliari 1 60
SANESI . La buona Maria , racconto 2 00
KI
VALLAU st. or velle 2 60
Hi Noia critic. a litt , latin . in-16 2 20
Or at io ne s ins -16 3 60
In sc ri pt io ne in-8 3 60
Ae
POPM . De differ en ti is verb or im in -8
CLASSICI ITALIANI
LEGATI CON MEDESIMA LEGATURA
Cento vol . assortiti L. 100 . 1 20
MAFFEI . Storia della letteratura italiana
GIAMBULLARI. Dell'istoria dell'Europa vol.2 » 3 50
ALIGHIERI . La Divina commedia vol. 3 1 30
SACCHETTI. Novelle scelte, purgate 1 00
GUIDO (Fra ) da Pisa . I fatti d'Enea 0 90
Cavalca . Vite di s . Paolo e di s . Antonio »
1

LA

SANTISSIMA COMUNIONE

PER

MONSIGNOR de SEGUR

TORINO
TIP , DELL'ORATORIO DI S. FRANC . DI SALES
1872 .
I divoti del SS . Sacramento sono pregati
a diffondere questa operetta con procurarne , ove
sia d'uopo anche altre edizioni .
LA SS . COMUNIONE

Nel pubblicare per le stampe questo mio


opuscoletto intorno alla Comunione san
tissima, non è mio intendimento illuminare
gl'increduli , ma sì bene rassodare nella
pietà, e far crescere nella confidenza tutti
que' cristiani che già usano pascersi di
quel Cibo celestiale. lo vorrei allargare
ad essi il cuore con far loro meglio com
prendere questo Sacramento ineffabile d'a
more , e con far loro toccar con mano la
vanità dei pregiudizi giansenistici, che an
cor durano e di troppo si allontanano dalla
divina Eucaristia .
Inoltre io vorrei dar mano ai buoni Sacer
doti ne' loro sforzi a far rivivere lo spirito
della cristiana pietà , e a ridestare , se fia
possibile , l'antico fervore per mezzo della
frequente Comunione, la quale ha santifi
cato i primitivi fedeli.
Vorrei in fine con le mie deboli forze
contribuire alla grande opera di rigenerazio
ne , della quale tutto il mondo mostrasi ora
preoccupato , e che d'altra parte non potrà
mai essere effettuata se non coi miracoli della
grazia . Ora assai più che in altri tempi ,
4
abbisogniamo di Santi , e la Comunione sola
vale a formarli.
I pensieri che vengo esponendo , sono i
pensieri stessi della cattolica Chiesa, la quale
è madre e maestra, come della vera fede,
cosi della vera pietà. Di qui è ch'io ve li
presento con tutta sicurezza e traendone
profitto e consolazione , vi prego in nome
del Signore nostro Cristo Gesù, di propagarli
il più che potrete, facendo conoscere quest'u
mile lavoro , ch'io consacro alla Madre san
tissima di Dio .
Il nostro santissimo Padre Papa Pio IX ,
al quale umilmente io aveva presentato
questo opuscoletto , s'è compiaciuto di dare
allo stesso una preziosa approvazione.
Metto qui un frammento del Breve apo
stolico , con cui la Santità Sua ' s' è degnata
di confermarne la dottrina .

« Carissimo figlio, Noi abbiamo ricevuto


» con molto piacere l'omaggio del vostro li
> bro , e vivamente Ci congratuliamo con
» Voi pel lodevole e religioso zelo , con cui
» vi adoperate ad eccitare i Fedeli ad usare
» più frequentemente della Comunione Euca
» ristica . "

Dato a Roma , in s . Pietro,


il 29 settembre 1860 .

« Pio PP . IX . »
VERA IDEA

DELLA SS . COMUNIONE

Nostro Signore Gesù Cristo è realmente


e tutto intero presente nella Divina Euca
ristia . Ciò è di fede cattolica , e fu sempre
creduto insieme ed adorato da tutti quanti
i Cristiani . Il suo sacratissimo Corpo glo
rificato e celeste ci si manifesta sotto le ap
parenze dell'ostia , e perpetuamente dimora
sui nostri altari come centro del divin culto ,
e per dare alle anime nostre nella Comu
nione la forza di starsi perseverantemente
unite con Dio .
La Comunione a parlare propriamente ,
non è istituita a meiterci in relazione con
Gesù Cristo, poichè noi già lo possediamo .
Egli è in noi come ci attestano ad ogni pa
gina le sante Scritture .
Neppure ha per iscopo la Comunione di
darci la vita della grazia, vale a dire , la vita
spirituale , che viene dalla nostra unione con
6
Dio . A potersi degnamente comunicare , ab
bisogna di già vivere di questa vita, ed es
sere uniti per la grazia a Gesù . Senza di
tutto questo la Comunione non sarebbe che
un sacrilegio.
Qual sarà dunque il vero fine, quale lo
scopo della santa Comunione? Eccolo : Ali
meniare la santificante e vivificante unione
dell'anima nostra con Dio ; inantenere in noi
la vita spirituale ed interiore ; impedire che
nel viaggio e nel combattimento ci venga a
mancare tal vita ; far si che non veniamo a
perdere la sanità che Dio ci ha infuso nel
Battesimo, e nella Cresima .
La grazia dunque propria dell'Eucaristia
si è una grazia di alimento , e di perseveranza .
Diffatti nostro signor G. C. parlando dell'Eu
caristia , disse apertamente , non potere
noi vivere della vita cristiana senza ricevere
la santa Comunione . - Vi dico in verità ,
che se non mangerete la carne del Figliuolo
dell'Uomo, e se non berete il suo sangue ,
non avrete in voi la vita . — (S. Gio . cap. vi ,
v . 54 ) .
Ad essere cristiano e starsi unito con Dio è
mestieri ricorrere all'Eucaristia , conciossia
chè avvenga dell'anima quel che avviene del
corpo . Egli è impossibile vivere senza man
giare : ma il cibo non conferisce già la vita ,
si bene l'alimenta , e le dà quel vigore che
noi diciamo sanità . Ora il corpo non è in ciò
7
se non figura dell'anima . L'anima ha la sua
vita che le viene dall'unione con Dio per
mezzo di Gesù Cristo : e si fatta unione dicesi
grazia, la quale perchè mantengasi , abbisogna
d'un alimento che è appunto Cristo Gesù nel
l'Eucaristico Sacramento . - lo sono , Egli
dice , Pane di vita . La mia carne è veramente
cibo , ed il mio sangue è veramente bevanda .
Chi mangia la mia carne, e beve il mio san
gue, si sta in me ed io in lui : ( S. Giovanni
C. VI , v . 48 , 56 e 57 ). Non può essere che l'a
nima perseveri nella grazia senza comuni
carsi , come non può avvenire che il corpo duri
nella sua vita senza mangiare : e di quella
guisa che la forza e la sanità del corpo di
pendono dal suo nudrimento , non altrimenti
la sanità e la vigoria dell'anima viene dalla
santissima Comunione.
È necessario pertanto ben intendere la Co
munione non essere già una ricompensu
dalla santilá acquistata , ma si bene un
mez20 , niente più che un mezzo per giu
gnere alla santità . Lo stesso è del nudri
mento del corpo : niuno mangia perchè è
in forza ; ma si per continuare ad essere vi
goroso , o almeno per divenirlo .
E siccome è necessario alla vita dei corpo
prendere il cibo con frequenza ed abitual
mente , cosi è necessario per condurre una
vita veramente cristiana accostarsi abitual
mente alla Mensa Eucaristica .
Tale è l'idea vera che la cattolica Chiesa
ci dà della divina Eucaristia . Diffatti il Con
cilio Tridentino, invocando la testimonianza
di tutti i secoli cristiani, e de' Padri della
Chiesa , esprime vivissimo il desiderio -
che tutti i fedeli assistenti alla santa Messa
si comunichino in essa ogni dì , non solo spiri
tualmente, ma anche sacramentalmente, per
chè riportino frutto più abbondante da que
sto santissimo Sacrifizio : (Sess . XXII, C. VI) .
Ecco dunque riguardo alla s. Comunione
la verità , la volontà di Dio , la regola che
ci dà Egli per mezzo dell'infallibile magi
stero della sua Chiesa . Ciascuno la mediti,
e riformi, quando fia d'uopo, il proprio sen
timento sopra quello infallibile della Chiesa
stessa . Bene stabilito una volta questo prin
cipio fondamentale, passiamo a sciogliere
colla possibile chiarezza le obbiezioni che si
fanno per privare se stessi, o per privare gli
altri del benefizio ineffabile della frequente
Comunione .

1.

A comunicarsi spesso abbisogna


esser più santo di quello che io non sono .

Rispondo che per addivenire più santo che


non siete , è bisogno di partecipare spesso
alla Mensa Eucaristica.
9
Di noi due chi ha ragione ? È chiaro che
voi siete di coloro che riguardano la santa
Comunione non come un mezzo di giungere
alla santità , ma si bene come una ricom
pensa della santità stessa già acquistata : e
ciò , come testé dicevamo, è un gravissimo
errore .
fuor d'ogni dubbio, che per comunicarsi
degnamente v'è bisogno d'una certa santità :
ma qual dovrà essere questa santità ? Forse
quella si perfetta , che trovasi ne' grandi
santi, e nei martiri ? No di certo; la santità
che richiedesi per la frequente Comunione ,
è alla portata si di voi , che di tutti i cri
stiani chiunque sieno ; poichè essa consiste
semplicemente nello stato di grazia insieme
con la sincera volontà d'evitare il peccato ,
e servire a Dio meglio che si possa .
Tale proposizione non è essa al tutto sem
plice ed elementare ? e non sentite in cuore
che Dio la richiede da yoi ? Ei vi domanda
tanto , quanto è assolutamente necessario ad
essere vero cristiano . Diffatti, qual cristiano
egli è mai quello , che vive in istato di peccato
mortale , e si compiace del male ?
Adunque perchè vi comunichiate degna
mente, nostro Signore in sostanza altro non
vuole se non che siate veramente cristiano ,
e animato verso di lui da una sincera buona
volontà. Avete voi questa buona volontà ?
Rispondete coscienziosamente , Ove non l'ab
10
biate , e d'uopo acquistarla , poichè senza di
essa precipitereste nel'inferno. Se poi l'a
vele, perchè non andare a comunicarvi per
sempre più rafforzarla ed accrescerla ? È
questo il ragionamento chiaro ed inelutta
bile , onde il grande arcivescovo e dottore
s . Giovanni Grisostomo stringeva già un tempo
i fedeli di Costantinopoli . « O siete in gra
>> zia di Dio , diceva loro, o no . Se siete in gra
» zia di Dio, perchè non accostarvi alla
» santa Comunione , instituita appunto per
» chè vi manteniate in grazia ? Se poi siete
» in istato di peccato, perchè non cercare
>> di purificarvi con una buona confessione,
» e andare poi alla Eucaristica Mensa , donde
> pigliereste forze a non più ricadere ? »

II .

Non son degno d'appressarmi a Dio .

Se questa ragione valesse , non bisogne


rebbe comunicarsi mai , perchè , dice s . Am
brogio , - chi non è degno di comunicarsi
ogni giorno potrà forse esserlo di comuni .
carsi fra un anno ? (Lib . de Sacr . ) .
Voi dite d'esserne indegno ; ma non sa
pete che quanto più vi tenete lontano da
Gesù Cristo , tanto più divenite indegno
d'appressarvi a Lui ?
11
Le vostre colpe si -vanno - aumentando a
proporzione che v'astenete dai Sacramenti ,
poichè di questa maniera vi private di quel
pane di vita , che s . Ignazio Antiochense
proponeva ai fedeli del primo secolo , come
antidoto del peccato , e pegno preserva
tore dell'immortalità .
Lasciate impertanto da parte questa pre
giudizievole umiltà. La Chiesa sa purtroppo
non essere voi degno di comunicarvi ; e non
dimeno v'invita a comunicarvi spesso, anzi
spessissimo . Essa è si persuasa , che ne voi ,
nè altri è degno della santa Comunione , da
imporre a tutti i suoi figli, a tuiti suoi mi
nistri, e persino ai Vescovi di dire prima
di comunicarsi non una sola , ma tre volte,
e con tutto il cuore : Domine non sum
dignus, ut intres sub tectum meum . Signore
io non son degno , che voi veniate entro di
me .
La Chiesa non vi fa comunicare perchè
ne siete degno , ma perché abbisognate di
comunicarvi per essere il meno possibile
indegno dell'amabilissimo e santissimo vo
stro maestro . Ella vi eccita a comunicarvi
di spesso non già perché siete santo , ma
perchè possiate divenirlo , non perchè siete
forte, ma perché siete debole ed imperfetto ,
inclinato al male , facile à venire sedotto , e
a cader nel peccato .
La paura di Dio non è virlů , conciossiache
12
la perfezione della pietà non è già la paura,
ma si bene l'amore . Ora « l'amore esclude il
timore ; e colui che teme soffre, e perde la
pace di Dio , che sorpassa ogni sentimento ,
e custodisce la nostra mente , e'l nostro cuore
in Gesù Cristo . »
La paura di Dio è propria della pietà gian
senistica falsa e dannosa , che stringe il cuore,
spegne in esso l'amore e la confidenza ,
e gitta le anime nell'aridezza , nel vuoto e
nella disperazione.
La vera umiltà non va mai disgiunta dalla
confidenza . Un pio dottor del quarto secolo
si fa questa dimanda : è più umile chi si
comunica di rado , o colui che si comunica
di spesso ? E risponde senza punto esitare
che di gran lunga è più umile colui, che ri
ceve più spesso Gesù Cristo, poichè con ciò
fa chiaramente vedere ch'egli meglio conosce
la propria miseria , e sente maggiormente
il bisogno d'apprestarvi rimedio .
Adunque gran confidenza. Andale a Gesù
che vi ama sebbene indegno dell'amor suo .
Andate a lui con umile e semplice tenerezza ,
guardando più all'amore che nutre per voi ,
di quello che guardiate alle vostre miserie, e
pensando che quanto più vi comunicherele,
tanto più vi renderete degno di comuni
carvi .
13
III .
Il comunicarsi, ove si faccia spesso ,
non fa più effello
01e
Che non faccia più effetto sull'immagina
Dar ione e sul sistema nervoso , è cosa al
Dit, lutto possibile; non può però dirsi lo stesso
18, ispetto alia volontà. Vi dico questo , basalo
0¢ sull'esperienza , come testimone delle sor
prendenti ed ammirevoli trasformazioni, che
Lalla la frequente Comunione produce giornal
colo mente ne' cuori ben disposti .
is Egli è certo , che ore si cerchino nella Co
nica munione le dolcezze della divozione sensibile ,
iare queste nonchè trovarle , sentirannosi per av
ell ventura diminuire a proporzione della mag
Ugior fregaenza con cui si parteciperà all'Eu
Osim caristica Mensa . Ma nella santa Comunione
elit non è la divozione sensibile , non sono le la
grime, nè le forti commozioni che abbiansi a
Ges cercare : se Iddio tutto questo concede , se ne
sul devono a lui render grazie , come un fanciul
ezzi letto ringrazia la mamma di qualche con
fetto, od altra ghiottoneria che gli abbia dato
nie alla fine del pranzo . Ma come i dolci , perché
rek sono poco nutrilivi, non sono che un accesso6
Uspio del pranzo , cosi nella pratica della pietà
nella partecipazione dell'Eucaristica Mensa,
The è alto rio grande della pietà stessa, bi
sogna badare al sostanziale, vale a dire all'ac
14
crescimento delle virtù cristiane , dell'umiltà,
della dolcezza , della mortificazione, del di
stacco , della carità , e fermarsi poco nelle
sensibili consolazioni, che alla per fine non
sono che ghiottonerie spirituali.
- Non vi faccia apprensione, dice s . Al
fonso de ' Liguori, il parere che forse pro
viate più divozione , quando vi comunicate di
rado : chi mangia di rado , si ciba , è vero ,
con più appetito, ma con minor giovamento ;
e cosi comunicandovi di rado , forse sentirete
un poco più divozione sensibile , ma sarà più
scarso il vostro profitto, essendo mancato al
l'anima il cibo , che le dava forza a fuggire i
difetti. Non badate dunque alla divozione più
o meno sensibile ; badate solo a comunicarvi ,
per unirvi più a Dio ; e persuadetevi che co
municandovi a questo fine, sempre ne cave
rete gran frutto. ( La Monaca santa, C. XVII,
§ 3, n . 14) .
Non vogliate adunque dare soverchia im
portanza ad un po' più di fervore sensibile ,
e procurate di formarvi della pietà un'idea
più nobile e sostanziale. Nelle vostre Comu
nioni cercate sempre il vero amor pratico ed
operativo di Gesù, e ve lo troverete sempre.
Quando andiate a comunicarvi per essere più
forte contro le tentazioni , per essere sempre
più casto , più inclinato alla preghiera , più
coraggioso nei quotidiani combattimenti, siate
certo che riporterete un frutto grandissimo
15
dalle vostre Comunioni , le quali quanto più
saranno frequenti, tanto più faranno effetto
entro di voi.

IV .

Temo di famigliarizzarmi colle cose sante .

Siffatto timore può essere buono, e può an


cora non esserlo . Se voi per famigliarità in
tendete negligenza od usanza , avete tutta la
ragione .
Per usanza noi vogliamo qui intendere un'a
bitudine degenerata in abuso. Certo bisogna u
sare e non mai abusare delle cose huone; ma
d'altra parte il timore d'abusarne non ci dee
trattenere dal farne uso.Altrimenti operando,
noi non potremmo fare più nulla , conciossia
chè non siavi cosa, di cui non si possa abu
sare . Guardatevi pertanto ben bene dall'o
perare per usanza quando si tratta di servire
a Dio .
Se poi per famigliarità volete significare
intimità, abituale unione, tenero e confidente
abbandono, avreste gran torto a chiudere il vo
stro cuore a tal sentimento tutto proprio d'un
cristiano . La Chiesa consigliandoci la fre
quente Comunione , ci esorta alla vera fami
gliarità con nostro Signore, il quale è nostro
celeste amico , ed a cui con maravigliosa con
cordia portiamo amore insieme e rispetto .
16
Chi più dei santi ha avuto in rispetto no
stro Signore ? ma in pari tempo non l'hanno
essi amato con la più intima e famigliar te
nerezza ? E per non cercare dei tempi andati,
quali sono fra i cristiani a noi noti, que' che
più seriamente rispettano Dio , e la legge di
lui , se non coloro che con maggior frequenza
usano alla Santa Comunione ?
Non solo adunque non dovete temere di fa
migliarizzarsi con Gesù Cristo , abituandovi a
riceverlo con frequenza sacramentato, ma do
vele anzi porre ogni studio a contrarre tal
santa abitudine ; imperocchè son tanto deside
rabili le abitudini buone , quanto sono peri
colose e da fuggire le abitudini cattive .
Può dirsi senza tema di errare, che un
uomo non è veramente e solidamente cri,
stiano se non nel caso, in cui il servire a Dio
sia per lui addivenuto un abito o , a meglio
dire, una seconda natura . Ora è appunto nella
santissima Comunione che trovasi il centro
del divino servizio . Una giornata senza
Messa , e senza Comunione è per me come una
minestra senza sale , diceаmi un giorno un
gran servo di Dio , protestante convertito. -
Abimatevi pertanto a comunicarvi , ed a co
municarvi bene ; e ad ottenere di comuni
carvi bene, coinunicatevi con fregnenza .
Non si id bene, scrive s . Francesco di Sales ,
se non ciò che si fa spesso, ed i migliori ar
tisti son quelli, che hanno più di pratica .
17
V.

Non ardisco comunicarmi senza essermi prima


con fessato , e d'altra parte non ho tempo di
confessarmi ogni momento.

Oh ! chi vi chiede mai questa continua con


'fessione ? La Chiesa che ci stimola a comuni
carci con frequenza, e, ove si possa , anche
ogni giorno , non ci ha mai fatto un obbligo
di premettere la Confessione ad ogni Comu
.nione .
Non si deve pretendere d'essere più cat
tolici che il Papa , nè cercarsi degli obblighi,
quali , lungi dall'esserci imposti, non ci sono
neppure consigliati . Ma io vado più innanzi
e dico che nel caso presente , il vostro timore
è opposto allo spirito stesso della Chiesa . Non
v'è che un solo caso , dice il concilio tri
dentino, in cui siavi obbligo di confessarsi
prima di ricevere la Comunione, ed è --
quando s'ha la coscienza d'aver commesso un
peccato mortale : sibi conscius peccati morta
lis - (Sess. xli , c . 7 ) . Ora le anime cristiane ,
che spesso s'accostano ai sacramenti, cadono
molto di rado in peccato mortale .
Quanto ai peccati meno gravi , che diciamo
veniali, e che sono inerenti all'umana fra
lezza ,sappiamo per fede che un atto sincero
d'amor di Dio e di pentimento basta per es
serne interamente mondati ; e la Chiesa , a
La ss. Comunione ecc .
18
facilitarci vieppiù questa mondezza , ha nella
sua materna sollecitudine istituiti , sotto il
nome di Sacramentali, alcuni semplicissimi
mezzi , usando dei quali si ottiene la purità di
coscienza . Questi sono , fra gli altri , il segno
della Croce fatto con l'acqua benedetta , e la re
cita del Paler noster, il Confiteor, la Messa ecc.
Che se voi esitate ancora a comunicarvi
per qualche peccato veniale commesso dopo
l'ultima confessione, ecco il Concilio di Tren
to , ecco la gran voce della cattolica Chiesa ,
che a rinfrancarvi di questo timore , dichiara
che la şanta Comunione preserva dal pec
cato mortale , e cancella i peccati veniali.
(Sess . XII, C. 2 ) .
Mettetevi adunque bene in capo questa ve
rità : - Sacramento istituito a togliere le
colpe giornaliere , non è già la Confessione ma
sì bene la Comunione - quella Comunione,
di cui voi tanto temete . Tali colpe la Comu
nione le distrugge , come il fuoco consuma la
paglia : e nella paglia appunto sono figurate
quelle colpe meno gravi che pur troppo com
mettiamo ogni di , non ostante la sincerità del
hostro buon volere. I peccati mortali invece
son figurati nel ferro ; e siccome il ferro so
lamente dal pesante martello può essere do
mato , cosi i peccati mortali per mezzo della
confessione solamente possono essere can
cellati .
Non è stato che il giansenismo, che presso
19

di noi ha introdotto questo timore anticatio


lico , il quale, sotto pretesto di maggior san
tilà, leva al cielo la confessione a detrimento
della Comunione , ci opprime cogli scrupoli,
00 ci fa formare una falsa coscienza, e dà indi
8 cibil contento al demonio col tenerci rispello
samente lontani dall'adorabilissima Eucari
51 stia , ch'è vivo focolare di santità .
0 Andate pertanto a comunicarvi coraggiosa
mente con gioia . Andando assai di sovente
in cerca del vostro confessore, potrebbe na
scervi il timore d'incomodarlo ; ma comuni
candovi spesso , ed anche ogni giorno, state
pur sicuro che non incomoderele mai Gesù .

VI .

Nessuno può comunicarsi senza preparazione ;


ed io non ho comodo di prepararmi come si
conviene.

Qui non trattasi di sapere se uno possa ri


cevere la Comunione senza preparamento ;
un'azione cotanto santa non può certo com
piersi con leggerezza. La mancanza di prepa
ramento conduce alla tiepidezza, e rende inu
tili , anzi dannose le più eccellenti pratiche di
religione . A ricevere la santa Eucaristia, non
solamnele v'è bisogno di preparaziooe, ma
dee anzi farsi con molta cura ; e dopo che
uno s'è preparato a quella eccellentissima a
20
zione nel miglior modo possibile , dee molto
umiliarsi dinanzi a Dio , e pregarlo con grande
istanza a voler supplire a tutto ciò che in
lui nranca .
Ma in che consiste poi questa preparazione ?
È egli forse necessario per disporci alla Co
munione fare molti atti di pietà , e lunghe
meditazioni ? No per certo : tutto ciò è senza
dubbio ottimo , utilissimo , quando se n'abbia
il tempo : ma pochi si trovano avere siſfatto
comodo . E la Chiesa stessa che ci esorta tutti,
qualunque siasi la nostra condizione , alla fre
quente Comunione , è la prima ad insegnare
che innanzi tutto abbisogna compiere si do
veri del nostro stato .
Che bisogna pertanto fare per bene appa
recchiarsi alla Comunione ? Bisogna condurre
vita cristiana , ch'è quanto dire , pregare con
attenzione , pensare di spesso a Nostro Signore
e mantenersi internamente unili con lui ; vi
gilare sul proprio temperamento per evitare
i diſetti eziandio più leggeri , attendere con
coraggio ad adempire i propri doveri per pia
cere a Dio , e tenersi esercitati nell'umiltà
nella dolcezza. La vera preparazione alla san
tissima Comunione e la maniera onde si vive ;
ed il vero ringraziamento è il modo con cui
si passa la giornata dopo avere accolto il Sa
cramentato Signore.
Or chi vi può impedire d'operare in questa
maniera ? abbisogniamo forse di lungo tempo
per pensare a nostro Signore, e per amarlo,
per essere puri e buoni, e per santificare le
ordinarie azioni con una cristiana intenzione ?
Non si ricerca più lungo tempo ad essere
buono che ad essere cattivo , a vivere se
condo gl'insegnamenti di Cristo , che a vi
vere secondo i movimenti della nostra cor
rotta natura .
Se voi conducete una buona e santa vita ,
sarete ogni giorno perfettamente apparec
chiato alla santa Comunione . S. Maria Mad
dalena de'Pazzi mentre una mattina faceva il
pane per la comunità, udi il suono del cam
panello che chiamava le monache alla Comu
nione , offeri ella quel suo lavoro al Signore ,
ed il suo cuore stava già a' piedi del santo
Tabernacolo ; e contenta di tale preparazione,
accesa tutta di divino amore, senza avvedersi
d'aver tuttavia la pasta in mano , andò alla
cappella per ricevere il suo Sacramentato
Gesù . Offrite a Dio tutto quello che fate,
dicea ella alle religiose del Carmelo, di cui
era priora ; operate sempre con intenzione di
piacergii , e poscia senza timore alcuno acco
statevi alla sacra Mensa .
Non dovete, mai, aggiunge s . Alfonso
de'Liguori , lasciar la Comunione per aver a
vuto poco tempo di apparecchiarvi, perchè
un'opera buona o qualche dovere da com
piere al vostro stato non ve n'avranno lasciato
il comodo . Solamente procurate di schivare
22
qualunque inutile conversazione , e qualun
que opera che non sia necessaria .
Ed il dolcissimo s . Francesco di Sales dice
mirabilmente a questo proposito : - Comin
ciate la sera innanzi a prepararvi alla santa
Comunione ritirandovi nella vostra stanza ,
più presto che potele , per raccogliervi , e
pregare in pace. La mattina appena sve
gliato salutate prima di tutto il divin Salva
tore , che v'aspetta ; é andando alla Chiesa
offerite alla santissima Vergine la vostra Co
munione : poscia ricevete con amore Colui
che dà tutto se stesso per amore .
Ponetevi bene in mente che in somigliante
materia una persona può tutto quello che
vuole , e trova sempre il tempo di prepararsi
e di comunicarsi, quando ne abbia un vero
desiderio. Quante persone non ho conosciuto
d'ogni età , e d'ogni condizione che parevano
di trovarsi nella materiale impossibilità di
spesso comunicarsi , e ciò nulla meno nel
loro fervore trovavano modo di soddisfare
alla loro pielà . Ho conosciuto io stesso un po
vero giovane che da' suoi rozzi ed empi pa
reoli era crudelmente maltrattato quando
adempieva a'suoi religiosi doveri ; eppure sa
pea egli disporre si bene tutte le cose che
dalla prima Comunione non lasciò mai , per
cosi dire , passare una domenica senza acco
starsi all'Eucaristica Mensa . Alzavasi egli
avanti giorno , usciva pian piano di casa , an
23
dava alla chiesa e si comunicava ; quindi fa
cendo il suo ringraziamento per strada , rien
trava in casa e rimettevasi in letto senza che
i suoi genitori se ne avvedessero. Conosco
pure in Parigi parecchie madri di famiglia ,
le quali si d'inverno che d'estate recansi o
gni giorno alla prima Messa , per poter tor
nare a casa per tempissimo, e non far soffrire
per la loro assenza nè i mariti, né i figliuoli.
Abbiate dunque anche voi questa buona
volontà , e vei pure troverete il tempo di ri
cevere spesso e santamente la divina Eucari
stia : Vade, et fae similiter .

VII.

Io non sento fervore nel comunicarmi, anzi


sono distratto e senza divozione .

Appena conobbe s . Pietro , per la mira


colosa pescagione, la santità e maestà divina
di Colui ch'era venuto nella sua barca , git
tossi a' piedi di Gesù, dicendogli : « Scostati
da me , o Signore , che son povero peccatore :
Exi a me , Domine, quia peccator homo sum . >>
E dal buion maestro s'ebbe questo in rispo
sta : « Non voler temere : noli limere . >>
Neppur voi per tanto vogliate temere : il
vostro cuore è rivolto a Dio, e a Dio volete
servire con fedeltà. Egli non vi dimanda di
più . Quanto poi alle vostre distrazioni , de
24
vono esse umiliawi, non iscoraggiarvi; il
più delle volte , state certo , non sono vo
lontarie, e non vi privano 'del frutto della
Comunione . Sia buona adunque la volontà ,
e buona sarà pure la Comunione .
Anche i Santi hanno sofferto al pari di
voi tristezza, svogliatezza, distrazioniimpor
tune , e trovaronsi privi di ogni sen le
consolazione . S. Vincenzo de' Paoli per due
interi anni stette in tale aridezza di spirito
da non poter neppure formolare un aito di
fede; e poichè il demonio profittava di tale
desolante stato per tu barlo con penosissime
lentazioni , il povero Santo si pose sul cuore
una carta, in cui aveva egli scritto il Credo ,
e cucitala sopra la tonaca , fece una volta
per sempre questo pallo con nostro Signore :
che il toccare con la mano tale formola e
quivarrebbe a tutti gli atti di pietà, che non
poteva più formare. Di questa maniera , fer
missime nella sua fede, non tralasciò alcuno
de' suoi esercizi spirituali, e celebro ogni
giorno la santa, Messa . Or io vi chieggo :
erano ben fatte o no le sue . Comunioni ?
Fénélon condusse gli ultimi anni di sua
vita in pene quasi simili, e scriveva ad un
suo pio amico , il duca di Beauvilles : - lo
mi trovo in una profonda aridità , od in una
pace amarissima. -
Queste prove sono l'ordinario mezzo onde
nostro Signore purifica i suoi veri servi :
25
e per queste anime desolate , giusta l'avviso
della santa madre Teresa , non v'è rimedio
piu'opportuno della Comunione frequente .
D'altra parte , secondo dice s . Lorenzo
Giustiniani , il santissimo Sacramento opera
spesso nell'anima senza ch'ella se ne ac
corga ; e il serafico dottore s . Bonaven
tura dice : Quand' anche vi sentiate tie
pido e senza divozione , non dovete mai per
questo allontanarvi dalla santa Mensa ; poi
chè quanto più siete infermo , tanto più
abbisognate del medico . ( De perfectione relig.
c . 21) .
Un santo sacerdote diceami pur un giorno :
- Temo meno la comunione imperfetta e
la languida , che il totale allontanamento
dalla Comunione, perchè la malattia è sem
pre minor male della morte .
L'Eucaristia è la fornace del divino amore .
Quindi quanto più vi sentite freddo, tanto
più dovete avvicinarvi a questa divina fornace.
Inoltre , cotesta aridità che ianio vi turba ,
non potrebbe forse provenire da strettezza
di cuore, e da pietà troppo interessata ? Eb
bene : nelle vostre Comunioni , e , in gene
rale, nelle vostre preghiere , pensate agli
altri più che a voi stesso , e la carità v’ap
porterà felicità . Il vostro cuore si dilaterá
quando vi mostrerete un poco più sollecito
della salute dei vostri fratelli, della conver
sione dei malvagi, e dell'incremento e pro
26
pagazione della fede. Cosi pregando per gli
altri , avrete sentimenti ed aitenzione che
forse non aveste mai lorquando pensavate
solamente a voi stesso .
Conviene infine por mente che tali disgu
sli sono quasi sempre una tentazione . Il de
monio non potendo assalirvi di fronte, cerca
di vendicarsi col molestarvi e provocarvi.
Siate pertanto più accorto di lui . Egli tenta
disanimarvi, e farvi perdere la pazienza ; ma
voi state forte, e ben presto verrà il tempo
della consolazione .

VIII .

Io non ardisco più comunicarmi spesso , perchè


sempre ricado nei medesimi falli.

Ma credete voi che comunicandovi più di


rado , diverreste migliori ? Se andate soggetto
a dei languori prendendo il vostro ordinario
nudrimento, che sarebhe mai se non man
giaste più , o quasi più ? Allora invece d'essere
solamente debole , morireste di fame. Tenen
dovi lontano dal pane de' forti, crescerà a di
smisura la vostra debolezza , e dovrete gemere ,
non più come ora , per alcuni leggerimanca
menti , ma si bene per gravi cadute, per pec
cati mortali . - lo pecco ogni giorno ; ogni
giorno dunque ho necessità di prendere il ri
medio : quotidie pecco, quotidie remedio indigeo;,
27
cosi scrive s. Ambrogio , citato da s . Tommaso
d' Aquino (Summ . p . 3, q . 80 , art . 10 ).
Questo è ciò che un giorno la SS . Vergine
fece intendere a santa Francesca Romana,
| turbata del poco profitto che riportava dalle
sue comunioni . Mia figlia , le disse con
tenerezza , i falli che commetti, non ti deb
bono allontanare dalla Eucaristica Mensa ;
anzi debbono condurti più spesso , poichè nel
divinissimo Sacramento dell'Altare avrai
pronto il rimedio a tulte quante le tue mise
rie . --
Dico poi che la comunione , ed anche la
comunione quotidiana , preserva dai peccati
gravi, ma non rende già impeccabili.
Finchè dimoriamo in questo mondo noi
pecchiamo , ed i migliori tra noi non sono ,
a parlare propriamente, se non i meno cat
tivi . Pertanto siamo pazienti con noi mede
simi : e sopportiamoci, giacchè ci sopporta
Gesù Cristo.
Cosi hanno operato i Santi ; cosi opera
vano i primi cristiani, i quali si comunica
vano ogni giorno, e cionostante erano fragili
come siamo noi . Errerebbe grandemente chi
credesse ch'essi fossero tutti santi . La verità
si è che gli scritti degli Apostoli, e i docu
menti che sono rimasti de tempi primitivi,
provano tutto il contrario.
Non v'è lettera di s . Paolo , in cui egli non
rimproveri ad un numero grande di essi le
28

divisioni , l'incostanza, l'ingratitudine e le


negligenze loro : e ci fa vedere come i cri
stiani diRoma per timore della persecuzione
l'avessero tutti abbandonato . S. Cipriano
lamentasi fortemente della loro tiepidezza ,
ed eziandio degli scandali , che al momeulo
del pericolo cagionavano apostasie senza nu
mero . S. Agostino ed altri ancora fanno te
stimonianza di simili debolezze. I primitivi
cristiani adunque erano ben lontani dall'es
sere tutti sarti, e pure , lo ripeto , comuni
cavansi tutti i giorni . E il papa s . Anacle
to , terzo sucessore di s . Pietro , c'insegna
che tale regola proveniva direttamente dagli
Apostoli : - Sic et Apostoli statuerunt - e
che tale era l'insegnamento della santa Ro
mana Chiesa : et sic sancta tenet Ro
mana Ecclesia . ( Const. Apost . Summ . par . 3 ,
q . 80 , art . 10 ) .
La quotidiana Comunione non li rendeva
impeccabili, ma copiosamente santificandoli,
liberavali da molti gravi peccati , e ne fa
ceva giungere un gran numero a virtù in
comparabili .
Lo stesso sarà di voi. La comunione, senza
rendervi perfetti, diminuirà a poco a poco
i vostri difetti, e farà si ehe senza nemmeno
accorgervene, cresciate in pietà ed in bontà .
Nė vi state a maravigliare se questo cam
biamento non si fa in un giorno : imperocchè
quanti anni non ci vogliono , perché un fan
29
ciullo diventi uomo ? Forse altri lo vede
crescere ? E pur egli cresce ogni giorno in
forza d'un lavorio nascosto , ma reale , a cui
contribuisce ogni suo pasto.
Neppure vi dovete maravigliare se rica
dete nelle medesime colpe. La pietà e la Co
munione mentre perfezionano la nostra na
tura, non la distruggono . Sotto la santifica .
trice azione di Gesù Cristo ognuno mantiene
la propria personalità, e'l germe de' proprii
difetti dominanti. E si è appunto questo ger
me e questo lato debole , che il demonio cerca
continuamente di far rampollare : e di qui
hanno appunto origine quelle ricadute , ahi !
troppo frequenti, che umiliano ed opprimono
i cristiani, ma che non debbono però mai
scoraggiarli ed avvilirli .
Se potete rendere testimonianza à voi
stessi di non amare il peccato e di avere una
sincera volontà di servire fedelmente a Gesù
Cristo , non istate a turbarvi pei vostri falli
quotidiani , perchè la Comunione ve ne mon
derà , come abbiamo detto più sopra, ripor
tando il formale insegnamento del sagrosanto
Concilio di Trento .
IX .
Comunicandomi spesso temo di recare ammi
razione, e di scandolezzare le persone che
mi conoscono .
Ditemi di grazia : intendete voi parlare
delle persone che sono cristiane, come suol
30
dirsi , solamente per metà , cioè di quella
moltitudine che niente capisce delle cose di
Dio , sebbene per altro osservi alcune pra
tiche religiose? Ebbene , voi al pari di me
pur troppo vi sapete quale conto debba farsi
delle loro censure . Lasciatemi pertanto dire ,
che il loro biasimo vi torna in lode .
Parlate voi per lo contrario delle persone
pie ? State pur certo che queste voi non le
scandolezzerete mai , nè darete mai loro nel
l'occhio, quando viviate da vero cristiano .
Volete voi sapere qual cosa rechi scandalo
in una persona che si comunica di frequente ?
Non già le sue Comunioni , ma sì bene la
negligenza che , non ostante la Comunione
frequente , usa a reprimere il suo cattivo na
turale , e a mettere in accordo il suo gior
naliero operare con le sue pratiche religiose ;
recano scandalo le sue impazienze , le sue
maldicenze , le sue golosità , le cure soverchie
e delicate che prendesi della sua salute a
de' suoi comodi ; insomma reca scandalo
quella moltitudine di diffetti senza numero,
che sono qualche cosa di più di semplici
imperfezioni, e che non possono sfuggire
agli sguardi d'una coscienza che sia qualche
poco sollecita della propria santificazione.
Non voglia Dio che in questo ritratto ab
biate a riconoscere voi stesso ; ma se ciò fosse,
bisognerebbe certamente apportar subito un
efficace rimedio a questo male evidente e
31
questo rimedio non sarebbe già di lasciar la
Comunione , ma si bene armarvi di maggior
energia per condurre una vita più santa e
più degna di nostro Signor Gesù Cristo .
So io pure , che anche fra buoni cri
stiani vi sono delle persone poco illuminate,
che ad un nonnulla si scandolezzano . Tali
persone , è vero, bisogna ben guardarsi dal
pungerle , ma d'altra parte non conviene
mettersi troppo in apprensione dei loro bia
simi . Per quanto v'ingegnate, non verreté
mai a capo di contentar tutti. Cercate per
tanto di piacere a nostro Signore ; abbiate
sempre la relta intenzione d'operare il bene ;
accogliete con umiltà i diversi giudizi ché
le persone dabbene formano intorno alla
vostra condotta , cavandone profitto , se oc
corre , per emendarvi. Ne' dubbii poi ricor
rete con tutta semplicità ad un sacerdote
illuminato nelle vie del Signore , e rimet
tetevi al suo parere .
È questo il sentimento del pio e dotto
Fénélon: che con tanto calore raccomandava
la frequente Comunione. Conviene avvez
zarsi , diceva egli , a vedere dei fedeli, che com
mettono peccati veniali , non ostante il sincero
1 loro desiderio di non commetterne nessuno ,
e che nondimeno si comunicano con frutto
tuiti i giorni. Non conviene talmente aom
brarsi delle loro imperfezioni, cui Iddio la
scia ad essi per umiliarli , che non si ponga
32
anche mente alle colpe più gravi e prù perico
lose da cui le preserva questo rimedio quo
tidiano . -Perchè scandalizzarsi quando si
veggono dei buoni laici , i quali per vincer
meglio le loro imperfezioni, e per meglio su
perare le tentazioni del secolo corrotto, vo
gliono nutrirsi ogni giorno di Gesù Cristo ?
Se per comunicarsi ogni giorno si aspettasse
d'essere esente da imperfezioni, aspettereb
besi senza fine. Lasciate pertanto che vi
giudichi non qualcuno di quei riformatori,
che sono sempre pronti a scandalizzarsi e á
fare la critica d'ogni cosa , ma si bene uno
sperimentato direttore, il quale vi giudichi
secondo lo spirito della Chiesa. ( Lettera sopra
la Comunione ).
Vegliate adunque attentamente sopra di
voi stesso ; e persuadetevi che vi sarebbe
egualmente nocivo lo scrupolo che la rilas
satezza. Rinnovate ogni giorno i buoni vostri
proponimenti , e il meno che potete datevi
pensiero di tutto quello che altri sia per dire..

X.

Il comunicarmi di frequente
non piacerebbe alla mia famiglia.

Ditemi di grazia : vi comunicate voi per la


famiglia o vi comunicate per voi stesso ? Se
la vostra famiglia non approvasse che man
33
giaste ogni giorno cessereste voi per questo
di mangiare ?
La figliale obbedienza e i doveri di fami
glia sono per certo una cosa importante e
santissima , ma sempre a condizione che la
famiglia non si occupi se non di ciò che la
riguarda. Su pur tropio che sino ad un cerlo
punto noi siamo obliligali, anche nelle cose
riguardanti il divino servizio , a deferire alle
esigenze de' nostri di casa ; ma so pure che
questa deferenza è posto un limite , e ri
spettar questo limile è uno stretto dovere per
tutti . I Sacramenti più di qualsiasi altra cosa
fuggono alla giurisdizione della famiglia ;
essa non può far di meglio che lasciare que
sta gravissima e delicata quistione dico
scienza al giudizio della santa Chiesa, e de'
suoi ministri .
La santissima Comunione è la sorgente
d'ogni grazia , d'ogni dolcezza, e d'ogni bontà
Se vi comunicate di frequente e bene di
venterete ben presto migliore, e la vostra
famiglia sarà la prima ad accorgersene;
e siccome ella sarà pure la prima a risen
tirne vantaggio, cosi si guarderà ben bene
dal mettervi ostacolo . Siate prudente, riso
luto e costante, e saprele trovar modo di
frequentare i Sacramenti senza recar inco
modo a nissuno .
Finalmente, se non ostante le precauzioni
e i riguardi da voi usati , la vostra famiglia
La ss. Comunione ecc. 3
34
troverà ancora che dire intorno alla vostra
pielà , portatevelo in santa pace , e tirate in
nanzi senza far vista di accorgervene. Senza
dubbio i pregiudizi cadranoo ben presto od
almeno si adatteranno a vedervi comunicare,
come altri si adatta a tante cose che non
piacciono . E chi sa che nostro Signore non
ricompensi la vostra costanza coll'attirare
all’amor suo que' medesimi che ora si stu
diano d'allontanarvene ?
Ciò appunto accade in questo momento
che sto scrivendo ad un ricco negoziante di
Parigi , indifferentissimo in materia di reli
gione, ed al sommo avverso ad ogni pratica
di cristiana pietà . Rimasto vedovo , sono al
cuni anni, collocò le due sue figliuole in un
ottimo convitto , ove si ebbero una cducazione
al lutto cristiana. Appena la maggiore ebbe
toccati i sedici anni, la ricondusse presso di
sè, perchè prendesse il governo della casa .
Questa giovinetta, altrettanto ferma che pia ,
non interruppe alcuna delle sue cristiane
abitudini ; ma si vide posta nella necessità
di nasconderle al possibile per non irritare
suo padre. Ma costui la sorprese una mat
tina , che tornava da Messa insieme con la
sua cameriera senza aver fatto per anco cola
zione ; e sospettando di quello che era ve
ramente, le domandò se fossesi comunicata .
« Si , padre mio , rispose essa senza alcuna
esitanza, e ho pregato moltissimo per voi.
35
Forse ti comunichi spesso ? ripigliò il pa
dre severamente . Si, padre mio , godo spesso ,
anzi spessissimo di questa felicità. Ed è ap
punto di qui che traggo la forza per adem
pire a tutti i miei doveri, ed in particolare
per esser per voi quella che debbo. » 1 ! pa
dre tacque un istante e chino la testa , e
quando la rialzo aveva gli occhi pieni di la
crime; ed abbracciando la sua figliuola non
meno commossa di lui, le disse con debole
voce : « Mia figliuola , son veramente felice
avendo una figlia quale sei tu ! >>
Da questo giorno in poi è avvenuto un
compiuto mutamento nelle idee , e nelle
maniere di vivere di questo negoziante , e
se per anco manca qualche cosa alla sua
intera conversione , tutto per altro annunzia
che sta per compiersi. Oh ! quante famiglie
ritornerebbero a Dio , se avessero nel loro
seno un'anima forte ed energica siccome
questa nella pratica dell'amore di Gesù Cri
sto, e nella fedellà alla Comunione frequente .
XI .
Conosco molte persone pie
che accostansi di rado alla Comunione.

Ed io ne conosco ben poche. In quella


vece io non conosco quasi alcuna persona,
che si comunichi spesso, e non sia real
mente pia in tutta l'estensione del termine.
36

Voi qui confondete due cose per altro di


stinte , chiamando pie quelle persone , che
sono semplicemente regolari. Regolarità non
è pietà . A vivere con regolarilà basta osser
vare alla lettera la legge di Dio e della
Chiesa , andare a Messa tulle le feste, co
municarsi nelle maggiori solennità , ri
spettare la religione , e condurre una vita
onesta . Ma ad esser pio, abbisogna salir
più alto e vivere vie più nell'amore di Gesù
Cristo , Il cristiano, messosi una volta nelle
vie della pietà , non si sta più contento ai
semplici precetti, ma mette ogni cura per
praticare i consigli evangelici , l'annegazione
di se stesso , il raccoglimento interiore, lo
zelo delle anime , e tutto quel bello insieme
di virtù che costituisce la santità cristiana :
opera più per amore che per dovere e si
forma il prezioso abito di riguardare il ser
vizio di Dio non come un giogo ed un peso
gravoso, ma si bene come un ossequio te
kero e figliale .
Oh ! ditemi, di queste persone, animate
da questa vera pielà , ne conoscete voi molte
tra quelle che si accostano di rado alla divina
Eucaristia ? Sarebbe questa la prima volta
che vedrebbonsi degli effetti senza causa :
imperocchè la Chiesa cattolica ci rappresenta
la santa Comunione come un atto esenziale
alla pietà .
L'esperienza stessa ci mostra che tanto è
37
impossibile essere pio senza comunicarsi di
spesso, quanto è impossibile godere d'una
sanità vigorosa e fiorente senza un buon
alimento .

XII.

Il mio confessore , se glie ne facessi parola ,


noi troverei forse di questo sentimento .

So pur troppo esservi un certo numero .


di sacerdoti , per altra parte ragguardevoli,
i quali sembrano temere per le anime la
frequente Comunione . Ma essi certo s'ingan
nano, poiché la Chiesa pensa tulto il con
trario . Se non che , a dire il vero , la colpa
non è tutta loro . La colpa è di una educa
zione che sa ancora d'un non so che di gian
senistico, dal quale eziandio animi elevati
e cuori generosi non han saputo sempre
guardarsi. Io qui non voglio biasimare alcuno,
e non intendo che annunciare principii as
solutamente veri , perché sono quelli pro
fessati dilla Chiesa .
Il confessore, o a parlare con più di pre
cisione, il direitore spirituale è quel sacer
dote che ci guida , e ci consiglia nella via
della cristiana perfezione. È cosa al tutto
da savio e da cattolico lasciarsi condurre
nelle vie della pietà da un sacerdote pio e
sperimentato . Ed una volta che siasi scelto
38

questo buon direttore spirituale , è cosa lo


devolissima e saggia seguirne docilmente gli
avvisi , e stare alle sue decisioni, principale
mente trattandosi d'una pratica tanto im
portante, qual'è la frequente Comunione, e
molto più trattandosi della Comunione quo
tidiana . Tutti i dottori cattolici trovansi d'ac
cordo intorno a questo punto : e non v'è
alcuno che possa essere buon giudice in
causa propria .
Se volete pertanto servire a Dio con tutto
il cuore , scegliete con la massima attenzione
il sacerdote che dovrà esservi direttore . « Sce
glietelo fra dieci mila » , dice s . Francesco
di Sales; poichè da questa scelta dipende
in gran parte il vostro progresso nell’amore
di Dio . Ogni buon prete non può essere buon
direttore ; poichè per questo ministero divino ,
chiamato da s . Gregorio Magno l'arte delle
arii ars arlium , regimen animarum
è necessaria una scienza speciale , un'espe
rienza consumata , e un corredo di naturali
e soprannaturali qualità che non sogliono es
sere mai prerogativa e patrimonio di molti .
Prendetevi a direttore quel sacerdote, in
cui vedete riunite al più alto grado le qua
lità seguenti : un grande amore al sommo
Pontefice ed alla Chiesa ; un profondo ri
spetto all'ecclesiastica autorità ; una tenera
divozione verso il Santissimo Sacramento, e
la Santissima Vergine Immacolata , Madre
39
di Dio ; una carità larga e dolce verso i
peccatori , i poveri, ed i fanciulli ; uno spi
rito largo, semplice e retto ; un fermo carat
tere, un buon cuore , una vita editicante , au
stera tulta sacerdotale . Guardate sopra tutto
se ama la frequente Comunione , e se ser
vesi della confidenza e dell'amore per con
durre le anime a Cristo ; e quando la divina
bontà v' abbia fatto trovare questa fedele e
sicura guida , abbandonatevi pure senza ti
more alcuno alla sua condolta , perchè esso
vi farà correre speditamente nella via de'co
mandamenti e consigli evangelici ( 1) .
Tutti i santi sacerdoti , animati dal vero
Spirito della Chiesa , favoriscono la frequente
Comunione, e seguendo questa via non fanno
altro che applicare una regola generale in
dicata formalmente dalla Chiesa stessa . Ed
in vero , riguardo alla frequenza della Co
munione, noi non siamo liberi di tenere più
un ' opinione che un'altra ; imperocchè in
torno a questo punto abbiamo delle regole
precise , che noi iulti dobbiamo seguire nella
direzione delle anime , e che non possiamo
trasgredire senza gravemente mancare ad un

( 1) Se non avete un Direttore fornito, di tali


qualità , contentatevi di seguire le regole trac
ciatevi da San Francesco di Sales nella sua am.
mirabile Introduzine alla vita divota . S. Fran.
cesco di Sales è il direttore por eccellenza, mas.
sime pei Cristiani che vivono in mezzo al mondo
40
nostro dovere . Queste regole la Chiesa le
ha compendiate nell'eccellente Catechismo
da tutti gli Ecclesiastici conosciuto sotto il
nome di Catechismo Romano ad uso de'
Parroci Calechismus Romanus ad Par
rochos , pubblicato d'ordine del Tridentino
Concilio , e per cura del santo Pontefice Pio V ,
allo scopo di porgere ai sacerdoti una norma
sicura da seguire nell’ammaestramento de'
fedeli . Ora il Catechismo del Concilio Tri
dentino dichiara che i Parroci son tenuti
in coscienza ad esortare i fedeli alla fre
quinte ed anche quotidiana Comunione per
la importante ragione che l'anima ha bi
sogno , come il corpo , del suo quotidiano a
limento ; e soggiunge che siffatta dottrina è
quella dei Padri e dei Concilii : (Car . Rom .
ad Par . part. i. cap . 2 ) .
E s . Carlo Borromeo , il grande ed in
comparabile Arcivescovo di Milano , nel pub
blicare il detto Catechismo ne'diciotto vesco
vadi alla sua giurisdizione soggetti , sapendo
che eranvi dei sacerdoti che combattevano
questa santa pratica , ingiunse ai vescovi di
punire severamente severe puniendos
que ' Parroci che avessero ardito d'insegnare
una diversa dottrina.
Adunque . giova il ripeterlo, noi non pos
siamo pensare come più ci piace in questa
materia . Il nostro ufficio sacerdotale con
siste unicamente nell'applicare a ciascuna
41
anima , sempre co novuto discernimento , il
principio generale della frequente comunione .
Il direttore deve essere sopra lutto vera
mente cattolico. Non vogliale dunque fidarvi
di que' consigli che sanno di giansenismo,
e che condannano si in teoria che in pra
tica quello che la santa Chiesa Romanii or
dina o consiglia. Guardate bene di non af
fidare l'anima vostra alla direzione d'un
Sacerdote che vediate imbevuto di siffatti
pregiudizii . Costui non teme punto di so
tiluire le sue idee particolari e fallibili alle
idee e regole infallibili della cattolica Chiesa,
madre delle anime e della vera pietà . Quindi
le anime soffrono gravissimo danno dalla di
al rezione di questa sorla , perchè essa non so .
Jamente è falsa, ma di più quasi sempre ste
rile ed arida e molto dispotica.
Il venerabile Luigi de Blois riferisce che
b. nostro Signore Gesù Cristo una volta si la
0 mento di coloro che sconsigliano agli altri
di comunicarsi frequentemente . « È mia de
79 lizia, disse, lo stare coi figliuoli degli uo
niini: il Sacramento dell'altare l'ho istituito
per essi : quindi chi rimuove le anime dal
ricevermi diminuisce la mia gioia . »
E il venerabile Padre d'Avila , avuto in
si grande estimazione da s . Francesco di
Sales , e dalla santa madre Teresa , era so
lilo dire : ( che coloro i quali biasimano
nd la Comunione frequente , fanno l'ullicio del
42
demonio , il quale porta un implacabile odie
al divinissimo Sacramento . »
Ma sieno grazie a Dio ! che le vestigia del
giausenismo vanno di giorno in giorno vie
più scomparendo. Ora più che mai i diret
tori di anime sono convinti che conforman
dosi alle sante ed inviolabili regole stabi
lite dalla Chiesa intorno alla Comunione
frequente, assicurano ad un medesimo tempo
la propria eterna felicità, e quella dei fedeli
alle loro cure commessi . Santa Margherita
da Corlona avea un Direttore , che sempre
caldamente esortavala alla Comunione fre
quentissima. Morto che fu , nostro Signore
rivelò alla stessa Santa che quel buon Sa
cerdote aveva ricevuto un premio magnifico
nel cielo per la carità onde le aveva faci
Jitato l'accesso alla Santissima Eucaristia .
Leggesi pure nella vita d'un santo religioso,
per nome Antonio Torres , della Compagnia
di Gesù , che subito dopo la sua morte ap-,
parve ad una santa persona dicendole che là
dio aveagli di molto accresciuta la gloria nel
Cielo per aver consigliato la Comunione fre
quente a tutti quei che dirigeva nello spirito .
Felice que ! Sacerdote, il cui studio con
tinuo si è quello di conformarsi nel suo
ministero alla direzione della Chiesa ! Fe
lici e fortunate quelle anime, alle quali
la divina bontà concede d'incontrare una
siffatta guida nel cammino della vita !
43
XIII.

Non ho coraggio di comunicarmi senza averne


prima ojienulo il permesso .

Ed in questo voi avete mille ragioni . Egli


è verissimo che pel Battesimo avele acqui
stalo uno stretto diritto alla Coinunione , ed
alla Comunione quotidiana ; ma a regolare
l'uso di lal diritto e ad evitare ogni illu
sione , desidera la Chiesa cattolica che pi
gliate consiglio dal vostro padre spirituale .
Una tale direzione però ben lungi dal di
struggere il diritto che voi a vele all'Eucaristia ,
ne è invece una salvaguardia e lo mette in
sicuro preservandolo dagli abusi . « Tullo
quel che è permesso , dice l'Apostolo s . Paolo ,
non è sempre espediente . »
Obbedite dunque al vostro direttore , ma
obbedite con quella santa libertà , ch ' è
propria de' figliuoli di Dio . Il vostro direl
tore esigendo da voi sommessione, non la
vuole nė pusillanime, nè servile. Se non
potete facilmente ricorrere a ' suoi consigli ,
e d'altra parte avete qualche particolare
motivo d'avvicinarvi alla sacra Mensa più
spesso del solito , presumete pure senza ti
more alcuno l'approvazione di lui , e se
condate gl'impulsi della vostra pietà . Sopra
tutto vi raccomando la santa Comunione
quando siele assalito da qualche più vio
44
lenta tentazione , quando avete a soffrire
qualche disgusto , od a santificare qualche
dolore , e quando vi sentite scoraggiato, triste,
e svogliato della preghiera. È più che ma
nifesto che il vostro direllore, il quale non
desidera e non vuole altro che il vostro
bene , si rallegrerà della confidenza e dello
slancio cristiano che vi avranno condotto
al santo altare . In caso poi di dubbio, presu
mete sempre in favore della Comunione. La
Comunione aumenterà la vostra fede e'l vo
stro coraggio . Gesù è il vero rimedio di tutti i
nostri mali.

XIV .

Basta accostarsi alla Mensa Eucaristica nelle


principali solennilà , o tullo al più una volta
al mese .

Questo in vero è anche troppo per chi si


comunica senza amore , e per chi riguarda
la Comunione come un dovere penoso a
• compiersi.
Senza dubbio la Comunione fatta ogni
mese è buona ; ma sarebbe un inganno gra
vissimo il darsi a credere che coll'acostarsi
all'Eucaristia soltanto una volta al mese , si
soddisfaccia al desiderio della Chiesa, e fac
ciasi atto di grande pietà . S. Francesco di
Sales non è di questo sentimeto. Egli di
45
chiara , che la maggiore distanza che un buon
cristiano sollecito dell'anima sua possa met
tere tra le sue comunioni, è lo spazio d'un
mese .
La Comunione mensuale , ordinata in molte
0 confralernite e adunanze di pietà , è , come
la Comunione sellimanale fissata per regola
nei seminarii e nelle comunità . il minimo,
e non il massimo . Tali regole vogliono essere
seguile secondo lo spirito onde furono det
tale, spirito di pietà cattolica , che nel mentre
desidera colla Chiesa una comunione molto
più frequente , ha voluto porre un limite
estremo per le anime poco fervorose .
Questi lodevoli regolamenti ed usi devono
essere interpretati secondo quella gran re
gola che è sopra tutte le altre , cioè secondo
l'insegnamento della Chiesa e della sede a
postolica . Questo insegnamento , che abbiami
già fatto conoscere , è cosi espresso dal Pon
tefice Benedetto XIV : « Non v'è alcuno a
cui non possa venire consigliata la Comu ,
nione mensuale , e vi sono poche anime , alle
quali la Comunione settimanale debba essere
negata . )
S. Francesco di Sales raccomandando a
tutti i fedeli nella sua Introduzione alla vita
divota , la Comunione d'ogni otto giorni , pare
mero preciso di molti altri santi per quanto
riguarda alla comunione quotidiana ; ma ol
trechè esso è ben lontano dal biasimarla ,
46
non ne disapprova se non l'abuso, e l'esita
zione che mostra su d'un tal punto sembra
provenir da un errore di fatto . Ed in vero
egli s' appoggia ad una sentenza che altri
buisce a s. Agostino , ma che veramente è
d'un autore poco conosciuto, a nome Gen
nadio . Ed infatti come mai s. Francesco di
Sales cosi pio e cosi cattolico avrebbe po
tuto biasimare quello che dalla Chiesa è 10
dato e consigliato ?
Trattandosi di fissare una regola , a cui
dobbiamo attenerci in pratica , io non co
nosco niente di più giudizioso e di più sem
plice di quello che intorno alla santissima
Comunione scrive l'angelico dottore s . Tom
maso . Da prima espone la dottrina caltolica
risguardante la Comunione quotidiana, ap
poggiandosi all'autorità de'Padri , e special
mente a questa celebre sentenza di s. Ago
stino : « È il pane d'ogni di ; ricevetelo
dunque ogni giorno , affinchè ogni giorno vi
giovi : vivete per altro di tal maniera , che
possiate ogni giorno riceverlo . - Quindi
soggiunge : Quando uno conosce per espe
rienza che la quotidiana Comunione gli fa
crescere in cuore l'amor di Dio , e che il
suo rispetto pel ss . Sacramento non dimi
nuisce , deve comunicarsi ogni giorno . )
(S. Thom . IV Seni . ) .
Se ciò si avvera di voi , procurate di co
municarvi ogni giorno . Se poi volete con
tentarvi di ricevere Gesù sacramentato una
sola volta la settimana, siete libero di farlo.
La Comunione fatta una volta la settimana
è la Comunione ordinaria de'buoni cristiani ,
ma non la Comunione frequente , come in
segnano apertamente i santi dottori . Essi
chiamano Comunione frequente quella sol
tanto che si fa tre o qualiro volie la setti
mana .
Per ogni caso non v'assuefate a misurare
la Comunione a legge di tempo. Ciò che
determina il tempo d'accostarsi è la purità
di coscienza , dice s . Giovanni Grisostomo.
E s . Agostino dice : « Chi non è disposto
a comunicarsi spesso , non l'ė neppure a
comunicarsi una volta l'anno . »

XV .
In sostanza sono tutte cose esagerate,
ed impossibili a praticarsi.
Non solamente non è possibile , ma è fa
cilissimo a mettersi in pratica ciò che siam
venuti dicendo , e ne abbiamo in prova il
fatto di molti pii fedeli. L'esagerazione vien
tutta dai giansenisti , e semigiansenisti , i quali
per la Comunione richieggono tali disposi
zioni che da niuno si possono conseguire .
E che avremmo dunque da fare noi poveri
sacerdoti , che tutti i giorni siamo chiamati
a celebrare la s . Messa ?
48
Nolla di tutto ciò che la cattolica Chiesa
consiglia è esagerato od impossiliile a nebo
tersi in pratica. La Chiesa anche nella porta
ci mostra il vero : l'ascoltarla vale.quonio
ascoltare Gesù Cristo medesimo ; disprezzare
i consigli di lei è lo stesso che disprezzare
la luce di Dio .
Veramente è cosa strana vedere dei cila
tolici che hanno in si poco conto una alle
torità divina . Voi pertanto siate logico nella
vostra credenza , e in tutte le sue pralicie
conseguenze . Voi credete e sapete che Gesù
vi parla per bocca della sua Chiesa ; dunque
nou vi contentale d'ascoltare e d'approvare
la verità che v'insegna, ma andate fino al
fondo , e mettetela in pratica.
Lisciate che mormorino coloro i quali non
vogliono intendere la verità . Lasciate pure
che facciano pompa di ciò che stimano es
sere riverenza verso il ss . Sacramento , ma
che in sostanza non è se non timor servile ,
e che mostra ad un tempo poco compren .
d mento dei misteri di nostro Signor Gesù
Cristo , e molto attaccamento alle loro pro
prie opinioni. Quinto a voi , veri figliuoli
della Chiesa , camminate in pace per la strada
ballula dai santi ; e dietro gli apostoli , i
martiri , e tutti i primitivi fedeli : dietro
s. Dionisio, s . Ignazio Antiochense , s . Giu
stino, s . Cipriano , s . Basilio Magno , s . Gre
gorio Nazianzio , S. Giovanni Grisostomo ,
49
s . Girolamo, s . Agostino , s . Ilario , s . Gre
gorio Magno; dietro s . Bernardo , s. Tom
maso d'Aquino, s . Bonaventura , santa Ca
tarina da Siena , s . Catarina da Genova ,
s . Teresa ; dietro s . Filippo Neri , s . Carlo
Borromeo , s . Ignazio e tutti i santi della
Compagnia di Gesù ; s . Francesco di Soles,
s. Alfonso de'Liguori; dietro Chier , Fénélon,
Bossuet , tanti altri che gareggiarono in ma
gnificare ed esaltare la frequente Comunione,
la Comunione quotidiana , la vera Comu
nione cattolica , non vogliate temere nè di
esagerazione nè di errore. « Rallegratevi nel
Signore , si , vel ripeto, rallegratevi nel Si
gnore . » ( Ad Philipp. c . IV , v . 4) . E de
siderando vivere per Gesù Cristo , nutritevi
abbondantemente di Gesù Cristo .

La Comunione frequente per li fanciulli.

Considerando la leggerezza , propria dei


ragazzi , potrebbe per avventura alcuno es
sere tentato a credere che non faccia per
essi la comunione frequente , e che perciò
le regole date dalla Chiesa su di questo
punto non riguardino che gli adulti . Ma non
è vero : anzi questo è uno di quei pregiu
dizi deplorabili, che sono causa della per
La ss. Comunione eco .
50
dita d'un numero incalcolabile di giovani
anime , abbandonate senza difesa ai terribili
assalli delle passioni.
I fanciulli al pari degli adulti possono e
debbono comunicarsi spesso . Nostro Signor
Gesù Cristo non richiede da e -si se non quello
che possono dargli. Egli m glio di noi co
nosce la loro leggerezza che tanto ci sgo
menta ; ma sa altresi mol'o meglio di noi
ehe l'innocenza è il più prezioso di tutti i
tesori , che il demonio fa ogni sforzo di ra
pirla loro ben per tempo, e che la loro Co
munione può guardarli dalle insidiose arti
del nemico infernale .
Abbiamo già detto che niuno si comunica
troppo spesso , quando si comunica bene ; e
per comunicarsi bene basta ricevere nostro
Signore con buona e sincera volontà . Questo
si avvera tanto ne'fanciulli quanto negli a
dulti , e si conosce per esperienza che nella
buona volontà d'un ragazzo, che ha fatto la
sua prima Comunione , vi è la più schietta
sincerità . Egli ama Gesù Cristo , ei lo desi
dera : perchè dunque non darglielo ? Bene
spesso egli è più degno di riceverlo di quello
che nol siamo noi stessi , i quali tuttavolta
non apprezziamo la sua pietà . « Lasciate
yenire a me i fanciulletti , dice il celesle
Maestro , perchè il regno dei cieli è di co
loro che somigliano ad essi . » Il regno dei
cieli in su la terra si è la ss . Eucaristia.
51
I fanciulli sono leggieri , voi dite . Questo
è verissimo , ma si è appunto per questo
che bisogna che si comunichino spesso . Per
un ragazzo una settimana è un mese , perchè
in questa tenera elà le impressioni succe
donsi vive e rapide : fa di bisogno pertanto
reiterare in essi di spesso le impressioni
cristiane , se voglionsi preparare per l'avve
nire degli uomini forti nella fede.
I fanciulli sono leggieri . Va bene , ma sono
pure buoni ed affettuosi; e perciò bisogna
dare il vero alimento al bisogno che hanno
d'amare. Bisogna far loro amare G. Cristo ,
ed a questo fine è mestieri metterli di spesso
in intima relazione con lui . I loro difetti,
benchè veri e reali , hanno poca consistenza;
e la sola pietà è quella che impedisce a tali
difetti di diventar vizi .
Un fanciullo cristiano , dalla prima Co
munione in poi , dovrebbe avere per regola
di comunicarsi tutte le domeniche e tutte
le feste , eccettuato il caso , in cui il suo
direttore , i genitori o maestri nolassero in
lui una mancanza evidente di buona volontà :
ed anche l'astenersi dalla sacra mensa do
vrebbe essergli imposto con molta discre
zione ; poichè dopo ciò si presenta ben losto
il pericolo del mal costume , quel pericolo
che fa agghiacciar di spavento il cuore ma
terno, quel pericolo che solamente dalla sanla
Eucaristia può essere combattuto con effi
52
cacia . Desiderate voi conservare al vostro
fanciullo la sua innocenza , la sua purità ?
Incoraggiatelo a comunicarsi spesso , od
almeno non lo distogliete dal comunicarsi
quando ciò lo esorta ' e lo induce il suo
direttore . Quanti padri , e quante madri , per
un zelo malinteso sono , senza vederlo , la
prima causa della perdizione de' loro figli!
Quanti e quante lo stesso n'ho conosciuto ,
che sono stati la causa diretta e deplorabile
di quello stesso pervertimento e corruzione
che per altro temevano si fortemente! No,
non dovete già temere danno pel vostro fan
ciullo , dalla frequente Comunione, ma sib
bene dalla sua negligenza nel comunicarsi,
e dal suo poco fervore per questo augustis
simo Sacramento . Per un fanciullo, che si
tiene lontano da Dio, vi è da temer tutto .
« Ma noi temiamo pel futuro : è meglio
andare a rilento sul principio , poiché è sem
pre cosa che dispiace il tornare indietro . :)
E perchè questi buoni fanciulli han da tor
nare addietro ? Perché avranno a cessare di
amare il Signore ? La maggior sicurezza di
una vita cristiana non è forse riposta in
una fanciullezza fervorosa ? Se volete che il
vostro fanciullo sia più tardi forte contro il
male, lasciate che fin d'ora attinga abbon
dantemente alla sorgente di ogni forza , la
sciate che uniscasi intimamente al principio
d'ogni fedeltà . La sua presente pietà sarà
53
un pegno della súa pietà futura , e l'inno
cenza conservata sarà per voi e per essi
l'aurora di una pura adolescenza .
Se, nonostante la santa Comunione , ac
cade di spesso , che i giovinelti non riescano
a guardarsi da tutte le cadute, che sarà
mai quando saranno tenuti lontani dallo au
gustissimo Sacramento , dal « Pane santo
che fa germogliare i Vergini ? » lo penso
esservi pochi giovanetti , ai quali basti di
fare la Comunione una volta al mese ; e
non ve n'è quasi nessuno , il quale non
possa trarre gran profilio dalla Comunione
d'ogni settimana ; anzi questa Comunione
settimanale io la stimo quasi necessaria a
coloro che sono inchinevoli alla passione del
senso . Convengo per altro che fino l'età di
quattordici o quindici anni pochi fanciulli
conducono una vita si pia da potersi comu
nicare più d'una volta la settimana ; ma
ciò nonostante , ove se n'incontrino di quelli
che amano molto nostro Signore , che ve
gliano allentamente sopra se stessi , e che
si sforzano di evitare il peccato , possono
comunicarsi con molto profitto anche due
o tre volte la settimana .
Ne' primi secoli i fanciulli al pari degli
adulti erano ammessi alla Comunione ogni
giorno ed attingevano nel Sacramento del
ľ altare quella vigoria di vita cristiana, e
quello spirito di fede, e di preghiera , e di
54
fervore, che ha dato alla Chiesa tanti Santi
e martiri che avevano appena ioccato il de
cimo , duodecimo e quindicesimo anno di loro
elà . Ora la mano di Dio non s'è abbreviata :
gli stessi mezzi produrranno anche nel nostro
secolo i medesimi effetti e la Comunione
data ai fanciulli farà pur ora germogliare
de' Santi .
Finalmente certi genitori dicono : « noi
temiamo che il nostro ragazzo cresca troppo
dedito alla pietà , e finisca poi col farsi
prete , o consacrarsi a Dio in qualche reli
giosa Comunità . « Ma io rispondo loro : da
quanto in qua i vocaboli pielà, e vocazione
religiosa hanno lo stesso significato ? Il le
mere la vocazione religiosa è già una grande
abberrazione dei genitori cristiani, poichè
il consacrarsi a Dio è per certo la parte
migliore, ed è una benedizione per tutta
quanta la famiglia ; ma aver poi timore
della pietà è la massima delle sciocchezze ,
è un vero controsenso . La pietà è il bene ,
e si è da essa che proviene la vera felicità.
« La pietà è utile à tutto : dice la Sacra
Scrittura , poichè ha le promesse della vita
futura , e quella della vita presente. » Non
è cosa possibile essere troppo pio, per la gran
ragione che non è mai possibile essere troppo
buono. Poveri quei fanciulli che sono rovinati
da siffatte immaginazioni !
Si lasci dunque ai fanciulli questa libertà
55
religiosa, che può solo aprir loro il cuore
ed iniziarli alla vita cristiana. Noi non ab
biamo diritto di reprimerla, come non l'ab
biamo di violarla , massime in ciò che ri
guarda i Sacramenti. Procuriamo di istru
irli e dirigerli , adoperiamo intorno ad essi
ogni cura , e veniamo in aiuto alla loro i
nesperienza : ma sopratutto badiamo che
gl'indirizzi dati loro da noi sieno cattolici
e non si avanzino mai ad inceppare la li
bertà della coscienza . Con quest' abuso di
autorità si rovinano le anime , e senza vo
lerlo, si va contro ai disegni che nostro Si
ſnore ha formato sopra di esse .
Pertanto la Comunione frequente è anche
pei fanciulli. Se desideriamo formare delle
generazioni robustamente cristiane , diamo
ai fanciulli la Santissima Eucaristia . La sola
Eucaristia fa i veri cristiani ,

La Comunione frequente per i giovani.

Ciò che solo venuto fin qui de' fanciulli ,


a più forte ragione si deve intendere de
giovani dai sedici ai vent'anni , trovandosi
questi in quella pericolosa età, in cui la
guerra delle passioni diviene più terribile ,
perchè si aggiungono gli esempi corrompi
tori del mondo, e le intimite dini oltà che
provengono dal di fuori . S. Filippo Niri
che lulta la sua vita consaerò alla santifi
56
cazione della gioventù di Roma, e la cui
testimonianza ha il duplice peso d'una san
tità angelica e d’una speciale esperienza ,
insegnava che la Comunione frequente u
nita alla divozione verso la Santissima Ver
gine , era non solo migliore, ma ľunico
mezzo di mantenere un giovane nei buoni
costumi , e nella vita della fede, di rialzarlo
dalle sue cadute , e di ristorarlo nelle sue
debolezze .
Un giovane andò un giorno a trovarlo
pregandolo di aiutarlo a deporre le catlive
abitudini, che lo dominavano da lunghissimo
tempo . S. Filippo il consolò , diedegli de?
saggi consigli, e dopo averne ascoltato la u
mile confessione, lo assolvette , e rimandollo
a casa contento, raccomandandogli di an
darsi a comunicare la mattina vegnente , e
gli soggiunse : ( se mai ti avvenisse , che
Dio nol permetta , di ricadere in peccato,
vieni subito da me , e confida vella divina
bontà . » La sera dopo , s. Filippo vide ve
nire al suo confessionale il povero giovane
per confessarsi d' una ricaduta . L'amabi
Iissimo Santo lo leva questa seconda volta
come la prima , l ' esorta a combattere con
coraggio , nuovamente l ' assolve , e come la
sera precedente , gl ' impone di ricevere il
Corpo Santissimo del Signore. Il giovane,
combattuto da una parte dalla violenza del
l'abito , e dall'altra stimolato dal desiderio
57
di far ritorno a Dio, trasse da questa be
nigna direzione e dalla frequenza della Santa
Comunione una si vigorosa energia , che
per tredici giorni di seguito tornò ai piedi
del Sarto, il quale mostravasi instancabile
nella sua carità , mentre l'altro era co
stante nella sua penitenza . Vinse finalmente
l'amore , e Gesù ebbe nel numero de' suoi
fedeli un nuovo servo, che in breve spazio
di tempo fece tali progressi nella santità ,
che s . Filippo lo riputo degno di ascen
deré al Sacerdozio . Ammesso tra gli alunni
della Congregazione dell'Oratorio edificò
Roma col suo zelo e colle sue virtù , ed an
cora in giovane età mori della preziosa morte
de Santi . Egli dilettavasi di narrare la storia
della sua conversione per incoraggiare i po
veri peccatori e per far bene intendere ai
giovani che nella frequente Comunione è
riposta la loro salute .
Ed io pure vorrei far loro ben capir
questo punto, vederli tutti accorrere a ci
barsi delle immacolate carni di Gesù Cristo.
Il giovane dalla foga medesima dell'età sua
trovasi posto tra due estremi, tra l'amor
fatale della sua carne ribelle che lo diso
nora ed il perde , e l'amore del ss . Corpo
del Salvatore che lo santifica , lo protegge ,
e gli dà forza per vincere le sue passioni.
Una delle due ha da scegliere : o nutrire
questo secondo amore, od essere perduio dal
La ss. Comunione ecc.
58
primo. Nei diciotto o i venti anni la con
tinenza non è possibile senza l' Eucaristia ;
e molto meno è possibile quel vigore nel
bene , quel candore , quella forza e tutto
quello sviluppo di virtù , che forma d'un
giovane cristiano la cosa più cara e rispet
tabile che sia sulla terra .
Quale ammirabile cangiamento non ci sa
rebbe dato di vedere ne' collegi , e nelle
pubbliche scuole , se in questi stabilimenti si
frequentasse la Comunione ! Invece di una
immoralità che stringe il cuore , invece d'una
indifferenza religiosa più corrompitrice dello
stesso cattivo costume , vedrebbesi ivi la
nostra gioventù , si vivace per natura , si
amabile, si brillante di cuore e di spirito ,
rilevarsi dalla nullità intellettuale , in cui
giace sepolta da un secolo e mezzo, e som
ministrare alla Chiesa ed alla patria uomini
grandi siccome una volta . Senza di Gesù
Cristo tutto inaridisce , e senza venire a con
tatto con lui nulla può rifiorire .
Dall'esperienza è mostrato quanto influisca
sulla vita d'un giovane la Santissima Comu
nione . Non c'è vizio alcuno , che non sia
estirpato dal frequentare regolarmente i Sa
cramenti ; nė v'è alcun risorgimento , che
con questo mezzo non possa compiersi .
Chiunque pertanto tu sia, o giovane,
tuttora innocente , o di già macchiato di
colpa , accostati alla santa Comunione, la
59
quale sola verrà a mantenerti nell'ordine,
o a ricondurti ad esso . Credi a me : non v'è
più facile cosa del viver casto frequentando
l'Eucaristia . Quel che non puoi senza Gesù ,
lo potrai facilmente unito con lui . Pensa
al tuo avvenire . Perchè tu sii un giorno
uomo dabbene, bisogna che tu conduca de
gnamente gli anni della tua giovinezza. E
per conservare, te lo ripeto, sana e salva
la tua onestà, non hai in pronto altro mezzo
che quello di ricorrere alla Santissima Eu
caristia .

La Comunione frequente ne Seminari.

Se avvi luogo al mondo, in cui abbia a


farsi frequentissimamente la Comunione , è
di certo ne'grandi e ne'piccoli seminari, ove
accorrono a ripararsi all'ombra degli altari
que'giovani eletti, che il Salvatore nel suo
amore infinito , nella sua bontà e tenerezza
vuol far partecipare del suo divin sacerdozio .
In molti de'seminari si permette a'giovani
chierici di seguire con tutta libertà l'impulso
e quasi istinto della grazia che spingeli a
comunicarsi di spesso. Ne potrebbe essere
altrimenti, perchè la vocazione all'amore di
Gesù conduce di necessario a partecipare
al Sacramento dell'amor suo . La Comunione
pertanto frequente e regolare si è , e deve
esserlo , la regola primaria d'un seminario,
60
poichè senza di questa le vocazioni non pos
sono rassodarsi , e molto meno svilupparsi .
La vocazione allo stato ecclesiastico è quel
complesso di qualità e d'inclinazioni, che
rendono un giovane capace di divenire un
giorno buon sacerdote . Queste qualità ,
queste attitudini sono concedute da Dio , ed
è appunto in questo senso che la vocazione
allo stato sacerdotale è una elezione divina .
Ma delle vocazioni succede lo stesso che delle
piante. Perché il germe d'una pianta, a mo '
d'esempio un giglio, possa crescere sino allo
sviluppo delle foglie e dei fiori, v'è bisogno
di una buona terra , e d’una certa misura
di luce , di calore, di rugiada, ed inoltre vi
è bisogno d'una continua cura a preservare
il giglio stesso da tutto ciò che potrebbe far
perire il suo stelo . Non altrimenti le voca
zioni al sacerdozio, perchè crescano e frut
tifichino, abbisognano di diligenza , di dire
zione, d'una atmosfera di santità , e senza di
tutto questo non possono che svanire .
Il seminario è l' eleito terreno , ove la
h
Chiesa trapianta que'suoi figliuoli, 'che de
siderano divenir un giorno sudi ministri. Or
la santa Comunione è ad un tempo stesso
il calore che vivifica , e la celeste rugiada
che alimenta queste tenere e care piante di
Gesù Cristo .
lo non so concepire un Seminario senza
la frequente Comunione , come non si po
61
trebbe concepire senza di questo un Novi
ziato , od una qualunque religiosa comunità.
Un giovane chierico che non si sentisse at
tratto verso l'Eucaristia , difficilmentepotrebbe
divenire un buon sacerdote ; e un direttore
che non si persuadesse dell'importanza, anzi
della necessità che hanno della Comunione
frequentissima gli alunni del Santuario, mo
strerebbe evidentemente di essere un giar
diniero privo d'esperienza.
I seminaristi di s . Sulpizio sempre si se
gnalarono pel loro amore alla divina Euca
ristia . Ne'cinque anni che vi son dimorato ,
non è scorso un giorno , in cui un certo
numero di giovani non partecipasse ai santi
misteri . Per ogni domenica la Comunione si
polea quasi dir generale , ed eranvi moltis
simi che si cibavano del pane dei forti ogni
giorno o quasi ogni giorno .
I piccoli seminari, riguardo alla santa Co
munione , seguono l'esempio de'grandi. Uno
io ne conosco de'più importanti della Francia ,
che produce frutti eccellentissimi, attesa la
divina cultura , di cui vi parlo . Sonvi pochi
giovinetti, anche fra i più piccioli , che non
ricevano l'Eucaristia almeno una volta per
ogni settimana , e ve ne sono de'più accu
rati che si comunicano anche più di fre
quente . Nelle classi superiori la Comunione
di due , tre , e quattro volte la settimana è
in tullo vigore ; e sonvi pur di coloro che
62
si accostano alla - santa Mensa ogni giorno.
Per tal mezzo qual sincera pielà, quale spi.
rito cattolico , quale regolarità di disciplina,
qual purità di costume non vediamo noi fio
rire in questa casa di benedizione ?
Voglia Iddio per tal modo preparare alla
Chiesa , nell'attuale necessità , molti veri Sa
cerdoti allevati secondo la cattolica disciplina
nel puro spirito del Vangelo e della Chiesa,
e cresciuti in questo amore tenero , confi
dente e pratico verso il Signor nostro , che
i Sacerdoti hanno per uflicio di far regnare
in tutte quante le anime !

La Comunione frequente per gli afflitti,


e per gl'infermi.
Sempre ed in qualsiasi circostanza noi ab
bisogniamo di nostro Signore ; ma siffatio
bisogno diviene più sensibile nel mezzo ai
dispiaceri, alle pene ed alle malattie .
Dal suo tabernacolo il celeste Consolatore
ci chiama gridando: « Venite a me voi tutti
che penate e siele oppressi , che io vi ri
storerò . ) Ei solamente rasciuga le lagrime,
od almeno le addolcisce ; egli solo al nostro
cuore atfranto da'patimenti sa ridonare quella
pace , quella speranza , quella gioia intima
e soprannaturale , che solo i cristiani spe
rimentano, e che si accompagna maraviglio
samente con le lagrime. li cristiano può
63
ben essere profondamente addolorato , ma
non può mai essere infelice. Una madre
avendo perduto l'unica figlia , diceva un
giorno con tutta calma : « lo piango , ma son
contenta. Questa madre partecipava ogni
giorno alla mensa Eucaristica .
In Gesù troviamo l'eternità , troviamo il
cielo . Quando questo esiglio ci riesce amaro
di troppo , e quando la vita ci è di peso ,
ricorriamo a lui. Andiamo al suo Sacra
meuto ; qui dimenticheremo la terra con le
sue angustie , con le sue croci , colle sue
guerre, e con le sue ingiustizie. Gesù Cristo
ci scoprirà il suo segreto a ben patire ; ei
prenderà per sè le nostre amarezze , e ci
darà in ricambio la sua pace e la sua forza.
Quando le malattie ci visitano , ricorriamo
a lui ch'è il migliore di tutti i medici ; e
la sua visita nel tempo stesso che recherà
sollievo al nostro corpo , riempirà pure di
gioia il nostro cuore . Ogni cristiano amma
lato dovrebbe ricevere Gesù Sacramentalo
almeno una volta la settimana ; e ciò do
vrebbe fare fin da principio della sua ma
lattia . Il medico del corpo non dovrebbe chia
marsi se non dopo il medico dell'anima,
poichè alla terra si deve anteporre il cielo ,
ed al tempo devesi anteporre l'eternità . Queste
Comunioni se avele a guarire cambieranno i
giorni delle vo - tre sofferenze in giorni di san
ülicazione, che avranno molta influenza sul
64
l'avvenire : se poi avrete a soccombere , v'ap
parecchieranno a degnamente ricevere l'E
strema Unzione , a comparire purificato tutto
dall'amore avanti a Dio nell'eternità .
Siffatte grazie procuratele pure ai vostri
giovani figliuoli, quando trovansi ammalati .
La santa Chiesa formalmente c'insegna che
essi possono e debbono ricevere la Comu
nione quando hanno l'età della ragione : ed
il Pontefice Benedetto XIV dichiara bastare
che il fanciullo « possa discernere questo
cibo celeste dal cibo volgare . » Oh quanto
santamente si comunicano i fanciulli amma
lati ! La grazia ricevuta nel battesimo opera
in essi mirabilmente, ed apparecchiali , meglio
assai che tutte le nostre diligenze, a degna
mente ricevere la santa Eucaristia .

CONCLUSIONE .

Or , mio lettore , quale sarà per voi la


pratica conchiusione di questa operetta ? Sarà
egli necessario che vi comunichiate ogni
giorno ? Siffatto consiglio dato indistinta
mente sarebbe della più alta imprudenza :
ed io , insieme colla Chiesa , non vi consi
glierò a comunicarvi ogni giorno se non nel
caso che viviate e vogliale vivere tutto per Dio .
Mio scopo è stato di farvi comprendere
l'oggetto e l'uso dell'Eucaristia , di farvi na
65
scere in cuore il desiderio della Comunione
quotidiana , di farvi cessare dal biasimarla
in chi santamente la pratica , e di mostrarvi
da ultimo che , non che temere ia santa Co
munione, dobbiamo tutti spesso riceverla , e
corrispondere sempre più alle intenzionidella
Chiesa che ce la presenta lutti i giorni.
Comunicatevi adunque , e comunicatevi di
frequente , e ponete in opera tutta la vostra
influenza per propagare in chi vi avvicina
la frequente Comunione cotanto desiderata
dal nostro Signor Gesi Cristo . Non porgete
orecchio a chi contraddice , ma camminate
a piè fermo sull’orme dei santi , « Comuni
catevi di frequente , o Filotea , dice il dok
» cissimo s. Francesco di Sales, e comuni
» catevi più spesso che potete , secondo il
> consiglio del vostro padre spirituale : cre .
» dete a me, che come le lepri all'inverno
» sulle nostre montagne diventan bianche ,
o perchè non veggono nè mangiano altro
» che neve , cosi a forza di adorare e man
» giare la bellà , la bontà e la purità stessa
in questo divin Sacramento , voi divente
>> rete tutta bella , tulta buona, e tutta pura . »
SANCTE AC FREQUENTER : (Rituale Romanum ).

Con permissione ecclesiastica .


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INDICE

LA SS . COMUNIONE pag . 3
VERA IDEA DELLA SS . COMUNIONE . » 5

1. A comunicarsi spesso abbisogna esser più


santo di quello che io non sono 8
II . Non son degno d'appressarmi a Dio » 10
III . Il comunicarsi , ove si faccia spesso ,
non fa più effetto » 13
IV . Temo di famigliarizzarmi colle cose
sante ) 15
V. Non ardisco comunicarmi senza essermi
prima confessalo, e d'altra parte non ho
tempo di confessarmi ogni momento » 17
VI . Nessuno può comunicarsi senza prepa
razione; ed io non ho comodo di prepa
rarmi corne si conviene . » 19
VII . Io non sento fervore nel comunicarmi ,
anzi son distrallo e senza divozione » 23
VIII . Io non ardisco più comunicarmi spesso ,
perchè sempre ricado nei medesimi falli » 26
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IX . Comunicandomi spesso temo di recare
ammirazione, e di scandolezzare le per
sone che mi conoscono pag . 29
X. Il comunicarmi di frequente non pia
cerebbe alla mia famiglia » 32
XI . Conosco molte persone pie che accostansi
di rado alla Comunione . » 35
XII . Il mio confessore , se glie ne facessi
parola , nol troverei forse di questo sen
timento » 37
XIII. Non ho coraggio di comunicarmi senza
averne prima ottenuto il permesso » 43
XIV . Basta accostarsi alla Mensa Euca
ristica nelle principali solennità , o tutto
al più una volla al mese ) 44
XV . In sostanza sono tutte cose esagerate ,
ed impossibili a praticarsi » 47
La Comunione frequente per li fanciulli » 49
La Comunione frequente per i giovani » 55
La Comunione frequente ne' Seminari » 59
La Comunione' frequente per gli afflitti, e
per gl’infermi . » 62
CONCLUSIONE » 64

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