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GLI ACCORDI

L'accordo è la riunione simultanea di più suoni di differente altezza disposti secondo un certo
rapporto che viene rappresentato dalla sovrapposizione di due o più intervalli di 3ª....!

Detta così sembra complicato... ma non si poteva dire che un accordo è quando si suonano più note
insieme?No!

Sarebbe stata una definizione errata perchè quello che contraddistingue un accordo è appunto che
ogni distanza tra un suono e l'altro (tra quelli facenti parte dell'accordo) è sempre un intervallo di 3ª
e questo è molto importante impararlo soprattutto quando incontreremo i rivolti degli accordi dove
si potrà cadere in errore nel definirli se non si ricorderà questa definizione (vedremo poi!).

Il suono più basso prende il nome di fondamentale e l'accordo viene sempre letto dal basso verso
l'alto.

Questo accordo, Do maggiore, si legge : Do-Mi-Sol.

Qualsiasi suono può essere considerato come fondamentale di un accordo.

A seconda del numero dei suoni che lo compongono, un accordo può essere:

- di 3 suoni - si chiamano anche TRIADI (o accordo di 5ª);

- di 4 suoni - si chiamano anche QUADRIADI (o accordi di 7ª);

- di 5 suoni - si chiamano anche QUINTIADI (o accordi di 9ª);

- di 6 suoni - (o accordi di 11ª);

- di 7 suoni - (o accordi di 13ª);

Gli accordi di 11ª e di 13ª sono raramente usati e la maggior parte delle volte sono incompleti nel
senso che non si utilizzano tutte le note che teoricamente ne dovrebbero far parte.

Quelli più importanti da studiare sono le triadi e gli accordi di 7ª, dai quali si generano tutti gli altri!

 
In funzione invece degli intervalli di cui sono composti, gli accordi  posso essere:

- accordi diatonici - formati da tutti intervalli diatonici come ad esempio Do/Mi/Sol, dove
l'intervallo Do-Mi e Do-                                          Sol sono intervalli diatonici (vedi la lezione
sugli intervalli);

- accordi cromatici - formati da uno o più intervalli cromatici come ad esempio Do/Mi/Sol#, dove
l'intervallo Do-Sol# è un intervallo cromatico; 

In funzione della sensazione che danno all'udito avremo invece:

- accordi consonanti - formati da tutti intervalli consonanti come ad esempio Do/Mib/Sol, dove
l'intervallo Do-Mib e Do-Sol sono intervalli consonanti;

- accordi dissonanti - formati da uno o più intervalli dissonanti come ad esempio Do/Mib/Solb,
dove l'intervallo Do-Solb è un intervallo dissonante (5ª diminuita);

N.B.

Gli accordi di 3 suoni (triadi) possono essere sia consonanti che dissonanti; tutti gli altri accordi
invece (di 4-5-6-e 7 suoni) sono sempre dissonanti.

Questo vuol dire che, ogni volta che incontreremo un accordo dissonante, sicuramente dovrà
ricadere prima o poi su uno consonante (movimento/stasi).

Quindi, per esempio, ogni qualvolta useremo un accordo di 7ª (molto famosi e molto usati in tutti i
generi), per le regole dell'armonia classica, ricadremo sicuramente in un accordo consonante (quindi
statico, stabile) attribuendo così un valore di transizione agli accordi di 7ª.

Ovviamente ricordiamo come detto prima che anche le triadi possono essere dissonanti e quando lo
sono il ragionamento vale anche per loro (esempio, se ci dovessimo trovare a suonare l'accordo
Do/Mib/Solb, potremmo concatenarlo sicuramente con altri accordi dissonanti ma prima o poi
ricadrebbe su uno consonante!).

ACCORDI DI 3 SUONI - LE TRIADI


Formiamo tutte triadi su ogni grado della scala maggiore e vediamo le varie tipologie di accordi che
ne scaturiscono (ovviamente sapendo che un accordo è nient'altro che la sovrapposizione di
intervalli di 3ª, praticamente sul pianoforte equivarrebbe a suonare una nota si e una nota no visto
che ogni nota è un grado della scala, pensandola in Do maggiore, che è la tonalità base sopra la
quale si sono costruiti i tasti del pianoforte!).

Come regoletta  si potrebbe dire che per formare una triade partendo da una qualsiasi nota
(considerata fondamentale) basterà suonare il I, il III ed il V grado della scala della nota medesima!
Esempio in Do Maggiore

ARMONIZZAZIONE DELLA SCALA MAGGIORE DI DO CON TRIADI

accordo sul I grado:

Do maggiore

accordo sul II grado:

Re minore

accordo sul III grado:

Mi minore

accordo sul IV grado:

Fa maggiore
accordo sul V grado:

Sol maggiore

accordo sul VI grado:

La minore

accordo sul VII grado:

Si diminuito

Come si può notare abbiamo formato triadi naturali, ovvero rispettando la casa di appartenenza
quindi, nell'esempio in Do maggiore, senza nessuna alterazione in chiave; se dovessimo formare
triadi naturali in Sol maggiore, per esempio, dovremmo alterare tutti i Fa che incontreremmo di un
semitono rendendoli # visto che Sol maggiore ha il Fa# in chiave, come appreso nella lezione delle
scale.

Tutti questi accordi hanno delle caratteristiche differenti (che ora vedremo) ma essendo stati
generati dalle stesse note e con le stesse note della scala di riferimento, per un fatto logico andranno
tra loro d'accordo armonicamente e tutte le varie combinazioni tra di loro (che vedremo più in là!)
daranno sicuramente diverse sensazioni ma tutte saranno armonicamente coerenti con la tonalità
base (nell'esempio, Do maggiore).

Questo vuol dire che se sto suonando un pezzo in Do maggiore e suono ad un certo punto l'accordo
di Fa naggiore  (che è la triade che si è formata sul IV grado nello schema) non vuol dire che siamo
passati in Fa maggiore!
Per passare ad un'altra tonalità abbiamo bisogno di altri accorgimenti che vedremo quando
affronteremo l'argomento della modulazione.

Vediamo come possiamo classificare i precedenti 7 accordi formatisi armonizzando (si dice così!)
la scala maggiore con delle triadi:

- gli accordi formatisi sul I, IV e V grado si dicono perfetti maggiori perchè sono formati da una 3ª
maggiore e da         una 5ª giusta (esempio: Do/Mi/Sol è la sovrapposizione tra Do-Mi e Do-Sol,
pensando il tutto in Do maggiore);

- gli accordi formatisi sul II, III e VI grado si dicono perfetti minori perchè sono formati da una 3ª
minore e da una 5ª   giusta (esempio: Re/Fa/La è la sovrapposizione tra Re-Fa e Re-La, pensando il
tutto in Re minore);

- l'accordo formatosi sul VII grado, infine, si dice Accordo di 5ª diminuita perchè è formato da una
3ª minore e da       una   5ª diminuita (esempio: Si/Re/Fa è la sovrapposizione tra Si-Re e Si-Fa,
pensando il tutto il Si minore: infatti in Si minore il Fa è # in chiave e quindi, rendendolo bequadro,
la 5ª da giusta passa a diminuita);

Se li volessimo vedere invece come successioni di 3ª vedremmo come appaiono tutte le possibili
combinazioni:

Accordo perfetto maggiore = 3ª maggiore + 3ª minore (Do/Mi+Mi/Sol=Do/Mi/Sol)

Accordo perfetto minore = 3ª minore + 3ª maggiore (Re/Fa+Fa/La=Re/Fa/La)

Accordo di 5ª diminuita = 3ª minore + 3ª minore (Si/Re+Re/Fa=Si/Re/Fa)

(il quarto caso, 3ª maggiore + 3ª maggiore non lo incontriamo armonizzando la scala maggiore ma
quella minore e lo vedremo tra qualche riga!)

Armonizziamo ora la scala armonica minore di La (ovviamente non armonizzeremo la scala


naturale perchè incontreremmo esattamente gli stessi accordi della relativa maggiore di Do e ciò
non ci direbbe nulla di nuovo di quanto già abbiamo visto!):

ARMONIZZAZIONE DELLA SCALA NATURALE ARMONICA DI LA CON TRIADI

accordo sul I grado:


La minore

accordo sul II grado:

Si diminuito

accordo sul III grado:

Do aumentato

accordo sul IV grado:

Re minore

accordo sul V grado:

Mi maggiore

accordo sul VI grado:


Fa maggiore

accordo sul VII grado:

Sol# diminuito

Nella scala minore armonica (al quale ricordiamo va alterato il VII grado di un semitono in senso
ascendente per poter formare la sensibile):

- gli accordi perfetti maggiori si trovano sul V e sul VI grado (Fa maggiore e Mi maggiore);

- gli accordi perfetti minori invece si trovano sul I e il IV grado (La minore e Re minore);

- gli accordi di 5ª diminuita si trovano sul II e sul VII grado (Si diminuito e Sol# diminuito);

- In questa scala si trova anche il famoso quarto caso citato prima (3ª maggiore+ 3ª maggiore) che si
chiama accordo di 5ª aumentata e si trova sul III grado  (Do aumentato: Do/Mi+Mi/Sol#, che sono
tutti e due intervalli di 3ª maggiore).

Quindi, stringendo, possiamo affermare che la scala minore armonica genera (armonizzandola con
triadi) un accordo di 5ª diminuita in più, un accordo di 5ª aumentata che prima non c'era, un accordo
perfetto maggiore in meno ed un accordo perfetto minore in meno (tutto sempre rispetto alla scala
maggiore).

Per quanto riguarda infine l'armonizzazione della scala minore melodica (solo in senso ascendente,
perchè in senso discendente ridiventa naturale) le uniche differenze le troveremmo nell'accordo sul
II grado, sul IV e sul VI perchè sono gli unici accordi che vanno ad interessare il VI grado (ricordo
che nella scala minore melodica, oltre il VII grado, va alterato anche il VI di un semitono in senso
ascendente).
ARMONIZZAZIONE DELLA SCALA MINORE MELODICA ASCENDENTE DI LA CON
TRIADI

Vediamo le differenze:

nell'armonica l'accordo sul II grado era diminuito (Si diminuito):

nell'armonica l'accordo sul  IV grado era perfetto minore (Re minore);

nell'armonica l'accordo sul VI grado era perfetto maggiore (Fa maggiore);

nella melodica diventa perfetto minore (Si minore);

nella melodica diventa perfetto maggiore (Re maggiore);


nella melodica diventa diminuito (Fa# diminuito);

Tutte queste varianti ci lasciano intendere che il modo minore è molto più ricco di accordi e quindi
di risoluzioni rispetto a quello maggiore e questo grazie alle varianti delle scale minori.

Tutti questi accordi differenti che caratterizzano un tipo di scala minore rispetto ad un altra sono
importantissimi perchè come vedremo potranno essere usati come ponti per creare delle
modulazioni, ma questo lo affronteremo più in là!

Come conclusione finale si può notare come in effetti nel nostro sistema musicale esistano soltanto
2 tipi di accordi consonanti (che danno la sensazione di stasi, completezza e stabilità): l'accordo
perfetto maggiore e l'accordo perfetto minore, i quali servono alla preparazione e alla risoluzione di
tutti gli altri tipi di accordi dissonanti (è come dire: in una composizione musicale si incomincia
sempre con un accordo perfetto, sia maggiore che minore, per poi finire sempre su un accordo
perfetto, sia maggiore che minore, che si tratti di una frase musicale o dell'intero brano!).

Come riassunto di questa bella chiacchierata sulle triadi vi rimando qui dove troverete un sunto
schematizzato su come si ricavano le triadi partendo da regole inerenti agli intervalli di cui sono
formati le triadi!

Ora andiamo a vedere invece cosa scopriamo se armonizziamo le scale con 4 suoni (cliccando
qui!).