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L’INTERVENTO AMERICANO

Intanto il Giappone cominciava a muoversi per attuare la sua politica espansionistica. Lo aveva
già fatto con l’invasione della Manciuria e della Cina; letale divenne l’avanzata verso l’Indocina
iniziata già nel 1941. Inevitabile lo scontro con gli USA. Pur di appianare le tensioni i due Paesi
avevano avviato alcune trattative ma tutte si erano concluse con un nulla di fatto. Il Giappone non
aveva intenzione di rivedere nulla. Nel dicembre del 1941 ben 183 bombardieri nipponici
piombarono sulla base americana, nelle isole Hawaii, di Pearl Harbor. Fu un disastro
inimmaginabile per aerei, navi e uomini americani in stanza in quell’isola. Gli USA, che avevano
cercato in tutti i modi di tenersi fuori dalla guerra (se non attraverso la concessione di prestiti e
aiuti economici a Francia, Inghilterra e Russia) adesso entravano dichiaratamente in guerra e
contro il Giappone. Churchill e Roosevelt avevano già, in agosto, firmato la Carta Atlantica e la
Russia si era alleata con l’Inghilterra. I giochi erano fatti. Dopo Pearl Harbor i giapponesi
continuarono i loro progetti prima verso l’Asia insulare poi verso quella peninsulare e, per evitare
contrasti in loco, nell’aprile del 1941 avevano anche firmato un patto di neutralità con la Russia. Il
progetto giapponese era di formare una grande Asia estesa dalla Manciuria alla Nuova Guinea.
Mentre il 7 maggio del 1945 la Germania si arrendeva, non era terminata però la guerra nel
Pacifico tra Giappone e USA. Una guerra dura che, se inizialmente aveva visto l’avanzata
inarrestata dell’impero nipponico, a metà del 1945 cambiò rotta. Dopo lunghi ed estenuanti
scontri, i Giapponesi furono scacciati da tutti i territori che avevano occupato. La disperazione dei
giapponesi fu talmente tanta che, dopo aver perduto ogni cosa, tentarono il tutto per tutto
giocandosi la carta dei kamikaze, piloti di aerei che si lasciavano saltare in aria sugli obiettivi
nemici. Fu Truman, il 6 agosto 1945, a porre fine a tutto con un evento terrificante: la bomba
atomica sganciata su Hiroshima e Nagasaki.

COSA ACCADDE DOPO LA SECONDA GUERRA MONDIALE

Tra i Paesi vincitori, che durante la guerra non avevano mai tenuto in considerazione le loro
differenze politiche, furono attuati degli incontri in cui emerse subito la difficoltà di trovare un
accordo che soddisfacesse tutti.:

1) La conferenza di Teheran 1943, dove si ipotizzò una suddivisione dell’Europa per zone di
influenza;

2) L’incontro di Mosca tra Stalin e Churchill, 1945, dove si stabilirono le zone di influenza sin
Europa: a Stalin Romania e Bulgaria, al Regno Unito la Grecia;

3) La Conferenza di Jalta, 1945, dove si stabilì la divisione della Germania in 4 zone e la sua
totale smilitarizzazione;

4) L’incontro di Potsdam, 1945, si incontrarono Stalin e Truman (Roosevelt era morto) e Attlee
che aveva vinto le elezioni battendo Churchill. La tensione fece tramontare la speranza di
trovare un accordo tra le parti. La suddivisione dell’Europa fu rivista. L’Italia dovette cedere
alcuni territori e la Germania fu divisa in 4 parti. Ad essa fu attribuita, ancora una volta, la
responsabilità anche del secondo conflitto, ciò venne fortemente sostenuto durante il
processo di Norimberga che si tenne contro i gerarchi nazisti tra il 20 novembre del 1945 e l’1
ottobre 1946.

Al fine di evitare un altro scontro armato viene redatto, a giugno del 1945, un nuovo statuto che
potesse rendere più forte l’ONU. L’Europa aveva perso tutto: uomini, paesi distrutti,
disoccupazione e crisi economica. Così, quando al mondo fu chiaro che le due potenze realmente
considerevoli erano diventate URSS e Usa, l’Europa si divise in due zone: il blocco orientale
dipendente esclusivamente dall’economia russa, il blocco occidentale dipendente dall’economia
americana. Nel 1945 gli Stati Uniti organizzano una conferenza a Bretton Woods dove vengono
discusse questioni strettamente economiche e dove, tra le altre cose, si stabilisce che il dollaro è
l’unica valuta convertibile in oro e la sola moneta di riferimento per gli scambi internazionali.
Questo sistema economico però non poteva essere certamente applicato in URSS né nei paesi
che da esso dipendevano per cui nacque immediatamente una sorta di attrito tra le due potenze.
LA GUERRA FREDDA. Ad inasprire l’attrito si aggiunse anche la politica violenta dell’URSS sulle
sue zone di influenza che vennero poste sotto il controllo dell’armata rossa.

La prima tensione effettiva e pericolosa si palesa nella questione della Turchia, zona in cui l’URSS
tenta di ottenere delle basi militari. Davanti a queste pressioni russe sulla Turchia, gli Stati Uniti
rispondono presidiandone i territori per difenderla. La tensione si concluse quando la Turchia
decide di collaborare con gli Stati Uniti.

Altra pericolosa tensione si palesa in Grecia, terra in cui si era costituito un governo filoccidentale
dopo la caduta del nazifascismo. Il problema sorge quando cominciano a divampare focolai di
matrice comunista: la guerra civile. Tutto rientra quando nel 1949 le sinistre vengono sconfitte e si
ripristina la monarchia.

La guerra fredda inizia effettivamente quando gli Stati Uniti decidono di inviare aiuti economici
( Piano Marshall) a tutti i Paesi in difficoltà compresi quelli dell’Est e l’URSS stesso. Stalin rifiuta
questo aiuto. Dal canto suo, il dittatore russo, da’ avvio ad un piano di ricrescita del Paese che
prevedeva un rafforzamento dell’apparato bellico, la repressione di ogni forma di dissenso
politico e il riavvio dell’industria pesante e di quella agricola. La repressione di ogni sorta di libertà
porta, contro le aspettative di Stalin, all’insofferenza del popolo russo e alla ribellione. Insieme
all’URSS anche i Paesi del blocco orientale soffrono gli stessi stenti. A cambiare la situazione
interviene la morte di Stalin nel 1953. La fine del controllo porta però ad una ribellione in ogni
zona. L’affermazione della nuova guida dell’URSS, Chruscev, ridimensiona le numerose tensioni:
libera dai Gulag molti prigionieri, dà spazio all’industria leggera, conclude una pace con l’Austria,
riprende i rapporti con la Jugoslavia di Tito. Chruscev ha anche il coraggio di denunciare a gran
voce le efferatezze, gli orrori e le violenze perpetrate da Stalin durante gli anni del suo governo e
dichiara che un vero governo comunista è un governo affidato alle mani del popolo. Il tutto resta
una utopia perchè, comunque, il governo di Chruscev è formato da uomini di Stalin che
lavoreranno in tutti i modi per fermare l’attuazione di questo progetto pacifista.

La guerra fredda, fortunatamente non sfocerà mai in un vero e proprio scontro armato ma si
trasformerà in uno scontro ideologico e industriale. Entrambe le potenze possedevano nelle loro
mani armi di distruzione di massa che terrorizzavano il mondo. Gli Stati Uniti la bomba atomica,
l’URSS la bomba a idrogeno. Fu l’Estremo Oriente ad accogliere le battaglie politiche ed
economiche più sanguinose tra democrazia e comunismo. Accadde in Corea e in Cina. In Cina
questo scontro si palesa nella guerra civile tra i nazionalisti di Chiang Kai-shek e i comunisti di
Mao Zedong, due nemici che durante la seconda guerra mondiale paradossalmente avevano
combattuto fianco a fianco contro il nemico comune che era il Giappone. Lo scontro è vinto da
Mao che fonda la Repubblica popolare cinese; all’avversario tocca di rifugiarsi a Formosa e
creare la Repubblica nazionalista cinese. Il sistema comunista aveva mostrato al mondo il suo
prestigio e la sua potenza.

In Corea, invece, era in corso una divisione in due del territorio, attuata dopo la seconda guerra
mondiale: Corea del Nord, comunista e Corea del Sud, nazionalista. Nel 1950 la Corea del Nord
tenta di invadere il Sud per unificare il Paese sotto il comunismo. Interviene l’ONu ma in quel
momento il rappresentante russo all’ ONU è assente così, l’organizzazione, decide di dichiarare la
Corea del Nord aggressore intervenendo militarmente in favore della Corea del Sud. Gli americani
si muovono, guidati da MacArthur, a guidare questa difesa del Sud del Paese. Appena gli
giungono al confine con la Cina , Pechino si muove per contrattaccare respingendo l’esercito
delle Azioni Unite al Sud. E’ allora che MacArthur pensa di utilizzare la bomba contro la Cina.
Consapevole del disastro che ne sarebbe derivato, l’allora Presidente americano Truman
destituisce MacArthur dal suo ruolo e tutto rientra. L’armistizio viene firmato nel luglio del 1953.