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Fondazione Istituto Gramsci

Review
Author(s): Aldo Agosti
Review by: Aldo Agosti
Source: Studi Storici, Anno 21, No. 3 (Jul. - Sep., 1980), pp. 694-695
Published by: Fondazione Istituto Gramsci
Stable URL: http://www.jstor.org/stable/20564759
Accessed: 20-06-2016 04:04 UTC

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694 Informazioni bibliografiche

Edward H. Carr, Le origini della pianificazione sovietica 1926-1929,


vol. V, I partiti comunisti nel mondo capitalistico, Torino, Einaudi, 1980,
pp. 339.
Nell'ultimo volume uscito in traduzione italiana (che corrisponde al pe
nultimo dell'opera ormai completata nell'edizione inglese) E.H. Carr pro
cede nella sua ricostruzione dei rapporti fra l'Unione Sovietica e il resto
del mondo attraverso iH particolare angolo visuale delle vicende dei prin
cipali partiti dell'Internazionale comunista. L'importanza di questo tipo
di approccio - gia inaugurato nel secondo volume del Socialismo in un
paese solo - non deve essere sottovalutata: Carr considera giustamente
che la storia del Comintern - nella quale egli ha programmaticamente
individuato, fin dall'inizio ormai molto lontano del suo monumentale
lavoro, un capitolo centrale della storia della Russia sovietica fino al
1929 - non e solo la storia della vita interna dell'istituzione, del suo
gruppo dirigente, dei vari rami del suo apparato, dei suoi congressi e
dei suoi plenum, ma e anche la somma e l'intreccio delle storie dele
varie << sezioni >> del << partito mondiale della rivoluzione >>.
La ricostruzione, puntuale e precisa come sempre, che Carr compie delle
vicende di quelli che considera i sette maggiori partiti del << mondo ca
pitalistico >> (inglese, tedesco, francese, italiano, polacco, statunitense e
giapponese) conferma che nel 1926-1929 questi partiti non furono solo
docili esecutori di una linea decisa a Mosca e trasmessa << dall'alto verso
il basso >>, e meno che meno semplici strumenti della politica estera so
vietica nei rispettivi paesi, ma organismi vivi e dotati di una logica di
sviluppo interna, legata alle condizioni politiche e sociali e alle specifiche
tradizioni del movimento rivoluzionario della propria nazione. La stessa
svolta a sinistra che si compie in questi anni. e che approda verso la
meta del 1929 a una subordinazione assai piu accentuata delle sezioni
all'autorita della << centrale >>, a sua volta sempre pi dipendente dal par
tito russo e dall'apparato staliniano, e la risultante come emerge dalle
pagine dello storico inglese - sia delle pressioni ?di Mosca >> (a loro
volta originate da un intreccio di preoccupazioni di politica estera del
l'Urss e di conflitti interni al gruppo dirigente bolscevico), sia di spinte
<< endogene >> operanti nei vari partiti, che riflettevano l'insoddisfazione per
gli insuccessi della politica di fronte unico e il risentimento per lo spo
stamento a destra della socialdemocrazia. Cio non toglie, naturalmente, che
la svolta pote avvenire perche il gruppo dirigente sovietico aveva deciso
in tal senso, e che le resistenze che pure si manifestarono nei vari partiti
non avevano alcuna possibilita di successo.
Dato atto a Carr di questa impostazione corretta della storia del mo
vimento comunista internazionale, si possono pero avanzare alcune riserve
critiche sull'impianto del volume. In primo luogo, lo storico inglese con
tinua a scrivere - come ha fatto anche nei precedenti volumi - la

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695 Informazioni bibliografiche

storia del Comintern come un capitolo di storia sovietica, e cio lo porta


talvolta ad accettare una prospettiva deformata. La stessa individuazione
dei sette partiti << maggiori >> obbedisce a un criterio non dichiarato ma abba
stanza evidente: la loro importanza 'e misurata in funzione del peso che
avevano le relazioni del rispettivo paese con l'Urss nell'ambito della
strategia di politica estera complessiva di quest'ultima. Cio spiega, ad
esempio, come si sia dedicato un capitolo al Partito comunista giapponese,
e non invece al Partito comunista cecoslovacco, che era anche in questi
anni, per numero di iscritti e suffragi elettorali, secondo solo alla Kpd.
La seconda osservazione e di ordine diverso: l'approccio istituzionale alla
storia dei partiti comunisti (imperniato sulla ricostruzione analitica dei
congressi, sulle vicende dei gruppi dirigenti, ecc.) e stato per i pre
cedenti volumi dell'opera di Carr un gradino necessario, e di straordinaria
utilita per tutti gli studiosi del movimento comunista. Nell'ultimo quin
dicennio, pero, sono state scritte numerose pregevoli storie dei singoli
partiti ispirate prevalentemente a questo approccio: alcuni dei capitoli
di questo volume di Carr (per esempio quello sul Pci, quello sul Cpusa,
quello sul Partito comunista giapponese) non dicono quasi nulla che gia
non si sapesse grazie alle opere dei vari Spriano, Draper, Beckmann-Okubo
ecc. Si avverte percio la necessita di uno studio piu in profondita sul
l'organizzazione, l'effettiva diffusione, la composizione sociale del mo
vimento comunista. Va detto pero che la dove ha potuto servirsi con
larghezza di fonti qualificate (come nel caso del Partito comunista bri
tannico), o dove, per altro verso, fanno ancora difetto degli studi isti
tuzionali analitici (come nel caso del Pcf e del Partito comunista polacco)
Carr ha elaborato con la consueta maestria il materiale grezzo a sua
disposizione, e ha delineato in maniera assai nitida capitoli ancora poco
noti della storia del << partito mondiale della rivoluzione >>.

Aldo Agosti

Michal Reiman, La nascita dello stalinismo, Roma, Editori Riuniti, 1980,


pp. 254.

Nel panorama degli studi sulo stalinismo, arricchitosi in questi ultimi


anni di molti contributi importanti, questo breve saggio di Michal Rei
man, lo storico comunista cecoslovacco che fu fra i protagonisti del
rinnovamento degli studi storici nel suo paese (ricordiamo il suo im
portante libro sulla Rivoluzione russa dal febbraio all'ottobre), e che
e stato recentemente privato della cittadinanza e costretto all'esilio, fa
spicco come un lavoro di grande rilievo: e cio non solo per l'originalita
delle sue tesi e per il modo efficace e lucido in cui sono argomentate,
ma per essere uno dei rari studi di storia sovietica largamente fondato
su fonti inedite. Reiman ha appuntato la sua attenzione sui documenti

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