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3. Educazione del paziente Educazione sanitaria.........................................................................................................

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L'educazione sanitaria oggi.....................................................................................................................................................................1
Adesione al regime terapeutico...............................................................................................................................................................2
Considerazioni relative l'invecchiamento................................................................................................................................................2
La natura dell'insegnamento e dell'apprendimento..................................................................................................................................2
Disponibilità all'apprendimento...............................................................................................................................................................3
L'atmosfera dell'apprendimento...............................................................................................................................................................3
Tecniche di insegnamento.......................................................................................................................................................................3
Considerazioni relative all'invecchiamento.............................................................................................................................................4
Piano di assistenza...............................................................................................................................................................................4
Il processo di nursing nell'educazione del paziente.....................................................................................................................................4
Accertamento...........................................................................................................................................................................................4
Diagnosi infermieristica...........................................................................................................................................................................5
Pianificazione..........................................................................................................................................................................................5
Attuazione degli interventi......................................................................................................................................................................5
Valutazione..............................................................................................................................................................................................6
Sommario del capitolo.................................................................................................................................................................................6
Accertamento...........................................................................................................................................................................................8
Diagnosi infermieristica...........................................................................................................................................................................8
Pianificazione..........................................................................................................................................................................................8
Attuazione degli interventi......................................................................................................................................................................8
Valutazione..............................................................................................................................................................................................8

3. Educazione del paziente Educazione sanitaria

L'educazione sanitaria oggi


I concetti di promozione della salute e di self-care fanno ormai parte del modo di vita americano; insito in essi è il concetto di educazione
sanitaria.
Uno dei maggiori impegni che la professione infermieristica si trova oggi ad affrontare è quello di soddisfare le necessità di educazione sanitaria
sentita dal pubblico americano. A tal riguardo gli infermieri stanno diventando sempre più sensibili e consapevoli del loro ruolo di insegnanti.
L'educazione sanitaria è considerata una funzione indipendente e una responsabilità fondamentale della professione infermieristica. Il compito di
istruire, come funzione infermieristica, è contemplato da molte norme statali, nonché dagli American Nurses Association Stan-dards of Nursing
Practice.

 L'educazione sanitaria è una componente essenziale dell’assistenza sanitaria; essa mira alla promozione, mantenimento e recupero
della salute e all'adattamento agli effetti residui della malattia.

Il risalto dato in questi ultimi anni al bisogno di educazione sanitaria nasce in parte dalla convinzione di molti esperti che il pubblico abbia il
diritto di pretendere e ricevere un'assistenza sanitaria globale, comprendente anche l’educazione sanitaria. Tale situazione è in parte dovuta
all’elevazione del livello di cultura e informazione in un'utenza che pone domande più impegnative riguardo alla salute, all'assistenza sanitaria e ai
servizi offerti dal sistema sanitario. A causa dell'importanza attribuita alla salute e alla responsabilità di ogni individuo nei confronti del
mantenimento e promozione della propria salute, gli operatori sanitari, in particolar modo gli infermieri, hanno il dovere di garantire all'utenza
un'adeguata educazione sanitaria.
Oggi uno dei più consistenti gruppi bisognosi di educazione sanitaria è quello delle persone affette da malattie croniche. Poiché la durata della
vita della nostra popolazione continua ad allungarsi, il numero dei soggetti colpiti da tali malattie è destinato ad aumentare. Molti esperti ritengono
che i malati cronici abbiano il diritto di accedere a quante più informazioni possibili sull'assistenza sanitaria in modo da poter partecipare attivamente
all'assistenza loro destinata e assumersi le debite responsabilità. L’educazione sanitaria può aiutare l'individuo ad adattarsi alla sua malattia,
cooperare nella terapia prescritta e imparare a risolvere i problemi qualora egli si trovi ad affrontare situazioni nuove. Contribuisce inoltre a evitare
un nuovo ricovero per il medesimo problema, conseguenza frequente quando la persona ignora il modo in cui far fronte alla propria malattia cronica.

L'obiettivo dell'educazione sanitaria è quello di insegnare alle persone a vivere la vita nel modo più sano possibile, ovvero a
lottare per sfruttare al massimo le proprie potenzialità di salute.

Ogni contatto dell'infermiere con il paziente, sia questi sano o ammalato, dovrebbe essere considerato un’opportunità educativa. È diritto del
paziente accogliere o rifiutare tale opportunità, ma è responsabilità dell'infermiere dare al paziente le informazioni necessarie per prendere una
decisione a tal riguardo, nonché stimolarlo a comprendere l'importanza dell'apprendimento.
In seguito ai mutamenti intervenuti nel sistema sanitario americano durante lo scorso decennio, i quali hanno portato alla concorrenza
nell'accaparramento dei pazienti e a una maggiore insistenza sul contenimento dei costi, l'educazione del paziente ha assunto una nuova importanza.
Se finalizzata ad abbreviare la durata della degenza e favorire una più rapida dimissione, essa è vista come una strategia per ottenere la riduzione dei
costi; se aumenta la soddisfazione del paziente e stimola in lui la capacità decisionale, è considerata uno strumento di pubbliche relazioni. Altri
invece la reputano una strategia efficace per l’eliminazione di costi, in quanto sono convinti che soddisfacenti rapporti operatore-paziente
contribuiscano a evitare l'avvio di cause per negligenza e che la diffusione dell’educazione sanitaria favorisca tali rapporti.

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Molti organismi sanitari stanno ora rivolgendo i loro sforzi educativi non solo alla popolazione dei pazienti ma anche alla comunità in generale.
A tal scopo una grande varietà di programmi di promozione della salute viene offerta gratuitamente o a costi minimi: programmi che promuovono la
diminuzione del peso, la rinuncia al fumo e l’attività fisica, nonché corsi di preparazione al parto, corsi per nonni, corsi per baby-sitter, corsi per
adulti con genitori anziani, corsi e gruppi di volontari per aiutare pazienti con malattie croniche quali il diabete, le malattie cardiache e il cancro.
Molti di questi corsi vengono tenuti da infermieri esperti nella promozione della salute.

Adesione al regime terapeutico


Nell'educazione sanitaria rientra l'obiettivo di promuovere l'adesione del paziente al suo regime terapeutico. Compliance è il termine
frequentemente usato per descrivere tale comportamento: il paziente cambia il suo comportamento perché gli è stato detto di farlo. Tuttavia questo
termine sottintende un ruolo passivo da parte del soggetto. Il termine adesione indica invece che il paziente assume un ruolo più attivo
nell'autodeterminazione e nel mutamento dei suoi comportamenti.
L'adesione a un regime terapeutico richiede che il paziente attui uno o più cambiamenti del proprio stile di vita. Può essere che egli debba
prendere farmaci, aderire a una dieta, limitare le proprie attività, fare attenzione alla comparsa di segni e sintomi di malattia, seguire determinate
misure igieniche, chiedere una valutazione periodica del proprio stato di salute e attenersi a una serie di altre misure terapeutiche e preventive. Il fatto
che molti pazienti non aderiscano ai regimi terapeutici prescritti non va né ignorato né minimizzato. Le percentuali di adesione ai regimi terapeutici e
preventivi sono generalmente molto basse, soprattutto quando tali regimi sono complessi o di lunga durata. Le caratteristiche dei pazienti che non si
attengono alla terapia prescritta e le motivazioni del loro atteggiamento sono state oggetto di molti studi; i risultati, tuttavia, sono stati per lo più
inconcludenti. Non è emerso alcun fattore come causa predominante della non adesione; al contrario, sembra che il grado di adesione sia influenzato
da un'ampia gamma di variabili interagenti l'una con l'altra.
Tra i fattori che condizionano l'adesione vi sono

 variabili demografiche, quali l'età, il sesso, la razza, la condizione socioeconomica e la preparazione culturale;
 variabili collegate alla malattia, quali la gravità della malattia e l’alleviamento dei sintomi apportato dalla terapia;
 variabili collegate al regime terapeutico, quali la complessità del regime ed eventuali effetti collaterali sgradevoli;
 variabili psicosociali, quali l'intelligenza, l’atteggiamento verso gli operatori sanitari, l'accettazione o la negazione della malattia, le
convinzioni religiose o culturali e i costi necessari per l’effettuazione del regime terapeutico.

Si è riscontrato che la conoscenza di ciò che riguarda la salute, la promozione della salute, la malattia e la prevenzione della malattia non è, da
sola, un sufficiente stimolo dall'adesione totale. Si è tuttavia osservato che in alcuni pazienti le motivazioni aumentano con l'uso di programmi
educativi e l'applicazione di metodi appositamente studiati per stimolare l'adesione al regime terapeutico. Il problema della non adesione è un
problema serio a cui va posto rimedio al fine di aiutare i pazienti a esser parte attiva della propria self-care e sfruttare al massimo le proprie
potenzialità di salute.
Si è riscontrato che in alcuni casi un patto scritto tra il paziente e l'infermiere contribuisce a promuovere le motivazioni all'adesione. La stipula di
un patto si fonda sul principio dell'incentivazione e della modifica del comportamento. Vengono stabiliti obiettivi limitati e facilmente conseguibili
per aiutare il paziente a rivedere il proprio comportamento e poter quindi affrontare obiettivi più complessi.
Il ruolo dell'infermiere nell'istruire e indirizzare il paziente verso un comportamento di adesione è molto importante. È sua responsabilità
verificare tutte le variabili de influiscono sull'adesione del paziente e utilizzare tali formazioni nel momento in cui sarà elaborato il piano educativo e
attuati gli opportuni interventi.

Considerazioni relative l'invecchiamento


La non adesione al regime terapeutico è un problema particolarmente serio nel caso degli anziani. Spesso le persone anziane sono affette da una o
più malattie croniche complicate periodicamente da episodi acuti e curate con numerosi farmaci. Oltre a ciò spesso altre variabili condizionano
l'adesione al regime terapeutico, ad esempio un'aumentata sensibilità ai farmaci e ai loro effetti collaterali, la difficoltà ad adeguarsi al cambiamento e
allo stress, la difficoltà finanziaria a sostenere l'elevato costo delle terapie, tendenza a dimenticare inadeguati sistemi di supporto, radicate abitudini di
assumere farmaci acquistati al banco propria iniziativa, la riduzione della vista, problemi dell'udito, difficoltà di deambulazione.
Al fine di promuovere l'adesione al regime terapeutico da parte degli anziani è necessario impegnarsi seriamente a valutare ogni variabile che
possa condizionare il loro comportamento nei confronti della salute. Devono essere inoltre valutate le energie e le limitazioni del paziente in modo a
sfruttare le une per minimizzare le altre. Soprattutto deve essere erogato un tipo di assistenza coordinata e continua, altrimenti l'azione di un operatore
sanitario rischia di essere annullata da quella di un altro.

La natura dell'insegnamento e dell'apprendimento


Se l'apprendimento viene definito come acquisizione di conoscenza, atteggiamenti o abilità e l'insegnamento come aiuto ad apprendere dato a
un'altra persona, risulta evidente che il processo insegnamento-apprendimento e un processo attivo, in quanto richiede la partecipazione sia di chi
insegna sia di chi apprende, nel tentativo di conseguire il risultato voluto, ovvero il cambiamento di comportamento. L’insegnante non è colui che
trasmette conoscenza al discente, è bensì colui che facilita l'apprendimento. In generale non si sa in quale modo l'apprendimento avvenga e sia
condizionato dall'insegnamento. Nessuna teoria e in grado di spiegare compiutamente tale processo. Sono stati comunque identificati alcuni principi e
alcune linee-guida per l'apprendimento.

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Disponibilità all'apprendimento
Il discente e la situazione di apprendimento sono influenzati da molte variabili sia interne sia esterne. A tal proposito uno dei fattori più
significativi è rappresentato dalla disponibilità del soggetto ad apprendere, ovvero dalla sua disponibilità fisica, emotiva ed esperienziale ad
apprendere.
La disponibilità fisica è di vitale importanza, poiché fino a quando il paziente non è fisicamente in grado di apprendere, i vari tentativi di
insegnamento e apprendimento possono rivelarsi fittili e frustranti. Il paziente afflitto da dolori acuti non riuscirà a distogliere la propria attenzione
dal dolore per concentrarsi sull'apprendimento. Similmente, un paziente dispnoico impegnerà le proprie energie nella respirazione piuttosto che
nell'apprendimento.

La gerarchia dei bisogni di Maslow è utile nel valutare il concetto di disponibilità fisica all'apprendimento.

La disponibilità emotiva riguarda la motivazione del paziente all'apprendimento; finché egli non avrà cominciato ad accettare la propria malattia
o il fatto che la malattia costituisce per lui una minaccia, non si sentirà motivato all’apprendimento. Se il suo regime terapeutico non gli è gradito o è
in contrasto con il suo stile di vita, egli eviterà l’apprendimento deliberatamente. Fino a quando non prenderà coscienza della necessità di apprendere
e della propria capacità di apprendere, ogni tentativo di insegnamento sarà probabilmente vanificato. Tuttavia non è sempre saggio attendere che il
paziente sia emotivamente pronto, quel momento potrebbe non giungere mai, a meno che l'infermiere non faccia ogni sforzo per stimolare la
motivazione del paziente all'apprendimento. La malattia e la minaccia di malattia sono spesso accompagnate da ansia e stress; l'infermiere che
percepisce le reazioni del paziente alla malattia o alla minaccia di malattia può ricorrere a semplici spiegazioni e istruzioni per alleviare l'ansia e
motivare il paziente all'apprendimento. Non va dimenticato che, richiedendo mutamenti di comportamento, l’apprendimento produce in genere un
lieve senso di ansia quest'ansia è spesso un utile fattore motivante
È possibile promuovere la disponibilità emotiva creando un'atmosfera positiva di calore e comprensione e stabilendo, insieme al paziente,
obiettivi di apprendimento realistici in modo che egli possa conseguire il successo e provare un senso di realizzazione: raggiungimenti, questi, che
sono in se motivanti fattori di apprendimento.
Anche un feedback sui progressi compiuti può servire a motivare l'apprendimento. Si dovrebbe sfruttare tale feedback come stimolo positivo se il
paziente ha conseguito un successo e come consiglio costruttivo per un futuro miglioramento se, al contrario, egli non ha raggiunto il suo obiettivo.
La disponibilità esperienziale all'apprendimento si riferisce alle passate esperienze del paziente che gli consentono di apprendere quanto gli viene
insegnato. Le precedenti esperienze esistenziali e culturali della persona sono generalmente fattori determinanti nel suo approccio all'apprendimento.
Un individuo con scarsa o nessuna istruzione potrebbe non essere in grado di capire i materiali informativi che gli vengono sottoposti,
quantunque ciò non sia sempre vero. La persona che in passato ha avuto difficoltà di apprendimento potrebbe esitare nell'affrontare nuovi tentativi
del genere.
Molti comportamenti necessari per realizzare la massi-n1a potenzialità di salute richiedono un bagaglio piuttosto ampio di cultura, abilità fisica e
atteggiamenti. Se l’individuo non possiede questo bagaglio su chi costruire, l’apprendimento può risultare per lui molto difficile e lento Per esempio,
se il paziente non comprende i principi basilari della normale alimentazione, egli non sarà in grado di capire le restrizioni di una dieta speciale, una
persona non orientata al futuro non saprà apprezzare i molti aspetti della prevenzione; una persona che nell'apprendimento auspicato non vede alcun
significato per se e per il proprio stile di vita respingerà ogni tentativo di insegnamento.
Pertanto la disponibilità esperienziale è strettamente collegata alla disponibilità emotiva del paziente, in quanto la motivazione tende a essere
stimolata dalla propria convinzione della necessità di apprendere e da compiti di apprendimento familiari, interessanti e significativi.

Prima di iniziare un programma di insegnamento-apprendimento, l'infermiere deve accertare la disponibilità fisica ed emotiva del paziente,
nonché il suo grado di padronanza dei comportamenti necessari come prerequisiti per apprendere ciò che viene insegnato. Tale
informazione diventa la base degli obiettivi futuri, obiettivi che in se possono motivare il paziente all'apprendimento.
il coinvolgimento del soggetto nella determinazione di obiettivi accettabili per entrambe le parti interessate (paziente e infermiere) favorisce
la partecipazione attiva della persona al processo di apprendimento e alla responsabilità dei propri progressi.

L'atmosfera dell'apprendimento
Quantunque la presenza di un insegnante non sia sempre necessaria, la maggior parte dei pazienti che sta cercando di imparare nuovi o diversi
comportamenti avrà bisogno dell'aiuto qualificato di un infermiere-insegnante almeno per un certo periodo. L'interazione tra il paziente e
l’infermiere che sta cercando di soddisfare le necessità di apprendimento del proprio assistito può essere formale o informale, a seconda del metodo e
delle tecniche di insegnamento ritenute maggiormente appropriate.
L'infermiere facilita l'apprendimento del paziente manovrando le variabili esterne che lo influenzano. Per esempio, l'ambiente fisico dovrebbe
essere adeguato: la temperatura della stanza, l'illuminazione, il livello dei rumori, e così via, dovrebbero essere adatti alla situazione di
apprendimento. Anche l'ora scelta per l'insegnamento dovrebbe rispettare le esigenze del paziente: collocarla in un momento in cui egli è stanco, o è
preoccupato per procedure terapeutiche o diagnostiche che lo rendono nervoso, o sta ricevendo visite è d'ostacolo al processo di apprendimento.
L'orario dell'insegnamento può essere condizionato anche dalle visite dei familiari, nel caso in cui essi siano parte coinvolta.

Tecniche di insegnamento
L'infermiere facilita inoltre l'apprendimento scegliendo tecniche e metodi di insegnamento adatti a soddisfare i bisogni personali del paziente.
Il metodo più comune è quello della lezione o spiegazione, che tuttavia dovrebbe essere sempre accompagnata dalla discussione. La discussione
è importante perché dà al paziente la possibilità di esprimere i propri sentimenti e i propri interessi, di porre domande, di ricevere chiarimenti su
informazioni travisate.
L'insegnamento di gruppo è adatto per alcuni pazienti poiché consente loro non solo di ottenere le informazioni necessarie, ma anche di provare
un senso di sicurezza per il fatto di essere parte di un gruppo. I pazienti con problemi e bisogni di apprendimento analoghi hanno la possibilità di
riconoscersi negli altri e dunque di trarre incoraggiamento e sostegno morale. Va tuttavia ricordato che alcuni pazienti non si sentono a loro agio in
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un gruppo e dunque non derivano beneficio da simili esperienze. Inoltre, se si ricorre all'insegnamento di gruppo, deve necessariamente esservi una
valutazione e un follow-up per ogni singolo paziente per accertarsi che egli abbia acquisito le conoscenze e le abilità a lui necessarie.
Dimostrazione e pratica sono spesso elementi fondamentali del programma di insegnamento, soprattutto quando l'obiettivo riguardi
l'apprendimento di abilità. Dapprima l'infermiere fornisce al paziente una dimostrazione dell'abilità da apprendere, poi gli offre ampia opportunità di
praticarla. Se a tal scopo è necessaria un'attrezzatura speciale per esempio siringhe da insulina, medicazioni o sacchetti per colostomia, è importante
che l'infermiere fornisca al paziente lo stesso tipo di strumenti che questi dovrà usare dopo la dimissione dall'ospedale. Imparare una certa procedura
con un determinato strumento e doverla poi effettuare con uno strumento diverso è una difficoltà che non è giusto imporre a nessun paziente.
Esistono vari sussidi didattici che integrano le abilità dell'infermiere impegnato ad aiutare il paziente nell’apprendimento. Essi comprendono
libri, opuscoli, figure, film, diapositive, audiocassette, videocassette, modelli, istruzioni programmate e moduli di apprendimento informatizzati.
Quando vengono usati nel modo appropriato, questi supporti sono molto utili e consentono di risparmiare una notevole quantità di personale e tempo,
riducendo i relativi costi. È, tuttavia, responsabilità dell’infermiere valutare tali supporti prima di presentarli al paziente, in modo da esser certo che
essi siano adatti a soddisfare gli specifici bisogni di apprendimento del soggetto.
Consolidamento e follow-up sono anche importanti fattori da tener presenti, in quanto l'apprendimento richiede tempo. Il paziente deve disporre
del tempo necessario per imparare e consolidare il proprio apprendimento; una singola seduta non è mai sufficiente, più sedute di follow-up sono
assolutamente indispensabili per promuovere la fiducia del soggetto nella propria capacità di mettere in pratica ciò che ha appreso. Tali sedute danno,
inoltre, all'infermiere la possibilità di valutare i progressi del paziente e programmare eventuali ulteriori incontri. È anche importante rendersi conto
che a volte il paziente può non avere la possibilità di trasferire nel proprio ambiente domestico ciò che egli ha imparato in ospedale. Pertanto è spesso
necessario concordare sedute di follow-up dopo la dimissione, in modo da assicurare l'effettivo godimento di tutti i benefici del precedente
programma educativo.

Considerazioni relative all'invecchiamento


L'infermiere che assiste un anziano deve sapere in quale modo i normali cambiamenti dovuti all’età condizionano la capacità di apprendimento
del paziente e in quale modo lo si può aiutare ad adeguarsi alla situazione L’infermiere deve capire soprattutto che essere anziano non vuoi dire
essere incapace di apprendere. Molti studi hanno dimostrato che gli anziani sono in grado di apprendere e ricordare se l'informazione da assimilare è
comunicata a un ritmo adeguato, è importante ed è seguita da un appropriato feedback: strategie, queste, applicabili a ogni tipo di discente.
L'infermiere deve anche essere consapevole che i segni dell'età variano notevolmente da anziano ad anziano. Pertanto, prima di iniziare
l’insegnamento, è indispensabile effettuare un'accurata valutazione del grado di efficienza fisiologica e psicologica di ciascun paziente.
I mutamenti dello stato mentale dovuti dall'età comprendono il rallentamento delle funzioni cognitive, la riduzione della memoria a breve
termine, la diminuzione della capacità di pensiero astratto e di concentrazione, l’allungamento del tempo di reazione. Questi mutamenti sono spesso
accentuati da una schiera di stati morbosi che spingono l'anziano a cercare innanzi tutto assistenza sanitaria. Le strategie di insegnamento più efficaci
includono una lenta e graduale presentazione di piccole quantità di materiale, la frequente ripetizione dell'informazione, il ricorso a tecniche di
consolidamento, quali l'uso di materiali scritti o audiovisivi, e sedute pratiche ripetute. Nell’ambiente di apprendimento gli stimoli distraenti devono
essere quanto più possibile eliminati.
Anche i mutamenti sensoriali associati all'età influenzano il processo di insegnamento e apprendimento. Le strategie di insegnamento adeguate
alla minore acuità visiva includono materiali di facile lettura, stampati con caratteri grandi su carta non lucida. Poiché spesso la capacità di
discriminare i colori subisce una diminuzione, l'uso di materiali luminosi o basati su codici colorati può non essere efficace. Per potenziare al
massimo la capacità uditiva, l’insegnante parla chiaramente, con un tono di voce normale o abbassato, collocandosi di fronte al paziente in modo che
questi possa leggere il movimento delle labbra. Spesso stimoli visivi possono essere utili per rafforzare l’insegnamento verbale.
Quando possibile, i familiari del paziente vengono invitati a partecipare alla seduta educativa. Anch'essi costituiscono una fonte di stimolazione
e, in un tempo successivo possono aiutare il paziente a ricordare le istruzioni ricevute; possono inoltre dare preziose informazioni sulla vita del
paziente e, conseguentemente, sui suoi bisogni di apprendimento.
Se l'infermiere, i familiari e gli altri operatori sanitari collaborano per facilitare l'apprendimento del paziente, le possibilità di successo sono
massime. Per l'anziano un apprendimento riuscito dovrebbe significare un miglioramento delle abilità di self-care, un aumento dell'autostima e un
desiderio di ripetere in futuro i tentativi di apprendimento.

Piano di assistenza

Il processo di nursing nell'educazione del paziente


Il processo insegnamento-apprendimento è parte integrante del processo di nursing. Ponendo l'accento sull’apprendimento e rispettando i
principi, le variabili, le tecniche e le strategie dell'insegnamento e apprendimento, le fasi del processo di nursing —accertamento, diagnosi
infermieristica, pianificazione, attuazione degli interventi e valutazione— vengono utilizzate per soddisfare i bisogni educativi del paziente e dei suoi
familiari.

Accertamento
Nel processo insegnamento-apprendimento, l’accertamento è paragonabile alla medesima componente del processo di nursing. Esso è finalizzato
alla raccolta sistematica di dati riguardanti i bisogni educativi del paziente e il suo desiderio di imparare nonché i bisogni educativi dei suoi familiari.
Vengono valutate tutte le variabili interne ed esterne che condizionano la disponibilità del paziente. A tal proposito può esser utile una guida a questo
tipo di accertamento la quale fornisca informazioni relative al bisogno e al desiderio del paziente di apprendere. Alcune delle guide esistenti sono
molto generiche e mirano a fornire elementi di conoscenza circa il possesso di informazioni generali sulla salute da parte del paziente; altre
riguardano specificatamente i comuni regimi medici o i processi morbosi. Alcuni esempi di questo tipo sono rappresentati dalle diffusissime guide
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per l'educazione del paziente diabetico. Queste guide intendono facilitare l'accertamento dei bisogni educativi della persona diabetica con riferimento
a tutti gli aspetti dell'approccio terapeutico a questo tipo di paziente. Esse devono tuttavia essere adattate alle risposte, problemi e bisogni individuali
di ogni soggetto. Non appena completato l'accertamento, l'infermiere deve al più presto, organizzare, analizzare, sintetizzare e riassumere i dati
raccolti, nonché stabilire quali siano i bisogni educativi del paziente.

Diagnosi infermieristica
Vengono poi tracciate le diagnosi infermieristiche riferite specificatamente ai bisogni di apprendimento del paziente; esse serviranno a guidare
l'infermiere nell'elaborazione del suo piano di insegnamento.

Pianificazione
Dopo aver individuato le diagnosi infermieristiche, l’infermiere passa alla fase di programmazione del processo insegnamento-apprendimento. Il
piano rispetta la medesima sequenza utilizzata nel processo infermieristico:

1. Assegnazione delle priorità alle diagnosi.


2. Determinazione degli obiettivi di apprendimento immediati intermedi e a lungo termine.
3. Identificazione di specifiche strategie di insegnamento adatte per il raggiungimento degli obiettivi.
4. Specificazione dei risultati attesi.
5. Registrazione, sul piano di insegnamento, delle diagnosi obiettivi, strategie di insegnamento e risultati attesi.

Come nel processo di nursing, l'assegnazione delle priorità alle diagnosi dovrebbe essere un atto congiunto dell’infermiere e del paziente o dei
suoi familiari. L'infermiere deve tener presente in modo particolare l'urgenza dei bisogni di apprendimento del soggetto, i bisogni più critici devono
avere una priorità più alta.
Dopo aver stabilito la priorità delle diagnosi, si procede a identificare gli obiettivi immediati, intermedi e a lungo termine, nonché le strategie
educative più adatte per realizzarli. Alcuni studi hanno rivelato che l'insegnamento è massimamente efficace quando vi è armonia tra gli obiettivi
dell'infermiere e quelli del paziente. L’apprendimento basato sugli obiettivi comincia con la determinazione di obiettivi adeguati alla situazione e
realistici in rapporto alla capacità del paziente di conseguirli. Gli obiettivi vengono individuati in base ai bisogni del soggetto, soprattutto a quelli da
lui percepiti come tali, e devono essere accettabili per l'infermiere, il paziente e i suoi familiari. Il fatto di coinvolgere il paziente e i suoi familiari
nella determinazione degli obiettivi e nella successiva programmazione delle strategie di insegnamento contribuisce a promuovere la cooperazione
nell'attuazione del piano educativo.
I risultati attesi relativi alle strategie scelte vengono stabiliti in termini di comportamento del paziente. Si cercherà, quanto più possibile, di
contemplare risultati realistici e misurabili; si fisseranno inoltre i tempi entro i quali tali risultati dovrebbero verificarsi. I risultati e i tempi stabiliti
rappresenteranno la base su cui valutare l'efficacia delle strategie di insegnamento.
Durante la fase di pianificazione l'infermiere deve prestare attenzione alla sequenza in cui gli argomenti vengono presentati al paziente allorché
viene attuata ogni singola strategia educativa. Spesso è utile uno schema per organizzare l'argomento e assicurarsi che tutte le informazioni
necessarie siano incluse. Anche in questa fase l'infermiere sceglie gli strumenti più idonei da utilizzare nell’attuazione delle strategie educative.
L'intera fase programmatoria del processo insegnamento-apprendimento si conclude con la formulazione, da parte dell'infermiere, del piano
educativo destinato al paziente. Tale piano fornisce a tutti i membri dell'équipe infermieristica le seguenti informazioni:

1. Le diagnosi infermieristiche riguardanti i bisogni di apprendimento del paziente e le priorità di queste diagnosi.
2. Gli obiettivi delle strategia educative.
3. Le strategie educative espresse nella forma di percorsi didattici.
4. I risultati attesi, che identificano le auspicate risposte comportamentali del paziente.
5. I tempi entro i quali ciascun risultato sarà prevedibilmente conseguito.
6. Le risposte comportamentali del paziente (da registrare nel piano educativo).

Le medesime regole indicate per la compilazione e revisione del piano di assistenza infermieristica sono applicabili al piano educativo. (Per un
esempio di piano educativo, vedi la tavola 3-1. Si noti che esso non è diverso dal Piano di assistenza infermieristica, ne è semplicemente una
continuazione.)

Attuazione degli interventi


La fase attuativa del processo insegnamento-apprendimento segue la formulazione del piano educativo. In essa sono coinvolti il paziente, i suoi
familiari ed eventuali altri membri dell'équipe infermieristica e dell'équipe sanitaria. L'azione di tutte queste persone viene coordinata dall’infermiere
e il piano educativo costituisce la base dell’attuazione degli interventi.

 Durante la fase di attuazione degli interventi è importante essere flessibili, valutare costantemente le risposte del paziente
alle strategie educative e apportare le necessarie modifiche al piano prestabilito.

È altamente auspicabile che l'infermiere usi al massimo la propria creatività per promuovere e tener viva la motivazione all'apprendimento; egli
deve prevedere gli eventuali bisogni educativi che il paziente può avere dopo la dimissione dall'ospedale e che tuttavia ignora durante la degenza.
Allora, e solo allora, l'infermiere è in grado di aiutare il paziente a trasferire determinate conoscenze dall'ospedale alla propria casa. La fase di
attuazione si conclude dopo che le strategie educative sono state portate a compimento e le risposte del paziente ai vari interventi sono state

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registrate. Tale registrazione costituisce la base per la valutazione del conseguimento, da parte del paziente, degli obiettivi stabiliti e dei risultati
attesi.

Valutazione
La valutazione è l'ultima componente del processo di insegnamento-apprendimento; essa mira a verificare la risposta del paziente alle strategie
educative e il grado di conseguimento degli obiettivi prefissati. Nel processo di insegnamento-apprendimento la valutazione dovrà rispondere alla
stessa domanda utilizzata per il processo di nursing, ma con specifico riferimento, in questo caso, alla situazione di insegnamento e di
apprendimento. Nella valutazione un momento importante è quello in cui ci si chiede: "Che cosa si dovrebbe fare per migliorare l'insegnamento?" Le
risposte a questo interrogativo indicheranno i mutamenti da apportare al piano educativo.
Non si deve mai credere che una persona abbia imparato perché le è stato insegnato: l'insegnamento non produce automaticamente
l'apprendimento. Per misurare i cambiamenti di comportamento che attestano l'avvenuto apprendimento esistono diverse tecniche di misurazione fra
cui l'osservazione diretta del comportamento mediante l’uso di scale graduate, liste di controllo o note aneddotiche per la registrazione dei
comportamenti e misure indirette quali domande orali e test scritti. In molte situazioni educative la tecnica più appropriata e più accurata e la
misurazione del comportamento effettivo (misurazione diretta); quando possibile, tuttavia, essa dovrebbe essere integrata da misurazioni indirette. Se
viene impiegata più di una tecnica di misurazione, l'affidabilità dei dati ottenuti aumenta, in quanto ogni singola tecnica racchiude in sé una
potenziale fonte di errore
L'uso di tecniche di misurazione è solo l'inizio della valutazione, la quale è poi seguita dall'interpretazione dei dati e dalla formulazione di giudizi
di valore sull’apprendimento e insegnamento. Tale valutazione dovrebbe essere effettuata periodicamente sia durante l'attuazione del programma di
apprendimento-insegnamento, sia alla sua conclusione, sia in vari momenti successivi alla conclusione. Una valutazione dell'apprendimento dopo la
dimissione sarebbe altamente auspicabile, ma ciò non è sempre fattibile in termini di tempo, costi e personale infermieristico necessario per tale
operazione. Tuttavia, la coordinazione degli interventi e la condivisione delle informazioni tra personale infermieristico ospedaliero e personale
infermieristico di strutture territoriali contribuisce a facilitare tale valutazione post-degenza.

 Si dovrebbe sempre ricordare che la valutazione non è il momento finale del processo di insegnamento-apprendimento. Le
informazioni raccolte durante la valutazione dovrebbero essere utilizzate per rivedere gli interventi educativi con l'intento di
migliorare le risposte e i risultati del paziente conseguenti all'azione educativa.

Sommario del capitolo


L’obiettivo dell'educazione sanitaria è quello di insegnare alle persone a impegnarsi per sfruttare al massimo la loro potenzialità di salute. Il
processo insegnamento-apprendimento è parte integrante del processo di nursing ed è costituito dalle medesime fasi cicliche: l'accertamento, la
diagnosi infermieristica, la pianificazione, l’attuazione degli interventi e la valutazione. Ogni fase è ricorrente e collegata a tutte le altre. La
valutazione permanente è il mezzo con cui tener vivo l'intero processo di insegnamento-apprendimento e dimostrare la validità della qualità
dell'insegnamento data. La tavola 3-2 intende aiutare l’infermiere nell’uso del processo di insegnamento-apprendimento.

TAVOLA 3-1 E s e m p i o d i p i a n o e d u c a t i v o
L'accertamento dei bisogni di insegnamento/apprendimento del signor Lee ha evidenziato la seguente situazione:
Conoscenza elementare del rapporto tra stress e fisiologia.
Stile di vita tendente a eccessivo stress.
Irregolarità nei pasti.
Precedente non compliance al regime dietetico.
Insufficiente conoscenza delle restrizioni dietetiche.

Diagnosi infermieristica
Potenziale non compliance al regime dietetico dovuta allo stile di vita e a un deficit di conoscenza.

Obiettivi
Immediati: Dimostra conoscenza del regime dietetico.
Intermedi: Aderisce al regime dietetico.
A lungo termine: Cambia lo stile di vita per ridurre gli agenti di stress emotivi e ambientali.
Strategie di insegnamento Risultati attesi Risultati ottenuti
Organizzare un consulto col dietologo Spiega gli scopi delle restrizioni Ha riferito la situazione in modo
Applicare le istruzioni date dal dietologo dietetiche con riferimento alla sua accurato.
riguardo: situazione. La moglie ha programmato i pasti della
 dieta con 1500 calorie Identifica il modo in cui la sua dieta può famiglia per una settimana includendo
 dieta con 1 g. di sodio essere compatibile con quella della modifiche compatibili con le restrizioni
 dieta a basso contenuto di famiglia. dietetiche.
colesterolo Il paziente ha riconosciuto la necessità di
una programmazione dei pasti per
rispettarne la regolarità.
Ha telefonato alla Weight Watchers e ha
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concordato di cominciare a frequentare le
loro sedute tra una settimana.

Discutere con il paziente e sua moglie, Diminuisce le ore lavorative della Il paziente e sua moglie cooperano per
sulla necessità di cambiare lo stile di vita. giornata e del weekend. apportare modifiche al loro stile di vita
Contempla periodi giornalieri di riposo e che riducano lo stress; le figlie sono
di rilassamento. incluse nel progetto.
Divide con la moglie le responsabilità Il paziente e sua moglie hanno elaborato un
relative alle attività delle figlie. programma delle attività giornaliere e del
weekend nel quale hanno previsto periodi
di riposo e di rilassamento; sono
consapevoli dell'opportunità di un
programma flessibile.

Informare l'infermiere del medico Dimostra di aderire al regime dietetico.


personale del paziente sulla necessità di
far rispettare il piano educativo.

TAVOLA 3-2 Guida all'educazione del paziente

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Accertamento
1. Accertare la disponibilità del paziente all'educazione alla salute.
a. Quali sono i comportamenti e le convinzioni del paziente riguardo alla salute?
b. Quale adattamento psicosociale sta attuando il paziente?
c. Il paziente è pronto per l'apprendimento?
È in grado di apprendere questi comportamenti?
Quale ulteriore informazione è necessaria sul suo conto?
Quali risultati si aspetta?
Che cosa vuole apprendere?
2. Organizzare, analizzare, sintetizzare e riassumere i dati raccolti.

Diagnosi infermieristica
Formulare le diagnosi infermieristiche riguardanti i bisogni di apprendimento del paziente.
1. Identificare le esigenze di apprendimento del paziente, le loro caratteristiche e la loro eziologia.
2. Formulare le diagnosi infermieristiche in modo preciso e conciso.

Pianificazione
1. Assegnare la priorità alle diagnosi infermieristiche riguardanti i bisogni di apprendimento del paziente.
2. Specificare gli obiettivi di apprendimento immediati, intermedi e a lungo termine stabiliti insieme dall'infermiere e dal paziente.
3. Identificare le strategie educative appropriate per il conseguimento dell'obiettivo.
4. Precisare i risultati attesi.
5. Elaborare il piano educativo scritto.
a. Inserire diagnosi, obiettivi, strategie educative, i risultati attesi.
b. Disporre le informazioni, oggetto di insegnamento, in sequenza logica.
c. Annotare i punti più importanti.
d. Scegliere i supporti educativi appropriati.
e. Tenere il piano aggiornato e flessibile per soddisfare i variabili bisogni di apprendimento del paziente.
6. Coinvolgere il paziente, i suoi familiari o altre persone a lui vicine, i membri dell'équipe infermieristica e altri membri
dell’équipe sanitaria in tutti gli aspetti della pianificazione.

Attuazione degli interventi


1. Mettere in atto il piano educativo.
2. Conoscere i materiali da presentare.
3. Utilizzare un linguaggio comprensibile per il paziente.
4. Utilizzare appropriati supporti educativi.
5. Utilizzare gli stessi strumenti che saranno poi usati dal paziente dopo la sua dimissione.
6. Incoraggiare il paziente a partecipare attivamente all’apprendimento.
7. Registrare le risposte del paziente agli interventi educativi.
8. Fornire il feedback.

Valutazione
1. Raccogliere i dati oggettivi.
a. Osservare il paziente.
b. Porre domande per stabilire se il paziente abbia capito.
c. Utilizzare tabelle di valutazione, liste di controllo, annotazioni aneddotiche e test scritti, qualora opportuno.
2. Confrontare le risposte comportamentali del paziente con i risultati attesi. Stabilire in quale misura gli obiettivi siano stati
conseguiti.
3. Includere il paziente, i suoi familiari e altre persone a lui vicine, i membri dell'équipe infermieristica e altri membri dell'équipe
sanitaria nella valutazione.
4. Identificare le eventuali variazioni da apportare al piano educativo.
5. Consigliare opportuni referenti o strutture in grado di provvedere il consolidamento dell’apprendimento dopo la dimissione.
6. Ripetere continuamente tutte le fasi del processo educativo: accertamento, diagnosi infermieristica, pianificazione attuazione
degli interventi, valutazione.