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Volume pubblicato con il contributo del Dipartimento di Scienze Antro­

pologiche, Archeologiche e Storico-Territoriali del!' Università degli


studi di Torino e dell'Assessorato alla Cultura del Comune di Torino.

PROFETI E PROFEZIE
UN PERCORSO ATTRAVERS(
CULTURE E RELIGIONI

a cura di
ENRICO COMBA

I
In copertina: Casacca indossata durante la Glwst n,1111·1•, N:i1H111:il Mu,l'ulll of the
American Indian, New York. Sullo sfondo <lipi1110 ind1r,·n11 ,11 ,11111.1 rallìgurante sce­
ne di battaglia. -t,i?r5egnalibro
INDICE

pag.

Introduzione di Giovanni Filoramo 7

I. Una rivoluzione cosmologica occultata: millenarismi e


nuovi movimenti religiosi degli aborigeni australiani in
contesto coloniale (Giulia Capotorto) 11

2. Sciamani, medium o profeti? Un'analisi comparativa dei


ta(a)ula polinesiani (Adriano Favole) 43

3. Profeti sudafricani: i nazariti di Durban (Cecilia Pennacini) 75

4. Wovoka il Messia: sciamanismo amerindiano e profeti-


smo biblico (Enrico Comba) I 03

5. Profezie degli Apache Chiricahua (Edoardo Gianotti) 129

6. Profezie mesopotamiche (Claudio Saporetti) 143


2001
7. Zarathustra profeta di Ahura Mazda? (Enrico Morano) 16 I
O IL SEGNALIBRO
Vt11 Cl. V1.'f'ltl, .N
I 0124 Torino • 'fol. �• Fux (O11) 88 2.� 70

'l'ulll I dlrllll rlscrvuti. Nessuna parte del presente volume può essere riprodotta con
41111INl11NI 1111.'/.l.o (fotocopia compresa) sezna il consenso sritto dell'Editore.

5
7.
ZARATHUSTRA PROFETA DI AHURA MAZDA 1 ?

Enrico Morano

Forse mai nella storia delle religioni la figura di un fondatore è


stata così variamente interpretata come quella di Zarathustra. Egli
è stato considerato dagli studiosi, per citare soltanto alcune inter­
pretazioni che hanno fatto epoca nel XX secolo, come un profeta
rivoluzionario del monoteismo classico (Pettazzoni), un grande
riformatore (Widengren, Dumézil), un sacerdote-cantore professioni­
sta, estatico, sciamano (Nyberg), un politico intrigante (Herzfeld),
un filosofo (Pagliaro), un riformatore religioso (Henning), ecc. 2•
Ma prima di esaminare il tema del supposto "profetismo" in Za­
rathustra, come per C. Petronio (personaggio, al pari di Zarathustra,
non facilmente definibile) in Tacito, pauca supra repetenda sunt.
L'assimilazione di Zoroastro (questa è la forma grecizzata del
nome, che contiene, nella sua seconda parte, forse per etimologia
popolare, la nozione di "astro") ai magi astrologi caldei, incomin­
ciata nell'epoca classica, persiste per tutto il medioevo: la ritrovia­
mo, per esempio, nella leggenda di Faust, dove Zoroastro è l'autore
di un libro che Faust studia diligentemente e che passa al suo allie­
vo Wagner. Questa interpretazione culmina, alla vigilia del Rinasci-
1
Il testo riproduce esattamente il mio intervento al colloquio, fornito dei soli riferimenti
bibliografici essenziali. Mi riservo di pubblicare in altra sede una versione più ampia dello studio,
corredato dei dovuti apparati critici e filologici e delle giustificazioni delle mie scelte traduttive.
2
Si veda la breve ma ottima rassegna dei maggiori contributi del XX secolo alla storia dello
Zoroastrismo di A. Panaino in appendice a Vendidad. Lll Leii e di abiura dei demoni dell'AVESTA
zoroastriano, tradotto da Francesco Adolfo Cannizzaro, Milano, 1990, pp. 235-272.

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mento, con l'attribuzione, ad opera di Gemistio Pletone, degli Ora­ Persischen und Germanischen Sprache, Frankfurt, 1816) a notare
coli caldei a Zoroastro. Pletone fece di questi scritti, in cui nulla è per primo le connessioni tra l'avestico daeva- e il sanscrito deva-,
iranico, la base del suo Compendium dei sistemi zoroastriano e pla­ tra l'avestico ahura- e il sanscrito dsura-. Gli studi scientifici sulle
tonico. Pletone diede l'impulso alla lunga e varia storia delle rela­ fonti originali della religione di Zarathustra erano fondati. Ma il
zioni tra l'umanesimo e il cristianesimo: tra coloro che tentarono un libro che costituì il vero principio degli studi zoroastriani moderni
compromesso tra il cristianesimo e il platonismo, che si credeva furono gli Essays on the sacrecl language, writings and religimz of the
derivasse da Zoroastro, oltre Bessarione, Pico della Mirandola, Mar­ Parsis di Martin Haug (Bombay, 1862). In quest'opera possiamo
silio Ficino, Erasmo, anche Franciscus Patricius, l'editore della pri­ leggere per la prima volta concetti importanti, che costituiranno il
ma grande recensione degli Oracoli caldei, che scrisse "Zoroastrum filo conduttore degli studi posteriori: I ) che Zarathustra fu il gran­
catholicae fidei omnium primum etiamsi rudia fere iecisse funda­ de profeta dell'Iran antico; 2) che la sua religione era antiritualisti­
menta". Mentre le fonti dirette dello zoroastrismo rimanevano mute ca (p. 221); 3) che l'idea portante della sua teologia era il mono­
(i pochi frammenti conosciuti in occidente non erano stati decifrati) teismo, e il principio della sua filosofia speculativa il dualismo,
la leggenda zoroastriana continuava: nella Bibliotheca Orientalis di mentre la sua morale filosofica muoveva dalla triade 'pensiero,
Herbelot (1697) si legge che "gli antichi persiani vogliono che Zo­ parole ed opere' (p. 225). E quando qualche voce dissidente senti�·à
roastro sia più antico di Mosè, e ci sono alcuni Magi che pretendo­ la necessità di mettere in dubbio questo schema (come per esempio
no anche che sia lo stesso Abramo, e lo chiamano Ibrahim ZarduSt". M. Molé quando scriveva in Cttlte, Mythe e Cosmogonie en lrnn
Il libro di Hyde De vetere religione Persarum, Oxford 1700, è la ancien. Le problème zoroastrien et la tradition mazdéenne ( 1963), p.
prima sintesi sull'argomento. Fondata su tutte le fonti accessibili 17 "I'évolution religieuse de l'Iran parait simple. Trois phases s'y
all'epoca, è un'opera che segna una svolta e che influenzerà tutta dessinent. Polythéisme du type védique au point de départ; condam­
la ricerca successiva ed è, inoltre, altamente rappresentativa della nation violente de ce polythéisme par la réforme zoroastrienne, sa
mentalità del XVII secolo. Per Hyde Zoroastro non solo è il precet­ restauration partielle par un syncretisme batard triomphant. Thèse,
tore di Pitagora, ma anche ha profetizzato su Cristo e ha attinto da antithèse, synthèse. Habile schéma dialectique! Rend-il bien compte
Ezra ed altri profeti. Nel riformare il popolo persiano, sostanzial­ des faits? Nous n'en sommes pas trop sùr.") la reazione compatta
mente ha ripetuto l'opera di Abramo, convertendo il proprio popolo degli studiosi non farà altro che rinforzare la visione dogmatica tra­
alla religione dell'unico dio ("cur deus Persas prae aliis gentibus dizionale. In un articolo pubblicato nel 1987 ('Once upon a time,
dignatus est favore tantae religionis, ipse melius novit). Due avveni­ Zoroaster', History and Anthropology '13, pp. 209-237) Clarisse
menti separano Hyde da Anquetil-Duperron, lo scopritore Herrenschmidt cerca di delineare le ragioni del successo di tale
dell'Avesta: l'uno è, naturalmente, la scoperta del testo sacro zoroa­ impostazione critica.
striano ad opera di Anquetil stesso, l'altro è la crisi di coscienza Secondo la Herrenschmidt il libro di Haug rappresenta il monu­
europea. Mentre il libro di Hyde era l'opera di un apologista, mento fondatore degli studi zoroastriani moderni sia perché si
Anquetil, nell'introduzione al suo Zend-Avesta (1771) dichiara di fonda sulla scoperta e sullo studio delle gatha, sia perché propone
avere un solo interesse: l'uomo. L'Avesta divenne effettivamente una visione evoluzionistica della storia dello zoroastrismo. Se l'o­
accessibile soltanto grazie allo studio del sanscrito e della linguisti­ pera filologica di Haug è la conseguenza della sua appartenenza
ca comparata. Fu Bopp (Ueber das Coniugationsystem der Sanskrit alla scuola tedesca di studi indoiranici e indoeuropei (Benfey), la
Sprache in Vergleichung mit jenem der Griechischen, Lateinischen, sua metodologia risulta fortemente influenzata da Ewald, noto sto-

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rico degli Ebrei; mantiene, inoltre, le nozioni hegeliane di acme e tratti caratteristici. Compito comunque affatto arduo, vista l'enorme
di evoluzione interna che gli provenivano dalla scuola di teologia difficoltà della filologia avestica in generale e gathica in particolare.
storica di Tiibingen. Questo moderno apparato concettuale non lo Non tenterò, per mia ignoranza e incompetenza, un approccio com­
portò, comunque, a rompere con le conclusioni degli studiosi del parativo di questi testi con testi veterotestamentari che riguardano il
XVII e XVIII secolo: di fronte alle richieste dei Parsi, desiderosi fenomeno del profetismo\ Date queste premesse, l'interrogativo
di smontare le accuse di dualismo e politeismo, Haug continuò a apposto nel titolo del mio intervento resterà probabilmente tale.
far uso delle concezioni di Hyde (1700), Beausobre (1734) e di La tipologia delle gatha non è del tutto chiara: potremmo
Anquetil (1769): Zoroastro è il grande profeta dell'Iran antico, è accettare, forse con qualche riserva, la definizione offerta da Paul
un autore e le gatha sono la sua opera, ha predicato il monotei­ Thieme in un articolo ("Die Gathas des Zarathustra und ihr
smo, mentre il dualismo è di natura filosofica; il politeismo post­ Verhaltnis zu den Yasht des Awesta und den Liedern des Rigve­
zoroastriano è il prodotto di decadenza. Questa mistura di antico e da") pubblicato nel 1957 sul numero I07 della Zeitschrift der
moderno, strutturata con il modello dialettico dell'evoluzionismo, Deutschen Morgenlandischen Gesellschaft: "Il contenuto specifico e
ha soddisfatto al contempo i bisogni dei Parsi riformisti e la tradi­ più significativo delle gatha non ha una precisa relazione con pre­
zione degli studi occidentali sullo zoroastrismo. messe rituali. Esse sono pensieri speculativi e componimenti poeti­
Questo breve excursus storico su alcune tappe fondamentali ci, nei quali emerge soprattutto la rivelazione di alcune verità: la
degli studi zoroastriani 1 non vuole certo aprire una discussione verità dell'originaria opposizione fra lo spirito risanatore e lo spiri­
sulla sua identità, la sua patria, il suo tempo, la sua dottrina. Non to malvagio, fra il vero e l'inganno, la verità della visione di
solo ci mancherebbe il tempo, ma ci distoglierebbe dal tema del Zarathustra e della sua esperienza personale in rapporto ai seguaci
nostro colloquio. Ho solo inteso sottolineare l'insidia, sempre pre­ della menzogna, la verità della creazione, del destino della vacca e
sente e "antiscientifica", di considerare Zarathustra tout court come delle intenzioni di Ahura Mazda., personificazione della Sapienza.
il grande profeta dell'Iran antico, il primo predicatore del monotei­ Sono professioni ed esperienze esoteriche. Conseguentemente la
smo e l'inventore del dualismo. loro formulazione è personale ed esoterica". Per contrasto, tuttavia,
Mi limiterò quindi a cercare di individuare l'esperienza di e per sottilinearne l'asperità e la pericolosità ermeneutica 1', mi
Zarathustra quale essa appare nelle gatha, siano esse opera di piace citare la posizione più "agnostica" di J. Kellens: "... there is
Zarathustra stesso, come ritiene ancora la maggior parte degli studio­ no paradox nor any mystery of the Gaeas. We did not know the
si, o siano invece opera di un "circolo gathico"4 e di delinearne i language as well as we thought, and the contents were not really
what we supposed they were. The Ga.0a.s are a text like any other
text. Their grammar must be patiently perfected, and their mea­
-' Si veda J. Duchesne-Guillemin, The Western Response IO Zomllster, Ratanbai Katrak
Lectures 1956. Oxford 1958, pp. 2- I 9.
ning must be sought by means of just this grammar, without
-1 È questa l'opinione di J. Kellens: "Les GiiHii ne se présentent pas comme le travail d'un

homme, mais comme l'expression de tout un groupe religieux. Elles ne sont pas l'cevre d'une
personnalité, mais l'émanation d'une mentalité. Naturellement, elles ont eu leur artisan. Comme 'L'unico tentativo di ricerca in tale direzione che io conosca è il breve articolo di U. Wehr,
nous ne pouvons rien savoir de lui, faut-il vraiment se demander si c'était la figure religieuse la 'War Zarathustra ein Prophet? Ein kurzer Verglcich mit alttestamentlicher Prophetic'. XXI
plus importante du cercle giìthique, un de ses compagnons ou un individu obscur, travaillant sur Dellfscher Orientalistenwi in Ber/i11, ZDMG Suppi. V, ( 1983), pp.307-313.
commande et sous surveillance, mais plus habile que les autres à disposer les syllabes?", J. ' Penso che il rischio che ogni iranista corre quando si accinge a tradurre e ad interpretare le
Kellens e E. Pirart, Les texles vieil-llvestiqttes. Vo/u111e I. /111roductio11, re.ne et 1radttc1io11, gatha sia quello di voler a tutti i costi vedere nel testo quello che" priori egli pensa che l'autme
Wiesbaden, 1988, p. 20. abbia detto.

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excessive concern far whatever Zarathustra is supposed [corsivo quando tu stabilisti le opere e le parole che meritano compenso:
mio] to have said" 7• una cattiva (ricompensa) per il malvagio e una buona per il buono,
attraverso il tuo potere, alla svolta della creazione."
Missione predestinata: Zarathustra è stato scelto dall'inizio.
yahmf spiJ(llii 0(3ii mainiiu uruuaese jasi5
ta[ 0(3a pNJsa JrJS.111oi vaocii ahurc1 mazdii x$a0rii a/unf vohu nwnal)hii
ka0a tJ(1g .a vijamiia[ iirmaitiS yehiiii tiiao8a11iiiS gae0a a$ii fradiJ(lfe
yaeibiio mazdii 0(3oi vatiiete daenii aeibiio ratuS sJ(1ghaitf iirmaitiS
azJm toi iiiS paouruiie frauuoiuuTde 0(3ahiiii xratJuS yJm naeciS diibaiieitf
v1spJ(1g a11iiJ(1g maniiJuS spasiiii duuae$mJhii (Y. 43.6)
(Y. 44.11)
"A questa svolta tu arrivi mediante il tuo Spirito Benefico,
"Questo io ti chiedo, parla secondo verità, o Signore: (essendo) tu Mazda per il tuo Potere, allora attraverso il Buon
Come potrà Pietà estendersi Pensiero,
a coloro, o Mazda, ai quali la tua religione sarà proclamata? dalle azioni del quale il mondo materiale prospera, secondo Verità,
Io da te (opp. come tuo) per questo sono stato prescelto all'inizio; per questi la Pietà pronuncerà i giudizi
tutti gli altri guardo con ostilità di pensiero." del tuo Volere, che nessuno può ingannare."

Nota: al v. d l'ed. del Geldner ha pouruiio "primo", nel qual caso il spiJ(ltiJm a[ 0(3ii mazdii 111J(1ghf ahurii
verso significherebbe "io fui prescelto per questo da te per primo", opp. hiia[ mii vohu pairfjasa[ manal)hii
"io per primo sono stato affidato a te per questo". piJriJsa[cii mii ciS ahf kahiiii ahl
ka0ii aiiiirJ dax$iirii fiJrasaiiiii dt$ii
Il dio visto in una visione all'origine - vocazione e "investitura" aibf 0(3iihu gae0iihu tam1$icii
di Zarathustra (Y. 43.7)

spJ(lfiJm a[ 0(3ii mazdii mJ(1ghr ahurii "Ho riconosciuto te, Ahura Mazda, benefico
hiia[ 0(3ii al)hJuS zqtJoi dariJsiJm paouruufm quando (il tuo spirito) mi ha circondato con il Buon Pensiero
hiiaf da tiiao0anii mftdauuqn yiicii uxoa e mi ha chiesto: 'Chi sei? A chi appartieni?
abm akiii val)uhrm a$fm vmyhaouue come e con quale segno (?) devo io fissare i giorni per l'interrogazione
0(3ii hunarii diimois uruuaese apJme sui tuoi possedimenti e su te stesso?'"
(Y. 43.5)
a[. hai aojf zara0uStri5 paouruurm
"Ho riconosciuto te, Ahura Mazda, benefico hai0iio duuae$a hiia[ isoiiii driJguuiiite
quando ti ho visto (come) primigenio alla nascita del mondo, a[ a$iiune rafano liiiJm aoji5(1ghuua[
hiia[ ii burns vasasiJ x$a0rahiiii diiii
7
J. Kellens, "Zarathustra and the Old Avesta. Four Lectures at the Collège de France yauua[ ii 0{3ii mazdii stiiumf ufiiiicii
(1991 ). Lecture I. The text", citato dalla traduzione inglese in J. Kellens, Essays m1 Z"mth us tm (Y. 43.8)
a11d Zoroastriw1is111, Costa Mesa, 2000, p. 47.

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"Allora gli risposi : 'Zarathustra , come prima cosa; Zarathustra definisce se stesso: 1) zaotar, 2) staotar, 3) mq0ran.
vorrei essere , per quanto posso, un vero nemico del falso
e un forte sostenitore del veritiero; 1) - zaotar "prete , officiante , sommo sacerdote"; corrisponde al vedico
cosicché possa ottenere gli attributi di uno che ha potere autonomo h6tar- , nomen agentis dal verbo juh6ti "versare", quindi "l'officiante , chi
nella misura in cui lodo ed esalto te , o Mazda. "' versa le libagioni".
spJ(ltiJm a!, 0f3ii mazdii ma{1ghf alwra ya zaotii a$ii Jrniit huuo maniiau5 ii vahi5tii!, kaiiii
hiia!, mii vohii pairiJ°asa!, ma11a1Jhii ahmiil auuii mana1Jhii yii vJrniieidiioi nw{lfii viistriiii
ahiiii fiJrasam kahmiii viuuiduiie va$f tii .toi iziia ahurii mazdii dar5toi5ca ham .par5toi5cii
a!, ii 0f3ahmiii ii0re riitqm 11Jma1Jho (Y. 33.6)
a$ahiiii.mii yauua!, isiii maniiiii
(Y. 43.9) "Io che , come prete seguace della Verità, in accordo con lo Spirito
Migliore ,
"Ho riconosciuto te , Ahura Mazda, benefico vorrei imparare i giusti (cammini), e , con questo pensiero con il
quando (il tuo spirito) mi ha circondato con il Buon Pensiero. quale è stato pensato , praticare le opere pastorali ;
Alla sua domanda: 'Per chi vuoi tu decidere?' per questa ragione anelo, Ahura Mazda , alla tua vista e al tuo consi­
'AI dono della venerazione del tuo fuoco e della Verità glio. "
penserò , per quanto ne sarò capace. "'
2) - staotar "cantore di lodi"; corrisponde al vedico stotcir- , nomen agen­
Zarathustra è il solo a conoscere il disegno degli dèi che si espri­ tis dal verbo stciuti "lodare , intonare lodi".
me con il mq0ra "pensiero formulato" e la sasna "insegnamento".
Questo statuto di interlocutore privilegiato degli dèi e di interprete a1 va staotii aojiii mazdii al)hiicii
della loro volontà gli vale il titolo di mq0ran (v. sotto). yauua1 a$ii tauuiicii isiiicii
data al)hau5 arJda!, vohii 11/Q/Wljhii
aem moi idii visto ya na aeuuo siisna gii$atii hai0iiauuarJ5tqm hiial vasnii fJra$6tJ11m11
zara0u5tro spitiimo huuo na mazdii vatti a$iiicii (Y. 50. 1 1 )
carJbrJ0rii sriiuuaiie,jhe hiia!, hai hudJmam diiiii vaxJ<5rahiiii
(Y. 29. 8) "E mi dichiarerò i l cantore delle tue lodi , o Mazda, e rimarrò tale
per quanto potrò e ne sarò capace in accordo con la Verità.
(parla il Buon Pensiero) : II creatore dell'esistenza, attraverso il Buon Pensiero , promuova
"Quest'uom o è stato trovato per me, che è il solo a intendere le l' attuazione di ciò che è più splendido in accordo con il suo volere.
nostre dottrine:
Zarathustra Spitama; egli desidera proclamare , Mazda, per noi e per 3) - mqfJran "possessore del mantra , conoscitore del pensiero speculati­
la Verità vo". Il significato più antico della parola indoiranica mantra- , formata
i (nostri) intendimen ti. Gli si conceda la dolcezza della parola. " sulla radice man- "pensare", è "pensiero formulato" , come sta bi lito da
Thieme nella Zeitschrift der Deutschen Morgen/andischen Gese//schl(/i 1 07
( 1 957 ) , pp. 68 ss: si veda in particolare la definizione a p. 94: "es sind
spekulative Gedanken und Gesichte , bei denen es vor allem darauf

1 70
171
ankommt, daB sie Wahrheiten aufdecken". Manthra era probabilmente il yli xfa0rli grahmo hffasa1 acistahiili déJIIICl/le /11(//l{ll)hO
nome avestico dell 'A vesta 8 • a1Jhaus maraxtliro ahiili yaecli mazdli jfgéJrna[ kame
0f3ahiili mq0rano dutfm ya rs paf c/aréJsli[ afahiili
a[ zi toi vax$iili mazda vfdu$e zf.nli mruiilil (Y. 32. 1 3)
hiia1 akoiili dréJguuliite usta ya a$éJm dlidre
huuo zi mq0rli !iilito ya vfdu$e mrauuaifl "E con questo potere Grahma arriverà nella casa del Pensiero Peg­
(Y. 5 1 . 8) giore
(e) i distruttori di questa vita e coloro che , o Mazda, si lamentera n-
"Ora ti dirò , o Mazda, a Chi sa sia possi bile parlare ! , no, nella loro passione ,
che è sventura al seguace della menzogna , felicità a chi ha sostenuto del messaggio del tuo 111a11thra11 , che li distogl ierà dalla vista della
la Verità. Verità. "
Ed è felice quel manthran che può parlare a Chi sa. "

liroi zi x$mli mazdli a$li ahurli


hiia[ yu$mliklii mq0rline vaorlizaea
aibf.déJréJstli liuuffi ili auua,yhli
zastliistli yli .11a ili0re dlii ili[
(Y. 50.5)

"Davvero garantiti da voi , Ahura Mazda insieme a Verità,


giacché avete favorito il vostro manthran ,
con aiuto visibile e manifesto ,
sono i segni della mano che ci metteranno nella beatitudine."

ya mq0ra vlicéJm mazdli baraitf


uruuaeo afli lléJfllGl)hli zara0ustro ....
data xrataus hizuuo rai0fm stai
mahi ili rliza�1g vohu sahf[ mana1Jhli
(Y. 50.6)

"Il manthran che innalza la sua voce , o Mazda,


con reverenza, tuo alleato nella Verità è Zarathustra.
Possa il creatore dell ' intelletto istruire il cammino della mia lingua,
attraverso il buon pensiero , ad essere l ' auriga della mia preghiera."

x Si veda E. Morano, "API in the *apWiika-", Orie11ta/ia losephi Tucci Memoriae dica/a,
edenda curaverunt G. Gnoli et L. Lanciotti , Roma, 1987, p. 974.

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