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LìItalia nel secondo dopoguerra e la Prima Repubblica

L’Italia del secondo dopoguerra durante il governo Badoglio, era mossa da numerosi movimenti
politici: la Democrazia cristiana rappresentata da De Gasperi; il Partito comunista rappresentato
da Togliatti; il Partito socialista rappresentato da Pietro Nenni; il Partito liberale rappresentato da
Croce ed Einaudi; e altri partiti minori. Quando nel 1944 Vittorio Emanuele III lascia il posto al figlio
Umberto, Badoglio si ritira e il governo passa nelle mani di Bonomi. Questi decreta che sarebbero
stati gli italiani, con un referendum, a decidere se mantenere ancora la monarchia o costituire una
nuova Repubblica, mentre un’Assemblea costituente avrebbe lavorato per una nuova
Costituzione. L’Italia usciva dalla guerra distrutta dal punto di vista economico, geografico,
produttivo, industriale. Cominciano anche a farsi sentire numerosi movimenti operai che
minacciano una rivoluzione di tipo comunista come era avvenuto in Russia. Nel Sud Italia
prevalevano moderati e conservatori, al Nord forze di sinistra e rivoluzionari. Nel 1945 nasce il
primo governo guidato da Ferruccio Parri che cade molto presto e viene subito sostituito dal
nuovo governo di De Gasperi. Questi prospetta una collaborazione tra tutti i maggiori partiti
politici; era l’unica cosa ragionevole da fare e per questo collabora con Togliatti che sceglie come
Ministro della giustizia e con Nenni che sceglie come vicepresidente. Togliatti capisce subito che
non c’erano le condizioni per una rivoluzione comunista e mette in atto, allora, una politica attenta
e cauta. Per evitare attriti con la destra concede che i prigionieri di guerra, exfascisti, fossero
liberati. Il 2 giugno del 1946 si tiene il referendum in cui i cittadini italiani erano chiamati a
scegliere tra la repubblica e la monarchia. Vince, per un esiguo scarto di voti, la scelta per la
Repubblica. Viene subito eletta un’Assemblea costituente a suffragio universale. La scelta del
voto alle donne è il chiaro segnale di una vera riforma. Le lezioni vedono la vittoria schiacciante
della Democrazia cristiana, seguita dal Partito comunista e poi da quello socialista. Viene eletto un
capo provvisorio dello Stato: De Nicola e si dà avvio alla trascrizione della nuova costituzione.