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GIOCO E RIGIOCO

Dai 4 pilastri dell'allenamento


a una nuova metodologia
SCritto da Cambiodicampo
PERCHÉ UN
NUOVA
METODOLOGIA?
Questa "metodologia" è
stata ideata ed elaborata
da Cambiodicampo ed è
presentata nel corso
omonimo.

L’obiettivo, come sempre,


è quello di fare crescere
gli allenatori attraverso
un miglioramento
collettivo nel quale gli
attori principali sono
l’allenatore stesso e i
“suoi” calciatori.

Capirai come cambiare, o


potenziare, il tuo modo di
allenare il calcio
attraverso il gioco e il
pensiero critico: i due
principali elementi che
permetteranno ad ogni AL CENTRO DI
allenatore di creare TUTTO IL CALCIO,
l’ecosistema di crescita IL NOSTRO
corretto per la propria MERAVIGLIOSO
squadra. SPORT.
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Gioco e riGioco

ANCHE SE NON CI PIACE


IL TERMINE
METODOLOGIA
Questa parola, infatti, significa letteralmente "impiego
coerente e rigoroso di un determinato metodo".

Noi di Cambiodicampo non crediamo nel vincolare le


persone in azioni da compiere in maniera pedissequa. La
nostra metodologia è diversa: è basata su principi da
seguire, piuttosto che su metodi e canoni. Crediamo nel
valore che l'allenatore può trasferire all'allievo.

Per questo, se da una parte diamo importanza alla


libertà e alla responsabilità dei giocatori per il loro
processo di crescita, dall'altra seguiamo lo steso
filologico per gli allenatori, affinché essi siano messi
nelle migliore condizioni che possano favorire la propria
crescita.

Perciò non crediamo in codifiche, vincoli o regole che


vengono dettate da una parte verso l'altra. Di
conseguenza, anche l'allenatore deve essere libero di
crescere dentro alla complessità del gioco, una
complessità che insegna a capire il gioco stesso.

Per farlo deve essere in grado di saper stare in quella


complessità, di poterla comprendere e di sapersi
muovere al suo interno, tra le relazioni e le situazioni che
il Gioco evidenzia.

Ma perché insistiamo così tanto con questo Gioco?

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PERCHè
il gioco
e non le esErcitazioni
Abbiamo tutti poco tempo per allenare i nostri allievi.
Questo ci impone la ricerca del metodo più efficace.

Siamo anche noi passati dal fare allenamenti per mezzo


di esercitazioni che prevedono file, circuiti e tempi di
recupero fissi. Siamo passati per fare allenamenti
prettamente analitici nel quali l'unico obiettivo era
ricercare la qualità del gesto tecnico.

Ma quanto queste dinamiche sono lontane dal gioco


reale?

In ogni partita ogni situazione è dettata dalla relazioni


delle variabili: le pause, ad esempio, sono dettate dal
gioco stesso, dal movimento di compagni e della palla; la
velocità e i tempismi delle giocate sono dettate dal
campo, dagli avversari e dalle condizioni atmosferiche.
Non esiste qualcosa di predeterminato e schematico.

Il tempo che dedichiamo allo sviluppo di capacità e


competenze specifiche (che riguardano, cioè,
strettamente la sfera del gioco del calcio) per i nostri
piccoli e grandi atleti dovrebbe essere aumentato. Per
questo motivo da molto tempo abbiamo cominciato a
interrogarci su quali "principi" un allenamento dovrebbe
essere fondato, al fine di raggiungere sempre la miglior
efficacia.

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Siamo giunti a darci delle risposte che potessero tenere


conto della complessità del gioco. ma che non abbiamo
la presunzione che possano essere il Vangelo.

Partendo dalla presupposto che la palla fosse sempre al


centro (altrimenti non esisterebbe tecnica, anche se
andrebbe discusso quanto l'obiettivo tecnico debba
essere preponderante nei nostri allenamenti), siamo
passati a capire che è la strategia che comanda. Essa
detta tempi di riposo e tempi di movimento. La strategia
di gioco, tramite la quale si deve arrivare all'obiettivo,
(impone di dover effettuare continue scelte, sviluppando
la creatività, il senso di responsabilità e di autonomia.

Ma  non solo. Senza relazioni tra persone la strategia


trasformerebbe ogni esercitazioni più simile a uno sport
di prestazione, in cui l'obiettivo sarebbe battere sé stessi.
Nel calcio bisogna essere più bravi di qualcuno. Ecco che
allora la competizione è centrale nel gioco. Noi la
definiamo competizione attiva, ossia quella
competitività resa equilibrata, in cui il raggiungimento
dell'obiettivo sia raggiungibile (e lo si possa raggiungere
circa il 60%  delle volte in cui si effettua un tentativo) e
in cui il contesto favorisca lo sviluppo di attitudini. Tali
attitudini sono da intendersi sia individuali sia (anzi,
soprattutto) collettive, sin da tenere età.
Contestualmente, il concetto di relazione si sposa con
quello di collaborazione: compagni determinano una
strategia diversa, collaborativa appunto.

Ma vi sono anche caratteri riguardanti orientamento e


spazio: in questo senso, ogni gesto tecnico ha senso
verso più direzioni nel calcio, ma con lo scopo
individuale e collettivo di perseguirne una sola: quella
della porta. Ecco che allora, secondo noi, ogni
esercitazione deve essere bidimensionale e bi-orientata
(porta a porta). Pensate a un possesso di palla: orientare
il  controllo non sarebbe la stessa cosa se il fine fosse
quello di mantenere solamente la palla, piuttosto che
attaccare una direzione.

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Come allenare
avvicinandosi al
gioco?
Per avere risposta a questa domanda dobbiamo partire
da capire quali sono gli elementi che il gioco ha e che,
pertanto, devono essere sempre presenti in ogni
allenamento.

In ogni partita ci sono elementi imprescindibili.

Da questi partiamo per definire COME ALLENARE:

I 4 PILASTRI DEL
GIOCO
Ossia

I 4 PILASTRI
DELL'ALLENAMENTO

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La PALLA

Sappiamo che può In questo primo pilastro, si


sembrare banale, ma diteci intende, invece la presenza
che non avete mai visto di una e una sola palla
un’esercitazione fatta senza durante le esercitazioni.
palla. O altre esercitazioni Aumentare il carico
che, invece, aggiungono più cognitivo aggiungendo un
di un pallone per alzare il pallone, crea un contesto in
livello cognitivo cui si sposta il focus
aumentando le “tattico” del giocatore verso
interferenze. Si pensa, così, l’attenzione della
che un livello cognitivo più risoluzione di un problema
alto abbia un transfer che mai dovrà affrontare
positivo sulla situazione di nel contesto reale della
partite. Così, un giocatore partita. Si vuole, quindi,
abituato a giocare sotto aumentare la complessità
un’elevata pressione (concetto consono alla
cognitiva, dovrebbe essere  pedagogia non lineare), ma
in grado di raggiungere un intervenendo su variabili
livello di carico cognitivo sbagliate.
(attenzione, percezione,
visione..) alto.

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Principio simile, ma Tali collegamenti vengono


opposto per obiettivo, si creati (per mezzo di un
otterrebbe eliminando il abilità chiamata plasticità
pallone o facendolo giocare sinaptica) in situazioni che
in maniera diversa (con le la persona riconosce
mani, ad esempio). In tenendo contro della sua
questo caso si cambia esperienza pregressa, in
l’approccio tecnico-tattico, relazione al contesto
agendo di componenti ambientale  e alla finalità
coordinative non simili al di ogni gesto, intesa come
quelle attivate durante il tecnica e tattica. In questo
gioco del calcio. Ciò, allo senso, l’atto motorio viene
stesso modo di prima, non definito come “finalizzato”.
porta a un transfer positivo. Senza la palla non ci
sarebbe alcun atto motorio
La tecnica, come detto un finalizzato simile alla
uno degli episodio a a cui partita. Si deduce che non
questo ebook fa parziale avverrebbe alcun
riferimento, è un abilità miglioramento tecnico né
specifica. Ciò significa che tattico.
si apprende per contesti
distinti ed è sempre diversa Per comprendere meglio il
in base ad essi. Per contesti concetto di finalità e atto
si intendono tutti i fattori motorio, che trovano
ambientali, come le fondamento nelle
dimensioni spaziali, il neuroscienze, rimaniamo
clima, il tipo di terreno, ma disponibili per ulteriori
anche relazionali (diversi contatti e chiarimenti.
compagni) o emotivi;
insomma, tutti quelle
perturbazioni esterne o
mutamenti interni del
sistema.

L'apprendimento tecnico
avviene attraverso l’attivarsi
di collegamenti sinaptici in
zone specifiche del cervello
(si faccia riferimento a
episodio sui neuroni
specchio).

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Le RELAZIONI

Non esiste gioco senza relazioni interpersonali.

Ogni situazione è inevitabilmente condizionata da esse. I


compagni di squadra influenzano le scelte prese da ogni
giocatore e ne determinano il risultato. Nella teoria
dinamica le relazioni sono una delle variabili sistemiche.
Per questo, al fine di integrare quella casualità intrinseca
del gioco del calcio, è fondamentale che ogni
esercitazione abbiamo dei compagni che determino
relazioni.

Tali relazioni sono da intendersi di gioco, ossia di natura


tattico-tecnica, ma anche motivazionali ed empatiche.

Si pensi all’esempio di un passaggio.

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Un passaggio può essere, tecnicamente e tatticamente,


appoggiato (ossia rimangono sempre nel campo visivo
avversario), passante (ossia che non rimangono visibili
all’avversario per un arco determinato di tempo, non
essendo diretti verso la porta) e filtrante  (ossia non
visibili dall’avversario e diretti verso la porta). Chiaro che
diversi tipi di passaggio possono avvenire per relazioni
diverse e per situazioni diverse. Inoltre vi sono anche
fattori “fisici” del passaggio, come la velocità, la
traiettoria e l’effetto, che devono essere misurati sempre
in base al ricevente. Sarà difficile che un ragazzo esperto
nel gioco esegua un passaggio filtrante ad alta velocità a
un novizio; più probabile è che, nel gioco, adatti il
comportamento adeguandosi al novizio facendogli un
lento passaggi appoggiato, per favorirne il controllo e la
giocata successiva. Questo esempio introduce l’aspetto
motivazionale ed empatico. Il gesto tecnico preso in
esame dipende fortemente dalla relazione dei due e dal
riconoscimento della situazione da parte dei due
giocatori “attivi” nel sistema.

Ma ciò è scalabile ad altre situazioni di gioco: 1 vs 1 è


facilitato da un compagno, un tiro in porta dipende da
come il compagno ti trasmette palla facilitando il
controllo, ma anche dalle posizioni più o meno utile
assunte dai compagni.

Le scelte dei propri compagni, infatti, determinano


inevitabilmente la prossima azione da farsi e cambiamo le
scelte. Le situazioni governabili sono poche, mentre
l'imprevedibilità il più delle volte regna. Creare
esercitazioni senza includere questa serie di fattori, può
limitare il transfer rispetto al gioco.

Dall’altra parte, favorire l’instaurarsi di relazioni e


l'adattamento tra persone porta i calciatori a
raggiungere gli obiettivi con più frequenza, aumentando
l'efficacia dell'apprendimento. Chiaro è che tali obiettivi
vadano misurati dall’allenatore/formatore in base al
contesto squadra e non in base al singolo. In questo
modo il singolo crescerà nel contesto, grazie alle
relazioni.

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la DIREZIONALITÀ
La direzionalità è un fattore che determina
costantemente il comportamento di ogni giocatore
durante il gioco. La finalità del gioco è fondamentale per
sviluppare e allenare situazioni trasferibili in partita. Tale
finalità, intesa come:

- Andare a fare gol in una porta, in fase offensiva; e


- Difendere (anche) in relazione a una porta in fase
difensiva,

determina che tutti i sotto-obiettivi abbiamo come


finalità la conquista di spazi adeguati alla finalizzazione
della manovra. In questo modo vanno a configurarsi tutti
i principi tattici collettivi del gioco. Di conseguenza tutti
gli sviluppi assumono significato preciso.
Superare una linea, creare sovrannumero, prendere
ampiezza, concentrare la squadra, sono tutte sviluppo
“direzionati”.

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Senza direzionalità tutti questi significati andrebbero


persi e si creerebbero situazioni non simili a quelle della
partita.

Si pensi di essere un giocatore durante un esercitazioni di


possesso palla. Cosa determina lo scopo del tuo prossimo
smarcamento? Verso quale direzione verrà effettuato il
tuo prossimo controllo? E ancora, più ampiamente: Cosa
determina ampiezza e profondità?

Tutti elementi, questi ed altri, che vengono a mancare se


non vi è un orientamento dell’esercitazione. Tuttavia, non
basta che il campo abbia orientamento, ma che esso sia
bidirezionale. Ciò significa che ogni esercitazione
dovrebbe sempre avere due direzioni, non una (che
falserebbe i comportamenti difensivi), ma nemmeno più
di due. Senza orientamento del campo bidirezionale la
strategia cambierebbe, sia difensiva che offensiva.
Dunque cambia il gioco. Di conseguenza le scelte che
ogni giocatore prende singolarmente (anche se in
relazione al contesto squadra) difficilmente potrebbero
essere trasferite nella partita.

Mantenere una direzionalità doppia crea un contesto


simile alla partita e farà sì che ogni scelta sia più
adeguata al contesto di gioco.

Per questo motivo bisogna che ogni momento allenante


abbia DUE PORTE, una per parte in modo che ogni scelta
tecnico tattica sia utile ad abilitare un apprendimento
ripetobile nel reale contesto di gioco.

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Gli AVVERSARI
L’avversario è il fattore L’avversario, come
determinante ogni scelta intuibile, non è elemento
durante il gioco. Ad ogni dal quale di può
sua azione corrisponderà prescindere nel contesto
una nostra reazione e di gioco. Togliere
viceversa. L’avversario è il l’avversario
fattore dal quale significherebbe allenare
dipendono due grandi scelte non utili alla
variabili: Spazio e Tempo. trasportabilità nella
partita.
Sentiamo parlare spesso Il nemico determina
di queste due variabili sempre in che spazio
che dominano il gioco. andare, quando andarci e
Ma da chi o cosa
come andarci.
dipendono?
Gli avversari hanno anche
Il calcio è uno sport in cui
interazione relazionale
l’aleatorietà è enorme,
con i componenti della
proprio perché i giocatori
squadra opposta.
in campo eseguono
Costringono a pensare, a
spesso gesti ed azioni non
trovare soluzioni, a
immaginabili. Si pensi ai
cambiare scelta, a giocare
principi offensivi:
palla facendolo di prima o
L’ampiezza dipende dalla
con più tocchi, a cercare il
concentrazione avversaria
(infatti si parla di dribbling o a non
ampiezza relativa e rischiare.
assoluta), così come la E non solo. Gli avversari ti
profondità; L’efficacia costringono  a prendere
della mobilità, scelte senza farglielo
imprevedibilità e lo capire, a agire in maniera
scaglionamento intimidatoria. Nel calcio si
dipendono fortemente deve cercare di prevalere
dal comportamento sugli avversari in maniera
difensivo adottato scaltra e astuta.
dall’avversario.

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Con la presenza di avversari, i giocatori dovranno


adattarsi e trasformare ogni situazione dallo stato in cui è
allo stato in cui si vuole farla andare.

Anche se, a volte, togliere l'avversario potrebbe far


sembrare che si possa arrivare a raggiungere l'obiettivo
prefissatosi, tale raggiungimento potrebbe non significare
un reale apprendimento. Agire in maniera controllabile
non è, spesso, la miglior soluzione.

L'avversario, invece, configura uno delle più forti cause


scatenanti (o provocatorie) una reazione da parte dei
calciatori che vogliamo allenare. Perciò diventa
fondamentale saper gestire questo fattore, oltre che
metterlo in campo.

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Da questi 4 pilastri siamo partiti per dare a tutti gli


allenatori le basi del loro cambiamento.

Ma non è finita qui.

Se questi principi sono elementi imprescindibili, non


possiamo che capire che il miglior strumento per allenare
il calcio è la partita.

Ma è veramente
possibile allenare
solamente attraverso
la partita?
Noi di Cambiodicampo intendiamo come partita 3
principali mezzi allenanti, che sono quasi sempre gli
unici che vengono portati in campo.

Durante il corso della metodologia "Gioco e riGioco"


abbiamo mostrato che questi mezzi allenanti siano
propedeutici all'osservazione metodologica di ciò che
succede nella partita del weekend. È da quel che si
osserva e si analizza durante quegli istanti che si potrà
comprendere quali sono le necessità sulle quali allenare
durante la settimana.

Da questo momento si avranno gli obiettivi sui quali


concentrarsi e si potranno creare gli allenamenti
adeguati.

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Gioco e riGioco

In che modo? L’idea di fondo è quella di cercare di


ricreare le stesse condizioni complesse affinché i nostri
giocatori possano risolvere le soluzioni che il gioco gli
mette di fronte, condizioni complesse che vengono
determinate dalla presenza di Relazioni verso compagni e
Avversari e che prevedono di cercare di arrivare a
raggiungere l’obiettivo (il gol, che passa per mezzo di una
direzionalità doppia) del gioco. In queste condizioni, ogni
giocatore prenderà delle scelte, commetterà degli errori e
sarà assalito da decine e centinaia di emozioni diverse,
tramite le quali apprenderà il gioco del calcio.

Non insegno mai nulla


miei allievi. Cerco solo
metterli in condizione
poter imparare.
" ai
di
di

ALBERT EINSTEIN

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Gioco e riGioco

Con queste premesse, nelle quali entreremo in maniera


specifica nel corso "Gioco e riGioco", possiamo entrare nel
merito delle sedute di allenamento.

PALLA
+
AVVERSARI
+
RELAZIONI
(compagni)
+
DIREZIONALITÀ

PARTITA

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Ma quali partite?
Ogni partita deve cercare di ricreare le condizioni
affrontate o affrontabili nelle partite ufficiali.

Partendo da questo presupposto, quale strumento


potrebbe essere migliore di partite amichevoli?

Ma, volendo escludere questo mezzo, altri due


importantissimi mezzi sono le partite libere, che hanno il
pregio di poter essere osservate per capire il gioco
(capiremo nel corso cosa si intende), e le partite a tema.

I mezzi allenanti, dunque, sono:

Partite amichevoli
Partite libere
Partire a tema

Partite amichevoli:
Partita con regole ufficiali della competizione. Nella
nostra idea vengono svolte al posto degli allenamenti.

PRO
Non si conoscono le caratteristiche degli
avversari
Gli avversari non conoscono la squadra
Tempi di gara e dimensioni di campo
standard

CONTRO
Non possono essere allenati tutti i giocatori
simultaneamente

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Partite LIBERE:
Si gioca tra componenti della stessa squadra. L’allenatore
non interrompe le continuità del gioco e non mette
regole.

PRO
Si allenano tutti i componenti della stessa
squadra contemporaneamente

CONTRO
Gli avversari solitamente conoscono cosa
stanno applicando gli avversari
Tempi di gara e dimensioni di campo variabili

Partite A TEMA:
Si gioca tra componenti della stessa squadra. Si
inseriscono regole per far emergere un determinato
comportamento (regole di provocazione)

PRO
Si può allenare un determinato
comportamento

CONTRO
Si altera la natura del gioco
Alcuni comportamenti possono essere
forzati disincentivando l’apprendimento

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Ovvio è che poi tutto va tradotto in campo.


Durante i video degli allenamenti e delle partite del corso
andremo a capire, insieme, su cosa bisogna concentrarsi.

Tratteremo il come allenare e i perché di fondo,


basandoci su un idea di CALCIO PER PRINCIPI. In base a
quei principi (che scopriremo essere delle idee di gioco
ben settate), andremo a osservare le partite e creare i
nostri allenamenti.

Il tutto sarà iscritto in un nuovo modello che andrà a


sostituire la PROGRAMMAZIONE, un modello che potrà
essere utilizzato nell'arco di tutta la stagione e che avrà
una forma ciclica:

IL CICLO
DELL'ALLENAMENTO

Sembra banale, ma sei sicuro di riuscire a farlo in


amnaiera coerente?

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Gioco e riGioco

Nel corso scoprirai tutto ciò che ti serve per allenare


secondo la metodologia del Gioco:

GIOCO E RIGIOCO

Gli argomenti del corso:

1 COS'È IL GIOCO 6 CONTESTO E RELAZIONI


Comprenderai cosa significa Comprenderai come
gioco e perché bisogna ambiente e persone
allenare in questo modo influenzano

2 APPRENDIMENTO 7 UN CALCIO PER PRINCIPI


Conoscerai le 4 fasi Capirai come un calcio per
dell'apprendimento in principi può essere migliore
relazione al nostro sport dal punto di vista formativo

3 CENNI DI PEDAGOGIA NON LINEARE 8 STRUTTURARE I PRINCIPI


Comprenderai i principi della ATTRAVERSO I 4+1 PILASTRI
pedadogia lineare e non Come settare correttamente i
lineare principi?

4 APPRENDIMENTO EMOZIONALE 9 TRA BAMBINI E ADULTI


Capirai l'utilità dell'allenare Capirai le differenze
provocando emozioni dell'attuare un calcio per
negative e positive principi con bambini e adulti

5 SCOPO-SPECIFICITÀ 10 MODELLARE I PRINCIPI


Comprenderai che ogni Capirai come il modello di
situazione deve essere principi può variare nel tempo
specifica per essere allenata a seconda della squadra

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Gioco e riGioco

11 GUARDARE LA PARTITA 14 ALLENARE ATTRAVERSO IL GIOCO


ATTRAVERSO I PRINCIPI Capirai come portare
Cosa guardare in una l'allenamento tramite il
partita del weekend? Gioco in settimana

12 CON L'ATTIVITÀ DI BASE 15 IL CICLO DELL'ALLENAMENTO


Cosa si può guardare e Capirai come iterare il
capire con l'attività di orocesso di osservazione e
base? allenamento

13 I MEZZI ALLENANTI 16 L'ESEMPIO DI UNA STAGIONE


Comprenderai quali sono e Vedrai l'esempio dell'arco di
come usare i "nostri" mezzi una parte di stagione in
di allenamento quest'ottica di allenamento

tt u
u tt tt o
o u
unn a
a ll tt rr o
o m
mee tt o
oddo
o
Questo ebook è tratto dalla metodologia

"Gioco e riGioco"
di Cambiodicampo

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