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Fondazione Istituto Gramsci

Review
Author(s): Alessandro Roveri
Review by: Alessandro Roveri
Source: Studi Storici, Anno 21, No. 2 (Apr. - Jun., 1980), pp. 469-470
Published by: Fondazione Istituto Gramsci
Stable URL: http://www.jstor.org/stable/20564714
Accessed: 09-01-2016 21:24 UTC

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469 Informazioni bibliografiche

costruito, nella prima parte, secondo una scansione cronol?gica: le origini


della cooperazione (W. Briganti), il suo innesto sul tronco del nascente
socialismo (M. DeglTnnocenti), la sua espansione in et? giolittiana (A.
Pepe), gli anni della grande guerra (N.S. Onofri), la distruzione-incor
porazione delle sue strutture nell'organizzazione dello Stato fascista (F. Cor
dova e G. Sapelli), e cos? via. Ma esso offre al tempo stesso singoli
? con periodizzazioni
spaccati regionali del movimento cooperativo che
tuttavia non sono ? e terni specifici
sempre omogenee soprattutto
della vicenda cooperativistica nazionale. Bastera qui ricordare i contri
buti sulla formazione del movimento cooperativo cattolico (C. Brezzi e
A. Parisella), i due articoli relativi all'intreccio con la storia del Pci
(M. Lelli e B. Tobia), la r?pida analisi di quelle forme di ? associa
zionismo borghese ? che furono i comizi agrari (P. Corti) e le stesse
riflessioni teorico-metodologiche di S. Nardi e L. Scaraffia sulla natura
dell'oggetto in esame.
Certo, corne spesso accade in opere che raccolgono un numero cos?
cospicuo di lavori, non sempre il livello della ricerca e della riflessione
risulta soddisfacente e persuasivo. ? il pro
Talora, anzi specie quando
blema delle cooperative si intreccia con vicende pi? recenti e brucianti
della lotta sindacale e politica di questo ? non manca
dopoguerra
Pinclinazione a sostituire con giudizi troppo netti Papprofondimento di
una complessa realt? storica. ? indubbio tuttavia che questo volume
costituisce una ricognizione di ampio respiro del fen?meno cooperativo
e offre al tempo stesso un contributo ? suscettibile di originali svi
? alia storia del movimento e a quelPampia zona som
luppi operaio
mersa di solidariet? di classe e insieme di sviluppo econ?mico e sociale
che la cooperazione ha incarna to per diversi decenni nel nostro paese.

Piero Bevilacqua

Idomeneo Barbadoro, Il sindacato in Italia. Dalle origini al congresso


di Modena della Confederazione del lavoro (1908), Milano, Teti, 1979,
pp. V-504.

Questo volume nei quale Idomeneo Barbadoro, mettendo a frutto una


lunga consuetudine di studi e la sua vasta esperienza diretta di di
rigente sindacale a livello nazionale ed internazionale (Onu), ripercorre
le vicende del movimento sindacale italiano ?el periodo che va dalPottavo
decennio del sec?lo scorso al 1908, costituisce, di quelle vicende, la
ricostruzione pi? equilibrata ed informata della quale oggi si disponga.
II libro ? diviso in cinque capitoli, che son? rispettivamente intitolati:
I. Dal mutuo soccorso alia resistenza; II. Le strutture sindacali di base;
III. Le federazioni di me stiere e le camere del lavoro; IV. II se gr et aria to
centrale della resistenza; V. La Confederazione gen?rale del lavoro dalla
fondazione al congresso di Modena.

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470 Informazioni bibliografiche
Di questi cinque capitoli soltanto gli ultimi due corrispondono ad un
ordine ?v?nementiel, perch? riferiscono e commentano, al di qua e al
di l? di una paren tesi contenente P?same dei rapporti tra is tanze po
litiche e sindacali relativi agli anni 1892-1901 (pp. 242-255), le tappe
percorse dal sindacalismo italiano tra il 1901-1902 e il 1908. Si tratta
di due capitoli estremamente interessanti, nei quali viene proposta una
documentata e convincente interpretazione del multiforme fen?meno del
sindacalismo rivoluzionario italiano, del suo terminus a quo, nonch?
dell'azione sua e di quella del sindacalismo riformista.
Della genesi del primo si sottolineano giustamente le componenti autoctone,
che ne fanno un movimento poco debitore nei confronti di Sorel e delle
suggestioni francesi; quanto al sindacalismo riformista, esso esce dalle
pagine del Barbadoro pienamente valorizzato nella sua superiorit? so
stanziale sul sindacalismo rivoluzionario. Riferendosi agli anni 1906-1908,
l'autore scrive: ? Parallelamente alia ricostituzione della Federterra, i ri
formisti portavano avanti un disegno di maggiore respiro per affermare
in maniera irrevocabile la loro egemonia sull'associazionismo [...]; si
rendevano conto dei vantaggi [...] di una struttura, che in Francia era
sorta per opera dei sindacalisti rivoluzionari: e con tale riferimento co
minciavano a definir? le linee portanti del progetto della Confederazione
gen?rale del lavoro [...]; dimostravano dunque la capacita di guidare il
processo di crescita del sindacalismo italiano al traguardo dell'unificazio
ne con un assetto che rifletteva la variegata
organizzativa, puntualmente
composizione org?nica della classe operaia [...]. E facevano proprie molte
delle istanze e delle indicazioni dei sindacalisti rivoluzionari, le aspet
tative da essi susc?tate, la valenza di certe loro esperienze, per privarle
di ogni carattere eversivo e convogliarle in un'altra impostazione ?
(pp. 358-359).
Nei tre precedenti capitoli l'autore, con costante sensibilit? e attenzione
per gli elementi di coscienza politica socialista espressi dallo svilupparsi
della coscienza sindacale dei lavoratori, si sofferma in particolare sui
tra mutuo soccorso e resistenza, sull'arretrata so
rapporti legislazione
ciale italiana, sui primi passi delle commissioni interne e delle leghe,
sul faticoso sorgere delle federazioni di mestiere, sulla nascita e Pevo
luzione della Federterra e delle Camere del lavoro. Il volume ? cor
redato da un utilissimo indice analitico-onomastico-toponomastico, che
comprende anche tutti i periodici e i giornali utilizzati dall'autore.
Terminus ad quem dell'opera ? il secondo congresso della Confedera
zione gen?rale del lavoro, che rappresenta un ? momento di separazione,
di svolta, concludendo una fase e aprendone un'altra, in cui tutte le carte
appaiono rimescolate: fase, questa, che costituisce, nelle intenzioni, Pobiet
tivo di una prossima ricerca? (p. IV). Visti gli eccellenti risultati da
lui ottenuti con questo volume, appare doveroso augurare a Barbadoro
di poter presto portare a compimento la successiva fase della sua ricerca.

Ale s sandr? Rover i

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