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TERAPIA DI GRUPPO A CHICAGO CHE NON CI PIACE ABBASTANZA

PERSONAGGI: Bruce (Davide)


Bob (Francesco)
Prudence (Sofia)
Charlotte (Gaia)
Stuart (Giovanni)
Marcia (Anna)

SCENA 1

Siamo in un qualsiasi Pub. Sulla destra abbiamo Bob e Stuart, a sinistra, a un altro tavolo Charlotte e Marcia

BOB: Allora, com’è andata ieri sera?


STUART: Vuoi scherzare?
BOB: Sì?
STUART: Mi stai prendendo per il culo?
BOB: Sì?
STUART: Mi vuoi prendere in giro?
BOB: E allora?
STUART: E allora? Delle tette così!
BOB: Sì?
STUART: Sì. Vent’anni, ventidue al massimo
BOB: Ma va’
STUART: Eh sì
BOB: Beh, sarai contento
STUART: … Secondo te, ci sapeva fare?
BOB: E che ne so io… Ci sapeva fare?
STUART: Vuoi scherzare?
BOB: Sì?
STUART: Alla Grande
BOB: Ah sì? Beh, vent’anni
STUART: Diciannove, venti
BOB: Una ragazza
STUART: Ovviamente
BOB: Minorenne.
STUART: Diciott’anni al massimo
BOB: Sicuro?

Stacco sulle ragazze

CHARLOTTE: Ah, gli uomini, Vogliono tutti una cosa sola


SENZANOME: Bhe, è risaputo
CHARLOTTE: Ma non è mai la Stessa cosa
SENZANOME: (risatina) E insomma? Com’è andata questa volta?
CHARLOTTE: No guarda, una tragedia.
SENZANOME: Ma come? Di nuovo?
CHARLOTTE: Si però il mio oroscopo mi aveva avvertito
SENZANOME: Ma in che senso scusa?
CHARLOTTE: “La donna bilancia ha bisogno di un uomo che sia allo stesso tempo virile e poeta” e poi lo
aveva detto che gli incontri nel fine settimana avrebbero lasciato a desiderare.
SENZANOME: Si ma che ha fatto?
CHARLOTTE: Ma in realtà niente di che. Solo che era del Toro. Ed era pure pelato. Dei bei capelli ricci che
aveva nelle foto manco l’ombra
SENZANOME: Ahahahah mi stai dicendo che ti ha sempre mandato solo foto vecchie?
CHARLOTTE: Sì, capisci?! Toro, pelato e disonesto!
SENZANOME: Ahahahhahah non ci credo

Stacco sui ragazzi


più o meno copia e incolla fino a tira un gridolino di piacere che stenderebbe un cavallo

Stacco ragazze (riprendono la risatina da cavallo)


MARCIA: (tra le risate) Certo che te li vai proprio a cercare
CHARLOTTE: Si in effetti è la magia dei siti di incontri.. che pure normalmente non è che mi sia andata
meglio. Te lo ricordi Carlo?
MARCIA: Quale ?
CHARLOTTE: Il secondo, quello che studiava ornitologia
MARCIA: non faceva il poeta
CHARLOTTE: comunque è proprio strano che quasi tutti si chiamassero Carlo, è una cosa di cui ho parlato in
terapia… Va beh, insomma quando ho conosciuto il secondo Carlo, stavo mangiando…. Era una pila, una
pala.. una palla. POLLO! Stavo mangiando del pollo e della pelle mi è rimasta incastrata in gola
MARCIA: E sei riuscita a toglierla?
CHARLOTTE: Sì, mi ha aiutato lui.. Poi ci siamo fidanzati e per un po’ abbiamo avuto un rapporto
meraviglioso ma poi lui ha iniziato a vedersi con questa cameriera. Esiste la parola cameriera?
MARCIA: Sì è una donna che lavora in un ristorante. Io lavoro in un ristorante, te lo ricordi?
CHARLOTTE: No ma non lavorava in un ristorante. Lavorava in un centro commerciale.. commessa?
Commessa!
MARCIA: beh non è proprio la stessa cosa
CHARLOTTE: Era uscito a comprarmi un regalo ed è scappato con la commessa. Il regalo non me l’ha
neanche dato, mi ha inviato un messaggio e basta. E per un po’ mi sono sentita tanto sola… ma poi è arrivato
l’altro Carlo
MARCIA: neanche lui granchè virile o poetico
CHARLOTTE: Vabbe ma basta parlare di me. Tu che mi dici?
MARCIA: Ma chi io?
CHARLOTTE: Sii, scema. Vorresti dirmi che non c’è nessuno?
MARCIA: No ma quando mai c’ho rinunciato, preferisco non Pensarci al momento
CHARLOTTE: (le suona il telefono) ODDIO, mi sono scordata che devo fare una cosa importantissima… va
beh ci vediamo a casa, ciao tesoro (esce)
MARCIA: Vabbè…. Ciao

Stacco sui ragazzi


 finiscono la conversazione fino a quando non si dilegua Bob

STUART: oh comunque c’è una serata al QUBE dopo, vogliamo andare?


BOB: No, c’è Bruce che mi aspetta a casa. Anzi mi sa che ora che vada, comunque ci vediamo presto magari
senza far passare altri sei mesi
STUART: oh va bene, salutami Bruce
BOB: ciao (esce)

Stuart si avvicina a Marcia (fare copia e incolla da Perversioni )

PRUDENCE Pronto
STUART Ehi ciao.. è da un po’ che non ci sentiamo. Come stai?
PRUDENCE Ma guarda tutto bene
STUART Mh. No ti ho chiamato perché mi stavo chiedendo che stessi facendo..
PRUDENCE Sono in giro
STUART Capito, senti ma non è che ti va di venire qua?
PRUDENCE No sono in giro, ho da fare
STUART Ah. Come ti è andata la settimana, un’altra serie di serate solitarie e senza amore?
PRUDENCE No a dirla tutta ho passato delle serate molto piacevoli
STUART Ah, si?
PRUDENCE Sì.
STUART Stai uscendo con qualcun altro?
PRUDENCE Sì. Sempre con lo stesso in realtà
STUART Quindi è una cosa seria.
PRUDENCE Non ti riguarda
STUART Ci sarai già andata a letto
PRUDENCE Non ti riguarda
STUART Lo prendo per un sì. E’ più bravo di me?
PRUDENCE Che cazzo di domanda è?
STUART No, davvero ti è piaciuto più di me? Dimmelo.
PRUDENCE Sì, molto di più. Si occupava delle mie sensazioni se è questo che intendi
STUART Probabilmente le esperienze che ha avuto con gli uomini lo hanno reso un amante migliore
PRUDENCE Senti Stuart, cosa vuoi? Qual è il senso di questa telefonata?
STUART Okay, ti devo delle scuse. Non volevo farti incazzare
PRUDENCE E dove sarebbero le scuse? Coglione
STUART Prova Nella tasca centrale dei miei pantaloni, stronza.
PRUDENCE Ci ho già provato ma non ho trovato nulla
STUART Capisco. Ma chi pensi di essere? Ma che problemi avete voi donne? Leggete qualche post cretino e vi
mettete in testa che il sesso debba durare delle ore, che sia diviso per categorie, che bisogna aspettarsi chissà
quale performance e poi non fate il primo passo manco per un bacio. Sei talmente morta dentro che devi
attaccarti a delle stupide applicazioni per trovare qualcuno. Io pensavo di farti un favore comportandomi come
l’unico salvagente a cui tu possa attaccarti ma evidentemente preferisci i froci
PRUDENCE Vaffanculo (attacca il telefono)
STUART Ma vaffanculo tu. (pausa) Sciacquetta
SCENA 6
Charlotte e Marcia stanno a casa

MARCIA- ...E naturalmente esiste sempre la possibilità che tutta questa storia sia solo un errore di proporzioni
macroscopiche, e che non avrebbe mai dovuto funzionare neanche per un attimo.

CHARLOTTE - Ne sei convinta?


MARCIA- Non so. Non so proprio. Credo di sì. Be', guarda la percentuale dei divorzi. Guarda l'incidenza
dell'omosessualità... il numero dei crimini legati al sesso ...QUESTO PAVIMENTO è UNA MERDA... il
comportamento asociale che sceglie il sesso come forma d'espressione, eh?

Charlotte - Mah, non so.

MARCIA- ...Le mutilazioni fisiche e mentali che perpetriamo sugli altri giorno dopo giorno... cercando di
adattarci ad un sistema che non riusciamo a comprendere, anche se fingia- mo il contrario, e che non ci
possiamo permettere d'investi-gare a fondo, anche se fingiamo di farlo.

CHARLOTTE: Vabbè ma quindi lo hai lasciato tu o ti ha lasciato lui?

MARCIA: E’ proprio questo il punto. Pensavo di averlo lasciato io ma mi sono resa conto di una cosa

CHARLOTTE: Cioè?

MARCIA: Che in verità io sono stata mollata da tutti gli uomini con cui sono stata. Ma loro sono così scaltri
nel farlo, sono così sagaci che credi di essere stata tu a deciderlo. Sì, sai ci ripensi e dici “oh sì è stata un’idea
mia”. Ah sì, e allora come mai sono da sola?

CHARLOTTE: Sì perché sei da sola? (un po’ confusa)

MARCIA: Perché sono così infelice? Perché ho perso dieci chili?

CHARLOTTE: Sì, sì usano trucchi mentali da Jedi

MARCIA: Sì, sì ti passano la palla. Hanno delle frasette che gli piace dirti. Si come “Tu devi andare per la tua
strada” oppure “Non sei tu il problema, sono io”

CHARLOTTE: “Voglio solo la tua felicità”

MARCIA “Meriti di più”

CHARLOTTE: oh si questa è la mia preferita

MARCIA: Sai quale altra adoro? “Non posso sopportare che sarà un altro a baciarti”. Beh potevi baciarmi tu, in
fondo io lo volevo. Ecco se senti una di queste frasette corri a ingozzarti con nutella e gelato perché sì, sei
appena stata mollata.

CHARLOTTE: è proprio quello che è successo con il primo Carlo.

MARCIA: Io mi sa che mi do alle ragazze.


BRUCE Ciao. Entra.

PRUDENCE Ciao. Ti ho portato un po' di vino.

BRUCE Oh, grazie.

PRUDENCE Che bella casa che hai.

BRUCE Grazie.

PRUDENCE Uguale a casa mia.

BRUCE Sì, me lo immagino.

PRUDENCE E' uguale anche a casa di mio amico. E al mio solito pub. Tutto è uguale a tutto.

BRUCE Sì, in un certo senso.

PRUDENCE Scusa, parlavo tanto per parlare.

BRUCE Non c'è problema. Siediti. (si siedono) Posso offrirti qualcosa da bere?

PRUDENCE Mmmmm. Non lo so.

BRUCE Ti va qualcosa?

PRUDENCE Non lo so. A te?

BRUCE Beh, io pensavo di prendermi dell'acqua minerale.

PRUDENCE Ah, ottima idea.

BRUCE Anche per te?

PRUDENCE Non avresti una coca cola?

BRUCE Credo di sì. aspetta qui, torno subito. (Esce).

Dopo un attimo entra Bob. Bob vede Prudence. È scosso e a disagio.

BOB Ah, sei già qui. Non ho sentito il campanello.


PRUDENCE Ciao. Sei Bob?

BOB Sì. E tu devi essere ….

PRUDENCE Mi chiamo Prudence.

BOB Sì, lo so. (cercando un modo per andarsene) Bruce è in cucina?

PRUDENCE Sì.

BOB Ah. (si avvia, poi si ferma) Vabbè, non importa. Quando torna gli dici se può
venire un attimo nell'altra stanza?

PRUDENCE Va bene.

BOB Scusami. (se ne va, presumibilmente in camera da Bruce)

BRUCE Eccomi qua, Un'acqua minerale e una coca cola.

PRUDENCE Mi sembrava che avessi detto che Bob non c'era.

BRUCE Ah, vi siete incontrati? Sì, doveva uscire, ma poi ha cambiato idea e io avevo
già comprato le costatine d'agnello.

PRUDENCE Vuoi dire che starà qua per tutta la cena?

BRUCE No, non credo. Ha detto che andava a cena da sua madre. Sua madre è
buffissima. Sembra un'imitazione del Gabibbo.

PRUDENCE Ah, sì?

BRUCE Comunque non preoccuparti per Bob.

PRUDENCE Sembrava molto a disagio..

BRUCE Ah, sì, lè sempre così. Non ce l'aveva con te. (alzando il bicchiere)

PRUDENCE (Ricordandosi) Ah! Ha detto se potevi andare un attimo nell'altra stanza.

BRUCE Va bene. Ci metto un attimo. Fa come se fossi a casa tua

Torno subito. (Esce).

Prudence, a disagio, legge la rivista e beve la sua coca cola. Sia noi che lei cominciamo
a sentire il seguente battibecco fuori scena. All'inizio è
solo un brusio che si trasforma poi in grida irate. Prudence è sempre più a disagio.

BRUCE (f.s.) Bob, non è il momento di parlarne.

BOB (f.s.) E quand'è il momento?

BRUCE (f.s.) Ne parliamo dopo.

BOB (f.s.) Molto comodo per te, no?

BRUCE (f.s.) Bob, non è a" momento di parlarne.

BOB (f.s.) E allora quando?

BRUCE (f.s.) Dai, Bob, calmati. (più dolce) Te l'ho detto, non c'entra niente con noi.

BOB (f.s., furioso) Oddio!

BRUCE (f.s.) Senti, mi sono rotto!

BOB (f.s.) Anch'io!

Si sente il botto di qualcosa che si rompe. Una pausa. Poi ritorna Bruce.

BRUCE Tutto a posto. (pausa) E’ cascato un vaso. Cioè , è cascato per colpa

di Bob

PRUDENCE Forse dovrei andarmene.

BRUCE No, no. Adesso è tutto a posto. Quando Bob si sfoga, poi va tutto bene.

PRUDENCE Ma non mi avervi detto che a Bob non importava che ci vedessimo, o che
comunque vi eravate lasciati?

BRUCE Beh, ho detto una bugia. Mi dispiace.

PRUDENCE Ma per stasera cosa facciamo?

BRUCE Penso che superato il primo impatto voi due andrete perfettamente
d'accordo. E poi sono sicuro che fra un po' va da sua madre.

PRUDENCE Forse è meglio se andiamo a cena fuori.

BRUCE No, non mi va di sprecare le costatine. Andrà tutto bene. Oddio, il riso! Devo
andarlo a controllare. È riso integrale e lo devo soffriggere. Ci metto un
attimo.

PRUDENCE No, senti, non te ne andare...

BRUCE Non ti preoccupare. (mentre esce) Adesso viene Bob a fare due chiacchiere...
(esce)
PRUDENCE (Vedendo che se n'è andato) Lo so... Occristo. (entra Bob)

BOB Rieccomi.

PRUDENCE Oh, salve.

BOB Non volevo metterti a disagio prima

PRUDENCE Non ti preoccupare.

BOB (A mo' di cronaca) Ha appena fatto cadere un vaso.

PRUDENCE (Allegra) Ah, sì, mi sembrava di aver sentito qualcosa.

BOB Bruce dice che se riesco a superare l'ostilità iniziale scoprirò che sei
simpatica.

PRUDENCE Beh, lo spero.

BOB Bruce è una persona talmente piena di contraddizioni. Soffro veramente a


stargli dietro.

PRUDENCE Mi dispiace.

BOB E adesso se ne esce con questa fissa di avere donne che vanno avanti e
indietro per casa a tutte le ore.

PRUDENCE Ah.

BOB Sì, beh, il punto è che io non credo che la bisessualità esista davvero. Tu ci
credi?

PRUDENCE E' difficile saperlo.

BOB Cioè , io penso che con tutta questa storia di cercare donne, Bruce voglia solo
provare qualcosa. Lo dice anche mia madre. Mi dice che è solo una fase e che
devo essere paziente e cercare di capirlo. Io ci ho lavorato molto sul mio
rapporto con Bruce. E conoscere gente nuova è così difficile, oltre al fatto che fa
paura.

PRUDENCE Sì, non è facile.

BOB Io credo che di base tutti siano gay. Tu no?

PRUDENCE Beh, no, non proprio.


BOB Dici così perché non ti sei ancora liberata. Conosco un sacco di lesbiche a cui
piaceresti un sacco. Se vuoi posso dargli il tuo numero di telefono.

PRUDENCE No, grazie.

Entra Bruce.

BRUCE Mi dispiace, ma il riso si è bruciato. Vorrà dire che farò un po' più di insalata.

PRUDENCE Non ti preoccupare.

BRUCE Allora, avete fatto conoscenza?

PRUDENCE Sì.

BOB (Per far conversazione, senza voler essere sgarbato) Non credi che Prudence
farebbe proprio colpo in un bar di lesbiche?

BRUCE Ah, senz'altro.

BOB A Elisa piacerebbe da matti.

BRUCE Sì, è il tipo di Elisa.

PRUDENCE Bruce, potrei parlarti un attimo? (a Bob) Scusa. (Bruce e Prudence sì


appartano in un angolo) Bruce, sto cominciando a sentirmi molto a disagio.
Mi avevi detto che Bob non ci sarebbe stato e che non era geloso se tu ti
vedevi con delle donne, e non mi va che mi si dica a quali lesbiche piacerei.
Quindi forse è meglio se lasciamo perdere e me ne vado a casa.

BRUCE No, per favore, non andartene. Bob ha bisogno di essere aiutato a superare
la sua ostilità e sono sicuro che fra un po' andrà dalla madre. Basta che sei
carina con lui ancora per un po'. Fallo per noi.

PRUDENCE Non lo so.

BRUCE Davvero, è la cosa migliore.

PRUDENCE (Decidendo di provare) Va bene. Va bene. (Tornando da Bob) Scusa.

BOB Non devi scusarti. Mi rendo conto che ti metto a disagio.

PRUDENCE No, davvero, non è quello.

BRUCE A Prudence piaci, Bob. Non è come le altre donne che conosci.

PRUDENCE Sì, davvero... Mi piacciono un sacco di uomini. (Ride nervosamente)

BOB Almeno una cosa in comune ce l'abbiamo.

PRUDENCE Già ... (Ride, molto a disagio)

Lunga pausa. Si sentono tutti malissimo.

BRUCE E quindi…

PRUDENCE Bruce mi ha detto che tua madre somiglia alla Merkel . (Bob lancia un'occhiata
a Bruce) Ah, mi dispiace... non dovevo dirlo?

BOB Dipende da cosa intendi per merkel


PRUDENCE Non lo so. Lo ha detto Bruce.

BOB Mia madre ha una certa presenza, se è questo che intende.

BRUCE Tua madre è una culona inchiavabile. Mi dispiace ma è vero.

BOB Non c'è ragione di accusare mìa madre di non essere femminile solo perché
sembra un armadio. (a Prudence) Non credi che, almeno teoricamente, le
donne sono tutte belle indipendentemente dal loro peso?

PRUDENCE Sì, certo.

BRUCE Il peso non c’entra niente.

(pausa imbarazzante) Cambia argomento, Prudence. Così non andiamo da nessuna parte.

PRUDENCE Sì, certo. (pensa) Che lavoro fa Bob?

BOB Guarda che non me ne sono ancora andato.

PRUDENCE Sì, lo so. Scusa. (Una pausa. È mortificata) Che lavoro fai, Bob?

BOB Il farmacista.

PRUDENCE Ah, davvero?

BOB Ti serve qualche pillola?

PRUDENCE No, grazie. (pausa) Magari fra un po'.

BRUCE (A Prudence) Vuoi un altro po' di coca cola?

PRUDENCE No, grazie. Sto bene così. (pausa) E cosi fai il farmacista.
BOB Sì.

BRUCE Vorrei che il riso non si fosse bruciato. (bisbiglia a Prudence) Digli qualcosa,
sta cominciando a mettere il muso.

PRUDENCE Mmmmm... Mi sono sempre chiesta cosa c'è esattamente nel Fluimucil.

BOB Non ti sforzare. Mi rendo conto che sto mettendo tutti a disagio. Scusatemi.
(Esce)

PRUDENCE Senti, BRUCE, mi sembra che stiamo esagerando. È un problema che vi


dovreste vedere tra di voi.

BRUCE Sì, hai ragione. Hai sempre ragione. È per questo che mi piaci tanto. (si
avvicina e le mette un braccio intorno alle spalle).

PRUDENCE Forse dovrei andarmene.

BRUCE Sei troppo sensibile. E poi vedrai che adesso se ne va lui.

Rientra Bob.

BOB C'è mia madre al telefono.

BRUCE Non l'ho sentito suonare,

BOB L'ho chiamata io. (a Prudence) Vuole parlare con te.

PRUDENCE Come con me? Io...

BOB (Dandole il telefono) Tieni.

PRUDENCE (Presa in contropiede) Pronto. Chi parla? Ah, salve. Sì. (ride, a disagio) Sì,
grazie. Cosa? No, non voglio rovinare la vita a suo figlio. Come? No, davvero,
non sto cercando di.....

BRUCE (Prende il telefono a Prudence e parla lui) Senti, Maria, ti ho già detto di non
intrometterti nella mia vita. Non è d'aiuto a nessuno, e tanto meno a Bob. Non
metterti a cantare mentre sto parlando. Come pensi di poter comunicare se
canti mentre gli altri ti parlano? Maria Mariaaa (passa il telefono a Bob) Sta
cantando l'Habanera della Carmen. Una cosa tremenda.

BOB Pronto, mamma?

BRUCE (A Prudence) E' pazza.

BOB Mamma, sono io, puoi smettere di cantare. Vabbè, finisci la strofa. (ascolta).

PRUDENCE E il padre di Bob dov'è ?

BRUCE Lo ha ammazzato lei.

BOB Quanto sei spiritoso. (al telefono) Okay, Mamma, adesso smettila. Sì, sto bene.
Sì, glielo dico. (agli altri due) Mia madre pensa che siete molto immaturi. (al
telefono) Sì, anch'io credo che sia lesbica.

PRUDENCE Adesso me ne torno a casa.


BRUCE No, no, sistemo tutto io. (togliendo il telefono a Bob) Bob, adesso vai
a finire di parlare nell'altra stanza e poi te ne esci e lasci mangiare in
pace me e Prudence, come eravamo d'accordo.
PRUDENCE No no, io me ne vado. Direi che la situazione è già abbastanza pesante.
Dovevi pensarci prima (esce)
BRUCE Ma no Prudence, aspetta… (a Bob) Hai visto che hai combinato?
Ancora al telefono stai? E CHIUDI QUEL CAZZO DI TELEFONO!
BOB Chiudere il telefono? Ma che cazzo vuoi?
BRUCE Ma perché certe volte ti comporti come un bambino?! Oddio, non ti sopporto
quando fai così (esce)
(Pausetta breve, ritorna alla chiamata)
BOB Grazie mamma. Ha funzionato, è andata via. Ci sentiamo dopo

Scena 9

Siamo a casa di Charlotte. E’ il giorno dopo la cena disastrosa. Bruce si sta sfogando e chiede
aiuto a charlotte.
CHARLOTTE: Allora mon ami’, mi vuoi dire che cosa è successo ieri? Perché sei così
sconvolto?
BRUCE: Un disastro! E’ stata un disastro! Bob non mi vuole parlare. Prudence non mi vuole
parlare. La madre di Bob continua a chiamarmi.
CHARLOTTE: Si ma mi vuoi dire che è successo?
BRUCE: Niente. Prudence doveva venire a cena e Bob non doveva esserci. Ma alla fine
Prudence era lì. E Bob anche. E poi ha chiamato sua madre e ci siamo messi
a litigare e lei è scappata via e io non so che fare
CHARLOTTE: Oh, gioia mi dispiace. E tu che hai fatto?
BRUCE: Niente, mi sono arrabbiato pure io e mi sono mangiato le costolette da solo
CHARLOTTE: Oh bravo, sono così fiera di te. Non lasciare che gli altri ti facciano passare
l’appetito!
BRUCE: Sì, hai sempre ragione. Comunque io adesso non so come comportarmi. Vorrei
proprio che quei due provassero ad andare d’accordo
CHARLOTTE: La strada del vero amore è disseminata di ostacoli. Però tu, mon ami, potresti
semplicemente organizzare un’altra cena
BRUCE: Ma come faccio? Quei due di certo non si vorranno rivedere
CHARLOTTE: Nessuno dice che lo debbano sapere. Capisci che cosa intendo?
BRUCE: Sì, più o meno. Che intendi?
CHARLOTTE: Beh, potresti dire a entrambi che vuoi andare a cena fuori, senza specificare
che sarete in tre
BRUCE: Vuoi dire che devo farli incontrare con l’inganno?
CHARLOTTE: In amore e in guerra tutto è lecito
BRUCE: Si, ma non so se ne sono capace. E se poi va di nuovo male?
CHARLOTTE: Ma tesoro non ti preoccupare. Rischiare, rischiare! E poi se vuoi vengo anche
io a farti compagnia. Ho proprio voglia di poké con l’avocado
BRUCE: Davvero verresti? Allora glielo dico subito. Va bene domani?
CHARLOTTE: Si si domani è perfetto…. MARCIAAAAA ci tieni quattro posti per domani a
cena? E’ molto importante

SCENA 10

Ristorante. Marcia sta lavorando, Charlotte è già lì, stanno chiacchierando. Arrivano Bruce e
Bob
CHARLOTTE: Mon ami, siete già qui, che bello!
BOB: (a bruce) Ma non doveva essere una cena romantica?
BRUCE: Sì, però ci siamo sentiti e voleva proprio mangiare fuori, quindi l’ho invitata. Non
credevo fosse un problema. Lei ti adora, non è come le altre donne che
conosci
MARCIA: Vabbe, mettevi al tavolo, tra un po’ arrivo
Si siedono
CHARLOTTE: non vedo l’ora di mangiare quel buonissimo pokè con l’avocado
BOB: A me fa schifo l’avocado
CHARLOTTE: sapete ho sentito che ha tante proprietà . Il mio secondo Carlo aveva passato
un periodo in Messico e diceva che le popolazioni indigene alle volte
facevano essiccare le foglie per fumarsele. Qualcosa tipo un rito per il
passaggio all’età adulta. Vabbé, fumato ha delle ottime proprietà balsamiche
e aiuta l’acidità di stomaco. Secondo me potresti provarlo Bob
BOB: ma io non soffro di acidità di stomaco
CHARLOTTE: Di stomaco o di anima non importa
(Entra prudence. Bruce la vede da lontano)
BRUCE: (A Bob) Senti forse avrei dovuto dirtelo prima ma non trovavo il coraggio, volevo
riuscire a risolvere questa situazione e a Charlotte è venuta l’idea della cena
e quindi… CIAO PRUDENCE!
PRUDENCE: Cosa ci fa lui qui?
BOB: Cosa ci fai tu qui. Okay adesso sono molto arrabbiato
BRUCE: no tesoro non fare così
CHARLOTTE: secondo me è giusto che inizi ad essere emotivamente aperto
BRUCE: Io vorrei solo che provassimo a mangiare tutti insieme. Come se dovessimo
ricominciare da capo.
PRUDENCE: Ma io volevo uscire con te, non con Bob
BOB: fidati, vale lo stesso per me
Arriva Marcia a prendere gli ordini
MARCIA: Quindi, abbiamo deciso che cosa ordinare? Oggi abbiamo anche dell’avocado
freschissimo
CHARLOTTE: OH che gioia! Comunque ragazzi lei è Marcia, la mia coinquilina
BOB: Non è niente male. (A prudence) Magari potresti provarci anche con lei
BRUCE: I. effetti mi ricorda Elisa
PRUDENCE: Vorrei che la smetteste con questi commenti
BRUCE: Non prenderla in giro. Si sente a disagio
BOB: Anche io sono a disagio, ma di me nessuno si occupa

MARCIA: Okay, non mi sembra il momento, magari torno tra un po’


CHARLOTTE: Ma scusami perché dovresti sentirti a disagio. Alla fine pensaci: perché
precludersi delle possibilità . Guarda Bruce, lui sta indagando a pieno la sua
sessualità e anche se vuole molto bene a Bob, è giusto che frequenti anche
delle donne. Capisci dove voglio arrivare?
PRUDENCE: si, più o meno. Dove vuoi arrivare?
CHARLOTTE: Visto che sei etero, immagino che tu non mi trovi attraente. Il punto è che non
devi focalizzarti se sono uomo o donna, devi pensare solo a starci bene.
Insomma, pensa all’avocado: non fermarti alla buccia, devi assaggiare la
polpa!
BRUCE: E’ proprio quello che sto cercando di spiegare a Bob.
BOB: No, sta cercando di dirle che se continua a fare la frigida non va da nessuna parte. Te
l’ho già detto, conosco un sacco di lesbiche a cui piaceresti molto
PRUDENCE: Oddio basta. Siete tutti pazzi. Io volevo soltanto uscire con una persona
normale, non volevo incastrarmi in una perversa relazione a tre. Non li
sopporto più gli uomini. Sai Charlotte, penso che tu abbia davvero ragione,
devo proprio darmi ALLE DONNE!
CHARLOTTE: Oh, gioia. Sono così fiera di te! E’ proprio quello che ha detto anche Marcia.
Sono così contenta che alla fine siate tutti così emozionalmente aperti
PRUDENCE: Ah sì? (Vede Marcia che nel frattempo stava tornando e le va in contro) Marcia!
Voglio uscire con te.
MARCIA: Non ho capito
PRUDENCE: Voglio uscire con te. La tua coinquilina mi ha detto che potresti essere
interessata ad uscire con qualcuno. Io sono interessata a uscire con
qualcuno e a fare nuove esperienze. Usciamo insieme!
MARCIA: Oddio, non so che dire… Va bene, io stacco fra 30 minuti, hai da fare?
PRUDENCE: No, ti aspetto qua fuori

BRUCE: Ma che stai facendo scusa?


PRUDENCE: Assaggio questa polpa (indicando lei; esce)
BRUCE: Oddio è un disastro, lo sapevo che sarebbe andata male. Mi viene da piangere
CHARLOTTE: Ma no mon ami, non è un disastro. Ci hai provato. E guarda come si è
illuminata Prudence al pensiero di uscire con Marcia. Con Bob sistemiamo
tutto adesso, meglio vivere di rimorsi che di rimpianti.
Bruce continua a piangere
SCENA 2

Marcia e Prudence, stanno a casa, con un paio di birre davanti. Sono nel mezzo di una
conversazione, sono un po’ “alticce”, stanno spettegolando tra amiche

MARCIA: (sta parlando di Charlotte) Oh simpaticissima eh, però è strana


PRUDENCE Come è strana?
MARCIA: Charlotte sta completamente fuori. A parte è fissatissima con l’oroscopo e con lo smalto
per le unghie, parla in continuazione
PRUDENCE Oroscopo?
MARCIA: sì, sì l’oroscopo. Io sono bilancia e bla bla bla. Se le va male qualcosa è perché Marte è
entrato in Saturno o che so io
PRUDENCE ma dai
MARCIA: No te lo giuro, capace che se legge qualcosa di strano non esce di casa per un giorno
PRUDENCE ma non ci credo (ridacchia)
MARCIA: Poi la cosa più assurda che fa, ma questa mi fa ridere davvero, è il fatto che ha avuto
praticamente solo fidanzati che si chiamano Carlo. E ne parla come se fossero una dinastia di reali.
Carlo I, Carlo II, Carlo III. Tra l’altro come se io sapessi di chi cazzo stia parlando. Non lo so,
viviamo insieme da manco tre settimane… e comunque con tutti quanti finita una merda
PRUDENCE Vabbe secondo me non è matta lei, è una prerogativa del nome Carlo
MARCIA: Eh?
PRUDENCE No dico che palesemente chi si chiama Carlo è uno che ha problemi
MARCIA: Secondo me è una prerogativa del sesso maschile quella di “avere problemi”, poi fai
tu…
PRUDENCE Non mi stai ascoltando, sono uscita
MARCIA: (Le parla sopra)… cioè finalmente l’altro giorno sono uscita, ma non puoi capire che
cosa è successo, uno schifo, una vergogna…
PRUDENCE (alzando un secondo la voce) Sto cercando di dirti che sono uscita con quello
dell’università
MARCIA: (Si blocca un secondo) Quello dell’università?
PRUDENCE Sì. Quello dell’università. Carlo, per restare in tema.
MARCIA: Carlo? Ah Carlo..
PRUDENCE Eh, Carlo. Ed è andata una merda
MARCIA: Okay, ma stavo cercando di raccontarti che sono uscita con uno ed è andata
PRUDENCE: si ci credo, dico solo che
MARCIA: ed è andata male Prudence
PRUDENCE Ho capito però
MARCIA: Non mi stai ascoltando Prudence: è andata male
PRUDENCE No, tu non mi stai ascoltando
MARCIA: ma veramente male
PRUDENCE (Parlandole sopra) Sto cercando di dirti che è andata male anche a me!!
MARCIA: (ci pensa su, poi) No è impossibile
PRUDENCE Sì
MARCIA: Ok.. vai.
PRUDENCE (E’ un po’ doloroso da raccontare) Ha.. Ha detto che non gli piace l’odore del mio
corpo
MARCIA: (ci pensa un attimo) Carlo ha detto che non gli piace l’odo..?
PRUDENCE Sì
MARCIA: Quando?
PRUDENCE Quando è passato a prendermi. Sono salita in macchina, stava uscendo dal vialetto di
casa mia, quando dal nulla, inizia ad ansimare, abbassa i finestrini, si ferma, scende giù dalla
macchina e mi dice che gli dispiace, ma che non può uscire con me perché non gli piace l’odore del
mio corpo, da sempre!
MARCIA: Cosa?
PRUDENCE Ha detto che pensava di poterci passare sopra al mio odore, ma alla fine non ce l’ha
fatta. Io sono scesa, lui è risalito, ha rialzato i finestrini e mi ha lasciato là, sul vialetto di casa
MARCIA: (ci pensa un secondo) Perché non gli piaceva il tuo odore?
PRUDENCE eh
MARCIA: Ma come cazz..? A me non dispiace il tuo odore
PRUDENCE Grazie
MARCIA: Cavolo
PRUDENCE Già. Te l’avevo detto che era andata male

MARCIA: più che male Prudence, un disastro


PRUDENCE Già. Quindi vista la vittoria in qualità di regina degli appuntamenti di merda, direi che
per le cose da fare domani sera o quando è decido io. Allora, andiamo sicuramente a vedere la
mostra, poi andiamo a cena da te, nel tuo ristorante – ho proprio voglia di un pokè all’avocado – un
paio di birre al solito pub e poi se ci fa ci facciamo pure un giro in centro
MARCIA: No. Nessuno ha detto che hai vinto
PRUDENCE cosa?
MARCIA: Ho per caso detto che hai vinto?
PRUDENCE No
MARCIA: E mi dispiace un sacco, ma non hai vinto
PRUDENCE Che vuol dire? Riusciresti a battere uno che ti dice che non gli piace il tuo odore?
MARCIA: già
PRUDENCE okay. Allora sentiamo
MARCIA: Il mio si è spaccato la faccia
PRUDENCE (ci pensa su) La sua..?
MARCIA: Sì. Si è spaccato la faccia. Ci esci una volta nella vita con uno come Fabrizio e con me
gli si è spaccata la faccia. Te l’ho detto che è andata male
PRUDENCE Ma come si è spaccato la faccia?
MARCIA: Mentre tornavamo a casa
PRUDENCE eh?
MARCIA: Eh. Avevamo bevuto, stavamo tornando a casa, era piovuto e la strada era bagnata e non
lo so che cosa ha fatto ma è caduto in avanti. Ed è atterrato sulla faccia. E gli si è spaccata. L’ho
dovuto portare io al pronto soccorso (pausa lunga)
PRUDENCE E’ un viaggio
MARCIA: Eh, a piedi sì
PRUDENCE Eh si
MARCIA: E piangeva!
PRUDENCE No
MARCIA: Tutto il tempo! Poi mi ha chiesto di chiamare la madre per venirlo a prendere.
PRUDENCE ooh
MARCIA: Davvero. Mi ha chiesto di lasciarlo in pace e di chiamare mamma. (Ridono. Pausa.
Prudence ride di nuovo) Che c’è?
PRUDENCE E’ che ti è andata davvero molto male
MARCIA: eh sì
PRUDENCE uno schifo
MARCIA: eh sì
PRUDENCE Penso.. che hai davvero vinto tu
MARCIA: eh si
PRUDENCE Congratulazioni!
MARCIA: Grazie (sarcastica)
PRUDENCE Vabbe, regina dello schifo, cosa scegli?
MARCIA: Facile. Allora, andiamo sicuramente a vedere la mostra, poi andiamo a cena da me, nel
mio ristorante – sono sicura che hai proprio voglia di un pokè all’avocado – un paio di birre al solito
pub e poi se ci fa ci facciamo pure un giro in centro
PRUDENCE Grande (Bevono contemporaneamente. Ridono) BUIO