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Storia

La miseria spinse paesi interi alla partenza


Nove milioni di italiani
partirono per le Americhe
he s’intende per nazione, signor

C
di Antonella Rita to il doppio dei biglietti rispetto ai posti
Roscilli Ministro? E la massa degli infelici? disponibili tanto che a bordo scoppiò il
Piantiamo grano e non mangiamo colera. I morti venivano subito buttati in
mai pane bianco. Coltiviamo la vite, ma mare, il numero dei passeggeri calava
non beviamo mai vino. Alleviamo ani- ogni giorno di 4-5 unità e la nave non
mali, ma non mangiamo carne. Inoltre venne neppure accettata nei porti brasi-
voi ci consigliate di lasciare la nostra Pa- liani. Per non parlare della celeberrima
tria? Ma é una Patria la terra dove non Sirio sparita in mare con centinaia di
si riesce a vivere del proprio lavoro? (Ano- persone a bordo.
nimo risponde ad un ministro italiano, L’odissea degli emigranti iniziava quindi
sec. XIX). con la traversata sulle navi a vapore che
Questa fu la rabbia che, tra il 1876 e il durava da 21 a 30 giorni a seconda della
Tantissimi scelsero 1920, spinse circa 9 milioni di italiani a destinazione. Erano stivati in piroscafi
il Brasile. varcare l’Oceano e a raggiungere le abilitati a trasportare un numero di per-
Viaggi terribili Americhe. Di costoro, circa 1.200.000 si sone di tre volte inferiore (e spesso desti-
e tante tragedie. fermarono in Brasile e i primi a giungere nati al trasporto di carbone), molte volte
furono soprattutto veneti, circa il 30% si alimentavano con cibi deteriorati, in
L’arrivo a Santos. del totale, seguiti da campani, calabresi e maggior parte dormivano direttamente
La terra lombardi. sul pavimento, erano soggetti ad epide-
degli schiavi La fuga a piedi per arrivare al porto mie (in particolare vaiolo) e soprattutto i
d’imbarco di Genova o Napoli coinvol- bambini soffrivano di una mortalità ele-
geva interi paesi e poteva assumere vata. È questa la sorte toccata alle fami-
aspetti di vera liberazione. L’esodo non glie dei nonni paterni e materni di Zélia
venne frenato dalle classi dirigenti italia- Gattai (São Paulo 1916-Salvador 2008),
ne che, al contrario, giudicarono con memorialista brasiliana moglie di Jorge
sollievo l’emigrazione: come diceva il Amado, il più grande scrittore brasiliano.
ministro Sidney Sonnino, costituiva una Le due famiglie partirono da Genova,
«valvola di sfogo per la pace sociale». nel febbraio del 1890, sulla nave Città
Per giungere alla “terra promessa” gli di Roma con destinazione porto di San-
emigranti dovevano affrontare sacrifici e tos in Brasile. Gli uni, i Da Col proveni-
disagi incredibili che non tutti riuscivano vano dal Veneto in fuga dalla miseria alla
a superare. Dopo avere venduto quel che ricerca di fortuna, gli altri, i Gattai pro-
avevano per raccogliere le somme richie- venivano dalla Toscana. Partirono con
ste da avidi reclutatori che a volte spari- Giovanni Rossi e altre 150 persone di
vano coi soldi, gli emigranti italiani rag- diverse condizioni sociali e professionali
Ernesto Gattai, padre di
Zélia Gattai. La sua fami- giungevano i porti e s’imbarcavano su per andare a fondare una colonia speri-
glia fu una fondatrice del- navi che oggi chiameremmo carrette del mentale socialista-libertaria in Brasile, la
la Colonia Cecilia. A lato,
emigranti italiani a lavoro mare e affrontavano l’oceano in condi- Colonia Cecilia, nelle terre del Paraná
in una fazenda in Brasile. zioni tecniche ed igieniche spaventose. donate dall’imperatore Dom Pedro II.
Dietro l’emigrazione transoceanica c’e-
rano anche gli interessi di armatori e
compagnie di navigazione italiane, non
esenti da colpe per le moltissime vittime
che la traversata mieteva.
Tra i tanti casi ne citiamo alcuni: i 52
morti per fame delle due navi Matteo
Bruzzo e Carlo Raggio che partirono nel
1888 da Genova per il Brasile, i 24 morti
per asfissia imbarcati nel piroscafo Frisca
nel 1889. Ricordiamo anche coloro che
dopo essersi imbarcati sulla nave Remo,
si accorsero che l’armatore aveva vendu-

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Nel suo libro di memorie “Città di
Roma”, Zélia Gattai ricorda i rac-
conti dei nonni, degli zii e della
madre ascoltati da bambina: «La
traversata da Genova per il porto
di Santos fu lunga e penosa», rac-
contava zio Guerrando (uno dei
fratelli di Ernesto Gattai, padre di
Zélia). «Non posso dimenticare.
Ammucchiati e tristi come buoi in
cammino verso il mattatoio, gli im-
migranti vomitavano nei fondi
caldi e scuri, a lato delle caldaie
della nave, un vero inferno. La
gente andava sopportando senza re-
clamare. Tutti avevano paura di
ammalarsi e di finire in mare.
Nelle navi dell’epoca non c’erano L’affondamento di una nave di emigranti. È la celeberrima Sirio. Si tratta, ovviamente, di una
frigoriferi per conservare i cadave- ricostruzione.
ri, e i corpi di quelli che morivano
durante la traversata erano gettati Ma qual era la situazione in Brasile diretti agli immigranti, contributi
in mare. Hiena ancora poppava e nelle ultime decadi del secolo XIX? per il viaggio e l’insediamento del-
il latte della mamma era il suo ali- Il Paese passava un periodo di fer- le famiglie.
mento principale. …Il viaggio sem- mento. Si moltiplicavano le idee Ancora esisteva la schiavitù, ma
brava non avere fine e, con tanta abolizioniste della schiavitù. Dal membri del Partito Liberale e del
sofferenza, il latte della mamma 1831 era governato da Dom Pedro Conservatore difendevano la libe-
terminò. Mia sorellina non era II, imperatore di origini portoghe- razione degli schiavi finché nel
abituata con altri alimenti, ma fu si, che regnò 58 anni dando vita al 1850 si ebbe la Legge Eusebio de
costretta a mangiare quello che periodo più prosperoso della storia Queiros che proibì il traffico ne-
mangiavamo tutti, cioè cibo pesan- brasiliana fino a quando, nel 1889, griero. Da quel momento iniziò a
te e grasso, uno schifo!… Provocò un colpo di stato militare, appog- mancare manodopera nelle ricche
una tale dissenteria nella bambina. giato dalla crescente aristocrazia zone del caffè, nel Sudest del Pae-
(…). La mamma era disperata, del caffè, rovesciò l’Impero e pro- se e la crisi venne risolta provviso-
piangeva senza smettere, singhioz- clamò la Repubblica. riamente con l’importazione di
zava e ripeteva: “Se mia figlia Durante il governo imperiale si schiavi dalla regione del Nordest.
muore, io muoio con lei, mi butto desiderava promuovere la coloniz- Intanto nell’Ovest paulista un
in mare… Per fortuna stavamo ar- zazione di varie aree di regioni gruppo di fazendeiros di origine
rivando al porto di Santos, ancora non popolate che presentavano un borghese difendeva l’uso della ma-
un giorno di viaggio, e la mia so- interesse militare e strategico per nodopera libera nelle piantagioni
rellina non sarebbe finita in bocca la loro vicinanza alle frontiere del- di caffè incentivando l’approvazio-
ai pesci, né lei né la mamma. (…) la regione rioplatense. Le prime ne di due leggi: la “Lei do ventre
Nel porto di Santos, s’incontrava la iniziative in questo senso risalgono livre” e la “Legge Saraiva Cotegi-
famiglia Gattai, senza sapere qua- al ventennio compreso tra il 1840 pe”. La “Lei do ventre livre”, pro-
le direzione prendere, una bambi- e il 1860. Infatti nel 1848 l’Impe- mulgata il 28 settembre 1871, ri-
na agonizzante nelle braccia della ratore cedette terre pubbliche e conosceva la libertà ai figli degli
madre. (…) Una nave stava aspet- offrì sovvenzioni a quanti fossero schiavi che nascevano a partire dal-
tando gli immigranti per portarli interessati ad amministrare priva- l’approvazione della legge. La
ad un porto del Paraná. Tutti tamente l’occupazione delle stesse. “Legge Saraiva Cotegipe” (dos
quanti partirono, meno la nostra Così, tra il 1846 e il 1860, furono Sexagenarios), approvata nel
famiglia. Hiena resistette ancora create 96 colonie. Nei quindici an- 1885, accordava la libertà ai negri
due giorni in terra ferma. Fu se- ni successivi, tra il 1860 e il 1875, che avevano più di 65 anni.
polta a Santos». vennero istituite anche 33 colonie In realtà i negri brasiliani, che tan-
La storia delle due famiglie Da Col pubbliche. to lottarono per i loro diritti, rag-
e Gattai ben rappresenta i due mo- Nella scelta degli immigrati euro- giunsero la libertà completa sola-
tivi principali che spinsero tanti pei non fu di secondaria importan- mente con la Legge Aurea (13
italiani ad emigrare: motivi econo- za la spinta a voler “sbiancare” la maggio 1888) promulgata dalla
mici o politici, visto che anche popolazione brasiliana ove, secon- principessa Isabel, figlia di Dom
molti sognatori come Giovanni do il pensiero dell’epoca, prevaleva Pedro II. Questa legge abolì la
Rossi o anarchici perseguitati co- l’indio e l’africano. Le prime leggi schiavitù in un Paese che era rima-
me i toscani Oreste Ristori e Ales- imperiali di incentivo diretto al- sto l’ultimo a praticarla, ma non
sandro Cerchiai decisero di lascia- l’immigrazione furono promulga- garantì ai negri brasiliani un futuro
re l’Italia in quegli anni. te nel 1867 e offrivano vantaggi lavorativo e sociale: da un giorno

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italiano cercò di frenare l’emigra-
zione verso il Brasile e di incenti-
varlo invece verso altri Paesi come
gli Stati Uniti e l’Argentina. In
realtà la schiavitù era stata abolita
ufficialmente in Brasile, ma si stava
riproponendo di nuovo sotto
un’altra forma. Infatti i fazendeiros
pensarono di sostituire la manodo-
pera africana con gli immigrati ita-
liani nei pesanti lavori delle fazen-
de di caffè come fossero nuovi
schiavi da sfruttare. Eppure i ricchi
proprietari sottovalutarono il fatto
che gli immigrati erano arrivati li-
beri, erano salariati e avevano un
retroterra politico differente.
Al porto di Genova arriva un treno carico di emigranti.
Tra di loro, seppur di condizioni
economiche umili, tanti avevano
all’altro, si ritrovarono sì liberi, ma stanti e in aree poco fertili. Non coscienza politica, erano anarchici,
per strada. esisteva assistenza medica e l’isola- socialisti o cattolici con il senso
Sostituzione della manodopera mento era forte. In queste condi- della giustizia. Così il sogno giun-
schiava e necessità di popolare ter- zioni tanto avverse vi furono molti se al termine. Furono in molti a ri-
re deserte del Sud furono i motivi casi di abbandono: alcuni tornaro- bellarsi. Andarono a vivere nei
per i quali si incentivò l’immigra- no in Italia, altri si trasferirono centri urbani collaborando allo svi-
zione in Brasile e si pensò ai bian- nelle città. Coloro che si fermaro- luppo dei maggiori centri brasilia-
chi come portoghesi, spagnoli, te- no nelle colonie iniziarono a colti- ni. Andarono ad integrare i movi-
deschi e italiani che avevano il va- vare uva, a produrre vini e ancora menti sociali a Curitiba, Porto
lore della famiglia e del lavoro. oggi le aree di colonizzazione ita- Alegre e São Paulo.
Il faticoso viaggio, dopo estenuan- liana producono i migliori vini del In Brasile per tutto il secolo XIX si
ti settimane di mare, si concludeva Brasile. assisté a una lenta e graduale mo-
nel porto brasiliano di Santos dove La regione Sud si rivelò pioniera, dernizzazione che avrebbe trasfor-
venivano disinfettati, perquisiti e ma la regione Sudest ricevette la mato la società rurale e schiavista
«…in fila passarono al diparti- maggioranza di immigrati italiani, in una società urbana e industriale.
mento medico, per un’ultima ispe- incentivati dal Governo Paulista a Nacquero le prime fabbriche me-
zione, prima di essere liberati…» partire dal 1880. Fu questo il pe- tallurgiche e manifatturiere, si svi-
(Anarchici grazie a Dio, di Zélia riodo della Immigrazione Sovven- luppò il commercio e alla fine del
Gattai). zionata. Inizialmente erano gli secolo si formò la classe operaia
Per anni i luoghi di arrivo degli stessi fazendeiros, proprietari delle che nacque associata alla liberazio-
immigrati italiani furono le fazen- grandi coltivazioni di caffè, a con- ne degli schiavi i quali avevano
de di caffé dello Stato di São Pau- cedere aiuti economici per il viag- costituito la prima manodopera
lo e i nuclei di colonizzazione lo- gio e l’installazione degli immigra- nei nascenti stabilimenti commer-
calizzati nel Rio Grande do Sul, ti italiani che, per il primo perio- ciali. A loro si aggiunsero le mi-
Santa Catarina, Paraná e Espirito do, dovevano lavorare per ridare il gliaia di immigrati europei, in
Santo. Altri si stabilirono nelle cit- denaro prestato. Poi se ne occupò maggioranza italiani, spagnoli e
tà come Rio de Janeiro e São Pau- direttamente il governo brasiliano portoghesi.
lo. In minoranza si recarono nel che preferiva attrarre intere fami- São Paulo veniva identificata come
Minas Gerais ove nel 1900 viveva- glie. Per ogni pezzetto di terra la- una città italiana all’inizio del se-
no 70.000 italiani. Nel Nordest vorata ricevevano una piccola colo XX e gli italiani rappresenta-
del Brasile, e più precisamente al quantità di denaro e una casa con vano il 90 per cento dei 50.000 la-
Sud di Bahia, si stima che vivesse- una terra dove potevano allevare voratori delle fabbriche pauliste
ro 6.000 italiani nel 1900. Le con- animali e piantare ortaggi. Lavora- nel 1901. Abitavano in case insalu-
dizioni di vita nei nuclei di colo- vano tutti, anche i bambini, sotto bri e si adattavano in abitazioni
nizzazione del Sud non si rivela- la severa vigilanza di un capogrup- collettive (os cortiços) o nelle fa-
rono facili. po che spesso li trattava come vele. Venivano chiamati carcamano
Le prime colonie agricole create schiavi. Alcuni guadagnavano ap- perché spesso, come venditori di
dal governo furono nella Serra pena il sufficiente per non morire ortaggi, volevano imbrogliare nel
Gaucha del Rio Grande do Sul di fame e la situazione generò peso.
nelle attuali città di Garibaldi e molti conflitti causando ribellioni Durante il governo di Getulio Var-
Bento Gonçalves. Gli italiani giun- e rivolte. gas non poterono parlare la lingua
sero dopo i tedeschi e perciò i nu- Quando la notizia del lavoro semi- italiana che venne proibita insieme
clei a loro riservati erano più di- schiavo giunse in Italia, il governo a qualsiasi manifestazione della cul-

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tura italiana. Nel tempo gli immi- nuovi obiettivi co-
grati italiani passarono ad abitare a
me l’istruzione e la
Brás e Bexiga, quartieri popolari capacità professio-
della città, ancor oggi definiti quar-
nale, la cultura dei
tieri italiani, ove potevano contaresuoi associati attra-
sul senso di solidarietà. Come ope- verso la conoscenza
rai ricevevano bassi salari e avevano
della storia sociale e
lunghe giornate di lavoro senza la filosofia. Il movi-
possedere protezioni contro inci- mento operaio uti-
denti e malattie. Perciò ben presto,lizzò il giornalismo,
per rivendicare i loro diritti, inizia-
il teatro di contesta-
rono a manifestare e scioperare. zione e la poesia per
«Questi immigrati ebbero un’im- costruire una pro-
portanza determinante nell’intro- pria cultura che
duzione delle idee socialiste in Bra-
aveva come meta
Italiani al lavoro nelle piantagioni brasiliane.
sile giacché molti di loro erano mi-l’ideale socialista. Il
litanti che avevano partecipato allesuo obiettivo era
agitazioni sociali nei loro Paesi diquello di rompere il regime dei proprio conto in qualità di artigia-
origine e arrivavano in Brasile per ricchi e poveri, di sfruttatori e ni, piccoli commercianti, autisti,
fuggire dalle persecuzioni politichesfruttati per ricostruire una società venditori di frutta, camerieri. Al-
o dalla miseria che in Europa mi- nuova dove tutti avessero uguali cuni si distinsero nella società pau-
nacciava i lavoratori, principalmen-diritti e doveri. Si inaugurarono lista. È da notare che la maggior
te coloro che partecipavano attiva- scuole libere fondate da operai parte dei primi grandi industriali
mente alle lotte sociali» (Jorge E. anarco-sindacalisti e anarchici, il di São Paulo provenivano dalla co-
Silva, O nascimento da organização proletariato formò gruppi di tea- lonia italiana e passarono anche a
tro sociale e, mentre criticava la comporre l’élite paulista: il caso
sindical no Brasil e as primeiras lu-
tas operarias). borghesia, la Chiesa e lo Stato, più noto è quello di Francesco
Agli inizi del secolo XX la presa digrazie alle sue piéces rivoluziona- Matarazzo, creatore del maggiore
coscienza politica riguardo alle in-rie otteneva denaro per aiutare le complesso industriale dell’America
scuole, i malati, gli operai disoccu- Latina dell’inizio del secolo XX.
giustizie sociali e allo sfruttamento
da parte dei padroni originò l’as- pati, i prigionieri politici oltre a fi- A causa della massiccia emigrazio-
sociazionismo sindacale, leghe e nanziarsi la pubblicazione dei ne italiana tra la fine del secolo
sindacati generalmente di orienta- giornali. XIX e il 1960 fino ai giorni no-
mento socialista e anarchico. Il Con il trascorrere del tempo molti stri, secondo le stime, i discenden-
sindacalismo riformista introdusse immigrati passarono a lavorare per ti di italiani nel mondo sono
70.000.000. Il Brasile è il Paese
con il maggior numero di discen-
Immigrazione italiana in Brasile secondo le regioni di origine denti fuori dell’Italia. Infatti se-
condo i dati del censimento del-
Periodo 1876-1920 l’IBGE (anno 2000) vivono in
Regioni di origine Emigranti Brasile circa 28 milioni di discen-
Veneto 365.710 denti di italiani, integrati nella so-
cietà brasiliana molto più dei tede-
Campania 166.080 schi e dei giapponesi. Hanno con-
Calabria 113.155 tribuito allo sviluppo sociale e cul-
Lombardia 105.973 turale del Paese, ma molti di essi
Abruzzi/Molise 93.020 non hanno dimenticato le abitudi-
Toscana 81.056 ni culinarie e culturali dell’Italia e
Emilia-Romagna 59.877 sono orgogliosi di avere radici ita-
liane. È comune ascoltare i dialetti
Basilicata 52.888 italiani, memorialiste di origine
Sicilia 44.390 italiana come Zélia Gattai ricorda-
Piemonte 40.336 no ancora oggi proverbi in dialet-
Puglia 34.833 to veneto ascoltati durante l’infan-
Marche 25.074 zia. Molti dei brasiliani discenden-
ti di italiani sono il risultato del
Lazio 15.982 grande sogno del “Paese della cuc-
Umbria 11.818 cagna” per raggiungere il quale i
Liguria 9.328 loro antenati affrontarono le diffi-
Sardegna 6.113 cili traversate di quel mare chiama-
Totale 1.243.633 to Oceano Atlantico.
(2 - Fine)

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