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CIRCOLARE DEL GIORNO 07 Ottobre 2021

Numero 210/2021 Pagina 1 di 10

Green Pass nei luoghi di lavoro

Numero: 210/2021
Gruppo: CORONAVIRUS
Oggetto: GREEN PASS SUI LUOGHI DI LAVORO
Norme e prassi: DECRETO LEGGE 127/2021 PUBBLICATO SULLA G.U 226 DEL 21.09.2021

Autore: REDAZIONE FISCO E TASSE

Dal 15 ottobre 2021 (e fino al 31 dicembre 2021) il possesso del


green pass è requisito fondamentale per accedere ai luoghi di
Sintesi lavoro pubblici e privati.
La presente Circolare riepiloga l’obbligo e propone alcuni fac-
simile utili.

1. PREMESSA
2. COSA PREVEDE LA NORMA
3. SANZIONI PER VIOLAZIONI ALL'OBBLIGO DI GREEN PASS NEL LUOGO DI LAVORO
Gli 4. LA SOSPENSIONE DEI LAVORATORI IN AZIENDE FINO A 15 DIPENDENTI
5. LE MODALITÀ DI VERIFICA DEL GREEN PASS: QUANDO, DOVE COME, CHI
argomenti 6. LE SPECIFICHE PER I TITOLI DI ACCESSO: GREEN PASS, TAMPONI, CERTIFICAZIONE DI
ESENZIONE
7. LIMITAZIONI ALLE VERIFICHE E PRIVACY
8. GREEN PASS STUDI PROFESSIONALI
9. DOMANDE E RISPOSTE

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" L'avventura giace in ogni soffio di vento.”
CHARLES LINDBERGH
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Il Green Pass (o certificazione verde COVID) diventerà obbligatorio in tutti i


Premessa
luoghi di lavoro dal 15 ottobre prossimo. Lo prevede il nuovo decreto-legge n.
127 2021, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 226 del 21.9.2021. Qui il testo del
decreto.
Tale obbligo interessa tutti i lavoratori della pubblica amministrazione e del
settore privato, sia autonomi che dipendenti, dal 15 ottobre 2021 al 31
dicembre 2021, termine di cessazione dello stato di emergenza. Sono esclusi
solo i soggetti esenti dalla campagna vaccinale sulla base di idonea
certificazione medica.

OBBLIGO ESIBIZIONE GREEN PASS


DAL 15.10.2021 AL 31.12.2021
LUOGHI DI LAVORO

I datori di lavoro sono tenuti dunque entro il 15 ottobre 2021 a:


1. organizzare un piano di controlli
2. nominare gli incaricati delle verifiche
3. fornire le adeguate istruzioni in materia
4. definire le modalità per riportare al Prefetto le violazioni per l’irrogazione delle
sanzioni.
Di seguito un riepilogo degli obblighi, delle sanzioni e delle procedure di
organizzazione di questi adempimenti nelle aziende del settore privato, anche
sulla base delle linee guida fornite da Confindustria con la nota del 28
settembre 20211.

L’art. 3 del Dl 127/2021 introduce l’art. 9-septies nel Dl 52/20212, che disciplina
Cosa prevede la
norma l’impiego delle certificazioni verdi COVID-19 nel settore privato prevedendo
che dal 15 ottobre al 31 dicembre siano obbligati, per accedere al luogo nel
quale svolgono l’attività lavorativa, ad avere il green pass:
1. tutti i lavoratori del settore privato;
2. i soggetti che svolgono, a qualsiasi titolo, la propria attività lavorativa o di
formazione o di volontariato nei luoghi di lavoro afferenti al settore privato,
anche sulla base di contratti esterni, ivi compresi i lavoratori autonomi ed i
collaboratori non dipendenti.

Sono esclusi dall’obbligo i soggetti esenti dalla campagna vaccinale


sulla base di idonea certificazione medica.3

La nuova norma si aggiunge ad altre disposizioni cui sono soggetti


lavoratori e i datori di lavoro dei seguenti settori:

1 Qui il testo integrale.


2 Che riguarda gli obblighi di green pass nel settore scolastico e trasporti
3 Ulteriori dettagli nell’ultima parte della scheda

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istituzioni scolastiche, educative, di


obbligo di green pass fino al 31 dicembre
formazione ed universitarie (art. 9-ter, 9-
2021
ter.1 e 9-ter.2 del Dl 52/2021)
obbligo di vaccinazione dal 10 ottobre strutture residenziali, sociosanitarie e
2021 al 31 dicembre 2021 socioassistenziali (art. 4-bis del Dl 44/2021)
dipendenti privati che esercitano le
professioni sanitarie e gli operatori di
interesse sanitario di cui all'art. 1, co. 2
della legge 1° febbraio 2006, n. 43, che
obbligo di vaccinazione fino al 31
svolgono la loro attività nelle strutture
dicembre 2021
sanitarie, sociosanitarie e socio-
assistenziali, farmacie, nelle parafarmacie
e negli studi professionali (art. 4 del Dl
44/2021)

Il decreto prevede che sia i lavoratori pubblici che del settore privato, che non
Sanzioni per
violazioni possono accedere al posto di lavoro per mancanza del certificato verde
all'obbligo di  risulteranno assenti ingiustificati,
green pass nel
 senza conseguenze disciplinari e
luogo di lavoro
 con diritto alla conservazione del rapporto di lavoro.

Art. 3 comma 6 I lavoratori di cui al comma 1, nel caso in cui comunichino di


non essere in possesso della certificazione verde COVID-19 o qualora risultino
privi della predetta certificazione al momento dell'accesso al luogo di lavoro,
al fine di tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori nel luogo di lavoro,
sono considerati assenti ingiustificati fino alla presentazione della predetta
certificazione e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2021, termine di
cessazione dello stato di emergenza, senza conseguenze disciplinari e con
diritto alla conservazione del rapporto di lavoro. Per i giorni di assenza
ingiustificata non sono dovuti la retribuzione nè altro compenso o
emolumento, comunque denominato.
Art 3 comma 8 L'accesso di lavoratori ai luoghi di lavoro di cui al comma 1 in
violazione degli obblighi di cui ai commi 1 e 2, è punito con la sanzione di cui
al comma 9 e restano ferme le conseguenze disciplinari secondo i rispettivi
ordinamenti di settore

Ecco di seguito un fac-simile della comunicazione di assenza ingiustificata


ai sensi dell’articolo 9 septies, comma 6 d.l. 52/2021 (disponibile in formato
word al link Green pass lettera lavoratori assenza ingiustificata)

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Particolare attenzione merita il discorso delle sanzioni. In particolare, la


sanzione amministrativa
 ai lavoratori per l'accesso senza green pass va da 600 a 1500 euro,
 per i datori di lavoro che non procedano ai controlli va da 400 a 1000 euro.

Le sanzioni saranno irrogate dai Prefetti, su segnalazione dei datori di


lavoro, o del personale dell'ispettorato, dell'azienda sanitaria locale e o delle
forze di polizia, e potranno essere raddoppiate in caso di reiterazione della
violazione.

Per i lavoratori che accedono ugualmente, per elusione o per


mancanza dei controlli, la violazione comporterà sia la sanzione
amministrativa sia eventuali sanzioni disciplinari.

Di seguito una tabella di sintesi:


SANZIONE SANZIONE
VIOLAZIONE INTERESSATI CONSEGUENZE
AMMINISTRATIVA DISCIPLINARE
Assenza da 600€ a 1500€ SI come
Accesso senza ingiustificata (raddoppiabili in prevista dal
lavoratori
green pass stop caso di CCNL
retribuzione reiterazione) applicato
Assenza
Mancato accesso
ingiustificata
per assenza di lavoratori NO NO
stop
green pass
retribuzione
Mancato controllo
del possesso del da 400€ a 1000€
green pass e Datori di (raddoppiabili in
NO
mancata adozione lavoro caso di
delle misure reiterazione)
organizzative

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Un caso a parte riguarda la sospensione dei lavoratori per le aziende di


La sospensione
dimensioni inferiori, che hanno fino a 15 dipendenti. In particolare, in tali ipotesi
dei lavoratori in
aziende fino a 15 è consentito al datore di lavoro, a fronte della mancata presentazione del
dipendenti green pass da parte di un dipendente oltre i 5 giorni, di:
 sospendere il dipendente non in regola
 assumere un altro lavoratore in sostituzione
 per un massimo di 10 giorni, rinnovabili una sola volta.

Anche nel caso il dipendente titolare si munisca di green pass dopo i 5


giorni la norma sembra consentire al datore di lavoro di non recedere al
contratto di sostituzione in anticipo.4

Art. 3 comma 7: Per le imprese con meno di quindici dipendenti, dopo il quinto
giorno di assenza ingiustificata di cui al comma 6, il datore di lavoro può
sospendere il lavoratore per la durata corrispondente a quella del contratto di
lavoro stipulato per la sostituzione, comunque per un periodo non superiore a
dieci giorni, rinnovabili per una sola volta, e non oltre il predetto termine del 31
dicembre 2021.

L’obbligo di verifica del possesso di green pass è in capo:


Le modalità di
verifica del green
 al datore di lavoro dei dipendenti e

pass: quando,  al datore di lavoro dei soggetti che svolgono, a qualsiasi titolo, la propria
dove come, chi attività lavorativa o di formazione o di volontariato nei luoghi di lavoro
 ai soggetti formalmente individuati (comma 5).

Art 3 comma 5: I datori di lavoro di cui al comma 1, definiscono, entro il 15


ottobre 2021, le modalità operative per l'organizzazione delle verifiche di cui al
comma 4, anche a campione, prevedendo prioritariamente, ove possibile, che
tali controlli siano effettuati al momento dell'accesso ai luoghi di lavoro, e
individuano con atto formale i soggetti incaricati dell'accertamento delle
violazioni degli obblighi di cui ai commi 1 e 2. Le verifiche delle certificazioni verdi
COVID-19 sono effettuate con le modalità indicate dal decreto del Presidente
del Consiglio dei ministri adottato ai sensi dell'articolo 9, comma 10.

Pertanto, per espressa previsione normativa, la predisposizione di un piano


di verifiche deve essere effettuata entro il 15 ottobre, nel rispetto delle
modalità definite dal DPCM17 giugno 2021
Nel piano organizzativo andranno definiti in dettaglio:

PIANO DI VERIFICA
La definizione dei soggetti incaricati al controllo dei green pass o delle certificazioni
di esenzione (preferibilmente 2 persone, ad evitare contestazioni). L’incarico va
predisposto per iscritto.

4 Sul punto sarebbe auspicabile un chiarimento ministeriale ad evitare contenziosi.


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Le istruzioni specifiche per i controlli, da comunicare anche ai lavoratori in modo che


possano assumersi la responsabilità sull’obbligo con cognizione di causa.

La tempistica prevista (al momento dell’accesso, a campione ecc.)

Le modalità di raccolta delle eventuali violazioni, da trasmettere al Prefetto per le


sanzioni.

Ecco di seguito un fac-simile della comunicazione di delega al lavoratore


per i controlli (disponibile in formato word al link Green pass delega lavoratore
controlli certificati)

Per la verifica della certificazione i datori di lavoro possono utilizzare la App


“VerificaC19”5 .
Altro aspetto da considerare è la corretta Individuazione del luogo di
lavoro ovvero del perimetro aziendale. Premesso che si tratta di una
valutazione legata all’organizzazione di ciascuna azienda, la norma non fa
alcun riferimento ai luoghi al chiuso: è quindi consigliabile considerare il luogo
di lavoro come concetto ampio, comprendendo, a titolo di esempio:
 siti sia all’aperto che al chiuso
 anche al di fuori del perimetro produttivo,
 luoghi per il deposito di materiali o
 cortili cui accedono i fornitori.

5 Informazioni per gli operatori nel sito governativo: dgc.gov.it.


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In generale, come anticipato, è necessario esporre nella bacheca del


lavoro un avviso similare a questo (disponibile in formato word al link: Green
pass luoghi di lavoro: avviso in bacheca).

Il green pass viene rilasciato dal Ministero della Salute per tre motivazioni:
Le specifiche per
i titoli di accesso:
 avvenuta vaccinazione

green pass,  guarigione dalla malattia COVID


tamponi,  effettuazione di test con esito negativo
certificazione di
A questo fine si ricorda che:
esenzione 6
1. Il green pass vaccinale ha durata di 12 mesi mentre
2. green pass per test con esito negativo ha durata 48 ore. Per questo seconda
tipologia sono validi:
 test antigenici rapidi

6
Legge 126 2021 di conversione del DL 105 2021
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 tamponi molecolari su campione naso faringeo


 tamponi molecolari salivari7

Il costo del tampone è a carico del lavoratore in quanto requisito di


legge per l’accesso al lavoro.

Come detto, per i lavoratori sprovvisti di green pass l’accesso può avvenire
se muniti di certificazione di esenzione dalla vaccinazione per motivazioni
mediche rilasciata secondo i criteri definiti con circolare del Ministero della
salute del 4 agosto 2021. Le certificazioni sono rilasciate:
 dai medici vaccinatori dei Servizi vaccinali delle Aziende ed Enti dei Servizi
Sanitari Regionali o
 dai Medici di Medicina Generale o Pediatri di Libera Scelta dell’assistito,
a titolo gratuito, e contengono i seguenti dati:
 dati anagrafici
 la dicitura soggetto esente dalla vaccinazione anti SARS Cov-2…”
 la data di fine validità
 i dati del servizio vaccinale di riferimento,
 timbro e firma del medico certificatore e suo numero di iscrizione all’Ordine o
Codice Fiscale.

Le attività di verifica del green pass devono limitarsi al controllo dell’autenticità,


Limitazioni alle
validità e integrità della certificazione.
verifiche e
privacy Sono vietate:
 la raccolta dei dati dell'intestatario
 La conoscenza dei presupposti del green passa - vaccino, guarigione dal
COVID-19 o tampone – che hanno determinato il rilascio,
 la data di scadenza del green pass
 richiedere e conservare copia delle certificazioni.

Il decreto 127/2021 nulla dice in merito alla verifica dell’identità del


soggetto che presenta la certificazione attraverso il documento di
identità (aspetto che ha creato molti dubbi per il decreto 52/2021 per i
luoghi pubblici) La nota di Confindustria afferma che il datore di lavoro
può essere autorizzato a richiedere il documento di identità del
soggetto da controllare per esigenze di sicurezza aziendale 8.

Resta comunque non agevole definire la modalità per documentare le


violazioni verificate dagli incaricati, per la segnalazione al prefetto, che
rispettino contemporaneamente le raccomandazioni del Garante per la
privacy sul divieto di raccogliere i dati sulle certificazioni dei dipendenti.

7
Legge 126 2021 di conversione del DL 105 2021
8
fermo restando le previsioni della circolare 10.8.21 del Ministero del lavoro.
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Nel corso della conversione in legge del DL 127/2021 Confprofessioni ha


Green pass studi
professionali presentato alla Camera alcune osservazioni per quanto riguarda gli studi
professionali. In particolare, è stata sottolineata:
1. la difficoltà di controllo quotidiano del green pass dovuta al divieto di
conservarne i dati imposto dal Garante per la privacy, particolarmente
pesante in strutture con pochi dipendenti come sono in genere gli Studi
2. l'incongruenza dell'obbligo di certificazione verde per i lavoratori, (titolare,
dipendenti, collaboratori, tirocinanti) a fronte dell'accesso libero invece per i
clienti.
3. la criticità del fatto che il dipendente incaricato dal datore di lavoro delle
verifiche è tenuto a riportare al Prefetto le violazioni riscontrate, per l'irrogazione
delle sanzioni, con conseguenti problemi di relazione tra il personale.

Una delle proposte è la richiesta dell’obbligo di presentazione del Green


pass anche ai clienti, e coloro che non ne sono in possesso, possono
rapportarsi con i professionisti da remoto.

Ecco di seguito le risposte ad alcuni quesiti:


Domande e
Come controllare il lavoratore che si Il controllo deve essere operato dal titolare
risposte
reca direttamente nel luogo della della struttura presso la quale egli si reca
prestazione di lavoro e non in azienda? (art. 9-septies, co. 2) o anche, nell’ipotesi
di trasferta mediante mezzi di trasporto
pubblico ultraregionale, dal vettore. In
questi casi si ritiene che in caso di controllo
negativo, il datore di lavoro debba
imporre un obbligo contrattuale di
immediata comunicazione, lo stesso
modello potrebbe essere adottato anche
per i lavoratori in trasferta all’estero
Come effettuare le verifica per i turni di Può essere opportuno che il controllo sia
notte? affidato al personale della vigilanza al
momento dell’accesso nel perimetro
aziendale.
Si può prevedere una integrazione dei Il sistema di verifiche può essere integrato
sistemi di rilevazione delle presenze già solo assicurando che non vengono
utilizzati in azienda con il controllo dei registrati i dati della certificazione.
Green pass?

Somministrazione: chi ha l’onere del La casistica è molto controversa e ci sono


controllo e della segnalazione? già due posizioni opposte, per cui è più
che mai auspicabile un chiarimento

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normativo:
1. la posizione di Assolavoro9 affida
l’onere all’azienda utilizzatrice e non
dall’agenzia del lavoro. L’associazione
delle Agenzie di lavoro afferma infatti
che i lavoratori somministrati non
rientrano tra i “contratti esterni” citati
nel DL in quanto con l’incarico viene
trasferito per legge all’utilizzatore ogni
potere dispositivo e di controllo per
cui il lavoratore gode di parità di
trattamento rispetto ai dipendenti
diretti. Inoltre, dato che la verifica va
fatta solo quando si accede ai luoghi
di lavoro, un controllo preventivo in
agenzia o addirittura l’assunzione
subordinata al possesso del green
pass sono da considerare illegittimi.
2. Diversa invece l’interpretazione di
Confindustria che ritiene che l’onere
sia in primo luogo del datore di lavoro
(l’agenzia di somministrazione) e che
l’utilizzatore sia tenuto alla verifica a
sua volta al momento dell’accesso
nella sede dell’attività. Suggerisce
anche l’introduzione di una specifica
delega in questo senso nel contratto
commerciale, ad evitare l’obbligo del
doppio controllo che deriva
dall’applicazione letterale della
norma.

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9 Circolare 9 2021 del 29.9.2021


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