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Fondazione Istituto Gramsci

Review
Author(s): Corrado Malandrino
Review by: Corrado Malandrino
Source: Studi Storici, Anno 21, No. 3 (Jul. - Sep., 1980), pp. 692-693
Published by: Fondazione Istituto Gramsci
Stable URL: http://www.jstor.org/stable/20564758
Accessed: 22-11-2015 10:47 UTC

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692 Informazioni bibliografiche

La suddivisione del volume in sezioni documentarie fa risaltare le piu


importanti tematiche affrontate dalla pensatrice russa. La prima parte
raccoglie i saggi che la Kollontaj scrisse prima della rivoluzione d'ottobre,
impegnandosi in una polemica con il femminismo borghese che puo essere
collegata a una generica adesione ai principi fondamentali della lotta
di classe piu che all'analisi della specifica situazione russa. Nella pro
duzione successiva al '17, la Kollontaj affrontO la realta della Russia
nel periodo di <<transizione >>e entrO nel merito della prospettiva << co
munista >>.Se da un lato giustificava con le condizioni economiche le
contraddizioni esistenti in tema di relazioni umane, anche sessuali,
che definiva individualiste e egoiste (cosi il matrimonio e la prostitu
zione) -, da un altro si impegnava nella formulazione di un'etica co
munista che, riconoscendo la piena liberta del singolo, favorisse gli
interessi della collettivita: <<
Come se una nuova ideologia >>,scriveva,
nascesse solo al momento del crollo dei rapporti socio-economici che
<<
garantiscono l'egemonia di una certa classe! >>(p. 176).
A ragione il curatore apprezza la ricchezza della concezione rivoluzionaria
della Kollontaj e accusa i travisamenti dei critici sovietici a lei contem
poranei che ne facevano un'estremista di sinistra, riducendone il mes
saggio politico alla semplice esaltazione della liberazione sessuale. Anche
quando affrontava in modo specifico la questione femminile, la Kollontaj
si conformava all'impostazione marxista: << La completa emancipazione
della donna >>,sosteneva, <<e subordinata a un cambiamento radicale del
costume, e il costume mutera solo con la totale trasformazione della
produzione e l'avvento di un'economia comunista >>(p. 122).

Aurelia Camparini

Hans Josef Steinberg, II socialismo tedesco da Bebel a Kautsky, Roma,


Editori Riuniti, 1979, pp. 237.

iE interessante venire a conoscenza delle preferenze dei lavoratori te


deschi, tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento, in materia di
scritti ispirati al socialismo e scoprire cosi che la visione del futuro
di Bellamy (Nell'anno 2000) godette di enorme popolarita o che le con
cezioni di Bebel (La donna e il socialismo) improntarono la loro forma
zione idealemolto di piu delle opere di Kautsky, mentre quelle di Marx
ed Engels, ma anche di Lassalle, avevano uno scarsissimo seguito di lettori.
t quanto viene concluso al termine di una ricerca, invero rigorosa, sul
l'ideologia della socialdemocrazia tedesca, la Spd, nel periodo che va dagli
anni Settanta alla prima guerra mondiale.
Si tratta della traduzione dell'opera di Hans Josef Steinberg, Sozialismus
und deutsche Sozialdemokratie. Zur Ideologie vor dem 1. Weltkrieg,

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693 Informazioni bibliografiche

presentata in italiano con un titolo riduttivo. L'oggetto della ricerca, il


carattere teorico del partito socialdemocratico,vi e identificato attraverso
una scomposizione dei suoi elementi peculiari, originali e aggiunti, a cui
l'autore perviene tramite l'analisi applicata ai soggetti protagonisti, indi
viduati di volta in volta nei singoli, nei gruppi o nelle masse. Il criterio
dominante sembra la costante e puntigliosa verifica degli assunti, anche
di tesi di autori diversi e precedenti (c'e una sottile vena polemica ri
spetto al libro di E. Matthias, Kautsky e il kautskismo), sulla base di
dati di fatto, scritti editi e molto spesso inediti, lettere, protocolli e
discorsi.
In tal modo l'autore perviene al seguente risultato, a prima vista sor
prendente: la Spd non fu un partito monolitico e ideologicamentemarxista.
Infatti, con dovizia di particolari e approfondimenti, egli spiega che le
componenti dominanti nella Spd erano di tipo evoluzionistico-darwinista
e anche che i rappresentanti piu ortodossi non andavano al di la di un
marxismo volgarizzato, incline a Kant, lontano dalla dialettica di matrice
ortodossa. Per di piu la stragrandemaggioranza degli iscritti era ancora
a un socialismo sentimentale e utopistico, mentre la maggior parte dei
dirigenti, i cosiddetti pratici e riformisti, rifuggivano in egual misura
dalle dispute teoriche degli ortodossi-radicali e dei revisionisti-kantiani, at
tenendosi ai problemi contingenti. Meritevole peraltro di riflessione, per
le sue implicazioni al di la dell'argomento in esame, l'affermazione
che <<le prospettive di Bernstein conducono fino al socialismo democra
tico, quale e rappresentato dall'odierna socialdemocrazianella cui piatta
forma programmatica di Godesberg... >>(p. 129). Se ne deduce che Bern
stein anticipo Bad Godesberg, negando parimenti l'utopismo e il marxi
smo. Tuttavia, la socialdemocrazia tedesca dell'epoca non fu tanto matura
per accettarlo.
Sotto questo profilo si segnala il capitolo centrato su Ignaz Auer, segre
tario della Spd dalla caduta delle leggi antisocialiste fino al 1907, sul
quale e difficile trovare opere politico-biografiche. Ne emerge, di tutto
rilievo, l'atteggiamento sarcastico e disincantato verso le schermaglie ideo
logiche, il suo ruolo unificante rispetto ai gravi contrasti interni e la sua
tenacia nel condurre l'insieme del movimento operaio tedesco verso una
politica tesa all'instaurazionedi condizioni piu favorevoli e di maggior po
tere per la classe operaia tedesca.
Dal libro, infine, escono sfuocate le parti che riguardano lo svolgersi
della ? Bernsteindebatte ?>, nonche quasi totalmente carenti quelle ac
cennanti all'attivita teorica e politica di Rosa Luxemburg, di Pannekoek
e dei loro compagni radicali. Nulla ad esempio si dice riguardo alla
<<Massenstreikdebatte >>. Tuttavia occorre rilevare che si tratta di una
ricerca seria e rigorosa.Nonostante taluni passaggi tendenti a ideologizza
zioni, costituisce certamente uno strumento valido per lo studio e l'inter
pretazione del socialismo tedesco nell'eta della Seconda Internazionale.
CorradoMalandrino

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